Objet du Conseil n. 3029 du 23 septembre 1987 - Resoconto
OGGETTO N. 3029/VIII - PROGETTAZIONE DELLE OPERE EDILI, IMPIANTISTICHE E STRUMENTALI NECESSARIE PER LA COSTRUZIONE IN CHATILLON DELLO STABILIMENTO TECDIS. (Interpellanza).
PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Millet e Cout:
Interpellanza
Ricordato che la convenzione Regione-Tecdis prevedeva la consegna alla società entro il 30 settembre 1987, di uno stabilimento predisposto secondo le indicazioni già fornite dalla TECDIS il 28 maggio 1986;
Richiamato che con deliberazione di Giunta n. 4766 del 27 maggio 1986 veniva affidato allo studio Albertini di Torino l'incarico di predisporre la progettazione delle opere edili, impiantistiche e strutturali necessarie per la costruzione in Châtillon dello stabilimento TECDIS e che tale incarico prescriveva la consegna di un progetto integrale, coordinato e dettagliato in tutte le sue parti, per un costo di circa 400 milioni;
Constatato che con deliberazione di Giunta n. 7322 del 28 agosto 1987 viene affidato, per un corrispettivo previsto in lire 300 milioni, l'incarico di provvedere alla rielaborazione dei progetti esecutivi degli impianti, "onde adeguarli alle nuove esigenze produttive indicate e proposte dalla società TECDIS con il lay-out definitivo";
i sottoscritti Consiglieri regionali del gruppo comunista
Interpellano
la Giunta regionale per sapere:
1) se il progetto iniziale aveva tenuto conto delle indicazioni prospettate dalla TECDIS nella primavera del 1986;
2) per quali motivi, senza informare il Consiglio regionale, si è perso oltre un anno nella sola fase progettuale dello stabilimento;
3) quali ritardi ciò comporterà nell'adempimento degli altri obblighi della convenzione e nel conseguente avvio dell'attività produttiva a Châtillon.
PRESIDENTE: Ha chiesto di illustrare l'interpellanza il Consigliere Millet, ne ha facoltà.
MILLET (P.C.I.): Questa interpellanza nasce da una delibera della Giunta su un incarico per la rielaborazione dei progetti esecutivi degli impianti tecnologici relativi al nuovo stabilimento industriale sito in Comune di Châtillon, la TECDIS.
Vorrei ricordare che questa iniziativa, giustamente, era stata illustrata in Commissione con un certo orgoglio da parte dell'Assessore, in quanto si creavano le premesse per impiantare uno stabilimento che producesse alta tecnologia, soprattutto con dei partners di una certa serietà: una ditta del gruppo Olivetti e una ditta giapponese, la SEIKO.
In quella occasione eravamo stati invitati a non ostacolare il progetto, a non creare dei problemi, perchè i tempi erano importanti, e si faceva menzione di tutta una serie di scadenze, in quanto il prodotto doveva entrare in commercio entro una certa data (se non sbaglio dal gennaio 1988), perchè questa tecnologia invecchia molto in fretta e qualche mese di ritardo rischiava di far diventare antieconomica l'operazione.
Da parte nostra avevamo delle osservazioni da fare, avevamo anche capito che era un problema che si doveva affrontare in modo urgente, anche se noi su tutte queste iniziative non disponendo di tutti gli elementi di valutazione, non potevamo votare a favore, quindi ci astenemmo. C'era inoltre tutta una serie di argomenti che non potevano essere affrontati per una questione di riservatezza.
Adesso si pone un problema: questi tempi sono saltati, non si possono più rispettare e si fa una rielaborazione del progetto; di chi è la responsabilità di questo?
Ci sono responsabilità a vario livello: dal punto di vista economico, dal punto di vista delle assunzioni di personale (nella delibera si prevedeva una assunzione a pieno regime di 120 persone), quindi una ritardata assunzione con tutto quello che comporta dal punto di vista occupazionale, del reddito.
Da queste delibere si vede che la Regione ha rispettato le indicazioni che venivano da questa società, quindi se la Regione ha rispettato queste indicazioni, pongo il problema se è giusto che la Regione paghi 300 milioni.
Se sono state rispettate le indicazioni, quali sono i motivi che hanno fatto cambiare? Inoltre, è giusto che paghi la Regione? Se la Regione non può difendersi, bisogna cambiare impostazione, altrimenti diventiamo vittima dei ricatti delle ditte che vengono ad installarsi in Valle d'Aosta.
La nuova delibera parla chiaro, dice che la Regione deve spendere altri 300 milioni, perchè una parte di lavoro fatta precedentemente non è che si deve rifare completamente, però si deve rifare per il 70-80%.
Con questa interrogazione vogliamo porre questi interrogativi, perchè non ci sembra giusto che si passi sopra senza dire niente. Se gli interlocutori sono persone serie, come lo sono il Gruppo Olivetti e questa ditta giapponese, devono anche capire che se per loro disposizione hanno fatto cambiare un progetto già predisposto dalla Regione, devono accollarsi le loro responsabilità, altrimenti diventano imprenditori che vogliono far pagare alla Valle d'Aosta un prezzo. Ritengo che non sia una cifra di quel genere che possa mandare in fallimento questa operazione; se loro hanno ritenuto che per motivi tecnologici non sia più opportuno produrre questa produzione, ma devono fare dei passi avanti, in questa operazione non credo che non possano accollarsi questa cifra.
Vorrei sapere fra le altre cose, quali sono i nuovi tempi, perchè i precedenti sono tutti saltati, quindi vorrei da parte dell'Assessore la nuova scaletta delle scadenze.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti Lanivi, ne ha facoltà.
LANIVI (A.D.P.): Le considerazioni fatte in sede di illustrazione di interpellanza dal Consigliere Millet aprono un discorso piuttosto ampio.
Intanto, sul tipo di iniziativa, forse vi sono delle interpretazioni che condivido solo in parte. L'orgoglio nella presentazione del progetto non credo ci fosse; quello che è vero è che indubbiamente l'operazione che stiamo perseguendo, ha come obiettivo quello di portare in Valle d'Aosta uno stabilimento, che ubbidisce a tanti auspici sollevati in questo Consiglio di avere una attività produttiva industriale altamente qualificata, quindi innovativa non solo come prodotto, ma anche come processo produttivo. In questo senso l'iniziativa è effettivamente molto ambiziosa e per certi aspetti molto impegnativa, per le ragioni ora dette in quanto ci poniamo ai vertici nel campo e nel settore delle innovazioni tecnologiche, quindi non è una operazione di poco conto.
È una iniziativa a cui abbiamo creduto e a cui continuiamo a credere, anche perchè i partners sono di tutto rispetto: sia Olivetti che SEIKO non hanno bisogno di presentazioni, e la società che ne deriva, la TECDIS, è frutto di una collaborazione tra le prime aziende nel mondo. I Giapponesi della SEIKO hanno accettato di partecipare ad una società che è divisa al 50% come responsabilità fra Olivetti e SEIKO.
Siamo in un campo impegnativo, quindi in un settore, quello delle produzioni previste dalla TECDIS che, essendo di punta nel campo dell'innovazione tecnologica, è anche in un settore soggetto a fortissima concorrenza, dove i tempi contano e le evoluzioni tecnologiche sono rapidissime. Cercherò su queste premesse di rispondere alle tre domande presentateci dal Consigliere Millet.
La prima domanda tende a sapere se l'Amministrazione regionale ha tenuto conto delle specifiche, cioè dei lay-out che la società TECDIS, Giapponesi e Olivetti, hanno disposto. La risposta è sì. Nell'ottobre del 1986 su incarico del maggio dell'86, quindi in tempi record, lo studio incaricato provvedeva a consegnare gli elaborati, gli esecutivi del progetto, e nell'ottobre 1986 l'Amministrazione regionale era in possesso di un progetto esecutivo.
Nel novembre dello stesso anno, e a seguito della evoluzione tecnologica di quel settore, la TECDIS, soprattutto qui i fornitori di tecnologia sono i Giapponesi, chiedevano alla Amministrazione regionale di rivedere il progetto. L'Amministrazione regionale accettava, anche perchè, se stabilimento altamente qualificato deve avvenire, questo deve nascere con tutti i presupposti per stare sul mercato ed essere in possesso della più recente tecnologia. È stato esteso l'incarico che poi è di profonda rivisitazione del progetto iniziale, e nel mese di luglio, precisamente il 18.7.1987, lo studio incaricato consegnava gli elaborati che tenevano conto delle variazioni di lay-out che i Giapponesi proponevano allo studio stesso, in accordo con la Olivetti, suggerimenti e modifiche che sono arrivate fino al maggio 1987. Quindi, a luglio 1987, lo studio incaricato consegnava il secondo progetto.
Il 31 luglio di questo anno, l'Assessorato ai Lavori Pubblici chiedeva il parere tecnico alla TECDIS, cioè un "O.K." sull'ultima stesura definitiva del progetto esecutivo. Per quanto riguarda i rapporti Regione TECDIS, dal 5 al 10 ottobre, quindi tra una quindicina di giorni, i Giapponesi saranno in Italia e rivisiteranno l'area su cui dovrà installarsi lo stabilimento; in quella sede vedremo di mettere a punto anche certe questioni che si sono aperte proprio per la modificazione del progetto.
Per quanto riguarda i tempi, l'Assessorato ai Lavori Pubblici è nelle condizioni di avviare le procedure di appalto, nelle condizioni attuali di definizione del progetto; quindi se nel mese di ottobre con l'arrivo dei Giapponesi e, puntualizzando l'insieme dei rapporti, si potranno avviare le procedure di appalto, su queste condizioni i lavori potranno avviarsi nel mese di gennaio 1988. L'ultimazione delle opere, tenuto conto dei tempi che si prevedono, dovrebbe avvenire nell'aprile 1989.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Millet, ne ha facoltà.
MILLET (P.C.I.): Mi dichiaro insoddisfatto delle risposte dell'Assessore; vorrei solo far notare che la Regione ha accettato un principio che, al di là di questo caso, invito a rivedere per il futuro, perchè vedo che la Regione sta diventando vittima di ricatti (per usare una parola forte).
L'Assessore ha detto che il secondo progetto è stato consegnato il 18 luglio 1987 con i nuovi elaborati. Eravamo partiti con una delibera del 28 agosto, quindi questi lavori sono stati eseguiti prima di deliberare? Va bene, prendiamo atto.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Cout, ne ha facoltà.
COUT (P.C.I.): Visto che la risposta del Consigliere Millet è stata molto breve, intervengo per dire che la mia impressione in questi ultimi tempi è che la Giunta abbia imparato a vendere molto meglio la sua merce; faccio solo l'esempio della illustrazione, l'altro giorno, dello studio sulla utilizzazione dell'ex stabilimento dell'ILSSA VIOLA. Si è visto in questi ultimi tempi che devono essere fatti degli studi; se ritardi ci sono la colpa non è più della Giunta, ma degli studi che si devono fare. Si illustrano questi studi, la gente sa che si sta facendo qualcosa, ma in definitiva quello che poi vediamo è che i ritardi sono quelli di sempre; ritardi che ci saranno anche per l'apertura del nuovo stabilimento dell'ILSSA. Sono dell'idea che tante cose si potrebbero fare anche in attesa di avere degli studi precisi.
