Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 3211 du 12 novembre 1987 - Resoconto

OGGETTO N. 3211/VIII - CONCESSIONE DI UN CONTRIBUTO DI £. 24.000.000 A FAVORE DELLA PARROCCHIA DI CHAMOIS PER LAVORI DI RITINTEGGIATURA E RIDECORAZIONE DELLA CHIESA PARROCCHIALE, DEDICATA A SAN PANTALEONE, E DI RESTAURO DEI DIPINTI DELLA "VIA CRUCIS" CONSERVATI NELLO STESSO IMMOBILE SITO IN LOCALITÀ CAPOLUOGO DEL COMUNE DI CHAMOIS. - APPROVAZIONE ED IMPEGNO DI SPESA.

PRESIDENTE: Do lettura della deliberazione in oggetto:

IL CONSIGLIO

DELIBERA

1°) di approvare la concessione di un contributo di lire 24.000.000 (ventiquattromilioni) a favore della parrocchia di Chamois, rappresentata nella persona del parroco pro-tempore rev. don Benito Strizzolo, a titolo di parziale concorso nelle spese da sostenere per la ritinteggiatura e ridecorazione della chiesa parrocchiale di Chamois e per il restauro dei 14 dipinti della "via Crucis" conservati nello stesso tempio;

2°) di imputare e impegnare la relativa spesa sul cap. 47050 del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1987 ("Contributi per la salvaguardia, manutenzione e pubblica fruizione del patrimonio storico ed artistico"), che presenta la necessaria disponibilità;

3°) di disporre che la somma venga liquidata, anche ratealmente, ai sensi dell'art. 57 della L.R. 7 dicembre 1979, n. 68, a cura dell'Assessorato del Turismo, a lavori completati e controllati dalla Sovrintendenza per i beni culturali, previa presentazione dell'idonea documentazione di spesa.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali, Lanièce; ne ha facoltà.

LANIECE (D.C.): Gli oggetti iscritti ai punti 41, 42, 43 e 44 dell'ordine del giorno riguardano contributi che la Giunta, anziché presentare per la semplice ratifica, propone per l'approvazione all'esame del Consiglio regionale. Essi riguardano contributi già previsti da leggi esistenti e che, per la precisione, ammontano a 24 milioni per la ritinteggiatura e ridecorazione della chiesa parrocchiale di Chamois, a 4 milioni per l'installazione di impianto di allarme nelle chiese di Lillianes e di Villeneuve ed a 20 milioni per l'assegnazione di due anticipi di 10 milioni ciascuno per la gara internazionale di Coppa del mondo di bob 1988 di Cervinia e per la Coppa Consiglio Valle di Brusson.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Baldassarre; ne ha facoltà.

BALDASSARRE (P.S.D.I.): Ho già avuto modo di dire in altre occasioni che, essendo questa maggioranza di ispirazione prevalentemente cattolica, anzi parrocchiale (mi riferisco, ovviamente, ai famosi "sacrestani della strada"), non fa altro che continuare a sovvenzionare parrocchie e "via crucis". Quest'ultima, probabilmente, sarà quella che sta facendo la Democrazia Cristiana...

(...INTERRUZIONE...)

BALDASSARRE (P.S.D.I.): Io sono di formazione laica e, pertanto, se qualcuno vuole fare delle insinuazioni, io la potrei chiamare in tutt'altro modo.

Con ferma convinzione, però, ribadisco che non è giusto che si continui a sovvenzionare tutto il possibile per le parrocchie. Il denaro è pubblico ed appartiene a tutta la comunità valdostana. Tra la Chiesa e lo Stato c'è un Concordato, che non prevede affatto che con i soldi dei contribuenti valdostani, che sono anche di ispirazione laica, si sovvenzionino certe attività. Anche se posso capire le preoccupazioni della Democrazia Cristiana, permettetemi, però, di criticare il modo scelto per finanziare certe attività.

Nei miei quattro anni di permanenza in Consiglio regionale non ho mai votato e mai voterò questo genere di sovvenzioni. Poiché nel prossimo Consiglio, probabilmente, saremo chiamati a votare un provvedimento che io non approverò mai, perché grida vendetta, sin d'ora annuncio che su di esso presenterò tutta una serie di emendamenti che costringerà il Consiglio regionale a prorogare i suoi lavori, perché io non lo condivido, così come non condivido questi finanziamenti.

Vorrei richiamare l'attenzione della Giunta sull'opportunità di porre un freno alla valanga di finanziamenti che, da quattro anni a questa parte, il Consiglio è chiamato ad approvare.

Quando discuteremo la mia mozione sugli anziani, scopriremo, forse, che per essi e per i disoccupati non si fa assolutamente niente, mentre si fa molto per abbellire le "via crucis", per asfaltare i sagrati delle chiese e per comprare le corde delle campane.

Ho voluto fare questa precisazione per dichiarare il mio voto contrario al provvedimento, sperando che, finalmente, si metta fine, almeno nell'ultimo scorcio di legislatura, a questa valanga di finanziamenti.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Torrione; ne ha facoltà.

TORRIONE (P.S.I.): Noi lasciamo le parrocchie ad altri e diciamo subito che, per quanto ci riguarda, voteremo questi provvedimenti, che abbiamo votato in passato e che continueremo a votare, soprattutto perché hanno lo scopo di conservare dei beni di carattere monumentale. A nostro avviso, infatti, una chiesa, oltreché testimoniare una particolare fede, testimonia pur sempre un certo tipo di cultura.

A scanso di equivoci, tuttavia, dichiariamo subito che sarebbe opportuno che la Giunta regionale riflettesse più attentamente sul disegno di legge ancora in corso di elaborazione, al quale ha fatto cenno anche il Consigliere Baldassarre, che prevede il finanziamento della costruzione di un convento, con una spesa di diversi miliardi a carico del bilancio regionale.

Senza voler toccare l'aspetto religioso, nel caso della deliberazione in esame noi abbiamo una valida giustificazione per votare a favore del provvedimento; per quanto concerne il disegno di legge, invece, non abbiamo alcuna giustificazione ed anzi ci sembra addirittura scandaloso che un ente pubblico sia chiamato a sovvenzionare la costruzione di un convento per suore. È una cosa completamente diversa.

Per evitare che il Consiglio assuma una decisione che potrebbe anche trascendere il valore del semplice voto, ritengo opportuno che la Giunta regionale faccia una riflessione più attenta sull'argomento. Molto francamente posso dire che, in caso contrario, si sentirebbe veramente toccata la coscienza di coloro che, qui in Consiglio, rappresentano forze politiche laiche, che nulla hanno a che vedere con la religione.

Se un ente pubblico intende avviarsi lungo una strada estremamente pericolosa, come il finanziamento della costruzione di opere esclusivamente religiose, deve assumere un provvedimento di carattere generale, con il quale, oltreché le opere della religione cattolica, vengono finanziate anche le opere delle altre fedi religiose. Di fronte alla pubblica amministrazione, infatti, tutti i cittadini devono essere posti sullo stesso piano.

Avevamo intenzione di presentare, in merito, una apposita interpellanza, ma approfittiamo dell'occasione per rivolgere un pressante invito alla Giunta a voler effettuare un'ulteriore riflessione sull'argomento.

Come socialisti non vogliamo confondere la sfera religiosa con altre sfere di competenza; riteniamo, però, che la pubblica amministrazione abbia dei doveri nei confronti di tutti i cittadini. Se cominciamo a pagare gli interessi dei mutui per l'edificazione di conventi o di altre strutture religiose, dobbiamo fare la stessa cosa per tutte le fedi, altrimenti il provvedimento assume un sapore elettoralistico, che non rende un buon servizio neppure a coloro che l'hanno richiesto, perché il confondere l'aspetto religioso con altri aspetti può urtare, come in questo caso urta, la mia coscienza di cittadino.

Anche per sdrammatizzare questa vicenda, ricordo che, in passato, un mio bisnonno, per aver acquistato, con dei soldi che non aveva certamente rubato, un bene della Chiesa, è stato, addirittura, scomunicato. Non voglio rifarmi ad una vicenda personale, ma non vorrei certamente essere additato come il discendente che ha cercato di sanare una situazione che nulla aveva a che fare con la fede.

Raccomando, quindi, di ritirare quel provvedimento, altrimenti ognuno di noi potrebbe essere costretto ad assumere posizioni poco simpatiche. Grazie.

PRESIDENTE: Colleghi Consiglieri, alcuni di voi hanno chiesto la parola, ma mi corre l'obbligo di precisare che, oggi, non dovrebbe essere oggetto di dibattito anticipato un provvedimento che è stato inviato ai Consiglieri e, per conoscenza, alle Commissioni e che deve ancora seguire la sua strada.

Ha chiesto la parola il Consigliere Bajocco; ne ha facoltà.

BAJOCCO (P.C.I.): A differenza di altre forze politiche, il Gruppo comunista ha sempre votato a favore di questi contributi e non si è mai astenuto. Anche questa volta, pertanto, noi voteremo a favore. Proprio per questo, tuttavia, vorremmo raccomandare ai parroci di occuparsi di cose religiose e non di politica, senza tentare di indirizzare i voti da una parte o dall'altra, nel corso della prossima campagna elettorale.

Noi sappiamo che i comuni, in Valle, sono 74 e che le chiese sono sicuramente di più; vi sono, però, dei parroci che sono più capaci di altri a chiedere. Invito, pertanto, l'Assessore competente ad essere più attento e lo sollecito, ad esempio, a provvedere al tetto della chiesa della frazione di Ozein, del Comune di Aymavilles, perché la pioggia cade sia all'interno della chiesa, sia all'interno del campanile.

Gli raccomando quindi di inviare qualche tecnico per esaminare il possibile ripristino del tetto della chiesa e del campanile, anche perché la pioggia impedisce all'orologio di funzionare con regolarità. Grazie.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Aloisi; ne ha facoltà.

ALOISI (M.S.I.): Non condivido, certamente, le prese di posizione di alcuni colleghi, intervenuti prima di me, che io considero come accuse alquanto strumentali. Dobbiamo considerare, infatti, che la nazione italiana e, soprattutto, la Valle d'Aosta sono quasi completamente cattoliche. La tutela delle nostre chiese, che sono monumenti di notevole tradizione storica e culturale, è sinonimo di difesa della nostra cultura e delle nostre tradizioni.

In presenza, quindi, di un piccolo contributo per la salvaguardia di questi affreschi o di questi monumenti, non è assolutamente il caso di criticare o di spostare il discorso sull'aspetto elettoralistico, anche perché sarebbe alquanto vergognoso.

Ritengo opportuno, quindi, che l'Amministrazione regionale cerchi di difendere il suo patrimonio culturale e religioso, soprattutto perché siamo una Nazione ed una Regione altamente cattoliche e perciò, appunto, dobbiamo andare incontro alle richieste ed alle necessità della popolazione cattolica. Ben vengano, quindi, questi contributi, perché con essi difendiamo il nostro patrimonio culturale e religioso.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.): Altri Consiglieri hanno già detto che i contributi dati per il restauro di oggetti che hanno un senso culturale sono un problema della Regione in quanto tale e non sono un problema che può interessare solo la fede o una particolare colorazione politica. Ribadiamo, quindi, che noi siamo sempre disponibili a fare quanto è possibile, affinché il patrimonio culturale della nostra Regione sia comunque salvaguardato.

Anche se il Presidente del Consiglio dice che il tema già citato dai Consiglieri Baldassarre e Torrione non è in argomento, a mio giudizio, invece, c'è qualche collegamento con la discussione in corso, perché in quel caso, trattandosi di un edificio nuovo e quindi ancora da costruire, deve essere dimostrata molto bene la sua validità sociale, altrimenti possono nascere dei dubbi.

Dicevamo ieri, infatti, che noi diamo il 50 per cento dei contributi alle imprese che si insediano in Valle d'Aosta, ma quella legge prevede, addirittura, contributi sugli interessi pari al 75 per cento, per la durata di 15 anni. Si tratta, quindi, di 375 milioni all'anno di interessi, che, moltiplicati per gli anni, danno un totale di 5 miliardi e 625 milioni. Pertanto, prima di impegnare una cifra del genere, vorrei che fosse ben chiara al Consiglio la validità culturale e sociale dell'iniziativa, altrimenti possono sorgere moltissimi dubbi.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Borbey; ne ha facoltà.

BORBEY (D.C.): Nel corso di tanti anni di attività dell'Amministrazione regionale abbiamo approvato numerosi provvedimenti analoghi, con l'Assessore comunista Savioz, con l'Assessore socialista Milanesio, con l'Assessore democratico popolare Pollicini ed ora, alla fine della legislatura, sentiamo la "sparata" di un Consigliere regionale, nei confronti del quale la Democrazia Cristiana non ha mai avuto molta simpatia, né stima.

Forse costui, dopo 5 anni di nullità, in questa sala, si è accorto dell'opportunità di fare qualche ultima "sparata", per trovare qualche ultima "chance" per le prossime elezioni regionali, che noi, ovviamente, non gli auguriamo e che non speriamo.

Rifiutiamo anche la difesa del Consigliere missino, perché anche nei suoi confronti il Gruppo Democristiano non ha mai avuto molta stima.

Ribadiamo soltanto che la Democrazia Cristiana vota questi provvedimenti per due motivazioni ben precise: la prima coincide con la giustificazione addotta dai Consiglieri Mafrica e Torrione; la seconda è dovuta al fatto che si tratta di interventi su case che noi consideriamo di tutti i Valdostani e di tutti gli Italiani. Speriamo, ovviamente, che le case alle quali ci si riferisce diventino anche le case di tutti voi, ed in modo particolare del Consigliere Baldassarre, che molto opportunisticamente, forse perché obbligato da qualcuno "in casa", ha votato, addirittura, a favore delle scuole private, cosa che ci ha stupito enormemente, tant'è che oggi ribadiamo di credere che, anche in quel caso, si sia trattato di un voto del tutto strumentale.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.): Cercherò di attenermi strettamente al tema in discussione e voterò a favore del contributo previsto, così come farò anche per il successivo, perché penso che, sostanzialmente, si tratti di un problema legato al patrimonio culturale e artistico della nostra Regione.

Consigliere Aloisi, vorrei sottolineare che una delle belle concomitanze della nostra Regione è costituita dal fatto che per molto tempo, qui da noi, sono convissute religioni e culture differenti. Il fatto, ad esempio, che la Chiesa valdese si sia arroccata in Valle d'Aosta e nelle valli del Pinerolese, è dovuto proprio al particolare "milieu social", più attento, forse, che non nel restante territorio italiano, alla tutela di certe particolarità.

Credo, quindi, che occorra ragionare in termini di "savoir vivre ensemble" e in concordia, senza suscitare la triade "Dio, patria e famiglia", che, per fortuna, era stata dimenticata sino a qualche minuto fa.

Questo appello, teso a dimenticare certi temi del passato, lo rivolgo anche a quei Consiglieri, che, probabilmente, hanno trasceso un po' troppo in fatto di apprezzamenti sull'attività politica dei loro colleghi.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Baldassarre; ne ha facoltà.

BALDASSARRE (P.S.D.I.): Credo che nessuno, qui in Consiglio regionale, si possa dimenticare di quando il Consigliere Borbey era Assessore: ogni volta che si alzava per prendere la parola, c'era polemica e "bagarre". Era una sua caratteristica e, pertanto, devo prendere atto della positiva sua estromissione dalla Giunta.

Nessuno può dimenticare lo spazio che è stato riservato all'ex-Assessore Borbey in quest'ultimo periodo, così come nessuno può fingere di dimenticare il ruolo della Democrazia Cristiana, quello di ruota di scorta dell'Union Valdôtaine, perché incapace di produrre ed esprimere una propria linea politica e perché inaffidabile. Coloro che hanno costituito il famoso "cartello" possono, per l'appunto, testimoniare l'inaffidabilità della Democrazia Cristiana e non possono dimenticare le affermazioni fatte sulle piazze contro l'Union Valdôtaine e gli impegni da essa assunti, ed in primo luogo dall'ex-Assessore Borbey, così come nessuno può dimenticare che cosa voleva la Democrazia Cristiana alcuni mesi fa.

Oggi, dopo l'accordo maldestro fatto con la Democrazia Cristiana, mi trovo qui a dover subire certe accuse, lanciate nei miei confronti proprio da un esponente di quella stessa Democrazia Cristiana.

Caro ex Assessore Borbey, sulla possibilità della mia riconferma ti posso dare fin d'ora una sicura delusione, perché la mia riconferma ci sarà!

Prima parlavo di "via crucis" della Democrazia Cristiana; adesso, invece, credo di dover parlare più propriamente di "via crucis" del Consigliere Borbey, perché sono molto preoccupato per la tua riconferma.

Voglio ricordarti che, se tu hai avuto poca stima nei confronti del sottoscritto, il sottoscritto, da parte sua, non ne ha mai avuta nei tuoi confronti, né quando eri Assessore, né ora che sei Consigliere. Se mai c'è stata questa stima, essa è scesa sempre più giù, proprio in seguito ai tuoi atteggiamenti. In certe situazioni hai provocato reazioni da parte di Consiglieri regionali; io non condividevo le loro posizioni, ma, con l'andare del tempo, mi sono accorto che le posizioni di alcuni Consiglieri regionali erano valide.

Rifiuto, quindi, e respingo con sdegno queste tue affermazioni, anche perché voi, come Democrazia Cristiana, non rappresentate proprio nulla, nel contesto politico nel quale siete inseriti. Siete proprio nulli! La vostra presenza è nulla e non riuscite neanche ad esprimere la benché minima linea politica.

Chi può dimenticare quello che fanno gli Assessori? Se qui c'è qualcuno che esprime delle linee politiche, e gliene do atto perché è giusto dare a Cesare quello che è di Cesare, è proprio il Presidente della Giunta, che riesce persino a dirigere i vostri Assessori e ad indicare a voi quello che dovete fare. Voi siete dei semplici "robot" ed alzate le mani a comando, e fa bene il Presidente della Giunta ad agire così.

Potrei continuare nel mio intervento, ma non posso, perché credo di aver superato i termini, e ringrazio il Presidente del Consiglio per la sua pazienza. Caro Consigliere Borbey, ti consiglio, tuttavia, di modificare il tuo atteggiamento e di stimare di più i tuoi interlocutori. Per me, che milito da 25 anni nella socialdemocrazia, uno dei principi fondamentali è costituito dal rispetto della dignità umana, che tu non hai, perché non conosci neppure che cosa significhi avere rispetto per qualcuno.

Potrei essere anche più duro nei tuoi confronti, ma ho cercato di deviare certi discorsi. Però, se tu cerchi la provocazione, io rispondo e, certamente, non mi tiro indietro.

PRESIDENTE: Ricordo che stiamo sempre discutendo sull'oggetto n. 41 e, pertanto, raccomando di non scantonare troppo. Grazie.

Ha chiesto la parola il Consigliere Aloisi; ne ha facoltà.

ALOISI (M.S.I.): Vorrei invitare la Democrazia Cristiana a far intervenire nel dibattito altri Consiglieri e non l'ex Assessore Borbey. Perché?

Non voglio certamente intavolare una polemica o ritornare su questioni che ritengo, ormai, superate, ma ritengo che sia la persona meno indicata a parlare. Mi domando, quindi, come mai abbia preso la parola e come mai abbia cercato di muovere un attacco personale contro dei colleghi e contro dei Consiglieri regionali.

BORBEY (fuori microfono): Io ho la coscienza a posto! Hai capito? Sei tu che non ce l'hai a posto!

ALOISI (M.S.I.): Caro ex Assessore Borbey, io non accetto queste provocazioni, perché quando intervengo faccio una battaglia politica e non una battaglia contro un individuo o contro una persona. La mia battaglia l'ho fatta ed i risultati ci sono: prima il Consigliere Borbey si trovava sul banco degli Assessori, oggi, invece, si trova sul banco dei Consiglieri, dove non è detto che rimanga, anche se può darsi che vi resti fino alla fine della legislatura.

In ogni caso, mi fermo qui e non vado oltre. Chiedo, però, alla Democrazia Cristiana, perché permette che questo Consigliere continui a fare della provocazione. La discussione su questo argomento non era il momento adatto per provocare e, soprattutto, per provocare il sottoscritto, il quale, quando interviene, interviene con profonda convinzione. Il Movimento Sociale, infatti, si è sempre battuto ed ha sempre lottato per salvaguardare, garantire e difendere certi ideali.

Su questi argomenti, pertanto, Consigliere Borbey, sei proprio il meno indicato a parlare. Basta ricordare che, quando c'è stata la presentazione, da parte del M.S.I., di una mozione di condanna contro l'assassinio comunista del sacerdote cattolico polacco, padre Popevlusko, voi della Democrazia Cristiana non l'avete votata. Questo dimostra che voi siete dei falsi, soprattutto il Consigliere Borbey, e degli ipocriti, perché fate propaganda solo per ingannare la gente onesta e seria, mentre nei fatti concreti dimostrate di non essere affatto corretti. Sei il meno indicato a parlare.

Su questi argomenti, il nostro atteggiamento è sempre stato serio e sarà sempre serio, al di là delle provocazioni dell'ex Assessore Borbey.

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la deliberazione in oggetto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 29

Votanti: 28

Favorevoli: 28

Astenuti: 1 (Baldassarre)

Il Consiglio approva