Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 3223 du 12 novembre 1987 - Resoconto

OGGETTO N. 3223/VIII - "RUOLO PRESENTE E FUTURO DEGLI ELETTRODOTTI DEL PROGETTO SUPERPHOENIX DELL'ENTE ELETTRICO FRANCESE". (Approvazione di mozione)

PRESIDENTE: Do lettura della mozione in oggetto, presentata dal Consigliere Sandri.

MOZIONE

APPRESO che per stessa ammissione del Direttore dell'Ente elettrico francese (EDF) il progetto Superphoenix si è rivelato antieconomico tanto da poterne ipotizzare una sua chiusura se nei prossimi anni i conti gestionali non presentassero una netta inversione di tendenza;

CONSTATATO che per la sua partecipazione azionaria l'ENEL è responsabile anche in termini economici di tale progetto;

RICORDATO il pesante impatto ambientale provocato sul nostro territorio regionale dagli elettrodotti ad altissimo voltaggio che veicolano l'energia dalla Francia all'Italia;

il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

IMPEGNA

il Presidente della Giunta ad organizzare un incontro con i responsabili nazionali dell'ENEL per conoscere esattamente la situazione del Superphoenix ed il ruolo presente e futuro degli elettrodotti citati in premessa.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.): Ringrazio il Presidente della Giunta per avermi fatto pervenire alcuni dati relativi alla mia mozione, che mi preme illustrare ugualmente, anche se, forse, la parte che riguarda l'impegno potrebbe essere modificata, perché, più che dedicare maggiore attenzione all'impianto del Superphoenix, si riferisce soprattutto agli elettrodotti che attraversano la Valle d'Aosta e che sono chiamati "Superphoenix" per assonanza, anche se svolgono un altro ruolo.

Questa mozione è stata presentata con la segreta speranza in un buon risultato referendario, fatto poi effettivamente accaduto e del quale ci rallegriamo. Rimane da capire oggi se, a causa del risultato referendario, l'ENEL modificherà la quantità di elettricità importata, la manterrà, la manterrà con determinati "partners" commerciali, la manterrà usufruendo di questo elettrodotto o, magari, di altri.

Perché questo discorso? Perché, a mio parere, si evidenzia come le preoccupazioni che sono state sempre avanzate dagli ambientalisti contro il Superphoenix e che poi sono diventate patrimonio comune - tant'è vero che bisogna riconoscere che il Presidente della Giunta si è impegnato più volte per avere notizie su quell'incidente alla centrale nucleare, che ha causato la fuga di sodio dal relé di contenimento delle barre non in funzione - hanno fatto sì che quel famoso elettrodotto, contro il quale ci siamo battuti con tanta determinazione, oggi rischia di essere addirittura inutile e dubitiamo, anzi, che lo possa diventare.

Vorremmo sapere, pertanto, perché ieri il signor Alessandro Autieri, citato dal giornale "Italia Oggi" come "un esponente dell'ENEL, alla testa della NERSA" (società che ha realizzato e che gestisce l'impianto del Superphoenix), non so con quale attendibilità, dopo il risultato elettorale, ha detto che l'Italia continuerà la collaborazione al Superphoenix. Le sue parole testuali sono state:

"Essendo la centrale già pagata al 95%, noi siamo talmente coinvolti in questa vicenda che mi pare difficile immaginare un abbandono, anche se nel prendere una decisione l'ENEL riceverà delle direttive da parte del Governo, e, sul piano politico, tutto è possibile".

Non sembra certo che l'ENEL sia tanto disponibile a rivedere la propria posizione sul Superphoenix e questo appare tanto più grave in quanto su "Le Monde", un qualificato giornale di levatura internazionale, un dirigente francese, Louis Cluzeud, ex dirigente dell'E.D.F. ed ora professore all'Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi, sostiene chiaramente che i conti del Superphoenix non sono più economicamente vantaggiosi e che anche il problema delle riparazioni sta diventando pesante, perché non si sa bene chi dovrà pagare i guasti di questo impianto.

È una tematica piuttosto complessa, sulla quale, però, la popolazione ha espresso un chiaro desiderio. La nostra Regione ha visto delle ferite sul proprio territorio, che sono visibili da tutti anche oggi, per cui credo che l'ENEL debba sentirsi particolarmente impegnata ad informarci sul futuro di questo elettrodotto. Chiedo, quindi, al Presidente della Giunta di impegnarsi a farci avere non solo notizie sulla centrale, come è stato scritto nella lettera e come egli, tra l'altro, ha già fatto più volte in passato, ma anche sull'elettrodotto che passa sul nostro territorio.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Torrione; ne ha facoltà.

TORRIONE (P.S.I.): Io credo che l'argomento sollevato dal collega Sandri meriti un minimo di riflessione, specie dopo l'esito del referendum.

Uno dei quesiti, che, tra l'altro, erano molto complessi, chiedeva agli elettori di esprimersi a favore o contro la partecipazione dell'ENEL a progetti simili a quello del Superphoenix. L'argomento ci tocca molto da vicino, visto che, tra l'altro, proprio nella nostra Regione si è avuto il maggior numero di "no" su questo particolare aspetto del referendum.

Credo che la travagliata vicenda del Superphoenix non possa gravare ulteriormente sulla testa di noi Valdostani, anche se ci è passata letteralmente sopra. Ritengo, infatti, che con l'ENEL si debba fare una riflessione piuttosto approfondita. In passato, forse, abbiamo sottovalutato il problema del passaggio di questo maxi-elettrodotto sul nostro territorio, ma non vorrei che un'ulteriore sua sottovalutazione ci portasse a non prendere in considerazione che cosa potrebbe succedere in sede parlamentare, ora che è noto l'esito del referendum.

È chiaro che, per qualche verso, il Parlamento sarà chiamato a ridefinire la politica energetica del nostro Paese e credo che, proprio in quella sede, la presenza della nostra Regione dovrebbe essere particolarmente attiva, sia attraverso l'opera che possono svolgere i parlamentari, sia, soprattutto, attraverso l'opera che il Presidente della Giunta potrebbe svolgere con i ministeri competenti.

C'è da aggiungere qualcosa in più: nel 1982 noi abbiamo stipulato con l'ENEL un'apposita convenzione, nella quale nulla si prevedeva in tema di elettrodotto; non è detto, però, che non possiamo rinegoziare anche quella convenzione, nella quale, tra l'altro, si prevedeva anche un prestito della Regione, di 20 miliardi e 200 milioni, ad un tasso di interesse annuo fisso del 13% per venti anni...

(...INTERRUZIONE...)

TORRIONE (P.S.I.): È stato aggiornato? È già estinto? Non lo so. Io ho solo riletto quanto prevedeva la convenzione.

Intendo dire che tutto il rapporto che noi abbiamo cercato di instaurare con l'ENEL, per qualche verso ci deve pure cautelare. L'ENEL non può più agire, in politica, come un generale che non tenga conto delle esigenze delle collettività minori, come la nostra, visto e considerato che del progetto Superphoenix noi abbiamo dovuto subire solo gli aspetti negativi, perché non ne abbiamo assolutamente tratto niente di positivo.

Credo che un mandato preciso al Presidente della Giunta, espresso concretamente dal Consiglio, possa rafforzare la sua posizione nella trattativa con l'ENEL e con i ministeri competenti, i quali, dopo il referendum, dovranno pur dare alcune indicazioni su ciò che vorranno fare di questo "benedetto" Superphoenix. Non mi stupirei affatto che si prospettasse l'ipotesi di un suo possibile abbandono; nessuno, del resto, ci impone di insistere, anche se l'abbiamo pagato nella misura citata dal Consigliere Sandri.

Obiettivamente, c'è da considerare un dato che era ottimistico nel 1983 o 1984, quando si riteneva che il Superphoenix, nel settore nucleare, fosse il massimo ottenibile e all'avanguardia non solo in Europa, ma, addirittura, nel mondo. Invece, si è dimostrato un grosso fallimento, tanto che la centrale di Creys-Malville, che avrebbe dovuto rappresentare un fiore all'occhiello, ora è chiusa per un inconveniente, che, tra l'altro, non si è neppure verificato in un impianto principale, ma in un impianto accessorio.

Dico questo perché, dopo l'esito del referendum, neanche noi ci possiamo comportare come prima. Qualcosa è già stato detto in termini abbastanza evidenti e la comunità valdostana ha espresso con chiarezza il suo indirizzo, per cui noi dobbiamo far tesoro di questa indicazione e rafforzare la posizione del Presidente della Giunta al tavolo delle trattative con l'ENEL e con lo Stato.

Se questa mozione deve essere rafforzata, ritengo giusto che lo si faccia con tranquillità, in modo che le decisioni prese all'esterno non possano più essere utilizzate come elemento di colonizzazione del nostro territorio, ma, nel momento della loro assunzione, ci vedano, finalmente, operare come elementi attivi e partecipi. Finora, infatti, abbiamo pagato solo le conseguenze negative della politica energetica, tant'è che non riusciamo a sottolineare neppure una conseguenza positiva.

Queste erano le argomentazioni che noi volevamo portare a sostegno della mozione, che ci auguriamo sia votata anche dalla maggioranza. Grazie.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Tonino; ne ha facoltà.

TONINO (P.C.I.): Anche noi siamo preoccupati da alcune prese di posizione o atteggiamenti che si stanno manifestando in queste ore e che, in sostanza, a noi pare tentino di stravolgere il significato del pronunciamento referendario. Tale messaggio è molto chiaro e tende alla realizzazione di un piano energetico nazionale fondato sul risparmio energetico, sulla ricerca di fonti energetiche alternative e sul superamento delle attuali tecnologie del nucleare.

Credo che diverse impostazioni siano davvero in contrasto con l'espressione della volontà popolare. È significativo, ad esempio, il fatto che, sul referendum relativo alla partecipazione italiana al progetto Superphoenix, nella nostra Regione si siano registrati cinque punti percentuali in più rispetto alla media nazionale, determinando una delle percentuali più elevate di tutto il nord d'Italia. È il segno che anche la vicenda dell'elettrodotto Superphoenix, nei cittadini della nostra Regione, ha lasciato dei segni di contrarietà che si sono manifestati anche con quel voto.

Il problema del rapporto tra la Regione e l'ENEL dovrebbe essere affrontato, quindi, con quest'ottica molto ampia. A me non piace mai banalizzare le questioni e, quindi, intendo dire che il problema del dopo referendum, per tutti noi, è quello di contribuire, in qualche modo, alla realizzazione di un piano energetico nazionale che risponda ai fabbisogni del Paese, nella direzione che prima dicevo, e, quindi, si tratta di avviare un rapporto Regione-ENEL in tal senso.

Per quanto riguarda il progetto del Superphoenix in particolare, noi abbiamo due problemi: uno è quello della sicurezza, per il quale si tratta davvero di fare in modo che le vicende della centrale di Creys-Malville siano seguite con la massima attenzione, sia per quanto riguarda la validità economica di quegli impianti, sia per quanto riguarda le questioni della loro sicurezza, sulle quali il popolo italiano si è pronunciato con maggiore preoccupazione. Esiste, poi, la questione dell'elettrodotto, perché è evidente che i danni provocati dall'elettrodotto sono difficilmente rimarginabili, anche se la loro grave sottovalutazione appartiene ormai al passato.

A nostro parere, è giusto perseguire un incontro o un rapporto con l'ENEL, che serva anche a chiarire il futuro di questo elettrodotto. Siamo d'accordo, ovviamente, sul contenuto del deliberato della mozione; voglio sottolineare, tuttavia, che l'occasione deve anche essere utilizzata per approfondire tutta la problematica del rapporto tra la Regione e l'ENEL, che è la questione più importante.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Baldassarre; ne ha facoltà.

BALDASSARRE (P.S.D.I.): Intervengo brevemente, perché sono stati molto precisi i Consiglieri che mi hanno preceduto.

Dobbiamo prendere atto con notevole soddisfazione della valanga di "sì" ai referendum sull'ENEL, che è un ente incaricato di gestire denaro pubblico sia nella ricerca, sia nella gestione delle centrali nucleari. Noi sappiamo che l'ENEL è proprietaria del 33% del progetto Superphoenix e sappiano anche che nella centrale di Creys-Malville si produce del plutonio, che è uno dei principali componenti per la costruzione delle bombe atomiche; ma l'ENEL non è in grado di controllare che cosa succede di questo plutonio.

L'elettorato italiano, quindi, e, in modo particolare, l'elettorato valdostano, hanno dato una risposta positiva, non solo per l'elevato numero dei "sì", ma anche per la massiccia partecipazione alla votazione, nonostante il modo in cui si erano espresse in merito la stampa, in generale, ed alcune forze politiche, in particolare.

Non sto a ripetere le stesse cose che hanno già detto i Consiglieri che mi hanno preceduto, ma, dopo il risultato referendario, ritengo necessario che la Regione Valle d'Aosta, che ha dovuto subire gravi danni sul proprio territorio, sia presente nel momento in cui lo Stato assumerà certe decisioni sul futuro del Superphoenix.

L'elettorato si è già espresso con chiarezza e lo Stato italiano non può fare a meno di tenere in debita considerazione questa indicazione, ma anche la Regione deve essere presente nel momento in cui lo Stato sarà chiamato a prendere una decisione, che, magari, la potrà riguardare molto da vicino. Per questo motivo, credo che la mozione debba essere votata comunque, anche se il suo testo può essere suscettibile di alcune modifiche. Esprimo fin d'ora, pertanto, il mio voto favorevole alla mozione.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.): Vorrei aggiungere un'altra valutazione a quelle che sono già state fatte dal Consigliere Tonino.

È vero che la Regione ha già rapporti permanenti con l'ENEL, attraverso il Comitato misto. Mi pare, però, che la vicenda del Superphoenix ed i problemi aperti dal risultato referendario diano a questi incontri una valenza che supera gli ordinari rapporti tra la Regione e l'ENEL sull'uso del territorio regionale.

Siccome l'ENEL, come ho sentito in un recente dibattito, afferma di non aver sposato un solo tipo di energia, ma di lavorare su una vasta gamma di forme di energia, da quella idroelettrica e da quella al carbone a quelle alternative, e siccome l'ENEL afferma di voler mantenere un buon rapporto con le comunità locali, io penso che sia possibile, su questo problema specifico del Superphoenix, avere incontri particolari, per trarne orientamenti più precisi sulle intenzioni dell'ENEL e per verificare che cosa fare, oggi, di questo elettrodotto.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Rollandin; ne ha facoltà.

ROLLANDIN (U.V.): La motion a été présentée avant qu'il n'y ait la votation du référendum, dont on attendait certains résultats. Ceux-ci ont en effet révélé la volonté, exprimée d'une certaine manière, notamment en ce qui concerne la participation de l'ENEL à des entreprises susceptibles de produire de l'énergie, telle la Superphoenix.

Les problèmes soulevés par cette motion ne sont pas indifférents. Il faudra sans doute rediscuter le plan énergétique national au niveau du Gouvernement et du Parlement: les uns, ont souligné qu'il était insuffisant; d'autres, qu'il allait au-delà des exigences de la reconstruction industrielle par rapport aux exigences d'énergie nationales.

Un débat au Parlement sur le futur de l'énergie s'impose et, à ce sujet, les parlementaires valdôtains pourront donner leur avis. Les requêtes présentées en vue d'une rencontre peuvent être acceptées; néanmoins, je voudrais savoir, au-delà d'un Comité mixte déjà chargé d'entretenir des rapports entre Administration régionale et ENEL, si cette rencontre doit se faire avec l'ENEL ou avec le Ministère compétent. Du point de vue politique, je crois que l'ENEL donnera son avis; les organes qui gèrent une certaine politique seront sans doute consultés sur les positions à prendre au niveau de Gouvernement. La politique néanmoins n'est pas dictée par l'ENEL: celui-ci doit gérer une certaine politique.

Je doute qu'une rencontre avec l'ENEL apporte une réponse sur les choix à prendre; une rencontre avec le Ministre compétent serait, a mon avis, préférable et, pourtant, serait mieux modifier le texte de la motion et dire:

"Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta impegna il Presidente della Giunta ad organizzare un incontro, alla presenza del Comitato misto, con il Ministro o con i Ministri competenti". Ainsi, pourrait-on obtenir des données qui dépassent les compétences de l'ENEL.

Si le Conseiller accepte, nous pourrions modifier puis voter cette motion.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.): Mon exposition comporte en effet une petite faute: le Président a raison de parler de l'organe politique et non de celui qui va gérer le problème de l'énergie en Italie. Il est mieux de parler avec le Ministère plutôt qu'avec l'ENEL.

Je souligne, comme l'a fait le Parti communiste, que le Comité mixte entre Région et ENEL ne va pas toujours traiter ce problème, c'est pourquoi j'accepte la modification "en présence du Comité mixte"; mais pas seulement une rencontre entre le Comité et le Ministère.

PRESIDENTE: Do lettura della mozione in oggetto, presentata dal Consigliere Sandri e comprensiva dell'emendamento proposto dal Presidente della Giunta regionale ed accettato dal presentatore.

MOZIONE

APPRESO che per stessa ammissione del Direttore dell'Ente elettrico francese (EDF) il progetto Superphoenix si è rivelato antieconomico tanto da poterne ipotizzare una sua chiusura se nei prossimi anni i conti gestionali non presentassero una netta inversione di tendenza.

CONSTATATO che per la sua partecipazione azionaria l'ENEL è responsabile anche in termini economici di tale progetto;

RICORDATO il pesante impatto ambientale provocato sul nostro territorio regionale dagli elettrodotti ad altissimo voltaggio che veicolano l'energia dalla Francia all'Italia;

il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

IMPEGNA

il Presidente della Giunta ad organizzare un incontro alla presenza del Comitato misto e con i Ministri competenti, per conoscere esattamente la situazione del Superphoenix ed il ruolo presente e futuro degli elettrodotti citati in premessa.

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la mozione emendata, testé letta.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti, votanti e favorevoli: 22

Il Consiglio approva all'unanimità