Objet du Conseil n. 659 du 5 juillet 1989 - Resoconto
OGGETTO N. 659/IX - DIBATTITO GENERALE SULLE LEGGI FINANZIARIE.
PRESIDENTE:Se non ci sono obiezioni. propongo che la discussione sui disegni di legge n. 89, 90 e 91, iscritti rispettivamente ai punti 23 bis, 23 ter e 23 quater dell'ordine del giorno dell'adunanza, avvenga congiuntamente.
Ha chiesto la parola l'Assessore alle Finanze, Voyat; ne ha facoltà.
VOYAT (UV):In Commissione mi è stato chiesto perché questi provvedimenti sono stati presentati in ritardo rispetto a quanto avveniva negli anni scorsi. Ho già spiegato in quella sede ed ora ripeto anche in Consiglio che quest'anno l'Assessorato alle Finanze ha inviato ai vari Assessorati delle schede concernenti i residui di tutti i capitoli degli ultimi due anni, ma che tali schede sono ritornate in ritardo. Dobbiamo aggiungere che noi avevamo previsto di fare questa discussione verso la metà di luglio, ma il Consiglio è stato anticipato. Preannuncio inoltre che due revisori dei conti su tre hanno già firmato la relazione del conto consuntivo.
Come è già stato detto dalla Presidenza del Consiglio, l'illustrazione che mi accingo a fare concerne tutti e tre i provvedimenti: il disegno di legge n. 89 (Approvazione del rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario 1989), il disegno di legge n. 90 (Legge finanziaria) ed il disegno di legge n. 91 (Assestamento del bilancio di previsione per il 1989).
La presentazione congiunta dei tre disegni di legge va ricercata nell'unica finalità dei tre provvedimenti, tutti volti a definire i risultati di gestione ed a sistemare il bilancio del corrente esercizio 1989 sulla base dei risultati del bilancio dell'anno precedente. Poiché le relazioni allegate ai tre disegni di legge già commentano sotto l'aspetto tecnico gli effetti della gestione, ritengo opportuno soffermarmi ora solo su qualche concetto più propriamente connesso all'azione del governo regionale, mentre gli Assessori preposti ai vari dicasteri potranno poi rispondere sulle materie di loro competenza, soprattutto per quanto riguarda i disegni di legge n. 90 e 91.
Una prima riflessione va certamente posta in risalto per quanto attiene alla tipicità dell'esercizio cui si riferisce il bilancio in esame. L'anno 1988 è stato caratterizzato dal rinnovo del Consiglio regionale e pertanto l'azione dell'esecutivo, nella misura in cui esso rappresenta le varie forze politiche, ha risentito comunque degli effetti del rinnovo del mandato elettorale. E' infatti normale che, su 12 mesi di gestione, il periodo intercorrente tra la scadenza del vecchio mandato e la nuova nomina comporti un rallentamento dell'attività amministrativa.
Nonostante ciò è importante evidenziare il dato, ritenuto parzialmente appagante dal Governo regionale, del miglioramento ottenuto nell'erogazione della spesa. Esso si è attestato al 68,98% sul totale degli impegni del bilancio, con punte dell'80% per il settore della sicurezza sociale e del 63°/6 per il settore dell'assetto del territorio e tutela dell'ambiente. Il risultato è positivo, specie se messo a confronto con altre realtà regionali, dove la capacità di spesa si attesta normalmente sul 50% degli impegni di bilancio.
Anche sul lato della riscossione delle entrate regionali si è operato con la dovuta celerità, ma sarà necessario trovare qualche correttivo in ordine ai versamenti dovuti dallo Stato per le entrate del riparto fiscale. Faccio presente in proposito di aver più volte sollecitato presso le competenti sedi ministeriali l'applicazione dell'articolo 6 della legge n. 690 del 1981 e di aver ottenuto la ricomposizione e la riconvocazione della Commissione mista, per un esame del problema, già per giovedì prossimo, 6 luglio, cioè domani.
L'effetto positivo ottenuto nella velocizzazione dei flussi di spesa deve essere logicamente accompagnato da un riesame delle procedure di attuazione degli interventi regionali. I nuovi sistemi tecnologici nel settore dell'informatica consentono di effettuare controlli sulla corretta impostazione degli interventi, in modo da accertare eventuali inadempimenti per ritardi e porre i dovuti rimedi. E' giusto infatti riconoscere, insieme ai dati positivi, anche quelli parzialmente negativi e precisamente l'elevata massa dei residui passivi presenti alla chiusura del conto dell'esercizio 1985.
Il sistema previsto dall'attuale legge di contabilità non consente di frenare il fenomeno, se non con artifici che con l'andare del tempo possono dar luogo a mancanza di chiarezza nel bilancio dell'ente pubblico. Gli appalti per lotti e l'attuazione di spese per alcuni interventi regionali comportano logicamente la mancanza di una visuale completa su vari aspetti dell'azione regionale, per cui è importante modificare alcuni concetti della contabilità regionale, sui quali mi soffermerò più avanti.
Ritorno all'ammontare dei residui passivi per dire che l'azione dell'Assessorato alle Finanze è stata incentrata all'eliminazione di tutti i residui impropri presenti in contabilità, in modo da consentire l'avvio della riorganizzazione della spesa in alcuni settori. L'intervento sarà ancora più marcato l'anno prossimo, quando, con l'approvazione della progettata modifica della legge di contabilità, sarà possibile superare le richiamate difficoltà.
L'eliminazione dei residui passivi ha determinato un avanzo di amministrazione di 78 miliardi, che viene applicato al bilancio del corrente esercizio 1969, al quale, com'è noto, era stata applicata una previsione di disavanzo di 15 miliardi.
E' facile per l'opposizione criticare con una certa ironia il dato sopra esposto, ma ritengo che i revisori dei conti possano accertare la veridicità dell'impostazione del rendiconto anche agli effetti della determinazione dell'avanzo.
Qualora non si fosse agito sui residui in modo massiccio, come è stato fatto, il bilancio dell'esercizio 1998 si sarebbe probabilmente chiuso con un deficit. Occorre far notare che abbiamo avuto un disavanzo di competenza di circa 65 miliardi nel 1988.
La Giunta regionale sta esaminando alcune modifiche da apportare alla legge di contabilità, che saranno sottoposte all'attenzione del Consiglio regionale nel prossimo autunno e che riguardano in particolare l'istituzione del bilancio di cassa. La mancanza di tale strumento comporta l'impegno di somme eccessive rispetto a quelle erogate nel corso dell'esercizio finanziario. E' ovvio che gli uffici tendano ad ottenere più fondi di quelli necessari, ma così facendo si creano squilibri nella liquidità di cassa e diventa poi necessario trasferire le somme non utilizzate (residui) alla competenza dell'esercizio seguente.
A ciò è da aggiungere la necessità di avere, per alcuni settori di intervento le cui spese si realizzano in periodi di tempo superiori all'anno, la totale disponibilità dei fondi al momento della predisposizione dell'atto amministrativo di autorizzazione. Ne consegue che i settori che hanno maggiori residui dovranno adeguare le loro strutture per renderle più funzionali alla spesa, altrimenti negli esercizi futuri si vedranno assegnare somme minori rispetto a quelle richieste.
Le altre modifiche alla legge di contabilità dovrebbero conseguire un miglioramento anche nella gestione del bilancio di cassa, ma i loro effetti potranno essere più evidenti solo dopo un indispensabile periodo di sperimentazione e di riorganizzazione degli uffici. Bisogna precisare infatti che non sarà possibile attuare immediatamente il bilancio di cassa, perché sarà necessario un periodo di rodaggio iniziale che lo renderà pienamente efficiente dopo circa un anno e mezzo.
Il disegno di legge n. 90 prevede l'utilizzo parziale dell'avanzo di amministrazione di 78 miliardi, che è stato disposto con la legge finanziaria bis: si è ritenuto giusto presentare all'approvazione del Consiglio regionale l'integrazione degli stanziamenti, per consentire una visione più chiara rispetto a quella che si sarebbe ottenuta con il solo provvedimento legislativo di assestamento di bilancio. Detto disegno di legge indica gli incrementi disposti per i vari provvedimenti legislativi regionali, per le cui integrazioni gli Assessori competenti potranno fornire tutti gli eventuali chiarimenti.
Il disegno di legge n. 91, che concerne l'assestamento del bilancio, definisce tecnicamente:
- la correzione dei residui attivi e passivi rispetto ai risultati che si sono avuti alla chiusura del conto consuntivo dell'esercizio 1988;
- l'applicazione dell'avanzo di amministrazione dell'esercizio 1988 ed il riequilibrio del bilancio di previsione per il corrente esercizio 1989, al quale era stato applicato un disavanzo di 15 miliardi;
- l'integrazione degli stanziamenti di alcuni capitoli di spesa di parte corrente, in relazione alle effettive necessità di spesa.
Devo sottoporre al Consiglio anche un dato relativo all'andamento dei residui attivi, che al 31 dicembre 1987 erano pari a 516.975.000.000, mentre al 31 dicembre 1988 sono pari a 504.156.000.000, con un decremento del 2,44%. Al 31 dicembre 1987 avevamo 537.719.000.000 di residui passivi, mentre al 31 dicembre 1988 ne abbiamo avuti per 508.262.000.000, con un decremento del 5,48%.
Come è già stato detto in sede di Commissione, presento un emendamento all'articolo 6 del disegno di legge n. 91 per sostituire l'ultima cifra in aumento della tabella D2, lì indicata in lire 101.606.321.850, con la cifra di lire 96.575.880.067.
Si dà atto che alle ore 11, 48 assume la Presidenza il Vicepresidente Beneforti.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.
MAFRICA (PCI):E' da alcuni anni che sono revisore dei conti di questo Consiglio per la minoranza, ma devo dire che l'attenzione che quest'anno mi è stato possibile dedicare a questa incombenza è stata limitata. L'Assessore ha giustificato il ritardo con cui ha presentato la documentazione dicendo che gli uffici dei vari Assessorati non hanno risposto con sollecitudine alle richieste di possibili tagli. Io credo che questa giustificazione non sia accettabile rispetto all'importanza che si vuole attribuire al conto consuntivo.
La commissione dei revisori è stata riunita per la prima volta il 15 giugno, mentre negli altri anni la si cercava di riunire nel mese di aprile. Io credo che normalmente, a parte il mese di gennaio che serve per rimettere in ordine i conti, gli uffici siano perfettamente in grado di far conoscere la situazione in breve tempo, specie dopo che abbiamo speso miliardi per introdurre l'informatizzazione in questi processi. Ritengo quindi che in questo caso il ritardo sia un tentativo per non far approfondire l'esame del documento contabile.
Contrariamente a quello che ho fatto in altri anni, quest'anno non firmerò la relazione dei revisori dei conti. L'Assessore dice che ciò non è importante; ma se non è importante per lui, non lo è neppure per me Comunque...
(...Interruzione dell'Assessore Voyat...)
... Hai detto: "Due revisori su tre hanno firmato...". Allora, siccome per motivi di tempo e di spazio, cioè di locali, non sono stato in grado di prendere visione del materiale, fino a quando non avrò esaminato questo materiale non posso mettere la mia firma in calce a quella relazione.
Ho detto per motivi di tempo, perché non si tratta soltanto di consultare quel librone che ci è stato dato e che si riferisce ai vari capitoli, ma perché si tratta di verificare le migliaia di reversali di incasso e le decine di migliaia (80.000 circa per la precisione) di mandati di pagamento. Dal puro esame numerico dei capitoli non viene fuori niente, se non che la somma delle cifre coincide, mentre un esame più approfondito va fatto sui singoli mandati di pagamento e sulle singole reversali di incasso. Tutto questo non è stato possibile perché quel materiale è elaborato con un calcolatore che stampa 30 righe per pagina e che produce qualcosa come 10.000 fogli di tabulato.
Già l'anno scorso avevo chiesto se era possibile stampare con dei caratteri più compressi, ma in questa Regione, dove si spendono miliardi per l'informatizzazione, non si riesce a fare quello che un piccolo personal computer riesce a fare in un qualunque ufficio. Non credo che questo problema sia irrisolvibile dal punto di vista tecnico; se non lo si riesce a fare con il programma che gestisce il bilancio, si converta quel programma in un linguaggio macchina e lo si riconverta poi in un altro programma, ma si dia comunque la possibilità di esaminare queste cose. Non posso accettare la spiegazione che in questa Regione bisogna avere un metro cubo di carta. Ora, siccome nel mio ufficio un metro cubo di carta non ci può stare e non mi è stato dato un altro ufficio dove poterlo esaminare, non mi è stato materialmente possibile, oltre che per ragioni di tempo anche per ragioni logistiche, procedere all'esame di queste cose.
Io quindi pongo il problema e chiedo che...
(...Interruzione del Presidente Rollandin...J
No, perché negli altri anni c'era una saletta destinata a....
(...Interruzione del Presidente Rollandin...)
.. L'Assessore...
(...Interruzione dell'Assessore Voyat...)
... Io parlo con l'Assessore. Credo comunque che la possibilità di controllo di questi conti non sia solo un diritto della minoranza, ma costituisca anche una garanzia per la maggioranza. Voglio ricordare che in occasioni passate il fatto che il bilancio sia stato visto e verificato anche dai revisori dei conti rappresentanti della minoranza, è servito a qualche uomo politico o a qualche funzionario per meglio giustificare la regolarità della procedura. Fino ad oggi ciò non è stato possibile e del resto non possiamo impedire di assestare il bilancio perché bisogna rimpinguare i vari capitoli; procediamo lo stesso, ma con la protesta formale di un revisore.
Per quel che riguarda le cifre, il discorso non può essere molto diverso da quello degli anni precedenti e mi riferisco alle cifre contenute nella relazione, che quest'anno ho trovato meno articolata degli anni precedenti. Comunque, sempre dalla lettura della relazione e dall'esame del rendiconto si accertano alcuni fatti, in parte già citati dall'Assessore ed in parte da approfondire.
Il primo concerne la questione dell'avanzo e del disavanzo di amministrazione. Ogni volta che approviamo il bilancio, la Giunta presenta un avanzo ridotto o un disavanzo, come è successo quest'anno per l'anno 1989, dove non c'è un avanzo di 15 miliardi, ma di ben 78 miliardi. Il discorso dell'avanzo quindi conferma le critiche che erano state fatte dalla minoranza al momento della presentazione del bilancio.
Come accade ormai ogni anno, vengono anche confermate le altre osservazioni possibili, ma, come l'acqua scivola sul marmo senza lasciare traccia, così di esse non si vede conseguenza alcuna.
Veniamo ad esempio alle entrate proprie della Regione: Casinò più riparto fiscale. Ogni volta che si fa il bilancio, si sottoquotano queste cifre ed alla fine la differenza tra le entrate previste e quelle a consuntivo ammonta, come in questo caso, a ben 117 miliardi in più rispetto ai 645 miliardi previsti; si tratta ovviamente di una sottostima piuttosto notevole.
Un discorso analogo si può ripetere per i trasferimenti. So che la giustificazione tecnica è che, fin quando lo Stato non li scrive su una legge, noi non possiamo iscriverli; resta il fatto però che nel bilancio iniziale si trovano 130 miliardi di trasferimenti, mentre in quello finale se ne trovano ben 193, cioè 63 miliardi di differenza. E' una previsione, beninteso, ma la previsione potrebbe anche essere più corretta.
Non parliamo poi del solito mutuo, che all'inizio viene sempre iscritto in bilancio, pur sapendo che non servirà. In questo caso era prevista l'accensione di un mutuo di 151 miliardi, che nella previsione definitiva sono arrivati a 239 miliardi, ma non è stato stipulato né quello da 151, né quello da 239.
Quest'anno c'è stata una differenza, che comunque vale la pena sottolineare, relativa alle partite di giro per i depositi sul conto della tesoreria: rispetto ad altri anni è diminuito il volume di denaro temporaneamente depositato sul conto senza interessi dello Stato, per poi essere recuperato. Questo è forse un segno positivo di velocizzazione della spesa.
Veniamo ora ad altri elementi che a mio giudizio vanno ancora sottolineati.
Io non credo di dover accettare gli accenti un po' trionfalistici dell'Assessore, quando dice che i residui passivi sono scesi da 537 a 504 miliardi, perché questi 504 miliardi sono da riferire ad un complesso di 1.233 miliardi di spesa, per cui si tratta del 40% circa. La stessa cosa valga per i residui attivi, che ammontano a 504 miliardi su un'entrata di circa 1.168 miliardi; ciò vuol dire che nell'anno non si riesce ad incamerare circa il 43% delle entrate. Mi pare quindi piuttosto prematuro esprimere un giudizio positivo sui residui passivi ed attivi; credo anzi che debbano essere fatti ulteriori sforzi per incrementare le entrate e non trasferire a residuo somme impegnate.
Teniamo conto che questi 50d miliardi di residui passivi sono tali nonostante siano stati eliminati circa 140 miliardi, tra economie e perenzione di residui di anni precedenti, altrimenti il conto sarebbe ancora più massiccio. Da questo punto di vista, credo che qualche riflessione in più debba essere fatta.
Un'altra riflessione è relativa alla dinamica della spesa corrente rispetto all'entrata. Nella relazione si dice: "Siamo sempre bravi e riusciamo sempre a contenere le spese correnti". Ora, il contenimento delle spese correnti va anche proporzionato al valore assoluto della cifra di cui si dispone. Certamente si sono incrementate le entrate pulite, cioè escluse le partite di giro, mentre la percentuale di spese correnti rispetto all'anno passato è aumentata solo del 5%, nel senso che siamo passati dal 40% al 45%. Se però andiamo a vedere la dinamica di crescita delle entrate e la dinamica di crescita delle spese correnti, scopriamo che in un anno le entrate, al netto delle partite di giro, sono aumentate del 7%, mentre le spese correnti, sempre al netto delle partite di giro, sono aumentate del 22%...
(...Interruzione del Presidente Rollandin...)
... No, dico che le spese correnti aumentano del 22%, per cui non è corretto dire che abbiamo contenuto le spese correnti...
(...Interruzione del Presidente Rollandin...)
qualunque livello è sempre un contenimento, perché finché non raggiungi il 100% nelle spese correnti...
(..Interruzione del Presidente Rollandin...)
Comunque si potrebbe esaminare, e sarebbe anche interessante, la dinamica delle spese correnti a partire dal 1981 in poi con i numeri indice. Sarebbe opportuno che nella relazione dell'anno prossimo fossero contenuti anche questi confronti progressivi, anno per anno, perché consentono di osservare meglio questa dinamica.
Faccio un'ultima considerazione di carattere generale. Io credo che un bilancio di queste dimensioni permetta, come sta permettendo, di far fronte a molte istanze che hanno anche segno differente. Infatti, la politica della Regione, per un certo suo pragmatismo, riesce in questi anni a non essere penalizzata, pur non essendo costretta ad operare delle scelte. Vale a dire: date le dimensioni delle entrate del bilancio, la Regione può coprire un ampio raggio di esigenze e può intervenire sia rispetto ad esigenze che riguardano le fasce più deboli, per le quali occorre una politica di tipo solidaristico, sia rispetto a determinate esigenze che si richiamano di più ad una politica liberistica.
Devo però sottolineare che l'aumento delle spese correnti da una parte ed il decremento della crescita delle entrate dall'altra, a mio giudizio, stanno portando ad una stabilizzazione delle risorse regionali. Per questa ragione pongo una questione: sarà possibile, senza operare delle scelte, riuscire a coprire ancora per molto tempo tutto il fronte che va dall'imprenditore che chiede l'intervento, al servizio sociale che abbisogna di determinate dimensioni? Pongo tale quesito come problema, perché anche quest'anno oltre 360 miliardi provengono dall'IVA, buona parte della quale proviene, come tutti sappiamo, dall'Autoporto.
A mio avviso, l'inserimento nel prossimo bilancio della previsione di un intervento regionale proiettato nel tempo potrebbe dare qualche indicazione più prospettica dell'attività dell'Esecutivo. Certo, è più facile continuare ad operare come stiamo facendo e come abbiamo fatto finora, dando risposte a largo raggio, senza operare alcuna scelta e senza costruire qualcosa che possa rimanere nel tempo.
Pertanto, non avendo avuto tutte le possibilità, per motivi tecnici e di tempo, di esaminare, come peraltro sarebbe stato opportuno, le pezze giustificative ed i documenti contabili, ed esprimendo comunque un giudizio negativo sui risultati di un anno di gestione, il nostro gruppo voterà contro il conto consuntivo del 1966.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà
RICCARAND (NS):Io credo che l'esame del conto consuntivo da parte del Consiglio sia un momento estremamente importante, forse ancora più della discussione sul bilancio di previsione, perché, mentre in quest'ultimo si indicano solo degli intendimenti, degli orientamenti di fondo e si forniscono delle ipotesi di lavoro, nel conto consuntivo si verifica concretamente che cosa è successo nella gestione annuale del bilancio. Purtroppo non è consuetudine di questo Consiglio e delle sue Commissioni dedicare tempo sufficiente all'analisi dettagliata dei conti consuntivi, che invece meriterebbero maggiore attenzione, proprio perché essi sono la fotografia reale della gestione del bilancio regionale da parte del Consiglio e della Giunta.
Sotto questo aspetto io non posso non protestare nei confronti della Giunta e dell'Assessore, non solo per l'esiguità del tempo che ci è stato messo a disposizione, come è già stato ricordato dal Consigliere Mafrica, ma anche per le carenze della relazione che accompagna il disegno di legge sul conto consuntivo. Si tratta di una relazione che già negli anni passati avevo definito vecchia, perché è in sostanza uno schema che è rimasto immutato dagli anni '70, con le stesse tabelle e con lo stesso tipo di commenti, benché il bilancio della Regione sia stato profondamente modificato dall'entrata in vigore della legge n. 690/81.
Quest'anno, al contrario degli anni precedenti, non solo non è stata rinnovata la relazione, ma addirittura sono venuti meno tutti i dati...
(... Interruzione... )
Dicevo comunque che quest'anno sono mancati tutti i dati esplicativi sulla dinamica dell'entrata e della spesa, che invece erano presenti negli anni precedenti, per cui i ragionamenti dei Consiglieri devono basarsi sui conti che ciascuno è stato costretto a farsi per conto proprio, perché non c'era più neanche questa illustrazione sui vari titoli delle entrate e della spesa a giustificare il perché di determinate risultanze; nella relazione abbiamo trovato solo le tabelle conclusive.
Credo che questo dato debba essere rilevato, in modo che a partire dal prossimo anno si riesca ad ottenere una relazione rinnovata e, se possibile, anche un pochino più consistente nella sostanza tecnica, accompagnata anche da una valutazione politica sul come sta andando il bilancio dell'Amministrazione regionale.
Quali sono sostanzialmente gli elementi che emergono da questo consuntivo del 1988? A nostro avviso, rispetto all'analisi fatta da Nuova Sinistra negli anni precedenti nei confronti del bilancio regionale, emerge tutta una se rie di conferme.
Una prima conferma è quella sulla entità del bilancio della Regione Valle d'Aosta. Si tratta di un bilancio notevole, perché l'entrata di competenza è molto alta ed ammonta 1.167 miliardi, anche se l'entrata reale, cioè quella veramente spendibile, è di 974 miliardi. Questa cifra del consuntivo 1988, in rapporto alla popolazione e per quello che possono valere queste indicazioni, conferma che la Valle d'Aosta è la regione italiana che, in proporzione al numero dei suoi abitanti, ha di gran lunga le entrate maggiori.
L'altro elemento che risulta confermato da questo consuntivo è il nostro giudizio sulla fragilità interna del bilancio della Regione. Infatti, anche dal consuntivo del 1988 emerge che, sui 974 miliardi di entrate reali veramente spendibili, due sole voci, cioè IVA da importazione (299 miliardi circa, perché non siamo riusciti ad avere la cifra esatta) e Casinò (108 miliardi), ammontano ad un totale di 407 miliardi, che rappresenta la metà delle entrate reali della Regione; anzi, in particolare, l'IVA da importazione rappresenta addirittura un terzo delle entrate reali della Regione.
Ora, tutti sappiamo che, rispetto all'IVA da importazione, c'è la prospettiva di una sua drastica riduzione o forse persino di una sua scomparsa in tempi relativamente rapidi; anche per quanto riguarda il Casinò, non possiamo sicuramente parlare di un'entrata sicura nel tempo, ma di un'entrata molto aleatoria.
Il terzo elemento che emerge dall'esame del consuntivo 1988 è la constatazione che non c'è più una crescita impetuosa delle entrate della Regione Valle d'Aosta, come quella che si era verificata fra il 1982 ed il 1985, cioè negli anni immediatamente successivi all'entrata in vigore del nuovo ordinamento finanziario, anche se il bilancio regionale risulta ancora in una fase di espansione, sia pure più rallentata rispetto alla fase precedente. Le entrate reali sono state sostanzialmente queste:
- nel 1986: 792 miliardi;
- nel 1 987: 669 " ;
- nel 1988: 974 " ;
Abbiamo quindi un'ulteriore espansione della disponibilità finanziaria, che non è più così rapida come nella prima metà degli anni '80, fino al 1985, ma che comunque è significativa e direi anzi che è ancor più significativa se si considera che, all'interno di questi 974 miliardi, non si è fatto ricorso ad indebitamenti, cioè a mutui, e se si considera anche un altro dato, che a mio avviso è importante, cioè l'attivo netto patrimoniale della Regione, che risulta ulteriormente e notevolmente accresciuto. Esso infatti passa dai 362 miliardi del 1987 ai 507 del 1988.
Un altro dato che credo debba essere accolto positivamente è quello relativo alla crescita complessiva del gettito delle imposte tributarie. Escludendo l'IVA da importazione e l'entrata del Casinò, il gettito della quota di imposte spettante alla Regione Valle d'Aosta passa dai 313 miliardi del 1987 ai 355 del 1988. Questo è un dato importante, perché concerne le entrate sicure e solide che noi già abbiamo.
Credo in particolare che vada indicato come elemento positivo anche la crescita dell'IRPEF che, dai 106 miliardi del 1986, è passata ai 122 del 1987 ed ai 159 del 1988. Anche l'IVA, esclusa quella da importazione, ha avuto una crescita significativa, che è difficile quantificare perché purtroppo non siamo riusciti ad averne i dati esatti, ma che sicuramente rappresenta un dato positivo.
A fronte di questi dati, che a volte è difficile avere con precisione, non posso non rinnovare la raccomandazione, già fatta l'anno scorso in sede di discussione del bilancio di previsione e ripetuta ancora in sede di Commissione, che nel prossimo bilancio di previsione, quello cioè che andremo a discutere in autunno per il 1990, ci siano capitoli distinti per tutti i tributi nella parte entrata. L'Assessore ha detto che si impegna ad accogliere questa raccomandazione, che è importante, perché solo così noi potremo seguire la dinamica delle varie imposte (IRPEF, IRPEG, IVA...) che ci spettano e che sono il tipo di entrata che noi dobbiamo seguire con maggiore preoccupazione.
Credo anche (ma su questo non c'è ancora la disponibilità della Giunta) che sarebbe importante, quantomeno nella parte entrata, distinguere l'IVA in due capitoli, quello dell'IVA da importazione e quello della restante IVA, per avere sempre sottomano questo dato per le implicazioni che esso ha sul nostro futuro.
Pur tenendo presenti gli incrementi che abbiamo avuto nel 1988 dell'IRPEF e dell'IVA, esclusa quella da importazione, in Valle d'Aosta raggiungiamo comunque percentuali di riscossione molto basse, cioè più basse di quelle medie del resto del territorio nazionale. Si tratta di un indicatore che ci segnala un particolare settore in cui lavorare, perché sicuramente rispetto all'IRPEF ed all'IVA non d'importazione c'è una possibilità di espansione dell'entrata con determinati accorgimenti e provvedimenti che devono essere assunti.
Anche se l'entrata si mantiene cospicua e notevole, la più alta fra le Regioni d'Italia ed ancora in espansione, va detto che la spesa, come già ricordava il Consigliere Mafrica, è ancora più rapida, anzi potrei dire che è galoppante. Nel consuntivo del 1968 noi abbiamo un disavanzo di competenza di 65 miliardi, con 974 miliardi di entrate reali e 1.040 miliardi di impegni di spesa realmente fatti nel 1988, con un preoccupante incremento della spesa corrente. Quest'ultima passa, infatti, dai 388 miliardi del 1987 ai...
(...Interruzione del Presidente Rollandin...)
... Non so quanta spesa relativa al bilinguismo sia entrata nel consuntivo del 1988. Io credo che...
(...Interruzione del Presidente Rollandin...)
MAFRICA (fuori microfono):Solo quella del personale.
RICCARAND (NS):Io credo che solo una parte dell'indennità di bilinguismo sia entrata nel consuntivo del 1988...
(...Interruzione del Presidente Rollandin...)
... una grossa quota la ritroveremo nel 1989 e quindi, quando faremo il consuntivo di quell'anno, che comprenderà l'indennità di bilinguismo ed il nuovo contratto dei regionali, vedremo quale ulteriore impennata avrà avuto questa cifra.
Dicevo in ogni caso che, dai 388 miliardi del 1987, siamo passati ai 472 miliardi del 1988. Occorre però fare attenzione ad un altro dato molto importante: fra il 1987 ed il 1988 noi abbiamo avuto un rovesciamento di rapporti fra spesa corrente ed investimenti. Mentre infatti la spesa corrente è aumentata notevolmente fra il 1987 ed il 1988, abbiamo avuto viceversa una riduzione della spesa per gli investimenti in termini reali, perché essa è passata dai 574 miliardi del 1987 ai 566 del 1988. Non sono molte decine di miliardi, ma si tratta di una tendenza che noi dobbiamo comunque saper cogliere, perché, mentre da una parte è notevole l'aumento della spesa corrente, dall'altra abbiamo una riduzione in termini reali, ma ancor di più in percentuale, delle spese per investimenti, con la prospettiva, come dicevo prima, che quando faremo il consuntivo del 1989 avremo sicuramente una grossa impennata nella spesa corrente, che sarà un ulteriore elemento di preoccupazione e dovrà indurci a cercare di introdurre quanto prima degli strumenti di controllo della spesa corrente.
L'Assessore diceva giustamente che da questo conto consuntivo emerge una novità costituita dalla riduzione in termini assoluti dei residui. E' un dato sicuramente positivo il contenimento dei residui attivi e passivi; rimane però valida la considerazione già fatta dal Consigliere Mafrica, cioè che questa riduzione avviene grazie ad un'accurata opera di ripulitura di antichi residui, che sono stati cancellati e mandati in economia, però è ancora molto forte il processo di formazione di ulteriori nuovi residui...
(...Interruzione...)
.. nel corso del 1988. Quindi va tenuto presente anche questo aspetto.
In conclusione, a nostro avviso, da questo conto consuntivo non emergono novità particolarmente rilevanti, mentre viene confermata l'analisi che noi avevamo già fatto negli anni scorsi:
- grandi risorse del bilancio regionale, ma precarie e fragili, perché di scarsa sicurezza rispetto al futuro;
- una assenza o comunque una grave incertezza permanente, da parte dell'Amministrazione in generale e della Giunta regionale in particolare, per quanto riguarda tutta la politica dell'entrata, sulla quale noi ci limitiamo a registrare prevalentemente i dati contabili che ci vengono trasmessi dallo Stato;
- una crescita eccessiva e preoccupante della spesa corrente;
- il permanere di una dispersione delle risorse in mille direzioni;
- l'assenza sostanziale di quella strategia, che noi chiamiamo di "sviluppo autocentrato" e di validi progetti generali.
Noi crediamo che su questo conto consuntivo sarebbe opportuna una valutazione attenta da parte di tutti i gruppi consiliari, perché non si tratta di un documento soltanto tecnico; esso infatti indica delle direzioni importanti e richiede anche dei correttivi rispetto al modo di gestire il bilancio, che sarebbe opportuno riuscire a prendere in tempo, almeno finché abbiamo ancora una grande disponibilità finanziaria.
Evidentemente, il tipo di gestione del bilancio che questo conto consuntivo fa emergere era già stato da noi criticato al momento dell'impostazione del bilancio di previsione e quindi, anche se ci sembra che sotto l'aspetto tecnico le cifre siano rispondenti alla realtà, rimane però il nostro giudizio negativo sulla manovra complessiva esplicitata dal conto consuntivo, per cui il voto di Nuova Sinistra sarà negativo.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola l'Assessore alle Finanze, Voyat; ne ha facoltà.
VOYAT (UV):Senza voler entrare in polemica con il Consigliere Mafrica, cerco di fornire alcune risposte.
Il ritardo nella presentazione del rendiconto generale non è dovuto o voluto per impedire ai Consiglieri di approfondire l'argomento. Ho già spiegato che per la prima volta sono state inviate a tutti gli Assessorati delle cartelle concernenti i residui, nelle quali gli stessi Assessorati dovevano indicare quali somme ritenevano necessarie e quindi degne di rimanere nei residui, perché le altre sarebbero state eliminate. Si può dire quello che si vuole, ma il lavoro non era facile e perciò è stato consegnato in ritardo.
Non ho voluto parlare degli scioperi o dei concorsi che i dipendenti hanno dovuto sostenere in quel periodo; ho detto solo che siamo arrivati in ritardo, ma che siamo riusciti comunque a presentare nei primi sei mesi dell'anno il consuntivo relativo all'anno precedente, quando altrove non si riesce forse a presentare neppure il preventivo dell'anno in corso. In ogni caso, al di là di ogni intento polemico, voglio solo dire che gli uffici competenti hanno lavorato, e non poco, per ottenere questo risultato.
In merito al cambio del tipo di scrittura, richiesto dal Consigliere Mafrica, devo precisare di non aver mai detto che ciò non era possibile; ho solo detto di non sapere se ciò sarebbe stato possibile, tant'è che ho invitato lo stesso Consigliere Mafrica a mettersi direttamente in contatto con il ragioniere capo Vitali per studiare insieme a lui il problema presso il centro meccanografico. Sinceramente devo riconoscere di non sapere ancora oggi se ciò sia possibile o meno, perché proprio non me ne sono interessato; comunque, al limite, possiamo andare insieme al centro meccanografico per studiare un tipo di scrittura che possa andare bene per gli anni futuri.
Non ho neppure detto al Consigliere Mafrica che non mi interessava la sua firma sul bilancio consuntivo del 1988; ho solo dichiarato che due revisori dei conti avevano già firmato. Il Consigliere Mafrica mi ha detto ieri di aver bisogno di altri dati ed insieme a lui sono andato a cercarli negli uffici competenti e gli verranno consegnati al più presto. Lo stesso Consigliere mi ha detto che avrebbe firmato il documento contabile dopo averli esaminati. Lungi da me, quindi, l'aver detto quelle affermazioni che mi sono state attribuite.
Per quanto concerne i residui, anch'io riconosco che non sono diminuiti di molto, ma occorre precisare che non sono neppure aumentati. Si tratta di un inizio positivo. Osservando con maggiore attenzione, si scopre che non è vero quello che dice il Consigliere Mafrica, cioè che i residui sono diminuiti perché nei loro confronti si è fatta una pulitura, infatti c'è ancora un disavanzo di competenza relativo al 1988 di ben 65 miliardi. Ciò vuol dire che nel 1988 sono stati spesi 65 miliardi in più di quelli entrati, ovviamente per pagare dei residui passivi.
Il fatto che il bilancio consuntivo sia sempre diverso dal preventivo è del tutto logico, perché quello preventivo viene fatto sull'assestato dell'anno precedente e rapportato ai dati disponibili a settembre dell'anno in corso, sia pure considerati in proiezione annuale; ma durante l'anno si apportano delle modificazioni sia nelle entrate sia nelle uscite. Ritengo comunque che la soluzione più corretta consista nell'inserire nel bilancio preventivo cifre presunte più certe, senza fare come avviene forse altrove, dove si gonfiano le entrate e le uscite, ma si incontrano poi differenze molto più grandi delle nostre.
Il Consigliere Riccarand ha ritenuto carente la relazione che accompagna il bilancio consuntivo: ciò è una conseguenza del tempo piuttosto ristretto a disposizione degli uffici per stenderla. Nel prossimo futuro cercheremo di darle una nuova impostazione, magari come quella che egli vuole, anche se devo precisare che è già molto chiara e più che sufficiente, anzi ha la stessa impostazione delle relazioni che vengono svolte in altre regioni d'Italia.
La discussione sul rapporto tra spese correnti e spese di investimento viene fatta tutti gli anni, sia per il bilancio preventivo sia per quello consuntivo. E' evidente però che, rimanendo più o meno ferma l'entrata, ed aumentando le necessità di spesa per le più svariate ragioni, magari per un rinnovo contrattuale o per l'indennità di bilinguismo, aumenta la percentuale di incidenza delle spese correnti. A parer mio però occorre anche prendere in considerazione tutti i nuovi servizi che si vanno istituendo e che poi, inevitabilmente, incidono sulle spese correnti. E' evidente che quando si fa qualcosa che poi deve essere mantenuta, questa verrà ad incidere sulle spese correnti. Se non si fanno i servizi, ci si espone a delle critiche, mentre se li si fanno, e poi costano, ci si sente dire: "Ecco, non si deve pagare in questo modo".
Io credo che a volte l'opposizione avanzi delle critiche che non hanno alcuna ragion d'essere.
