Oggetto del Consiglio n. 1618 del 27 novembre 1990 - Resoconto
OGGETTO N. 1618/IX - Disegno di legge: "Disposizioni concernenti il personale appartenente alle qualifiche dirigenziali e vicedirigenziali".
Presidente - I lavori sono stati sospesi mentre il Consiglio era chiamato all’esame dell’emendamento presentato dal Consigliere Ricco e vi erano all’uopo le dichiarazioni di voto.
Ha chiesto di parlare il Consigliere Ricco, ne ha facoltà.
Ricco (DC) - Alla luce delle incomprensioni nate sul mio emendamento, se mi è permesso, vorrei chiarire meglio il mio pensiero che suona così:
Articolo 1, comma 1: le parole "a decorrere dal 1° luglio 1990, le disposizioni di cui agli articoli 4 e 5 del decreto legge 22 settembre 1990, n. 264" sono sostituite dalle parole "con le stesse decorrenze, le disposizioni di cui agli articoli 5, 1° e 2° comma, e 6 del decreto legge 24 novembre 1990, n. 344".
Presidente - Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.
Bondaz (DC) - Dopo aver sentito quanto è stato detto reiteratamente in Consiglio regionale questa mattina e dopo aver letto con molta attenzione quello che hanno scritto i Sindacati nel loro comunicato, penso che sia opportuno un mio intervento perché già questa mattina qualcuno aveva chiesto che il governo si esprimesse in merito.
Allora dirò qualcosa, per far piacere al Consigliere Viérin e al Consigliere Louvin in modo particolare.
Mi consentirete se perderò qualche minuto, ma mi sembra opportuno nella disamina del provvedimento che stiamo facendo, che sembra assurgere ad un qualcosa di eccezionale, di particolarmente rilevante e assolutamente foriero di indirizzi probabilmente negativi o positivi, a seconda dei punti di vista, per la Regione autonoma della Valle d’Aosta, fare un piccolo excursus.
L’excursus parte dalla legge 29 marzo 1983, n. 93, legge quadro sul pubblico impiego. Evito di leggervi tutta la legge perché so che la conoscete bene e forse qualcuno la conosce anche a memoria; mi limito a leggervi l’ultimo paragrafo dell’ultimo articolo, cioè l’articolo 26 "Disposizioni speciali". Nell’ultimo paragrafo questa legge dello stato esplicita: "Sino all’entrata in vigore della legge di riforma della dirigenza (quella a cui forse faceva riferimento questa mattina il Consigliere Ricco, che è pendente forse da dieci anni negli ambulacri dei palazzi di Roma) resta disciplinato dalle vigenti disposizioni il trattamento economico normativo dei dirigenti dello Stato ed assimilati, nonché i dirigenti ecc."
In data 29 maggio 1989 con legge n. 29 il Consiglio regionale, su proposta della precedente amministrazione alla quale avevo l’onore di partecipare anche io, ha presentato una legge dove all’articolo 1, "Riserva di legge", dice: "In armonia con il principio della legge 29 marzo 1983 n. 93, recante Legge-quadro sul pubblico impiego, resta disciplinato dalla legge regionale il trattamento economico normativo del personale regionale assimilato, di cui al capo II del titolo II della legge regionale 16 settembre 1986 (dirigenti e vicedirigenti)".
La legge regionale 9 agosto 1989, n. 63, "Normative in materia di contrattazione collettiva", all’articolo 1, "Finalità", al 2° capoverso, stabilisce: "Sono fatte salve le disposizioni contenute nell’articolo 1 della legge regionale 29 maggio 1989, n. 29".
Questo per dire che la Regione ha legiferato in questa materia anche complicata, compiendo una scelta che evidentemente il Consiglio regionale ha ritenuto in quel momento più che logica, tant’è che dopo l’approvazione della legge n. 29, se i Consiglieri si ricorderanno, i Sindacati confederali fecero uno sciopero che durò alcuni giorni e poi terminò. Questo per dire che la Regione in quel momento ha deciso un punto estremamente forte nei confronti dei Sindacati.
Sulla base di quello che aveva stabilito lo Stato, ha deciso che i dirigenti e i vicedirigenti non erano sottoposti alla contrattazione sindacale, a differenza delle altre categorie di personale.
Per questa ragione i Sindacati confederali fecero a suo tempo lo sciopero, non si dichiararono d’accordo con questa legge perché è una legge di principio, una legge sia pure mediata da quella dello Stato, ma su una materia sulla quale la Regione Valle d’Aosta ha competenza primaria.
Fatte queste valutazioni, che mi auguro trovino consenzienti i Consiglieri, ritengo, proprio per evitare di creare un casus belli che non credo sia efficiente per la Regione, che l’emendamento presentato poc’anzi dal Consigliere Ricco preveda una cosa molto significativa. Cioè, fatte salve le dichiarazioni sia della maggioranza sia della minoranza, che hanno detto che questa legge volevano approvarla almeno per quanto riguarda la parte economica, questo emendamento fa salvo il 3° comma dell’articolo 5, che è proprio il cosiddetto casus belli di cui si è discusso stamattina.
Per cui noi solleciteremmo il Consiglio ad approvare questo emendamento, riservandosi il governo regionale di presentare un ulteriore disegno di legge relativo a questo punto, proprio per venire incontro a quanto è stato detto in Consiglio e perché non abbiamo nessuna difficoltà a metterci attorno ad un tavolo con i Sindacati per valutare alcune cose, anche se per legge non è dovuto. Ci riserviamo di convocare i Sindacati per sentire cosa ne pensano, anche se non è determinante perché la legge dello Stato e la legge della Regione prevedono una non possibilità di contrattazione sindacale.
Quindi manterremmo salvo il principio che tutti hanno riaffermato qui stamattina di voler votare questa legge per quanto riguarda gli emolumenti economici ai dirigenti e ai vicedirigenti, faremmo salva la parte che riguarda l’orario che sarà oggetto di un successivo provvedimento di legge da parte della Giunta e sentiremo i Sindacati cosa ne pensano a questo riguardo, anche se la cosa, ripeto, non è dovuta.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Viérin, ne ha facoltà.
Viérin (UV) - Il s’agit de discuter un nouvel amendement, ce n’est pas une déclaration d’intention. Il faudrait se mettre d’accord quant à la procédure. En ouverture de séance, vous avez déclaré qu’on était dans la phase de la déclaration de vote; le rapporteur nous a ensuite présenté un nouvel amendement. Je pense que la discussion est rouverte, même si le règlement établit qu’en phase de déclaration de vote la discussion est terminée. Nous en prenons acte et espèrons que la même procédure pourra être adoptée quand ce sera au tour de la minorité de présenter des amendements.
Je pense qu’il s’agit là d’un nouvel amendement et que donc la discussion est ouverte sur cet amendement et non pas sur les déclarations d’intention.
Le Président a fait tout un excursus, en citant les articles qui lui convenaient. Nous regrettons que, la nuit portant conseil, ces choses-là n’ont pas été déclarées ce matin. En effet ce matin l’intention de la majorité était d’approuver ce que le rapporteur avait présenté. En signe de protestation contre cette procédure, nous sommes sortis en faisant aussi manquer le nombre légal. Au cas contraire nous nous trouverions face à une discussion académique, parce que le tout, toujours par la même loi des nombres, aurait déjà été approuvé par le Conseil.
De toute façon, le rapport qui nous a été soumis dit des choses différentes par rapport à ce que le Président nous a présenté. D’abord il fait référence au décret-loi n° 264, et notamment à l’article 2 où l’on parle de "en cas de modifications ultérieures".
Il faut également tenir compte que la loi 63/89, à l’article 2, quand on parle de réglementation par la loi, au point h) fait référence à la durée maximale de l’horaire journalier de travail, et à l’article 3, réglementation sur la base d’accord, parle d’horaire de travail, de sa durée, de son articulation, ainsi que des procédures d’observation y afférentes et des heures supplémentaires. Par la suite il faudrait que la majorité se prononce de façon claire. Le Président vient de nous dire qu’à son avis le seul légitimé pour une négociation concernant le statut juridique et le traitement économique des dirigeants c’est le Syndicat DIRSTAT et non pas les Syndicats confédérés. A cet égard, il y a eu une prise de position des Organisations Syndicales qui peut faire foi quant aux déclarations qui ont été exprimées au sein de cette assemblée ce matin.
Les Organisations Syndicales confédérales reconfirment en effet que l’amendement présenté touche des questions et des problèmes qui ont trait aux conventions collectives de travail. Elles sollicitent sur cette question une discussion et soulignent le fait qu’elles n’étaient pas à connais-sance de la présentation des amendements. Chose encore plus grave, le contenu de ces amendements n’a jamais constitué objet d’analyse et de confrontation lors de la consultation avec ces mêmes organisations syndicales qui s’est tenue hier en 2ème Commission.
Ce matin donc on nous a dit des choses qui ne correspondent pas, selon la version des Syndi-cats, à la vérité. Elles constatent aussi que la loi régionale n° 29 se rapporte exclusivement au traitement économique, après avoir "denunciato il comportamento prevaricatore della Giunta regionale e averne condannato il metodo adottato per la discussione in Consiglio regionale, sintomo di pericolose degenerazioni nei rapporti sindacali".
Ce matin, face à nos requêtes de précisions il y a eu le silence le plus absolu. Personne ne nous a répondu. Est-ce que - sur la base de la loi n° 63 que le Président a bien voulu citer - il y a eu cette consultation avec la délégation de l’Administration régionale, qui ne peut en tout cas être le Président de la 2ème Commission? M. le Président, si vous avez vos textes, vous aurez pu continuer la lecture de la loi n° 63 et arriver jusqu’à l’article 4, où l’on se réfère aux compositions des délégations et aux accords syndicaux. Mais là, évidemment vous sentez la nécessité d’oublier ce passage.
Dans leur communiqué les Organisations Syndicales confédérales demandent "al Consiglio regionale di sospendere l’esame del disegno di legge in oggetto, al fine di consentire alle parti di ristabilire relazioni sindacali corrette nel pieno rispetto delle norme vigenti".
Je ne sais pas si cette recommandation sera acceptée ou moins par la majorité. Je pense que non, en me basant sur les interventions du rapporteur et du Président du gouvernement. Ce que l’on nous propose c’est une nouvelle salade. Les cartes ici changent trop souvent: du matin à l’après-midi on a déjà changé d’opinion. Ce matin l’amendement était la vérité révélée. La Présidence avait même affirmé: "Mais pourquoi voulez-vous demander des renseignements? Le devoir d’un Conseiller est d’être toujours renseigné sur les événements, vous ne pouvez pas venir ici et prétendre ne pas connaître ces événements".
Nous nous sommes en tout cas documentés. Nous avons vérifié que nos suggestions étaient partagées par les Organisations Syndicales confédérales. La majorité a essayé par une tentative maladroite de nous faire approuver certaines choses sans les présenter. Et maintenant, comme je disais, une nouvelle salade, parce qu’en se rendant compte de la bévue commise, on essaie d’y remédier par un nouvel amendement, reprenant certains alinéas de l’article 5, les alinéas nn° 1 et 2, et l’article 6.
Nous pensons qu’il ne s’agit pas, dans un domaine réservé à la négociation avec les Organisations Syndicales, de suivre la politique de l’artichaut, mais qu’il est au contraire nécessaire d’examiner le problème dans son ensemble et dans son contexte général. Si déjà nous avions des perplexités quant à l’approbation d’une loi qui du point de vue juridique a son fondement sur un décret-loi qui a été représenté en remplacement d’un autre décret-loi, qui n’a pas été converti et qui donc pourrait à cet instant ne pas devenir loi de l’Etat, maintenant que l’on nous demande d’accueillir simplement une partie du décret-loi susdit nos perplexités se confirment.
Tout en exprimant à nouveau nos réserves quant à la procédure suivie par la Présidence du Conseil, nous voterons contre cet amendement. Nous maintenons, en accord avec les Organisations Syndicales la requête de suspendre l’examen de ce projet de loi, pour mieux l’examiner, en respectant les dispositions de loi et pour ainsi le discuter au prochain Conseil. Il nous semble qu’un renvoi d’une quinzaine de jours ne provoque absolument pas de problèmes quant à l’attribution aux catégories concernées des améliorations prévues. En effet les dispositions prévoient que ces bénéfices pourront être acquis à compter du premier juillet 1990. Au contraire le fait de vouloir approuver à tout prix ce projet de loi est le signe de la volonté de cette majorité de persévérer dans son attitude de prévarication non seulement - et là je reprends les mots des Organisations Syndicales - des Organi-sations Syndicales, mais également du Conseil.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
Mafrica (PCI) - Mi pare che la proposta del Consigliere Ricco e le precisazioni fatte dal Presidente della Giunta abbiano tenuto conto in modo democratico ed equilibrato del dibattito e delle discussioni che ci sono state in questo Consiglio.
Il Consigliere Ricco ha presentato un emendamento chiarificatore di quello che aveva presentato in precedenza, il Presidente della Giunta ne ha spiegato il senso politico.
E mi pare che, se si riconoscesse come sarebbe anche utile che le discussioni possono servire a qualcosa, sarebbe corretto anche da parte della minoranza non negare l’importanza di questo chiarimento. In effetti c’era un decreto che è decaduto, era necessario adeguare il testo della legge al nuovo decreto, nel nuovo decreto c’era una parte che non si era ancora compiutamente esaminata, la minoranza ha fatto rilevare quell’aspetto, viene esclusa per il momento questa parte. Mi sembra che sia una posizione chiara e corretta, che tiene conto delle osservazioni del dibattito ed anche delle richieste delle Organizzazioni Sindacali.
La mia opinione, perché l’ho sentito ripetere più volte, è che il punto decisivo sia stato quello in cui si è scelto di equiparare la dirigenza regionale a quella dello Stato. In quel momento alcuni sindacalisti hanno sostenuto che si sottraeva alla contrattazione con i Sindacati confederali questa materia.
Il Presidente della Giunta ha risostenuto questa tesi, si è detto comunque disponibile ad incontrare tutti i sindacati, e non solo quelli specificamente dei dirigenti, su un disegno di legge che verrà presentato per chiarire il problema dell’orario. Ho detto stamattina e ripeto adesso che quando si è agganciati ad un contratto diventa difficile, rispetto a chi fa riferimento a questo agganciamento, non estendere dei miglioramenti. I miglioramenti di cui si parla sono economici e sono anche di orario.
Si vuole affrontare con più calma la questione dell’orario? C’è la disponibilità a farlo, e mi pare che sia un fatto di correttezza e di democrazia. Andiamo avanti con i miglioramenti economici, questo è il senso della votazione di oggi, perché se c’è un aggancio con la dirigenza dello Stato il confronto fra quelli che da giugno percepiscono dei miglioramenti e quelli che ancora non li hanno è un elemento su cui occorre intervenire.
Noi con tutta tranquillità, ritenendo che negli incontri che la Giunta avrà con le Organizzazioni Sindacali potranno essere chiariti i punti oscuri, esprimiamo il nostro voto favorevole all’emendamento presentato come chiarimento dal relatore.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Rollandin, ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - L’interprétation de ce qui s’est passé, qu’a donnée M. Mafrica est un système de simplifier les choses.
Au début de la séance j’avais rappelé qu’il y avait une requête de renvoyer le projet de loi pour une raison très simple, c’est-à-dire rare que le décret dont on parle pourrait être encore modifié, comme il est déjà arrivé pour l’autre décret, car si, par hasard, on avait approuvé la loi avant cette modification, on se serait référé à un décret qui n’existe plus.
La chose est d’une évidence telle qu’on ne pouvait qu’être là pour dire: "Bon, on apprécie le fait qu’il y a l’intention de présenter cette modifi-cation, mais on ne peut la faire qu’au moment où la chose sera définitive".
Ce qui a empiré cet aspect, c’est que d’une façon à mon avis pas correcte, on ne voulait pas seulement modifier la partie économique, mais aussi l’horaire. Face aux insistances du Groupe, alors vous avez dû, cet après-midi, présenter un amendement. Alors, M. Mafrica, ce n’est pas tout simplement le débat démocratique, à la fin! Je crois que vous avez vu qu’il était impossible de tenir la procédure que vous croyiez faire passer.
Je peux comprendre qu’après avoir entendu les forces syndicales on peut faire ce qu’on veut, mais l’on ne peut pas revenir à la loi 29/89 en disant que les choix étaient fait à ce moment-là, par conséquent, quant aux dirigeants et aux vice-dirigeants, tout ce que fait l’Etat est automatiquement fait par la Région, parce que l’article 2 dit clairement qu’il ne s’agit que de la partie économique: "con decorrenza 1° gennaio 1988; al personale inquadrato nelle qualifiche dirigenziali e vicedirigenziali è attribuito rispettivamente il trattamento economico previsto per le qualifiche del decreto ecc. recante disposizioni in materia di trattamento economico dei dirigenti dello Stato e delle categorie ad esso equiparate".
Pour tout le restant il y a des règlements qui sont prévus par la loi régionale. Et alors on ne pouvait que prévoir de parler du traitement économique. Et si on avait arrêté là le débat, en trois minutes on aurait tout réglé, car je ne veux pas oublier qu’à la 2ème Commission on a demandé avant l’avis sur la loi, par la suite on a entendu les Organisations Syndicales. Là aussi, c’est une procédure qu’on a voulu suivre au moment et donc je crois qu’on a eu la possibilité d’apprécier les intentions des différentes organisations syndicales.
Mais si on acceptait de renvoyer le projet, tout ce serait passé tranquillement; nous, on avait donné notre avis favorable. Alors, vraiment, on veut nous obliger à prendre des positions qui sont avant tout sur la méthode avec laquelle on veut présenter les choses. On veut faire passer comme une nuance le fait de modifier l’horaire, ce qui au contraire va modifier dans son ensemble le problème des références d’horaire des autres employés, car on a toujours soutenu que, tout en considérant le fait qu’il était normal qu’il y ait une possibilité d’entendre les catégories intéressées, il fallait tout de même avoir le tableau d’ensemble.
Je regrette qu’il y ait certaines remarques de la part de qui a suivi un certain rapport des forces syndicales, qui, sans doute ont fait des remarques et qui en auront encore à faire, mais je crois qu’au moins on aurait dû tenir un certain comportement: c’était le minimum.
La chose la plus simple était de renvoyer; on n’a pas voulu le faire, on a voulu faire le débat à tout prix, un débat qui ne modifie rien du tout. Alors on prend acte que vous avez voulu faire un débat inutile et on regrette qu’il y ait cette difficulté de se comprendre sur des points de procédure, à laquelle le plus souvent on fait référence pour dire qu’on veut changer. Si les modifications sont celles que nous venons d’apprendre, je crois qu’il y a de quoi réfléchir.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Viérin, ne ha facoltà.
Viérin (UV) - Si j’ai bien saisi le sens du nouvel amendement présenté par M. Ricco est de ne pas prendre en considération le 3ème alinéa de l’article 5 parce qu’il représente quelque chose de nouveau par rapport au texte du décret précédent.
Alors, je demande au rapporteur, vu que le 2ème alinéa n’est pas le même alinéa du décret-loi n° 264, quelle est son avis sur le 2ème alinéa de l’article 5, qui, par rapport au décret-loi n° 264, a ajouté une phrase: "Si applica altresì l’articolo 16 del DPR 17 gennaio 1990 n. 44". Nous aimerions connaître quelle est la portée de cet article 16 du DPR 17 janvier 1990 n° 44 d’une part; d’autre part, si ce que vous nous avez dit est vrai, alors l’amendement n’a plus de sens du point de vue de la logique. Celui-là non plus n’a été discuté avec personne, c’est quelque chose de nouveau.
C’est la raison pour laquelle nous ne pouvons partager cet amendement. Il s’agit encore une fois d’un subterfuge qui ne tient pas compte de la réalité des choses. Permettez-nous également de souligner une certaine superficialité dans la présentation de ces amendements et dans leur motivation et de conclure encore une fois que la chose la meilleure c’est, compte tenu aussi qu’au cours de la rencontre avec la 2ème Commission les organisations syndicales avaient sollicité un renvoi de cette loi, et en considérant ce qui entre-temps est intervenu et surtout les modifications que nous découvrons au fur et à mesure que nous examinons ce décret, de renvoyer le tout au prochain Conseil. Je pense que c’est la solution la meilleure.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Louvin, ne ha facoltà.
Louvin (UV) - J’ai été d’un côté satisfait d’entendre la disponibilité du Président du Gouvernement à éliminer ce qu’il appelle le casus belli, c’est-à-dire l’élément qui a en quelque sorte déclenché un peu cette discussion, qui est loin d’être tout à fait formelle. Là où cependant je n’ai pas pu éprouver la même satisfaction c’est quand il nous dit que la consultation avec les forces syndicales "non è determinante, non è dovuta". On parle d’horaire de travail; M. Viérin a rappelé très correctement les nombreuses dispositions de loi, dont la loi 37/89, qui prévoit, et là je crois que le texte français est assez clair: "les matières indiquées ci-dessous dont l’horaire journalier sont réglementées par loi régionale, les principales organisations syndicales du personnel entendues". Le texte italien est encore plus clair: "in ogni caso con legge regionale, sentite le organizzazioni sindacali".
Je ne voix pas comment on pourrait soutenir qu’il s’agit "del cosiddetto orario di lavoro"; c’est l’horaire du travail, une réduction de l’horaire du travail doit faire l’objet d’une discussion non pas par souci de démocratie, M. Mafrica, ce n’est pas là le point. Il ne s’agit pas de dire simplement que le Président du Gouvernement régional "tiene conto in modo equilibrato e democratico" de certaines exigences; il y a une loi à respecter, et je m’étonne que le parti communiste ne soit plus sensible comme il l’était auparavant et comme, depuis tout temps il a déclaré d’être à ce sujet.
Mais l’intervention du Président du gouverne-ment a été un éclaircissement précieux, "la toppa è peggio del buco", dans ce cas nous avons une gracieuse majesté qui se rend indisponible à une discussion avec les Syndicats, là où nous croyons que cela est dû par loi.
Je voudrais dire encore à M. Mafrica qu’il faudra beaucoup d’Alkaselzer pour faire digérer tout ça aux forces sociales et notamment aux Syndicats.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Viérin, ne ha facoltà.
Viérin (UV) - Simplement pour réitérer ma demande d’éclaircissement quant au 2ème alinéa de cet article 5 et à sa phrase finale. J’espère que cet après-midi, contrairement à ce qui s’est passé ce matin, quelqu’un voudra bien nous répondre.
Presidente - E’ chiusa la discussione generale sull’emendamento. Ha chiesto di parlare il Consigliere Ricco, ne ha facoltà.
Ricco (DC) - Per quello che mi concerne, posso dire che l’articolo 4 del precedente decreto, per quanto riguarda il 1° e 2° comma, è riportato nell’articolo 5 del nuovo decreto legislativo e riguarda l’indennità integrativa speciale, che non è altro che un trapasso da una parte all’altra. Quindi, se andava bene il precedente decreto, non capisco perché non vada bene adesso, tutto lì.
Viérin (UV) - C’è una frase in più.
Presidente - Il comma 2 è la richiesta di una assicurazione per viaggi in missione per dipendenti con mezzi propri, non credo che su questo ci sia un tale sconvolgimento nei rapporti fra amministrazione e dipendenti. Mi sembra di comprendere che l’esclusione del comma 3 dell’articolo 5 del nuovo decreto legge è quella che ha portato a tutta la discussione; la correzione all’emendamento del Consigliere Ricco esclude questo argomento. Pertanto il 1° e 2° comma dell’articolo 5 e articolo 6 sono i punti di riferimento precisi dell’emendamento presentato dal Consigliere Ricco, di cui do lettura prima di porlo in votazione:
Articolo 1, comma 1: le parole "a decorrere dal 1° luglio 1990, le disposizioni di cui agli articoli 4 e 5 del decreto legge 22 settembre 1990, n. 264" sono sostituite dalle parole "con le stesse decorrenze, le disposizioni di cui agli articoli 5, 1° e 2° comma, e 6 del decreto legge 24 novembre 1990, n. 344".
Lo pongo in votazione.
Esito della votazione:
Presenti: 30
Votanti: 28
Favorevoli: 19
Contrari: 9
Astenuti: 2 (Gremmo, Maquignaz)
Il Consiglio approva.
Presidente - Pongo in votazione l’articolo 1 nel testo così emendato:
Articolo 1
(Trattamento economico del personale dirigenziale)
1. Al personale appartenente alle qualifiche dirigenziali - dirigente e vice dirigente - in applicazione del terzo comma dell’articolo 2 della legge regionale 29 maggio 1989, n. 29, recante disposizioni sullo stato giuridico e sul trattamento economico del personale della Regione, sono estese, con le stesse decorrenze, le disposizioni di cui agli articoli 5, 1° e 2° comma, e 6 del decreto-legge 24 novembre 1990, n.344 (Corresponsione ai pubblici dipendenti di acconti sui miglioramenti economici relativi al periodo contrattuale 1988-1990, nonché disposizioni urgenti in materia di pubblico impiego).
Esito della votazione:
Presenti: 30
Votanti: 19
Favorevoli: 19
Astenuti: 11 (Agnesod, Faval, Louvin, Ma-quignaz, Mostacchi, Perrin, Rollandin, Stévenin, Vallet, Viérin e Voyat)
Il Consiglio approva.
Presidente - Do lettura dell’articolo 2:
Articolo 2
(Disposizioni finanziarie)
1. L’onere derivante dall’applicazione della presente legge previsto in lire 1 miliardo per l’anno 1990 ed in lire 2 miliardi annui a decorrere dal 1991 graverà sui capitoli del bilancio di previsione della Regione per l’anno finanziario 1990 e sui corrispondenti capitoli dei futuri bilanci, come indicato all’articolo 3.
2. Alla copertura dell’onere di cui al comma 1 si provvede
a) per l’anno 1990 mediante iscrizioni di maggiori entrate previste sul capitolo 300 del bilancio per il corrente esercizio quali proventi della tassa di concessione della Casa da Gioco di Saint Vincent;
b) per gli anni 1991 e 1992 mediante utilizzo per lire 4 miliardi delle risorse disponibili già iscritte al programma 3.2. "altri oneri non ripartibili" del bilancio pluriennale 1990/1992.
Presidente - All’articolo 2 vi è l’emendamento proposto dall’Assessore Lavoyer, di cui do lettura:
3. In deroga all’articolo 44, comma 5, della legge regionale 27 dicembre 1989, n. 90, sono autorizzate le variazioni del bilancio indicate al successivo articolo 3.
Lo pongo in votazione.
Esito della votazione:
Presenti: 30
Votanti: 29
Favorevoli: 19
Contrari: 10
Astenuti: 1 (Maquignaz)
Il Consiglio approva.
Presidente - Pongo in votazione l’articolo 2 nel testo così emendato:
Articolo 2
(Disposizioni finanziarie)
1. L’onere derivante dall’applicazione della presente legge previsto in lire 1 miliardo per l’anno 1990 ed in lire 2 miliardi annui a decorrere dal 1991 graverà sui capitoli del bilancio di previsione della Regione per l’anno finanziario 1990 e sui corrispondenti capitoli dei futuri bilanci, come indicato all’articolo 3.
2. Alla copertura dell’onere di cui al comma 1 si provvede
a) per l’anno 1990 mediante iscrizioni di maggiori entrate previste sul capitolo 300 del bilancio per il corrente esercizio quali proventi della tassa di concessione della Casa da Gioco di Saint Vincent;
b) per gli anni 1991 e 1992 mediante utilizzo per lire 4 miliardi delle risorse disponibili già iscritte al programma 3.2. "altri oneri non ripartibili" del bilancio pluriennale 1990/1992.
3. In deroga all’articolo 44, comma 5, della legge regionale 27 dicembre 1989, n. 90, sono autorizzate le variazioni del bilancio indicate al successivo articolo 3.
Esito della votazione:
Presenti: 29
Votanti: 19
Favorevoli: 19
Astenuti: 10 (Agnesod, Faval, Maquignaz, Mostacchi, Perrin, Rollandin, Stévenin, Vallet, Viérin e Voyat)
Il Consiglio approva.
Presidente - Do lettura dell’articolo 3:
Articolo 3
(Variazioni di bilancio)
1. Al bilancio di previsione della Regione per l’anno finanziario 1990 sono apportate le seguenti variazioni in aumento:
Parte Entrate
Cap. 300 "Tassa di concessione della Casa da Gioco di Saint Vincent"
L. 1.000.000.000
Parte Spesa
Cap . 20900 "Spese per il personale addetto ai servizi della Regione - Stipendi e altri assegni fissi"
L. 620.000.000
Cap. 20910 "Spese per il personale addetto ai servizi della Regione - Contributi diversi a carico dell’Ente su stipendi e altri assegni fissi"
L. 210.000.000
Cap. 20950 "Compensi per lavoro straordinario al personale addetto ai servizi della Regione"
L. 110.000.000
Cap. 20951 "Contributi diversi a carico dell’Ente su compensi per lavoro straordinario al personale addetto ai servizi della Regione"
L. 10.000.000
Cap. 21355 "Spese per il personale addetto ai servizi di controllo regionale sulla gestione appaltata della Casa da Gioco di Saint Vincent - Stipendi e altri assegni fissi"
L. 30.000.000
Cap. 21356 "Spese per il personale addetto ai servizi di controllo regionale sulla gestione appaltata della Casa da gioco di Saint-Vincent - Contributi diversi a carico dell’Ente su stipendi ed altri assegni fissi"
L. 10.000.000
Cap. 21360 "Compensi per lavoro straordinario al personale addetto ai servizi di controllo regionale sulla gestione appaltata della Casa da Gioco di Saint Vincent"
L. 9.000.000
Cap. 21361 "Contributi diversi a carico dell’Ente su compensi per lavoro straordinario al personale addetto ai servizi di controllo regionale sulla gestione appaltata della Casa da Gioco di Saint Vincent"
L. 1.000.000
TOTALE L. 1.000.000.000
Esito della votazione:
Presenti: 29
Votanti: 19
Favorevoli: 19
Astenuti: 10 (Agnesod, Faval, Maquignaz, Mostacchi, Perrin, Rollandin, Stévenin, Vallet, Viérin e Voyat)
Il Consiglio approva.
Presidente - Pongo in votazione la legge nel suo complesso.
Esito della votazione:
Presenti: 31
Votanti: 19
Favorevoli: 19
Astenuti: 12 (Agnesod, Andrione, Faval, Louvin, Maquignaz, Mostac-chi, Perrin, Rollandin, Sté-venin, Vallet, Viérin e Voyat)
Il Consiglio approva.
