Objet du Conseil n. 1016 du 14 février 1990 - Resoconto
OGGETTO N. 1016/IX - PROBLEMI CONCERNENTI IL FUNZIONAMENTO DEI SERVIZI DI ASSISTENZA PSICHIATRICA ALL'INTERNO DELL'OSPEDALE E SUL TERRITORIO. (Interpellanza)
PRESIDENTE:Do lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Mafrica e Bajocco ed iscritta al punto 10 dell'ordine del giorno.
INTERPELLANZA
CONSTATATA la fatiscenza dell'attuale reparto di diagnosi e cura dell'Unità Operativa di Psichiatria, incapace di assicurare tranquillità ai degenti ed il dovuto rispetto della loro privacy;
CONSIDERATO l'attuale livello di insufficienza numerica degli infermieri in servizio presso tale Unità Operativa (anche rispetto ai cosiddetti "standards ospedalieri");
RILEVATO che le attività ambulatoriali e di intervento a domicilio, gestite dai medici dell'Unità Operativa di Psichiatria sono limitate solo ad alcune ore della settimana e quindi non possono assicurare sufficiente continuità terapeutica e risultano spesso scollegate rispetto alle équipes di base (per l'insufficienza dell’organico dei medici del reparto psichiatrico e per il sovraccarico di lavoro delle équipes periferiche);
i sottoscritti Consiglieri regionali del Gruppo Comunista
INTERPELLANO
l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale per sapere:
1) quali sono le intenzioni della Giunta rispetto alla necessità di dare una sede più dignitosa all'attuale reparto di psichiatria;
2) quale è il giudizio della Giunta sul progetto di ristrutturazione globale dell'assistenza psichiatrica presentato ormai da alcuni anni da una apposita commissione dell'USL della Valle d'Aosta e quali sono le valutazioni in merito degli organi tecnici dell'assessorato
3) se la Giunta intende procedere al completamento dell'organico medico di psichiatria e se intende provvedere rispetto alle carenze di personale infermieristico;
4) se si intende potenziare l'attività di assistenza psichiatrica sul territorio mediante l'individuazione di figure professionali (psicologi clinici, infermieri professionali, assistenti sociali e domiciliari) che si dedichino prevalentemente ai soggetti con problemi psichiatrici.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.
MAFRICA (PCI):Dopo una precedente interpellanza, che abbiamo presentato nel Consiglio della volta scorsa, ritorniamo sul problema dei malati psichiatrici, perché è ancora aperta tutta una serie di problemi. Credo che per descrivere la situazione e la sua gravità sia anche utile prendere nota di quanto afferma l'ultimo numero de "Il Corriere della Valle" che descrive la situazione in questo modo: "Il reparto psichiatrico è una vergogna!"
Do ora lettura di una parte di questa illustrazione, che faccio mia, per evitare di dire cose che potrebbero essere intese come di parte e per far notare come le dicono osservatori esterni.
"Il reparto di psichiatria di Aosta ha sede nell'edificio dell'ex Maternità, sito in via Saint Martin de Corléans n. 248. Si dice che genio e follia spesso vadano insieme. E' forse per questo che, annesso al reparto suddetto, sorge l'Istituto d'Arte, seppure, beninteso, con ingressi separati.
Appena si giunge davanti all'edificio, colpisce la fatiscenza della facciata: pezzi di cornicione che cadono e l'intonaco tutto a crepe. Sul davanti l'impressione di decadenza e di disordine è accresciuta dalla sporcizia, che si accumula sotto i gradini di ingresso, che fuoriesce dal contenitore spanciato dell'immondizia, mentre sul retro, da dove si entra direttamente nel reparto, tale impressione è accresciuta da un mobile in disuso abbandonato nel cortile.
L'interno non è migliore dell’esterno, pulizia a parte, perché pavimenti, pareti e suppellettili risentono dell'usura ed avrebbero bisogno di urgente manutenzione. La tinteggiatura della cucina non viene attuata da anni e l'intonaco si stacca a pezzi. Il pavimento è tutto a buchi. Sedie e poltrone vengono tenute assieme con giri di nastro adesivo... L'ambiente è tetro, senza sole, senza colore e ristretto, con tramezze di fortuna per assicurare ai pazienti, che qui vivono in promiscuità, per mancanza di spazio, un minimo di privacy.
I posti letto, in numero di ventiquattro, non bastano a soddisfare le richieste di ricovero ospedaliero. Il personale è insufficiente a coprire le esigenze del reparto, data anche la continua ed assidua sorveglianza che i malati ospitati richiedono.
I pazienti, superata la fase acuta, non trovano poi qui le condizioni per il recupero e la riabilitazione e spesso devono essere inviati a San Maurizio Canavese, presso il Fatebenefratelli. Per la riabilitazione occorrerebbero ambienti appositi, dove i malati possano svolgere attività varie ed occuparsi. Gli studi sulle malattie mentali e sui disturbi psichici più in generale evidenziano la necessità, per una guarigione tanto più pronta, di un ambiente accogliente, rilassante, spazioso ed amico. L'impressione di ostilità che si ricava dallo Psichiatrico non è certo la risposta adeguata ai bisogni di tali malati".
Mi pare che la descrizione del reparto di cui parliamo sia preoccupante e ponga delle domande serie ai responsabili della sanità...
(Voce fuori microfono):Allora è peggio della Romania!
... Credo di dover porre altri problemi, contenuti nell'interpellanza.
Il reparto si trova in queste condizioni ed ha bisogno di una risposta e quindi di una sede più dignitosa. Vorremmo conoscere le intenzioni della Giunta in proposito.
Vorremmo anche sapere che fine ha fatto quel progetto complessivo di assistenza psichiatrica che era stato predisposto alcuni anni fa da un'apposita commissione dell'USL e di cui non si è più parlato. Vorremmo conoscere il parere tecnico degli uffici in merito ed il parere politico della Giunta.
Vorremmo poi avere risposte rispetto all'organico attuale del personale medico e del personale infermieristico. Attualmente il personale medico dovrebbe essere costituito da un primario, quattro aiuti ed un assistente, mentre l'organico necessario è sicuramente più ampio. Anche il personale infermieristico è ridotto. Pare infatti che di notte ad assistere una ventina di questi pazienti particolari, che sono in locali ristretti e separati da tramezze, ci siano soltanto due infermieri.
Vorremmo poi avere anche una risposta rispetto all'organizzazione complessiva sul territorio del Servizio psichiatrico. Dei medici si recano una volta alla settimana a Saint-Pierre a Gignod, Verrès e Donnas, visitano e svolgono sedute terapeutiche su pazienti che poi non riescono più a seguire nel resto della settimana. Esiste anche un problema di collegamento tra il lavoro di questi psichiatri o psicologi con l'équipe che lavora nel distretto. Non c’è sufficiente comunicazione, anche perché i malati psichiatrici sono malati gravi, non si riesce a far seguire nel loro territorio o nella loro residenza pazienti che, se seguiti, potrebbero guarire molto più rapidamente e che invece, abbandonati a se stessi, presentano poi fasi molto acute, più gravi e magari anche ricadute. Esiste quindi anche un problema di preparazione anche specialistica di alcune figure che lavorano nelle varie équipe rispetto a questo particolare tipo di pazienti.
Ecco, noi vorremmo sapere se, rispetto a tutti questi problemi, esiste una proposta o una risposta complessiva da parte della Giunta, perché siamo convinti che nella società di oggi i problemi psichiatrici siano molto diffusi e che l'intervento di personale specializzato al momento opportuno possa fare da barriera nei confronti di situazioni che, altrimenti, potrebbero degenerare, trasformandosi in casi più difficili da trattare e potrebbero anche creare problemi alla vita sociale.
Attendiamo una risposta e sollecitiamo un intervento globale che tocchi i diversi aspetti del problema sollevato.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola l'Assessore alla Sanità ed Assistenza sociale, Lanièce; ne ha facoltà.
LANIECE (DC):Come è già stato detto dal Consigliere Mafrica, dei problemi dell'Unità Operativa di Psichiatria abbiamo già trattato molto recentemente in questo Consiglio, in occasione di un'interpellanza presentata dagli stessi Consiglieri firmatari dell'interpellanza in oggetto, Mafrica e Bajocco.
La situazione non è di certo cambiata rispetto a quanto detto l'altra volta e mi rendo anche conto che sono rimasti insoluti i tanti problemi sul tappeto.
Tutta la problematica relativa alla sistemazione degli interventi nell'ambito dell'assistenza psichiatrica e della tutela della salute mentale vanno ricondotti all'applicazione delle norme che sono già state ricordate molte volte in questa sede. In proposito, la Giunta regionale ha adottato una recente deliberazione, la n. 875 del 26 gennaio 1990, che concerne: "Linee di organizzazione e sviluppo dei servizi sanitari della Regione, al fine dell'attuazione degli interventi di ristrutturazione edilizia, di ammodernamento tecnologico e di realizzazione di residenze per anziani e soggetti non autosufficienti".
Nella deliberazione di cui sopra, vengono evidenziati in particolare:
1°) la necessità di prevedere modelli organizzativi che comprendano, oltre all'attività ospedaliera, anche attività territoriale del servizio di salute mentale, nonché servizi residenziali e semiresidenziali di terapia e risocializzazione;
2°) il riferimento al piano triennale degli investimenti relativo alla realizzazione di un nuovo corpo ospedaliero nel quale verrà collocata, tra l'altro, l'Unità Operativa di Psichiatria;
3°) la previsione, nell'ambito della riconversione dell'Ospedale Beauregard, di una struttura residenziale e semiresidenziale per terapia e risocializzazione, ad integrazione dell'attività ospedaliera esercitata per i disabili psichici.
4°) il riferimento al progetto-obiettivo per il piano sanitario nazionale 1990-94, in corso di adozione e finanziamento, che delinea un modello di organizzazione dell'assistenza psichiatrica comprendente attività ospedaliere, residenziali e semiresidenziali di terapia e risocializzazione.
Nell'aprire una breve parentesi, faccio notare che è la prima volta che nei piani nazionali sono previste queste nuove figure professionali relative all'assistenza semiresidenziale ed è anche la prima volta che si prevedono fondi non solo per il finanziamento dei centri, ma anche per la loro gestione.
E' in questi ambiti e con questi riferimenti che vanno considerate le proposte elaborate dall'apposita commissione dell'USL. Pertanto, la citata deliberazione di Giunta è stata adottata il 26 del mese scorso proprio per rispondere alle esigenze prospettate dalla commissione dell'USL.
Il problema della scarsità di infermieri professionali, purtroppo, è comune a tutte le Regioni d'Italia. Noi abbiamo attivato ogni forma possibile di pubblicità e di incentivazione economica, per favorire la partecipazione dei giovani ai corsi per infermieri professionali. L'assegno di studio mensile che viene erogato per tutta la durata del corso è pari a 200.000 lire per il primo anno, 450.000 per il secondo e 600.000 per il terzo, purtroppo, neppure le iscrizioni riescono a coprire il fabbisogno del solo Ospedale.
Dall'altro lato, in sede di rinnovo del contratto di lavoro del personale sanitario nazionale, si sta affrontando (e speriamo che l'iniziativa vada a buon fine) il problema connesso ad una maggiore retribuzione degli infermieri professionali. Si tratta di un problema certamente importante, che, se verrà risolto, costituirà per molti una nuova incentivazione per intraprendere l'attività di infermiere professionale.
Per quanto concerne l'organico medico dell'Unità Operativa di Psichiatria, faccio presente che, dei posti previsti, sono ancora vacanti due posti di aiuto e tre di assistente, ma al più presto assumeranno servizio i nuovi assistenti vincitori del concorso espletato il 26 gennaio di quest'anno e, a breve termine, verrà espletato il concorso per la copertura dei due posti di aiuto tuttora vacanti.
Per quanto concerne l'individuazione di altre figure professionali, posso dire che è allo studio una proposta di modificazione della vigente pianta organica del personale dell'USL, che prevede di aumentare di tre unità i posti di psicologo da destinare prevalentemente all'assistenza dei soggetti con problemi psichiatrici.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.
MAFRICA (PCI):Mi pare che la risposta dell'Assessore non sia soddisfacente. Vengono posti problemi che hanno una urgenza ed una drammaticità evidenti a chi ha l'opportunità di visitare i reparti ed a chi ha l'opportunità di conoscere nella propria famiglia, o presso amici, casi di questo tipo, ma la risposta è: "Abbiamo fatto una delibera con cui approviamo un piano e prevediamo di...". Questo tipo di risposta, da una parte può essere considerata tale per un Consigliere, però non è detto che dall'altra rappresenti una risposta al problema, nel senso che, tra le cose che vengono scritte nei piani e le concrete realizzazioni sul territorio in termini di strutture e di personale, non sempre c'è una continuità ed una efficacia quale ci si augurerebbe.
Si dice: "Per gli infermieri facciamo il possibile, perché diamo 200.000 lire a quelli che frequentano il primo anno...". Noi abbiamo già sostenuto che forse deve essere rivisto anche quel tipo di assegno, perché un giovane che affronta qualche altra attività guadagna un milione,.
(...Interruzione dell'Assessore Lanièce...)
per cui probabilmente non si sente molto incentivato a fare un lavoro difficile e complesso, come è quello dell'infermiere, avendo un assegno di questo tipo.
Abbiamo voluto sollevare questo problema e pensiamo di rimanere attenti agli sviluppi della situazione. Invitiamo l'Assessore a portare all'esame delle Commissioni i piani ed i programmi che riguardano questa materia e lo invitiamo anche a prendere contatto diretto con il personale dell'Unità Operativa di Psichiatria, per verificare cosa si possa fare concretamente fin da ora.
Sappiamo che il problema è complesso, però ci auguriamo che le risposte non vengano rinviate da un piano all'altro o da una proposta all'altra, senza intervenire concretamente nella vita delle persone e delle famiglie.
