Objet du Conseil n. 1015 du 14 février 1990 - Resoconto
OGGETTO N. 1015/IX - SITUAZIONE DELLA LINEA FERROVIARIA AOSTA PRE'-SAINT-DIDIER (Interpellanza).
PRESIDENTE:Do lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Riccarand e Mafrica, ed iscritta al punto 9 dell'ordine del giorno.
INTERPELLANZA
RICORDATO che da ormai più di un anno la linea ferroviaria Aosta-Pré-Saint-Didier funziona solo nel tratto Aosta-Morgex perché non sono stati realizzati i lavori di sistemazione della galleria di Montbardon;
RILEVATO che manca un progetto di rilancio di tale tratto ferroviario e che anzi continuano ad affacciarsi ipotesi di chiusura completa della linea;
i sottoscritti Consiglieri regionali
INTERPELLANO
la Giunta regionale per sapere:
1) se sono state recentemente assunte nuove decisioni (a livello nazionale e/o regionale) sulla tratta ferroviaria Aosta-Pré-Saint-Didier;
2) quando saranno realizzati i lavori di sistemazione della galleria di Montbardon e verrà riaperta al traffico l'intera linea.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.
RICCARAND (VA):Con questa interpellanza intendiamo tornare su una questione che ormai si trascina da parecchio tempo e che richiede un intervento più energico da parte dell'Amministrazione regionale per evitare il rischio di una soluzione estremamente negativa.
Si tratta della situazione della linea ferroviaria Aosta-Pré-Saint-Didier, che può rappresentare un'alternativa di trasporto molto importante rispetto alla strada statale e che ormai da più di un anno funziona soltanto parzialmente fino a Morgex. Poiché già si tratta di una linea a scarso traffico è chiaro che viene ad essere ulteriormente penalizzata da questa situazione. Si può dire, pertanto, che in quest'ultimo anno, invece di andare verso il potenziamento di questa linea, siamo andati verso un suo arretramento funzionale.
La Giunta regionale aveva assunto un impegno per intervenire direttamente nell'attuazione dei lavori della galleria di Montbardon, che impediscono al treno di arrivare fino a Pré-Saint-Didier, ma non ci risulta che finora questi lavori siano stati realizzati e pertanto il treno non può giungere sino a Pré-Saint-Didier. Questo è il primo aspetto che solleviamo nell'interpellanza, nel senso che vorremmo sapere perché non si sono realizzati questi lavori e non c'è stato un atto conseguente agli impegni assunti.
Il secondo aspetto riguarda il futuro di questa linea. Tutti sappiamo che, anche in base alla recente legge finanziaria, l'Ente Ferrovie dello Stato non potrà più contare su interventi dello Stato per ripianare il suo deficit, per cui in un certo senso dovrà fare delle economie ed ha già fornito precise indicazioni a tutti i compartimenti perché taglino il più possibile sui rami secchi.
Sappiamo che una prima scadenza per l'assunzione di questi provvedimenti di risanamento del bilancio, tramite il taglio delle cosiddette reti a scarso traffico, era fissata per il mese di marzo del 1990 e che la stessa sarà forse prorogata fino a giugno, però i tempi stanno stringendosi sempre più.
La settimana scorsa, nell'ambito di un incontro con gli utenti della ferrovia svoltosi a Torino, ho avuto modo di sentire che in quella sede i dirigenti del Compartimento hanno confermato di attendere un intervento significativo da parte delle autorità locali (Amministrazione regionale in questo caso) per intervenire sulle linee a scarso traffico, perché altrimenti non saranno in grado di garantirne il futuro. Ci vuole quindi un intervento da parte nostra, attraverso un convenzionamento, la costituzione di una società mista o comunque attraverso una soluzione che veda l'Amministrazione compartecipe in prima persona.
Si tratta anche di realizzare sulla linea alcuni degli interventi già individuati, come ad esempio l'eliminazione dei passaggi a livello, che servono a contenere l'organico e quindi a ridurre i costi.
E' chiaro che questa linea, essendo tra quelle con il più basso rapporto fra costi ed utenza, corre molti rischi nei confronti di un drastico provvedimento di chiusura. Tale provvedimento sarebbe inaccettabile per la Valle d'Aosta, perché quella linea, se adeguatamente potenziata e valorizzata in un'ottica di linea veloce per passeggeri, potrà e dovrà avere una funzione importante.
Noi quindi siamo molto preoccupati della situazione e lo sono anche i sindacati dei ferrovieri, ed in particolare la CGIL-Trasporti, che hanno nuovamente segnalato con preoccupazione quanto sta accadendo e quanto è a loro conoscenza grazie anche agli incontri ed alle informazioni in loro possesso.
Chiediamo di sapere che cosa intende fare la Giunta, sia rispetto al ripristino integrale del funzionamento della linea, sia rispetto alla sua futura gestione, che, senza un significativo intervento regionale, è destinata alla chiusura in tempi relativamente brevi.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti, Lanivi; ne ha facoltà.
LANIVI (ADP):Condivido in pieno le preoccupazioni manifestate dal Consigliere Riccarand e posso dire che qualche giorno fa, di concerto con le organizzazioni sindacali, ho chiesto un incontro con il Direttore compartimentale delle Ferrovie dello Stato per il Piemonte e la Valle d'Aosta. Tale incontro sarebbe dovuto avvenire in questi giorni, ma non si è ancora svolto perché credo che il Direttore del compartimento sia impegnato a Roma in incontri con i dirigenti superiori dell'ente ferroviario.
Innanzitutto vorrei solo ricordare che la Regione non ha mai sostenuto la tesi di distinguere la tratta Aosta-Pré-Saint-Didier da quella Chivasso-Aosta, ma ha sempre considerato in modo unitario la tratta Chivasso-Aosta-Pré-Saint-Didier, proprio perché la linea da Pont-Saint-Martin a Pré-Saint-Didier (80 km. circa) rappresenta l'unica infrastruttura ferroviaria esistente nella nostra Regione, che non ha altre alternative. Noi quindi ci siamo sempre rifiutati di considerare la tratta Aosta-Pré-Saint-Didier alla stregua di un qualsiasi altro ramo secco esistente in altre Regioni, in cui esistono diverse alternative. Noi abbiamo sempre parlato di linea Chivasso-Aosta-Pré-Saint-Didier.
In secondo luogo, abbiamo dichiarato ufficialmente la disponibilità della Regione nel corso dei vari incontri avuti sia a Torino, sia a Roma. Non solo, ma è opportuno ricordare che l'atto ufficiale di ipotesi o di proposta di convenzione, che già nel maggio del 1988 avevamo inviato al Compartimento di Torino, a seguito della Conferenza regionale dei trasporti, è rimasto tutt'oggi ancora senza risposta.
La disponibilità d'intervento della Regione è dimostrata dalla volontà di realizzare il marciapiede per l'attestamento dei treni anche nel lato Sud della Stazione di Aosta, che in prima battuta non era stata approvata (poi è stata approvata) dalla Commissione di Coordinamento. Nel frattempo, però, l'Ente Ferrovie dello Stato ha modificato ulteriormente la sua posizione, per cui saremo costretti a dover riprendere ancora una volta questo discorso.
In merito alle economie cui faceva riferimento il Consigliere Riccarand, tengo a precisare che, rispetto alle ipotesi che ci sono state presentate dalla Direzione compartimentale dell'Ente Ferrovie dello Stato, la Regione aveva già ufficialmente dichiarato la propria disponibilità ad affrontare congiuntamente il problema.
Una delle grosse questioni, già sottolineata dallo stesso Consigliere interpellante, concerne le economie. Questo termine deve essere inteso come sinonimo di "ristrutturazioni", che qui da noi vogliono dire: riduzione di personale ed abolizione dei passaggi a livello.
La Regione aveva già fatto intendere la sua disponibilità in merito ed ha già assunto degli atti concreti, uno dei quali concerne la progettazione, già affidata, e la volontà di attuare tutta l'area di svincolo in zona Villeneuve, che da sola comporterà una spesa di 3 o 4 miliardi di lire. Tale progettazione è in fase esecutiva e sta subendo alcuni miglioramenti o adattamenti tecnici anche in relazione al percorso autostradale. In ogni caso, si può dire che l'abolizione dei quattro o cinque passaggi a livello nella zona compresa tra Arvier e Villeneuve, con conseguenti notevoli economie sulle tratta Aosta-Pré-Saint-Didier, comporterà da sola una spesa a carico della Regione di circa 3 o 4 miliardi, già dichiarata e presentata all'Ente Ferrovie dello Stato.
Qual è stato l'evolversi della situazione? Per l'attuazione delle economie nel campo occupazionale si è svolta una trattativa che ha visto direttamente impegnate, come protagoniste privilegiate, le Ferrovie dello Stato e le organizzazioni sindacali dei lavoratori.
Per quanto concerne le economie sui passaggi a livello, sono stati effettuati dei sopralluoghi, che hanno visto tecnici delle FS coinvolgere tutte le Amministrazioni comunali interessate da Aosta fino a Pré-Saint-Didier ed individuare tutta una serie di ipotesi di intervento che andavano dall'automazione dei sistemi di apertura e di chiusura dei passaggi a livello sino alla abolizione degli stessi passaggi. In questo quadro rientra l'operazione che ho citata e dal costo non certo irrilevante.
Anche su altri tipi di intervento la Regione aveva dichiarato la propria disponibilità di massima ad intervenire.
Qual è il problema? La Regione ha dichiarato in via di principio che intende avere, da parte delle Ferrovie dello Stato, l'espressione di una volontà politica tesa a mantenere in vita la linea Aosta-Pré-Saint-Didier, perché senza una tale certezza sarebbero vani tutti i nostri interventi.
Voglio dire, ad esempio, che nel caso della galleria di Montbardon c'era solo una nostra contestazione sul "quantum", perché ad una valutazione delle Ferrovie dello Stato corrispondeva il rifacimento totale della linea, con una spesa intorno ai 1800 milioni, mentre una perizia fatta da un tecnico della Regione (lo stesso che sta seguendo la realizzazione della galleria Pila-Cogne) prospettava un intervento più limitato e meno costoso.
Il primo punto, in ogni caso è il sapere se l'Ente Ferrovie dello Stato ha la ferma volontà di mantenere in vita questa linea, oppure se ci fa fare tutti questi interventi per poi decidere in modo diverso.
Veniamo ora all'evoluzione storica della vicenda. Dopo le pressanti sollecitazioni del Compartimento di Torino per la definizione del quadro della situazione, tutto il problema si è improvvisamente ammorbidito ed è quasi scomparso, tant'è che si sono allontanate sia l'ipotesi di una chiusura immediata dell'Aosta-Pré-Saint-Didier, sia quella di una sua collocazione nell'elenco dei rami secchi. Con il nuovo responsabile del dicastero, infatti, non si è più parlato di rami secchi o di ipotesi di tagli improvvisi.
In questo settore, come potete leggere quotidianamente sui giornali, le evoluzioni ed i cambiamenti sono pressoché giornalieri. Infatti la configurazione dell'Ente Ferrovie dello Stato, il ruolo del ministero ed i suoi rapporti con il Comitato per il Piano generale dei trasporti, l'Ente Ferrovie dello Stato ed il suo Commissario sono oggetto di continue modificazioni.
Per terminare, posso dire che in questa situazione molto fluida, che è andata dalle minacce di immediata chiusura all'assenza di tale ipotesi ed all'arrivo di proposte successivamente modificate, ho richiesto un incontro con la direzione compartimentale dell'Ente Ferrovie.
Se i Consiglieri interpellanti e la Commissione competente sono d'accordo, mi posso impegnare, insieme alle organizzazioni sindacali, a rappresentare in quell'incontro la volontà politica della Regione, più volte espressa dal Consiglio regionale, ad operare in due direzioni:
- mantenimento della linea e la sua considerazione all'interno di un fatto ferroviario unitario in Valle d'Aosta e quindi il non distacco della linea Aosta-Pré-Saint-Didier dalla linea Chivasso-Aosta;
- disponibilità della Regione ad operare in sintonia con l'Ente Ferrovie dello Stato per perseguire le economie già citate e garantire il futuro di questa tratta che noi vorremmo fare uscire dalla situazione di continua incertezza in cui versa da anni.
Per terminare posso dire che, se i Consiglieri interpellanti sono d'accordo? mi impegno a riferire immediatamente dopo l'incontro, che avrò insieme alle organizzazioni sindacali, con il Direttore compartimentale delle Ferrovie dello Stato di Torino, l'esito di tale incontro e ad approfondire eventuali interventi successivi.
Aggiungo ancora che siamo in stretto collegamento con i Parlamentari Valdostani, perché proprio in questi giorni è in discussione al Senato il Piano generale di ristrutturazione delle Ferrovie dello Stato. In tale Piano non vi sono riferimenti precisi, però i nostri Parlamentari hanno concordato un comportamento di sostegno per l'attuale sistema ferroviario valdostano e per il suo potenziamento, nonché per la prospettiva della realizzazione del tunnel ferroviario del Gran San Bernardo.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.
MAFRICA (PCI):Più che delle risposte dell'Assessore, noi non siamo soddisfatti del suo atteggiamento. Ciò vale a dire che noi abbiamo l'impressione (ed è questo il significato che possiamo attribuire alle parole dell'Assessore) che qui si sostenga: "La Regione ha la coscienza tranquilla, ha dichiarato la sua disponibilità, ha preso qualche iniziativa, ma l'interlocutore è sfuggente. Abbiamo presentato una bozza di convenzione, abbiamo dichiarato che potevamo intervenire per il marciapiede, abbiamo sostenuto la disponibilità ad assumere provvedimenti concreti per ridurre i passaggi a livello..., ma lì non si capisce bene che cosa vogliano fare: un Governo dà delle risposte, ma il successivo ne dà delle altre".
A noi sembra che questo tipo di atteggiamento non sia adeguato al pericolo incombente di chiusura effettiva di questa tratta. Ci sembra, cioè, che debba essere assunta una iniziativa molto più forte e molto più chiara. Se l'Assessore avrà questi incontri, riferisca al Consiglio ed alle Commissioni, porti anche al Consiglio la bozza di convenzione che ha proposto, ma soprattutto si assumano nei confronti del Governo un atteggiamento molto fermo e delle idee molto chiare sulle proposte della Valle d'Aosta, che devono essere concrete, nel senso che occorre avere un indirizzo per il futuro della linea ed anche una disponibilità economica immediata. Bisogna cioè cercare di stringere alle corde questo interlocutore sfuggente, altrimenti si corre il pericolo che i fatti portino inevitabilmente alla chiusura.
Chiediamo quindi all'Assessore di chiarire meglio la proposta e di far pesare di più la volontà della Regione Valle d'Aosta, proprio perché, dato il tipo di interlocutore, se non c'è una iniziativa chiara e forte, i risultati rischiano di essere deludenti e di ripercuotersi con gravi delusioni per i lavoratori della ferrovia, ma soprattutto per le possibilità di movimento della popolazione e dei turisti su una parte importante del territorio valdostano.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.
RICCARAND (VA):Alle considerazioni del Consigliere Mafrica ne vorrei aggiungere una ulteriore, inerente alla volontà politica, nel senso che è sicuramente necessario verificare la volontà politica delle Ferrovie dello Stato, però deve essere chiarita anche la volontà politica della Regione. Noi, cioè, non solo dobbiamo dire se vogliamo mantenere questa linea, perché non serve a niente mantenerla così com'è, ma dobbiamo rilanciarla, nel senso che su di essa dobbiamo avere un progetto, dobbiamo sapere che cosa ne vogliamo fare, come la vogliamo utilizzare e come la vogliamo integrare con gli altri mezzi di trasporto.
Credo che non possiamo più, come succede adesso, continuare a lasciare agonizzare questa linea ferroviaria, mentre nel contempo, come Regione, finanziamo il trasporto con i pullman lungo la linea per Courmayeur. Non è possibile una cosa di questo genere, perché chiaramente noi dobbiamo fare una scelta. Se vogliamo privilegiare il trasporto ferroviario, dobbiamo evidentemente usare il trasporto automobilistico e quello per mezzo di autobus come integrativo di quello ferroviario, ma non come alternativo.
Questa è una scelta che compete a noi, nell'ambito del piano del bacino di traffico o nell'ambito del piano dei trasporti, ma comunque si tratta pur sempre di scelte ben precise da fare. Per cui, oltre che essere un problema di volontà politica delle Ferrovie dello Stato, siamo noi che dobbiamo esprimere in modo chiaro la nostra volontà e le nostre scelte.
Io credo che la Regione Valle d'Aosta non solo debba dire che questa linea non si tocca, ma debba anche dire che questa linea deve essere rilanciata, perché rappresenta il modo di trasporto più economico, meno inquinante e più sicuro per il futuro; però dobbiamo studiare e avere un progetto nostro, che dobbiamo poi confrontare con le Ferrovie dello Stato, per vedere fino a che punto loro ci stanno, ma quand'anche non ci stessero, dovremmo comunque portarlo avanti noi.
E' chiaro però che l'elaborazione di questo progetto richiede delle scelte diverse da quelle che sono state fatte finora, per cui io credo che vadano comunque fatti il ripristino della funzionalità della linea fino a Pré-Saint-Didier ed i lavori nella galleria di Montbardon, perché la volontà politica delle Ferrovie dello Stato va evidentemente piegata anche rispetto alla volontà politica ben precisa che possiamo esprimere noi come Regione.
