Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 3222 du 12 novembre 1987 - Resoconto

OGGETTO N. 3222/VIII - STATUS GIURIDICO E TRATTAMENTO ECONOMICO DEL PERSONALE REGIONALE. (Ritiro di mozioni)

PRESIDENTE: Do lettura della mozione in oggetto, presentata dai Consiglieri Torrione, Pascale e Breuvé ed iscritta al punto 51 dell'ordine del giorno.

MOZIONE

Un recente Decreto Legge sta per introdurre nell'ambito delle Amministrazioni civili dello Stato e degli Enti Locali il cosiddetto lavoro a "part-time" e cioè la possibilità di assunzioni a tempo parziale con regolare rapporto di impiego ma per periodi anche determinati al fine di risolvere situazioni di emergenza e per garantire l'efficienza e la produttività dei servizi.

Si tratta evidentemente di una grossa novità nel settore del Pubblico Impiego con risvolti di ordine sociale di notevole portata sia per quanto riguarda l'aspetto strettamente occupazionale sia per ciò che si riferisce a particolari situazioni interessanti soprattutto l'impiego di personale femminile.

La Regione ha potestà legislativa primaria (art. 2 - lett.a dello Statuto Speciale) in materia di trattamento giuridico ed economico del personale, ma ha sfruttato questa opportunità in maniera non solo episodica e frammentaria ma anche inadeguata nel senso che, tranne rare eccezioni, ha preferito mutuare aspetti dalla struttura burocratica dello Stato anziché concepire, con creatività e originalità, un dimensionamento del proprio apparato burocratico, ispirato a criteri di funzionalità e di adeguamento alle esigenze locali.

Si è così stratificata nel tempo una "macchina burocratica" piuttosto lenta e farraginosa priva di quella agilità e di quella duttilità indispensabili ad una Amministrazione regionale, come la nostra, con ampi poteri legislativi da un lato e dall'altro poi destinata ad agire in un contesto territoriale ridotto ma sfaccettato e ricco di peculiarità sotto il profilo socio-economico e culturale.

Basti al riguardo pensare che il numero complessivo dei dipendenti regionali che ricoprono in via continuativa o provvisoriamente posti d'organico assomma a 1800 unità per cui aggiungendo a questa cifra gli addetti ai cantieri forestali e ad altri servizi a carattere più o meno stagionale si può affermare che oltre 3.500 persone siano alle dipendenze della Regione.

Orbene questo dato non può che preoccupare anche perché nella deprecabile ipotesi di una qualsiasi contrazione di entrate, il lievitare di una spesa corrente, sempre più cospicua, potrebbe determinare un naturale decremento degli investimenti e delle spese produttive del Bilancio regionale.

Di qui l'esigenza di porre mano ad una seria revisione dell'impostazione politica nei confronti del personale puntando finalmente al conseguimento di una maggiore funzionalità dei servizi, ad una stabilizzazione del numero dei dipendenti occupati migliorandone però contestualmente la professionalità, la capacità operativa e la qualità delle prestazioni.

In questo quadro si inserisce ovviamente il problema del "part-time" come strumento di una diversa concezione dell'assetto della burocrazia regionale, intesa non più in senso strettamente statico ma con una visione dinamica e flessibile a seconda cioè delle effettive ed anche momentanee esigenze dei vari e dei singoli servizi regionali.

L'introduzione del tempo parziale potrebbe inoltre favorire la soluzione definitiva del problema degli addetti al servizio della forestazione il cui rapporto di lavoro costituisce al momento attuale un palliativo, non garantendo da una parte una sistemazione definitiva e accentuando il fenomeno della stagionalità dall'altra, con la sottrazione tra l'altro di mano d'opera ad altri settori produttivi quali ad esempio quello alberghiero ormai in crisi da vari anni per endemia mancanza di personale reclutabile in loco.

Tutto ciò premesso i sottoscritti Consiglieri regionali propongono che il Consiglio regionale

DELIBERI

a) di dare mandato alla Giunta regionale di introdurre anche nell'ambito dei servizi dell'Amministrazione regionale l'assunzione di personale a part-time, adattando tale tipo di opportunità alle particolari esigenze della realtà regionale e con l'eventuale estensione di una possibilità del genere anche al personale già di ruolo, attraverso l'introduzione di clausole che, pur modificando le condizioni retributive, salvaguardino comunque gli aspetti giuridici del rapporto d'impiego e le attuali provvidenze di ordine assistenziale e previdenziale;

b) di rivedere contestualmente la pianta organica della Regione per adeguarla alle mutate condizioni derivanti dall'applicazione del tempo parziale, considerando l'eventualità di riesaminare tutta la problematica connessa ai lavoratori attualmente occupati nel settore genericamente definito della forestazione;

c) di rivedere l'intera parte normativa interessante il personale regionale non solo alla luce di una eventuale introduzione del part-time ma soprattutto per soddisfare l'indilazionabile esigenza di una complessiva revisione dello stato giuridico dei dipendenti dell'Amministrazione regionale.

PRESIDENTE: Do lettura della mozione in oggetto, presentata dal Consigliere Baldassarre ed iscritta al punto 55 dell'ordine del giorno.

MOZIONE

AVUTA NOTIZIA della imminente scadenza del contratto di lavoro stipulato nel 1985 tra l'Amministrazione regionale e i dipendenti;

CONSIDERATO CHE il problema interessa un numero rilevante di personale regionale di ogni grado e livello;

CONSTATATO CHE a tutt'oggi non risulterebbero intavolate trattative tra l'Ente Regione ed i rappresentanti dei lavoratori;

OSSERVATO CHE il contratto stesso deve essere rinnovato alla naturale scadenza e senza deroghe;

RILEVATO CHE il mandato politico amministrativo alla Regione scadrà nella prossima primavera;

il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

DELIBERA

di impegnare la Giunta regionale a definire il problema entro e non oltre il 31 gennaio 1988 onde evitare una situazione di stallo conseguente alla consultazione elettorale.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Baldassarre; ne ha facoltà.

BALDASSARRE (P.S.D.I.): Per l'esperienza acquisita in passato, quando per alcuni anni ho ricoperto l'incarico di Segretario UIL, statale e regionale, credo di poter dire che la trafila dei rinnovi contrattuali sia lunghissima.

Si susseguono incontri ad incontri e si arriva a conclusioni piuttosto tardive.

Nel rinnovo di questo contratto dei dipendenti regionali c'è, però, un fatto determinante, perché, dal mese di marzo in poi, l'Amministrazione regionale non sarà più in grado di sottoscrivere l'accordo contrattuale per la successiva scadenza elettorale delle elezioni regionali. L'attività politica, poi, riprenderà a pieno ritmo solo dopo l'estate del prossimo anno.

Bisogna evidenziare, innanzitutto, che nel contratto attuale ci sono ancora alcune appendici del contratto precedente, che si riferiscono in modo particolare: all'assegno di incentivazione, previsto per il personale addetto al controllo del Casinò di St. Vincent, come risulta da un accordo già sottoscritto tra le parti ma non ancora applicato; alla disciplina per l'ottavo livello, che non è ancora stata applicata, nonostante l'impegno della Giunta e, quindi, dell'intero esecutivo; alla disciplina della C.P.D.L., che non è ancora avvenuta, per cui è rimasta in sospeso questa specie di "coda contrattuale".

Questa mozione sollecita ed impegna la Giunta, quindi, a definire la questione del contratto del personale regionale entro il 31 gennaio 1988, proprio per evitare che, magari anche dopo un anno di attesa, come è successo per il vecchio contratto, il personale si trovi nelle condizioni di non poterlo sottoscrivere.

Qualcuno ci potrà dire che sono in corso delle trattative. Noi ne siamo a conoscenza, però siamo anche convinti della necessità di mettere un punto fermo e definire il contratto. Per l'esperienza da me maturata negli anni in cui ho prestato servizio alle dipendenze dello Stato, posso testimoniare il profondo malumore che si diffondeva tra gli impiegati ed i colleghi nella lunga ed estenuante attesa della definizione del nuovo contratto.

Queste sono le ragioni che mi hanno spinto a presentare la mia mozione. Mi sono richiamato, ovviamente, anche alle "code contrattuali", sperando che, con il nuovo contratto, vengano definitivamente concluse.

Mi riservo di intervenire sulla mozione del Consigliere Torrione dopo che ce l'avrà illustrata.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Torrione; ne ha facoltà.

TORRIONE (P.S.I.): Non è la prima volta che il nostro Gruppo affronta, con una iniziativa consiliare, il problema del personale regionale; mentre devo riconoscere con un certo rammarico che il Consiglio regionale da diversi decenni ha trattato il problema del personale con molta disattenzione, quando non addirittura con una certa disaffezione, delegando alla Giunta non solo la gestione del personale, cosa che, forse, le compete anche, ma anche non tracciando le linee di politica generale nei confronti del personale regionale.

Direi che, al riguardo, si potrebbe tracciare una storia non degna di questo consesso, nel ripercorrere, sul piano giuridico ed economico, le varie tappe che la vicenda del personale ha attraversato dalla concessione dell'autonomia ad oggi.

Al di là di due o tre provvedimenti veramente qualificanti, che si sono succeduti nel tempo, l'ossatura principale del trattamento giuridico del personale è rimasta legata ad un provvedimento che risale, addirittura, al 1956 e cioè alla legge 28 febbraio 1956, n. 13. Essa si ispirava ad una certa concezione della burocrazia e rispondeva alle esigenze di quel periodo, che ormai potrebbe essere definito storico, visto che sono passati quasi trent'anni.

L'Amministrazione regionale ha potestà legislativa primaria nel settore del personale e, soprattutto, in materia di trattamento giuridico ed economico, ma ha sfruttato questa opportunità in maniera molto frammentaria ed episodica. Condizionata, forse, in questo da una precedente struttura burocratica, tipica della provincia, ed ha continuato a considerare, almeno un poco, la propria struttura organizzativa come se la sua struttura fosse ancora una provincia e non già un ente diverso, cioè una regione autonoma.

Credo, invece, che sia ormai giunto il momento di porre mano ad una revisione complessiva dell'assetto giuridico del personale. Mi sembra, infatti, che l'aspetto economico, come diceva prima il Consigliere Baldassarre, ha subito revisioni periodiche, però tutta la materia che riguarda il rapporto di impiego, sotto il profilo giuridico, merita un notevole approfondimento ed una significativa revisione.

Ricordo, infatti, che il Presidente, in questi ultimi tempi, è stato quasi costretto a presentare un provvedimento sulle sanzioni disciplinari, perché, obiettivamente, la materia era ancora regolamentata da norme che, probabilmente, non erano solo obsolete, ma addirittura superate dallo stesso ordinamento giuridico dello Stato.

Dico queste cose perché la nostra mozione, pur essendo incentrata sul "part-time", tiene anche a sottolineare altri due aspetti, derivanti dalla necessità di modificare la normativa che attualmente regola, da un punto di vista giuridico, il rapporto d'impiego del personale regionale.

Il discorso del "part-time" si inserisce in questo contesto, anche se ho letto che un recente decreto-legge, del quale, peraltro, non ho più saputo che fine abbia fatto, lo stava già per introdurre nell'ambito dell'amministrazione civile dello Stato e degli enti locali. Mi è giunta notizia che il Presidente, nel corso di una trattativa sulla questione del personale con le organizzazioni sindacali, abbia accennato a questa necessità. Ribaltando, quindi, il discorso, mi stupisce che il problema sia stato evidenziato, non dalle organizzazioni sindacali, ma dall'amministratore, che si è reso conto che si tratta di un istituto che deve essere ormai inserito nella macchina dell'Amministrazione regionale.

A mio avviso, se c'è un mezzo per incentivare un certo tipo di occupazione e per andare incontro alle esigenze del personale già in servizio, specie se si vuol osservare da un'ottica diversa la questione del lavoro femminile, questo è proprio il "part-time". Se io mi fossi trovato al posto delle organizzazioni sindacali, considerando che la Regione ha potestà legislativa primaria in materia, avrei proposto il "part-time" già da parecchio tempo. Mi fa piacere, comunque, che il Presidente abbia sollecitato la soluzione del problema.

Personalmente ritengo che l'introduzione del "part-time" possa liberare la macchina burocratica da alcune incrostazioni che, per qualche verso, ne impediscono un corretto funzionamento. Sappiamo benissimo, infatti, quali difficoltà incontra, per esempio, l'Amministrazione regionale per sostituire il personale femminile temporaneamente assente per motivi di gravidanza e puerperio, con conseguenti disagi sia per la madre, sia per l'Amministrazione.

Da un punto di vista tipicamente sociale, l'introduzione del "part-time" potrebbe servire moltissimo, così come potrebbe contribuire a risolvere tante altre situazioni che gravano notevolmente sull'Amministrazione regionale. Nella nostra mozione, infatti, si suggerisce di introdurre, ad esempio, il lavoro "part-time" nei cosiddetti "cantieri forestali", per sperimentare con tale soluzione, limitata ad un numero magari più esiguo di persone, la possibilità di garantire, forse, una maggiore continuità di impiego.

Uno dei drammi che stiamo vivendo in Valle d'Aosta, infatti, è dovuto alla mancanza di possibilità di reperire "in loco" della mano d'opera di un certo tipo. Io sapevo, ad esempio, che il settore del turismo, del quale avevo maggiore conoscenza, soffriva della concorrenza "sleale" del settore della forestazione. L'altro giorno, invece, in sede di Commissione, mi è stato detto che anche nel "domaine" agricolo si verificano casi dello stesso genere, con una consistente importazione di mano d'opera.

L'altro giorno qualcuno diceva che in alcuni "mayen" c'è del personale proveniente dall'Italia del Sud e ce n'è dell'altro che, addirittura, proviene dai paesi del Terzo Mondo. Passatemi la battuta, ma, se ciò è vero, può cambiare anche qualche definizione relativa alla popolazione immigrata, che, finalmente, potrà definirsi "autoctona" a tutti gli effetti, visto peraltro che le ultime persone alle quali ho fatto riferimento provengono da paesi d'oltremare.

Detto questo, credo che il problema, pur dovendo essere valutato in tutta la sua complessità, debba trovare una adeguata soluzione. Poiché il contratto dei dipendenti regionali attende ancora di essere definito, ritengo che al suo interno potrebbe trovare posto anche l'istituto del "part-time", così come, del resto, mi sembra che sia già stato prospettato dal Presidente della Giunta.

Tuttavia, se si intende introdurre questo istituto a livello regionale, sarebbe opportuno riflettere un pochino di più sull'assetto della pianta organica, sul numero ed anche sulla qualità del personale. Ricordo che un ex Presidente della Giunta era solito dire che, nel tempo, nell'ambito dell'Amministrazione regionale, sulla questione del personale si è finita per privilegiare una scelta di quantità, piuttosto che di qualità, e questa scelta, sulla quale si è puntato un po' troppo, per cui si è instaurata una specie di consuetudine, è servita forse da cassa di compensazione per altri settori entrati in crisi. Questa consuetudine avrà giovato a particolari esigenze occupazionali della nostra Regione, ma occorre riconoscere, tuttavia, che non sempre la quantità favorisce la qualità.

È un dramma sul quale il Consiglio dovrà riflettere, tant'è che non sempre, in molti settori, si riesce a reperire il personale professionalmente più qualificato. Mi risulta, infatti, che, se grazie ad una norma del regolamento non si potesse attingere al personale già presente all'interno all'Amministrazione, alcuni posti dirigenziali messi a concorso avrebbero scarsa possibilità di essere coperti. Eppure quei posti potrebbero essere resi appetibili da una remunerazione adeguata alle responsabilità ed alle funzioni.

L'ultimo aspetto che noi sollecitiamo è relativo alla necessità di una revisione della normativa regionale che regola il rapporto d'impiego del personale regionale. La questione non è di valore secondario, perché la normativa regionale si porta dietro delle stratificazioni obsolete e superate dalla stessa attuale normativa dei dipendenti civili dello Stato.

La necessità di tale revisione non può più essere ulteriormente dilazionata. L'ossatura dello stato giuridico del personale della Regione, infatti, al di là di alcuni sporadici e parziali ritocchi, risale ancora al 1956. È interesse dell'Amministrazione raggiungere due obiettivi: quelli di avere una burocrazia agile, disponibile e professionalmente preparata, con un rapporto di lavoro regolato da una normativa adeguata alle effettive necessità.

Queste sono le ragioni che ci hanno determinato a presentare la mozione che, io mi auguro, riesca a trovare una certa rispondenza nel voto del Consiglio, anche perché focalizza alcuni problemi, la cui soluzione va ricercata entro termini temporali piuttosto solleciti.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Rollandin; ne ha facoltà.

ROLLANDIN (U.V.): Je vais tout d'abord répondre à la motion n° 55 où il est question de renseignements sur le contrat et où l'on demande "di impegnare la Giunta regionale a definire il problema entro e non oltre il 31 gennaio 1988 onde evitare una situazione di stallo conseguente alla consultazione elettorale".

M. Baldassarre craint que l'on arrive aux élections, une période difficile car chacun pourrait se trouver engagé en faveur d'une thèse, en oubliant, peut-être, le cadre dans son ensemble. En effet, par lettre du 24 septembre, j'avais demandé une rencontre aux organisations syndicales pour savoir quels étaient les temps nécessaires pour parvenir à une proposition, afin que l'Administration régionale eût la possibilité de l'examiner et de la présenter aux différentes forces politiques.

Une rencontre a eu lieu le 6 octobre dernier, au cours de laquelle ont été éxaminés les problèmes existants encore au niveau du contrat signé voilà un an, à savoir: le problème de la C.P.D.L. et donc de la caisse compétente (à ce sujet, nous nous sommes déjà déclarés disposés à soutenir cette thèse); le problème de la prime de rendement, pour lequel nous avions envisagé, en 1985, une allocation "una tantum" et, successivement, nous avions pensé à une formule susceptible de se baser sur des critères d'évaluation du rendement.

Malheureusement ces critères n'ont pu être définis; c'est pourquoi, d'ici quelques semaines, nous présenterons une proposition au Conseil, en l'occurrence la possibilité d'un octroi, pour 1986-87, "una tantum" à titre de prime de rendement. Cette dernière concernait tant le personnel du Casino que le personnel régional. Des problèmes avaient surgi pour le premier et n'avaient été résolus qu'en partie. Ainsi, avant la fin de l'année les problèmes en suspens pourront-ils être résolus.

En ce qui concerne le nouveau contrat, nous avons demandé aux forces syndicales de présenter une plate-forme. Je sais que des rencontres sont en cours entre les syndicats et les adhérents, ainsi qu'entre les représentants des directeurs et chefs de service (le 6 novembre). Ces derniers ont déjà présenté leur proposition.

Lorsque l'autre proposition sera présentée, notre intention est de l'examiner dans les plus brefs délais, car nous partageons l'avis qu'il faut parvenir à une définition avant janvier, maximum février.

Je ne sais si M. Baldassarre est satisfait, mais je peux dire que nous avons largement prévu d'agir dans cette direction.

Pour ce qui est du problème soulevé par M. Torrione, le Conseiller lui-même l'a rappelé, le 6 octobre dernier, lors d'une rencontre avec les forces syndicales, j'avais soulevé cette question et demandé à ces dernières si elles partageaient l'idée de discuter de la question. Parler de mi-temps pose quelques problèmes.

En effet, comme M. Torrione l'a rappelé, d'après le Statut, lettre a) article 2), nous avons la compétence primaire. Parallèlement, au niveau national, un débat a déjà eu lieu à propos de la mi-temps. Un arrêté avait été présenté, puis il est échu, sans jamais avoir été représenté. En revanche, il y a eu une proposition de loi - la 667, prévoyant "Norme sul contratto di lavoro a tempo parziale" -. Ce projet de loi a déjà été confié à la XIe Commission - Lavoro pubblico e privato della Camera in sede referente -.

Le débat est donc ouvert sur ce thème; c'est pourquoi nous avons envisagé d'utiliser cette formule à l'échelon régional.

Ce système peut trouver notre assentiment du fait que les caractéristiques, que pourrait prévoir une régementation de ce genre, apporteraient des avantages et au personnel masculin et au personnel féminin. Pour ce dernier, il y aurait la possibilité de partager son temps entre le bureau et la famille; pour le premier, compte tenu du système de vie de nos communes, la possibilité s'offrirait de "goûter" d'autres activités, artisanales ou agricoles. Ce pourrait être le moyen de voir se résoudre les problèmes auxquels nous nous heurtons actuellement et, par ailleurs, un autre avantage s'offrirait: le personnel régional pourrait rentrer chez lui sans avoir à loger à Aoste comme c'est le cas actuellement. Il y aurait donc un double avantage, car la population pourrait ainsi être maintenue dans les différentes communes de la moyenne montagne.

Il s'agit d'un problème très délicat car il n'est pas possible de démarrer aussitôt avec 50% de personnes susceptibles de remplacer le personnel à temps plein; il faut que l'on arrive progressivement à 40% ou 50%, selon les différentes compétences; il faut aussi avoir une liste de personnes disponibles. Pensez à ce qui se passerait à l'U.S.L.; là aussi il y avait une proposition, mais elle est restée sans réponse jusqu'à présent.

Nous avons demandé aux forces syndicales d'avancer une proposition; rien n'empêche d'examiner les propositions existantes, ainsi cette proposition de loi donne déjà une idée qui pourrait être approfondie aux fins d'une résolution de la mi-temps. Il y a des problèmes liés aux horaires, par exemple, ou à la sécurité sociale ou à l'organisation du travail ou encore à la formation professionnelle: il s'agit d'un problème de qualité, plus que de quantité.

Ces derniers temps, nous avons envisagé un cours de formation en vue des concours. Ce serait un système qui donnerait une nouvelle possibilité d'avoir des éléments pour évaluer les différents participants ou, en tout cas, d'aider les personnes désireuses de s'insérer dans l'Administration régionale.

Il faut d'un côté donner aux gens des raisons de travailler dans un certain système et, de l'autre, leur permettre d'avoir la formation nécessaire; qui plus est, il faut donner aux gens la possibilité, tout en ayant un double travail, de s'engager socialement. Il suffit de penser au problème de la drogue qui est lié à certaines difficultés de la famille: le problème du "part-time" pourrait résoudre le problème social.

Quant aux problèmes des saisonniers, il conviendrait d'envisager une alternative pour la période sans travail.

La Junte partage donc cette idée, voire est décidée à agir en conséquence. Lorsqu'on nous dit "di dare mandato alla Giunta", nous sommes déjà d'accord. C'est pourquoi nous nous abstiendrons.

Sur les résultats des propositions, je me déclare disposé à accepter des rencontres avec les différentes Commissions, avant de soumettre les cas à l'attention du Conseil et ce pour pouvoir effectuer un travail préalable. C'est un problème très sérieux qui risque de modifier le système de travail de l'Administration régionale.

Je voudrais également dire que tout le système de travail de l'Administration régionale nécessite un changement et, partant, il faut prévoir des étapes.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Baldassarre; ne ha facoltà.

BALDASSARRE (P.S.D.I.): Lo scopo di molte iniziative regionali, come la presentazione della mia mozione, è quello di far discutere un particolare argomento qui in aula. Lo scopo che mi ero prefisso è stato centrato, tant'è che il Presidente della Giunta ha evidenziato tutta una serie di circostanze e di riunioni, delle quali forse non tutti erano a conoscenza, che denotano il suo impegno per giungere, in breve tempo, alla chiusura del contratto per i dipendenti regionali, tenendo anche conto degli strascichi del precedente contratto relativi alla appendice contrattuale del premio di incentivazione per tutto il personale e dell'appendice contrattuale dei controllori regionali.

Poiché il Presidente della Giunta, che è l'esponente più eminente dell'intero esecutivo, ha già assunto un impegno in tal senso, in quest'aula, non è più necessario affrontare uno scontro politico per far votare la mia mozione e, pertanto, ritenendo che il suo impegno vada proprio incontro alle esigenze del personale regionale, così come io desideravo, non mi sembra più il caso di porre in votazione la mia mozione. Pertanto, la ritiro, anche perché mi sembra che sia stato raggiunto lo scopo, che mi ero prefisso, di suscitare una discussione in aula sull'argomento.

Mi fido, infinitamente, delle promesse del Presidente della Giunta, sperando, ovviamente, che si realizzino in tempi brevi; se così non sarà, torneremo a chiederne giustificazione al Presidente della Giunta.

PRESIDENTE: Su richiesta del presentatore, Consigliere Baldassarre, l'oggetto n. 55 è ritirato.

IL CONSIGLIO prende atto.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Torrione; ne ha facoltà.

TORRIONE (P.S.I.): Io credo che il confronto sia stato utile, anche perché le nostre considerazioni sono state riprese dal Presidente della Giunta. A noi interessava, in modo particolare, operare in funzione di pungolo nei confronti dell'Amministrazione regionale e della Giunta, affinché questo problema venisse affrontato in termini concreti.

Nella mia precedente illustrazione, avevo detto di aver saputo, tra le more della presentazione della mia mozione, che il Presidente della Giunta, nel discutere con le organizzazioni sindacali, aveva già prospettato lo stesso ed identico problema.

Sostanzialmente io condivido le osservazioni che sono state fatte in quest'aula dal Presidente della Giunta, sul lavoro "part-time", anche se mi si deve consentire di fare una osservazione di tipo sociale: l'istituto del "part-time", infatti, può certamente andare incontro a certe esigenze, tuttavia, per altri versi, può creare anche delle situazioni difficili.

Dico questo perché condivido l'impostazione che si vuol dare per consentire, ad esempio, al personale di poter svolgere una doppia attività. In tal modo si recepisce quello che c'era stato di buono, sia pure in condizioni sostanzialmente diverse, con la Nazionale COGNE, che aveva permesso di beneficiare di un impiego fisso e di mantenere, contemporaneamente, un qualche collegamento con un'altra attività personale, che aveva a sua volta consentito all'agricoltura, sia pure a prezzo di grandissimi sacrifici, di mantenere un suo particolare aspetto.

Tuttavia, l'introduzione del "part-time" nell'ambito dell'apparato regionale darebbe ben altro assetto a chi deve lavorare e, nel contempo, consentirebbe anche il mantenimento di un certo tipo di occupazione. Non si tratterebbe più, infatti, di una doppia occupazione, ma di una occupazione a tempo parziale, esercitabile con un diverso stato d'animo e, soprattutto, con minori sacrifici e con minore fatica.

L'altro discorso, per il quale pregherei il Presidente della Giunta di riconsiderare il suo punto di vista, è relativo all'aspetto normativo dello stato giuridico del personale regionale. Pur riconoscendo che ci troviamo alla fine della legislatura, non credo che si possa ulteriormente dilazionare la soluzione di questo aspetto, che non è certamente di secondaria importanza.

Riconosco che le organizzazioni sindacali tendono, giustamente, a privilegiare l'aspetto economico, ma a sottovalutare l'utilità per il dipendente regionale di poter disporre di una normativa quanto mai adeguata alle sue esigenze. È vero che contano soprattutto i soldi che si mettono in tasca alla fine del mese, ma io credo, però, che sia altrettanto importante anche un diverso modo di lavorare, attuato con nuove disposizioni di legge sul rapporto di lavoro.

Alla luce dell'ultimo ed importante impegno assunto dal Presidente della Giunta, di portare all'attenzione delle competenti Commissioni e quindi del Consiglio, dopo che si sarà ottenuto un accordo di massima delle organizzazioni sindacali, una bozza preliminare su cui discutere il problema sollevato, così come è già stato detto dal Consigliere Baldassarre, anch'io sono dell'avviso che abbiamo ottenuto lo scopo, certamente non secondario, di far discutere su questo argomento e di aver perlomeno sottolineato un tema importante, che era già presente negli intendimenti operativi del Presidente della Giunta.

Pertanto, nel dichiararci soddisfatti delle considerazioni svolte dal Presidente della Giunta, chiediamo che la nostra mozione sia ritirata.

PRESIDENTE: Anche l'oggetto n. 51 è ritirato.

IL CONSIGLIO prende atto.