Objet du Conseil n. 962 du 10 janvier 1990 - Resoconto
OBJET N° 962/IX - COMMUNICATIONS DU PRESIDENT DE LA JUNTE.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Rollandin; ne ha facoltà.
ROLLANDIN (UV):Je veux, avant tout, m'associer au Président du Conseil et aux différents Conseillers qui ont pris la parole pour présenter nos condoléances à la famille du philosophe Augusto Del Noce.
Pour ce qui est des faits des Pays de l'Est, je crois qu'il serait assez difficile de tirer des conclusions aujourd'hui. Tout de même, ayant suivi les différents problèmes de ces Pays, je crois que les problèmes de la Roumanie ont eu sans doute un effet spécifique et méritent une attention particulière. En ce sens on a prévu de grouper et de coordonner les interventions des différentes régions et de mettre à l’ordre du jour de la prochaine séance les méthodes d'intervention et d'aide à la population de la Roumanie.
On a envoyé une note à l'Ambassadeur à Rome pour avoir des renseignements, tout en sachant que la situation est encore assez difficile. On espère pouvoir donner dans le plus bref délai la possibilité la plus sérieuse pour intervenir, au-delà de ce que sont déjà en train de faire les associations de bénévolat qui ont pris part au moment difficile de la Roumanie.
Je voudrais, en même temps, renseigner le Conseil sur la séance du Conseil des Ministres du 22 décembre 1989, à laquelle j'ai participé. Pendant cette séance on a discuté, comme vous savez, sur les six différents règlements d'actuation qui étaient à l'ordre du jour:
- "Trasferimento dei programmi degli interventi statali regionali" (loi n° 400 du Conseil des Ministres);
- "Istruzione tecnico-professionale", que, comme vous vous rappelez, avait fait l'objet d'un examen préalable et qui était aux Commissions depuis 1985;
- "Finanza regionale e comunale", là aussi la règlementation était déposée au Conseil des Ministres depuis 1985;
- "Polizia locale, urbana e rurale;"
- "Parco Nazionale del Gran Paradiso", qui était la dernière.
Le Conseil des Ministres a discuté les premiers cinq règlements sur proposition du Ministre Maccanico. Chacun de ces règlements a fait l'objet de réflexion de la part du Conseil des Ministres et particulièrement du Président du Conseil.
Pour ce qui est du point concernant le Parc National du Grand-Paradis il y a eu une large discussion, à laquelle les différents Ministres ont pris part, en soulignant les propositions qui avaient fait l’objet d'un débat à l'attention de la Commission compétente, à laquelle ont participé le Député et le Sénateur de la Vallée d'Aoste.
Vous avez déjà lu une partie de ce qui s'est passé, des difficultés qu'il y avait eu. Malheureusement il y a eu toute une série de nouvelles concernant les intentions de la Vallée d'Aoste face au problème du Parc National. Ces intentions avaient été mal posées et surtout interprétées comme une intention de la part de l’Administration régionale de partager le Parc en deux. Ce qui est faux! Notamment, je crois, qu'on l'a lu dans les normes d'actuation mêmes. Tout de même le débat a duré pendant plus d'une heure; la conclusion a été que le Conseil des Ministres n'a pas accepté le texte que la Commission paritaire avait prévu, par conséquent le règlement d'actuation n'a pas été approuvé de la part du Conseil des Ministres.
Les autres règlements, au contraire, ont été approuvés selon le texte que les Commissions avaient proposé, sauf le texte concernant "Trasferimento delle funzioni in materia di previdenza e assicurazione sociale", où on a accepté un amendement proposé en Commission, qui concernait le respect de la minorité ethnique au niveau régional.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.
MAFRICA (PCI):Devo sottolineare un aspetto paradossale, che emerge da quanto ci ha riferito il Presidente della Giunta. Egli ha iniziato il suo intervento dicendo: "Comme vous savez...". Noi sappiamo, però non conosciamo, in quanto anche nel corso di questa settimana ho chiesto al Presidente del Consiglio se era possibile avere copia delle norme di attuazione che riguardano la Regione Valle d'Aosta, nei relativi testi approvati da parte del Governo, ma mi è stato detto che la Presidenza del Consiglio non ne disponeva.
Ora, dei cinque testi approvati, due sono stati in qualche modo esaminati in sede di Commissione o di Conferenza dei Capigruppo, quello sulla finanza regionale e comunale e quello sull'istruzione tecnico-professionale, mentre gli altri tre testi delle norme di attuazione della Regione Valle d'Aosta, concernenti rispettivamente la previdenza e le assicurazioni sociali, la polizia locale ed il coordinamento dei programmi di intervento statali e regionali, non sono mai stati esaminati, discussi o visti da parte del Consiglio regionale.
Io trovo questa cosa paradossale, perché lo Statuto della Valle d'Aosta assegna un ruolo differente al Consiglio, alla Giunta ed al Presidente della Giunta. Non credo, pertanto, che si possa accettare come normale che certe norme che riguardano lo Statuto della nostra Regione e che quindi hanno attinenza con il potere legislativo del Consiglio, siano approvate dal Governo senza che il Consiglio regionale ne sia neanche portato a conoscenza.
Ricordo che nel 1978 questo Consiglio discusse lungamente delle norme di attuazione che poi portarono all'approvazione della legge n. 196, la prima legge sulle norme di attuazione dello Statuto della Valle d'Aosta. Da allora la discussione è andata sempre calando, tant'è che queste ultime norme sono passate completamente sopra la testa del Consiglio.
Io qui faccio una questione di ruolo del Consiglio e dei Consiglieri. Non si tratta di una questione di maggioranza politica o di schieramenti contrapposti per governare o per fare delle scelte per conto dell'Esecutivo, ma di una questione di ruolo dei Consiglieri, cioè di persone elette da parte del popolo per esercitare funzioni legislative. Non credo che si possa accettare una situazione in cui tutti discutono, trattano e verificano la natura di queste norme, tranne il Consiglio regionale della Valle d'Aosta.
In questo senso esprimo insoddisfazione e protesta rispetto a quanto ci ha comunicato il Presidente della Giunta e chiedo al Consiglio di avviare una discussione sulle modalità con cui vengono preparate e portate poi a conclusione le norme di attuazione che riguardano la nostra Regione.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.
RICCARAND (NS):Anch’io condivido i rilievi critici del Consigliere Mafrica alla conduzione della vicenda delle norme di attuazione da parte della Giunta regionale, specie di quella che concerne le norme del Parco Nazionale del Gran Paradiso.
Il Consiglio regionale è l'organismo che avrebbe dovuto discutere, esaminare, proporre e seguire l'iter di queste norme, prima ancora che venissero definite in sede di Commissione paritetica, proprio perché i rappresentanti della Regione in tale Commissione dovrebbero avere come loro referente il Consiglio regionale.
Tutto ciò però non si è verificato, specie in riferimento alla norma importantissima che concerne il Parco Nazionale del Gran Paradiso, con il risultato che la Commissione paritetica, che evidentemente ha seguito soltanto le indicazioni della Giunta o del Presidente della Giunta, ha approvato un testo assurdo, che ha fatto ricoprire la Valle d'Aosta dei giudizi negativi apparsi su tutta la stampa nazionale, proprio perché si trattava di un testo inaccettabile. Non si è trattato di cattiva interpretazione, perché in realtà quello era un testo che nella sua articolazione prefigurava di fatto uno smembramento delle funzioni e dei compiti di gestione di un organismo unitario fra il Piemonte e la Valle d'Aosta. Giustamente, quindi, in tal senso è stato visto, interpretato e condannato da tutti quelli che si occupano di problemi dell'ambiente e dei parchi e che sono attenti a valorizzare e conservare queste potenzialità.
Ora, su tutta questa vicenda, gestita molto sotterraneamente, c'è stata una carenza di informazione, che io voglio segnalare, anche dopo l'esito finale. Quando la Giunta regionale ottiene un piccolo risultato positivo, lo fa subito ingigantire dalla macchina propagandistica dell'Ufficio stampa della Regione, che fa un gran battage ed organizza anche delle conferenze stampa. Quando invece non c'è questo risultato positivo, ma si registra un fallimento o una sonora bocciatura, come nel caso delle norme di attuazione del Parco Nazionale del Gran Paradiso, ecco che cala il silenzio più totale: si annunciano conferenze stampa che poi non si fanno e non si dice nulla di sostanziale, evidentemente per evitare di fornire un'informazione o di dover affrontare una discussione che sarebbe molto scomoda.
Io ricordo che nell’unica occasione in cui abbiamo avuto modo di prendere atto di questo testo, nel corso di una affrettatissima riunione della II Commissione, che non ha neanche espresso un parere formale, dissi al Presidente della Giunta che era impensabile che un testo del genere potesse essere approvato in sede parlamentare e nel Consiglio dei Ministri, proprio perché una normativa di quel genere non poteva stare in piedi.
Si è infatti verificato che nessuna forza politica di livello nazionale ha dato il suo consenso a questo testo: tutte si sono dissociate, chi più nettamente e chi meno incisivamente, di fatto però tutte hanno criticato questo tipo di impostazione.
Io credo che il modo in cui si gestiscono questi rapporti o si prendono queste decisioni debba essere molto più oculato e che, soprattutto, debba essere rivalutato il ruolo del Consiglio, che deve essere centrale e non il punto terminale di tutto l'iter decisionale.
BICH (Presidente del Consiglio):Informo il Consiglio che mi sono fatto promotore di un incontro con il Presidente della Giunta, per chiarire le varie posizioni e le reciproche funzioni su questa materia. Mi farò altresì promotore, nell'ambito della Conferenza dei Capigruppo e della Commissione per la revisione del Regolamento interno, di ulteriori iniziative affinché gli organi del Consiglio, quando se ne ravvisi la necessità, si approprino di questa materia ed avviino anche accordi diretti con gli organi centrali dello Stato.
Sarà poi mia cura inoltrare questa tipologia di provvedimenti alla Conferenza dei Capigruppo, alla Commissione speciale per la revisione del Regolamento interno ed all'Ufficio di Presidenza.
Ha chiesto la parola il Consigliere Gremmo; ne ha facoltà.
GREMMO (UAP):Vorrei fare una puntualizzazione dopo l'intervento del Consigliere Riccarand.
Sarà anche vero che una certa stampa addottrinata ha utilizzato questa occasione per buttare tutto il fango possibile sull'immagine della Valle d'Aosta, tant'è che noi abbiamo letto su decine di giornali delle cose che non stanno né in cielo, né in terra: i bracconieri valdostani vanno...
PRESIDENTE:Consigliere Gremmo, siamo completamente fuori argomento, perché sono permessi solo brevi interventi sulle dichiarazioni del Presidente della Giunta.
GREMMO (UAP):Vorrei solo fare una puntualizzazione, che non è fuori dall'argomento, perché è il Consigliere Riccarand che ha inserito questo tipo di problema.
PRESIDENTE:Sì, ma gli interventi dei Consiglieri devono essere centrati sulle comunicazioni del Presidente della Giunta.
GREMMO (UAP):Infatti, volevo riferirmi alle comunicazioni del Presidente, ma poi è stata fatta un'affermazione inesatta. Si è detto che tutta la stampa era preoccupatissima della situazione ambientale della Valle d'Aosta, quando sappiamo che non è vero, perché tutta la stampa è stata solo preoccupata del fatto che il discorso di voler far prevalere le competenze della Valle sul Parco del Gran Paradiso significa andare verso l'affermazione di certi principi di autonomia.
Ora, siccome in realtà tutta la stampa è schierata in opposizione ai principi dell'autonomia, ecco che ha preso a pretesto una questione come quella del Gran Paradiso solo per cercare di presentare i Valdostani come cattivi nemici dell'ambiente.
Poiché mi pare che il Consigliere Riccarand sposi questa tesi, vorrei dire che mi sembra una tesi ardita, perché, quando io leggo sui giornali che i bracconieri della Valle d'Aosta vanno con le balestre ad uccidere gli animali, mentre, non essendo ancora stato pescato nessuno sul fatto, non sappiamo se si tratti davvero di Valdostani, se davvero il montanaro valdostano sia così nemico dell'ambiente come certa stampa lo vuole presentare, ecco che un'affermazione o una tesi di quel genere mi sembrava tirata proprio per i capelli.
In riferimento alle comunicazioni del Presidente della Giunta, io ho il timore che oltre Carema, a livello istituzionale (parliamo infatti a livello istituzionale e non a livello di stampa, perché sono due livelli diversi) le istituzioni politiche del Piemonte non siano state coinvolte da una sufficiente informazione su queste iniziative. Mi riferisco all'ultimo documento che ho letto sul problema - vede, Presidente Bich, che sono in tema: si tratta di una dichiarazione della Comunità montana piemontese Valle Sacra, che è stupefacente rispetto al dibattito che stiamo portando avanti noi.
Infatti, la Comunità montana del versante piemontese del Parco si è dichiarata contraria al progetto di accordo predisposto dalla Commissione paritetica, perché altrimenti la Valle d'Aosta avrebbe tutelato troppo bene l'ambiente, nel senso che, siccome i Valdostani hanno l'autonomia, la parte valdostana del Parco sarebbe diventata talmente avanzata, funzionale e rispettosa dell'ambiente, che quella piemontese sarebbe parsa quasi una specie di "Cenerentola", nel senso che non sarebbe valsa più niente.
Queste affermazioni smentiscono completamente la tesi del Consigliere Riccarand o di quei colleghi che dicevano esattamente il contrario, dichiarando che la Valle d'Aosta, essendo una specie di "Attila" contro l'ambiente, chissà cosa farebbe all'interno del Parco.
Volevo segnalare questo fatto curioso, proprio per evidenziare l'assenza di informazione su queste cose. La Comunità montana della parte piemontese del Parco dice infatti: "Stiamo attenti, perché questi Valdostani, avendo l'autonomia, sono talmente in gamba, rispettosi dell'ambiente ed in grado di gestire bene le cose, che noi faremmo la figura dei ragazzi di seconda categoria".
I rappresentanti del Movimento autonomista alla Provincia di Torino hanno chiesto più volte, con interrogazioni, una riunione della Comunità montana della zona piemontese del Gran Paradiso, che dovrebbe aver luogo a fine mese, proprio per cercare di impedire che certe sciocchezze, che si scrivono in Piemonte anche a livello istituzionale su questo argomento, possano cambiare.
Invito quindi la Giunta ed il Consiglio a chiedere sollecitamente degli incontri e dei confronti, non solo con Roma, ma anche con la Provincia di Torino, con la Regione Piemonte e con la Comunità montana Valle Sacra, perché, se andiamo nella parte piemontese del Parco a spiegare che è vero che proprio grazie all'autonomia la Valle d'Aosta potrebbe gestire davvero bene il Parco - questa è una ragione di più per chiedere l'autonomia anche per il Piemonte - otterremo il risultato importante di evitare che continuino a girare tutte le "fiabe" antivaldostane messe in circolazione da una certa stampa.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Rollandin; ne ha facoltà.
ROLLANDIN (UV):Pour ce qui concerne les règlements d'actuation on a donné tout de suite la nouvelle que celui du Parc n'avait pas été approuvé tandis que les autres avaient été approuvés. On a prévu, et on la fera, une conférence de presse pour illustrer les règlements d'actuation. J'ai déjà dit au Président du Conseil que j'enverrai le texte des règlements, mais il faut souligner que, lorsque j'ai participé aux Conseil des Ministres, on a travaillé sur un texte qui n’était pas le texte définitif. Le Conseil des Ministres après avoir entendu le soussigné, a encore discuté sur ces règlements pour voir s'il fallait faire des changements. Par conséquent, après le 22, moi, je n'ai plus eu de nouvelles pour ce qui concerne les autres règlements et on attend la publication pour connaître le résultat final
(...Interruption du Conseiller Riccarand...)
... J'ai remarqué, au sein du Conseil des Ministres, une certaine attitude face aux cinq règlements que j'ai rappelés, mais il y avait une démarche successive à suivre sur laquelle je n'ai plus eu de nouvelles, tout en sachant que la dernière échéance était la fin de l'année. Par conséquent c'était le dernier Conseil des Ministres au cours duquel on pouvait discuter de ces règlements. Il faut rappeler que deux règlements avaient déjà été adoptés en 1985. On attend depuis quatre ans les compétences surtout pour ce qui est de l'instruction technico-professionnelle.
Pour les autres trois règlements, je crois que au moment où je vous donnerai la copie...
(...Interruption du Conseiller Riccarand...)
... Je veux rappeler à M. Riccarand que dans la Commission il n'y a pas seulement les trois membres régionaux, il y a aussi les représentants des Ministères qui ont travaillé. J'espère qu'on aura la possibilité d'avoir la présence de M. Zaccaria, de M. Morese et de M. Barbagallo, les trois représentants régionaux (que je veux encore remercier pour le travail qu'ils ont fait) pour illustrer dans les détails les règlements d'actuation, mais aussi pour illustrer le débat qu’il y a eu. Pour ce qui est des trois normes que je n’ai pas citées et qui ne remontent pas au 1985, il s'agit de compétences que les autres régions à statut ordinaire, dans certains cas, ont déjà et que l'Administration régionale n'avait pas encore. Je crois qu’il s'agissait de transférer des compétences administratives; c’était le moins qu'on puisse avoir.
J'avoue qu'on aurait pu faire un débat, mais l'Administration régionale même ne savait pas si le texte qu'on avait prévu allait être discuté dans ce sens à la Commission compétente, s'il y aurait eu des modifications ou non.
Pour ce qui est du Parc on a eu la possibilité d'en discuter, mais je dois avouer que, malheureusement, la presse n’a pas donné l'information qui était correcte, car, je le répète encore une fois, jamais on a eu l'intention de déchirer le Parc et d'en faire deux. Il y avait là l'article 2, assez clair, qui prévoyait que le Parc était unitaire. Il s'agissait simplement de droits statutaires et de la possibilité pour la communauté de Valsavarenche et pour les autres communes de gérer de façon régulière les plans d'aménagement.
On fera donc une conférence de presse pour illustrer dans les détails le débat qu'il y eu de la part des représentants qui ont été nommés par le Conseil régional.
