Objet du Conseil n. 284 du 12 décembre 1974 - Resoconto
OGGETTO N. 284/74 - Prosecuzione discussione sul disegno di legge concernente l'autorizzazione all'esercizio provvisorio.
Dolchi (Presidente) - È aperta la discussione generale, cioè è aperto il dibattito sul disegno di legge n. 76 concernente l'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per il primo trimestre dell'anno finanziario 1975 e, prima di aprire la discussione generale, darei la parola all'Assessore Albaney.
Albaney (DP) - Sarò quanto mai telegrafico, in quanto tutti i Consiglieri hanno avuto la possibilità di avere, di ricevere un bel malloppo in cui sono indicate le impostazioni per l'esercizio provvisorio 1975.
Il disegno di legge che viene proposto è di iniziativa dei Gruppi consiliari ed è proposto per autorizzare per numero tre mesi, l'esercizio provvisorio.
Per quanto concerne le entrate e le relative spese, si fa riferimento al bilancio, parte bilancio 1974, con le nuove entrate che sono state accertate nel corso dell'anno 1974, quindi formalmente dovrebbe essere il bilancio di previsione per l'anno 1975 perché queste sono le direttive che sono state impartite ultimamente dal Ministero.
Le nuove spese, i dodicesimi, sono ancorate a quarantacinque miliardi trecento undici milioni ottocento ottanta mila lire, in aggiunta al bilancio di previsione in entrata di quarantuno milioni novecento diecimila, sono state inserite le nuove entrate accertate nel corso dell'anno 1974 di tre milioni quattrocento uno mila seicento dieci.
Quindi, totale miliardi, pardon, quindi totale entrate e relative spese sono di quarantacinque miliardi e quindi ogni Assessorato con la Presidenza del Consiglio, non potrà spendere nel corso dei tre mesi, una cifra superiore agli undici miliardi trecento ventisette milioni.
Queste nuove entrate sono dovute a maggiori accertamenti in conto arretrati di imposta di ricchezza mobile complementare, imposta di fabbricazione sulla benzina, birra, ecc.
Abbiamo avuto i proventi del Casinò, una maggiore entrata di due miliardi cento quaranta milioni seicentomila perché ... in sette miliardi abbiamo avuto altri contributi da parte dello Stato per gli asili nido, per le... ospedaliere, per il Piano verde per trecento undici milioni, quindi abbiamo accertato in Entrata 3.401.610.000.
Quindi la somma totale che ogni Assessorato con la Presidenza del Consiglio potrà spendere nel corso dei tre mesi, è di undici miliardi trecento ventisette milioni.
Nella riunione dei Capigruppo, da parte di qualche Consigliere è stato richiesto quali sarebbero state le previsioni relative al bilancio 1975; abbiamo accertato con gli uffici che il bilancio 1975 dovrebbe aggirarsi sui cinquanta miliardi quattrocento milioni. Questo importo di sette miliardi cento trenta milioni deriva da maggiori entrate che sono state constatate... chiusura 1973 per le quote di riparto fiscale per un miliardo quattrocento milioni.
Per quanto concerne il bilancio 1974, abbiamo avuto in economia spese per mancata... di provvedimenti inerenti agli allegati F per 500 e rotti milioni, maggiori entrate in conto quote fisse di riparto per quanto concerne benzina, birra, imposta e altre imposte per ottocento sessanta milioni, altre imposte su fabbricati, camera e imposte... sulla ricchezza mobile per un totale di due miliardi seicento milioni più maggiore entrata di un miliardo seicento milioni per quanto concerne il Casinò.
Per quanto concerne il Casinò, è giusto sottolineare che nell'anno 1974 sono state accertate maggiori entrate con un aumento in media del 40% in entrata in più.
Si prevede una maggiore entrata di un miliardo seicento milioni, una quota si può riferire agli interessi passivi che sono aumentati nel corso di quest'anno, somme che certamente vi è indicato, saranno indicate come avanzo di amministrazioni, quindi prevediamo un aumento di sette miliardi cento milioni.
Quindi il bilancio di previsione per l'anno 1975 dovrà aggirarsi sui cinquecento miliardi quattrocento milioni.
Altro per il momento non avrei da dire, in attesa che qualche Consigliere fosse, avesse necessità di avere qualche delucidazione in più.
Dolchi (Presidente) - È aperta la discussione generale.
È un disegno di legge che è soggetto a discussione generale, prima di passare alla discussione articolo per articolo. Se nessuno chiede la parola.
La parola al Consigliere Monami.
Monami (PCI) - Colleghi, a me pare che... veramente prendere con una certa leggerezza il dibattito, la discussione, sì sì, consentitemelo, carissimo Chabod, quando ti vedrò tanto altamente impegnato su tutti i problemi, ivi compreso il bilancio e l'esercizio provvisorio, vorrà dire che tanta leggerezza non c'è, ma noi pensiamo che ci sia un po' di leggerezza nel dire che su questo provvedimento non c'è niente da dire; allora diamo per acquisito che l'unanimità del Consiglio vota l'esercizio provvisorio e quindi andiamo avanti così, il che mi farebbe dire allora tutta l'inopportuna battaglia dei Gruppi di questa mattina che miravano invece al rinvio di questo provvedimento.
Ora non credo che ci possa essere un nesso tra la richiesta del rinvio e l'inutilità del dibattito sull'argomento stesso. Noi abbiamo invece dei problemi da sollevare in ordine al bilancio e all'esercizio provvisorio.
Intanto siamo stati fra coloro che hanno dichiarato la loro non adesione alla proposta di rinvio perché lo avevamo detto molto chiaramente che, se la crisi crea dei guasti e dei disordini nell'Amministrazione regionale - e di questo mi pare che non tutti i Consiglieri se ne rendano conto - dicevamo che per non produrre ulteriori guasti e ulteriori disservizi all'Amministrazione, era necessario discutere almeno l'esercizio provvisorio per mettere l'Amministrazione regionale nelle condizioni di compiere almeno tutti quegli atti che le competono istituzionalmente, senza fa nulla di eccezionale e quindi ancorarsi ai famosi dodicesimi che prevede la legge per l'esercizio provvisorio.
Quindi ci siamo battuti contro quella posizione che ritenevamo politicamente non giusta perché pensiamo che anche davanti - mi sia consentito e mi perdonino i colleghi del Consiglio - anche davanti alla non volontà o alla non capacità di risolvere la crisi, penso che i cittadini, che i valdostani non abbiamo a trarre svantaggio da questa non volontà o da questa non capacità di risolvere la crisi, penso che i cittadini e i valdostani non abbiamo a trarre svantaggio da questa non volontà o da questa non capacità.
Come Gruppo comunista intanto ci rammarichiamo del fatto di non aver potuto - e qualcuno stamattina ha preso spunto per un suo intervento sul famoso opuscolo o bilancio giallo - manifestare il nostro disappunto perché ancora una volta, e la colpa evidentemente è della crisi in corso, non si potrà ristrutturare, per il 1975 il bilancio nel modo che noi avevamo proposto, che la maggioranza allora aveva proposto, perché lo ritenevamo, con quella strutturazione, più adatto alle nuove esigenze amministrative finanziarie della Regione.
Ci rammarica il fatto perché anche nella direzione di metodi nuovi di amministrare e metodi nuovi di approntare documenti più idonei, si perde, anche a causa di questa crisi, un anno.
Ma noi non siamo qui a recriminare sulla crisi, se recriminiamo, recriminiamo in termini puramente politici pur dicendo che, al di là della volontà della ristrutturazione del bilancio, è prevalsa, ed è giusto che sia così per alcune forze politiche, la volontà della crisi.
Per quanto riguarda il provvedimento che ci viene sottoposto, proprio perché nel 1974 abbiamo votato questo bilancio che ritenevamo allora idoneo e che avrebbe dovuto quest'anno avere una sua verifica e una sua modifica sostanziale non solo nella struttura tecnica, come dicevo prima, ma anche nei suoi contenuti politici, siamo d'accordo per dare il nostro assenso all'esercizio provvisorio.
Approfitteremmo di questa seduta e di questa discussione, perché la crisi ce lo ha impedito di fare nelle passate sedute, approfitteremmo di questa occasione per presentare una serie di ordini del giorno; la lista del Partito Comunista presenterà una serie di ordini del giorno sui quali è necessario verificare la volontà delle forze politiche in libera conduzione, non ci sono delle maggioranze precostituite, non ci sono dei vincoli di disciplina a cui ognuno di noi è tenuto, quanto mendo di coerenza e di solidarietà di maggioranza; caduti questi vincoli presenteremo alcuni provvedimenti sui quali intendiamo chiarire la nostra posizione politica su alcuni argomenti importanti e nel contempo verificare la volontà del Consiglio che potrà esprimerci al di là di ogni vincolo di solidarietà di maggioranza.
Detto questo, forse probabilmente è servito anche per dire, amico Mappelli, che non è del tutto inutile questa discussione proprio perché non faremo soltanto delle chiacchiere ma presenteremo dei documenti sui quali chiederemo al Consiglio di pronunciarsi e dico, ritengo opportuno che gli altri Gruppi si pronuncino quanto meno sull'esigenza e sulla necessità di non compromettere ulteriormente l'attività del Consiglio regionale.
Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Mappelli.
Mappelli (DC) - Ma io non mi riferisco soltanto al libro giallo, ed ecco il motivo per cui non ritenevamo e non riteniamo di entrare nel merito della pozione politica su questo documento, perché oggi dobbiamo rivolgerci a dei banchi, a dei banchi vuoti e dunque dovremmo, ognuno di noi, ognuno dei 35, rivolgere la domanda a noi stessi perché questo documento dovrebbe qualificare una Giunta, almeno così in passato e anche in futuro, il documento, il programma delle forze politiche in Valle d'Aosta per cui si deve trovare la volontà di esecuzione di quelli che sono i principi e idee e nel bilancio, e lo faremo.
Se dovesse consolidarsi la maggioranza che ultimamente ha guidato la Valle d'Aosta, dovremmo trarre l'attenzione, questa volta, dei valdostani su quella che è la nuova iniziativa e il nuovo documento politico programmatico e dunque amministrativo che è il bilancio e questa volta non è più da quei banchi ma da questi banchi che si alza una protesta di incapacità di iniziativa e di una incapacità di approntare attuazione a dei programmi delle idee avanzate, progressiste, tutto quello che volete, perché fino a oggi abbiamo solo sentito, caro Monami, delle semplici parole e soltanto sempre parole e infatti continuiamo a dimostrare che erano delle inutili parole.
Questa è la verità, non stiamo a girarci intorno, soltanto e sempre parole.
E allora, allora vogliamo fare appello che ognuno di noi non deve mortificare o rallentare e tutto quello che volete, ma mi sembra che i Capigruppo in quella sede siano stati chiari, mi sembra che la volontà di portare avanti quella che è l'Amministrazione sia stata anche puntualizzata da parte dell'amico Bordon stamattina. Mi sembra che per otto giorni, quando da trent'anni va avanti, non modifichi e non cambi e non fermi niente, ma allora dobbiamo avere il coraggio di dire cosa ci sta sotto e dietro il bilancio: ci stanno degli intrallazzi per le nuove maggioranze che, se andranno così, sono in gestazione e devono trovare equilibri e non dico di poltrone, ma così, di legami tra democratici popolari, Partito Comunista e poi chi si troverà per strada e vabbè, diciamocelo, ma quando di prendere noi e di obbligaci proprio in funzione di quella che dovrebbe essere stata un'iniziativa della attuale maggioranza, di cui voi siete i responsabili, siete stati i guidatori, conduttori di timone per questi quattro anni, dunque i vostri ordini del giorno, la Democrazia Cristiana nei problemi di principio, al momento di portare avanti i problemi, quelli validi, non sono più i problemi del Partito Comunista, ma i problemi sono quelli della collettività valdostana e non abbiamo bisogno delle vostre sollecitazioni per quanto riguarda i problemi, dunque sui problemi siamo d'accordo, ma per quanto invece riguarda sul piano politico nella soluzione ai problemi, la responsabilità se non hanno trovato soluzione, è vostra, è anche vostra, perché in questa sede, quando stamattina - anche questo è stato ribadito da parte di chi mi ha preceduto, sia l'amico Bordon che l'amico Ramera - quando si è trattato di problemi per cui erano validi i motivi, anche se la maggioranza forse non era unita, noi li abbiamo ritenuti validi e li abbiamo votati.
Dunque non continuiamo a portare il can per l'aia: in questo momento ritenete voi l'urgenza di questi otto giorni in quanto non vi è ancora una Giunta, allora, scusatemi tanto, mi fate venire un grosso dubbio ed è quello dell'intrallazzo e della poca chiarezza politica, quella chiarezza politica che in questa sede, tu, Monami, voi, i partiti della passata maggioranza, avete sollecitato; ma insomma siete rimasti in maggioranza e fino a oggi non ve n'è un'altra e venite qui, continuate a lamentarvi che certe cose non vanno, noi le ribadiamo, siamo convinti cha non vanno, ma che poi, a un certo momento, noi dobbiamo sempre essere completamente a disposizione dei vostri capricci, mi sembra che sia fuori luogo, noi dobbiamo essere qui per la soluzione dei problemi e non degli ordini del giorno che non servono proprio a un bel niente. Comunque io ne approfitto di aver preso la parola, perché la polemica non serve a niente, non è mai servita e non servirà mai a niente, e ho approfittato per puntualizzare che qui per il naso non si porta nessuno.
Fin quando non si vuole accettare una certa dialettica siamo tutti d'accordo, ma il libro giallo non è del '74, il libro giallo è del 1969, quel famoso bilancio del '70 che non andava bene e che fu approvato dopo 15 giorni da voi, quando nel marzo avevate votato contro e nel maggio del '70 era valido, lo stesso bilancio, con mille scuse e sfumature diverse che anno sempre convinto coloro che, effettivamente in buona fede, avevano fiducia in strutture e ideologie che sono vostre.
Io mi permetto di fare una raccomandazione in questa sede, indipendentemente da quella che sarà poi la futura posizione politica della Democrazia Cristiana e di quella che sarà la nuova Giunta regionale. La raccomandazione è questa - cerco di attrarre la vostra attenzione su un problema attuale senza entrare troppo nel merito perché allora avremmo ancora altre cose da aggiungere - la questione scuola: proprio su questo bilancio, se voi date un'occhiata a pagina 98, noi vediamo che spendiamo dunque... la collettività della Valle d'Aosta spende giustamente, e potremmo anche dire che sono pochi, un miliardo quattrocentoquaranta milioni per che cosa? Per la costruzione, la sistemazione, l'adattamento di edifici per la pubblica istruzione, opere immobiliari, ecc. qui in seguito poi vi è: i contributi sistemazione, adattamento edifici scolastici, un miliardo e quattrocentoquaranta milioni, poi andiamo un po' di più in là e vediamo, a pagina 110, che scuole materne, scuole elementari, scuole secondarie di primo grado, scuole secondarie di secondo grado e scuole di istruzione professionale, corsi di scuole serali e professionali, convitti regionali, scuola popolare, noi abbiamo su questo capitolo, in totale, di spesa per il personale scolastico sei miliardi e centoquarantotto milioni, poi se noi giriamo e andiamo a pagina 114 allora leggeremo che tra il personale della Pubblica Istruzione, tra il personale scolastico, tra gli acquisti, i beni e tutti i servizi, noi spendiamo otto miliardi settecento settantanove milioni che, accumulati al miliardo quattrocento quaranta milioni per le costruzioni, in Valle d'Aosta si spendono oltre dieci miliardi per la Pubblica Istruzione.
Io propongo alla vostra coscienza e alla vostra attenzione questo quesito: spendendo dieci miliardi, uno sull'altro, e dunque significa una parte del salario dei lavoratori, una parte di beni che non possono essere investiti da parte dell'Amministrazione regionale per altre opere, perché devono essere investiti in questo settore, ed è bene che sia fatto, mi chiedo se gli uffici, se tutto il personale docente, se tutti quanti fanno il proprio dovere perché quanto sta accadendo, lo ripeto, quanto sta accadendo in Valle d'Aosta, e qui il Governo c'entra come i fichi secchi in questo preciso argomento, è degno di un sacrificio e di un impegno di questo genere se, responsabilmente, ognuno di noi, a cominciare dal Presidente della Giunta che oggi deve ancora rispondere in questo settore, all'Assessore alla Pubblica Istruzione che ne ha per diretta responsabilità, a tutti i gradi, fino agli allievi, che oggi effettivamente amministra bene in questo settore.
Io sono un padre di famiglia e non sono soddisfatto di come stanno le cose, il perché e il per come è un altro discorso, però la responsabilità della nostra autonomia, delle nostre responsabilità, ognuno nel proprio posto deve rispondere di queste cifre, di questi grandi sacrifici che la Regione, che l'Amministrazione regionale pone per i suoi cittadini, io mi chiedo se effettivamente siamo al nostro posto, anche qui ritengo che siano solo parole, semplicemente parole, perché noi, ritengo e lo ripeto, noi non siamo a posto, vorremo entrare nel merito, lo faremo, state tranquilli che abbiamo tutti gli elementi per affrontare e per valutare nelle pieghe di questa situazione.
Mi permetto e mi sono permesso, però, di porre un quesito: simo noi a posto su questo tema? Ecco, rispondiamo, ma rispondiamo nel nostro intimo, nelle nostre responsabilità anziché fare dei grandi programmi e degli ordini del giorno, senza polemica, francamente nella scuola di oggi in Valle d'Aosta così com'è strutturata e condotta, ognuno risponde in base a quelli che sono i suoi doveri? Perché io ho la sensazione che qui qualcosa nell'ingranaggio si è spezzato, tante cose, ed è ora che ognuno di noi si impegni su questo problema; potremmo affrontare altri problemi non secondari e non meno gravi, quello della sanità pubblica sarà oggetto da parte nostra di valutazione e di discussione in sede di bilancio, mi son solo permesso di accennare a questo semplice e grande problema perché è di attualità.
Dunque, anziché perdersi negli ordini del giorno, nelle discussioni inutili, è meglio che ognuno al proprio posto debba rispondere di quella che è la situazione attuale, al fine di venirne fuori, nelle nostre cose, se no a volte evidentemente l'autonomia a parola la difendiamo ma poi quando si tratta di attuare questi principi con questa cultura e questo nostro impegno di tutti i giorni, di tutti i momenti della nostra vita, or bene, passiamo per essere dei parolai e io a questo gioco francamente non ci sto più. Non ci sto più nel modo più assoluto e ritengo che ognuno d noi, in coscienza, debba riconoscere che così come vanno le cose non possono continuare.
Pertanto dobbiamo tirarci su le maniche, un po' meno divisioni e parole e un po' più di buona volontà e di impegno, perché soltanto così spenderemo bene i soldi che tutta la collettività valdostana ha rimesso, con la sua fiducia, nelle nostre mani.
Manganoni (PCI) - Anche quest'anno il Consiglio è chiamato ad approvare l'esercizio provvisorio, anche se quest'anno vi sono le ragioni. In altri termini si tratta di delegare la Giunta ad amministrare per tre mesi con la possibilità di spendere ogni mese un dodicesimo del bilancio passato, cioè quello che ci è stato allegato.
Ora, nel corso del 1974 sono affiorate delle deficienze, alcune deficienze su questo bilancio e noi non vorremmo che si ripetesse nel 1975, o almeno in questo periodo di tre mesi del 1975. Pertanto, pur approvando questo esercizio provvisorio per non bloccare completamente le attività dell'Amministrazione regionale, vogliamo evitare, dicevo, il ripetersi di dette deficienze di cui mi limito a sottolineare un aspetto: lo sviluppo turistico e urbanistico della nostra Valle in cui gli interventi della Regione vanno radicalmente riesaminati. Non si può proseguire sulla strada seguita sino a oggi, non può la Regione continuare a investire miliardi in favore della speculazione edilizia che, oltre a deturpare il nostro paesaggio, calpestandone l'etnia e la cultura, questi speculatori rappresentano l'avanguardia dei nuovi colonizzatori, e qui voglio accennare all'Alpila.
Gli evidenti fini speculativi della società Alpila, dominata dalla Fiat - che tende a trasformare la magnifica conca di Pila in un enorme insediamento di seimila persone, al quale insediamento se ne aggiunge un'altra di circa mille persone, totale settemila, dico, riservato al turismo di élite come il Breuil e Courmayeur e da cui verrà espulso il turismo popolare rappresentato dai lavoratori di Aosta e della Valle - hanno sollevato l'indignazione dell'opinione pubblica valdostana che però è superficialmente informata sui reali termini di questa enorme speculazione edilizia, che dovrebbe avvenire - e in parte è già avvenuta - a spese della comunità valdostana, Regione e Comune di Gressan.
Mi propongo, e chiedo scusa al Presidente se non sarò brevissimo, di riassumere il contenuto degli impegni e delle prospettive di questa speculazione, documentando con delle cifre.
Convenzione Regione/Alpila: nella seduta del 7 aprile 1972 veniva approvata la convezione tra la società Alpila e l'Amministrazione regionale.
I Consiglieri comunisti sottolineavano, in quella seduta, i lati negativi di quella convenzione che, mentre scaricava sugli Enti pubblici, Regione e Comune di Gressan, come ho già accennato, gli oneri delle infrastrutture e dei servizi, ammontanti a svariati miliardi oltre ai 300 milioni di lire, cioè il 20% sui capitali della società, ammontanti a un miliardo e mezzo, già sottoscritti dalla Regione, riservava agli azionisti privati i vantaggi e la possibilità di speculazione, concentrando nelle mai di costoro ogni potere decisionale. Accennavamo anche ai danni cha avrebbero causato ai piccoli proprietari di terreno delle zone di Pila, il cui indice di edificabilità era portato al limite delle sona agricole: 0,10 mentre per i terreni acquistati dall'Alpila detto indice era elevato allo 0,70.
Sottolineavamo gli aspetti di corruzione, di ricatto e di sperpero di denaro pubblico a favore di un certo numero di professionisti, già erano stati spesi duecentotrenta milioni per studi e progetti. La Giunta si sforzava di confutare questi lati negativi, prospettando detta società come il toccasana per lo sviluppo del turismo in Valle d'Aosta e l'Assessore affermava, per tranquillizzare i Consiglieri, che la Regione aveva diritto di veto, può esercitare il diritto di veto in qualunque momento - queste sono parole che risultano dal verbale - su qualunque iniziativa, sia all'interno del Consiglio di amministrazione che all'interno del Comitato esecutivo. Proprio per questo diritto di veto, questa società, senza l'assenso della Regione, non potrebbe fare niente.
Anche in seguito a queste assicurazioni fornite dall'Assessore, il Consiglio approvava la convenzione all'unanimità; se non che dal verbale dell'assemblea degli azionisti dell'Alpila, tenutasi a Torino il 7 giugno 1972, cioè a soli due mesi dall'approvazione della convenzione, le preoccupazioni del Presidente della società consistevano principalmente in:
1) richiedere alla Regione l'applicazione di nuove e antiche norme in tema di mutui agevolati e contributi a fondo perduto in materia turistica; questo, la Regione paghi ancora!
2) nel proporre l'auto-assegnazione di laute e ingiustificate prebende ai componenti dell'Assemblea: Presidente del Collegio sindacale: cinquecentocinquantamila lire, Sindaci: due, trecentomila lire, Presidente della società: dieci milioni di arretrati e sei milioni a partire dal 1972, Vice Presidenti, che allora erano tre, poi ridotti a due: due milioni di arretrati, un milione all'anno dal 1972 in poi, Amministratore delegato: dodici milioni, Consiglieri, e sono dieci: cinquecentomila.
Veniva poi approvato l'aumento dei gettoni di presenza ai Consiglieri da lire ventimila a cinquantamila più rimborso spese per ogni seduta.
Risulterebbe che l'Amministratore delegato percepisca altri tre milioni e mezzo quale amministratore della società Pila, cioè le funivie, il cui capitale azionario, per il 60%, è nelle mani della società Alpila.
Altra preoccupazione del Presidente, nell'esprimere pesanti apprezzamenti sugli Amministratori regionali, cioè su tutti noi, mettendone in dubbio la rettitudine e l'onestà, leggetevi i verbali, quale reazione al dottor Lucat, che in quella assemblea rappresentava il Presidente della Giunta, e che era stato il solo a opporti e a votare contro. Dal verbale si deduceva con evidenza che, malgrado l'opposizione del rappresentante della Regione, le proposte del Presidente dell'Alpila erano state ugualmente approvate e pertanto il diritto di veto della Regione non esisteva, malgrado le solenni affermazioni fatte in sede di Consiglio.
In quel periodo l'opinione pubblica commentava con indignazione il prezzo di vendita dei condomini in costruzione a Pila: trecentocinquantamila al metro quadrato, mentre nella città di Aosta, allora, il loro prezzo si aggirava sulle centoventi, centocinquanta lire al metro quadrato.
Il 2 ottobre del 1972, i Consiglieri del Gruppo comunista presentavano al Consiglio reginale la seguente interpellanza: "Per sapere se la Giunta giudica ancora compatibile con i criteri di rettitudine e di dignità che dovrebbero ispirare il comportamento degli Amministratori pubblici, la permanenza della Regione, che comporta rilevante esborso di denaro pubblico, in una società come l'Alpila che ancora recentemente ha manifestato i suoi fini speculativi ed i cui Amministratori hanno dimostrato una eccessiva preoccupazione nell'autoassegnarsi laute quanto ingiustificate prebende nonostante la società presenti rilevanti perdite di esercizio e un inqualificabile disprezzo nei confronti degli Amministratori regionali, ai quali sono state rivolte oltraggiose accuse. In detta società ogni potere decisionale è monopolizzato dagli uomini della Fiat che manifestano palesemente un arrogante quanto inqualificabile disprezzo nei confronti della Regione e del suo legittimo rappresentante".
L'interpellanza veniva portata alla discussione del Consiglio il 30 gennaio del 1973; il Presidente della Giunta ammette in quella seduta che i fatti denunciati dai Consiglieri comunisti devono indurre la Regione a sorvegliare meglio e più da vicino l'andamento di questa attività turistica che si sta svolgendo in modo un po' prepotente nell'ambito della Regione e si riserva di approfondire questo aspetto del problema.
Dal gennaio del 1973 in Consiglio regionale non si discute più dell'Alpila. In questi ultimi tempi affiorano nuove richieste della società, con l'aumento del capitale della società da un miliardo e mezzo a due e mezzo; la Regione dovrebbe sottoscrivere altri duecento milioni, per l'esattezza duecentotrenta, oltre ai trecento già sottoscritti; sui fondi di rotazione la società richiede alla Regione cinque o seicento milioni per l'Alpila e duecento milioni per la Pila, cioè le funivie, che poi è sempre tutto Fiat. In totale circa ottocento milioni, e ne sollecita il versamento.
Affinché i Consiglieri regionali si rendano conto dell'aggravio finanziario che verrebbe a pesare sulla Regione, riassumo le cifre arrotondate.
Sottoscrizione azioni: 20%, cioè questi sono fondi già versati: trecento milioni; per infrastrutture, spesi o impegnati con delibera di Giunta: duecentocinquanta milioni; pertanto sommati, rappresentano la cifra di cinquecentocinquanta milioni già versati o impegnati dalla Regione, e vediamo i fondi di previsione, sottoscrizione azioni per l'aumento di capitale: duecento milioni, ho detto arrotondo perché sono duecentotrenta; infrastrutture previste dalla convenzione: circa due miliardi; fondi di rotazione, alberghi per la società Alpila: seicento milioni; fondi di rotazione per la società Funivie Pila: duecento milioni, totale tre miliardi che dovremmo ancora spendere. Aggiungendovi i cinquecentocinquanta milioni già spesi o impegnati o sottoscritti come azioni, la cifra ammonta a tre miliardi cinquecento milioni arrotondata. Il costo delle infrastrutture che graverà totalmente o parzialmente sulla Regione, previsto dalla convenzione del 1972 in circa due miliardi, ho accennato prima, supererà notevolmente questa cifra, in conseguenza dell'enorme aumento dei costi che sono più che raddoppiati; prendete visioni dei prezzi di capitolato dell'Assessorato dei Lavori Pubblici e constaterete che i prezzi sono più che raddoppiati, e allora i due miliardi di infrastrutture diventano quattro, oggi, se li faremo tra un po' di anni, con la lira che continua a rotolare, diventeranno cinque o sei, ma stiamo alle cifre di oggi.
Vi dicevo, diventano quattro, in totale saranno circa cinque miliardi e mezzo che la Regione fra quelli che ha già sborsato e quello che dovrà ancora sborsare come infrastrutture, fondi di rotazione, sottoscrizione azioni; saranno cinque miliardi e mezzo.
In che cosa consistono queste infrastrutture che graverebbero totalmente o parzialmente sulle finanze della Regione? Allargamento strada Charvensod-Pila, parcheggi, strade interne al complesso turistico, copertura dei tratti di strada coperta, fognature, acquedotti, linee elettriche e telefoniche; mentre il Comune di Gressan si accolla le spese di manutenzione e di gestione dell'acquedotto, dovrà provvedere all'illuminazione pubblica, andate a consultare la convenzione Comune di Gressan/Alpila, di là ho ricavato questi dati, dunque dicevo acquedotto e fognatura, dovrà provvedere all'illuminazione pubblica, attrezzatura di zone verdi, segnaletica stradale, ritiro dei rifiuti, si è impegnato a cedere gratuitamente i terreni per la costruzione di stazioni funiviarie, impianti sportivi, depositi di materiale, piste da sci, rifugi, aree verdi e altre opere, fra le quali diecimila metri quadrati per la costruzione dei parcheggi.
Si è impegnato, sempre il Comune di Gressan, a cedere gratuitamente le servitù e accordare il diritto di prelazione sui terreni di proprietà comunale; sempre il Comune si impegna ad accordare all'Alpila l'esenzione delle imposte di consumo - allora c'erano le imposte di consumo - e dell'energia elettrica e di tutte le altre esenzioni che l'Amministrazione comunale potrà concedere.
Quali sono gli impegni dell'Alpila previsti dalla convenzione?
a) costruzione di seicento posti letto alberghieri entro il 31 dicembre 1973 - attiro la vostra attenzione su queste date;
b) di seicento posti letto residenziali entro il 31 dicembre 1973, l'anno scorso;
c) della centrale termica, telefonica e primo lotto del centro sportivo entro il 31 dicembre 1973;
d) di seicento posti letto residenziali e para-alberghieri entro il 31 dicembre 1974, cioè questo mese e tralascio gli altri: sono millenovecento cinquanta posti letto nel 1976, centro sportivo nel 1976, jardin alpin a Plan Perdu nel 1978 e centro commerciale nel 1978. Ora, non uno di questi impegni - parlo delle scadenze già avvenute - è stato mantenuto dalla società Alpila, infatti le costruzioni dei punti a), b) e c) che vi ho elencato, i primi tre che avrebbero dovuto essere ultimati nel dicembre 1973, non sono ancora ultimati oggi e non sono ancora ultimanti oggi neanche quelli del punto d) che dovrebbero essere ultimanti entro il dicembre del 1974.
Sfogliando i verbali, apprendiamo poi che i membri del Consiglio di Amministrazione dell'Alpila che intendono prenotare un alloggio a Pila, avranno uno sconto del 2%; apprendiamo sempre dai verbali che nelle sedute seguenti a quella del 7 giugno 1972 non vi partecipava più il Dottor Lucat in rappresentanza del Presidente della Giunta e che aveva difeso gli interessi della Regione - anche se è stato in minoranza e nessuna delle osservazioni è stata accettata nelle riunioni precedenti - vi dicevo che il Dottor Lucat non vi partecipa più e che i due rappresentanti della Regione, entrambi Vice Presidenti, approvano sempre tutto all'unanimità e che i medesimi sollecitano, a nome della R.A.V.A., che vorrebbe dire la Regione valdostana, ma anziché R.A.V.A. farebbero meglio a chiamarla vacca perché si munge; le rave si dice che non esce sangue da una rava, no, quindi noi, la Regione, diciamo la R.A.V.A. per loro, così viene chiamata la Regione sui verbali. Vi dicevo che uno dei nostri due rappresentanti chiede l'affidamento di incarichi da definirsi, ciò che potrebbe spronare gli organi regionali a un maggior interesse verso le cose della società.
Io mi chiedo: ma questi due parlano a nome degli organi regionali? Fra gli organi regionali c'è anche il Consiglio, io penso: che ne sia informato il Consiglio di questo; ha delegato il Consiglio regionale questi due Signori e parlare a nome degli organismi regionali? È una domanda che io mi pongo.
A questa richiesta, il Presidente si dichiara ben lieto, il Presidente dell'Alpila, di accogliere la richiesta - e così si addomesticano di più - e a uno dei due viene affidato l'incarico di trattare con la Valtour per il problema dell'albergo. E sempre apprendiamo dai verbali che i dirigenti dell'Alpila hanno partecipato a riunioni con l'intera Giunta regionale, la quale si è assunta egli impegni; che le fatture Fiat ammontano a oltre duecento milioni; che all'Ipi, altra emanazione Fiat, Istituto Piemontese Immobiliare, cioè quello che rivende i condomini dell'Alpila, dicevo che all'Ipi, altra emanazione Fiat, sono stati versati duecentoventi milioni quale provvigione che le indennità, ripeto, duecentoventi milioni all'Ipi, sempre dell'Alpila, società Alpila, di cui noi siamo azionisti e che noi paghiamo - vi ho citato le cifre prima - che le indennità ai membri del Consiglio di Amministrazione gravano annualmente sul bilancio per quarantasei milioni annui, che nell'esercizio del 1973, al marzo 1974 gli interessi passivi ammontano a ottantacinque milioni e che per la pubblicità sono stati spesi diciassette milioni, che ne giugno 1974, attenzione, non erano ancora stati iniziati i lavori per la costruzione dei condomini venduti nell'aprile del 1973, un anno dopo che hanno venduto gli alloggi dei condomini, i condomini non erano ancora iniziati, e che il loro prezzo di vendita, dei condomini, passerà dalle trecentocinquanta alle seicento, settecento mila, ricavandone un utile di circa un milione: si parla sempre al metro quadro; apprendiamo sempre dai verbali che il Consiglio di Amministrazione ha altresì previsto la vendita dell'albergo in costruzione, della quasi totalità del centro commerciale, otre settemila metri quadrati e la cessione ai sindacati - qui non si capisce quali sindacati - le vendita a questi sindacati a un prezzo di favore, di aree infrastrutturali, a spese della Regione, naturalmente, perché vi costruiscano un loro albergo in alternativa al previsto albergo della gioventù.
Ora, siamo di fronte a questa situazione: una società che ha già introitato sette miliardi per la vendita di immobili ancora in costruzione o ancora da iniziare, che ha speso i due miliardi e mezzo di capitale, contraendo mutui con le banche per altri miliardi, che intende vendere tutto: condomini, complessi alberghieri, centro commerciale, perfino i terreni urbanizzati ai sindacati e che pretende altri miliardi dalla Regione, come sottoscrizione dei capitale, come fondi di rotazione, come costruzione di infrastrutture, e che se ne infischia delle scadenze e degli impegni assunti!
Quando detta società, sorta per la valorizzazione turistica di Pila, dimostra di perseguire un unico scopo: la speculazione, costruendo e vendendo immobili e comportandosi alla stregua di qualsiasi speculatore privato che, per lo meno, non chiede convenzioni e finanziamenti agli Enti pubblici. Può la Regione continuare a prestare la sua copertura, che diventa complicità, a simili operazioni? Se gli acquirenti dei condomini - non avendo costruito la società Alpila i condomini alle scadenze previste - denunciassero alla magistratura la società Alpila, chiedendo i danni per la mancata consegna alla scadenza dei condomini, io mi chiedo, noi Regione, che facciamo parte di questa società con capitale che ho accennato prima, che figura ci faremmo? Ecco, pagheremmo anche noi il 20% dei danni, quindi noi pensiamo che la Regione non può continuare a finanziare detti speculatori e a coprirli con la sua partecipazione azionaria perché, dicevo, diventiamo dei complici.
Noi pensiamo che l'Amministrazione regionale abbia una sola via da seguire: denunciare la convenzione, uscire da questa società di speculatori dominata dalla Fiat e destinare quei miliardi per le opere e i servizi necessari e urgenti alla Communauté Valdôtaine.
Ora, diceva Mappelli, solo parole, non fatti. Ebbene, i comunisti non si limitano a pronunciare delle parole perché hanno affrontato dei fatti concreti e dei problemi che interessano la collettività valdostana e non solo parole perché noi presenteremo una mozione su queste cose concrete, per evitare che si continui, in questi tre mesi di bilancio provvisorio, ad attingere sui capitoli - e qui ne accenno alcuni - per l'Alpila. Sul capitolo degli acquedotti n. 539 sono stati attinti quarantasei milioni; sul capitolo delle fognature n. 532 sono stati attinti sessanta milioni per le fognature; ne sono stati attinti altri centotredici milioni per la costruzione del depuratore. Allora, per evitare che si continui in questi tre mesi di esercizio provvisorio, con i dodicesimi, ad attingere su questi capitoli e su altri - io ve ne ho solo citati alcuni - per le infrastrutture dell'Alpila, si destinino invece questi fondi, questi dodicesimi di quei capitoli, ad acquedotti e fognature per la collettività valdostana, per quei villaggi del Comune di Aosta, qui della collina, che non hanno le fognature e che mancano anche degli acquedotti, destiniamoli alla collettività valdostana e non agli speculatori Fiat. Pertanto io vengo alla conclusione presentando questa mozione:
Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta,
premesso che nella seduta consiliare del 7 aprile 1972 veniva approvata la convenzione fra la società Alpila, il Comune di Gressan e l'Amministrazione regionale;
che nel corso della discussione venivano sottolineati i numerosi interventi e i lati negativi di tale convenzione;
che, mentre scaricava sugli Enti pubblici gli oneri delle infrastrutture dei servizi, riservava agli azionisti privati i vantaggi e le possibilità speculative, lasciando agli stessi, nei fatti, ogni potere decisionale, rilevando così, contro ogni legittima aspettativa, il carattere speculativo della società Alpila, rivelatasi uno strumento inadatto e negativo per lo sviluppo turistico regionale;
preso atto delle diverse gravi violazioni della convenzione approvata dal Consiglio reginale in data 7 aprile 1972 regolante i rapporti fra Regione, Comune di Gressan, Alpila, dicevo, violazioni da parte lessa stessa e in modo particolare del punto 6 della sopracitata convenzione;
valutando come prioritario dal deciso indirizzo riformatorio che abbia al suo centro l'agricoltura, la scuola, la casa, la sanità, il turismo popolare e di massa e, conseguentemente, la non dispersione in altri settori dei fondi finanziari della Regione, soprattutto quando si tratta di decine di miliardi,
DELIBERA
di predisporre mediante i propri organi competenti, tutti quegli interventi adatti alla reale salvaguardia del territorio della Valle d'Aosta;
di promuovere, nel caso esistessero gli estremi, la denuncia della convenzione regolante i rapporti tra la società Alpila, la Regione e il Comune di Gressan, sospendendo immediatamente tutti i finanziamenti diretti e indiretti a carico della Regione previsti dalla convenzione stessa, affinché detti fondi possano essere destinati a opere e servizi necessari e urgenti per la comunità valdostana;
di promuovere il ritiro della società Alpila nel pacchetto azionario della Regione.
Io chiedo che questa venga messa ai voti.
... noi adesso trattiamo del bilancio, qui abbiamo trattato del problema concreto e urgente del bilancio e... perché è un problema più concreto di questo, dove si tratta di cinque miliardi e rotti, con tutte le altre implicazioni, ma se questo non è un problema concreto, io chiedo... concretezza.
Dolchi (Presidente) - ... l'Assessore Milanesio, vorrei pregare il Consigliere Manganoni di farmi pervenire l'ordine del giorno, in modo che possa essere distribuito almeno ai Capigruppo.
La parola all'Assessore Milanesio.
Milanesio (PSI) - Chiedo la parola in primo luogo sull'argomento del giorno e cioè sull'esercizio provvisorio, per ribadire, così come ho già annunciato in qualche modo stamattina, che il nostro partito è favorevole all'approvazione dell'esercizio provvisorio, è favorevole per le ragioni che sono abbastanza... e cioè per quella circostanza cui la Giunta in crisi... per poter parlare di stipendi ai dipendenti, ma tanto per evitare una completa paralisi amministrativa in tanti settori che, bene o male, dipendono dall'operatore pubblico che si chiama Regione e che spende circa quattrocentocinquanta miliardi all'anno in Valle d'Aosta... come questa per le ragioni che sono... voteremo a favore di questo esercizio provvisorio... più o meno che il bilancio l'anno scorso ripresentato e copiato e trasformato in dodicesimi per ogni mese di esercizio provvisorio... io ricordo che il mio partito aveva, ha chiesto che questo esercizio provvisorio abbia una durata di due mesi e non di quattro... che possa essere utile mettere un tempo più breve del previsto per la più rapida soluzione possibile della crisi.
Io faccio un appello ai Gruppi... se vogliono aderire a questa proposta, noi ci dichiariamo favorevoli all'approvazione, però vogliamo questa Commissione che... la durata di due mesi che non crediamo sia una condizione inaccettabile.
Da questa parentesi... brevemente, una considerazione, perché ritengo che sia un atto normalissimo in questo caso; chiedo brevemente la parola sull'ordine del giorno presentato dal Consigliere Manganoni che, così, è stato... discussione.
... perché, se potessimo, se il Consiglio potrà in avvenire esaminare questo problema, se... la Giunta regionale... eletta dovrò esaminare questo problema... maggior profondità di...
Io voglio solo far osservare... un aspetto che però è molto importante, ritengo. Quando il Consiglio regionale ha... questa convenzione con il Comune di Gressan, ha votato la medesima convenzione, quando la Giunta regionale sul campo del Consiglio l'ha siglata assieme alla sua, assieme al Comune di Gressan, ha messo in atto un rapporto di tipo privatistico che non credo possa essere cancellato così, con un netto... di volontà o per lo meno, può anche disatteso... però si può cascare... quello che è stato fatto,... anche il Partito Comunista allora ha votato a favore, sia pure con molte riserve, di questo gliene do atto, però abbiamo messo rapporto molto preciso e credo che questo Consiglio non possa dare... potrebbero... spendere quelli che hanno votato se non altro i Consiglieri di allora, pertanto non credo che, ... fare quello che vuole solo perché è la Regione, viene alla stessa stregua di un altro privato.
Questa è la verità e questo è un diritto... su questo... devo dire che se ci sono accertamenti... da parte della società... sia ben chiaro, perché ho anch'io molte cose da dire, non ritengo di dirle in questa sede perché occorrerebbe questa affermazione che io ho, ma non ho qui nessun documento, perché nella mia veste di Assessore al turismo, sia pure dimissionario, ho chiesto... della Regione, e in una circostanza... presente anche il Presidente Dujany, abbiamo chiesto notizie sull'andamento della società, abbiamo posto degli interrogativi e ci siamo raccomandati di chiedere ulteriori documentazioni.
Io conosco abbastanza bene le vicende della società Alpila e ritengo che molte delle obiezioni sollevate da Manganoni sono... che la Regione ha di questa società, la Fiat, ... pesantissime responsabilità, soprattutto nella direzione dei lavori, ammesso che ci sia stata una direzione dei lavori e sono contento che vi sono sorte... però devo anche dire che... Alpila nei confronti di questa convenzione... potrebbe anche essere scaricata, diciamo così, in parte sulla Regione perché anche la Regione, questo... indebolire minimamente la posizione della Regione in una eventuale... ma anche la Regione non ha rispettato determinati impegni che si è assunta, probabilmente neanche il Comune di Gressan l'ha fatto, è una convenzione che è stata approvata in un certo momento storico e poi della quale, così, tutti hanno ottenuto un conto che non potrei definire... anzi... tenuto poco conto decisamente.
Ora, se si tratta di iniziare delle trattative, di vedere anche alla luce dell'attuale situazione economica e delle prospettive che ha il settore immobiliare, se si tratta di iniziare un discorso con la società Alpila, di cercare di impostarlo su basi nuove e diverse, ... che stanno venendo alla società stessa; io ritengo che il fatto politico, e noi per primi siamo disponibili poiché l'Alpila... una concezione che oggi, entro certi limiti, è superata, dell'investimento... cioè, per intenderci, per fare una stazione turistica che si tramutava, che dovrebbe tramutarsi in un affare immobiliare, ... non ha ancora le cifre... società che ha attraversato delle notevolissime difficoltà di attività e di... anche di quello, io non me la sentirei di parlare... della società Alpila, qualcuno... che questa società abbia saputo farsi i suoi interessi, è questo l'aspetto negativo e se li è fatti con delle complessità che non vanno.. che vanno denunciate. Questo deve essere chiaro perché certe questioni... qualcuno le ha lasciate passare, altri hanno fatto finta di non vedere, i risultati non sono brillanti certamente; però io ritengo che bisogna fare un discorso di impostare i rapporti, ... cioè Comune, Alpila e Regione, non possiamo non pronunciare questa convenzione oggi in questo Consiglio, o perlomeno un'azione che il Partito Comunista in questo momento qua può avere un significato che ha... che possiamo anche apprezzare ma non può essere accolta nei termini in cui viene proposta, almeno in questo momento.
E poi comunque, a mio avviso, un approfondimento che... in grado di dare o di fare.
La Giunta ha cercato di seguire la vicenda dell'Alpila, ma cerchiamo di seguirla attraverso quelle che sono... i suoi rappresentanti... ieri quelli che erano i rappresentanti.
Del resto è campo dell'esecutivo seguire queste cose; mi pare logico e giusto le direttive... deve pervenire dall'esecutivo, tra l'altro queste... sono di competenza dell'esecutivo.
Insomma, io non voglio entrare nel merito delle singole osservazioni fatte da privati, ... e sottoscriverle... che secondo me non sono esatte e non tengono conto della grave situazione che stiamo attraversando.
Comunque su questa vicenda, ... dichiariamo disponibili, quando la crisi sarà finita ce lo consentirà di esaminare... importante che sta di fronte alla comunità della nostra Regione, per un problema, direi esemplare, così, in... grosso insediamento di questo tipo, se poneva certi problemi prima che aveva una... era ancora in progetto, adesso che si sta realizzando... va bene... discutiamone e prendiamo atto della... però non penso che il Consiglio possa fare... né penso che oggi un'uscita della Regione gioverebbe alcun... alla società Alpila e anche alla Regione stessa.
Nuocerebbe alla società Alpila... che anche un organo di sviluppo, che poi dovrebbe trasformarsi in un affare per chi chiede... e così, io penso che certi... che hanno di regionalizzare questa società, pur non avendo la maggioranza per farlo... Signori miei... magnifica causa dalla quale non so come ne usciremmo.
Quindi il nostro partito... esprimere il voto favorevole all'ordine del giorno presentato dal compagno Manganoni a nome del Gruppo comunista.
Siamo disponibili però a esaminare questo problema come un grosso problema che ci sta di fronte e che deve essere risolto, perché così com'è comunque non può andare avanti e sappiamo che esistono delle responsabilità... della società. Però non possiamo fare... bisognerebbe che questo discorso fosse fatto di fronte alla società... quando la Regione partecipa... vede questa società come un terzo, cioè deve... come interlocutore non può sdoppiarsi, in questo caso, ebbene noi vogliamo che... risponda alla Regione di questo, ... può essere stato un ... Consiglio regionale che si erge, diciamo così, ... e ci condanna senza sentire neanche la controparte.
... da fare in questo caso, perché noi... ci sia di riprendere completamente daccapo un discorso che così com'è stato impostato, abbia generato... e ha prodotto dei risultati che oggi non sono certamente positivi e dei quali non possiamo... ordine del giorno... e con la proposta che fa, possa essere accolto in questo Consiglio; ne deriverebbero delle responsabilità... votare un ordine del giorno di questo tipo ci pensa due volte, ecco perché... abbiamo esaminato questo argomento... riunioni, noi di fronte a questo ordine del giorno, non possiamo esprimere voto negativo, dichiarandoci disposti e disponibili ad approvare... con i Gruppi consiliari che lo riterranno opportuno delle iniziative per modificare una certa situazione che, così com'è, non piace neanche a noi.
Jorrioz (PSDI) - ... il compagno Consigliere Milanesio sulla questione dell'Alpila... nel passato a concedere certe autorizzazioni, ecc. ma mi sembra che in questo momento stiamo facendo un secondo... cioè abbiamo dato la possibilità a una certa società, ecc. ... un certo sviluppo, ... un suo rappresentante, a parte il fatto che i rappresentanti non controllino niente, questa è una questione che... riguarda la Regione; mi sembra che sia un errore ritornare indietro, cioè... vi abbiamo dato una mano per sviluppare una certa situazione, adesso, è fatto, dice: "Voi come Regione"... lasciamo campo libero ai Signori, cui noi stessi, noi come Regione, non io, ma il passato Consiglio regionale, ecc., come partito, l'autorizzazione è questa, però... adesso noi ci ritiriamo così potrete fare tutto quello che volete.
Io ritengo che questo sia un... adesso ci ribelliamo e lasciamo loro campo libero per fare quello che vogliono.
Io ritengo che in questo momento, scopo, anzi, a maggior ragione, in questo momento la Regione... controlli questa situazione che discuta su ogni... società... di questo genere, ... dire che voi avete avuto un mandato, adesso lo eseguite senza... la Regione... controlla, così altro... che... entreranno a sostituire la Regione per attuare quello che natura vuole attuare in questo momento.
Questo, uno dei problemi.
Secondo problema. Mi sembra che... attinenza alla nostra discussione all'ordine del giorno del Consiglio, cioè se è quella... come Capogruppo... di fronte a un altro posto, cioè alla... fatta da alcuni Gruppi per due mesi di esercizio provvisorio... data di quattro mesi, aveva fatto una proposta di tre mese, ma perché ritengo che, a un certo momento, qualunque Giunta essa sia, di destra, di sinistra, del centro, abbia bisogno di un certo tempo per poter discutere di questi problemi perché, a un certo momento, non so, di fronte a un esercizio provvisorio, dovrà essere presentato un bilancio. L'anno scorso ne sono stati presentati due e quest'anno nemmeno uno, allora almeno presentiamone uno al più presto possibile... possa essere fatta la necessità di avere il tempo necessario... questo bilancio... per il prossimo anno; non è che io abbia fatto fa mediatore tra una proposta e un'altra, mi sembra talmente logico... tra la discussione in Consiglio... una povera Giunta, perché sarà difficile preparare questa Giunta... indispensabile per preparare il nuovo bilancio.
... faremo un altro, in Consiglio diremo, faremo un'altra riunione di Consiglio, diremo... e arriveremo ai quattro mesi, quel tempo indispensabile per una Giunta, qualunque essa sia, deve essere almeno di tre mesi. Io non concordo con quello che ha detto l'amico Milanesio, glielo ho già detto nella riunione dei Capigruppo, dico, non è possibile questo, dico, non nascondiamoci dietro un dito, ... due mesi... perché tutte le forze politiche, perché si riesca a formare questa Giunta, non credo che sia possibile costringere una Giunta di fronte a due mesi, tre mesi, a formare una Giunta; se manca la buona volontà bisogna cercare questa buona volontà ed è questa volontà che non dipende dai due mesi o tre mesi, però se questa Giunta sarà fatta, ha bisogno di tre mesi per portare avanti questo discorso.
Ecco io non vorrei dilungare, dilungarmi troppo e... tre mesi per portare avanti un discorso...
Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Bordon.
Bordon (DC) - Veramente stavo dicendo con gli amici: la democrazia è veramente una cosa bella. Allora ai due mesi di Milanesio, naturalmente l'amico Jorrioz dice: no, io dico tre; io mi dovrei alzare e dire: due e mezzo, come ha proposto l'amico Mappelli, come se questi quindici giorni, trenta giorni fossero determinanti.
Ora io, come dicevo stamattina, e vorrei comportarmi telegraficamente come il telegrafista Assessore alle Finanze perché quando fa le relazioni, le fa sempre telegrafiche e vorrei farlo anch'io, se ci riesco. A un certo momento io stamattina vi ho già detto qual era la posizione nostra, posizione della Democrazia Cristiana, non bisogna dimenticarlo, un Gruppo di minoranza, quindi certe impostazioni noi le dobbiamo vedere anche con quella visuale.
Allora... che non sia tutta valida questa proposta, tutta valida questa proposta dei Capigruppo di proporre questo esercizio provvisorio, perché riteniamo che sia uno strumento di tale importanza che deve essere costituita una maggioranza, una Giunta, che porti avanti questo.
Quindi... per questioni di opposizione, così per principio, noi riteniamo ancora adesso che questo sia un ragionamento valido perché, ripeto, il bilancio, siamo tutti d'accordo, lo abbiamo sempre detto in quest'Aula, è lo strumento più importante di tutta l'Amministrazione regionale, quindi non so come possa essere portato avanti da dei Capigruppo; però io voglio non voglio insistere troppo su questo argomento perché non vorrei poi che qualcheduno che ci controllo in parte, avesse a trovare un appiglio in questo, perché, a dimostrazione di quanto dico, io sono anche del parere che l'Assemblea nostra è sovrana e quindi i Capigruppo, che da un punto di vista esprimono tutta l'Assemblea, abbiamo la possibilità di portare avanti questo.
Naturalmente... ma noi non è che volessimo ricattare, l'ha detto adesso Jorrioz, Jorrioz ha detto che in questo momento non si può dire questo può essere determinante per una Giunta, per accelerare una nuova maggioranza. Beh, io ritengo che questo possa avere la sua importanza perché... polemizzare, d'altronde non l'ho fatto neanche stamattina, ma su questo argomento si potrebbero già fare delle lunghe dissertazioni e allora non sarei più telegrafico perché, arrivati a un certo momento Signori, ... molto molto strano, ma se noi portiamo avanti un discorso... Ramera, e lo riprendo questo discorso, sei mesi di esercizio provvisorio, io non credo che pur mettendo sei mesi che non sono ammissibili perché sono solo quattro, ma lo... facendo segno ad altri, ... io non credo che i si possa addormentare perché sono quattro mesi... però io ritengo che sia una cosa... Presidente del Consiglio... le sue comunicazioni, nome del Presidente della Giunta e nomi degli Assessori; naturalmente noi ci augureremo di arrivare qui e di vedere questo realizzato, purtroppo non lo è stato, e per ora un'altra perplessità... bilancio provvisorio che poi ci impegna anche per il futuro e questa è un'altra considerazione. Io vi dico che anche se noi fossimo favorevoli, come io penso potremo anche venire in fase di conciliativa, a un punto di incontro, ma sia ben chiaro che noi questo bilancio del 1974 lo abbiamo bocciato e questo qua è lo stesso bilancio del 1974, quindi la prima incongruenza per me della Democrazia Cristiana, come per gli altri di minoranza, che non hanno approvato il bilancio, è questa... se poi, per combinazione, dopo i due o tre mesi viene avanti questo bilancio, ed è stato detto con molta serietà da altri, non pensate mica di portare il "libro giallo" perché io voglio vedere qual è la Giunta che arriverà, che riuscirà a spostare questo, sarà questo bilancio che andrà avanti normalmente e ancora qui una volta devo dare atto di certe cose che ha detto Monami, io le condivido in pieno... questa impostazione, la crisi, non c'entra in questo momento, però indubbiamente non è nostra questa crisi e allora dovrebbe adesso approvare questo bilancio del 1974 bocciato da noi allora.
Adesso lo approviamo per due o tre mesi e poi, quanto è finito l'esercizio provvisorio, che sono passati i mesi indicati, noi dovremmo dire: non lo votiamo più, ma mi sembra una incongruenza... non da parte vostra che l'avete approvato, allora, come maggioranza.
Indubbiamente io mi permetto di soffermarmi su questo punto, è uno strumento squisitamente politico, amministrativo, il bilancio rappresenta una maggioranza, rappresenta un insieme di forze che saranno diciotto, venti e che fa una impostazione amministrativa, stabilisce di portare avanti certi problemi piuttosto che altri, e la minoranza, che è qui, li segue.
Arrivati a questo punto, io mi dico, anche con la buona volontà, noi come dovremmo fare per votare questo? ... ci aiutate, perché anche noi vogliamo collaborare a questo, sempre che non si vada in giro a raccontare bubbole, che non si pagano gli stipendi e tante altre baggianate, perché non è affatto vero.
Ma vogliamo dare la collaborazione perché una parte di quella amministrazione ordinaria che loro possono fare, che la Giunta può ancora fare, abbia da andare avanti; allora... l'avete bocciato, non è stato possibile. Adesso in seduta... noi avevamo chiesto non quattro mesi, due mesi, un passo avanti è già stato fatto: lo abbiamo ridotto a tre, ma io mi domando perché non si può arrivare ai due mesi, questo è il discorso, perché i due mesi vuol dire accelerare... è una questione di principio, noi stiamo... da un principio base di quello che deve essere una situazione come questa di crisi, con tutte le sue conseguenze, e allora dovremmo concludere, e i miei amici saranno d'accordo con me, come spero, ma scusate, perché dobbiamo proprio non arrivare ai due mesi? I due mesi... accelerare secondo noi questo, e poi ci bocciate il 20 dicembre... ci bocciate i due mesi adesso eh ma si direbbe proprio che avete il desiderio che noi si voti contro, e questa è anche una cosa buona e noi potremmo anche votare a favore per fare un dispiacere non a Monami, ma per portare avanti questo problema nel migliore dei modi.
Quindi noi vi diciamo: fate... vogliate tenerne conto, ma vi chiediamo di portarlo avanti per due mesi e non per tre; se poi questo non ci sarà concesso, vedremo come dovremo fare.
Adesso vorrei parlare di Pila, dell'Alpila, e qui sarebbe molto facile dire: io mi associo - mi sembra quello che ha detto Milanesio - a quello che ha detto Jorrioz, perché non c'è niente da innovare, però mi sembra che non mi metterei nella posizione più giusta, perché io vorrei dire amichevolmente, come "boutade": è un po' uno scherzo, uno scherzo da Manganoni questo qui, perché io penso buono vero, perché voi qui, a un certo momento, in quegli oggetti che noi avremmo dovuto portare ancora in Consiglio, vi ricordate che in fondo a questa distinta che ci era stata data, era stata messa una mozione? La mozione di cui di parlava prima, mozione dei Consiglieri Chincheré, Monami, Manganoni, Tonino "Questioni concernenti la società Alpina"; siccome abbiamo afferrato, perché fin lì arriviamo anche noi, che è un grosso problema, e beh vi dirò che anche noi ci eravamo dati da fare, per cui avevamo richiesto, attraverso uno dei nostri funzionari sempre molto solerti, una copia della famosa deliberazione 87, che abbiamo qui, con la quale si votava all'unanimità, e questo è molto interessante, è tratto dal verbale dell'adunanza del 7 aprile 1972, e lì io penso che basta per voi, amici, che ricordiate chi c'era alla Presidenza, chi era che costituiva maggioranza in quel momento, che votavamo all'unanimità questa deliberazione con relativi accordi, ecc. ecc.
Ora noi avremmo voluto poterci preparare almeno, non dico come ha fatto Manganoni, che indubbiamente si è preparato bene, perché su questo ne diamo atto, perché mancava solo più che ci desse ancora l'età degli Amministratori dell'Alpila e poi ci ha detto tutto, quindi è tutto merito a Manganoni, io questo lo riconosco; io però avrei voluto arrivare qui armato di una grossa cartella così - la mia è più modesta - ma io non mi aspettavo che voi stasera avreste tirato fuori questo... e va bene perché poi il bilancio permette di trattare tutti gli argomenti possibili e immaginabili, però io vorrei arrivare adesso a una conclusione. Ma allora quando voi impostate i problemi così, mi dà quasi l'impressione che ci vogliate mettere in condizione o di votare così, alla leggera, o di non votare perché, ha detto bene Milanesio, per esempio io potrei dirti una cosa, Monami, e mi spiace, no, da un lato sono contento che continui così questo contro dibattito continuo che abbiamo tra voi e noi, ed è logico che ci sia, abbiamo dei punti di divergenza, però i problemi di base come questo possiamo discuterli, ma quando noi sentiamo tutto quanto è stato detto da Manganoni, a un certo momento potremmo anche lasciarci convincere, e non stupitevi mica perché abbiamo sentito dei dati che veramente mi preoccupano; ma, d'altra parte, ci diciamo: ma qui stiamo diventato tutti matti, ma noi quando abbiamo votato questa convenzione, l'abbiamo votata all'unanimità, quindi c'era un qualche cosa di buono dentro, e che cosa c'era di buono? C'eravamo qui in Consiglio tutti quanti, dobbiamo entrare nella società perché così la possiamo controllare di più, possiamo vedere e allora... in questa società, è stato detto da te, da Manganoni, è stato detto da due Vice Presidenti, e noi abbiamo nel Consiglio di Amministrazione dei nostri rappresentanti e qui non suoni polemica ma, se non sbaglio, non molto tempo fa c'è stata una inaugurazione nella zona di Pila, io non nomino nessuno perché non è proprio il caso, ho letto un bellissimo articolo su un giornale dove si facevano i complimenti a questa società, appunto io l'ho letto sul giornale, l'ho detto: l'ho letto sul giornale, dove qualcheduno, e non lo voglio chiamare in ballo proprio perché non ho nessuna intenzione di fare delle polemiche, ma se qualcheduno lo ha detto, lo deve confermare ancora, e se non lo ha detto, doveva dire al signor giornalista: lei sta raccontando un sacco di bubbole. Mi fa piacere che tu sia convinto che sul giornale era scritto che era una cosa bellissima, era innanzitutto il primo tentativo, adesso io non mi ricordo le parole, perché se fossero mie forse le ricorderei, ma di un tentativo nuovo di costruire in Valle d'Aosta, collegando sempre quelle famose parole che poi, in fondo in fondo, non critico chi le ha dette, mi raccomando, ma che diventano di moda, "agriturismo", perché si chiama così, ... perché c'erano le stalle, si vedeva qualcosa di nuovo.
Però io, stasera come stasera, vi dico: ma abbiate pazienza prima di dire: "Ce ne andiamo da quella società", io voglio avere anche dei dati da poter essere tranquillo perché finché mi si dice: "Dobbiamo versare ancora X miliardi", beh, io lo dicevo perché lo scherzo di Manganoni è fatto qui nell'Aula, ma fuori, amichevolmente, mi aveva chiesto che cosa io pensassi di questo problema e do atto anche di questo e io, onestamente, come ho detto allora, lo dico adesso: ma è poi mica detto che noi si debba ancora sottoscrivere ma io, stasera come stasera, sono contrario a uscire perché sarebbe la più grossa fesseria che possiamo fare, perché ritengo che finché siamo nella società, la si possa controllare. Adesso, se poi volessi proprio scherzare, qui bisogna che sia molto prudente perché sennò indirettamente offenderei quelli che rappresentano la Regione le Consiglio di Amministrazione, certo che se in Consiglio di Amministrazione si dibattono certi problemi a febbraio, mi sembra, e la Giunta li viene a sapere ad ottobre, e beh, alla barba dei rappresentanti della Regione! E Dujany sa a che cosa mi riferisco. Io penso che un rappresentante che noi abbiamo nel Consiglio di Amministrazione debba venire, a un certo momento, a dire: "Signori, qui sta succedendo questo", perché allora è inutile... e allora ripeto: io chiedo quello che hanno già chiesto i miei predecessori e che penso tutti chiederanno, anche quelli che dovranno prendere la parola dopo: che noi non ci rifiutiamo di dibattere questo problema, noi non abbiamo nessun interesse, nessun alloggio su a Pila, né tante storie, però abbiate pazienza, voi siete preparati, avete fatto bene, vogliamo prepararci anche noi per vedere che cosa si può fare e se c'è convenienza di smettere queste azioni, che non siano poi... da qualcheduno che non aspetta altro di comperarle perché sarebbe veramente vecchi bastonati, si dice, no? E quindi, in fondo in fondi, tutt'al più noi chiediamo di discutere questo problema, di discuterlo nelle Commissioni più opportuno e più adatte che voi riterrete di dirci e poi lo riporteremo qui; ma presi così, a "tabour battent", siamo arrivati qui, se io arrivassi qui stasera, presento un ordine del giorno sul geriatrico, bellissimo monumento di cui sto aspettando l'amico Benzo che poi mi dia dei dati, o Pollicini o chi per essi, oppure mi salta il ticchio di venire qui a fare una lunga chiacchierata sullo psico-pedagogico oppure sull'assistenza ai vecchi, e pensate dove andremmo a finire stasera! Quindi io non lo so, quindi sia ben chiaro, il Gruppo della Democrazia Cristiana questo problema dell'Alpila è pronto a dibatterlo, a esaminarlo, a fare tutto quello che volete, però metteteci in condizione di poter recepire anche noi tutti quei dati che ci mettano in condizione di dare un giudizio positivo.
Mi sembra di non aver altro da aggiungere per adesso, era telegrafico.
Dolchi (Presidente) - La parola all'Assessore Albaney.
Albaney (DP) - Una volta ancora telegrafico: proprio per favorire il voto favorevole della Democrazia Cristiana, siamo disposti a ridurre da tre mesi a due l'esercizio provvisorio.
Dolchi (Presidente) - La parola al Vice Presidente Chanu.
Chanu (DP) - Colleghi Consiglieri, anche io divido in due l'intervento e non me ne faccia carico l'amico Manganoni se... accenno alla questione che è stata portata avanti dall'Assessore Milanesio, che è stata riproposta dall'amico Bordon e su cui già l'Assessore ha chiesto delle sue dichiarazioni e cioè... evidentemente non è il caso di fossilizzarci, anche perché - e questo avrò l'occasione di dirlo quando si farà la riunione dei Capigruppo - possiamo mettere anche quindici giorni di esercizio provvisorio ma, evidentemente, li mettiamo già come... allo scadere le quindicesimo giorno si dovrà per forza di cose, ripresentarlo... l'eventuale nuova Giunta... una richiesta di proroga dell'esercizio provvisorio, perché i tempi tecnici del bilancio non possono essere rispettati.
... al Consigliere Bordon che qui anche se... che se la Democrazia Cristiana vuole votare a favore dell'esercizio provvisorio, è liberissima di votarlo e altrettanto libera di votare contro, perché tutta la discussione non era stata accentrata a livello di Capigruppo per portare l'esercizio provvisorio onde approvarlo, onde vincolare tutti i Capigruppo all'approvazione... di discutere l'esercizio provvisorio di modo che questa discussione possa... assumesse del carattere d'urgenza per evitare eventualmente di incappare in difficoltà e... quando... sia per dare all'Amministrazione la possibilità di uno strumento legislativo da poter consentire quel minimo vitale che...
Non riesco nemmeno a capire se l'amico Bordon fosse più chiaro ma... perché ci si incaponisca da parte di chi dice e dice, e io lo ammetto dal vostro punto di vista, come possiamo approvare un esercizio provvisorio sulla base di... e fare poi la questione dei termini...
Se la Democrazia Cristiana ritiene di approvare l'esercizio provvisorio, noi ne prenderemo atto, evidentemente... da parte della Democrazia Cristiana non dico certo un ripensamento sulle posizioni la cui impostazione di bilancio 1974 che noi abbiamo voluto e dobbiamo rinnovare, e forse, come diceva giustamente Monami, non potremo rinnovare per quello che è successo, era una impostazione che...
Ripeto su questo punto evidentemente... la discussione può procedere, l'importante, a mio avviso, era che i Capigruppo, tutti i Gruppi, sentissero quella che era in fondo la realtà di base, cioè che era necessario, al di là e la di sopra anche del... politico che era al di sotto di questa crisi in atto, sentisse la necessità di dare o di consentire che comunque il Consiglio potesse esprimersi sulla possibilità di dare quell'atto amministrativo che avrebbe potuto consentire quel continuare... anche al di là del termine del 31 dicembre 1974.
E, detto questo, vorrei soltanto aggiungere... non è che abbia approfondito il problema di cosa si possa o di cosa non si possa fare se manca l'esercizio provvisorio, mi ricordo solo che quando studiavo diritto amministrativo, il cosiddetto esercizio provvisorio era considerato nella categoria dei cosiddetti atti improrogabili, certo effettivamente era necessario per consentire l'espletazione dell'attività amministrativa oltre l'esercizio finanziario... questo atto deliberativo; che poi nella prassi si possa chiudere un occhio e dire: "Va beh, per queste cose, per queste spese si può non guardarci troppo a fondo", ma teniamo conto che se tu giustamente, Bordon, dicevi nell'intervento di stamattina che la Commissione di Coordinamento dovrebbe limitarsi a un mero controllo di legittimità su quegli atti che dovrebbero essere sottoposti poi al suo benestare e che presuppongono l'esistenza di un esercizio provvisorio per poter essere portati a compimento, e questo è un mero controllo di legittimità che non intinge certo nel merito, che certamente la Commissione di Coordinamento non andrà a dire o a pensare: "Mah, potevano farlo, non potevano farlo,. C'erano ragioni di carattere amministrativo, di carattere politico che potevano anche consentire di non portare l'esercizio provvisorio alla scadenza, prima dello scadere dei termini, alla discussione del Consiglio senza portare l'esercizio provvisorio a esempio la crisi si sarebbe risolata prima"; certo, questo è un atteggiamento di merito che la Commissione di Coordinamento non fa, ma se una Commissione di Coordinamento vuole puntare i piedi su una questione di legittimità, ti potrà dire su qualsiasi deliberazione che imponga un onere finanziario, quale che sia, Bordon, quale che sia, a mio avviso, sia quello dello stipendio, sia quello del contributo, sia qualsiasi atto amministrativo, dice: "No, qui manca l'elemento base" e quindi noi riteniamo di dire, addirittura di imputare all'Amministrazione regionale una omissione di un atto che, ripeto, fa parte della categoria degli atti improrogabili, che avrebbe dovuto comunque essere assunto proprio nella accertata impossibilità di fornire l'amministrazione nei termini di legge dell'atto formalmente perfetto che era il bilancio regionale.
Detto questo, per quello che riguarda la questione dell'ordine del giorno, è evidente che l'ordine del giorno ha messo a fuoco una situazione di estremo disagio e di estrema difficoltà nella quale si trova l'Amministrazione regionale in relazione a quello che è successo. Non lo diciamo adesso, l'abbiamo detto in precedenza, in relazione a quella che può essere una nuova impostazione degli interventi da parte dell'Ente pubblico nel settore del turismo, forese un modo di agire, un modo di impostare, di risolvere il problema dell'intervento dell'Ente pubblico quale quello che la Regione ha ritenuto di assumere nei confronti della società Alpila, adesso come adesso, alla luce del giorno, potrebbe essere anche un esempio di quello che non si dovrebbe più fare per il futuro, per evitare di ricadere in situazioni del genere.
Però, a mio avviso, il problema posto da Manganoni con, ripeto, con gli elementi certamente pertinenti e penetranti che ci ha messo in evidenza nel suo intervento, deve essere visto sotto due aspetti: un aspetto di carattere giuridico e un aspetto di carattere politico. L'aspetto di carattere giuridico dipende dal fatto che la convenzione fra l'Alpila e l'Ente Regione ha assunto una struttura di carattere ormai privatistico. Evidentemente quando, sia pure sulla base di un atto amministrativo, l'Ente pubblico si pone nella condizione di privato contraente nei confronti di altri Enti, di altri organismi di carattere privato, ci sono gli oneri, ci sono dei diritti, ci sono degli obblighi che devono essere reciprocamente rispettati e, a questo punto, effettivamente, devo dire che non mi sentirei in grado - se dovessimo limitare la discussione al puro carattere giuridico - non mi sentirei in grado di dire che esistano motivi giuridicamente rilevanti per impugnare o per denunciare la convenzione per l'inadempimento da parte, in questo caso, della società Alpila, se non ci potessero essere dei motivi, come nell'intervento dell'Assessore Milanesio è stato portato avanti, che potrebbero mettere anche in una posizione, diciamo, di difetto dell'Amministrazione regionale nei confronti della società, nei confronti degli altri contraenti, ritengo effettivamente un po' difficile, da questo punto di vista strettamente giuridico, di dire: "Signori, andiamo avanti tranquilli, denunciamo la convenzione".
Questo però è un discorso di carattere strettamente giuridico.
Il discorso di carattere politico è diverso, il discorso di carattere politico ha certamente un'altra apertura e un altro peso; evidentemente, su molti, su moltissimi dei rilievi portati avanti, noi non possiamo che essere conseguenti e consenzienti.
D'altra parte qui, diciamocelo con altrettanta franchezza, io ritengo che anche il problema dell'Alpila, proprio per quello che è venuto fuori fino adesso da parte di rappresentanti di altre componenti politiche che compongono l'arco di questo Consiglio, evidentemente un problema di carattere giuridico buttato avanti e portato per una risoluzione, sia pure orientativa in un ordine del giorno, in una situazione quale quella in cui versiamo, evidentemente, potrebbe anche portare a delle perplessità perché tutto questo può e deve fare parte, perché è un problema di indubbia importanza, di quello che sarà l'accordo, di quella che sarà la convergenza su un punto che certamente non potrà essere sottaciuto nell'ambito delle trattative per la risoluzione dei problemi concreti e pratici fra le varie forze politiche che si vorranno incontrare per formare una maggioranza.
Riteniamo, a questo punto, in questo momento, questa sera, di poter esprimere, se vogliamo esprimere un qualche cosa dal punto di vista o personale oppure di Gruppo, lo possiamo fare, però, effettivamente, dobbiamo tenere conto che anche questo problema deve essere visto in quella che è la convergenza poi delle forze politiche che effettivamente dovranno anche riunirsi e trovarsi per fare la maggioranza o per portare comunque avanti, dal punto di vista esecutivo, quelle che saranno le deliberazioni che si intendono assumere.
Ora noi ne parlavamo anche fra di noi, certo, come di certo, come dicevo prima, l'Alpila, il sistema di convenzione è un classico esempio a modo nostro di una impostazione che non deve più essere seguito in futuro; se si possa però, diciamo, portare, a questo punto, diciamo, di approfondimento del problema, l'Amministrazione regionale a prendere delle posizioni che non sono delle posizioni di principio, perché sulla posizione di principio siamo perfettamente d'accordo con i comunisti, non si può pretendere che il problema degli interventi delle infrastrutture turistiche della Regione Autonoma Valle d'Aosta continui nel modo e con il metro con cui si è impostato per quello che riguardava il rapporto con l'Alpila, ma se questo, diciamo, evidentemente, poter dire oggi: denunciamo, rompiamo, togliamo i nostri rappresentanti dalla società, il passo , a mio avviso, in questo momento, è forse ancora troppo prematuro, dici bene, Bordon, comunque potrebbe portare poi forse a dei ripensamenti o a dei ridimensionamenti che, in un certo senso, screditerebbero anche quella che è la volontà che potrebbe uscire da questo consesso.
Ripeto, noi effettivamente avevamo questa idea, il male c'è, cerchiamo di eliminare, per quanto possibile, il male senza, nello stesso tempo, forse, se proprio questo non risultasse necessario e indispensabile, aggravarlo con operazioni traumatizzanti che sarebbero fine a sé stesse, che porterebbero il malato a morire senza nessuna possibilità di miglioramento e di guarigione. Si aveva questa idea: c'è una richiesta da parte dell'Alpila, una richiesta che pare fondata anche su disposizioni di carattere statutario di intervento della Regione a copertura di maggiori oneri sul capitale della società, ebbene, si proponga a breve termine una profonda revisione della convenzione, per esempio subordinando gli eventuali oneri di urbanizzazione che ancora ci sono per quelle opere che devono essere fatte e che non devono ricadere sulla Regione a favore della società Alpila, ma se la società Alpila vuole farle, le faccia e se le paghi! Comunque sono tutte possibilità, sono tutte possibilità di indagine e di approfondimento del problema e credo meritino studio e profonda attenzione, per cui al Consigliere Manganoni il merito di aver portato, anche con quella spregiudicatezza e con quella decisione che lo caratterizza, il problema all'attenzione del Consiglio regionale, perché non deve essere un problema che rimanga lì a languire come in una "morta gora", dando poi la possibilità a quelli che sono sostanzialmente i nostri contradditori, di approfittare del fatto compiuto; è un problema però che, a mio avviso, deve essere ridimensionato, per cui forse il taglio dell'ordine del giorno che è stato presentato dal compagno Manganoni, dal Consigliere Manganoni, deve essere a mio avviso ridimensionato sotto questo duplice aspetto: primo, quello naturalmente di impegnare il prossimo Ente e Organo amministrativo responsabile dell'esecuzione di queste deliberazioni, e cioè la Giunta regionale, secondo, di impegnarlo, a mio avviso, nel piano di uno studio immediato e di una profonda richiesta di ristrutturazione dei rapporti fra società Alpila e Regione Valle d'Aosta e Comune di Gressa per vedere di ovviare, per quanto possibile, a quegli inconvenienti sopra lamentati, nulla escludendo poi di che se questa azione - che a mio avviso potrebbe essere opportuna - non dovesse avere buon fine, nulla escludendo, ripeto, di ricorrere poi al rimedio estremo che è quello proposto dal Consigliere Manganoni, del recesso unilaterale, della denuncia se ci saranno motivi di carattere giuridico, ma ripeto, il problema giuridico è uno, il problema politico è un altro, e quindi ritirando da ogni responsabilità e nello stesso tempo da ogni possibilità di controllo, quelle persone, quelle funzioni che l'Amministrazione regionale ha ancora nell'ambito della società Alpila.
Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Manganoni.
Manganoni (PCI) - Cercherò di essere breve e di non polemizzare.
Dice Bordon: "Ho letto sul giornale", beh, se io dovessi credere a tutte, scusa il termine, le balle che scrivono sui giornali, beh, io non sarei più un Consigliere regionale perché, anziché pensare con la mia capoccia, penserei con la capoccia degli sviolinatori che scrivono sui giornali, primo.
Secondo: quale giornale? Comprenderete che un giornalista arriva lì bello bello, gli offrono il pranzo, no, lo trattano bene, gli fanno vedere tutto l'esterno, ma se quei giornalisti avessero rivelato i fatti - io non li ho rivelati tutti perché so che c'è un altro sottobosco là - forse non avrebbe scritto tutto questo; in secondo luogo oggi non sono molti i giornali che hanno il coraggio di prendere di petto la Fiat, perché l'Alpila è Fiat, e vorrei dire questo a Bordon: dopo il 1973, quando avevamo presentato quella interpellanza dove abbiamo già allora denunciato le malefatte dell'Alpila, un certo personaggio mi ha avvicinato e mi ha tenuto un lungo discorso di cui suonava così il riassunto: tu sei un microbo nei confronti dell'Alpila e se credi di fare la guerra all'Alpila, ti romperai le corna, come si sono rotti le corna tutti i microbi come te che sono partiti lancia in retta contro l'Alpila, è molto meglio venire a un compromesso. Al che io ho detto a quel signore che i compromessi vada a farli con gli altri, io non venivo a compromessi né con lui né con la Fiat, quindi lasciamo perdere il fatto dei giornali.
Dice Milanesio: "Molte affermazioni di Manganoni sono esatte, ma non tutte". Io, non è il caso di continuare la polemica, vorrei che ci si dicesse quali sono esatte, perché io ho qui i verbali e io mi sono scritto l'intervento, non è mia abitudine scrivere tutto l'intervento perché prendo gli appunti, l'ho scritto totalmente per evitare di dire delle cose non esatte; se voi credete, io ho i verbali che documentano tutte, dico tutte, le mie affermazioni, quindi non una parte è esatta, tutte sono esatte e a chi lo mette in dubbio, faccio vedere i verbali.
Alpila attraversa difficoltà economiche, ecc. me lo immagino io, andare a vendere i condomini a trecentocinquantamila lire al metro quadrato tre anni fa, sulla carta, li costruisci tre anni dopo con la levitazione dei prezzi, è certo che le cose non quadrano più, ma è responsabilità nostra, della Regione questa? Questa è la responsabilità dei dirigenti dell'Alpila che amministrano in quel modo l'Alpila!
Responsabilità di chi ha votato l'ordine del giorno, di chi ha votato la convenzione? Sì, noi abbiamo votato, il Consiglio all'unanimità ha votato, anche noi abbiamo votato, sollevando però quelle perplessità. Ci è stato risposto "Diritto di veto" che non esiste, primo.
Secondo: è umano errare ma è diabolico perseverare. Ora, quando ci è stata descritta l'Alpila come la soluzione del turismo in Valle d'Aosta e quando si è fatto capire agli abitanti di Gressan che dall'Alpila sarebbero rotolati i marenghi fin giù a Gressan, e beh, ci può anche essere chi ha creduto ma adesso, dopo due anni che si vede cos'è l'Alpila, io dico: apriamo gli occhi, facciamoci l'autocritica e diciamo: rivediamo le cose.
Comunque noi non siamo degli assolutisti, anche se noi siamo sempre convinti di quanto abbiamo detto dell'ordine del giorno che abbiamo presentato, però è stato richiesto da diversi Consiglieri il rinvio della discussione sostanziale del problema perché dicono: "Vogliamo prepararci", beh, è anche giusto e allora noi possiamo anche accettare che la discussione avvenga dopo formata la Giunta, si è detto che non c'è la Giunta, tutti argomenti che noi potremmo controbattere e dimostrare che non reggono perché il Consiglio c'è ed è sovrano, comunque, per accettare le richieste dei colleghi, dei Consiglieri, per approfondire il problema, per discuterne ancora, noi siamo anche disposti a ritirare questo ordine del giorno però io ho un fatto: noi non vorremmo che in questi tre mesi o due mesi, non so quanti saranno, di esercizio provvisorio, la Giunta, potendo spendere i dodicesimi, impegni dei fondi per le infrastrutture o per altri finanziamenti all'Alpila.
Io penso che questo sia, non so, il diritto di premunirci in attesa che il Consiglio prenda delle decisioni definitive. E allora, in sostituzione di quell'ordine del giorno, che ritiriamo, a suo tempo, quando tutto sarà sistemato, presenteremo questo:
Il Consiglio regionale
Ravvisata la necessità di precisare il proprio orientamento sui rapporti con l'Alpila e sui problemi del turismo e dell'urbanistica in generale;
di evitare che l'adozione di deliberazioni concernenti stanziamenti di somme, dia per l'ulteriore sottoscrizione azionaria che per la costruzione di infrastrutture nei confronti della società Alpila, possano pregiudicare auspicabili necessarie revisioni di rapporti tra la Regione e la predetta società,
DELIBERA
di soprassedere e di impegnare la Giunta di conseguenza, all'adozione di ogni provvedimento sia per ulteriori sottoscrizioni di azioni, sia per costruzione di infrastrutture o per qualsiasi altro genere di finanziamento diretto e indiretto verso la società Alpila.
Di questo modo noi lasciamo il problema in pregiudicato e discuteremo, però ci garantiamo che la Giunta in questi due o tre mesi di esercizio provvisorio, non stanzi ulteriori fondi per l'Alpila.
Pertanto ritiriamo quello e, in sostituzione, presentiamo questo... (voce) ...la Giunta può spendere un dodicesimo del bilancio ogni mese e allora la Giunta, come può destinare dei fondi ad altre opere, ma insomma, Jorrioz, nel passato, scusa, ma abbiamo una esperienza di esercizi provvisori, qui si va avanti a forza di esercizi provvisori, la Giunta può, salvo poi di portare alla ratifica del Consiglio, va bene? E allora un conto è ratificare e un conto è non stanziare. E allora, per evitare che su quei dodicesimi impegni dei fondi - scusa se lo ripeto perché l'ho già detto - per l'Alpila, in questo modo noi ci premuniamo, alla scadenza dell'esercizio provvisorio con un nuovo esercizio, quando ci sarà la Giunta, riporteremo il problema in Consiglio. I Consiglieri avranno tutto il tempo di esaminare, come diceva Bordon, di documentarsi, di approfondire il problema e potranno pronunciarsi.
Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Andrione.
Andrione (UV) - Per votare la ruota di ricambio che prudentemente si era portato Manganoni, probabilmente prevedendo che l'ordine del giorno iniziale non avrebbe sollevato gli entusiasmi del Consiglio regionale.
Noi vogliamo dire che ... e che non solo condividiamo le critiche svolte ma riteniamo necessario di intervenire.
... dato che l'ordine del giorno è stato ritirato, vorremmo fare quale sommessa preghiera a Manganoni per... quindi concordiamo sulla sospensione di ogni attività dell'Alpila sino a quando non ci sarà una Giunta e non vi sarà un Consiglio regionale in grado di prendere una decisione, però vorremmo pregare Manganoni di non fare un ordine del giorno... che sia buona politica mettere un ordine del giorno, una mozione di ritirarsi dalla società, può essere... ma a questa politica si deve arrivare attraverso un esame fatto in "camera caritatis" con tutte le forze politiche della Giunta, con tutto quanto, perché non è detto... che dato che sull'Alpila gravano delle pesanti minacce di fallimento, non è detto che gli interventi... non sia contrario a quello di comperare e quindi di ingoiare noi la società, facendo una politica che sia effettivamente... quindi direi che a quel momento, quando discuteremo dell'Alpila, penso che come linea di pensiero concordiamo, che però ci sia un diritto abbastanza elastico per permettere alla Giunta e al Consiglio di condurre questa trattativa al livello giusto e con la necessaria decisione.
Infine - ed è una piccola battuta - ... a vedere con quanta cura Manganoni cerca di evitare che durante l'esercizio provvisorio la Giunta che lui stesso ha contribuito a votare, gli giochi qualche tiro mancino, bravo Manganoni!
Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Tonino.
Tonino (PCI) - Il mio è un breve intervento che riguarda l'intervento della Regione nel settore dell'industria... in quanto l'esercizio provvisorio... ma è una mia considerazione. È da cinque o sei anni che nei bilanci che noi approviamo vengono stanziati i soliti centocinquanta milioni sul capitolo 487 per incentivare le industrie in Valle d'Aosta.
Ora, cinque o sei anni fa, centocinquanta milioni era una cifra discreta, si potevano fare determinati interventi, ma oggi centocinquanta milioni... quindi vedo che non c'è nessun incremento su questo e non possiamo pensare di incrementare... per sapere se nei fondi di... ci sono ancora soldi disponibili per le industrie, mi pare di no, mi pare che siano spesi tutti e penso che... con la crisi dell'industria nella Bassa Valle...
A questo punto va aggiunta ancora la situazione della Nazionale Cogne con la nota vertenza della miniera; io ho partecipato, molti di noi hanno partecipato alla riunione tra i notori Consiglieri regionali e i dirigenti della Nazionale Cogne. Cosa hanno detto i dirigenti della Nazionale Cogne in quella occasione?
Hanno detto che la miniera finirà probabilmente fra un anno, un anno e mezzo, non abbiamo avuto il piacere di sentire se sia stato speso per quella miniera, per le ricerche minerarie necessarie, quello che avevano previsto nel fondo Egam. Io su questo argomento, setto o otto mesi fa, mi ricordo di aver riunito la Commissione Industria e Commercio e avevo posto il problema del finanziamento dell'Egam così distribuito, come era previsto nella legge, e avevo fatto intervenire anche il Consigliere Chincheré, il quale aveva partecipato a una riunione a livello nazionale tra la Regione per questi fondi Egam, per illustrare come si trovava la situazione. Certo è che la Commissione... non ha potuto prendere in susseguo una decisione su queste cose né conosco quali siano stati gli interventi fatti dalla Giunta in tal senso, per cui - ritenendo sempre questo problema dell'Egam in piedi perché le ricerche minerarie, le miniere Cogne sono molto necessarie, perché la miniera Cogne può vivere ancora molti anni, basta avere la volontà di ricercare, di fare le ricerche necessarie - siamo, come Gruppo comunista, e penso che sia accolto anche da altri Capigruppo in una Conferenza di Capigruppo, a presentare un ordine del giorno, proprio per impegnare maggiormente chi di dovere a fare in modo che l'Egam veda la sua posizione e intervenga a favore della Valle d'Aosta per quelle ricerche minerarie necessarie e per salvare la miniera Cogne, per dare vita maggiore alla miniera Cogne e, con questo, maggiore rilancio alla Nazionale Cogne.
Se volete vi do lettura...
Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta ribadita la necessità
1) di una sollecita approvazione da parte degli organismi competenti del Piano Nazionale Minerario, articolo 6 legge Egam, che preveda un vasto programma di ricerca estensiva e qualitativa tale da garantire la continuità dello sviluppo delle attività minerarie in stretto collegamento nello sviluppo economico del Paese e con l'esigenza di rinascita del mezzogiorno... si ritiene necessaria la partecipazione non consultiva delle Organizzazioni sindacali;
2) ... risorse minerarie esistenti e accertare con...massima... locali;
3) di una definizione degli investimenti e delle loro localizzazioni in stretto rapporto alla salvaguardia sugli attuali livelli occupazionali dei settori con deciso programma per... anche qualitativo dei livelli di occupazione;
4) di una organica politica degli approvvigionamenti che, invertendo l'attuale tendenza a importare materie prime dall'estero... risorse minerarie esistenti nel territorio nazionale;
5) di un adeguamento della struttura dell'Egam e suoi scopi istituzionali al fine di rendere tale ente uno strumento idoneo ed efficiente... espressa la sua totale solidarietà ai minatori di Cogne, al Consiglio di fabbrica Cogne, al Comune di Cogne per la loro dura lotta in difesa dell'occupazione e per il potenziamento... della miniera.
DELIBERA DI
1) farsi promotori, insieme alle Organizzazioni Sindacali, alle rappresentanze operaie, al Comune di Cogne, alla seconda Comunità Montana, di tutte quelle iniziative atte alla salvaguardia attiva della miniera di Cogne;
2) essere presenti insieme alle altre Regioni minerarie italiane per una sollecita attuazione di quanto previsto in particolare dagli articoli 4, 6 e 7 della legge istitutiva Egam.
Questo... come Gruppo comunista che mi pare sia stato concordato con gli altri Capigruppo nella conferenza dei Capigruppo.
Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Chincheré.
Chincheré (PCI) - ... discussione generale... prevede che eventuali ordini del giorno siano presentati in questo momento nella discussione e visto... il Consigliere Mappelli il problema della scuola è un problema importante e urgente, noi presentiamo, Come Gruppo comunista, due ordini del giorno sulla scuola, proprio per la loro urgenza, perché siamo di fronte a scadenze immediate che non possono essere prorogate e per le quali pensiamo di poter avere adesione dagli altri Gruppi consiliari.
Per brevità di intervento risparmio la relazione ai due ordini del giorno, mi limiterò a leggerli; ne ho tredici copie, se i Capigruppo hanno intenzione di vederli, sono qui da me.
Il primo riguarda l'importante problema delle 150 ore, che presumo a conoscenza di tutti, e risparmio anche la relazione perché è stato detto nel dibattito lungo all'interno della Commissione Pubblica Istruzione. L'ordine del giorno dice:
Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta
valuta positivamente le esperienze risultanti dai cinque corsi scolastici interessanti ottanta studenti istituiti durante l'anno scolastico 1973/74 nella nostra Regione, in ossequio a quanto previsto dalle 150 ore;
ritiene che anche quest'anno scolastico, che vede i corsi aumentati a venti, con circa trecentosettanta iscritti, debba vedere... esperienza che vada verso una istituzionalizzazione permanente dei corsi stessi;
accertato che il decentramento dei corsi - Villeneuve, Saint-Nicolas, Bassa Valle - favorisce la partecipazione alla gestione dei corsi dei centri culturali, garanzia per un pieno rispetto o recupero della specifica realtà culturale ed etnica della nostra Regione;
INVITA
il Ministro della Pubblica Istruzione a dare:
1) l'avvio immediato per l'anno scolastico 1974/1975 ai corsi scolastici in quantità sufficiente da soddisfare tutte le domande presentate dalle Organizzazioni Sindacali, corsi che non superano comunque l'ammontare di quattrocentocinquanta ore;
2) a operare affinché i corsi siano inseriti organicamente all0interno della scuola pubblica, superando qualunque altra forma di recupero scolastico;
3) di stabilire che il personale insegnante nei corsi delle 150 ore sia assunto con incarico a tempo indeterminato;
4) accertare che i programmi tengano in considerazione le esigenze particolari dei... di tali corsi e delle realtà regionali specifiche... tali corsi vengono istituiti.
Il secondo ordine del giorno riguarda la situazione specifica che si è venuta a creare in questi giorni nelle scuole della nostra Regione, e mi riferisco alle scuole medie superiori - e anche questo è il risultato di un incontro avuto tra le forze politiche, ieri mattina, con una delegazione di studenti e dell'incontro avvenuto alcune ore fa tra la Commissione Pubblica Istruzione e una delegazione di studenti sul problema che interessa in questo momento e che sta alla base dell'agitazione studentesca in questi giorni nella nostra Regione:
Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta,
venuto a conoscenza, attraverso un incontro tra studenti e forze politiche, di una serie di rivendicazioni studentesche riguardanti il problema dei trasporti e di una diversa utilizzazione di alcune ore di orario scolastico,
esprime la sua volontà di giungere a tempi brevi a una soluzione dei gravi disagi dei pendolari, lavoratori e studenti, e di risolvere in modo definitivo, attraverso la regionalizzazione del servizio, l'intero problema del trasporto pubblico sul territorio valdostano,
INVITA
le autorità scolastiche, i collegi docenti, le famiglie e gli studenti a cooperare per la preparazione e la gestione unitaria di un programma di utilizzazione di alcune ore settimanali, servendosi di tutte le possibilità offerte dai decreti delegati per fare avanzare il processo di riforma della scuola e per un maggiore collegamento tra istituzione scolastica e forze sociali.
Dolchi (Presidente) - Pregherei il Consigliere Chincheré di darmi l'ordine del giorno e le copie che dice di avere perché la Presidenza del Consiglio possa distribuirle ai Capigruppo.
La parola al Consigliere Viglino.
Viglino (RV) - Voglio solo fare una breve considerazione sugli ordini del giorno che sono stati presentati in questo momento dal Consigliere Chincheré.
Per quanto riguarda la costituzione dei corsi delle 150 ore, io posso condividere pienamente quanto è stato detto, però proporrei un emendamento che sarebbe il seguente:
dove si parla del personale che sarà chiamato a far parte, a dirigere, non diciamo dirigere, ma insomma, a insegnare in questi corsi serali, io direi che fosse inclusa questa parola: "personale locale" perché in questo momento ci sono ancora... soprattutto delle materie letterarie, che sono ancora in attesa di un posto e quindi non voglio... seguendo una graduatoria provinciale e graduatoria di Istituto, si debba chiamare del personale di altre Regioni quando il nostro è ancora privo di posto; quindi o c'è l'inserzione di questo mio emendamento all'ordine del giorno o io dichiaro subito che mi astengo dal votare.
Dolchi (Presidente) - Siccome sono stati presentati alcuni ordini del giorno, io pregherei che chi chiede la parola, anche ai sensi del Regolamento, intervenisse in sede di discussione generale e, data la presentazione di parecchi ordini del giorno, oramai siamo arrivati a quattro più un emendamento sulla legge, ai termini di Regolamento, io metterei in discussione e in votazione gli ordini del giorno alla fine della discussione generale. Dopo la chiusura della discussione generale, i Consiglieri, uno per Gruppo, avranno la possibilità di intervenire, se ancora lo ritengono, sugli ordini del giorno.
Quindi, per fare in modo che la discussione proceda con un certo ordine di chiedere la parola, se intendete ancora chiedere la parola, in sede di discussione generale sul punto 4 all'ordine del giorno, mentre per quanto riguarda gli ordini del giorno presentati, saranno oggetto di specifici interventi in sede di votazione, ai sensi del Regolamento quando, nell'ordine in cui sono stati presentati, li metterò all'approvazione del Consiglio e anche in quella sede sarà eventualmente possibile presentare emendamenti.
Chiedo quindi se qualche Consigliere intende ancora prendere la parola in sede di discussione generale sull'oggetto n. 4 all'ordine del giorno.
Ecco, c'è ancora da distribuire l'ordine del giorno sull'Egam, pregherei di sollecitare la fotocopia.
La visione di quella che è l'attività, di quello che ancora ci resta da compiere: siamo in fase di discussione generale, alla chiusura della discussione generale passiamo alla votazione dei quattro ordini del giorno, dopodiché saranno ancora possibili le dichiarazioni di voto e passeremo poi all'esame della legge articolo per articolo, dopo di che si voterà nel suo complesso per votazione segreta. Questo è il lavoro che ancora ci attende, quindi chiedo ai colleghi Consiglieri che hanno ancora intenzione di prendere la parola in sede di discussione generale: nessuno chiede la parola? È chiusa la discussione generale. Passo all'esame e alle votazioni degli ordini del giorno.
