Objet du Conseil n. 3812 du 10 mai 1988 - Resoconto
OGGETTO N. 3812/VIII - CHIUSURA DELL'ADUNANZA - DECADENZA OGGETTI.
PRESIDENTE: Sarebbe stata mia intenzione dire due parole di commiato, ma ritengo di dover soprassedere perché il Consiglio dovrà essere nuovamente convocato.
Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Rollandin; ne ha facoltà.
ROLLANDIN (U.V.): J'estime, qu'indépendamment de la convocation qui pourrait être faite d'ici quelque temps - comme le rappelait le Président du Conseil - les travaux vont cesser officiellement aujourd'hui pour ce qui est du travail ordinaire.
Avec toutes les difficultés, avec toutes les fautes qui reviennent à chacun de nous, avec le caractère propre à chacun, je crois quand même que l'on a travaillé pendant ces cinq années dans un esprit, permettez-moi de le dire, de collaboration; esprit de collaboration ne signifie pas confondre les rôles que chacun a joué au sein de ce Conseil.
Je pense que dans certains domaines nous avons eu des résultats qui vont vraiment dans l'intérêt de la population valdôtaine, du moment que l'on a su se mettre à travailler ensemble. C'est là une donnée qui doit être à la base d'un rapport entre les différentes forces politiques; un rapport qui peut être parfois difficile, parfois même interprété d'une façon différente mais s'il ne maintient pas cette attitude, il va au-delà du rôle que chacun de nous doit jouer en fonction d'une élection démocratique.
On a célébré le 40ème anniversaire du Statut et chacun de nous a voulu souligner que l'engagement d'un statut doit être un rappel pour tous, pour le travail au Conseil et dans la vie individuelle quotidienne.
J'en profite pour remercier tous les Conseillers pour l'attitude qu'ils ont eue et pour le travail qu'ils ont fait.
Ce sont des mots très simples, mais je me sens de dire un merci sincère pour ce qui s'est passé à l'intérieur du Conseil.
(APPLAUSI DELL'ASSEMBLEA)
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Torrione; ne ha facoltà.
TORRIONE (P.S.I.): A nome del Gruppo socialista credo di dover ringraziare il Presidente della Giunta per le sue espressioni verso il Consiglio e l'attività dei vari Consiglieri.
Mi sia consentito di fare una considerazione. Cinque anni fa, quando siamo entrati in Consiglio, eravamo tutti alla nostra prima esperienza consiliare. Ricordo che, al momento dell'insediamento della Giunta presieduta dall'ex Presidente Andrione, dicemmo che la nostra opposizione non sarebbe stata crudele, ma, nei limiti del possibile, costruttiva. Credo che il lavoro svolto successivamente dal Gruppo socialista sia riuscito a testimoniare una certa fedeltà al nostro proposito di non porci, nella ricerca di una soluzione ai vari problemi, in una posizione di contrapposizione per il gusto di esserlo, ma in funzione di una diversità di idee.
Ha ragione il Presidente della Giunta a riconoscere che la legislatura è stata difficile ed estremamente travagliata e che forse - e di questo mi rammarico - verrà ricordata solo per l' "affaire Casino" e non per tutto il resto del lavoro svolto in Consiglio. Eppure alcuni provvedimenti, probabilmente, rimarranno a testimoniare che questo Consiglio, pur tra mille difficoltà, ha saputo lavorare bene. Credo che alcune leggi siano state sostanzialmente innovative e che alcuni provvedimenti soddisfino le aspettative della comunità valdostana.
Nel formulare anche un giudizio politico sull'attività della Giunta e nel riconoscere che essa ha operato in un contesto di estrema difficoltà, dobbiamo darle atto di aver affrontato alcuni problemi, anche innovativi, che hanno pesato e che pesano sulla realtà economica e sociale della nostra Regione.
Ritengo che tra le varie forze politiche si sia stabilito un rapporto diverso. Ognuna si è atteggiata come ha ritenuto più opportuno, però, al di là delle contrapposizioni di ordine politico, credo che in ognuno di noi sia sempre stato presente l'intento di servire la comunità valdostana. È un atteggiamento che noi abbiamo sentito in modo particolare e credo che debba essere debitamente sottolineato nel momento dell'addio, anche se mi auguro che possa trattarsi di un arrivederci.
Devo chiedere anche scusa ai Colleghi. Conosco il mio carattere e so che talora ho esagerato, ma non l'ho mai fatto in malafede. Con taluni ho potuto mantenere un rapporto personale estremamente lineare, mentre con altri questo rapporto è stato un pochino più travagliato. Se a volte ho ecceduto, è giusto, specie nel momento in cui ci diciamo "arrivederci", che io chieda scusa.
Concludo ricordando che in questi cinque anni si sono stabiliti anche intensi legami di amicizia, che, credo, vadano al di là dell'appartenenza all'uno o all'altro Gruppo e ciò testimonia, tutto sommato, che la politica non sempre divide, perché talvolta riesce ad unire.
Credendo di interpretare anche il pensiero dei miei due Colleghi, è con questi sentimenti che noi salutiamo con molto affetto tutti i Consiglieri presenti, i membri della Giunta, il Presidente del Consiglio e tutti coloro che hanno contribuito a far concludere una legislatura così difficile nel clima che il Presidente della Giunta ha voluto debitamente evidenziare questa sera.
Grazie a tutti.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.
MAFRICA (P.C.I.): Credo che il Presidente della Giunta non abbia voluto dare un riconoscimento alle singole forze ma a tutto il Consiglio regionale e ciò è significativo.
In questa legislatura noi, come Consiglio, abbiamo avuto dei problemi che probabilmente sono anche derivati da un mancato rispetto dei rispettivi e reciproci ruoli, della Giunta e del Consiglio, nonché tra le diverse forze politiche. Nel prendere coscienza di questo, ritengo importante auspicare che nella prossima legislatura il Consiglio regionale della Valle d'Aosta riesca a compiere ulteriori passi in avanti per riaffermare la sua capacità di dare indirizzi e di governare questa Regione.
Anche noi cercheremo di fare la nostra parte e saremo sempre disponibili, qualunque sia il nostro ruolo, sia di maggioranza sia di opposizione, a risolvere insieme agli altri i problemi dell'autonomia di questa Valle ed i vari altri problemi, come quello dell'occupazione, anche se, ovviamente, nelle diverse questioni si distingueranno le posizioni di ciascuno. Riteniamo importante che ci sia la coscienza del ruolo del Consiglio, all'interno del quale i singoli Consiglieri rappresentano le esigenze della popolazione alla quale devono rendere conto, non solo come membri di una forza politica, ma anche come eletti in un'assemblea che ha delle grandi responsabilità.
Termino qui, ricordando che probabilmente la campagna elettorale sarà meno serena, ma è importante che ci siano anche momenti nei quali si riconosce il lavoro complessivo del Consiglio regionale inteso come istituzione.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.
SANDRI (N.S.): Ho chiesto la parola per due piccoli motivi.
Innanzitutto voglio ricordare al Consiglio che io, indegnamente, ho preso il posto di altri due Consiglieri, Elio Riccarand ed Ilio Viberti, i quali con più voti, con più consenso popolare e forse con più capacità e dignità, hanno occupato questo posto prima di me. Credo che essi, per la seconda volta, abbiano dato un grosso apporto a questo Consiglio. Mi sembra importante che, in questo giorno, sia debitamente ricordato il loro contributo.
In secondo luogo, devo ringraziare tutti anche perché, facendo dell'opposizione nello spirito di Nuova Sinistra, non sempre si possono testimoniare tutti i sentimenti che si provano, come in particolare quello di ringraziamento per quanto sono riuscito ad imparare in questi diciotto mesi. Io credevo che la politica fosse molto più difficile e complicata, e soprattutto più dura nei rapporti umani.
Io ho sofferto, patito e provocato scontri politici, ma ho sempre o quasi sempre trovato degli uomini che mi hanno saputo ascoltare ed insegnare, anche con la loro pazienza, come ci si comporta in questo Consiglio regionale. Può darsi che non sempre io ci sia riuscito, ma abbiate ancora una volta un po' di pazienza per quando non ci sono riuscito.
PRESIDENTE: Signori Consiglieri, gli oggetti di cui ai punti 51 ter, 55, 56, 61, 71, 81, 82, 83, 86, 88, 90, 92 e 93 dell'ordine del giorno, che non sono stati trattati, decadono per fine legislatura.
I lavori sono terminati, ma molto probabilmente il Consiglio sarà riconvocato a domicilio.
La seduta è tolta
L'adunanza termina alle ore 20,08
