Objet du Conseil n. 56 du 13 février 1975 - Verbale

OGGETTO N. 56/75 - APPLICAZIONE DELLA LEGGE REGIONALE 24 OTTOBRE 1973, N. 34 - CONCESSIONE DI GARANZIA FIDEIUSSORIA DELLA REGIONE, PER L'ANNO 1975, PRESSO L'ISTITUTO BANCARIO SAN PAOLO DI TORINO - SUCCURSALE DI AOSTA - PER APERTURA DI CREDITI DI CONDUZIONE A FAVORE DELLA COOPERATIVA "CHÂTEL ARGENT", DI VILLENEUVE, E DELLA "COOPÉRATIVE DES PRODUCTEURS DE FRUITS", DI ST. PIERRE.

In base alle norme della legge regionale 24 ottobre 1973, n. 34, recante provvidenze a favore di cooperative agricole e di Associazioni di produttori agricoli, la Cooperativa Châtel Argent, con sede in Villeneuve e la Coopérative des Producteurs de Fruits, con sede in Saint Pierre, hanno inoltrato domanda allo scopo di ottenere la concessione della garanzia fideiussoria della Regione presso l'Istituto Bancario San Paolo di Torino, Succursale di Aosta, per apertura presso l'Istituto Bancario stesso di crediti di conduzione sino alla concorrenza massima rispettivamente di lire cinquanta milioni e ottanta milioni.

In merito alle attività delle predette Cooperative agricole, fa presente quanto segue:

COOPERATIVA CHÂTEL ARGENT - VILLENEUVE

Gli iscritti risultano in numero di 273 appartenenti ai Comuni di Villeneuve, Introd, St. Nicolas, Rhêmes St. Georges, Rhêmes N. Dame e Arvier. Essi conferiscono giornalmente circa q.li 45/50 di latte per la sua trasformazione in prodotti caseari. La Cooperativa è entrata in funzione nel maggio 1973. I risultati di questo primo periodo di funzionamento si possono definire senz'altro ottimi in quanto si è ottenuto circa l'85% di fontina classificata di 1° categoria. Nel periodo compreso tra il mese di dicembre 1973 ed il mese di settembre 1974 sono state conferite alla Cooperativa 1.199.543 litri di latte. Le forme di fontina prodotte nello stesso periodo sono state 11.772, oltre a Kg. 10.877 di burro.

COOPÉRATIVES DES PRODUCTEURS DE FRUITS - SAINT PIERRE

La Cooperativa "Cofruits" raggruppa circa 250 piccoli proprietari che conferiscono la loro intera produzione. Recentemente la stessa Cooperativa ha esteso la propria attività a quasi tutte le zone frutticole della Regione e precisamente ai Comuni di Gressan, Jovençan, Aymavilles, Aosta, Gignod, St. Christophe e Introd. Complessivamente nell'annata in corso sono stati conferiti q.li 12.000 di frutta, mentre la capacità totale del magazzino è di q.li 20.000. Pur considerando le alterne vicende commerciali legate al variabilissimo andamento del mercato, la Cooperativa assolve al compito di costituire un punto commerciale in mano ai produttori, di valorizzare la frutta locale contraddistinguendola da altre produzioni meno pregiate e di stimolare il progresso tecnico e commerciale della frutticoltura.

Si osserva, inoltre, che il ricorso al credito ha prevalentemente lo scopo di consentire alle Cooperative di cui trattasi di disporre di fondi liquidi necessari per fare fronte alle quotidiane spese di conduzione e di esercizio senza dover ricorrere ad anticipazioni da parte dei singoli soci.

Si rileva ancora che ai sensi del 1° capoverso dell'art. 12 della precitata legge regionale 24.10.1973, n. 34 l'Istituto di Credito San Paolo di Torino - Succursale di Aosta - scelto dalle Cooperative richiedenti, ha comunicato la propria disponibilità per la concessione a favore delle Cooperative medesime di eventuali futuri crediti di conduzione sino all'importo delle somme massime richieste di 50 e 80 milioni.

Poiché ai sensi della più volte citata legge regionale ed in particolare dell'art. 12 la concessione delle fideiussioni di cui trattasi deve essere approvata dal Consiglio regionale e deve essere subordinata all'approvazione di determinate norme e condizioni previste dalla legge stessa, si propone che

il Consiglio regionale

deliberi

1) di approvare, ai sensi dell'art. 10 e seguenti della legge regionale 24.10.1973, n. 34, la concessione della garanzia fideiussoria della Regione per l'anno 1975 presso l'Istituto Bancario San Paolo di Torino - Succursale di Aosta - nell'interesse ed a favore della Cooperativa Châtel Argent di Villeneuve e della Cooperativa des Producteurs de Fruits di St. Pierre fino alla concorrenza massima rispettivamente di L. 50 e 80 milioni - comprensiva di capitale, di interessi e di oneri accessori - per operazioni di finanziamento delle spese di esercizio e di conduzione inerenti alle finalità statutarie delle Cooperative stesse;

2) di stabilire che le garanzie fideiussorie di cui trattasi hanno carattere sussidiario a norma del secondo comma dell'art. 1944 del Codice Civile ai fini della preventiva escussione del debitore principale;

3) di stabilire, altresì, che la concessione delle garanzie fideiussorie di cui sopra è subordinata alle prescrizioni, norme ed impegni previsti dalla legge regionale 24.10.1973, n. 34;

4) di delegare, infine, ai sensi della sopracitata legge regionale, alla Giunta regionale ed al Presidente della Giunta regionale la predisposizione e la sottoscrizione degli atti necessari per la definizione delle concessioni delle garanzie fideiussorie di cui alla presente deliberazione.

Marcoz (U.V.P.) - Gli stessi motivi sia per la Cooperativa Châtel Argent di Villeneuve che per la Cooperativa Producteurs de Fruits de Saint Pierre che richiedono la fideiussione di 50-80 milioni. Nella relazione è spiegata chiaramente l'attività di queste due cooperative, se qualche Consigliere volesse qualche altra spiegazione.

Caveri (U.V.) - Osservazioni? Consigliere Manganoni.

Manganoni (P.C.I.) - Mi diceva il Consigliere Tonino: "Però, voi dell'Alta Valle producete 12 milioni di quintali di frutta!", e mi faceva osservare quanto scritto nell'ultima riga, al che io ho detto: "Tonino, non è che noi produciamo 12 milioni di quintali di frutta, sarà uno sbaglio forse di battitura". È nell'ultima riga in fondo, comunque si tratta solo di correggere. A parte questi piccoli dettagli, quanto ho detto prima vale anche per questo.

Qui vorrei sollevare un altro problema all'Assessore allacciandomi alla Cooperativa di Châtel Argent di Villeneuve. È un caseificio sorto recentemente, gestito con serietà, che ha un prodotto di qualità e merita veramente i complimenti con l'augurio che continui così. Però qui sorge un problema, il prezzo del latte, su cui io mi riserverò di ritornare, ma sul quale oggi voglio fare un accenno e attirare l'attenzione dell'Assessore.

Noi sappiamo che in campo nazionale le organizzazioni delle Associazioni dei contadini stanno portando avanti una battaglia per ottenere un prezzo del latte almeno remunerativo delle spese senza utili per i produttori. Noi sappiamo che concimi, mangimi, trattori e attrezzi agricoli sono aumentati del 50, anche del 100%, e il prezzo del latte è ancora lo stesso, per cui molti nostri produttori lavorano in perdita. È un problema che interessa tutta l'Italia, però noi cominciamo ad esaminare il nostro, senza tuttavia scollegarci dal piano nazionale perché è un problema collegato, e vediamo come possiamo risolverlo.

Cosa si verifica oggi in Valle d'Aosta: i produttori di latte che conferiscono alla Centrale del Latte percepiscono 160 lire più 9 di IVA - 169 al litro, 159 pardon, ed è un prezzo non elevato che appena copre le spese di produzione del latte. Quindi degli utili non ne parliamo. Consideriamo però quanto ricavano i produttori del latte che non conferiscono alla Centrale e vi faccio l'esempio della Cooperativa di Châtel Argent di Villeneuve, che nell'esercizio scorso ha ricavato dalla vendita dei prodotti del caseificio, cioè fontina e burro, circa 125 lire al litro, quindi una differenza di 25, quasi 30 lire in meno di coloro che conferiscono alla Centrale. Vi è però un altro fatto: chi conferisce alla Centrale alla fine del mese prende i soldi, è giusto che sia così, chi invece conferisce al Caseificio per prendere il saldo dei prodotti deve aspettare la vendita, e passano sei, anche otto, dieci mesi.

Coloro che non conferiscono al Caseificio, perché noi sappiamo che quelli di Donnaz non possono conferire il latte a Villeneuve ed è logico che il Caseificio di Villeneuve raccolga il latte dei produttori dei comuni viciniori, o conferiscono alle latterie turnarie, dove sono ancora aperte, oppure dove non ci sono le latterie turnarie - prendiamo tutta la collina di Fontainemore, di Lillianes, eccetera - devono lavorarselo loro. È vero che c'è un'iniziativa lodevole a Fontainemore, che è un caseificio. Comunque la situazione di oggi è quella che certamente ricavano ancora meno... non so, ricaveranno 110, 120, 105 lire al latte. Allora, a questa disparità di fatto di trattamento nei confronti dei nostri produttori dobbiamo rimediare, perché non è giusto.

Io ne convengo che è una questione molto difficile, perché si potrebbe risolvere solo se noi applicassimo un contatore alle mammelle di ogni mucca, così alla fine dell'anno sapremmo quanto latte ha prodotto e potremmo integrarne il prezzo, ma dato che questo non è possibile, ovvero non è possibile controllare la produzione esatta di ogni mucca lattifera, bisogna trovare un'altra soluzione. Bisogna mettere termine a queste sperequazioni ai piccoli produttori. La Regione caccia fuori 200 milioni per la Centrale del Latte ed è giusto che lo faccia. Benissimo, però cosa dà la Regione a noi che non conferiamo? È questo il problema che si pone e, ripeto, non è di facile soluzione.

Inviterei pertanto l'Assessorato all'Agricoltura ad esaminare questo problema, a trovare una soluzione che non potrà essere perfetta, lo sappiamo prima, ma che servirà ad eliminare queste disparità oggi esistenti che provocano giustamente le critiche e le lamentele dei produttori. Il fatto è che se noi non troviamo un sistema di equità non possiamo certamente pretendere e continuare a dire alla gente: "rimanete in campagna, lavorate la terra...", altrimenti quelli meno privilegiati, li obblighiamo, ad un certo momento, a piantare lì le mucche e la campagna e ad andarsene fuori.

Caveri (U.V.) - Altri Consiglieri intendono prendere la parola su questo argomento? Consigliere Tonino.

Tonino (P.C.I.) - Per quanto riguarda la Cooperativa di Saint Pierre, mi risulta che nella campagna del 1973 la cooperativa stessa abbia dovuto mandare al macero diversi centinaia di quintali di frutta invenduta. Mi risulta anche che i prezzi che aveva adottato in principio la cooperativa si aggiravano sulle 350 lire al chilo, che non aveva provveduto necessariamente ad una distribuzione delle mele in tutta la Valle e la gente doveva andare a comperarle lì, alla cooperativa.

La considerazione che allora devo fare di questo è che mi pare ci sia una cattiva organizzazione nella conduzione, perché sarebbe stato diverso se la cooperativa avesse messo a disposizione un camion e girato tutta la Valle a vendere queste mele, e ad un prezzo accessibile, non certamente a 350 lire, visto che, dei grossisti dei mercati generali di Torino che avevano acquistato delle mele in Valle d'Aosta, erano in grado di venderle, a Torino, a 250 lire e non a 350. Così si spiega il motivo per cui è rimasto alla cooperativa tutto quel quantitativo di frutta invenduta. Mi pare che qui ci sia stata una cattiva valutazione di come lavorare nell'interno della cooperativa. Non si può, a un certo momento, avere dei prezzi così alti - anzi, altissimi, perché 350 al chilo era un prezzo altissimo - e poi chiedere alla Regione che intervenga per sanare il deficit di questa frutta mandata al macero. I dirigenti della cooperativa devono capire che se sul mercato non si può più vendere ad un determinato prezzo devono convenire che è meglio prendere un po' meno, magari vendere in blocco, se è possibile anche ai mercati generali, e non mandare al macero o alla distilleria tutta questa frutta.

Ritengo quindi che ci sia stata una cattiva amministrazione.

Marcoz (U.V.P.) - Per rispondere al Consigliere Manganoni. Se non il 100%, potrei avallare benissimo il 90% di quanto ha detto il Consigliere Manganoni; difatti sono anch'io di quell'idea. È un problema annoso e difficile da risolversi, accolgo pertanto l'invito di esaminarlo al più presto possibile in Commissione Agricoltura e Foreste e vedremo la soluzione da adottarsi.

Per quanto riguarda il problema della Cooperativa Producteurs de Fruits de Saint Pierre sollevata dal Consigliere Tonino, io purtroppo in questi 15 giorni di Assessorato non ho ancora avuto il tempo di esaminare a fondo il perché e il per come di queste mele che sono andate al macero, il perché non siano state vendute e il mercato non sia stato coperto. Vedrò, nei limiti del possibile, di convocare quanto prima questo Consiglio di Amministrazione della Cofruits per conoscere realmente i motivi dei deficit avuti l'hanno scorso e le soluzioni da adottarsi per l'anno nuovo.

Come dico non posso aggiungere di più, poiché penso che meglio di me poteva rispondere l'Assessore precedente, in quanto dopo un anno e mezzo di Assessorato aveva elementi in mano. Io, purtroppo, oggi come oggi non sono al corrente dei dati e dei perché di questi deficit delle varie cooperative. Comunque mi riprometto di farlo al più presto possibile.

Caveri (U.V.) - Se non ci sono altri interventi passiamo alla votazione.

Manganoni (P.C.I.) - Sarò brevissimo, oggi, che si usano le frasi fatte... Quanto ha denunciato il Consigliere Tonino è esatto, perché quelle mele alle distillerie sono state vendute a 10 lire al chilo, però questo fatto si può forse attribuire ad un'errata valutazione nel campo previsionale dello sviluppo del mercato. Vi chiedo scusa, dato che oggi è di moda usare questi termini, scusate se li uso anch'io.

Caveri (U.V.) - Altri interventi? Allora chi è favorevole a questa delibera è pregato di alzare la mano.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 27

Il Consiglio approva all'unanimità.

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Il Consiglio regionale

delibera

1) di approvare, ai sensi dell'art. 10 e seguenti della legge regionale 24 ottobre 1973, n. 34, la concessione della garanzia fideiussoria della Regione, per l'anno 1975, presso l'Istituto Bancario San Paolo di Torino - Succursale di Aosta - nell'interesse ed a favore della Cooperativa Châtel-Argent, di Villeneuve, e della "Coopérative des Producteurs de Fruits", di St. Pierre, fino alla concorrenza massima rispettivamente di L. 50 e 80 milioni - comprensiva di capitale, di interessi e di oneri accessori - per operazioni di finanziamento delle spese di esercizio e di conduzione inerenti alle finalità statutarie delle Cooperative stesse;

2) di stabilire che le garanzie fideiussorie di cui trattasi hanno carattere sussidiario a norma del secondo comma dell'art. 1944 del Codice Civile ai fini della preventiva escussione del debitore principale;

3) di stabilire, altresì, che la concessione delle garanzie fideiussorie di cui sopra è subordinata alle prescrizioni, norme ed impegni previsti dalla legge regionale 24 ottobre 1973, n. 34;

4) di delegare, infine, ai sensi della sopracitata legge regionale, alla Giunta regionale ed al Presidente della Giunta regionale la predisposizione e la sottoscrizione degli atti necessari per la definizione delle concessioni delle garanzie fideiussorie di cui alla presente deliberazione.