Objet du Conseil n. 106 du 14 mars 1975 - Verbale

OGGETTO N. 106/75 - PROGRAMMA DEI LAVORI PUBBLICI. DISCUSSIONE GENERALE.

Caveri (U.V.) - I lavori hanno inizio con 27 Consiglieri presenti.

Siamo giunti al punto n. 17 bis dell'ordine del giorno, cioè al Programma dei Lavori Pubblici. La discussione è aperta.

La Giunta ha predisposto e sottopone all'esame del Consiglio Regionale l'allegato programma di lavori pubblici e di interventi finanziari per l'esecuzione di lavori pubblici per l'anno 1975, programma sul quale la Commissione consiliare permanente per i Lavori Pubblici ha espresso di massima parere favorevole.

Il programma è suddiviso nei seguenti elenchi:

ELENCO A: Opere di interesse regionale.

L'elenco A) è diviso in quattro parti: la prima parte riguarda la sistemazione di strade regionali; la seconda parte riguarda l'esecuzione di opere di edilizia scolastica di interesse regionale o consorziale; la terza parte riguarda l'esecuzione di opere nel campo sociale; la quarta parte riguarda l'esecuzione di opere immobiliari a carico della Regione.

ELENCO B: Lavori stradali.

L'elenco B) comprende lavori di costruzione, di sistemazione e di completamento di strade o di tronchi di strade per l'allacciamento di varie località isolate, nonché di lavori di costruzione di parcheggi e piazzali, per un importo di spesa previsto in complessive £. 1.621.500.000.

La maggior parte delle opere sarà appaltata direttamente dall'Amministrazione Regionale, per alcune è, invece, prevista la concessione di contributi ai Comuni interessati.

ELENCO C: Lavori di bitumatura di strade varie.

L'elenco C) comprende la bitumatura in conglomerati bituminosi di strade e piazzali in varie zone della Valle di Aosta per un importo di spesa previsto in complessive lire 350.000.000.

ELENCO D: Acquedotti (contributi).

L'elenco D) comprende contributi regionali per lavori di costruzione o di potenziamento di acquedotti, per un importo di spesa previsto in complessive £. 1.821.100.000 di cui £. 904.600.000 per contributi ai sensi della Legge regionale 22.6.1964 n. 8 e £. 916.500.000 per contributi integrativi per opere da eseguirsi con contributi dello Stato.

ELENCO E: Fognature.

L'elenco E) comprende lavori di costruzione di fognature e di tronchi di fognature nei Capoluoghi ed in frazioni di vari Comuni, per importi di spesa previsti in £. 1.351.500.000 per opere da appaltare direttamente dall'Assessorato dei Lavori Pubblici e in £. 261.000.000 per contributi ai Comuni.

ELENCO F: Cimiteri.

L'elenco F) prevede interventi finanziari regionali nelle spese di costruzione, sistemazione ed ampliamento di cimiteri, per un importo di spesa di £. 277.000.000.

ELENCO G: Edifici per la Pubblica Istruzione.

L'elenco G) comprende lavori di costruzione e di sistemazione di edifici scolastici, per importi previsti, rispettivamente, in £. 465.500.000 per scuole materne, £. 1.036.000.000 per scuole elementari e £. 207.000.000 per scuole medie.

ELENCO H: Edifici Pubblici.

L'elenco H) comprende lavori di costruzione e di sistemazione di edifici comunali e di opere varie, per un ammontare di spesa previsto in £. 400.500.000.

ELENCO I: Opere per la prevenzione da valanghe, frane ed alluvioni.

L'elenco I) comprende opere di protezione dalle valanghe e costruzioni di arginature, per un importo complessivo di spesa di £. 129.500.000.

ELENCO L: Maggiori spese per revisione prezzi, applicazione I.V.A. e per eventuali appalti in aumento.

L'elenco L) prevede la spesa di £. 450.000.000 per la revisione dei prezzi contrattuali, per l'applicazione dell'imposta sul valore aggiunto (I.V.A.) e per il finanziamento di eventuali appalti in aumento.

ELENCO M: Cantieri di lavoro.

L'elenco M) comprende cantieri di lavoro per disoccupati in varie zone della Valle d'Aosta per l'esecuzione di opere ì cui progetti sono in corso di esame e di approvazione da parte del competente Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale o in via di trasmissione al Ministero stesso. I cantieri di cui si tratta saranno gestiti direttamente dall'Assessorato Regionale dei Lavori Pubblici. Le spese da assumere a carico regionale per l'esecuzione delle opere comprese nell'elenco ammontano a £. 168.000.000.

ELENCO N: Cantieri in economia.

L'elenco N) comprende cantieri di lavoro da eseguirsi in diretta economia a cura ed a carico dell'Assessorato dei Lavori Pubblici a sollievo della disoccupazione in periodi ed in zone non coperte dai normali cantieri di lavoro approvati dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale. Le spese da assumere a carico regionale per l'esecuzione delle opere comprese nell'elenco ammontano a £. 228.000.000.

La Giunta, delegata, provvederà all'adozione dei provvedimenti deliberativi necessari per l'approvazione dei progetti, il finanziamento e l'esecuzione dei lavori, nonché per la concessione dei contributi, ad avvenuto perfezionamento degli atti di ufficio necessari per assicurare il finanziamento delle previste spese.

La Giunta propone che il Consiglio Regionale

DELIBERI

1) di approvare, in via di massima, il sottoriportato programma di lavori di pubblica utilità e di interventi finanziari della Regione per l'esecuzione di lavori di pubblica utilità per l'anno 1975;

2) di delegare alla Giunta Regionale l'adozione di ogni provvedimento deliberativo necessario per l'attuazione dei lavori di cui si tratta, per l'approvazione dei progetti e per l'appalto e l'esecuzione dei lavori o per la concessione dei previsti contributi regionali, nonché per l'approvazione, il finanziamento e la liquidazione delle relative spese entro i limiti di spesa previsti dagli stanziamenti degli appositi capitoli di spesa del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1975 e ad avvenuta definizione degli atti relativi alla concessione dei contributi statali previsti per il finanziamento di spese per lavori pubblici di carattere straordinario.

Allegati

(omissis)

Manganone (IND.) - Il Programma Lavori del 1975 è stato predisposto tenendo in dovuta considerazione la necessità di completare i lavori già iniziati.

Per quanto riguarda i lavori stradali, in particolare l'esecuzione di ulteriori lotti, per i lavori di stretto interesse comunale sono state prese in esame le richieste dei singoli Comuni, accogliendo per ovvi motivi quelle maggiormente prioritarie.

Per quanto riguarda le opere igienico-sanitarie si è dovuto tenere in conto il mancato finanziamento da parte dello Stato di alcune opere già iniziate coi benefici della legge n. 1090 e destinate a restare incompiute senza l'intervento regionale.

Il Programma Lavori è stato predisposto fin dal gennaio scorso e quindi precedentemente alla stesura definitiva del bilancio, al fine di poter più agevolmente provvedere ad una reale e concreta richiesta sui singoli capitoli finanziari interessati.

La non perfetta corrispondenza dei singoli capitoli nei riguardi della formulazione Programma Lavori è stata stimata determinante al fine di un ridimensionamento del piano stesso, in quanto, con un prevedibile assestamento autunnale, speriamo di essere in grado di coprire la parte attualmente eccedente. Possiamo tranquillamente dire che ci siamo mossi avendo ben presenti i dati forniti dal censimento o dagli archivi sugli acquedotti, sulle fognature, sugli edifici pubblici e sull'edilizia scolastica. All'interno di ogni singolo settore è stata valutata e data la precedenza alle opere di maggior impegno con particolare riguardo, ripeto, a quelle già iniziate. È stato a mio parere un lavoro accorto, ponderato bene, confortato anche dalle opinioni espresse su tali programmi dai Sindaci e dalle Giunte comunali diverse e con l'aiuto prezioso, seppur dovuto, dei funzionari dell'Assessorato ai quali pubblicamente porgiamo il nostro ringraziamento.

Vorrei solo elencare alcune percentuali che lasceranno il tempo che trovano, perché nel corso dell'anno ci saranno sicuramente alcune perizie suppletive e tutti i dati che ora vi sto leggendo potrebbero non aver rispondenza con queste cifre. Posso dire comunque che per le opere stradali la percentuale è del 25,85% rispetto all'anno scorso che era del 33,97% però a consuntivo, non a preventivo; per i cantieri in economia la percentuale è del 4,07%, un tantino inferiore al 5,99% dell'anno scorso; per gli edifici scolastici la percentuale è del 26,53%, superiore a quella dell'anno scorso che era del 22,61%; per gli edifici pubblici abbiamo un 4,11%, una percentuale maggiore di quella dell'anno scorso, che a consuntivo era del 2,91%; per le fognature passiamo dal 15,75% dell'anno scorso al 16,56% di quest'anno; per gli acquedotti dal 14,46% dell'anno scorso al 18,70% di quest'anno. Abbiamo poi una piccola regressione sui cimiteri, passando dal 3,15% al 2,85%, mentre per le opere di prevenzione passiamo dall'1,16% all'1,33%.

Mi pare che la relazione che accompagna questo Programma-Elenco di opere sia sufficientemente chiara e mi ritengo a disposizione dei Consiglieri se vorranno chiedere delucidazioni.

Caveri (U.V.) - La Commissione Lavori Pubblici, presieduta dal Consigliere Di Stasi e composta dai Consiglieri Benzo, Borbey, Manganone, Manganoni e Pedrini, ha espresso parere favorevole a questo Programma dei Lavori Pubblici, ha pure espresso parere di massima favorevole all'approvazione del programma il Consigliere Manganoni. Il Consigliere Benzo, pur dichiarando e rammentando l'eccessiva frammentarietà delle singole categorie, ha dichiarato che avrebbe votato a favore di questo programma.

Chi domanda la parola? Consigliere Benzo.

Benzo (D.P.) - Signor Presidente, Signori Consiglieri, il Programma Lavori presentato ricalca, nelle sue linee fondamentali, la "tipologia", chiamiamola così, dei precedenti, ma senza una vasta relazione di accompagnamento che almeno negli ultimi anni portava alcune linee di indirizzi e alcune scelte, che quantomeno permettevano all'Amministrazione regionale di iniziare altri tipi di intervento nelle opere pubbliche.

Già nelle mie dichiarazioni di voto in sede di Commissione Lavori Pubblici ho affermato che l'impostazione del Piano Lavori Pubblici per il 1975 è non solo allegata da un contesto globale di necessità che deve trovare la sua collocazione in una precisa politica di piano, ma che è alquanto frammentaria, soprattutto non tiene conto della necessità. Gli interventi avrebbero dovuto essere indirizzati maggiormente nel settore delle opere igienico-sanitarie e della difesa del suolo.

Una precisa politica di piano deve utilizzare tutti gli strumenti a disposizione dell'Ente pubblico, legislativi, amministrativi e finanziari a lungo periodo nel contesto di un Piano Urbanistico Regionale con un programma pluriennale di sviluppo economico e sociale che distribuisca nel tempo le scelte con un preciso ordine di priorità, tenuto conto, beninteso, delle risorse finanziarie e dei tempi tecnici di attuazione degli interventi. È certo, inoltre, che si sarebbe dovuto tenere conto di una diversa concezione organizzativa della Regione che nei fatti individuasse nelle Comunità Montane un nuovo livello di collegamento tra Regioni e Comuni, a mio parere indispensabile per attivare una politica di piano realistica e aderente alle istanze, soprattutto alle necessità locali.

Alla luce di queste considerazioni che trovano la loro ragione di essere nelle decisioni più qualificanti prese negli anni scorsi sul piano legislativo (vedi fondi di rotazione, asili nido, agricoltura); su quello amministrativo (scelte di bilancio) e su quello istituzionale (Comunità Montane), riteniamo che il Piano lavori 1975 avrebbe dovuto dare l'ulteriore risposta - anche se ancora in carenza di piano - soprattutto come metodo per riorganizzare vecchi modelli burocratici e superare decisamente il settorialismo, con l'obiettivo di ottenere dei risultati concreti di sviluppo regionale. Ora, per semplificare i termini precisi di cifre, addirittura la non possibilità di esecuzione di tutti i lavori previsti nel piano presentato, è sufficiente considerare che il piano prevede una spesa totale di L. 12.451.000.000, mentre gli stanziamenti in bilancio assommano a sole L. 6.741.000.000. Ciò significa che se si dovessero eseguire tutti i lavori previsti - cosa che in termini matematici ritengo estremamente improbabile e che in termini pratici non lo saranno affatto - sarebbe necessario recepire circa altri 6 miliardi. In altri termini il piano è, diciamo così, gonfiato di oltre il 45%. Se è vero che anche negli anni precedenti vi è sempre stato un surplus di spese previste nel piano, è altrettanto vero che esso era contenuto al massimo in un 25% degli stanziamenti e ciò perché era in allora presumibile la possibilità di reperimento di ulteriori entrate.

Faccio una parentesi: ho sentito l'Assessore con molta facilità dire che le prossime variazioni di bilancio potranno permettere di coprire la maggiore spesa non prevista in bilancio; lo vedremo poi a fine anno e lo diranno anche i suoi colleghi Assessori per gli altri settori interessati. Allora in questo 25% era presumibile la possibilità di ulteriore entrata che comunque non possiamo dimenticare e sottacere, le somme sono state messe a disposizione e distribuite a tutti i settori amministrativi regionali e quindi hanno permesso un maggior intervento dei singoli Assessorati. La situazione odierna non sembra permettere una così massiccia previsione di maggiore spesa, soprattutto tenuto conto, come dicevo, delle necessità di tutti gli altri settori dell'Amministrazione regionale.

Un altro aspetto della fondamentale necessità di darci un Piano Urbanistico Regionale - cosa che vado ripetendo da anni - è proprio quella di vedere che sulla scia delle richieste dei Comuni, che assommano una cifra totale pari, se non vado errato, all'intero bilancio regionale e che la Regione soddisfa solo in piccolissima parte, si continuano a spezzettare interventi nel settore delle opere pubbliche.

Un altro fatto che ritengo doveroso portare all'attenzione del Consiglio è quello che con la continuazione del sistema da noi criticato non si finiscono le opere in tempi programmati e rispettati, con un massiccio aumento di anno in anno dei costi, e quindi maggiori spese da parte dell'Amministrazione regionale. Queste non sono spese minime, ma sono decine e centinaia di milioni, quindi non solo è necessario ma doveroso da parte dei Pubblici Amministratori non far gravare sui propri cittadini costi maggiorati solo per una mancata esatta previsione di spesa in tempi precisi, ma soprattutto per un non tempestivo compimento delle opere. Tutti i problemi sopraccennati sono strettamente connessi per una politica dei lavori pubblici che voglia essere rispondente alle necessità della nostra Regione, quindi a partire dal piano di cui parlavo, il programma, le scelte, le progettazioni, gli appalti, le direzioni dei lavori e i controlli devono trovare tutti gli operatori del settore pubblico attenti a ogni momento decisionale, operativo e amministrativo.

Mi riservo di intervenire sui singoli elenchi categorici delle opere e dei lavori. Concludo ribadendo la mia responsabile e convinta critica all'impostazione del Piano lavori così come presentato, anche se lo stesso dovrà necessariamente trovare esecuzione sia pur non rispondendo né alle richieste quantificate dei Comuni, né agli stanziamenti di bilancio, né tanto meno ad un'organica politica di lavori pubblici.

Pedrini (P.L.I.) - Signor Presidente, Signori Consiglieri, poche parole per dire come, a nome del Partito Liberale, voterò a favore di questo Programma di Lavori Pubblici.

Facendo parte della Commissione dei Lavori Pubblici ho evidentemente già espresso alcune perplessità al competente Assessore e volevo qua - in quanto ho fatto mettere a verbale in Commissione - esprimere due riserve su tale programma. La prima evidentemente riguarda l'annoso problema della costruzione della piscina coperta di Pré Saint Didier. Devo dare atto sia al Presidente della Commissione Di Stasi che all'Assessore Manganone che hanno fatto quello che potevano nel darci dei lumi e come Commissione siamo stati sul posto a vedere questa faraonica costruzione per la quale evidentemente dovremo fare dei dépliants apposta da mandare in tutto il mondo, oltre che farla vedere anche ai Valdostani, non soltanto agli Egiziani! Loro ai tempi dei tempi e noi ai tempi moderni siamo capaci a realizzare delle opere non badando allo sperpero enorme di soldi che vi è stato, perché a un dato punto anche una minorità etnica è capace di esprimere le sue volontà in questa maniera, non soltanto parlando il francese.

Desidero che tutto il Consiglio sia informato che siamo grosso modo a un miliardo e 200 milioni di spesa fra le riserve e non riserve, comunque ci aggiriamo grosso modo su quella cifra e volevo informare pure i Signori Consiglieri che non fanno parte della Commissione dei Lavori Pubblici e che non hanno potuto vederla - comunque la piscina è lì, a disposizione - che sarebbe bene tutti vi andassero. I milioni in questo caso sono come le noccioline, qua se tutto va bene ci fermeremo grosso modo sotto i due miliardi. Se delle cose non vanno bene li supereremo, perché se vogliamo mettere non soltanto quello che è la piscina in sé, ma anche i muri che dovranno essere fatti intorno ad essa, lì sta cadendo e franando tutta la terra. Sarà quindi opportuno e necessario intervenire, con tutte le conseguenze possibili immaginabili, con - checché dicano i tecnici - l'acqua che entrerà ancora nel fondo della piscina, nonostante che abbiano messo delle polveri e dei catrami speciali. Adesso abbiamo trovato la scusa che pioveva dal tetto, non si sa bene come, le tegole ci sono, tutto è a posto, però piove dal tetto e dentro ci sono dei canaloni di ghiaccio. Hanno detto che non hanno potuto fare le giunture: benissimo, pigliamo atto di questo, è nevicato, non hanno potuto fare le giunture, però evidentemente l'acqua sotto c'è e vedremo, quando queste giunture saranno chiuse, se l'acqua ci sarà ancora o meno!

Volevo comunque dire al Presidente della Giunta e all'Assessore che è ormai un'eredità e quindi dell'eredità si deve prendere il buono e il cattivo come succede nella vita privata, ma evidentemente se noi continuiamo di questo passo dilapidiamo malamente i soldi dei nostri cittadini valdostani, perché non è questa evidentemente la maniera di amministrare saggiamente la cosa pubblica. Sfido chiunque ad andare in qualsiasi altra Regione italiana a vedere se hanno fatto cose del genere, tenendo presente il rapporto esistente tra la popolazione e la Regione, fra la Valle d'Aosta e le altre Regioni, sono spese veramente eccessive e dichiaro che su questa non approvo. Non l'approvo come spirito, ma l'approvo come soldi, perché ormai non si può farne a meno. Abbiamo studiato anche la questione di vedere se si poteva rivoluzionare tutto con l'Ingegner Benzo e di vedere se c'era la possibilità di fare qualcos'altro. Al punto in cui siamo le cose sono alea iacta est, non c'è più niente da fare, chiniamo la testa, cospargiamoci, non io, ma chi di dovere si dovrebbe almeno cospargere la testa di cenere e fare mea culpa. Sarebbe il minimo di autocritica e in questo approvo qualche volta il Partito Comunista che fa spesso queste autocritiche, perché questa gente, su questo specifico argomento, dovrebbe veramente fare una grossa autocritica.

Vorrei poi passare - così non intervengo più e non disturbo interiormente i lavori - alla pagina 18, dove si legge che per l'acquedotto intercomunale di Chamois/La Magdeleine/Antey Saint André sono stati stanziati 200 milioni. Vorrei segnalare all'Assessore che mi risulta... in caso contrario mi riservo di presentare un'interrogazione, magari anche con risposta scritta... benissimo i 200 milioni per l'acquedotto che si è iniziato, è logico che rifornisca tutta questa parte, però mi risulta che la captazione dell'acqua è stata fatta in un posto completamente sbagliato. Dichiaro pubblicamente che i tecnici hanno preso delle grosse cantonate, per cui desidererei sapere quanto abbiamo pagato quei tecnici e quante volte si sono recati sul posto per la captazione dell'acqua, perché all'inizio di questo lavoro - anche questo è un lavoro molto grosso e necessario - l'acquedotto è già senz'acqua, e non so se questo l'Assessore lo sa. Abbiamo cominciato a spendere fior di milioni e a un dato punto l'acquedotto... sì, alla fine insomma provvederemo alle spese e non c'è l'acqua, ma non perché manchi, bensì perché gli studi sono stati completamente errati e si va avanti con una leggerezza che è incosciente.

Questa la realtà dei fatti: noi spendiamo fior di milioni lasciando fare a dei tecnici i quali non hanno il tempo nemmeno di andare a vedere i lavori che ordinano o che sono da loro ordinati. Questa è la realtà dei fatti ed è triste che si debba arrivare a queste conclusioni, quando, non più tardi di venti giorni fa, nell'acquedotto appena iniziato mancava già l'acqua, figuriamoci quando sarà finito tutto, che deve servire Antey, arriveranno giù le gocce! È una cosa che non si può definire, perché le parole per definire questo stato di cose sarebbero troppo pesanti, evidentemente non degne di entrare in un consesso e in un'aula come questi.

Pregherei proprio l'Assessore di volersi interessare; se poi vuole una domanda scritta io gliela faccio, lo ringrazierei se avessi una risposta scritta su questi argomenti, in particolare su questo punto.

Caveri (U.V.) - Altri interventi? Consigliere Manganoni.

Manganoni (P.C.I.) - Noi ci troviamo di fronte a uno dei soliti Piani di lavori pubblici che ci vengono sottoposti ogni anno e tutti vengono preparati sulla solita falsariga da ormai vent'anni. C'è un elenco di opere di carattere regionale di un certo importo e poi c'è una lunga elencazione di opere richieste dai Comuni, sia chiaro, richieste dai Sindaci dell'Amministrazione comunale, che riguardano scuole, cimiteri, fogne e acquedotti, quindi il solito "tran tran" sugli acquedotti.

L'ho detto tante volte e lo ripeto, l'ha detto anche Pedrini: noi stiamo interrando per centinaia di milioni tubi che poi sono vuoti, perché le sorgenti non sono sufficienti, hanno periodi di magra, in quei periodi l'acqua manca e allora i tubi degli acquedotti sono asciutti e, naturalmente, anche i rubinetti. Questa è una cosa che ci siamo ripetuti da decenni, però le cose continuano.

Qui c'è anche un fatto, però non voglio mettere sotto accusa la Giunta, perché tutte le Giunte hanno commesso questo errore, ci si fida troppo delle dichiarazioni dei Sindaci i quali dicono "in quella sorgente acqua a volontà". Se andiamo a veder quando piove o quando c'è lo scioglimento delle nevi c'è acqua a volontà, ma andate a vedere nei periodi di magra! Questa situazione non è di oggi, vi dicevo che dura da vent'anni e prosegue. Con il mio intervento avrei potuto sfogliare un verbale delle sedute precedenti, rilevare quanto ho detto allora e voilà quello che dico oggi, tanto le cose continuano sempre nel medesimo modo!

Voglio però solamente insistere su un fatto sul quale ho sempre insistito, a costo di stancarvi tutti: la necessità di tenere conto delle zone depresse. La Giunta ha presentato una bozza che accompagnava una relazione alla bozza del Piano Regolatore Urbanistico regionale, ha presentato un piano di sviluppo in cui si sottolinea questa situazione della Valle, dove i poli di sviluppo industriale e turistico scoppiano, vi sono le zone depresse - cioè è un po' il Meridione della Valle - e le zone di montagna in cui mancano le infrastrutture. Noi abbiamo ancora delle zone e dei villaggi che non hanno la strada, in cui si va ancora a piedi, abbiamo molti villaggi senza fognature. Come fa quella gente a mettersi l'acqua in casa, come fa a vivere come dovrebbero vivere tutti i cittadini, come vivono quelli presso i centri industriali, che senza fognature non possono neanche mettersi il bagno e l'acqua in casa? Ebbene, questa è la situazione che si verifica ancora oggi nella progreditissima Valle d'Aosta, che è al secondo posto in Italia come reddito pro-capite, come immatricolazione di automobili, come numeri di telefono. Vogliamo tenere conto di questa situazione? Si parla di uno sviluppo turistico in Valle, ma come fanno queste zone a svilupparsi turisticamente se non hanno neanche le fognature, se uno vuol farsi un alloggio magari da affittare e non può mettersi il bagno? Ora, queste ingiustizie, perché queste sono delle ingiustizie da parte dell'Amministrazione regionale, sono delle discriminazioni che non tengono conto di questa povera gente, e poi si dice che la gente scappa dalla campagna e dalla montagna! Siamo noi che la facciamo scappare, mancano le infrastrutture, i servizi e pretendiamo che la gente rimanga lassù. È inutile quindi che insista ancora su questo, perché l'ho detto, ma ve lo ripeto: penso che dovremo pure tenerne conto.

Vi cito solamente i villaggi di Aosta - non vi cito tutti i villaggi della Valle che mancano di questo, perché vi affliggerei - che sono Pléod e Duvet che si trovano a neanche un chilometro in linea d'aria dalla Mairie, dal Municipio. Questi villaggi hanno una scuola - mi stuferò e mi stancherò nel ripetere questo, ma penso che la Giunta dovrà pur tenerne conto - in cui non c'è acqua e il gabinetto è fuori, con la tavola in legno, col buco in mezzo, come nella scuola che frequentavo io 30 anni fa ...(voci)... no, 60 anni fa non andavo neanche all'asilo, dovevo ancora andarci, stavo nascendo... ma questo non nelle frazioni di Perloz dove stiamo molto peggio, nelle frazioni di Aosta! A Pléod e a Duvet non ci sono le fognature e questa gente non può mettersi l'acqua in casa, non può farsi il bagno, e lo ripeto: siamo a un chilometro dal Municipio di Aosta. Ora, perché non vogliamo tener conto di questa situazione? Perché c'è solamente Aosta e i grandi centri turistici, ignoriamo questi villaggi e poi diciamo che la gente scappa dalle campagne? Ma siamo noi a farli scappare, perché non teniamo conto delle loro necessità! Adesso mi chiedo: ma vale ancora la pena di ripetere queste cose? Le diciamo da 10, da 15, da 20 anni! Sulla piscina di Pré Saint Didier - sono d'accordo con quanto ha detto Pedrini - vi sono spese pazze per opere di prestigio, costi enormi, manutenzione di gestione, costosissime bizzarrie di architetti che ti creano degli orrori tutto in cemento armato, e questo si inserisce nel paesaggio, tutto cemento armato...

(voce del Consigliere Fosson)

... no, Fosson, su quanto ho detto qui non posso incolpare questa Giunta ...(voci)... io sto ripetendo queste cose da trent'anni e tutte le Giunte continuano sulla stessa strada. Abbiate pazienza, però nel discorso col Presidente voi avete detto che volete cambiare le cose, allora io dico benissimo...

(voce del Consigliere Fosson)

... Fosson, la piscina è stata iniziata tre anni fa, quando lì non c'eravate voi in Giunta, avete ricevuto un'eredità, ve ne do atto, ma adesso non posso dirlo alle Giunte che non ci sono più, devo dirlo a chi è seduto sul banco del Governo ...(voci)... no, non per dirvi...

(voce del Consigliere Fosson)

... Fosson, nell'ultima Commissione dell'anno scorso ho fatto una proposta, avevamo speso circa 250 milioni per fare degli scavi inutili, con perizie suppletive discutibilissime, e avevo suggerito: stiamo al minor danno, mandiamo su i bulldozer, spianiamo, riempiamo... ci avremmo rimesso 200 milioni di costi di gestione, però adesso ci rimettiamo dei miliardi.

Ora non dico che voi siete responsabili, l'avete ricevuta questa eredità, su tutto quanto vi ho espresso sulle zone depresse e i poli di sviluppo che scoppiano non posso dire che voi siete i responsabili, perché siete lì da tre mesi. Ho semplicemente detto che questo è un susseguirsi di tutte le Giunte, che tutti gli anni è la stessa storia, la stessa musica, quindi non è un'accusa a voi, faccio solo rilevare una situazione di fatto a questa Giunta che, secondo i propositi che ha manifestato, dovrebbe cercare di correggere. Non faccio una critica, giudico la questione con contributo costruttivo e vi prego di accettarlo in questo senso. Vi dicevo che sono costosissime le bizzarrie degli architetti, è tutto cemento armato, e mi è stato detto che, se la si guarda di profilo e da una certa angolazione, quella piscina dà l'impressione di una nave, quindi chi fa il bagno ha l'impressione di essere su una nave. Ebbene, io l'ho guardata e ho fatto grandi sforzi di fantasia, però se quella piscina assomiglia a una nave io assomiglio a una bella figliuola... Quindi sperpero di denaro pubblico, miliardi per opere faraoniche. Comunque lasciamo perdere la piscina, ho detto che Pedrini aveva ragione e ho solamente ribadito in altri termini quanto lui aveva detto.

Concludo chiedendo alla Giunta se sul Piano lavori lo stanziamento per la costruzione della Caserma dei Carabinieri ad Aosta è proprio di un miliardo. Sia chiaro, io non ce l'ho con i Carabinieri, anzi, oggi sono i tutori dell'ordine e ce ne vorrebbero! Però mi pongo una domanda: facendo un paragone coi 300 milioni previsti quattro anni fa sul bilancio per la piscina tutta d'oro...no, 300 milioni ci è stato detto... questo miliardo previsto per la Caserma basterà? Non so se ce la caveremo con 2 miliardi. Oggi si parla di un miliardo, ma ce la riportiamo sul Piano lavori da tre anni, sono tre anni che c'è un miliardo per questa famosa Caserma! Questo miliardo diventeranno due, tre, non so quanti con chiamiamolo lo "slittamento della moneta", con la svalutazione del 25% all'anno. Allora mi chiedo: dopo la smobilitazione delle Forze Armate, del Battaglione Aosta... no, non entro nel merito di quella smobilitazione, l'avevo già discussa a suo tempo in Consiglio. Noi avremo un certo numero di Caserme vuote, allora perché anziché costruirne una nuova non modifichiamo e ristrutturiamo una di quelle? Questa è una raccomandazione.

Noi approveremo il Piano dei lavori lo stesso, non chiederemo di stralciare quel miliardo, però chiediamo un impegno alla Giunta: che prima di appaltare questi lavori esamini tutte le possibilità per utilizzare le vecchie Caserme.

Caveri (U.V.) - Interventi? Consigliere Monami.

Monami (P.C.I.) - Inizierò subito col dire, per chiarezza, che il giudizio che esprimo su questo Piano dei Lavori Pubblici non coinvolge l'attuale Amministrazione, l'attuale Giunta, né l'operato dell'attuale Assessore ai Lavori Pubblici. Prego quindi di non fraintendere quanto andrò dicendo, perché a monte ci sta questa premessa che deve essere accompagnata da quest'altra: ritengo che se i Comunisti fossero stati ancora in maggioranza non avrebbero accettato un Piano lavori di questo tipo o, quantomeno, si sarebbero battuti affinché su questo documento ci fosse stato qualcosa di diverso di quanto non è stato fatto da 25 anni a questa parte, come giustamente diceva il compagno Manganoni. Ci saremmo battuti, così come abbiamo tentato di fare con un certo successo per quanto riguarda il bilancio che abbiamo presentato nel 1974 e per altri motivi di fondo che riguardano la vita della nostra Regione.

Voi conoscete già la nostra posizione politica nei confronti di questa maggioranza, di questa Giunta e del suo programma. Abbiamo avuto occasione di criticare abbastanza ampiamente le mancanze, le deficienze sulle indicazioni programmatiche del Presidente della Giunta. Questa nostra posizione politica si ricollega anche al giudizio che diamo al Piano dei lavori pubblici, nel quale non troviamo nessun collegamento con nessunissimo strumento vorremmo esistesse, uno strumento di programmazione generale attraverso il quale poter decidere i modi, i metodi e le direzioni di intervento. Questo documento neppure più limitatamente fa riferimento e, ripeto, la colpa non è certamente di questa Giunta anche se in parte dirò quali possono essere queste responsabilità, non fa nessun collegamento e nessun aggancio a un pur minimo Piano di sviluppo sul quale noi avevamo tentato e avevamo insistito perché questo Consiglio discutesse ed elaborasse una propria opinione.

Da questo documento non si trae, in sostanza, alcuna indicazione che si colleghi a strumenti passati e di questo certo nessuna colpa è della Giunta, ma - e qui in parte una responsabilità vi è nell'attuale Governo - non esiste neppure un'opera, neppure un'iniziativa che si possa inquadrare in una visione più generale dei problemi della Valle d'Aosta. Mi sia consentito dirlo all'attuale maggioranza e all'attuale Governo: se non si può far carico ad essa e a questi uomini le colpe delle passate amministrazioni, si può però intravvedere in tale documento come questa maggioranza non abbia fatto lo sforzo di inserire un'opera o un'iniziativa che tendesse ad andare in quella direzione. Mi pare non possiamo non tener presente di questo e non possiamo non dire a questa maggioranza - così come molte volte lo abbiamo detto alla passata - che bisognava modificare qualche cosa.

Innanzitutto riteniamo che questo spezzettamento di opere non faccia altro che assolvere ad un compito e ad un'esigenza di carattere politico non necessario per la Valle d'Aosta, che è quello di accontentare contemporaneamente tutti e il maggior numero possibile dei Comuni che fanno richieste e che premono presso l'Amministrazione regionale. Abbiamo tenuto conto di tutte le esigenze, dalla più piccola strada al più piccolo cimitero, dalla più piccola fognatura al più piccolo acquedotto. Abbiamo cercato di fare come sempre nel passato, di accontentare tutti, però i lavori si trovano ad affrontare il programma, si trovano ad affrontare il primo lotto, il terzo lotto, il primo stralcio, la quarta porzione, e così via. Per decenni si trascinano nella nostra Valle opere incompiute o che si compiono così lentamente da non soddisfare neppure le esigenze della popolazione, con costi notevoli proprio perché su questo problema tutti si sono intrattenuti, interviene quella famosa "lievitazione dei prezzi" che procura un aumento notevole di tutti i costi.

Riteniamo che per amministrare bene la Valle d'Aosta bisogna saper dire anche di no, se necessario. Dobbiamo saper dire di no ad opere che riteniamo non indispensabili e non urgenti, ma dobbiamo saper dire di no anche ad opere sulle quali si interviene in quelle che noi tante volte chiamiamo "zone depresse" - soprattutto menzionate dal compagno Manganoni - e non in quelle zone che, invece, già esplodono per condizioni di sviluppo economico, sociale e turistico. Questo giudizio più generale ci fa dire qual è il contributo che noi diamo con questi 12 miliardi - perché sono 11 miliardi e 919 milioni, mi pare, se le somme da me frettolosamente fatte sono giuste -, in che modo cerchiamo di utilizzare un'ingente cifra di questo tipo per tentare, non certo per riuscire, di modificare lo sviluppo economico della nostra Valle.

Come pensiamo che queste somme possano incidere nel nuovo modo di produrre le cose nella Valle di Aosta? Questo nostro discorso è sempre collegato al momento particolare di crisi che sta attraversando la Valle e il Paese. È una crisi che non si risolve producendo di più e consumando di meno, ma soltanto modificando il modo di produrre con cose diverse, impostando consumi di tipo diverso. Se vogliamo rispondere a questa domanda, dobbiamo vedere se questi 12 miliardi producono qualche cosa di diverso in Valle d'Aosta, non di più o di meno, mettendo a disposizione dei cittadini consumi diversi, non minori consumi. Ad esempio ci accorgiamo che questo Piano non risponde a questa esigenza sul consumo sociale; nessuna colpa alla passata Amministrazione, ma certo una parte le va attribuita per non aver saputo inserire in questo Piano almeno un'idea che andasse in questa direzione.

Un altro argomento - e poi concludo questo mio intervento - è quello su cui più volte ho avuto occasione di parlare, e non voglio ripetermi come certi uomini politici, lo tradurrò in italiano: sono perfettamente convinto e sempre più convinto che asfaltare non è governare. Ci troviamo in questo Piano quasi tre miliardi in opere stradali. L'Assessore mi consenta - perché mi pare che abbia fatto un gesto di negazione - ma con le bitumature, che sono opere stradali, spendiamo circa tre miliardi di più se aggiungiamo una parte, non dico tanto, il 30% dei 450 milioni a disposizione per i maggiori costi che vanno sicuramente a un terzo. Non voglio esagerare, con questi 450 milioni per i maggiori costi delle opere stradali ci troviamo davanti a una spesa di tre miliardi e oltre per le opere stradali, mentre ci troviamo appena un miliardo e 800 milioni per gli acquedotti, un miliardo e 600 milioni per quanto riguarda le fognature, cioè quelle infrastrutture necessarie e importanti ai fini dello sviluppo socio-economico e turistico di quelle zone a cui accennava il compagno Manganoni, mentre invece abbiamo due miliardi e 800 milioni per le scuole.

Riteniamo che la Valle d'Aosta non debba seguire il metodo seguito da vent'anni, quello di costruire delle strade, né si può dire che in Valle d'Aosta non ci siano strade sufficienti, così come non neghiamo che vi sia ancora l'esigenza e la necessità di farne alcune. Bisogna però fare una scelta in questa direzione e lo dicevamo già nel 1974: per un nuovo tipo di politica è necessario abbandonare la costruzione delle strade per dedicarsi in modo più pieno e completo nella direzione dei servizi sociali, delle infrastrutture sociali primarie di cui ancora mancano molti nostri paesi. Ecco, se c'è un giudizio, un criterio generale per criticare questo Piano di lavori, mi pare che questi siano i motivi di fondo che si ritrovano nella lettura attenta di tale documento.

Così come alcune altre Regioni di Italia non vogliamo e non abbiamo Regioni guida, non abbiamo un Partito guida e non abbiamo uno Stato guida. Abbiamo però alcune indicazioni che ci provengono dal resto del Paese: alcune Regioni hanno diviso per dieci le loro originarie impostazioni finanziarie per la costruzione delle strade, le hanno ridotte a un decimo, e altre Regioni, invece, che hanno aumentato di venti o trenta volte i loro stanziamenti nella direzione dei servizi sociali.

Ebbene - e concludo - noi raccomandiamo alla Giunta che se variazioni di bilancio dovranno avvenire lungo il 1975 per fare fronte a questo Piano di lavori e a questo tipo di impostazione politico-amministrativa, che avvengano tenendo conto di queste fondamentali esigenze della popolazione valdostana. Può darsi allora che su un'impostazione e su un orientamento che vada in tale direzione voi troverete sicuramente la collaborazione del Gruppo Comunista.

Si dà atto che dalle ore 10,03 alle ore 10,45 assume la Presidenza il Vice Presidente Maria Celeste Perruchon.

Pollicini (D.P.) - Vorrei incominciare col fare osservare all'Assessore ai Lavori Pubblici che il Programma dei lavori del 1975 è arrivato ai Consiglieri lunedì sera, cioè due giorni prima dell'inizio del Consiglio. È ben vero che il Regolamento del Consiglio ammette anche l'invio in via di urgenza di alcuni atti, è esatto, però mi pare opportuno ricordare all'Assessore due aspetti: il primo, in quanto Amministratore responsabile del settore; il secondo, in quanto esperto, poiché è un professionista. Se si vuol dare serietà di dibattito su uno degli atti più importanti, indubbiamente su scelte di spesa in conto capitale della Regione, scelte che investono, stante almeno al programma, la cifra considerevole anche in tempi di svalutazione come questa di 12 miliardi e mezzo, due giorni non sono onestamente sufficienti per esaminarlo.

Ora mi domando se questi due giorni, se questa fretta non sia stata scelta ad arte per impedire un serio esame, una seria discussione su un argomento che richiede indubbiamente un certo approfondimento. Ricordo, sono dodici miliardi e mezzo, quindi mi pare che questo programma sia corposo, elettorale, elettoralistico - poi dirò perché lo ritengo elettoralistico - perché facendo confronti di cifre aride, scorporando quindi le cifre come quella del miliardo per la Caserma dei Carabinieri, scorporando le competenze di altri Assessorati come possono essere quelli dell'Agricoltura o del Turismo - vedi gli impegni finanziari per la piscina di Pré Saint Didier di cui poi parleremo -, di fronte a un bilancio che prevede una disponibilità di 7 miliardi e 60 milioni, vediamo sul Programma dei Lavori Pubblici un impegno di spesa pari a 10 miliardi e 46 milioni. Parlo dei capitoli relativi alle strade, ai cantieri, all'edilizia scolastica, all'edilizia pubblica, alle opere igienico-sanitarie e di prevenzione.

Ho scorporato, come capitolo di bilancio dell'Assessorato dei Lavori Pubblici, tutte le cifre che non sono di competenza. Abbiamo una differenza fra la cifra disponibile e il costo delle opere previste del 43%. Sia chiaro: a questa differenza, che quindi andrebbe ad aumentare, non ho aggiunto che sta mancando la cifra inerente gli eventuali aumenti d'asta, l'IVA, le perizie suppletive. Quindi questa è una cifra arida, nuda, minima, presumendo - fatto che mi auguro, ma non lo ritengo possibile - che non vi siano perizie suppletive, aumenti d'asta, l'IVA, che in effetti c'è, e che comunque avrei dovuto mettere dentro. Non l'ho voluta mettere proprio per vedere la netta e cruda differenza tra le cifre reali e quelle che si sono impegnate. Ecco perché parlo di un Piano di lavori elettoralistico, perché forse sarà molto difficile mantenere tali promesse. A questo proposito vorrei ricordare - proprio perché si è fatto un confronto e quindi anch'io voglio rispondere sul confronto - che il precedente Programma dei Lavori Pubblici - questa è una mia nota informativa - è stato realizzato per quanto riguarda l'impegno finanziario per il 94%, tenendo presente cha la parte mancante concerne i maggiori oneri per opere non previste, vi sono aumenti d'asta che hanno influito notevolmente perché, non dimentichiamo, da aprile-maggio del 1974 è incominciata la lievitazione velocissima dei prezzi e poi la quota di 240 milioni di revisione prezzi. Se aggiungiamo quindi queste cifre possiamo dire che abbiamo praticamente realizzato come impegno finanziario il 100% e oltre delle cifre previste nel Programma dei lavori.

Quello dello scorso anno prevedeva - è stato anche scritto e riportato nella relazione che accompagna il bilancio - una quota non coperta del 25% e si diceva anche come poteva essere coperta, cioè con un 20% circa di previsione sull'assestamento di bilancio e un 5% circa di opere che normalmente non si realizzano per mancanza di progetti, di disponibilità di terreni. Avrei visto quindi più volentieri un programma più realistico, più aderente alle disponibilità finanziarie, anche perché proprio in questa corsa dell'inflazione corriamo il rischio che l'aumento dei prezzi, delle perizie, della base d'asta ci portino fuori. Rischiamo che questo 43% scoperto a cui va aggiunta l'IVA e quello che dicevo prima possa anche arrivare a un 60-65% e, di conseguenza, sull'impossibilità pratica di realizzare, cioè di essere aderenti ad un impegno che i Comuni contano sia portato avanti e mantenuto. Sono dell'opinione che questo programma è elettoralistico per questi motivi.

Mi hanno detto che l'Assessore ha fatto dei confronti fra l'impegno in percentuale previsto lo scorso anno e il consuntivo dello scorso anno. Se poi vogliamo fare dei confronti, visto che sono stati fatti, è caduto in un errore, indubbiamente sarà involontario, ma chiarisco proprio per dare rapporto fra gli impegni presi e il consuntivo di fine anno. Il confronto secondo me non va fatto in questo modo e dirò perché: perché si confondono sempre unità omogenee, cioè va confrontato il programma previsto nel 1974 con quello previsto nel 1975, così come va confrontato il consuntivo del 1974 con il consuntivo del 1975. Oggi però non siamo qui per esaminare il consuntivo, ma per fare un confronto omogeneo sui programmi previsti.

C'è una netta differenza tra le cifre fornite dall'Assessore - mi permetto di apportare la correzione - ed i miei dati, di cui ho già detto, quindi non è una novità quella che dico oggi. Per quanto riguarda le strade, di fronte a una previsione percentuale di impegni sul Programma Lavori del 23%, mentre l'Assessore ha dato come cifra, se non sbaglio, il 33,9%, faccio presente che già nella discussione svolta nel mese di novembre ho ricordato all'Assessore che per errore di applicazione sui capitoli di bilancio gli oltre 200 milioni erano stati scaricati sul capitolo 547 anziché sul 548 (capitolo dei cantieri). L'ho già detto in quella sede e questi milioni fanno ridurre la percentuale che l'Assessore ha portato al 33,9% - secondo i dati che io ho è al 29,65% - di fronte al 23% previsto sul Programma Lavori per il capitolo strade, mentre di converso il capitolo cantieri di lavoro viene ad essere modificato. Gli altri rapporti sono: edilizia scolastica, di fronte a una previsione del 25,5% siamo scesi al 22,5%, per il solo fatto che il capitolo contributi non è molto gradito ai Comuni, in quanto deve mettere una percentuale il Comune stesso. Il mancato rispetto del rapporto tra percentuale prevista e percentuale di consuntivo, che è del 3%, è da legarsi in gran parte al rifiuto da parte dei Comuni di avere i contributi, i quali vogliono l'intervento diretto della Regione proprio per non mettere quanto di loro competenza. Per quanto riguarda poi le opere igienico-sanitarie, di fronte al 38% previsto abbiamo una realizzazione di circa il 37%. Salvo le strade, quindi, in cui vi è la differenza del 6,6%, tutti gli altri capitoli sono stati rispettati.

Ricordo all'Assessore che sul "capitolo strade" le pressioni comunali sono notevolissime, ma anche quelle dei Consiglieri regionali. Resistere mi rendo conto non è facile, però non è neanche giusto dare informazioni distorte come quelle - ne sono convinto - che ora l'Assessore ha dato in buona fede.

Tornando al problema di fondo, cioè della impostazione di questo Programma lavori, vorrei fare una domanda all'Assessore: vorrei sapere se sono state coinvolte le Comunità Montane come nuova entità amministrativa regionale, quella di cui ieri si è parlato nella definizione dei parametri per i finanziamenti, perché mi pare importante che dobbiamo essere coerenti con ciò che diciamo. Coinvolgendo le Comunità Montane si incomincia a discutere in termini comunitari, piano piano la dimensione comunale deve essere allargata. Se questo non è stato fatto è un'ulteriore grossa carenza dell'impostazione del Programma dei Lavori Pubblici, perché non c'è dubbio che lo sviluppo spontaneo ha creato tanti danni in Italia e alle conseguenze vi assistiamo noi, tutti i giorni. Quando si fa una strada bisogna pensare che, una volta fatta, lì sorgeranno delle abitazioni e, se ne sorgono molte, lì occorrerà poi portare la scuola, sicuramente la fognatura, l'acquedotto, per cui una strada che costa magari soltanto 50 o 100 milioni, di per sé può indurre ad un investimento e ad un impegno regionale che magari supera il miliardo, perché bisogna poi portare la luce elettrica, l'acquedotto, la fognatura, magari la scuola e altri servizi. Se riusciamo quindi a coinvolgere le Comunità Montane, con un discorso fatto in un'ottica comunitaria, indubbiamente riusciamo ad evitare o a limitare i danni dello sviluppo spontaneo di cui la Valle d'Aosta mi pare sia un grosso esempio, con tutte le conseguenze che ne derivano.

Ora pongo un altro aspetto del problema, questa è un'ulteriore domanda: vorrei conoscere dall'Assessore ai Lavori Pubblici se l'assegnazione ai singoli Comuni raggruppati per Comunità ha seguito in qualche modo i parametri di percentuale che ieri abbiamo votato nei confronti della Comunità per i fondi di provenienza statale e regionale. Mi pare sia importante saperlo, uno degli aspetti fondamentali all'interno del Programma dei Lavori Pubblici è che l'intervento pubblico sia quello di correggere gli squilibri delle varie zone, proprio per non potenziare chi è già potente e per non rendere ancora più gobbo chi già è con la schiena piegata. Vorrei pertanto sapere se vi sono state coerenze fra i parametri previsti ieri e le assegnazioni, proprio per invertire certe tendenze, perché man mano che si va avanti, se non si correggono, assisteremo allo spopolamento montano, al pendolarismo da parte di quelle zone sprovviste di occasione di lavoro, di possibilità di autosufficienza della Comunità stessa, però ragionando in termini comunitari.

Un'altra cosa gradirei poi conoscere dall'Assessore: se sa quale sarà la percentuale, se sarà realizzato questo Programma Lavori dei Comuni o di popolazione ancora sprovvista di fognature - conteggio che avevamo già fatto lo scorso anno - Comuni sprovvisti o comunque dotati insufficientemente di acqua potabile; quale sarà la percentuale di popolazione carente di aule scolastiche, in modo da vedere gradualmente di raggiungere risultati positivi e di non arrivare ad un Programma dei lavori singolo slegato fra Comune e Comune, in modo che non ci sia un'incidenza negativa sui problemi che tutti quanti lamentiamo, evidentemente dovremmo essere coerenti nel mirare alla loro soluzione.

Ora espongo un altro aspetto che mi pare importante. Ricordo che erano stati censiti 51 Comuni per quanto riguarda le sorgenti, che mi pare fossero 680 circa: vorrei conoscere se il tutto è stato ultimato, o a che punto è, che previsioni vi sono. Dopodiché mi parrebbe opportuno - proprio per evitare gli inconvenienti lamentati prima dal Consigliere Pedrini - poter realmente vedere, con una mappa delle sorgenti, quali sono le capacità idriche, e quindi se è il caso di fare un acquedotto di una portata piuttosto che un'altra.

Visto che sono nell'argomento idrico ricordo al Consigliere Pedrini due cose: la prima è che l'acquedotto di Antey-Chamois-La Magdeleine è sotto un Consorzio che è autonomo, la Regione gli dà purtroppo solo dei quattrini; la progettazione, la direzione dei lavori, eccetera, sono problemi del Consorzio. Altro aspetto del discorso che mi fa parlare all'Assessore... no, è un augurio al Consigliere Pedrini, forse può arrivare in porto, penso vi siano tutte le condizioni perché arrivi in porto il fatto di diventare Assessore, lo sai che ti voglio bene. Quando fa le sue osservazioni sulla piscina d'oro, di Pré Saint Didier - qui non so se prevale di più il proprietario di piscina Pedrini o il Consigliere regionale Pedrini, non lo so, è una domanda che faccio e che mi sono fatto, o meglio è un pensiero ad alta voce - voglio ricordare al Consigliere Pedrini che, se ha informazioni da chiedere o critiche da rivolgere, penso proprio che il miglior interlocutore possa essere il collega Milanesio, il quale ha avuto l'idea di realizzare quest'opera quale Assessore competente al Turismo. D'altra parte sarebbe un agrément, visto che il Consigliere Milanesio si è così bene adoperato per fare eleggere nelle due Commissioni...io non me ne dolgo certamente, anche per i rapporti che ho con Pedrini, e quindi penso che un agrément fatto da Milanesio possa rispondere con un altrettanto agrément che il Consigliere Pedrini può fare nei confronti del... quindi il problema della piscina, caro Pedrini, l'agrément... Allora lo spiego meglio: hai fatto alcune accuse specifiche, non è da oggi la tua critica sulla piscina, allora dico che, visto che siamo in un discorso piuttosto aperto, guardiamo le responsabilità collegiali o le scelte collegiali, però guardiamo in particolare le scelte di competenza specifica. Benissimo, la scelta era stata fatta da Milanesio, forse il migliore Consigliere sul piano della capacità di esprimere giudizi, opinioni e origine della scelta non può che essere lui. Milanesio, quindi, più di ognuno di noi può darti una risposta sul perché è stato fatto un certo tipo di piscina, un certo tipo di "struttura faraonica", così come l'hai chiamata tu, non certamente noi.

Si dà atto che dalle ore 10,45 riassume la Presidenza il Presidente Severino Caveri.

Pedrini (P.L.I.) - Lo chiederò, ma dire che è collegiale, non di Assessore, ma di Giunta...

Pollicini (D.P.) - ... ho detto che non escludo una responsabilità collegiale, però specificatamente il discorso è stato fatto in Consiglio, votato in Consiglio da una maggioranza, non è un discorso di Giunta, è un discorso di Consiglio, tolto i Comunisti e l'Union, tutti gli altri gruppi mi pare abbiano votato a favore di quella scelta. Comunque siamo andati un po' fuori dal discorso che stavo facendo ...(voci)...

Fosson (U.V.) - Non si sente... questo è stato quanto abbiamo discusso in Consiglio e, se andiamo a vedere i verbali, c'è anche qualche altra riserva che è stata fatta dal nostro Gruppo, dall'Union Valdôtaine, perché su quel punto la maggioranza ci ha infinocchiati, ha preso in giro tutto il Consiglio sulla piscina di Pré-Saint-Didier.

Pollicini (D.P.) - Sull'acqua calda delle fonti...

Fosson (U.V.) - Acqua calda delle fonti e via dicendo, sissignore...

(voce del Consigliere Fosson)

Pollicini (D.P.) - È un discorso che ha anzianità, si parla del 1968-1969...

(voce del Consigliere Fosson)

... no, no, no, la memoria dell'Assessore Fosson non è molto brillante in questo momento, solitamente lo è, ma in questo momento non lo è...

(voce del Consigliere Fosson)

... se è solo per quello ne ha di più.

Comunque adesso vorrei scendere in un discorso più spicciolo e fare alcune domande sul problema delle opere igieniche. Abbiamo alcune situazioni che richiedono un attimo di attenzione da parte dell'Assessore ai Lavori Pubblici, cioè abbiamo ancora frazioni abitate tutto l'anno sprovviste di acquedotto, mi riferisco in particolare ad alcune frazioni di Ayas come Palenc e Champlan. D'altra parte qui ci fanno notare una cosa: non è stata chiesta alcuna assegnazione per l'ultimazione del parcheggio di Antagnod, in quanto mi pare che sia già stato preso questo impegno di cifra e nel Programma Lavori sia stato messo. Sarebbe forse opportuno quindi valutare se non sia il caso di modificare queste cifre mettendole sulle opere igieniche sanitarie, così come il problema di La Salle per quanto riguarda l'acquedotto del capoluogo. Altro discorso del genere riguarda Rhêmes Notre Dame, l'arginatura della Dora di Rhêmes lì vicino al ponte Carré che ormai è scartato. Stiamoci attenti, perché sono dei torrenti pericolosi quando vanno in piena.

E poi un'altra cosa, il discorso dei contributi: noi sappiamo benissimo che i Comuni non hanno delle disponibilità per mettere la loro parte. Ecco, il Comune di Rhêmes è un piccolo comune, mi pare che abbia 90-95 abitanti, non penso ne abbia di più, che da tre o quattro anni si vede riportato un contributo di 35-30 milioni per la strada del Pellaud, contributo sulla "legge Tupini", quando comunque oggi come oggi - non si sa per quanto tempo - la legge Tupini non ha soldi in cassa e quindi non dà niente. Mettere quindi a contributo 30 milioni così come già l'anno scorso abbiamo messo noi non serve a niente.

Ora, se potevano pensarsi possibili certi contributi dello Stato, penso che oggi non si possa più pensare che lo Stato li dia questi soldi. Quindi prevedere la possibilità di fare con esecuzione diretta e mettere 30 o 35 milioni quando sappiamo a priori che comunque non c'è il contributo dello Stato, vuol dire non fare niente.

Vorrei poi sapere qualche notizia sul depuratore occorrente per la fognatura di Gressan, in quanto non dimentichiamoci che l'acqua serve anche per l'irrigazione, serve alla collina... no, a me non chiedevi niente tu. C'è poi un problema ancora più piccolo di Avise, il problema dell'acqua; lì vi sono frazioni come Lo Cri assolutamente sprovviste di acqua, frazioni che sono abitate. Sarebbe opportuno esaminare in questo settore se possiamo fare qualche cosa. Il problema dell'acqua è molto più importante del problema della strada e, per adesso, mi limito qui.

Caveri (U.V.) - Vorrei fare una brevissima osservazione: quando si parla della piscina di Pré Saint Didier mi vien fatto di ricordare la favola di La Fontaine, Les animaux malades de la peste, tutti gli animali erano malati di peste ma tutti si sono trovati d'accordo nel dare la colpa e la responsabilità soltanto all'asino e sono partiti in guerra contro l'asino al grido di "haro sur le baudet". È quello che si ripete qui in Consiglio regionale.

Do la parola al Consigliere Pedrini.

Pedrini (P.L.I.) - La ringrazio, Signor Presidente. C'è una frase che non ho ben capito ma che desidero chiarire, visto che non l'ha fatto l'amico Pollicini. Se intervenendo sulla piscina si rivolgeva me, chiedendo se parlava il Consigliere regionale o il proprietario della piscina, direi a questo punto con estrema tranquillità d'animo e coscienza che parlavano tutti e due, il primo come Consigliere regionale...

Caveri (U.V.) - Quindi è aumentato il Gruppo Liberale...

Pedrini (P.L.I.) - ... esatto, il primo come Consigliere regionale, perché evidentemente era logico che, partendo da una cifra e arrivando da tale cifra a ben altra, dicessi chiaramente come stanno le cose e, il secondo, come privato, perché penso che chiunque di noi abbia il dovere morale e civile di portare la sua esperienza su problemi come questo. Proprio l'esperienza personale può dettare un certo... tenendo presente che Pré Saint Didier dista 80 o 100 chilometri da Lillianes, quindi la battuta è totalmente, se così era indirizzata, a vuoto.

Vorrei invece dire al Consigliere ex Assessore ai Lavori Pubblici, Pollicini, un'altra cosa, molto, ma molto più grave: se la piscina di Pré Saint Didier fosse stata fatta per Aosta e l'Alta Valle, io, privato cittadino e Consigliere regionale, lo avrei capito, ma che adesso se ne facciano altre ad Aosta significa che noi avremo evidentemente uno sperpero di denaro enorme, perché cosa succederà? Ci fosse stata solo quella di Pré Saint Didier, tutte le scuole e tutto il resto, da Quart, da Châtillon potevano andare a finire a Pré Saint Didier. Ovviamente oggi come oggi non si può pensare che la gente di Aosta vada a Pré Saint Didier quando avrà una piscina in loco, ed è logico che un capoluogo abbia una piscina fra le altre cose, è logico, ne sono lieto e mi batterò perché ne venga fatta una ad Aosta, naturalmente non spendendo più le cifre che sono state spese, ma facendo una cosa moderna, funzionale, veramente necessaria ai nostri ragazzi, questo è il punto. Mi è stato spiegato che era stata fatta a Pré Saint Didier perché praticamente si vuole poi togliere un po' della preminenza a Chamonix, per portarla anche a Courmayeur. È evidente, va bene, però Pré Saint Didier può servire solo e solamente una fascia ben ristretta e quando ci sarà la piscina ad Aosta sarà veramente il fallimento.

Diceva bene il Consigliere Comunista Manganoni: se noi troveremo qualcuno che vorrà gestire quella piscina regalando noi come Regione 20-30 milioni a una persona, dovremmo baciare in fronte quella persona, perché il deficit sarà rapportato dagli 80 ai 100 e più milioni all'anno. Ma ci rendiamo conto di cosa buttiamo, quando con 100 milioni potremmo fare veramente gli acquedotti e tutte quelle cose belle che voi dite ma che poi non realizzate? Questa è la realtà di fatto, e dico "non realizzate" perché non sono mai stato al Governo, quindi mi è facile poterlo dire, mi è molto facile, ve ne do atto, però la mia funzione di oppositore è proprio quella di dire, di pungolare e di fare vedere le cose come stanno.

Ora concludo. È assurdo aver creato una piscina a Pré Saint Didier. Ma pensate, e tiro in ballo anche il Presidente Di Stasi della Commissione dei Lavori Pubblici, addirittura si era prevista la patinoire a Pré Saint Didier, quando a Courmayeur deve nascere, deve crescere e deve essere portato a termine il Palazzo del ghiaccio in cui ci sarà la patinoire! A un dato punto in Valle ci sarà ogni paese che si farà la sua patinoire, faremo la piscina anche per Chamois che ha 74 abitanti! Insomma, qui evidentemente non abbiamo il senso di quello che è l'Amministrazione, di quello che è il denaro pubblico. Questa è la realtà a cui purtroppo devo arrivare. Mi dolgo, Signor Presidente, di averle tolto qualche minuto, ma questa precisazione era necessaria, ed è sia del Consigliere che del privato cittadino.

Caveri (U.V.) - È stato un fatto personale un po' lungo direi, dunque la parola al Consigliere Maquignaz.

Maquignaz (D.P.) - Non mi soffermo sull'impostazione generale del programma, perché è già stata fatta dai Consiglieri che mi hanno preceduto.

Vorrei semplicemente accennare un dettaglio, che però mi sembra di estrema importanza: mi riferisco alla necessità che l'Amministrazione regionale abbia un prezzario aggiornato. Mi pare che l'Assessorato dei Lavori Pubblici dovrebbe predisporre analisi di costi accurati, sia per i prezzi delle opere di edilizia stradali che per gli acquedotti, per le fognature. È una cosa estremamente importante, perché se ci fosse questo preziario base per la zona di Aosta sarebbe poi molto facile, con le analisi, aggiornarlo a mano a mano per tutte le varie zone della Valle in cui si devono eseguire i lavori. Queste analisi dovrebbero essere continuamente aggiornate, vale a dire ogni qualvolta si verificano degli aumenti, sia dei materiali che della mano d'opera, ed è oggi più che mai valido perché vediamo che questi aumenti sono molto frequenti. In questo modo l'Amministrazione regionale potrebbe dare un valido aiuto ai Comuni, che non sempre hanno gli uffici tecnici preparati per poter fare questo lavoro. Basterebbe, quando arrivano i progetti delle Amministrazioni comunali qui alla Regione, che si facesse questa revisione in modo da mandare avanti le opere con i prezzi aggiornati.

Sovente abbiamo sentito fare delle critiche ai professionisti, che non sono abbastanza preparati e che presentano dei progetti con costi inferiori a quelli reali. Vorrei dire però che succede anche questo: i professionisti generalmente fanno questi progetti almeno uno o due anni prima che le opere vadano in appalto, quindi è chiaro che i prezzi non sono più aggiornati. Inoltre, se l'Amministrazione avesse questo prezzario, sarebbe di valido aiuto anche per i professionisti, i quali potrebbero almeno avere la base di questi prezzi e adattarli alle singole zone.

Oltre alle analisi dei prezzi, mi pare che sarebbe estremamente utile anche un aggiornamento dei capitolati speciali, a mio avviso bisogna renderli adattabili alla realtà regionale e non avere capitolati che hanno perlomeno vent'anni e quindi sono superati.

Penso che se ci fossero questi strumenti presso l'Assessorato dei Lavori Pubblici si potrebbero utilizzare molto più in fretta i fondi del bilancio regionale, i Comuni potrebbero realizzare con una certa celerità le loro opere e si potrebbero evitare naturalmente quegli aumenti e quei danni enormi che provengono dal continuo aumento dei prezzi.

Mi sono permesso di fare queste osservazioni e mi pare che anche l'Assessore abbia già manifestato questo desiderio, però voglio proprio ribadirlo, perché è indispensabile che questo avvenga entro il più breve termine. Ritengo che questo mio intervento possa essere considerato come un piccolo contributo, e direi di non "catturarlo", perché lo ritengo estremamente importante.

Milanesio (P.S.I.) - Voglio fare qualche considerazione generale sull'impostazione del Programma dei Lavori Pubblici di quest'anno.

Intanto devo dire che esso risente, come quello degli anni precedenti, di una erronea impostazione di fondo (ed è già stata lamentata da altri Consiglieri): quella della frammentazione, della parcellizzazione, della polverizzazione e si potrebbero ancora aggiungere altre oscillazioni o atomizzazioni di spesa. Questa cosa comporta inevitabilmente che un'opera messa in bilancio nel 1975, progettata nel 1974, finita nel 1979, costerà esattamente due o tre volte quello che era previsto nel progetto iniziale, quello approvato dal Consiglio regionale o dalla Giunta regionale.

Ora, se per quanto si riferisce ad interventi di manutenzione o di sistemazione di tronchi stradali o di altri piccoli interventi di piccole entità, se il piano annuale a mio avviso è legittimo e necessario, occorre invece modificare radicalmente l'atteggiamento che la Regione ha avuto nei confronti del ricorso al credito. Penso che in un'economia come la nostra, oggetto di inflazione galoppante, accendere dei mutui oggi significa avere delle buone lire in termini di 1975 e restituire delle lire svalutate evidentemente nel corso dell'ammortamento del mutuo.

Invito quindi ancora una volta questa Giunta - l'ho già fatto per altre, però senza molto risultato -, l'attuale Giunta regionale, a voler esaminare l'opportunità e la necessità di accendere dei mutui di fronte evidentemente a un programma preciso e cospicuo di determinate opere pubbliche. Evidentemente in questo momento c'è anche una congiuntura particolarissima per cui i tassi di interessi sono tassi "da usura", e non è una mia espressione, l'ha usata già Gianni Agnelli, che probabilmente di usura se ne intende più di quanto se ne possano intendere i Signori Consiglieri.

C'è un'azione - scusatemi se io devo rispondere al Consigliere Monami che mi provoca - sui tassi di interesse, a ogni modo c'è una situazione di crisi nazionale nella quale noi Socialisti abbiamo espresso un'opinione abbastanza precisa, chiedendo una diminuzione di tassi di interesse e una riapertura del credito, tanto per essere chiari. Qui noi non abbiamo leve creditizie finanziarie, quindi non possiamo fare proposte di questo tipo, non possiamo farle, anzi la Regione è priva nel modo più assoluto di leve critiche e finanziarie, e quindi deve dipendere per qualunque decisione dalle Banche che rastrellano il credito in Valle d'Aosta e poi lo impiegano in altre Regioni, quasi certamente, anzi sicuramente.

Ora, in questo caso, ritengo che sia avveduta e corretta amministrazione fare ricorso al credito: va da sé che il ricorso al credito lo si può e lo si deve fare di fronte ad opere di una certa mole, di una certa importanza e di realizzazione necessaria, della cui necessità vi è stato un dibattito, una decisione direi di larga maggioranza, per intenderci, vi è stato un concorso di volontà di larga parte del Consiglio regionale.

Si tratta quindi di un piano di opere pubbliche che eredita evidentemente gli interventi iniziati in altri esercizi finanziari e che devono essere in qualche modo portati a termine, perché sono lì. Non possiamo lasciare le strade, gli acquedotti e le fognature a metà, bisogna ultimarle, bisogna concluderle. È chiaro che un'inversione di tendenza non è neanche facile da realizzarsi in tempi brevi o immediati, ma quello che chiedo semplicemente è che vi si voglia porre mano a questa inversione di tendenza, che si voglia incominciare a ragionare in termini di accensione di mutui e di prestiti per far fronte ad impegnativi programmi di opere pubbliche. Questa come considerazione di carattere generale su questo Piano.

Voglio solo ribadire la nostra posizione circa alcune voci presenti. A Perloz, nel piano delle opere pubbliche, rispunta l'albergo "Creux Porté", dimora e soggiorno per anziani in località Plan del Brun, con una dizione diversa da quella degli anni precedenti. Ci auguriamo che anche la sostanza possa essere diversa, perché se non sarà diversa noi abbiamo votato contro allora e continueremo a votare contro adesso. Ovviamente non votiamo contro al Piano delle opere pubbliche, ma di fronte a provvedimenti deliberativi che si configurino nel senso tradizionale, il nostro parere non potrà che essere negativo.

Qui si parla della piscina coperta di Pré Saint Didier, ma constato ancora una volta, con amarezza, come ci sia poca memoria in Consiglio regionale; non so se questa poca memoria è voluta, è una dimenticanza, ogni tanto qualcuno cancella la lavagna e fa finta di dimenticarsi tutto!

Io non dimentico le cose che ho detto e sostenuto in questo Consiglio e, per riprendere un'espressione colorita del Presidente del Consiglio, quando giustamente ha fatto rilevare che qui tutti giocavano allo "scarica barile" o, per dirla come La Fontaine, davano colpa all'asino, non vorrei, visto che Pollicini mi ha quasi indicato come responsabile principale di questa vicenda ...(voci)... non vorrei che si dimenticassero quelle responsabilità collettive, collegiali che la Giunta precedente e anche le altre Giunte in qualche modo hanno avuto in questa vicenda. Credo di avere tanti difetti, ma ho anche la capacità di sorridere di me stesso quando posso aver fatto affermazioni che poi si sono verificate azzardate, o comunque che non hanno poi trovato un riscontro completo nel prosieguo del tempo.

Per intenderci, la piscina di Pré Saint Didier è nata con finalità turistico-sportive da ubicarsi in quel comprensorio, perché c'erano dei terreni, c'erano le Terme, e questo doveva far parte di un discorso molto più ampio. Qualcuno in passato ha anche sostenuto che bisognava usare l'acqua calda delle Terme per utilizzarla a fini natatori nella piscina. Ricordo perfettamente però di aver detto che si trattava di una teoria assurda e ridicola quando feci l'esposizione in questo Consiglio, trattandosi di acqua arsenicale e, quindi, non adatta a ludi natatori. Tra parentesi ho detto che al massimo poteva servire quale pre-riscaldamento dell'acqua fredda che poi doveva essere riscaldata e immessa nella piscina, ma questo è il meno tutto sommato. In realtà vi era un disegno tutto preciso, quello di creare una serie di attrezzature e infrastrutture che si collegassero alle Terme, e quindi non potevano trovare ubicazione che in quella zona. Questo doveva anche costituire un'attrezzatura per il doposci, insomma, un'attrazione turistica per consentire a quel comprensorio, che indico brevemente in Courmayeur, La Thuile e Pré Saint Didier, di essere come offerta di servizio dei concorrenti nostri vicini d'oltralpe di Chamonix. Questa era la motivazione di fondo, con alcune sbarrature dovute al fatto che qualcuno pensava che l'acqua calda servisse e qualcun altro, invece, che non servisse affatto.

Ciò detto, qual è stato l'errore commesso in questo caso? Perché mi pare che invece di giocare allo "scarica barile" dovremmo cercare di vedere quali sono gli errori che abbiamo commesso per evitare di commetterli in avvenire. Qual è stato l'errore? Intanto di aver voluto fare un'opera di prestigio, quindi grosso studio architettonico, grosso nome... Ponti, bel progetto, però idee completamente vaghe e così assolutamente ignoranti, diciamolo pure! Dalla natura geologica del luogo in cui doveva sorgere si è perseguito il disegno di fare qualcosa di fantasmagorico, di fantastico, di molto coreografico. Si è detto: facciamola sulle rive della Dora, e non ci siamo accorti - nessuno si è accorto - che sulle rive della Dora si rischiava poi di vedere la natura biologica del terreno, fare un certo tipo di fondazione invece di un'altra, così com'era prevista in progetto. In poche parole, abbiamo badato all'apparenza di quell'opera senza preoccuparci di quello che sotto il profilo tecnico ci stava sotto, quindi i costi che ne potevano derivare. Per cui, da un'ipotesi di spesa che credo risalga al 1968 e che era di 5-600 milioni, stiamo arrivando oggi a superare ampiamente il miliardo, forse ci avviamo verso il miliardo e mezzo. Questo sì, appaltato da Rollandoz nel 1970, ma approvato dal Consiglio regionale nel 1969 con prezzi che dovevano essere del 1968, perché il progetto era del 1968, o forse del 1967. C'era quindi già questa sfasatura tra i costi previsti e contenuti nel progetto e i costi reali.

L'altro errore fu poi quello di procedere intanto per lotti, come succede sempre. Facciamo un lotto, tanto piacere, abbiamo appaltato intanto il lotto che poi è stato trasformato radicalmente in sede di esecuzione del progetto, dopo la verifica idraulica, e da qui sono esplosi i prezzi; quindi la piscina divenne, per mia dichiarazione, una "piscina d'oro", perché avevo e ho il coraggio di sorridere anche su certe cose, per cui fui io a dichiarare in questo Consiglio che questa stava diventando una piscina d'oro. Con questo implicitamente ammettevo che si erano commessi degli errori, errori che avevano commesso le Giunte precedenti, che aveva commesso la Giunta dov'ero anch'io Assessore, e per questo intendo assumermi tutte le mie responsabilità.

Ci sono anche responsabilità che attengono all'esecuzione dell'opera, perché la competenza si è alternata tra l'Assessorato dei Lavori Pubblici e l'Assessorato del Turismo. Con questo non voglio dire che ci siano delle responsabilità dell'Assessore dei Lavori Pubblici, voglio semplicemente dire che la storia di quest'opera ci dimostra come si possono commettere degli errori, o per leggerezza o per voler riprendere in tempi successivi gli argomenti, senza aver sin dall'inizio impostato, su basi serie e razionali, l'opera completa.

Andrione (U.V.) - ...neanche Milanesio che è il più informato sulla piscina di Pré Saint Didier sa se la natura del terreno era melmosa o rocciosa, neanche lui!

Milanesio (P.S.I.) - Questo non l'ho ancora capito. Una volta licenziato il progetto, a un certo punto non era mio compito sapere se la natura del terreno era melmosa o rocciosa, ma a mio avviso lo era certamente e soprattutto dei progettisti, anche della Giunta, e lì l'errore l'abbiamo commesso anche noi nell'esaminare questo progetto, senza preoccuparci di come poi si sarebbe potuto realizzare. Ad ogni buon conto, errori di questo tipo ne hanno fatti tutte le Giunte per opere diverse, però quello che dico è che queste esperienze non devono passare come l'acqua sul marmo in questo Consiglio, devono lasciare un segno, una traccia, una memoria, devono lasciare non degli immemori ma persone consapevoli, coscienti che spendono del denaro pubblico. Ora, questo lavoro l'abbiamo iniziato e l'errore è anche stato quello di voler fare un'opera faraonica, forse potevamo fare qualcosa di più funzionale e di meno appariscente. Spero e mi auguro che per le opere a venire, di carattere pubblico, sportivo o di qualunque altro tipo, si badi alla sostanza e non alla forma, e si faccia qualcosa che sia al servizio dei cittadini, non per passare alla storia come dei mecenati delle arti edificatorie e di progettazione. Questo è quanto volevo dire.

Voglio solo fare una piccola precisazione al Consigliere Pedrini: mi risulta - e me lo ha detto anche prima il Consigliere Di Stasi che è Presidente della Commissione Lavori Pubblici - che nel corso dell'esame di queste opere è stato inoltre previsto lo stralcio di quel piccolo patinoire annesso alla piscina e che doveva in qualche modo utilizzare sia spogliatoi che attrezzature. Era un piccolo patinoire, un qualcosa di molto modesto, comunque non concorrente con quello previsto per Courmayeur. La Commissione Lavori Pubblici ha fatto comunque bene a stralciarlo, perché sarebbe diventato superfluo, e tra l'altro - poiché tutto ha un costo - sarebbe aumentato ancora di più il costo di questa già costosissima piscina per le ragioni che ho esposto prima.

Non credo quindi che su questi argomenti si debba fare della polemica solo per il gusto di farla. Ciascuno di noi deve trarre delle conclusioni sugli errori commessi ed evitare di rifarli per l'avvenire, fare questo proponimento, che dovrebbe essere quello di ciascun Consigliere e di ciascun Gruppo politico.

Caveri (U.V.) - Mi permetto di dire che "la patinoire" è femminile e non maschile. La parola al Consigliere Benzo, poi all'Assessore Lustrissy.

Benzo (D.P.) - Signor Presidente, mi ero riservato di intervenire sui singoli capitoli, ma ho notato che nel prosieguo delle discussioni avevo fatto una questione di impostazione generale, mentre invece si è scesi subito nei particolari con precise richieste all'Assessore. Per non costringere quindi l'Assessore a ripetere due volte, preferisco iniziare anch'io a fare alcune osservazioni nel merito del programma più che sui principi impostativi. Mi scusi, sarei stato lieto di seguire, perché sono sempre molto preciso, per coerenza, nel fare prima un discorso generale e poi scendere nel dettaglio sulle opere, ma ho notato che è già stata fatta una serie di richieste. Lo facevo per accelerare, non ho alcun problema ad aspettare, comunque tanto vale che alle domande l'Assessore possa rispondere tutte insieme, così ha già un quadro generale. Non sto a fare tutte le osservazioni che ebbi occasione di fare in tutte le sedute della Commissione per i Lavori Pubblici, però per alcuni aspetti e per alcune cose ritengo giusto che anche il Consiglio ne sia informato, tanto più che vorrei avere anche in Consiglio conferma di quanto da me richiesto.

Farei ancora una premessa di carattere generale, Assessore, ed è questa: mi sorprendo - non lo dico solo oggi, l'ho detto anche altre volte - che in questo elenco programmatico di opere, dove sta scritto "opere di interesse regionale", non vengano messe nell'Assessorato competente per materia le grandi opere di interesse regionale. Pongo solo all'attenzione che non ci sono gli inceneritori, non c'è il problema del Geriatrico. Invito la Giunta a riflettere, sarà necessaria veramente una ristrutturazione, una nuova definizione di tutto ciò che attiene al settore delle opere pubbliche, perché altrimenti abbiamo una frammentazione non solo all'interno del Programma lavori, ma in opere che vengono messe in un bilancio, anche se è indubbio che sono opere condotte, seguite e portate avanti dai Lavori Pubblici. Sono quindi opere di interesse regionale, ma queste mancano. Ho fatto due esemplificazioni, le più piccole, non le più grandi, e non vedo il motivo per cui in un Programma di lavori pubblici in cui i Lavori Pubblici eseguono queste opere non debbano trovare collocazione corrispondente in bilancio, perché c'è la rispondenza in bilancio nelle opere di interesse regionale.

Per le opere di edilizia scolastica, Assessore, vorrei solo una conferma: per quanto attiene alla ristrutturazione dell'École de l'Agriculture, École Ménagère, quei 300 milioni per il primo lotto sono conseguenti all'effettuazione di una prima parte di lavori per il progetto che è stato fatto fare, vero? E quindi non viene fatta solo una ristrutturazione che sarebbe estremamente difficile... La seconda domanda riguarda il Consorzio fra i Comuni di Bionaz, Oyace, Valpelline, Gignod e Allein, dove c'è la costruzione della Scuola media consorziale; il primo lotto, Assessore, è di 50 milioni, lei come professionista è certamente a conoscenza dei costi. Avrei messo "primo lotto per gli scavi" allora, perché è un'opera, è una Scuola media consorziale. Ci tengo che ci sia l'attenzione del Consiglio su questo, perché mettere 50 milioni è una cifra irrisoria, ma non sappiamo se sono sufficienti i milioni, quindi non è un primo lotto, è grattare la terra!

Per quanto attiene a questa Comunità, mi sembrerebbe poi opportuno fare osservare - è estremamente importante, e si ricollegherebbe alle opere di interesse regionale che non vedo - che mancano totalmente gli stanziamenti per la strada intercomunale di Allein, Doues, Valpelline, e soprattutto l'allargamento della strada Variney-Valpelline. Sono opere che potrebbero interessare la Comunità, che avrebbero dovuto trovare posto. Qui mi ricollego sempre ai concetti generali espressi in una visione diversa da quella da tempo perseguita e che pervicacemente si continua a seguire, ma, ripeto, forse per dei timori che non riesco e che non sono mai riuscito a capire sul piano elettoralistico. Sono convinto, in effetti, che dopo il primo anno di assestamento tutti si adeguerebbero, specialmente chi è all'inizio di una legislatura.

Per quanto riguarda Pré Saint Didier, la questione della piscina mi sorprende, anch'io vorrei dire due parole, perché a me piace veramente la coerenza e do atto di questo al Consigliere Milanesio, soprattutto al Consigliere Fosson quando poneva domande molto precise. È un vecchio detto: "acqua passata non macina più", però quello che conta per noi Pubblici Amministratori è il vedere il da farsi nel modo migliore, quindi giustamente dobbiamo finirla o certamente va finita. Ebbi occasione anche qui, in Commissione Lavori Pubblici, di fare lunghe richieste e osservazioni, ma non tanto per quanto potremo ancora fare e per essere a conoscenza di come era stato fatto. Se dobbiamo ricercare eventuali mancanze, direi che non è tanto colpa delle scelte dei Pubblici Amministratori degli anni 1966-1967-1968-1969, dell'appalto del 1970 e, successivamente, dell'iter che ha avuto questa piscina. Indubbiamente il tempo stesso è già stato una grave mancanza, perché ha permesso questo aumento di costi notevoli, bensì è soprattutto il tipo di impostazione che dovremmo dare a queste opere pubbliche che deve attenere non solo alla sostanza, ma anche alla formula, anche un po' più valdostana, forse nel tipo di architettura, senza ricercare all'esterno dei magnifici e grandi progettisti. Non abbiamo basiliche da costruire, quindi accontentiamoci di fare delle opere nell'interesse comune!

Sono sempre stato concettualmente favorevole a come era stato impostato l'Assessorato competente del Turismo, diciamo al programma globale delle piscine. Mi rammarico, come faccio dal 1966, che non esista ancora ad Aosta la piscina coperta. Oggi non sto a perdermi a darvi dei dati molto precisi sulla quantità degli scolari, sui comprensori di alcune migliaia di abitanti così da dimostrare la necessità di più piscine solo per l'aspetto sportivo e anche fisico dei nostri giovani, ma sul piano comprensoriale dell'Alta Valle indubbiamente aveva un suo valore, per non concentrare il tutto a Courmayeur.

Voglio fare una precisazione per quanto attiene la patinoire. È vero che ad un certo punto anche in Commissione Lavori Pubblici si è detto di accantonarla momentaneamente, non tanto di non farla, ma di lasciare la cabina che tanto è già fatta, cioè sono già previste le strutture che avrebbero permesso il ghiacciamento della patinoire, mentre la patinoire naturale, per la poca estensione di metri quadrati che occupa, potrebbe benissimo essere predisposta come si è fatto in tanti piccoli paesi non solo del Vallese, ma anche della Savoia, della nostra catena alpina, dell'Alto Adige. Sono patinoires eseguite su una breve estensione ghiacciata, tenute bene, invece il ghiacciamento effettivo totale annuale indubbiamente presuppone dei costi, oltre a quelli di gestione.

Vorrei quindi dire questo, e non ne farei né un dramma, né lo collegherei a questo grosso fenomeno: va finita, oculatamente, e ci auguriamo che non accada più, ribadisco e mi collego ancora a quello ha esplicitato Milanesio quando parlava di eredità. Ritengo che tutte le opere, anche se previste, o diciamo scelte da determinati Assessorati competenti per materia, debbano trovare la loro collocazione nei Lavori Pubblici. Qui sta il punto più importante per trovare una giusta rispondenza di esame e di controllo alla progettazione che viene presentata, per poter garantire, sul piano iniziale del terreno e su quello della successiva esecuzione dei lavori, un'esatta rispondenza ai costi preventivati.

Qui l'amico Maquignaz, anche in Commissione Lavori Pubblici, ha fatto mettere a verbale cose che ho già richiesto alcuni mesi fa in occasione di altri interventi, sempre per i Lavori Pubblici. La richiesta che tu hai fatto mi sembra estremamente importante. Prego vivamente anch'io l'Assessore Manganone di mettere finalmente un uomo - l'avevo chiamato "omino" - in condizioni di avere questo prezzario regionale. Siamo l'unica Regione a non averlo, ci sono cittadine piccolissime che hanno il loro prezzario aggiornato, e non è possibile che noi continuiamo così, dando sovente la colpa - talvolta per sconoscenza, e non voglio dire di più a chi - ai progettisti, ai professionisti, il che non è assolutamente vero, e non è giusto. Quando le progettazioni vengono fatte a distanza di due, tre, quattro, cinque anni successivi alla data di presentazione, è dovere e compito degli Uffici tecnici dei Lavori Pubblici di portare esattamente al costo attuale verificato nel tempo, nel mese in cui l'opera deve essere appaltata, e tenere il tutto aggiornato successivamente.

Un'altra domanda, Signor Assessore: per Montjovet mi risulta che ci sia una grossa richiesta per la strada del lago, altra opera di un certo interesse. La strada del lago è stata richiesta anche alla Comunità Montana, loro la chiamano "la strada del lago". Ecco, vorrei sapere se è a conoscenza di questo problema. Pollein: per la costruzione della strada di allacciamento Château-Grand Pollein sono stati messi 20 milioni; ma Signor Assessore, le risulta che non c'è la disponibilità dei terreni? Che c'è una sentenza del Tribunale? Pré Saint Didier: anche qui completamento della strada di accesso alla frazione Élévaz e la costruzione del sottopasso pedonale per accesso alla stazione ferroviaria. Farei solo una preghiera, un'osservazione, e cioè di mettere in buone condizioni il viale - che invece è tutto seghettato -, gli accessi sul terreno pubblico e non su quello privato, come dovrebbe essere, quindi di ultimare almeno quello e di metterlo in condizioni di agibilità. Per quanto riguarda Saint Pierre, la sistemazione della strada dei Salassi, quel tratto lungo il torrente Vetan, quei milioni non sono sufficienti, Signor Assessore, quindi sono sempre cifre messe un po' così. Chambave non ha avuto nulla, in questo caso, quindi non è un problema. Per Ayas mi ricollego un momentino al discorso fatto precedentemente. Mi risulterebbe - e vorrei una risposta in questo senso, purtroppo qui entriamo nel merito, ma le opere piccole sono messe così - non c'è l'acquedotto per cui erano stati richiesti 21 milioni, invece sono stati... ecco, 10 milioni per un'opera non richiesta. Per il Comune di Ayas...

(voce del Consigliere Maquignaz)

... no, non c'è, perché io ne parlo, sotto la voce "Acquedotti" non si è messo l'acquedotto, invece sono stati messi 10 milioni per un parcheggio non richiesto. Mi sembrerebbe opportuno almeno quello, visto che si va avanti tenendo solo conto delle richieste settoriali.

Per gli acquedotti mi sembra abbia già sollevato il problema il Consigliere Pollicini: è estremamente negativo il fatto che non sia stato previsto alcunché negli acquedotti a La Salle, che è totalmente carente d'acqua, mentre di acqua ne ha, c'era già un progetto fatto in Assessorato per l'acquedotto del capoluogo e quella è un'opera di estrema importanza. Ecco, queste sono le domande che mi permettevo rivolgere all'Assessore per avere un po' di riconoscenza nel merito di quanto è stato detto.

Vorrei solo fare ancora un'osservazione generale: non condivido certe affermazioni fatte anche benevolmente da parte del Consigliere Monami, quando dice che il giudizio che dà il Consiglio non coinvolge l'attuale Giunta. Ho fatto questo discorso già inizialmente: io ritengo che un piano, anche se indubbiamente è stato fatto in un certo modo, quando viene presentato a tre mesi di distanza... anzi, l'Assessore ha comunicato a noi della Commissione dei Lavori Pubblici che aveva sentito i Sindaci e non le Comunità, quindi ha fatto una scelta, la scelta è di questa Giunta, non di un'altra. Non capirei diversamente, anzi: do atto che in due mesi è riuscita a fare velocemente questo elenco di opere.

Un'altra considerazione di fondo riguarda le osservazioni che ho visto fare su opere ancora da ultimare, il Consigliere Milanesio adesso ha detto che comprendono il perché... sì, lo sappiamo che è stato detto dall'Assessore stesso in Commissione dei Lavori Pubblici, sono circa 5 miliardi di opere vecchie, ma per i 7 miliardi e 500 mila come la mettiamo? Quella scelta poteva essere fatta, autonoma, libera e responsabile, quindi non c'entra, purtroppo, e continueremo così, Signor Assessore, lo ribadisco nel finale del mio intervento. Auguriamoci tutti di essere in buona salute e di vederci a fine anno. Potremmo... no, guardi, se lei mi consente di parlare tutta l'ora io parlo, se invece ritiene gentilmente di lasciare la parola e di non essere insofferente al mio modesto contributo e alle mie richieste all'Assessore, continuo.

Caveri (U.V.) - È soltanto una battuta...

Benzo (D.P.) - La ringrazio, Signor Presidente, se lei è soddisfatto mi siedo tranquillamente. Comunque dicevo che vorrei vedere a fine anno come la metteremo tra i 6 miliardi e 700 milioni che sono stati messi e i 12 miliardi e 500 milioni! La risposta la vedrò poi dopo, io l'ho anticipata coscientemente e responsabilmente, perciò, ripeto, è tutto un metodo.

Premesso la necessità del piano di cui dicevo, e sottolineo "la necessità", Signor Presidente della Giunta, lei giustamente ieri ha fatto un'osservazione sul problema della Comunità Montana. Aveva detto che bisogna sentire le Comunità Montane e che devono indubbiamente presentare il loro programma. Mi permetto di nuovo di dire: stiamo attenti, perché le Comunità Montane possano fare i loro Piani Urbanistici Comprensoriali è estremamente necessario che la Regione abbia il suo Piano Urbanistico, sennò ricadremmo nell'errore che ho condannato alla mia Giunta e alle Giunte precedenti di continuare a chiedere ai Comuni queste fettine da inserire nel mosaico dei Piani Regolatori Regionali e Comunali che abbiamo ben visto, sono assommati a tre, e poi tra il tira e molla delle richieste di riesame dell'Amministrazione regionale, che forse ha una diversa visione o lo hanno quantomeno i tecnici addetti all'Urbanistica da quelli dei Comuni che sono portati magari a seguire piani certe volte troppo ampi, ci troveremo a far passare il tempo e a trovare la nostra Regione, nel corso più o meno di 20-25 anni, nelle stesse condizioni in cui si trovava 20 anni prima, ma con continue lamentele che faremo di anno per anno per gli interventi nei settori privati che, per nostra colpa, non saremo riusciti a controllare.

Faccio veramente una raccomandazione: partiamo da una visione globale, diamo gli indirizzi generali sulle scelte generali, su cosa intendiamo e dove intendiamo effettuare i poli di sviluppo di tutte le attività socio-economiche regionali. Solo in quel momento potranno nascere con una certa qual garanzia di concretezza dei piani comprensoriali e, successivamente, si potrà portare un Programma di lavori pubblici, di opere pubbliche regionali comunitarie e comunali che sia veramente rispondente alle effettive esigenze della nostra popolazione.

Lustrissy (D.P.) - Tutti gli anni ci ritroviamo, in occasione della discussione degli atti più importanti e qualificanti di questa Amministrazione, del bilancio e del Piano dei Lavori Pubblici, a fare più o meno gli stessi interventi.

La realtà è questa: nonostante molti anni di attività del nostro istituto regionale, apprendiamo ancora oggi - come già peraltro negli anni passati - che in molti nostri Comuni manca l'acqua potabile, mancano gli acquedotti, le fognature, le scuole, le palestre, cioè manca tutta quella serie di infrastrutture considerate primarie per una società civile come vuol essere e come vuole dimostrare di essere la Valle d'Aosta.

In realtà, quando l'Amministrazione regionale adotta delle procedure rimane talmente immischiata in queste stesse che difficilmente riesce a modificare il proprio sistema di intervento, anche se poi sul piano normativo adotta grosse riforme tipo quella delle Comunità Montane che dovrebbero far fare a tutti quanti un grosso sforzo per superare i modi tradizionali di intervento della nostra Amministrazione. Ebbene, questo poteva e doveva essere forse fatto in quell'anno di transizione, anche in considerazione del documento approvato ieri: il riparto dei fondi alle Comunità Montane per farci rimeditare il sistema di intervento nel settore dei lavori pubblici dell'Amministrazione regionale, e limitarci pertanto, per l'anno in corso, al completamento delle opere già iniziate, già progettate e in corso di realizzazione per interventi dovuti degli anni precedenti. Questo anche in considerazione del fatto che la parte deliberativa di ieri, relativa alla ripartizione dei fondi alle Comunità Montane, prevedeva espressamente l'esame dell'elenco delle opere che le Comunità Montane stesse avrebbero poi dovuto e dovrebbero proporre all'Amministrazione regionale.

In sostanza, oggi ci troviamo con tre Enti diversi che operano nel settore dei lavori pubblici e questi tre Organismi sono: il Consorzio dei Comuni della Valle d'Aosta-Bacino Imbrifero Montano, l'Assessorato dei Lavori Pubblici e le Comunità Montane, con l'unico risultato che si adottano interventi talmente dispersivi, non finalizzati, non razionalizzati, a nessuna visione di insieme di tutta la problematica relativa ai lavori pubblici nel senso più lato delle infrastrutture primarie della nostra Regione. Il Consorzio dei Comuni continua ad andare per suo conto, l'Amministrazione regionale continuerà ad andare per suo conto, le Comunità Montane, pressate da interessi settoriali, da interessi dei singoli Comuni amministrati, faranno la loro strada, e così con l'andare del tempo, nessuno di noi sarà in grado di modificare questa impostazione.

Forse quest'anno poteva essere - proprio in questa occasione, all'atto della presentazione del bilancio e del Piano di interventi nel settore dei Lavori Pubblici - un primo momento di rimeditazione, di ripensamento a tutto questo sistema di interventi talmente dispersivi che oggi, anno 1975, come risultato ci ha portato a considerare che in molti nostri Comuni mancano ancora delle infrastrutture primarie per le esigenze vitali delle nostre popolazioni: mancano le infrastrutture scolastiche, soprattutto le grosse infrastrutture di tipo sportivo per dare la possibilità ai nostri giovani di praticare qualsiasi disciplina sportiva in modo adeguato e conforme alle necessità odierne.

Ebbene, all'interno di questa logica esplodono ancora oggi, da diverse parti, almeno da interventi che ho sentito sinora, delle richieste sul piano settoriale, sollecitate e suffragate dai singoli Consiglieri in funzione della rappresentanza che essi hanno sul territorio regionale. Se quest'anno di transizione non c'è stato, mi auguro perlomeno che in sede di esame dei programmi di opere che presenteranno le Comunità Montane si possa completare questo discorso per gli anni a venire, almeno dal prossimo anno, e rivedere tutta questa impostazione generale del Piano di intervento nel settore dei Lavori Pubblici che da troppi anni va avanti con l'unico risultato che non si risolvono i veri problemi che ci stanno tormentando da anni. Questa è anche una conseguenza che oggi notiamo tutti quanti: scuole spopolate, scuole abbandonate, edifici inutilizzati, grossi interventi fatti nel passato dall'Amministrazione regionale più su spinte settoriali che non con una visione più generale del problema, che sono costati e costano ancora oggi come manutenzione all'Amministrazione regionale, senza più avere un'efficacia sotto il profilo produttivistico per la nostra Comunità.

Sarà necessario operare scelte di comprensorio in accordo con le Comunità, sarà necessario rimeditare tutti gli interventi dando la precedenza - come non è stata data peraltro neanche in questo Piano di Lavori Pubblici - alle infrastrutture indispensabili per la vita delle nostre popolazioni e sarà anche necessario, se del caso, evitare i soliti gonfiamenti dei Piani di Lavori Pubblici che non trovano corrispondenza nella parte spesa del bilancio regionale. Il ricorso al credito, che qui è stato accennato, non è stato però ancora approfondito, anche perché oggi ci troviamo in una situazione particolare del credito di usura, così come ricordato, tanto è vero che al Parlamento nazionale l'altro giorno un gruppo di Deputati ha presentato un'interpellanza per mettere sotto accusa tutto il Sistema Bancario Italiano tacciandolo di "esercizio di usura" nei confronti della collettività.

Ebbene, abbiamo pur sempre aperto, se le intenzioni ci sono e se si vuole operare in una nuova direzione, con programmi di intervento meglio finalizzati a queste esigenze. Il terzo comma dell'articolo 12 del nostro Statuto che ci dà la possibilità al ricorso a contributi straordinari da parte dello Stato in attuazione di programmi ben definiti che esulano dalla normale routine amministrativa, dal normale intervento, dal normale iter di intervento dell'Amministrazione regionale, il quale è pur sempre lì e può essere utilizzato in qualsiasi momento per superare forse questa situazione momentanea di congiuntura nella quale il credito non può dare che scarse possibilità di aggancio. Questo, assieme ad altri inconvenienti lamentati oggi durante la discussione come la piscina di Pré Saint Didier, ne è un esempio tipico, dimostra anche che le procedure in atto nell'Amministrazione regionale per l'esecuzione delle opere non danno alcuna garanzia, né di rispondenza delle opere alle finalità che si vogliono perseguire, né poi sul piano esecutivo della rispondenza delle opere a una sana e corretta amministrazione.

Abbiamo procedure talmente complicate sul piano degli appalti e delle forniture, ci troviamo talmente ingabbiati in queste che, oltre a rallentare poi i normali lavori con tutte le conseguenze inevitabili degli aumenti dei costi, c'è anche la mancanza di un efficace controllo sulla realizzazione delle opere. Prova palese ne è la stessa piscina di Pré Saint Didier, nata col concorso non solo dell'Amministrazione regionale, ma anche di Enti diversi: c'è stato l'esame da parte degli Uffici del Genio Civile, degli Uffici dello Stato; c'è stata, se non erro, una perizia dell'Istituto del Politecnico di Torino sulla consistenza del terreno, quando bastava rivolgersi a colui che ha costruito vicino, l'albergatore di Pré Saint Didier, Rota Urbano, che già alcuni anni fa, quando ha fatto la sua costruzione, ha trovato gli inconvenienti che si sono poi verificati in sede di esecuzione degli scavi della piscina, fatti sulla garanzia di una perizia tecnica stesa niente po' po' di meno che dall'Istituto specializzato di Geofisica del Politecnico dell'Università di Torino.

Ebbene, dicevo, nonostante queste procedure complesse, nonostante l'intervento di Enti diversi, si sbaglia e si sbaglia alle volte anche senza rendersene conto, se non poi in sede di analisi e di consuntivi delle opere che si vanno realizzando. Sono inconvenienti che si manifestano nel corso della realizzazione, diciamo anche per uno "scarica barile" di responsabilità che avviene a tutti i livelli, dai livelli tecnici a quelli politici.

Il problema della piscina impostato negli anni 1967-1968 è stato portato "alla garibaldina" in questo Consiglio, mi ricordo, perché furono tanti i problemi connessi a tale progetto, per la progettazione di tipo faraonico e per l'utilizzazione, che allora - qui ha ragione l'Assessore Fosson - si bluffò in Consiglio, perché l'Assessore competente dell'opera dichiarò in Consiglio - e lì credo si debba ancora dare la buona fede, perché non aveva neanche letto la relazione e visionato la progettazione - che si sarebbe utilizzata l'acqua termale di Pré Saint Didier per questo complesso. Il tutto risultò invece infondato, la cosa era completamente diversa, e fu proprio questo particolare che invogliò il sottoscritto - quale rappresentante di quella Comunità - a dare la sua adesione con riserva per il tipo di progettazione a questa utilizzazione, perché da tempo si richiamava l'attenzione dell'Amministrazione regionale sulla valorizzazione delle acque termali. Così si sbagliò anche in quel momento, perché il Consiglio Valle non si trovò nelle condizioni di valutare obiettivamente la proposta fatta e poi da lì nacquero una serie di conseguenze connesse al tipo di organizzazione delle Amministrazioni Pubbliche e al tipo di controlli che l'Amministrazione Pubblica si ritrova purtroppo a non fare per queste carenze che sono congenite.

Vorrei anche dire un qualcosa riguardo al Piano dei Lavori, in quanto la Giunta precedente adottò una presa d'atto e le prese d'atto - ne conveniamo tutti quanti - attengono alla Giunta che le ha emesse, però una certa continuità amministrativa ci dovrà pur essere, una certa rispondenza a problemi reali che si manifestano, e che alle volte sono effettivamente indifferibili perché pongono questioni abbastanza importanti sul piano della realizzazione. Mi riferisco agli interventi relativi alle opere del FEOGA (Fondo Europeo Agricolo di Orientamento e Garanzia) che, come sapete, trovano molti ostacoli per la loro realizzazione per via del lungo e complesso iter procedurale, che porta alla realizzazione delle opere dopo almeno cinque o sei anni dalla loro progettazione. Prima l'opera deve essere progettata in via di massima, va istruita dal Ministero, dall'Assessorato dell'Agricoltura e poi inviata agli organi competenti della Comunità Europea. Ebbene, il risultato di tutto questo iter procedurale è che si dà il via a queste opere finanziate col 50% di contributi a mutuo tasso agevolato e col 25% a carico del Ministero dell'Agricoltura e il 25% a carico del Fondo comunitario si va alla realizzazione dell'opera e all'appalto quando i costi sono totalmente rovesciati o sono perlomeno cambiati.

In questi ultimi anni è stata abbastanza rapida l'evoluzione dei prezzi e dei costi, col risultato che queste opere in corso di ultimazione - almeno per quanto attiene coloro che le hanno impostate e le stanno realizzando - ci trovano poi in difficoltà per effettuare i collaudi e i conseguenti pagamenti all'esecuzione dei lavori, perché inevitabilmente al collaudo finale, a lavoro eseguito, il costo dell'opera in alcuni casi è superiore anche del 30% o 40% di quello che fu il progetto iniziale ammesso.

La questione fu sollevata anche nel corso del viaggio a Strasburgo da parte della Giunta regionale che ebbe l'incontro con la Commissione Parlamentare Europea per l'Agricoltura e, in effetti, questo problema della revisione dei prezzi - mai accettato dal FEOGA - fu sollevato da molti, però non è ancora risolto. Ora, per noi qual era il problema? Il contenuto di questa presa d'atto, di prevedere nel Piano dei Lavori annuale dell'Amministrazione regionale i contributi necessari integrativi ai Consorzi per permettere la realizzazione non solo dell'opera, ma il pagamento degli impegni assunti con l'impresa al momento dell'appalto dei lavori. Ce ne sono due o tre che sono già state ultimate, tipo tutta l'attività del Consorzio Ru Crépellaz, strada di Crépellaz, del Vallone dell'Urtier a Cogne, e altre due o tre opere già realizzate che oggi trovano in lite Impresa e Consorzio per via dell'aumento dei prezzi, del sopravvento anche dell'IVA che in quel momento non fu prevista e che non è ammissibile dal FEOGA quale contribuzione.

Non entro nel merito della discussione dell'opportunità o meno di avere realizzate queste opere, le abbiamo discusse a lungo in Commissione Agricoltura, molti di noi ebbero dei dubbi, e ne hanno ancora. Vuol dire che le esperienze passate serviranno per non sbagliare in futuro. Ho saputo in questi giorni che ci sono altre proposte di opere faraoniche talmente sballate che spero l'Assessorato avrà il buon senso di bloccare o, perlomeno, di riconsiderare assieme a dei tecnici competenti. Ci troviamo di fronte a una situazione di fatto che abbiamo discusso lungamente anche in Commissione Agricoltura e in Consiglio: purtroppo quelle opere sono state realizzate bene o male con tutti gli inconvenienti lamentati e oggi, purtroppo, i Consorzi si trovano in difficoltà per completare i pagamenti alle imprese, con tutti i rischi conseguenti.

Fosson, la discussione potrebbe essere pertanto lunga, perché qua il discorso ci porterebbe lontano. Dicevo allora che si tratterebbe di prevedere... oggi non è stato previsto, perché forse quella presa d'atto che atteneva a quella Giunta non era conosciuta, anche se nella Giunta attuale ci sono alcuni membri, quantomeno un membro era presente quando vi è stata la presa d'atto... sarebbe opportuno prevedere, in allegato, almeno per liquidare queste pendenze del passato, una prossima variazione del Piano dei Lavori di quest'anno, perché non è stata fatta. Certo, adesso, un intervento integrativo per permettere a tali Consorzi di superare queste difficoltà, naturalmente dopo aver effettuato - cosa che si sta già facendo con gli organi tecnici dell'Assessorato dei Lavori Pubblici e dell'Assessorato dell'Agricoltura - i controlli necessari per la contabilizzazione finale dei lavori e per tutte queste conseguenze.

(voce dell'Assessore Fosson)

... siamo d'accordo, Fosson, l'ho detto e lo riaffermo che le procedure in atto attualmente presso le Amministrazioni Pubbliche, siano esse locali o dello Stato, non danno alcuna garanzia sui controlli da effettuarsi, perché in base alla legge c'è tutto un gioco di "scarica barile" per cui non si riesce mai a venire a capo di niente. Sarebbe tempo, allora, tutti assieme, di ripensare anche in sede regionale ad una modificazione della legge relativa alle procedure per la realizzazione delle opere pubbliche, forse anche col vantaggio di effettuare in modo più puntuale, con minore perdita di tempo e con risparmio anche di denaro, un controllo più efficace sui lavori che si vanno a compiere.

Di esempi ce ne sono tanti, non stiamo qui a fare tutta la casistica, però dobbiamo essere in grado tutti quanti di superare tale situazione mediante la revisione di tutta questa legislazione che soprattutto oggi - e mi pare che la Regione Lazio abbia già fatto qualcosa del genere - non è più attuale e non dà più certe garanzie all'Amministrazione regionale. Nello stesso tempo formulo l'invito alla Giunta di voler riconsiderare nel corso dell'anno tutta quanta l'impostazione odierna del Piano dei Lavori, anche in previsione delle richieste delle Comunità Montane, per arrivare poco alla volta alla definizione, assieme alle stesse e al Consorzio del Bacino Imbrifero, dei piani comprensoriali, affinché, stabilita una certa priorità di intervento per le opere che si riterranno indispensabili (e si darà la priorità solo a quelle), si possa operare per Consorzi, in modo da riequilibrare all'interno del Consorzio tutte queste situazioni di disagio che oggi ci sono.

Vorrei poi ancora dire un'ultima parola per l'acquedotto di La Salle. L'acquedotto è un problema che in effetti esiste, perché? Qui non vorrei riaprire il discorso, poiché in tutti i Comuni della Valle d'Aosta, almeno nella maggior parte di essi, sono saltati tutti i vecchi acquedotti perché c'è stata un'espansione urbanistica incontrollata, non ci sono stati i Piani Regolatori, le vecchie strutture progettate di acquedotti e di fognature non hanno fatto previsioni, né potevano farle sugli anni a venire, con la conclusione che oggi ci ritroviamo con molti Comuni o sprovvisti di acqua o con reti idriche e fognanti insufficienti rispetto alle loro esigenze odierne. Ebbene, per l'acquedotto di La Salle si sta verificando la stessa cosa, e lì è stata anche una fortuna sotto un certo profilo, perché, mancando l'acqua, non possono essere concesse le licenze edilizie, si è avuto un certo freno all'espansione edilizia. Il problema però si pone, deve essere risolto e ci sono due modi per risolverlo: io non so se esista o meno agli atti dell'Assessorato un progetto di acquedotto per il Comune, non credo che esista, ma esistono due richieste del Comune di La Salle. Una richiede l'immissione del Comune nel Consorzio del Monte Bianco e, secondo me, questa sarebbe la richiesta più razionale in base al tracciato di quell'acquedotto, perché le tubazioni dell'acquedotto passano nei pressi della vasca di carico dell'acquedotto comunale di La Salle. Il Comune ha già fatto diverse richieste per essere immesso nel Consorzio, però fino a questo momento non ha ricevuto alcuna risposta. Sarebbe il caso anche di prendere contatti col Consorzio del Monte Bianco per vedere come prendere in considerazione questa richiesta.

Nel frattempo, il Comune di La Salle ha portato avanti tramite il FEOGA un progetto di acquedotto per tutta la zona dell'Envers, per tutta la zona del d'En Haut-Lazey, con la finalità di destinare questo approvvigionamento idrico all'acquedotto comunale. Ora, qui si pone il problema di scelta: o a quell'acquedotto che era stato progettato per alimentare la vasca di carico del Comune di La Salle e che è stato ristrutturato con fermata a Chabodey - in base alla progettazione era previsto qualcosa di più, ma ci si è limitati a Chabodey - va rivista tutta quanta la progettazione per l'inoltro al FEOGA, o si accetta l'impostazione dei contributi integrativi da parte della Regione per risolvere il problema idrico di La Salle - perché esiste, è inutile che ce lo nascondiamo -, o si risolve tramite gli interventi FEOGA ampliando l'acquedotto con un contributo regionale per permettere, da Chabodey, con una tubazione diretta alla vasca di carico a monte del capoluogo, di poter rifornire la vasca di carico dell'acquedotto comunale, oppure di dà attuazione - e credo che questo sia anche possibile - alla previsione che l'acquedotto del Monte Bianco possa iniziare la sua scalata verso la Città di Aosta... il Comune di La Salle, sì, d'accordo, ma il Comune di La Salle potrebbe esserne solo uno. Io non entro però nel merito della questione, questo è un problema tecnico, da definire. Il Comune di La Salle, essendo uno dei primi Comuni lungo il percorso dell'acquedotto, potrebbe essere il primo a beneficiare perché oggi come oggi si trova senz'acqua. Non so se esistono altri progetti o altre soluzioni, altri progetti potranno essere considerati, comunque il problema del rifornimento idrico di La Salle è un problema urgente, perché La Salle è bloccata per la mancanza di acqua.

Dujany (D.P.) - Una considerazione brevissima.

L'année 1975 est l'année européenne du patrimoine architectural. Un souhait et une suggestion à la Junte: que tout cet argent prévu dans ce programme ne coopère pas à la destruction de la restauration négative de nos bâtiments, mais qu'il coopère à la sauvegarde et à l'animation de nos anciennes constructions qui ont encore un intérêt historique et architecturel.

Pollicini (D.P.) - Pongo una brevissima domanda all'Assessore e mi riallaccio al discorso dei contributi FEOGA, della situazione venutasi a creare proprio perché il FEOGA non riconosce la revisione dei prezzi. Ru Crépellaz ha avuto grosse vicissitudini; so che ci sono nel Programma Lavori impegni per 42.500.000 e che la richiesta era stata di 70 milioni più IVA. Mi risulterebbe - è questa la domanda che voglio fare all'Assessore - che ci sia stato un accordo fra l'Assessore ai Lavori Pubblici e l'Assessore all'Agricoltura per dividersi l'impegno di spesa, pertanto vorrei sapere se questo risponde a verità o meno.

Vorrei solo ricordare che ad esempio ci sono 216 milioni del FEOGA per l'impianto di irrigazione di Gressan, penso che questo forse interessi. L'Assessore all'Agricoltura mi consenta di cogliere l'occasione per dire che lì però hanno bisogno di avere il contributo per la parte della revisione dei prezzi mancante, quindi vorrei sapere un po' che cosa ne pensa, quale orientamento ha; così come mi risulta anche un decreto per il Comune di Quart che prevede un contributo di 100 milioni, tra FEOGA e Stato, per un canale e una strada, e lì mi parte che manchino una quarantina di milioni.

Volevo quindi chiedere questo: qual è l'orientamento generale e, specificatamente, che cosa mi possono dire l'Assessore all'Agricoltura e l'Assessore ai Lavori Pubblici per il Ru Crépellaz, poiché mi risulta che questo Consorzio interessi circa 400 persone. Per quanto ci è possibile, in linea generale cerchiamo di favorire le iniziative FEOGA per non lasciare inutilizzate centinaia di milioni. Mi pare che in Valle, complessivamente, arrivi circa un miliardo di contributi, che però rimangono congelati se non vi è la copertura della cifra mancante, in particolare per la revisione prezzi, cioè fra i prezzi previsti di progetto e i prezzi di attuazione, quindi bisognerebbe vedere cosa può fare la Valle per scongelare questi soldi.

Si dà atto che alle ore 12,19 assume la Presidenza il Vice Presidente Maria Celeste Perruchon e che dalle ore 12,21 riassume la Presidenza il Presidente Severino Caveri.

Manganoni (P.C.I.) - Dato che si è parlato del FEOGA, ho già posto alla Commissione Agricoltura l'impegno di esaminare tutta la questione, perché qui, con tale problematica, non so dove siamo: se la Regione integra, ma non solo, se i progetti FEOGA servono veramente all'agricoltura. Una buona parte di questi progetti sono fatti esclusivamente per costruire le infrastrutture, per altre future "Alpila", quindi qui la questione va tutta rivista.

Andiamoci adagio con i progetti del FEOGA... Pollicini, non con quelli che tu hai accennato, perché quelli sono in corso e naturalmente bisogna finirli, ma prima di accettarne altri. È un problema da rivedere, quindi il mio intervento non è contrario al tuo, è aggiuntivo; ovviamente quando i lavori sono in corso bisogna ultimarli per forza, non si possono mica piantar lì!

Caveri (U.V.) - Sto per dare la parola all'Assessore Manganone, però prima dovremmo un po' intenderci e metterci d'accordo, perché sarebbe mia intenzione dargliela e con questo si dovrebbe chiudere la discussione. Se qualcuno quindi vuole ancora intervenire per fare delle osservazioni, lo chieda, perché poi, data la parola all'Assessore, si chiuderà la discussione, tanto più che abbiamo passato tutta la mattina a sentire varie osservazioni.

Consigliere Chanu.

Chanu (D.P.) - Non sono di questo avviso, anche perché non ho preso la parola questa mattina e quindi non parla per me. Da quanto ho sentito, ci sono state parecchie domande alle quali naturalmente l'Assessore dovrebbe rispondere in sede di discussione generale e, a seconda delle risposte che l'Assessore darà su tali problematiche tecniche, il Consigliere potrà replicare, quindi a questo punto il mio intervento non lo riterrei conclusivo. Cerchiamo di essere il più rapidi possibili, non so se poi successivamente si passa voce per voce e si torna, ma non credo, e allora...

Caveri (U.V.) - Mettiamoci almeno d'accordo di non passare voce per voce il Programma dei Lavori Pubblici, perché altrimenti a mezzanotte siamo ancora qui!

Chanu (D.P.) - Ecco il motivo per cui sono intervenuto in tala maniera. Sarebbe bene, a questo punto, visto che sono già emerse parecchie domande nel corso degli interventi, che l'Assessore desse risposta ai vari quesiti posti, naturalmente se lo ritiene; dopodiché, prima di dare per chiusa la discussione generale, che venisse ancora data la parola ai Consiglieri per chiudere l'argomento.

Caveri (U.V.) - Scusi, lei un momento fa ha detto che non ci sarebbe più stata la lettura del programma voce per voce e discussione voce per voce, quindi ci possiamo accordare in questo senso: si dà la parola... ah no? Volete esaminare voce per voce il Programma dei Lavori Pubblici? Faccio come volete voi, non voglio iugulare il Consiglio che d'altra parte non è iugulato.

Do la parola all'Assessore Manganone.

Manganone (IND.) - Brevissimamente per concludere la discussione, quindi procedo per interventi.

Il primo intervento è dell'Ingegner Benzo. Si lamenta che il piano ricalca la tipologia dei precedenti: è ben vero, quindi la vasta relazione di accompagnamento era, secondo noi, superflua e superata. Per quanto riguarda la differenza tra gli stanziamenti e gli importi previsti, c'è una differenza nella sottrazione, in quanto alcuni lavori vengono impegnati su capitoli della Sanità e del Turismo.

Il Commendator Pedrini ha portato alla luce la mancanza di acqua all'acquedotto consorziale. Dai dati che posseggo risulta che di acqua ce n'è e ce n'è in abbondanza, probabilmente si saranno sbagliati i punti di captazione di quest'acqua perché la prima sorgente del Foresus dà 8 litri e mezzo al secondo e la seconda 10 litri al secondo; un'altra dà 6 litri e mezzo al secondo, quindi probabilmente qui c'è uno sbaglio di captazione più che scarsezza d'acqua.

Manganoni chiede la necessità di intervento nelle zone depresse: quando un attimo fa interveniva il caro collega vedevo che il suo baffo ballava, perché su questo Piano dei Lavori aveva visto che determinati Comuni, che non hanno strada e portano ancora i morti a Valle e nel sacco - perché questa è la verità -, sono stati trattati, e le richieste di un Comune sono state accettate per il 100%. Mi pare che la Giunta abbia valutato anche queste cose. Per la Caserma dei Carabinieri il discorso è ancora tutto aperto, l'ho già trattato nella passata seduta: il costo è di un miliardo e 100 milioni, ma prima di appaltarlo ci penseremo quattro volte, porterò il problema, come tu sai, in Commissione, come sempre.

Monami parla di "spezzettamento politico". Non è vero Monami, è stato uno spezzettamento dovuto alle necessità, e non abbiamo tenuto conto di tutte le richieste dei Comuni perché dico quello che è. Per un Comune mi è arrivata la richiesta di un miliardo e 480 milioni, per un altro vicino al mio è arrivata una richiesta di 990 milioni. Abbiamo detto "no" e l'abbiamo detto purtroppo a malincuore, quindi non c'è alcun spezzettamento politico.

Per Pollicini, che si lamentava...

(voce del Consigliere Monami)

... faccio tesoro di alcuni tuoi concetti, che come Giunta recepiamo, effettivamente hai detto delle cose veramente giuste.

Caveri (U.V.) - Può essere soddisfatto Consigliere Monami?

Manganone (IND.) - Torno a Pollicini, che lamentava l'arrivo del Piano dei Lavori solo lunedì sera. Posso dire questo: ho già distribuito il Piano dei Lavori alla prima riunione di Commissione, il 21 febbraio scorso; se il Commissario del suo Movimento non ha pensato o probabilmente non ha ritenuto utile darlo al "Geometra Pollicini" la causa non è nostra! Pollicini, comunque dovevi vedere che siamo stati tempestivi, non solo, ma dico anche che parecchi Consiglieri dell'opposizione sono venuti da me, ho consegnato loro il Piano e mi hanno dato dei suggerimenti utili di cui la Giunta ha tenuto conto! Coinvolgere... ah, per le perizie suppletive, per i dati? Ma per quanto riguarda le perizie suppletive mi ricordo che da due anni a questa parte ne ho viste parecchie, qualcuna rasentava anche il miliardo, quindi spero di non arrivare a quel punto. Mi dice se il piano coinvolge le Comunità Montane... no, perché nel momento della stesura queste non erano ancora funzionanti, e per correggere gli squilibri... beh, in pochi giorni non si possono correggere gli squilibri e raddrizzare i gobbi! Poi mi ha chiesto alcune percentuali sulle fognature e sugli acquedotti: posso dire che la popolazione della Valle è servita da acquedotti per il 45% e da fognature per il 40-50%. Per l'edilizia scolastica è in corso un'indagine che si completerà a giugno, speriamo nel 1975. Arginatura della Dora di Rhêmes, in località Carré: l'opera è stata aggiudicata nell'autunno dello scorso anno, i lavori non sono iniziati per motivi stagionali e lo saranno in primavera. Per l'acquedotto di Cré, di Avise, qui il villaggio è abitato solo nel periodo estivo e l'acquedotto attuale è caduto in disuso perché prosciugato; la sorgente di La Ravoire può essere nuovamente collegata con un tratto di acquedotto che potrebbe servire La Ravoire e Cré. Quanto al catasto degli acquedotti, lo stesso è in fase di avanzato studio, mancano i Comuni della Valle del Lys - tutti, eccetto Lillianes e Fontainemore - e mancano anche Valgrisanche e Valtournanche.

Vengo a Maquignaz. Lo ringrazio per aver voluto portare nuovamente il problema che era stato sostenuto con una mozione del sottoscritto fin dall'anno scorso. È indispensabile avere un prezzario regionale, come anche avere dei capitolati regionali, ma non solo, vorrei ancora aggiungere altro se è possibile realizzarlo. Sarebbe indispensabile avere una Sezione staccata del Politecnico per le prove su determinati materiali; con questo favoriremmo anche le analisi e le prove di carico anche di Enti privati e di altri Enti, non solo dei Comuni della Regione. Sarà mia premura, quindi, appena possibile - mi scuso, perché non ho ancora potuto dare uno sguardo a questo problema - portare in aula questo elenco prezzi che sarà aggiornato, secondo me, di 15 giorni in 15 giorni, perché è piuttosto veloce l'ascesa o la discesa dei prezzi dei materiali. Abbiamo visto questa settimana oscillare il prezzo del rame di 500 lire al chilo, quindi in ribasso, e l'aggiornamento deve essere continuo perché potremmo avere sorprese anche in senso positivo.

Milanesio dice di esaminare l'opportunità di accendere mutui. Appena i tassi di interesse saranno scesi speriamo di accenderne, perché, a differenza di quel che diceva Pollicini, che su una determinata legge (la n. 181) non ci sono più fondi, probabilmente ne avremo - è prematuro dirlo, però lo porto a conoscenza del Consiglio - e saranno del 50%; noi, se vorremo realizzare quelle opere, dovremo dare l'altro 50%. Pré Saint Didier: non entro più nel merito della questione, vi leggo solo alcuni dati inerenti il Piano dei lavori. Le somme per gli impianti dovrebbero essere 232 milioni, quelle per i lavori edili 267 milioni; detraendo quelle dal residuo passivo abbiamo un importo di 350 milioni, se i Consiglieri l'hanno visto sul Piano dei lavori.

Lustrissy chiede se abbiamo tenuto conto di quella presa d'atto. Ebbene, posso assicurarle, come ha visto sul Piano dei Lavori, che c'è uno stanziamento di 45 milioni per Crépellaz; non ci sono però stati accordi con l'Assessore Marcoz, ma solo dei pourparlers. Adesso trarremo le conclusioni, anche perché il collega Manganoni dice che tutta l'impostazione del problema sarà portata in Commissione.

L'Ingegner Benzo, nel suo secondo intervento - chiedo scusa se ho dimenticato qualcosa, ma era talmente lunga la fila di domande -, chiede notizie circa la strada Château-Grand Pollein: il Comune ha provveduto, ha ottenuto la dichiarazione di pubblica utilità. Perché non è stato dato alcun finanziamento al Comune di Ayas? Non è stato chiesto dal Comune e non potevo saperlo. Quanto all'acquedotto nel capoluogo di La Salle, questo non è ancora stato chiesto dal Comune, l'Ufficio non è in possesso del progetto. Terremo comunque buona nota delle osservazioni fatte da Lustrissy. Strada regionale di Valpelline: si è appaltato l'anno scorso il ponte prima del capoluogo, la Regione ha già predisposto i progetti per la rettifica e la modifica per il primo tronco, mancano per intanto i soldi. Strada Allein-Doues-Valpelline: il primo tratto è stato costruito con i fondi dello Stato (legge n. 181) e collega già Etroubles con Allein, poiché si sono realizzati 35 milioni di economie che erano destinate alla ricostruzione del ponte di Etroubles asportato dall'alluvione, opera questa rinviata, essendosi nel frattempo posto in opera un ponte provvisorio. Il Comune di Allein ha chiesto il proseguimento della strada sino alla località Martinet e lì c'è già un progetto fino a Doues, ma non sono più arrivati i finanziamenti da parte dello Stato.

Per quanto riguarda l'intervento fatto dal Consigliere Dujany, è certamente nostra intenzione mantenere gli edifici con carattere storico.

Caveri (U.V.) - Consigliere Benzo.

Benzo (D.P.) - Signor Presidente, se l'Assessore Manganone pensa di aver esaurito in sette minuti un dibattito di tre ore con una discussione impostativa generale che investiva tutto il Programma dei Lavori Pubblici della Regione, programma che, come dicevamo - e diciamolo pure sotto voce - riguarda 12 miliardi e mezzo di opere... beh, se lo tolga dalla testa! Parliamo noi per lui, dovremo dire alcune cose, perché ci aspettavamo... Assessore Manganone, non basta dire: "la relazione di accompagnamento era superflua", ma con questo lei ha dato il suo biglietto da visita.

Secondo: non basta dire che alcuni lavori vengono portati sui capitoli di altri Assessorati. Mi aspettavo una ben diversa risposta, proprio sul piano impostativo generale portato avanti inizialmente da me e, successivamente, anche dal Consigliere Monami. Avrei potuto almeno... invece di quei tanti "grazie", perché qui in Consiglio regionale ho notato dei ringraziamenti ultimamente, specialmente in questi ultimi mesi, uno si scusa e l'altro ringrazia... ma mi sembra invece che ognuno di noi, per quello che è, per la responsabilità che gli compete, debba dire le cose che ritiene doveroso e portare il proprio contributo come rappresentante della Comunità valdostana.

In questo caso stiamo parlando di lavori e quindi, ripeto, una risposta di quel genere non soltanto è stata nulla, ma addirittura irrisoria. Comprendo che l'Assessore non abbia potuto trovare validi motivi almeno per dire alcune sue personali intenzioni o considerazioni sulle grosse linee, diciamo di impostazione, dell'Assessorato dei Lavori Pubblici e di un Programma di Lavori Pubblici. Dico che lo comprendo, però adesso mi rivolgo al Presidente della Giunta e alla Giunta per sentire almeno da qualificati rappresentanti se non ritengono effettivamente necessario portare avanti almeno il discorso.

Ho ricevuto poco fa dei documenti con degli elementi. Ho notato che si sta procedendo in questo settore iniziale quantomeno per un Piano Urbanistico Regionale e per i Piani comprensoriali; sono lieto di questo, perché mi sembra sia questa la strada che dobbiamo percorrere, soprattutto non dobbiamo trovare scusanti con lo spezzettamento delle "necessità", chiamiamole così o chiamiamoli "timori" o "abitudini incancrenite" di fare sempre e solo un qualcosa che va nell'interesse del singolo richiedente. Se avremo il coraggio di trovare il modo di portare in un Programma di Opere Pubbliche e di interesse regionale, di interesse delle Comunità, di interesse dei singoli Comuni, ma organicamente visto in un piano più generale, portando come dicevo a compimento le opere programmate, allora avremo fatto veramente un qualcosa di valido e di concreto. In questo modo la "polverizzazione" o "l'atomizzazione", come l'ha chiamata Milanesio, sarà deleteria, l'atomo lo è stato e quindi in questo caso sarebbe deleterio sul serio, perché vengono fatte piccole opere e non si hanno queste grandi visioni, non si hanno questi grandi interventi che invece necessitano ancora nella nostra Regione, soprattutto, ripeto, in un settore che è stato più volte dai vari Consiglieri richiamato: quello delle opere igienico-sanitarie. Guardate che in percentuale noi siamo una Regione, in confronto ad altre di altri Stati consimili, che ha il maggior numero di chilometri di strade e, anche se alcune frazioni devono necessariamente essere collegate, è il non continuare in questo stillicidio di spezzettamento di opere stradali ma il portare a compimento un'opera che è veramente ed estremamente fondamentale.

Una Regione alpina, ricca di acque, non ha ancora una rete di acquedotti tale da essere degna dei suoi cittadini, non ha ancora una rete fognante, siamo in difficoltà addirittura coi controlli delle depurazioni, gli scarichi vengono immessi direttamente nei torrenti, erano meravigliosi e oggi sono dei canali di liquami! ... no, io ho già fatto questo discorso, il Consigliere Chabod vive un po' di più alla buvette, perché se fosse stato qui si sarebbe accorto che non faccio mai questioni di come sono le cose che sto ripetendo da tempo. L'ho detto prima, ho avuto il coraggio di dire che anche la mia Giunta non ha mai ascoltato questo, Bordon ne è buon testimone in questo settore.

Se anche il Consigliere Chabod lo consente, mi permetto di continuare dicendo che è estremamente necessario seguire questa linea di condotta, non è un'accusa o una recriminazione. Fossi stato un nuovo Assessore, in due mesi, due mesi e mezzo avrei dato un'altra impostazione, perlomeno per i miliardi che c'erano. Guardate, il fatto semplicissimo che l'Assessore abbia detto di aver sentito che anche alcuni Consiglieri di maggioranza vanno lì per chiedere delle cose, vuol dire che non porranno mai dei problemi generali, non diranno mai, come è stato fatto precedentemente "la Regione ha un esempio e va portato anche in questo Consiglio", checché ne dicano. Sono convinto che i Consiglieri regionali presenti allora non possono negare la grande validità del Piano di Opere Pubbliche fatto nel 1954, non si può negare, è stata una visione grandissima, hanno incominciato a sistemare tutte le strade regionali e poi ci si è fermati, si è polverizzato il tutto e non si è partiti verso l'altro grande settore che necessitava, quello delle opere igienico-sanitarie e dell'edilizia scolastica, che effettivamente scoppia e continuerà a scoppiare. Continuiamo a fare cinque aule da una parte e cinque dall'altra; insomma, andiamo avanti per tacconi, non andiamo avanti con una esatta programmazione delle necessità!

Assessore, non credo poi che con quattro battute il Consiglio abbia capito o recepito, quando le è stato chiesto... bene ha fatto il Consigliere Maquignaz a chiederci l'elenco prezzi, e lei ha detto addirittura che lo portava in aula! Guardi, l'importante è che ci sia nei locali dell'Assessorato, gli appalti li fa l'Assessorato, non li porta in Consiglio...

(voce dell'Assessore Manganone)

... no, ma penso che i Signori Consiglieri siano abbastanza intelligenti da capire che il giorno che hanno approvato le voci scavo di sbancamento e sezione obbligata, cemento, eccetera, non hanno approvato niente. Che cosa fa approvare ogni 15 giorni i prezzi? Mi consenta, sta dicendo delle cose che sono fuori da ogni buona norma in un Consiglio regionale! Comunque, in merito all'elenco prezzi lei ha risposto dicendo: "mi sembra molto importante portare la Sezione staccata del Politecnico"... i materiali, certo, ma insomma, non si parla di rape, bensì di patate, quindi la Sezione staccata per le prove sui materiali è tutta un'altra cosa. A un certo momento mi sembra molto importante se verrà fatto, ma non c'entra niente con l'elenco prezzi, questo sia ben chiaro!

Pertanto, per quanto riguarda la discussione generale, a me sembra che non sia stata data un'esauriente risposta alle richieste di carattere generale o quantomeno ad un'accettazione di questo tipo, di un'azione nell'interesse della Pubblica Amministrazione.

Per quanto riguarda invece la riposta nel merito, mi stupisco, perché lei non ha che da confrontare le richieste del Comune di Ayas e vedrà che l'acquedotto è stato richiesto. A me, comunque, è stato assicurato dal Sindaco; potrebbe anche succedere che si sia confuso o si sia dimenticato, comunque grazie per le altre risposte settoriali che indubbiamente attengono più all'elencazione delle opere.

Ripeto, è un ultimo invito, una raccomandazione che ritengo di dover fare come feci a suo tempo sia in aula, sia in Giunta: che ogni possibile azione sia rivolta a programmare secondo un piano di scelte. È più facile fare così, indubbiamente è una routine che tutti, nel tempo, si è stati portati con molta facilità a seguire. Se si avrà il coraggio - perché sembra che diventi un coraggio fare queste cose - di adottare questi modi di intervento, sono più che certo, almeno sul piano generale, che noi riusciremo nello spazio di quattro o cinque anni a rivedere ottimamente tutta la sistemazione delle opere igienico-sanitarie, che ritengo necessarie e fondamentali. Così anche per quanto riguarda le grandi opere di interesse regionale: se trovano i giusti finanziamenti, se non vengono appaltate a piccoli lotti - qui bene ha fatto Milanesio a richiamare ancora una volta questo aspetto del problema - noi avremo, da un lato le opere compiute in tempi programmati e dall'altro una non erogazione di costi che il tempo e lo slittamento della moneta rende diciamo necessariamente attivi.

Questa è quindi una mia raccomandazione: che vengano presi in esame questi lavori e, come ho detto nel mio primo intervento, che vengano necessariamente eseguiti - alcuni sono veramente di grande interesse regionale - ma che vengano già fin d'ora condotti e previsti, come è stato per alcuni. Ne ho dato atto all'Assessore in sede di Commissione Lavori Pubblici, perché ho visto che ha portato ad ultimazione certe opere e bene ha fatto, è questo il modo di agire. Se per certi tipi di opere avesse continuato a mettere dei piccoli stanziamenti - mi sono permesso di esemplificarne qualcuno, di cui mi ha anche dato ragione - sarebbe diventato quel famoso "per memoria" che ogni tanto troviamo sul nostro bilancio regionale.

Caveri (U.V.) - Consigliere Benzo, con riferimento a quanto lei ha detto, nel senso che sia molto facile fare mirabilia entro due mesi, farei una proposta: la eleggiamo Assessore ai Lavori Pubblici per due mesi e poi, dopo due o tre mesi, vediamo quello che è stato fatto, no?...

(voce del Consigliere Benzo)

... la parola al Consigliere Tonino.

Tonino (P.C.I.) - Una breve considerazione su un certo passaggio dell'intervento dell'Assessore ai Lavori Pubblici, Manganone. Lui dice che ci sono dei Comuni che hanno presentato Piani di Lavori per un miliardo e 900 milioni. Ora io dico che a un certo momento dovremmo essere grati a questi Comuni che ci indicano le grosse necessità e indicano all'Amministrazione regionale come sia grande la necessità di giungere al più presto a un bilancio programmato e, di conseguenza, ad un Piano dei Lavori programmato che tenga conto delle grosse esigenze individuate dai singoli Comuni e dalle Comunità, quindi...

Manganone (IND.) - ... ma quello lo può fare la programmazione, perché se tutti i Comuni chiedono...

Tonino (P.C.I.) - ... ma questo sta anche a indicare che le Comunità Montane non sono messe là per fare solo figura, bensì devono funzionare. Insomma, in un certo qual modo ritengo che dobbiamo essere grati a questi Comuni che indicano alcune parti importanti.

Caveri (U.V.) - Abbiamo ancora dodici minuti per un altro intervento. Diamo la parola a Lustrissy che è sempre molto breve e che si limita a un intervento di dodici minuti! Rinuncia? Chi domanda la parola? Nessuno? Allora chiudiamo, togliamo la seduta e si riprende alle ore 16,30.

Il Consiglio prende atto.

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La seduta termina alle ore 12,50.