Objet du Conseil n. 277 du 30 novembre 1974 - Resoconto
OGGETTO N. 277/74 - Elezione del Presidente della Giunta e nomina degli Assessori. (Rinvio)
Dolchi (Presidente) - C'è qualcuno che chiede la parola? Non c'è nessuno che chiede la parola.
Mi corre l'obbligo di chiarire che la Conferenza dei Capigruppo, proponendo la seduta del 12 dicembre, e già indicando come possibile, fra gli oggetti da discutere in quella seduta l'elezione del Presidente della Giunta e la nomina degli Assessori, aveva espresso un giudizio di carattere politico sulla, forse, impossibilità di procedere oggi alla votazione, sia del Presidente della Giunta che alla nomina degli Assessori. Non so se in virtù di questo orientamento io stesso debba chiedere al Consiglio l'eventuale aggiornamento del punto 2 e del punto 3 alla seduta del 12 dicembre.
La parola al Consigliere Andrione.
Andrione (UV) - Noi avevamo chiesto che venisse tenuta la riunione del 30 novembre, anche se era facile prevedere che la crisi non sarebbe stata ancora risolta, per una ragione semplice, di democrazia, e cioè che ritenevamo doveroso di informare, attraverso il Consiglio regionale, l'opinione pubblica di quei contatti, dei pourparlers e delle azioni svolte dai differenti movimenti e partiti politici per giungere alla soluzione della crisi e non riteniamo opportuno che si arrivi in Consiglio, non si dica assolutamente niente di quello che è avvenuto e si rimandi puramente e semplicemente il punto n. 2 all'ordine del giorno.
E quindi, anche se in maniera telegrafica, vorremmo dire, per quanto concerne l'UV, l'UVP e RV che abbiamo condotto numerose trattative uniti, come gruppo di sette Consiglieri e che abbiamo ritratto un'impressione fondamentale che è questa: che in questo momento i Democratici Popolari hanno l'intenzione di trasvinare in lungo questa crisi, di farla marcire, perché l'ordinaria amministrazione, così come organizzata in questo momento dalla Giunta, per loro è sufficiente. E, d'altra parte, facendo marcire la crisi si spera di poter ottenere, di poter trovare in questo Consiglio, prima o poi il necessario puntello per mantenere le cose come stanno.
E, in questo calcolo, i democratici popolari hanno il conforto di avere un rapporto privilegiato con il Partito Comunista che rimane felice ad appoggiare dall'esterno.
Ecco, volevo concludere queste brevissime parole, dicendo che se si cercano dei puntelli, non bisogna contare su di noi per trovarli.
Dolchi (Presidente) - Altri che chiedono la parola? Nessun altro chiede la parola? La parola al Consigliere Ramera.
Ramera (DC) - Dire che sono stupito di quanto accade sarebbe dire poco, perché, se non altro lo scorso anno, in analoga occasione di apertura dei lavori del Consiglio regionale il Presidente Dujany ebbe almeno a giustificare il rinvio, spiegandone i motivi, e cioè che, praticamente non si era ancora venuti a degli accordi, anche se aveva sentito già tutti i gruppi consiliari, meno, naturalmente, la Democrazia Cristiana.
In questa occasione, invece, stranamente, nessuno, nessuno chiede il rinvio, nessuno spiega i motivi; io direi di più di quanto ha detto Andrione e direi che forse si vuole arrivare verso il mese di febbraio, in epoca in cui si usa festeggiare il Carnevale per mascherare, sotto false etichette, o per contrabbandare, sotto false etichette certe operazioni che non si ha il coraggio di portare avanti alla luce del sole, perché, insomma, mi sembra strano che in questo Consiglio, una maggioranza abbia governato fino adesso, e con il ritiro di 2 soli consiglieri non sia in grado di fare maggioranza ancora; a meno che, appunto, ci siano delle cose che l'opinione pubblica ha il diritto di conoscere, per poter poi domani giudicare.
Ora, io mi stupisco di sentire che siano in corso trattative, cioè, non mi stupisco, per carità, la Democrazia Cristiana è da quattro anni in questa sala semplicemente per dare dei voti quando occorrono; ma non viene interpellata in nessun modo; quindi, trattative su trattative, però noi non le conosciamo, non sappiamo che cosa si discute, e non potremmo neanche dare un nostro apporto costruttivo in quanto veniamo ignorati completamente.
Quindi, la DC ha fatto conoscere di essere disponibile per chiare formule e lo sarà senz'altro, se veramente gruppi di buona volontà vorranno cercare con noi di portare avanti un discorso serio e costruttivo per la Valle d'Aosta.
Quindi, vorrei sentire un qualche cosa di più da coloro che ci hanno governato in questi 17 mesi a giustificazione di questo rinvio e di questa impossibilità di trovare un accordo fra loro per formare un governo regionale.
Dolchi (Presidente) - Altri? Più nessuno chiede la parola? La parola al Vice Presidente Chanu.
Chanu (DP) - Brevissimamente.
Signor Presidente, colleghi Consiglieri, il Gruppo dei Democratici Popolari respinge le gratuite affermazioni che sono state mosse da questi banchi di un desiderio dei DP di pregiudicare ulteriormente la situazione di crisi o, come si è detto, di farla marcire.
Vorrei solo ricordare che i DP non hanno voluto la crisi, che i DP hanno preso atto di una situazione di crisi provocata e manifestatasi, come già è stato ampiamente illustrato in precedenza per l'azione di ben identificati gruppi facenti parte della maggioranza consiliare, che i DP intendono dare una soluzione alla crisi, non, sia quello che sia, ma, evidentemente, sapendo che cosa in pratica e in concreto si vorrà fare, modi, tempi, scelte, di gestione e di potere, alle quali, al nostro avviso, unitamente alle scelte di un rigoroso metodo che si adegui alla realtà delle cose, alle quali, a nostro avviso, dico, sono da subordinare eventuali partecipazioni ad una maggioranza, eventuali esclusioni da maggioranze, eventuali decisioni di restare o di entrare in opposizione.
Dolchi (Presidente) - Altri che chiedono la parola?
Milanesio (PSI) - Quando si è aperta ufficialmente la crisi abbiamo tutti constatato che sarebbe stato arduo e abbastanza lungo il risolverla.
Sono passate alcune settimane e mi pare che nell'orizzonte politico non vi sia ancora un segno di schiarita. Siamo in piene brume autunnali.
Evidentemente il Partito socialista sta cercando di dare un contributo alla risoluzione di questa crisi e lo ha fatto indicando, come ha indicato, nello scorso Consiglio, una soluzione; ci stiamo rendendo conto che questa soluzione sembra sempre più impossibile ad attuarsi.
Comunque, il mandato che il Comitato Direttivo ha dato ai rappresentanti del PSI era quello di ricercare con le forze che componevano la vecchia maggioranza, la maggioranza uscente, un accordo che garantisse la rappresentanza di tutte queste forze a livello esecutivo e l'approfondimento di un programma che era stato a suo tempo deliberato da questo Consiglio Regionale, almeno nella sua maggioranza.
Questa soluzione si sta, almeno per il momento, dimostrando impossibile.
Quindi il nostro Partito ha già valutato, in caso di fallimento di questa trattativa, la possibilità di aprire contatti bilaterali, e cercare soluzioni nell'arco democratico e costituzionale con altre forze politiche, sulla base di programmi che si possono e si debbono concordare, unitamente al quadro politico.
Quindi riteniamo che le prossime settimane, questo anche per rispondere al quesito di Ramera, che le prossime settimane saranno decisive e che i Partiti e i movimenti dovranno, evidentemente, vedersi bilateralmente, per indicare delle vie d'uscita.
Quindi, il nostro partito è aperto per soluzioni democratiche ed avanzate.
Dolchi (Presidente) - Non c'è più nessuno che chiede la parola? La parola al Consigliere Monami.
Monami (PCI) - Il gruppo comunista ha già avuto occasione di precisare la sua posizione per quanto riguarda la soluzione della crisi. Ci troviamo di fronte, e sono d'accordo con il collega Milanesio, a una crisi che può anche essere lunga e non voglio qui attribuirne le responsabilità a nessuno; sarà poi semmai la gente che farà queste cose, comunque una crisi difficile, una crisi difficile entro la quale tutte le forze politiche qui presenti, secondo noi, debbono essere capaci di operare delle scelte chiare e, se è necessario, anche operare delle rinunce, anche se queste debbono costare sacrifici; il tutto nell'interesse superiore della Valle d'Aosta, per poter dare alla Valle d'Aosta un governo che possa governarla.
Noi, dicevo, abbiamo chiarito la nostra posizione: noi siamo per la continuazione della maggioranza che ha governato sino ad oggi e il suo allargamento a tutte quelle forze regionaliste avanzate che vogliono, con noi, e con la precedente maggioranza, collaborare per governare la Valle d'Aosta.
Il tutto, però, è chiaro, deve costruirsi e fondarsi su un programma preciso, su indicazioni concrete, su cose chiare da farsi perché si possa dire che questa maggioranza governa per realizzare quelle cose, per fare quelle altre cose, o per tralasciare o non fare altre cose.
È un programma che non vogliamo imporre a nessuno, è un programma il nostro, che voi tutti conoscete, ma che non vogliamo imporre a nessuno, ma che vogliamo discutere e confrontare con tutti. È sulla base di questo accordo, tutte le forze politiche lo vogliono, possono, nel modo che dicevo prima, costituire quella maggioranza, in modo che, chiaramente, si dice perché si aderisce sulla base di quel programma a quella maggioranza, e con un modo altrettanto chiaro debbono dare le altre forze politiche, perché, sulla base di quell'accordo e di quel programma si autoescludono, o non vogliono partecipare ad un governo che si comporti secondo un programma prestabilito.
Le forze politiche debbono avere questa chiarezza, noi l'abbiamo avuta, abbiamo fatto le nostre scelte, invitiamo tutti a farle, con la serenità e la coscienza che noi lo facciamo nell'interesse superiore della Valle d'Aosta.
Viglino (RV) - Volevo fare presente che il nostro Movimento ha studiato la questione, ha partecipato a delle riunioni e domenica scorsa la nostra assemblea ci ha dato un preciso mandato in merito.
Questo mandato rispecchia le dichiarazioni che ho già fatto in questa sala al momento delle dimissioni della Giunta regionale.
Il nostro movimento ha stabilito di tentare, come prima strada, la costituzione di una Giunta, cosiddetta regionalista , anche se la parola forse, no né del tutto precisa, perché per quanto riguarda i movimenti dell'Union Valdôtaine, dell'Union Valdôtaine Progressiste e du Rassemblement Valdôtain, la parola è esatta; nessuno ci può accusare di non essere dei regionalisti; forse faccio una piccola riserva per la quarta forza che la nostra assemblea ha detto di chiamare, cioè i Democratici Popolari. Perché questa riserva? Perché durante il periodo che è stato trascorso qualche volta abbiamo visto il loro regionalismo zoppicare un pochino; perché si sa che sono abbastanza, anzi, forse molto di più di quanto può apparire, a contatto con una certa corrente di partito nazionale, quello che assolutamente non si può rimproverare a noi.
Comunque, comunque, noi, in coscienza pensiamo che questa sia la prima strada da fare. Naturalmente, uniti, i 7 Consiglieri che rappresentano i movimenti valdostani, cercheranno di portare a buon termine questa strada; dopodiché, naturalmente, ognuno si prenderà le proprie responsabilità.
Dolchi (Presidente) - Altri che chiedono la parola? Più nessuno chiede la parola?
Possiamo considerare chiusa la discussione sull'oggetto n. 2 all'ordine del giorno? La parola al Consigliere Pedrini.
Pedrini (PLI) - Signor Presidente, non avrei nemmeno voluto prendere la parola, ma io dico soltanto una cosa: il 25 dicembre si avvicina; se non erro quella data è una grossa data per tutto il mondo ed evidentemente, noi - per i cristiani - e noi evidentemente guardiamo a quella data con entusiasmo tutti gli anni. Io penso che non soltanto il sottoscritto, ma tutti i valdostani quest'anno guardino a quella data per un altro motivo ancora, ossia, augurandosi che nasca, prima del 25 o anche quel giorno, non ha importanza, qualcosa di fattivo nell'interesse della Valle d'Aosta.
Questo è l'augurio che io faccio a tutte le forze democratiche e regionaliste di questa assemblea.
Dolchi (Presidente) - Credo proprio che con questo augurio che ci viene dal Consigliere Pedrini possiamo considerare chiusa la discussione, che mi sembra di sintetizzare nella necessità di prendere atto dell'impossibilità odierna di passare alla votazione prevista al punto due e quindi di rinviare l'oggetto stesso alla prossima seduta del Consiglio regionale.
Il Consiglio prende atto.
Mi sembra di precisare che ovviamente il punto 3 riguardante la nomina degli Assessori su proposta del Presidente della Giunta debba seguire la stessa sorte quindi anche per il punto 3 il Consiglio prende atto della necessità del suo rinvio.
Punto 4 all'ordine del giorno.
