Objet du Conseil n. 17 du 10 janvier 1975 - Verbale

OGGETTO N. 17/75 - RINVIO DELLA DISCUSSIONE DELLA PROPOSTA DI LEGGE, DI INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI GIOVANNA SIGGIA E LUIGI MONAMI, CONCERNENTE: "BLOCCO DI SALVAGUARDIA DELLE STRUTTURE OSPEDALIERE E DEI SERVIZI SANITARI".

Dolchi (P.C.I.) - Siamo così giunti all'oggetto iscritto al punto 17 dell'ordine del giorno; vi ricordo che è stato rinviato.

Il punto n. 18 riguarda la proposta di legge n. 78 che è stata ridistribuita stamattina in un testo unico e riassume il testo precedentemente distribuitovi.

Andrione (U.V.) - Chiedo che questa proposta di legge sia discussa nel prossimo Consiglio insieme al punto n. 17, perché devo evidentemente consultare tutte le forze politiche interessate. Si tratta di un articolo unico, interessante; però, trattandosi di una proposta politica - non credo che lo si possa negare, e personalmente dichiaro che sono favorevole - non vorrei impegnare la Giunta e avere dei Gruppi che votano contro. Mi sembra una preoccupazione valida. Andiamo avanti e poi vediamo cosa succede.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Monami.

Monami (P.C.I.) - Arrivati a questo punto si chiede al Partito Comunista di ritirare una sua proposta di legge, scusate, di rinviarla. A me spiace che la giustificazione del Presidente della Giunta sia quella che - vabbè, personalmente può essere d'accordo - deve sentire il parere dei Gruppi; non dimentichiamo che questo argomento ci ha fatto perdere tutta la mattina.

Su tale questione abbiamo discusso tutta una mattinata, quindi non si può dire che il Consiglio ha bisogno almeno di due ore per studiarci sopra... a parte il fatto che la proposta di legge è stata presentata stamattina alle 11 e vi era, quindi, tutto il tempo per consultare i Gruppi. Dato che oggi si trattava di approvare il pacchetto di leggi sanitarie, secondo me tanto valeva approvare anche questa nostra proposta, che è un ulteriore tentativo. Mi pare che varrebbe almeno la pena di riconoscere la buona volontà del P.C.I., anche quando assume il ruolo di oppositore, che non è quella di far perdere tempo, perché se stamattina noi avessimo dovuto proporre a ogni vostro articolo i nostri emendamenti avremmo discusso sulla legge di salvaguardia almeno quattro ore. Abbiamo risparmiato questo lavoro proprio per permettervi di studiare, invece, una leggina di 5 righe.

Ora non venitemi a dire che questo tempo vi è mancato quando noi vi abbiamo risparmiato tre o quattro ore di discussione, non so cos'altro si può chiedere a un Gruppo che fa opposizione! Lo capirei ancora se fosse mezzanotte, ma siamo ben lontani dalla mezzanotte. È vero, forse a mezzanotte lo avremmo approvato, perché le crisi e le soluzioni si fanno al buio, quindi anche le leggi sanitarie si fanno al buio.

Coscienti di tutto il dibattito di stamattina, io ritengo che i 35 Consiglieri, se tali sono, dovrebbero essere in grado di esprimere un giudizio tranquillo e sereno su questa nostra proposta.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Presidente della Giunta.

Andrione (U.V.) - Per quanto riguarda la chiarezza, prego il Consigliere Monami di girarsi e di constatare che fuori non brilla il sole. Comunque secondo noi il problema è un altro ed è questo che è stato impostato questa mattina. Chiedo scusa al Consigliere Monami se io ho preso un impegno per cui tra le 13 e le 16 ho lavorato ad altro e non ho potuto consultare i differenti Gruppi.

Noi abbiamo sostenuto e siamo convinti di aver detto una cosa giuridicamente fondata: il concetto politico espresso dalla proposta comunista, se inserito nella legge votata precedentemente come legge autonoma, in questo momento è in contrasto con la Costituzione, perché la riforma sanitaria, non quella ospedaliera, non è ancora attuata. Non vi è ancora la delega alla Regione Autonoma Valle d'Aosta in questa materia; però, ripeto - e penso di parlare anche a nome della Giunta - per quel poco che ho potuto consultarmi con i colleghi dell'Esecutivo, per quanto riguarda la Giunta non vi è assolutamente opposizione. Si tratta di un'affermazione politica che, se dovesse essere respinta dalla Commissione di Coordinamento, certamente non creerebbe nessun patatrac, perché di qui a qualche tempo non sappiamo quando questa parte della riforma sanitaria verrà delegata alla Regione, quindi questa legge diventerà allora perfettamente costituzionale.

Per quanto riguarda la Giunta accettiamo la proposta di legge e chiediamo a tutti i Gruppi di esprimersi. Il Consigliere Monami vorrà scusarmi se insisto su questo: se ci fosse un Gruppo che non è favorevole o che emette delle riserve che, caso strano, coincidessero con quelle della Giunta, diamoci un minimo di tempo di approfondimento. Perché approvare - con tutti meriti che può avere un'azione che Chanu definiva bersaglieresca, qualche giorno fa - non è sotto l'impulsione della fretta che si prendono decisioni di questo genere.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Benzo.

Benzo (D.P.) - Non entro nel merito della questione, ma mi permetto di fare osservare alla Presidenza del Consiglio una cosa, mi scuserà anche il Consigliere Monami.

C'era una proposta di legge con un certo numero di articoli, per la serietà dei lavori del Consiglio non si può presentare una proposta di legge sostitutiva a quella del Presidente della Giunta. Signori, se vogliamo che il Consiglio regionale continui a essere e a lavorare secondo una prassi e un regolamento nella serietà bisogna che questa sia una proposta di legge... consiliare come tutte le altre. Perché sennò mi metto qui, faccio un articolo unico, lo porto al Presidente del Consiglio, lo prego di metterlo ai voti, andiamo avanti a proposte di legge consiliari... ecco, non è un emendamento.

Mi spiace, Signor Monami, io non entro nel merito della questione, ma voglio che il Consiglio sia cosciente di questo fatto, e prego pertanto la Presidenza del Consiglio di prendere in considerazione l'aspetto da me evidenziato.

Dolchi (P.C.I.) - Sono d'accordo con il Consigliere Benzo, gli chiedo solo cosa propone: la sospensione della discussione, il rigetto, il non accoglimento della proposta?

Benzo (D.P.) - So che avevo accettato stamattina il rinvio al prossimo Consiglio della proposta di legge n. 78, ma ne faccio una questione sul piano giuridico.

Dolchi (P.C.I.) - Io mi rimetto al Consiglio facendo questa precisazione: la proposta di legge è un articolo unico che poteva essere anche modificato, poteva essere anche il frutto di una modificazione di tutti gli articoli della proposta di legge n. 78, se il Consiglio era d'accordo e si esprimeva in questo senso. Non vedo perché si debba cavillare sulla procedura per giungere a un risultato che poteva essere positivo nell'interesse di una chiarificazione su questo argomento.

Vorrei invece sapere dal Consigliere Benzo - perché avendo espresso un'opinione deve completarla - se, considerandola lui una nuova proposta, intende che questa - poiché c'è una differenza tra chiedere il rinvio, quindi considerarla valida come proposta e pertanto dare ragione in questo caso alla Presidenza, o non considerarla valida e chiedere al Consiglio che non possa essere considerata sostitutiva - debba seguire tutto l'iter normale: la presentazione alla Presidenza del Consiglio, l'esame delle Commissioni e poi il ritorno in Consiglio.

Mi sembra che ci sia una certa contraddizione, perché se si chiede un rinvio si accetta che questa nuova proposta di legge n. 78 sostituisca con un'interpretazione estensiva, se il Consiglio è d'accordo, la proposta di legge n. 78. Se è una nuova proposta - cosa su cui io potrei anche concordare - allora mi si deve richiedere l'iter normale di una nuova proposta di legge, da presentarsi alla Presidenza del Consiglio per l'esame alle Commissioni.

Benzo (D.P.) - Di solito sono molto breve, penso che lei l'abbia capito bene e l'abbia spiegato bene: mi sembrava molto chiaro che, essendo una "proposta di legge con un articolo unico", come l'avete definita, basta prendere gli atti e fare l'iter che deve fare il Consiglio se vuol mantenere ancora una certa regolarità dei suoi lavori; se invece vuol cambiarli, come lei appunto ha detto, si rimetta al Consiglio.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Vice Presidente Chanu.

Chanu (D.P.) - Vorrei sentire prima il Consigliere Monami.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Monami.

Monami (P.C.I.) - Semplicissimo: il Gruppo Comunista non ha ritirato la sua proposta di legge n. 78. Chiedo che sia discussa la proposta di legge presentata dal Gruppo Comunista, se si sceglie il maggiore dei mali.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Presidente della Giunta.

Andrione (U.V.) - A questo punto il Consigliere Monami ha ragione. La Giunta chiede però i motivi, essendo stato votato un progetto di legge incompatibile con la proposta di legge n. 78, la Giunta chiede che la proposta di legge presentata dal Gruppo Comunista venga ritirata per motivi di coerenza. No, io ho chiesto semplicemente questo, tu hai chiesto che venga votata, quindi io specifico qual è la posizione dell'Esecutivo rispetto alla tua proposta.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Vice Presidente Chanu.

Chanu (D.P.) - Oggi è il giorno delle complicazioni. Volevo soltanto far presente al presentatore di questa proposta di legge che formalmente sono d'accordo anch'io, può rimanere come modifica al progetto di legge presentato, ma questa nuova proposta di legge sostanzialmente va, diciamo, su un'altra strada, cioè di separare dal pacchetto delle disposizioni in materia di attuazione altri articoli in materia di Enti ospedalieri.

Mi sembra però che questa proposta di legge debba essere eventualmente meditata, perché, prendendola così tout court, dobbiamo dire che addirittura si va al di là di quello che il Consigliere Monami e i co-presentatori del progetto di legge sul blocco di salvaguardia avevano presentato. Infatti, mentre nella vecchia proposizione si mettevano nella stessa posizione l'Ente ospedaliero e gli altri Enti nel senso di dire che valgono i divieti però ci sono le eccezioni, qui, invece, valgono solo i divieti. Se non facciamo un addentellato quantomeno alle norme inserite negli articoli successivi per quello che riguardava il progetto di legge assunto in materia di blocco di salvaguardia per l'Ente ospedaliero, è un provvedimento monco.

Ora io dico: abbiamo la possibilità tecnica di esaminare questa proposta di legge contestualmente - io credo - a quel progetto di legge che è ancora rimasto in piedi e che è stato soltanto aggiornato e cioè quello sempre in materia sanitaria riguardante la nomina del Comitato.

Non so se il Consigliere Monami ritenesse di portare all'esame del Consiglio e, magari, di rivedere un po' anche en petit comité questa nuova proposta di legge che è stata buttata avanti così, tout court, come pietra di scambio oggi e vediamocela in quella sede.

Mi sembrerebbe che, anche per poter distaccare maggiormente dai progetti di legge del pacchetto dell'Ente ospedaliero questa che ritengo sia una proposta di legge interessante e da approfondire - lo dicevo prima e certo non mi smentisco - forse potremmo vedere di darle quella tournure particolare che potrebbe non solo fare di questa disposizione una mera petizione di principio a cui la Commissione di Coordinamento darà un calcio in quel posto, ma un qualche cosa che effettivamente risponda non soltanto a un'esigenza di principio, bensì, se saremo eventualmente d'accordo, anche a un'esigenza... diciamo di carattere fondamentale, che tutti possiamo sentire e su cui tutti abbiamo il diritto di discutere e di approfondire il problema.

Tenuto conto di questo, io non so se il Consigliere Monami volesse ritenere di portare questa proposta di legge in discussione al prossimo Consiglio assieme al progetto di legge che riguarda la nomina del Comitato; se fosse così sarebbe cosa saggia, perché permetterebbe a tutti i Gruppi di approfondire il problema, di dare poi una risposta meno immediata e meno epidermica di quanto non lo sarebbe una data in questo momento.

Dolchi (P.C.I.) - Vorrei dare come Ufficio di Presidenza una risposta al problema posto prima dal Consigliere Benzo e al quale non è stata data risposta. Vorrei essere aderente ad un'interpretazione che, in questo periodo di mia Presidenza, ho cercato di affermare, cioè quella del ... (testo mancante)

Mi sembra però che, non essendovi nell'articolo unico presentato delle modificazioni tali da sovvertire la legge - tanto più che nel primo comma si fa riferimento a una legge votata dal Consiglio regionale e, per quanto riguarda l'affermazione letterale, si riportano le stesse parole riportate nel primo comma dell'articolo 1 della proposta di legge n. 78 - anche a norma di Regolamento, considerando questo come articolo sostitutivo, come emendamenti soppressivi gli articoli 2, 3 e 4 e come mantenuto l'articolo 5, la Presidenza non possa esimersi dal mettere in votazione questa proposta di legge, la quale non è un'improvvisazione perché è nelle mani dei Consiglieri regionali dal 20 dicembre.

Non essendoci emendamenti aggiuntivi che ne stravolgano il merito, ma semmai solo emendamenti soppressivi, il Consiglio, secondo la Presidenza, è in grado di esprimersi sulla proposta di legge, quindi di concluderne con il voto il suo iter.

Benzo (D.P.) - Do atto al Presidente del Consiglio che il tempo fa maturare il pensiero e quindi ha detto giustamente al Consigliere Monami come avrebbe dovuto fare. Certo, è esatta la sua versione, avrebbe dovuto dire: a ogni articolo chiedo la sostituzione dell'articolo 1, mi permetta, ma in sede di votazione della proposta di legge n. 78 poi chiedo l'abolizione dell'articolo 2, dell'articolo 3, dell'articolo 4 e dell'articolo 5, e questa sarebbe stata una prassi corretta.

Accetto quindi per una parte sostanzialmente quanto lei dice, ma mi permetto di dire che questo andava e andrebbe fatto comunque in sede di votazione della proposta di legge n. 78, non rifilando a lei una nuova proposta di legge che lei, che ben conosce il Regolamento del Consiglio, non permette di usare come tecnica parlamentare.

Dolchi (P.C.I.) - Non voglio prolungare la polemica. La fotocopia che viene distribuita parla di proposta di legge n. 78, è la stessa dicitura, identica e precisa. È per motivi di ricopiatura che tutta l'illustrazione che adesso ho fatto - e su cui il Consigliere Benzo è d'accordo - non è stata riportata. La parola al Consigliere Monami.

Monami (P.C.I.) - È spiacevole che dietro a cavilli di carattere procedurale si nascondano delle volontà, perché questa sostanzialmente è la verità.

Questa mattina tutti hanno detto che le proposte del Partito Comunista relativamente ai vincoli erano sostanzialmente giuste, accettabili; però, siccome noi siamo avvezzi a fare passi in avanti, correvamo il rischio di farci bocciare la legge. Abbiamo allora trovato il sistema per non far bocciare quella legge che volevano la Giunta e la maggioranza accettando di votare il disegno di legge presentato dalla maggioranza, dicendo: modifichiamo noi stessi la "78", in modo che contenga i concetti che vogliamo e che, per tutti voi, questa mattina andavano bene. Avevamo cercato di agevolare i compiti del Consiglio; la digestione è difficile, quindi vi rende difficile capire che ancora adesso va bene, e questo lo posso anche capire.

Ci troviamo adesso davanti ad una risposta molto più franca: quella di nascondersi dietro alla procedura per nascondere la propria volontà. Questa mattina si era d'accordo, però l'incostituzionalità consigliava l'accantonamento e non era un modo di non essere d'accordo, ma di nascondere la volontà. Oggi pomeriggio, quando si presentano le cose come i Consiglieri volevano, ci si nasconde dietro i cavilli del Regolamento, quindi non perché non si è d'accordo sui contenuti della proposta di legge, ma ancora una volta perché si è d'accordo nel respingerla e non si ha la volontà di accettare certe cose. Il Consiglio deve dirlo apertamente, così come noi diciamo apertamente che siamo per queste cose e vogliamo che queste siano discusse. Veda il Presidente del Consiglio come poterle discutere o rinviare, non m'interessa, ma il Consiglio si deve pronunciare davanti a queste nostre precise posizioni.

Ognuno qui si prenda le sue responsabilità, amici, Signori trentacinque Consiglieri!

Andrione (U.V.) - Sulla questione sostanziale noi diamo ragione al Presidente del Consiglio e a quanto è stato affermato dal Consigliere Monami.

Non si tratta di nuova proposta di legge, in realtà si tratta di un emendamento che è stato ritirato e che in sostanza era stata accettato da questo Consiglio come principio. Avevamo detto che non volevamo fosse messo in quel disegno di legge perché, a nostro avviso, in contrasto con l'articolo 117 della Costituzione e quindi avrebbe rischiato un rinvio da parte della Commissione di Coordinamento, se non altro per richieste di chiarimenti.

Noi proporremmo pertanto una leggera modifica che dica: "I divieti e le norme di cui agli articoli 1 e 2 della legge regionale - non si può dire n. 84 perché la numerazione della legge regionale votata sarà successiva - per l'attuazione degli articoli 6 e 7 del Decreto Legge 8 luglio 1974, n. 264"... questo che cosa vuol dire? Vuol dire che il Consiglio regionale sarà chiamato a valutare con quelle famose norme dell'articolo 2 e cioè la dimostrazione dell'urgenza, il piano finanziario e la disponibilità delle aree. Il Consiglio regionale vuole praticamente tentare di forzare la mano e assumere immediatamente certe competenze.

Con questi limiti e con questo spirito la Giunta è d'accordo e dichiara che voterà a favore della proposta di legge comunista.

Monami (P.C.I.) - ... Presidente, su "I divieti e le norme di cui agli articoli 1 e 2 della legge regionale", mi consenta un attimo...

Andrione (U.V.) - Che non siano soltanto i divieti, cioè che non voglia dire non si può fare niente...

Monami (P.C.I.) - Infatti già io accennavo prima a divieti e norme...

Andrione (U.V.) - E va bene, i divieti e le norme di cui agli articoli l e 2 per cui... allora in questo senso e con questo spirito siamo d'accordo di tentare, perché secondo noi rimane per adesso...

Caveri (U.V.) - Chiederei al Presidente della Giunta di motivare la richiesta di votare a favore di questa proposta di legge n. 78, perché finora si era detto il contrario, mi pare...

Andrione (U.V.) - La motivazione è quella che molto succintamente ho spiegato: se questa norma fosse stata ammessa nel disegno di legge che abbiamo votato sotto il n. 84, a nostro avviso avrebbe rischiato di viziare quell'intera legge. Lei ha perfettamente afferrato quel ragionamento. Invece, fatta in questa maniera, come una legge autonoma e separata, secondo il nostro avviso non è ancora costituzionale in questo momento, perché la riforma sanitaria non è ancora avvenuta; questa è però una presa di posizione del Consiglio.

Il Consiglio vuole controllare fin da adesso tutta l'attività riguardante istituti che esercitano l'assistenza sia ospedaliera, sia sanitaria, come affermazione di principio, così come altre volte su altre questioni il Consiglio ha approvato leggi come affermazione di principio che poi sono state respinte. Il Consiglio ha coscientemente approvato quelle leggi anche sapendo che sarebbero state respinte, semplicemente per fare un'affermazione di principio. Sotto questo profilo, profilo di un'affermazione politica e non di un'affermazione di tecnica legislativa, secondo la Giunta la proposta comunista è anticipatrice di quanto deve essere trasferito alla Regione e, soltanto sotto questo profilo, secondo noi è politicamente accettabile.

Chanu (D.P.) - Da quanto il Presidente della Giunta ha detto, io devo trarre questa significazione: sta bene, salviamo la legge relativa al blocco degli Enti ospedalieri votata questa mattina con la consapevolezza di fare una legge buco questo pomeriggio. Questo - diciamocelo pure così, tout court - mi sembra il succo del ragionamento, perché i motivi che avrebbero reso incostituzionale o illegittimo il disegno di legge nel suo intero oppure l'articolo 1 del disegno di legge che abbiamo votato questa mattina sarebbero identici a quelli che rimangono in questa proposta di legge. Io qui credo di non sbagliare.

Ora dico questo: se vogliamo fare una legge buco facciamola pure, sono pronto a votarla tout court, Monami, ma quantomeno abbiamo l'accortezza, se vogliamo fare una legge di questo genere, di sganciarla completamente da norme riguardanti e limitate all'Ente ospedaliero con questa arbitraria interpretazione. Partiamo cioè da un'idea nuova e non facciamo nessun aggancio se vogliamo arrivare a questo, alle norme che limitano le leggi, che limitano e bloccano gli Enti ospedalieri perché, così facendo, automaticamente faremmo la legge petizione di principio.

Vogliamo fare la legge petizione di principio, la legge buco? Facciamola pure, la Giunta è d'accordo? Noi siamo d'accordo, voteremo tutti, non lo so! Comunque io dico questo, a mio modesto avviso: se vogliamo fare un qualcosa che regga anche su questo punto cerchiamo di studiarci su un momentino e non andiamo a fare incauti agganci ad una legge che, di per sé, nasce limitata, la cui interpretazione estensiva è di per sé illegittima. Mi fa veramente ridere avere delle riserve per quello che riguarda l'illegittimità dell'articolo 1 del disegno di legge votato questa mattina se si fosse aggiunto questo concetto e passare adesso tranquillamente, così, per un contentino che dovreste prendere voi, una proposta di legge che sappiamo già nascere male! Studiamoci un po', perché se vogliamo fare petizioni di principio facciamole pure, il Consiglio è fatto anche per questo, ma se vogliamo fare qualche cosa di serio stiamoci attenti; siamo stati attenti questa mattina e ritengo che dobbiamo stare ancora più attenti questo pomeriggio.

Caveri (U.V.) - Io volevo dire più o meno le stesse cose dell'Avvocato Chanu e cioè, se ho ben capito - perché può anche darsi che non abbia capito - che questa mattina abbiamo votato un disegno di legge che stabilisce determinati divieti per gli Enti ospedalieri. Allora, alla mattina si limita l'ambito dei divieti agli Enti ospedalieri e alla sera, alle 18,44, si estendono i divieti anche alle Cliniche private, agli Istituti religiosi, eccetera!

Questa condotta non è certamente chiara, pecca di confusionismo e di illogicità, mi permetto di dire, tanto più che mi pare che questa estensione alle Cliniche private e agli Istituti religiosi è doppiamente incostituzionale, non solo per i motivi già detti stamane dal Presidente della Giunta, ma che sia anticostituzionale anche in relazione all'articolo 41 della Costituzione della Repubblica Italiana, il quale recita: "l'iniziativa economica e privata è libera".

Ecco un altro motivo di incostituzionalità: come può la Regione, un Ente pubblico, imporre dei divieti a una Società privata, a un Ente privato? Questa estensione mi pare manifestamente incostituzionale e che quindi non si possa votare la proposta di legge presentata da Monami. Questa non è una presa di posizione contro il Partito Comunista, ma mi pare un ragionamento logico e che fila.

Io voterò pertanto contro questa proposta di legge, perché mi sembra manifestamente incostituzionale.

Andrione (U.V.) - Questa mattina, magari con minore precisione, ho detto esattamente quello che hanno detto gli Avvocati Chanu e Caveri adesso.

Ho chiesto prima al Partito Comunista di accordarci un rinvio su questa questione, rinvio che - non ripeto quanto detto dall'Avvocato Chanu - a nostro avviso era necessario, proprio per esaminare gli aspetti spiegati adesso dall'Avvocato Caveri.

Vi era però - qui non si tratta di contentini e non si tratta assolutamente di demagogia - una questione di principio per la quale, secondo noi, è indispensabile - e io ho chiesto all'Assessore Fosson e ho voluto consultarmi sufficientemente - che venga chiaramente specificato una volta per tutte che questo Consiglio legiferi seriamente.

L'Avvocato Caveri mi scuserà, aveva fatto con me una certa battaglia sul prezzo politico dello zucchero e avevamo detto 20 volte in quest'aula che quella legge non poteva essere approvata, però qualcuno ci ha creduto soltanto quando la Commissione di Coordinamento l'ha respinta. Allora è vero quello che ha detto lei: questo è confusionismo. È vero che è necessario avere il tempo per riflettere, ma se ci si mette di fronte alla continua pressione - non vorrei dire parole troppo grosse per cui sembra che una Giunta che si è sforzata in dodici giorni di fare e di portare al Consiglio questa riforma sanitaria sembra che poi, alla fine, vogliamo soltanto attestarci su posizioni facili di conservatismo e roba di quel genere - se si vuole il confronto in questa maniera, ebbene, faremo dire da chi di dovere che certe posizioni sono anticostituzionali! Scusatemi, a un certo momento viene anche questa reazione e allora ancora una volta chiedo scusa, accetto i rilievi fatti a mio avviso molto pertinentemente sia dall'Avvocato Chanu che dall'Avvocato Caveri.

Questa però è ancora un'ultima preghiera che faccio al Partito Comunista: è disposto ad accettare il rinvio di questa proposta di legge che deve per forza di cose... adesso è ancora venuto fuori da parte dell'Avvocato Caveri un altro accenno a una norma costituzionale che inficia ancora più gravemente certi principi contenuti in questo articolo... vogliamo avere il tempo di discuterne un attimo, invece di legiferare alla balorda e sotto la pressione di affermazioni che, anche se idealmente buone, in realtà si traducono soltanto in quel confusionismo denunciato molte volte giustamente dall'Avvocato Caveri?

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Caveri.

Caveri (U.V.) - Io voglio concedere una cosa alla proposta comunista, per quanto essa sia incostituzionale (ora questa Costituzione della Repubblica la si invoca sempre, salvo poi violarla al momento opportuno, quando fa comodo!). Ai presentatori di questa proposta di legge voglio concedere un lato positivo di quella proposta come questione pratica, perché cosa può succedere? Se quei tali divieti valgono soltanto per gli Enti ospedalieri e non per le Cliniche private e per gli Istituti religiosi, può succedere che le Cliniche private sono libere di istituire tutte le divisioni, le modificazioni possibili, e migliorano continuamente, idem per gli Istituti religiosi, eccetera. Gli Enti ospedalieri, invece, hanno una specie di freno - non so come bisognerebbe chiamarlo -, una specie di catenaccio e quindi sono in condizioni più difficili per quei miglioramenti invocati da tutti.

Quando abbiamo discusso la questione dell'Ospedale di Aosta c'era chi invocava una nuova unità e chi invocava una nuova divisione. Qui abbiamo però una legge che mette un catenaccio ai miglioramenti, quindi posso capire il motivo pratico che ha ispirato il Gruppo Comunista a presentare questa proposta di legge, ma ciò non toglie che la Costituzione della Repubblica noi la dobbiamo pure rispettare.

Ci troviamo quindi di fronte ad una legge incostituzionale. Io non voglio mettere il pepe su quello che sto dicendo nei confronti della Giunta e assicuro che la mia presa di posizione è autonoma, sì, ma perché l'indipendenza di ogni Consigliere, pur nel quadro della disciplina del movimento, deve pur valere se vi sono motivi validi e questi motivi validi devono essere annunciati. Mi pare però assurdo - e questo lo dico senza cattiveria nei confronti del Presidente della Giunta e nei confronti della Giunta per la quale d'altra parte io voto, faccio parte anch'io della maggioranza - votare per un principio di esclusione dei divieti alla mattina e poi alla sera votare in senso contrario.

Dante diceva che nel Comune di Firenze si votava nel mese di marzo in un modo e in ottobre si votava esattamente il contrario, ma qui abbiamo superato il Comune di Firenze perché si propone di votare a favore, mentre in mattinata si è proposto di votare contro un certo principio di estensione del divieto agli Enti privati, alle società private.

Vabbè, la logica adesso non è più di moda, ma per poco che si vogliano applicare i principi della logica non si può votare questa proposta di legge, pur concedendo - e io lo concedo - che c'è un motivo valido in questa proposta di estensione del divieto agli Enti privati.

Dolchi (P.C.I.) - Senza strozzare la discussione, mi sembra che dalle parole del Vice Presidente Chanu e del Presidente della Giunta si richiedesse un rinvio dell'esame della proposta di legge n. 78.

Proprio per concludere questa discussione, che forse non porterebbe ad altro che riaprire quella di questa mattina in cui già c'è stato un voto, mi permetterei di formalizzare io stesso la proposta di rinvio da mettere ai voti. Metterei quindi ai voti, per alzata di mano - se nessuno ha delle obiezioni su questa procedura -, la proposta di rinvio che formalizzo a nome del Vice Presidente Chanu e del Presidente della Giunta Andrione. Vi sono obiezioni particolari in proposito? Allora la parola al Vice Presidente Chanu.

Chanu (D.P.) - Presidente, io non ho fatto una proposta di rinvio, ho invitato il presentatore a verificare se non era il caso di trovare la quadra con un po' più di tempo, per vedere se effettivamente potevamo trovare... io non formalizzo niente, se vuole formalizza il Presidente della Giunta.

Andrione (U.V.) - ... Sennò a mezzanotte siamo ancora qui a discutere.

Dolchi (P.C.I.) - Allora la proposta di rinvio è formalizzata dal Presidente della Giunta. Dovrei chiedere al Presidente della Giunta se intende anche fissare... va bene, allora il Presidente della Giunta formalizza la proposta di rinvio della proposta di legge n. 78, iscritta al punto 18 all'ordine del giorno. Ci sono dichiarazioni di voto? La parola al Consigliere Monami.

Monami (P.C.I.) - Per dichiarazione di voto: è ovvio che il Partito Comunista vota contro la proposta di rinvio, ritenendo che questa nostra proposta di legge avrebbe dovuto essere discussa oggi.

Non mi dilungo, comunque alcune precisazioni sono necessarie e ringrazio l'Avvocato Caveri per quanto ha detto circa la logicità della nostra proposta di legge, ma d'altra parte questo è già stato da tutti ampiamente affermato e detto, a parole e non a fatti. Proprio io, stamattina, ho avuto occasione di dire cose analoghe quando invitavo i Signori Consiglieri a riflettere sul fatto che per esempio l'Università di Roma avrebbe potuto venire ad Aosta e mettere un ospedale; la teoria vale anche per gli Istituti religiosi, per le Case di cura private, eccetera.

È chiaro il concetto quale era? Era quello di non far giungere la riforma sanitaria in condizioni di compromissioni ulteriori dell'attuale stato del sistema sanitario ospedaliero italiano: si trattava di mettere un vincolo, un blocco totale per fare in modo che fra sei mesi o fra un anno - certamente io credo non più di un anno -, avvenendo la riforma sanitaria, questa non trovasse già le condizioni igienico-sanitario ospedaliere italiane più compromesse di quanto già non lo siano.

Rifletteteci, volete rifletterci, il Consiglio vuole riflettere su questo argomento? Ci rifletta, si assuma la responsabilità del voto. Noi votiamo contro il rinvio.

Dolchi (P.C.I.) - Metto in votazione, per alzata di mano, la proposta di rinvio formalizzata dal Presidente Andrione. Chi è d'accordo per il rinvio del punto n. 18 è pregato di alzare la mano. Chi non è d'accordo? Chi si astiene?

Esito della votazione:

Presenti: 32

Votanti: 24

Voti favorevoli: 17

Voti contrari: 7

Astenuti: 8 (Albaney, Benzo, Chanu, Dujany, Lanivi, Lustrissy, Maquignaz e Pollicini)

Il Consiglio approva.

Il Consiglio prende atto del rinvio.