Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 3201 du 11 novembre 1987 - Resoconto

OGGETTO N. 3201/VIII - RATIFICA DI DELIBERAZIONI ADOTTATE DALLA GIUNTA REGIONALE IN VIA D'URGENZA.

Oggetto n. 7653 in data 4 settembre 1987: Interventi per il risanamento della azienda della Ditta Giovanetto Umberto s.r.l. - Approvazione dello schema di convenzione - Conferimento di mandato alla Finaosta S.p.A.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Millet; ne ha facoltà.

MILLET (P.C.I.): Mi pare che la ratifica di questa deliberazione sia già stata rinviata due volte, per fornirci ulteriori chiarimenti in sede di Commissione; alcuni dubbi sono stati dissipati, ma altri rimangono. Il mio intervento verterà, perciò, su alcune questioni poco chiare, nelle quali noi dissentiamo dalle valutazioni della Giunta.

Come avevo già ricordato nei precedenti Consigli, ribadisco che una delle ragioni che hanno determinato il rinvio della deliberazione all'esame delle Commissioni era costituita dal fatto che si trattava del primo esempio di deliberazione (almeno fino ad oggi, perché tra le deliberazioni oggi in ratifica ce n'è già una seconda) nella quale si prevede la sottoscrizione di una convenzione tra la Regione ed una persona privata piuttosto che tra la Regione ed una società.

Trattandosi di una circostanza del tutto nuova e diversa, è opportuno. secondo noi, procedere ad un serio approfondimento. Se si fa una tale scelta, e oggi se ne aggiunge una seconda. può darsi che ci sia una diversa impostazione nel modo di affrontare le difficoltà industriali della Valle d'Aosta.

Nelle premesse la Giunta dice che è necessario ratificare la deliberazione in quanto "la Società Giovanetto Umberto s.r.l., corrente in Arnad, versa in gravi difficoltà finanziarie, organizzative e strutturali accertate dalla FINAOSTA s.p.a,". Bisognerebbe capire, innanzitutto, come la Giovanetto possa trovarsi in tali difficoltà finanziarie, tenuto conto che la stessa, specie rispetto ad altre ditte che operano nello stesso settore, è stata guardata con particolare benevolenza, tanto dall'attuale Giunta quanto dalla precedente. Non si può certo dire che la società Giovanetto sia stata messa in difficoltà da dimenticanze dell'Amministrazione regionale.

Questo è verificabile controllando i cinque mutui concessi dalla FINAOSTA, che ammontano complessivamente ad un miliardo circa. Può sembrare poco, ma è opportuno ricordarsi anche delle società che operano nello stesso settore e alle quali si è guardato in un modo del tutto diverso. Ad un certo punto noi abbiamo anche acquistato un suo capannone che una perizia avrebbe valutato 350 milioni, e che a noi sembrava sovrastimato, per assegnarlo ad un'altra ditta.

La ditta Giovanetto ha potuto beneficiare di parecchi corsi di formazione professionale del personale, ragion per cui, se tutti i soldi sono stati davvero utilizzati per l'organizzazione di questi corsi, i 30 dipendenti della ditta dovrebbero essere dei superspecializzati.

Non si può dire, pertanto. che sotto l'aspetto finanziario tale ditta sia stata trattata male dalla Giunta regionale. Ciò nonostante ci troviamo di fronte ad una ditta che ha delle difficoltà finanziarie.

Sempre nelle premesse della deliberazione, si fa riferimento anche a delle difficoltà organizzative. Secondo me, queste difficoltà discendono dal fatto che l'imprenditore non ha fatto quanto avrebbe dovuto: può capitare, ma vorrei sapere dall'Assessore se tali difficoltà siano imputabili o meno alle difficoltà più generali del settore.

Mi pare che l'Assessore dovrebbe chiarirci un po' meglio le responsabilità di chi ha gestito finora questa ditta, anche perché lo stesso imprenditore viene "ripescato" anche per la nuova operazione. Nel caso di un imprenditore che, dopo aver esaurito la sua esperienza operativa, decida di mettersi da parte. capirei l'intervento della Regione e non avrei nulla da eccepire sulla nuova soluzione. Questo imprenditore, invece. lo ritroviamo di nuovo, anche se, si dice, in seconda linea (ho molti dubbi in proposito e dopo ne spiegherò la ragione) e lo si mette di nuovo in condizione di tornare a gestire la stessa attività, sebbene con una diversa ragione sociale.

Dubito molto che la sua presenza possa contribuire a dare sbocchi positivi alla nuova gestione, quando in passato, pur beneficiando di numerose condizioni favorevoli, ha dato solo esempi di mediocre gestione. Se tali risultati mediocri sono stati ottenuti in passato, per situazioni di mercato contingenti, mi si deve spiegare perché, d'ora in poi, analoghe situazioni non dovrebbero più verificarsi, visto che non viene mutato il tipo di produzione, eventualità quest'ultima molto improbabile, stando ovviamente a quello che si dice.

Vorrei sapere. inoltre, quali siano "le sufficienti garanzie circa il buon esito del piano di intervento", alle quali si fa riferimento nelle premesse della deliberazione, anche perché è un argomento che potrebbe essere utile un domani, quando forse saremo chiamati ad intervenire in analoghe situazioni sullo stesso problema.

Nessuno mette in dubbio che si debbano salvaguardare i 30 posti di lavoro, ma nutriamo molte perplessità che gli stessi possano essere salvaguardati da questa soluzione. La Regione. al limite e per assurdo, potrebbe acquistare tutto per cercare di gestire in modo nuovo quell'attività, anche se l'assumersi mansioni imprenditoriali e gestionali non rientra nei suoi compiti precipui ed istituzionali. Essa, tuttavia, credo che debba pure domandarsi se sia giusto continuare a dare soldi pubblici, attraverso mutui o altre forme, a dei privati, la maggioranza dei quali, purtroppo, in Valle d'Aosta ha dimostrato di non saperli utilizzare bene.

È la prima volta che il Presidente della Giunta regionale sottoscrive una convenzione con un ragioniere, cioè con una persona privata. Finora la Regione ha sempre sottoscritto convenzioni con delle società. La circostanza, ovviamente, mi fa sorgere degli interrogativi. Che caratteristiche ha questo signore? Non è stato presentato, infatti, come rappresentante di una società che esercita una ben definita attività industriale o commerciale, ma come un signore con un proprio codice fiscale, punto e basta. Credo che in Valle d'Aosta, piacerebbe a molte persone avere il privilegio di sottoscrivere delle convenzioni di questo tipo che affidano 2 miliardi e 200 milioni a tasso agevolato, solo a fronte dell'assunzione di certi impegni. Si tratta certamente di una bella convenzione, e riconosco che a me personalmente farebbe molto comodo, perché mi permetterebbe di andare a trattare con altre persone per chiedere una certa disponibilità di capitali per avviare una determinata produzione.

Poiché mi sembra che si tratti di un precedente molto pericoloso, mi piacerebbe sapere se siamo in presenza di una nuova strategia adottata dalla Giunta regionale, anche perché oggi siamo chiamati ad approvare una seconda convenzione di questo tipo.

Entriamo, ora, nel merito della presente deliberazione. La Regione sottoscrive una convenzione con il rag. Giorgio Iorio Peretto, che si impegna a costituire una società nella quale egli avrebbe la maggioranza del capitale societario. Tenendo conto di quanto prescritto dal Codice Civile sul funzionamento delle società per azioni, vorrei sapere quali garanzie abbiamo che il 51% di questa nuova società appartenga realmente al rag. Giorgio Iorio Peretto. A me pare che, secondo la legge, egli non ci possa dare delle garanzie di questo tipo, perché sappiamo benissimo che le società per azioni sono costituite in modo tale da far dire, formalmente, al signor Peretto che egli dispone del 51%, mentre la realtà potrebbe essere ben diversa. Io mi sono fatto dare copia della lettera della FINAOSTA, nella quale è detto che nel testo della convenzione non si fa alcun cenno al socio di minoranza. Il signor Giovanetto, che detiene il 49% del capitale societario. Da qui discendono le ragioni delle critiche che ho mosso in precedenza, nel senso che il proprietario della vecchia società lo ritroviamo anche nella nuova, ma non si fa alcun cenno al nominativo chiamato a ricoprire la carica di vice-presidente.

Riferendoci alle garanzie offerte sotto forma di ipoteche, scopriamo poi che è il socio minoritario ad esporsi in modo più evidente offrendo le garanzie di primo grado e le fidejussioni illimitate, mentre il socio maggioritario limita le proprie garanzie ad un miliardo, quando la logica avrebbe voluto che fosse esattamente il contrario.

La somma di queste coincidenze non mi lascia molto tranquillo, e mi sorgono spontanee le considerazioni appena esposte e quelle che sto per esporre.

I 2,2 miliardi di mutuo dovrebbero servire "per l'acquisto delle attività delle aziende di cui in premessa e per fornire i mezzi finanziari necessari per l'operatività della nuova impresa" Mi sta bene il riferimento all'acquisto delle aziende, ma vorrei capire come si dovrebbe provvedere alla fornitura dei mezzi finanziari. Si danno forse questi soldi al sig. Iorio, in parte per liquidare le aziende del signor Giovanetto ed in parte per sanare i debiti contratti in precedenza dal Giovanetto con la FINAOSTA e che ammontano a circa 900 milioni? Ma allora non servirebbero più alla nuova società, perché verrebbero utilizzati per sanare vecchi debiti.

Se poi continuiamo a scorrere la lettera della FINAOSTA, scopriamo che 920 milioni dovrebbero servire per l'acquisto di macchinari, mentre la Regione dovrebbe spendere 1 miliardo per l'acquisto del capannone. Di queste cifre, una, caso strano, si avvicina molto al capitale sociale della ditta, che è pari a 900 milioni, mentre l'altra è abbastanza vicina alla cifra utile per coprire i debiti della stessa società.

A me pare, quindi, che si tratti di un'operazione non molto chiara, anche se intende perseguire l'obiettivo positivo di garantire 30 posti di lavoro. Forse sarebbe stato preferibile cercare un'altra soluzione con un diverso imprenditore, anche perché, pur essendo relativamente importante, sembra che il rag. Giorgio Iorio Peretto non si sia mai occupato di lavorazione del marmo ma di tutt'altre cose. Magari sarebbe stato opportuno orientarsi verso una ditta costituita con capitale pubblico e affidata a dei tecnici o dei "managers", così si sarebbe potuto sperimentare un nuovo tipo di gestione, coinvolgendo, magari, anche i dipendenti riuniti in forma cooperativa.

Il modo in cui è impostata questa convenzione ci lascia un po' sospettosi, perché abbiamo l'impressione che la Regione, pur acquistando tutto, lasci sostanzialmente allo stesso imprenditore la facoltà di gestire la propria attività, formalmente con una diversa ragione sociale.

Dinanzi a questa mancanza di chiarezza, la nostra posizione rimane molto critica e ci riserviamo di esprimerci per l'astensione o per il voto contrario, dopo le risposte dell'Assessore. Il tipo di produzione e la salvaguardia dei posti di lavoro ci possono interessare, ma non ci sentiamo garantiti dalle soluzioni gestionali proposte.

Se l'Assessore riuscirà a darci maggiori garanzie sul tipo di gestione, potremo, eventualmente, prendere in considerazione una nostra astensione; in caso contrario, il nostro voto sarebbe negativo.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Pascale; ne ha facoltà.

PASCALE (P.S.I.): Non ripeterò tutte le considerazioni già fatte dal Consigliere Millet e che in gran parte condivido, ma dirò molto sinteticamente che questa convenzione, rispetto alle altre presentate in Consiglio, ha due novità.

Una prima novità, senza dubbio positiva, è costituita dal fatto che, a fronte dell'elargizione di un mutuo da parte della Regione, ci sono delle idonee garanzie, elencate per la prima volta nel testo della convenzione. Credo, quindi, che sotto questo punto di vista, l'Amministrazione regionale sia sufficientemente tutelata.

L'altra novità, che invece desta le nostre perplessità, è determinata dal contraente con il quale si intende stipulare la convenzione. Si tratta di una persona fisica, individuata nel rag. Giorgio Iorio Peretto, agente immobiliare e, probabilmente, anche consulente finanziario. Questa circostanza non è di per sé un fattore pregiudizialmente negativo, tant'è che in passato, per esempio, abbiamo avuto delle persone che, pur avendo esperienze specifiche di settore, hanno dato invece una notevole dimostrazione di incapacità. Credo, infatti, che imprenditori non si nasca, ma si possa diventare, perché l'essenza dell'imprenditorialità non è la competenza specifica in questo o in quel settore, bensì la capacità manageriale di gestire un'azienda. Potrei dire, anzi, che oggi è forse più importante l'aspetto finanziario e gestionale, che non l'aspetto tecnico-produttivo.

Quello che mi rende perplesso, è il modo in cui questo professionista, tutto ad un tratto, diventa imprenditore. Mi spiego meglio. Se questo signore, con il suo patrimonio avesse comprato l'azienda Giovanetto, tutta o in parte, e successivamente avesse chiesto all'Amministrazione regionale l'assegnazione di un mutuo per ristrutturare l'azienda o per effettuare degli investimenti, io avrei potuto dire: "Giù il cappello, perché ci troviamo di fronte ad un imprenditore puro che rischia di tasca propria e, quindi, ben venga il sostegno dell'Amministrazione regionale!"

Io non ho partecipato ai lavori della Commissione competente in materia, perché non ne faccio parte, ma, per quello che ho potuto capire dalla lettura della convenzione, mi pare che questo professionista, in definitiva, rischi ben poco di suo. La Regione, infatti, compra il capannone della Giovanetto e glielo dà in comodato. La Regione gli dà un mutuo di 2,2 miliardi che in parte servono per l'acquisto di macchinari ed in parte, ma non ne sono certo e comunque si tratta di un dubbio già espresso dal Consigliere Millet, serviranno per elevare il capitale della società entro un termine già previsto. Se poi andiamo a conteggiare il valore delle garanzie, scopriamo che sono più elevate quelle fornite dal socio di minoranza, il Giovanetto, che non quelle del socio di maggioranza.

Ne consegue che, se tutto andrà bene, il signor Iorio si ritroverà proprietario del 51% di un'azienda, senza aver rischiato niente; se, invece, l'operazione dovesse andare a male, ci troveremmo di fronte ad ulteriori forme di salvataggio della stessa azienda, da parte della Regione. Mi pare, quindi, che siamo di fronte ad una furbesca operazione di carattere finanziario che, forse, rasenta un po' anche la speculazione, perché è fatta sulla pelle del Giovanetto che, in questo caso, si trova in difficoltà.

Non mi scandalizzo certamente di questa eventualità che, purtroppo, nel mondo degli affari può capitare a chiunque. Non mi trova consenziente, invece, il fatto che ciò possa avvenire con il contributo determinante dell'ente pubblico, sia pure per raggiungere il nobile fine di salvare l'occupazione, anche se personalmente non sono convinto che questo fine debba, alla fin fine, farci giustificare qualsiasi procedura.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti, Lanivi; ne ha facoltà.

LANIVI (A.D.P.): Non credo di poter riuscire a convincere il Consigliere Millet a votare a favore, ma non sarebbe una novità, perché mi sembra che il Partito Comunista non abbia mai espresso parere favorevole verso una proposta avanzata dalla Giunta regionale. Anzi, no, forse una volta, in occasione della votazione sulla ASSAR.

ROLLANDIN (fuori microfono): Nel caso dell'OLIVETTI vi siete astenuti!

LANIVI (A.D.P.): Sull'accordo con i giapponesi eravate diffidenti e su quello con l'OLIVETTI dicevate che non andava bene. Ne deduco, quindi, che sia molto difficile convincere il Partito Comunista, che assume la tipica e comoda posizione di chi non vuole rischiare mai nulla. Sarebbe comodo anche per la Regione non correre alcun rischio, non facendo assolutamente nulla, ma così non si proporrebbe nulla alla comunità.

In questo caso, l'Amministrazione regionale si è trovata di fronte a due possibilità alternative. Non è detto che, se nel tempo diminuirà o verrà meno l'esigenza dell'intervento pubblico nel settore imprenditoriale ed industriale - come il sottoscritto si augura - la Regione non possa fare a meno di essere coinvolta in operazioni di questo tipo, ma, finché ci sarà questa esigenza, l'ente pubblico si troverà in condizioni di dover rischiare.

Questa operazione come tutte le altre che hanno interessato in precedenza il settore industriale valdostano, presenta dei margini di rischio che, però, sono sufficientemente ragionevoli. Ovviamente, non ho nessuna possibilità di garantire la buona riuscita dell'operazione, che per natura sua presenta dei margini di rischio. Riteniamo, però, che sulla base delle relazioni e delle valutazioni fatte, valga la pena di poter correre questi rischi.

L'ipotesi alternativa, che è stata da noi scartata, sarebbe stata quella di far fallire l'impresa. Abbiamo cercato di trovare una soluzione che, salvaguardando e garantendo gli interessi della Regione, dia prospettive di continuità, non solo al lavoro degli occupati, ma anche alla redditività dell'impresa.

Ripeto che la Regione avrà rapporti con una società. L'attuale interlocutore, il rag. Giorgio Iorio Peretto, lo sarà sino al 31 dicembre 1987. Dopo, la Regione manterrà rapporti finanziari con la società che questo signore si impegna a costituire, entro il 31 dicembre 1987, con un capitale sociale versato di 900 milioni. In questa nuova società non è prevista, inoltre, la partecipazione azionaria della FINAOSTA, mentre la Regione sarà presente nel consiglio di amministrazione con un suo rappresentante, così come beneficerà della presidenza del collegio sindacale.

A fronte del mutuo di 2,2 miliardi, che dovrà coprire le esigenze connesse al rilancio di questa azienda, abbiamo cercato di ottenere ipoteche e garanzie fidejussorie su beni che sono stati valutati da esperti, e lo stesso rag. Giorgio Iorio Peretto concorre a prestare garanzie fidejussorie per una somma pari ad 1 miliardo di lire.

Questo è lo schema di tutta l'operazione che, peraltro, è articolata in una struttura molto trasparente. Nei suoi confronti vi può essere una presa di posizione iniziale, come quella ipotizzata dal Consigliere Millet, che lascia supporre che l'attuale imprenditore possa diventare, sotto banco, il futuro azionista di maggioranza. Nella nostra convenzione, tuttavia, si dice che nella costituenda società, la maggioranza delle azioni non potrà essere di proprietà dell'imprenditore di cui parlavamo prima, e cioè del signor Giovanetto, ma dovrà appartenere al signor Giorgio Iorio Peretto. Non dobbiamo dimenticare, però, che ambedue rischiano, perché è sempre possibile che questa operazione non giunga a buon fine; ma essi rischiano i beni che danno in garanzia e sui quali poniamo un'ipoteca.

Credo che, da questo punto di vista, l'atteggiamento dell'Amministrazione regionale sarà estremamente rigoroso. Bisogna riconoscere, tuttavia, che, tra gli interessi fondamentali della Regione, non figura l'acquisizione dei beni o dei patrimoni immobiliari oggetto di ipoteca, ma rientra, invece, il contributo all'azienda per ben funzionare ed operare nel suo specifico settore di attività.

Deve essere sottolineato che, in questo caso, l'Amministrazione regionale interviene principalmente per tutelare e garantire le possibilità occupazionali dell'azienda. Ci sembra che la soluzione proposta sia l'alternativa più chiara e praticabile, nonostante gli impliciti rischi di qualsivoglia vicenda imprenditoriale, come abbiamo già detto anche in Commissione, di fronte all'ipotesi di lasciar fallire l'azienda e far incamerare dalla FINAOSTA i beni del Giovanetto. Noi abbiamo scartato quest'ultima ipotesi ed abbiamo optato per una via che dà sufficienti garanzie all'Amministrazione regionale, il cui intervento, torno a ripetere, si limita ad elargire un finanziamento e cioè a prestare del denaro a tasso agevolato. La proprietà diventa, comunque, patrimonio aggiuntivo della Regione, il cui intervento finanziario non è da considerarsi a fondo perduto, ma è da annoverarsi tra gli interventi finanziari che prevedono il prestito di denaro a tasso agevolato.

Voglio aggiornare le politiche seguite altrove in materia, per ricordare che si moltiplicano sempre più le situazioni industriali, nelle quali le altre Regioni intervengono a fondo perduto. Pertanto, con la piena consapevolezza di non essere riusciti a persuadere il Consigliere Millet a votare a favore della presente deliberazione, noi presentiamo questa proposta, suffragata dagli obiettivi che ho appena elencato, con la ragionevole speranza che l'iniziativa possa ben funzionare.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.): Contrariamente, forse, alle attese dell'Assessore Lanivi, ho apprezzato la sua illustrazione, anche se mi rimangono alcuni dubbi che mi impongono d'astenermi dal votare a favore di questa deliberazione.

Credo che, per ottenere una maggiore garanzia, si sarebbe potuta attendere la costituzione di una ben definita struttura societaria, prima di assumere degli impegni così precisi e di elargire così cospicui finanziamenti pubblici.

Ha fatto bene, a mio parere, il Partito Comunista a sottolineare che i rapporti tra un ente pubblico, in questo la Regione, ed i privati cittadini, al di là delle intenzioni o della volontà dell'Assessore, possono comunque far sorgere dubbi e sospetti, corroborati dall'assoluta impossibilità di poter controllare la validità delle fidejussioni.

Credo, pertanto, che la vicenda relativa alla Giovanetto, debba essere interpretata come una sollecitazione alla Giunta ad intessere, in occasione di future ed analoghe situazioni, rapporti esclusivamente e direttamente con società, anche perché e norme del Codice Civile consentono di effettuare degli interventi altrimenti impossibili.

Riconfermo, come ho già detto, che mi asterrò dal votare questa deliberazione.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola, per dichiarazioni di voto, il Consigliere Millet; ne ha facoltà.

MILLET (P.C.I.): Anch'io concordo sul fatto che l'Assessore non mi abbia convinto e ne spiego le ragioni.

(...INTERRUZIONE...)

Se l'Assessore ci avesse convinto sull'assenza di ogni altra soluzione, ora noi ci potremmo astenere dal votare contro, come invece faremo.

C'era qualche altra soluzione e, al limite, ci si sarebbe potuti rivolgere ad un imprenditore locale, già operante nel settore, per chiedergli di gestire la nuova società. Un'altra soluzione avrebbe potuto vedere la Regione, insieme ai dipendenti della società, coadiuvati da validi "managers" amministrativi e tecnici, realizzare e gestire una nuova società di non so quale tipo.

Con un po' di fantasia, quindi, si sarebbero potute seguire e sperimentare nuove strade per dare una soluzione diversa alle fabbriche in crisi. L'Assessore non può certamente chiedere al Partito Comunista di cambiare posizione, perché i Comunisti sono all'opposizione e, pertanto, non possono fare le veci della maggioranza. I ruoli sono ben definiti e ciascuno deve fare la sua parte. Quando mi si dimostrerà con i fatti che un partito all'opposizione può decidere, solo allora darei ragione all'Assessore.

Auspichiamo, ovviamente, di poter operare attivamente alla gestione del potere, assumendoci le nostre responsabilità di questo o di altro genere. Noi non ci siamo collocati all'opposizione, dove invece ci siamo trovati sulla base di accordi sottoscritti dalle altre forze politiche, anche se il nostro partito potrebbe collaborare ad un programma nel quale dovesse riconoscersi, anche solo in parte. Ma questa collaborazione non è obbligatoria, anche se noi la auspichiamo e lavoriamo al suo perseguimento. Sia ben chiaro, quindi, che noi lavoriamo per andare a governare e non per stare all'opposizione; tuttavia, finché saremo all'opposizione, noi faremo...

(...INTERRUZIONE...)

Ma certo, e non abbiamo alcuna difficoltà! Non so se da questo punto di vista incontriamo più difficoltà noi o qualcun altro.

(...INTERRUZIONE...)

Anche sotto questo aspetto, abbiamo fatto notevoli esperienze!

Chi rischia? Io sono convinto che l'unica a rischiare sia la Regione, perché ritengo che il rag. Giorgio Iorio Peretto sia così abile da non rischiare nulla, altrimenti non si sarebbe avventurato in questa operazione.

Il signor Giovanetto, invece, non ha nulla da rischiare, perché tutti i suoi averi sono ormai ipotecati e deve provvedere a pagare i debiti contratti con la FINAOSTA e questa è una buona occasione che la Regione gli offre per tentare di ricuperare i suoi averi, liberi da ipoteca. In questa operazione è solo la Regione che corre seri rischi.

Mi auguro, anche per la maggioranza, che la soluzione prospettata sia la più giusta, anche se noi nutriamo seri dubbi in proposito. Non riteniamo opportuno, infatti, continuare a dare fiducia ad un imprenditore che, pur avendo già ricevuto da parte della Regione diverse forme di credito e di fiducia, non è mai riuscito a "sfondare"; sarebbe preferibile che egli si dedicasse a tutt'altre attività, ben diverse da quelle di carattere imprenditoriale.

Il nostro voto, come già detto, sarà contrario, tuttavia, trattandosi di persone, vorrei sapere se sia necessario o meno ricorrere alla procedura della votazione per scrutinio segreto. Attendo una risposta in merito, da parte della Presidenza del Consiglio.

PRESIDENTE: La Presidenza fa presente al Consigliere Millet che la Giunta, nell'adottare il provvedimento, non ha proceduto con una votazione segreta. Questo, ovviamente, non è determinante.

La ragione, tuttavia, per la quale si ritiene che possa essere sufficiente la votazione palese è che trattasi di una convenzione e non di una valutazione su di una persona. In genere, infatti, si ricorre alla votazione segreta quando si tratta di dare una valutazione sulla persona, mentre, in questo caso, si valuta una operazione commerciale ed è in questo senso che il Consiglio è chiamato ad esprimersi.

Pertanto, come ha già fatto la Giunta, la Presidenza ritiene che il Consiglio possa votare in modo palese.

Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la ratifica della deliberazione n. 7653:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 28

Votanti: 24

Favorevoli: 18

Contrari: 6

Astenuti: 4 (Breuvé, Pascale, Sandri e Torrione)

Il Consiglio approva

Oggetto n. 7924 in data 18 settembre 1987: Opere di inerbimento interessanti diverse piste forestali in vari Comuni della Regione - Appalto a licitazione privata - Approvazione ed impegno di spesa.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.): Vorrei esporre due brevi considerazioni, anzi due dubbi, su questa deliberazione.

I costi vengono stabiliti in misura quasi identica per tutti gli appalti: poiché mi è parso che gli inerbimenti delle piste, specie di quelle situate nel Comune di Saint Christophe, presentino alcune difficoltà per le diverse caratteristiche del terreno, vorrei sapere se si è proceduto solo ad una valutazione di massima, oppure se la valutazione ha tenuto conto anche dei tipi di inerbimento da porre in essere nei vari interventi.

In secondo luogo, vorrei che mi fosse chiarito perché nelle premesse della deliberazione l'intervento è diviso in lotti, mentre alla fine della deliberazione si dice che gli stessi lotti possono essere aggiudicati anche ad una o più ditte. Come mai si è seguita questa procedura e perché si consente al Servizio selvicoltura di assegnare o meno, con tanta discrezionalità, parti di lotti a diverse ditte?

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Torrione; ne ha facoltà.

TORRIONE (P.S.I.): Vorrei chiedere all'Assessore se queste piste forestali siano di recente costruzione. A suo tempo, infatti, eravamo stati assicurati, in quest'aula, che la realizzazione di tali opere sarebbe stata suffragata da una particolare attenzione anche ai successivi inerbimenti. Vorrei sapere se queste promesse siano state rispettate o meno, anche perché vedo che ora, per l'inerbimento, si ricorre, addirittura, a delle ditte specializzate, venendo meno alle promesse fatte allora di procedere in modo diverso dal passato.

Per carità, si facciano pure le opere di inerbimento, perché io sono senz'altro d'accordo! Mi chiedo, tuttavia, perché, quando si progetta un'opera, non si prevedano, tra le spese di completamento, anche gli interventi indispensabili, come, appunto, l'inerbimento.

Mi sembra, infatti, che il procedere all'inerbimento per singoli lotti possa essere interpretato come un'operazione aggiuntiva rispetto alle assicurazioni date a suo tempo dall'Assessore sulle nuove caratteristiche costruttive delle piste forestali e, soprattutto, sulle precauzioni da assumere per la loro realizzazione. Grazie.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale Perrin; ne ha facoltà.

PERRIN (U.V.): Pour ce qui est des demandes faites par le conseiller Sandri, les prix sont évidemment indicatifs et c'est pour cela qu'a été prévu une somme identique pour les différents lots. Comme il s'agit d'un appel d'offres, ce seront les entreprises qui répondront aux différents appels et indiqueront un prix plus ou moins élevé. Le fait que l'on ait prévu de pouvoir adjuger un ou plusieurs lots s'explique par le fait que les prix peuvent être différents, selon la typologie de la piste (hauteur, difficulté, exposition au soleil etc.). Si l'on n'avait fait qu'un seul lot, l'Administration régionale n'aurait dépensé plus.

Il est certain que chaque lot sera adjugé au meilleur offrant, mais il peut également arriver qu'une entreprise soit le meilleur offrant pour plusieurs lots.

Quant à la question de M. Torrione, j'ai dit que nous allions vers une nouvelle typologie et non que le regazonnement était obligatoirement inclus dans l'appel d'offres pour la construction. Il s'agit d'un travail particulier et il se pourrait aussi que l'entreprise qui gagne l'appel d'offres pour la construction n'ait pas le matériel nécessaire pour procéder au re-gazonnement. Voilà pourquoi ce dernier est fait à part.

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la ratifica della deliberazione n. 7924:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 26

Votanti: 25

Favorevoli: 25

Astenuti: 1 (Sandri)

Il Consiglio approva

Oggetto n. 8084 in data 25 settembre 1987: Lavori di costruzione del 1° tronco - dalla Sez. 1 alla Sez. 12 - della pista forestale denominata "Capoluogo-Riasseux", in Comune di Lillianes Appalto a licitazione privata Approvazione ed impegno di spesa.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.): Si tratta di un argomento che avevo già affrontato con l'Assessore Perrin, ma ritengo opportuno ribadirlo ogni volta che se ne presenta l'occasione, anche perché lo stesso Assessore ha ammesso che il famoso piano antincendio, prima FIO e poi FRIO, che prevede la realizzazione sul territorio di piste forestali o altre opere con finalità analoghe, ha evidenziato alcuni inconvenienti. Faccio solo notare che nella prossima delibera si parla di problemi incontrati nella realizzazione di una pista in una zona franosa.

Una volta chiarito questo aspetto, non mi sembra molto opportuno presentare in Consiglio delle deliberazioni che non spieghino con sufficiente precisione l'effettiva importanza e le ragioni che stanno alla base della loro attuazione e della loro effettiva importanza, anche perché potrebbe sorgere il sospetto che non si intenda cambiare metodo in materia di piste antincendio.

Nella prima sessione dei lavori del Consiglio del mese di settembre, in sede di ratifica delle deliberazioni, avevo già fatto presente l'importanza di chiarire ed illustrare, punto per punto, anche le motivazioni, senza riferirsi solamente ad un progetto complessivo, che, tra l'altro, risale addirittura al 1982. Da allora, infatti, sono trascorsi ben 5 anni ed è cambiata la sensibilità nell'approccio ai problemi del settore, è cambiata anche l'esperienza che è stata maturata nella lotta contro gli incendi e, pertanto, mi sembra opportuno che queste deliberazioni siano corredate da indicazioni più precise.

Faccio anche notare che mi sembrano tutte stilate nello stesso modo, come se fossero state fatte con uno stampino. Non è eccessivo pretendere, ad esempio, che vengano spiegate le ragioni che hanno giustificato la realizzazione della pista antincendio di Lillianes e che sono, sicuramente, ben conosciute dall'Assessorato. Visto che tali ragioni non figurano nella premessa della deliberazione, chiedo all'Assessore perché si intenda attuare il piano antincendio anche con la realizzazione di questa pista.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale, Perrin; ne ha facoltà.

PERRIN (U.V.): J'ai déjà illustré ce matin au conseiller Pedrini les caractéristiques des pistes forestières: cette piste s'identifie à celles-là.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.): Speravo che l'Assessore volesse almeno impegnarsi, cambiare il modo di presentare analoghe deliberazioni...

(...INTERRUZIONE dell'Assessore Perrin...)

SANDRI (N.S.): Significa semplicemente scrivere una o due frasi che illustrino le ragioni aggiornate della convenienza dell'opera. Questo piano risale a 5 anni fa e, pertanto, si chiede semplicemente di identificare alcuni fatti importanti.

Nella prossima ratifica, infatti, vedremo...

(...INTERRUZIONE dell'Assessore Perrin...)

SANDRI (N.S.): No, no! Il piano è del 3 dicembre 1982. Non credo che l'Assessorato incontri delle difficoltà nell'inserire una piccola frase che giustifichi e chiarisca l'importanza della realizzazione di un'opera inserita in tale piano.

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la ratifica della deliberazione n. 8084:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 27

Votanti: 24

Favorevoli: 24

Astenuti: 3 (Breuvé, Sandri e Torrione)

Oggetto n. 8092 in data 25 settembre 1987: Esecuzione di lavori complementari per la costruzione del II° tronco della pista forestale di "Thelly", in Comune di Fontainemore - Aggiudicazione a trattativa privata all'Impresa Dherin Oreste & C. s.n.c. di Verrès - Approvazione ed impegno di spesa.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Torrione; ne ha facoltà.

TORRIONE (P.S.I.): È inutile continuare a ripetere cose già dette. In questa deliberazione, tuttavia, non riesco a capire due questioni.

Se le piste vengono realizzate sulla base di un progetto, non possono essere considerati come lavori imprevisti quelli che sono qui elencati e che fanno riferimento alle "particolari caratteristiche franose" della zona. Credo, infatti, che il progettista della pista abbia tenuto conto delle particolari caratteristiche del terreno, altrimenti mi devo proprio chiedere come sia possibile progettare una pista forestale del costo di 296 milioni quando la perizia suppletiva ci pone di fronte ad una maggiore spesa di ben 349 milioni. Non capisco proprio come si possano prevedere delle opere per 296 milioni, quando le opere supplementari raggiungono la bella somma di 349 milioni.

Ho poi l'impressione che queste opere siano già state fatte, perché il tono sibillino della deliberazione dice: "...tali opere complementari hanno prodotto una maggiore spesa...". Ciò vuol dire che è già stata fatta...

(...INTERRUZIONE dell'Assessore Perrin...)

TORRIONE (P.S.I.): Allora noi siamo chiamati a ratificare questa deliberazione, quando i lavori sono già stati fatti.

L'Assessore sa bene che io non condivido la sua posizione sulle piste forestali, che non considero sempre indispensabili. Gli ho chiesto dei chiarimenti e, molto gentilmente, me li ha fatti avere, per lettera, insieme ad un tabulato molto preciso. Ne approfitterò per fare un'ulteriore riflessione in merito e poi mi farò promotore di un'iniziativa consiliare, anche perché non credo che in Valle d'Aosta ci sia bisogno di altre strade; spesso non le trovo giustificate, anche se mi rendo conto che è necessario intervenire per la salvaguardia dei boschi, anche se non sempre, come si sta facendo nell'attuazione di questo piano. A mio avviso sarebbe stato più opportuno sottoporre quel piano ad una certa revisione, anche perché, come diceva molto giustamente il Consigliere Sandri, la sensibilità di oggi, nei confronti della tutela dell'ambiente, è molto diversa rispetto a quella di cinque anni fa.

Bisognerebbe, inoltre, realizzare queste opere con un criterio diverso dall'attuale, che, secondo come ci viene presentato da questa deliberazione, sembra essere piuttosto approssimativo.

So benissimo che ognuno di noi, oltreché rispondere al partito di appartenenza, deve rispondere anche a se stesso ed alla propria coscienza e, per tanto, nel dichiarare che non voterò questa deliberazione, aspetto, comunque, le spiegazioni dell'Assessore. Grazie.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale, Perrin; ne ha facoltà.

PERRIN (U.V.): Malheureusement, le projet prévoyait de passer en amont, mais lorsqu'il a été procédé aux travaux de ce deuxième tronçon, le terrain s'est révélé différent, ce qui nous a incités à passer en aval, pour éviter un éventuel éboulement. Cela a augmenté, bien sûr, les murs de soutènement en aval et en amont; pour le passage du petit torrent il a fallu également construire un pont.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.): Non so se ho ben capito, ma, dalle parole dell'Assessore, sembrerebbe che la perizia geologica sia stata effettuata solo sul primo tratto, e da essa si è dedotto che il secondo tratto fosse geologicamente simile, se non uguale, al primo...

(...INTERRUZIONE dell'Assessore Perrin...)

SANDRI (N.S.): Io pensavo che la perizia geologica fosse stata fatta per tutti i tratti, mentre è chiaro che la perizia geologica non era stata fatta. Il piano FIO esige dei tempi di realizzazione molto stretti, ma, santo Iddio, ora siamo costretti a pagare 349 milioni. oltre i 296 milioni già previsti, solo perché non si è provveduto a far eseguire una perizia geologica, che, sicuramente, sarebbe costata molto meno! Io non so come si possa giungere a questi risultati!

(...INTERRUZIONE dell'Assessore Perrin...)

SANDRI (N.S.): Non è vero! Questo è un caso analogo a quello della Verzignolette (sic!), dove ci si è imbattuti in una frana, all'inizio del secondo tratto, solo perché ci si era trovati bene nella realizzazione del primo e si sperava che sarebbe andata altrettanto bene anche la realizzazione del secondo tratto.

Non è questo il modo di comportarsi quando si vuole attuare un piano ed a questo facevo riferimento prima, quando dicevo che il piano deve essere rivisto, anche solo dal punto di vista geologico. Sarebbe interessante, sotto questo aspetto, che l'Assessore si impegnasse a presentare all'esame del Consiglio una perizia geologica di tutti i progetti che devono ancora essere ultimati e, comunque, di tutti quelli nei quali si incontrano difficoltà di avanzamento.

Mi spiace che manchi il Consigliere Baldassarre, altrimenti avremmo potuto mettere un po' di più "alla berlina" la grande differenza fra i 296 ed i 349 milioni. Se un errore del genere dovesse essere fatto nella realizzazione dell'autostrada, invece di spendere 1.000 miliardi, noi ci ritroveremmo a spenderne la bellezza di 2.200 o 2.300.

Voglio dire, comunque, che la differenza non è certamente di poco conto, tant'è che, se moltiplichiamo la differenza riscontrata su questa pista per il numero delle piste forestali che abbiamo già realizzato, scopriamo che il piano FIO è costato alla Valle d'Aosta molto più di quanto non ci abbia consentito di ottenere in termini di occupazione; e di ciò non è il caso di andar fieri.

Vorrei ancora chiedere all'Assessore come mai, sia in questa sia in altre deliberazioni, per ragioni di urgenza, si tenda a ridare l'appalto alla ditta che l'ha vinto. Io credo che, come nel caso in questione, dove cioè l'importo totale dei lavori di completamento supera di gran lunga l'importo del primo appalto. sarebbe abbastanza interessante sentire anche il parere o l'opinione delle ditte che hanno partecipato al primo appalto. Non è detto, infatti, che un lavoro dell'importo complessivo di 600 milioni debba avere, da un punto di vista imprenditoriale, lo stesso interesse di un lavoro che ammonta solo a 300 milioni.

Sarebbero opportune, al riguardo, delle spiegazioni più dettagliate, da parte dell'Assessore. anche se c'è da augurarsi che, in futuro, a questi lavori suppletivi vengano interessati anche coloro che hanno partecipato alla prima gara d'appalto, senza vincerla, anche perché credo che potrebbero dire ancora qualcosa in merito.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Torrione; ne ha facoltà.

TORRIONE (P.S.I.): Invito l'Assessore a ricordare ai progettisti di opere di una certa importanza che, già nella fase di progettazione, devono preoccuparsi di non far passare, come in questo caso, una strada attraverso una zona geologicamente instabile o franosa. Mi sembra, del resto, che si tratti di una condizione assolutamente essenziale ed irrinunciabile.

Non vorrei che l'Assessore Perrin avesse preso per buona una risposta data dal Consigliere Chabod, quando era Assessore ai Lavori Pubblici, sull'affidamento di lavori a certe imprese. Io avevo osservato che l'importo di una perizia suppletiva era superiore a quello della base d'asta dell'appalto principale ed egli mi rispose: "Quell'impresa, ormai, era lì e così l'abbiamo tenuta".

Nel nostro caso, invece, la situazione è completamente capovolta. Se quest'opera fosse stata progettata con un pizzico di buonsenso, non credo che si sarebbe dato corso ad un appalto di 300 milioni, se il suo costo si aggirava sui 600 milioni, e si sarebbe dato modo all'Amministrazione di beneficiare di condizioni ben più vantaggiose.

Al di là delle polemiche, che io continuerò a fare sulle piste forestali, rinnovo l'invito all'Assessore a raccomandare agli uffici di prestare maggior attenzione alla fase esecutiva delle opere di loro competenza e, soprattutto, alla fase della progettazione, perché non si deve assolutamente verificare un fatto come quello evidenziato dalla presente deliberazione.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Tonino; ne ha facoltà.

TONINO (P.C.I.): Ho chiesto la parola per motivare l'astensione del nostro Gruppo su questo provvedimento.

Con ogni probabilità la scelta di spostare il tracciato risponde alla necessità di provocare meno danni e, soprattutto, di evitare, come è stato sottolineato, di attraversare una zona franosa ed in condizioni di inevitabile dissesto.

La nostra astensione, tuttavia, è motivata dal fatto che nella progettazione e nelle analisi preliminari si procede in un modo del tutto inadeguato. A nostro avviso bisogna ormai decidersi ad affrontare questi problemi per la complessità che essi comportano. La scelta di un tracciato e, quindi, l'analisi di un terreno su cui si deve realizzare l'opera, sono problemi seri e delicati. Il fatto che, in questo caso, si sia proceduto in assenza di una relazione geologica e con ogni probabilità, sulla scorta di un progetto, che, probabilmente, ha valutato in modo del tutto insufficiente le caratteristiche del territorio, non può non essere considerato in termini del tutto negativi.

Questa è la ragione per la quale noi non voteremo questo provvedimento.

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la ratifica della deliberazione n. 8092:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 28

Votanti: 19

Favorevoli:19

Astenuti: 9 (Baldassarre, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet, Pascale, Sandri, Tonino e Torrione)

Il Consiglio approva

Oggetto n. 8650 in data 9 ottobre 1987: Concessione di un primo contributo di lire 30.000.000 al Comitato manifestazioni turistico-sportive di sport invernali a livello internazionale, nelle spese previste per l'organizzazione dello slalom femminile, valido per la Coppa del Mondo FIS, in programma a Courmayeur il 30.11.1987.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.): Mi rivolgo all'Assessore competente, anche se la deliberazione è stata predisposta dal Presidente della Giunta, per chiedergli sulla base di quale normativa regionale il Comitato organizzatore ha previsto un contributo regionale di 110 milioni su di un preventivo che pareggia intorno ai 200 milioni.

Vorrei chiedere, inoltre, se la dicitura che c'è nelle premesse della deliberazione e che recita testualmente: "Rammenta che la manifestazione sciistica di Courmayeur rappresenta oramai da diversi anni il trampolino di lancio della Coppa del mondo della specialità, richiamando nella nota località turistica valdostana tutte le nazioni interessate a livello agonistico, oltre a numerosi giornalisti sportivi, assicurando tra l'altro una notevole azione promozionale turistico-sportiva per tutta la Regione e per Courmayeur in particolare", sia da interpretare, a suo parere, come una dichiarazione di pubblico interesse per la manifestazione.

Questa precisazione riveste una particolare importanza, perché, avendo noi avuto notizia di alcune difficoltà su tale organizzazione e precisamente sul tracciato della pista, vorrei sapere se l'Amministrazione sia a conoscenza delle stesse difficoltà e se, con la premessa citata, si vuole intendere che il contributo regionale sia supportato da ragioni di pubblica utilità.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali. Lanièce; ne ha facoltà.

LANIECE (D.C.): Il Comitato organizzatore, del quale io faccio parte come Assessore al Turismo. con funzioni di Presidente, ha stabilito che l'organizzazione di questa manifestazione costa 200 milioni. Poiché le sponsorizzazioni ammontano a 90 milioni, la differenza, pari a 110 milioni, viene messa dall'Assessorato. Tutte le gare che vengono svolte in Valle d'Aosta, del resto, sono patrocinate dall'Assessorato regionale al Turismo.

Siamo a conoscenza delle difficoltà esistenti, ma speriamo e ci auguriamo di poterle superare, anche perché non si tratta di gravi inconvenienti che richiedano, ad esempio, disboscamenti o altro, quanto, piuttosto, di piccole "querelles" locali, come ne accadono un po' dappertutto nei nostri paesi.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.): Credo di capire che, intanto, questa delibera sia come una specie di "viatico" per l'organizzazione della gara di sci; continuo, però, a non capire, da quanto mi dice l'Assessore, perché non si sia fatta un'unica deliberazione per un importo globale di 110 milioni.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali, Lanièce; ne ha facoltà.

LANIECE (D.C.): Poiché siamo ormai alla fine dell'anno finanziario, cominciamo a mettere a disposizione dell'organizzazione della gara di discesa questi 30 milioni, che non sono stati ancora spesi, ma che servono per fronteggiare le prime e più urgenti necessità organizzative. Quello che accade per noi si verifica anche per coloro che hanno sponsorizzato la gara, che hanno già versato una prima "tranche" del loro contributo e che, alla fine, verseranno il resto, dietro presentazione delle eventuali pezze giustificative. Questa è anche una delle ragioni che giustificano l'elargizione del contributo regionale a rate.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.): Risolta questa prima questione, rimane la seconda, sulla quale vorrei fare alcune piccole osservazioni.

Mi sembra di capire che l'Assessore concordi con il sottoscritto nel sostenere l'impossibilità di dichiarare che questo tipo di manifestazioni sia di pubblica utilità o di pubblico interesse.

La "querelle" della quale si parla non è di tipo paesano, perché riguarda una questione importante, inerente al comprensorio sciistico che come l'Assessore ben sa presenta dei guasti idro-geologici piuttosto importanti, tant'è vero che, anche con il voto di Nuova Sinistra - incredibile, ma vero - è stato approvato un programma di interventi su questa zona per più di 2 miliardi, 700 milioni dei quali sono già stanziati nel bilancio del 1987.

In questa zona, già così disastrata, sono stati realizzati dei lavori per l'impianto di innevamento artificiale e, di comune accordo alcuni proprietari hanno deciso di effettuare dei rimboschimenti, che danno un interessante contributo al risanamento del degrado della zona. Tuttavia, sono state esercitate delle pressioni su queste persone, per invitarle ad abbattere tali piante, spesso confondendo le competenze della società di gestione degli impianti a fune e quelle di altri organi amministrativi.

Sarebbe estremamente grave se non si riuscisse a trovare una soluzione per consentire l'effettuazione della gara di sci, che è certamente di notevole importanza ma, d'altra parte, anche per salvaguardare i giustificati interessi delle persone così pesantemente segnate dal degrado idro-geologico, del quale non possono, sicuramente, essere ritenute colpevoli.

Penso che l'Assessore ed il Presidente della Giunta attendano con particolare attenzione al problema, anche per evitare uno scontro piuttosto pesante sulle difficoltà che si creerebbero sulla pista, in prossimità della zona d'arrivo.

A quanto mi risulta, il Consiglio comunale di Courmayeur non ha posto all'ordine del giorno il tema della eventuale requisizione dell'area interessata. Mi auguro che l'esecutivo regionale agisca nello stesso modo.

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la ratifica della deliberazione n. 8650:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 29

Votanti: 28

Favorevoli: 28

Astenuti: 1 (Sandri)

Il Consiglio approva

Oggetto n 8793 in data 16 ottobre 1987: Cantieri di lavoro istituiti in Comuni vari della Valle d'Aosta - Ulteriore impegno di spesa straordinario

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la ratifica della deliberazione n. 8793:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 30

Votanti: 29

Favorevoli: 29

Astenuti: 1 (Sandri)

Il Consiglio approva

Oggetto n 8799 in data 16 ottobre 1987: Lavori di completamento dei locali adibiti a laboratori di chimica e fisica dell'Istituto Tecnico per geometri in Comune di Aosta

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione là ratifica della deliberazione n. 8799:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 30

Votanti: 29

Favorevoli: 29

Astenuti: 1 (Sandri)

Il Consiglio approva

Oggetto n 8969 in data 16 ottobre 1987: Contributo di lire 9.000.000 al Museo Tesoro della Cattedrale di Aosta - Approvazione e liquidazione di spesa

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.): Approverò sicuramente questa deliberazione, tuttavia, in considerazione dell'importanza di questo particolare museo e del fatto che tutta la sua organizzazione è, di fatto, pagata dalla Regione, chiedo se non sia stata esperita, da parte della Regione, la possibilità di acquisirne la gestione totale, magari attraverso una qualche convenzione che consentirebbe a questo museo di essere inserito nella normale organizzazione degli altri musei e delle case d'arte regionali.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali, Lanièce; ne ha facoltà.

LANIECE (D.C.): Il problema non è stato affrontato, anche per la difficoltà della sua soluzione, dovuta al fatto che dal museo si accede a vari ambienti di proprietà della Cattedrale, per cui avremmo il nostro personale che si troverebbe nelle condizioni di essere controllato, a sua volta, da altre persone, che, comunque, dovrebbero beneficiare dell'accesso alla sacrestia ed agli altri locali interni della chiesa. La gestione del museo è stata impostata nel suo modo attuale proprio in considerazione della difficoltà di una soluzione diversa.

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la ratifica della deliberazione n. 8969:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti. votanti e favorevoli: 29

Il Consiglio approva all'unanimità

Oggetto n 8978 in data 16 ottobre 1987: Lavori di rifacimento della centrale termica sita nell'edificio Tour Fromage a servizio degli adiacenti edifici di proprietà regionale in Comune di Aosta - Aggiudicazione mediante trattativa privata - Approvazione ed impegno di spesa.

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la ratifica della deliberazione n. 8978:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti. votanti e favorevoli: 29

Il Consiglio approva all'unanimità

Oggetto n. 8725 in data 9 ottobre 1987: Interventi per il risanamento dell'azienda della Ditta Bois s.r.l. Approvazione dello schema di convenzione - Conferimento di mandato alla Finaosta S.p.A..

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Millet; ne ha facoltà.

MILLET (P.C.I.): Come ho già detto prima, in occasione della ratifica della deliberazione inerente alla ditta Giovanetto, anche questa seconda deliberazione introduce una novità di rilievo, nel senso che si vede la Regione sottoscrivere una convenzione con una persona privata che assume l'impegno di costituire una società. Se non sbagliò, la differenza tra questa convenzione e la precedente consiste nel fatto che nella presente convenzione si prevede che la società sia realizzata all'interno dello stesso nucleo familiare, mentre nella precedente si prevedeva di costituire una società tra amici.

Vorrei solo ricordare che la società Bois s.r.l., con la quale era già stata stipulata una convenzione, in passato aveva sede a Brissogne, in località Aeroporto, dove esisteva solo un ristorante-bar. Poteva sembrare un'ironia, ma non essendoci altra sede possibile, né in box e tanto meno in qualche tenda, la sede della società non poteva che essere in quella specie di bar e, pertanto, poteva dar l'impressione di un qualche cosa di aleatorio.

Poiché tale società, allora, si era impegnata ad assumere tra gli 8 ed i 15 dipendenti, vorrei sapere, tra le altre cose, se essa abbia mantenuto o meno quell'impegno oppure se si sia dato corso ad un'azione giudiziaria che può essere sfuggita alla nostra attenzione.

Ho voluto ricordare questa circostanza solo per rilevare l'opportunità di mantenere sempre comportamenti coerenti, altrimenti può sorgere il sospetto che si nasconda qualcosa di diverso.

Poiché nella convenzione che siamo chiamati a votare si fa solo riferimento al mantenimento dei dipendenti precedenti, vorrei sapere quanti siano.

Inoltre, poiché la ditta che verrà assorbita dalla nuova società aveva contratto un mutuo, vorrei sapere se sia stato restituito o meno, anche perché nelle premesse della presente convenzione si accenna solo alla presenza di gravi difficoltà finanziarie, ma non si fa alcun cenno a questioni organizzative o di altro tipo.

Chi sottoscrive la convenzione diventerà socio di maggioranza nella nuova società, ma mi interesserebbe sapere anche se l'eventuale socio di minoranza sia l'attuale titolare della società che viene assorbita.

Dobbiamo aggiungere che nutriamo delle perplessità sul fatto che con un capitale di 60 milioni si riesca a garantire una tranquillità finanziaria per continuare l'attività della ditta.

Mi interesserebbe sapere, infine, che cosa significa quanto è scritto nel punto 2.2.1. della convenzione e cioè che i 300 milioni serviranno "per l'acquisto di macchine o attrezzature dalla ditta BOIS s.r.l. o da terzi".

Noi, come abbiamo votato contro la convenzione stipulata con la ditta Giovanetto, allo stesso modo voteremo contro questa, perché non la riteniamo assolutamente adeguata. Crediamo che la Regione debba aiutare gli imprenditori, ma non quando questi abbiano già dato prova di insufficiente capacità. Non è detto, infatti, che tutti debbano fare necessariamente gli imprenditori. Non riteniamo opportuno, pertanto, che la Regione persista ad offrire alle stesse persone una ulteriore possibilità.

Credo che sarebbe stato meglio rischiare su altre persone che hanno maggiore esperienza in quello specifico settore produttivo.

Pertanto, pur con una motivazione leggermente diversa rispetto a quella espressa nei confronti della convenzione precedente, che ci sembrava un po' più rischiosa, ribadiamo il nostro voto contrario anche nei confronti di questa convenzione, perché non riteniamo che indichi la giusta strada da seguire in futuro. Come ho già detto prima, riteniamo preferibile seguire altre strade, come ad esempio cercando altri imprenditori o favorendo la formazione di "managers", grazie alla elargizione di borse di studio da mettere in palio tra persone che dimostrino interesse o propensione verso l'attività amministrativa e commerciale, in modo che un domani possano dirigere con una certa competenza le nostre piccole e medie aziende.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Baldassarre; ne ha facoltà.

BALDASSARRE (P.S.D.I.): Io ero assente al momento della ratifica della deliberazione relativa alla stipula di una convenzione con la ditta Giovanetto, ma ora ci troviamo in presenza di una convenzione analoga, anche se l'entità della cifra da corrispondere è nettamente inferiore.

Visto che ai due fratelli ora subentra il padre, noi siamo preoccupati ed auspichiamo che non ci sia, eventualmente, anche un nonno. Con i soldi della Regione abbiamo già sovvenzionato i fratelli, tant'è che nel 1983, se ben ricordo, c'è stato un intervento regionale in favore di questa società e vorrei sapere dall'Assessore se il prestito d'allora sia già stato restituito o meno. Ora la Regione interviene una seconda volta in soccorso del padre dei due fratelli e noi non vorremmo pensare ad una sovvenzione della Regione, attuata attraverso la FINAOSTA, in favore dell'asse ereditario di questa famiglia.

Possono anche suscitare una certa ironia queste mie considerazioni sul precedente salvataggio dei figli ed ora di quello del padre, ma credo che ci si debba seriamente preoccupare, perché, dopo, potrebbero anche venir fuori nonni, nipoti... e sarebbe ben triste se la FINAOSTA, invece di soccorrere alcune imprese, dovesse studiare le procedure per il salvataggio di alcune famiglie. Non mi sembra corretto, pertanto, questo modo di agire da parte della Regione.

Mi meraviglio che l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti, che è una persona molto seria, possa sostenere ed avallare finanziamenti regionali di questo genere...

TORRIONE (fuori microfono): Lascia ridere un po' anche lui!

BALDASSARRE (P.S.D.I.): Ma se vuole ridere anche lui, ce lo dica in anticipo, così noi cominciamo a ridere già in Commissione.

Ho cercato di esporre le mie considerazioni con tranquillità e serenità, ma sono seriamente preoccupato per questo genere di interventi, perché credo che tutti siano capaci di fare gli imprenditori a queste condizioni, avendo, cioè, alle spalle la Regione pronta a sovvenzionare chiunque non sia capace di guidare un'azienda di questo genere.

Non so quanti operai abbia questa azienda, ma se due imprenditori sono falliti, dimostrando in due anni e mezzo di non essere in grado di dirigerla, nonostante l'aiuto finanziario della Regione, e se adesso interveniamo dando 300 milioni al padre, dobbiamo solo augurarci che di qui a qualche anno la Regione non sia ulteriormente sollecitata ad intervenire in un altro modo; se così fosse, il tutto potrebbe apparire come una sovvenzione alla famiglia Bancod.

Torno a ripetere di aver molta stima dell'Assessore, ma vorrei sapere da lui come abbia potuto giustificare ed avallare questo intervento così come quello di prima, relativo alla ditta Giovanetto, che grida vendetta da tutte le parti. In una condizione di sana amministrazione, quella situazione non dovrebbe neppure venir sottoposta all'approvazione del Consiglio regionale.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti Lanivi; ne ha facoltà.

LANIVI (A.D.P.): Poiché prima sono stato eccessivamente lungo, cercherò ora di essere molto breve.

Occorre precisare, innanzitutto, che la Regione non regala del denaro a nessuno. Ci troviamo di fronte, invece, a mutui, e quindi a prestiti che sono totalmente garantiti. Non stiamo affatto cercando di salvare una famiglia, perché è vero, invece, che, se l'operazione non funziona, questa famiglia perde tutti i suoi averi.

Sentendo parlare di finanziamenti, qualcuno pensa che la Regione dia del denaro a fondo perduto: ribadisco che si tratta di denaro che deve essere restituito alla Regione e che, se non viene restituito, consente alla Regione di entrare in proprietà degli immobili dati in garanzia e che sono stimati per un valore che supera ampiamente l'importo del denaro dato in prestito.

Non è il caso di scherzare su di un genitore che rischia tutto il suo patrimonio immobiliare per fronteggiare una difficile situazione imprenditoriale, che spero di aver illustrato con sufficiente chiarezza.

Non credo, poi, che esistano delle scuole capaci di creare validi imprenditori; esse, semmai, possono aiutare tali figure ad emergere ma non possono certamente crearle dal nulla. Dalle scuole possono uscire dei buoni tecnici esperti in contabilità ed in materia fiscale, ma è difficile che escano anche dei buoni imprenditori.

Considero giusto, tuttavia, il suggerimento di fare in modo, con borse di studio o con l'offerta di posti in istituti e scuole specializzate, che i potenziali imprenditori locali possano trarre la più qualificata formazione possibile.

Nel caso in questione, ci troviamo di fronte ad un imprenditore locale che ha dimostrato delle carenze, mentre un altro imprenditore, che risulta essere il padre, affronta il rischio di rilanciare l'azienda e, a garanzia dell'operazione, mette a disposizione l'intero patrimonio familiare.

Avevo preparato degli appunti sui finanziamenti concessi all'azienda, ma li ho dimenticati in ufficio e mi riprometto di metterli a disposizione nel corso della giornata di domani.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.): Intervengo con una mia osservazione su di una considerazione di carattere politico fatta dall'Assessore Lanivi.

L'Assessore ha detto: "Noi non regaliamo soldi, ma facciamo dei finanziamenti". Intendo precisare che, siccome noi concediamo dei finanziamenti a tasso agevolato, questa agevolazione è denaro risparmiato, altrimenti non si tratterebbe di finanziamento agevolato.

Per quanto concerne le garanzie, è vero che molti imprenditori offrono garanzie immobiliari di una certa consistenza; il valore di un bene, tuttavia, non è equivalente al realizzo che la Regione potrebbe trarre quando dovesse diventare proprietaria. Mi spiego meglio: chi ha una fattoria che vale 1 miliardo. nel caso la venda all'asta, non ricupererà mai 1 miliardo.

Diciamo, allora, che lo sforzo di riuscire a trovare imprenditori adeguati è un problema politico di fondo, nel senso che è vero che non diamo denaro a fondo perduto e che c'è anche qualche garanzia; tuttavia, è altrettanto vero che un certo rischio è presente anche in questo genere di operazioni.

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la ratifica della deliberazione n. 8725:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 28

Votanti: 24

Favorevoli: 17

Contrari: 7

Astenuti: 4 (Baldassarre, Breuvé, Pascale e Torrione)

Il Consiglio approva