Oggetto del Consiglio n. 1460 del 17 ottobre 1990 - Resoconto
OGGETTO N. 1460/IX - Reiezione di ricorso amministrativo per cause sopravvenute di ineleggibilità nei confronti dei Consiglieri regionali Bruno Milanesio e Silvio Trione.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.
Riccarand (VA) - Cercherò in questo intervento di ricostruire i motivi che mi hanno indotto lo scorso 3 ottobre a presentare ricorso per ineleggibilità sopravvenuta nei confronti dei Consiglieri Milanesio e Trione, di analizzare le controdeduzioni che sono state depositate dai due Consiglieri e di formulare una richiesta conclusiva al Consiglio regionale.
Cercherò di attenermi per quanto possibile ai fatti nella prima fase, per poi fare alcune valutazioni più generali nella fase successiva.
Allora, i fatti sono questi. Bruno Milanesio e Silvio Trione, con un atto notarile del 17 luglio 1990 che derivava da una discussione e da una decisione del Consiglio, hanno costituito una associazione denominata comitato promotore della candidatura olimpica di Aosta, associazione di cui i due Consiglieri sono amministratori e di cui Milanesio è anche Presidente.
Ora, la legge regionale 29 agosto 1990, n. 67, la cosiddetta legge di finanziamento del comitato per le olimpiadi, legge pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione il 25 settembre 1990 ed entrata in vigore per l’urgenza il giorno successivo, cioè il 26 settembre 1990, prevede un contributo finanziario di 4 miliardi proprio per il comitato promotore della candidatura olimpica di Aosta, e prevede anche - cosa importante - un controllo e una vigilanza della Regione autonoma Valle d’Aosta sulle attività del comitato. Controllo e vigilanza che si esplica tramite la presentazione alla Giunta regionale dei programmi del comitato, dei rendiconti delle spese e di relazioni illustranti le attività svolte ed i risultati conseguiti.
Ora, se andiamo a leggere l’articolo 6 della legge 5 agosto 1962 n. 1257, che è la legge che disciplina le norme per l’elezione del Consiglio regionale della Valle d’Aosta, vediamo che questo articolo 6, così come è stato modificato dalla legge n. 157/78, dice chiaramente che non sono eleggibili alla carica di Consiglieri regionali i funzionari della carriera direttiva o assimilata degli enti, istituti o aziende dipendenti o sottoposte alla vigilanza della Regione, nonchè (e qui è il punto che ci interessa) gli amministratori di tali enti, istituti o aziende, esclusi i Comuni e le Comunità Montane.
Questa ineleggibilità può verificarsi all’inizio del mandato come può sopravvenire nel corso della legislatura, ed infatti c’è un articolo della legge delle norme elettorali - ed è l’articolo 25 - che disciplina proprio questa eventualità, cioè il caso di sopravvenuta ineleggibilità. L’articolo 25 dice: "Quando successivamente alle elezioni un Consigliere regionale venga a trovarsi in una delle condizioni previste dalla legge come causa di ineleggibilità, il Consiglio regionale, con la procedura prevista dal proprio regolamento interno, ne deve dichiarare la decadenza sostituendolo con chi ne ha diritto". Questo è proprio il caso nostro, cioè il caso di una ineleggibilità sopravvenuta. Da qui deriva, quindi, il ricorso che mi pare ineccepibile nella sua fondatezza e motivazione.
Vorrei far notare al Consiglio che il ricorso è stato presentato il 3 ottobre, cioè è stato presentato una settimana dopo l’entrata in vigore della legge n. 67/90, e dopo aver verificato che, nonostante la legge fosse entrata in vigore, i Consiglieri Milanesio e Trione non intendevano affatto presentare le dimissioni nè dal comitato promotore nè dal Consiglio regionale, cercando quindi di protrarre una situazione di ineleggibilità contando sul fatto che nessuno sollevasse il problema.
Le dimissioni dal comitato Milanesio e Trione le hanno presentate soltanto una settimana dopo il ricorso, l’11 ottobre; le hanno presentate, si è capito bene un momento fa, appena in tempo per poterle utilizzare nel dibattito poi relativo al ricorso come espressione di correttezza e di buona volontà nei confronti del Consiglio. Questo fra l’altro è stato l’argomento che è stato usato dai due Consiglieri nelle controdeduzioni che sono state presentate nei confronti del ricorso.
Vorrei soffermarmi un po’ su queste controdeduzioni; spero che tutti i Consiglieri le abbiano lette non soltanto nella sintesi che è stata allegata all’ordine del giorno, ma nel testo integrale, perchè sono molto interessanti.
Le controdeduzioni dei due Consiglieri, che sono uguali sostanzialmente, intanto non contestano affatto la fondatezza del ricorso e non contestano affatto la potenziale ineleggibilità dei Consiglieri regionali che facciano parte del comitato promotore olimpico, nè del resto questa situazione di ineleggibilità era contestabile visto che lo stesso Consigliere Milanesio aveva provveduto ad acquisire fin dal mese di luglio un parere legale dell’avv. Celestino Biagini, che evidenziava gli elementi di incompatibilità fra le due cariche.
Nelle controdeduzioni si fa tutto un altro discorso, a mio avviso molto interessante. Nel discorso di autodifesa le argomentazioni dei Consiglieri Milanesio e Trione sono due. Dicono da una parte: il comitato promotore non ha svolto funzioni di comitato promotore della candidatura, ma soltanto di comitato consultivo della Giunta regionale. Non è stato un comitato promotore, ma è stato un comitato consultivo, questa è la prima argomentazione.
La seconda argomentazione è che i due Consiglieri regionali non avrebbero mai preso possesso della carica nel comitato, anzi avrebbero dichiarato esplicitamente di non accettare la carica stessa e si sarebbero astenuti dal compiere un qualsiasi atto come membri del comitato promotore. Questa non è una mia sintesi, ma sono parole testuali delle controdeduzioni. Dice il Consigliere Milanesio: "Ho manifestato esplicitamente la chiara volontà di non accettare i poteri connessi alla carica. Questa iniziativa di autosospendersi dalla carica con la citata lettera è stato l’unico atto adottato dai Consiglieri regionali membri del comitato. Il sottoscritto Consigliere si è astenuto dal compiere qualsiasi atto inerente la carica conferita. Il sottoscritto si è astenuto da qualsiasi atto inerente i compiti dell’associazione comitato promotore della candidatura olimpica di Aosta. Il comitato stesso non ha mai operato in quanto tale". Si conclude: "Il sottoscritto Consigliere regionale, il quale non ha mai preso possesso della carica, si è astenuto dal compiere qualsiasi atto ad esso inerente, anzi ha dichiarato esplicitamente di non accettare la carica stessa, ecc.ecc. chiede che venga respinto il ricorso".
Intanto vorrei rilevare che c’è una grossa contraddizione in queste controdeduzioni fra le due affermazioni, da una parte si dice che: noi non abbiamo mai fatto parte del comitato, ci siamo autosospesi, anzi ancora di più, si dice che il comitato in pratica non ha mai operato, non è mai esistito, si dice che non abbiamo neppure chiesto la partita iva e il codice fiscale; però dall’altra si dice che sì, siamo stati nel comitato, ma questo ha operato solo come organo consultivo della Giunta regionale non come comitato promotore. C’è una evidente contraddizione perchè se si è autosospeso, se non ha funzionato, non si capisce come ha potuto funzionare anche come comitato consultivo.
Però questo è un aspetto secondario, fa parte di una linea di autodifesa che mi sembra molto debole.
Il fatto vero invece è che entrambe le affermazioni contenute nelle controdeduzioni sono false, queste sì sono veramente false. Intanto, in primo luogo, perchè non c’è stata nessuna autosospensione dal comitato promotore ed anzi la carica è stata ricoperta, esercitata ed esibita in lungo ed in largo, un po’ in tutto il mondo possiamo tranquillamente dire in questo caso, a livello locale e in sedi internazionali; in secondo luogo, il comitato non ha funzionato come organo consultivo, ma ha funzionato come era stato concepito, come comitato promotore della candidatura olimpica di Aosta a tutti gli effetti.
Gli elementi che provano queste due mie affermazioni sono di una evidenza assoluta, sono - direbbe il Consigliere Milanesio, che usa sempre un linguaggio molto colorito - a prova di stupido. Ho raccolto un piccolo dossier che documenta l’operato del Presidente e dei membri del comitato promotore della candidatura della città di Aosta; non si tratta di 4 volumi come il dossier che è stato elaborato dal comitato promotore, è una cosa molto più esigua, ma contiene sufficienti elementi per permettere a chiunque di prendere atto che il comitato promotore ha operato, che Milanesio e Trione sono stati membri attivi di tale comitato e che il Consigliere Milanesio ne è stato autorevole e dinamico Presidente.
Il comitato promotore, anche senza partita iva e codice fiscale, ha lasciato tracce indelebili dietro di sè; apprendiamo da una deliberazione di Giunta del 27 luglio 1990 che i componenti del comitato promotore, citati proprio in quanto tali, hanno visitato le località di Jacca in Spagna, Osterson in Svezia, Lileammer in Norvegia, sempre nell’ambito del discorso della candidatura olimpica.
Il 14 agosto 1990 il Presidente del comitato promotore si è incontrato a Roma con il Presidente del Consiglio dei Ministri, Andreotti, per perorare la candidatura olimpica di Aosta.
I membri del comitato promotore e il Presidente si sono recati a Tokio a metà settembre, per presentare al comitato olimpico internazionale la candidatura di Aosta.
Il Presidente del comitato promotore, Milanesio, leggo da un dispaccio ANSA del 16 settembre, a Tokio ha insistito sul carattere naturale ed ecologico della candidatura di Aosta; il Presidente del comitato promotore si è recato a Pechino il 21 settembre, per contattare membri del comitato olimpico presenti ai giochi asiatici.
Il comitato promotore ha affidato a 4 architetti l’incarico di preparare il dossier da presentare al CIO ed ha determinato le scelte contenute nel dossier; il comitato promotore ha tenuto i contatti con la Fisi Asiva, per raccogliere le indicazioni tecniche.
Il Presidente del comitato promotore olimpico, Milanesio - leggo sempre qui un altro dispaccio ANSA del 5 ottobre - si è incontrato a Milano con il Ministro Tognoli, il Presidente del CONI Gattai e il Presidente della FISI Valentino; nell’occasione è stata offerta la consegna della coppa olimpica della Gazzetta dello sport da parte del Presidente del CIO, con il quale Milanesio si è successivamente incontrato.
Del resto, questi sono soltanto alcuni esempi, sull’operato del comitato non ci sono soltanto voci generiche, una sorta di allucinazione collettiva o delle notizie giornalistiche, ma ci sono delle documentazioni ancora più significative, ci sono verbali di riunioni e ci sono le stesse affermazioni, messe nero su bianco, presenti nella bozza del dossier per la candidatura olimpica della città di Aosta, che è stato consegnato il 12 ottobre. Dalle affermazioni contenute in questo dossier emerge con chiarezza che il comitato promotore non solo è esistito, ma ha operato scelte, ha chiesto consulenze, ha affidato incarichi, ha preso decisioni, ha concordato dei programmi, cioè ha fatto tutto ciò che deve fare un comitato promotore.
Leggo alcuni passaggi dal dossier, che è fonte non sospetta:
- Le comité promoteur, en accord avec le CIO, se propose d’insérer dans le programme des jeux les sports démonstratifs qui pourront contribuer à une amélioration de l’image et de l’esprit olympique.
- A l’occasion de la 18ème édition des jeux olympiques d’hiver le comité promoteur a décidé de payer tous les frais d’étude, jusqu’à la fin des cours universitaires, pour 18 enfants nés en 1998 dans un milieu social particulièrement défavorisé.
- Nous avons prévu un programme de monnaies commémoratives d’or et d’argent qui seront réalisées par le sculpter Arnaldo Pomodoro.
- Le comité promoteur a prévu de mettre en exécution une stratégie globale d’intégration des jeux en Vallée d’Aoste dans l’environnement au sens large du mot.
- Les spécialistes chargés par le comité promoteur ont taché de trouver l’accord entre les paramètres techniques requis par le CIO et par les fédérations internationales et la défense de l’environnement.
- Celui-ci est l’emplacement de la caserne Testafochi, que le comité promoteur et les experts de télécommunications ont choisi pour ces raisons et pour d’autres comme lieu idéal pour accueillir le monde de l’information accrédité aux jeux olympiques.
- Les études et les visites sur le lieu effectués par les technicies de la Fisi et par les experts nommés par le comité promoteur ont repéré le site optimal dans le territoire de la Commune de Charvensod dans un endroit exposé au nord.
Quindi, non è vero che il comitato promotore non è mai esistito e non ha operato, come viene detto nella tesi difensiva, e che i Consiglieri Milanesio e Trione si sono autosospesi dalla carica. Il comitato promotore ha pienamente operato persino più di quanto gli competeva, sicuramente non meno, e Milanesio e Trione sono stati amministratori, presidenti, dirigenti e animatori attivi di questo comitato.
C’è un ultimo dato su cui vorrei soffermarmi ed è il momento in cui è scattata l’ineleggibilità. L’ineleggibilità parte - e non credo ci possano essere dubbi a questo proposito - non nel momento in cui viene costituto il comitato, perchè non è l’atto notarile nè la deliberazione del Consiglio che comportano ineleggibilità, quindi non ha luogo a partire dal 17 luglio, ma scatta nel momento in cui il comitato promotore viene posto sotto la vigilanza dell’Amministrazione regionale e ricade quindi sotto gli estremi della legge che disciplina le norme elettorali. Questo avviene con l’entrata in vigore della legge regionale che è stata pubblicata il 25 settembre ed è entrata in vigore il 26 settembre. Quindi è il 26 settembre, il giorno successivo alla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale, che si determina questo stato di ineleggibilità, stato che dura fino all’11 ottobre, cioè quando i due Consiglieri rassegnano finalmente le dimissioni con l’acqua ormai alla gola, evidentemente cercando di modificare all’ultimo momento una situazione. Però nel frattempo questo stato di ineleggibilità sopravvenuta si è determinato e non può più essere cancellato.
Le dimissioni sono state date non per un senso di correttezza come si dice nelle controdeduzioni, ma perchè è fallito lo stratagemma che era stato escogitato all’inizio per aggirare la norma di legge in materia di ineleggibilità. Il Consiglio sa, perchè è cosa nota, che c’era un disegno ben preciso e che è detto esplicitamente nella lettera del 30 luglio che ha letto prima il Consigliere Milanesio, evidentemente saltando quella parte che è più compromettente per lui. In quella lettera si invitava il Presidente della Giunta a non pubblicare una legge regionale per evitare che scattasse questo meccanismo di ineleggibilità, e l’obiettivo era quello di pubblicare la legge regionale solo il giorno in cui fosse stata approvata, vistata, promulgata una nuova legge regionale che approvava la precedente e modificava la composizione del comitato. Quindi, pubblicando lo stesso giorno sul Bollettino Ufficiale legge vecchia e legge nuova, non ci sarebbe stata soluzione di continuità e non sarebbe scattata questa situazione di ineleggibilità. E’ un congegno un po’ macchinoso, mi meraviglio che si possa essere arrivati a escogitare una simile manovra ed a cercare anche di metterla in atto, però sappiamo che questo disegno è fallito, ed è fallito perchè c’è stata una reazione della minoranza del Consiglio, perchè ci sono state subito all’inizio di settembre due interpellanze che hanno costretto alla pubblicazione della legge e quindi alla entrata in vigore della norma che riguardava la vigilanza sul comitato.
Credo che la situazione sia di una chiarezza e di una linearità inattaccabile. Il Consiglio regionale non è che possa o meno dire che esiste l’ineleggibilità o far finta di niente; c’è una precisa norma di legge e l’articolo 25 che ho letto prima non è che lascia alla potestà del Consiglio decidere, dice che il Consiglio regionale deve prendere atto della sopravvenuta ineleggibilità e dichiarare la decadenza dei Consiglieri che si trovano in questa situazione, provvedendo alla loro sostituzione. Quindi non è un atto che va a danneggiare il Consiglio, è un atto doveroso da parte del Consiglio.
Pertanto confermo il ricorso per situazioni di ineleggibilità sopravvenute, che non sono state sanate dalle tardive dimissioni e non possono essere sanate, e chiedo al Consiglio di accogliere il ricorso secondo quanto prevede la lettera e lo spirito della legge.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Bich, ne ha facoltà.
Bich (PSI) - Il mio intervento vuole essere brevissimo, prima di tutto per dichiarare l’astensione sul ricorso presentato dal Consigliere Riccarand, astensione che penso sarà poi dichiarata anche da altri Consiglieri e da altri Gruppi.
Il mio intervento vuole soprattutto porre l’accento sulla legge 1257/62, che è una legge a mio avviso aberrante in quanto trasforma questo consesso in una alta corte di giustizia amministrativa; legge che non ha riscontro in nessun altro ordinamento o quanto meno nelle leggi elettorali delle altre Regioni, mi riferisco alle leggi dello stato in materia elettorale per le Regioni a statuto ordinario, dove sono presenti due gradi di giudizio e quindi sono più garantiste a favore del giudizio stesso dei ricorrenti quanto dei controdeducenti.
E’ una legge che ci ha creato una montagna di guai in passato, vecchia perchè riscontra principi precostituzionali facendo riferimento alla legge del 1947, quindi prima ancora della carta costituzionale; abbiamo sottolineato in più circostanze, anche difficili e drammatiche davanti ad altre corti di giustizia, mi riferisco alla Corte d’Appello di Torino, quanto sia vetusta questa legge e i principi a cui si ispira.
Vorrei con questo mio intervento stimolare la conferenza dei Capigruppo e i colleghi per la presentazione di una proposta di legge al Parlamento per la modifica della 1257, affinchè vengano introdotti i principi e le garanzie che sono già nella legge 1652 dello Stato, che introduce il doppio grado di giurisdizione che qui non c’è, e soprattutto che vada a modificare l’articolo 17 del nostro statuto, così come è già stato fatto con legge costituzionale dell’anno scorso per l’articolo 18, sempre in materia di elezione del Consiglio regionale. Forse per una mera svista del legislatore anche l’articolo 17 dello statuto poteva essere emendato, introducendo competenza primaria della Regione anche in materia di ricorsi elettorali e in particolare norme riguardanti la incompatibilità dei Consiglieri e la loro ineleggibilità.
Questo sarebbe un lavoro di remake necessario per adeguarci ai livelli di diritto delle altre Regioni italiane, per svecchiare questa procedura che mi sembra aberrante, dove un consesso politico deve pronunciarsi rispetto all’ordinamento, a materia giuridica di cui non è competente in altra parte del territorio nazionale.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
Mafrica (PCI) - Credo che anche su questo oggetto non ci si possa sottrarre al compito di dare una valutazione politica. E la valutazione politica è quella che il tema delle olimpiadi non è un argomento per piccole risse interne a questo Consiglio, legate alla logica degli schieramenti maggioranza-minoranza. Come la decisione di fare o non fare i trafori del Monte Bianco e del Gran San Bernardo è stata una decisione che ha segnato il futuro di questa Regione - ci diceva il prof. Janin, in occasione del convegno sulla dichiarazione di Chivasso, che quella decisione di fare i trafori ha cambiato la storia della Valle d’Aosta -, così, per quello che noi valutiamo, la possibilità o meno di ottenere le olimpiadi invernali non è una questione di meriti e di procedure all’interno di questo Consiglio, ma è una questione che può determinare il futuro di questa Regione o perchè l’ottenimento delle olimpiadi condizionerà il modello di sviluppo per una serie di anni a venire, dovranno essere fatte delle scelte, dovranno essere risolti dei problemi, si dovrà operare in un modo, si potrà operare in un altro. E’ quindi una questione sulla quale credo si debba ragionare obiettivamente con lungimiranza, sottraendosi alle continue tentazioni che possono nascere nei rapporti consiliari fra l’appartenere ad uno schieramento o ad un altro.
Credo che oggettivamente si debba riconoscere che la legge approvata nel luglio scorso sia stata approvata in tutta fretta per ragioni oggettive, ed anche la nomina del comitato è avvenuta con urgenza per una questione a cui non ci si può sottrarre: entro il 31 ottobre a Losanna bisogna presentare i dossiers altrimenti la candidatura non esiste.
Quindi, in qualche modo questo è il risultato che questo Consiglio deve ottenere, ovvero deve ottenere che siano presentati questi dossiers, che siano i migliori possibili perchè la candidatura abbia possibilità di successo.
Allora riconosciamo che si è lavorato in condizioni difficili, in condizioni di urgenza, che la legge presentava gli appigli a cui ha fatto riferimento il Consigliere Riccarand; esisteva questo problema che alcuni membri del comitato potevano, se effettuavano spese, essere nelle condizioni di ineleggibilità. I primi ad accorgersene sono stati gli stessi membri del comitato, se è vero come è vero che hanno scritto una lettera in data 30 luglio al Presidente della Giunta, dove si autoproponevano come comitato consultivo.
Credo che il ricorso presentato dal Consigliere Riccarand se inquadrato in questo contesto debba essere respinto, perchè è, rispetto al comportamento del comitato, infondato e fazioso. Per configurare le condizioni di ineleggibilità avrebbero dovuto essere condotte fino in fondo le competenze connesse ai poteri del comitato, vale a dire il comitato avrebbe dovuto spendere, pagare, retribuire. Questa cosa non poteva avvenire (e non è avvenuta) perchè la legge è stata pubblicata soltanto il 25 settembre e diventava operativa il giorno dopo; non poteva avvenire perchè dopo la pubblicazione della legge e la sua efficacia occorreva un atto della Giunta che trasferisse questi fondi al comitato stesso. Non si è verificato questo fatto, quindi il comitato ha agito, ma ha agito sostanzialmente come comitato consultivo e non come comitato nella pienezza dei suoi poteri, compresi i poteri di spesa.
Dico che il ricorso è infondato per questo motivo e che le controdeduzioni da questo punto di vista, fino a prova contraria, sono da ritenersi valide; il comitato ha sì operato perchè la responsabilità politica di portare questo dossier ce l’abbiamo tutti, altrimenti di candidatura della Valle d’Aosta per le olimpiadi invernali del 1998 non si parla, però ha operato come comitato consultivo, le spese le ha fatte e le farà la Giunta regionale.
In questo senso va anche la legge che prima o poi penso dovremo approvare, e mi pare che a quel punto le cose con la nomina di un nuovo comitato dovrebbero risolversi.
Dico che è anche faziosa la posizione del Consigliere Riccarand perchè o la questione era di merito, e se era una questione di merito, cioè di concreta spesa di denaro di amministratori regionali, non è fondata, oppure era di principio, e se era di principio, se quindi l’ineleggibilità scattava per il fatto che degli amministratori facevano parte del comitato promotore, il ricorso avrebbe dovuto essere presentato non solo nei confronti dei Consiglieri Trione e Milanesio ma anche nei confronti del Consigliere Faval, perchè se era di principio la legge era perfetta prima ancora di essere pubblicata.
Credo per questi motivi che il ricorso non debba essere accolto.
Dal punto di vista politico faccio ancora tre osservazioni. La prima: questo comitato può aver avuto ed ha avuto dei problemi, e il Consiglio deve risolverli, ma è stato nominato dal Consiglio regionale, per cui sarebbe un ben strano comportamento che il Consiglio, dopo aver incaricato alcuni suoi membri per certe funzioni, ne chiedesse poi la decadenza perchè risultano ineleggibili. Mi sembrerebbe un comportamento direi quasi da Giuda.
La seconda osservazione è che credo si debba anche valutare cosa ha fatto questo comitato nelle sue funzioni consultive; penso che con tutte le difficoltà che ha avuto, comunque l’elenco delle cose che ha ricordato il Consigliere Riccarand dimostri come si sia operato per i fini che il comitato aveva: si è operato per facilitare la candidatura della Valle d’Aosta alle olimpiadi.
L’ultima considerazione che faccio rispetto alla nomina anche del futuro comitato e alla presenza o meno di Consiglieri regionali in questo organismo è la seguente: nella nostra Regione credo che la conoscenza dei problemi, delle situazioni, la possibilità di rapporto che hanno i rappresentanti delle forze politiche e i rappresentanti di questo Consiglio sia una condizione direi quasi necessaria per condurre avanti con strumenti adeguati e con maggiori possibilità di successo questa candidatura. Se uno è contrario, come è contrario il Consigliere Riccarand, all’ottenimento delle olimpiadi, giustamente può fare tutte le battaglie che ritiene opportune, però non credo possa legittimamente chiedere il coinvolgimento di altre forze che invece danno un giudizio differente sulla opportunità o meno di dare alla nostra Regione questa occasione. Quindi penso che tutte le forze politiche di questo Consiglio dovrebbero ragionare in questo contesto, senza fermarsi troppo agli aspetti di dettaglio della questione.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Trione, ne ha facoltà.
Trione (DC) - Brevemente, anche se devo dire che in parte l’ha già fatto il Consigliere Riccarand; nella comunicazione che mi è stata fatta dalla Presidenza del Consiglio mi veniva data l’opportunità di portare delle argomentazioni per controdedurre il ricorso del Consigliere Riccarand.
Non voglio entrare nel merito della "prova di stupido" accennata dal Consigliere Riccarand, è già antipatico farselo dare dagli altri, non vorrei che qualcuno se lo desse personalmente questo titolo, quindi direi che in queste vicende è anche abbastanza facile sbagliare.
E’ vero che il Consigliere Riccarand è uno dei massimi esperti in materia di ricorso, ma non mi risulta neanche che ne abbia azzeccate molte da quando ha iniziato fino a questo momento, quindi c’è sempre una minima possibilità di darsi la patente di stupido quando si afferma che la propria tesi è "a prova di stupido".
Volevo citare alcune delle considerazioni fatte nelle controdeduzioni presentate. E’ inutile che ricordi come è stato nominato il comitato promotore in questo Consiglio regionale, formato dai Consiglieri Faval, Milanesio e Trione oltre al Consigliere comunale Tonino; in quella stessa seduta era stato definito il disegno di legge n. 202 e la risoluzione n. 1399.
Non appena la legge 202 e la risoluzione sono state approvate ci siamo posti il problema, anzi se lo è posto in particolare il Presidente Milanesio, il quale proprio in quella occasione ha riferito alla presenza della Giunta che, essendo sorti fondati dubbi circa la compatibilità fra il potere attribuito al comitato stesso e la carica di Consigliere regionale, ha indirizzato a nome del comitato stesso in data 30 luglio la lettera alla quale facevano riferimento sia il Consigliere Riccarand che il Consigliere Milanesio.
Questo per dire che sin da quel momento il comitato ha avuto abbastanza chiaro che il suo modo di funzionare non poteva che essere un modo di tipo consultivo e propositivo, ed è quanto riteniamo di aver fatto. Infatti in quella occasione non abbiamo assolutamente manifestato la volontà di accettare i poteri che ci erano stati delegati.
Ci siamo astenuti dal compiere qualsiasi atto inerente la carica conferita, mi pare che questo sia stato ammesso dallo stesso Riccarand nelle sue affermazioni precedenti.
Ci siamo astenuti da qualsiasi atto inerente ai compiti dell’associazione Comitato promotore della candidatura olimpica di Aosta, tanto che non si è richiesto nè la partita IVA nè il codice fiscale, qualunque tipo di intervento avrebbe comportato questo atto.
Ad ulteriore riprova che il comitato stesso non ha mai operato in quanto tale e che la Regione ha preso atto della volontà dei suoi componenti di autosospendersi - e questo mi pare importante, e non è stato citato dal Consigliere Riccarand quando riferiva delle nostre controdeduzioni - sono gli atti stessi conseguenti, adottati dalla Giunta regionale, che dimostrano che la Regione ha assunto in prima persona tutte le iniziative necessarie per sostenere la candidatura olimpica. In particolare queste delibere della Giunta regionale portano i numeri 6916 e 6917 del 24 agosto 1990, e 8130 del 28 settembre 1990, quindi anche dopo l’entrata in vigore della legge n. 67.
La Giunta regionale ha manifestato esplicitamente la volontà di non servirsi del citato comitato promotore, infatti la presentazione stessa del nuovo disegno di legge 216 il 13 settembre aveva il preciso scopo di abrogare la precedente legge e quindi di proporne una nuova che risolvesse i problemi che queste avevano sollevato.
Infine, abbiamo ritenuto, almeno io credo di poterlo dire per conto del Consigliere Milanesio, per ragioni di correttezza e sollecitati anche dalla circostanza che l’iter della legge poteva trovare qualche difficoltà, di rassegnare le nostre dimissioni, perchè se rimanesse valida la tesi del Consigliere Riccarand, non con le dimissioni avremmo risolto il nostro problema. Se, come sostiene il Consigliere Riccarand, la nostra decadenza fosse già avvenuta sin dal momento dell’entrata in vigore, avremmo potuto a questo punto mantenere la carica nel comitato promotore senza che questo incidesse o meno in quello che poteva essere il ricorso. Le dimissioni sono state date esclusivamente nella direzione cui facevo cenno prima, per cercare di facilitare quello che poteva essere il procedere della nuova legge sulle olimpiadi, quindi della 216.
Quanto vi ho succintamente riferito è contenuto nelle controdeduzioni che erano a disposizione dei Consiglieri. Credo però di dover aggiungere una ultima cosa. Ho avuto anch’io la netta sensazione - questo tengo a farlo sapere al Consigliere Riccarand - di un utilizzo da parte sua abbastanza meschino del ricorso; in quest’aula di olimpiadi ne stiamo parlando da un po’ di tempo, su questa vicenda vi sono delle posizioni diverse che tutti i Gruppi politici hanno cercato di portare avanti, ovviamente ognuno con le proprie argomentazioni a sostegno della propria tesi. Credo che il Consigliere Riccarand - già questo lo ha riferito in precedenza - non sia d’accordo con questa proposta di candidatura delle olimpiadi; penso che questa sua posizione vada sostenuta in maniera diversa, non utilizzando un ricorso e cercando di intervenire indirettamente, quindi non portando avanti delle opinioni che possono essere rispettabilissime ma che dovrebbero essere quelle che sostengono le sue tesi e non quelle che vanno a gettare dei dubbi su quelli che possono essere casi di ineleggibilità o decadenza in questo caso.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Aloisi, ne ha facoltà.
Aloisi (MSI) - Vorrei sottrarmi dalla logica di schieramento in quest’aula, la solita logica maggioranza- opposizione: chiaramente l’opposizione in questo caso cerca di fare il suo dovere di opposizione, quindi di creare difficoltà alla maggioranza, e viceversa la maggioranza tenta di difendersi.
Siccome in passato abbiamo avuto parecchi ricorsi in quest’aula, quindi la materia la conosciamo abbastanza bene, devo riconoscere e dare atto che il Consigliere Riccarand fa esclusivamente il suo dovere in quest’aula; quindi a mio avviso certe affermazioni che ha fatto or ora il Consigliere Trione parlando di uso meschino di questo ricorso, non hanno senso, sono immotivate. Qui l’opposizione fa il suo dovere e il Consigliere Riccarand, entrando nella questione di merito e valutando quelle che sono attualmente le leggi elettorali della nostra Regione, fa il suo dovere di opposizione, quindi fa il ricorso.
Sappiamo benissimo che i ricorsi, quando vengono presentati, anche se hanno una fondatezza matematica e quindi si è tutti d’accordo nell’applicazione di una determinata legge, comunque sia qui si dà sempre una valutazione politica di parte. Quindi, fatta la legge, creato l’inganno.
Invece noi ci vogliamo sottrarre a questa logica e vogliamo semplicemente dire questo: oggi stiamo discutendo di un argomento che è talmente importante che coinvolge tutta la Regione, perchè la possibilità di avere le olimpiadi in Valle d’Aosta interessa tutti i partiti politici, tutti i raggruppamenti, tutta la popolazione. E’ nell’interesse esclusivo della Valle d’Aosta portare avanti in modo deciso e celere questo problema, perchè ci siamo trovati in netto ritardo, questo dobbiamo riconoscerlo.
Nel passato, soprattutto quando c’è stato il cambio di maggioranza, l’Assessore attuale si è trovato in grosse difficoltà per i ritardi precedenti, per cui ci sono state delle iniziative un po’ affrettate, senza riflettere in modo ponderato sugli sviluppi successivi.
In questa logica (è per questo che voglio sottrarmi dal discorso opposizione-maggioranza) mi rendo conto che il 13 luglio 1990 abbiamo votato in questa aula un disegno di legge che reca "Intervento regionale per il sostegno della candidatura per l’organizzazione dei giochi olimpici invernali 1998. Approvazione di risoluzione". In quella risoluzione il Consigliere Riccarand (ecco perchè dico che il suo comportamento è corretto e non meschino) ha votato contro, quindi ha fatto fino in fondo il suo dovere. Egli ritiene dal suo punto di vista che le olimpiadi in Valle d’Aosta non siano un bene, vede in modo diverso da quello che vedono tutte le altre forze politiche, per cui ha una sua presa di posizione.
In quella occasione anche l’Union Valdôtaine sul punto a) si era astenuta, mentre il sottoscritto ha votato a favore, perchè il sottoscritto crede in quello che è lo sviluppo e soprattutto nella possibilità di avere i giochi olimpici in Valle d’Aosta. Abbiamo votato a favore in quella occasione e quindi sarebbe un controsenso oggi votare un ricorso nei confronti di quei Consiglieri che allora sono stati votati dal Consiglio a ricoprire quell’incarico. Quindi è una questione di coerenza, non possiamo noi votarli e poi metterli sotto inchiesta, è una cosa assurda.
Qui bisogna anche dare una valutazione di carattere politico al discorso, cioè se il ricorso viene fatto come questione di principio ben venga, è giusto che lo faccia il Consigliere Riccarand; però in questo caso il ricorso va fatto nei confronti dei Consiglieri Milanesio, Trione e di qualche altro che faceva parte di quel comitato e che oggi siede nei banchi della opposizione; direi addirittura nei confronti di altri Consiglieri che in questa aula ricoprono altri incarichi che sono comunque oggetto di ricorso, in quanto ricadono sotto la legge 1257 che prevede la ineleggibilità.
Il concetto è molto semplice: o si fa una questione di principio e allora lo si fa contro tutti fino in fondo, oppure lo si fa soltanto per cercare di mettere in difficoltà la. nuova maggioranza e in questo caso mi dissocio da questa iniziativa perchè ho votato la risoluzione per far sì che la Valle d’Aosta possa avere i giochi olimpici, non mi presto a questo gioco, voglio essere coerente fino in fondo. Se l’ho votata, e l’abbiamo votata tutti ad esclusione del Consigliere Riccarand, ed abbiamo nominato i rappresentanti di questo comitato, non vedo perchè oggi dobbiamo essere qui a metterli sotto accusa, a chiedere le loro dimissioni.
Con questa logica dichiaro la mia astensione dalla votazione sulla proposta di questo ricorso.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Andrione, per dichiarazione di voto, ne ha facoltà.
Andrione (UV) - On ne peut certes pas féliciter la majorité actuelle pour la gestion de ce dossier; malgré la discussion même acharnée que nous avons eue le 13 juillet, malgré certains avertissements on a voulu procéder de l’avant, pour s’apercevoir après quelques jours qu’il y avait des dangers dans la composition du comité promoteur, que ces dangers étaient tels à conseiller de ne pas agir pour ne pas se mettre dans une situation d’inéligibilité et par conséquent de ce qui avaient été le projet original du 13 juillet jusqu’à maintenant le comité a été dans l’impossibilité de faire son travail. Quand nous avons constaté ce fait, nous avons prié M. Faval de démissionner parce qu’on ne fait pas partie d’un comité qui ne peut pas agir ou qui change sa propre définition motu proprio comme s’il était le souverain pontife, et il s’autoproclame consultatif quand nous avions demandé qu’il soit consultatif au moment de sa création.
Cependant, dans le cours de ces mois et en tenant présent ce qui a été déjà dit plusieurs fois, l’importance des jeux olympiques pour la Vallée d’Aoste, on dirait qu’il y a eu une évolution et qu’on est arrivé à comprendre certains principes de façon à se présenter avec un nouveau projet de loi, que je crois nous discuterons dans quelques jours dans ce Conseil, où ce que nous avions recommandé, ceux qui étaient les principes que nous avions posés à ce Conseil ont été acceptés.
M. Viérin a déjà déploré le fait qu’on ait perdu 4 mois, nous insistons là-dessus, parce qu’à part le voyage à Tokyo, dont les retombées seront connues d’ici bien longtemps, le comité a fait un peu de mousse; mais il n’a pas pu travailler parce qu’il ne pouvait pas travailler, ou de moins il travaillait dans des conditions d’infériorité absolue sans pouvoir agir comme il aurait dû agir.
Les nouvelles dispositions effaceront cette période de non-activité et nous faisons le voeu, parce notre opposition est une opposition ferme mais constructive, que malgré le temps perdu on puisse arriver à temps pour obtenir ce qui est le but de ce Conseil en matière de jeux olympiques.
Pour ces raisons nous nous abstiendrons sur la proposition de déchéance des Conseillers Milanesio et Trione.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Limonet, ne ha facoltà.
Limonet (DC) - Dobbiamo ricordare che la nomina a membri del comitato organizzatore dei giochi olimpici 1998 è scaturita dalla risoluzione del Consiglio regionale n. 1399 del 13 luglio 1990, quindi è stato un atto voluto da questo Consiglio. Non possiamo pensare che questo consesso abbia voluto nominare i Consiglieri in questione per poi bruciarli.
Infine, può definirsi amministratore colui che abbia di fatto amministrato denaro pubblico, soggetto poi al controllo successivo necessario. Invece in questo caso non si è avuto nessun uso di denaro ma solo azione di carattere consultivo.
Per queste considerazioni la Democrazia Cristiana ha deciso di astenersi dalla votazione per coerenza.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
Mafrica (PCI) - Il Gruppo comunista si astiene dalla votazione.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Milanesio, ne ha facoltà.
Milanesio (PSI) - Chiedo solo che si dia atto della mia non partecipazione al voto quando si tratterà dell’argomento che mi riguarda.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Trione, ne ha facoltà.
Trione (DC) - Ovviamente anch’io non sarò presente in aula quando si voterà.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.
Riccarand (VA) - Il motto mi sembra quello "arrivano le olimpiadi, travolgiamo tutto". Arrivano le olimpiadi e siccome questa manifestazione deve cambiare le sorti della Valle d’Aosta, incominciamo già adesso a stravolgere tutte le regole, cominciamo ad usare più di quanto mai sia stato fatto le procedure di urgenza nell’approvare le leggi, con i buoni frutti che abbiamo visto dopo il voto del 13 luglio, mettiamo fra parentesi le norme elettorali che potranno essere anche, come dice il Consigliere Bich, da rivedere, però, finchè ci sono vanno rispettate. Facciamo finta che non ci siano, buttiamola sul generico, sul politico, parliamo di altro, e mi pare che qui sostanzialmente negli interventi, a parte alcune cose puntuali su cui risponderò, si è cercato di deviare il discorso, di parlare d’altro per non entrare nel merito della questione. Che è vero ha una implicazione politica generale, ma è anche una questione di pregnanza giuridica, cioè di rispetto o meno di determinate norme.
Questo clima "arrivano alle olimpiadi, travolgiamo tutto" è molto pericoloso; è molto pericoloso che ci facciamo trascinare in questo vortice ancora in fase iniziale di precandidatura. Immagino cosa mai succederebbe in Valle d’Aosta se avessimo questa impostazione e se lo spirito con cui lo affrontiamo fosse questo.
Ma al di là di questo vorrei, rimanendo sul terreno concreto del ricorso e della situazione di ineleggibilità, dare alcune risposte puntuali.
Si dice che non dobbiamo fare uno sgambetto ai due Consiglieri perchè c’è stata una volontà del Consiglio che li ha nominati in quella carica, quindi è stata colpa nostra se si sono trovati in quella carica e adesso non possiamo dar loro addosso.
Questa tesi a mio avviso non sta in piedi, perchè i membri del comitato promotore hanno, con tutto il tempo necessario, verificato e preso atto che una serie di perplessità e di dubbi che all’inizio erano stati espressi sulla legittimità della loro situazione quando abbiamo discusso della legge regionale erano fondati. Questo è avvenuto una settimana dopo l’approvazione della legge, prima che la legge entrasse in vigore, nel momento in cui si costituiva il comitato, ed è avvenuto attraverso una richiesta di un autorevole parere legale che ha ribadito questa situazione di incompatibilità.
Ora, una volta constatata questa situazione, qual era il dovere di questi Consiglieri eletti in queste cariche? Era quello di dimettersi da questa carica, in modo da dare una composizione diversa del comitato. Si dice che c’erano in mezzo le ferie, il mese di agosto ecc.; va bene, allora si poteva anche rimanere in carica, visto che la legge non era ancora pubblicata, comunque impegnandosi all’inizio di settembre, alla ripresa dei lavori del Consiglio, di porre il problema subito in Consiglio, di presentare le proprie dimissioni per dare una composizione diversa al comitato. Ma l’atteggiamento non è stato questo.
Preso atto della situazione di incompatibilità, è partita la manovra che dicevo prima, è partita quella lettera vergognosa del Presidente del comitato, Milanesio, che ha chiesto al Presidente della Giunta di non pubblicare una legge regionale.
Ho sentito prima il Consigliere Milanesio che ha detto: "Quando il Consiglio regionale fa una legge, impegna tutti e tutti sono tenuti a rispettarla". Va bene; e allora poi come si fa a scrivere al Presidente della Giunta per chiedere di soprassedere alla pubblicazione di una legge regionale? Quindi c’era consapevolezza del fatto di trovarsi in una situazione di ineleggibilità, ma nonostante questo si voleva uscire dalla situazione attraverso la non pubblicazione di una legge votata dal Consiglio.
Dal punto di vista operativo mettiamoci anche nella logica di chi dice "travolgiamo tutto pur di fare le olimpiadi, pur di presentare i dossiers", e mi dispiace che il Consigliere Mafrica si sia affiliato così a buon mercato a questo partito della candidatura ad ogni costo. Ma, dicevo, anche all’interno di questa logica di chi vuole ad ogni costo presentare la candidatura e avere il comitato promotore, non era saggio che i Consiglieri che sapevano di essere in una situazione che non permetteva a questo comitato di funzionare, dessero le dimissioni, si nominasse subito nel primo Consiglio di settembre un comitato fatto da esterni che potesse operare fino in fondo? No, questo non si è voluto fare, perchè c’era chi voleva e continua a voler ad ogni costo rimanere nel comitato promotore e rimanere nel Consiglio regionale, lasciando di fatto una situazione di ineleggibilità però camuffata con delle norme giuridiche diverse. Questa è la realtà dei fatti.
Quindi c’era consapevolezza della situazione, forse non all’inizio da parte di tutti quando è stata votata la legge, forse è venuta dopo, però questa consapevolezza quando è venuta non la si è voluta tradurre in scelte precise.
Qui si dice che il ricorso è fazioso perchè è stato presentato nei confronti di due Consiglieri regionali e non nei confronti del Consigliere Faval, che è dell’Union Valdôtaine che è un partito di minoranza.
Ma il motivo per cui il ricorso non è stato presentato nei confronti del Consigliere Faval mi sembra di una evidenza totale perchè il Consigliere Faval si è dimesso prima della entrata in vigore della legge, e prima che la legge entrasse in vigore non c’era nessun elemento di ineleggibilità, perchè chiunque può far parte di qualsiasi comitato ma l’ineleggibilità scatta nel momento in cui questo comitato viene posto sotto la vigilanza della Regione, e questo avviene soltanto con l’entrata in vigore della legge. Quindi non ha senso fare questo discorso del Consigliere Faval, non sta in piedi da nessuna parte; si vuole solo, creare confusione sulla questione.
Al Consigliere Faval va dato atto di essere stato l’unico corretto perchè di fronte ai problemi ha dato le dimissioni; se tutti gli altri membri regionali del comitato avessero fatto lo stesso, avrebbero permesso la ricostituzione in termini brevi di un comitato operativo sotto tutti gli effetti.
Un’altra osservazione che vorrei fare riguarda le spese che non sono state fatte dal comitato e quindi non avendo il comitato speso soldi della Regione, questo determinerebbe una insussistenza della operatività del comitato e della ineleggibilità. Mi dispiace, non c’entra niente il fatto che siano state fatte delle spese o meno, la legge non parla di spese ma dice: "I funzionari della carriera direttiva o assimilata degli enti, istituti o aziende dipendenti o sottoposte alla vigilianza della Regione, nonchè agli amministratori di tali enti, istituti o aziende". Non c’entra niente dunque la questione della spesa, quello poteva essere un ulteriore elemento, quello poteva ricadere in un altro articolo, mi pare sia l’articolo 7, che dice: "Coloro che hanno il maneggio del denaro della Regione...". Questa è un’altra argomentazione ma non è stata neppure sollevata nel ricorso. Invece rispetto allo status dei due Consiglieri, secondo me non c’è nessun dubbio.
Vorrei fare un’ultima considerazione; si dice che questo è un attacco al Consiglio, che il Consiglio si deve tutelare ecc. Invece credo che è proprio nel modo in cui è stata gestita tutta questa operazione che c’è un sostanziale disprezzo del Consiglio regionale, c’è un attacco grave ai poteri del Consiglio quando si dice al Presidente della Giunta di non pubblicare una legge regionale, una legge d’urgenza che viene tenuta nel cassetto e che viene pubblicata soltanto dietro una pressione forte da parte della minoranza.
C’è disprezzo in Consiglio regionale quando si vuole cambiare tutto lasciando tutto immobile, cioè rinominando un comitato in cui le stesse persone si ritrovano svolgendo una funzione analoga ma solo camuffata diversamente. C’è un disprezzo quando si vuol far apparire come non operativo un comitato che ha operato in lungo e in largo sotto tutti gli aspetti.
Quindi sono preoccupato di questa insensibilità rispetto a certe norme e a certe procedure, che si sta aggravando all’interno di questo Consiglio e che mi pare rischia di essere accentuata ulteriormente dal modo sbagliato con cui si vive questa frenesia olimpica.
Mantengo il ricorso, prendo atto che i Gruppi consiliari che si sono espressi si asterranno sulla votazione; anche questo dell’astensione mi sembra un atteggiamento un po’ ipocrita nel senso che si può essere d’accordo sul ricorso, si può essere contrari, però il fatto di astenersi mi sa tanto di chi ha persino paura dell’ombra del voto nella segreta dell’urna. Purtroppo la votazione è segreta, sarebbe stato molto meglio la votazione palese, ma la consuetudine prevede il voto segreto quindi c’è una non volontà di esprimersi. Direi che in tutta questa enfatizzazione delle olimpiadi, sicuramente l’unica cosa che manca in questo Consiglio è lo spirito di partecipare: qui l’importante non è partecipare, l’importante direi è astenersi.
Presidente - Procediamo alla votazione che, come è stato sottolineato, è segreta trattandosi di persone, nei confronti del Consigliere Milanesio. Le votazioni sono due, sono distinte, si vota sul ricorso pertanto la votazione avviene con pallina bianca (voto favorevole al ricorso), pallina nera (voto contrario).
Si dà atto che il Consigliere Milanesio si assenta dall’aula e prego il Consigliere Segretario di procedere alla votazione segreta per appello nominale:
Votazione a scrutinio segreto
Esito della votazione:
Presenti: 31
Votanti: 1
Favorevoli: 1
Astenuti: 30 (Aloisi, Andrione, Bajocco, Beneforti, Bich, Bondaz, Chenuil, Dolchi, Faval, Fosson, Lanièce, Lanivi, Lavoyer, Limonet, Louvin, Mafrica, Maquignaz, Marcoz, Martin, Monami, Mostacchi, Pascale, Perrin, Ricco, Rollandin, Rusci, Stévenin, Trione, Vallet e Viérin)
Il Consiglio non approva
Presidente - Pongo in votazione per scrutinio segreto il ricorso nei confronti del Consigliere Trione. Si dà atto che il Consigliere Trione si assenta dall’aula.
Votazione a scrutinio segreto.
Esito della votazione:
Presenti: 30
Votanti: 1
Favorevoli: 1
Astenuti: 29 (Agnesod, Aloisi, Andrione, Bajocco, Beneforti, Bich, Bondaz, Chenuil, Dolchi, Faval, Fosson, Lanièce, Lanivi, Lavoyer, Limonet, Louvin, Mafrica, Maquignaz, Marcoz, Martin, Milanesio, Monami, Mostacchi, Pascale, Ricco, Rollandin, Rusci, Vallet e Viérin)
Il Consiglio non approva.
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