Objet du Conseil n. 107 du 14 mars 1975 - Verbale
OGGETTO N. 107/75 - PROGRAMMA DI LAVORI PUBBLICI E DI INTERVENTI FINANZIARI PER ESECUZIONE DI LAVORI PUBBLICI PER L'ANNO 1975. DELEGA ALLA GIUNTA.
Caveri (U.V.) - Sono presenti 22 Consiglieri.
Proseguiamo nell'esame del Programma dei Lavori Pubblici. Chi domanda la parola? Ci sono altri interventi sulla discussione generale? Possiamo cominciare la lettura dei capitoli? Prego il Consigliere Segretario di iniziare la lettura dei titoli dei capitoli.
Borbey (D.C.) - Allora Piano Lavori 1975, elenco A "Opere di interesse regionale": lettera a) "Opere stradali", importo 545 milioni; lettera b) "Opere di edilizia scolastica", importo 1.185.000.000.
Caveri (U.V.) - Un momento, la parola al Consigliere Chincheré, poi a Manganoni.
Chincheré (P.C.I.) - Una domanda subito, proprio perché da questa risposta può dipendere la nostra esposizione. Vorremmo sapere in cosa consiste la "Ristrutturazione École d'Agriculture et École Ménagère" per la somma di lire 300 milioni (ripeto, qui si parla di ristrutturazione) e, secondariamente, in cosa consiste il 1° lotto della "Costruzione Istituto Professionale Regionale" per lire 50 milioni.
Manganoni (P.C.I.) - La costruzione del sottopasso ferroviario Strada Verrès-Issogne la stiamo portando in bilancio da cinque, sei o sette anni. Chiedo pertanto per quanti anni la porteremo ancora sul Piano dei Lavori Pubblici prima che avvenga tale esecuzione.
Andrione (U.V.) - Per quanto riguarda l'École d'Agriculture, la Scuola in questione era una colonia elioterapica costruita con la sabbia che si sta aprendo, sta crollando. Credo che precedentemente fossero stati stanziati 500 milioni, poi stornati. È nostra intenzione ricostruire la Scuola nell'attuale sede e, siccome deve funzionare durante i lavori di ricostruzione, per questo caso è giustificato il fatto di procedere a lotti.
La parte colonia elioterapica è fissurata dall'alto verso il basso in tre punti e non tiene più, credo sia stata anche visitata da membri della Giunta precedente; comunque vorremmo che questa scuola venisse rifatta con criteri moderni. Crediamo nella Scuola di Agricoltura e vorremmo che fosse rifatta probabilmente in tre lotti, completamente con strutture nuove. Questo primo stanziamento è sufficiente per la parte a ovest della Scuola che dovrebbe essere appaltata quanto prima.
Manganone (IND.) - Per l'Istituto Professionale di Châtillon c'è stata la richiesta del Comune di 200 milioni; noi abbiamo pensato di mettere un primo lotto di 50 milioni.
Per quanto riguarda il sottopasso di Issogne, penso che sia io che il Consigliere Manganoni probabilmente aspetteremo ancora qualche anno, anche perché mi pare - sono notizie non ufficiali - che le Ferrovie dello Stato studino un'altra variante a questo sottopasso. Noi non possiamo trasformarci in impresa e non possiamo avere la concessione di fare direttamente il sottopasso: ecco perché si tramanda a distanza di tempo l'esecuzione di quest'opera che noi riteniamo valida e anche bene accetta dalle industrie limitrofe che si trovano verso Issogne.
Chincheré (P.C.I.) - Molto probabilmente avrei da fare alcune considerazioni sia sul problema dell'edilizia scolastica, sia della scuola, anche perché poi voteremo a favore di questo Piano dei Lavori e corriamo il rischio di essere fraintesi.
Non abbiamo nulla contro la Scuola di Agricoltura se le cose stanno come ha detto il Presidente della Giunta, non abbiamo niente per non credere alle cose che dice, a noi va benissimo. Quello che ci preoccupa, comunque, è che dato che pensiamo che una visione della scuola come momento... noi lo definiamo "di precoce professionalizzazione"... non può essere una scuola moderna, nel senso che oggi la scuola deve assolvere storicamente a ruoli diversi da quelli svolti fino ad oggi; deve essere una scuola di cultura, dove la professionalizzazione è molto breve, è molto più in là negli anni di quanto è oggi. Siamo evidentemente e coerentemente contro le scuole tese a una professionalizzazione precoce: ovviamente questo non vuol dire che dobbiamo chiudere la Scuola di Agricoltura prima che ci sia un'alternativa, ma è giusto andare avanti.
Facciamo un discorso un po' diverso per Châtillon. Se noi siamo d'accordo che si costruisca anche in mancanza di un Piano regionale ma pensiamo che Châtillon, per il tipo di sviluppo che avrà, avrà sempre comunque bisogno di scuole, anche se siamo d'accordo che si costruisca una scuola in una zona di quel Comune, siamo non perplessi, ma contrari che venga istituzionalizzato ancora di più un Istituto Professionale, perché crediamo che il problema vada affrontato alla radice. Certamente gli Istituti Professionali non sono la soluzione dei problemi della scuola.
Soltanto queste piccole precisazioni, per non entrare poi in contraddizione quando voteremo il Piano dei Lavori Pubblici.
Caveri (U.V.) - Jorrioz e poi Benzo.
Jorrioz (P.S.D.I.) - Istituto Professionale di Châtillon: qui ci sono 50 milioni a disposizione per il primo lotto. A me sembra che a Châtillon ci sia un grosso edificio tra Châtillon e St. Vincent e questo edificio potrebbe essere adattato per questa Scuola professionale che potrebbe raggruppare sia le scuole di Châtillon come quelle di St. Vincent. Grazie.
Benzo (D.P.) - Volevo chiedere all'Assessore se ha potuto appurare, per quanto concerne la "Costruzione della strada regionale di raccordo fra il nuovo ponte sulla Dora e l'abitato di Hône" se l'impegnativa della SAV è effettiva, come mi ero permesso di chiedere alla Commissione Lavori Pubblici, in modo che questo stanziamento di 80 milioni possa essere risparmiato alla Regione e speso dalla SAV.
Manganone (IND.) - Effettivamente mi sono accertato che c'era una impegnativa della SAV, del 1972, di 32.878.142: con il variare dei prezzi questa richiesta di partecipazione da parte della SAV è aumentata a lire 104.463.528. Con una comunicazione fatta il 26 aprile 1974 dall'allora Assessore Pollicini si richiedeva alla Società di porre questo importo sul piano finanziario dal 1975; purtroppo, a tutt'oggi, non abbiamo ancora ricevuto alcuna notizia ufficiale da parte della SAV. Posso comunicare - e qui i rappresentanti della SAV mi daranno atto - che le finanze non sono alquanto floride in sede della Società.
Tonino (P.C.I.) - Sono previsti 200 milioni per il 1° lotto della Scuola media di Pont St. Martin. Vorrei sapere a quanto ammonta complessivamente tale opera, se gli elaborati sono tutti pronti e se ci sono le disponibilità dei terreni.
Manganone (IND.) - L'importo totale dell'ampliamento della Scuola media si aggira sui 300 milioni; questo è un preventivo fatto nel 1973 e quindi dobbiamo dedurre che sarà sicuramente superiore.
Per quanto riguarda i terreni, lì c'è stata una questione tra l'INAM e il Comune che penso sia in fase di risoluzione; penso che il Comune sia intervenuto chiedendo alla Presidenza della Giunta di procedere con l'esproprio di quei terreni.
Borbey (D.C.) - Lettera c) "Opere in campo sociale": importo 490 milioni; lettera d) "Opere varie": totale 1.465.000.000.
Siggia Giovanna (P.C.I.) - Il Presidente della Giunta ha già capito che dovevo parlare e naturalmente parlo dello stanziamento dei 300 milioni a Perloz. Non è per riaprire né vecchie discussioni né per ripetere quello che in quest'aula è già stato detto, anche perché sono un po' stanca di essere sempre il difensore e comunque di dover sempre intervenire in questa materia.
Voglio però ricordare - e mi pare opportuno votando un Piano di Lavori Pubblici - al Consiglio come l'attuale Presidenza della Giunta, d'accordo con noi, in una discussione in Consiglio regionale, aveva fatto una... no, no, il Presidente della Giunta in quell'occasione aveva presentato un emendamento che poi è stato modificato ma comunque recepito in una delibera, emendamento col quale si richiedeva che qualsiasi iniziativa riguardante la struttura in Creux Porté, al di là dell'accettazione del beneficio che veniva demandato alla Giunta, ritornasse in Consiglio per un esame approfondito.
Me lo si consenta (e non è per il Presidente della Giunta): si è speculato molto sulla posizione che il Partito Comunista aveva preso e, dirò, in maniera anche sbagliata, perché si è detto che non volevamo assolutamente costruire strutture, fare ricoveri, che i vecchietti non ci interessavano, cosa assolutamente inveritiera e infondata. In quell'occasione volevamo conoscere che cosa si costruiva e che cosa si faceva. Per la stessa conseguente logica non siamo contro uno stanziamento, perché capiamo benissimo che nell'arco del 1975 ne è indispensabile uno da parte del Consiglio, ma vogliamo la garanzia che lo stesso venga discusso per quanto riguarda un'eventuale costruzione, affinché il Consiglio - la delibera non la leggo, l'ho in mano, perché vede, tutti ormai mi fanno segni di assenso - decida che cosa deve essere costruito e in che modo devono essere impegnati quei soldi.
Aggiungo che non sono neanche contro, non dico ai 300 milioni, ma se in coscienza ritenessi di dover spendere il miliardo - e mi riallaccio al discorso che non mi preoccupo di costi come ha fatto l'Assessore alla Sanità - sono d'accordo anche per un aumento di questo stanziamento. Chiedo solo la garanzia che la voce sia riportata a memoria come effettivo impegno di denaro e che il Consiglio discuta di questo problema.
Andrione (U.V.) - ... no, no, mi ricordavo benissimo la discussione. Il fatto è che hai chiuso l'argomento prima di dire tutto, e cioè che questo stanziamento significa al tempo stesso la parte del progetto faraonico previsto per il Creux Porté al quale eravamo contrari allora e siamo contrari adesso, progetto che non aveva una giustificazione e che era troppo dilatato. Crediamo invece che esisteranno comunque sempre un certo numero di persone anziane che hanno bisogno di strutture stabili e di essere assistite in quella località, perché esiste una tradizione, per tante ragioni, e perché abbiamo accettato come Consiglio quella donazione. Questo stanziamento è quindi in funzione di certe questioni già decise dal Consiglio. Siamo d'accordo di riportare in aula il nuovo progetto che dovrebbe essere elastico, modulare, con possibilità di sviluppo in relazione alle necessità della zona. Penso di avere risposto.
Mappelli (D.C.) - Elenco B "Lavori stradali", per un totale di lire 1.621.500.000... allora siamo sempre ancora all'elenco A "Opere varie", per un totale di 1.465.000.000.
Caveri (U.V.) - Era già stato letto da Borbey, comunque dica pure.
Monami (P.C.I.) - Senza fare nessuna polemica... no, no, perché poi si dice del tardivo Consigliere regionale... Borbey ha letto, ma dopo un quarto d'ora... no, Signor Presidente, sono entrato che si stava leggendo la lettera c) e la Consigliera Siggia ha preso la parola credo sul Creux Porté, dopodiché si doveva leggere la lettera d) ed ero qui in attesa, mentre si è passati alla lettera successiva. Non è che voglio... va bene, chiedo scusa di questo inconveniente.
Vedo 30 milioni per la sistemazione dell'area dell'ex Caserma Ménabréaz. In quest'aula abbiamo più volte parlato della Caserma Ménabréaz e il Presidente della Giunta, stranamente... noi dobbiamo ricollegarci alle vecchie posizioni del Presidente della Giunta per rinverdire le idee a questo Consiglio regionale... noi, già allora, avevamo manifestato la nostra opinione su quella soluzione e ora vediamo spendere 30 milioni per la sistemazione delle aree in funzione di che cosa? Queste aree saranno destinate a parcheggio, saranno alberate, la sistemazione futura dell'ex Caserma è prevista in modo che questi 30 milioni buttati nella sistemazione delle aree dovranno poi essere rimossi perché soluzioni diverse saranno previste? Esemplifico: spendiamo 30 milioni per sistemare un'area, poi troveremo che al posto della Caserma Ménabréaz - che alcuni vorrebbero mantenere e che altri vorrebbero demolita - si costruisca un grattacielo, non so, magari il Palazzo delle Nazioni Unite in quel di Châtillon e allora rimetteremo per aria tutte quelle aree che ci sono costate 30 milioni di sistemazione.
La domanda mi sembra pertinente: vorremmo sapere quali sono gli orientamenti della Giunta circa la definitiva fine che dovrà fare questa Caserma, cosa intendiamo fare, per cosa intendiamo utilizzarla e se la sistemazione delle aree è in funzione della prevista soluzione generale del problema della Caserma Ménabréaz.
Andrione (U.V.) - I 30 milioni servono per demolire l'ala della Caserma Ménabréaz - così come abbiamo chiesto da quei banchi allora - che attualmente è ancora in piedi e che è verso ovest.
Per quanto riguarda la facciata della Caserma Ménabréaz, se dovessi dire la mia opinione personale sarei per la demolizione, lo ero allora e lo sono ancora adesso. Aspettiamo le ultime battute di uno studio; probabilmente, almeno lo penso, data l'impossibilità di accedere all'area retrostante a causa di un portale molto stretto e anche a causa dell'assoluta insignificanza - l'ho visitato recentemente - del palazzo in materia, credo che sarà demolito. Comunque questi 30 milioni, come dice Monami, non possono essere sprecati per future soluzioni, perché consistono soltanto nel liberare l'area da ruderi non utilizzati, esistenti adesso, che sono quelli che insistono sulla parte ovest dell'area attuale. Entro breve penso che avremo la possibilità di demolire tutta la Caserma Ménabréaz e, d'accordo con il Comune che ha già espresso un suo parere a favore di un parcheggio, destinare definitivamente quell'area a zona verde o comunque, se vuoi, a zona di servizi, ma non edificabile.
Se il Consiglio sarà di opinione diversa potrà anche venirci fuori un grattacielo, ma non crediamo a una possibilità di questo genere. Rimaniamo dell'opinione di cui eravamo prima.
Monami (P.C.I.) - ... allora, se ho ben capito, i 30 milioni servono per la demolizione di una parte, non per la sistemazione delle aree.
Andrione (U.V.) - È la sistemazione dell'area, perché recupera il sedime su cui insiste quest'ala e quindi è una sistemazione dell'area.
Monami (P.C.I.) - Demolizione e sistemazione su cui, presumibilmente, non si costruirà niente.
Andrione (U.V.) - No, non credo, ci sarà forse il problema di questa fessura all'interno di Châtillon che non è poi così grave, perché subito dopo c'è la Chiesa che è infossata e quindi si possono fare dei piani sfalsati, si può ottenere anche un bel risultato estetico, ma, ripeto, per adesso aspettiamo le ultime linee dello studio che abbiamo fatto fare.
Manganoni (P.C.I.) - Qui ci sono i famosi milioni della Caserma del Gruppo dei Carabinieri. Stamattina abbiamo parlato dell'impegno della Giunta, del fatto che la questione senz'altro dovrà essere riesaminata dal Consiglio prima che si parta per gli appalti e dell'utilizzo delle vecchie caserme.
Andrione (U.V.) - C'è una richiesta formale che la Caserma dei Carabinieri sia pagata dallo Stato. A noi la Caserma dei Carabinieri interessa soltanto nella misura in cui possiamo recuperare il Palazzo Roncas, punto e basta, chiaro?
Caveri (U.V.) - Consigliere Jorrioz e poi Chincheré.
Jorrioz (P.S.D.I.) - Sempre sulla Caserma di Châtillon, è più che necessario lo sgombero delle pietre, del pietrame di parte dell'edificio.
Prima di abbattere la parte sulla strada - questo lo sta già facendo la Giunta - esaminerei ancora una possibilità: invece di creare solo un buco, perché effettivamente se noi dovessimo demolire parte della strada avremmo un vuoto e penso che dal lato estetico non sia una gran bella cosa, in quello spazio si potrebbe costruire una Scuola materna; non sarebbe niente male, coprirebbe il fondo di questo piazzale e darebbe l'adito a una cosa. Ecco, raccomanderei alla Giunta di esaminare anche questo problema. Grazie.
Chincheré (P.C.I.) - Sulla Caserma dei Carabinieri alcune considerazioni tangenziali al problema.
Come tutti sanno, la Democrazia Cristiana sta facendo un bel servizio ancora una volta alla Valle d'Aosta; ne abbiamo parlato ultimamente, quando ha detto, riferendosi alle strutture delle Forze Armate, che siamo privati del Battaglione Aosta, naturalmente in barba ai diritti e alle esigenze della nostra Regione. Direi che da questo fatto, che ormai sembra ineluttabile, dobbiamo anche cercare di avere il minor danno possibile. La costruzione della Caserma dei Carabinieri può essere un grosso elemento di contrattazione, nel senso che o può essere usata per una risistemazione, un recupero di altri edifici pubblici e da parte delle Forze militari in Valle d'Aosta oppure credo che dovremmo chiedere cosa si intende fare di quella Caserma, possibilmente studiandone la destinazione, recuperarla ad un uso urbano, perché è in un'area molto grande situata nel centro. Visto che proprio ci vogliono portare via gli Alpini, che almeno ci diano la Caserma per poterne fare un uso diverso da quello che se ne è fatto fino ad oggi.
Andrione (U.V.) - C'è già una richiesta del Comune di Aosta a firma dell'Architetto Carlo Bertola, e questo quando voi eravate in maggioranza al Comune di Aosta. Bisogna chiedere che la Testafochi venga retrocessa al Comune di Aosta, tutto il Piano regolatore di Aosta era incentrato su questo.
Mappelli (D.C.) - Elenco B "Lavori stradali", per un totale di 1.621.500.000; elenco C "Lavori di pavimentazione in conglomerati bituminosi", per un totale di 350 milioni...
(voci)
Manganoni (P.C.I.) - In fatto di bitumatura vorrei fare una precisazione.
Fin che noi abitiamo ad Aosta e che presto ci saranno anche le lenzuola bitumate possiamo dire basta, ma inviterei i Consiglieri regionali ad andare nei villaggi collegati da strade non asfaltate, quando c'è un fango che se fosse ad Aosta non dico che cosa succederebbe; quando non piove c'è la polvere, quando piove c'è il fango. Ebbene, quando passiamo in mezzo alle "tsariye" [traduzione letterale dal patois: "mulattiere"], per chi sa cosa significano, in mezzo ai villaggi c'è una fanghiglia. Ora io dico: sono d'accordo con Monami. Non esageriamo, dove non è necessario sono d'accordo, però dove è necessario facciamolo, è questo che voglio dire, come la questione delle strade: distinguiamo le grandi strade, le superstrade dalla strada ad esempio di Perloz che collega il villaggio alla frazione Boschi, dove quest'inverno una donna morente ha dovuto essere portata a spalle su una barella per circa un chilometro perché la Croce Rossa non poteva arrivarci. In quei casi distinguiamo: dove è necessario disponiamo e facciamo le strade, ma non esageriamo dove non è necessario.
Caveri (U.V.) - Consigliere Benzo...
Monami (P.C.I.) - Non vorrei che si equivocasse con queste interruzioni molto intelligenti, pertinenti pur - ve l'ho già detto altre volte - astute del Presidente della Giunta...
(voce del Presidente Andrione)
... non interessa, non interessa, il nastro registra la mia voce anche senza microfono. Mi pare sia abbastanza machiavellico il voler interferire e far sembrare diversa la posizione all'interno del Gruppo Comunista. Mi pare - il compagno Manganoni e il sottoscritto stanno portando avanti la medesima battaglia - che quando diciamo "poche strade" non diciamo di non farle là dove sono necessarie e quando diciamo "non bitumare" - penso che il compagno Manganoni sia d'accordo con me - diciamo di non bitumare sul bitumato, di fare strati su strati di bitumazione, perché sono soldi sprecati. Per una civiltà tipo la nostra le strade non debbono necessariamente essere dei biliardi, debbono essere transitabili, perché in ben altro modo si può e si deve spendere la finanza pubblica. Non credete quindi di intravvedere diverse posizioni fra me e il Consigliere Manganoni, diciamo esattamente la medesima cosa: facciamo le strade là dove occorrono, ma bitumiamo il meno possibile, facciamolo là dove è strettamente necessario, non sotterrando con milioni altrettanti milioni di bitume che potrebbe durare ancora per anni. Dico questo proprio perché ancora una volta non ci si inserisca su queste posizioni che sono - credetelo pure - unitarie, anche se manifestate in termini diversi.
Caveri (U.V.) - Dovrei dare la parola al Consigliere Benzo, ma me l'ha chiesta anche il Presidente della Giunta...
Andrione (U.V.) - Vorrei solo rispondere brevissimamente a Monami dicendo che i 350 milioni non sono una gran somma. Purtroppo questo è forse l'elenco più frazionato di tutti i lavori che si fanno e dico: Fontainemore (strade comunali) 5 milioni; Introd (strade comunali) 5 milioni; Issogne (strade del Vesey) 5 milioni; Montjovet (strade interne di Ciseran, Bourg, Oley e Chenal) 6 milioni, e avanti di questo passo. Mi sembra di rispondere abbastanza esattamente alle richieste fatte da Monami dicendo che non sprechiamo dei soldi se non là dove è necessario. Ora qui ci sono dei Comuni e non possiamo fare contemporaneamente i tuoi discorsi dicendo che la montagna si spopola - ci sono vasti pericoli di gravi fratture e squilibri all'interno della stessa Comunità valdostana, all'interno delle sette Comunità di montagna - senza poi tenere conto di certi tipi di lavori che sono indispensabili.
Non nego che Manganoni e tu abbiate fatto lo stesso discorso, volevo solo dire che a livello di 350 milioni... no, ho fatto la battuta, ma con 350 milioni siamo semplicemente a dei livelli molto bassi.
Caveri (U.V.) - Consigliere Benzo.
Benzo (D.P.) - Molte cose sono già state dette, ma ritengo opportuno sottolineare e aggiungere a questo discorso della distribuzione di bitumazioni così vasta che anche in questo settore siamo la Regione all'avanguardia. Ci sono però metodi e mezzi diversi. Ci sono Regioni di altri Stati aventi una configurazione orografica di altitudine come la nostra, con strade locali e interpoderali, che continuano a provvedervi attraverso ottime pavimentazioni, con trattamenti particolari e i costi sono di gran lunga inferiori a quelli delle bitumazioni. Indubbiamente è già un bene che si vada verso la fine perché, d'altro canto, la manutenzione di queste strade è già molto costosa.
Mappelli (D.C.) - Elenco D "Acquedotti", per un totale di 1.821.100.000.
Andrione (U.V.) - Solo per garantire al Consigliere Pedrini che per quanto riguarda l'acquedotto di La Magdeleine faremo fare un'inchiesta.
Caveri (U.V.) - Altri interventi sugli acquedotti?
Mappelli (D.C.) - Elenco E "Fognature", per un totale di 1.351.500.000; contributi ai Comuni (legge regionale 22.6.1964, n. 8), per un totale di 261 milioni; elenco F "Cimiteri", per un totale di 277 milioni; elenco G "Scuole Materne", per un totale di 465.500.000.
Caveri (U.V.) - Consigliere Benzo.
Benzo (D.P.) - Vorrei chiedere all'Assessore: a Challant St. Victor ci sono 40 milioni per la costruzione della Scuola materna del Capoluogo; quanti bambini ci sono lì? È proprio necessario? Mi sembra che ci siano altre opere che da anni aspettano di essere fatte su terreni già acquistati dal Comune.
Manganone (IND.) - Rispondo all'Ingegner Benzo dicendo che il progetto a Challant St. Victor è in corso. La richiesta di questo importo mi è stata fatta dal Sindaco, quindi non posso dire altro sulla questione.
Benzo (D.P.) - ... la possibilità consortile di una Scuola di questo genere abbinata alla Scuola materna.
Mappelli (D.C.) - Lettera b) "Scuole elementari", per un totale di 1.036.000.000; lettera c) Scuole Medie: 207 milioni. Elenco H "Edifici pubblici", per un totale di 400.500.000.
Tonino (P.C.I.) - Per quanto riguarda la voce Donnaz/Pont St. Martin (adattamento locali), c'è scritto "Adattamento locali per nuova biblioteca" della settima Comunità Montana.
Mi pare che qui esista già un progetto di usufruire dell'ex Caserma dei Carabinieri per costruire e adattare una biblioteca, a livello comunitario, per la settima Comunità Montana. Sia il sottoscritto che l'Amministrazione comunale di Donnaz sono abbastanza favorevoli che venga costruita in quel posto, proprio perché vogliamo dare al vecchio e bellissimo borgo di Donnaz una sua reale configurazione. Si stanno scoprendo sempre più scavi archeologici su quella Strada Romana, quindi pensiamo che il costituire una biblioteca in quella zona sia molto importante sotto l'aspetto culturale, mentre invece mi pare di aver sentito dagli Amministratori del Comune di Donnaz che il Presidente non sarebbe d'accordo di fare questi lavori, ma di costruirne una nuova.
Sinceramente sono completamente contrario, proprio per le ragioni che ho esposto prima, e sono contrari anche gli Amministratori del Comune di Donnaz, i quali mi hanno fatto sapere che loro la scelta l'hanno fatta in questo modo: credendo opportuno reperire questa ex Caserma dei Carabinieri senza spendere naturalmente i 40 milioni, ma di meno, adattandola veramente a una biblioteca comunitaria con quelle funzioni. C'è anche stato il parere positivo del Responsabile delle biblioteche del Piemonte, di cui mi sfugge il nome, il quale è andato a visitare i locali e ha detto che questi si adattavano molto bene allo scopo. Vorrei pertanto sentire dal Presidente la sua opinione in merito.
Andrione (U.V.) - Penso che il nome a cui fai allusione è quello di Dondi, che è il Direttore della Biblioteca Reale di Torino (Reale è di altri tempi, ma comunque si chiama ancora adesso così).
No, non sono d'accordo che si faccia lì la biblioteca, si può fare qualsiasi cosa, ma quel locale manca totalmente di luce, ha due stanze infelici sotto, una scala che gira intorno così e tre stanze mal distribuite al piano superiore, il che vuol dire moltiplicare per due il personale, perché in ogni stanza della biblioteca ci deve essere qualcuno. Fare una biblioteca lì vuol dire avere dei costi che, in definitiva, sono enormemente superiori a quelli per fare una biblioteca nuova. La biblioteca deve essere un edificio funzionale, fatto per essere biblioteca. Adattare dei vecchi edifici che non si prestano, che non hanno luce, che non hanno finestre - perché credo l'abbiate vista tutti la Caserma dei Carabinieri di Donnaz, almeno io me la sono visitata - e voler a tutti i costi mettere dentro una biblioteca, vuol dire fare spese inutili in partenza e avere dei costi altissimi dopo.
C'è comunque una discussione aperta con il Comune di Donnaz, abbiamo fatto delle proposte al Comune per utilizzare una certa area, ma non sono d'accordo perché vorrebbero utilizzare quell'area in maniera differente. Possiamo accettare la loro opinione, faremo altre proposte, ma se si parla di biblioteche al giorno d'oggi bisogna avere in testa che devono essere edifici funzionali a quello che devono servire, non si deve fare una biblioteca in cui per cercare un libro occorra arrampicarsi. Roba di quel genere deve essere a portata, deve essere un invito, un'offerta, un centro culturale, non si può fare soltanto un deposito di libri! Su questo Dondi, con cui ho parlato diverse volte, è perfettamente d'accordo, credo che avesse parlato con Beppino Zanolli anche lui recentemente, e quindi non c'è nessuna intenzione di fare violenza al Comune di Donnaz e altre "palle" di quel genere.
Abbiamo messo questi soldi e ci sono anche 200 milioni di lire nell'allegato F del bilancio, perché vorremmo partire dalla Bassa Valle con una biblioteca comprensoriale di tutta la Comunità n. 7: secondo noi è una questione fondamentale, importante, affinché effettivamente serva a tutta quella zona e sia l'inizio di un discorso di questo genere.
Credo che dopo avere aggiustato il tiro ci metteremo d'accordo con il Comune di Donnaz, con quello di Pont St. Martin e con tutti gli altri Comuni, però non mi sembra giusto voler adattare quei locali a biblioteca, sarebbe un deposito di libri e non una biblioteca. Possiamo ripristinare i locali, questo sì, possiamo anche utilizzarli per questioni culturali, ma avendo in mente un piano globale, non facendo semplicemente dei piccoli spezzoni così.
Tonino (P.C.I.) - Nello studio del Piano regolatore di Donnaz che sta andando avanti in questi giorni - tra l'altro è un Piano regolatore che si è discusso abbastanza con la popolazione in diverse assemblee e in tutte le frazioni, quindi è un Piano regolatore che cala sulla realtà della gente - il discorso grosso è sempre stato quello del borgo, cosa vogliamo fare di questo borgo medioevale.
Abbiamo creduto opportuno che questo borgo medioevale dovesse mantenere l'importanza che deve avere. In questa prospettiva, se siamo stati d'accordo per fare queste cose è perché lo abbiamo creduto opportuno, poiché il discorso della biblioteca - intanto biblioteca o non biblioteca a livello comunale che poi è andato a livello comprensoriale - è già stato portato avanti dall'Amministrazione comunale di Donnaz da un anno e mezzo, due anni a questa parte, proprio perché vedevamo come centro della Bassa Valle un'importanza tale per creare una biblioteca in quel posto.
Se si è partiti con la decisione di fare una biblioteca in quella ex Caserma non penso che sia senza luce. Non so se lei ha visto il progetto, ma c'è anche un grosso salone per le assemblee, le riunioni, tant'è vero che quel Dondi ha detto che va benissimo, è proprio adatta... no, vorrei che prima di partire per fare una costruzione nuova si pensasse bene, insomma, si sentisse anche l'Amministrazione comunale, di comune accordo... sì, lo so.
Mappelli (D.C.) - Elenco I "Opere per la prevenzione da valanghe, frane ed alluvioni", per un totale di 129.500.000.
Benzo (D.P.) - Una considerazione sugli interventi fatti in sede di discussione generale che non entreranno nel merito di questa modestissima cifra di 129 milioni e 500 mila lire: riterrei opportuno invitare ancora la Giunta, e in particolare l'Assessore, a tener conto di uno studio generale nelle località più soggette - ne abbiamo veramente parecchie - per metterle nelle condizioni previste dal piano esattamente programmato e studiato, perlomeno nelle località più pericolanti per la difesa del nostro suolo, uno dei temi e degli atti concreti che nelle altre Regioni stanno veramente sviluppando, destinando all'uopo miliardi dei loro bilanci regionali.
Mappelli (D.C.) - Elenco L, per un totale di 450 milioni; elenco M "Cantieri di lavoro", per un totale di 168 milioni; elenco N "Cantieri in economia", per un totale di 228 milioni.
Leggo il riepilogo del Programma dei Lavori Pubblici:
RIEPILOGO
|
1) OPERE DI INTERESSE REGIONALE |
|||
|
a) |
Opere stradali |
£. |
545.000.000 |
|
b) |
Opere di edilizia scolastica |
£. |
1.185.000.000 |
|
c) |
Opere in campo sociale |
£. |
490.000.000 |
|
d) |
Opere varie |
£. |
1.465.000.000 |
|
2) LAVORI STRADALI |
£. |
1.621.500.000 |
|
|
3) LAVORI DI BITUMATURA |
£. |
350.000.000 |
|
|
4) ACQUEDOTTI (Contributi) |
|||
|
a) |
Legge Regionale 22.6.1964 n. 8 |
£. |
904.600.000 |
|
b) |
Legge Tupini 3.8.1949 n. 589 |
£. |
916.500.000 |
|
5) FOGNATURE |
|||
|
a) |
Costruzione diretta |
£. |
1.351.500.000 |
|
b) |
Contributi ai Comuni |
£. |
261.000.000 |
|
6) CIMITERI |
£. |
277.000.000 |
|
|
7) EDIFICI PER LA PUBBLICA ISTRUZIONE |
|||
|
a) |
Scuole Materne |
£. |
465.500.000 |
|
b) |
Scuole Elementari |
£. |
1.036.000.000 |
|
c) |
Scuole Medie |
£. |
207.000.000 |
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8) EDIFICI PUBBLICI |
£. |
400.500.000 |
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9) OPERE PER LA PREVENZIONE DA VALANGHE, FRANE ED ALLUVIONI |
£. |
129.500.000 |
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10) MAGGIORI SPESE PER REVISIONE PREZZI, APPLICAZIONE I.V.A. E FINANZIAMENTO EVENTUALI APPALTI IN AUMENTO |
£. |
450.000.000 |
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11) CANTIERI DI LAVORO |
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a) |
Piano ordinario |
£. |
105.000.000 |
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b) |
Piano straordinario |
£. |
63.000.000 |
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12) CANTIERI IN ECONOMIA |
£. |
228.000.000 |
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TOTALE |
£. |
12.451.600.000 |
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Caveri (U.V.) - Poniamo in votazione il Programma dei Lavori Pubblici. Chi è favorevole a questo programma... Consigliere Dolchi, per dichiarazione di voto.
Dolchi (P.C.I.) - Sarò brevissimo. Sono già stati enunciati in discussione generale e sui singoli elenchi che abbiamo adesso terminato di esaminare il pro e il contro del Programma dei Lavori.
Da parte nostra abbiamo precisato le posizioni critiche per la mancanza di una visione globale e programmata e per la troppa polverizzazione della spesa. Rilevo ancora una volta - lo dico perché l'ho fatto parecchie volte dal 1968 ad oggi - l'estremo divario fra le cifre stanziate in bilancio e l'ammontare del Programma dei Lavori che quest'anno raggiunge i sei miliardi; questo divario tra cifra stanziata in bilancio e totale del Programma dei Lavori comporta una discrezionalità del 50% all'Assessore e alla Giunta per conseguenti adozioni di scelte che sfuggono a qualsiasi controllo consiliare, salvo pochissime eccezioni che abbiamo sottolineato.
Pur facendo questi rilievi e rinnovando queste critiche, in considerazione della necessità di assicurare gli interventi che sono stati fissati e concordati con le Amministrazioni comunali, che comunque rientrano nel quadro di un necessario intervento dell'Amministrazione regionale per la soluzione di tutti i problemi previsto nel Piano dei Lavori, il Gruppo Comunista voterà a favore.
Pollicini (D.P.) - Innanzitutto non posso fare a meno di ripetere che il tempo di due giorni è stato brevissimo per i Consiglieri, i quali non sono da confondere con i componenti della Commissione Lavori Pubblici che ha avuto il documento prima. Non tutti i Partiti e i Movimenti sono presenti in questa Commissione, e comunque i Consiglieri hanno il diritto di avere un documento da studiare, da rifletterci sopra, da consultare, non può certo essere una giustificazione quella di averlo dato ai membri della Commissione. Lamento quindi questa volontà di impedire un approfondimento del Programma dei Lavori Pubblici mandandoli in via d'urgenza due giorni prima del Consiglio ai componenti del Consiglio stesso.
Ricordo che ci sono notevoli contraddizioni in questo Programma Lavori. Dicevo stamane che è un programma elettorale e qui mi rifaccio anche alla dichiarazione fatta in Commissione Lavori Pubblici dal nostro rappresentante Ingegner Benzo, quando lamentava, oltre all'eccessiva frammentarietà, il notevole divario fra le somme previste e le disponibilità in bilancio, divario che indubbiamente non consentirà la realizzazione delle opere previste nel programma stesso: ecco perché stamane ho detto che era un programma a scopo esclusivamente elettoralistico. D'altra parte le cifre le abbiamo elencate, le differenze notevoli in miliardi mancanti le abbiamo anche viste e segnalate, e non è il caso di ripetersi.
Questa è una dichiarazione di voto: questo dibattito è stato insoddisfacente per le risposte o, meglio, per le non risposte o per le risposte evasive dell'Assessore, per la mancanza di un minimo di buona volontà nell'accogliere osservazioni, suggerimenti, poiché non sono stati accolti - da qui quindi la mancanza di volontà di recepire - un sia pur breve studio da parte dei Consiglieri e una serie di critiche in positivo. Presumo in positivo, perché questo è lo spirito con cui abbiamo fatto le critiche e l'Assessore avrebbe dovuto pertanto prendere atto di alcuni aspetti e dare le risposte che non ha dato. Sono quindi insoddisfacenti le risposte totali dell'Assessore ai Lavori Pubblici, nessun segno di buona volontà, d'altra parte fra le altre contraddizioni vi sono quelle della non rispondenza, della non omogeneità di criteri di conduzione come abbiamo visto ieri votando i criteri di ripartizione parametrali per le Comunità Montane, che dovrebbe essere un parametro da seguire anche nel Programma dei Lavori Pubblici, il quale presumo sia ancora il primo strumento per incidere sullo sviluppo delle comunità.
Basti dire che di fronte ad esempio a un 8,5% previsto per la Comunità n. 1 il Programma che ci è stato presentato prevede un 10,9%, cioè 2,4% in più, 978 milioni; per la Comunità n. 2 prevede invece il 3,5% in meno, cioè dal 16% al 20% del riparto perimetrale delle Comunità a un 12,66% del Programma Lavori Pubblici, così come per la Comunità n. 3 passiamo da un 12% a un 9,59% con una diminuzione di un 2,4%; la Comunità n. 4 passa da un 12,60% - di Aosta, evidentemente - a un 18,4% con un aumento del 5,8%; la Comunità n. 5 passa da un 15% a un 16,28% con l'aumento dell'1,29%; la Comunità n. 6 passa da un 19,3% a un 14,92% con una riduzione del 4,42%; la Comunità n. 7 passa da un 16,4% al 17,24% con un aumento del 0,24%. Non entro nel merito di queste cifre, di queste variazioni che si competono e che sono nella globalità delle sette Comunità, dico soltanto che vi è incoerenza. Evidentemente l'incoerenza è sintomo di mancanza di criteri, di valutazioni obiettive, di capacità di linea politica che questa Giunta ha denunciato ancora una volta.
Comunque un aspetto importante di tutto questo è che il Programma, dopo il bilancio, è il maggior atto di intervento che ha l'Amministrazione regionale proprio per integrare i bilanci comunali, che sono quelli che sono. La nostra preoccupazione è che se non è stato accolto oggi un certo tipo di suggerimento non si possa sperare di vederlo accolto nel prosieguo dell'anno. Auguriamoci quindi che le nostre osservazioni trovino la capacità per essere percepite dalla Giunta.
Votiamo a favore, pur con tutte le riserve che abbiamo espresso.
Borbey (D.C.) - Volevo fare una battuta: se il Piano Lavori fosse arrivato al Consigliere Pollicini dieci giorni prima, chissà quanti numeri, perché le percentuali è riuscito a farle immediatamente! A ogni modo le ha tutte in mente e risolve la situazione adesso.
A nome del nostro Gruppo, annuncio che voteremo a favore di questo Piano Lavori, ma con questo non vogliamo nasconderci dietro il dito. Riteniamo che questo Piano - l'ho ribadito in sede di Commissione Lavori Pubblici - sia il solito Piano Lavori tradizionale. E così onestamente posso anche ammettere che possa essere anche quel famoso Piano Lavori un po' elettoralistico... ma Signori miei, ragioniamoci ...(voce)... l'ho detto io, lasciami parlare, lascia finire di parlare... l'ho detto io, chiaro! Ora, permettetemi di ricordare una cosa: questa mattina Pollicini e tutto il suo Gruppo, tutti i componenti dei D.P., hanno affermato che non ci sono linee precise, che questa Giunta non dimostra di avere indirizzi ben precisi, sia in fatto di scelte politiche che amministrative.
Signori miei, da due mesi, noi, io come Consigliere regionale perché sollecitato da tanti Sindaci, e l'Assessore, nel giro di un mese abbiamo dovuto richiedere a 74 Sindaci, per tre volte, quindi 222 Sindaci... no, 35 Consiglieri spingevano l'Assessore e la Giunta di presentare presto il Piano Lavori perché a un certo punto tutti gli anni siamo in ritardo nel presentarlo. Anche quest'anno, presentandolo - e qui diamo atto alla Giunta che lo ha presentato velocemente perché è insediata solo da due mesi -, arriveremo ad appaltare soltanto nel mese di maggio, quando su Comuni situati a 1.400-1.700 metri di quota possiamo lavorare solo due, tre mesi all'anno.
Do quindi atto ad alcune critiche che la minoranza ha fatto e noi stessi critichiamo questo Piano, ma ritengo che la Giunta abbia innumerevoli scusanti: sono solo due mesi che è in fase di operatività, ci sono opere da completare per cinque miliardi e più, quindi bisogna completarle; inoltre non si può cambiare la mentalità degli Amministratori comunali che per anni e anni, per decenni sono stati abituati diciamo a questa "trattativa con l'Assessore ai Lavori Pubblici", e cioè qui per questo pezzo di strada sei milioni, là per un pezzo di fognatura cinque milioni.
Invitiamo quindi la Giunta e il Consiglio che da adesso in avanti si cerchi di modificare, di programmare, ma realmente, non come si è fatto per quattro anni che siamo stati imbottiti di percentuali (e Pollicini ne è maestro). Attualmente la Regione non ha più bisogno di strade, bensì di mettere in campo opere come le fognature e gli acquedotti. No, è stato fatto lo studio! Gli Assistenti e i Geometri della Valle andavano nei vari Comuni e chiedevano - se trovavano il Sindaco bene, se non trovavano il Sindaco chiedevano al Messo comunale, e se non trovavano il Messo comunale lo chiedevano al cantoniere - se la frazione aveva i servizi primari o no! Purtroppo sono successe anche queste cose, Pollicini! E poi fare delle riunioni e dire: "Signori miei, attualmente siamo carenti di fognature per tot percentuale, siamo carenti di acquedotti per tot percentuale, da adesso in avanti non faremo più tante strade, ma acquedotti" e poi ci accorgiamo che su quella percentuale - che l'anno scorso aveva presentato l'Assessore Pollicini di circa il 25% - alla fine dell'anno ci troviamo con un consuntivo aumentato del 4-5%! Se vogliamo fare i Piani Lavori per poi eseguirli cerchiamo di farlo con un po' di serietà, non gonfiamoli eccessivamente.
Posso prendere atto di quanto dichiarato dall'Ingegner Benzo: questo Piano Lavori è gonfiato, ma tutti i Piani Lavori sono gonfiati, sempre, tutti gli anni li abbiamo gonfiati. Quello che più mi deprime è che se poi questo Piano Lavori viene gonfiato del 40% - almeno è un invito che faccio a questa Giunta - non sbandieriamolo come propaganda elettorale come hanno fatto i Democratici Popolari. Queste sono tutte le opere che abbiamo eseguito in Valle d'Aosta perché quelli sono Piani Lavori gonfiati e noi, poveri Sindaci di allora, eravamo accusati dalla nostra popolazione che diceva: "ma guarda un po', al Comune di Charvensod e di Gressan sono stati dati tot milioni, ma non le avete fatte queste opere, eppure la Regione ve li aveva dati"... perché poi la popolazione è così.
Non prendiamo in giro quindi gli Amministratori comunali e non prendiamo in giro il nostro elettorato, cerchiamo di fare dei Piani Lavori più aderenti alla realtà. Si facciano dei programmi quinquennali, si chiedano i progetti esecutivi a tempo debito e si mettano sul Piano Lavori quelle opere che durante l'anno si ritiene di appaltare, affinché l'Assessore Manganone non si trovi lì un altr'anno a dire che il Sindaco ha presentato questa domanda, che abbiamo messo questi 50 o 100 milioni così, tanto per dire che abbiamo accontentato questo Sindaco, ma che difficilmente il progetto verrà fatto e difficilmente ci sarà la disponibilità dei terreni.
Il mio secondo invito riguarda proprio l'impostazione, pertanto i consigli dati dal Consigliere Maquignaz li considero come miei: di tenere negli uffici pubblici regionali - e quindi in Assessorato - l'elenco prezzi aggiornato il più possibile.
Il mio invito personale e della Democrazia Cristiana è quindi di fare da adesso in avanti Piani Lavori aderenti alla realtà, di avere alcune volte il coraggio - come Amministrazione regionale e come Consiglio - di dire ai Sindaci: "no, queste opere per adesso non le appaltiamo" e non per soddisfare o meno, ma per un interesse regionale.
Mi sono preso la soddisfazione di guardare determinate opere riguardanti il mio Comune, Gressan: anche il Comune di Gressan ne è un esempio, 35 milioni per il secondo lotto della Casa comunale, 30 milioni per la famosa strada che va a Pila, 20 milioni per l'altra strada di Clapey, Cogne. Ora dico: dell'edificio comunale è stato appaltato un lotto, la struttura portante, e ora si vuole appaltare un secondo lotto di 35 milioni, ma se si appalta tutto poi dopo appalteremo i pavimenti, i rivestimenti e via dicendo.
Bisognerà quindi convincere gli Amministratori comunali per quest'anno a non fare un tronco di strada. Mettiamo 70 milioni di lotto per la Casa comunale, facciamola fare e in definitiva chiuso, altrimenti ci troveremo e Manganone si troverà come si è trovato prima Pollicini che l'80% dei lavori andranno deserti, perché oggigiorno qual è l'impresa che viene ad appaltare opere per dieci milioni? O anche per 30 milioni quando il lotto è uno solo, quando a un certo punto con questo lotto si ha una parte di impianti di qua e un'altra di là, sono tutte opere...
Concludo facendo un elogio alla Giunta: benché abbia presentato un Piano Lavori tradizionale, l'ha presentato in fretta, quindi ha lavorato sodo. E poi faccio un invito per il prossimo anno: che a partire da domani si inizi a studiare per il futuro Piano Lavori. Grazie.
Jorrioz (P.S.D.I.) - Non ho intenzione di parlare del Piano dei Lavori in generale, perché avrei continuato anch'io a piangere un pochino sul latte versato, su quanti soldi sono stati sprecati da parte dell'Amministrazione, delle passate amministrazioni.
Sono stato l'altro giorno assieme alla Commissione Lavori Pubblici in quel di Pré St. Didier a vedere quella "famosa piscina". Personalmente - l'ho detto anche sul posto - avrei detto di no alla continuazione di quell'opera: facciamo un bel recinto, chiudiamo per un periodo e aspettiamo che passi un po' di tempo, in modo che le finanze della Regione cambino un pochettino... però, di fronte alla spesa di 500 milioni, queste cose purtroppo non si possono fare.
Vorrei soltanto dare un consiglio. Stamattina qualcuno ha parlato del problema degli scavi, che c'erano scavi sulla roccia o sulla melma, e ha detto: ma questa è una cosa semplice da vedere, si va sul posto, si vede il risultato degli scavi e si vede se è roccia o se è melma. A un certo momento, a meno che non sia stata fatta una buca nuova per mettere i detriti scavati da questo buco fatto per costruire la piscina, a meno che non si faccia come è stato fatto a Cuneo per spianare la piazza dove si è fatto un buco per mettere la terra dentro, lassù questo si può vedere e si può esaminare. Consiglierei la Commissione ai Lavori Pubblici di verificare sul posto tale questione. Questa piccola battuta non ha alcuna importanza, però è una questione di prassi, di abitudine.
Volevo solo dire questo all'Assessore ai Lavori Pubblici e alla Giunta che siede in questo momento sui banchi da soli due mesi e mezzo: do atto del lavoro fatto, anche se naturalmente abbiamo sentito critiche contro questo Programma dei Lavori, sulla frammentarietà, perché anche su questo si è criticato abbondantemente la Giunta. A un certo momento dopo le critiche è venuta fuori la presentazione di nuove frammentarietà di lavori: perché non avete fatto anche quel lavoro, in quel dato posto e in quell'altro, si è cercato di aggiungere qualcosa in più di frammentario rispetto a quanto era stato fatto.
Alla Giunta augurerei soltanto questo: di poter attuare quell'impostazione di fondo necessaria per un tipo di amministrazione più vicina alla necessità della popolazione valdostana con l'auspicio di poterlo attuare nel prossimo anno.
A nome del Gruppo del P.S.D.I. dichiaro pertanto di dare il mio voto favorevole al Piano dei Lavori per il 1975.
Caveri (U.V.) - Altri interventi? Non ci sono altri interventi? Allora poniamo in votazione il Programma dei Lavori Pubblici. Chi è favorevole è pregato di alzare la mano.
Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: 29
Il programma dei Lavori Pubblici è approvato all'unanimità.
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Il Consiglio
delibera
1°) di approvare, in via di massima, il sottoriportato programma di lavori di pubblica utilità e di interventi finanziari della Regione per l'esecuzione di lavori di pubblica utilità per l'anno 1975;
2°) di delegare alla Giunta Regionale l'adozione di ogni provvedimento deliberativo necessario per l'attuazione dei lavori di cui si tratta, per l'approvazione dei progetti e per l'appalto e l'esecuzione dei lavori o per la concessione dei previsti contributi regionali, nonché per l'approvazione, il finanziamento e la liquidazione delle relative spese entro i limiti di spesa previsti dagli stanziamenti degli appositi capitoli di spesa del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1975 e ad avvenuta definizione degli atti relativi alla concessione dei contributi statali previsti per il finanziamento di spese per lavori pubblici di carattere straordinario.
Seguono: Allegati elenchi dei lavori
(...omissis...)
Passiamo all'esame delle ratifiche di delibere di Giunta.
