Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 1459 del 17 ottobre 1990 - Resoconto

OGGETTO N. 1459/IX - Presa d’atto delle dimissioni rassegnate dai Consiglieri regionali Faval Renato, Milanesio Bruno e Trione Silvio da componenti del comitato promotore per il sostegno della candidatura della città di Aosta per l’organizzazione dei giochi olimpici invernali 1998 e loro sostituzione.

Presidente - Colleghi Consiglieri, la proposta che fa la Presidenza è di fare una discussione unica, quindi farei leggere i tre oggetti che sono in discussione e poi ovviamente le votazioni, le dichiarazioni di voto sono tutte separate.

Per la forma dovrei essere io il relatore di questi tre oggetti, penso che voi non aspettiate da me una relazione di carattere analitico. Le relazioni sono depositate e sono state trasmesse a tutti i Consiglieri, non mi resta altro che chiedere che il Consiglio si pronunci, o qualcuno chieda la parola per aprire il dibattito.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Faval, ne ha facoltà.

Faval (UV) - Je demande donc au Conseil régional de bien vouloir accepter ma démission de membre du comité pour la promotion de la candidature de la ville d’Aoste aux Jeux Olympiques de 1998, que j’ai présentée à la date du 4 septembre dernier, pour les raisons qui ont été illustrées dans le communiqué de presse de l’Union Valdôtaine.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Trione, ne ha facoltà.

Trione (DC) - Molto brevemente. Anticipo, visto che fra poco si parlerà del ricorso, che le dimissioni sono strettamente collegate anche a questo fatto.

Voglio però subito dire che le dimissioni sono state date anche per cercare di facilitare quello che poteva essere l’iter di una nuova legge, che veniva a sostituire la n. 67. Ad esse sono state date delle interpretazioni di tipo abbastanza strano, vorrei dire che soprattutto l’obiettivo era quello di cercare di facilitare l’iter di questa legge. Comunque - come dicevo - ritornerò sull’argomento, visto che mi è stato detto poco fa che potrò intervenire, quanto meno a difesa rispetto al ricorso del Consigliere Riccarand.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Milanesio, ne ha facoltà.

Milanesio (PSI) - Intendo svolgere alcune considerazioni supplementari rispetto a quelle che sono state fatte dal Consigliere Faval e dal Consigliere Trione.

Certamente queste dimissioni da parte del Consigliere Trione e mia hanno un significato politico ed è quello che ha prima enunciato molto efficacemente e semplicemente, il Consigliere Trione. Vale a dire, si tratta di un gesto distensivo, di un gesto di buona volontà dettato dal fatto che c’erano state le dimissioni del Consigliere Faval di cui condividevamo in parte le motivazioni.

La Giunta regionale aveva successivamente presentato un nuovo disegno di legge con il quale si andava a disciplinare in modo diverso la materia e quindi ci saremmo trovati oggi, se non ci fossero stati un po’ di ingorghi nelle Commissioni, in questo Consiglio a discutere della nuova proposta di legge; la proposta di legge comportava e comporterà sostanzialmente la revoca della risoluzione consiliare con la quale è stato nominato il comitato, quindi per buona pace di Riccarand ritenevamo corretto di dover rassegnare le nostre dimissioni dal comitato.

Però su questo vorrei dire qualche parola, perchè in effetti l’interpretazione, quando viene presentato un ricorso per decadenza nei confronti di qualche Consigliere, è un po’ dubbia, non si sa se questi Consiglieri possono partecipare alla discussione che riguarda l’argomento. E visto che ritengo di avere un po’ di cose da dire, non voglio privarmi di questa possibilità, caro Riccarand, quindi, fermo restando che poi discuteremo il suo ricorso, vorrei solo cercare molto semplicemente di dire al Consiglio regionale in quale situazione ci troviamo e poter illustrare con un minimo di efficacia al Consiglio regionale tutta la procedura e l’iter attraverso il quale si è arrivati alla composizione del comitato, al suo insediamento, alla lettera inviata al Presidente della Giunta regionale nella quale abbiamo spiegato perchè il comitato non intendeva accettare i poteri che gli erano stati conferiti e poi successivamente le nostre dimissioni.

Voglio ricordare che su questa vicenda il Consiglio dovrebbe fare delle valutazioni di ordine istituzionale, non si tratta di valutazioni politiche. Vorrei ricordare al Consiglio regionale che in data 13 luglio veniva approvata una risoluzione con un certo numero di voti favorevoli, tutti i presenti ad eccezione del Consigliere Riccarand che votava contro. Voglio ricordare che, quindi, il Consiglio regionale ha approvato una legge, ha accompagnato questa legge con una risoluzione ed ha dato un mandato preciso a tre Consiglieri regionali di adempiere a questa volontà espressa dal Consiglio regionale. Quando il Consiglio regionale delibera, fa una legge, questa impegna tutto il Consiglio regionale, l’istituzione, ed è fatto obbligo ai cittadini di osservarla e di farla osservare, sia per le leggi sia per le risoluzioni.

E’ abbastanza singolare che, per ragioni che a me sfuggono ma che non riguardano certo la tutela delle istituzioni, un Consigliere regionale ancorchè non consenziente sulla proposta presenti una istanza di decadenza sostenendo delle pretese ragioni di incompatibilità o di ineleggibilità sopravvenuta. Sarebbe come dire che il Consiglio regionale, che è sovrano in certe sue decisioni, poi contraddice .....

Presidente - Siccome il Consigliere Riccarand ha interrotto e chiede di cosa si sta parlando, credo che il Consigliere Milanesio stia spiegando le ragioni per cui arriva alle sue dimissioni, quindi è pertinente il suo intervento.

Milanesio (PSI) - Certo, sto spiegando le ragioni per cui sono arrivato alle mie dimissioni e voglio spiegare perchè secondo me il ricorso presentato dal Consigliere Riccarand è un ricorso pretestuoso che tende a far pronunciare il Consiglio regionale su una questione sulla quale il Consiglio si è espresso in un certo modo, ha dato un mandato preciso, ha dato un ordine. Adesso il Consigliere Riccarand vuole utilizzare in modo distorto secondo me norme e procedure, per arrivare a far sostenere al Consiglio regionale delle conseguenze che non potrebbero comunque ricadere dalla decisione presa dal Consiglio stesso.

Voglio ricordare solo che le nostre dimissioni sono state date per sgomberare il terreno da una polemica di carattere politico, quindi il Consigliere Riccarand si assume la responsabilità di ciò che fa, ci mancherebbe! Voglio solo dire che nella presentazione del suo ricorso il Consigliere Riccarand dice il falso, perchè mi sembra che un Consigliere, sia pure nella ricerca di una polemica di carattere politico, quando però questa polemica si riferisce a degli aspetti istituzionali dovrebbe perlomeno avere la correttezza e l’accortezza di fare riferimenti a situazioni esistenti, cosa che invece non ha fatto. Per esempio, nel suo ricorso il Consigliere Riccarand non dice che c’è stata una risoluzione del Consiglio regionale che dava un mandato preciso a dei Consiglieri regionali, e questo mi sembra sia una mancanza di riguardo per il Consiglio regionale, per la nostra memoria, ma soprattutto per la verità storica.

Omette anche di dire il Consigliere Riccarand che il Presidente della Giunta aveva letto, quella mattina io ero assente, una lettera ad egli stesso indirizzata, datata 30 luglio 1990 che è stato l’unico atto compiuto dal comitato promotore. Per maggiore cognizione del Consiglio io la rileggerò, perchè probabilmente il Consigliere Riccarand era distratto quando questa è stata letta. Così recita l’unico atto compiuto dal comitato e indirizzato al Presidente della Giunta regionale:

Oggetto: Deliberazione del Consiglio regionale n. 1339/IX in data 13.7.1990, attività del comitato promotore olimpico.

In ottemperanza alla risoluzione del Consiglio regionale in data 13.7.1990, relativa alla costituzione del comitato promotore della candidatura olimpica di Aosta, i Consiglieri regionali Faval, Milanesio e Trione, unitamente al Consigliere comunale di Aosta Tonino, hanno costituito con un atto notarile in data 17 luglio il comitato sopra menzionato in forma di associazione senza scopo di lucro.

Nell’interpretare la risoluzione consiliare e il disegno di legge n. 202 approvati dal Consiglio, sono sorti fondati dubbi circa la compatibilità fra i poteri attribuiti al comitato promotore, poteri di spesa, maneggio del denaro e obbligo di rendiconto e la carica di Consigliere regionale.

Nel suggerire all’onorevole Presidente della Giunta regionale di voler acquisire un autorevole parere sull’argomento e, se del caso, assumere le opportune iniziative per ovviare gli inconvenienti temuti, ci permettiamo in caso di esito positivo invitarla a sospendere la pubblicazione ecc. ecc.

Nella presente fase - si diceva poi - il comitato, tenuto conto delle motivazioni di indifferibilità ed urgenza che hanno indotto il Consiglio regionale ad approvare il provvedimento di sostegno alla candidatura olimpica di Aosta e della Regione, è disponibile ad agire come organo consultivo della Giunta regionale.

Nell’attesa - aggiungevamo - qualunque decisione od iniziativa mirante al sostegno della nostra candidatura olimpica potrà essere gestita direttamente dall’Assessorato regionale del turismo almeno fino al momento in cui, con il nuovo atto legislativo, siano meglio definiti i compiti e i poteri del comitato promotore.

Nel dichiararci a vostra disposizione, cogliamo l’occasione per porgere distinti saluti.

Credo che sia fondamentale che il Consiglio regionale sappia quali sono i passi che sono stati compiuti in questa vicenda, per evitare che se ne abbia una distorta rappresentazione, direi volutamente distorta.

Non ho altro da aggiungere, se non che riteniamo che questa vicenda debba essere trattata dal Consiglio regionale con la dignità e la responsabilità che compete all’organo istituzionale e che queste vicende, per quanto possibile, possano e debbano essere sottratte a delle meschine strumentalizzazioni che tendono all’imbarbarimento della lotta politica. Pertanto non ho altro da aggiungere, nel chiedere al Consiglio di voler cortesemente prendere atto delle nostre dimissioni, se non questo: parafrasando Corneille che l’aveva "mess’in bocca" ad un personaggio di una tragedia e gli faceva dire: "Si vous êtes romain, soyez digne de l’être", vorrei dire al Consigliere Riccarand: "Si vous êtes Conseiller, soyez digne de l’être".

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

Riccarand (VA) - Volevo fare solo due osservazioni, la prima riguarda il modo con cui vengono condotti i lavori di questo Consiglio. Faccio un appunto specifico al Presidente del Consiglio per il modo in cui conduce questo dibattito, perchè ha consentito tranquillamente che quello che era un punto che riguardava le dimissioni di Consiglieri da un comitato si trasformasse in una cosa ben diversa, cioè nell’atto di difesa di un Consigliere rispetto ad un ricorso, punto che si era chiesto di rimandare dopo queste cose.

Mi sembra un modo di condurre il Consiglio regionale scorretto, comunque ne prendo atto e invito il Presidente ad essere più corretto nel modo di condurre i lavori.

La seconda considerazione che faccio è questa: ho letto su La Stampa, il giorno dopo che erano state presentate le dimissioni dei Consiglieri Trione e Milanesio, delle dichiarazioni del Consigliere Milanesio che dicevano: "Le dimissioni che presentiamo al comitato non hanno nulla a che vedere con il ricorso, ma sono determinate da altre motivazioni". Dopo di che mi sorprendo a sentire tutto un intervento del Consigliere Milanesio che collega queste dimissioni al fatto del ricorso e che fa una autodifesa non richiesta credo in questa sede e anticipatrice rispetto ad un altro dibattito.

Quanto alle accuse di falso fatte dal Consigliere Milanesio, non me ne rammarico assolutamente perchè quello che ho scritto è talmente limpido, talmente chiaro e talmente lineare che non mi sento toccato da queste accuse; temo purtroppo che chi è abituato a dire il falso poi prenda l’abitudine a vedere il falso dappertutto, anche dove non c’è.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Viérin, ne ha facoltà.

Viérin (UV) - Je voudrais ajouter à ce qui a déjà été dit, une considération d’ordre générale de nature politique.

Au mois de juillet dernier nous n’avons pas voté la résolution du Conseil portant composition de ce comité, en effet, nous avions proposé une composition différente. Par la suite nous avons dénoncé l’impossibilité de fonctionnement du même comité et nous avons également affirmé que si cette situation se prolongeait, le comité serait voué à une totale impuissance. Par conséquent, il était nécessaire de modifier sa composition; au cas contraire il n’aurait jamais pu agir de façon autonome.

Nous prenons acte aujourd’hui du bien fondé de nos déclarations. Nous regrettons simplement pour un véritable soutien de la candidature de la ville d’Aoste à l’organisation des Jeux Olympiques d’hiver, que les démissions des Conseillers Milanesio et Trione soient arrivées si tard - et je voulais souligner cet aspect, parce que je pense qu’au cours de la discussion, nous aurons encore l’occasion d’y revenir suite aux différentes accusations de retarder ou d’entraver cette candidature - et qu’elles soient aujourd’hui, en raison de ce retard, une des causes d’empêchement pour discuter et pour mener de bon train la candidature de la ville d’Aoste aux Jeux Olympiques.

Presidente - Pongo in votazione le dimissioni del Consigliere Faval:

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 32

Il Consiglio approva all’unanimità.

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Pongo in votazione le dimissioni del Consigliere Milanesio:

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 32

Il Consiglio approva all’unanimità.

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Pongo in votazione le dimissioni del Consigliere Trione:

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 32

Il Consiglio approva all’unanimità

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