Oggetto del Consiglio n. 1657 del 14 dicembre 1990 - Resoconto
OGGETTO N. 1657/IX - CHIUSURA DELLA DISCUSSIONE GENERALE SULLE LEGGI DI BILANCIO PER IL 1991.
PRESIDENTE: Il Consigliere Ricco ha chiesto la parola per intervenire nella discussione sui disegni di legge iscritti ai punti 31 bis e 31 ter dell'ordine del giorno; ne ha facoltà.
RICCO (DC): Signori Consiglieri, mi sento onorato di aver partecipato alla discussione, ampia ed interessante, sull'approvando bilancio di previsione per il 1991. Gli interventi delle forze politiche di opposizione sono stati a volte pacati ed a volte impregnati di apporti positivi, pur contenendo critiche necessarie e di parte.
Anche oggi, in qualità di relatore, cercherò di essere breve, perché spetta all'Assessore alle Finanze essere più ampio; mi sia però consentito dare brevi risposte agli interventi fatti in sede di discussione generale, cui non ho potuto rispondere ieri.
Comincio rispondendo al Consigliere Voyat, che ritengo non abbia avuto il tempo di ascoltare bene tutta la mia relazione di ieri, anche perché a quell'ora era stanco, come del resto lo eravamo tutti, in merito a quanto ho detto circa lo sgonfiamento dei bilanci. Poiché normalmente prendo appunti su quello che devo dire, posso confermare che ho detto esattamente quanto segue: "Normalmente le amministrazioni sgonfiano i bilanci, per poter fare, dopo, delle variazioni e finanziare delle spese particolari, che vogliono far sfuggire alla discussione generale in occasione della presentazione del bilancio ai consigli". Oltre ai miei appunti ci sono anche i nastri. Detto questo, il collega Voyat mi deve dire se io ho citato mai il Consiglio regionale della Valle d'Aosta.
Come vedi, Consigliere Voyat, si trattava di un discorso di carattere generale, non riferito a questa nostra Amministrazione regionale, che ha sempre agito bene, anche sotto il tuo imperio.
Per quanto riguarda la lettera in tuo possesso, devi tener presenti i tempi diversi: le contabilità vengono rese nel mese successivo, con notevole ritardo. Io stesso le ho potute controllare giorni fa. Non sbaglia affatto quindi l'Assessore Lavoyer, se tu gli hai chiesto dei dati un mese o più in rapporto ai tempi. Io ti ho fornito dei dati esatti, ma recentissimi.
Tanto per continuare, gli uffici dell'Assessorato alle Finanze non possono essere in possesso di dati aggiornati perché li ricevono di seconda mano: devono sempre chiedere agli uffici competenti o attendere di riceverli, a meno che non usino il telefono amico.
Tanto per fornirti dati freschi, come le uova di giornata, posso dirti che, fino a ieri, la Circoscrizione doganale di Aosta ha incassato 450 miliardi per l'IVA. A chi puoi chiedere queste cose? A nessuno, se non a chi può schiacciare il bottoncino. Come vedi, le nostre previsioni, anche in rapporto a quello che dicevo ieri, sono state azzeccate. Abbiamo avuto fortuna? Comunque è andata così.
Il Consigliere Aloisi ed altri Consiglieri dell'opposizione, come Viérin e Louvin, non sono soddisfatti dell'attuale suddivisione del bilancio per Assessorato. A mio avviso, non sempre il ritorno al recente passato può significare un passo indietro, perché qualche volta, oltre ad essere una scelta, può voler dire essersi accorti di aver intrapreso una strada poco praticabile, non da tutti condivisa. "Errare humanum est, perseverare diabolicum"
Il Consigliere Louvin, accennando all'intervento del Consigliere Milanesio, ha detto che la maggioranza ha avuto uno stimolo od un incoraggiamento da parte del collega Milanesio. Amico Louvin, io affermo che questa maggioranza è consapevole delle scelte fatte ed ha piena fiducia nelle proprie forze e capacità. Condivido, invece, la fondata preoccupazione del Consigliere Louvin circa il pericolo di recessione a livello mondiale, tant'è che ne ho fatto cenno nel mio intervento di ieri a livello italiano. Oggi, come del resto tu mi insegni, aggiungo solo che tutti i livelli sono interdipendenti.
Altri Consiglieri hanno accennato alla mole dei residui passivi. Essa deriva principalmente dalla notoria deficienza di liquidità finanziaria dello Stato, che corrisponde alla Regione i nove decimi con un certo ritardo; ma dipende anche dalla relativa approvazione di numerosi disegni di legge regionale, in questo Consiglio, a seguito della serrata e giustificata arringa, anzi delle diverse arringhe, ritenute necessarie ed utili dall'opposizione, a partire dal luglio 1990. La massa dei residui passivi non è quindi addebitabile a questa maggioranza, che è ancora giovane, perché è nata solo alcuni mesi fa e quindi può essere considerata quasi vergine.
Il Consigliere Faval ieri attribuiva il merito della legge n. 690 a qualche collega dell'Union Valdôtaine e specialmente al Consigliere Andrione. Fino a ieri me lo dicevano colleghi di altri partiti, mentre oggi me lo sento dire anche dai colleghi dell'Union Valdôtaine. Se non mi sbaglio, ricordo che, allorquando ci concessero quei famosi nove decimi, tutti volevano assumersene la paternità. A mio avviso, tale paternità spetta di diritto all'allora Assessore alle Finanze, democristiano, che agiva in sintonia con l'allora Presidente della Giunta regionale, appartenente all'Union Valdôtaine "In medio stat virtus".
Il Consigliere Vallet dice: "Se c'era il monopolio dell'Union Valdôtaine, dov'erano gli Assessori della DC?". Molti di noi sanno, ma in modo particolare il Consigliere Viérin, che è molto preparato in economia politica, ma che in questo momento non vedo, che in regime di monopolio esiste una legge che si chiama "il punto di Cournot", che rappresenta il momento della non più convenienza - in questo caso direi, in modo traslato, della non più sopportazione - dell'esistenza del monopolio. Gli Assessori democristiani erano quindi lì, fedeli alla consegna ricevuta di dare il massimo apporto al governo; poi hanno capito che la sopportazione era giunta al termine.
Veniamo ora al Consigliere Mostacchi. Questa maggioranza ha fatto della nomina del relatore un suo fiore all'occhiello. Mi ricordo che la nomina del relatore venne approvata in Consiglio in data 2 luglio 1990. Come voi mi insegnate, i lavori preparatori erano iniziati in sede di Commissione molti mesi prima; ne consegue che non si è trattato di una variazione voluta da questa Giunta regionale, bensì dai Consiglieri a seguito di lunga e ponderata discussione in Commissione e quindi in Consiglio.
Quello del Consigliere Stévenin, più che un intervento è stato una filippica, condita da sufficiente faziosità, specialmente nei confronti del Presidente della Giunta. Non tocca a me rispondere; risponderà, forse, il chiamato in causa.
Il Consigliere Perrin, tra le altre cose, ha ribaltato le accuse di cattivo modo di governare e non trova nessuna innovazione nel bilancio di previsione. Ritengo che non abbia voluto fare un piccolo sforzo di buona volontà, nel cercare almeno qualche innovazione, che pure c'è. Dobbiamo ricordarci che un bilancio è anche un documento contabile e non può essere completamente modificato, perché non si possono cancellare di colpo i programmi ereditati dai precedenti governi, senza rinnegare o cancellare una parte della vita politica della nostra Regione.
All'analisi puntigliosa del bilancio del collega Rollandin, fatta con pacatezza e molta competenza, ha già risposto con altrettanta pacatezza e precisione il collega Mafrica.
"Dulcis in fundo". Esprimo il mio personale apprezzamento, sempreché gradito, ai Consiglieri Lanivi, Bich, Andrione ed anche al Consigliere Gremmo, per i loro interventi costruttivi, interessati, che mi prometto di rileggere, per meglio approfondirne il contenuto.
Espongo ora alcune richieste e suggerimenti agli Assessori della mia maggioranza, con la precisazione che tutti, indistintamente, godono della mia stima.
Cominciamo dall'Assessore alle Finanze. Dagli interventi di qualche Consigliere, anche di minoranza, è emerso che a breve termine - personalmente spero che questo termine non sia troppo vicino - potrebbe verificarsi un calo delle entrate tributarie provenienti dal famoso riparto fiscale.
Per non mettere ulteriormente in difficoltà il nostro bilancio, che serve a soddisfare le esigenze della nostra collettività, sono obbligato a fare una pressante raccomandazione all'Assessore alle Finanze, intesa a sopperire, nel tempo breve, al temuto calo delle entrate. Pertanto, come feci qualche anno fa, voglio citare due articoli della legge di riparto e precisamente il 6 ed il 12.
L'articolo 6, citato anche dal collega Rollandin, dice: "Fra le entrate devolute alla Regione Valle d'Aosta, è compresa anche la quota dei nove decimi del gettito delle ritenute alla fonte sugli emolumenti corrisposti a soggetti che prestano la loro attività presso stabilimenti o uffici ubicati nell'ambito del territorio regionale, nonché delle ritenute effettuate sui trattamenti pensionistici corrisposti in Valle d'Aosta, ancorché affluiti fuori dalla Regione". Per brevità, vi faccio grazia degli altri cinque commi.
Assessore Lavoyer, occorre quindi organizzare i servizi finanziari regionali, anche se forse sono carenti di personale, per adempiere i controlli necessari, che scaturiscono da questo articolo 6 e che faranno affluire le centinaia di miliardi indispensabili per effettuare inderogabili investimenti utili a soddisfare le esigenze della nostra collettività.
L'articolo 12 dice invece: "La Regione Valle d'Aosta collabora all'accertamento delle imposte erariali sui redditi e soggetti con domicilio fiscale nel suo territorio. A tale fine, la Giunta regionale ha facoltà di segnalare, entro il 31 dicembre dell'anno precedente a quello in cui scade il termine per l'accertamento, agli uffici finanziari dello Stato nella Regione Valle d'Aosta, dati, fatti ed elementi rilevanti per la determinazione di un maggiore imponibile, fornendo un'idonea documentazione atta a comprovarla".
Come vedete, questo articolo serve a combattere, anche da parte nostra, la tanto da tutti deprecata evasione fiscale.
Caro Assessore, pur rinnovandoti il mio totale appoggio politico, ti avverto che non ti mollerò, fino a quando non mi avrai dimostrato di aver azionato i meccanismi idonei a fornire alla Regione tutte le entrate finanziarie che le spettano. Mi risulta che l'allora Assessore alla Finanze, Martin, aveva nominato una commissione paritetica fra Regione e Stato.
All'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti, vorrei fare una seria raccomandazione, e mi voglio riferire alla reistituzione della Camera di Commercio in Valle d'Aosta. Come sapete, le funzioni di questo ente, soppresso, furono demandate in Valle all'Assessorato all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti, che purtroppo, per le sue molteplici funzioni e non essendo coadiuvato in questo campo specifico da strutture capaci e competenti, si ritrova in costante e notevole difficoltà.
Prego quindi l'amico Assessore di portare avanti a breve termine questo urgente problema per affiancare, sempre nel rispetto della nostra piena autonomia, al suo Assessorato un organismo di carattere privatistico, composto da rappresentanti delle varie categorie operanti nei diversi settori. Il Trentino Alto Adige, Regione autonoma a statuto speciale come la nostra, ha introdotto le Camere di commercio con decreto del luglio 1978.
All'amico Assessore alla Sanità ed Assistenza sociale, nella sua qualità di responsabile della nostra salute, consiglio, come diceva stamattina anche il Consigliere Bajocco, di fare urgenti interventi per porre fine alle sacrosante lamentele dei cittadini, riportate anche ieri da "La Stampa", relative al laboratorio di analisi. Negli ultimi giorni i lavoratori del suddetto laboratorio hanno riaperto la polemica e quindi la situazione si è aggravata. Essi dicono che il lavoro si è accumulato e che si sono allungati i tempi di risposta agli esami. Affermano ancora che nulla è cambiato, nonostante le promesse e le assicurazioni ricevute. Stigmatizzano, inoltre, il comportamento dell'USL che, nonostante la decisione della Coreco, ha ritenuto validi i risultati faziosi dell'inchiesta ed affermano che non temono nessuna commissione d'inchiesta, a patto che sia competente, imparziale e legittima, anzi auspicano che l'Assessore ne nomini una al più presto.
Ti prego caldamente di adoperarti in modo fattivo, come sei capace, anche perché i locali di quel reparto, frequentato da anziani e malati fra i più deboli, non sono completamente igienici. Nella toilette adiacente al posto di prelievo, infatti, in certi giorni si può fare il bagno turco a causa del vapore acqueo, mentre in altri ci si deve mettere la giacca a vento per il freddo. Queste cose le ho dovute, purtroppo, constatare di persona.
Accanto a questa richiesta, devo però anche affermare che nel nostro ospedale abbiamo diverse divisioni e servizi che nulla hanno da invidiare alle più celebri cliniche svizzere.
Caro Assessore Beneforti, in attesa di progetti più importanti e necessariamente a tempi lunghi, sono sicuramente convinto che ti adopererai per eliminare questi inconvenienti di modesta entità, ma di grande importanza per i più deboli.
Chiudo, pregando i Consiglieri tutti, almeno quelli di buona volontà, di volermi imitare nel dare il loro voto positivo a questo bilancio per il 1991.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore alle Finanze, Lavoyer; ne ha facoltà.
LAVOYER (ADP): Voglio innanzitutto ringraziare tutti i Consiglieri che sono intervenuti per dare il loro contributo al dibattito, che in linea generale è stato costruttivo ed apportatore di idee, nonché di elevato valore politico.
Prima di procedere nell'analisi e nelle risposte ai numerosi quesiti, che sono emersi dai vari interventi, mi pare doveroso fare alcune precisazioni sulla relazione da me sottoposta all'esame del Consiglio, nel tentativo di dare un ulteriore contributo di maggior chiarezza e comprensione al documento stesso.
L'opposizione ha voluto sottolineare la vena pessimistica della mia relazione al bilancio. Se di pessimismo si tratta, è sicuramente del pessimismo della ragione: una fotografia forse qua e là ingenerosa, ma volutamente provocatoria; un punto fermo sul decennio che si conclude, per partire, ma questa volta con l'ottimismo della volontà, verso gli anni 2000.
Il documento in discussione è articolato in tre momenti distinti ed è in questa ottica che lo stesso va analizzato.
La prima parte è dedicata ad un'analisi socioeconomica della situazione e dello stato di salute reale dell'economia della nostra Regione. Ritenevo importante acquisire degli elementi di valutazione obiettivi, che andassero oltre le sensazioni, che ognuno di noi può avere senza basarsi su dati di riferimento reali,
Questo mi sembrava l'approccio più corretto per poter passare alla seconda fase della mia relazione, che è dedicata più all'analisi delle grandi voci che sul dettaglio del bilancio vero e proprio, inteso come strumento da utilizzare per porre quei correttivi laddove si sono individuati problemi più consistenti rispetto ad una certa fragilità del nostro tessuto socioeconomico.
La terza parte, quella più difficile da concretizzare, voleva cercare di indicare - ed è qui che ho chiesto il contributo di tutti - quali strade e quali linee direttrici intendiamo seguire per irrobustire la nostra economia. Come Assessore alle Finanze, non avevo certo la presunzione di dare con questo documento le risposte e la soluzione a tutti i problemi della nostra Regione. Da parte mia, invece, si è trattato di un tentativo di integrare la relazione, più di carattere tecnico-contabile, che comunque già accompagna il bilancio e che assolve ad un compito di natura più tecnica che politica. Non cercavo solo dei consensi a quanto è detto e scritto nel documento, ma ritenevo che comunque fosse cosa importante per ancorare il bilancio all'analisi della situazione esistente.
Non nascondo, anche perché non ne vedo il motivo, che, soprattutto per quanto riguarda più strettamente la parte di analisi e di ricerca di dati, l'Assessorato si è avvalso di collaboratori esterni alla struttura. Oltre alla società incaricata, vi è stato un notevole contributo dell'Ufficio di Programmazione, nelle persone dei signori Giunti e Regazzo, i quali mi hanno fornito utilissimi elementi di valutazione, che purtroppo non sono ancora stati pubblicati e divulgati, come invece meriterebbero per la serietà delle analisi.
Ulteriore collaborazione vi è stata da parte dell'Agenzia del lavoro. I dati sull'invecchiamento della popolazione ed alcune osservazioni che possono sembrare forti derivano da analisi, sia pure discutibili, che però sono senz'altro un corretto punto di partenza per una discussione.
Il Censis stesso, nella persona del dott. Bellucci, ha contribuito a fornirci alcuni elementi di valutazione e di interpretazione dei dati.
Rispondendo quindi anche al Consigliere Lanivi, si tratta di una relazione che vuole essere un punto di partenza, utile ad individuare i problemi ed intesa come primo passo per procedere poi ai correttivi ed ai rimedi.
Per rispondere a quanto affermato stamattina dal Consigliere Marcoz, posso quindi dire che è ben lungi da me l'intenzione di scaricare "in toto " le responsabilità delle cose che non vanno sulle precedenti Amministrazioni o sulle precedenti maggioranze, tantomeno sull'Union Valdôtaine. La mia analisi ha un fine costruttivo per la Valle d'Aosta e non vuole certamente perseguire una finalità polemica. Da parte mia non vi è quindi alcuna intenzione di muovere accuse, ma di porre tutta una serie di problemi all'attenzione del Consiglio.
Per la verità, alcuni Consiglieri, anche di minoranza, lo hanno capito. Mi riferisco agli interventi dei Consiglieri Louvin, Riccarand, Rollandin, Andrione e dello stesso Aloisi. Sarebbe stato più facile e forse anche meno impegnativo e più gradito a tutti, se mi fossi presentato dicendo che in Valle d'Aosta tutto va bene e non esistono problemi.
Esaminando poi più nel dettaglio le osservazioni o le critiche che emergono dai singoli interventi, le possiamo parzialmente raggruppare nei grandi temi che seguono.
La questione del bilancio per Assessorati è stata sollevata dai Consiglieri Maquignaz, Voyat, Stévenin, Rollandin e forse da qualche altro. E' sotto gli occhi di tutti e tutti possono verificare che il bilancio per Assessorati è un di più, perché la suddivisione per funzioni non è sparita, ma rimane esplicitata nel documento contabile. Allora le cose diciamole tutte e non solo in parte. Parlando di innovazione: ingenui sì, ma non al punto da tornare indietro di dieci anni, perché l'innovazione sta proprio nel fatto che sono esplicitate le due modalità di previsione, rispetto al passato quando vi era una sola impostazione.
All'osservazione relativa alla legge finanziaria, fatta dai Consiglieri Maquignaz e Voyat, che è stata esplicitata nella vecchia suddivisione, posso rispondere dicendo che la motivazione sta nella natura stessa del provvedimento, che ha essenzialmente lo scopo di adeguare le spese agli obiettivi di politica economica. Esso è di per sé dinamico, a fronte della staticità del bilancio, ed è ideato proprio per superare questa staticità, anche se, come dicevo prima, il bilancio è comunque suddiviso per funzioni e non solo per Assessorati.
Spese correnti troppo alte. Questa osservazione è stata fatta da diversi Consiglieri: Maquignaz, Riccarand, Rollandin, Louvin (si preoccupa, forse giustamente, di denunciare un'amministrazione simile a quella delle cicale) e Marcoz. La mia relazione non tende a nascondere questo fenomeno, anzi lo sottolinea e ne fa motivo di preoccupazione, anche se il dato va visto in riferimento ai nuovi trasferimenti dello Stato alla nostra Regione. I cinquanta miliardi, che normalmente andavano dal Ministero degli Interni ai Comuni, adesso transitano nelle casse regionali ed il notevole incremento della spesa sanitaria, 150 miliardi di previsione, costituiscono circa 200 miliardi che vanno a gonfiare le spese correnti.
Non ci sono contraddizioni, quindi, tra le affermazioni di preoccupazione ed i fatti concreti che, obiettivamente, non potevano subire grosse e repentine modificazioni rispetto ai bilanci degli anni scorsi, anche perché vi sono parecchie cose positive da mantenere.
Bilancio triennale. L'impostazione, per la prima volta, del bilancio pluriennale a livello di capitoli comporta alcune difficoltà dovute al trascinamento del modo di determinare gli stanziamenti. Nella relazione allegata al bilancio è stato specificato che la gestione degli interventi a livello pluriennale comporta un nuovo modo di pensare e di costruire il bilancio.
Questo primo bilancio non offre, quindi, quella coordinazione degli interventi a livello del triennio, proprio per la difficoltà riscontrata con i vari uffici di progettare determinate spese per un periodo di tempo superiore all'anno.
C'è da dire, inoltre, che la legislazione vigente è troppo spesso organizzata sulla base dello sviluppo delle spese rapportate all'anno. In tale situazione non è quindi possibile pensare che il bilancio pluriennale rappresenti la fotografia della volontà di intervento di questa maggioranza. Si ritiene, però, che l'impostazione debba essere valutata positivamente, proprio per l'intenzione di presentare un documento più chiaro ed accessibile. Prova ne sia che, per la prima volta, molti interventi dei Consiglieri regionali sono stati sviluppati in base ad una pluriennalità di spesa. Questo fatto non era certamente possibile negli anni precedenti.
Sulle contraddizioni, che mi sono state rimproverate, tra la relazione ed i contenuti del bilancio in riferimento allo sviluppo economico, cui hanno fatto cenno il Consigliere Maquignaz e forse anche altri, devo dire che non capisco perché si parli di incoerenza quando si afferma che la relazione punta molto sullo sviluppo economico, mentre le cifre non corrispondono alle dichiarazioni. A me pare che questo non sia vero: nel bilancio di previsione del 1990 vi erano 274 miliardi, in quello del 1991 ve ne sono 334. Forse il Consigliere Maquignaz ha letto la tabella...
(...Interruzione del Consigliere Maquignaz...)
... ma cosa c'entra la stampa? Tu leggi il bilancio! Io pensavo che tu avessi letto i residui, che ammontano a 144 miliardi nel 1990 ed a 142 nel 1991. Questa però non vuole essere una polemica.
Sul "Progetto Aosta" ha già risposto il Consigliere Mafrica nel suo intervento molto equilibrato e permeato di osservazioni pertinenti, come la sottolineatura dello sforzo teso a collegare i fondi globali con i progetti di programma, che condividiamo, anche se non ha prodotto risultati perfetti, perché ha comunque un grande significato politico.
Anche in merito alla formazione professionale è stata sollevata, prevalentemente dai Consiglieri Rollandin e Perrin, una critica di mancata coerenza tra la relazione ed i dati di bilancio. Non capisco l'accusa di questa contraddizione, perché tutta la relazione tende a sottolineare l'importanza della formazione professionale, nel cui settore vi è comunque un cospicuo stanziamento. Ci siamo resi conto, confrontandoci peraltro anche con i responsabili della struttura regionale, della grossa difficoltà di dare concrete attuazione ai programmi: sui 25 miliardi previsti per il 1990, ci sono quasi 20 miliardi di residui, che se sono sommati ai quasi 20 miliardi di competenza per il 1991, danno la possibilità di usufruire di una cifra pari quasi a 40 miliardi, che mi pare estremamente importante e qualificante, anche se, effettivamente, nel bilancio di competenza c'è una riduzione.
Il Consigliere Voyat ha detto che questo bilancio è gonfiato. L'osservazione non mi pare corretta in riferimento alle entrate, anche perché penso che, forse per la prima volta negli ultimi esercizi, esse siano state stimate in modo realistico. Ciò non toglie che, essendo un bilancio di previsione, a consuntivo vi possano essere delle poste che potrebbero risultare sovrastimate; ma il bilancio, nel suo complesso, ha comunque previsto delle entrate realistiche e concrete.
Indipendentemente da quanto è già stato sottolineato dal relatore, il Consigliere Ricco, anche basandoci sui dati che il Consigliere Voyat ha a disposizione e che gli abbiamo trasmesso come ufficio, facendo un rapido conteggio scopriamo che, se vi è l'IVA calcolata a 360 miliardi nei primi dieci mesi dell'anno, facendo un piccolo ragionamento sui dieci mesi e rapportando questo incremento ai rimanenti due mesi, alla fine del 1990 arriveremo comunque ad incassare 420 miliardi. Questo dato è comunque relativo al momento della previsione, ma se si tiene conto di un aumento medio anche solo limitato al cinque per cento, si potrebbe arrivare a 430 o 440 miliardi.
Teniamo anche conto che, in base alla legge sull'autoporto, lo 0,5 per cento degli introiti è destinato ad attività di promozione, che vanno ad incentivare lo sdoganamento di certe merci privilegiate, per quanto attiene all'IVA.
Penso quindi che la previsione sia stata comunque realistica, tenuto anche conto del fatto che i dati che abbiamo dato al Consigliere Voyat hanno purtroppo dovuto subire un notevole ridimensionamento nei mesi di agosto e settembre, per fattori eccezionali, come gli scioperi e la ridotta attività lavorativa.
Mi pare doveroso riprendere alcune osservazioni.
Mi dispiace che il Consigliere Riccarand condivida la mia relazione solo nella parte di critica o di autocritica, oppure nella parte relativa all'analisi dei problemi, ma che contemporaneamente non riesca a trovare nulla di positivo nelle proposte della Giunta. Mi pare una posizione non credibile in un contesto di ipotesi e di confronto costruttivo.
L'intervento del Consigliere Rollandin non può che essere apprezzato per l'apporto, comunque costruttivo, al dibattito. Su alcuni punti ho già risposto precedentemente, mentre ora vorrei rispondere su altri.
Veniamo all'articolo 6 della legge n. 690. Da parte della Commissione paritetica Stato-Regione, a tutt'oggi non sono state ancora definite le modalità per la quantificazione del gettito delle imposte affluite fuori dal territorio della Valle d'Aosta. Appena insediatomi all'Assessorato alle finanze, visto che le trattative erano interrotte dal 1988, ho attivato la mia struttura per cercare di giungere ad una definizione. A seguito del mio intervento, in data 18 luglio 1990 sono stati ripresi i contatti fra il Ministero delle finanze, la Direzione generale delle imposte dirette ed il Ministero del tesoro, per il rilascio dei pareri sulla quantificazione delle quote spettanti alla Regione dal 1981.
Mi pare che il Consigliere Rollandin abbia posto un altro quesito sull'imposta di soggiorno.
Il primo comma dell'articolo 10 dice: "Con effetto dal 1° gennaio 1989 è soppressa l'imposta di soggiorno, di cui al decreto legge 24 novembre 1938, n. 1926, convertito dalla legge 2 giugno 1939, n. 739 e successive modifiche ed integrazioni".
Il secondo comma aggiunge: "Alle Regioni sono attribuite (è giusta quindi la preoccupazione del Consigliere Rollandin), per gli anni 1989-90, somme d'importo pari a quelle devolute a titolo d'imposta di soggiorno per l'anno 1988 agli enti beneficiari del gettito di tale imposta, esclusi i comuni e le sezioni autonome per l'esercizio del credito alberghiero e turistico. Le somme pervenute alle regioni sono dalle stesse utilizzate per il fabbisogno finanziario delle aziende di soggiorno e di quelle di promozione turistica".
A tutt'oggi, lo Stato non ha ancora determinato i criteri e le modalità per il trasferimento alle regioni delle quote sostitutive dell'imposta di soggiorno. Nella parte entrata del bilancio è stato inserito, per memoria, il capitolo 1720 relativo a queste entrate, ma lo stanziamento verrà iscritto con provvedimento amministrativo non appena lo Stato ne definirà la quantità.
Nella parte entrata, risulta ancora inserito al n. 500 il capitolo relativo alle quote "Imposte di soggiorno dovute all'ufficio regionale del turismo", mantenuto per l'eventuale introito di quote arretrate.
Non posso invece condividere l'accusa di provincialismo, fattami dal Consigliere Rollandin. Tutta la relazione tende a qualificare e ad irrobustire il tessuto sociale ed economico della nostra Regione, per poterci presentare con le carte in regola all'appuntamento europeo. Non è inserendo ad ogni piè sospinto la parola Europa, che si dimostra di essere sulla strada giusta. Condivido, invece, quanto diceva stamattina il Consigliere Lanivi.
Sul decentramento e finanziamento ai Comuni in base alla legge n. 61 ed alle leggi di investimento, la nuova maggioranza, in attesa di rivedere tale legislazione, che ritiene non corretta, come ha ripetuto in diverse occasioni ed anche in questa sede discutendo una deliberazione relativa ad un contributo straordinario al Comune di Pont-Saint-Martin, non poteva che iscrivere in bilancio le somme previste dall'attuale normativa. La revisione di tali leggi è in fase avanzata, come lo è peraltro anche quella della legge FRIO, che attualmente non funziona, creando una massa di residui pari a 76 miliardi, proprio per i contorti meccanismi che la regolano. Di concerto con l'Associazione dei Sindaci e l'Ufficio di Programmazione, si sta predisponendo un nuovo testo di legge, più funzionale anche alla corretta gestione del bilancio.
Per quanto attiene alle Comunità Montane non posso veramente accettare critiche da parte di coloro che non hanno mai creduto, a ragione o torto, a tali istituzioni.
In tema di autonomia, invito il Consigliere Rollandin a considerare la realtà politica autonomistica valdostana, che non deve essere intesa come un monopolio dell'Union Valdôtaine, ma come un patrimonio di più forze autonomiste.
Il Consigliere Rollandin ha poi indicato tutta una serie di interventi positivi realizzati dalla maggioranza precedente. Nessuno vuole disconoscere l'importanza dell'ente Regione - e qui rispondo anche al Consigliere Faval, che se avesse letto meglio la relazione, avrebbe potuto individuare tale affermazione - e delle Amministrazioni precedenti nel superare la critica congiuntura dell'industria e degli altri settori negli ultimi dieci anni, però, specie per quanto attiene al comparto dell'industria, forse non è stato sufficientemente riconosciuto il ruolo avuto dall'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti, Lanivi.
Rispondendo a quest'ultimo, ma anche al Consigliere Rollandin, quando parlo del "part time", non intendo disconoscere il ruolo positivo per la nostra economia del "part time", ma riteniamo anche che tale rapporto di lavoro, specie se troppo diffuso, male si concili con la crescita della professionalità nei singoli settori. Non penso che sia da assumere come modello di sviluppo una società dove tutti sanno fare di tutto in modo approssimativo. Il fenomeno può essere giustificato solo in particolari realtà, nelle quali diventa indispensabile per l'economia del luogo.
Il Consigliere Aloisi, tra le altre cose, chiedeva informazioni sul contenzioso fra l'Amministrazione finanziaria dello Stato, la Regione Valle d'Aosta e la Sitav in merito all'IGE sui proventi della Casa da Gioco. Questo contenzioso, in merito alla tassabilità ai fini IGE dei proventi della Casa da gioco, si è risolto con la sentenza della Corte d'Appello di Torino, Prima Sezione Civile, che stabiliva la cessazione della materia del contendere, a seguito dell'accordo fra le parti ed il ritiro, da parte dell'Amministrazione finanziaria, dell'ingiunzione fiscale a carico della Regione. Posso fornire una copia della documentazione al Consigliere Aloisi.
Mi pare che il Consigliere Perrin, nel suo intervento, abbia fatto un uso tutto personale delle cifre e delle percentuali relative all'agricoltura. La relazione non può essere esaminata senza inserire correttamente i dati e mi riferisco a quanto già detto sia sullo sviluppo economico sia sulla difesa del territorio. Anche da quanto sin qui ribadito, non mi pare che manchi, come è stato invece affermato dal Consigliere Perrin, il collegamento tra la relazione ed il programma, per quanto concerne il settore agricolo. Se un difetto può essere rilevato nell'attuale bilancio, è che in esso non si sono ancora potuti adottare quei correttivi che farebbero tendere verso una politica meno assistenziale. Questo è vero.
Al Consigliere Agnesod ribadisco quanto ho già detto, cioè che la mia relazione non aveva lo scopo di polemizzare o di individuare dei responsabili a cui addossare la responsabilità dei problemi evidenziati.
Penso di aver già risposto all'accusa di "compitino", mossa alla relazione dal Consigliere Faval, in merito alle intenzioni della mia relazione.
Gli elementi positivi, bassa disoccupazione ed altro, sono evidenziati e ribadiscono che molto è stato fatto dalle Amministrazioni che hanno retto il governo regionale negli ultimi dieci anni, ma penso che anche il Consigliere Faval possa condividere che vi sono ancora dei problemi che nessuno vuole addossare a responsabilità esclusive di un movimento o di un altro partito anche perché la trasformazione repentina, il ritmo evolutivo degli ultimi anni, come ricordato anche dal Consigliere Louvin, non permettono di poter identificare i problemi e risolverli in ipotesi di lungo periodo.
L'elenco degli Assessori che si sono succeduti al Turismo, Urbanistica e Beni culturali, non diminuisce la portata dei problemi, che sono evidenziati dalla relazione, insieme anche alla considerazione che, probabilmente, le colpe sono di tutti, a partire anche dai Valdostani, che vendono le loro proprietà, perché forse abbagliati da un facile ed inaspettato guadagno. L'autonomia non è uno slogan, ma è un modo di essere e di concepire, anche con sacrificio, la propria esistenza.
La mia sottolineatura della situazione critica del turismo è un problema che tutti conosciamo. Pensate che a Cervinia il rapporto tra posti letto alberghieri e posti letto nelle seconde case è di uno a cinque: non si può pensare che in una situazione del genere il settore turistico possa svilupparsi in un modo corretto.
Sul quartiere Cogne ha già risposto il Consigliere Mafrica, comunque posso aggiungere che nel triennio sono previsti tutti i finanziamenti necessari a completare il programma. Per il 1991 non è iscritta nessuna cifra in competenza, perché si pensa di spendere in quest'anno il finanziamento accordato nel 1990 e, d'intesa con l'amministrazione comunale, il programma dei finanziamenti è stato impostato su scala triennale.
Devo dare ragione ai Consiglieri Andrione e Louvin, che ringrazio di non schierarsi con coloro che vogliono che si dica che tutto va bene, quando dicono che la relazione è carente negli agganci agli aspetti economici a carattere internazionale: recessione mondiale, crisi del sistema bancario, problemi relativi ai rapporti tra l'Est e l'Ovest europeo.
Qualcuno mi ha accusato di aver dato una visione nazionale dei problemi, dicendo che ero slegato dalla realtà valdostana. Ma quale più grossa contraddizione, se poi ci vogliamo, ed anche piuttosto spesso, riempire la bocca con la parola "Europa"?
Bene fa il Consigliere Louvin a sottolineare che la relazione è carente dal punto di vista dell'inquadramento dei problemi a livello europeo e mondiale. Ciò dimostra la volontà di avere un approccio corretto ai problemi trattati.
Penso di aver già risposto ad altri aspetti o informazioni richiestimi dal Consigliere Louvin, come la formazione professionale ed il "part time".
L'ultimo aspetto che egli mi faceva rilevare, era quello in cui nella relazione si parla del controllo dell'attività invece della gestione diretta. Noi vogliamo tendere alla riduzione delle spese correnti, ad esempio, in servizi come quelli delle microcomunità, dove la Regione in futuro potrebbe assumere un ruolo di controllo, privatizzandone la gestione, anche se, naturalmente, si tratta di ipotesi da verificare e da approfondire.
Chiedo scusa per la lunghezza del mio intervento, ma se da un lato può avere annoiato, spero che, dall'altro, venga apprezzato come segno di rispetto, da parte della Giunta, nei confronti del Consiglio ed in particolare dello sforzo costruttivo che tutti i Consiglieri intervenuti hanno profuso per il bene della Valle d'Aosta.
Si dà atto che alle ore 16,41 assume la Presidenza il Vicepresidente Bich.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Bondaz; ne ha facoltà.
BONDAZ (DC): Sono convinto che la notte abbia portato consiglio a quasi tutti i Consiglieri e che, dopo la bagarre di attacchi pseudo-personali, ma forse neanche tanto pseudo, questa mattina ci sia un po' più di tranquillità, fatta eccezione per l'estemporaneo intervento del Consigliere Marcoz, che francamente mi ha stupito. Io l'avevo sempre considerato una persona calma, corretta e con un modo di vivere, o di vita, molto simpatico, per cui, devo dire molto francamente di essere rimasto sorpreso da quella rivulenza che non gli conoscevo. Può anche darsi che egli sia così, e ciò vuol dire che io mi ero sbagliato.
Nulla vieta, però, che ognuno di noi possa fare proprie valutazioni sull'operato di un altro e, nel dire questo, mi voglio riferire ad alcuni interventi che sono stati fatti, per poi concludere con alcune osservazioni di ordine più generale.
Io credo che molti Consiglieri intervenuti nel dibattito sul bilancio, abbiano dimenticato, non abbiano voluto ricordare oppure non conoscano le ragioni politiche per le quali è nata questa maggioranza: ecco allora che è opportuno ricordare, specie a coloro che hanno accusato in modo tutto particolare il mio partito, e qualcuno l'ha fatto anche in modo piuttosto provocatorio, come si era comportata la Democrazia Cristiana nei tempi che precedettero la crisi, in tempi cioè non sospetti.
Qualcuno in quest'aula può essere buon testimone del fatto che, verso marzo o aprile, il sottoscritto, quale segretario della Democrazia Cristiana, i due Assessori allora in Giunta, Lanièce e Fosson, ed il Presidente della Finaosta, Borbey, hanno avuto un incontro, richiesto e concesso, con l'allora Presidente della Giunta, al quale, in tempi non sospetti, andarono a far presenti le loro perplessità e quello che non ritenevano giusto, forse magari anche a torto, nella conduzione della vita politica ed amministrativa della nostra Regione.
In quella sede noi dicemmo al Presidente della Giunta che, se si fosse continuato a gestire come si stava facendo, la Democrazia Cristiana avrebbe tratto le proprie conclusioni e sarebbe andata in minoranza. Ci fu risposto che ciò avrebbe potuto significare crisi e che la questione sarebbe stata riferita al Movimento.
Io non so se questo sia stato detto o meno al Movimento, perché purtroppo non ho la possibilità di conoscere le cose recondite dell'Union Valdôtaine, per cui non so quale possa essere stato il risultato della nostra azione. Sta di fatto però che poi, per motivi contingenti come le elezioni comunali ormai incipienti e la presentazione delle liste, si lasciò che le cose andassero come prima, anche se, e questo va detto per onestà di intenti, per un certo periodo notammo un piccolo cambiamento.
Una delle questioni per le quali ci battemmo in modo particolare era l'aumento del capitale alla Finaosta.
Per rispondere ai cosiddetti denigratori ed assumendomi la responsabilità, unitamente ai miei compagni di partito, di quello che abbiamo fatto allora, voglio dire che l'Union Valdotaine era stata messa sull'avviso da parte del Gruppo della Democrazia Cristiana. Pertanto, quando in quest'aula o fuori sento parlare di coltellate alla schiena o di cose simili, rimango molto, ma molto perplesso.
Io sono stato zitto sino ad oggi, perché sono una persona molto calma e, per quanto possibile, anche serena, ma non potevo più continuare a sentir dire che ci sarebbe stato un tradimento improvviso da parte della Democrazia Cristiana, perché ciò è assolutamente inesatto.
E' anche vero che poi le elezioni comunali, come è stato detto stamattina da qualcuno che non ricordo, hanno creato un clima diverso ed hanno dato risultati politici diversi. Al di là delle parole, tese a ripetere le alleanze regionali anche a livello locale, almeno fin dove era possibile, perché ovviamente le situazioni locali possono avere delle valenze diverse, in cui possono interferire valutazioni di ordine personale, data la piccola dimensione, abbiamo notato che in vari comuni da parte di qualcuno c'era il tentativo piuttosto estemporaneo di toglierci, od eliminarci se il termine vi piace di più, dalle varie valenze politiche ed amministrative.
Quel tentativo diede origine a delle liste alternative alla stessa Union Valdôtaine, con la quale peraltro eravamo stati e siamo tuttora alleati in diversi paesi, e nacquero delle situazioni abbastanza strane.
Chiedo scusa se parlo di queste cose, che sono più prettamente della Democrazia Cristiana, ma poiché qui qualcuno ha fatto il processo alle intenzioni della Democrazia Cristiana, mi sembra giusto che io risponda anche a queste obiezioni.
Noi notammo una valenza diversa: in alcuni comuni, benché noi fossimo in alternativa all'Union Valdôtaine, vincemmo le elezioni; in altri le perdemmo; in altri, pur perdendole, acquisimmo un particolare tipo di voti o beneficiammo di un modesto incremento di voti... Ad un certo punto facemmo una valutazione complessiva, perché non si pensa in termini politici solo in Rue des Maquisards, ma anche in Via Chambéry, perché noi non siamo né più furbi, né più stupidi degli altri.
Certo nessuno di noi poteva immaginare, ciò che sarebbe successo nel mese di giugno, ma noi, forse anche sbagliando, riteniamo che quanto è accaduto è accreditabile ad esclusiva responsabilità dell'Union Valdôtaine, per un certo modo di pensare, di ragionare e di imporre.
Non voglio fare ulteriori discorsi su questo argomento, perché quelli che furono presenti alle riunioni politiche presso la sede di Rue de Maquisards sanno esattamente cosa è successo.
Questo andava detto per onore del vero e per smentire quelli che pensano che noi siamo abituati a dare delle coltellate nella schiena alla gente.
D'altra parte, se i signori Consiglieri hanno avuto l'amabilità di leggere il documento col quale è nata questa maggioranza, avranno scoperto che non si tratta di un documento contro l'Union Valdôtaine, ma contro un certo sistema di gestione del potere col quale noi ribadiamo quello che è stato detto allora e giustifichiamo, se è il caso - ma non abbiamo bisogno di giustificazioni - le motivazioni politiche che stanno alla base del cambiamento.
Ciò detto, non mi fermerò a rispondere alle più o meno grosse denigrazioni di vari Consiglieri, da Maquignaz a Marcoz, Agnesod ed altri, perché credo che in quest'aula sia preferibile fare della politica, cercando di evitare le valutazioni di carattere personale o quasi, perché altrimenti dovrei chiedere a qualcuno, come ad esempio ai Consiglieri Riccarand e Stévenin, che cosa vogliono dire quando parlano di interessi personali o quando parlano di affari. Troppo spesso, infatti, ho sentito parlare in quest'aula di affari, per cui mi verrebbe da pensare che chi ne parla molto, se ne intenda altrettanto.
Qualcuno ha detto che noi abbiamo una gestione di consulenze e qualche altro ha aggiunto "dans une manière honteuse". Mi riservo di relazionare in Consiglio regionale su che cosa è stato fatto in precedenza, ma non mi sembra comunque il caso di dover dire alcunché, perché muovere accuse di interessi personali e di affari, senza esplicitare in che cosa esse si caratterizzano, mi sembra solo della vuota polemica fine a se stessa.
Ecco allora, che sarebbe bene ricordare, magari per diletto e conoscenza dei signori Consiglieri, che, almeno fino a prova contraria, noi né direttamente né indirettamente abbiamo mai dato delle consulenze da 961 milioni, da 788 milioni e da 811 milioni. Credo che il Presidente della RAV ne sappia qualcosa di più, a meno che non ne sapesse nulla neanche lui. Prima di muovere delle accuse in tema di consulenze, bisogna quindi andare molto, ma molto cauti.
Vorrei poi dire al Consigliere Louvin che nessuno di noi ha mai parlato di applicazione di nuove imposte e che questa maggioranza non ha assolutamente intenzione di ricorrere ad un intervento di questo genere, che pure ci sarebbe consentito dallo Statuto. Questo lo dico per tranquillizzare l'opinione pubblica, perché non vorrei che poi ci addebitasse un intendimento di questo genere.
Devo sinceramente ringraziare il Consigliere Andrione, perché, al di là del fatto di aver dato un giudizio assolutamente negativo - del resto non poteva farne a meno - ha fatto uno dei pochi interventi veramente centrati da un punto di vista politico. Direi che sono proprio gli interventi di questo genere che possono dare fastidio alla maggioranza e non quelli pieni di improperi o di altro.
Al Consigliere Andrione, che dice che l'Union Valdôtaine ci guarderà ed esaminerà come noi gestiremo il bilancio, per trarne l'auspicio di tornare in maggioranza, io posso replicare con altrettanta sincerità, grazie all'ormai trentennale amicizia, che molto probabilmente, se noi gestiremo il bilancio come lo avete gestito voi, da qui non ci toglie più nessuno.
Forse qualcuno ha voluto portarci allo scontro muro contro muro - e qualche Consigliere lo ha anche detto - ma io credo che ciò, al di là di quello che può pensare l'uno o l'altro, non rientri tra gli interessi della Valle d'Aosta, perché tale scontro non serve a nessuno: né alla maggioranza, né alla minoranza.
Do ragione al Consigliere Andrione quando dice che bisogna affrontare insieme i problemi e l'ho detto anche nella mia modesta e pur tanto contestata relazione. Credo quindi di aver scoperto che persino il Capogruppo dell'Union Valdôtaine per certi versi sostiene le stesse cose. Gli devo anche dare atto quando sostiene che la minoranza non fa male, nel senso che certe volte fa meditare. Io credo che questo sia estremamente vero.
Mi si potrà rispondere che è meglio meditare stando in maggioranza e posso anche capirlo, ma probabilmente in questo momento i nostri contraddittori hanno veramente bisogno di farsi una bella meditazione, perché, se pensano che tutto ciò che è successo ed intervenuto sia nato, come ha detto qualcuno, solo per la caccia ai posti di potere, fanno una errata valutazione di quanto è successo. Credo che certe volte, ed in questo caso parlo in modo particolare per me, bisognerebbe anche avere l'umiltà necessaria per riuscire a fare dell'autocritica. Con un po' più di umiltà, probabilmente molte cose non sarebbero successe e molte cose sicuramente non succederanno.
Non mi riferisco al discorso fatto ieri dal Consigliere Viérin, perché preferisco ringraziarlo del modo in cui è intervenuto oggi: un modo sicuramente più politico ed efficace. Mi auguro però che, quando dice che questa Giunta può far perdere l'identità valdostana alla Valle d'Aosta, si renda conto di dire cose di una gravità eccezionale, che sarà poi chiamato a giustificare o quantomeno a stabilirne la verità.
Ho già detto una volta in quest'aula, ma torno a ripetere per coloro che non avessero sentito o fossero assenti, che essere Valdostani non significa essere unionisti, così come essere regionalisti non significa essere solo unionisti. Se così fosse, si porterebbe avanti quanto accennava il Consigliere Riccarand all'inizio del suo discorso, cioè una cultura a senso unico, che noi contestiamo, perché non riteniamo valido che un popolo, qualunque esso sia, viva e si nutra esclusivamente di una cultura a senso unico; nel tempo, ciò potrebbe significare la morte di quel popolo.
Consigliere Perrin, io non ho mai detto, né mi permetterei mai di andare a dire che mi sono paragonato ad Emile Chanoux. Non mi sarei mai aspettato un simile sospetto da lei, che ho sempre considerato come una persona estremamente gentile e corretta. Io non ho mai detto una cosa del genere.
Per i miei capelli bianchi, anche se pochi, e per l'ormai decennale abitudine alla vita politica valdostana, posso dire che, quando si parla di Emile Chanoux, all'interno dell'Union Valdôtaine scatta un meccanismo che non si riesce più a comprendere, quasi che Emile Chanoux fosse un personaggio di esclusiva competenza dell'Union Valdôtaine. Credo invece che Emile Chanoux e le sue idee servano a tutta la Valle d'Aosta e non ad un unico movimento.
Mi creda, Consigliere Perrin: anche in questo bisognerebbe avere il coraggio di una certa umiltà. Che piaccia o no ai signori Consiglieri, la mia cultura è forse impregnata da una certa matrice cattolica, che considera parte integrante del proprio modo di pensare il concetto di umiltà, anche se qualcuno crede il contrario. Non creda che sia molto riverente per Emile Chanoux, sentirsi paragonato a Gianni Bondaz o vedere che quest'ultimo è paragonato a lui. E' un paragone che rifiuto nel modo più totale, perché sarebbe vergognoso e, con tutta la serenità d'animo, posso dire di essere rimasto esterrefatto quando ho sentito un sospetto del genere, al punto che ora non ho parole per contrastare o contraddire quanto è stato dichiarato.
Alcuni Consiglieri hanno fatto delle analisi abbastanza veritiere sulle situazioni politiche, anche se in realtà sono stati pochi.
Condivido buona parte di quanto ha detto il Consigliere Bich, anche se alcune sue considerazioni mi sembrano un po' estemporanee, e quello che ha detto il Consigliere Mafrica che ha spiegato le ragioni e le valenze del programma e del bilancio.
Si dice che non abbiamo programma. Tengo però a precisare che il programma era già stato presentato in questa stessa aula e, se ben ricordo, non ha avuto alcun voto negativo, ma solo l'astensione da parte di qualche gruppo. Ecco allora che, quando si dice che questo bilancio non è confacente al programma, occorre che ciò venga giustificato. Bene ha detto qualcuno, infatti, che ogni parte del tabulato n. 8 fa esplicito riferimento al programma che è stato approvato in quest'aula, senza alcun voto contrario.
Allora, la minoranza si è ovviamente astenuta, ma non ha avuto neanche lei il coraggio di votare contro, per cui devo dire che questo programma, malgrado alcune deficienze di cui si era parlato, non era poi così deficiente da giustificare il voto contrario, ma che poteva anche andar bene.
Se il programma andava bene allora e se ora il programma viene rapportato al tabulato n. 8, credo di poter dire che siamo in presenza di una contraddizione di termini, anche perché dall'opposizione ho sentito tre tipi di valutazioni sul bilancio: la prima è assolutamente negativa, la seconda è negativa ma solo fino ad un certo punto, mentre la terza, come quella del Consigliere Louvin, è assolutamente possibilista. A questo punto è necessario che la minoranza si metta d'accordo...
(...Interruzione del Consigliere Voyat...)
... Consigliere Voyat, io ho ascoltato le tue parole nel più assoluto silenzio; ti prego ora di ascoltare le mie. Può darsi che tu non le condivida o che le rigetterai, ma abbi almeno la compiacenza di ascoltare quello che io ho da dire.
Considerato il ruolo della minoranza, la invito ad esprimere un unica valutazione sul bilancio: negativo, possibilista o mezzo negativo e mezzo possibilista...
(...Interruzione del Consigliere Maquignaz...)
... Consigliere Maquignaz, io non sono voluto entrare in polemica con te nel modo più assoluto, perché altrimenti avrei potuto dirti delle cose che non ti avrebbero sicuramente fatto piacere. Del resto, avevo già detto "a priori" che non era mia intenzione fare polemica alcuna e questo lo dico perché tu, nei nostri confronti, hai detto cose gravissime, bruttissime ed assolutamente non condivisibili...
(...Interruzione del Consigliere Stévenin...)
... e non entro in polemica neanche con te, Consigliere Stévenin, perché di solito si cerca di polemizzare con delle persone con le quali è possibile fare un discorso politico.
Il Consigliere Rollandin ha parlato di questioni importanti e ritengo opportuno cercare di dargli delle risposte. Il suo intervento è stato, come al solito, molto puntuale ed ha parlato di un progetto estremamente importante per la Valle d'Aosta, quello della cablatura. Il progetto della Sirti è stato presentato e valutato ed oggi siamo in attesa delle valutazioni della SIP, che curerà la gestione dell'impianto. A lato della cablatura, infatti, come il Consigliere Rollandin saprà certamente, c'è la creazione del centro-servizi, che probabilmente ne costituisce la parte più importante, visto che la posa del cavo di fibre ottiche è la cosa più semplice da fare.
La SIP, insieme ad alcuni tecnici dell'Amministrazione, sta esaminando il problema per condurlo a termine e per stabilirne il costo. Occorre precisare, infatti, che i costi indicati all'atto della presentazione del programma sono puramente ipotetici, anche se attendibili.
Pertanto, non appena la SIP o la commissione che sta lavorando ci farà conoscere le sue valutazioni, sarà nostra premura portarle a conoscenza delle Commissioni consiliari competenti o addirittura dello stesso Consiglio per consentire un esame approfondito del problema.
Per quanto concerne la Conferenza dei Presidenti di Giunta, devo riferire che è stato modificato il precedente organigramma e la Valle d'Aosta è entrata come componente della Commissione per le questioni istituzionali.
Veniamo al collegamento Aosta-Martigny. Se le cose andranno secondo l'ottica che tutti auspichiamo, avremo di fronte uno dei progetti più ambiziosi che la Valle d'Aosta potrà portare avanti e, se sarà possibile, anche definire. A tutt'oggi la questione è in una fase di elaborazione molto avanzata e siamo in attesa di una risposta, che noi ci auguriamo positiva, da parte degli organi di governo, perché qui, al di là del progetto e dei costi non certo indifferenti, come potete ben immaginare, c'è un problema di valenza politica nazionale, che concerne la possibilità o meno di riuscire a privatizzare una linea ferroviaria di carattere internazionale. Questo problema, purtroppo, non è di competenza della Valle d'Aosta, ma è di competenza nazionale o, più precisamente, governativa.
In ogni caso, se ciò dovesse verificarsi, visto che abbiamo posto tutte le premesse utili allo scopo, ci troveremmo di fronte al primo caso di privatizzazione di una linea ferroviaria, che comporterebbe anche delle conseguenze sulla gestione di tale linea.
A questa linea si stanno accodando - mi si passi il termine - i Biellesi, che hanno un interesse non secondario e che, con il nostro consenso, hanno dato mandato alla facoltà di ingegneria di Trieste di studiare un raccordo o una bretella tra Ivrea e Biella, attraverso un traforo sotto la Serra, che si collegherebbe ad Est con Novara, garantendo alla Valle d'Aosta una duplice possibilità di inserimento nel traffico commerciale, la prima verso Novara e la seconda verso Santhià.
Come certamente saprete, stanno proseguendo i rapporti con la Società Siemens, la quale, sempreché le cose si mettano nell'ottica di definire un preliminare di accordo, dovrebbe fungere da capofila di un consorzio di società che dovrà spendere quasi sicuramente una cifra che, come mi è stato detto, si aggirerà intorno ai 5.000 miliardi. Si tratta di una somma di grande rilevanza, che la Valle d'Aosta, da sola, non ha assolutamente la possibilità di reperire.
Il Consigliere Rollandin ha parlato anche del Casinò. Io credo che questo sia uno degli argomenti che meritano una discussione "a latere", cioè specifica per il futuro del Casinò, anche perché, come voi sapete, alla fine del 1992, scade la concessione per una delle due società.
In quest'ottica e sulla base delle valutazioni portate avanti dall'attuale società concessionaria, relativamente al progetto illustrato alla competente Commissione consiliare, la Giunta si è mossa per avere un'idea o un'ipotesi di veridicità o meno di tutto quel progetto, sia dal punto di vista economico e finanziario, sia dal punto di vista urbanistico. Quel progetto, che era già stato presentato "temporibus illis", è infatti di grandi dimensioni e comporta valutazioni sul territorio, sul futuro della cittadina di Saint Vincent e, nel complesso, anche sul futuro della nostra Regione.
Sulla base di queste premesse e per disporre del supporto tecnico di una società specializzata in questo settore, abbiamo incaricato una grossa società italiana di consulenza di darci, nell'arco di due mesi, delle risposte, sul progetto citato. Tali risposte verranno valutate e potranno essere accettate o meno.
Poiché non voglio dilungarmi oltre, termino precisando che, vostro malgrado, sono costretto a rifiutare l'accusa di mancanza di visione complessiva di ciò che dovrà essere la Valle d'Aosta. Io credo che questo discorso potrà essere fatto tra un anno e non per fare a quella data valutazioni del tipo: "Gli altri hanno fatto bene... o male", che io rifiuto, ma per una semplice ragione di obiettività.
Basti pensare che il bilancio di quest'anno è stato predisposto nel mese di ottobre, come del resto i signori Consiglieri sanno benissimo, con ben poco tempo a disposizione per esaminare tutto quello che si doveva fare. Ciò malgrado, siamo riusciti ugualmente a presentare in Consiglio il programma triennale ed il bilancio entro i tempi tecnici, come ha detto l'Assessore Lavoyer, che ringrazio per la completezza delle sue risposte e per la passione che ha messo nella stesura del bilancio, così come ringrazio tutti i dirigenti dell'Amministrazione regionale, che hanno collaborato al nostro sforzo, veramente difficile, visto e considerato che molti di noi erano nuovi nella Giunta regionale, con tutte le lacune che ciò può comportare.
Proprio perché non crediamo di essere dei "Superman", cerchiamo di lavorare come siamo capaci, anche se forse in un modo che a qualcuno non piace, ma lavoriamo sicuramente nell'interesse della Valle d'Aosta.
si dà atto che alle ore 17,29 riassume la Presidenza il Presidente Dolchi.
PRESIDENTE: Ora si dovrebbe passare all'esame dell'articolato. La proposta che faccio, e che negli anni passati ha già ha trovato consenziente il Consiglio regionale, è quella di esaminare il documento chiamato "Bilancio di previsione per l'anno finanziario 1991", che, come voi sapete, deve essere portato a conoscenza del Consiglio per le eventuali richieste di chiarimenti.
Così facendo, abbiamo la possibilità di esaminare tutte le poste del bilancio, senza essere interrotti dalle votazioni, mentre sarebbe più complicato se seguissimo l'articolato delle due leggi, perché, dopo ogni articolo che fa riferimento agli allegati, dovremmo andare ad esaminare gli allegati prima di passare alla votazione.
Propongo, pertanto, di esaminare assieme l'allegato, e quindi le entrate, le uscite e gli allegati da 1 a 10, e quindi, dopo le dichiarazioni di voto, di passare alle votazioni dei due provvedimenti legislativi.
Ci sono obiezioni a questo modo di procedere? Bene.
