Oggetto del Consiglio n. 1617 del 27 novembre 1990 - Resoconto
OGGETTO N. 1617/IX - Discussione sul disegno di legge: "Disposizioni concernenti il personale appartenente alle qualifiche dirigenziali e vicedirigenziali".
Presidente - Ha chiesto di parlare il relatore, Consigliere Ricco, ne ha facoltà.
Ricco (DC) - Il decreto legge 27.12.89 n. 413, convertito in legge con modificazioni dalla legge 28.2.90, n. 37, all’articolo 1, comma 3, recita: "A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto le parole "90 per cento", di cui all’articolo 2 comma 4 del decreto legge 28.1.86, n. 9, convertito con modificazioni nella legge 24.3.86, n. 78, sono sostituite dalle seguenti "92 per cento".
Quanto sopra vuol dire che il trattamento iniziale della qualifica più elevata dei pubblici dipendenti, cioè dei dipendenti soggetti ai livelli, non può essere superiore al 92% del trattamento iniziale del direttore di divisione del ruolo ad esaurimento. La qualifica del direttore di divisione del ruolo ad esaurimento percepisce l’85% del trattamento economico del primo dirigente, che per noi, regione autonoma, equivale alla qualifica di vicedirigente.
Il decreto legge 22.9.90, n. 264, avente per oggetto: "Corresponsione ai pubblici dipendenti di acconti sui miglioramenti economici relativi al periodo contrattuale 1988-90, nonché disposizioni urgenti in materia di pubblico impiego", all’articolo 4 recita: "Gli stipendi iniziali annui lordi dei dirigenti civili e militari dello Stato, delle categorie di personale ad essi equiparate, nonché dei dipendenti che godono di trattamenti commisurati o rapportati a quelli dei dirigenti, risultanti dalla applicazione dell’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 27.12.90, n. 413, sono incrementati del 15% con decorrenza 1° luglio 1990".
Mi corre l’obbligo di fare presente che il suddetto decreto 22.9.90 n. 264 è stato reiterato con decreto legge 24.11.90 n. 344; l’articolo 4 del suddetto decreto 264 è stato riportato all’articolo 5 del decreto legge 344, con l’aggiunta del comma 3 che riguarda l’orario ordinario di lavoro dei dirigenti e lo stabilisce in 36 ore settimanali. L’articolo 5 del decreto legge 264 è stato riportato integralmente all’articolo 6 del decreto legge 344.
In conseguenza del suddetto atto legislativo, i dirigenti dello Stato hanno già riscosso con decorrenza 1° luglio 1990 i nuovi stipendi aggiornati; rimangono purtroppo sempre in attesa della legge di riordino della dirigenza pubblica, ai cui principi devono essere armonizzati anche gli ordinamenti delle regioni a statuto speciale.
La suddetta legge delinea una nuova figura di dirigente con poteri propri e in grado di assumere responsabilità di gestione e di risultato, ed inoltre prevede la fusione delle due qualifiche di primo dirigente e dirigente superiore.
Fatta questa doverosa rassegna legislativa, passiamo all’esame del disegno di legge regionale n. 232, presentato dalla Giunta in ottemperanza a quanto disposto dall’articolo 2 della legge regionale 29.5.89 n. 29, e nel rispetto della competenza legislativa primaria della nostra regione autonoma in materia di ordinamento dello stato giuridico e del trattamento economico del personale.
La presente disposizione potrebbe sembrare una mera norma di adeguamento economico dei dirigenti e vicedirigenti regionali alle equivalenti qualifiche dell’Amministrazione civile dello Stato; in verità le disposizioni economico-finanziarie sottendono, come d’abitudine, una sostanziale incidenza nella realtà normativa e di fatto.
Infatti, non si tratta solo di riconoscere un beneficio economico alle qualifiche apicali del personale regionale, bensì di confermare un indirizzo normativo con il quale si dovrebbe riconoscere come la professionalità e le competenze dei dirigenti e vicedirigenti sono legittimamente equiparabili a quelle dei dirigenti dello Stato. Tuttavia, questo atto, pur doveroso, non può esaurire il complesso discorso sulla dirigenza regionale; logica conseguenza della equiparazione economica è anche una cooperazione di funzioni e di responsabilità.
I dirigenti nel loro complesso instaurano con l’Amministrazione, oltre che un rapporto di servizio come tutti i dipendenti, un rapporto organico, ossia di relazione fra l’organo o ufficio ed il soggetto ad esso preposto. Questa relazione ha natura di immedesimazione poiché il preposto ad un ufficio è un vero e proprio elemento costitutivo dell’ufficio stesso. E’ questa relazione che differenzia in un modo minimo i dirigenti dal resto del personale.
Colleghi, come vedete, il disegno di legge 232 in questione è semplice e non si può prestare a critiche di natura politica. D’altronde provvedimenti similari sono stati già presentati ed approvati sotto la guida di giunte precedenti.
L’obiettivo che tutti dicono di voler raggiungere, cioè della efficienza della pubblica amministrazione, si consegue soprattutto con personale capace, motivato ed anche economicamente ben retribuito.
Dobbiamo riconoscere che la dirigenza ha sempre percorso la strada dell’efficienza dell’Amministrazione allo scopo di soddisfare le esigenze della collettività e si è sempre battuta per una reale imparzialità ed indipendenza, elementi indispensabili per il conseguimento dei fini superiori.
Concludendo, il disegno di legge in esame rappresenta l’occasione non solo per ribadire l’opportunità politica della scelta operata nel 1980 con la legge regionale 18 del 30 aprile, che riconosce ai dirigenti il potere di emettere atti pubblici con efficacia esterna all’amministrazione, riconoscimento esteso di recente con limitazioni anche ai vicedirigenti dalla legge regionale 29.5.89, n. 29, ma per rivitalizzare i contenuti di questa scelta spesso disattesi.
Questa maggioranza ha tra i suoi obiettivi politici l’affermazione di una netta distinzione fra i ruoli rispettivi dei politici e dei dirigenti, ed ha compiuto alcuni passi in questa direzione per quanto concerne la firma degli atti della Regione - vedi ordine di servizio n. 16 in data 19.9.90 - ma "le aperture di credito" verso la dirigenza riguardo al coinvolgimento nella realizzazione degli obiettivi devono ancora andare a buon fine.
Le affermazioni sulla distinzione fra ruolo politico di direzione e attività amministrativa di gestione e dirigenziale rischierebbero di rimanere mere intenzioni, se non si operasse affinché la dirigenza regionale acquisti consapevolezza, professionalità, per permettere di occupare gli spazi di azione ad essa riservati dalla legge.
Questo significa il superamento della tradizionale confusione di due figure: quella del politico funzionario e del funzionario politico, che hanno troppo fin qui dominato nell’azione amministrativa della Regione. Ed è importante che il personale politico e i dirigenti prendano atto di questa confusione dei ruoli e si impegnino a rimuoverla, perché è solo partendo dalla dirigenza che si può sviluppare un processo reale di trasformazione dell’attività e dell’organizzazione dell’Amministrazione regionale. Ora spetta alla dirigenza generare altri e nuovi meccanismi rinnovatori.
Vorrei anche annunciare degli emendamenti a questo disegno di legge. All’articolo 1, comma 1, le parole "a decorrere dal 1° luglio 1990, le disposizioni di cui agli articoli 4 e 5 del decreto legge 22 settembre 1990, n. 264" sono sostituite dalle parole "con le stesse decorrenze, le disposizioni di cui agli articoli 5 e 6 del decreto legge 24 novembre 1990, n. 344".
Con questo emendamento, oltre all’incremento del 15%, chiediamo l’abolizione dell’articolo 22 della legge regionale 30.4.80, n. 18, che recita: "L’orario settimanale di servizio dei dirigenti è maggiorato di cinque ore" e conseguentemente anche l’ultimo comma dell’articolo 3 della legge regionale 29/89, là dove si dice "si applicano altresì ai vicedirigenti le disposizioni di cui all’articolo 22 della legge regionale 18/80" sempre in materia di orario di lavoro.
L’altro emendamento riguarda l’articolo 2 ed è il solito che l’Assessore Lavoyer aggiunge, ovvero all’articolo 2 è aggiunto il seguente comma 3: "In deroga all’articolo 44, comma 5, della legge regionale 27 dicembre 89, n. 90, sono autorizzate le variazioni di bilancio indicate al successivo articolo 3".
Presidente - E’aperta la discussione generale.
Ha chiesto di parlare il Consigliere Viérin, ne ha facoltà.
Viérin (UV) - Il nous a été distribué un amendement, mais l’autre? Quand il a fait référence à l’article 22 sur l’horaire....
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Ricco, ne ha facoltà.
Ricco (DC) - L’emendamento riguardante l’orario è compreso in questo emendamento, sono gli articoli 5 e 6.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Rollandin, ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - A ce sujet on a eu la possibilité d’entendre les avis des différentes organisations syndicales, hier l’après-midi; au-delà de l’aspect concernant le devoir de présenter ce projet de loi face à la loi régionale, les représentants syndicaux avaient demandé d’avoir le temps de connaître quel sera l’approbation définitive du décret, que justement on va modifier, étant donné qu’on a déjà eu cette exigence face au fait que le premier décret n’a pas été converti en loi.
Je croyais que cette requête pourrait être acceptée, car si on veut rappeler le débat qu’il y avait eu au moment de l’approbation du contrat des dirigeants régionaux, on avait dit que c’était un engagement du gouvernement de présenter les modifications conséquentes aux modifications des dirigeants de l’Etat dans le délai de trois mois. A présent il y a un décret de la part de l’Etat, mais on ne sait pas encore s’il sera, dans sa formulation définitive, accepté ou non.
Alors la requête des forces syndicales était de suspendre ce débat jusqu’au moment où on aurait la possibilité d’avoir enfin l’approbation de ce décret et par la suite discuter dans son ensemble et dans les termes opportuns.
Je croyais qu’il y avait cette disponibilité, qui ne change rien, car, si on veut par la suite présenter la même proposition, on a le droit de le faire.
Je ne connais pas dans les détails les articles 5 et 6, mais le problème de l’horaire, si on va modifier, est un problème qui doit être discuté. Je demanderais là un minimum d’attention face à un problème qui est nouveau par rapport à une question économique qu’on connaît.
Hier on a discuté ce thème et on a dit qu’on avait la possibilité de présenter ici au Conseil dans le délai de trois mois une augmentation allant de 0 à 15%, selon ce que l’Etat est en train de faire; le gouvernement a présenté le même pourcentage que l’Etat pour ce qui est des dirigeants; l’unique chose qu’avaient demandé les forces syndicales, même par rapport au restant du personnel, était d’attendre l’approbation définitive de ce décret avant de présenter le projet de loi. Je croyais que c’était là une proposition acceptable, même du point de vue de la formulation, compte tenu du fait qu’aujourd’hui nous sommes déjà en train de voir modifiées les références qui sont à la base de ce projet de loi justement pour le fait qu’a changé le décret. Si on approuve ce projet de loi en se référant au décret qui, par la suite, modifie la loi, ça n’a plus de sens. C’est même une question technique.
Alors j’inviterais vraiment à faire attention à cet aspect; si on va suspendre, selon la requête des forces syndicales, je crois qu’il n’y aura aucune conséquence, sinon un retard dû au fait que le Parlement n’a pas encore approuvé le décret en la matière.
Donc je demanderais de discuter sur ce point et de notre part on pourrait soumettre cette proposition de renvoi, qui est conséquente à une requête manifestée hier et qui était appuyée par toutes les forces qui étaient là.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Ricco, ne ha facoltà.
Ricco (DC) - Per quanto riguarda l’approvazione del decreto sulla dirigenza nazionale, ricordo che il medesimo è in giro fra le due Camere da oltre un decennio. Personalmente ritengo che ci vorranno tempi lunghi conoscendo la celerità del nostro Parlamento.
Presidente - C’è una proposta avanzata dal Consigliere Rollandin, il quale dice che ieri c’è stata una riunione della II Commissione con le organizzazioni sindacali in cui è stato chiesto un rinvio di questo esame, stante il decreto legge nazionale in sede di approvazione parlamentare.
Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
Mafrica (PCI) - In effetti ieri c’è stata una audizione sia dei sindacati confederali che del sindacato che rappresenta parte consistente dei dirigenti e dei vicedirigenti di questa Regione.
Le organizzazioni sindacali confederali hanno ribadito quello che era il loro giudizio sulla legge a cui si fa riferimento, vale a dire sulla legge che consente l’equiparazione della dirigenza regionale alla dirigenza statale ed hanno anche osservato che sarebbe stato opportuno prendere questo provvedimento quando il decreto fosse diventato definitivo.
D’altra parte i sindacati dei dirigenti hanno sostenuto con una certa fermezza che il decreto legge ha forza di legge e che i loro colleghi statali, pur in base ad un decreto legge, percepiscono già dal mese di luglio questi acconti, quindi da questo punto di vista chiedono di essere messi sullo stesso piano.
Credo che rispetto a queste osservazioni il Consiglio sia libero di esprimersi. Per quello che ci riguarda pensiamo che il Governo e il Parlamento dovranno prima o poi convertire in legge disposizioni che hanno già consentito l’erogazione di denaro ai pubblici dipendenti; non pensiamo che la cosa possa concludersi con la restituzione di questo denaro da parte dei dirigenti statali alla pubblica amministrazione, quindi pensiamo che questo disegno di legge possa andare avanti, pur tenendo conto di questa diversità di opinioni.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Viérin, ne ha facoltà.
Viérin (UV) - A part les considérations d’ordre juridique sur la possibilité d’adopter une loi sur la base d’un décret-loi qui doit être encore converti en loi, il est vrai que ce décret a une efficacité immédiate, pour ce qui est du pouvoir législatif de la région, le 3ème alinéa de la loi régionale 29/89 dit: "En cas de modification ultérieure du traitement économique des directeurs de l’Administration de l’Etat, le Gouvernement régional soumet la proposition de rajustement". Donc à mon avis il serait opportun d’attendre de l’approbation de la loi définitive plutôt que d’un décret-loi.
Mais je voudrais soumettre un problème de substance et pour cela je m’adresse au rapporteur ou au gouvernement; l’on nous propose aujourd’hui un amendement sur la base du décret-loi n° 344 du 24.11.90 (que nous n’avons pas encore eu le plaisir de voir). On nous dit que l’amendement se rapporte aux nouveaux articles 5 et 6 et que ces articles 5 et 6 prévoient d’ultérieures modifications par rapport à ce qui a été indiqué dans le projet de loi soumis à l’attention et de la Commission et à l’audition des organisations syndicales. Je voudrais à cet égard avoir une confirmation.
En effet si cela est vrai, je pense que l’on doit nécessairement avoir la possibilité de vérifier quelles sont ces modifications ultérieures. A cet effet je formalise une requête de renvoi, parce qu’il ne s’agit plus simplement d’adopter les mêmes dispositions, tout en tenant compte que le décret précédent, n’ayant pas été converti en loi, a été représenté. Il s’agit de prendre acte des modifi-cations ultérieures, voir l’horaire de service, qui nécessitent obligatoirement un examen et un approfondissement. Dans le respect du droit à l’information, je demande au gouvernement de bien vouloir renvoyer le projet de loi aux Commis-sions compétentes pour que l’on puisse examiner ces ultérieures modifications.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.
Bondaz (DC) - Non riteniamo che sia il caso di sospendere questa discussione, perché riteniamo che sia assolutamente giusto che i funzionari, i dirigenti e i vicedirigenti, abbiano la possibilità di avere gli stessi emolumenti che una legge regionale ha loro riconosciuto. Pertanto chiederemo di proseguire nella trattazione.
Presidente - Ha parlato contro la proposta il Presidente della Giunta, chi si esprime a favore?
Ha chiesto di parlare il Consigliere Viérin, ne ha facoltà.
Viérin (UV) - Je voudrais apporter certaines précisions. Je ne veux pas me cantonner à un problème d’ordre juridique, nous avons, à ce sujet, des interprétations différentes. Notre proposition de renvoi ne se rapporte pas à la possibilité pour les dirigeants et les vice-dirigeants de bénéficier des améliorations prévues par ce décret-loi.
Elle est fondée sur les éléments nouveaux introduits par ces articles 5 et 6, qui ne sont pas connus par ce Conseil. Ici permettez-moi de le dire, nous nous trouvons face à un subterfuge. On demande de voter un sujet par la présentation d’un amendement se référant aux articles 5 et 6, que nous ne connaissons pas mais qui, selon l’avis du rapporteur, ne modifient pas simplement la question économique mais se rapportent également à d’autres instituts.
Ce serait la première fois que, en prétextant de voter sur un point, l’on se trouve à avoir voté autre chose. Nous sollicitons donc le renvoi de la discussion, parce que nous considérons la procédure suivie peu respectueuse du droit à l’information des Conseillers. Les articles 5 et 6 touchent d’autres sujets, notamment l’horaire de service sur lequel il n’y a eu aucune consultation ou audition ni des Commissions, ni des Conseillers, ni des organisa-tions syndicales.
Il me semble que la requête de renvoyer le projet de loi aux Commissions et de le rediscuter le 12 décembre ne va pas certainement modifier ou empêcher la possibilité pour les dirigeants de bénéficier des avantages qui leur sont dus.
Presidente - Pongo in votazione la proposta di rinvio.
Esito della votazione:
Presenti: 32
Votanti: 32
Favorevoli: 14
Contrari: 18
Il Consiglio non approva.
Presidente - Continua la discussione generale sul disegno di legge in oggetto.
Ha chiesto di parlare il Consigliere Viérin, ne ha facoltà.
Viérin (UV) - Je demande un instant de pause pour avoir le double du nouveau texte, vu qu’on nous a remis un exemplaire. Le temps de faire des photocopies, afin que tout le monde puisse disposer de ces nouveaux articles 5 et 6, qui ne se limitent pas simplement à reporter les articles 4 et 5 précédents, comme quelqu’un le prétend, mais qui prévoient un alinéa ultérieur.
Donc il y a modification substantielle des points examinés par la Commission, et à ce propos je demande l’avis de la Présidence quant à la légitimité de la procédure. Je le répète, non pas sur la nécessité d’accorder ou de ne pas accorder ces avantages économiques aux dirigeants et aux vice-dirigeants, mais vu que l’amendement proposé se rapporte tout d’abord à un autre décret-loi et non pas à celui qui a été examiné en Commission et soumis à notre attention; en deuxième lieu vu que ce même décret-loi ne se limite pas à reprendre le texte du décret précédent, mais introduit des modifications substantielles quant au statut juridique du personnel.
Presidente - La réponse de la Présidence n’est pas méchante en disant que les Conseillers doivent connaître tout, enfin et finalement, pas seulement ce qu’on leur donne, mais ce qui est lié au débat. Moi je comprends qu’il y a des problèmes qui se posent, donc je n’ai aucun problème de donner le temps aux Conseillers d’être renseignés.
M. Viérin demande de parler, il en a la faculté.
Viérin (UV) - Je veux poser cette question, parce que lors de la réunion précédente le Président lui-même avait souligné cet aspect. C’est-à-dire, la nécessité pour ce qui est des dispositions qui concernent le personnel, d’avoir, en vertu des dispositions de loi, l’accord des organisations syndicales. Alors je formule la question d’une autre façon: je voudrais connaître si sur le 3ème alinéa de l’article 5 du décret-loi 24.11.90, n°344 il y a eu ou non cet avis des organisations syndicales. S’il n’y a pas eu, sur ce 3ème alinéa l’avis des organisations syndicales, nous ne pouvons pas procéder aujourd’hui à l’examen de ce projet de loi parce qu’on n’a pas respecté les dispositions qui nous ont été rappelées par le Président du gouvernement. Dispositions que le Président du gouvernement a par ailleurs rappelé lors d’une toute récente rencontre avec les organisations syndicales.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Louvin, ne ha facoltà.
Louvin (UV) - Monsieur le Président, je ne suis absolument pas d’accord avec vous lorsque vous dites que nous devons connaître le décret qui a été cité et qui est à la base de cet amendement. Permettez-nous de temps à autre d’être aussi un peu en retard, mais trois jours c’est vraiment très peu.
J’insisterais sur la notion d’ailleurs déjà illustrée par M. Viérin, d’après laquelle un changement d’horaire est un fait très important qui doit faire également l’objet d’une discussion avec les forces syndicales, d’autant plus que nous avons appris que les forces syndicales ont demandé à pouvoir discuter d’autres projets de loi qui étaient en discussion dans ce Conseil et que pour la moindre question qui concerne le rapport de travail on invoque la confrontation avec les forces syndicales elles-mêmes.
J’insisterais sur l’opportunité, voire la nécessité, de revoir cet amendement et surtout de rediscuter ce texte de loi dans un autre moment.
Presidente - Il Consiglio è sovrano: il Consiglio chiede a maggioranza che si continui la discussione, quindi si continua la discussione. Se nessun Consigliere chiede di parlare, dichiaro chiusa la discussione generale.
Si passa all’esame dell’articolato. Do lettura dell’articolo 1:
Articolo 1
(Trattamento economico del personale dirigenziale)
1. Al personale appartenente alle qualifiche dirigenziali - dirigente e vice dirigente - in applicazione del terzo comma dell’articolo 2 della legge regionale 29 maggio 1989, n. 29, recante disposizioni sullo stato giuridico e sul trattamento economico del personale della Regione, sono estese, a decorrere dal 1° luglio 1990, le disposizioni di cui agli articoli 4 e 5 del decreto legge 22 settembre 1990, n. 264 (Corresponsione ai pubblici dipendenti di acconti sui miglioramenti economici relativi al periodo contrattuale 1988-1990, nonché disposizioni urgenti in materia di pubblico impiego).
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Viérin, ne ha facoltà.
Viérin (UV) - Je veux demander au rapporteur d’avoir la bienveillance de nous informer sur la signification de ce 3ème alinéa: "L’orario ordinario di lavoro dei dirigenti delle amministrazioni civili dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, nonchè dei dirigenti degli enti pubblici non economici di cui al DPR 5.12.87 n. 551, è stabilito in 36 ore settimanali. E’ soppressa la disposizione prevista dall’articolo 20 comma 1 del DPR 30.6.72 n. 748".
On nous a, en effet, dit qu’il s’agit d’une disposition qui ne concerne pas les organisations syndicales, qu’on n’a pas besoin donc d’avoir leur avis sur l’horaire de service. Le Conseil, souverain l’a ainsi décidé, à notre sens, en modifiant des dispositions que ce même Conseil s’est données et en suivant une procédure illégale et illégitime, ne respectant pas le droit à l’information des Conseillers. Au moins, que l’on nous dise quelles sont les intentions, les propos du gouvernement pour ce qui est de l’horaire de service de nos dirigeants, pour les implications que ce problème aura pour la règlementation des heures supplé-mentaires, ainsi que pour toute une série de questions de leur statut juridique.
En effet, vu les non-réponses, nous ne connaissons pas encore quelles sont les intentions du gouvernement. Est-ce que la procédure prévue par la loi régionale a été respectée. Au cas contraire, pourquoi n’a-t-elle pas été respectée? Pas de réponses. Je considère extrêmement grave cette attitude. Très prochainement nous examinerons d’autres projets de loi portant sur des thèmes analogues. Le Président du gouvernement a même affirmé à propos des projets de loi présentés par le Groupe de l’UV: "Ah, ces Conseillers, ne respectent même pas les dispositions. Ils ont présenté un projet de loi, sans avoir l’avis obligatoire des organisations syndicales"! Il y a donc deux poids et deux mesures!
La majorité, si elle veut adopter ce projet, peut évidemment le faire, la loi du nombre lui donne raison. Il s’agissait de respecter les dispositions de loi, en évitant aussi, comme cela s’est déjà vérifié dans le passé, que les organisations syndicales soient obligées de s’adresser au Président de la Commission de coordination et, enfin, pour avoir la possibilité d’effectuer cette concertation et d’avoir les informations nécessaires.
Cela n’étant pas possible, je demande à la bienveillance de M. Ricco de vérifier quelles seront les conséquences sur l’horaire de service de nos dirigeants et de nos vice-dirigeants.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Ricco, in quanto presentatore dell’emendamento, ne ha facoltà.
Ricco (DC) - Il Consigliere Viérin chiedeva di conoscere l’articolo della legge che prevedeva un maggiore orario per i dirigenti dello Stato: è l’articolo 20 del DPR 748/72, che prevede per i dirigenti dello Stato dieci ore settimanali oltre le trentasei ore, perché in quei momenti furono attribuiti degli stipendi sufficienti ai dirigenti.
Con l’andare del tempo si è verificato che spesso - e questo posso anche dimostrarglielo, non adesso però - si sono invertite le parti, che i "livellati" hanno preso più stipendi dei dirigenti, in diverse epoche; allora è stata fissata la misura del 92% che prima ho accennato. Questo per quanto riguarda i dirigenti dello Stato.
Per la Regione, come ho detto prima, ci sono le leggi regionali che hanno previsto all’articolo 22 cinque ore per i dirigenti regionali, quindi in modo più umano che lo Stato, estese poi anche ai vicedirigenti.
Ritengo che anche dal punto di vista dell’andamento dei servizi, come dicevo poc’anzi, una incentivazione come viene data agli impiegati così sia data indirettamente ai dirigenti, abolendo questo modo diverso di tempo di lavoro; tutti i sindacati fanno la lotta per la riduzione dell’orario di lavoro e non capisco come si possa assimilare il dirigente regionale ad un forzato della Nuova Guinea.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
Mafrica (PCI) - Per dichiarazione di voto. Sono sempre apprezzabili i ripensamenti che avvengono da parte di Consiglieri che in passato hanno visto le cose in modo diverso; ricordo ancora che il contratto è stato votato da questo Consiglio senza che ci fosse stato il tempo materiale per vederlo, perché è stato firmato dal Presidente della Giunta alle otto di mattina con i Sindacati, esaminato alle nove in Commissione, votato alle nove e trenta dal Consiglio. Quindi la necessità di informazione ai Consiglieri ci trova sicuramente del tutto consenzienti.
Credo che rispetto alla discussione che stiamo facendo il punto di partenza sia la scelta fatta dalla precedente maggioranza e da questo Consiglio di equiparare la dirigenza regionale alla dirigenza dello Stato; questa scelta, pur con la salvaguardia dell’adattamento, perché è competenza primaria della Regione verificare se le proposte a livello nazionale sono eque o meno, è comunque stata fatta.
Abbiamo sentito ieri i sindacati. Questi, diceva prima il Consigliere Rollandin, hanno detto di essere a conoscenza che il decreto è decaduto e che è stato sostituito da un nuovo decreto; quindi non hanno sollevato alcuna obiezione in merito al nuovo decreto e devo presumere che lo conoscessero, dal momento che non hanno fatto in questo senso alcun rilievo. I sindacati confederali hanno chiesto di attendere la definitiva approvazione della legge, ma non hanno detto di non conoscere il senso del decreto. Ma questa è una osservazione marginale.
Credo che questo Consiglio debba fare una valutazione politica, ovvero che i sindacati confederali sono sempre stati contrari al principio della equiparazione. Se noi li consultiamo su questo punto, possiamo già presumere il riferimento al loro disaccordo sul principio generale. Non mi pare che andando a discutere la questione particolare sollevata sull’orario facciamo alcun passo in avanti; quando uno sceglie la strada della equiparazione, alcuni diritti che vengono acquisiti dalla dirigenza a livello nazionale saranno automaticamente richiesti dalla dirigenza regionale.
Questa mi pare una cosa ovvia e o si torna indietro sul principio, oppure ci troveremo anche in future consultazioni che riguardano questo tema nella posizione in cui ci siamo trovati sempre, cioè con le organizzazioni confederali che hanno una opinione e con le organizzazioni che rappresentano la maggioranza dei dirigenti che ne hanno un’altra e il Consiglio dovrà scegliere.
A me pare che il ristabilire un orario uguale a quello degli altri livelli e appagare lo straordinario quando effettivamente ci sia non si faccia nulla che vada a ledere né i diritti delle organizzazioni sindacali né i diritti dei lavoratori, perché dire per legge che devono fare alcuni alcune ore di straordinario senza una effettiva valutazione della utilità o meno di questo straordinario è in qualche modo, come diceva il Consigliere Ricco, una forma mascherata di retribuzione dell’impiegato, non è altro.
Mi pare che quindi questa norma rientri in quel problema della tendenziale equiparazione della dirigenza regionale alla dirigenza statale; questo Consiglio così ha deciso nel passato, oggi si fa un passo di naturale adeguamento ad una decisione passata. Se c’è qualcosa da rimettere in discussione è quel principio, altrimenti ci si può consultare all’infinito e si avranno anche da parte delle organizzazioni sindacali opinioni diverse; il Consiglio dovrà sempre scegliere.
Quindi siamo favorevoli in questo senso all’emendamento.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Louvin, ne ha facoltà.
Louvin (UV) - J’ai entendu avec intérêt l’intervention de M. Mafrica, parce que j’ai cru comprendre qu’il y a eu une sorte d’acceptation implicite de la modification d’horaire de la part des syndicats, mais j’aimerais mieux l’entendre directement de la part du Président du Gouver-nement: est-ce que les syndicats ont donné leur avis sur la modification d’horaire?
La réduction de l’horaire de travail doit faire l’objet des réglementations suivant une procédure établie par la loi et sur la base de ce qui est établi par la loi n° 37 du 22 août 1989, que nous avons approuvée pendant cette législature, il faut que les principales organisations syndicales soient entendues à ce propos. Je voudrais simplement savoir du Président du Gouvernement si les organisations syndicales ont été entendues, oui ou non.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.
Bondaz (DC) - Non ero presente all’incontro, come il Consigliere Louvin sa sicuramente, quindi non posso che fare mie le parole che ha detto il Presidente della Commissione, che era presente all’incontro.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Rollandin, ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - Je me permets de reprendre deux aspects. S’il est vrai qu’on avait présenté le résultat du débat qui avait porté à un accord avec les forces syndicales à la dernière minute, c’était pour une échéance que les mêmes forces syndicales voulaient faire respecter, étant donné qu’il y avait eu pendant deux années des pourparlers, des renvois et par la suite on avait eu la possibilité, sur une ébauche d’accord que tout le monde connaissait, de trouver finalement un accord.
Mais ce que je n’accepte pas, c’est qu’on puisse dire que les forces syndicales ont exprimé leur avis sur un amendement qui a été présenté aujourd’hui ici! Alors les forces syndicales, d’après ce que j’ai entendu, ont dit leur avis face à une loi qui avait été présentée et, je le répète, ce qui est grave est que l’amendement qui a été présenté aujourd’hui va modifier intégralement la loi qui avait un but unique, celui de rapporter le traitement économique à celui de l’Etat, tandis qu’ici il est question d’horaire.
Alors on ne peut pas dire ici que les forces syndicales étaient contraires au contrat; les forces syndicales ont dit qu’elles n’avaient pas accepté le principe, qui selon certaines forces syndicales, signifiait qu’automatiquement on acceptait ce qui se passait pour l’Etat.
Au contraire là on a dit - et j’ai eu le plaisir de l’entendre aussi de la part de la Dirva - que ce n’était pas automatique, mais que la Junte pouvait approuver de 0 à 15% les augmentations et uniquement le fait économique, mais pas les questions qui dépassent ce principe. Après, on ne peut pas dire qu’on a accepté automatiquement de dire: "ce qui se passe pour l’Etat se passe ici". On a comme point de repère l’Etat. Mais attention: la question de l’horaire, ça dépasse largement la question des dirigeants et des vice-dirigeants, c’est la question de l’ensemble des dépendants de l’Administration régionale.
Là c’est un pas, je répète, très grave pour la méthode suivie. Si dans le concret les forces de majorité ont cette attitude, on en prend acte, mais elles ne peuvent pas venir ici et dire que les forces syndicales savaient qu’il y avait cet amendement; ce n’est pas vrai. Hier on avait parlé de l’échéance économique et je répète que là aussi, du moment que la loi fera référence, d’après l’amendement, à un décret, si par hasard le décret change ou est modifié, je veux savoir quelle sera la possibilité d’appliquer cette loi! Là on fera une loi qui n’a aucun sens.
Ce n’est pas comme quelqu’un veut le dire, que si on s’est trompé, on s’est trompé au moment du contrat. On prend les responsabilités qu’on avait; on avait fait un choix qu’on considère encore utile, ce qui ne signifie pas qu’il y ait une consultation globale sur le problème du personnel; il y a l’autonomie de la part du gouvernement, en principe, de présenter les choix qui sont les plus opportuns. Pour l’horaire il n’y a pas eu de consultation, donc il est impossible de le présenter.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Louvin, ne ha facoltà.
Louvin (UV) - Je dois dire au Président du Gouvernement que je suis très surpris de ce qu’il vient de nous dire, qu’il a délégué le Président de la Commission, ou M. Mafrica en tout cas, à négocier avec les organisations syndicales.
Encore une fois il y a un manque total de respect des procédures. Les conventions avec les Syndicats sont discutées avec une délégation qui se compose du Président du Gouvernement régional ou d’un assesseur ou son délégué - est-ce que M. Mafrica est devenu assesseur? Son Groupe le souhaiterait bien mais ce n’est pas encore le cas - ainsi que de deux assesseurs désignés par le Gouvernement régional.
J’insiste dans la requête: M. Bondaz, est-ce que vous avez rencontré une délégation officielle sur le sujet de la réduction de l’horaire de travail? Les organisations syndicales est-ce qu’elles vous ont donné un avis à ce sujet, oui ou non?
Presidente - Pongo in votazione l’emendamento presentato dal Consigliere Ricco.
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Si dà atto che alle ore 13,00 il Gruppo dell’Union Valdôtaine ed il Consigliere Maquignaz abbandonano l’aula.
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Presidente - Essendo venuto a mancare il numero legale, la seduta è sospesa. I lavori riprenderanno alle ore 16.
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