Rédaction informelle du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 261 du 28 octobre 1974 - Resoconto

OGGETTO N. 261/74 - Disegno di legge regionale concernente: "Modificazioni alla legge regionale 23 maggio 1973, n. 28, recante provvedimenti per la protezione della selvaggina e per l'esercizio della caccia nella Regione Autonoma della Valle d'Aosta".

Dolchi (Presidente) - Allora all'oggetto n. 7 prima di dare la parola all'Assessore Lustrissy faccio presente che mentre la lettera di convocazione precisava che tale oggetto sarebbe stato discusso solamente se nel frattempo le Commissioni competenti avessero espresso il loro parere, informo il Consiglio che la Commissione all'Agricoltura già in data 27 settembre aveva espresso parere favorevole e mancava quello della Commissione Affari Generali che in data 21 ottobre cioè successivamente alla trasmissione dell'ordine del giorno ha preso in esame il disegno di legge e ha espresso parere per la trattazione in aula dell'argomento riservandosi ogni Gruppo di precisare le posizioni in questa sede.

La parola all'Assessore Lustrissy.

Lustrissy (DP) - Questa proposta di legge tende a modificare alcuni articoli della precedente legge sull'esercizio della caccia in Valle d'Aosta, alcune modifiche sono tecniche, altre sono di sostanza.

In pratica la proposta di modifica di cui all'art. 4 è tecnica in quanto si riporta l'elenco dei Comuni interessati alle singole circoscrizioni che non era completo nella legge precedente. La proposta di modifica invece dell'articolo 21 è anche di sostanza in quanto nella edizione precedente di prescriveva che nel rinnovo delle riserve attualmente esistenti si doveva osservare all'atto del rinnovo della concessione una distanza di m. 500 dalle riserve limitrofe, ora noi abbiamo un'unica e questo in base a quanto dispone il testo unico nazionale sull'esercizio della caccia. Noi abbiamo due sole riserve in Valle d'Aosta che si trovano in queste condizioni e sono le riserve contigue del Grand Avert di St. Marcel e la riserva di Dondena Clavalité che se allo scadere del termine di concessione che è la fine dell'anno 1975 si dovesse applicare la norma della legge regionale si verrebbe a creare un corridoio di caccia tra le due riserve di 500 m. con tutte le conseguenze inevitabili che voi tutti potete immaginare.

Pertanto la proposta di modifica mira a mantenere la situazione di fatto, cioè queste due riserve sono contigue ed esistono in questo modo da molti anni, applicare l'articolo della legge regionale vuol dire sconvolgere un po' la situazione di fatto che è lì.

Pertanto noi proponiamo che venga eliminata quella prescrizione della distanza di 500 m. tra le riserve contigue.

Per quanto riguarda gli articoli 24 e 25 sono delle modifiche tecniche che tendono a regolamentare i contributi erogati da parte dell'Amministrazione regionale al Comitato regionale Caccia, nella legge attualmente in vigore non si fa distinzione tra contributi ordinari e contributi straordinari e l'importo complessivo del contributo che la Regione annualmente versa al Comitato Caccia è stato stabilito in Lire 40.000.000.

Attualmente il Comitato Caccia versa in difficoltà finanziarie e non riesce a pareggiare il proprio bilancio coi proventi dei finanziamenti finora attribuiti e di qui la modifica tecnica di questi due articoli che distingue il contributo ordinario che rimane fisso in 40.000.000 di lire e la possibilità da parte dell'Amministrazione regionale in base all'esame dei conti consuntivi presentati tutti gli anni dal Comitato Caccia possa alla luce di quanto esposto nella situazione finanziaria venire incontro con contributi straordinari fissati di anno in anno con legge regionale alle esigenze per il funzionamento del Comitato Caccia stesso.

In pratica le spese di funzionamento del Comitato Caccia sono determinate dalle Guardie e dal personale amministrativo dipendente dal Comitato Caccia.

Questo riguarda l'utilizzazione dei proventi e dei contributi dello Stato e della Regione.

Per quanto riguarda i fondi del tesseramento è notorio che questi fondi vengono utilizzati per il ripopolamento e per l'attività inerente al mantenimento della selvaggina.

Oggi non siamo ancora, aspettiamo l'approvazione di questa legge per poter poi successivamente proporre al Consiglio regionale per l'anno 1974 un contributo straordinario alla copertura di una parte del disavanzo attuale del Comitato Caccia che è di Lire 40.000.000.

Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Fosson.

Fosson (UV) - Io non ho praticamente... abbiamo esaminato queste variazioni, questi adattamenti alla legge, siamo favorevoli. La questione direi anche qui in analogia a quanto era stato detto per l'altra legge, direi all'articolo 5 che è inutile dichiarare urgente questa legge perché ormai siamo alla fine della stagione venatoria e quindi eventualmente potrebbe andare, salvo se c'è la questione del finanziamento, se c'è urgenza per quello allora possiamo lasciare urgente, ma se non ci fosse per quello, si potrebbe mettere come procedura ordinaria.

Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Manganoni.

Manganoni (PCI) - Io sono d'accordo su questa legge, si tratta più che altro di una regolamentazione interna, circoscrizioni fra Comuni ecc., però mi sorge il dubbio, non so se ho interpretato bene queste affermazioni, non sono questioni di sostanza, qui si dice che il Comitato Caccia provvede a proprie spese al mantenimento dei servizi necessari della salvaguardia, dell'incremento della selvaggina ma a proprie spese, ma l'anno scorso noi abbiamo dato circa 120 milioni, 40.000.000 milioni della Regione quindi allora, a proprie spese con il contributo della Regione.

Quindi un'altra cosa che mi lascia un po' perplesso, non è la questione di sostanza sia chiaro, ... per la salvaguardia per l'incremento della selvaggina, io ho l'impressione che la funzione dei cacciatori non sia precisamente quella di salvaguardare, di incrementare la selvaggina, ho l'impressione che la loro funzione sia l'opposto, potrò sbagliarmi, è solo un'impressione che ho, mi sono permesso di manifestarla.

Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Siggia.

Siggia (PCI) - Anche su questa legge come in quelle precedenti il gruppo del Partito Comunista ha da presentare due emendamenti, non sono molto lunghi, sono però a differenza di quelle preoccupazioni pronunciate dal Consigliere Manganoni, emendamenti di sostanza, sono state annunciate già nelle Commissioni, hanno esaminato il progetto e riguardano due argomenti.

Uno si riferisce a un emendamento in cui chiediamo una sostituzione all'articolo 3, riteniamo che in un organismo come questo, un Comitato Regionale sia più opportuno e giusto che la funzione di Presidente sia demandata ad una persona eletta dai rappresentanti dei cacciatori mentre riteniamo che il rappresentante dell'Assessorato regionale dell'Agricoltura e Foreste abbia funzione di Vice Presidente.

Mi pare che sia abbastanza chiaro il contenuto della nostra richiesta, è un Comitato quasi interamente di eletti salvo i rappresentanti di Associazioni stabilite, la funzione del Presidente deve essere assunta da persone indicate dal Gruppo e dai cacciatori.

Gli emendamenti quindi suonano in questi termini: "il Presidente del Comitato eletto dall'Assemblea dei Presidenti delle sezioni comunali cacciatori su convocazione del presidente uscente" perché è la prima seduta, mentre la lettera A risulta così modificata "un rappresentante dell'Assessorato regionale dell'Agricoltura e Foreste con funzioni di Vice Presidente".

Il secondo emendamento è ancora più di sostanza, è una battaglia che il Gruppo Comunista aveva già fatto nel maggio 1973 all'atto della votazione della legge regionale e in quell'occasione non era stata accolta la nostra richiesta, la riproponiamo in questa sede.

Ed è la grossa questione delle riserve, ho sentito adesso, l'Assessore già lo aveva spiegato che il significato attuale rispetto alla legge nazionale dei famosi corridoi è quella di evitare che nel 1975 esistano quelle parti libere che costituiscono un grave pregiudizio per la fauna e quindi è il sistema per evitare, dove in Valle d'Aosta abbiamo la fortuna di avere riserve contigue, che si evitino i corridoi.

Noi riteniamo di risolvere il problema ancora più a monte, chiediamo addirittura che alla scadenza le concessioni di riserva di caccia non possano essere rinnovate e quindi i relativi territori interi delle riserve siano trasformate in zone di ripopolamento cattura e in Parchi regionali.

Era una richiesta che era già stata fatta dicevo nel maggio del '73, la riproponiamo in questa sede proprio perché visto che l'Assessore, la Giunta ha ritenuto di proporre delle modifiche alla legge regionale sia presa in esame anche questa nostra richiesta che fin da allora era stata giustificata, io non voglio tediare il Consiglio nel ripetere quello che il Gruppo comunista in quella occasione aveva detto necessità assoluta che per una ragione di giustizia fra i cacciatori, di possibilità data a tutti di cacciare nello stesso modo siano abolite le riserve e siano trasformati invece in modo più adeguato come zone di ripopolamento per la salvaguardia della fauna.

Scusi Assessore non so, l'emendamento glielo passo, comunque è semplicissimo.

Dolchi (Presidente) - L'emendamento a me non all'Assessore.

Siggia (PCI) - No, no certo. "Alla loro scadenza le attuali concessioni di riserva di caccia non potranno essere rinnovate, i relativi territori saranno trasformati in zone di ripopolamento e cattura, in Parchi Regionali, secondo programmi redatti dal Comitato Regionale per la Caccia e approvati dall'Assessorato Regionale dell'Agricoltura e Foreste, gestiti dal Comitato Regionale per la Caccia parte con contributi regionali e parte con fondi dei soci delle riserve regionali, con gli stessi fondi potranno essere finanziati anche Parchi in località adatte qualora le necessità di ripopolamento a salvaguardia della selvaggina nobile stanziale esistente...o immessa in Valle d'Aosta lo richiedano". Non possono essere concesse nuove riserve, era già nel testo della legge...

Dolchi (Presidente) - La parola al Vice Presidente Fosson.

Fosson (UV) - Ma i due emendamenti che vengono presentati in questo momento dalla Signora Siggia a nome del Partito Comunista sono due questioni non marginali ma sono due questioni fondamentali che vanno ponderate attentamente, io non so cosa ne pensi la Giunta quindi però io esprimo un certo mio pensiero personale su questo due argomenti e dico che se noi vogliamo fare una variazione alla legge che è necessaria immediatamente dovremmo soprassedere a vedere quegli emendamenti, se invece vogliamo prendere in esame quegli emendamenti la legge certamente non può essere approvata oggi ma deve essere rimandata, chiederei formalmente che fosse rimandata alla Commissione perché sono dei problemi che vanno approfonditi per non prendere delle decisioni così affrettatamente.

Prima di tutto è una questione che la Giunta deve variare sulla questione della Presidenza del Comitato Caccia proprio per quelle cose che son state dette prima il Comitato Caccia dovrebbe o avrebbe la funzione di incrementare il patrimonio faunistico e non dovrebbe essere certamente, credo che sarebbe un gravissimo danno se al Presidente del Comitato Caccia si mettesse un esponente dei cacciatori.

Si potrà dire poco democratico perché non viene eletto ma allora si trovi un'altra formula democratica per eleggere il Presidente, ma io sottopongo e sottometto al Consiglio la gravità del problema se domani fosse un cacciatore, un esponente della categoria dei cacciatori di cui ho fatto parte anch'io, quindi praticamente non voglio parlare contro i cacciatori ma proprio sapendo le beghe enormi che ci sono in quella categoria sarebbe un assurdo se il Consiglio si orientasse in questo senso.

Quindi è questione delicatissima, proprio per la salvaguardia della fauna in Valle d'Aosta, questo primo punto, sul secondo punto è una questione giustissima quella che è stata sollevata quando si parla di una oggi riserva non dovrebbe più esistere, la riserva per pochi a danno di tutti gli altri, ma esaminiamo anche questo punto e come Amministrazione Regionale a un certo momento abbiamo deciso di non più concedere delle nuove riserve e ci siamo orientati di mantenere le riserve esistenti per un semplice scopo e che va analizzato a fondo perché si possono benissimo annullare queste riserve e farne dei parchi Regionali, però allora mettiamoci in testa che per ottenere lo stesso risultato che attualmente si ottiene con la riserva, cioè dando a carico dei riservisti la sorveglianza di queste riserve a un certo momento dovremmo avere del personale regionale e quindi senza modificare il risultato dovremmo caricarci delle spese che in questo momento è possibile anche lasciare ad altri; imponendo nel rinnovo di queste riserve esistenti e non allargandone assolutamente, non creandone delle nuove e creando dei nuovi oneri eventualmente questi riservisti, nuovi oneri che potrebbero essere quelli di obbligarli a cedere un certo numero di capi che vengono catturati nella riserva per essere messi fuori nelle zone libere che servono alla caccia per tutti coloro che prendono il permesso di caccia, in maniera che i cacciatori ne devono avere un beneficio indiretto, ne potrebbero avere un beneficio indiretto senza un accollo superiore di spese che graverebbero sulla Regione.

D'altra parte questo stesso principio è il principio che avevamo adottato con il Parco del Gran Paradiso; io non so adesso se il Parco del Gran Paradiso ha aderito a un certo momento di dare degli animali da lanciare in qualche altra zona, ma a un certo momento avevamo, eravamo arrivati a una conclusione, poi c'è stato un anno con una mortalità enorme di un inverno rigido, altrimenti avevamo chiesto al parco e volevamo fare un accordo che il Parco si impegnasse di dare una percentuale di animali in base a quella che è la popolazione del parco e da poter alimentare le altre riserve o le altre riserve o le altre zone di ripopolamento costituite in Valle d'Aosta o da mettere direttamente nei territori liberi.

Io mi permetto solo di sottolineare queste due cose e per questo dico sono due emendamenti di particolare importanza e di un particolare effetto che certamente se li vogliamo affrontare oggi allora io chiedo formalmente che sia rinviato l'esame della legge perché non potremo arrivare a qualche conclusione concreta oggi stesso.

Dolchi (Presidente) - La parola all'Assessore all'Agricoltura.

Lustrissy (DP) - Evidentemente i problemi sollevati sono problemi di sostanza che potrebbero travolgere il senso dell'attuale legge sulla protezione della selvaggina.

D'altra parte questa legge se pure ha un titolo pomposo che si presuppone la protezione della selvaggina e dell'esercizio della caccia, in effetti non fa altro che regolamentare la caccia, qua di protezione e di selvaggina si parla poco, si parla solo dell'esercizio della caccia.

In ordine ai problemi sollevati ci sono molte preoccupazioni perché il testo dell'attuale legge è stato frutto di un compromesso dopo lunghe discussioni avvenute tra il precedente Consiglio e i rappresentanti delle sezioni dei cacciatori e del Comitato Caccia e pertanto sembra un po' difficile rispondere così in modo compiuto a queste richieste di emendamento della legge in questo momento.

È pur vero che le riserve hanno avuto nel tempo una loro funzione, ma c'è già una statuizione nella legge stessa che prescrive che per l'avvenire non verranno date altre concessioni per nuove riserve.

Io mi permetterei data l'urgenza del problema del finanziamento come tutti i Consiglieri sanno, è in atto uno sciopero che sta durando da parecchio tempo del personale dipendente del Comitato Caccia, io solleciterei l'approvazione del provvedimento di finanziamento straordinario al Comitato per poter risolvere immediatamente questi problemi che rischiano di aggravarsi tutti i giorni.

Anche la richiesta di urgenza è motivata dal fatto che noi se decidiamo di erogare il contributo straordinario per l'anno in corso al Comitato Caccia dovremmo avere il tempo necessario per predisporre prima della fine dell'anno un successivo provvedimento legislativo di contributo straordinario per permettere al Comitato Caccia di far fronte alle proprie esigenze.

Pertanto io accolgo questa raccomandazione presentata dalla Consigliera Siggia sulle proposte di emendamento, di ridiscutere tutto il problema della caccia nella Commissione competente anche per arrivare a una formulazione diversa della legge, cioè che la legge adempia veramente a quello scopo che è nel titolo che sia veramente un provvedimento di protezione della selvaggina e di una politica faunistica a cui l'Amministrazione Regionale in prima persona oggi non può rinunciare.

Pertanto io richiamerei l'attenzione del Consiglio sull'urgenza di approvare l'attuale provvedimento così come è proposto e sull'impegno da parte mia di sottoporre di nuovo alla discussione l'intero problema con gli emendamenti oggi proposti alla Commissione consiliare affinché si possa pervenire a una discussione più approfondita sull'intero problema della caccia.

Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Monami.

Monami (PCI) - Noi accettiamo la proposta dell'Assessore perché le nostre proposte possano essere prese come indicazione per una revisione della legge sulla caccia.

Mi pare però di dovere sottolineare una cosa proprio perché non vorrei che le cose rimangano e siano messe nel dimenticatoio sottolineare l'urgenza della revisione di tutta la questione, di tutta la materia perché penso che interessi non tanto ai cacciatori e agli anticaccia, è un problema che interessa tutti e questo mi fa dire che le nostre due proposte anche se fossero state accettate potrebbero inserirsi benissimo nell'attuale quadro di quella legge, perché non modificano e non hanno agganci con nessun altro articolo.

Comunque siamo d'accordo per il rinvio dell'esame di queste proposte ad una prossima e sollecita occasione e ricordando che due questioni sono di fondo secondo me.

Intanto l'interpretazione della democrazia fino in fondo, mi consenta il collega Fosson, io non credo che tutti coloro che bevono vino siano degli alcolizzati, così come non credo che tutti cacciatori siano i pochi che hanno solo il problema della distruzione della selvaggina, ci sono dei cacciatori che sono come noi propensi, io non sono un cacciatore, ma sono interessati alla salvaguardia della selvaggina proprio perché costituisce la loro materia prima per i futuri anni di caccia che non vogliono certamente distruggersi nel giro di due o tre mesi, quindi ritengo che la ricerca di un Presidente democraticamente eletto dai cacciatori può darsi anche che serva a far avanzare all'interno dei cacciatori questa idea che sta diventando l'idea di tutti e io parlavo l'altra settimana con dei cacciatori che mi dimostravano e dicevano che avrebbero accettato volentieri la chiusura della caccia proprio date le precoci nevicate, questo vuol dire che non tutti coloro che bevono vino sono degli alcolizzati, fare certe distinzioni mi pare sia sempre utile e necessario. Sull'altra questione va bene, ne riparleremo però non possiamo non dire che la riserva è un privilegio e si voglia o non, amici consiglieri regionali noi, ritengo siamo contro ogni privilegio di pochi nei confronti dei tanti e non diciamo di distruggere le riserve, diciamo che queste riserve devono essere trasformate in Parchi o in zone di ripopolamento o di cattura che abbiamo la medesima attutale funzione soltanto che non permetta a pochi privilegiati di andare a cacciare tranquillamente e con carnieri pieni proprio perché vanno in riserva dei Conti Bianchi, Rossi o Martini, e non Martini ecc. dico, ecco un concetto di fondo e che d'altra parte in parte è stato recepito dalla legge del 1973, quando dice non saranno concesse più riserve, ma mi pare che anche qui ci sarebbe addirittura, non voglio polemizzare ma si dice oramai qualcuno ha dei privilegi restringiamo i privilegi ai pochi che li hanno, tanto non concedendo altre riserve di cono non vorrei neppure arrivare a questo assurdo, sta di fatto il concetto di fondo è che i privilegi in questo caso in questo senso nella caccia vanno, secondo noi, eliminati e eliminando ogni tipo di riserva man mano che scadono.

Ed è chiaro che questo problema serve anche a risolvere indirettamente il problema dei corridoi di cui tanto ci si preoccupa con le modifiche che apportiamo oggi a questa legge.

Dolchi (Presidente) - La parola al Vice Presidente Fosson.

Fosson (UV) - No, io due parole soltanto in risposta a quanto ha detto il Consigliere Monami, perché non vorrei che nella sua eloquenza a un certo momento mi faccia dire qualche cosa che io non ho detto, perché poi sappiamo come vanno a finire queste cose, oggi tutto si trasforma a un certo momento in politica e a un certo momento potrebbero esserci che le Sezioni cacciatori dicano ma c'è un Consigliere che è contrario ai cacciatori che è per le riserve e via dicendo, allora tengo a precisare tanto per sgombrare il terreno da ogni equivoco che io mi sono permesso di dire, non di dire che tutti i cacciatori sono... per venire a dire che tutti i bevitori di vino sono degli alcolizzati, ma mi permetto di dire che conosco la categoria cacciatori, perché per sette anni che ho fatto l'Assessore all'Agricoltura e prima quando andavo a caccia ho avuto anche delle funzioni eventualmente nella sezione cacciatori, so da che parte si pende e quindi quelli che possono domani servire, svolgere questo compito ce ne sono, si capisce anche nei cacciatori e ci sono molti cacciatori che sarebbero propensi a chiudere la caccia per due o tre anni pur di vedere aumentare la fauna in Valle d'Aosta ma quando noi parliamo di elezione da parte dei cacciatori non è quello che accetta la carica che può essere, la scelta viene fatta da una maggioranza, democrazia, ma se la maggioranza e purtroppo mi permetta che la maggioranza è la distruzione e questo non vuol dire generalizzare, io sottolineo il pericolo di questo fatto, sottolineo il pericolo di questo fatto.

D'altra parte credo che in Consiglio c'è della gente che ha ancora il permesso di caccia che partecipa alle riunioni di cacciatori, una cosa e l'altra e può confermare se quanto sto dicendo è vero o non è vero.

Per la questione delle riserve ho detto chiaramente che come principio di giustizia non bisognerebbe mantenere il privilegio della riserva, d'accordo ma noi possiamo a quelle riserve che esistono dare tanti oneri perché ne hanno degli oneri, quelli in base ai capi che hanno diritto ad abbattere se fanno il calcolo di quello che viene a costare ogni capo, certamente che non è un privilegio in quel senso lì, privilegio c'è se uno può andare a cacciare alcuni capi ma con certi oneri se si ripercuotono e noi dobbiamo cercare e di fare in modo che si ripercuotano a vantaggio, cioè si riversino a vantaggio degli altri cacciatori.

Però un problema aperto se si vuole arrivare all'annullamento delle riserve, su quello io non ho tante cose da dire, faccio solo presente quei milioni di spesa che attualmente sono addossati ai riservisti permettendo a loro di abbattere alcuni capi all'anno e nello stesso tempo a incrementare la fauna in queste riserve che siccome non hanno degli steccati, escono dalle riserve e servono anche per gli altri cacciatori, se si vogliono eliminare questi si assuma pure direttamente dalla Regione, si facciano delle oasi si protezione di riserva e di ripopolamento però allora mettiamoci in testa che le spese che attualmente sono addossate ai riservisti vengono addossate all'Amministrazione Regionale.

Questo io mi sono permesso di dire poi, il Consiglio può decidere come vuole, se per principio di adottare un privilegio si vuole fare questo bisogna calcolare mettendo sul piatto della bilancia se conviene o non conviene ma si esamini il tutto.

Però tengo a precisare ancora il primo punto è una questione che va ponderata molto, queste cose però avrei avuto più piacere che le avesse dette l'Assessore all'Agricoltura. L'Assessore all'Agricoltura è più, fa una politica diversa da quello che facciamo noi, lui pensa di più ai voti dei cacciatori e non vuole dir niente, oppure non ha voluto rispondere in una maniera un po' violenta con il suo partner della maggioranza e allora dice tanto c'è qualcuno della minoranza che lo dice, lasciamolo dire a loro.

È un atteggiamento che non mi piace e mi dispiace che ci sia questo atteggiamento, perché lei è convintissimo di tutto quello che io ho detto in questo momento e se dovessimo trovarci fuori dalla porta mi direbbe come mi dice tante volte qualcuno, "Fosson hai perfettamente ragione, ma tu hai il coraggio di dirle certe cose, invece noi non dobbiamo dirle o perché vogliamo mantenerci così a galla o perché non possiamo andare contro le direttive di Partito".

Dolchi (Presidente) - La parola all'Assessore Lustrissy.

Lustrissy (DP) - Non per altro, non avevo neanche più intenzione di parlare ma che Fosson mi attribuisca delle cose che io non ho detto e che pretenda di interpretare - c'è un bovino in più qua - e che mi attribuisca delle cose che io non ho né pensato né detto, io accetto la sua interpretazione ma la mia proposta è stata quella di riproporre il problema in Commissione, ma non è che oggi vogliamo interpretare in merito all'argomento.

Sul problema dei cacciatori pro e contro caccia se ne discute molto però il problema verrà fuori al momento opportuno quado se ne discuterà in Commissione.

A Fosson la paternità delle sue affermazioni e al sottoscritto lo stesso. Ma perché vuoi farmi dire quello che non devo dire?

Dolchi (Presidente) - Allora in sede di discussione generale ci sono altri interventi da parte dei Consiglieri?

La parola al Consigliere Chabod.

Chabod (DC) - Io non entro...alla legge, volevo solo chiedere se c'era qualcosa di nuovo per la nostra questione di Valsavaranche, su quello, se c'è qualcosa di nuovo, visto che parliamo di caccia, che parliamo di riserve volevo solo sapere quello.

Dolchi (Presidente) - Allora possiamo considerare chiusa la discussione generale.

La parola al Presidente della Giunta.

Dujany (DP) - Brevemente per rispondere alla domanda che non attiene al regolamento, a parte che le novità si potrebbero chiedere ai nostri rappresentanti che fanno parte del Consiglio di Amministrazione del Parco del gran paradiso che ha i suoi organi e la regione naturalmente interviene nei limiti delle sue competenze e nei limiti naturalmente degli interessi della popolazione che interessa la parte Parco.

Il problema è in questi termini che c'è stata una denuncia da parte del Parco del Gran Paradiso contro l'Enel questa è la vecchia questione iniziale, la causa sta andando avanti, è ancora in atto, il Parco sarebbe, c'è stato un incontro con il Ministero dell'Agricoltura per far sì che le delimitazioni di proprietà del Parco rimangano allo stato attuale e il Ministro si è riservato di dare una risposta in quanto non si sentiva di decidere immediatamente e la situazione d fatto è che le paline rimangono delimitate dove sono attualmente e auguriamoci che il parco del Gran Paradiso ritiri la causa almeno la causa civile.

Questa è la situazione di fatto ancora esistente.

Si è riconosciuto sia da parte del Consiglio di amministrazione del Parco in via di massima, sia da parte del Ministro dell'Agricoltura l'opportunità che le delimitazioni del parco quali sono di fatto attualmente non siano modificate.

Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Caveri.

Caveri (UV) - È sorta questa questione così un po' fuori tema se vogliamo ma visto che siamo nell'argomento io vorrei fare una domanda o due al Presidente della Giunta.

Cioè vorrei sapere i confini del parco sono stati stabiliti dalla legge istitutiva del Parco se non vado errato e comprendevano anche il cosiddetto corridoio o no.

E poi se è vero questo, con quale testo legislativo o amministrativo è stato istituito il corridoio, perché io ho avuto delle informazioni a riguardo che non so se siano esatte o meno, ma mi pare che si continui a parlare della questione del corridoio di Valsavaranche senza che nessuno abbia mai spiegato quali siano i precedenti legislativi e amministrativi. Quindi io chiederei al Presidente della Giunta di voler precisare queste cose visto che il Presidente della Giunta è entrato più o meno in polemica, per lo meno in discussione in questi temi con il Presidente del Parco, che è anche Presidente della Regione Piemonte, io penso che come visto che il Presidente Oberto è anche giurista, conoscitore di leggi, vorrei sapere che cosa si è precisato in questi incontri sui precedenti legislativi, amministrativi perché è ora di non fare più l'Accademia su questa questione del corridoio di Valsavaranche e di sapere a che punto siamo in modo esatto e preciso.

Dolchi (Presidente) - La parola al Presidente della Giunta.

Dujany (DP) - Per questa parentesi un problema che si deve solo, che deve trovare soluzione su un piano politico più che su un piano giuridico, perché la situazione sul piano giuridico mi pare estremamente confusa.

La legge istitutiva del parco non prevedeva il budello, il budello è stato istituito successivamente nel 1925 attraverso pare una petizione degli abitanti del posto e un condiscendimento direi quasi tacito, pare che non si trovino lettere e nemmeno tracce almeno di carattere decisionale su questo budello quindi sta di fatto che fin dal 1925 o meglio fino al momento dell'istituzione del parco di fatto è stato stabilito il budello, questa situazione di fatto dura dal 1924 o 1925 se non vado errato, però la legge istitutiva del parco no prevede il budello, tanto è vero che con la legge istitutiva del Parco c'era stata una cartina che non prevede naturalmente questo budello, questa delimitazione dell'introflessione così detta del Parco.

Di fatto però la palinatura è avvenuta prevedendo questa introflessione a seguito di un esposto a seguito di istanze che sono state fatte in quel tempo al Ministero dell'Agricoltura. Ora che cosa è che si tende a mantenere, si tende a mantenere le stesse delimitazioni che di fatto esistono fin dal 1923 e qualcuno aggiungeva ancora, non vorremo che un Governo Democratico facesse quello un Governo fascista autoritario non si è sentito di fare a carico della popolazione di Valsavaranche.

Però sul piano giuridico naturalmente il problema è estremamente delicato, ed è lì che il parco ritenendo che in base al Decreto istitutivo del parco tutto fosse inserito nel Parco del gran paradiso ha ritenuto di denunciare l'ENEL in occasione della famosa costruzione della linea elettrica che sosteneva che attraversava il Parco e la linea era stata costruita senza la richiesta del permesso al parco, mentre di fatto incide nella zona dell'introflessione nella zona interna alla palinatura.

Ora il problema si trova presso la magistratura da un lato e dall'altro lato facciamo opera di persuasione affinché il Parco cerchi di ritirare questa causa e si cerchi una soluzione di accordo in relazione alle richieste della Regione e alle richieste della popolazione del Parco.

Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Caveri.

Caveri (UV) - Devo constatare che tutte le volte che si parla di questo problema il Presidente della Giunta sempre cita l'episodio dell'ENEL, episodio che rimane un episodio e che non incide minimamente nella questione fondamentale,

Ora la questione fondamentale è quella di vedere se la legge istitutiva del parco ha stabilito i confini o no e se ha incluso il cosiddetto budello o corridoio della Valsavaranche, lei ha detto di sì un momento fa, ha detto che, ma insomma io ho capito che lei abbia detto che la legge istitutiva del parco stabilisce i confini in modo da includere il cosiddetto corridoio, lei ha detto questo.

E poi ha detto che c'è stato successivamente un cedimento di fatto nel 1925, quindi le informazioni che ho avuto sono confermate in fondo da quello che lei ha detto, ora se c'è stato un cedimento di fatto nel 1925 questo dal punto di vista giuridico non significa proprio niente, io ho interpellato un funzionario che è competente in questa materia e ho chiesto in che cosa era consistito il cosiddetto cedimento di fatto, ed è che il Ministro dell'Agricoltura dell'epoca che era in funzione nel 1925 alla camera dei Deputati ha detto, così en passant, ha detto che c'era stato un esperimento di istituire quel tale corridoio.

Ma evidentemente se il Ministro dell'Agricoltura ha detto questo che si è fatto esperimento del genere, ripeto che dal punto di vista giuridico il corridoio della Valsavaranche, mi spiace molto per i tifosi in senso inverso ma dal punto di vista giuridico il corridoio è compreso nel territorio del Parco.

Ora dico, lei dice bisogna risolvere la questione dal punto di vista politico, ma insomma non capisco bene perché a meno che si voglia fare una raccolta non di funghi in questo caso ma di voti e di preferenze, allora capisco che il problema possa diventare politico, però anche in una discussione più o meno politica col Presidente della Regione Piemonte e con il Presidente del Parco, bisognerà sempre partire dalle premesse legislative e vedere, partire da quelle premesse se non si parte da quelle premesse si fanno delle chiacchiere a vuoto come se ne fanno tante volte ma non si considerano i veri punti dipartenza, le fondamenta della questione, è questo che bisogna vedere secondo me.

Dolchi (Presidente) - La parola al Presidente della Giunta.

Dujany (DP) - Ancora brevemente per chiarire. Avevo detto che sul piano giuridico la situazione è estremamente debole sul piano di fatto mi pare che la situazione sia invece all'inverso perché se è vero che l'introflessione è stata istituita in un modo giuridico direi estremamente debole è anche vero che attraverso questa risposta del Deputato in Parlamento nel momento in cui è avvenuta questa introflessione è avvenuta e quello che c'è di più è che la palinatura è avvenuta in un determinato modo perché c'è anche stata successivamente a questa dichiarazione, una situazione di fatto che dura dal 1925.

Quando dico allora il problema è di carattere politico lo dico perché non possiamo mantenere una situazione di fatto che dura fin dal 1925.

Scendendo poi ai motivi sostanziali per cui vogliamo estendere questa delimitazione del Parco, mi chiedo se non rischiamo di fare una battaglia inutile di trasposizioni, di termini o di confini.

Quando il Parco ha garantito la salvaguardia del problema della caccia, quando ha garantito lo sviluppo urbanistico della zona fatto con certi strumenti e in un certo modo non riesco a capire perché ci si deva naturalmente così battere su una battaglia inutile che consiste poi solo nella trasposizione di termini contrariamente ad una situazione realmente esistente.

Caveri (UV) - Chiedo scusa se intervengo ancora una volta, se continuate a tenere delle tesi di questo genere il Presidente Oberto vi metterà eternamente nel sacco, perché le vostre teorie sono assolutamente infondate, mi spiace dirlo ma sono infondate, bisogna avere il coraggio di affrontare di petto la questione, altrimenti non riuscirete mai e adesso che si è parlato del 1925 mi viene un barbato dubbio ed è che credo di aver capito la personalità che ha ottenuto l'istituzione del corridoio, del famoso corridoio, era un alto dirigente della Cogne che è stato anche Segretario federale Fascista di Aosta che era un appassionato cacciatore e capisco il cedimento, in che cosa è consistito il famoso cedimento che voi oggi invocate, evidentemente si trattava di fare un piacere a uno dei ras più importanti della media e alta Valle.

Questi è il cedimento, è stato quello il cedimento sul quale credete voi oggi di appoggiarvi ma vi appoggiate sul vuoto.

Dujany (DP) - Faccio solo presente che oggi il problema della caccia non esiste più perché oramai è stata stabilita l'oasi di protezione in tutto il budello, quindi quegli interessi che sono completamente direi diluiti.

Bordon (DC) - ...costituito il Parco per favore Cesare che cos'era una legge, un decreto che lo ha istituito e il budello è stato corretto con che cosa, con un decreto legge, ecco e allora è tutto lì il discorso, ora a me pare senza essere un giurista perché io dicevo in un altro modo adesso all'amico Chabod, prendevamo certe considerazioni, io ho veramente paura perché mi risulta che se è stato istituito con un Decreto legge non so che accidenti sia una semplice lettera, una condiscendenza di un Prefetto qui locale per i motivi testé citati, ho paura che effettivamente ci metta in difficoltà perché l'altra ha molto più valore di questo però io penso che se ne potrà anche discutere con un'interpellanza in qualche modo se no forse non andiamo avanti più.

Dolchi (Presidente) - Allora tornando alla discussione del disegno di legge regionale n. 61 possiamo considerare chiusa la discussione generale.

Allora chiusa la discussione generale, prima di passare all'esame articolo per articolo la Presidenza vorrebbe una precisazione o dall'Assessore all'Agricoltura o dai presentatori degli emendamenti su cosa ne faccio di questi emendamenti che mi sono stati presentati, ecco io vorrei sapere se gli emendamenti sono ritirati.

Allora sono ritirati gli emendamenti presentati dal Gruppo Comunista, si passa alla votazione articolo per articolo del disegno di legge n. 61.

Articolo 1 - Osservazioni? Metto in votazione per alzata di mano l'articolo 1. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano. Grazie.

Chi non è d'accordo? Chi si astiene? Allora esito della votazione. L'articolo 1 è approvato con 25 voti favorevoli su 25 presenti e votanti.

Articolo 2. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano. Grazie.

Chi non è d'accordo? Chi si astiene?

Il Consiglio approva all'unanimità con 26 voti favorevoli su 26 presenti e votanti.

Articolo 3. Stesso risultato.

Articolo 4. Stesso risultato.

Articolo 5. Stesso risultato.

Si passa alla votazione segreta.

Esito della votazione per l'oggetto iscritto al n. 7.

Presenti 26;

Votanti 26;

Maggioranza 14;

Voti favorevoli 21;

Voti contrati 5;

Il Consiglio approva.

Punto 8 all'ordine del giorno.