Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 3039 du 23 septembre 1987 - Resoconto

OGGETTO N. 3039/VIII - RATIFICA DI DELIBERAZIONI ADOTTATE DALLA GIUNTA REGIONALE IN VIA D'URGENZA.

Oggetto n. 4256 in data 15 maggio 1987: Attribuzione di una borsa di studio annuale all'Associazione di volontariato dei cardiopatici "Les Amis du Coeur du Val d'Aoste".

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Vice Presidente Dolchi, ne ha facoltà.

DOLCHI (P.C.I.): Colleghi Consiglieri, è un periodo che vado un po' controcorrente, quindi penso che con questo intervento si possa forse ravvivare il clima stanco e caldo di questo Consiglio.

Vorrei fare alcune considerazioni sulla ratifica della deliberazione che è stata testè letta e in generale anche sulla procedura che viene adottata dalla Giunta. I Colleghi se ne ricorderanno, è un argomento che mi sta particolarmente a cuore e che ho già evidenziato. Inoltre risalendo nel tempo il problema è stato di volta in volta, non solo affrontato da questi banchi, ma dai banchi della Union Valdôtaine, della Democrazia Cristiana, anche degli A.D.P., che poi, una volta seduti al banco della Giunta, hanno con il loro comportamento dimostrato di abbandonare le tesi che sostenevano dai banchi dell'opposizione.

So già che i colleghi del Consiglio diranno: "ecco il solito Dolchi, pignolo e formalista, che si richiama alle procedure; quello che conta è la sostanza, l'importante è rispondere alle esigenze e alle necessità che maturano di volta in volta, e l'esaltazione della forma non è certo la soluzione migliore quando i problemi incombono".

Ebbene, ritengo che ciò non sia un ragionamento valido in una assemblea democratica, perchè la forma, il metodo, il regolamento, la norma, garantiscono la sostanza, garantiscono la vita democratica, garantiscono i ruoli, i compiti, i doveri, i diritti della maggioranza, dell'esecutivo, ma anche della minoranza.

Quindi è un discorso di democrazia che faccio, è un discorso di metodo di governare, è un discorso di prevaricazione, anche se la parola può sembrare piuttosto grossa, della Giunta nei confronti del Consiglio, dei Consiglieri tutti, non solo dei Consiglieri che stanno in minoranza o all'opposizione.

Le mie osservazioni, che forse alcuni conoscono già, vorrei riassumerle brevissimamente in occasione di quelle 111 ratifiche di deliberazioni di Giunta, di cui 53 per contributi. Mi limito qui alle somme, non essendo all'altezza del compagno e del collega Mafrica per farvi anche le somme di quanto queste 53 deliberazioni di contributo hanno sottratto alla competenza consiliare.

Non mi stupisce l'aria non dico annoiata, ma un po' perplessa di alcuni colleghi che vorrebbero rapidamente, soprattutto quando si è passata una giornata fra interrogazioni ed interpellanze, fare in fretta ad alzare la mano ed esaurire l'ordine del giorno; non mi stupisce che alcuni altri ritengono questi argomenti, cioè quelli che ho sottolineato, cioè la vita democratica, il metodo di governare, le competenze consiliari, piuttosto marginali, a cui forse non vale la spesa di dedicare molto tempo.

Vi assicuro che non vi ruberò molto tempo, anche se ritengo che questo tempo non sia rubato, proprio perchè se non mi stupisco delle cose che dicevo prima, poi mi stupisco invece che ragionando in quel modo, che ho evidenziato, ci siano dei Consiglieri che si stupiscono, ci siano degli Amministratori che si stupiscono di trovarsi o rinviati a giudizio o con qualche comunicazione giudiziaria. Non c'è invece da stupirsi, se non si osservano certe regole, certe norme, certe componenti fondamentali della vita democratica.

Una prima considerazione, e vengo alla deliberazione, riguarda il problema delle ratifiche. Vi rileggo solo per memoria (alcuni di noi lo conoscono a memoria, altri forse meno) l'art. 36 dello Statuto: "La Giunta regionale, in caso di necessità ed urgenza, può prendere deliberazioni di competenza del Consiglio". I provvedimenti adottati dalla Giunta devono essere presentati al Consiglio nella sua prima seduta successiva per la ratifica". Questo è il fondamentale punto di riferimento che può avere l'esecutivo quando adotta con necessità e con urgenza non un contributo (parlerò poi dopo dei contributi), ma quando adotta per necessità ed urgenza qualsiasi argomento, qualsiasi deliberazione che sarebbe di competenza del Consiglio.

L'oggetto della deliberazione che il Consiglio è chiamato a ratificare riguarda l'attribuzione di una borsa di studio annuale all'associazione di volontariato dei cardiopatici "Les amis du coeur du Val d'Aoste".

Credo che nel merito il nostro Gruppo non abbia niente da eccepire, nè io eccepisco; guardo però il testo della deliberazione che viene sottoposta al Consiglio regionale, e non per questione di forma, ma per una questione di sostanza, per rispetto ai Consiglieri regionali, non vedo spiegata, ma neanche menzionata, la necessità e l'urgenza di questo provvedimento. E voglio dare atto all'Assessore Voyat che c'è forse una necessità e una urgenza: è chiaro che i cardiopatici sono soggetti a degli interventi negativi sullo stato di salute che sono repentini, quindi l'urgenza, se si vuole fare qualcosa, è implicita.

Ritengo che non possa essere implicita e che debba essere spiegata la necessità e l'urgenza, perchè queste sono le due sole cose che chiede lo Statuto all'esecutivo, quando quest'ultimo si sostituisce ai Consiglieri.

Non entro nel merito della deliberazione perchè è molto complicata: non si capisce se il medico assiste o fa una azione per poi far fronte alle spese derivanti da tale studio, ma non mi addentro nel merito. Vorrei solo far rilevare alla Giunta - l'ho fatto rilevare non solo dai banchi dell'opposizione, ma anche quando ero Presidente del Consiglio - che questo tipo di procedura non sempre favorisce la categoria che si vuole regolamentare con un provvedimento, perchè adottato in via d'urgenza risulta poi operativo molto ma molto dopo che se non fosse stato il Consiglio ad adottare questo provvedimento.

Infatti, il provvedimento è stato adottato il 15 maggio, noi abbiamo fatto una riunione nella seconda quindicina di maggio, una nella prima quindicina di giugno, una nella seconda quindicina di giugno, una riunione del Consiglio nella prima quindicina di luglio. Quattro volte ci siamo riuniti a questo argomento di competenza del Consiglio, se l'Assessore Voyat lo portava al Consiglio in queste quattro sedute, sarebbe stato approvato. Si è preferito seguire la procedura di urgenza, sostituendosi al Consiglio, e si è aspettato, perchè scelta questa strada si deve sottostare al visto del Presidente della Commissione di coordinamento. Il Presidente Luca San Mauro, il 24 luglio del 1987, due mesi e dieci giorni dopo la ratifica di urgenza della firma, ha apposto il suo visto, sette giorni prima della sua fuoriuscita con buon uscita; ha aspettato due mesi e poi ha approvato "salvo ratifica del Consiglio regionale" - questo dimostra che era competenza del Consiglio se qualcuno avesse dei dubbi - con l'invito ad adottare quanto prima appositi provvedimenti assorbenti le fattispecie in esame e che regolino la materia".

Non voglio cercare il pelo nell'uovo, ma questa soluzione non è prevista dal nostro Statuto, che ormai viene adottata, che ha espropriato il Consiglio delle sue competenze ed il Consiglio non ha reagito, nè i Consiglieri di maggioranza nè i Consiglieri di minoranza, tanto è vero che si può vedere nelle fotocopie delle deliberazioni di Giunta, che c'è addirittura un timbro: "Visto, salvo ratifica del Consiglio regionale''. Questo non esiste da nessuna parte, l'abbiamo inventato noi, l'avete inventato voi, l'ha inventato Luca San Mauro, prima di lui gli altri Presidenti, ma non è formalmente corretto. Poi non stupiamoci se alle volte succede qualche cosa che non vorremmo succedesse.

Direi che se vogliamo essere coerenti con a procedura, con il nostro Statuto, dobbiamo risalire sempre alle due cause fondamentali che esistono per poter adottare come Giunta delle deliberazioni con i poteri del Consiglio: la necessità (e ci sono dei convegni a livello nazionale ed internazionale che hanno affrontato questi problemi) e la urgenza.

La necessità significa non provocare un danno agli altri con un ritardo del Governo regionale o dell'Ente Regione, o non arrecare un danno alla Regione con un ritardo che sarebbe dovuto alla difficoltà di convocare il Consiglio.

Il "salvo ratifica del Consiglio" non esiste da nessuna parte. Ci sta bene? Non lo so, è un problema che il Consiglio dovrà porsi anche nell'esame della revisione del regolamento interno del Consiglio, perchè si tratta di una variazione all'art. 36 dello Statuto che non può essere certamente variata da un timbro di Luca San Mauro o da una invenzione della Giunta o del Consiglio che è acquiescente su questa cosa.

L'altra questione riguarda i contributi; non tornerò, proprio perchè capisco che sarebbe troppo noioso, ad intervenire per chiedere quali erano i motivi di urgenza per cui l'Assessore Lanièce propone ventotto milioni al tennis, quali erano i motivi di urgenza per cui si dà un contributo ai boy scouts, perchè il 99% di queste deliberazioni di urgenza non sono urgenti, ed ho dimostrato prima che se fossero state veramente urgenti, sarebbero passate prima se fossero venute in Consiglio regionale che non con la deliberazione di Giunta.

Ma noi stessi nel 1979, quando si è votata la legge che stabiliva il massimo del contributo, abbiamo chiesto all'allora Presidente Andrione, che il comma m) della legge 7.12.1979, n. 66, che stabilisce la competenza massima della Giunta, fosse in seguito alla svalutazione della moneta, alle aumentate non solo competenze ma necessità di intervento della Regione - aumentato dal milione e cinquecentomila che era proposto nel 1979, e che guardate bene, risaliva addirittura nella notte dei tempi, per la precisione al 23.6.1955, quando l'allora Presidente Vittorino Bondaz chiedeva al Consiglio di aumentare da un milione e mezzo le competenze della Giunta. E il Presidente Pareyson, messa ai voti la proposta, dichiarava che il tetto massimo per la competenza della Giunta in una certa serie di materie, che non vi sto ad enunciare, era portata ad un milione e mezzo.

Un milione e mezzo nel 1955, un milione e mezzo riconfermato nel 1979, con delle argomentazioni, perchè Andrione non era persona che non argomentasse. Le argomentazioni erano: primo, il fatto di rimanere nel tetto del milione e mezzo scoraggiava una certa inflazione di contributi, al massimo si arrivava al milione e mezzo, ed era competenza di Giunta, sapendo che oltre il milione e mezzo si arrivava alla seduta consiliare, alla pubblicità, ai giornalisti che ne riportano gli importi, ecc., un freno ci sarebbe stato; secondo, per non espropriare il Consiglio quando i contributi superiori al milione e mezzo dovevano essere giustamente approvati dal Consiglio stesso. Ma allora, ci sono su 111 deliberazioni da ratificare, 53 che riguardano contributi, e che sono di stretta competenza del Consiglio, quali ad esempio i contributi alle associazioni culturali, riguardanti gli interventi per le chiese, per la manutenzione di certe cappelle, che una volta venivano in Consiglio - ce ne ricordiamo perchè alcuni di noi si astenevano -, mentre adesso vengono deliberati d'urgenza, adottate d'urgenza dalla Giunta, con il timbro "salvo ratifica del Consiglio".

In sostanza sono sottratti, sul piano politico, al Consiglio - e qui potremmo rifare la discussione che il Parlamento ha fatto per i decreti di Fanfani -; si espropria l'assemblea legislativa di alcune sue competenze, e concludo dicendo che la ratifica sposta il problema. Mi si dice: ma tanto "salvo ratifica del Consiglio" vuol dire che, (come vedremo nella deliberazione che viene subito dopo) un miliardo in più per il vaccodromo che ci propone l'Assessore Perrin e per cui c'è salvo ratifica del Consiglio regionale (non vi sono motivi d'urgenza nè motivi di necessità), in questa occasione il Consiglio più che discutere nel merito, esprime un atto di fiducia nei confronti dell'esecutivo.

Questo è un mio chiodo fisso, ma è in fondo la discussione che sul piano culturale si fa a livello nazionale, e che si potrebbe fare per il Golfo Persico. Nel caso del Golfo Persico si è chiesto il parere per andarvi e poi si è votata la fiducia al Governo Goria. Qui non si chiede al Consiglio se è d'accordo per dare i 39 milioni (e il Consiglio sarà d'accordo) su questo argomento; ma se il Consiglio non fosse d'accordo, mi metto nei panni dei Consiglieri di maggioranza che devono votare un atto definitivo (perchè in fondo è tale, salvo la ratifica del Consiglio) dell'esecutivo, e diventa un atto di fiducia.

Lo sapevo che ci sarebbero state manifestazioni di insoddisfazione, di intolleranza e di irritazione, ma direi che questa discussione va oltre questo Consiglio ed investe tutte le aule in cui c'è una assemblea elettiva, in cui ci sono dei poteri che un esecutivo si arroga al posto dell'Assemblea Consiliare. Infatti è indubbio che una deliberazione adottata con i poteri del Consiglio diventa un atto di fiducia che l'esecutivo compie, e votare contro il provvedimento vuol dire non discutere nel merito, non affrontare il merito, ma dare o non dare la fiducia all'esecutivo.

Affronto l'ultimo argomento, e poi non interverrò più nel corso della discussione delle varie deliberazioni. Mi sembra che qui sia stato detto in modo forse qualunquistico che l'indennità dei Consiglieri ha raggiunto una certa cifra che può impegnare i Consiglieri. Ebbene, sono dell'avviso, e con me anche altri Consiglieri, che non dobbiate avere, Signori della Giunta e Signori Assessori, paura di far lavorare il Consiglio: se non bastano due giorni, si lavorerà tre giorni, tanto voi il problema che esaminate in Giunta lo potete esaminare in Consiglio, semmai saranno i Consiglieri che avranno un maggiore onere di lavoro. L'indennità penso sia sufficiente per l'impegno che ogni Consigliere deve dare (o meno), per la presenza che ogni Consigliere dovrebbe dare.

Direi, e concludo, che il metodo è certamente antidemocratico; non c'entrano le vacanze estive, non c'entra la necessità di deliberare, perchè questo sarebbe stato valido per 8-10 deliberazioni ma non per 111; è la tendenza che è antidemocratica, ed io pongo anche l'interrogativo, se non è pure illegale. Vi ringrazio per la vostra attenzione.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consiglieri Sandri, ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.): Mi consentirete di ringraziare il Vice Presidente del Consiglio per una lezione di democrazia estremamente importante, che è anche una lezione di vita.

Mi volevo soffermare su due punti, uno dei quali riguarda la data. Mi aveva stupito che dal 15 maggio si arrivasse al 15 settembre per la verifica di questo oggetto; d'altra parte credo che invece ci fossero dei problemi riguardo al contenuto della delibera. Vorrei capire bene da parte dell'Assessore chi ha la competenza attualmente (prima di questa delibera che andrà oggi in ratifica), di curare l'assistenza sul territorio dei cardiopatici anziani, indigenti, non autosufficienti: se cioè fino ad oggi questi signori non avevano nessuno, mentre da domani avranno qualcuno che per un anno li segue.

Bisognava spiegare nella delibera che questa gente, per nostra e loro fortuna, ha il medico di famiglia, ha le strutture dell'assistenza domiciliare, tutta una serie di strutture che dovrebbero e devono intervenire per questo servizio. Allora, se ci sono già queste strutture, questo signore cosa fa? Probabilmente ci sono delle cose che fa, ma in delibera non si capisce. Volevo avere spiegazioni su questo punto.

Secondo problema: se mi è consentito, a questi livelli di costi, una borsa di studio annuale di venti milioni (so di altre borse ratificate al Consiglio ma che erano di importo inferiore) significa praticamente stipendiare un medico a tempo pieno, o comunque che occupi una larga parte del suo tempo per questo lavoro. A questo punto mi sorge il dubbio che sia una assunzione mascherata, nel senso che per rafforzare il servizio di cardiologia territoriale o qualche altro servizio, non potendo passare attraverso l'U.S.L., perchè magari l'organico è pieno, si è fatto ricorso a questo metodo. Un metodo che sarebbe grave, perchè antisindacale, nel senso che sarebbe una chiamata nominativa e non in base ad un concorso, e perchè se c'è una esigenza, cambiamo l'organico, facciamo delle modifiche, interveniamo su questo problema.

Altra questione, che credo sia più squisitamente tecnica: se ben ricordo in altri casi era specificato più dettagliatamente e in maniera più severa il modo di corresponsione di questi soldi, nel senso che in altri casi si è pagato soltanto una parte della borsa di studio e comunque in rate ad avanzamento lavori, a metà lavoro ed a fine lavoro. In questo caso invece non è spiegato se i venti milioni vengono dati subito o quando.

Quindi ci sono una serie di punti che meriterebbero da parte dell'Assessore alcune spiegazioni.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Torrione, ne ha facoltà.

TORRIONE (P.S.I.): Non entrerò nel merito di una discussione che credo debba far riflettere tutti, maggioranza ed opposizione, e mi riferisco al discorso estremamente puntuale e preciso che ha fatto il collega Vice Presidente Dolchi. Entro più direttamente nell'argomento di questa deliberazione e faccio una prima considerazione di fondo che riguarda l'aumento delle cosiddette borse di studio un po' ripetitive, che di anno in anno l'Assessorato alla Pubblica Istruzione fa; è un aumento che è in ratifica questo Consiglio e si tratta di aumenti molto modesti, perchè nel caso di una deliberazione si va ad un aumento di L. 50.000, nell'altro si va ad un aumento di L. 100.000; questo dà una certa dimensione. Le borse di studio dovrebbero essere guardate tutte con lo stesso occhio, o perlomeno con occhi che abbiano sul piano finanziario dei parametri che possono essere assimilabili. Qui invece l'importo è senz'altro notevole.

La domanda che faccio è questa: mi sembra di leggere fra le righe che questa borsa di studio sia estremamente mirata, che il personaggio sia stato già individuato, perchè altrimenti non mi rendo conto come si possa pensare che ci sia un giovane medico che curi l'assistenza sul territorio dei cardiopatici anziani indigenti e non autosufficienti, e che raccolga dei dati sulla mortalità delle cardiopatie in Valle d'Aosta, e si stabilisca una cifra di 19 milioni per far fronte alle spese derivanti da tale studio. Perchè la stabiliamo noi la cifra di 19 milioni? Questo studio può costare cento lire, come centomila lire, la borsa di studio deve essere complessiva, non ho capito perchè si fa una differenziazione fra il compenso che va al medico e i 19 milioni. Perchè dico questo? Perchè se per caso questo dovesse spendere 19 milioni e cento lire, si trova in difficoltà a partecipare alla borsa di studio. Non ho capito questa differenziazione e pregherei l'Assessore di darmi dei chiarimenti.

Credo che tutta la materia delle borse di studio - così evito di fare degli interventi più specifici per quanto riguarda le altre deliberazioni che sono in ratifica - andrebbe un po' rivista, perchè certe cifre risultano eccessivamente modeste in rapporto a quello che si chiede allo studente. Un aumento di 100 o di 50 mila lire, non è giustificabile; gli aumenti possono essere anche più consistenti.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore ala Sanità ed Assistenza Sociale Voyat, ne ha facoltà.

VOYAT (U.V.): Come diceva giustamente il Consigliere Sandri non è che queste persone siano seguite solo da un giovane specializzato in cardiologia. Evidentemente questi signori hanno il loro medico personale ed in più sono seguiti da questa persona che ha il compito di raccogliere tutti i dati di questi malati anziani e inabili cardiaci.

TORRIONE (fuori microfono): C'è già questa persona? Se c'è già il soggetto, diamogli il contributo!....

VOYAT (U.V.): Sarà l'associazione a sceglierla, non siamo noi come Giunta che scegliamo il soggetto. Il contributo viene dato alla Associazione così come abbiamo dato dei contributi per delle borse di studio ad altre associazioni, sono poi le associazioni che scelgono il medico.

Questo medico ha il compito di seguire tutti questi casi su tutto il territorio della Valle d'Aosta, e non è detto che la borsa di studio sia assegnata sempre alla stessa persona, perchè in quel caso avrebbe ragione il dott. Sandri a dire che questa sarebbe una assunzione. Questa, ribadisco, è una borsa di studio e non si parla certo di assunzione. È una ricerca di tutti i dati che viene fatta su tutte queste persone malate di cardiopatie.

Sulle modalità di pagamento, al punto 3) si dice di stabilire che la somma di L. 19 milioni sia corrisposta alla predetta associazione su presentazione di idonea documentazione di spesa. Evidentemente questa è la spesa massima, ma non è detto che la spesa debba essere per forza di 19 milioni, ci sarà la documentazione che dovrà essere presentata da parte dell'associazione, e se la documentazione è inferiore, anche la cifra sarà inferiore. Per quello che è la borsa di studio, venti milioni sono quasi uno stipendio annuo, però bisogna anche capire che è un giovane medico che lavora a tempo pieno, cioè segue questo numero di persone su tutto il territorio della Valle e non è che possa farlo un giorno la settimana o un giorno al mese; è un giovane "impiegato" a tempo pieno e non ha tempo di lavorare all'ospedale o di fare il libero professionista.

I venti milioni - qui non è specificato - se lo riteniamo potremo darli anche a "tranches" di due o tre milioni, durante l'anno. Sarà un lavoro in più che dovrà essere fatto dall'Amministrazione regionale, ma non c'è nessuna difficoltà da parte nostra a che si faccia.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.

ROLLANDIN (U.V.): Les interventions peuvent être les plus différentes et les accusations face aux interventions de la Junte on peut les discuter; ce que je n'ai pas compris c'est l'interprétation de l'art. 36, qui dit: "La Giunta regionale, in caso di necessità e urgenza, può prendere deliberazioni di competenza del Consiglio.

I provvedimenti adottati dalla Giunta devono essere presentati al Consiglio nella sua prima seduta successiva per la ratifica".

Or, je crois que le système adopté de la part de la Commission de coordination de dire: "salvo ratifica" est conséquent au fait que l'article 36 prévoit qu'il y ait cette intervention du Conseil, étant donné que c'est indispensable qu'il y ait la prise de position du Conseil face à une intervention que la Junte a adoptée en se substituant au Conseil. Cela c'est le premier argument, car j'avais même douté, peut-être je n'ai pas bien compris l'intervention de M. Dolchi, que c'était une invention de n'importe qui "la ratifica", mais je voudrais dire que "la ratifica" ni la Junte ni la Commission de coordination l'a inventée, elle étant prévue par l'art. 36 de notre Statut. Autre question concerne les deux conditions qui sont à la base des délibérations adoptées de la part de la Junte, dont on a déjà discuté, au niveau de ce Conseil, pendant cette législature: l'urgence et la nécessité.

Très souvent les délibérations manquent à ce sujet d'explications. Je conviens que ce serait nécessaire qu'il y ait justement l'intervention en expliquant les raisons de l'urgence et de la nécessité; mais le fait de dire que c'est une attitude, bon, d'un certain genre... il faudrait au moins prévoir qu'il y ait un autre système de travail.

Je n'accepte pas qu'on reproche au gouvernement régional le fait d'exproprier le Conseil régional; s'il est vrai qu'on pourrait en discuter d'une autre façon, l'autre système c'est la proposition au Conseil de tout ce qu'on vient de discuter et qu'on ira ratifier. C'est une méthode qu'on peut adopter, sauf le cas où il y a l'urgence et la nécessité. Ce serait peut-être un argument à discuter, même la façon dans laquelle sont rédigées les délibérations, mais ce n'est pas dans l'intention de la Junte régionale d'exproprier le Conseil régional de ses compétences. On peut accepter l'invitation à être plus sensible à ce problème, et en tant que Junte on essayera, du point de vue des dispositions de l'art. 36, d'être plus clairs en ce qui concerne la rédaction des délibérations.

Pour ce qui est des contributions, le problème en effet a été joué depuis longtemps. M. le Vice Président a dit à quelle date remonte la décision de fixer à 1 million et demi les contributions de la Junte. On n'a pas changé cette délibération justement pour le fait qu'on est convaincu que les motivations d'alors sont encore valides. On est de l'avis qu'on peut proposer le cas échéant la proposition d'une certaine délibération au niveau de Conseil.

Pour le restant, face aux différentes interprétations de l'art. 36 et aux différentes attitudes, la Junte est souvent dans l'exigence d'adopter certaines délibérations, tout particulièrement pour la délibération en objet.

M. Dolchi a lu la date à laquelle remonte l'approbation de la part de la Commission de coordination, en effet il y a eu là une série de remarques de la part de la Commission, par conséquent l'adoption de la délibération n'a pu être présentée à cette date.

La Junte est convaincue qu'à ce moment elle était nécessaire et urgente face aux requêtes, après M. Dolchi comprend que tout le monde peut en discuter sur l'urgence et la nécessité, sans trouver, au moins pas toujours, un accord unanime.

Il s'agit de trouver la façon d'améliorer le système de rédiger les délibérations et surtout de maintenir cette attitude qui est plus constructive, mais le problème de l'application de l'art. 36 ne pose pas de question d'interprétation.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Sandri, ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.): Volevo soltanto sottolineare due cose, rapidamente. La prima è che mi pare in questo caso giusta l'osservazione del Presidente San Mauro che in questo tema forse bisognerebbe arrivare ad una regolamentazione. Mi pareva che qualche tempo fa fossero sorti dei problemi in merito, sono state fatte delle convenzioni anche con Istituti di ricerca, e credo che regolamentare questa materia sia positivo.

La seconda questione era che si potrebbe chiedere alle associazioni che chiedono questi contributi di fare dei bandi pubblici di concorso, in modo da garantire correttezza dal punto di vista formale.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Baldassarre, ne ha facoltà.

BALDASSARRE (P.S.D.I.): Dichiaro la mia astensione in quanto sono iscritto a questa associazione e quindi ritengo doveroso astenermi. Naturalmente condivido lo spirito che ha portato a questo provvedimento, ma per i motivi che ho detto poco fa, sono costretto ad astenermi.

PRESIDENTE: Pongo in votazione la ratifica della deliberazione in oggetto:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti 28

Votanti 17

Favorevoli 17

Astenuti 11 (Aloisi, Bajocco, Baldassarre, Breuvé, Dolchi, Mafrica, Millet, Pascale, Sandri, Tamone e Torrione)

Il Consiglio approva

Oggetto n. 5037 in data 12 giugno 1987: Lavori di costruzione del Foro Boario e dell'Arena in località Croix Noire nei Comuni di Aosta e Saint-Christophe - Approvazione di perizia suppletiva e di nuovi prezzi - Approvazione ed impegno di spesa.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.): In effetti, rispetto ai due miliardi e 630 milioni della previsione iniziale, con un ribasso d'asta che era consistente (del 38%), qui siamo di fronte ad una perizia di un miliardo 90 milioni, IVA esclusa. Siccome fra le formule rituali che compaiono nelle deliberazioni d'urgenza, oltre quella che prima ha criticato il Vice Presidente Dolchi, c'è anche quella dei nuovi e maggiori lavori, di volta in volta vorremmo capire in cosa consistono questi nuovi maggiori lavori, soprattutto quando l'importo della perizia suppletiva finisce per essere un terzo del valore iniziale a base d'asta; in questo caso è dell'ordine del miliardo e 300 milioni.

Vogliamo sapere per quali nuovi e maggiori lavori si sono spesi questi denari.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Vice Presidente Dolchi, ne ha facoltà.

DOLCHI (P.C.I.): Je ne veux pas faire la discussion avec le Président de la Junte régionale, car mon intervention était exclusivement politique, c'est-à-dire concernant les rapports entre le Gouvernement régional et le Conseil régional.

Nous avons dans cette délibération la preuve que ce que je disais était valable.

Je comprends que le dirigeant qui est chargé de rédiger le texte peut-être n'est pas au courant de l'art. 36 du Statut, mais dans cette délibération nous n'avons ni une référence à la nécessité ni une référence à l'urgence; ce n'est pas la Commission de coordination, mais l'exécutif - qui prend la délibération, qui est conscient de la prendre à la place du Conseil régional - qui dit ''salvo ratifica del Consiglio regionale"; c'est là que je ne suis pas d'accord avec le Président de la Junte régionale. C'est obligatoire pour le Gouvernement régional de porter "la ratifica" dans la première séance l'argument, mais il faut quand même et toujours que ce soit un argument de "necessità e urgenza". Le Statut ne prévoit pas "la ratifica di una deliberazione".

È implicita la ratifica, lo Statuto è interpretato così, quando la delibera di Giunta è al posto di quella del Consiglio adottata per urgenza e per necessità, non solo perchè la Giunta ritiene di adottarla e poi farla ratificare dal Consiglio, altrimenti tutto potrebbe essere fatto dalla Giunta, salvo ratifica del Consiglio. È un argomento di cui non discutiamo solo noi, discutono in tutte le assemblee, proprio per evitare che ci sia il provvedimento dell'organo esecutivo che mette in condizione il legislativo non di discutere nel merito, ma di discutere la fiducia o meno all'organico che ha adottato il provvedimento.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Sandri, ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.): Vorrei avere alcune informazioni riguardo ai avori non fatti, perchè a mio parere la perizia suppletiva è in effetti di circa 1 miliardo e 900 milioni.

Mi spiego: a perizia suppletiva, redatta dallo studio di architettura di Cometto, Coquillard e Nebbia, arriva ad una cifra di L. 1.090.000.000 per opere fatte in più, ma grazie a L. 800.000.000 risparmiati per opere fatte in meno rispetto al progetto originale, il di più è di un miliardo e 900 milioni.

Prendo il riepilogo finale e vedo fra i discostamenti in meno, opere quindi non fatte, qualche piccola opera, perchè è stato spostato il tipo di lavoro e mi va bene.

Poi vedo al punto 39: copertura del foro boario e tribuna, meno 247 milioni; manto di copertura del foro boario, meno 214 milioni; pavimentazione in conglomerato bituminoso, meno 248 milioni; recinzione, meno 45 milioni.

Di fatto, questo miliardo e novanta milioni viene fuori perchè vengono conteggiati questi 700 milioni per opere non fatte. Per cui in effetti l'esubero di lavori è di 1 miliardo e novecento milioni.

Lo studio non è che spieghi nella parte di premessa le motivazioni per cui sono successe queste cose; potrebbero essere dovute al fatto che a forza di incanalare la Dora l'acqua è passata sotto ed è riemersa dal foro boario, però sarebbe stato opportuno capire il perchè dal miliardo e novanta milioni, oppure del miliardo e novecento milioni.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Bajocco, ne ha facoltà.

BAJOCCO (P.C.I.): Abbiamo sempre fatto le nostre critiche sulle perizie suppletive all'Assessore ai Lavori Pubblici, dicendo che i tecnici preposti non erano in grado di calcolare il materiale occorrente per realizzare l'opera in questione.

In questo caso abbiamo a che fare con uno studio di tre architetti: vorrei sapere qual è stata la parcella per questi professionisti; come si fa ad arrivare ad una perizia suppletiva di una cifra così elevata, e con dei cervelli così illuminati! Al n. 24 si dice: forniture e posa di un boiler elettrico ecc., al n. 17 vi è la fornitura e posa in opera di chiusini in ghisa per pozzetti: abito in V.le Europa, dove non ci sono chiusini, l'acqua non si sa dove mandarla, penso che vicino alla Dora almeno i chiusini avrebbero dovuto prevederli.

C'è ancora la fornitura e la posa in opera di attacchi bovini in acciaio: facciamo il foro boario, come si fa a non prevedere che i tori vengano attaccati da qualche parte? Sono queste le cose che lasciano perplessi.

Poi, è bene che la Giunta regionale esamini con attenzione gli incarichi che vengono dati ai tecnici, perchè è una cosa non seria arrivare ad una perizia suppletiva di questa portata.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale Perrin, ne ha facoltà.

PERRIN (U.V.): Le montant de cette délibération dérive de trois genres d'oeuvres; une première ce sont des oeuvres imprévues dues à la nature du terrain. Lorsqu'on a fait les excavations pour les fondements, dans la partie au nord, au lieu de trouver le terrain solide ainsi qu'il était prévu par des essais qui avaient été faits précédemment, il a fallu augmenter la profondeur et l'épaisseur, puisqu'on était là sur du sable, et donc il y a eu une augmentation des caractéristiques mécaniques du terrain pour l'excavation, pour le déplacement de la terre, élévation des fondations, etc., pour un montant de 400 millions.

Ensuite il y a eu des oeuvres qui n'avaient pas été prévues par le projet, et nous convenons que malheureusement très souvent les projets ne sont pas complets. En effet on a voulu utiliser à fond toute la structure, tandis que la partie des tribunes était au début prévue en "terrapieno", on a voulu utiliser la partie sur les tribunes où on a pu avoir à peu près 1500 mc d'espace utilisable, ce qui a porté a 450 millions de lires d'augmentation des travaux en béton armé, en murs, en oeuvres de finissage.

Je crois que cela n'était pas prévu dans le projet, mais a énormément amélioré le projet puisque c'est une structure qui pourra être utilisée pour un tas d'autres fins et non seulement pour le marché aux bovins ou des manifestations dans le secteur de la zootechnie.

Troisièmement il s'agit d'oeuvres qui n'avaient pas été prévues dans le projet même et qui concernent l'installation d'illumination, ceci pour rendre utilisable cette structure aussi pour des manifestations nocturnes qui n'auraient pas été possibles auparavant, et en même temps l'installation sonore pour permettre n'importe quelle type de manifestation.

J'ai entendu tout à l'heure parler de "vaccodromo"; nous avons refusé pendant cette été au moins une douzaine de requêtes, parce que l'oeuvre n'est pas encore terminée et nous ne pouvions pas la laisser utiliser, mais il y a au moins une douzaine d'associations de type différent, qui nous ont demandé d'utiliser le marché au bétail pour des manifestations de différent genre, ce qui démontre qui cette structure sera une structure polyvalente, au service de toute la communauté valdôtaine.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta regionale, ne ha facoltà.

ROLLANDIN (U.V.): Seulement pour dire à M. Dolchi que, si je ne me trompe pas, "la ratifica implicita" n'existe pas. Là où on dit: "La Giunta, ad unanimità di voti favorevoli" et puis on dit "salvo ratifica del Consiglio", on va là changer la formule pour dire, face à l'art. 36: "Visti i motivi di urgenza e di necessità", qu'on pourra expliquer, mais il faut que l'acte soit ratifié du Conseil.

Alors, je conviens et je partage le fait qu'il y a une différence; si on allait proposer, il y a la possibilité d'en discuter et après il y a une attitude différente, au contraire, en ratifiant, il y a ou l'attitude de partager, ou bien c'est une démonstration de manque de confiance face à la délibération. Mais quand même "la ratifica implicita" n'existe pas.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parare il Consigliere Mafrica, per dichiarazione di voto, ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.): Le spiegazioni dell'Assessore Perrin hanno una logica, d'altronde siamo convinti che la Giunta non proceda se non ha qualche giustificazione. Ovviamente le perizie suppletive hanno una qualche loro motivazione. Quello che noi però vogliamo sottolineare, con l'astensione in questo caso, è il fatto che questi lavori che pure possono essere indispensabili, vengono sempre previsti dopo e vengono sottratti all'esame complessivo al momento dell'appalto.

Quindi, quando si tratta di piccole correzioni che rientrano entro certi margini, la cosa è comprensibile; quando si tratta di varianti che modificano sostanzialmente l'opera, si è venuti meno ad un compito che era quello del Consiglio.

La battaglia che fa il Vice Presidente Dolchi in questo momento e quella che facciamo sulle perizie suppletive, è per difendere le prerogative del Consiglio rispetto a decisioni prese, che poi vengono modificate dall'esecutivo, per ragioni che possono essere più o meno valide, ma che sottraggono all'esame del Consiglio valutazioni che ad esso spettano.

PRESIDENTE: Pongo in votazione la ratifica della deliberazione in oggetto:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti 29

Votanti 18

Favorevoli 18

Astenuti 11 (Aloisi, Bajocco, Breuvé, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet, Pascale, Sandri, Tonino e Torrione)

Il Consiglio approva

Oggetto n. 5175 in data 12 giugno 1987: Assegnazione alla scuola Media "J.B. De Tillier" di Aosta della somma di L. 2.000.000 per un corso di aggiornamento di educazione alla sessualità per gli insegnanti della scuola - Approvazione e liquidazione di spesa.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Torrione, ne ha facoltà.

TORRIONE (P.S.I.): Mi sta bene questo corso sulla sessualità del preadolescente rivolto agli insegnanti, ma vorrei sapere come queste acquisizioni culturali vengono trasferite all'interno della scuola, su un tema che è estremamente difficile, e perchè l'iniziativa si limita solo a quell'ambito scolastico e non è invece più generalizzata: deriva forse da una richiesta della scuola, oppure da una impostazione che ha dato l'Assessorato per quanto riguarda questo aspetto?

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Sandri, ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.): Mi riallaccio in parte alle parole del Consigliere Torrione, perchè questa iniziativa credo sia abbastanza interessante e foriera di esperimenti per altri interventi in questo settore. Mi chiedo se l'Assessore non abbia intenzione il prossimo anno, anzichè basarsi su richieste provenienti dai Presidi, di intervenire direttamente con dei corsi organizzati in tutte le scuole medie per il personale docente, ma soprattutto nelle scuole medie superiori, un settore ancora più importante e con alcune urgenze sanitarie.

Visto che il 3-4 settembre si è tenuto questo corso, vorrei capire se questa società di consulenza, ASK servizi di consulenza e formazione, di Torino, ha svolto un ruolo positivo, e se non è prevedibile ottenere una consulenza anche per una più ampia azione di informazione per il personale docente.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.): Vorrei sapere se la Giunta, che ha preso la deliberazione, era cosciente del fatto che doveva essere portata alla ratifica del Consiglio, o no, perchè in questo caso nelle spiegazioni della Giunta, che non richiamano nè l'urgenza nè la necessità, non c'è neppure la formula precedente del "salvo ratifica del Consiglio regionale", mentre è il Presidente della Commissione di Coordinamento che ha apposto il timbro "visto, salvo ratifica del Consiglio regionale".

Vorrei capire quale era la valutazione della Giunta nel momento in cui è stata presa questa deliberazione.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Pubblica Istruzione Faval, ne ha facoltà.

FAVAL (U.V.): D'abord je réponds à la dernière question qui a été posée par M. Mafrica.

Vous savez très bien, la Junte adopte un nombre très élevé de délibérations pendant les travaux qui se tiennent toutes les semaines, et donc il y a aussi un temps technique à respecter. Là vous voyez: mois de juin avec le temps qui concerne le calendrier des travaux du Conseil régional, il était normal que l'on agisse de cette façon pour arriver à donner l'argent à l'école qui l'avait demandé, pour qu'au moment où ce genre d'activité devait se tenir, il y ait la disponibilité de l'argent.

En ce qui concerne les questions qui m'ont été posées, là aussi tout le monde peut partager mon avis, c'est-à-dire que le domaine de la sexualité est assez délicat et difficile à affronter. Vous savez d'ailleurs qu'il y a eu dans les écoles de la Vallée d'Aoste, il y a quelques années, des cours dans les différents degrés de l'école, et là le fait d'affronter de façon assez ample cet argument, a déclenché toute une série de réactions, et je me rattache surtout aux réactions d'ordre négatif, c'est-à-dire il y a eu toute une série de critiques sur le fait que l'on fasse ce genre de choses, et sur la méthode qui a été suivie.

Or, compte tenu qu'il s'agit ici d'une activité qui n'est pas obligatoire, et toujours compte tenu du respect qui est dû à l'autonomie des différents établissements scolaires, d'un côté il est juste, à notre avis, que la Junte donne une réponse positive à ce groupe de professeurs qui avait demandé d'organiser ce cours. Cependant nous pensons aussi qu'il soit assez difficile, dans le genre de société dans laquelle nous vivons, d'imposer l'étude de certains arguments, ainsi que d'imposer des cours sur un certain argument, parce que dans une société telle que la notre, libre et ouverte, les gens qui sont intéressés à un certain genre d'argument peuvent l'approfondir.

Je ne sais pas s'il est le cas d'imposer l'étude d'un argument de ce genre à toutes les écoles. Le cas échéant, quand les enseignants nous demandent, nous sommes bien disponibles; nous croyons que ce ne soit pas le cas d'imposer certaines études.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Baldassarre, ne ha facoltà.

BALDASSARRE (P.S.D.I.): L'Onorevole, al secolo, "Cicciolina" ha presentato in Parlamento una legge riguardante l'insegnamento sessuale delle scuole; mi devo complimentare con il Preside della Scuola Media citata in delibera per questa iniziativa, e mi auguro che l'Assessore si faccia addirittura promotore di una iniziativa di questo genere, perchè non è un tema da sottovalutare.

Il fatto stesso poi che l'abbia presentata "Cicciolina", non credo sia tanto scandaloso; è evidente che l'On. "Cicciolina" conosce di più il problema sessuale, ma ritengo che sia un argomento importantissimo e sarebbe auspicabile che la Regione Valle d'Aosta fosse all'avanguardia per l'insegnamento nelle scuole dell'educazione sessuale.

Voterò a favore di questa delibera, mi complimento con il Preside, e spero che l'Assessore, così giovane, possa prendere una iniziativa in questa materia. Mi auguro che ci rivedremo in Consiglio regionale a prossima legislatura, lui ancora da quella parte, per cui se non avrà ancora preso una iniziativa in tal senso, me ne farò promotore io stesso con una mozione.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Sandri, ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.): Penso che l'Assessore abbia dimostrato una attenzione importante verso questo argomento, però non condivido due affermazioni che ha fatto, perchè credo che gli ostacoli che si sono trovati nei corsi del passato, ed anche un atteggiamento "ridanciano" del Consiglio regionale, non aiuti sicuramente a superare le difficoltà che ci sono nella popolazione.

Penso che il Consiglio regionale dovrebbe dimostrare di essere parte attiva, di esempio, per superare i problemi di disinformazione. Volevo sottolineare una discrepanza che esiste fra due azioni della stessa Amministrazione regionale. Da una parte esiste l'Assessore alla Sanità che ha condotto sulla AIDS una azione importante, tanto è vero che la Valle d'Aosta è l'unica regione italiana a non avere casi di AIDS, e la lotta contro questa malattia è basata esclusivamente sulla informazione; dall'altra parte esiste il mondo dell'educazione sessuale, in cui - non per volontà dell'Amministrazione regionale ma per esperienze passate - ci sono ancora dei tentennamenti.

Volevo sottolineare un aspetto, già affrontato in un intervento abbastanza clamoroso di qualche mese fa, che attualmente neanche il 20% dei ragazzi che frequentano le scuole medie superiori, conosce esattamente il meccanismo della procreazione. L'Italia ha il numero più alto di casi di aborti di minorenni nei paesi in cui l'aborto è legalizzato. Penso che queste siano tematiche importanti e serie e mi associo con quanto detto dal Consigliere Baldassarre sui complimenti che si dovrebbero fare a questo Preside.

PRESIDENTE: Pongo in votazione la ratifica della deliberazione in oggetto:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti, votanti e favorevoli: 29

Il Consiglio approva all'unanimità

Oggetto n. 5294 in data 19 giugno 1987: Lavori di costruzione di edificio da adibire a cantina sociale in Comune di Morgex - Approvazione di perizia suppletiva e di nuovi prezzi - Approvazione ed impegno di spesa.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Millet, ne ha facoltà.

MILLET (P.C.I.): Vorrei avere qualche informazione su come sta andando avanti questa costruzione, al di là di questa perizia suppletiva - che tutto sommato, almeno dal punto di vista delle cifre, può anche stare in una certa logica - e ricollegandomi alla delibera successiva.

La domanda che pongo è se, prima di andare a localizzare questa area, sono stati fatti degli studi; abbiamo già ratificato 75 milioni per i danni arrecati al consorzio ittico di Morgex, e alla delibera successiva si prevede una spesa di 360 milioni per andare a ripristinare le sorgenti.

A questo punto mi pare che chi ha fatto questa scelta dimostra di non avere grande capacità, oppure se ha fatto presente alle autorità competenti che c'era questo, s'è preso una grossa responsabilità, perchè questa cantina sociale si poteva benissimo costruire in un'altra zona, e non credo fosse indispensabile localizzarla in quel luogo.

Vorrei fare questa osservazione perchè la Regione si trova a sborsare qualcosa come mezzo miliardo solo per aver scelto una certa area invece che un'altra.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale Perrin, ne ha facoltà.

PERRIN (U.V.): A vrai dire, ce n'est pas l'Administration régionale qui a choisi l'aire, même si évidemment l'Administration régionale aurait pu refuser, mais c'est un accord qui avait indiqué ce terrain, qui lui appartenait, et l'Association des viticulteurs de Morgex-La Salle, aussi parce que dans cet endroit il y a toute une série d'établissements ichtyogéniques et la fromagerie opérative de la Valdigne. Donc on voulait créer là un pôle d'activités agricoles: c'est pour cela que la Commune avait indiqué cette partie.

Que le choix soit heureux, évidemment je ne veux pas le soutenir, parce que, comme on voit dans la délibération suivante, nous avons eu, en croisant le terrain pour les fondations, des problèmes d'eau, ce qui a demandé des oeuvres supplémentaires.

Pour venir à la première partie de la demande, les travaux ont été extrêmement ralentis au début l'année dernière, cet hiver et ce printemps, à cause de cette présence massive d'eau. Dès qu'on est sorti de la partie en terre, les travaux ont procédé avec une bonne accélération et on prévoit le printemps prochain de terminer les travaux.

PRESIDENTE: Pongo in votazione la ratifica della deliberazione in oggetto:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti, votanti e favorevoli: 27

Il Consiglio approva all'unanimità

Oggetto n. 5483 in data 26 giugno 1987: Esecuzione di tutte le opere di drenaggio e di captazione delle sorgenti per lo stabilimento ittiogenico regionale e la troticoltura della ditta Formento nell'area della cantina sociale della Cooperativa "Blanc de Morgex et de La Salle" in Comune di Morgex - Approvazione progetto esecutivo - Aggiudicazione dei lavori alla ditta Ventura Costruzioni s.r.l., di Aosta - Approvazione ed impegno di spesa.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Millet, ne ha facoltà.

MILLET (P.C.I.): Per dichiarazione di voto. Voteremo il provvedimento perchè è una opera necessaria, però vogliamo raccomandare alla Giunta che per il futuro si tenga conto di questi aspetti, perchè al di là delle esigenze del Comune, ci sia anche questo interesse generale; quello che si è verificato non è un fatto positivo.

Quindi invitiamo la Giunta a predisporre degli studi preliminari che permettano di evitare che l'Amministrazione regionale sborsi dei soldi, perchè alla fine è sempre lei che paga.

PRESIDENTE: Pongo in votazione la ratifica della deliberazione in oggetto:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti, votanti e favorevoli: 27

Il Consiglio approva all'unanimità

Oggetto n. 5490 in data 26 giugno 1987: Lavori di costruzione del proseguimento ed ultimazione della pista forestale collegante le località "Riveura-Suc", in Comune di Perloz - Appalto a licitazione privata - Approvazione ed impegno di spesa.

PRESIDENTE: Pongo in votazione la ratifica della deliberazione in oggetto:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti, votanti e favorevoli: 27

Il Consiglio approva all'unanimità

Oggetto n. 5530 in data 26 giugno 1987: Lavori di sistemazione ed allargamento strade comunali La Girada e Hermaz in Comune di Charvensod - Esecuzione dei lavori in economia diretta - Approvazione ed impegno di spesa.

PRESIDENTE: Pongo in votazione la ratifica della deliberazione in oggetto:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti, votanti e favorevoli: 27

Il Consiglio approva all'unanimità

Oggetto n. 5583 in data 26 giugno 1987: Concessione e liquidazione di un contributo di L. 7.000.000 al Comune di Pont-Saint-Martin per l'organizzazione di un corso di statistica.

PRESIDENTE: Pongo in votazione la ratifica della deliberazione in oggetto:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti, votanti e favorevoli: 27

Il Consiglio approva all'unanimità

Oggetto n. 5586 in data 26 giugno 1987: Concessione di un contributo straordinario al Comune di Aosta e al Consorzio tra i Comuni di Donnas e Ponti-Saint-Martin per l'acquisto di attrezzatura sportiva per gli impianti di atletica leggera.

PRESIDENTE: Pongo in votazione la ratifica della deliberazione in oggetto:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti, votanti e favorevoli: 27

Il Consiglio approva all'unanimità

Oggetto n. 5592 in data 26 giugno 1987: Concessione di un contributo di Lire 16.800.000 a favore della Parrocchia di Lillianes per l'esecuzione di lavori di ritinteggiatura degli interni della Chiesa parrocchiale, dedicata a San Rocco, sita in località Fey del Comune di Lillianes - Approvazione ed impegno di spesa.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Torrione, ne ha facoltà.

TORRIONE (P.S.I.): Ho letto con estrema attenzione questa deliberazione e devo fare i complimenti, visto che ogni tanto si fanno delle critiche, a chi l'ha redatta, perchè questa deliberazione, che ha un importo modestissimo, è estremamente motivata. Quindi il Consigliere, quando deve votare, viene messo in condizione di essere ben documentato sull'argomento.

Poi dopo si vedono delle deliberazioni prese per cifre ingentissimi, dove sono scritte solo due righe, bisogna interpretarle, e si resta perplessi.

Mi auguro che questa prassi che ha instaurato l'Assessore Lanièce venga seguita anche dai colleghi di Giunta, che in certi casi sono molto, ma molto più sintetici.

PRESIDENTE: Pongo in votazione la ratifica della deliberazione in oggetto:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti, votanti e favorevoli: 27

Il Consiglio approva all'unanimità

Oggetto n. 5597 in data 26 giugno 1987: sottoscrizione di capitale azionario della S.p.A. Funivie Val Veny, di Courmayeur.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Torrione, ne ha facoltà.

TORRIONE (P.S.I.): Ci eravamo lasciati prima delle vacanze estive con una lunga discussione sulla Val Veny e sui lavori di ripristino dei danni causati dalla società stessa. Volevo chiedere se, al di là di questa deliberazione che prevede una sottoscrizione di capitale azionario che può anche essere giustificata, la trattativa con la Val Veny per quanto riguarda le spese di sua competenza da erogare nel ripristino della zona del Col Checrouit siano andate avanti o siano rimaste al punto di partenza, anche perchè questo ci farebbe giudicare in un modo o nell'altro questo ulteriore intervento della Regione, nei confronti della Val Veny.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Sandri, ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.): Questo argomento sarebbe stato forse più opportunamente discusso domani mattina, vista l'ora tarda, e mi rammarico che si sia voluto discutere questa sera.

A mio parere questo aumento di capitale è stata una scelta da parte dell'Amministrazione regionale del tutto inopportuna, soprattutto per il periodo in cui è stata presa: il 26 giugno. Si era in pieno dibattito, Consigliere Torrione, sui lavori che si dovevano fare in Val Veny, con dei grossi problemi. In Consiglio regionale si è avuto un dibattito molto importante, durante la seduta di luglio, che ha lasciato dei dubbi, soprattutto sul futuro di questa zona, perchè noi siamo andati a fare dei piccoli interventi (per 700 milioni) lasciando da parte altri due miliardi di interventi perchè si diceva che la Val Veny su quelle altre zone doveva fare altre opere. Abbiamo dovuto firmare una serie di cambiali in bianco, ma dovevamo tutelarci dal punto di vista dell'aumento di capitale; non possiamo dare dei soldi per fare dei grossi interventi che può essere che causino dei danni come nel passato.

Che l'atteggiamento della Giunta regionale verso la funivia della Val Veny sia fuori da una ottica ambientalista e di rispetto del territorio, è testimoniato anche da un'altra "deliberuccia" che avremo modo di vedere domani, da cui sembrerebbe cartografia: a Regione Valle d'Aosta gliela dà, e successivamente si farà dare una certa quantità di soldi. Questi sono veramente dei poveretti, tanto che bisognerebbe istituire un capitolo apposito: "Elemosine alla Val Veny".

Entrando nel merito del provvedimento, non esiste nessun motivo di necessità per intervenire con un aumento di capitale, quanto meno per intervenire con la quota completa. Si poteva fare la scelta da parte della Giunta di versare il 30% del capitale, riservandosi poi di coprire l'ulteriore quota successivamente al dibattito consiliare, alla verifica, cioè, dei lavori di questa estate. Mi piacerebbe sapere dall'Assessore come sono andati gli interventi di questa estate; mi piacerebbe sapere se e quanto è intervenuta la funivia della Val Veny con il suo personale, impegno che era stato detto in Consiglio e in Commissione.

Voglio sapere se si sono ripetuti gli episodi degli anni passati, quando si faceva un intervento di ripristino e due minuti dopo passava il mezzo meccanico della società Val Veny.

La situazione da giugno ad oggi è ulteriormente peggiorata per le azioni intimidatorie che la società Val Veny ha fatto rispetto a degli abitanti di Dolonne per una serie di suoi lavori. Vorrei avere delle informazioni dai nostri rappresentanti nella società Val Veny, se essi intendono tutelare gli interessi della Regione; cosa fanno questi signori per tutelare i lavori che abbiamo votato e che ho votato anche io nel mese di luglio?

Questa delibera dovrebbe essere spiegata in maniera più chiara, perchè non si può dire che dobbiamo sborsare un ulteriore miliardo e mantenere la quota regionale al 35%, identificando i lavori in maniera così specifica. Se questo significa migliorare dal punto di vista tecnologico gli impianti, riducendone l'impatto ambientale, sono d'accordo; ma questo bisogna spiegarlo, non si può pretendere alle otto di una sera di settembre di far approvare una delibera di tre mesi prima, pensando che tutto passi sotto silenzio.

Da questo punto di vista chiederei alla Presidenza della Giunta di rivedere la sua politica, perchè di lì parte, nel senso che nessuno rende obbligatorio che il 35% del capitale sia di competenza della Regione Valle d'Aosta.

Abbiamo visto - l'ha dimostrato molto bene il Consigliere Millet questa primavera - che malgrado questi interventi della Regione, la Val Veny ha ridotto notevolmente l'occupazione nel suo comprensorio, ha dei conti che si rendono attivi per interventi di terzi, per proventi che non sono soltanto della gestione degli impianti a fune; abbiamo una serie di dati che ci dicono che questa società non è detto che vada bene. Allora, se una società non ha dei conti in positivo, non ha nemmeno interesse di utilità pubblica, di dare occupazione, incomincio a chiedermi se ha senso continuare da questo punto di vista.

Questa delibera viene passata fra un contributo alla chiesa di Lillianes, che, come giustamente è stato detto prima, è anche stata stesa meglio di questa, e un centro di piante medicinali da 200 milioni. Sono cose estremamente diverse, e bisogna cominciare a fare delle scelte diverse anche dal punto di vista della presentazione. Pertanto l'Assessore a mio parere deve ripresentare questa delibera, indicando più chiaramente quali sono i motivi di questa scelta. Scelta che deve essere anche suffragata dalla storia, e la storia sono i lavori di questa estate: di tutto questo non c'è assolutamente niente nella presentazione.

Spero che l'Assessore abbia la capacità di testimoniare che questa delibera va nella direzione di interesse pubblico, la mia impressione è che non sia così.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Millet, ne ha facoltà.

MILLET (P.C.I.): Già altre volte ho detto che sarebbe opportuno che nella deliberazione si chiarisse meglio quando si decide sottoscrizione o versamento; ho capito, leggendo la delibera (e di questo chiedo conferma all'Assessore), che dovremmo versare l'ultima quota di quel capitale sociale che è stato portato a 15 miliardi.

Per quanto riguarda i giudizi su questa società, già in Commissione ho sollevato il problema che sarebbe opportuno fare un esame di come va la società, al di là di quello che si scrive qui.

Infine pongo una domanda: si dice nelle premesse che "l'aumento soprarichiamato è stato quasi interamente sottoscritto per quanto riguarda le quote di competenza degli altri azionisti", per cui si deve intendere che non tutti gli azionisti hanno versato i soldi. È un criterio generale che la Regione debba versare dopo che gli altri azionisti hanno versato, quindi vorrei sapere quali sono gli altri azionisti che non hanno ancora sottoscritto e per quale importo.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali Lanièce, ne ha facoltà.

LANIECE (D.C.): Per quanto concerne la sottoscrizione, chi deve ancora versare devo accertarlo perchè non lo so dire. La sottoscrizione è conseguente alla delibera che è stata approvata dal Consiglio regionale il 10 ottobre 1986, quando è stato deliberato da parte della Val Veny l'aumento di capitale a 15 miliardi. Abbiamo fatto diverse delibere, questa è l'ultima, per aggiornare la nostra quota di capitale, perchè è stato deliberato che la quota da sottoscrivere per la Regione era del 35%.

Infatti, al punto 3 del deliberato, si dice che verranno versate quote, e questo vi dimostra che non è che diamo immediatamente il miliardo di sottoscrizione, ma aspettiamo che tutti gli altri azionisti versino la loro quota, e noi versiamo a rate; in altre parole questo è il nostro impegno di spesa per coprire il 35% che avevamo sottoscritto con quella delibera.

Per quanto concerne l'assetto del territorio, i lavori sono stati fatti per portare l'innevamenti sulle piste.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale Perrin, ne ha facoltà.

PERRIN (U.V.): Pour ce qui est de l'intervention financière de la Val Veny, ont été individués toute une série de travaux que la Val Veny devra soutenir directement à ses dépens.

Pour ce qui est du réaménagement du territoire, justement face à la requête de la Val Veny de faire un premier tronçon d'enneigement artificiel, nous nous étions opposés et nous avons prétendu de la part de la société qu'il y ait un programme global, et qu'il y ait donc au cours de cet été et au début de l'automne l'intervention finale sur tout le territoire. Ceci pour éviter que continuellement on revient sur le même territoire et que donc des travaux faits puissent être ensuite dans l'obligation être refaits parce que les travaux les ont entre-temps gâtés.

Donc la Val Veny a procédé dans un programme d'enneigement artificiel sur tout le territoire qui la concerne, ces travaux sont presque terminés, nous avons fait de notre part les actes pour la soumission pour ce qui est du regazonnement prévu cette année dans les 700 millions qui sont à notre disposition.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Millet, ne ha facoltà.

MILLET (P.C.I.): Dal momento che non solo l'Assessore Lanièce, ma anche altri Assessori dicono sempre che non sanno, che devono informarsi, e poichè ritengo sarebbe opportuno sapere chi sono gli azionisti e per quale importo non hanno ancora sottoscritto (a me non pare che il punto 3 dica quelle cose che ha detto l'Assessore), chiedo che la votazione di questa delibera sia rinviata a domani, in modo che ci possano essere forniti i dati richiesti.

PRESIDENTE: Pongo in votazione il rinvio, come proposto dal Consigliere Millet, a domani mattina, della ratifica della deliberazione in oggetto:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti, votanti e favorevoli: 27

Il Consiglio approva all'unanimità

PRESIDENTE: Visto che siamo in ritardo con i lavori, farei la proposta di sospendere i lavori per due ore e poi riprenderli, se il Consiglio è d'accordo.

La proposta non è accettata, dichiaro sospesi i lavori, che riprenderanno domani mattina alle ore 9,30.

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 20,12.