Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 1655 del 13 dicembre 1990 - Resoconto

OGGETTO N. 1655/IX - LEGGI DI BILANCIO 1991 - PROSECUZIONE DELLA DISCUSSIONE GENERALE.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Aloisi; ne ha facoltà.

ALOISI (MSI): Signor Presidente e colleghi Consiglieri, il documento che viene presentato al dibattito di questo Consiglio ha sicuramente una bella veste tipografica, completata da una copertina elegante che ne costituisce un tocco di novità. A mio avviso, però, non presenta significative modifiche rispetto ai bilanci degli anni precedenti. Non ritengo che siano sufficienti le illustrazioni fornite dall'Assessore alle Finanze sugli accorpamenti della spesa, per dare una impostazione diversa rispetto alle letture degli anni passati, giacché, semmai, la classificazione, o meglio la riduzione del bilancio sullo schema della funzione dei rispettivi assessorati è cosa vecchia, già vista, che ha angustiato tutte le gestioni amministrative, fino agli inizi degli anni '80.

Il documento messo in atto dall'attuale apparato burocratico, certamente d'intesa con il neo Assessore alle Finanze e con la Giunta, denuncia il nuovo modello decisionale proposto dal nuovo esecutivo: meno potere d'intervento al Presidente della Giunta e più spazio ai singoli assessori.

Questa filosofia di bilancio è dunque conseguente ad una intrinseca debolezza del governo, che rinuncia ad una visione funzionale d'insieme, per sviluppare una spesa vincolata alle disponibilità dei vari settori riconducibili ai vari assessorati.

Ecco perché la ricomposizione di questo bilancio, a mio avviso, non rappresenta una novità, non essendo stato capace di aggregare gli stanziamenti, ma soprattutto perché si è frammentata la programmazione degli interventi in conto capitale, cioè degli investimenti.

L'altra pretesa asserzione, secondo la quale con il metodo proposto si raggiungerebbero due obiettivi, restituire cioè al cittadino la capacità di individuare nelle poste di bilancio i criteri operativi della Regione e quindi facilitare gli uffici nella gestione del bilancio di cassa, rasenta il ridicolo, perché io sfido chiunque in questo Consiglio a digerire compiutamente il linguaggio tecnico usato. Non credo proprio che i funzionari della Regione addetti a reperire le capienze dei capitoli ed a smaltire i residui passivi, vengano agevolati da questo semplicistico, per non dire infantile, rimescolamento di elenchi, di assegnazioni, di tabelle, di ripartizioni e di variazioni.

Colleghi Consiglieri, non voglio tediarvi con le solite litanie sui residui passivi o con i raffronti che altri colleghi avranno sicuramente voglia di richiamare nel corso della discussione. Direi, anzi, che discutere di cifre e di tabelle significa entrare nella logica eccessivamente tecnica che presiede tutta l'impostazione del documento di spesa.

Non reputo sia il caso di analizzare criticamente le varie assegnazioni e gli stati previsionali rappresentati nel documento, in quanto basterebbe il dato delle spese correnti, che supera il 50 per cento della disponibilità, per far comprendere anche ai meno portati, che la gestione da anni è aggravata da costi di partenza così imponenti da apparire vincolanti rispetto alla dinamica degli investimenti. In parole semplici, i ceppi di funzionamento dell'enorme macchina burocratica regionale sono talmente stretti da ridurre sensibilmente la capacità di movimento e di scelta dello stesso apparato politico.

Se poi pensiamo al cumulo dei residui presunti, notiamo che permane l'aspetto negativo di una incapacità di spesa che occupa quasi un terzo del bilancio. Ciò significa che aumentano i fondi impegnati ma non spesi e che quindi quella costosissima macchina amministrativa non riesce ad esprimere sul piano contabile le scelte degli amministratori. Appare infatti superfluo prenotare le spese con atti amministrativi che poi, come avviene da anni, non trovano compiutezza, malgrado l'obiettiva coerenza con l'imputazione sui capitoli di bilancio.

Vorrei essere più preciso, entrando nel merito di fatti concreti e formulando delle domande a questo nuovo esecutivo, ma soprattutto all'Assessore alle Finanze.

Vorrei, per esempio, sapere che fine ha fatto il contenzioso di svariati miliardi tra la Regione ed il Casinò di Saint-Vincent sulla questione dell'IGE, l'imposta generale sull'entrata. Si tratta di una pratica, che vede in ballo circa sei miliardi, che è ferma da oltre una decina d'anni negli uffici legali della Regione e che attende tuttora di essere definita.

Vorremmo sapere, per esempio, se questa nuova Amministrazione si sta muovendo per recuperare l'IVA dovuta da varie società che producono in Valle d'Aosta, ma che hanno la loro sede fuori dalla nostra Valle. Ricordo che nel passato l'Assessore Martin, quando era Assessore alle Finanze, aveva fatto dei cenni puntuali su questa spinosa materia, che vede del tutto inattiva l'Amministrazione regionale, anche se il recupero di queste somme comporterebbe entrate, grazie agli arretrati, per qualche centinaio di miliardi.

Mi fermo qui, anche perché il vero giudizio sul bilancio di questa nuova maggioranza - parlo del giudizio tecnico - potrà essere espresso tra un anno, quando cioè potremo leggere un documento che non sia più la diretta eredità di un esecutivo precedente.

In questi sei mesi era già tanto attendersi una puntuale presentazione della legge di bilancio, senza pretendere quei cambiamenti sostanziali e quell'ottica nuova che, a parole, hanno caratterizzato i propositi programmatici del nuovo esecutivo.

Il giudizio, sul piano politico, non è positivo, anche se - me ne rendo conto - sarebbe ingiusto criticare per partito preso e negare alcuni aspetti positivi. Poiché non rientra nella mia analisi il dovere di svolgere una critica preconcetta - sarebbe per me troppo facile ed alcuni recenti episodi si prestano ad una consumazione anche divertita di talune iniziative proposte dall'esecutivo -, mi limiterò ad annotare due aspetti positivi di questa fase operativa del Governo regionale.

Il primo riguarda l'azione dell'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni culturali, che mi sembra aperta, coerente e lungimirante, specie laddove si propone di rimediare ad alcune carenze di tipo strutturale nel campo alberghiero ed in quello della legge quadro sul turismo, rimasta per anni lettera morta.

Il secondo riguarda l'Assessorato alla Pubblica Istruzione, con l'apprezzamento dell'avvio della "saison culturelle", che pare emanciparsi dalle precedenti impostazioni.

Per il resto, non vedo attuate le attese dei cittadini in merito: al problema della casa, che è e continua a rimanere drammatico; all'erogazione dei finanziamenti per l'acquisto della prima casa, che sono lenti, burocratici e farraginosi; all'assistenza sanitaria, che è sempre più litigiosa e carente; alla formazione professionale; alle deficienze nelle infrastrutture culturali, di cui hanno tanto bisogno tutti i Comuni della Regione. Non parliamo poi del capoluogo, che da anni marcisce nell'inedia e nel più totale abbandono del centro storico. Anche il piano sanitario per il bestiame, illustrato con dovizia di particolari da ben due assessori, è fermo sulla carta e stenta a decollare, sia sul piano della concretezza, sia su quello della credibilità.

Pur in presenza di qualche novità, di impegni positivi da parte di alcuni componenti dell'esecutivo, non vi è ancora stato l'atteso rinnovamento ed i problemi dell'inquinamento dell'acqua, i problemi del latte, del metano e delle industrie ristagnano, in attesa di essere affrontati con la necessaria capacità decisionale.

In definitiva, il giudizio politico, come dicevo, non può essere di approvazione, perché mancano quegli elementi risolutivi, che caratterizzano la tanto conclamata nuova metodologia amministrativa.

Siamo sicuramente dinanzi ad un periodo di transizione, per cui talune incertezze possono anche essere comprensibili. Sia ben chiaro, però, che non è sufficiente la volontà di rinnovamento, se poi nella realtà non cambia nulla o quasi nulla.

Ecco perché questo mio intervento vuole, in definitiva, suggerire all'attuale esecutivo di cominciare a realizzare il programma enunciato, se vuole davvero dare un segnale di rinnovamento e dimostrare così la positività dell'avvicendamento ai vertici del potere regionale.

Credo che la pausa di riflessione debba ormai concludersi, perché i problemi ed i bisogni della gente ed i mali della nostra regione sono sotto gli occhi di tutti. Ora attendiamo che si passi, finalmente, dalla gestione ereditaria dell'esistente ad una più dinamica assunzione di responsabilità politica ed amministrativa. E' su questa capacità che, nel prossimo futuro noi giudicheremo questa maggioranza e questo esecutivo.

Grazie.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Mostacchi; ne ha facoltà.

MOSTACCHI (UV): Devo dire molto francamente che, dopo aver esaminato il bilancio regionale del 1991, ne sono rimasto profondamente deluso, e non certo perché il bilancio in sé sia negativo, anzi vi si riscontrano molti aspetti positivi. Tuttavia, io mi sarei aspettato un bilancio completamente diverso non solo nella forma, ma anche nella sostanza, con investimenti in settori diversi e nuovi, visto che della nuova maggioranza formatasi dopo il 6 giugno fa parte, o dice di farne parte, anche il PCI, che per anni ha fatto discorsi diversi; all'orizzonte, però, non si scorge nulla di nuovo.

A questo punto, bisogna trarre alcune conclusioni: o il PCI negli interventi degli anni precedenti, quando si discuteva il bilancio, non faceva che una sterile polemica, oppure, cosa molto più probabile, non ha partecipato alla stesura di questo bilancio, nel senso che, non facendo parte dell'esecutivo, il suo apporto è limitato al solo appoggio esterno o alla semplice copertura, come abbiamo già potuto constatare in diverse occasioni, da quando si è costituita questa nuova maggioranza.

Questo bilancio, nel suo complesso. può essere più o meno definito "un vademecum di buone intenzioni e di buoni propositi". Perché dico questo? Perché, se ci fermiamo un attimo e ci voltiamo per vedere quello che è stato fatto finora, ne abbiamo la conferma.

Sentiamo continuamente parlare di cambiamento e di rinnovamento nella gestione della cosa pubblica, di trasparenza, di risoluzioni programmatiche, di programma di intenti, di nuovi sviluppi..., ma, di tutto questo fiume di dichiarazioni, l'unica cosa importante effettivamente conclusa è stata l'attuazione di un certo "dossier" che, se verrà attuato integralmente, rischierà di creare effetti devastanti sulla Valle d'Aosta.

Voi mi date l'impressione di essere come quell'oste che, dopo aver decantato per mezzora il menu al cliente, gli serve una minestra rancida. Dite di aver riportato nelle giuste sedi le discussioni dei problemi, ma, come sempre succede in Italia dove non esistono le vie di mezzo, si passa da un eccesso all'altro. Prima, secondo tanti, esisteva solo un Presidente eccessivamente decisionista, ma adesso non esistono più gli assessori, perché abbiamo solo Presidenti.

All'accusa di poche discussioni, avete sostituito una pesante burocrazia, lenta ed immobile, priva di concretezza, piena di contraddizioni e di interminabili discussioni, con scarsissimi risultati concreti ed efficaci. Si ha sempre di più la netta impressione che questa coalizione non sia nata per fare qualcosa di utile e di serio per la Valle d'Aosta, ma, come ho già sentito nel corso di una precedente adunanza consiliare, per operare contro l'Union Valdôtaine. Più passano i giorni e più i fatti lo dimostrano.

Dell'introduzione della figura del relatore per l'esposizione delle leggi fate il vostro fiore all'occhiello, ma, da quanto risulta, questo fiore è già completamente appassito. Sarebbe opportuno che cambiaste slogan.

In un precedente Consiglio, in cui si discuteva della revoca degli incarichi precedentemente assegnati, della mancanza di fiducia e di consulenze varie, si è sentito parlare del manuale Cencelli e del manuale di Rollandin. In sede di replica, qualcuno aveva detto che, rispetto ai manuali citati, si era fatto un passo in avanti. Non vorrei, però, che dal passo in avanti si passasse al sempre più avanti, visto che in qualche Consiglio precedente quel voto è già stato determinante.

La relazione dell'Assessore alle Finanze è tutta in contraddizione con la impostazione del bilancio e va in senso diametralmente opposto, come è già stato affermato da alcuni colleghi che mi hanno preceduto. Mi limiterò all'analisi delle sue conclusioni. Da esse ne esce un'immagine della Valle d'Aosta non certamente brillante ed in alcuni settori addirittura fortemente negativa.

Si tratta certamente di nobili opinioni, ma assolutamente non condivisibili, anche perché lasciano alquanto perplessi, perché presentano la Valle d'Aosta come un Paese del terzo mondo.

Da ciò si comprende perché di recente è stata costituita un'apposita Commissione per i rapporti con i Paesi in via di sviluppo.

Condivisibile, invece, è il rapporto del Censis, specie là dove dice che c'è un preoccupante attendismo da parte delle forze politiche, visto che si riferisce all'attuale situazione politica.

Lodevole è l'iniziativa della Giunta che ha scelto di favorire lo sviluppo, a condizione però che non si sia scelto di favorire lo sviluppo per fare affari.

In ogni caso, l'Assessore alle Finanze non abbia preoccupazioni e stia pure tranquillo, perché la sua relazione ha ottenuto l'avallo totale da parte del suo Presidente.

A voi comunisti, che siete i padri della democrazia, che avete cambiato simbolo e che siete i guardiani di questo esecutivo - noi siamo leggermente più arretrati - chiedo di cambiare anche metodo: diventate più dinamici e fate sì che alle interminabili discussioni seguano fatti concreti, fate in modo che anche noi possiamo dire "sì" in qualche occasione; sia ben chiaro che, se finora ciò è successo poche volte, non è sicuramente per colpa nostra.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Vicepresidente Stévenin; ne ha facoltà.

STEVENIN (UV): Monsieur le Président du Gouvernement, Messieurs les Assesseurs, vous avez pris le pouvoir le six juin de cette année, depuis six mois vous prétendez l'exercer. Six mois sont insuffisants pour tirer des conclusions définitives, mais nous sommes toujours contraints de vous interroger sur vos réelles motivations. Pourquoi, franchement, avez-vous pris le pouvoir?

Depuis six mois, vous ne faites que improviser une ligne de gouvernement à laquelle vous n'étiez absolument pas préparés. Depuis six mois, vous camouflez, par tous les moyens possibles, mais surtout par des mots, une prise de pouvoir au fond motivée seulement par l'ambition personnelle de quelque chef de parti et de ses lieutenants.

Sur cette base, vous créez un malentendu car vous vous savez incapables de mettre en pratique des prétextes démocratiques, que vous utilisez pour vous justifier auprès de l'opinion publique.

C'est ainsi, Monsieur Bondaz, que vous comptez "fare risorgere nel cittadino la fiducia nelle istituzioni e nel ruolo fondamentale che le assemblee elettive devono esercitare in una moderna società, rispettosa di tutti i soggetti che la compongono"? Je crois que c'est, en vérité, bien le contraire.

Vous êtes incapables de gouverner au niveau de vos déclarations. Belles déclarations, en vérité, sur la démocratie et sur la transparence, points sur lesquels, ne vous faites pas d'illusions, nous sommes tous d'accord, mais votre incapacité à gouverner à ce niveau-là vous étouffe. Vous êtes pris au piège entre vos intérêts personnels et l'intérêt général pour lequel vous avez été élus. Doit-on le rappeler à des champions de la démocratie, comme vous pensez l'être?

Après six mois, on ne peut que mépriser votre manière de gouverner. Contrairement à vos dire, vous n'avez rien prouvé et, pire encore, vous n'avez rien changé. Le Conseil est-il plus démocratique, comme vous le prétendez? En fait, s'il y a plus de discussion, c'est que notre opposition est plus active. Les moyens d'action de cette opposition n'ont pas évolué d'un pouce, c'était pourtant un de vos projets, une de vos revendications les plus urgentes et plus la vôtre que la nôtre.

Quant à ce fameux rapporteur, dont parle le Conseiller Mostacchi, on se rend compte, en ce même Conseil, de ses limites et de sa relative utilité.

Oui, j'oubliai de vous remercier pour l'élargissement indispensable des locaux du bureau de notre Groupe. C'est un acquis, mais je ne suis pas certain qu'un si brutal changement de majorité le justifie.

Depuis six mois, vous n'avez rien changé et vous n'allez rien changer à l'avenir, parce que changer c'est choisir et choisir c'est renoncer. Or, vous êtes incapables de renoncer aux privilèges du pouvoir et à son partage entre vous. Il faut que vous oubliez bien vite que vous avez, il y a peu de temps, autrement dénoncé ces mêmes privilèges au nom de je ne sais pas quel idéal.

Avouez la vérité une bonne fois, vos idées sont à l'image du budget que vous nous présentez aujourd'hui. Elles sont également stériles, elles le seront encore et toujours car elles ne servent, encore et toujours, que vos propres intérêts et ceux de vos amis. Mais, ce qui est plus grave, ce budget n'a pu être possible que par la renoncement du Parti Communiste à certaines idées qu'il avait à l'époque où il était à l'opposition. On pourrait faire toute une série d'exemples, à partir de l'autoroute pour aller aux problèmes de l'agriculture et de l'autoport.

Ce budget donc reflète vos contradictions, vos compromissions envers des alliances politiquement absurdes et qu'une fois consommées ne respectent en rien la représentativité des différents partis et par dessus tout la volonté du peuple valdôtain.

Je voudrais, par la suite, faire quelque remarque préliminaire à l'assesseur aux Finances. Il existe un Oscar pour l'entreprise capable de présenter son bilan à ses actionnaires avec le maximum de clarté et toutes les possibilités de rendre lisible au plus grand nombre ces informations indispensables. Le même prix n'existe pas pour les administrations qui présentent leur bilan et leur budget, mais si tel était le cas, il est certain que malgré vos déclarations, Monsieur l'Assesseur, vous ne seriez pas le vainqueur de ce prix.

A ma grande surprise et au détriment de la clarté de votre présentation, on a pu constater un nombre important d'absences de précision. J'ai cherché en vain un rapport des synthèse de grandes lignes de dépense garanties par des ressources basées sur des programmes annuels motivés par des choix stratégiques; le tout analysé en détail, tenant compte de l'augmentation de 5 pour cent par rapport aux prévisions de l'année précédente. Je n'ai pas trouvé les justifications aux restes substantiels et aux excédents inutilisés; j'ai cherché encore les explications convaincantes justifiant la réalisation du crédit de 200 millions de lires.

Plus grave, à mon avis, l'absence de coordination entre les déclarations politiques et la note détaillée sur le montant des sommes spécifiquement engagées, les coûts prévisionnels, les temps de réalisation des programmes à moyen terme énoncés dans le contexte général.

Le plus clair des budgets est déjà en lui-même d'un abord difficile, que devient-il lorsque on le complique encore par un nombre incroyable de références aux lois des financements précédents et lorsque la plupart des chiffres et des données se présentent sans aucune référence aux titres des chapitres? Tout cela alors en définitive ne devient compréhensible que pour une poignée de spécialistes initiés à cette lourde comptabilité.

Voici quelques années qu'un collège de professionnels avait été chargé de reclasser le budget régional afin de le rendre plus clair et ceci dans le respect de la loi. Ce problème d'ailleurs est toujours actuel, le rapport descriptif étant décidément lacuneux à cet égard. Il est probable que la mystérieuse société Gamma ne soit entrée en action que pour les rapports et non pas pour la révision du budget.

Pour ce qui est des prévisions des recettes pour l'année 1991, les recettes étant celles qui sont et n'exigeant aucun commentaire particulier, il serait utile qu'à l'avenir l'assessorat compétent fasse une petite analyse sur le potentiel présumé de certains produits dérivant d'impôts propres de la Région. Par exemple, l'exploitation du sol public, les concessions pour la pêche, pour les transports, même pour l'essence, subventions et concours versés par les particuliers pour des services régionaux ou pour les services régionaux eux-mêmes et ceci bien sûr à titre précautionnel.

Quant aux prévisions de dépenses, force nous est de rappeler que le programme triennal parle d'un nouveau rapport entre Aoste et sa Vallée et indique notamment: "Nous assistons à un véritable changement de cap, dans les rapports complexes et délicats, entre l'Administration régionale et la commune d'Aoste. La majorité régionale se penchera davantage sur la ville d'Aoste, centre focal de la vie économique, de la vie culturelle, de la société civile valdôtaine, qui absorbe plus d'un tiers des habitants. Notre objectif est d'accroître l'essor économique de la ville, d'encourager les interventions en matière d'urbanisme et d'infrastructures, afin d'en améliorer la viabilité et de doter le chef-lieu régional d'équipements d'importance régionale - auditorium, centre universitaire, palais des sports, centre des congrès - et de soutenir les initiatives au niveau des circonscriptions, afin d'offrir à Aoste et aux communes limitrophes les services et les structures dont ils ont besoin".

Voilà la déclaration que vous aviez faite. Hélas, on constate qu'à la commune d'Aoste il n'y a aucune trace de ces programmes et de ces interventions, qui devraient être cependant coordonnés avec les programmes et les interventions de la commune elle-même. Le budget communal 1991 est un calque de celui de 1990 et ignore totalement ce qui est prévu à l'échelon régional.

Au sujet d'Aoste et des communes limitrophes, je voudrais effacer un lieu commun, qui tend a séparé Aoste des communes qui l'entourent. En réalité, il y a désormais une seule agglomération urbaine comprenant une première ceinture de neuf communes, qui cernent la ville et vivent en symbiose avec elle, et une deuxième ceinture plus excentrique de sept autres communes. Ce périmètre compte 62 mille habitants, soit 54 pour cent de la population régionale. En termes de surface, la commune d'Aoste est très petite, 21 kilomètres carrés, et compte 1700 habitants au kilomètre carré: de deux à quatre fois la densité des chefs-lieux de province piémontais, Turin exclus. Aujourd'hui les phénomènes économiques et démographiques de la commune d'Aoste et des communes avoisinantes qui s'ajoutent au fait qu'une personne sur trois de la première ceinture et une sur deux de la deuxième se rendent à Aoste pour leur travail, ont bouleversé les vieilles conceptions séparatistes entre commune et commune, le tout étant devenu un problème de zone urbaine.

Le plan triennal n'en tient aucunement compte. Ses notions s'avèrent insuffisantes et hâtives, aucune priorité d'ouvrage publique, d'infrastructure, de réalisation n'est indiquée, aucune mention n'est faite à propos des études du plan d'aménagement en cours depuis plus de quatre ans, comme si la Région ignorait les politiques territoriales concernant la conurbation de la ville d'Aoste.

Si l'on veut véritablement ouvrir la ville vers l'extérieur et réduire les tensions qui pèsent sur la zone centrale, des transformations urbaines complexes et coordonnées doivent avoir la priorité sur toute autre intervention. Ce sont des ouvrages de voirie urbaine, des parkings dans la zone dénommée Chamolé Sud, d'extension de l'hôpital et du secteur Puchoz ainsi que l'assainissement du centre historique.

Voilà encore quelques considérations à l'égard du budget 1991. Si d'un côté la répartition des dépenses par assessorat parait être plus confortable pour qui doit oeuvrer sur le budget, de l'autre côté elle devient plus difficile pour ceux qui doivent lire le document et avoir une vision d'ensemble sur les interventions. La répartition par assessorats n'a pas été faite suivant les compétences, exception faite peut-être pour les interventions dans le secteur des finances locales où cheque assessorat gère ses lots.

Il est tout à fait curieux, par exemple, que les dépenses pour tout le personnel régional soient prises en charge par l'assessorat aux Finances, y compris les garde-forêts, le personnel de route, le personnel du téléphérique de Chamois et ainsi de suite. Peut-être a-t-on voulu de cette manière attribuer quelque compétence à l'assessorat aux Finances, du fait qu'avec la répartition actuelle il n'a pas tellement d'autres tâches. De deux choses l'une: ou on lui attribue toutes les compétences de la gestion du personnel et il devient en effet le vrai assessorat du personnel, ou il est un roi sans royaume.

Lors de la conférence de presse, il a été dit également, au moment de la présentation du budget, que l'assessorat aux Finance revêtait la responsabilité de la programmation, de la recherche économique et autre encore, mais ces fonctions aussi, jusqu'à présent, étaient de la compétence de la Présidence du Gouvernement.

Le croix des fonds globaux démontre à la fois la pauvreté des programmes de la majorité et une certaine confusion. On dirait que certains chiffres ne sont là que pour remplir les pages.

Dans le secteur touristique, on a prévu entre autres une affectation d'un milliard de lires: j'aimerais bien en connaître la raison. Ce n'est pas pour les thermes, parce qu'il y a déjà 500 millions, et non plus pour les pares pluviaux où 100 millions sont prévus; l'affectation d'un milliard pour les hôtels me parait être en plein contraste avec la volonté exprimée par la majorité de vouloir développer le secteur de l'hôtellerie. D'ailleurs qu'est-ce que signifient ces trente places en plus ou même la possibilité de développer d'une autre façon l'hôtellerie?

Encore un milliard pour le ski-pass, mais le problème, nous le savons, est là depuis longtemps et il consiste à trouver un accord entre les grandes sociétés, parce que les petites, on le sait depuis toujours qu'elles sont d'accord. Il faut trouver l'accord avec Pila, Courmayeur, La-Thuile, Breuil-Cervinia pour résoudre ces problèmes.

Pour les centres sportifs d'Aoste on a prévu 500 millions de lires, mais rien n'est prévu pour résoudre le grave problème de la non-conformité aux normes des structures sportives d'Aoste. Oui, d'accord, ce serait une tâche de la commune d'Aoste, mais le risque est de se retrouver, comme dans les mois précédents, sans aucune structure.

Le manque d'idées de l'actuelle majorité est finalement révélé par le programme triennal qui devrait être le vrai document programmatique. Par contre, il ressort dans presque tous le cas, exception faite pour les dépenses régies par les lois en vigueur, que les affectations de fonds pour les années 1992-1993 sont calculées en augmentant le pourcentage du taux d'inflation. C'est bien pour cette considération qu'on donne un jugement très négatif à ce budget présenté par la majorité régionale.

Merci.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Trione; ne ha facoltà.

TRIONE (DC): La discussione del bilancio di previsione per l'anno finanziario 1991 e per il triennio 1991/93 offre l'occasione di proporre alcune riflessioni di carattere generale, che aiutino ad individuare i criteri ispiratori attraverso cui interpretare il documento contabile proposto all'approvazione del Consiglio.

Tale documento a me ed al Gruppo della Democrazia Cristiana - meglio di me lo dirà poi il nostro Capogruppo - appare conforme al programma concordato, strettamente ancorato sia ai bilanci precedenti sia ai nuovi livelli di spesa derivati dall'espansione degli interventi nei diversi settori. Esso ci appare inoltre strutturato non ad un uso episodico delle risorse, ma finalizzato, attraverso l'organizzazione per programmi, all'attuazione del bilancio triennale ed in definitiva all'ammodernamento dell'apparato produttivo dei servizi, delle infrastrutture ed allo sviluppo della nostra regione, come ieri ci è stato illustrato e sottolineato dal Presidente della Giunta regionale e dall'Assessore alle Finanze.

Naturalmente, non tutti la pensano come noi. Alcuni già l'hanno detto ed immagino che altri lo faranno. La cosa importante, a mio parere, è che i dissensi, pur così importanti nel gioco delle parti, non siano presentati in maniera sterile e schizofrenica, come forse è un po' avvenuto questa mattina, altrimenti i termini di valore non appaiono credibili e possono risultare inattendibili e quindi inutili alla causa della Valle d'Aosta.

Al di là del condividere o meno il documento contabile, credo che tutti siamo consapevoli che governare significa scegliere, come ci è stato ricordato poco fa dal Consigliere Stévenin, e quindi decidere con oculatezza, ma anche con costante attenzione, affinché i benefici dell'operato della pubblica amministrazione possano interessare tutta la comunità, senza mai perdere di vista il riferimento generale della centralità dell'uomo.

A tutti è noto che l'obiettivo proprio dell'azione politica di utilizzo delle risorse finanziarie pubbliche è quello di garantire ad ogni persona un livello di vita, per sé e per la sua famiglia, dignitoso sotto tutti i profili, privilegiando in particolare gli interventi a favore dei soggetti socialmente più deboli.

In proposito, da tempo si parla molto delle tradizionali povertà e delle nuove forme di emarginazione che stanno sempre più emergendo da una società in cui il benessere non è mai equamente distribuito e da uno squilibrio da sviluppo e sottosviluppo che manifesta ad ognuno di noi i segni visibili della sofferenza di popoli e paesi che non hanno partecipato alla gestione delle stesse fortune e si sono trovati esclusi dalle opportunità di sviluppo e di benessere che altri - e noi tra questi - hanno avuto e di cui godono.

Di fronte ad una società così variegata, è nostro compito di uomini con responsabilità pubbliche reagire ed intervenire per combattere l'insorgere di nuove e maggiori povertà.

Credo che a questa e ad altre sfide cerchi di rispondere il documento finanziario oggi in discussione, indicando progetti ed ambiti di intervento, a medio e lungo termine, che evidenziano un apprezzabile realismo, certo perfettibili e suscettibili di suggerimenti, che è mio e nostro dovere formulare per portare responsabilmente un contributo a questo progetto sulla Valle d'Aosta.

Il progetto si fa carico del ruolo prioritario del pubblico nel settore sociale, in modo da assicurare pari opportunità a tutti attraverso la revisione dei servizi sanitari ed assistenziali, la revisione dei servizi culturali, una maggiore incisività e tempestività dei servizi pubblici, rimuovendo gli eccessi e gli oneri per mancato utilizzo.

Il progetto nel settore economico ed organizzativo è orientato ad assicurare un corretto quadro urbanistico e normativo per l'ubicazione delle diverse iniziative, per l'individuazione dei suoli e della loro destinazione, a promuovere una soddisfacente ristrutturazione generale primaria e secondaria, ad inquadrare in modo corretto e decisivo le attività economiche che fanno capo ai Comuni ed agli altri enti a carattere pubblico e di cui i Comuni possono essere protagonisti anche attraverso forme coordinate di autoregolamentazione, a provvedere ad una complessiva difesa del suolo con un'azione coordinata e programmata.

Oltre al ruolo tipicamente istituzionale del pubblico, è auspicabile una stretta collaborazione tra ente pubblico, che fissa e persegue l'obiettivo sociale, ed i privati, che operano sotto lo stimolo del mercato. Tale collaborazione si è spesso dimostrata fruttuosa in diversi settori e soprattutto in situazioni che il mercato, da solo, abbandonerebbe al degrado ed all'emarginazione.

Un ruolo positivo, di deciso sostegno all'iniziativa privata, può svilupparsi mediante un insieme coerente ed integrato di azioni volte a facilitare ristrutturazioni, cambiamenti produttivi aziendali, attraverso la qualificazione e l'aumento dell'offerta di servizi reali all'impresa e mediante l'aumento della ricerca e della sperimentazione, per facilitare il miglioramento qualitativo delle produzioni.

I tradizionali modelli di sviluppo, che attribuivano alle grandi concentrazioni produttive la supremazia nella produzione della ricchezza, appaiono definitivamente superati. Rispetto alla città-fabbrica, intesa come grande dimensione, creatrice di maggiori sprechi di risorse e di un accentuato inquinamento dell'ambiente, prevale una formula diversa, dove la compresenza di attività diverse e più frantumate rappresenta il carattere dominante. Il modello in questo campo è rappresentato dalla presenza di micro-economie diffuse sul territorio. Un equilibrato sviluppo non può però prescindere da un aspetto fondamentale, che riguarda l'integrazione dell'uomo e delle sue potenzialità di intelligenza e di cultura.

Ci tengo a sottolineare che, nella relazione dell'Assessore alle Finanze, ho riscontrato uno specifico riferimento al sistema scolastico ed al collegamento del sistema con il mondo del lavoro valdostano, laddove afferma: "Il grado di istruzione, in particolare tecnico-scientifica, e di qualificazione professionale della popolazione attiva è relativamente basso...: mancanza di corsi di studio a livello universitario, scarsa diversificazione dei percorsi didattici nella scuola secondaria superiore, presenza di attività di formazione professionale continuativa limitate alla prima formazione... e si percepiscono forme di squilibrio tra domanda e offerta sul mercato del lavoro".

Credo anch'io che dal sistema scolastico ci si debba attendere più qualità, più autonomia di intervento e più professionalità, anche e soprattutto alla luce delle possibilità previste dalle norme di attuazione ed in relazione ai nuovi bisogni di educazione e formazione che la nostra comunità ed il ritmo delle trasformazioni esigono.

La tradizionale vocazione alla scolarità della popolazione valdostana, la disponibilità di strutture e di mezzi, nonché una rinnovata professionalità del corpo docente, sono elementi da valorizzare per realizzare una scuola viva e capace di inserirsi compiutamente nelle dinamiche della nostra società.

Avviandomi a concludere queste brevi considerazioni, mi sia consentito fare un riferimento all'ambiente, nell'aspetto che investe il rapporto con l'uomo ed il suo sviluppo. Non si tratta certamente di compiere un ritorno alla natura, come negazione del progresso, ma di realizzare un'intelligente protezione per non arrivare al paradosso di una umanità che riesce nelle imprese più spettacolari, che si libera dell'incubo di terribili malattie, che si crea tutti i presupposti del benessere, ma che poi rischia di distruggere le fonti stesse della propria sopravvivenza. Il problema della salvaguardia ambientale e territoriale va affrontato e risolto con l'uomo e per l'uomo, nel senso di un vero e concreto miglioramento della qualità della vita.

Signor Presidente, a conclusione di questo intervento, voglio ribadire che, a mio parere, la Giunta regionale e la coalizione nel suo complesso, nonché i Gruppi politici che la rappresentano e la sostengono, potranno trovare la loro definitiva legittimazione nel modo di affrontare i problemi sul tappeto. Sulla soluzione di questi problemi si gioca l'intelligenza complessiva di una classe di governo.

A me pare che la via tracciata sia buona. Lungo quella via noi siamo presenti con tutto il nostro impegno, con la nostra faticosa ricerca, con il nostro occhio vigile ed anche con la nostra capacità critica, per correggere il tiro laddove sarà necessario. Grazie.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Rollandin; ne ha facoltà.

ROLLANDIN (UV): Permettez-moi de faire quelques réflexions qui vont s'ajouter à celles qui ont déjà été faites de la part de mes collègues.

Avant tout une réflexion sur la méthode qui a été utilisée pour arriver à la promotion du budget. A ce sujet je crois qu'il est intéressant de voir ce qui était prévu par la délibération qui chargeait la société Gamme International de prédisposer le budget. En effet, trois phases étaient prévues. Une "fase di pre-analisi conoscitiva e di impostazione programmatica", où l'on donnait à cette société la tâche de "individuazione ed esplicitazione degli indirizzi programmatici desiderati, definizione ed impostazione progettuale degli strumenti" et de "progettazione di un sistema di controllo (reporting)" et encore de "messa in opera del sistema e definizione dei fabbisogni informatici".

Or, je crois qu'il s'agit de problèmes qui sont strictement liés à une série de connaissances que la structure peut avoir, mais que n'importe quelle société, qui malheureusement n'a pas la possibilité de connaître de quelle façon a été géré le budget jusqu'à présent, ne peut réaliser.

En plus, on disait, dans un des moments, qu'il y avait aussi l'exigence de connaître "le valutazioni espresse dagli utenti del bilancio". Alors, je crois que c'est un premier symptôme d'un système qui, selon nous, n'est pas le meilleur pour adresser les programmes de l'Administration régionale.

Mais, face à l'autre choix, qui a été déjà à l'attention des Conseillers, de modifier le système qui autrefois était par fonctions et de revenir au système par Assessorats, il est intéressant de voir que sur le même thème, après de longs débats et des analyses faites par les différents organes de l'Etat, la relation qui est annexe au "Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 1991" dit: "L'innovazione strutturale più significativa riguarda la nuova classificazione funzionale delle spese", en se référant d'une façon très claire au fait que c'était impossible de gérer le bilan au niveau des Ministères, comme c'était impossible de le gérer au niveau des Assessorats, s'il n'y avait pas la possibilité de remettre l'ensemble par fonctions. C'est une nuance intéressante pour apprécier l'évolution des différents budgets.

J'avoue que, selon moi, la justification qui a été portée pour cette innovation, c'est-à-dire qu'il n'y ait pas d'actions d'un Assessorat par rapport aux fonds qui sont destinés à un autre Assessorat, logiquement ne reste pas debout. Je crois que, au contraire, c'est légitime de s'attendre qu'un programme puisse être lié aux fonctions et, par conséquent, se retrouver dans la loi financière et dans le budget.

Pour ce qui est de la proposition du bilan de caisse, je n'ai rien à ajouter, étant donné qu'il y avait déjà une loi précédente de '89 qui le prévoyait. C'est dans ce sens que je crois qu'il sera sans doute une innovation positive, compte tenu du fait que, avec ce système, on aura finalement la possibilité de mieux saisir le fonctionnement de la structure.

Pour mieux préciser l'analyse des documents qui ont été présentés, permettez-moi avant tout de dire deux mots sur les points de repère qui sont à la base des recettes du budget de la loi financière.

Avant tout il faut considérer la loi financière de l'Etat. Il est important de constater qu'encore une fois, au-delà de la loi n° 38 de l'année précédente, qui déjà prévoyait qu'il y aurait une réduction des recettes de notre région, les recette pour l'année '91 seront diminuées. Même chose pour les lois de secteur, car toute une série d'interventions ne seront plus prévues pour notre région.

Un autre point de repère est sans doute la loi de la répartition financière, la loi n° 691. A ce propos, je dois des précisions face à la disponibilité qu'il y a eu dans ces derniers dix ans. Je remercie le Conseiller Ricco qui nous a donné une liste des recettes de '81 à '90, qui porte un total d'environ 4600 milliards, moins de la moitié de ce qu'on avait dit à propos des recettes.

Sur ce sujet, j'espérais qu'il y aurait la possibilité de mettre à jour l'effort qui avait été fait l'année dernière pour établir les fonctions qui, pendant cette période, ont été réglées de la part de l'Administration régionale face à des tâches qui sont de l'Etat, de la province et de la préfecture. En effet, si l'on avait réussi l'année dernière à ne pas avoir des interventions encore plus massives de l'Etat pour réduire le financement de l'Administration régionale, c'était grâce à un document que l'Assesseur Voyat avait présenté: "Considerazioni e valutazioni sugli oneri sostenuti dalla Regione a seguito del trasferimento di funzioni".

Je crois qu'il est intéressant de reprendre ce discours et j'espérais vraiment de le voir cette année comme annexe au budget, car il est important de dire quelles sont les recettes réelles de notre région. Déjà l'année dernière on avait prévu que presque 300 milliards, ce qui faisait les cinq dixièmes, étaient dus au financement des fonctions qui n'étaient pas de l'Administration régionale. Alors, parler de neuf dixièmes, c'est un faux.

Si malheureusement on va se faire sur un problème si délicat, il y aura, à mon sens, des raison pour douter du fait que l'Etat pourra intervenir d'une façon différente. En plus - et je reprends un thème que quelqu'un d'autre a déjà cité avec des données précises face à l'année dernière - il faut dire combien par rapport à l'application de l'article 6 de la loi n° 690 serait encore dû à l'Administration régionale. Ca remonte à plus de 300 milliards. Malheureusement une série de difficultés n'ont pas encore permis de régler cette affaire.

J'invite vraiment la Région à ne pas se faire sur ce thème qui, je le répète, est vraiment important, surtout par ce qu'il y a un autre article, que tout le monde connaît et que tôt ou tard il faudra régler. En accord avec cet article, les augmentations d'impôts pour les investissements qui sont liés aux programmes concordés entre Etat et Région doivent être justifiées.

A ce sujet, je veux reprendre un aspect que je croyais retrouver à la présentation de ce budget. Il s'agit de l'application des programmes d'action nationale et régionale, ce qui est un des points importants des normes d'actuation.

Il y a une autre norme, que Monsieur Ricco connaît très bien, concernant le problème de la trésorerie unique, qui nous donnera la possibilité de mieux gérer le bilan de caisse. Le problème de coordonner les programmes est très important surtout face à certaines difficultés dans des domaines comme l'agriculture, la pollution des eaux et l'environnement; mais sur ces problèmes si importants je n'ai rien vu dans le bilan, bien qu'il s'agisse d'une action innovative par rapport à ce qui s'est passé jusqu'à présent.

L'autre point des recettes, que j'estime important, est lié au Casino. A ce sujet, il est possible de prévoir que dans les années prochaines il y aura des augmentation, mais j'ai fait une analyse du budget triennal et je croyais voir quelque chose sur les intentions de cette majorité à propos des problèmes existants; le problème des conventions, par exemple. Mais quelles sont les intentions face au nouveau projet "d'ampliamento" ou de dédoublement du Casino?

Quelle est la volonté de cette majorité et quelle sera l'idée face à la nouvelle loi sur les casinos? C'est une loi qui malheureusement est en train de passer au Parlement et qui dit: "I proventi della Casa da gioco derivanti dalla concessione sono così ripartiti: 40 per cento al comune sede della Casa da gioco...". Pour l'instant, pour Saint-Vincent il y a 80 millions sur trois ans, je dois penser qu'il n'y aura pas l'intention de modifier cet état de chose, par conséquent, on votera contre ou on demandera que les responsables nationaux votent contre ce projet de loi. Pour l'Administration régionale la loi prévoit: "Il 10 per cento alla regione da destinarsi ai comuni, il 25 per cento alla regione ed il 25 per cento al Ministero dell'Interno". Etant donné que ce projet est très avancé, je croyais trouver dans le budget pluriannuel un signe qui indique qu'il y a une certaine attention pour un fait si délicat. Je crois qu'on reviendra sur ce thème.

Pour arriver au problème des dépenses et des frais obligatoires il faut préciser qu'il y a des frais régionaux et des frais qui remontent aux compétences qui ne sont pas propres de la région, mais qui sont liées aux compétences de l'Etat pour ce qui est de la province et de la préfecture. Quelqu'un a dit qu'il y a une augmentation des frais obligatoires, ce qui est vrai et tout a fait normal, sauf pour le fait que dans le projet triennal il y a une série de chiffres qui ne s'expliquent pas et je crois qu'au moment où l'on discutera des chapitres on le dira.

Certains aspects qui découlent de l'analyse de ces documents budgétaires sont liés, à mon avis, au montant qui est disponible pour le programme, soit, d'après le calcul qui a été fait, à peu près 338 milliards (27 pour cent), ce qui est sans doute important par rapport à d'autres réalités. L'analyse de ces documents nous donne la possibilité de réfléchir sur trois aspects.

Le premier aspect est lié aux lois existantes et aux frais obligatoires. C'est une espèce de sac à provisions, de "lista della spesa" et il n'y a pas grand chose à ajouter, si l'on exclut certains problèmes pour les années à venir.

Les problèmes principaux découlent du sens de provincialisme que ce budget donne. C'est un sens qui est un peu lié à un pas en arrière et même - permettez-moi - presque à une psychose d'enclave que je vais spécifier.

L'autre considération concerne le fait qu'il n'aide pas à développer l'esprit d'autonomie. En effet, ce qui ressort de ce budget c'est un état comateux de l'autonomie. Je me permets de justifier ces deux affirmations.

Pour ce qui est du provincialisme, celui ne constitue pas seulement un pas en arrière pour le développement de notre région, mais aussi pour l'espoir d'être reconnu comme Région-Etat. A ce propos, je crois que, dans la relation comme dans le budget, l'unique rappel à la réalité européenne est dans l'expression "Valle europea", qui est liée "allo sportello europeo", pour lequel il y a, pour les trois ans à venir, 30 millions; pas plus. Je ne crois que c'est un thème difficile à soutenir. Nous soutenons, au contraire, que pour s'insérer dans une réalité non seulement de l'Europe des douze, mais de l'Europe de l'Est, il faudrait avoir un peu plus de courage.

Je crois qu'un autre symptôme du fait qu'il y a un sens de provincialisme est le montant des interventions pour la formation professionnelle. Nous avons, à maintes reprise, soutenu que si on peut à plein titre être inséré dans la réalité européenne, l'unique système est d'avoir des personnel préparées et des infrastructures qui soient à même de conquérir une place face à la concurrence.

Pour ce qui est de la formation professionnelle il y a une baisse par rapport aux années précédentes, même pour l'application des programmes, qui avaient déjà été acceptés par la Communauté européenne, les projet objectifs 2 et 4; on n'a pas le correspondent pour les années '92 et '93. Il n'y a que le montant qui est le résultat de l'action menée par la Communauté européenne pour faire reconnaître un état de crise industrielle qui concernait l'Ilssa-Viola et Châtillon. Pour cette raison, dans le budget 1991, on a 12 milliards, mais pour le '92 il n'y a plus rien, même si pour l'application de ce projet, "Obiettivo 2", il y a la possibilité d'avoir des bureaux d'information technique qui seront placés dans les points importants de la reconstruction industrielle.

Je me permets de souligner qu'il s'agit de l'unique cas, au niveau européen, qui a été accepté tel qu'il a été présenté, justement pour le fait que face à d'autres régions, où il y a une crise industrielle, c'est l'unique pôle industriel qui a eu une réponse positive et une reconstruction conséquente. En effet, on aura la possibilité d'avoir à Pont-Saint-Martin, dans la zone ex Ilssa, des bureaux techniques qui seront insérés dans ce plan et qui nous donneront cette possibilité d'être au niveau européen.

Après tout ce que je viens de dire, je crois que parler de "Businnes Innovation Center" (BIC) c'est un peu dangereux.

J'ai vu dans le budget 100 millions pour les locaux de la formation. Pour ce qui est de la collaboration avec les pays de l'Est, pas un seul mot. Là il y a des requêtes, il y a la possibilité de développer des programmes de coopération que je croyais voir au moins comme buts; pas un mot. Même question pour ce qui est de la réalisation du projet qui avait été entamé: "Valle d'Aosta cablata". On a la possibilité d'avoir l'informatisation par câble, car l'axe principal est en train d'être réalisé. Il y a un projet dont j'ai entendu parler et il y a eu une conférence de presse pour présenter les résultats de cette étude, dont je me réjouis, mais je ne vois pas, ou je n'ai pas pu apprécier, dans le budget une indication de dépense conséquente au fait qu'il y aura des réalisations régionales. En effet d'après ce que je connais la convention prévoit qu'il y ait un axe principal de câbles et, par la suite, le réseau latéral sera réalisé aux frais mixtes. Or, je n'ai pas trouvé d'indications qui puissent nous donner la possibilité de saisir le problème.

Même question pour les rapports avec les communautés avoisinantes: pour ce qui est de la Co.Tr.A.O. il y a des projets pour un musée transfrontalier; pour ce qui est de l'association des régions d'Europe il y a un projet pour la réalisation d'un centre plurilingue. Je crois qu'il existe déjà des documents qui ont été approuvés et qui attendent un financement de la part des régions qui font partie de cette assemblée.

Un autre problème qui devrait, à mon sens, avoir un certain élan est celui des transports par chemin de fer. La convention signée avec le Valais devait avoir un certain développement, mais il n'y a rien du tout dans le budget.

Le même sens de provincialisme existe au moment où on analyse les rapports avec l'Etat. J'ai suivi un peu ce qui se passe à la conférence des Présidents de Junte; je ne sais pas si quelqu'un a suivi ces travaux et si la Vallée d'Aoste a encore la compétence pour y participer...

(... Interruption du Président de la Junte... )

... tout de même il s'agit de travaux très intéressants pour comprendre quelles sont les difficultés des autres régions.

Pour ce qui est des programmes des transports, on a adopté le programme national des transports, alors qu'il fallait insérer les projets que notre région avait déjà développés.

Je crois que le même problème se pose pour l'application de la loi n° 142, la loi sur les autonomies locales. A ce propos, on avait prévu une application qui n'était pas seulement... J'ai entendu dire: "Le budget nous donne 50 milliards dans les trois ans", ce qui n'est pas vrai, pas pour les trois ans. Il est vrai pour l'année '91 et c'est pratiquement "una partita di giro", car c'est un système de répartir à nouveau comme région, mais c'est sans doute aussi un engagement. Il sera intéressant de voir de quelle façon il y aura un rééquilibre pour les réalités locales. Sur ce sujet, il n'y a pas eu la possibilité de voir le sens de l'autonomie, en plus de cette autonomie spéciale, développée. Au contraire, je crois que il y a eu deux petite épisodes qui nous ont donné cette sensation d'étroit, cette sensation d'enclave.

Je me réfère au moment où on a assisté aux célébrations du 25ème du tunnel du Mont-Blanc. En cette occasion, si l'on exclut l'intervention du Président Mitterrand, qui nous a rappelé que nous étions en Vallée d'Aoste, pour le reste notre région n'a pas eu un grand succès. Succès que, au contraire, nous avons eu grâce à la visite, toujours appréciée, d'un Ministre de l'éducation qui est venu inaugurer une école à Saint-Vincent . C' est peut-être une indication qui nous fait saisir l'adresse qui existe, compte tenu du fait que quelque mois auparavant nous avions eu la visite du Ministre pour la francophonie. C'est peut-être un signe des temps, mais je crois que pour ce qui est du rapport avec l'Etat il faudrait au moins réagir d'une façon différente.

L'autre problème, qui est le plus délicat, concerne la question du sens du développement de l'autonomie. J'ai dit qu'il existe un sens comateux de l'autonomie et je veux expliquer ce mot, car je crois que le sens de l'autonomie doit se vérifier au moment où l'on présente des programmes ou l'on fait des choix. En analysant le budget, je crois que, dans les différents secteurs, on a la possibilité de voir que cette autonomie n'a pas le développement dû. Si on va suivre un thème sans doute important comme les rapports avec les communes et les communautés de montagne, on peut voir que là aussi, face aux déclarations, il n'existe pas un système conséquent.

Pour les communautés de montagne ("Trasferimenti alle comunità di montagna") il y a dans les années une baisse remarquable. Pour ce qui est des fonds pour les investissements il y a fixe un milliard pour le trois ans 1991, 1992 et 1993. Alors je crois qu'on ne fait pas grand chose avec ces engagements.

Pour les communes, pour ce qui est des fonds régionaux d'investissement, qui ont déjà été rappelés, il y a une baisse de plus de 15 milliards.

Pour ce qui est des autres fonds qui sont prévus de la part de l'Etat, je veux demander si par hasard quelque chose n'a pas marché à propos de "entrate sostitutive dell'imposta di soggiorno". J'ai vu qu'il y a, à ce sujet, pour l'année 1991, quelque dizaine de millions, tandis que de la part de l'Etat sont prévus 700 millions.

Pour ce qui est du "patrimonio immobiliare", l'application de la loi n° 27, il y a aussi une baisse remarquable. Même chose pour ce qui est de la possibilité de recourir à la "Cassa depositi e prestiti". A ce propos, je voudrais dire qu'on a peut-être oublié les modifications qui existent déjà et qui prévoient pour l'année 1991 de la part de l'Etat une nouvelle intervention en la faveur des communes et des communautés de montagne. En effet, on a prévu 8 milliards. Alors il y aura sans doute aussi la possibilité d'y faire recours pour ce qui est de notre Région, tandis que dans le budget il n'y a pas la possibilité de le faire étant donné qu'il n'y a pas la partie conséquente.

Pour ce qui est du rapport avec la gestion du territoire et les plans d'aménagement, on attend des réponses qui sont importantes pour gérer cette phase délicate, d'autant plus importantes pour une ville comme Aoste. Il faut dire que face à certains engagements il n'y a pas de réponses, mais ce qui est délicat c'est un manque de réponse face à un programme qui existe déjà. Nous avions décidé de financer les programmes existants. Le programme du centre historique, le programme de place Narbonne, le programme des infrastructures touristiques existent déjà et ont déjà été approuvés par la commune. Alors, je crois qu'on pouvait les financer quand le cas se présentait, comme dans le cas du budget.

Pour ce qui est de l'industrie, je crois que le problème se pose d'une façon un peu particulière. Franchement je n'ai pas bien compris le sens de l'intervention prévue dans la relation au budget là où l'on dit: "Non esistono più, come nel passato, significativi vantaggi localizzativi per le nuove iniziative e anzi la posizione geografica della Valle rappresenta in certi casi un fattore di svantaggio competitivo". D'après ce que je connais jusqu'à présent l'élément valdôtain et surtout le système de raccord avec les autres réalités européennes, a toujours été un privilège. A ce sujet, je crois que pour ce qui est des systèmes de transports, de l'énergie, de l'environnement, il s'agit de thèmes qui ont été à la base de certains choix stratégiques au niveau de l'industrie.

Je crois qu'on ne peut pas saisir dans ce budget la possibilité de réaliser l'accord IRI-Région pour les problèmes de la Cogne, de la Sadea et des centrales électriques. D'après l'accord IRI-Région, on avait envisagé la possibilité d'avoir une société mixte, mais il aurait fallu prévoir les fonds nécessaires. Sur ce thème, pas un mot. Même pour ce qui est des établissements et de la gestion des établissements Cogne. Il y avait encore un volet très intéressent pour ce qui est du développement d'un centre à haute technologie qui était lié à la possibilité de transformer le centre d'Aoste en un centre pilier pour ce qui est du développement des aciers spéciaux. Sur ce sujet on n'a rien mis.

Même chose sur la remarque pour "lo sviluppo endogeno". On est sans doute conscient du fait que c'est un problème réel, mais je n'ai pas vu la possibilité de développement des eaux minérales. Il n'y a pas un mot.

Je ne parle pas des problèmes de l'artisanat qui ont déjà été expliqués. Je crois que le fait de remettre 500 millions pour les trois ans pour l'artisanat typique c'est un signe qu'il y a un manque d'attention pour ce problème qui, à mon avis, est un des plus importants.

On peut dire la même chose pour ce qui est de l'énergie. Il y a au budget, pour les trois ans, "912 milioni" chaque année pour "contrazione consumo energetico". Je crois qu'au contraire ce serait un voles à développer et je ne sais pas ce qu'on va faire avec 912 millions. J'espère qu'il y aura la possibilité de présenter au Conseil le plan énergétique régional, qui je crois vient d'être achevé, et là on a au niveau des investissements très peu par rapport aux programmes déjà existants.

Rien n'a été dit pour ce qui est de l'application de la convention avec l'ENEL, pour les petits établissements. J'ai déjà rappelé le problème des centrales Cogne qui, n'oublions pas, sont à échéance et risquent de passer à nouveau à l'Etat, s'il n'y a pas une intervention massive pour l'utilisation de l'énergie et surtout pour la gestion avec un réamenagement des centrales qui est obligatoire. S'il n'y a pas cette intervention il n'y aura pas la possibilité de maintenir cette propriété.

Je crois que le problème de la distribution du "gas metano" mérite une intervention, car la convention qui a été signée par la Digrava prévoyait une intervention financière de la part des communes. On avait prévu une intervention régionale à ce propos pour soulager l'intervention des communes. Au contraire, il n'y a rien du tout.

On a mis, par contre, en évidence le fait que finalement il y a eu une augmentation "addizionale dell'energia" ce qui devrait, au contraire, être redistribuée; on a déjà dit à maintes reprises, à propos du problème de l'énergie, que la Vallée d'Aoste produit plus de trois milliards de kilowattheure ce qui donne un certain revenu. Si l'on considère certains revenue des centrales existantes, à part les centrales nucléaires et la directive européenne contre les centrales à charbon, je crois que le problème du développement de l'énergie, qui peut être doublée en Vallée d'Aoste, est un volet qui méritait une attention différente.

Le problème de l'environnement a déjà été rappelé, mais je me permets de dire que le peu qui a déjà été fait, nous a permis de nous classer parmi les régions qui sont en règle, pour ce qui est des ordures. "Solo undici regioni sono in regola" et je crois que parmi ces régions il y a la Vallée d'Aoste.

Sans doute il y a encore à développer les programmes avec les communes et là aussi les fonds prévus ne sont pas suffisants. Face aux requêtes, la Commission compétente nous l'a dit, il n'y a pas les fonds nécessaires. Par conséquent, malgré le fait qu'il y ait une certaine tentative de sensibiliser les gens par rapport à ce problème, je crois que l'action doit être plus massive encore pour la récupération du papier. A ce propos, on présentera une loi sur la "carta riciclata" qui donnera la possibilité de mieux saisir ce thème.

Même chose pour les interventions qui sont prévues pour les épurateurs des eaux. Il y a eu une série d'emprunts qui, malheureusement, n'ont pas été respectés de la part de l'Etat et donc l'intervention n'est pas suffisante. L'intervention qui est prévue au niveau du budget n'est pas suffisante pour régler le problème des communes. Je veux rappeler que s'il n'y a pas cette solution, du point de vue théorique, pour les communes ce sera difficile de gérer les plans d'aménagement et surtout de gérer les conséquences d'un certain choix de plan d'aménagement.

Je crois que les autres interventions ont déjà été rappelées. Pour ce qui est du fonctionnement de l'Administration, j'ai bien saisi qu'on a dit dans la relation à la page 19: "La pubblica amministrazione ha un peso rilevante nell'ambito del settore terziario... purtroppo, ad una elevata occupazione corrisponde spesso una bassa efficienza". A ce propos, il ne suffit pas de dire "bassa efficienza", mais il faut dire de qui et où, autrement on risque de faire une intervention qui ne donne pas une photographie de la réalité. Je crois qu'il existe - et tout le monde le sait - des secteurs qui fonctionnent très bien, des personnel très engagées. C'est au personnel responsable de reprendre les thèmes qui n'étaient pas saisis par le personnel qui ne fait pas son devoir. On ne peut pas tout simplement dire "bassa efficienza". Je crois que le thème est beaucoup plus complexe.

Pour ce qui est de l'informatisation, j'ai vu qu'il y a un rappel, mais il n'est sans doute pas possible de porter de l'avant l'informatisation régionale en liaison avec les communes avec le financement prévu.

Un autre problème qui m'a donné la possibilité de faire une réflexion, c'est l'évaluation du part time. Ici, on donne une interprétation négative du part time, c'est ici "effetti negativi del part time". Je crois que au contraire pour l'activité régionale ainsi que pour d'autres activités il est indispensable qu'il y ait le part time. C'est indispensable, surtout pour maintenir le travail dans la moyenne montagne et pour résoudre le problème d'Aoste. Il est impossible de maintenir un système comme celui actuel où tout le monde est obligé de loger à Aoste. Avec cette solution, on pourrait résoudre ce problème qui est très important.

Je crois que les autres points de l'Administration publique feront encore l'objet d'autres interventions au moment où nous ésaminerons la loi. Encore deux réflexions sur ce qui est l'agriculture. J'ai été étonné de voir que pour le problème "siccità", on a mis 10 milliards en 1991, 1992 et 1993. Je croyais qu'il s'agissait d'une intervention "una tantum". A ce propos, je crois qu'on prévoit déjà qu'en 1992 il aura les mêmes problèmes qu'en 1993, autrement je ne comprends pas le sens de cette intervention.

On a mis 500 millions pour un problème comme celui de la Centrale laitière. C'est un peu moins de ce qu'on a prévu pour certaines interventions qui sont faites pour les programmes des manifestations régionales d'un niveau local. Je crois que ce thème sera analysé, mais qu'il sera impossible de résoudre ce problème avec une intervention de ce genre. Au contraire, je crois que pour qualifier l'intervention dans ce domaine, il serait nécessaire - et là je demanderai de savoir si existe la volonté - d'intervenir pour ce qui est de la gestion du centre génétique qui sera ouvert d'ici quelque peu. En effet, je n'ai pas vu dans le budget la possibilité d'intervention régionale pour une partie, car une partie est de l'Etat, pour la gestion de ce centre qui sera un peu le tournant de la zootechnie en Vallée d'Aoste.

Pour ce qui est de la sensibilité pour les problèmes sociaux, l'année dernière on avait mis deux milliards, pour la ville d'Aoste, pour éliminer les barrières architectoniques; cette année il n'y a rien. Même chose pour les transports des invalides, il y a un milliard pour les trois années, ce qui n'est absolument pas suffisant. Pour ce qui est de la gestion des centres pour handicapés, on n'a pas pu voir quel sera le montant pour la gestion de la nouvelle structure "Cascina Favre" ou bien du centre de Saint-Christophe. On n'a pas les interventions pour un centre pour les personnel qui sont sorties ou qui sont en train de sortir de la drogue. On n'a pas vu, sauf un chapitre un peu drôle, le problème des malades mentaux. Il y a un chapitre qui, pour les trois années, prévoit 134 millions pour "completamento ospedali psichiatrici". Je ne sais pas à quoi il se réfère. Tandis que pour ce qui est des jeunes il y a la possibilité d'avoir un centre des jeunes, 200 millions, et pour les petits il y a un drôle chapitre "recupero di somme per l'assistenza all'infanzia illegittima". A part le fait que, d'après la loi "l'infanzia illegittima" n'existe même plus, mais je crois que récupérer "le somme dell'infanzia illegittima" ne va pas gonfler le budget. Si c'est dans ce sens qui doit être appréciée la sensibilité envers les plus défavorisés, je crois qu'il y en aura beaucoup à dire.

Pour ce qui est. et je vais conclure, du problème des finances, je crois que là aussi on a eu la possibilité de saisir une relation que d'après notre analyse ne correspond pas au vrai pour ce qui est de l'analyse des années 1980-90. En plus, je crois qu'il n'y a pas eu la possibilité de saisir ce qui se passera pour l'exigence de dépasser les liens de la loi de la répartition financière. Je veux rappeler que les lois qui ont succédé à la loi régionale de la Vallée d'Aoste prévoient déjà, par exemple pour Bolzano, qu'il y ait la possibilité de récupérer les montants que l'Administration régionale ne reçoit plus.

Nous n'avons pas cette possibilité, mais, par contre, on n'a rien dit sur la possibilité de développer, au niveau régional, le thème des ports francs. Je crois qu'il y a des études faites par la Communauté Européenne. N'oublions pas que la Communauté prévoit ces interventions, les soi-disant "free economic zones", qui sont les zones où l'on peut petit à petit récupérer ce qu'on peut perdre par rapport à une éventuelle loi qui dépasse la loi financière.

Je crois que là c'est un peu le sens qui nous donne dans son ensemble ce budget. Un sens qui est d'impuissance et même qui risque d'être un sens plus grave encore, un sens d'improductivité. Si le budget donnera ce résultat pour ce qui est de l'improductivité d'une région, croyez-nous, il n'y aura pas de subsides extraordinaires.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA (PCI): Dopo sedici anni, il Gruppo comunista si trova nelle condizioni di poter esprimere un voto positivo su un bilancio di previsione della nostra Regione. Le condizioni sono politiche, perché il PCI fa parte della maggioranza, ed anche di merito, perché i documenti contabili presentano, a nostro giudizio, alcuni aspetti innovativi.

Nell'esprimere il nostro giudizio sul bilancio, partiamo dalle condizioni di merito.

Si tratta di un bilancio di transizione, che contiene alcune significative novità, pur conservando, come d'altronde ci si poteva aspettare, una certa continuità con i bilanci precedenti. Del resto, per far compiere un'inversione ad una macchina pesante e di enormi dimensioni, quale è l'Amministrazione regionale, occorre una sterzata a largo raggio. La cosa importante, però, è che la sterzata abbia inizio e che il volante sia mantenuto nella giusta posizione per tutto il tempo necessario ad effettuare la svolta.

A nostro giudizio, le novità di cui parlavo, rispetto ai bilanci precedenti, sono quattro.

La principale novità è il collegamento stabilito tra il programma triennale e le indicazioni dell'allegato 8, che contiene l'elenco degli interventi che si vogliono finanziare col fondo globale.

Tale elenco è stato impostato stabilendo una corrispondenza tra le sue parti e quelle del programma. Sono riconoscibili le aree del programma e sono richiamati i principali punti dei diversi progetti contenuti nel programma.

Questo fatto noi lo consideriamo in modo altamente positivo, come espressione di una volontà politica di una maggioranza che si è costituita sul terreno programmatico e che intende essere trasparente.

Le cifre riportate nell'elenco possono sicuramente essere ritenute insufficienti, ma, come è sempre avvenuto per tutti i bilanci, potranno essere successivamente adeguate. E' comunque importante che siano esplicitamente richiamati interventi di riforma istituzionale, quali l'autonomia funzionale del Consiglio, l'istituzione dell'eurosportello, lo sportello del cittadino, l'ufficio del difensore civico..., tutti strumenti di partecipazione democratica, di informazione e di tutela dei diritti dei cittadini.

Valutiamo positivamente, anche se gli stanziamenti previsti sono forse sufficienti solo per la prima fase di studio e di progettazione, il fatto che siano elencati interventi quali: il piano di risanamento ambientale, lo studio per "l'espace Mont Blanc" e quello contro l'inquinamento dei TIR, gli stanziamenti per la linea ferroviaria Aosta - Pré-Saint-Didier, gli stanziamenti per la casa e quelli per Aosta, lo studio per il nuovo ospedale, gli stanziamenti per un centro postuniversitario, per un museo etnografico e per un centro per gli immigrati.

Mi pare che alcuni interventi fatti nella mattinata ed anche nel pomeriggio denotano la non lettura del bilancio oppure ne denotano una lettura maliziosa.

Stamattina è stato detto che per Aosta c'erano due miliardi. Andando a vedere il bilancio, sempre ammesso che sia lo stesso che leggo io, scopriamo che nel triennio per il "Progetto Aosta" sono previsti 27,3 miliardi. Non saranno sufficienti, comunque non si può dire che non ci sia niente.

Il Consigliere Rollandin diceva che nel bilancio non c'è niente per il metano. Io vi leggo, invece, tre miliardi all'anno, che sono pari a nove miliardi.

Si diceva che non c'è nulla per la linea ferroviaria Aosta - Pré-Saint-Didier, mentre vi sono 2,1 miliardi, così come per l'Aosta-Martigny è previsto 1,3 miliardi per tre anni. Si è parlato del sistema "Valle d'Aosta cablata" per il quale sono previsti 2,7 miliardi nei tre anni.

Non ho capito le obiezioni relative al "progetto giovani" ed al "progetto materno-infantile", ma qui vedo che nei tre anni sono previsti 1,25 miliardi per il primo, così come ci sono appositi stanziamenti per il secondo. Ci sono poi stanziamenti per gli handicappati, per la casa...

(... Interruzione del Consigliere Rollandin... )

Io credo che alcune informazioni molto specifiche possano essere utili al dibattito, ma credo anche che la chiave di lettura sia pretestuosa.

A nostro giudizio, il fatto di collegare il bilancio con il programma è una novità che non può essere disconosciuta.

La seconda novità è l'introduzione del bilancio di cassa, che permetterà una più attenta verifica della capacità di spesa della macchina regionale, che da anni è molto ridotta. Anche se previsto da una legge regionale, il fatto di voler sottoporre fin da questo bilancio la capacità di spesa ad analisi deve essere sicuramente intesa come manifestazione di una volontà politica, tesa all'intento di verificare, al di là di quello che si scrive nel bilancio, come vengono effettivamente utilizzate le somme.

La terza novità è collegata alla ripartizione per assessorati. Dobbiamo dire che noi abbiamo accolto con una certa diffidenza questa novità, per la preoccupazione che potesse rappresentare il ritorno ad una visione a compartimenti stagni dell'attività amministrativa. Ci siamo però convinti che la verifica della capacità di progettazione, di traduzione in atti amministrativi e di spesa degli uffici in cui è strutturata la Regione, possa essere utile. A nostro giudizio, infatti, il bilancio risulta effettivamente più leggibile.

Dalla ripartizione per funzioni, che viene conservata, non appariva in modo evidente, per esempio, il ruolo di spesa della Presidenza della Giunta o dell'Assessorato alle Finanze. Da questo bilancio si può verificare e si potrà controllare di anno in anno come sono utilizzati questi fondi ed anche quali capacità di spesa hanno queste due funzioni del governo regionale.

Il problema dei compartimenti stagni è poi una questione più politica, che non dipende dalla suddivisione del bilancio, che peraltro è anche impostata, secondo il livello, per funzioni, ma dipende dalla capacità di lavoro collegiale della Giunta e dei gruppi che la sostengono.

La quarta novità è rappresentata dallo sforzo fatto per stimare in modo più corrispondente ai fatti le entrate. Dall'opposizione, spesso abbiamo criticato la sottostima delle entrate. Per quanto concerne le entrate proprie della Regione, riteniamo che quest'anno si sia fatto uno sforzo di congruità, vale a dire che gli incrementi del riparto fiscale relativo al Casinò possono essere ritenuti attendibili e le stime presumibilmente veritiere. Il Casinò passa da 115 a 150 miliardi, l'Irpef da 162 a 195 miliardi e l'IVA da 394 a 500 miliardi. Mi pare che anche i dati fornitici questa mattina dal Consigliere Ricco dimostrino in qualche modo che la stima è attendibile.

Si è fatto ancora una volta ricorso al marchingegno contabile del mutuo, anche se la relazione dell'Assessore Lavoyer, che reputo molto interessante, ha ammesso oggi, per ieri, che il mutuo è uno strumento contabile che serve a giustificare in qualche modo l'inadeguata capacità di spesa della Regione.

Il bilancio, come ho cercato di evidenziare, presenta perciò alcune novità, anche se conserva, soprattutto per la parte relativa ai capitoli di spesa già quotati, una discreta continuità con le impostazioni precedenti. In questo senso mi pare piuttosto esagerata la critica impostata in modo molto vivace da parte dell'Union Valdôtaine su un bilancio che, sia pure in parte, conserva ancora le impostazioni da lei volute.

Si tratta - e noi lo consideriamo tale - di un bilancio di transizione tra una fase politica ed un'altra, tra una impostazione tecnica ed una successiva.

Per l'impostazione tecnica, ci auguriamo che il prossimo bilancio sia ancora più veritiero, più preciso nella stima delle entrate e più curato nella impostazione dei fondi globali. Dobbiamo dire che la redazione materiale del bilancio ha ovviamente risentito dei tempi tecnici disponibili per la sua redazione e quindi ne è seguita una disamina della parte più progettuale non come quella che si sarebbe voluta.

Il bilancio è di transizione e, come tale, crediamo onestamente che possa essere giudicato; ma è di transizione anche dal punto di vista politico. Mi soffermerò un po' su questi aspetti, che sono già stati ricordati da alcuni consiglieri e che io ritengo rilevanti.

La nuova maggioranza si è costituita partendo da un'analisi largamente condivisa dei difetti e dei rischi connessi alla situazione politica precedente il 6 giugno. Stamattina il Consigliere Riccarand diceva di aver visto o previsto alcune cose già nel 1986; ma per la verità non è stato il solo.

A nostro giudizio, fino a qualche mese fa ci si trovava con un quadro politico immobile, fortemente egemonizzato da una sola forza politica. Questa circostanza non esclude, ovviamente, la responsabilità delle altre forze politiche, ma è innegabile l'egemonia esercitata dall'Union Valdôtaine, o meglio dalla sua rappresentanza istituzionale.

Con indubbia capacità, i rappresentanti istituzionali dell'Union Valdôtaine hanno man mano occupato spazi di decisione e di proposta, che avrebbero dovuto essere riservati al Consiglio regionale, a movimenti e partiti, ad enti locali, ad associazioni ed a singoli cittadini. Si stava verificando - e questo è il punto politico che noi continuiamo a sottolineare - una implicazione di questo tipo a catena, per cui essere Valdostani significava essere dell'Union Valdôtaine, essere dell'Union significava essere nella Giunta regionale, essere nella Giunta regionale significava determinare ogni cosa ed essere responsabili di tutto, quasi in chiave esclusiva.

Il confronto, il conflitto e la ripartizione dei poteri, che sono il presupposto di ogni democrazia effettiva, si stavano gradualmente riducendo. Una cappa di conformismo, anche per l'effetto moltiplicatore dei mass media, si stava espandendo sulla nostra Regione...

(... Interruzione del Consigliere Rollandin... )

... adesso, non più.

Le ingenti risorse della Regione, finalizzate ad una intelligente ricerca del consenso, assecondavano - e questa è una critica non di maniera - spinte spontanee di numerosi settori economici, aggravando, a nostro giudizio, alcune precarietà delle basi economiche dello sviluppo, consentendo scelte spesso non rispettose dell'ambiente, abituando parti sempre più ampie della popolazione ad un tipo di rapporto assistenziale, deresponsabilizzato.

La nuova maggioranza, prima ancora che su precisi programmi di intervento, si è costituita con la volontà di redistribuire il potere verso il basso, di restituire spazio ad ognuno dei diversi soggetti istituzionali, politici e sociali presenti nella società valdostana. A nostro giudizio, già sono stati conseguiti dei risultati in questa direzione: dalla maggiore capacità di intervento del Consiglio regionale, di cui i consiglieri unionisti sicuramente sono partecipi, alla restituzione di capacità contrattuale ai comuni, che protestano contro la Regione, alla ripresa di iniziative di associazioni, organizzazioni e comitati vari.

La questione più complessa è, però, quella di una inversione dei meccanismi di sviluppo. La Valle d'Aosta, dopo aver mantenuto inalterate per secoli le sue caratteristiche culturali, sociali ed economiche di zona di montagna, prevalentemente agricola, capace di scambi con l'area del Monte Bianco, nell'arco di soli quarant'anni è passata da un'economia prevalentemente rurale ed agricola, ad un'economia fortemente impostata sul livello industriale, e successivamente, ma sempre in tempi brevissimi, ad un'economia in cui il terziario è dominante.

Negli ultimi dieci anni, grazie ad un riparto fiscale che ha dato fondi rilevanti a questa Regione, grazie alle competenze autonomistiche della Valle d'Aosta, nei diversi settori economici si sono accentuate le tendenze verso una maggiore dipendenza dalle provvidenze regionali.

In questo senso condivido quanto è stato relazionato dall'Assessore Lavoyer e che in parte era già contenuto in un piano per la formazione professionale dell'anno passato. Questa situazione dovrà, però, fare i conti con una mutata situazione internazionale: stanno aumentando gli spostamenti di popolazione dal Sud al Nord del mondo, è finita la guerra fredda con tutto ciò che può derivarne in termini di movimenti di popolazioni da Est ad Ovest. Tutto ciò dovrà fare i conti con l'unificazione europea che sta facendo i primi passi anche sul terreno politico e con una crescente perdita di peso dello Stato unitario italiano.

In sostanza, c'è una crescente dipendenza della realtà economica valdostana da decisioni che possono essere prese in sedi lontane, in sedi CEE, di grandi gruppi industriali o di gruppi che sfruttano le fonti energetiche.

Credo che difendere l'identità culturale della Valle d'Aosta, la sua autonomia istituzionale ed i livelli di benessere conseguiti, richieda interventi che abbiano una prospettiva di lungo periodo ed una efficace articolazione su quattro livelli: nei rapporti fra Stato e Regione, nei rapporti tra Regione e Comunità europea, nei livelli di preparazione culturale e professionale nonché nella capacità operativo-tecnologica e nella flessibilità delle imprese. Per completare il quadro, occorre aggiungere a questi quattro livelli una difesa intelligente del territorio, capace di collegare la difesa dell'ambiente con le possibilità di sviluppo.

Ritengo perciò necessario un ripensamento di tutti gli interventi fin qui attuati, sicuramente a fin di bene e con larghi consensi. Questi interventi possono anche essere stati effettuati in modo efficiente, vale a dire con rapidità e con capacità nella loro messa in opera; tuttavia, se è vero quanto è descritto nell'analisi dell'Assessore Lavoyer, non credo che possano essere considerati efficaci.

Credo che si debba distinguere tra l'efficienza e l'efficacia. Efficaci al fine di dare alla popolazione valdostana, soprattutto alle giovani generazioni, possibilità di mantenere nel futuro quelle caratteristiche che ho ricordato: particolarità, autonomia, livello di benessere e ruolo in Italia e nella più vasta area internazionale.

Ritengo di poter dire che per questa Valle occorra un progetto di sviluppo che sia condiviso da ampi strati della popolazione. Credo che tuttora questo progetto non esista e credo anche che non sia patrimonio definito di alcuna forza politica.

E' chiaro che esistono dei problemi, come diceva giustamente questa mattina il Consigliere Riccarand, sul cui quadro di analisi ci pare di poter concordare. E' più facile diagnosticare i problemi che trovare la terapia per risolverli. E' un dato di fatto oggettivo la carenza di spirito imprenditoriale in alcuni settori, ma non è così semplice suscitare questa capacità.

Se si vuole ragionare seriamente sul futuro di questa regione, lo sforzo dovrebbe essere teso ad ottenere un progetto di sviluppo per gli anni 2000 per la Valle d'Aosta, in modo che non si pensi che quello che si è fatto fino a ieri o all'altroieri debba continuare allo stesso modo per l'eternità. Credo che sia questo il problema che noi dovremmo affrontare con senso di responsabilità.

Ho detto che ci troviamo in una fase di transizione, che noi, come partito, affrontiamo anche sul livello organizzativo, nel senso che con il prossimo congresso ci avviamo a trasformarci, da partito nazionale con forte identità ideologica, in un partito regionale di programma, con coscienza dei limiti della politica.

Noi vorremmo che questa coscienza dei limiti della politica e della necessità di separare gli interessi di parte dagli interessi generali fosse obiettivo di tutte le forze politiche. Non crediamo che sia soltanto il PCI ad essere l'unico a dover ripensare qualcosa sulla sua organizzazione e sul suo modo di fare politica, anzi siamo dell'idea che, anche quando un movimento tende a trasformarsi in partito, possa ripercorrere strade che ad altri partiti si sono già rivelate non produttive. Noi riteniamo, invece, che vada ripensata la politica, la funzione dei partiti e che l'obiettivo principale del Consiglio regionale della Valle d'Aosta e delle forze della regione sia quello di definire insieme questo progetto di sviluppo per la Valle d'Aosta degli anni futuri.

Si tratta di un progetto che può essere costruito da una pluralità di soggetti, che condividano l'analisi della precarietà della nostra economia e che condividano le preoccupazioni che esistono per l'effettiva autonomia di questa regione. Noi pensiamo che a questo progetto possano essere aggregati molti soggetti, dai partiti alle associazioni, alle istituzioni, alle forze intellettuali e morali presenti in questa regione.

Il compito che, come maggioranza, crediamo si debba seguire, è quello di creare le condizioni affinché tale progetto giunga in porto e poi venga realizzato. Ci sembra che alcuni obiettivi programmatici, iscritti negli indirizzi della Giunta e nel programma triennale, vadano in questa direzione e noi condizioniamo il nostro impegno in questa maggioranza alla realizzazione di questi obiettivi programmatici.

Riteniamo che, in proposito, siano stati dati alcuni segnali, mentre non abbiamo sentito segnali diversi. In questo senso crediamo che, dal punto di vista politico, il voto al bilancio confermi fiducia in una maggioranza che ha mille difetti e mille debolezze, a cominciare da quella numerica, ma che perlomeno, a livello di riconoscimento dell'esistenza di problemi e di volontà di operare per risolverli, dimostra l'umiltà e la volontà necessarie.

Saremo pronti a discutere con tutti quelli che si metteranno sullo stesso piano in questa ricerca di un progetto per la Valle d'Aosta.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Perrin; ne ha facoltà.

PERRIN (UV): Messieurs les Conseillers, plusieurs membres de l'actuelle majorité ont lancé un appel aux forces de l'opposition. On nous a dit de regarder ce budget avec un oeil de bienveillance et d'essayer de ne pas jouer le rôle de part. Je crois que, effectivement, il faut regarder le budget de façon assez aseptique, sans jouer ce rôle qui fait dire à la majorité: "Tout est bien", et à l'opposition:" Tout est mal".

Mais je crois qu'une analyse attentive et approfondie ne peut pas nous eximer d'exprimer des critiques au budget même. Les journées dédiées à l'analyse du budget 1991 et du budget triennal 1991-1993, doivent considérer trois documents importants. Le premier est le budget en lui-même, les autres sont les rapports que l'Assesseur aux Finances et que le Président du Gouvernement présentent, pour mieux expliquer ce budget et pour donner l'indication du contenu et de sa valeur.

Or, sur les trois documents nous nous trouvons en difficulté et nous les abordons avec un sens de malaise. La relation de l'Assesseur aux Finances a été longue, a été exhaustive, mais je crois qu'elle a été énormément contradictoire. Il y a des indications, ressortant d'une analyse de la situation valdôtaine, qui en partie peuvent bien être acceptées. J'estime cependant que, avec toute probabilité, celui qui a rédigé ce rapport n'est pas Monsieur l'Assesseur, mais quelqu'un qui est loin de la Vallée et qui a regardé les phénomènes valdôtains avec un oeil qui n'est pas valdôtain, mais qui est un oeil étatique et lorsqu'il a abordé certains problèmes, il avait à 'esprit les problèmes de l'Etat italien plus que les problèmes de notre région. La contradiction du rapport de l'Assesseur est démontrée par la confrontation entre les lignes que le rapport essaie de tracer et le contenu du budget, dans lequel on ne trouve absolument pas ces lignes.

Pour ce qui concerne le rapport du Président, je crois que ce rapport doit être éminemment politique, bien sûr, mais son contenu doit viser essentiellement ce que la majorité veut faire à travers la votation de ce budget.

Or, je crois voir, dans le rapport écrit qui nous a été donné, plus un déversement de fiel envers l'Union Valdôtaine, accusée de tous les maux présents et passés, que des indications pour le futur. On nous accuse de monopole du pouvoir. Or, si par monopole on entende les résultats électoraux, il faut dire que ces résultats sont dus à la confiance que la population valdôtaine a eu dans notre force. Si par contre on veut se référer au travail fait pendant ces seize ans de présence unioniste au Gouvernement régional, et bien ou il y a eu capacité de la part de l'Union Valdôtaine de gérer le pouvoir et de bien conduire notre région, ou incapacité de la part des autres forces politiques, composant la majorité, à s'opposer à ce qui éventuellement n'allait pas dans la bonne direction.

On nous a dit que l'Union Valdôtaine concevrait la politique uniquement comme clé du pouvoir. La nouvelle majorité siège depuis peu de temps sur les bancs du Gouvernement, mais je crois que la distribution du pouvoir à l'intérieur de certaines forces de la majorité quelques-unes en sont peut-être exclues - démontre comme on veut bien se servir du pouvoir lui-même.

Je demanderais à Monsieur Bondaz de ne pas avoir la fausse modestie de se comparer à Monsieur Chanoux. Je crois que cette confrontation est légèrement irrespectueuse pour l'époque, pour la situation et pour le travail que le martyr valdôtain a fait. Monsieur Bondaz dit aussi que ce budget "è un bilancio profondamente innovativo, che recepisce, già per il '91, gli indirizzi programmatici fatti propri dalla maggioranza al momento della sua costituzione". Je crois qu'on ne voit pas cette innovation dans le budget. On ne la voit pas et je crois qu'on essaiera, en intervenant sur le budget au moment de la votation chapitre par chapitre, de démontrer ce manque d'innovation. Je dirais qu'il y a même une régression, par rapport au passé, dans plusieurs secteurs.

Le manque de nouveauté a été avoué par deux Assesseurs, lorsque jeudi 6 décembre, au sein de la troisième Commission, nous avons posé à juste titre la question: "Quelles sont les nouveautés du budget? Quelles sont les innovations contenues dans ce budget?". Les réponses ont été extrêmement explicites. L'un nous a dit - voilà les paroles textuelles -: "Di grosse, non ce ne sono", et, en se référant aux nouveautés, il a parlé de l'aqueduc du Mont-Blanc. Je crois que ce n'est pas une nouveauté, puisque l'action concernant ces travaux a été conçue par l'ancienne majorité, je dirais même depuis longtemps, en tout cas par l'ancienne majorité. Un autre nous a dit que le budget, pour ce qui concerne au moins sa partie, a été fait, je cite textuellement: "Il bilancio è stato fatto sul canovaccio degli anni passati". Donc, je crois qu'il ne s'agit pas de nouveautés dans ce budget.

Comme on ne peut pas dire qu'il s'agit d'un budget de transition. Nous pourrions admettre que, puisque la majorité siège depuis peu de temps sur les bancs du Gouvernement, elle n'a pas eu le temps d'aborder avec une vision différente, une vision nouvelle, comme elle veut dire, la formulation du budget. Ce n'est pas non plus un bilan de transition, ainsi que Monsieur Mafrica nous dit, puisque si c'était un bilan de transition on pourrait admettre pour le budget 1991 qu'il y ait une répétition de ce qui avait déjà été formulé dans le passé, c'est-à-dire qu'il n'y ait pas de gros nouveaux chapitres significatifs, mais au moins dans le bilan triennal on devrait entrevoir cette différentiation; en réalité, même le bilan triennal répète le passé. Nous n'avons pas su, en tout cas, voir une différentiation par rapport au passé.

Je ne veux pas entrer dans une analyse de détail du budget, puisque d'autres l'on fait mieux que moi et d'autres le feront encore, mais il s'agit d'un bilan gonflé par ses chiffres pour être la paille dans l'oeil de la population, pour jeter de la poudre aux yeux des citoyens, pour démontrer une éventuelle différence. Mais si d'un côté a gonflé la somme totale, de l'autre côté ce bilan augmente les dépenses courantes au détriment des dépenses d'investissement, ce qui est grave surtout par rapport aux déclarations que cette majorité avait faites lors du changement au mois de juin.

Il y a des modifications qui sont significatives, mais qui sont aussi, à notre avis, négatives. On nous a dit, dans le rapport présenté par l'Assesseur, qu'en Vallée d'Aoste il y a un manque de professionalité, que trop souvent certaines places de travail ne peuvent être remplies par des Valdôtains, qu'on ne veut pas créer de nouvelles places de haut niveau parce que autrement il faudrait attirer des autres régions la main d'oeuvre nécessaire, le professionnalisme adéquat. Pour que, dans le futur, l'on puisse avoir des professionnels suffisamment préparés pour gérer l'avenir de la Vallée d'Aoste, il faut croire dans la formation professionnelle. Or, au contraire, ce budget voit une réduction draconienne du secteur de la formation professionnelle, presque 30% en moins par rapport à l'année précédente. Je crois qu'il s'agit d'un choix - quelqu'un a dit que les majorités pour gouverner doivent choisir - qui va dans la mauvaise direction.

D'autres modifications négatives apparaissent. Toujours pour former les Valdôtains, il faut qu'il y ait, au point de vue de la promotion sociale, du développement économique, de la défense du territoire, une attention toute particulière. Or, les chiffres semblent nous démontrer le contraire. Si nous voyons, par exemple, les chiffres qui concernent la promotion sociale, le pourcentage de répartition entre les différents secteurs voit aussi une diminution. Egalement dans la défense du territoire, dans "l'assetto del territorio", il y a un manque et, entre autres, une grande partie des sommes prévues n'est pas placée dans les chapitres, mais dans les fonds globaux. Là où évidemment tout devient possible, parce que les fonds globaux peuvent être utilisés dans le secteur, mais peuvent être aussi utilisés et être déplacés dans d'autres secteurs. Il n'y a donc pas l'assurance que cette partie de budget puisse servir à ce secteur même.

On parle de vouloir sauvegarder le territoire - et là nous sommes parfaitement d'accord - mais je crois qu'il y a une grande contradiction entre ce que l'on affirme et ce qui se voit jour par jour. Je crois qu'il suffirait de penser au dossier qui nous a été présenté pour les Jeux olympiques, pour voir comment l'action concrète, l'action quotidienne de cette majorité va à l'encontre de la sauvegarde de l'environnement. Si ce dossier sera réalisé tel qu'il a été présenté, nous aurons la destruction totale, globale et définitive du territoire valdôtain.

Non seulement, mais toute une série de chapitres, vu que nous allons tous vers une plus grande sensibilité dans la défense de l'environnement, sont déficients. Des chapitres qui auraient pu contenir des sommes majeures, au contraire ils ne voient pas une présence significative au point de vue budgétaire.

Pour développer une économie endogène, pour que la Vallée d'Aoste puisse s'assurer dans le futur un développement endogène, il faut évidemment, dès maintenant, essayer de promouvoir le secteur conséquent. La relation nous dit - et nous y croyons - qu'il faut développer, que "bisogna fare sviluppo". Le rapport de l'Assesseur nous dit: "La Giunta invece vuole fare sviluppo e in questa ottica ha elaborato il programma di governo, i documenti di bilancio annuale e pluriennale, qui illustrati, che ne costituiscono lo strumento di realizzazione operativa". Mais après, lorsque nous allons analyser le budget et les chiffres que Monsieur l'Assesseur nous a fournis, nous remarquons que pour le secteur du développement économique on passe de 39,5 pour cent pour l'année 1990, à 37 pour cent pour cette année. Que l'on veuille ou non transférer aux communes, que l'argent soit géré par l'Administration ou par d'autres collectivités peu importe, mais on doit également diminuer le secteur, ce qui ne signifie pas promouvoir un développement endogène.

Il y a - et j'aborde ce problème très brièvement, puisque nous aurons l'occasion d'en parler à l'occasion de la discussion chapitre par chapitre - des considérations que nous apprécions sur le secteur agricole. On dit à maintes reprises quel est le rôle de ce secteur, en considérant non seulement le facteur économique - puisque dans ce sens on serait peut-être perdants -, mais le rôle de défense et de conservation de l'environnement que le travail agricole accompli" et le bienfait que, à travers cette action et à travers ce travail, les agriculteurs procurent à notre communauté toute entière. Nous sommes d'accord sur ce point, mais je crois que la réalité va dans un autre sens et ce sont toujours les données du budget qui nous le disent, parce que, s'il est vrai qu'en termes globaux le montant qui a été attribué à l'Assessorat à l'Agriculture a augmenté par rapport à l'année dernière, en termes de pourcentage il y a eu un frein dans ce secteur.

Depuis plusieurs années, on prête une attention particulière au secteur agricole, en considération de son rôle économique, culturel et de protection de l'environnement. Je crois que maintenant on va vers une direction opposée, parce que, face à une augmentation budgétaire globale de 29 pour cent, l'augmentation pour ce qui concerne l'Assessorat à l'agriculture n'est que de 20 pour cent. Si nous analysons la répartition par Assessorat, nous voyons que il n'y a pas une énorme différence dans le total, puisque on est toujours environ sur 11 pour cent des dépenses globales, mais une grande partie de cette somme est insérée dans les fonds globaux. Si nous allons voir la compétence, en excluant les fonds globaux, nous remarquons une diminution de plus de deux points en pourcentage: 13 pour cent en 1990, 11 pour cent en 1991. Mais ce qui est plus grave encore c'est que, par rapport à l'année dernière, on voit une augmentation des dépenses courantes, tandis que, pour ce qui concerne les investissements dans l'agriculture, on passe de 25 pour cent de l'année dernière à 18 pour cent. Il y a donc aussi dans ce secteur, malgré la somme globale que nous estimons gonflée parce que le budget régional est dans son ensemble gonflé, une attention évidemment mineure.

La relation nous présente aussi d'autres considérations intéressantes auxquelles nous croyons. Pour ce qui concerne l'agriculture on dit: "Bisogna superare alcune distorsioni settoriali, con una migliore finalizzazione degli interventi regionali e, in agricoltura, stimolando innovazione e qualità per superare una logica assistenziale". Or, de l'analyse du budget, il ne nous semble pas que l'on veuille sortir d'une logique d'assistance, bien au contraire; mais il y a eu un regonflement des chapitres qui concernent les contributions dispersées par-ci par-là, tandis qu'il y a une contraction dans les secteurs vitaux de l'agriculture.

Il suffit de penser - quelqu'un l'a déjà fait remarquer - au bilan triennal, où l'on place encore 10 milliards en 1992 et 10 milliards en '93, pour la sécheresse. On voit que quelqu'un est beaucoup plus près du bon Dieu que nous, plus prévoyant et qu'il sait déjà qu'il y aura la sécheresse aussi dans le futur. Je crois plutôt que c'est une mentalité bien différente qui a fait que dans le plan triennal il y ait ces sommes.

Si nous regardons, par exemple, les deux secteurs principaux de l'agriculture valdôtaine, ceux qui peuvent faire sortir notre agriculture d'une phase d'assistance pour devenir une agriculture capable de voler de ses propres ailes, c'est-à-dire le secteur de l'associationnisme et le secteur du coopérativisme, et bien nous voyons là aussi une attention mineure par rapport au passé, puisque pour l'année '91, sommant la compétence avec les résidus, l'Assessorat aura à sa disposition 89 milliards, contre 91 milliards de l'année '90, ce qui signifie en pourcentage, par rapport à l'augmentation du bilan, une différence énorme.

Je crois que la volonté de continuer, de progresser dans une logique d'assistance plutôt que d'aller modifier les structures pour que notre agriculture puisse marcher avec ses propres forces, est donnée, par exemple, dans le peu d'attention que nous croyons entrevoir dans une modification radicale de l'agriculture valdôtaine. Monsieur Rollandin a déjà fait mention de toute une série de secteurs, je voudrais rappeler, par exemple, le secteur du remaniement foncier, qui nous semble plutôt négligé dans ce budget. Monsieur l'Assesseur, en Commission, a essayé de nous donner des explications, mais nous estimons que 400 millions, pour ce qui concerne l'application de l'article 21 de la loi n° 70 du 1987, portent remembrement et remaniement fonciers, soient insuffisants; mais surtout nous estimons qu'ils soient nettement insuffisants les 835 millions prévus pour l'application de l'article 18. Le fait d'avoir mis en budget ce montant extrêmement insuffisant démontre la volonté de non continuer dans cette direction, tant il est vrai qu'il nous apparaît que les 17 plans qui ont été présentés, n'ont pas eu d'issue et gisent toujours dans les tiroirs de l'Assessorat.

Gouverner signifie choisir, mais choisir dans la bonne direction. Or, nous croyons que nous devons développer la Vallée d'Aoste, mais ce développement ne doit pas la dénaturer. Nous devons garder le particularisme, la spécificité que notre région a et doit avoir dans le futur, pour pouvoir entrer à plein titre dans l'Europe future, qui ne devra pas être nivellatrice et uniformisante, mais qui devra accepter la richesse culturelle, ethnique et linguistique des différentes régions qui vont la composer. Dans ce budget nous ne voyons aucun développement du particularisme culturel, social ou économique de la Vallée d'Aoste.

Nous ne voyons pas non plus un apport, que franchement nous espérions significatif, celui du Parti Communiste, force qui dans le passé avait lancé au moment de l'analyse des budgets des suggestions et des idées, qui avait critiqué dans le bon sens, dans la bonne direction les budgets. La majorité précédente avait, peut-être trop lentement Monsieur Mafrica, essayé de tenir compte de ces suggestions. Maintenant, je crois qu'il y a plutôt un aplatissement; c'est peut-être pour le fait que le Parti Communiste n'a pas le levier du pouvoir, mais je ne crois pas que ce soit là son rôle. Nous disons franchement que nous espérons vivement dans un renouvellement de ce parti et à plus forte raison si demain il saura devenir non un parti étatique, mais un parti régional, c'est-à-dire un parti valdôtain. A ce moment-là toute une série de discours pourrons être faits entre forces régionalistes et forces autonomistes.

Donc, notre jugement sur ce budget ne peut être positif, parce que nous ne croyons pas que cette majorité puisse sauvegarder les intérêts de notre région, puisse faire développer dans la bonne direction cette région. Nous crayons plutôt qu'il y ait un aplatissement de la part de la majorité sur des positions étatiques et qu'au lieu de prendre à modèle les régions développées, non tellement au point de vue économique mais surtout au point de vue culturel et social, de l'Europe du Nord, que l'on veuille plutôt prendre à modèle l'Etat italien qui, à mon sens, n'a rien à nous apprendre, n'a rien à nous enseigner.

Monsieur Ricco a dit qu'il conseillait à son parti d'avoir des culottes cuirassées; moi, je crois que pour le bien de la Vallée d'Aoste, pour que notre région puisse progresser, il faudrait plutôt quelque chose que nous ne voyons pas dans cette majorité, c'est-à-dire des cuirassiers culottés.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Vallet; ne ha facoltà.

VALLET (UV): Merci, Monsieur le Président. Monsieur Mafrica s'est dit étonné par "la critica vivace" que quelque conseiller de l'Union Valdôtaine a faite à ce budget, qui, comme il dit lui-même, reprend en bonne partie celui de 1990. Pour ne pas l'étonner d'avantage je ne ferai pas de critiques à ce budget, mais j'exprimerai quelques considérations qui me sont suggérées par la relation de Monsieur le Président du Gouvernement.

Comme Monsieur Perrin l'a déjà en partie remarqué, dans son rapport le Président du Gouvernement aurait dû nous indiquer les stratégies nouvelles de ce qu'il définit "il nuovo corso politico regionale". Il aurait même pu mettre en relief les point forts, les points innovateurs par rapport aux adresses que l'ancienne majorité avait tracées. Nous n'avons rien retrouvé de tout cela.

D'un côté, le Président du Gouvernement nous invite à faire une discussion sereine, riche en propositions concrètes, au-delà des schématismes et des propositions préconçues, et, pour faciliter notre devoir, il fait des affirmations qu'il est trop peu de définir de stérile polémique et même, je trouve, fort provocatoires.

Surtout dans la première partie du rapport, il fait des affirmations qui sont déjà devenues des lieux commune et qui font partie d'un schéma, désormais bien expérimenté, que cette Junte et en particulier son Président se sont donné pour justifier leur existence.

Quand vous parlez de "monopolio unionista" confronté à un cadre politique bien diversifié, quand encore vous parlez de fin de la gestion unioniste et de fin de la façon de concevoir la politique, vous faites des affirmations qui me paraissent tout au moins contradictoires, surtout si prononcées par le représentant d'un parti qui pendant seize années a partagé avec l'Union Valdôtaine et avec d'autres partis aussi la responsabilité du Gouvernement.

Il m'est dû forcement de penser que Monsieur Bondaz, depuis 1983, était à l'opposition. Je me demande, et avec moi beaucoup de Valdôtains se le demandent, où étaient les démocrates-chrétiens pendant que l'Union Valdôtaine exerçait le monopole dont vous parlez.

Est-ce que les Assesseurs de la Démocratie Chrétienne étaient des fantômes? J'aimerais, à ce propos, savoir ce qu'ils en pensent Monsieur Chabod, Monsieur Borbey, Monsieur Lanièce et Monsieur Fosson. Je crois que, en ce moment, la Vallée d'Aoste a besoin d'hommes qui aient au moins le courage de leurs actions. Donc ne reniez pas le passé et cherchez de mesurer un peu plus vos paroles.

Mais, au-delà de ces considérations sur l'inopportunité de certaines affirmations contenues dans le rapport du Président du Gouvernement, je trouve que ce rapport est encore une fois contradictoire. Encore une fois nous devons constater comment les bons propos ne trouvent pas concrète application dans l'action de tous les jours. On nous parle de "radicale svolta nel modo di governare" et on prétend reconquérir la confiance des citoyens envers les institutions. Je crois que les exemples que cette Junte donne et a donné jusqu'à présent, au-delà des bla-bla, ne vont sûrement pas dans cette direction.

Comment pourrait-on interpréter d'une façon différente certaines délibérations de la Junte qui nomment experts et consulents d'une façon honteuse, sans le moindre respect du bon goût, et qui n'ont aucun sens sinon celui de gratifier les prétoriens fidèles?

Le Président craint l'éloignement des gens des institutions. C'est en donnant de ces exemples que la classe politique perd de crédibilité et que les gens s'éloignent des institutions. Si celle-ci est la prétendue nouvelle méthode d'administrer, je dois dire que l'ancienne était sans doute meilleure et qu'on n'avait jamais atteint ce niveau-là.

Dans son rapport le Président du Gouvernement cite l'annuel rapport du Censis pour se référer à la situation existante en Vallée d'Aoste. Si ces considérations sont valable dans le cadre italien, je me demande si c'est l'Union Valdôtaine qui est responsable de cette situation ou si bien au contraire ce n'est, par hasard, la Démocratie Chrétienne, qui depuis quarante-cinq ans est au gouvernement, la responsable principale de cette situation.

La tentative évidente est celle d'homologuer la situation valdôtaine à la situation italienne et de faire passer cette majorité comme la solution à tout problème, comme la possibilité de ramener en Vallée d'Aoste la démocratie que le régime unioniste aurait étouffé. Je trouve, Monsieur le Président, ces tons et ces arguments un peu forts et sans fondement.

Il y a souvent des situations un peu paradoxales. En Italie on réclame un changement pour empêcher que se reproduisent ces effets négatifs cités dans le rapport du Censis. La réponse que quelqu'un a donnée est simple: il est nécessaire de construire une alternative à la Démocratie Chrétienne et à son système de pouvoir. Et bien, en Vallée d'Aoste c'est la Démocratie Chrétienne qui prétend guider l'alternative. Je veux dire qu'il ne suffit pas de se refaire le maquillage, de prononcer de grands discours ou de manifester de bon principes pour être croyables. Il faut agir avec cohérence et faire suivre aux déclarations d'intentions des faits qui soient cohérents et conséquents.

J'affirme tranquillement que certains discours de changement et de renouvellement ne sont pas croyables, si c'est un démocrate-chrétien qui les prononce. Je me demande alors quelle peut être l'alternative ou quels peuvent être les changements que cette majorité pourra produire. Mais quel changement, Monsieur Mafrica! Je crois que vous êtes vraiment ingénu! Bien plus simplement il faut dire que, par le biais de cette majorité, la Démocratie Chrétienne et le Parti Socialiste cherchent à remplir les espaces que l'Union Valdôtaine, devenue trop gourmande dans ces derniers temps, leurs a empêché d'occuper. Voilà l'unique changement auquel ils pensent en concret et qui leur intéresse, au-delà des proclames.

Quel sera donc le résultat de cette opération que Démocratie Chrétienne et Parti Socialiste en tête, profitant de l'état confusionnel dans lequel se trouve en ce moment la fédération valdôtaine du Parti Communiste et de l'ambition personnelle de quelque personnage, sont en train de porter de l'avant?

La réponse est simple: l'unique résultat sera un rôle plus marquant du Parti Socialiste et de la Démocratie Chrétienne et cela, au-delà de grandes déclarations, ne sera point profitable pour notre région, car la seule chose qui leur intéresse en ce moment est la gestion du pouvoir.

Le Conseiller Maquignaz ce matin disait que, pour éviter que les gens s'éloignent de la politique et des institutions, il est nécessaire et urgent d'empêcher que l'hégémonie des partis triomphe et que puisse triompher aussi en Vallée d'Aoste. Pour ce faire il y a une possibilité: que les forces authentiquement autonomiste reprennent, dans ce Conseil, le rôle que les électeurs leur ont attribué, en évitant de radicaliser la confrontation qui ne peut produire que l'immobilisme, avec des conséquences qui seront sûrement négatives pour l'avenir de la Vallée d'Aoste toute entière.

PRESIDENTE: Colleghi Consiglieri, non essendoci più nessuno iscritto a parlare, credo di essere autorizzato a chiedervi se a questo punto possiamo considerare chiusa la discussione generale.

Ha chiesto la parola il Consigliere Agnesod; ne ha facoltà.

AGNESOD (UV): Si personne de la majorité ne veut prendre la parole pour voir de faire une intervention en faveur et une autre contre, je continue.

En ligne générale, je veux donner un jugement négatif sur le budget que nous sommes en train d'examiner et je vais en expliquer les motivations.

Avant tout, une considération que plusieurs Conseillers avant moi ont déjà faite et qui concerne l'extrême difficulté de lecture de ce document qui, au contraire de ce que les représentants de la majorité disent publiquement, est tout moins que transparent et clair.

Je veux revenir, en partie, sur la question déjà abordée précédemment par Monsieur Rollandin. A une requête, faite par la minorité, pour avoir des données élaborées par la société que le Gouvernement avait chargée de rédiger le budget, on a répondu qu'il s'agit de données techniques formulées par cette société. Mais alors, pourquoi ne pas les mettre à connaissance de tous les conseillers? Vous craignez quelque chose? Peut-être de démontrer que tout le travail est seulement le fruit et le produit d'une équipe de techniciens qui n'ont rien à voir avec le Conseil, la politique et l'Administration publique?

Je veux souligner que nous avons le droit d'être mis à connaissance de ce matériel dans ces deux jours. Vous payez ou vous payerez cette société Gamma avec de l'argent public. J'estime négatif le fait qu'on doit supplir à l'inefficacité avec des dépenses, sans connaître les données.

Cela dit, au point de vue politique, il est extrêmement curieux d'entendre ce que l'Assesseur aux Finances a dit. Avant tout, on doit souligner qu'il s'agit d'une analyse critique sans réponse sur les méthodes et sur les choix pour travailler concrètement. C'est une analyse stérile tirée par des personnages qui, pendant ces dix ans et même plus, ont toujours eu des responsabilités de gouvernement dans notre région. C'est ridicule que la Démocratie Chrétienne, les ADP, le Parti Socialiste puissent tirer des conclusions telles que celles qui sont exprimées dans la relation de l'Assesseur. Ce n'est pas sérieux!

L'unique explication peut se trouver dans la stérilité des propositions, dans l'absence totale de propositions. Alors seulement on peut commencer à comprendre: le tout peut être relié à l'incapacité et à l'absence absolue de projets et d'idées, piliers sur lesquels se fortifie cette majorité.

Une majorité qui va en avant sur une répartition stricte du pouvoir, sans craintes, sans doutes de sorte, sans même un peu de honte surtout pour ceux comme le Parti Communiste; mais ce raisonnement est aussi valable pour les autres copains d'aventure, qui ont parmi leurs bases, parmi les adhérents des personnes honnêtes qui croyant dans la politique et dans la seine et productive administration, selon une logique de service social et non pas de service de pouvoir pour le pouvoir.

Je commencerai cette analyse du budget par le domaine de la santé. On prévoit une certaine dépense pour les structures des micro-communautés et rien n'est prévu au contraire pour donner au personnel qui travaille dans ces structures une possibilité de se préparer professionnellement face à des cas particulièrement difficiles de personnes hébergées. Une possibilité continuelle d'améliorer leurs connaissance vis-à-vis d'une réalité qui change en fonction de l'âge, de la santé et du bagage culturel des personnes qui sont abrités dans ces structures. Les cas particuliers sont trop fréquents et trop souvent le personnel n'est pas suffisamment prêt pour soutenir une condition qui demande une préparation adéquate.

Pour les jeunes, il y a un point qui me parait en contradiction. C'est l'engagement qu'on prétend de prendre dans ce document et le fait que le premier et unique projet d'un centre pour les jeunes, qui avait été présenté selon la loi régionale par une commune - il s'agit de Pont-Saint-Martin avec le projet "Villa Michetti" -, a été repoussé par le Gouvernement avec quelques petites considérations techniques, mais surtout pour le fait que cette oeuvre ne donnerait pas de rentes en argent suffisamment valable par rapport aux frais de sa construction. Mais alors, si dans le cas concret on n'est pas à même d'aller de l'avant concrètement, je me demande et je demande à la majorité à quoi ça serf, à qui peut servir d'insérer cette voix, sinon pour des raisons démagogiques et publicitaires.

Après ces considérations à l'égard de la santé, je voudrais passer brièvement à considérer ce qui prétend être de notre Assessorat, vu la méthode discutable de ce texte budgétaire, mais qui selon moi va se relier au plus vaste et plus important problème social des jeunes. Il s'agit des dépenses sur les structures sportives. J'avais déjà posé ces questions à l'Assesseur compétent, au sein de la cinquième Commission. La réponse n'a pas été satisfaisante.

L'Assesseur a dit que de la part des communes il y a une requête de presque 70 milliards; mais dans le budget on peut voir une prévision de 10 milliards, dont une partie est déjà employée pour les dépenses établies précédemment. Plusieurs communes, et par conséquent une grande partie de nos jeunes, ne pourront pas bénéficier de ces centres de sport. L'impression qui en découle est que la majorité est plutôt préoccupée de prévoir des dépenses dans des secteurs plus productifs en clientèle et en nouvelles sources de contribution, voire le bétail improductif, plutôt que de suivre une sérieuse et seine politique sociale et sportive pour nos jeunes, pour toute notre communauté.

Je veux exprimer alors mon jugement négatif sur cette méthode de travail. La volonté de la majorité, qui sort du document qu'aujourd'hui nous sommes en train d'analyser, est de faire face en quelque manière aux engagements déjà pris par la majorité précédente, sans avoir la capacité de concrétiser et de réaliser des oeuvres ou des projets qui demandent préparation, bonne volonté et idées claires. C'est une impression, un jugement global sur ce budget que je veux exprimer. Il est évident le manque de clarté et le manque de volonté pour résoudre des questions importantes telles que celles que j'ai expliquées et d'autres que mes collègues, dans ce Conseil, ont déjà abordées.

Je veux terminer mon intervention par une seule considération. Aucun intérêt n'est montré pour une meilleure et plus qualifiante qualité de vie, seulement une analyse stérile sans projets sans perspectives dans un mot un budget sans espoir.

PRESIDENTE: Colleghi Consiglieri, il Regolamento dice chiaramente che la Presidenza, se nessuno è iscritto a parlare, nessuno si iscrive e nessuno chiede la parola, è costretta a chiudere la discussione generale.

Ha chiesto la parola il Consigliere Faval; ne ha facoltà.

FAVAL (UV): E' con un certo rammarico, signor Presidente, che prendo la parola, anche perché non sembra che la maggioranza dimostri grande disponibilità a voler contribuire al dibattito. Benché ci si lamenti e benché un autorevole membro di questa maggioranza mi abbia detto: "Bisogna sgrassare la balena unionista", se non fosse per i rappresentanti dell'Union Valdôtaine, il livello di questo dibattito diminuirebbe decisamente. Ci dispiace, quindi, di non avere la possibilità di confrontarci in modo più diretto anche con quell'altra parte, che dice di voler introdurre in Valle d'Aosta, o addirittura di aver già introdotto, un nuovo modo di fare politica. Per la verità, e non solo a causa di quest'ultima circostanza, a noi pare che questo nuovo modo di fare politica rimanga fondamentalmente confinato nelle parole, piuttosto che esprimersi in proposte ed in programmi concreti, come voi continuate ad insistere.

I miei colleghi dell'Union Valdôtaine hanno affrontato il problema del bilancio regionale sotto vari aspetti e non rimane più molto da aggiungere. Farò alcune considerazioni che mi sono venute, in particolare, dalla lettura e dall'ascolto della lettura, da parte dell'Assessore alle Finanze e del Presidente della Giunta, delle relazioni che ci sono state consegnate e che presentano degli aspetti di notevole interesse. Dirò subito, però, che si tratta di un interesse di segno non certamente positivo, perché i contenuti ci lasciano profonde perplessità.

La relazione dell'Assessore Lavoyer, anzi mi correggo, la relazione letta dall'Assessore alle Finanze appare come un compitino diligentemente svolto da uno studente di economia...

(...Interruzione...)

Prego?... No, no, non mi permetto di dare voti, per carità! Semmai, il voto lo daremo alla fine, ma sarà negativo e, in ogni caso, non si tratterà di un voto di merito scolastico.

Dicevo che la relazione letta dall'Assessore alle Finanze appare come un compitino svolto diligentemente, con un'altrettanto diligente applicazione di formule e formulette di analisi economica, che in qualche misura possiamo anche condividere, ma rimane un lavoro fondamentalmente asettico.

In occasione della discussione del programma che ci è stato presentato, avevo parlato di programma senza personalità. Potrei dire che anche questa relazione è senza personalità. Qualcuno aveva detto allora che quella relazione era senz'anima; anche questa relazione è senz'anima. Perché? Perché in effetti, dalla sua lettura, si ricava l'impressione che l'estensore non abbia alcuna sensibilità o conoscenza della recente e meno recente storia economica della Valle d'Aosta, ma faccia una semplice constatazione di una realtà di fatto.

Questo non è sufficiente, perché, per individuare i correttivi necessari per situazioni poco brillanti, come quelle descritte qui dentro, mi pare opportuno conoscerne le cause; solo così sarebbe possibile correggere gli interventi e comunque adeguarli agli obiettivi che ci si prefigge di raggiungere. Questi ultimi sembrano essere di un certo peso, ma verificando ciò che in effetti ed in concreto è proposto in bilancio, ci troviamo di fronte a grandissime e pericolosissime contraddizioni.

Veniamo alla asetticità della relazione dell'Assessore alle Finanze. Mi pare che l'analisi proposta non tenga assolutamente conto di che cosa questi anni '80 abbiano rappresentato per l'economia della Valle d'Aosta. Credo che nessuno possa ignorare che in questo breve periodo la Valle d'Aosta abbia avuto una trasformazione radicale, perché si è registrata una caduta verticale dei posti di lavoro nel settore dell'industria siderurgica, che era ed ha rappresentato per lungo tempo - personalmente aggiungo: per troppo tempo - l'asse principale dell'economia valdostana.

Credo che non si possa neppure dimenticare la constatazione, altrettanto importante, che quella caduta verticale o quella "precipitazione" dei posti di lavoro nel settore siderurgico non era ascrivibile ad una responsabilità politica dell'Amministrazione regionale, della Giunta o dei governi di quel periodo, ma alla negativa congiuntura internazionale del settore siderurgico.

Nonostante tutto questo, in quel brevissimo lasso di tempo, come del resto riconoscete anche voi...

(... Interruzione...)

... anche se non avete messo in sufficiente evidenza quanto ho appena affermato, avete riconosciuto che in questa regione c'è una bassissima percentuale di disoccupazione. Questo è un dato di fatto estremamente positivo, perché sappiamo che molte aree, non solo in Italia ed in Europa, ma nel mondo intero, interessate dalla presenza di un considerevole apparato industriale siderurgico, hanno patito in modo drammatico le conseguenze del tracollo della attività siderurgica.

In Valle d'Aosta, invece, nonostante tutto, non si è vissuto un dramma analogo, perché siamo stati capaci di utilizzare al meglio le risorse di cui disponevamo. Non va neppure dimenticato che nel frattempo era venuta meno tutta una serie di attività alternative a quelle certamente cospicue che erano venute a mancare quasi dall'oggi al domani. Tutti certamente ricordano il caso della Ilssa Viola, che è stata completamente sbaraccata nel giro di un mese. Eppure, la crisi dell'Ilssa Viola non ha messo in ginocchio Pont-Saint-Martin e neppure la Valle d'Aosta, perché l'intervento della Regione è stato sollecito, tempestivo e concreto.

Ciò è stato possibile per i motivi che ho detto, vale a dire che c'è stata una concreta e tempestiva capacità di analisi e di intervento, ma anche perché si è stati capaci ad utilizzare le risorse disponibili.

Non dobbiamo dimenticare che noi disponevamo di quelle risorse da pochissimo tempo, cioè dal 1991, da quando cioè finalmente, dopo trentatré anni, abbiamo avuto la legge sul riparto fiscale. Credo che tale legge debba essere ascritta a merito dell'Union Valdôtaine ed in particolare all'avv. Andrione, allora Presidente della Giunta, il quale si è battuto affinché, dopo tanti anni, finalmente il Governo centrale, il Parlamento ed i partiti, che voi rappresentate su quei banchi, concedessero alla Valle d'Aosta ciò che le spettava fin dal 1948, quindi con estremo ritardo.

Quella inadeguatezza delle strutture economiche, lamentata nella relazione, è dovuta anche al gravissimo ritardo nell'attribuzione delle risorse alla nostra Regione, non rispettando i nostri diritti statutari che ci derivano dalla Costituzione.

Questa responsabilità non può, ovviamente, essere attribuita all'Union Valdôtaine, visto che qui si vuole ascrivere tra le responsabilità dell'Union Valdôtaine ogni cosa che in questa regione non funziona.

Signori cari, è vero che ci sono certe inadeguatezze, ma io insisto nel ribadire che esse sono dovute anche, se non soprattutto, a questo ritardo, perché se noi avessimo potuto disporre di tali risorse in tempi passati, avremmo predisposto per tempo la ristrutturazione economica della nostra regione, prestando la dovuta attenzione ai settori da privilegiare ed avremmo anche potuto avviare con sollecito anticipo una vasta operazione di carattere culturale, estremamente difficile da realizzare, proprio perché tutti i problemi culturali richiedono tempi d'attuazione piuttosto lunghi.

Nel dire questo mi riferisco al cambiamento della mentalità del cittadino rispetto alle opportunità economiche che gli si possono offrire. Noi proveniamo da una realtà che negli anni '50 era caratterizzata da un'economia di sopravvivenza, in cui si distingueva solo la Cogne e qualche altra attività similare, senza nulla più. Se fin da allora avessimo potuto fruire delle stesse risorse di oggi, certamente non avremmo accusato quel ritardo, che - torno a ripetere - non è imputabile all'Union Valdôtaine. Avremmo potuto trasformare la cultura del turismo, perché la differenza in negativo che noi abbiamo con altre regioni, che in questo settore sono molto più avanzate, dipende anche e soprattutto dal fatto che in quelle regioni l'attività turistica è svolta da molto più tempo, per cui esse nel frattempo hanno potuto acquisire la cultura del turismo, che io intendo soprattutto nell'accezione di credere a tale attività, in quanto attività economica principale, contrariamente a quanto succede ancora in Valle di Aosta. Qui da noi, infatti, salvo poche eccezioni, l'attività turistica è considerata un'attività secondaria, per cui ci troviamo di fronte al grave inconveniente che in questo settore specifico, anche a livello privato, non si investe in misura sufficiente, anche e soprattutto dal punto di vista professionale. Mi pare che non si possa assolutamente fare a meno di conoscere questo fenomeno, per apportarvi i correttivi più adeguati.

Vi faccio grazia di tutte le altre osservazioni di questo genere che potrei fare, per dimostrare la tesi che ho enunciato, ma di tutto ciò non v'è traccia in questa relazione. Dalla sua lettura non si avverte la conoscenza della realtà locale. Si ha l'impressione di trovarsi di fronte ad un'operazione di carattere tecnico-scientifico che lascia molto perplessi, perché non ci indica gli strumenti per andare avanti, ma ci fa delle considerazioni, non dico banali, ma sicuramente scontate, che non illuminano circa la volontà politica della maggioranza. In tutto questo discorso di carattere prevalentemente tecnico, almeno dal mio punto di vista, c'è piuttosto poco di politico.

Scusatemi, perché non voglio certamente tenere una lezione, ma noi qui facciamo politica e fare politica - credo che su questo siamo tutti d'accordo - significa fare delle scelte, per le quali occorrono dei presupposti ben precisi e degli obiettivi altrettanto precisi da indicare, da perseguire ed eventualmente da raggiungere.

Di tutto ciò qui non compare nulla. Vi compaiono, invece, notevoli contraddizioni.

Nella sintesi relativa al settore turistico, si può leggere: "Il settore turistico risulta infatti ancora troppo sbilanciato in direzione delle strutture extra-alberghiere... Anche il settore alberghiero però non evidenzia una situazione particolarmente positiva: gli esercizi sono in massima parte piccoli e di categoria non elevata; a conduzione familiare, spesso troppo tradizionale, talvolta con logiche speculative...".

Apro una breve parentesi per fare una considerazione. Per quanto attiene alle responsabilità politiche circa la situazione nei vari comparti dell'attività economica, vorrei ricordare al Consiglio regionale che, negli ultimi quindici anni, nella funzione di Assessori al Turismo, Urbanistica e Beni culturali si sono succeduti nell'ordine: Milanesio, Chabod, Ramera, Pollicini, Borbey e Lanièce.

Poi verrò anche alla relazione letta dal Presidente della Giunta, ma, Assessore Lavoyer, dico questo perché, dai vostri interventi e dal modo in cui ci presentate, sembrerebbe che l'Union Valdôtaine sia responsabile di ogni cosa. In questo specifico settore, a parte la breve esperienza del sottoscritto, durata quasi due anni, c'è stata anche la brevissima parentesi iniziale dei compianti Deffeyes e Berton. In ogni caso, l'Assessorato del Turismo, Urbanistica e Beni culturali è stato quindi quasi sempre gestito da esponenti di forze politiche diverse dall'Union Valdôtaine ed in prevalenza da democristiani; vi è stato certamente anche il contributo degli ADP.

Prima ho parlato di contraddizione. Ci si lamenta che il settore è carente, che quindi dovrebbe essere privilegiato negli stimoli e nelle sollecitazioni tese a migliorare la qualità dell'offerta, mentre in bilancio la disponibilità dei fondi di rotazione per il settore alberghiero è pressoché dimezzata rispetto a quella dell'anno scorso. Ditemi voi se questa non è una contraddizione particolarmente perniciosa, specie se si considera che si continua a ribadire che il turismo è uno dei settori portanti - in questo siamo d'accordo anche noi - dell'economia valdostana.

Sempre nella parte della sintesi della relazione ci sono poi anche altre considerazioni che non possiamo assolutamente condividere. Non condividiamo, ad esempio, che la conduzione familiare degli esercizi del settore sia considerata come un aspetto negativo, anzi noi riteniamo che una sana economia turistica in Valle d'Aosta debba avere una percentuale molto elevata di alberghi a conduzione familiare. Dal nostro punto di vista questo significa incentivare l'imprenditoria locale in questo settore. L'albergo di grandi dimensioni, infatti, molto difficilmente potrà essere gestito dagli imprenditori locali, che solo raramente sono attratti dai grandi investimenti.

Detto questo, però, non voglio certamente dire che non dobbiamo avere delle grosse strutture alberghiere, perché non faccio di ogni erba un fascio, anche se, a nostro modo di vedere, la percentuale più elevata delle strutture alberghiere deve essere a conduzione familiare. Riconosco che ci debbono essere strutture di determinate dimensioni, che però dobbiamo localizzare correttamente rispetto a tutta la regione, in modo da razionalizzarne opportunamente la distribuzione sul territorio, evitando la speculazione da parte di chi, possedendo capitali di un certo tipo, può essere motivato ad investire in Valle d'Aosta grazie alle nostre facilitazioni di settore.

Questo è estremamente importante. Noi, quindi, diciamo: "Ben venga e aumenti il numero di alberghi a conduzione familiare, perché così sarà possibile non estraniare dalla gestione del settore l'imprenditoria e la professionalità locale". Un grosso obiettivo, in fatti, è appunto quello di riuscire a far gestire il settore del turismo dalla comunità locale e non, come avviene in una parte troppo importante, da capitale esterno alla regione.

Con questo non intendiamo certamente demonizzare il capitale esterno, per carità! Tuttavia, anche sulla base dell'esperienza fatta, non possiamo non tener conto che il detentore di questo capitale non sempre ha la capacità di comprendere la realtà locale, di adeguarvisi o, perlomeno, di cercare di lavorare in sintonia con la stessa. Troppo spesso il capitale esterno vuole una remunerazione molto elevata in tempi piuttosto ristretti, cosa che certamente non corrisponde all'interesse dell'economia del settore e di conseguenza dell'economia generale della nostra Regione.

Per non tediarvi troppo, andando alla ricerca di una ulteriore dimostrazione delle contraddizioni che emergono tra le affermazioni della relazione ed il contenuto del bilancio regionale, vi potrei parlare del famoso settore della "sportellistica", che anche questa sera è stato enfatizzato dal Consigliere Mafrica che, come gli altri consiglieri della maggioranza, ritiene che l'istituzione di questi servizi possa modificare profondamente i rapporti politici nella nostra regione.

Ebbene, per questa "sportellistica" abbiamo: 50 milioni per l'istituzione del nuovo sportello, 30 milioni per lo sportello del cittadino, 30 milioni per il difensore civico... C'è qualcuno, qui dentro, che è tanto ingenuo da credere che con queste cifre si possa veramente istituire il servizio corrispondente? Queste cifre, tutt'al più, possono servire per pagare la consulenza di qualche segretario o ex segretario di Assessore o di Presidente della Giunta o del Consiglio, come siete abituati a fare.

Da quanto si legge, l'unico sportello che può avere una certa credibilità è quello della Giunta e del Consiglio, per il quale si fa riferimento alla "pubblicazione di una rivista di informazione sulle attività degli organi della Regione", per cui sono previsti 200 milioni. Ecco, questo diventa uno sportello relativamente realizzabile.

Ma ci sono anche altre situazioni di questo genere. Sempre nei fondi globali, abbiamo l'indicazione per il recupero del centro storico e per gli interventi urbanistici del "progetto Aosta", per cui sono previsti 500 milioni. Chiedo al Consigliere Mafrica di farmi capire dove ha potuto trovare le cifre che ha citato prima e che ammontano a 27 miliardi in tre anni, perché qui leggo: "Progetto Aosta. Recupero centro storico ed interventi urbanistici collegati: 500 milioni. Recupero abitativo quartiere Cogne: neanche una lira...". A noi risulta, quindi, che, almeno per quanto attiene ai fondi globali, debba ancora essere fatta qualche cosina...

(...Interruzione...)

Molto bene. E per il termalismo, che dall'Assessore è stato...

(...Interruzione...)

... Per carità! Noi ci assumiamo le nostre responsabilità, però, quando l'Assessore, rispondendo ad un collega, dice: "Siamo all'anno zero, ma adesso ci pensiamo noi...", poi scopriamo che sono stanziati solo 500 milioni, è ovvio che ci si possa chiedere che tipo di intervento verrà effettuato per la Valle d'Aosta.

Abbiamo poi avuto la possibilità di leggere il documento del Presidente della Giunta e di meditarci un pochino sopra. Ebbene, egli ci ha sottoposto una reboante dichiarazione politica che, a nostro modo di vedere, ha il tipico sapore del "cartello" e che fa il verso all'altrettanto vacuo e non credibile proclama contenuto nel programma discusso qualche tempo fa.

E' singolare che il Presidente della Giunta faccia osservazioni del tipo: "...più rappresentativo delle componenti della società valdostana". Questa osservazione l'avevo già fatta in occasione della discussione del programma, ma non mi posso esimere dal ripeterla. E' singolare che si affermi che questo nuovo modo di fare politica è più rappresentativo delle componenti della società valdostana, proprio nel momento in cui il Gruppo di maggioranza relativa al Consiglio regionale viene messo all'opposizione. A questo punto noi crediamo di capire di non rappresentare la società valdostana. Questo però lo asserite voi, perché ovviamente noi la pensiamo in modo ben diverso e gli elettori avranno la possibilità di darcene la conferma.

Perché abbiamo questa convinzione e questa fiducia? Perché voi dite che questo bilancio può essere letto anche dall'uomo della strada, cioè da un cittadino qualsiasi, ma se vi andiamo a confrontare i dati relativi al bilancio di cassa, alla previsione assestata ed al rapporto tra la previsione assestata del 1990 e la previsione per il 1991, scopriamo che nessuna cifra corrisponde; ne discende quindi che occorre fare uno sforzo notevole per capire che cosa effettivamente proponete.

Dicevo che la convinzione e la fiducia ci derivano dalla vacuità e dalla pochezza delle affermazioni fatte in quest'aula dalla nuova maggioranza, perché nei fatti non corrispondono assolutamente a delle proposte concrete, ma sono solo parole aggiunte ad altre parole.

Per non sottrarre ai consiglieri della maggioranza il tempo che vorranno dedicare al commento di questo documento, vorrei concludere riprendendo un concetto espresso dal Consigliere Mafrica. Ad un certo punto egli ci ha detto che una delle quattro novità della nuova maggioranza consiste nella ridistribuzione del potere verso il basso.

Noi diciamo che il Consigliere Mafrica ha ragione: questa ridistribuzione del potere sta andando veramente molto in basso, perché essa avviene, fondamentalmente, attraverso la distribuzione di generosissime prebende a destra e a manca.

Se questa è la strada da percorrere in futuro, che il nuovo Governo regionale, la nuova Giunta regionale e la nuova maggioranza regionale intendono proporre alla Valle d'Aosta, ebbene, io dico che la Valle d'Aosta si merita ben altro.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Viérin; ne ha facoltà.

VIERIN (UV): Merci, Monsieur le Président. La présentation de la loi de finances et du budget représente normalement l'occasion - en reprenant les mots du Président - pour vérifier l'action du Gouvernement et de la majorité, ainsi que pour exprimer un jugement sur ses choix politiques et administratifs.

Force nous est tout d'abord de constater que en cette occasion, l'innovation du "rapporteur" n'a pas donné les fruits espérés. Personnellement je le regrette. Néanmoins je pense qu'il est important que le Conseil tout entier prenne conscience de ce fait, afin d'établir des conditions de fonctionnement, qui puissent lui permettre et de s'exprimer et d'obtenir des résultats concrets en termes de présentation et de mise en valeur de l'activité du rapporteur.

Dans son rapport, l'Assesseur aux Finances a voulu souligner que, malgré les difficultés liées au bref délai dont il disposait, le Gouvernement a voulu respecter les termes de rigueur pour la présentation du budget, sans avoir recours, même pas pour une course période, à l'exercice provisoire. J'ai été surpris par cette affirmation. En effet si mes souvenirs sont bons, la nouvelle majorité a pris ses fonctions au mois de juin. Je ne vois donc pas de quel délai supplémentaire elle aurait du disposer pour préparer le budget, vu que celui-ci normalement est discuté au mois de décembre. De plus elle se réjouit, souligne, ou met en évidence l'accomplissement de ses fonctions, le respect des délais établis par la loi, fait que je considère être la norme. C'est, à mon sens, un peu étonnant, symptomatique probablement d'un certain esprit, que d'autres ont déjà voulu souligner. Suivant la même logique, l'on arrivera bientôt à attribuer une prime aux employés qui sont en service!

Je veux ensuite souligner un fait. Avant de commencer cette session budgétaire, la Conférence des Chefs de Groupe s'est réunie pour concerter le calendrier des travaux. A ce propos, nous avons constaté, encore une fois, une certaine difficulté d'organisation et de fonctionnement de cette majorité. On savait pertinemment - la Conférence l'avait établi depuis le mois d'octobre qu'au moi de décembre il y aurait cette session importante pour l'examen et l'approbation du budget. Or, nous nous sommes trouvés avec un ordre du jour fourré d'arguments et nous avons été convoqués seulement le 12 du mois de décembre, avec l'émergence des fêtes de Noël et donc avec la nécessité que le débat se termine impérieusement demain soir.

A cet égard, je crois qu'il faut souligner l'attitude responsable de l'opposition, qui a accepté, en considérant l'importance de la loi de finances, de clore le débat à la date proposée par la majorité. Mais enrore, les forces d'opposition ont assuré le débat. En effet, sans la présence des forces d'opposition, il n'y aurait pas eu le nombre légal. Et ce en raison des présences clairsemées et des membres du Gouvernement et de la majorité.

Je disais: occasion pour vérifier l'action du Gouvernement et de la majorité. Six mois de la prise de fonctions. Une série de projets déjà préparés par la majorité précédente; donc, à quelque exception près, une grande partie de lois, ou d'actes ou de délibérations qui ont été approuvés à l'unanimité. Mais également le constat d'initiatives propres à cette nouvelle majorité qui contredisent les déclarations de principe que la même majorité réitère. Déclaration effectuées par exemple à l'occasion de la formation du Gouvernement, de la présentation du programme de Gouvernement, et aujourd'hui encore pour la discussion du budget. Une fois de plus nous devons constater la dichotomie existante entre les paroles et les faits. Nous pensons qu'il s'agit d'un cas intéressant de dissociation de la personnalité. Il est en effet étonnant de constater les différences existant entre ce que l'on affirme et ce que l'on fait dans le concret. De ce point de vue, les craintes que nous avions formulées, au moment de la formation de cette majorité, se sont confirmées.

Je veux encore une fois répéter ce qui a déjà été souligné. On a le sentiment que tous ces agissements suivent une logique et un objectif définis, c'est-à-dire aller contre quelqu'un, le cas échéant, l'Union Valdôtaine. Le fait d'exclure à tout prix l'Union Valdôtaine, le fait de promouvoir des changements exclusivement pour se différencier, pour se créer une image et pour certaines forces politiques une nouvelle virginité, tout en représentant un aspect intéressant de cette dissociation de la personnalité, me pousse à reformuler la question: certaines composantes de la nouvelle majorité où étaient-elles pendant la période que aujourd'hui elles définissent de néfaste?

Volonté de changement que nous irons par ailleurs vérifier, vu que le changement est quand même quelque chose d'important. Nous aurons en tout cas la possibilité de suivre dans le concret cette volonté de changement sur des thèmes spécifiques: la réforme électorale et des institutions. Et là nous constaterons si la volonté de promouvoir les intérêts du Val d'Aoste, de promouvoir son développement existe réellement ou s'il ne s'agit pas tout simplement d'une question de pouvoir.

On a parlé - le Président a bien voulu nous le rappeler - de monopole unioniste, monopole prétendu j'ajoute. Qu'est-ce qu'on a fait? On l'a remplacé par un axe Bondaz-Milanesio, où quelqu'un s'est réservé le gâteau, l'espace que j'appelle pouvoir, quelqu'un par contre s'est réservé un espace beaucoup plus alléchant: l'espace politique, avec à la clef la main mise sur deux thèmes importants tels que la candidature pour les Jeux olympiques et la convention pour le Casino.

Une diversification l'on disait, une répartition plus équitable des fonctions. En effet, à ce sujet, nous constatons que les composantes de cette majorité ont procédé à une répartition. Le Parti Républicain, attentif à tout ce qui peut lui donner une image de marque, est prêt à conditionner toute son action pour atteindre cet objectif. Les ADP, qui étaient nés sur une base idéale, s'occupent de finances et de travaux publics. Le Parti Socialiste Italien, je l'ai dit auparavant: les affaires c'est moi! La Démocratie Chrétienne, avec toute la tension idéale, que le Président a bien voulu nous rappeler. toute prise dans la grande bouffe.

Des difficultés dans cette grande bouffe, parce que si le gâteau est consistant, il faut essayer de trouver également les gens et les personnes pouvant donner une certaine image. Le Parti Communiste, la croix et la bannière. Un cyrénéen, le nouveau Sisyphe, en attendant peut-être de changer de nom, le "défensor fidei".

Ce matin, après ses interventions, l'on constatait: il est vraiment le défenseur civique de cette majorité. Je le dis, non pas pour me moquer, loin de là, il s'agit de thèmes trop importants, mais parce que j'ai toujours eu une grande considération et pour le Parti Communiste et pour la foi qu'il a toujours mise dans ses actions. Je suis un peu navré de voir que, cette fois, il va dans une direction unique. Il n'y a pas en échange - au moins nous ne le voyons pas - un avantage. Nous avons par contre l'impression que, dans cette répartition des tâches et des fonctions, vous êtes la bonne conscience, vous devez vous soucier des problèmes réels, tandis que les autres pensent à la bouffe. D'autres sont occupés à se partager le gâteau, à vous la croix et la bannière.

Le débat politique se fait sans doute plus serré, il est vrai. On peut toujours dire qu'un verre est à moitié plein où à moitié vide. Mais, là encore, nous devons constater que si auparavant il n'y avait pas de débat politique, au sein de cette assemblée, ce n'était pas une faute à l'Union Valdôtaine. Nous n'étions pas l'opposition. Nous avions des fonctions, un rôle différent à jouer à l'époque: de remplir le rôle que nous nous sentons encore aujourd'hui de remplir.

Centralité du Conseil, confiance dans les institutions. J'ajoute aussi tension idéale. Si nous considérons la perte, à notre sens, de crédibilité des institutions; si nous considérons également que, dans la loi des finances, sont prévues des interventions pour 480 milliards et qu'on a choisi pour certaines interventions importantes d'éviter tout débat au sein du Conseil, ces affirmations ne sont que vains mots.

Je retournerai par la suite sur ce thème. Nous présenterons à ce sujet des amendements afin que l'on puisse constater si la centralité du Conseil est réelle ou non et si vous nous pouvons, au moins aux dires du Parti Communiste, faire confiance. En tout cas, une thèse mâchée et remâchée, comme le chewing-gum du Président.

Une dissociation de la personnalité qui s'accentue dans la présentation de la loi de finances et de la loi du budget, où l'on peut constater une vision manichéenne des différents problèmes. Un certain verbalisme, une analyse que, si pour certains aspects j'ai appréciée, pour d'autres m'a rappelé les analyses qu'on faisait au cours des années '70. Un bon devoir en classe, signé Gamma International avec 50 millions comme note. Tout à l'heure Monsieur l'Assesseur demandait à l'ami Réné Faval quelle note? Cinquante millions. Je pense que c'est un prix équitable. Egalement un rapport qui - nous l'avons souligné hier, sur les problèmes liés aux chutes de neige - présente l'homologation de notre région à la logique étatique. Une perte, à notre avis importante, de diversité, d'identité et de spécificité.

Il y a cette différence entre les déclarations, les rapports et les prévisions budgétaires. Pour ce qui est du débat, on s'est di ouverts au dialogue, et dans l'espoir d'un apport et d'une contribution constructifs, disponibles à tenir compte des suggestions ou des critiques. Mais, si nous considérons l'intérêt que le Gouvernement a prêté pour la discussion de ce budget, nous constatons qu'il s'agit d'une simple formalité.

C'est peut-être l'une de rares occasions qu'on a le plaisir d'avoir le Gouvernement tout entier face au Conseiller qui a pris la parole. Des allées et venues continues, des bancs du Gouvernement sémi-déserts et, la contradiction la plus évidente avec l'affirmation du Président, à la fin de son rapport, c'est-à-dire l'esprit de service qui, au nom de la majorité, déclare vouloir suivre. Nous ne l'avons pas vu cet esprit de service! Il est vrai, on peut parler de marathon olympique ou de marathon budgétaire, mais au moins une fois par an, on peut demander à nos administrateurs: "Ecoutez avec, comme le disait Monsieur Mafrica, une attitude humble les remarques même si vous ne les partagez pas. Cela fait partie de la discussion et du jeu politiques, mais, au moins , prêtez un peu d'attention aux choses qui sont présentées".

Quant au principe de la clarté, j'ai eu une fois l'occasion, avec Monsieur Renato Limonet, de parler de différentes visions, de ce que l'on voit et de ce que l'on ne voit pas. La clarté de ce budget est toute à découvrire et je ne veux pas me référer aux "non addetti ai lavori" Je veux me référer aux Conseillers, à ceux qui ont dû travailler sur ce document.

Prévisions définitives des années précédentes: elles n'existent pas; on a dû les solliciter. Je dois personnellement remercier Monsieur Mafrica, qui a bien voulu prier l'Assessorat des Finances de nous les afin de déceler et comparer les variation du budget 1991 par rapport au budget 1990. Dans l'ère informatique - nous sommes presque en l'an 2000 - nous croyons pouvoir jeter nos crayons. Non. Pas possible. Avec patience et diligence nous avons donc... calculé... C'est peut-être l'explication de l'affirmation: "On veut mettre les Conseillers dans les conditions les meilleures pour accomplir leur tâche et leur fonction". Nous l'avons vérifié.

Sans parler de la validité des prévisions. Il faut en effet considérer toutes les variations au budget que nous avons approuvées, après le 31 octobre, après le délai fixé par la loi. Maintenant on comprend peut-être mieux pourquoi ce délai avait été fixé. Sans son respect, les analyses que nous faisons aujourd'hui sont fausses, parce que les données ont déjà été modifiées par les lois que nous avons approuvées le 12 de décembre ou qui seront en discussion le 19 et le 20. Nous pouvons à juste titre parler - je le réaffirme - de budget gruyère.

De plus, les comparaisons ne peuvent pas être faites à cause du changement, qui entre temps est intervenu dans la rédaction du budget, de la répartition par secteurs et non par programmes et de la répartition par Assessorats. Egalement, à ce sujet, à la page 18 du rapport, on nous dit: "Les comparaisons ne peuvent être faites parce que les données ne sont pas homogènes". C'est l'Administration même qui reconnaît que nous avons des difficultés à comparer et à essayer de comprendre les nouveautés.

La disparité entre la loi de finances et la loi du budget, la répartition par Assessorats et non pas par secteurs et programmes: un choix que nous ne comprenons pas. Ce choix opposé à "un modo antiquato e pertanto superato", c'est un retour au passé. Il n'y a d'autres explications, sauf celle se rapportant à une logique de répartition. Chacun doit pouvoir disposer de son petit jardin. La collégialité, le fait que aujourd'hui la plupart des problèmes doivent être analysés en équipe, ne comptent plus face à cette nécessité réelle de pouvoir compter sur son propre jardin.

Là encore, nous étions, en 1989, à l'avant-garde. L'Etat - Monsieur Rollandin l'a rappelé tout à l'heure - s'était mis par la suite dans la même direction; nous retournons au passé. Peut-être c'est un signe précurseur; attendons, il y aura certainement d'autres nouveautés, le programme le prévoyait déjà. Ainsi attendons-nous d'autres nouveautés; attendons-nous également que, dans cette logique, la Présidence du Conseil trouve son autonomie avec répartition ou personnel. Par la suite, la route étant ouverte, tous les assesseurs pourront gérer leur propre personnel.

Le budget de caisse, une nouveauté! J'inviterai, à ce sujet, à relire attentivement l'article 23 de la loi de comptabilité de '89, car ce n'était pas "un optional", mais une obligation. Je veux également rappeler que les différents Assessorats, l'année dernière, non pas pour la préparation du budget officiel, mais pour la présentation à l'Assessorat des Finances des différentes nécessités, ont déjà rédigé les fiches avec le budget de compétence, le budget de caisse et les nécessités de financement.

Quant au budget, il me semble que la liaison avec les prévisions du budget de l'Etat soit un peu déficitaire. Il n'y a pas eu, à mon sens, une attention suffisante sur le problème des recettes propres de l'Administration régionale. Un thème, ce dernier, que nous devrons sans doute par la suite reconsidérer. Surtout dans une perspective européenne, c'est probablement l'un des chemins à suivre pour que la Région puisse compter sur des fonds propres et donc pour s'assurer une autonomie véritable.

Nous avons aussi constaté que tout a été blanchi: l'emprunt, l'excédent d'administration, la TVA d'importation. Il est intéressant de lire les pages 26 et 27, parce qu'on a tout blanchi. Les choses qui, jusqu'à l'année dernière, étaient nuisibles et qui n'avaient aucun sens, avec une petite phrase de présentation, maintenant, peuvent être tranquillement avalées. J'ai été un peu étonné - je vous l'avoue - non tellement du point de vue politique, mais du point de vue professionnel, par l'explication donnée, à la page 27, sur les bienfaits d'avoir un excédent d'administration dans un organisme public.

Les recettes ont été probablement surévaluées. Nous aurons la possibilité de le vérifier. Rien n'a été dit - je veux le réaffirmer - quant à l'application réelle de l'article 6 de la loi 190. J'espère que l'Assesseur voudra bien nous éclaircir à ce sujet.

La volonté, réaffirmée dans le rapport à la page 32, de rétablir les compétences d'orientation, de choix et de contrôle de l'assemblée est en outre contredite à maintes reprises et, à cet égard, je veux apporter au moins trois exemples.

Le Comité promoteur pour la candidature des Jeux olympiques d'hiver. Je l'ai dit et je le répète: nous avons, surtout suite aux déclarations faites par Monsieur Milanesio, au sein de cette Assemblée, enfanté monstre. Les orientations, qui avaient été établies par la loi, ne correspondent plus à la réalité. Il y a expropriation pure et simple des compétences de cette assemblée.

De même pour la Centrale laitière. Un thème politique qui a causé le changement de majorité. On n'en discute plus à l'intérieur de cette assemblée. Est-ce qu'on en a encore parlé? Non. Par délibération du Gouvernement on a chargé la Finaosta de souscrire le capital en actions. Aujourd'hui, nous nous trouvons face à une situation où la Centrale laitière d'Aoste n'est contrôlée par aucun. Il n'y a même pas un Conseil d'administration. Les discussions faites pour la nomination des représentants de la Région, pour le contrôle... Aux oubliettes! Il y a un seul administrateur qui fait tout et qui dispose de tout. Non seulement, dans la loi de finances, l'on prévoit pour l'année prochaine 600 millions d'augmentation du capital. Simple, comme un paquet à la poste. Discuter ici au sein de cette assemblée sur les raisons, sur la situation actuelle de la Centrale laitière? Non. On l'a déjà fait une fois et ça suffit!

Je ne voudrais pas enfin que les indications de l'Assesseur, que je partage en ligne générale, portent sur la nécessité de suivre les principes des entreprises privés pour l'Administration de la Région, puisse nous faire oublier que nous sommes encore des administrateurs d'un organisme public et donc soumis à des règles précises. Je ne voudrais pas que les règles Lanièce - une simple lettre pour allouer des milliards pour l'abattage des bovine improductifs - constituent les règles nouvelles auxquelles on fait souvent référence.

Les fautes et les coquilles de ce budget. Nous aurons le loisir de les constater dans la discussion par chapitres. En constatant les financements attribués aux différents chapitres, je n'ai pas compris - et là l'Assesseur voudra bien nous l'éclaircir - comment les prévisions de dépenses ont été formulées en fonction des montants des restes à payer ("residui passivi"). Il y a des situations qui sont abnormes et pour les restes ce qui à payer se rapportant à 1990 et pour la possibilité concrète, réelle de dépense indiquée dans le budget 1991. Ce qui portera à avoir des restes à payer beaucoup plus élevés par rapport aux actuels.

Les fonds globaux. J'ai eu l'impression qu'on les a collés, c'est-à-dire il y a le budget et après il y a une adjonction, les fonds globaux. Peut-être par acquis de bonne conscience, peut-être pour faire plaisir au Parti Communiste Italien. Monsieur Mafrica dans son intervention en a revendiqué, même si indirectement, la paternité. En effet il a été le seul jusqu'à présent, qui a su compulser les différents chiffres et donc faire une analyse. Evidemment je dis collé parce qu'il fallait démontrer que le budget avait une liaison par rapport au programme.

L'année dernière, en discutant le budget 1990, Monsieur Mafrica avait par lé de budget bazar. Cette année nous avons le bazar Mafrica. Nous avons une longue liste d'interventions, mais comment les réaliser? C'est à ce sujet que nous avons des perplexités. Comment les réaliser et comment démontrer que ce n'est simplement pas une indication de caractère général ou, comme l'a affirmé en premier Monsieur Riccarand, une façon pour augmenter les études et les projets de cette Administration?

Je pense, donc, qu'une fois encore, à part les affirmations de principe que nous pouvons partager - et il y en a plusieurs - il s'agit de bonnes intentions. Il est nécessaire, pour ces bonnes intentions, pour ces propos, d'avoir un temps de répit, donc il y aura une période de surcis. Il s'agit pour l'instant de bons propos génériques qui devront être suivis de propositions et de contenus. Là nous acceptons le défis qui nous a été lancé, parce que nous sommes favorables à la confrontation sur les choses concrètes, sur les problèmes réels. Pour ce faire, nous avons d'ailleurs demandé une séance extraordinaire du Conseil, afin de discuter d'un thème que nous estimons très important: l'autonomie. Quelle est aujourd'hui la situation de notre autonomie? Nous réaffirmons donc notre pleine disponibilité à nous confronter sur des problèmes concrets, sur des problèmes réels. Nous ne pouvons pas, par contre, accepter l'invitation au voyage du Président; nous ne marcherons pas ensemble.

Nous sommes, aujourd'hui, confrontés à une situation que nous considérons dynamique. Nous travaillerons, donc, pour créer une alternative à cette majorité. Nous nous engageons à la créer, à la constituer dans la clarté, sur la base d'accords et de programmes précis, en essayant, dans cette perspective, d'utiliser au mieux toutes les énergies locales, de faire du développement culturel, social et économique, le véritable moteur de cette alternative, de reprendre le défi et l'opportunité européenne afin de sauvegarder l'identité de la communauté valdôtaine et d'assurer ou de créer de nouveaux emplois.

Les premiers thèmes, les premiers problèmes que nous estimons nécessaires pour créer ces conditions, cette alternative, seront sans doute la loi électorale, les réformes institutionnelles, les problèmes liés à la sauvegarde, la valorisation et la protection de l'environnement et, en dernier, la mise en valeur de nos collectivités locales.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Milanesio; ne ha facoltà.

MILANESIO (PSI): Sovente si sostiene che la cultura sia la forma più sottile di sublimazione degli istinti e che la politica sia certamente una forma di sublimazione degli istinti.

Io ritengo che il Consigliere Viérin sia un uomo di cultura, ma ciò che mi ha colpito di più, in tutta la sua esposizione, è stata la sua incapacità a sublimare l'istinto di disprezzo che egli ha costantemente manifestato verso quelle parti del Consiglio che non sono l'Union Valdôtaine. Quello che mi ha inquietato ed anche un po' indignato sono stati il tono o il modo di porgere gli argomenti e la sostanza che si nascondeva dietro le parole.

Capisco che è stato scelto per dire cose sgradevoli a quelli che avevano creato delle situazioni sgradevoli all'Union Valdôtaine, però non vorrei che prendesse troppo sul serio questo ruolo, perché nella commedia all'italiana, sempreché mi sia permesso citarla, c'è un personaggio tipico, richiamato anche in qualche barzelletta, che è identificabile nell'invito: "Vai avanti tu, che a me scappa da ridere".

Ora, nella sua esposizione, nella sua protervia, nella sua durezza, nel suo disprezzo, e ripeto nel disprezzo, che ha avuto nei confronti delle altre forze politiche di questo Consiglio, vedo una ragione che ha bisogno di una causa migliore della perdita del potere politico o perlomeno di quello governativo.

A mio avviso, c'è una costante che lega gli interventi e che va analizzata sotto il profilo psicologico e forse anche un po' psicanalitico. Questa sera si è parlato di dissociazione della personalità, riferendosi alla maggioranza ed a certi comportamenti di alcune forze che vengono ritenute dissociate. Ebbene, in questo tipo di intervento c'era un disprezzo, che io sentivo palpabile nella scelta degli aggettivi e nella scelta dei termini, per cui, quando a gestire il potere è l'Union Valdôtaine, si tratta di servizio; quando invece sono altri, è bassa cucina, è spartizione, è intrigo o intrallazzo.

Qui ci sono consiglieri che parlano dai banchi del Consiglio ed altri che parlano "ex cathedra"; ci sono quelli che porgono degli argomenti, ma ci sono anche quelli che porgono degli assiomi, delle verità alle quali dobbiamo inchinarci, pena la criminalizzazione politica o morale.

Io avrei preferito che tanta intelligenza e tanta cultura venissero usate meglio, per esempio per dire delle cose concrete sul tipo di bilancio presentato, sul fatto che questa Giunta, o questa maggioranza, che è al timone della regione da nemmeno sei mesi e che certamente ha commesso degli errori ed altri ne commetterà ancora, ma che, se non altro, è stata fedele alle sue premesse ed alle sue promesse.

Qui, invece, si è incominciato a dire che non ci sarebbe stata neanche una Giunta e che non si sarebbe formata neanche una Giunta dopo la mozione di sfiducia e naturalmente si è creata un'attesa nell'opinione pubblica su questo fatto. Successivamente si è detto che la Giunta non avrebbe presentato un programma e invece è stato presentato un programma triennale. Poi si è ancora detto che la Giunta non sarebbe arrivata all'autunno, perché chissà che cosa sarebbe accaduto alla ripresa dell'attività autunnale, ma l'autunno invece è passato o sta passando. Si è proseguito dicendo che sarebbe arrivata al bilancio, che invece è stato presentato.

Ora dobbiamo anche ringraziare se si fa la discussione, perché sembra quasi una conquista democratica riuscire a concordare con i gruppi politici come fare le discussioni, mentre è un compito tipico di tutti i Capigruppo di tutti i gruppi consiliari e parlamentari del mondo.

Non solo, ma si vogliono criticare aprioristicamente le affermazioni fatte dal Presidente della Giunta, quelle fatte dall'Assessore, quelle fatte dai Capigruppo e dalle altre persone che sono intervenute nella discussione, come se fossero tutte dichiarazioni di uomini di poca fede, di mentitori persi, per la gola. Io non so se qui si vuole accreditare l'idea - e mi si consenta una espressione usata da Scalfari - che, in questo consesso, ci sia "una razza padrona ed una razza gregaria". Io non so se qui si crede veramente di avere a che fare con dei "minus habens", con quelli cioè che non riescono a capire che cosa sta anche dietro le parole, che cosa si può leggere tra una parola e l'altra od in certi atteggiamenti.

Io credo che qui non si sia voluto capire e non si voglia capire qual è stato il significato della decisione del Consiglio regionale del 6 giugno e di quelle successive. Io credo che qui non si voglia accettare nessuna scelta e nessuna decisione, ma si voglia mettere la testa dentro un sacco o nella sabbia, come fa lo struzzo, oppure coltivare la grande illusione che si sta facendo per finta, che tutto questo crollerà rapidamente, che questa maggioranza è tenuta insieme da interessi inconfessabili o quantomeno dalla spartizione di interessi in parte confessabili ed in parte non confessabili. Coltivate questa grande illusione, coltivatela pure! Vedremo cosa succederà. Coltivatela!

Credo invece che sarebbe stato il caso di prendere atto che questa manifestazione di volontà politica, che si traduce nella presentazione del primo bilancio di previsione da parte di questa Giunta, è avvenuta all'insegna di una certa innovazione, anche abbastanza cospicua e considerevole, che vede per la prima volta il bilancio di previsione essere accompagnato da una relazione complessa e direi completa, nella quale si fa una disamina della situazione sociale ed economica della nostra regione.

Per carità! Si potranno anche contestare alcune affermazioni, però io devo dare atto - e lo faccio volentieri all'Assessore Lavoyer ed alla Giunta che questo bilancio, che per molti versi non è diverso da quelli precedenti, per cui non sarebbe stato il caso di fare tutte quelle considerazioni di carattere così puntiglioso su certe poste di bilancio che sappiamo benissimo a cosa servono o non servono, risente della volontà e dello sforzo tesi a far sì che la conseguente discussione sia un momento di riflessione generale sullo stato dell'economia della nostra regione ed anche sulla direzione di marcia in cui si va.

Ecco, non si è voluta dare questa soddisfazione, che secondo me era dovuta, a questa Giunta ed a questo Assessore. Si è invece voluta fare tutta una considerazione micragnosa - e sottolineo micragnosa - sulle consulenze o sul fatto che si è "data" una consulenza.

Ora, se la Regione vuole uscire dal solito gioco dell'oca, talvolta ha anche bisogno di utilizzare delle tecnostrutture che non esistono qui da noi. Non credo che questa sia una cosa riprovevole, né nuova, perché ad essa si è già ricorsi in altri casi ed in altre circostanze.

Se questo bilancio, sia nelle analisi sia nella formulazione, oltre a risentire degli indirizzi politici cui è saldamente legato, risente anche di una impostazione più manageriale, non vedo perché si debba cercare di demonizzare l'Assessore o la Giunta.

Ritengo che oggi si sia parlato molto di bilancio, ma solo apparentemente, mentre credo che in realtà si sia parlato soprattutto del fatto che l'Union Valdôtaine non intende assolutamente legittimare la presa del potere da parte di questa maggioranza. Questo, però, è un fatto che noi diamo per scontato, che sappiamo e che, prima o poi, ma sempre al momento giusto, verrà in qualche modo sancito o sanzionato dagli elettori.

Semmai io avrei pensato che in occasione della discussione di questo bilancio si fosse cercato di esprimere una cultura di governo, non intesa come nostalgia del potere perduto, ma come capacità di poter fare, di agire, di incidere, di indirizzare e di tampinare anche dall'opposizione, se fosse il caso, perché si può contare anche facendo opposizione e non sedendo sui banchi del governo.

Ho colto, invece, una grande nostalgia, che non è stata mascherata o sublimata da qualcuno, mentre ad altri ciò è riuscito un po' meglio.

Non credo che la discussione svolta oggi sul bilancio, da parte di chi ha voluto a tutti i costi contraddire gli elementi di novità, sia stata serena e produttiva. Questo non vuol dire che il Consiglio abbia perso il suo tempo, ma semplicemente che non c'è assolutamente voglia di considerare il Consiglio e la situazione politica della nostra regione in una condizione in cui vi sono forze politiche diverse, che hanno la stessa legittimazione e legittimità, che quindi si confrontano e si fronteggiano con programmi, proposte ed indicazioni, ma che accettano il risultato, qualunque esso sia.

Io ho avuto l'impressione che qui ci sia qualcuno che ragiona in questi termini: si mette attorno al tavolo per giocare a carte, ma, se la partita non va come gli piace, è pronto a buttare il tavolo per aria. Devo dire che ho avuto proprio questa sensazione e sarei un bugiardo se non esprimessi la sensazione che ho ricavato dalla discussione odierna. Naturalmente questa mia sensazione è fatta di sfumature e di atmosfere, ma è fatta anche di parole e di atteggiamenti, che francamente non rendono serena la discussione in questo Consiglio.

Tornando al bilancio, non posso che esprimere tutto il mio consenso su questa innovazione, sulla presentazione del bilancio, sulla proposta che vi è contenuta. Il consenso vuole essere anche uno stimolo a far sì che alle parole seguano i fatti e che agli impegni assunti sulla carta seguano comportamenti coerenti e conseguenti.

Questa sera vorrei anche ricordare al Consiglio che, a mio avviso, l'Union Valdôtaine sta sottovalutando anche le grandi trasformazioni in atto nella nostra realtà, perché qui si tirano fuori i fantasmi del passato ed i luoghi comuni, sovente si fa ricorso al "dictionnaire des idées reçues" per classificare le forze politiche e per catalogarle.

Io credo che sia in atto una grande trasformazione all'interno della Sinistra italiana e della Sinistra valdostana. Credo che questa trasformazione possa essere incoraggiata, aiutata ed accelerata anche dalla presente situazione politico-amministrativa e ad essa noi socialisti guardiamo con estremo interesse ed attenzione, anche perché riteniamo che tale vicenda dovrebbe far riflettere un po' tutti.

Qui si vuole assimilare la nostra realtà a quella nazionale. Oggi ho sentito più di un intervento che tendeva a fare l'equazione: Democrazia Cristiana della Valle d'Aosta = Democrazia Cristiana nazionale. Secondo me, invece, non c'è niente di più sbagliato, niente di più fasullo e di impreciso. Lo stesso dicasi, sia pure in una certa misura, per il PCI, per il PSI e per altre forze politiche.

Quando l'Union Valdôtaine lamenta l'estromissione dal potere, dimentica che il ruolo della Democrazia Cristiana a livello nazionale, qui in Valle d'Aosta ce l'aveva lei; per cui l'alternativa ad una certa gestione del potere non poteva essere che un'alternativa all'Union Valdôtaine. Questo può piacere o non piacere, ma quel Movimento, che ha giocato ad identificarsi con le istituzioni, non ha avuto l'intelligenza della Democrazia Cristiana a livello nazionale, che è stata capace di trovare gli uomini adatti per le varie situazioni e le varie circostanze. L'Union Valdôtaine ha commesso proprio questo errore ed ora lo sta pagando. Non era possibile nessun'altra scelta.

La politica è creatività, è movimento ed è capire le situazioni. Certo, con un'Union Valdôtaine che - mi si consenta l'espressione - "sprizza disprezzo" da tutti i pori, sarà difficile trovare delle intese politiche, sarà difficile trovare il minimo comune denominatore, che non può che essere quello del rispetto della dignità dell'interlocutore, che non può che essere quello di forze diverse che però hanno pari dignità.

E' questo che noi ci sentiamo di rimproverare all'Union Valdôtaine e di rimproverarlo qui, pubblicamente, in Consiglio.

Non abbiamo timore di dire quello che pensiamo, che del resto abbiamo già detto in tante circostanze e lo diremo quando potrà far piacere, ma anche quando potrà dispiacere.

Non voglio aggiungere altro sulla discussione del bilancio di previsione per il 1991, se non che riconosco alla Giunta di aver fatto un buon lavoro in tempi rapidi, in una situazione certamente difficile, essendo essa stessa nuova e scontando perciò anche il proprio noviziato. Potrà commettere degli errori, anzi sicuramente ne commetterà, ma, per quello che ci riguarda, la riaffermata centralità del Consiglio è qui per testimoniare che i consiglieri intendono svolgere un ruolo attivo di controllo, di supporto e di stimolo nei confronti dell'esecutivo.

Annuncio, pertanto, il voto favorevole al bilancio di previsione ed invito la Giunta a proseguire nel suo lavoro con alacrità e con fermezza.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Louvin; ne ha facoltà.

LOUVIN (UV): Monsieur le Président, j'ai toujours écouté, avec beaucoup d'intérêt et non sans une certaine admiration, le collègue Milanesio, quand il est intervenu dans ce Conseil. Ses interventions sont rares, généralement assez mesurées et normalement différentes du ton qu'il a eu ce soir, en abordant, non pas tellement l'argument du budget, mais plutôt l'argument de l'état de santé, de l'état d'esprit de notre mouvement.

Je n'ai pas ressenti, contrairement à ce qu'il a fait, les mêmes sensations de malaise. Je n'ai pas aperçu, dans les interventions de mes collègues, ce mépris que le Conseiller Milanesio voudrait nous attribuer. J'ai, en même temps, du mal à comprendre les raisons de cette agressivité qui, tout à coup, a éclaté dans ce Conseil. Une agressivité qu'il faudrait peut-être psychanalyser et au sujet de laquelle nous trouverions, sans doute, quelque réponse intéressante, car la psychanalyse nous enseigne qu'à l'origine de l'agressivité il y a toujours la frustration ou l'impuissance.

Je ne sais pas laquelle des deux est à l'origine de cette attitude, toujours est-il que le Conseiller Milanesio a, une fois de plus, catalysé, polarisé l'état d'âme de toute la majorité, dont il est indiscutablement le véritable vip, le fouet, comme on dit dans les régimes anglo-saxons où le chef de groupe est un véritable fouet. Ce soir, le collègue Milanesio a voulu donner un sursaut d'orgueil à la majorité qui paraissait un peu endormie, si ce n'est abrutie, après le débat au cours duquel pourtant nous avions essayé de porter tout ce que nous avions à donner comme contribution d'idées et de suggestions.

Ne nous reprochez pas, Monsieur Milanesio, de ne pas donner de satisfactions au pauvre Assesseur, qui a fait un travail diligent et que nous voyons un peu, aujourd'hui, comme Saint Sébastien dans ces chapelles de montagne, Saint Sébastien martyrisé par les flèches des incroyants. Je voudrais bien, en toute amitié, lui faire apporter du café parce qu'il est accroché à ce fauteuil depuis longtemps, pour écouter nos analyses parfois un peu longues et ennuyeuses. Me pardonnera-t-il, si j'en ajoute quelques-unes en essayant de parler du budget et de grands choix économiques sur lesquels son rapport paraissait vouloir attirer l'attention de ce Conseil.

Parce que je dois dire, en toute franchise, que je l'ai apprécié, ce rapport, de par la tentative de porter le débat à un certain niveau. J'en partage, peut-être moins, beaucoup de conclusions, mais je ne peux que reconnaître l'enthousiasme et la passion qu'il a mis, après cinq mois d'exercice de ses fonctions, dans la construction de ce budget.

L'analyse - je disais - je la partage largement, une analyse macro-économique aiguë, mais cette analyse autant perçante on ne tire pas le bonnes conclusions et surtout l'on oublie un grand élément. L'élément très important que toute économie saurait souligner, en ce moment, c'est que nous sommes au seuil d'une grave récession mondiale. Ce n'est pas une chose de ces jours, mais, même dans la presse d'aujourd'hui, on y revient encore: "La recessione prevista dagli operatori". Aux Etats-Unis on est déjà en pleine récession et ca va venir en Europe. Je ne crois pas que nous pourrons demeurer "insula felix" et en échapper.

Je crois que ce budget ne tient pas compte de cette récession, qui est à nos portes, et surtout il considère achevé un cycle de dix ans, le cycle des années '80, que dans votre rapport vous évoquez par la succession de la crise, des tensions occupationnelles et de la restructuration. Ce cycle n'est pas fini, je dirais même qu'il va empirer, je crains fort qu'il n'aille empirer sous l'effet de quelques éléments déstabilisants très graves: le temps, c'est-à-dire l'accélération des phénomènes économiques, l'environnement et le manque de ressources, qui est en train de se produire, et surtout la bombe à retardement de la démographie.

Nous avons déjà parlé, pour longtemps, du problème des immigrés, mais nous n'avons encore jamais suffisamment parlé du problème de la démographie. Vous avez cité, dans votre rapport, des données concrètes. Vous avez évoqué le vieillissement de la population, la baisse de la natalité. Ce sont des faits très importants qui, unis à ce brassage de populations qui se fera dans les années à venir, vont constituer une situation très grave et difficile à maîtriser de la part de quelconque majorité qui sera en place en ce moment.

Surtout sur l'émergence de la présence des extra-communautaires je voudrais revenir un petit instant, parce que je pense que nous l'abordons d'une façon qui n'est pas correcte. Je pense que nous en avons fait, dans tous les pays, une affaire propre aux socialistes, qui à différents niveaux s'occupent du Tiers Monde et des immigrés, que ce soit Martelli avec sa loi de "sanatoria", Craxi pour les dettes du Tiers Monde ou Monsieur Bich, en tant que plénipotentiaire de ce Conseil, avec la petite cour des miracles qu'il a créée autour de lui. Je ne voudrais pas que l'on interprète cet intérêt pour le Tiers Monde, comme un pur intérêt pour le Tiers Monde votant dans la Vallée, mais le problème doit être considéré dans un cadre beaucoup plus large et je dirais même beaucoup plus sérieux.

Merci, Monsieur Lavoyer, de nous avoir dit, et même très clairement, dans votre rapport, que pour ce qui est de la construction nous avons un domaine économique où la professionnalité est modeste, pour nous avoir rappelé qu'elle risque d'être une boule au pied pour notre économie; mais où sont les conséquences? Quelles conséquences tirez-vous, surtout pour ce qui est de l'Assessorat géré par votre collègue Martin, largement financé, comme l'a dit très bien le Conseiller Riccarand ce matin, où l'on va pomper 120 milliards pour renforcer l'industrie du ciment? Le béton est une belle chose, mais doit être un peu mesuré et nous craignons fort que de bonnes intentions, dans ce cas, soit pavée la route pour l'enfer; que l'on soit en train, une fois de plus, de miser sur la quantité et non pas sur la qualité.

Vous avez également souligné, dans votre rapport, des faits importants pour ce qui est de la politique du monde du travail. Je serai très court là-dessus, mais il me parait que, une fois de plus, vous voyez très bien le problème, mais vous voyez très mal la solution à lui donner. Vous parlez de déséquilibre structurel car l'offre ne correspond pas à la demande, dans notre région, ce qui est parfaitement vrai. Vous cites également qu'il y a une rareté de professionnels, mais la conséquence c'est que vous diminuez, vous réduisez les efforts qui devraient être, par contre, accentués pour la formation professionnelle.

Dans le domaine du travail toujours, vous insistez, avec une veine de pessimisme, sur les activités mixtes et sur les travaux saisonniers. Je crains fort que vous ayez suivi une opinion largement partagée par les économistes qui trouvent beaucoup plus simple d'avoir les grandes aires économiques, les grandes répartitions d'activités et qui voyant toujours très mal le mélange d'activités. Ce mélange est traditionnel et je dirais structurel en Vallée d'Aoste. Les travaux saisonniers le sont depuis des siècles et ce phénomène naturel est indispensable à la survie d'une économie à la montagne. C'est pourquoi je vous inviterais à réfléchir, sur cet aspect, pour ne pas pénaliser les secteurs de population qui vivent à économie mixte, parce qu'ils sont très probablement des secteurs vitaux pour la civilisation montagnarde, et je vous inviterais, par là, à prendre un peu les distances de ces sorciers de la macro-économie qui voudraient l'abandonner complètement.

Encore beaucoup de courage vous avez eu en soulignant qu'il y a un excès de dépendants dans la Région, que la pyramide a la base trop large. C'est une analyse très correcte, mais où est la conséquence à en tier? J'ai la sensation que l'on oublie souvent que chaque dépendant coûte, à l'Administration, plus d'un demi milliard et que des armées de personnel soient aux portes de l'Administration, parfois encouragées déjà par certains Assesseurs, et prêtes à rentrer dans la grande maison. Beaucoup de prudence parce que c'est un poids très lourd que nous allons porter et d'ici six mois, Monsieur l'Assesseur, nous viendrons vérifier combien de personnel aura embauchées la nouvelle Administration. Là nous voulons vérifier si vos engagements sont sérieux ou si, par contre, comme nous le craignons, mais nous ne voudrions pas vous attribuer trop de malice, vous ne pensez plutôt grand ouvrir ces portes.

Enfin, vous avez dit que nous avons une économie trop ouverte quand au flux et à la vulnérabilité. C' est une constante, encore une fois, de notre économie d'être ouverte et, par là, évidemment vulnérable. Bernard Janin a, à maintes reprises, évoqué l'idée de carrefour et de cellule, d'évolution en vase clos et en système ouvert. Il a toujours souligné que la vitalité du système valdôtain, c'était dans la formule du carrefour, ce qui, d'ailleurs, est prouvé par l'histoire parce qu'à l'époque romaine et à l'époque de la Renaissance nous avons eu le plus grand épanouissement de la civilisation valdôtaine et c'était toujours dans des moments de grande ouverture et dans des moments où le climat avait permis un grand brassage de populations et également de grands contacts à l'extérieur.

Nous vous demandons, donc, de poser une grande attention à cet élément d'ouverture, aussi parce que le même rapport du Censis, que vous avez à maintes fois cité, de même que le Président du Gouvernement, donne une clef de lecture importante, à ce moment historique, pour la Vallée d'Aoste. Il y a un chapitre, dans ce rapport, qui évoque l'économie de montagne et l'évolution des différentes régions en Europe. D'abord, le Censis dit, dans ce rapport, que ce sont les Régions qui sont en train de prendre le dessus sur les Etats et qui sont les moment de vitalité de l'Europe. Deuxièmement, il dit qu'il y a des aires en forte expansion et le carrefour de ces aires est la Vallée d'Aoste. Prenez la carte qui est reproduite dans ce dossier, vous verrez que nous sommes au barycentre, nous y sommes au milieu. Donc, ne nous arrêtons pas, tâchons d'exploiter ce moment qui nous est favorable, dans une perspective de croissance équilibrée.

Vous aurez encore la patience, Monsieur l'Assesseur, d'écouter quelques considérations au sujet de votre budget, mais dans le concret.

D'abord, le budget que vous définissez "per Assessorato" est un pas en arrière. Il l'est même si vous le définissez comme le fruit d'une nécessité "di evidenziare il pluralismo decisionale delle scelte attuate e di responsabilizzare le singole strutture dell'esecutivo". Il est. dans la sociologie et dans la macro-économie, des formules très habiles pour dire des choses désagréables d'une façon qui peut paraître correcte. J'ai essayé de traduire cette phrase, vous me corrigerez si je me trompe, mais elle sonne à peu près comme: chacun des Assesseurs sait ce qui lui revient, je ne veux pas - dit par le Président du Gouvernement évidemment - des disputes en cours de route. Chacun a son petit domaine, qu'il l'exploite au mieux, qu'il fasse ce qu'il veut et on ire très bien d'accord ensemble.

Je crains fort que cette responsabilisation des structures de l'exécutif réponde à cette logique. Je l'ai déjà dit au moment de la discussion sur le programme de cette majorité: les "baronie" sont en train de se renforcer et vous en avez donné la formule comptable par cette transformation du budget.

Encore, malgré les tentatives de masquer cet excès de dépenses courantes, elles s'avèrent de plus en plus lourdes sur notre budget au point que, si nous enlevons l'IVA d'importation et l'emprunt, le marge de manoeuvre de la région est dramatiquement réduit et ceci m'inquiète parce que je vois un esprit qui est un peu celui de la cigale, qui est en train d'avancer, et comme le disait La Fontaine: "La cigale, ayant chanté tout l'été, se trouva fort dépourvue quand la bise fut venue". Je ne voudrais pas que la bise de l'hiver qui s'annonce... Là je ne comprends pas pourquoi le Président de la Commission pour 1992 n'ait pas sonné les clochettes, comme il devrait faire; il ne veut pas susciter les alarmes qu'il devrait susciter dans sa qualité et il ne veut pas diffuser les rapports pourtant inquiétants qu'il a dans son tiroir.

Encore deux brèves considérations. La première concerne un aspect qui n'a pas encore été abordé et qui est un peu dans les plis de votre rapport, mais qui me parait intéressant. Vous cites qu'il faut introduire les idées de contrôle de l'activité plutôt que de gestion directe. Je traduis encore une fois, parce que j'ai besoin d'un langage simple pour comprendre, mais ça sonne privatisation. De quoi? Dans quel délai? Comment? Privatisation des services? De la santé? Dans quels domaines, Monsieur l'Assesseur? Là, une fois de plus, vous ne nous avez pas donné de réponses; peut-être aurons-nous la possibilité de vous entendre tout à l'heure.

La dernière question à évoquer sur votre budget concerne le cycle de la répartition financière. Vous avez évoqué l'idée de cette décennie qui de 1981 arrive à 1990 et qui s'est ouverte par une loi de répartition financière. Le cycle de loi de répartition financière est normalement de dix ans, nous sommes au bout d'un cycle et le changement du système fiscal qui s'annonce a besoin de quelque correction. Vous dites: "...di valide alternative sostitutive". Lesquelles? Etes-vous en train de négocier une nouvelle répartition financière?

On voit le Président de la Junte qui rit un peu à ce sujet, mais la question est sérieuse, Monsieur le Président. Autrement songez-vous, ce qui ne serait pas criminel mais qu'il faudrait dire, à des impositions fiscales? Nous avons bien la possibilité de créer des impôts, des surpoîts d'impôts; le Statut nous le permet. Est-ce que nous allons dans cette direction? Quelles sont vos idées au sujet des futures ressources financières de cette région? Le budget que vous nous avez présenté en rose, nous espérons vivement qu'il ne se traduise pas dans un bilan en rouge. Nous espérons que votre optimisme puisse être rassuré et je voudrais dire que ce budget, comme d'autres l'ont déjà rappelé, porte bien la marque des partis qui composent la Junte, mais non pas des partis qui composent la majorité.

L'ami Mafrica se sent un peu marginalisé, si on ne lui accorde pas la juste attention. Il mérite aussi une petite citation d'une fable de La Fontaine: "Maître Corbeau sur un arbre perché, tenait en son bec un fromage...". Vous êtes souvent flatté, Monsieur Mafrica, vous êtes, à maintes reprises, flatté par les forces du Gouvernement et la morale de cette fable est que tout flatteur - et dans ce cas vous en avez un impeccable, vous avez non seulement un renard, mais un vieux renard de la politique qui vous flatte - vit aux dépens de celui qui l'écoute.

Je termine là cette intervention, en vous remerciant quand même, Monsieur Mafrica, de nous avoir dit que c'est un budget de transition. Transition vers quoi et vers qui? Nous espérons pouvoir bientôt le découvrir.

PRESIDENTE: Colleghi Consiglieri, i lavori della seduta pomeridiana termina qui e riprenderanno domani, con la seduta antimeridiana, alle ore 9,30.

La seduta è tolta