Rédaction informelle du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 283 du 12 décembre 1974 - Resoconto

OGGETTO N. 283/74 - Discussione generale sul disegno di legge regionale concernente: "Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per il primo trimestre dell'anno finanziario 1975".

Manganoni (PCI) - È mezzogiorno, vogliamo iniziare la discussione del bilancio a mezzogiorno?

Dolchi (Presidente) - Io penso che siccome il Consiglio regionale normalmente finisce i suoi lavori verso l'una meno un quarto, l'una, ci sia un'ora di tempo che il Consiglio può utilizzare prima di andare a pranzo, quindi proporrei di iniziare la discussione generale.

Prima di dare la parola all'Assessore Albaney vorrei ricordare al Consiglio che la Conferenza dei Capigruppo ha ritenuto, in via eccezionale, di inserire all'ordine del giorno questo oggetto e che, in via altrettanto eccezionale, la Commissione consiliare permanente per gli Affari Generali e le Finanze si è riunita per l'esame del provvedimento in data 9 dicembre e ha espresso parere favorevole alla discussione in Aula del medesimo, con alcune riserve dei Consiglieri Bordon e Di Stasi.

Pertanto il Consiglio regionale è abilitato, perlomeno dal punto di vista formale e procedurale, secondo la Presidenza, ad esaminare il n. 4 concernente il disegno di legge per l'esercizio provvisorio.

I Consiglieri hanno avuto come allegati la relazione, il testo della legge e, in più, il bilancio di previsione per l'anno 19754 con tutti gli aggiornamenti dei singoli capitoli e dei totali riassuntivi a cui fa riferimento la legge per quanto riguarda il primo trimestre dell'esercizio 1975.

Questo dal punto di vista formale e procedurale.

Darei la parola all'Assessore Albaney per un eventuale chiarimento.

Ramera (DC) - Io chiedo il rinvio della discussione al giorno 20 in quanto se la gente non è capace a mettersi d'accordo per una Giunta regionale, forse questo li aiuterà a mettersi intorno a un tavolo e a ragionare più in fretta. Mi sembra che il rinvio di otto giorni non porti scompensi amministrativi di gravità alcuna e quindi tenere in sospeso questo importante documento amministrativo aiuti, faciliti; Presidente della Giunta, e se io ti dessi l'esercizio provvisorio per sei mesi, tu vai avanti con la crisi tranquillamente anche per sei mesi, anche sette mesi! Quindi, a un dato momento, la mia è una proposta della Democrazia Cristiana di rinviare al giorno 20 l'esame dell'esercizio provvisorio proprio perché i gruppi politici trovino un accordo per la Giunta regionale.

Dolchi (Presidente) - Quindi il Consigliere Ramera intende formalizzare la sua proposta di rinvio.

Viglino (RV) - A nome dei nostri tre Movimenti, ci associamo e chiediamo anche noi il rinvio di otto giorni dell'argomento.

Chanu (DP) - A nome del Gruppo dei Democratici Popolari, manifestiamo la nostra opposizione alla richiesta di rinvio.

La Conferenza dei Capigruppo aveva deciso all'unanimità di portare il discorso dell'esercizio provvisorio a questa seduta, già - e qui non è il caso di fare delle rivelazioni di segreti di ufficio - già nella previsione, pur nella previsione che con ogni probabilità la questione del nodo politico da sciogliere non avrebbe potuto ancora essere sciolto in questa seduta; e la Conferenza dei Capigruppo ha portato avanti questo discorso e ha trovato la convergenza sull'opportunità di affrontare e decidere l'argomento proprio nella consapevolezza che la complessità già prevedibile, la difficoltà della crisi non doveva portare incidenti ancora più gravi sulla vita amministrativa della Regione, che deve continuare.

Io respingo la facile motivazione del Consigliere Ramera, motivazione che ha un puro e semplice carattere ricattatorio. Non è certamente con gli otto giorni - che poi potrebbero essere nuovamente altri otto giorni qualora non si dovesse ancora risolvere e tutti ci auspichiamo che si possa risolvere - che si può dare validità e credibilità a questo discorso.

Gli argomenti, il discorso della tua richiesta di rinvio per far fare le cose in fretta, gli argomenti e le difficoltà, guarda Ramera io ti ho sentito in reverente silenzio nei suoi soliloqui e nei tuoi discorsi, ma ben, se vuoi rispondere, rispondi quanto di tocca rispondere, se non vuoi rispondere, io non è che ci pianga sopra. Ripeto soltanto che a questo discorso fatto dal Consigliere Ramera, i democratici popolari, nella loro posizione di responsabili anche dell'andamento dell'amministrazione a livello regionale, oppongono il loro diniego.

Monami (PCI) - Noi, proprio perché preoccupati della situazione che sta creando questa lunga crisi, del disagio di cui per questa crisi soffre la popolazione e alcune attività che comunque rimangono sempre doverosamente immediate e a cui la Regione deve fare fronte, non so, il pagamento degli stipendi per esempio; se noi teniamo conto che per l'approvazione dell'esercizio provvisorio occorre da parte dell'Autorità tutoria il passaggio di un mese e tutti quei provvedimenti pendenti, perché alcuni cittadini, molti cittadini si aspettano iniziative che non siano del tutto penalizzanti della vita amministrativa, noi per questo motivo siamo contrari al rinvio della discussione dell'esercizio provvisorio. E semmai, all'interno della discussione dell'esercizio provvisorio, nel merito delle cose, potremmo eventualmente porre determinate condizioni ma siamo favorevoli perché questo venga discusso oggi e possibilmente sveltamente.

Manganoni (PCI) - ... Io, visto che non sono niente, accolgo la proposta del Consigliere Ramera, ma l'accolgo anche con la motivazione - ed è un'altra motivazione - ed è questa: se ben ricordo, l'altro anno qualcuno ha portato qui dentro un libro giallo che era un bilancio fatto per settori di intervento, si diceva. Qualcuno aveva promesso che questo bilancio sarebbe stato messo all'approvazione del Consiglio entro il 31 ottobre. Questo non è avvenuto e adesso ci troviamo di fronte a un esercizio provvisorio, con una Giunta in crisi, quindi la crisi non è solo di un mese a questa parte, ma di determinati mesi.

Milanesio (PSI) - Alcuni giorni or sono noi socialisti avevamo espresso avviso favorevole alla discussione del bilancio di previsione, in questo caso l'esercizio provvisorio. Avevamo sollevato perplessità sul tipo di durata che si proponeva per il medesimo, avevamo proposto di ridurre a due mesi la durata dell'esercizio provvisorio stesso. Quindi noi ribadiamo il nostro parere favorevole alla discussione e all'approvazione dell'esercizio provvisorio, ma ribadiamo anche la nostra opinione che la durata dell'esercizio provvisorio non debba in questa fase... perché invece condivido, se non la proposta di rinvio, però condivido l'opinione di Ramera che un esercizio provvisorio che non sia, che non lasci di fronte a sé un lasso di tempo così ampio è forse positivo per compulsare le forze politiche e quindi la risoluzione della crisi.

Quindi io non aderisco alla proposta di rinvio però in seguito farò la proposta dei due mesi invece dei quattro.

Bordon (DC) - Cerco di intervenire il meno possibile perché ho l'impressione che già nei passati Consigli la confusione fosse già rilevante.

Però io penso, non per fare polemica con l'amico Chanu, io penso che ci sia da parte sua una piccola lacuna perché, se così non fosse, mi renderebbe un po' incoerente.

Ora, io sarei stato grato al Presidente del Consiglio se in quelle sedute che abbiamo fatto come Capigruppo è stato stilato un verbale, che lo si rileggesse quel verbale, perché noi eravamo favorevoli a mandare in Aula il progetto di legge, però noi avevamo posto tutte le riserve e forse avevamo anche già previsto che, alla luce del sole, seguendo certe buone abitudini invalse in questo Consiglio, si sarebbero votati tutti gli articoli per alzata di mano e poi avremmo trovato un sacco di palline nere. Io questo l'ho detto già in Consiglio.

Ma non è questo il discorso che volevo puntualizzare quindi, sia chiaro, il Gruppo della Democrazia Cristiana non è stato incoerente con la domanda presentata da Ramera perché anche in quella sede lì noi ci eravamo augurati che questa lunga, questo lungo dibattito, vorrei definirlo con un altro nome ma cerco di essere molto coerente, perché io ringrazio l'amico Ramera di aver preso il mio posto in queste ultime sedute perché non sono molto tagliato per fare il diplomatico e in questo momento, qui in quest'Aula, non bisogna forse dire tutta la verità, con sincerità, tutto quello che si sente, perché si toccano le varie forze e quindi, negli stessi partiti, e io penso che accada anche a te, Monami; dicendo una determinata parola un po' più avanti di un'altra si ricadrebbe in gravi errori e in gravi colpe e quindi non si può parlare sempre come si vorrebbe parlare.

E allora, ripeto, ringrazio l'amico Ramera per aver preso la parola perché si è comportato meno da elefante nella cristalleria di quello che certamente mi sarei comportato io.

Allora, aggiungo, in questa sede noi abbiamo fatto rilevare alcune incongruenze che ancora si dicono in giro. Tanto per cominciare noi avevamo detto: noi riteniamo che non si debba portare nulla, come ordine del giorno, in aggiunta a quello che si sa, Presidente del Consiglio, cioè la nomina del Presidente della Giunta e degli Assessori. Noi ritenevamo che questa fosse la prassi. Andammo indietro nel tempo, trovammo a un certo momento un'eccezione, questa eccezione era data dal Piano regolatore di Saint-Vincent, perché allora era stato portato, e lì, come vi dissi io, una ciliegia tira l'altra e siamo venuti avanti, e vedremo ancora il 20, se non fosse risolta la crisi, indubbiamente troveremo un ordine del giorno come se nulla accadesse qui dento. E io scherzavo proprio con l'amico Dujany, dicevo: "Guarda, tu ti devi rassegnare per un po' di tempo, se non ti decidi e se non vi tirate su i pantaloni, per quello che vi ha già detto l'amico Ramera prima, tu ti dovrai decidere a non fare più la vita sedentaria, arriverai qui in platea, poi risalirai là sopra, farai la spola tre, quattro, cinque, sei volte finché vi stancherete", forse è una punizione che noi vi diamo, ma questo ve l'avevamo anche detto; ma avevamo detto di più, avevamo detto, a un certo momento parlando dell'esercizio provvisorio, non è che volessimo ricattare, come ha detto Chanu, perché se volete che siamo anche in diversi qui che pensiamo allo stesso modo, perché il ricatto non consiste in questo, consiste in una prassi normale, regolare. Qui abbiamo una crisi in Giunta, una Giunta che non esiste, in pieno Consiglio, una Giunta che non esiste! Arrivati a un certo momento ci sono venute fuori delle perplessità che, diciamo qui, e io chiedo scusa a quelli che sono stati con me nella Commissione di Capigruppo, come in Commissione Affari Generali, perché il dire una cosa una volta è già noioso, il ripeterlo una volta, una seconda volta è peggio; qui la ripetiamo per la quarta volta ma purtroppo lo dobbiamo dire qui dentro perché è l'unica sede in cui viene registrato, quello che diciamo in un'altra sede non conta niente. E allora noi dobbiamo ripetere per forza quello che abbiamo detto allora: che è indubbio che bisogna collegare l'esercizio provvisorio con la crisi quindi da qui non si scappa.

Ora, io mi domando, e ve lo hanno detto scherzando, Ramera lui ha parlato di sei mesi addirittura ma l'esercizio provvisorio oltre i quattro mesi non può andare! Ma noi non è che volessimo ricattare nessuno, ma noi riteniamo che sia necessario che si risolava questa crisi al più presto perché il venire avanti, l'altro giorno è stato detto, si vuole marcire questa crisi, la parola è molto chiara, molto significativa, io la condivido. Ma io non penso che non si possa, a un certo momento, trovare una soluzione, in modo particolare quando vengono a mancare le armi per andare avanti in una sana amministrazione perché non so, mi viene in testa, dico sempre quello che penso, si possono paragonare le cose molto più importanti alle nostre molto più piccole, ma io ricordo che anche, a un certo momento, non so se ad Avignone o dove sia, per nominare il Papa ci si è chiusi dentro e si sono tolti viveri e acqua, ecc. io adesso non me lo ricordo più, ma ricordo di aver studiato questo, come tutti voi, e certamente qualcuno di voi ci potrebbe aiutare, io non dico che si debba proprio arrivare a questo punto, a questo limita, ma insomma, non era un ricatto, era che noi dobbiamo risolvere questa crisi per poter andare avanti e quindi avevamo detto: mandiamola in Aula, con la speranza che il giorno 12 ci sia prima la votazione del Presidente della Giunta e degli Assessori e il resto poi lo vedremo dopo.

Ma perché avevamo detto questo? Perché ci stanno raccontando anche, mi sembra, delle bubbole, perché io chiedevo questa mattina ai funzionari, e penso di essere sulla strada buona perché, come vecchio Segretario comunale, la vecchia legge comunale e provinciale stabiliva allora che gli stipendi si pagano, quindi non si venga a raccontare delle bubbole. Dice: "Tutto bloccato, gli stipendi non si pagano più" per fomentare anche i funzionari o quelli che devono essere pagati dalla Regione; queste sono storie perché gli stipendi devono essere pagati sacrosantamente, solo qui in Valle d'Aosta probabilmente potremmo ancora avere delle eccezioni ridicole perché qui è una cuccagna fare l'amministratore - lo dico per averlo fatto per tanti anni - perché non abbiamo una Commissione di Coordinamento, cioè, abbiamo una Commissione di Coordinamento che può solo vedere le cose da un punto di vista legale, non nel merito; non abbiamo da essere incolpati domani, attraverso la Corte dei Conti, per quello che può venire fuori, quindi è una cuccagna. Allora noi dicevamo, Signori, non mettiamo tanta carne al fuoco, incominciamo a risolvere questa crisi e poi andremo avanti. Ma che cosa abbiamo anche detto? Ecco lo scrupolo che ci siamo fatti tutti e quello che si è fatto Monami. A un certo momento abbiamo detto: "È indubbio che si pagano gli stipendi, ci sono altre spese che non si possono evitare e che dovranno essere pagate, rimangono bloccati un sacco di contributi che si devono dare agli agricoltori, a tutti color che li hanno da percepire dalla Regione" e allora abbiamo detto: "Approviamo questo esercizio provvisorio". Naturalmente, come ha già detto Milanesio, io ero contrario e lo sono ancora adesso; se si fa uno sforzo, lo si fa perché non si vuole bloccare proprio niente se è possibile, ma non è, secondo me, una corsa regolare perché l'altro giorno abbiamo fatto una lunga discussione e vedremo, io mi auguro di non vedere le cose bene, ma chi è che presenta questa proposta di bilancio? Ma abbiate pazienza, il bilancio è lo strumento più importante di tutta una Amministrazione regionale, ecc. Noi qui abbiamo una Giunta che non esiste più perché ha dato le dimissioni, le abbiamo accettare, quindi non esiste più. Cosa abbiamo fatto? Con il buonsenso abbiamo detto: "I Capigruppo si riuniscono, mandano avanti questa amministrazione" e quindi mentre la Giunta, che non esiste più ma che lì siede per l'ordinaria amministrazione, vi dovrebbe presentare un bilancio, che è tutt'altro che ordinaria amministrazione questa, perché dà la vita per poter amministrare e andare avanti. Naturalmente sempre secondo le possibilità che ha la Giunta e le competenze di Giunta e le competenze di Consiglio.

Ecco perché noi abbiamo detto: "Beh, mandiamo in Consiglio, vedremo se avremo risolto la crisi e potremo fare qualche cosa". Ma per noi per esempio, come per altri di minoranza qui dentro, io non so come faranno a votare questo bilancio. Questo bilancio, noi dell'opposizione, perché non bisogna mai dimenticare questo, ma noi l'anno scorso l'abbiamo bocciato questo bilancio, noi l'abbiamo bocciato per tutta una impostazione, lo abbiamo bocciato perché c'erano delle cose che non ci andavano a genio, l'abbiamo bocciato perché c'erano delle impostazioni e delle carenze che non condividevamo. Naturalmente qui, se volessi fare della polemica, pensate che cosa ne verrebbe fuori perché tante cose avevamo previsto anche allora, perché certi programmi, certe cose che si mettono nel bilancio, certe impostazioni, si vedeva già che non andavano avanti; perché il problema è sempre questo: arrivati a un certo momento è facile dire: "Facciamo un programma" e poi il programma, se dobbiamo supplire noi con i nostri voti per portarlo avanti, questo non ha già più valore.

Allora io mi domando: noi qui, che cosa abbiamo da approvare? Abbiamo un bilancio di previsione che non è niente altro che quello dell'anno scorso, del 1974, con in più delle somme che sono le variazioni di bilancio. Quindi, in fondo in fondo, noi dovremmo approvare adesso una cosa che abbiamo già bocciato l'anno scorso, e perché l'approviamo? L'approviamo per questa assoluta necessità. Ecco, tutta questa mia lunga chiacchierata per dirvi che la domanda di rinviare al 20 era stata fatta in questo senso e io la condivido perché noi potremmo anche dire: "Bocciamo subito questo, non lo voteremo", non so se lo voteremo allora, voglio essere molto sincero, perché ognuno di noi poi ha questa libertà personale di fare quello che ritiene.

Però, arrivati a un certo momento, mi sembra che questa richiesta presentata dalla Democrazia Cristiana, e che ha trovato anche delle altre forze coerenti con la nostra impostazione, non fosse da scartare perché io penso, come dicevo prima, che non sia un ricatto ma sia un pungolo, perché io penso, accidenti al diavolo ma, adesso non voglio sconfinare, non ho voluto parlare prima per parlare adesso, ma ha detto bene Ramera, ma in campo nazionale noi stiamo scherzando quando vediamo a Roma una crisi che dura quaranta giorni, e io mi sono permesso, sempre scherzando, di dire nella riunione dei Capigruppo: "Ma questa non è una crisi, perché noi in Italia abbiamo tutto speciale, abbiamo il divorzio all'italiana, il matrimonio all'italiana e quanto siano satiriche queste impostazioni, noi lo conosciamo". Io l'altro giorno dicevo: qui abbiamo una crisi all'italiana, no, no, sta diventando una crisi alla valdostana, e ho detto anche questo, perché è fuori da tutti i buon sensi, noi siamo arrivati qui dentro, in fondo in fondo, abbiamo chiesto le autonomie, abbiamo voluto portare qui nel nostro ambiente - e non so se non è un peggioramento - abbiamo voluto portare qui nel nostro piccolo ambiente le nostre crisi per poter risolvere al più presto i nostri problemi, invece ho l'impressione che qui non si risolvono le crisi, non per delle impostazioni di programma o determinate altre cose, ma soltanto per delle impostazioni di personalismi che non sono concepibili.

Per esempio, quando domani dovessimo incontrarci e io ogni tanto ha una particolare simpatia per Monami, ma quando domani, con Monami discutiamo, io ho sempre detto, Monami ha tutti i suoi torti per me, ma con il suo partito è sempre stato coerente, come siamo sempre stati coerenti noi, quando domani ci incontriamo su un programma, non so, vogliamo parlare di determinati provvedimenti che ci auguriamo di prendere, per esempio una nuova assistenza per i vecchi, vorremmo dare, Signora Siggia, io scherzavo con lei, una villetta a due piani a ogni famiglia, e chi non lo vuole? Siamo tutti d'accordo, vediamo di poterlo attuare; invece su altri problemi non andiamo d'accordo ma, secondo me, qui non si va avanti perché si gioca sull'equivoco. Io penso che questi appoggi esterni, se qualche volta bisogna darli, e non se ne può discutere, creino però soltanto confusione. Per esempio, non so, domani, e io non vorrei qui fare della polemica con i comunisti perché non ho parlato apposta prima per non farla, ma il fatto di dire: "Io sto fuori, quindi io sono qui di pungolo, vi mando avanti, vi porto avanti, se io vi tolgo l'appoggio voi andate a quattro e quarantotto, però se voi volete noi in Giunta non entriamo perché, arrivati a un certo momento, noi non siamo per le poltrone" e ci credo e non discuto, ma questo crea l'equivoco. Quando uno fa parte di una maggioranza, io ritengo che abbia ragione di chiedere di partecipare a questa maggioranza, poi per me che i democratici popolari vadano con i comunisti o non ci vanno, questo è un problema loro e dell'elettorato valdostano, io non ho niente da dire ma mi sembra che queste soluzioni con questi appoggi esterni, non siano molto chiare.

A ogni modo questo è un giudizio mio personale che non conta qui.

Concludo dicendo: noi confermiamo, richiediamo, come Capogruppo questo, ho voluto puntualizzare perché sono stato coerente nelle precedenti sedute, venire in Aula per una eventuale discussione, ma sempre collegandolo con la crisi e, oggi come oggi, io ripeto, sarebbe bene di rinviare al 20, se è possibile, perché allora ne discuteremo forse sotto un'altra impostazione, perché noi portando avanti questo bilancio che era chiesto per quattro mesi, poi noi abbiamo discusso per due, come diceva Milanesio; adesso qui hanno trovato un po' il mercato e portato per tre mesi, a un certo momento io penso che indubbiamente nell'annata nuova, la Giunta che verrà , o vecchia o nuova, non potrà che portare avanti questo bilancio. Quindi abbandoneremo il libro giallo citato da qualcuno prima, non so chi, mi sembra Manganone e, a un certo momento, non potremo più prenderlo in esame perché se l'impostazione gliela diamo con questo criterio qui, io penso che non si possa più cambiare. Quindi noi riconfermiamo questa nostra richiesta di rinvio al 20.

Naturalmente se questo non ci darà concesso perché se c'è una maggioranza decide in caso contrario, è ben chiaro che ognuno di noi sul bilancio poi voterà come meglio crede; naturalmente ribadendo quello che ho detto prima, che non ci raccontino bubbole, perché non è affatto vero che non si possono pagare gli stipendi, tutto queste belle cose, perché sono cose nomali. Ci sono delle spese che noi dobbiamo portare avanti; se noi non le pagassimo, un commissario, dico il commissario per una parola stupida, ma in un comune verrebbe un commissario, attraverso la tesoreria fa pagare gli stipendi. Quindi, non temano i funzionari e quelli che li hanno da prendere, per sobillare questa gente a discreditarci. Noi siamo già discreditati in parte solo per il fatto che la crisi non va avanti; poi ne parleremo ancora nella prossima seduta del 20.

Monami (PCI) - Io non ho teorizzato la nostra non presenza nell'esecutivo, però, visto che tu hai teorizzato molto a lungo, parlando di rinvio, sul fatto che tutte le forze devono essere per forza rappresentate nell'esecutivo, cioè al Governo, mi vuoi spiegare perché, a Roma, Moro e la Democrazia Cristiana hanno fatto un governo dove nell'esecutivo non ci sono né socialisti né socialdemocratici? (voce di Bordon) ...Esatto e anche io dico: la scelta di rimanere fuori è una scelta politica negli interessi della Valle d'Aosta e quindi...

Bordon (DC) - ... brevemente Ramera, vedete, se io avessi dovuto prendere la parola e con questo io avevo paura di offendere questi nostri vecchi amici democratici popolari perché poi quando io dicessi una cattiveria, detta da Ramera è una cosa, detta da Bordon è un'altra, perché Bordon dovrebbe avere un odio particolare contro i democratici popolari perché l'hanno estromesso dalla Presidenza della Giunta, mentre Bordon ha sempre detto che gli avrebbe anche pagato volentieri un pranzo, limitando la lista delle vivande come voglio io, perché non mi fido, questo è un altro discorso... (risate) ...perdonatemi amici ma la risposta è chiara, ma pensate, lo ha detto Ramera, ma i democratici popolari qui rappresentano la maggioranza del partito, sono loro che devono andare avanti, allora ecco la crisi all'italiana e la crisi alla valdostana, ma pensate, noi a un certo momento, a Roma, per dei motivi loro che io non voglio sindacare, ma indubbiamente noi avevamo una forte maggioranza, supponiamo su 100 la Democrazia Cristiana aveva 75 parlamentari, poi ci vogliono tre forze per fare gli altri 25, a un certo momento, o 49, 51, arrivati a un certo momento a due di quelli lì viene il mal di pancia perché litigano tra di loro e il governo cade. Il governo cade laggiù, ecco il discorso, la mia risposta, volevo dire questo: a un certo momento la Democrazia Cristiana, essendo il partito di maggioranza relativa, ha l'obbligo di fare un governo, sacrosanto, naturalmente in questo momento con quel po' po' di roba di scioperi, di crisi economiche, io mi sono permesso di suggerire a Ramera, che lo ha detto, che la Democrazia Cristiana poteva fare un governo monocolore, prendersi un sacco di botte sulla testa, su tutte le piazze, essere sempre criticata; ma noi chiediamo angli altri tre partiti di tornare nel governo. Ma se non ci vogliono tornare, noi siamo responsabili di portare tutta la responsabilità e io ringrazio La Malfa perché indubbiamente questo Partito Repubblicano - e qui non posso fargli la propaganda - ma è stato abbastanza serio durante tutti questi anni, perché la crisi che noi vediamo adesso l'aveva vista da tanto tempo; ebbene, ha avuto il coraggio di venire con noi e di dire: "Portiamo avanti questa baracca". Si capisce, Monami, qui non cominciamo la polemica fra noi due, che poi in fondo ci vogliamo anche bene ma, arrivati a un certo momento, è facile stare all'opposizione... (voce di Monami) ...neanch'io penso di non averti detto niente di male... ora, la mia risposta era questa. Se per esempio qui noi avessimo, ecco, adesso sto scappando dal seminato, il rimprovero che faccio io a voi, ma voi per esempio volete fare la Giunta dei diciotto? La maggioranza dei diciotto? Ma fate bene, è una scelta; voi non avete involuzione, voi volete piuttosto andare a sinistra che andare al centro, perché poi questa distinzione, mi fate solo ridere, io a un certo momento mi metto in testa, dico: "Io sono più a sinistra di te perché vado di qui e tu vai di là", ma fa ridere questo discorso; "Tu sei più autonomista di me", ma insomma, quando eravamo qui che litigavamo con quei signori di là - e nella faccia di Monami c'era Germano - ci siamo dati un buon colpo di mano, quindi questo non lo dico mica con cattiveria. Allora, arrivati a un certo momento, viene logico, uno dice: "Ma come si può andare avanti in questo sistema di questa fatta, qui è la confusione", allora io dicevo: se loro volessero fare la Giunta dei diciotto va benissimo per loro la maggioranza dei diciotto però l'elettorato valdostano deve sapere come sono le cose. E il Partito Comunista, che è un grosso partito, con sette Consiglieri, pensa un po', qui è un grosso partito come in campo nazionale, quando io mi permetto qualche volta di venire fuori, di dire: "Ma perché non si può fare un dialogo col Partito Comunista sui problemi", io l'ho sempre detto e lo dico, e non sono un difensore del compromesso storico, e ogni tanto dico: "E vedete che verrà", naturalmente io vorrei fare solo una piccola aggiunta, non so se posso dirlo direttamente a voi, questo compromesso storico verrà quando voi vi avvicinerete un po' a noi. voi, invece, dite: "Noi ci avviciniamo a voi perché noi vogliamo un qualche cosa di ordine nuovo, noi vogliamo un qualche cosa che per esempio faccia pagare le imposte a tutti" e chi non lo vuole? Noi abbiamo problemi, ecc. ecc. che condividiamo con voi, ma io chiedevo l'altro giorno a un carissimo amico che è qui dentro, come siamo tutti cari amici, che mi diceva: "Noi vogliamo portare un ordine nuovo, ragazzi" ma non mi ha ancora detto che razza di ordine nuovo vuole. Quale vuole? Quello jugoslavo, ungherese, rumeno, russo, americano, non so. Ecco il discorso. Ecco quindi, chiedo scusa, Monami e chiedo scusa a tutti ma questo discorso lo continueremo in separata sede noi due... ti ha già risposto Ramera: "Quei là noi li vogliamo, non vogliono venire", qui voialtri direi che forse volete andare ma non vi vogliono, è questa la risposta, quindi è tutto semplice.

A ogni modo continueremo perché chissà che fra cinque o sei o dieci anni tu non convinca me, io non convinca te, sarebbe auspicabile perché certamente certe forze messe insieme taglierebbero tanto delle velleità delle piccole forze, questo sicuro.

Dolchi (Presidente) - Colleghi Consiglieri, c'è un oggetto iscritto all'ordine del giorno in seguito alla decisione dei Capigruppo.

C'è una proposta di rinvio sollevata dal Consigliere Ramera, alla quale hanno aderito altri Consiglieri. Non ho altra soluzione che quella di mettere ai voti la proposta di rinvio ai sensi dell'articolo 51, proposta dal Consigliere Ramera. Penso che siate d'accordo, su questo argomento non c'è più nessuno che chiede la parola.

Allora, prima di procedere all'esame o meno, alla discussione o meno dell'oggetto n. 4, io pregherei il Consiglio a volersi pronunciare per alzata di mano sulla proposta del Consigliere Ramera.

Allora chi è d'accordo per il rinvio dell'oggetto n. 4?

Ramera (DC) - Chiedo la votazione segreta a nome del Gruppo democristiano.

Dolchi (Presidente) - Allora, ai sensi dell'articolo che credo che voi tutti conoscete a memoria, dice che la richiesta di cinque Consiglieri fa sì che il Consiglio è chiamato a votazione segreta, la proposta del Consigliere Ramera viene messa ai voti per votazione segreta.

Preciso il significato della votazione: chi è d'accordo per il rinvio della discussione dell'oggetto n. 4 vota pallina bianca; chi è contrario al rinvio vota pallina nera. Ripeto: chi è d'accordo, si tratta di votare in senso positivo sulla proposta, ai sensi dell'articolo 51, vota pallina bianca, chi è contrario, vota pallina nera.

Si passa alla votazione segreta.

Chiusa la votazione. Consiglieri scrutatori Chabod, Maquignaz, Cretier.

Esito della votazione sulla proposta di rinvio: presenti 31, votanti 21, maggioranza 16, voti favorevoli 14, voti contrari 17.

Il Consiglio non approva.

Il Consiglio è chiamato pertanto a continuare la discussione sull'oggetto n. 4.

Alcuni Consiglieri mi hanno fatto presente che, giunti a questo punto, sarebbe forse meglio dedicare la seduta pomeridiana alla discussione di questo oggetto. Se il Consiglio non ha obiezioni particolari, io sospenderei la seduta che riprende alle ore 16.

La seduta è tolta

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La seduta termina alle ore 12,30.