Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 1415 del 26 settembre 1990 - Resoconto

OGGETTO N. 1415/IX - Attività del comitato promotore della candidatura della città di Aosta all’organizzazione dei giochi olimpici invernali del 1998 (Interpellanze).

Presidente - Signori Consiglieri, l’oggetto n. 10 e l’oggetto n. 13 sono quasi identici; se i presentatori delle interpellanze non hanno niente in contrario, la proposta della Presidenza è di abbinarne le illustrazioni e le repliche.

Non ci sono osservazioni, allora gli oggetti 10 e 13 sono abbinati.

Do lettura del testo delle interpellanze iscritte al n. 10 e al n. 13 dell’ordine del giorno, presentate rispettivamente dal Consigliere Riccarand e dai Consiglieri Viérin, Andrione, Marcoz, Louvin e Faval:

lNTERPELLANZA

Nello scorso mese di luglio la nuova maggioranza regionale si prodigò per far inserire d’urgenza ed approvare dal Consiglio regionale, nell’adunanza del 13 e 14 luglio, un disegno di legge che prevedeva un finanziamento di 4 miliardi di lire ad un Comitato costituito a sostegno della candidatura della Valle d’Aosta quale sede dei Giochi olimpici invernali del 1998.

Il dibattito e l’approfondimento vennero strozzati in Commissione ed in Consiglio perchè la legge doveva assolutamente essere approvata subito altrimenti non si sarebbe più potuto neppure prendere in considerazione l’ipotesi di una candidatura olimpica per la Valle d’Aosta.

A chi osservava che iniziative promozionali ed informative potevano comunque essere assunte con deliberazioni della Giunta regionale, venne risposto che ciò era assolutamente impossibile.

Sono ormai trascorsi due mesi dalla forzatura della maggioranza per ottenere l’approvazione della legge e ognuno può oggi notare:

1) che la legge non è stata utilizzata, anzi, finora non è stata neppure pubblicata;

2) che tutte le iniziative del Comitato olimpico sono state finanziate con deliberazioni di Giunta (cioè con quello strumento che, secondo la Giunta, a luglio non si poteva utilizzare).

C’è inoltre da chiedersi su quale base opera un Comitato che su quattro membri effettivi ne conta uno dimissionario (Faval) ed un altro (Tonino) che non è stato regolarmente nominato.

Il "pasticcio olimpico" confezionato dalla maggioranza e dalla Giunta regionale richiede un riesame critico in Consiglio regionale.

Tutto ciò premesso, il sottoscritto Consigliere regionale del Gruppo Verde Alternativo

interpella

la Giunta regionale per sapere:

1) in che data è stata vistata e promulgata la legge regionale di finanziamento del Comitato olimpico;

2) in che data è stato richiesto il parere legale sull’eventuale ineleggibilità per i consiglieri regionali facenti parte del Comitato olimpico ed in che data è pervenuta la risposta;

3) quando si intende pubblicare sul Bollettino Ufficiale della Regione la citata legge;

4) che cosa si intende fare per risolvere il "pasticcio olimpico" e quali provvedimenti si intendono assumere nei confronti dei Consiglieri del Comitato che risulteranno ineleggibili al momento della entrata in vigore della legge.

F.to: Elio Riccarand

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INTERPELLATION

"Attendu qu’en date du 13 juillet 1990, le Conseil régional a pourvu à la nomination de ses représentants au sein du Comité promoteur pour le soutien de la candidature de la Ville d’Aoste à l’organisation des Jeux Olympiques d’hiver de 1998 et que, successivement, afin que le Comité susdit "puisse avoir recours à des crédits adéquats, susceptibles de permettre le bon déroulement d’une vaste et complexe série d’initiatives promotionnelles ainsi que la préparation minutieuse des nombreux documents requis par le CIO en vue d’évaluer au mieux le bien-fondé de cette candidature", il a approuvé, avec procédure et déclaration d’urgence, le projet de loi n° 202 portant "Intervention régionale pour le soutien de la candidature à l’organisation des Jeux Olympiques d’hiver de 1998";

Ayant constaté que cette mesure, visée par le Président de la Commission de coordination en date du 20 août 1990, n’a été - fait inexplicable - promulguée que le 29 août 1990 et n’a pas encore été publiée au Bulletin Officiel de la Région Autonome Vallée d’Aoste;

Ayant eu connaissance des difficultés opérationnelles du Comité promoteur, dont certains membres pourraient être dans une condition de possible inéligibilité survenue, difficultés signalées à la présidence du Gouvernement par lettre du Président dudit Comité;

Ayant par contre constaté que d’autres projets de loi approuvés par l’Assemblée régionale lors de cette même séance des 12 et 13 juillet dernier, visés par le Président de la Commission de coordination à cette même date du 20 août 1990, ont été promulgués, même s’ils ne faisaient pas l’objet d’une déclaration d’urgence, en date du 21 août 1990 et publiés, en date du 4 septembre 1990, au Bulletin Officiel de la Région Autonome Vallée d’Aoste;

Estimant que la procédure suivie par le Président du Gouvernement valdôtain est contradictoire et contraire à la volonté qu’avait exprimée le Conseil régional;

Etant donné, par ailleurs, que la non publication de la loi régionale n° 67 du 29 août 1990 empêche le Comité promoteur d’exercer ses fonctions d’une manière efficace et autonome et, par opposition aux affirmations du rapporteur, fait tomber "l’extrême urgence de la disponibilité de crédits adéquats";

Vu la démission, en date du 4 septembre 1990, du Conseiller Renato Faval du Comité promoteur;

Face à la nécessité de tirer au clair cette question et de connaître quels ont été, malgré l’absence de texte législatif, les programmes que le Comité a élaborés, les actions qu’il a entreprises, les décisions et les engagements qu’il a pris, les financements qu’il a reçus et les rapports qu’il a entretenus avec le Gouvernement valdôtain,

interpellent

le Gouvernement valdôtain pour:

1) connaître la teneur de la lettre que le président du Comité promoteur a adressée au président du Gouvernement valdôtain, quelles décisions ont été adoptées ou sont envisagées pour permettre au Comité d’agir d’une manière autonome, savoir pourquoi la promulgation de la loi n° 67 ne date que du 29 août 1990 et connaître les motifs du retard de sa publication au Bulletin Officiel de la Région Autonome Vallée d’Aoste;

2) connaître les programmes que le Comité a établis, les financements qu’il a reçus, les décisions qui ont été prises, les actions qui ont été entreprises, les charges qui ont été attribuées ou les sociétés qui ont été interpellées, ainsi que les dépenses qu’il a du affronter;

3) savoir s’il existe des procès-verbaux des réunions du Comité et si celui-ci s’est doté d’un système d’organisation, si des collectivités locales, des responsables d’organismes et des associations sportives ont pris part à la préparation du dossier de candidature; dans l’affirmative, lesquels;

4) savoir quelles ont été jusqu’à présent les interventions du Gouvernement valdôtain, quel est le montant des dépenses y afférentes et quels sont les rapports que le Gouvernement valdôtain a entretenus avec le Comité promoteur.

Signé: Viérin, Andrione, Marcoz, Louvin, Faval

Presidente - Ha chiesto di illustrare l’interpellanza iscritta al numero 10 il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

Riccarand (VA) - Questa interpellanza affronta la nota questione della costituzione del comitato olimpico e dei suoi rapporti con l’Amministrazione regionale e i finanziamenti regionali.

Ci troviamo di fronte ad una vicenda che ha diversi aspetti sconcertanti. Nel mese di luglio, come tutti quanti ricorderanno, venne portato all’esame del Consiglio con procedura di urgenza il disegno di legge n. 202. Quel disegno di legge venne definito non solo urgente ma indispensabile per poter fare qualsiasi atto che avesse attinenza con la candidatura olimpica della città di Aosta della Regione Valle d’Aosta.

Venne detto allora che se non si approvava subito la legge, non era possibile assumere nessuna iniziativa, non sarebbe stato possibile mandare una delegazione all’incontro di Tokio, non sarebbe stato possibile avviare i passi per la preparazione di un dossier che è richiesto dal comitato olimpico internazionale, eccetera.

A chi obiettava dicendo che queste cose si possono benissimo fare con una deliberazione di Giunta che dà dei finanziamenti, assegna degli incarichi eccetera, venne risposto che questo non era possibile, quindi bisognava, forzando le procedure e forzando anche il regolamento che era appena stato modificato dal Consiglio regionale, vanificando sostanzialmente la figura del relatore, approvare quella legge.

E così avvenne: riunendo d’urgenza le Commissioni, iscrivendo d’urgenza l’oggetto ai lavori del Consiglio del 13 luglio, inserendo nella legge stessa la dichiarazione di urgenza, per cui la legge entra in vigore il giorno successivo alla sua pub-blicazione sul bollettino ufficiale, si ottenne di far approvare quella legge che era ritenuta fonda-mentale.

Non sappiamo ancora oggi, adesso spero che nelle risposte venga data una spiegazione ufficiale, se questa legge è stata finalmente pubblicata ed è entrata in vigore; fino all’altro ieri non era nè pubblicata nè era in vigore.

Pochi giorni dopo aver approvato il disegno di legge, sono sorti dei dubbi sulla legittimità del provvedimento e soprattutto sulle situazioni di incompatibilità e di ineleggibilità che derivavano dall’applicazione della legge, dei rapporti fra un comitato composto da consiglieri regionali e una legge regionale che finanziava questo comitato ed esercitava una vigilanza sullo stesso, con tutta una serie di problemi che ne derivavano.

Acquisito un parere legale che confermava queste preoccupazioni di ineleggibilità si è arrivati ad una situazione paradossale, per cui la legge così indispensabile e così necessaria è stata tenuta ferma nei cassetti volutamente e deliberatamente.

Il Presidente della Giunta ha aspettato l’ultimo giorno utile dei dieci che ha a disposizione per promulgare un disegno di legge urgente, dopo di che non ha provveduto alla pubblicazione della legge. Tutte le leggi che sono state approvate dal Consiglio regionale il 13 e 14 luglio sono già state pubblicate nel primo bollettino ufficiale che è uscito all’inizio del mese di settembre, mentre questa legge urgente non è stata pubblicata nè sul bollettino ufficiale del 4 settembre, nè sul bollettino ufficiale dell’11 settembre, nè sul successivo bollettino ufficiale.

Quindi c’è stato un notevole ritardo di pubblicazione rispetto al visto, rispetto anche alla stessa promulgazione, il quale costituisce un fatto politico che non può non essere rimarcato. E non può non essere rimarcato negativamente in presenza di una maggioranza e di una Giunta che proprio sulle questioni di metodo, sulle questioni di correttezza ha dichiarato di essersi fondata. Una maggioranza e una Giunta che afferma la priorità delle questioni di metodo e di correttezza, e che poi di fronte ad una legge urgente decide di scegliere una strada che è quella di nascondere nei cassetti questo provvedimento, non solo, ma di partorire un nuovo disegno di legge che abroga la precedente legge, cercando di forzare le Commissioni perchè lo esaminino, esprimano dei pareri, avviino un iter, prima ancora che venga pubblicata ed entri in vigore la legge che questo nuovo disegno di legge dovrebbe abrogare, creando in questo modo una situazione di groviglio giuridico che non ho mai verificato nella mia esperienza di Consigliere regionale.

Questo è il primo dato che solleviamo con la interpellanza: come mai questi ritardi, conoscere una serie di dati, sapere come mai questa urgenza è scomparsa nel tempo.

L’altro aspetto che vogliamo sollevare è questo. Nonostante la legge non sia finora entrata in vigore e fosse ritenuta indispensabile per qualsiasi atto, abbiamo visto che il comitato ha comunque agito ed operato; i rappresentanti del comitato sono stati a Tokio, sono stati in altre parti del mondo, il comitato ha affidato delle consulenze e degli incarichi, ha rilasciato valanghe di dichiarazioni e di interviste. Chiediamo di sapere attraverso quali procedure e quali atti tutto questo è avvenuto, visto che tutto questo doveva passare attraverso una legge e i finanziamenti di una legge che non sono mai diventati operativi, una legge che non è mai neanche stata pubblicata.

E poi c’è un’ultima questione che poniamo: se questa legge che non si voleva ad ogni costo pubblicare (solo la presentazione delle due interpellanze che discutiamo oggi hanno fatto finalmente tirare fuori dal cassetto e fare forse stampare sul bollettino ufficiale della Regione), se questa legge è stata effettivamente pubblicata ieri ed entra in vigore oggi, si pone in tutta la sua rilevanza un problema di ineleggibilità per i consiglieri che ancora fanno parte di questo comitato promotore per la candidatura di Aosta.

Ai sensi della legge 1257/62, così come modificata dalla legge 157/78, è prevista l’ineleggibilità sopravvenuta per i consiglieri regionali che fanno parte di enti ed istituti che sono sottoposti alla vigilanza dell’Amministrazione regionale. Tali norme di legge prevedono una chiara situazione di ineleggibilità per i membri del comitato che sono consiglieri nel momento in cui entra in vigore la legge, quindi si pone per il Consiglio regionale un problema istituzionale molto delicato, su cui chiediamo alla Giunta quali sono le intenzioni operative da parte dell’esecutivo.

Presidente - Pour l’objet n° 13 la parole au Conseiller Andrione.

Andrione (UV) - Nous avons remarqué une certaine confusion dans les procédures administratives concernant cette loi: approuvée le 13 du mois de juillet, a été promulguée, bien qu’elle était déclarée urgente, avec retard et ne résulterait pas encore publiée.

Cela pose un problème de fonctionnement du comité pour le soutien de la candidature aux Jeux Olympiques de la ville d’Aoste qui paraît, vu que le Proche-Orient est de mode, un comité posé entre ciel et terre assis sur un tapis volant... qui vole très bien parce qu’il peut arriver même en Extreme-Orient, mais c’est un comité qui ne pourrait pas fonctionner. Et ne pouvant pas fonctionner, donne des charges, laisse des interviews, et cetera.

Nous voudrions comprendre comment cela peut se passer, à quel titre et sous les règles de quelle Administration.En même temps nous voudrions savoir si une lettre a été écrite par le Président du susdit comité pour demander que la loi ne soit pas publiée, loi que le même Président, pas encore en ce moment mais en tant que Conseiller, avait déclarée très urgente.

Et en même temps nous voudrions savoir le mécanisme par lequel ce comité fonctionne: s’il y a un secrétariat, s’il y a des procès-verbaux, s’il y a quelque chose qui reste de l’activité que du moins non-officiellement le comité a dans ces jours-ci déployée.

Presidente - Ha chiesto di parlare l’Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali Pascale, ne ha facoltà.

Pascale (PSI) - Per ciò che concerne la promulgazione e la pubblicazione della legge votata il 13 luglio risponderà il Presidente della Giunta.

Per quanto riguarda le altre richieste di informazione in particolare poste dai Consiglieri dell’Union Valdôtaine, dirò subito che il comitato non ha ricevuto fino ad oggi nessun finanziamento e non ha speso una lira del denaro pubblico.

Il comitato promotore non ha assunto alcun impegno finanziario nei confronti di terzi, tutte le spese sinora effettuate per il sostegno della candidatura olimpica sono state assunte con delibera della Giunta regionale e sono esattamente le delibere 6239 del 27 luglio, 6916 e 6917 del 24 agosto per complessivi 272 milioni.

Non esistono processi verbali delle riunioni del comitato perchè il comitato non ha ancora una sua struttura organizzativa autonoma. Tutte le riunioni si sono svolte presso l’Assessorato al Turismo, alla presenza e con il coordinamento del sottoscritto o del dirigente dell’ufficio.

In definitiva il comitato promotore dal giorno della sua elezione ad oggi ha svolto essenzialmente una funzione consultiva dell’Assessorato e della Giunta regionale.

Il perchè di tutto questo è noto: il 13 luglio questo Consiglio regionale ha votato in gran fretta, è vero, una legge e una composizione del comitato che si sono poi rivelate incompatibili fra di loro. Quando ce ne siamo accorti nei giorni immediatamente successivi, non potevamo più modificare nè l’una nè l’altro, a causa della pausa estiva del Consiglio regionale. Quello che il Consigliere Riccarand chiama "pasticcio olimpico", in realtà è il frutto di una serie di coincidenze negative, in primo luogo la crisi politica che ha bloccato per un mese qualsiasi decisione, poi la necessità di decidere in fretta perchè il Consiglio regionale andava in vacanza, e poi questa pausa estiva di due mesi che ha impedito qualsiasi modificazione della situazione preesistente. Tutto questo però non ha impedito al comitato promotore di operare, sia pure sotto una forma consultiva, e credo che il successo che ha ottenuto a Tokio la presentazione della nostra candidatura sia la dimostrazione più evidente che il comitato, in un periodo impossibile qual è il mese di agosto, ha lavorato ed ha lavorato bene.

Voglio cogliere l’occasione per esprimere il ringraziamento della Giunta a tutti i membri del comitato promotore che non hanno ricevuto alcun compenso per il lavoro svolto, compreso il Consigliere Faval che si è dimesso poco prima della partenza per Tokio, ma fino ad allora ha dato il suo contributo fattivo.

E’ chiaro che a questo punto è necessario modificare questa situazione, ed è in questa direzione che la Giunta si è mossa e si sta muovendo.

Sul piano legislativo abbiamo già approvato in Giunta regionale un disegno di legge, che è ora all’esame delle Commissioni, e che, nel momento in cui verrà approvato dal Consiglio regionale, dovrebbe permettere al comitato promotore di agire in via autonoma per quelli che sono i suoi compiti.

Sul piano organizzativo stiamo allestendo i locali da assegnare a sede del comitato promotore, per permettere a questo di avere una sua struttura organizzativa.

Sul piano dei rapporti con gli organismi e le associazioni sportive abbiamo avuto proprio ieri sera un incontro con i dirigenti della ASIVA e con i due consiglieri valdostani della FISI; nel corso dell’incontro abbiamo chiarito gli equivoci che erano sorti in precedenza e che avevano portato ad una presa di posizione del Consiglio direttivo della ASIVA, abbiamo gettato le basi di una collaborazione comune che, attraverso la costituzione di un comitato tecnico che sarà concordato nei prossimi giorni e che affiancherà il comitato promotore, definirà quella che è la stesura definitiva del dossier che deve essere presentato entro il 31 ottobre, e coordinerà anche le azioni che saranno necessarie fino al 15 giugno, quando verranno in Valle d’Aosta i membri del CIO, ma soprattutto i tecnici per verificare le strutture della nostra Regione.

Rimane un punto e deve essere il Consiglio regionale a chiarirlo: se c’è ancora l’unità delle forze politiche nel volere queste olimpiadi.

Non vi nascondo che la delegazione è partita per Tokio quasi con la convinzione di porre una candidatura di assaggio, di prepararsi alla candidatura del 2002 ed è ritornata con la sensazione e la convinzione di poter competere con le concorrenti più agguerrite e, per una serie di circostanze stavolta fortunate, di avere delle buone possibilità di successo per l’assegnazione dei giochi olimpici nel 1998 e non nel 2002. Per far questo bisogna lavorare molto da qui al 15 giugno, ma soprattutto credo si debba lavorare uniti.

Per convincere la maggioranza dei membri del CIO a scegliere Aosta anzichè un’altra località, saranno necessarie molte cose, ma in modo particolare il requisito principale, quello su cui saranno puntati gli occhi dei membri del CIO, non solo, del mondo intero perchè le concorrenti saranno molto attente a cogliere tutti i segnali che vengono dalla comunità valdostana per ingigantirli o per strumentalizzarli, il requisito principale è che dietro questa candidatura ci sia tutta una comunità che crede nelle olimpiadi, che vuole fortemente queste olimpiadi.

E’ in questa ottica che mi permetto di invitare il movimento dell’Union Valdôtaine a rivedere la sua posizione, ritirando le dimissioni del componente del comitato promotore, per poter lavorare tutti assieme in vista della realizzazione di questo obiettivo.

Questo delle olimpiadi è un tema che riguarda le prospettive e il futuro della comunità valdo-stana, non solo da qui al 1998 ma oltre il 2000. A mio avviso è uno di quei temi sui quali non è possibile giocare con i ruoli della maggioranza e della minoranza.

Voglio ricordare che in passato su alcuni temi di particolare importanza che investivano il futuro della comunità valdostana questo Consiglio regionale ha saputo ritrovare momenti di grande unità, al di là del ruolo che le forze politiche in quel momento si trovavano a svolgere. A me pare che questo delle olimpiadi sia uno dei temi sui quali l’unità del Consiglio regionale è auspicabile.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.

Bondaz (DC) - Per quanto mi riguarda dovrò dare solo delle risposte di carattere tecnico perchè quanto ha detto l’Assessore mi trova assolutamente consenziente.

Anzitutto devo ricordare che esiste solo un unico termine previsto dal nostro statuto ed è quello della promulgazione della legge, che deve essere fatta entro dieci giorni.

La promulgazione è stata fatta nei termini previsti dallo statuto, per cui mi stupisce un po’ questo tipo di domanda.

Per quanto riguarda viceversa la pubblicazione della legge sul bollettino ufficiale, do comunicazione - se ancora non è saputo - che questa è stata pubblicata nel bollettino di ieri, in data 25 settembre.

Anche qui devo dire che mi ha stupito la domanda in quanto non esiste nè statutariamente nè legislativamente un termine entro il quale le leggi devono essere pubblicate, almeno per quanto riguarda la Regione Valle d’Aosta.

D’altra parte, rispetto ad una certa usanza che esisteva di pubblicare le leggi con parecchi mesi di ritardo non credo che questa Giunta abbia assunto comportamenti differenziati, perchè potrei dire - e qui di fronte a me ci sono due ex Presidenti della Giunta - che entrambi hanno pubblicato delle leggi 3-4 mesi dopo, proprio perchè non esisteva un termine di pubblicazione. Per cui oggi la pubblicazione è stata fatta ed ho utilizzato il termine - forse artatamente, forse in modo fallace - previsto per la pubblicazione delle leggi dello stato, che prevede la pubblicazione entro 30 giorni.

Non cambia assolutamente nulla perchè se ci fossero delle ineleggibilità o delle incompatibilità per quanto riguarda i Consiglieri, queste nascono nel momento stesso in cui questi Consiglieri hanno fatto parte del comitato promotore, quindi compreso anche il Consigliere Faval.

Non credo che esistano queste incompatibilità e queste ineleggibilità, perchè fino a prova contraria (così come vi ha detto l’Assessore Pascale) questo comitato promotore è un comitato che potremmo chiamare di diritto privato, che ha fatto quello che doveva fare in sintonia con l’Amministrazione regionale come gruppo consultivo della Giunta, per cui non ha utilizzato nessuna somma. Solo in questa ottica probabilmente potevano nascere delle ineleggibilità.

Comunico altresì al Consiglio di non aver mai chiesto alcun parere legale, almeno a mia conoscenza non esiste questa richiesta, abbiamo presentato un nuovo disegno di legge proprio per superare alcune difficoltà che erano nate subito dopo l’insediamento di questa maggioranza, in quanto la legge - devo riconoscerlo - è stata fatta in modo veloce, ma d’altra parte se non si utilizzava questo sistema, fino a prova contraria la maggioranza precedente di grosse attività a favore delle olimpiadi ne aveva fatte poche, salvo una lettera che ho trovato da parte del mio predecessore del mese di gennaio 1990, con la quale richiedeva al Presidente del Consiglio dei Ministri l’adesione del Governo a questa nostra iniziativa.

Al di fuori di questa, forse non ho ancora avuto tempo di vedere tutto e ve ne chiedo venia, altre iniziative non ne ho trovate.

Riteniamo che con il disegno di legge che è stato presentato si dovrebbero superare difficoltà che qualcuno crede possano nascere, e speriamo che anche le Commissioni si rendano conto della necessità che questa legge vada avanti per poter operare nell’interesse della Valle d’Aosta. Vi do lettura, perchè mi è stato richiesto, della lettera che mi è pervenuta in data 31 luglio da parte del Presidente del comitato promotore.

Bisognerà che il Consiglio faccia mente locale che un conto è il comitato promotore, un conto sarà il comitato organizzatore, perchè sino a questo momento siamo in attesa di avere la desi-gnazione.

Nel momento stesso in cui avremo la designazione, questo comitato promotore, limitatissimo nel numero delle persone, dovrà trasformarsi in un comitato organizzatore di cui dovranno far parte tante persone e direi, se fosse possibile, tutta la Valle d’Aosta, perchè ci saranno delle cose da fare di grande rilevanza dal punto di vista dei trasporti, degli alberghi, degli impianti agonistici, anche se molte strutture noi le abbiamo già e questo ci mette in una posizione di vantaggio rispetto ad altre candidature.

La lettera che ho ricevuto in data 31 luglio, datata 30 luglio, e regolarmente protocollata, ha il seguente tenore:

"Oggetto: Deliberazione del Consiglio regionale n. 1339/IX in data 13.7.90, Attività del comitato promotore olimpico.

In ottemperanza alle risoluzioni del Consiglio regionale in data 13.7.90, relative alla costituzione del comitato promotore e della candidatura olimpica di Aosta, i Consiglieri regionali Faval, Milanesio e Trione, unitamente al Consigliere comunale di Aosta Tonino, hanno costituito con atto notarile in data 17 luglio c.a. il comitato sopra menzionato in forma di associazione senza scopo di lucro.

Nell’interpretare la risoluzione consiliare e il disegno di legge n. 202 approvati dal Consiglio, sono sorti fondati dubbi circa la compatibilità fra i poteri attribuiti al comitato promotore, poteri di spesa, maneggio del denaro ed obbligo di rendiconto, e la carica di Consigliere regionale.

Nel suggerire al Presidente della Giunta regionale di voler acquisire un autorevole parere sull’argomento (cosa che non ho fatto perchè non ritenevo che fosse necessario assumere un parere a questo riguardo) e se del caso assumere le opportune iniziative per ovviare agli inconvenienti temuti, ci permettiamo, in caso di esito positivo dell’esame da parte dell’organo di controllo, di invitarla a sospendere la pubblicazione del disegno di legge n. 202 sul bollettino ufficiale della Regione in attesa che il Consiglio regionale adotti una disciplina che non presti il fianco ai suesposti dubbi.

La richiesta è motivata dal fatto che un ragionevole ritardo della pubblicazione della legge contenuta nei tempi necessari per l’adozione di una nuova legge regionale, che modifichi o abroghi la precedente, impedisce che al comitato siano attribuiti i poteri previsti dal disegno di legge n. 202, fonte di probabile incompatibilità con la carica di Consigliere regionale.

Nella presente fase il comitato, tenuto conto delle motivazioni di indifferibilità e urgenza che hanno indotto il Consiglio regionale ad approvare il provvedimento di sostegno alla candidatura olimpica di Aosta e della Regione, è disponibile ad agire come organo consultivo della Giunta regionale.

Nell’attesa, qualunque decisione organizzativa mirante al sostegno della nostra candidatura olimpica potrà essere gestita direttamente dall’Assessorato regionale al turismo, almeno fino al momento in cui, con il nuovo atto legislativo, siano meglio definiti i compiti ed i poteri del comitato promotore.

Nel dichiararci a vostra disposizione, cogliamo l’occasione per porgere distinti saluti.

Il Presidente del comitato promotore

Bruno Milanesio"

Questa è la lettera che ho ricevuto, di cui mi è stata richiesta la lettura, non avevo motivo di nessun genere per non leggerla.

Torno a ripetere che, checchè ne dica il Consigliere Milanesio in merito a fonti di eventuali ineleggibilità, personalmente non sono assolutamente d’accordo che ci siano sino a quando non avvenga maneggio di denaro da parte del Consiglieri regionali.

I Consiglieri regionali Faval, Milanesio e Trione non hanno avuto nessun tipo di maneggio di denaro, per cui non ho ritenuto assolutamente di chiedere un parere legale a questo proposito.

Presidente - Ha chiesto di parlare per la replica il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

Riccarand (VA) - Questa è veramente una strana maggioranza che usa uno strano linguaggio: da una parte gli appelli all’unità, alla concordia, al fare insieme, al rispetto delle regole e delle procedure, dall’altra un disprezzo smaccato per quelle che sono le correttezze, le trasparenze, il modo di procedere corretto. Mi chiedo cosa c’è di corretto in una lettera come quella che ci ha letto adesso il Presidente della Giunta, in cui un Consigliere regionale chiede al Presidente della Giunta di non pubblicare una legge che il Consiglio ha approvato e che dovrà poi seguire il suo iter. Cioè a quale titolo e in base a quale legittimità istituzionale viene fatta una simile richiesta?

Pongo questo quesito a tutto il Consiglio, in primo luogo al Consigliere Milanesio, che sicuramente compie un atto di violazione di quelle che sono le norme.

Il Presidente della Giunta ci viene a dire che non ci sono norme statutarie per la pubblicazione di una legge, è vero, nessuno ha mai detto questo, ma non ci sono in quanto chi ha fatto lo statuto e chi fa le leggi dà per scontato che, una volta approvata la legge, una volta vistata, dati dei termini per la promulgazione, questa legge va pubblicata. Ci possono essere dei tempi tecnici, la traduzione in francese nel caso, la stampa del bollettino, ma quando esce un bollettino ufficiale che contiene tutte le leggi che sono state approvate il 13 luglio ad eccezione di questa, e quando dopo questo bollettino ne escono altri due che non contengono questa legge, qui non ci troviamo di fronte ad un fatto tecnico, ma ad una scelta politica inammissibile, inaccettabile, con un abuso di potere da parte del Presidente della Giunta che deriva però (lo apprendiamo adesso) da una richiesta fatta dal Consigliere Milanesio, che dice quella legge non s’ha da pubblicare. E allora obbediente il Presidente della Giunta non la pubblica e la tiene in un cassetto. E l’idea, lo sappiamo tutti perchè poi le cose si vengono a sapere, era quella di non pubblicare questa legge fino a quando non fosse stata approvata una nuova legge che abrogava quella, per pubblicare insieme vecchia legge e nuova legge in un pasticcio indescrivibile.

Se questa è la correttezza nel modo di procedere, l’alto profilo di questa Giunta, mi chiedo più in basso di così come si può scendere.

E veniamo al comitato. Questo comitato è un comitato in alcuni casi consultivo, però, guarda caso, c’è stata l’altro ieri una riunione al Comune di Aosta in cui si è presentato un membro di questo comitato, Alder Tonino, con altri quattro architetti, il quale ha detto: "Il comitato ha incaricato questi quattro architetti di redigere il dossier per la candidatura olimpica di Aosta". Allora questo comitato consultivo a che titolo ha incaricato questi quattro architetti? E se non è il comitato consultivo, chi li ha incaricati questi quattro architetti?

Ci poniamo queste domande perchè non è possibile che prima ci viene chiesto di agire tutti insieme, e poi le cose vengono fatte con queste scorrettezze, con questa mancanza di chiarezza fin dall’inizio su quello che si vuole fare.

E’ chiaro che le olimpiadi sono una cosa seria, ma proprio perchè sono una cosa seria non possono essere affrontate in questo modo, scegliendo di fare un comitato così come è stato fatto.

E allora quando sono nati dei dubbi sui problemi di ineleggibilità e incompatibilità di questo comitato, la scelta era molto semplice: bastava che i membri del comitato dessero le dimissioni, dopo di che si poteva procedere alla pubblicazione della legge nei suoi termini naturali e tutti gli atti sarebbero stati fatti dall’Assessorato al Turismo con deliberazione di Giunta, come sono stati fatti. Invece si è voluto salvare l’esistenza del comitato rispetto al CIO, rispetto a Tokio, rispetto ai giornali ecc. e poi negarla rispetto al Consiglio, perchè evidentemente sarebbero sorti quei problemi.

Si è creato un meccanismo che è completamente assurdo e tutto deriva dal fatto di aver voluto fare un comitato che è una assurdità, un comitato composto da tre Consiglieri regionali e da un Consigliere comunale di Aosta, quando in tutte le altre realtà dove si pone una candidatura olimpica un comitato promotore è cosa totalmente diversa e non è una emanazione "tout court" dell’Amministrazione regionale o del dipartimento o di un Comune, ma è un qualcosa di molto più ampio in cui il ruolo della pubblica amministrazione è del tutto secondario, perchè ci sono forze economiche, ci sono dei privati cittadini, ci sono forze industriali, ci sono realtà sportive. Questo è il comitato promotore, qui da noi no.

Credo che questo modo di affrontare le olimpiadi non possa portare a nessuna convergenza, e riprendo anche le osservazioni che ho fatto stamattina al Presidente del Consiglio, anche in quel caso non ci si può nascondere, come fa il Presidente della Giunta, dietro motivazioni di tipo burocratico.

Quando c’è una Commissione che chiede di poter esaminare un disegno di legge, e questo succede molto raramente, in questa legislatura è successo due volte, nelle precedenti legislature probabilmente non è mai successo, perchè le si dice di no? Lo sappiamo perchè le si dice di no, perchè c’è anche lì una volontà politica, ma non è sicuramente una scelta questa che porta ad un coinvolgimento di tutto il Consiglio e alla possibilità di prendere delle decisioni in comune.

Siamo stupefatti di fronte all’approssimazione, superficialità e scorrettezza con cui è stata affrontata tutta questa tematica olimpica. Non siamo assolutamente disposti a seguire questa strada, anzi siamo intenzionati ad usare tutti gli strumenti possibili per combattere questo modo di fare.

E poi c’è un ultimo dato di fatto. Il Presidente della Giunta di fronte ad una precisa domanda: "In che data è stato richiesto il parere legale sull’eventuale ineleggibilità per i Consiglieri regionali facenti parte del comitato olimpico e in che data è pervenuta la risposta" dice che non è stato richiesto nessun parere legale. A me risulta invece, e questo il Presidente della Giunta lo sa benissimo....

Bondaz (DC) - Dal mio ufficio non è partita nessuna richiesta di parere legale.

Riccarand (VA) - Esiste una richiesta che è passata attraverso il Presidente della Giunta di un parere legale, e la lettera di Milanesio è proprio la conseguenza di quel parere legale. Probabilmente qualcuno ha anche copia di questa lettere, quindi si può facilmente esibire. E’ un atto che è facilmente rintracciabile, signor Presidente.

Evidentemente si pone, anche sulla scorta di questo parere legale, un problema di ineleggibilità. Come Gruppo consiliare, siccome siamo del parere che nel momento in cui entra in vigore la legge si pongono dei problemi di ineleggibilità, riteniamo che o il Consigliere Trione e il Consigliere Milanesio danno le dimissioni da questo comitato, e allora il discorso si riapre, si rifà un comitato che non sia composto da Consiglieri, che non ha questo problema, oppure saremo costretti a fare ricorso ai sensi della legge e del regolamento per dichiarare l’ineleggibilità dei due Consiglieri regionali, perchè questo mi sembra un atto doveroso da parte di un Consigliere regionale.

Presidente - Per la replica relativa all’oggetto n. 13 ha chiesto di parlare il Consigliere Viérin, ne ha facoltà.

Viérin (UV) - Dans ses réponses, l’Assesseur Pascale a anticipé en partie le débat que nous ferons certainement à nouveau quand on discutera de la démission présentée par M. Faval du comité promoteur pour le soutien de la candidature de la ville d’Aoste aux Jeux olympiques d’hiver de 1998.

Nous avons présenté cette interpellation avec l’intention de diviser les deux problèmes - politique et juridique -, parce que nous ne voudrions pas qu’un débat axé sur des raisons de caractère politique, donc sur des considérations d’ordre général, puisse faire oublier les requêtes concernant la légalité des procédures suivies ou des décisions prises pour permettre le fonctionnement et l’activité du comité.

A cet effet nous nous réservons d’intervenir par la suite pour mieux préciser notre position et pour définir le sens des appels qui nous sont adressés au nom de la raison d’état, de l’émergence, de l’union sacrée ou de la prise en charge de responsabilités que nous n’avons jamais refusées. Il est aussi important de souligner que nous avons agi pour que la candidature de la ville d’Aoste soit posée, mais que nous n’avons pas voté la composition du comité, dont on discute l’activité.

Par ailleurs, les réponses de l’Assesseur nous ont permis de vérifier, comme nous le supposions, que ce comité n’a pas rédigé de procès-verbaux, ne dispose pas de structures autonomes. C’est un comité qui - comme l’a affirmé l’Assesseur - paraît-il rempli simplement des fonctions consultatives de l’Assessorat et du gouvernement valdôtain qui n’a reçu aucun financement, qui n’a pas dépensé un sou, mais qui a quand même - et sur ce point il n’y a pas eu de réponse - pris des décisions. En effet rien nous a été dit quant aux actions entreprises, aux charges attribuées ou aux sociétés interpellées. M. Riccarand a déjà fait référence à la réunion qui s’est tenue à la Commune d’Aoste, où M. Tonino et un groupe d’architectes chargés par le comité ont présenté différentes propositions concernant la localisation du stade olympique, du village olympique, des palais des sports. Mais ces architectes ont été chargés par qui? Par un comité consultatif du gouvernement? Est-ce qu’il y a responsabilité du gouvernement? Est-ce qu’il y a un engagement dans ce sens ou non? De plus au cours de cette réunion des affirmations graves ont été faites quant à l’emplacement de ces structures: à savoir l’aire de la Cogne.

Suite aux éclaircissements sollicités, les res-ponsables de ce comité ont répondu: "Mais comment? Nous imaginons ou nous envisageons d’utiliser les aires de la Cogne parce que tout le monde connaît, tout le monde est au courant de la crise irréversible de cette entreprise et donc de sa fermeture probable.

Ce sont des affirmations graves et nous voudrions en vérifier la portée ou le bien-fondé.

Pas de possibilités de modification, nous a dit l’Assesseur, mais nous ne le croyons pas; il y avait une possibilité de modification, aujourd’hui également existent des possibilités pour éviter de reparcourir le chemin des procédures d’urgence et du non-respect des principes de la légalité. Nous avons dû solliciter au sein des différentes Commissions le renvoi de l’examen d’un projet de loi présenté pour modifier une loi qui n’a pas encore été publiée. Nous avons pris acte également du retard (je ne sais pas si du comité, de l’assessorat, du gouvernement) quant à la consultation des responsables des organismes ou des associations sportives; la dernière réunion ou la réunion où les différents problèmes ont été éclaircis a été faite, à ma connaissance, seulement hier soir.

Mais je pense qu’il est également important d’analyser l’intervention du Président du Gouvernement; tout d’abord une déception pour les réponses fournies. En effet il suffit de consulter le statut ou un manuel de droit pour avoir les mêmes réponses . Nous lui demandions une réponse de nature politique. Et là encore une fois, il y a contradiction entre les déclarations fracassantes faites au sein de cette salle sur la primauté de la politique par rapport au précédent et prétendu tran-tran d’ordre bureaucratique et technique.

Je crois que les choses non seulement n’ont pas changé, mais ont empiré, parce que tout simplement on nous a dit que l’art. 31 du statut prévoit une certaine procédure, qu’il n’y a aucune obligation pour la publication, mais qu’en se rapportant aux us et coutumes des administrations précédentes tout pouvait être accepté.

Je pense que les affirmations les plus graves sont néanmoins les considérations sur la lettre adressée au Président du Gouvernement par le Président du comité promoteur. A cet égard nous avons pu constater que suite à l’invitation d’un Conseiller régional de ne pas publier une loi régionale, le Président du Gouvernement, qui devrait être, dans l’exercice de ses fonctions, le garant du respect de la légalité et de la légitimité des procédures, a accepté cette invitation, et même si avec la justification de raisonnements techniques, la loi n’a pas été publié.

Il y a eu donc une requête de non-publication. Résultat: la loi n’a pas été publiée, ou elle a été publiée hier suite aux requêtes et aux sollicitations formulées par les représentants de la minorité.

Mais chose encore plus grave, le Président du Gouvernement affirme n’avoir jamais eu connaissance d’avis juridiques demandés pour la situation de prétendue inéligibilité survenue des membres du comité. Or, nous sommes en possession d’une lettre du prof. Biagini, adressée au Président du Gouvernement du Val d’Aoste, dans laquelle on affirme (je lis simplement la première phrase): "Ella mi ha chiesto tramite il Consigliere regionale Bruno Milanesio, con fax datato 23 luglio 1990, di esaminare la compatibilità mandato di consigliere regionale con componente di comitato promotore della candidatura olimpica di Aosta".

A part la gravité des affirmations faites par le Président du Gouvernement, auquel je formule par ailleurs la requête de pouvoir disposer d’une copie de la lettre qui lui a été adressée par le Président du comité promoteur, je pense qu’on ne peut que condamner ces affirmations, parce qu’elles ne correspondent absolument pas à vérité et de plus parce qu’elles sont en contradiction avec la thèse soutenue auparavant par l’Assesseur au Tourisme. En effet s’il s’agissait, comme le prétend M. Pascale, d’un comité avec des fonctions consultatives de l’Assessorat et du Gouvernement, tous les actes accomplis par ce comité et par son Président seraient des actes du Gouvernement, comme par ailleurs est dit dans cette lettre: "Ella mi ha chiesto tramite il Consigliere regionale Bruno Milanesio, di esaminare la compatibilità mandato di consigliere regionale con componente di comitato promotore della candidatura olimpica di Aosta".

De toute façon nous considérons qu’il s’agisse de faits extrêmement graves. Nous nous réservons de les examiner avec l’attention nécessaire et d’entreprendre toutes les mesures et les démarches nécessaires afin de reconduire au sein de ce Conseil un climat au moins de legalité et de franchise.

Presidente - M. Viérin a utilisé 11 minutes des 10 à sa disposition, je demanderais à M. Faval s’il ne peut pas renoncer à la parole qu’il a demandée et de la prendre à l’objet n° 27, quand on discutera encore de ce problème.

Faval (UV) - Je crois utile donner une réponse par rapport à certaines affirmations qui ont été faites, et si vous le croyez, j’aimerais le faire à ce moment.

Presidente - Très rapidement. La parole à M. Faval.

Faval (UV) - Merci. Je crois utile rappeler ce qui a été fait et ce qui n’a pas été fait par rapport à la candidature de la Vallée d’Aoste pour les jeux olympiques d’hiver de 1998.

Je voudrais rappeler aux membres du Gouvernement régional, aux Conseillers régionaux et à l’opinion publique que si la Vallée d’Aoste est candidate pour cette date, cela est dû au travail qui a été mené par l’Administration régionale précédente, parce que toute la procédure pour arriver à être candidate officielle reconnue par le comité olympique international a été déployée avant le 6 du mois de juin.

Je me permettrais même d’ajouter que l’on ne peut pas prétendre d’avoir tout fait à partir du 6 du mois de juin, pour la simple raison que si la Vallée d’Aoste peut de façon croyable présenter une candidature pour l’organisation des jeux olympiques, cela est dû au travail qui a été déployé dans les dernières années, parce que c’est dans cette période qu’on est intervenu pour donner tous les instruments à cette Vallée pour devenir ce qu’elle maintenant représente au milieu des différentes stations de sport d’hiver sur les Alpes entières.

C’est à la suite de ce travail au point de vue concret équipement, remontées mécaniques, pis-tes, etcetera, qu’on peut faire la candidature. C’est à la suite de ce travail, qui n’a pas été réalisé à partir du 6 du mois de juin dernier jusqu’ici, mais dans la période précédente, que la Vallée d’Aoste peut avoir succès par rapport à cette candidature.

Et sur cela il faut être honnêts et corrects jus-qu’au fond.

Presidente - Je crois qu’on peut terminer ici nos travaux, la séance sera reprise à 16 heures cet après-midi.

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