Objet du Conseil n. 3161 du 22 octobre 1987 - Resoconto
OGGETTO N. 3161/VIII - POTENZIAMENTO DELL'ATTIVITÀ DELL'UNITÀ OPERATIVA DI OSTETRICIA E GINECOLOGIA PER INTERVENTI ATTI A FAVORIRE LA PROCREAZIONE. (Interpellanza).
PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dal Consigliere Sandri:
Interpellanza
Negli ultimi anni il numero dei nati in Valle d'Aosta è diminuito mentre sono in netto aumento le difficoltà per le coppie che desiderano di vedere realizzato tale desiderio.
Purtroppo presso l'Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia del Presidio Ospedaliero del Beauregard non si effettua alcun intervento coordinato di aiuto alla fertilità, nè sono in atto quegli accertamenti per una tempestiva diagnosi precoce di alcune diffuse anomalie come l'anemia mediterranea, la distrofia muscolare e soprattutto il mongolismo.
Ritenendo il diritto alla procreazione uno dei cardini fondamentali del diritto umano, si
Interpella
l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale per conoscere:
- i motivi di tali carenze;
- se e come intenda promuovere iniziative per concretamente aiutare chi desidera avere figli e incontra difficoltà;
- se e come intenda promuovere iniziative per offrire la tranquillità di una gravidanza sicura anche alle donne a rischio per malattie generiche o per età;
- in che modo intenda potenziare, dal punto di vista dell'ordinamento organizzativo, l'Unità Operativa in questione.
PRESIDENTE: Ha chiesto di illustrare l'interpellanza il Consigliere Sandri, ne ha facoltà.
SANDRI (N.S.) - Questa iniziativa vuole aprire l'attenzione su un argomento che spero di riuscire a sviluppare anche nei prossimi Consigli e che ritengo uno dei temi fondamentali dell'attività politica che faccio. Credo che tale argomento dovrebbe essere forse fondamentale anche per l'attività stessa del Consiglio; mi riferisco all'attenzione che i politici dovrebbero e devono avere per i momenti salienti della vita di una persona, e quindi della vita di tutti i nostri concittadini.
Uno dei momenti più importanti sicuramente è quello della nascita, e questo avvenimento così fondamentale e comune a tutti noi esige una attenzione molto grande da parte di chi, come gli uomini politici, hanno la responsabilità sanitaria di questo evento. Ed è un'attenzione che non va soltanto intesa su quello che è il normale evolvere di questo evento del tutto fisiologico, ma anche per prevenire le possibili situazioni di difficoltà ad esso collegate, le situazioni di disagio che possono vivere le persone.
In particolare, vorrei richiamare con questa interpellanza l'attenzione dell'Assessore, e quindi conoscere le intenzioni, su due aspetti fondamentali: il primo è quello dell'aiuto alla natalità. In altre Regioni d'Italia si danno degli incentivi economici; io penso che si debbano dare degli incentivi dal punto di vista strutturale: chi desidera avere un figlio, deve essere posto nelle condizioni di poterlo far nascere, o comunque bisogna che si faccia di tutto per poter estrinsecare questo suo diritto.
Invece mi sembra di capire dalle informazioni che ho assunto che non esiste in Valle d'Aosta presso l'Unità Operativa Ostetricia e Ginecologia l'attenzione verso questi problemi, nel senso che non esiste un centro o qualcuno che si occupi specificamente in maniera continuativa dell'aiuto per la lotta alla sterilità; non esistono ambulatori che si dedicano a questo, non si praticano quelle terapie che possono aiutare la fertilità.
Il secondo tema che è alla base di questa interpellanza, che è altrettanto valido e legato alla natalità, è quello di favorire la nascita, per quanto possibile, di bambini sani. Questo implica il normale lavoro di routine per seguire le donne che sono incinte, ma significa anche per alcune categorie particolari evitare che incorrano in incidenti di tipo genetico, nel senso che esistono come tutti ben sappiamo dei geni che possono provocare delle malformazioni anche gravi subito dopo la nascita. Mi riferisco in particolare alla distrofia muscolare e all'anemia mediterranea, quest'ultima soprattutto si fa più frequente in Valle d'Aosta per le forti correnti immigratorie che sono avvenute negli ultimi decenni e che fanno prendere coscienza di questo problema, perchè è chiaro che tutti in Sardegna sanno come difendersi dall'anemia mediterranea perchè è un problema concreto che vivono da vicino. Molti non sanno che esistono portatori di Ferrara; allora se un sardo si sposa con una ferrarese in Valle d'Aosta, non ha forse coscienza di questo rischio. Quindi la struttura pubblica si deve porre questo problema. Per quanto riguarda il mongolismo, si fanno già in Valle degli esami di amniocentesi con conta cromosomica, però purtroppo con una tecnica che è limitata ad interventi alla diciassettesima settimana di gestazione, cioè quando l'eventuale intervento di interruzione della gravidanza pone già dei problemi seri. Mi parrebbe più interessante poter sviluppare in Valle d'Aosta quegli interventi che vengono fatti da altre parti in Italia e all'estero, che consentono una diagnosi alla nona settimana di gravidanza, e di conseguenza un intervento più semplice e meno traumatico.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Voyat, ne ha facoltà.
VOYAT (U.V.) - Chiedo scusa al Consigliere Sandri se non sarò in grado di rispondere tecnicamente se è migliore la 17^ settimana o la 20^, comunque per quanto riguarda il settore della natalità è vero che in tutta l'Europa occidentale c'è un calo di nascite, mentre per quanto riguarda l'Italia, nelle Regioni settentrionali, il confronto nascite/ morti è addirittura inferiore a zero. È anche vero che non è solo un fenomeno di questi ultimi anni, tant'è che negli ultimi 5-6 anni sono standardizzate su circa 900 all'anno, e la popolazione è sempre rimasta circa sui 114 mila abitanti.
Le coppie che possono avere difficoltà a concepire figli sono, almeno per quanto ne sappiamo noi, dalle 50 alle 70 all'anno, ed è da anni che continuano ad essere queste cifre quindi non è che ci sia un aumento o un calo improvviso.
Per questo c'è un sistema di appoggio sul territorio che si compone di 19 consultori, che non è inferiore come numero a quello di Milano e di Torino, che mi pare ne abbiano 22 o 23. Quando si parla di intervento coordinato di aiuto alla fertilità, bisognerebbe sapere cosa si vuole precisamente; se si vuole parlare di inseminazione artificiale la cosa è molto più complicata, perchè questa tecnica di per sè, almeno a detta dei ginecologi che hanno partecipato a dei corsi a Palermo, pone dei problemi di supporto tecnico-laboratoristico che dovrebbe essere dato dai biologi. Questi centri, che dovrebbero essere di supporto alla ginecologia ed ostetricia, dovrebbero essere altamente specializzati ed avere un lavoro che supererebbe senz'altro quelle che sono le necessità in Valle d'Aosta, quindi le 50 o 70 coppie sterili.
Quando si parla della tempestiva diagnosi precoce di alcune diffuse anomalie, qui siamo in grado di fare il prelievo del liquido amniotico, ma non c'è la possibilità di fare queste analisi. Centri attrezzati in questo senso sono i grandi centri universitari di Genova, Milano, Torino, che raccolgono grosse zone e casistiche. Non abbiamo la possibilità di fare queste analisi e dobbiamo appoggiarci su questi grandi centri.
Detto questo, una novità che dovrà essere prevista nel prossimo piano, è il settore dell'andrologia, in cui ci dovrebbero essere interventi per il recupero urosessuale degli urolesi. Per il resto non posso garantire che si possano fare tutti questi esami in Valle d'Aosta, proprio per l'alta specializzazione che occorre.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Sandri, ne ha facoltà.
SANDRI (N.S.) - L'Assessore stamattina vuole proprio dimostrare un grosso interesse per le iniziative della opposizione; lo ringrazio per la risposta data, mi si consenta però una osservazione di metodo.
Neanche io so bene quali siano tutti gli interventi atti ad aiutare concretamente queste persone ad avere figli, nè è mio compito come politico saperlo, però è una mia responsabilità come politico quella di non abbandonare queste persone. Tutto quello che è possibile fare ad Aosta, facciamolo qui; per quello che per motivi tecnici non è possibile fare, si prendano delle iniziative perchè la gente sia indirizzata dall'Unità operativa di Ostetricia e Ginecologia verso questi centri competenti, e non solo indirizzarla, ma seguire poi la loro presenza in questi centri. Solo in questa maniera si dà loro la sensazione, indispensabile in questi casi, di essere seguiti, altrimenti avvengono quelle processioni da un centro all'altro senza alcuna indicazione precisa e con risultati pessimi dal punto di vista psicologico.
Per quanto riguarda il discorso del nuovo piano sanitario, apprezzo molto questo inizio di lavoro sul problema sessuale per quanto riguarda la riabilitazione del settore di andrologia, però volevo far presente una dimenticanza dell'Assessore in merito alla citogenetica del mongolismo. Non è stata l'opposizione, ma la Giunta regionale, ad autorizzare in base a norme di legge in Valle d'Aosta la creazione di un laboratorio biologico di citogenetica, non solo, ma ci si è serviti di una società a capitale regionale, la SORIVAL, di cui il 35% è proprietà della FINAOSTA, che ha aperto un laboratorio di citogenetica ad Aosta. Penso che queste cose debbano essere conosciute ed utilizzate per il bene della gente.
