Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 843 du 22 novembre 1989 - Resoconto

OGGETTO N. 843/IX - Iniziativa dell'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci per sollecitare l'insegnamento della storia contemporanea nelle scuole (Interpellanza).

Presidente - Do lettura dell’interpellanza presentata dal Consigliere Dolchi:

INTERPELLANZA

Ricordato che in data 8 ottobre la Conferenza Organizzativa regionale dei Presidenti di Sezioni dell’ANCR ha approvato un Ordine del giorno "affinchè i giovani conoscano la storia del proprio Paese".

Sottolineato che sarebbe oltremodo importante che le aspirazioni contenute nell’Ordine del giorno inviato alle competenti Autorità - e che per comodità si allega - fossero prese nella dovuta considerazione.

il sottoscritto Consigliere regionale

interpella

l’Assessore alla Pubblica Istruzione per conoscere quali sono i provvedimenti e le iniziative che intende adottare al fine di venire incontro alle giuste e fondate richieste tendenti a superare le lacune dovute al fatto, inequivocabile, che "nei programmi scolastici la storia - in particolare quella del XX secolo - occupa uno spazio di modesto se non scarso rilievo".

Presidente - Ha chiesto di illustrare l’interpellanza il Vicepresidente Dolchi, ne ha facoltà.

Dolchi (PCI) - Colleghi Consiglieri, ho preso spunto per questa interpellanza dall’ordine del giorno votato dai Presidenti di sezione dell’Associazione nazionale combattenti e reduci, ordine del giorno che del resto è stato inviato anche a tutti i Consiglieri regionali.

Il problema che si solleva, lo so benissimo, non è solamente valdostano e ovviamente non può essere risolto dall’Assessore alla Pubblica Istruzione, ma forse qualche rimedio, qualche accorgimento può essere sperimentato.

L’ordine del giorno dice che nelle scuole italiane vi è la quasi ignoranza della storia del XX secolo, e chiede alle istituzioni che nei programmi scolastici sia inserita la storia, in particolare quella del XX secolo, che occupa uno spazio di modesto, se non scarso, rilievo.

Le carenze sembra vengano da alcune ragioni. La prima è quella del modo di procedere nel corso dell’ultimo anno soprattutto, dove è prevista la storia del XIX e del XX secolo; va a finire che nel corso delle lezioni il XIX secolo assume una notevole importanza e poi si arriva alla fine dell’anno scolastico e il XX secolo viene quasi sempre ignorato.

Diceva recentemente, sempre su questo tema, il Presidente dell’ANPI a livello nazionale, nel Consiglio nazionale della settimana scorsa, che dalle nostre scuole escono studenti che conoscono meglio lo svolgimento della guerra dei Cento Anni che quello della seconda guerra mondiale, delle sue cause e delle sue conseguenze.

Inoltre, i libri di testo sovente dedicano poco spazio alla storia moderna.

Poi c’è un problema tecnico-opportunistico. L’attuale formula (non insegno niente a nessuno, ma lo ricordo) prevede che ogni anno vengano sorteggiate dal Ministero le materie che saranno oggetto di esame; le materie prescelte vengono poi comunicate agli studenti verso il mese di aprile. Siccome quasi sempre il Ministero alterna le materie secondo la logica: filosofia o storia nei licei, pedagogia o storia negli istituti magistrali, di rado la storia viene indicata come materia orale di esame. Quindi, si deve prendere atto che, nonostante la buona volontà di molti insegnanti, è inevitabile che gli studenti si applichino con maggiore assiduità e studino di più le materie in cui sanno che saranno interrogati in sede di esame.

Ne consegue che nei licei e negli istituti magistrali la storia del XX secolo, pur con i limiti previsti dal programma cui ho accennato prima, si studia solo ad anni alternati e talvolta ogni tre anni, se il sorteggio, o l’indicazione della storia, non viene fatto a livello ministeriale, cioè se non esce per la maturità e per due anni consecutivi esce, ad esempio, pedagogia o filosofia.

Inoltre, negli istituti tecnici, dove questo riferimento alla maturità non esiste, non si studia quasi più per i motivi che ho detto prima.

Vorrei non dilungarmi di più e sottolineare solo che tale situazione fa sì che gli studenti si abituano a considerare la storia come una materia di serie B, a cui non è necessario dare l’opportuna importanza.

Presidente - Ha chiesto di parlare l’Assessore alla Pubblica Istruzione Viérin, ne ha facoltà.

Viérin (UV) - Le 18 octobre 1989 le Président de la Fédération valdôtaine de l’Association des anciens combattants nous a transmis copie de l’ordre du jour approuvé par la Conférence régionale des Présidents de section, afin de faire connaître aux jeunes l’histoire de leur pays.

M.Dolchi par son interpellation, nous transmet également cet ordre du jour, mettant en évidence son importance ainsi que la nécessité de le considérer dans toute sa valeur. Il veut savoir quelles sont les initiatives que nous envisageons pour lui donner application.

Nous partageons la crainte qu’une connaissance superficielle ou incomplète de l’histoire de son propre pays n’entraîne dans la perspective européenne la perte de son identité et de ses valeurs.

Nous constatons par ailleurs que les actuels programmes scolaires négligent l’histoire contemporaine; néanmoins ces programmes sont du ressort de l’Etat. L’article 40 de notre Statut nous permet uniquement de les adapter à nos conditions socio-culturelles et linguistiques. Nous l’avons réaliser à l’école primaire, où le programme d’histoire prévoit l’étude des événements les plus significatifs du XXème siècle; je cite: "l’oppression fasciste et la défense de la langue franc,aise et de la culture valdôtaine, la jeune Vallée d’Aoste, la Résistance, le statut d’autonomie".

Nous l’avons réaliser également aux écoles moyennes, pour ce qui est du programme de langue française et de culture valdôtaine, en introduisant l’étude de la civilisation valdôtaine. A cet effet, en collaboration avec l’Irrsae, nous avons constitué un groupe de travail pour la préparation d’un manuel qui en troisième année envisage spécifiquement l’étude de l’histoire contemporaine.

De plus, les élèves des deux premières années d’école supérieure en classe de français étudient également notre civilisation, en utilisant des dossiers spécifiquement conçus.

Nous avons encore contribué à la diffusion, dans nos établissements scolaires, de la proposition didactique publiée par l’Institut Historique de la Résistance, sous le titre "Le pouvoir des affiches, les affiches du pouvoir", qui couvre la période 1900-1949. Au cours de ces années plusieurs conseils d’établissement ont organisé, en collaboration avec ce même Institut, des activités spécifiques dans le domaine de l’histoire de l'avant-guerre. Je veux rappeler ici les conférences qui ont été tenues à l’institut technique Manzetti d'Aoste et qui ont vu la participation de plusieurs chercheurs et protagonistes de la période 1920-1946.

Une Commission ministérielle, la Commission Brocca, a préparé le nouveau programme pour l’école supérieure, dont celui d’histoire, en donnant ainsi une importance accrue à l’histoire contemporaine.

Parallèlement, les projets de réforme du baccalauréat introduisent une différente modalité de vérification des connaissances, en éliminant ce système du tirage au sort, auquel M.Dolchi faisait référence, qui aujourd’hui dans certains établissements et pour certaines écoles, empêche toute vérification en histoire. A cet effet nous ne pouvons qu’espérer que ces programmes et réformes seront approuvés au plus tôt par le Ministère de l’Instruction Publique et que l’application des articles 39 et 40 à l’école moyenne et à l’école supérieure nous permettra de compléter, pour ce qui nous concerne, l’étude des événements contemporaines.

Dans l’immédiat, en vue de satisfaire à l’attente de la Fédération valdôtaine de l’Association des anciens combattants, nous avons invité tous les proviseurs à sensibiliser leurs professeurs d’histoire afin que ceux-ci, dans le cadre des programmes en vigueur, mettent en relief et analysent avec leurs élèves les aspects les plus saillants de l’histoire du XXème siècle, ainsi que le rôle du Val d’Aoste. Copie de cette communication adressée à tous les proviseurs a été transmise également, pour information, à M. Buillet.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Vicepresidente Dolchi, ne ha facoltà.

Dolchi (PCI) - Prendo atto con soddisfazione dei chiarimenti dell’Assessore alla Pubblica Istruzione ed anche di questo invito ai Presidi, perchè sia sottolineata l’importanza dello studio della storia moderna.

Credo che nell'intenzione dell’assemblea dei Presidenti dell’ANCR ci fosse anche, ed in questo senso potrebbe anche venire dal Consiglio regionale della Valle d’Aosta, una sollecitazione a livello nazionale affinchè i programmi non trascurino la storia del secolo XX.

Vorrei solo fare un accenno, perchè non vorrei si equivocasse su questo mio intervento e sulla insistenza che a livello nazionale le varie organizzazioni che si rifanno alla Resistenza, all’antifascismo e all’ex combattentismo, hanno fatto per la conoscenza della storia. Ecco, non faccio della storia un feticcio, e mi viene in mente che negli anni lontani in cui frequentavo la scuola media fascista, ad esempio, Bruto era il vile assassino del grande Giulio Cesare, condottiero romano, mentre a casa, dove mia madre si preoccupava che le cose fossero messe nel punto giusto, Bruto era il salvatore della repubblica ed il giustiziere dell’imperatore tiranno.

Sono ben lungi dall’essere il nostalgico dell’historia magistra vitae, ma ritengo che, malgrado tutto, la memoria storica e la conoscenza dei fatti permetta, proprio in questo momento particolare di integrazione europea, alle nuove generazioni che passano sui banchi di scuola di approfondire la lezione che viene loro dal recente passato, e con ciò possano comprendere come cittadini del 1990, che si avviano al duemila, quali possano essere stati i valori delle conquiste sociali di questo secolo, studiando il nazifascismo e la susseguente conquista della democrazia, la repubblica e, in questa repubblica, la vita dell’autonomia speciale riconosciuta alla Valle d’Aosta.

Pur conoscendo che la Valle d’Aosta può realizzare certe iniziative di carattere particolare, di cui dobbiamo essere portatori come Consiglio regionale ed insistere affinchè l’Assessorato alla Pubblica Istruzione continui su questa strada, credo che in linea generale possa venire anche da tutte le Regioni la richiesta che tale problema sia affrontato in sede nazionale.

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