Objet du Conseil n. 250 du 8 octobre 1974 - Resoconto
OBJET N° 250/74 - Institution d'une section du Lycée Scientifique dans la basse Vallée. (Renvoi de Motion)
Viglino (RV) - Nella seduta del 20 settembre 1973, cioè l'autunno scorso, il Consigliere regionale Comm. Pedrini richiedeva l'istituzione già per l'anno 1973/74 di una 4° ginnasiale a Pont St. Martin. Il Consiglio regionale accoglieva il principio dell'istituzione di una scuola secondaria nella bassa Valle e all'unanimità e i Consiglieri se lo ricorderanno, stabiliva per l'apertura di questa 1° classe il 1° ottobre 1974.
Ora la Commissione della Pubblica Istruzione, si è riunita numerose volte per discutere l'argomento e vi sono state delle assemblee di genitori/alunni, insegnanti, a Verrès e a Pont-St-Martin, Sindaci, anche, per discutere su questo argomento di importanza fondamentale per la bassa Valle, per di più, l'Assessore alla Pubblica Istruzione, ha fatto fare da tecnici, un progetto in proposito e questo progetto è stato commentato in alcune sedute della Commissione Istruzione Pubblica, però la Commissione non ha raggiunto un accordo unanime perché da una parte, una parte dei Consiglieri erano d'accordo sulla, sul progetto fatto eseguire dall'Assessore alla Pubblica Istruzione, progetto che naturalmente tratta di una trasformazione e di un rinnovamento della scuola valdostana e ci sono delle buone iniziative, io non discuto di questo, però l'esecuzione di questo progetto, richiede evidentemente un tempo non inferiore ai due anni, sia per la preparazione del corpo insegnante che in questo momento non è ancora adatto a svolgere quelle mansioni particolari che sono descritte su questo progetto, sia anche da un punto di vista dell'edilizia scolastica, un altro gruppo di Consiglieri, pur riconoscendo la necessità di un rinnovamento della nostra scuola, pensavano che nel frattempo, per fare qualche cosa per queste popolazioni si sarebbe potuto aprire una classe di una scuola tradizionale ed è per questo che io ho presentato questa mozione. Ora io so benissimo che l'apertura di una classe delle scuole tradizionali non risolve i problemi inerenti alle necessità delle Comunità Montane 6° e 7°, però sarebbe già un primo passo, si farebbe qualche cosa di utile per la popolazione e anche se l'apertura di un determinato tipo di scuola, può naturalmente rendere questo tipo di scuola quasi, oserei dire, un tipo d'obbligo per i genitori e per gli alunni che vogliono sottrarsi alle difficoltà di una pendolarità eccessiva, come quella che sussiste nella bassa Valle e quindi avrebbe portato a un'iscrizione piuttosto elevata in quel determinato tipo di scuola. Però come ripeto, sarebbe sempre stato meglio che aspettare l'optimum, perché noi sappiamo che la perfezione è qualcosa che si raggiunge difficilmente, in fondo abbiamo appena discusso adesso la questione dell'inceneritore che si protrae, ho sentito per quattro o cinque anni e il rinnovamento della scuola in Valle d'Aosta, è una questione che va studiata talmente a fondo, con una tale serietà che non possiamo assolutamente pensare di risolverla in un breve arco di tempo e intanto le Comunità Montane 6° e 7° rimangono sempre nelle stesse condizioni, malgrado un impegno formale, preso da questo Consiglio regionale e quindi io so benissimo che l'apertura di una classe delle scuole secondarie in bassa Valle non risolve affatto, l'ho già detto, risolverebbe soltanto alcuni dei problemi che sono presenti, però ci farebbe almeno qualche cosa, e perché ho proposto un liceo? L'apertura di un liceo scientifico, proprio perché è un tipo di scuola che secondo il mio umile parere e ho vissuto trent'anni nella scuola, si avvicina abbastanza in questo momento alle necessità della nostra società attuale e per di più è l'unico tipo di scuola che dopo due anni e anche dopo tre anni permetterebbe un passaggio eventuale non troppo difficoltoso ad altri tipi di scuola più, di tipo più tecnico e quindi io penso che sarebbe stato il dovere della Giunta regionale e in particolar modo dell'Assessore alla Pubblica Istruzione di incominciare già quest'anno. Innanzitutto c'era un impegno preciso preso all'unanimità dal Consiglio regionale e in un secondo tempo si sarebbe dimostrato di voler venire incontro alla popolazione, anche se io ho capito benissimo tutte le obiezioni che sono state fatte dall'Assessore, obiezioni valide io lo riconosco, durante le sedute della Commissione, però secondo il mio parere questo non poteva esimerci dall'aprire questa scuola, perché noi ci dobbiamo rendere conto che la pendolarità è qualche cosa di molto dannoso, soprattutto per i giovani, lo è già per gli adulti e quando si tratta di questioni di pendolarità per i lavoratori, siamo tutti d'accordo che bisogna fare in modo di dar loro le possibilità migliori perché questo non sia troppo dannoso e quindi pensiamo ai giovani, ai giovani che hanno tanto bisogno di riposare e di avere mezz'ora o un'ora in più di sonno al mattino e che passano molto tempo o nella stazione ad aspettare dei treni che qualche volta hanno dei ritardi o durante il viaggio stesso e quando arrivano mezz'ora prima in una determinata località, Ivrea, devono aspettare tante volte al freddo che siano aperte le scuole e quindi io non ho capito perché ad un certo momento non si è voluto aprire questa scuola, dopo tutto sarebbe stata una sezione staccata del Liceo scientifico di Aosta e non sarebbe stato, non so, troppo difficile trovare il locale e trovare anche il corpo insegnante per svolgere queste, le lezioni. E allora mi sono sentita in dovere di presentare questa mozione, naturalmente siamo già l'8 di ottobre ed è logico che questo, la mia mozione sia stata presentata un po' in ritardo, ma io quasi fino alla fine ho sperato che ci sarebbe stato qualche cosa per almeno incominciare la via della risoluzione di una questione così grave e importante come può essere la situazione scolastica in bassa Valle.
Pedrini (PLI) - Signor Presidente, evidentemente, visto che questa mozione che la Sig.na Viglino ha presentato, mi tocca da vicino in quanto fui il primo a sollevare la questione con una mozione che fu approvata da tutto il Consiglio e con una presa chiara, presa di posizione in senso affermativo di questa Giunta, e con estrema amarezza, lo dico per la seconda volta, perché lo dissi già un'altra volta sempre sullo stesso argomento, che io ho dovuto vedere come, nonostante gli sforzi dell'Assessore all'Istruzione Pubblica, nonostante tutte le riunioni che non avevano altro scopo che di insabbiare quella mozione e quel lavoro che si stava facendo, nonostante tutto questo si vedeva già a priori che quanto la Giunta aveva promesso di mantenere, ossia di aprire una scuola, di, non si sapeva bene quale indirizzo, ma comunque, aprirla per il 1° ottobre 1974, non si sarebbe, non sarebbe stata mantenuta.
Prof.ssa Viglino, quando in una Commissione si arriva a politicizzare al massimo, quello che è un interesse della nostra popolazione, quello che sta a cuore ai genitori, quello che è l'interesse dei nostri figli e dei ragazzi che devono andare a scuola, evidentemente lascia sbalorditi, lascia praticamente, non si sa bene come definire questa politicizzazione, in quanto si sapeva a priori che quando una Commissione viene e propone a certi suoi addetti di battersi per il biennio, quando si vedono certe riunioni dove solo 3 o 4 persone schierate politicamente sotto tutti i profili si alzano e parlano di fronte a cento altre persone che dissentono ma non si sentono di alzarsi perché non sono in grado di parlare e si sente che queste quattro persone si battono per il biennio, bene, ha fatto ad un dato punto, mi scusi Prof.ssa Viglino, con tutta l'amarezza che ho nel cuore, l'Assessore di fermare tutto, abbiamo salvato almeno il salvabile non facendo niente, è triste dover dire questo, è tristissimo, ma la realtà dei fatti è questa. Noi andavamo verso una scuola, che era tutto fuorché l'interesse dei nostri figliuoli, e la partenza era stata quella, e il sottoscritto aveva partecipato ad altre riunioni e ha detto chiaramente come stavano le cose col collega Manganone, ma evidentemente noi non facciamo parte di questa maggioranza e quindi le nostre parole, nonostante l'obiettività dell'Assessore, desidero ripeterlo ancora una volta, perché poi gli dovrò fare anche un elogio, mio malgrado, ma evidentemente, era chiaro che si voleva arrivare, soltanto e solamente a questo e io Le dico qua, Prof.ssa Viglino, che se noi non ci diamo da fare nuovamente e bene, è venuta la sua mozione, al 1° ottobre 1975 noi saremo nella stessa identica situazione di trovarci l'8 ottobre a fare una mozione su quando verrà costituita la scuola superiore a Pont. St. Martin, perché poi la diatriba tra Verrès o Pont-St-Martin o Donnaz o chi so io, tutte le cose che lasciavano il tempo che trovavano, l'interessante era farla questa scuola, era farla e crearla. Il Liceo scientifico forse era il migliore, ma noi non guardavamo nemmeno a quello, dico, noi cittadini della bassa Valle non guardavamo nemmeno al tipo di scuola, volevamo una scuola naturalmente che non fosse il biennio, una scuola seria, una scuola che potesse dare una certa garanzia di sicurezza, ai ragazzi che la frequentavano. Non è stato fatto, ad un dato punto il Presidente della Commissione dell'Istruzione che si era dato tanto da fare all'inizio è sparito anche lui nelle nebbie fumogene che erano state lanciate e io evidentemente, non siamo nemmeno più stati messi al corrente della situazione perché di situazione si creava e nonostante che noi fossimo Consiglieri della bassa Valle, che avessimo conservato il problema, non siamo stati messi per nulla al corrente degli ultimi lavori della Commissione in quanto evidentemente si era arrivati ad un punto fermo che era quello di non far niente e a questo punto c'è l'elogio, c'è l'elogio, perché all'Assessore, perché visto che almeno non si faceva niente, l'Assessore almeno ha avuto, diciamo "l'Agreement", diciamo l'intelligenza di trovare una soluzione provvisoria, brutta, cattiva, perché evidentemente non poteva essere altrimenti, ma comunque se non altro approvata dai genitori che hanno partecipato come ha partecipato il sottoscritto alle ultime riunioni dove la Commissione all'Istruzione Pubblica evidentemente non c'era più.
In che cosa consiste questo, visto che la scuola non c'era, visto che vi sono 90, circa un centinaio di ragazzi che dalla bassa Valle vengono a scuola ad Aosta ed hanno abbandonato Ivrea, visto che solo una piccola parte dei nostri piccoli studenti si è riversata ad Ivrea e tutti hanno sentito proprio "l'amour pour la Patrie", "pour la petite Patrie", e sono venuti ad Aosta, nonostante tutto quello che devono fare e ve lo dirò in un secondo, ha pensato bene di mettere a disposizione un certo servizio di raccolta che porterà i ragazzi alle h. 6,50 di mattino al treno, quindi questo vi dà l'esattezza a che ora si devono alzare questi studenti, prenderli ad Aosta, farli andare nelle scuole più vicine, dare a loro la possibilità di ritornare con in treno, dopo un'ora, un'ora e cinque di viaggio a casa, essere ripresi e riportati a casa per guadagnare quella oretta e anche più che alcuni dovevano sprecare per arrivare alla stazione, che come voi sapete è molto distante e quindi io qui devo fare un ringraziamento non soltanto a nome mio ma anche a nome dei genitori della bassa Valle all'Assessore all'Istruzione Pubblica, che se non altro si è dato da fare, abbiamo visto, ci ha messo tutto l'impegno possibile perché aveva capito la gravità del problema, anche se non aveva potuto risolverlo, perché io conosco l'enorme difficoltà in cui si è trovato e il ginepraio che non è riuscito a sciogliere non per colpa sua, ma perché la realtà delle cose è quella che è e non si può, avendo determinati appoggi, qualche volta dare dei calci in faccia a qualcuno. Questa è la realtà di fatto che bisogna dire e allora noi subiamo, subiamo, i nostri figli subiscono per un fatto squisitamente e meramente politico. Questa è la realtà di fatto e la gravità della situazione, ma io non penso che cento e più ragazzi debbano soffrire, perché uno voleva una scuola tipo x e l'altro tipo y ecc. prima c'era l'interesse primario dei nostri ragazzi e dei nostri studenti, poi l'interesse politico, ma come sempre avviene in questo paese purtroppo le cose si capovolgono e nell'interesse della popolazione non se ne fa mai niente, mi pare illustrato seppure velocemente ci sarebbe da parlare, ci sarebbero da dire tante cose, abbastanza velocemente del problema. Io mi faccio solamente un augurio e lo faccio all'Assessore Lanivi con me, che il 1° ottobre del 1975 Pont-St-Martin e lo dico chiaro, non abbia il biennio sia ben chiaro, ma abbia una scuola anche provvisoriamente tipo anziano, tipo vecchio, anche provvisoriamente in attesa che Roma, che studia le grandi cose che Aosta che ha un complesso che studia anche lui le grandi cose facciano veramente queste grandi cose a cui noi siamo lieti di adeguarci, ma nell'attendere questo, almeno partiamo, diamo qualche sicurezza ai nostri ragazzi, facciamo in modo che nel 1975 non succeda quello che è successo nel '74 e che noi vediamo scarrozzare per duo o tre ore lungo la linea ferroviaria Pont-St-Martin-Aosta e ritorno dei ragazzi che si alzano alle 5 del mattino e che ritornano a sera tarda quando hanno le lezioni nel pomeriggio alle loro case, con quale profitto per lo studio io non lo so, non so che domani avranno questi ragazzi che stanno fuori una giornata intera, certamente non potranno come qua in quest'aula si dice valorizzare con la loro intelligenza il futuro della Valle d'Aosta, sarà bene se tireranno già la carretta, altro che valorizzare! E allora auguriamoci, ripeto che il '75, che il 1° ottobre del '75 ci dia dei risultati migliori e che io possa dire in questa sede un forte grazie anche alla Giunta tutta, all'Assessore se si riuscirà a risolvere questo problema.
Tonino (PCI) - ... il problema della costituzione di una scuola media superiore di 2° grado, nella 6° e 7° Comunità Montana interessa anche da vicino il sottoscritto, come interessa tutto il nostro gruppo, però alle sparate fatte tutt'ora dal collega Pedrini, non mi convincono anche perché non corrispondono alla realtà dei fatti se andiamo ad analizzare tutto il lavoro che è stato portato avanti dalla Commissione, perché se non è un lavoro democratico quello che ha portato avanti la Commissione, io dico: allora cosa vuol dire "democrazia"? Mi pare che la Commissione abbia avuto il compito, il gravoso compito di sentire tutte le categorie interessate di discutere con queste categorie e a nessuna di queste categorie interessate è stato messo il bavaglio nella bocca per non parlare, quindi io respingo questo parlare del Sig. Pedrini, perché non corrisponde alla realtà, perché sia la popolazione scolastica, sia le autorità scolastiche, sia i sindacati, siano anche dell'Assemblea dei Sindacati, l'abbiamo sentito, si sono espressi sia per una scuola media superiore di 2° grado nella 7° e 6° Comunità Montana, ma si sono espressi per una scuola media superiore di 2° grado di tipo differente, hanno rifiutato una scuola di tipo tradizionale e la Sig.na Viglino ha potuto sentire anche lei diverse affermazioni di questo tipo, quindi non una scuola di tipo tradizionale, ma una scuola di tipo nuovo, che risolva finalmente i problemi annosi che ha questo ramo della scuola, perché scuola media superiore di 2° grado come è oggi, è atta solo a sfornare dei disoccupati e non altro. Quindi mi pare che la scelta che aveva fatto la Commissione e l'esame che aveva portato avanti, sia un esame fatto abbastanza bene e in quanto dice Pedrini, che si è fatta solo della politica. Io ricordo che a fare della politica è stato un altro gruppetto; io mi ricordo e voglio dirlo in questo Consiglio, la riunione di Pont-St-Martin, dove un gruppetto di persone ben circoscritte di una determinata zona dell'aula, ha scrosciato in applausi al suo intervento, quando lei ha fatto l'intervento che per conto mio era un intervento, sì, da una parte portava gli interessi di voler creare una scuola media nella 6° e 7° Comunità Montana, ma dall'altra parte era un intervento abbastanza, mi pare, demagogico.
Alcune considerazioni sulla mozione. L'opportunità e l'urgenza di creare una scuola, l'abbiamo già detto tutti, questo siamo d'accordo tutti, è stata votata una mozione all'unanimità. Considerare le richieste della popolazione, l'ho già detto prima, le richieste della popolazione sono per creare una scuola nuova, una scuola di tipo nuovo, una scuola che non sforni solo dei disoccupati, ma vada nell'indirizzo giusto; incanali altre materie scolastiche, come per esempio i temi sull'agricoltura, i temi sul turismo e anche il personale sanitario e via di questo seguito. Però è ovvio che per fare queste cose occorre mettere le gambe e ad un certo momento la Commissione, mi pare che abbia raggiunto quasi l'unanimità. Mi pare che anche la Sig.na Viglino era d'accordo su questo, no, di fare slittare di un anno proprio perché il problema non si sarebbe potuto risolvere così come era nell'intenzione, era nelle intenzioni della popolazione, così avevamo sentito di far slittare di un anno la creazione di questa scuola, ma però con un fermo impegno da parte della Giunta, un impegno politico di portare a compimento lo studio di un progetto di riforma in questo settore della scuola affinché l'anno scolastico '74-'75 ci fosse finalmente questa scuola, insomma ... (voci) ... vabbè, ma diceva prima la Consigliera Viglino, ora istituire una scuola che non risolve il problema, a me pare che l'indicazione stessa della parola dica che non sia giusto, insomma, quindi, noi quello che vogliamo è un impegno della Giunta, che, insomma, mi pare che abbiamo tardato un po' degli impegni che avevamo preso di riunire nuovamente la Commissione e di vedere finalmente questo progetto. Cioè andare verso la riforma di questo settore della scuola, perché è inutile che noi creiamo delle branche, delle branche, insomma trasferire una sezione di Aosta laggiù per creare solamente una scuola che non, che fa acqua da tutte le parti, che non trova applicazione oggi come oggi.
Lanivi (DP) - ... pregare, era un invito che rivolgevo alla Sig.na Viglino. Io mi impegnerei anche perché vi era stato l'impegno in questo senso, di presentare nella prima seduta del mese di novembre una relazione da distribuire a tutti i Consiglieri in cui fossero, direi, sintetizzate non le posizioni delle singole persone che compongono la Commissione, ma il frutto del dibattito che era avvenuto all'interno della Commissione così come anche alla luce degli ultimissimi avvenimenti, cioè alle iscrizioni ai vari tipi di scuola in Valle d'Aosta da parte dei ragazzi della bassa Valle, avere una situazione abbastanza aggiornata con all'interno il dibattito avvenuto all'interno della Commissione e con le proposte, eventuali proposte di risoluzione del problema, in modo che il Consiglio potesse avere gli elementi sufficienti per affrontare un problema che ha aspetti direi piuttosto complessi, anche direi, conseguenti, che non sono soltanto a livello scolastico, ma anche nel mondo del lavoro. Non è solo quello della pendolarità; investe tutta una serie di problemi che potessimo affrontare in una maniera seria e ponderata, costituiscono il problema. Per questo proponevo, per non dire allungare, una che rischia di trasformarsi in polemica ma non su basi certe, reali. Basterebbe pensare che i ragazzi della bassa Valle che sono iscritti quest'anno al Liceo scientifico sono stati soltanto 7, e che direi le scelte sono avvenute su un avventaglio piuttosto grande, io ritengo che questo problema sia molto importante e devo dire che, e lo confesso sinceramente, al momento stesso in cui si è discusso di questo problema in aula, non immaginavo, direi, e la complessità del problema e soprattutto la gravità delle conseguenze per il futuro delle scelte che andiamo a fare, mi pare che se la Sig.na è d'accordo, mi pare di doverla ringraziare nel senso di aver risollevato il problema. Chiederei soltanto se fosse d'accordo, io mi impegnerei per la prima seduta del mese di novembre di presentare e distribuire prima ai singoli Consiglieri una relazione in cui questo problema è affrontato, in modo direi più completo, compreso il frutto del dibattito avvenuto in Commissione, devo dire che a livello di Commissione Consigliere Pedrini, non sono avvenuti degli scontri di tipo politico. Mi pare che il lavoro della Commissione che è stato questo argomento così, a delle riunioni, perché il lavoro in Commissione, mi sembra sia stato un lavoro serio e al di là delle posizioni dei singoli componenti, cioè l'appartenenza a varie forze politiche presenti in quest'aula, è stato un apporto sereno e il dibattito è stato, mi pare, utile per tutti, almeno per me lo è stato. Mi parrebbe utile adesso presentare insieme ad una situazione aggiornata sulle scelte che i ragazzi della bassa Valle hanno fatto nei vari tipi di scuola, insieme al dibattito che su questo argomento è venuto all'interno della Commissione, presentare una relazione in modo che nella prima seduta di novembre, ogni Consigliere possa esprimere direi, un proprio giudizio su una situazione che è più completo e più ricco di documentazione. Ecco, io chiederei solo se fosse possibile alla Sig.na Viglino, se, non dico ritira la mozione, ma se possiamo rinviare questo argomento alla prima seduta del mese di novembre, in modo che io possa distribuire una relazione completa compreso tutto il lavoro e lo sforzo che è avvenuto all'interno della Commissione.
Dolchi (Presidente) - Mi sembra che, sono iscritti a parlare, Di Stasi, Viglino, Andrione, Jorrioz e Manganone. Mi sembra però che a seguito di questa richiesta dell'Assessore alla Pubblica Istruzione, il Consiglio debba sentire il parere del proponente, cioè della Consigliera Viglino, sull'eventualità o meno di soprassedere oggi al prosieguo del dibattito per rinviarlo con la distribuzione del materiale annunciato dall'Assessore alla seduta della prima quindicina di novembre, darei per questa risposta la parola alla Consigliera Viglino.
Viglino (RV) - Io posso capire le ragioni dell'Assessore alla Pubblica Istruzione; gli do ragione quando ha detto che le discussioni in seno alla Commissione sono state serene e credo che ognuno abbia fatto il proprio lavoro e abbia cercato di contribuire allo studio di una questione così fondamentale, però, e questo lo dico al Consigliere Tonino, più di una volta io ho detto e spero che sia stato incluso nel verbale delle sedute. Più di una volta io ho ricordato che il Consiglio aveva l'impegno di aprire la scuola al 1° ottobre e più di una volta ho detto, forse non abbastanza con violenza, l'ho detto gentilmente, ho detto: guardate, io sono del parere che in queste condizioni noi dobbiamo, pur sapendo, diciamo, i difetti, le pecche, della scuola tradizionale, noi dobbiamo venire incontro alle esigenze incominciando ad aprire un tipo di scuola tradizionale nell'attesa che questo studio che ci è stato fornito, venga approfondito e si possa addivenire ad un nuovo tipo di scuola, perché voglio, intendo affermare che pur avendo già una certa età io non sono contraria a certe impostazioni moderne della scuola ed è per questo che ogni tanto io dicevo d'accordo, mettiamoci a studiare questo nuovo progetto e facciamo pure slittare di un anno o due lo studio di questo progetto e la sua realizzazione, ma nel frattempo cerchiamo di fare qualche cosa per la bassa Valle. E più di una volta ho parlato del liceo scientifico, anzi e ricorderanno i componenti, ho perfino fatto un piccolo studio paragonando Istituto Tecnico per geometri, Istituto Tecnico per periti industriali e Liceo scientifico, per vedere come si distribuivano le materie in questi quattro tipi di scuola, perché ad un certo momento avevamo perfino pensato ad aprire una scuola un po' particolare in modo poi da, almeno due anni, in modo poi da permettere l'inserimento al terzo anno nei vari rami delle scuole tradizionali, che il biennio sia stato ad un certo momento scartato. Io sono convinta dopo le dichiarazioni che ha fatto davanti ai membri della Commissione la Sig.ra Bonis, Preside del biennio e che io ho già avuto occasione di ricordare l'anno scorso parlando proprio del biennio, la Sig.ra Bonis ha dichiarato davanti a tutti noi che riconosceva che l'esperienza del biennio era stata un'esperienza deludente perché non era stata eseguita da un triennio successivo e che il biennio adesso si era trasformato in una scuola di preparazione per l'inserimento nei vari rami della scuola tradizionale. Se la Sig.ra Bonis non ha detto questo, vorrei che mi si dicesse di no, io ricordo benissimo, perché ho molta stima per la Sig.ra Bonis, la conosco da sempre e quindi quando è intervenuta alla Commissione io aspettavo con ansia la sua dichiarazione ed ero pronta a rivedere i miei punti di vista sul biennio se solo la Sig.ra avesse detto che la scuola era veramente una buona scuola, cosa che la Sig.ra Bonis non ha potuto dire, perché questa scuola non è stata seguita da un triennio adeguato e quindi l'opinione definitiva poteva essere solo data dopo cinque anni logicamente, e a partire da quel momento tutti i membri della Commissione hanno abbandonato l'idea del biennio per invece rimettere, pregare l'Assessore di far fare questo studio che è uno studio fatto bene, uno studio fatto con coscienza, ma come la cui realizzazione richiederà. Io sono convinta, da un minimo di due anni, un minimo di due anni, senza parlare di tante altre cose, io sono desolata di non poter accogliere la richiesta dell'Assessore, l'ho già detto, io ho stima dell'Assessore Lanivi, ma veramente sono stanca di questi continui rinvii, sono proprio stanca e quindi mantengo la mozione.
Dolchi (Presidente) - In tal caso se non viene formalizzata la richiesta ai sensi dell'articolo 64 prosegue la discussione, la parola al Consigliere Di Stasi.
Di Stasi (PSI) - Io non avrei voluto prendere la parola perché ritenevo che spettasse doverosamente all'esecutivo, pronunciarsi su questo argomento, esecutivo rappresentato nella Commissione di cui io sono Presidente perché la Commissione aveva esaurito la prima parte dei suoi lavori, ecco perché io non posso essere d'accordo con il collega Pedrini, che da buon oratore ha iniziato in maniera patetica e ha concluso in maniera, mi permetta un po' demagogica, in maniera contraddittoria, vi dirò anche il perché. Intanto il Presidente della Commissione non è svanito nelle nebbie, perché fortunatamente in Valle d'Aosta non ce ne sono Comm. Pedrini e non ce ne sono in questo Consiglio e non la conoscono forse quanto lei, Comm. Pedrini non è giusto dire che la Commissione lo si fa per insabbiare questo problema, non è giusto e io adesso parlo a difesa della Commissione che presiedo perché doverosamente dovevo sentire, forse anche dall'opposizione che ha voluto sottolineare l'impegno che questa Commissione, tutta quanta, compresi i membri che hanno lavorato tutti con serietà per affrontare un problema, che è un problema veramente serio, è un problema importante, perché non si tratta di creare un qualcosa che già esiste. Abbiamo detto che la scuola richiede qualcosa di nuovo, abbiamo sempre detto che la scuola deve adeguarsi alle situazioni, ai tempi e alle esigenze delle Regioni, in cui opera, ecco perché il lavoro è stato lungo, ecco perché non si è arrivati a delle conclusioni, conclusioni che poi non spetta prendere ... (voci) ... Consigliere Pedrini, quando io ho detto che è stato contradditorio il suo intervento, è perché lei ultimamente mi ha ringraziato per quel poco che è scaturito e che è venuto fuori dal lavoro della Commissione, che è un intervento parziale, che è un intervento che viene ad alleviare parzialmente, momentaneamente i disagi che noi tutti riconosciamo degli studenti valdostani che sono costretti ad una pendolarità, ingiusta anche, perché riconosciamo tutte queste cose. Lei mi ha ringraziato dicendo "si è fatto poco ma qualcosa si è fatto", questo, la Commissione non può decidere, ecco perché dicevo che la parola ultima spettasse all'esecutivo, spettasse all'Assessore competente. Non era colpa dell'Assessore, l'Assessore ha lavorato con noi e lavora nel suo ambito prendendo Lei, mi permetta, io l'ho ascoltata volentieri Comm. Pedrini, come non si dicono, io dico le cose che ritengo giusto dover dire, e la verità, quindi non abbiamo voluto insabbiare niente e né una riprova, le riunioni della Commissione sull'argomento, ed è una riprova la partecipazione democratica che tutti invochiamo, di cui tutti ci sciacquiamo la bocca e poi quando la mettiamo in opera non viene riconosciuta, quindi io concludo dicendo che spetterà poi adesso all'Assessore arrivare a delle conclusioni. Comunque credo che abbia fatto una proposta sensata, slittiamo di un mese la questione e vediamo un po' cosa l'esecutivo potrà dire sull'argomento.
Andrione (UV) - Si d'un côté nous retenons utile que selon la proposition faite par l'Assesseur Lanivi, chaque Conseiller reçoivent les documents élaborés par la Commission de l'Instruction Publique, de l'autre nous croyons qu'après des études très longues, ce problème devient un problème politique, un problème de décision parce que le propre du politicien est celui d'étudier oui un problème mais à la fin au moment donné de dire ce qu'il veut faire et on ne peut pas étudier à l'infini, parce que de ne pas choisir c'est un choix, et c'est toujours le choix le pire, le plus négatif et nous avons déjà eu l'occasion de dire que M. Pedrini a dit une vérité en matière, parce que effectivement en cette matière il y a une position politique et cette position politique consiste dans une condamnation sans appel de l'école traditionnelle, condamnation qui est tellement pure qu'on ne peut pas constituer une école traditionnelle dans la basse Vallée quitte à faire transporter les enfants d'un certain âge en car, parce qu'on ne peut pas construire une école qu'on juge condamné, c'est une position politique respectable, ce que nous disons c'est que nous ne partageons pas cette opinion et c'est un droit que nous avons, un droit politique, nous pensons, qu'il est nécessaire en ce moment parce qu'il ne s'agit pas de deux ans, il s'agit peut-être de quelques siècles, pour faire une école qui donne à 17 ans la capacité de choisir ou pour les hôtels, ou pour la plantation de betteraves, ou pour les hôpitaux ou pour d'autres choses de ce genre, il ne faut pas faire des rêves, il faut avoir les pieds sur terre à notre avis et pour avoir les pieds sur terre il faut aussi avoir le courage de décider quel type d'école est le plus convenable pour la Région, pour l'avenir de la Région, pas seulement pour les intérêts de ceux qui s'inscrivent à une déterminée école, parce que s'il y avait 60 inscriptions comme géomètre dans la basse Vallée et bien ce ne serait peut-être pas le cas à notre avis de faire un institut pour géomètre, sur l'avis nous pourrions discuter pendant des siècles en cette matière, nous pourrions dédier des séances entières du Conseil et nous retrouver encore finalement sur des positions qui sont différentes, parce que nous partons des conceptions scolaires différentes.
Pour nous l'école est un service public ; c'est un droit que les enfants de la basse Vallée ont exactement comme ceux d'Aoste, on ne retarde pas de donner une solution partielle, nous avons toujours dit que c'était une solution partielle, nous avons toujours dit que c'était une solution partielle, qu'il fallait commencer à donner cette solution, nous trouvons que ce n'est pas juste de retarder à donner cette solution partielle pour des réformes qui sont au-delà à venir et qui en tout cas quand elles viendraient pourraient être appliquées aussi aux enfants de la basse Vallée. Par conséquent comme cette motion à été une motion concordée entre les groupes du Rassemblement et de l'Union Valdotaine, après qu'évidemment chacun et chaque groupe aura exprimé son avis, nous demandons qu'elle soit mise en votation.
Jorrioz (PSDI) - Mi dispiace non aver sottomano un lunghissimo elenco dei ragazzi della bassa Valle che frequentavano qualche anno addietro le scuole di Ivrea. Mi pare però di averlo fatto avere a qualche Consigliere componente della Commissione. È veramente una cosa tragica vedere il numero dei ragazzi della bassa Valle che frequentano le scuole di Ivrea, sia per il fatto che ogni giorno devono prendere il loro treno, partire a delle ore impossibili, ma anche per il fatto che secondo me è molto grave, questi ragazzi continuano ad essere dei valdostani di categoria B, perché se non erro, è previsto per accedere ai posti di lavoro in Valle d'Aosta la conoscenza della lingua francese, questi ragazzi che frequentano queste scuole, anche se poi fanno dei corsi di lingua francese, che non so bene come questi ragazzi li possano frequentare perché avendo già un lavoro superiore alle loro forze, non sempre hanno la possibilità di farlo, un domani, anzi ce ne sono già molti, che non possono concorrere come bidelli, perché il bidello in Valle d'Aosta, deve conoscere e almeno dimostrare di conoscere la lingua francese, di conseguenza, andando avanti di questo passo, si protrae questa situazione che veramente è grave per la bassa Valle, io ho lavorato per un periodo breve, ho conosciuto e sentito e ho voluto anche rendermi conto delle esigenze reali di questi ragazzi, sono tutt'ora in quella zona, vi assicuro che effettivamente è necessario fare qualcosa e fare presto, non si può trincerarsi dietro ad una riforma della scuola, una riforma che noi tutti auspichiamo, che aspettiamo, però una riforma che arriverà non so, tra qualche anno, tra quattro/cinque/sei anni, dieci anni, ma non sappiamo quando. Iniziamo a fare qualcosa, iniziamo ad istituire una scuola, io non ho i dati per dire è meglio questa scuola o quell'altra però, io ritengo che sia più che necessario iniziare ad istituire una scuola media di secondo grado nella bassa Valle e questo deve essere fatto nel più breve tempo possibile, perché sennò finiremo a studiare e i ragazzi nostri continueranno ad andare ad Ivrea a studiare e a cercare dei posti e altrove, perché qui in Valle non li potranno avere.
Manganone (Ind.) - Brevissimamente come al solito, per sottolineare un fatto, un elogio ed una conferma alle tesi del Comm. Pedrini che sono poi le mie, che sono quelle della maggior parte della popolazione della Comunità 6° e 5°, è stato dato in questa sede dal Consigliere Pedrini, quando dice che dopo, dal Consigliere Tonino, perché dice che dopo l'intervento del Consigliere Pedrini, c'è stato uno scroscio d'applausi, meglio questo che la popolazione condivide e collabora per queste azioni.
Chincheré (PCI) - Un intervento molto breve, soltanto per venire incontro alle esigenze espresse dal Consigliere Andrione che dice: vogliamo sapere da che parte stanno le forze politiche sul problema dell'Istituzione della scuola media superiore nella 6° e 7° Comunità Montana e più in generale, aggiungerei io, sul problema della scuola media di 2° grado in tutta la Regione.
Ci sembra che qui contrattiamo un po' con la Prof. Viglino che il problema non sia fare qualcosa, ma il problema sia farlo bene e soprattutto sia farlo avendo in mente la situazione generale della scuola in campo nazionale e nella nostra Regione e soprattutto fare qualcosa che sia oggettivamente al di là delle sfumature, al di là del gruppetto che applaude o non applaude, più o meno strumentalizzato e lo dico anche con un po' di polemica bonaria di fronte al Comm. Pedrini, una risposta che sia oggettivamente all'altezza della domanda, noi non possiamo, altrimenti verrebbe meno il ruolo, in politica si direbbe ruolo dirigente del Consiglio regionale nei confronti dei problemi della nostra Regione che dessimo una risposta soltanto per soddisfare l'esigenza di dare una qualunque risposta e oggettivamente qual è la domanda che pone alle forze sindacali, alle forze sociali, alle forze politiche, al Consiglio regionale, alla Giunta il problema della scuola media di 2° grado, nella 6° e 7° Comunità Montana, meglio conosciuta secondo me, in modo strumentale come Bassa Valle, domanda che se noi riusciamo a leggere bene nelle riunioni avute con gli Enti locali della zona, con gli insegnanti, soprattutto con le famiglie e con gli alunni è quella di avere una scuola che garantisca ai giovani valdostani e alle loro famiglie che abitano in quella zona di frequentare: 1) una scuola in Valle d'Aosta e non più andare fuori dalla Valle; 2) che sia una scuola non discriminata e non discriminante, che sia una scuola non di serie B), ma che sia una scuola che provi un reale legame e un legame organico con il resto della situazione scolastica nella nostra Regione; 3) elemento oggettivo venuto fuori da queste assemblee è avere una scuola strettamente collegata con gli sbocchi professionali, credo che nessuno oggi, non solo per la Bassa Valle, ma per tutta la Regione, ipotizzi scuole che poi non trovino corrispondenza con il tipo di sviluppo economico che ha la nostra Regione o che ha il Consiglio regionale e che noi tutti vogliamo dare alla nostra Regione, direi che se noi andiamo a leggere queste assemblee, al di là delle più piccole o grosse polemiche, le chiavi di lettura sono queste. Allora la domanda che noi ci poniamo e che poniamo al Consiglio e che per noi Comunisti ormai è una scelta, è se un tipo di scuola tradizionale qualunque essa sia, al limite fossero costruiti tutti i tipi di scuola in Bassa Valle, geometri, ragionieri e maestri, periti, i due Licei, magistrali e via di questo passo, se l'Istituzione di questo tipo di scuola oggettivamente, risponde a quel tipo di domanda, noi sosteniamo che una scuola di quel tipo, noi non siamo contro il Liceo scientifico, per il gusto speculista, operaista in senso spregiativo e negativo, di essere contro una scuola di quel genere, perché saremmo anche contro l'Istituzione di una scuola magistrale. Noi pensiamo che questo tipo di scuola non risolva il problema, anche perché sarebbe sicuramente per il tipo di collocazione, di popolazione scolastica e di difficoltà di reperimento degli insegnanti, sicuramente una scuola di serie B, la nostra soluzione, la nostra proposta che è una scelta politica è di andare verso un profondo rinnovamento della scuola regionale in Valle d'Aosta, il che significa e qui vorrei, così puntualizzare altre due cose, che noi non abbiamo come punto di riferimento e siamo d'accordo con la Sig.na Viglino nel biennio che reputiamo ormai un'esperienza superata, si tratta evidentemente anche delle responsabilità politiche che non voglio qui andare a sollevare e, ma non abbiamo nemmeno in mente la scuola di tipo tradizionale. Noi pensiamo che si debba andare verso una scuola unificata, unitaria, per i primi due anni dopo la terza media e che si debba andare contemporaneamente verso una riforma del triennio successivo, in modo, in modo da salvaguardare l'esigenza di una maggiore scolarità e di uno slittamento della scuola dell'obbligo, senza andare verso delle gravi incognite sul piano dei diplomi, sul piano dell'occupazione che in questo momento servono soltanto se strumentalmente usate a portare all'indietro il problema della riforma della scuola, ecco che questo evidentemente non può riguardare soltanto quella zona, si può partire da quel problema, si può avviare il discorso risolvendo questo problema, ma evidentemente è un discorso degli Istituti Professionali ad esempio, se facciamo questo discorso, se vogliamo fare slittare in avanti il periodo della scuola dell'obbligo, senza andare verso delle gravi incognite sul piano dei diplomi, sul piano dell'occupazione che in questo momento servono soltanto se strumentalmente usare a portare all'indietro il problema della riforma della scuola. Ecco che questo evidentemente non può riguardare soltanto quella zona, si può partire da quel problema, si può avviare il discorso risolvendo questo problema, ma evidentemente è un discorso che va affrontato a livello regionale, perché evidentemente noi rimettiamo anche in discussione tutto il discorso degli Istituti Professionali ad esempio, se facciamo questo discorso, se vogliamo fare slittare in avanti il periodo della scuola dell'obbligo di altri due anni, perché noi siamo anche contro ad una precoce professionalizzazione più articolata con una preparazione di base superiore di cultura generale superiore di quella che oggi danno gli istituti professionali o per garantire facendo slittare la scelta professionalizzante una maggiore aderenza, una maggiore adesione, una maggiore responsabilizzazione da parte dell'alunno e delle famiglie che vanno a scegliere un certo tipo di scuola, queste sono un po', bravissimamente le nostre posizioni dato che noi accettiamo la proposta dell'Assessore Lanivi di riprendere la discussione in modo più organico, più ampio, più documentato verso il 1° Consiglio di novembre se ho capito bene, ecco mi sono limitato, ci siamo limitati noi Comunisti e senza spirito polemico anche se forse era giusto averlo, a questa annunciazione di principi, pensando che la discussione sarà molto più ampia e molto più interessante e molto più vincolante da parte di tutti, perché qui forse si può anche scherzare, ma poi con quel documento non scherzerà più nessuno, per spiegare, per articolare meglio le nostre posizioni sul problema della scuola, anche alla luce evidentemente della nuova riforma, dei decreti delegati, che evidentemente dovranno essere così, un elemento di riflessione che ci consenta di affrontare anche con questo elemento il problema della scuola in Valle d'Aosta.
Andrione (UV) - Brevemente e semplicemente per dire che una larga parte dell'analisi che ha fatto Chincheré ci trova concordi, soltanto che spingendo agli estremi certi ragionamenti, dovremmo anche chiudere le scuole già esistenti in Valle d'Aosta, perché effettivamente hanno gli stessi difetti. Ma noi siamo, ripeto che siamo favorevoli ad una riforma della scuola, però per fare una riforma della scuola non basta enunciare degli ottimi propositi, bisogna avere le competenze giuridiche in materia, i tecnici e avanti di questo passo. Non si può dire per esempio: vogliamo fare slittare l'obbligo scolastico a sedici anni, perché tanto quelle, scusami Chincheré, sai benissimo che stimo le tue idee e la posizione, ma quella è un'affermazione che per adesso è una bambinata, perché la legge dice che in Italia l'obbligo scolastico si ferma a 14 anni e fino a quando quella legge non sarà cambiata, sarà perfettamente inutile fare certe affermazioni. E allora, secondo noi il problema in materia deve essere risolto come si dice in diritto, allo stato dei fatti, non ipotizzando una situazione che non esiste perché non l'anno prossimo, non l'anno ancora dopo e non di qui a tre anni sarà pronta la cosiddetta riforma regionale della scuola, quindi che cosa vuol dire rifiutare ostinatamente sul scendere sul terreno dei fatti, vuol dire ancora una volta non fare, io chiedo scusa e non parlo più.
Chincheré (PCI) - Solo per, io sono allibito dalle cose che dice il Consigliere Andrione perché quasi quasi, e lo dico molto bonariamente, metto in dubbio le sue volontà autonomiste, non solo questa esigenza stranissima di essere a tutti i costi secondo la legge, che mi stupisce un'altra volta, io credo che il problema non è stabilire se la legge nazionale dice o non dice, il problema è se noi abbiamo la capacità, la forza e la volontà di andare più avanti della legge stessa, applicando tutti i poteri, che oltretutto ci consente e applicando fino in fondo il ruolo del Consiglio regionale, cioè direi che si può essere d'accordo o non d'accordo sulle cose che ho detto, ma lo stato dei fatti è un fatto dinamico, non è un fatto statico e allora dico, usiamo fino in fondo gli strumenti che abbiamo e alcune perplessità che ha espresso il Consigliere Andrione, riusciamo a superarle benissimo, è un fatto di volontà politica.
Parisi (MSI-DN) - Signor Presidente e Signori Consiglieri, dalla discussione che vi è stata sulla mozione presentata dalla Prof. Viglino, mi fa piacere rilevare che non vengono mosse specifiche accuse all'Assessore, il quale anche per bocca del Consigliere Pedrini ha agito sostanzialmente nel modo in cui poteva agire nell'intricata matassa.
È vero, era stato promesso dalla Giunta che il 1° ottobre 1974 questa scuola desiderata in Bassa Valle avrebbe avuto attuazione con la sua apertura. Vorrei a questo punto, per evitare forse la presentazione di queste mozioni, come quella precedentemente discussa, rivolgermi al Presidente del Consiglio per vedere se nel Regolamento del Consiglio non ci fosse la possibilità di inserire nell'ordine del giorno che si dovrà discutere anche le comunicazioni da parte dei Sig.ri Assessori, probabilmente io penso, che se questo fosse stato possibile, l'Assessore Lanivi, prima della scadenza e precisamente il 26, in occasione del 26 di settembre, si sarebbe alzato a dire era stato stabilito questo, do queste giustificazioni e la mozione non sarebbe stata presentata.
Per tutte queste cose, per aver allontanato quella scuola del biennio, che tanto danno apporta ai giovani che hanno voglia s'intende di studiare, va un ringraziamento all'Assessore Lanivi, non posso però esimermi di rimanere a fianco della Prof. Viglino nella presentazione della sua mozione. Grazie.
Lanivi (DP) - Io avevo fatto quella proposta iniziale per consentire ad ogni Consigliere di intervenire avendo a disposizione non solo il massimo delle notizie oggi disponibili con direi, con l'inizio dell'anno scolastico e quindi con le scelte che i ragazzi della Bassa Valle hanno fatto con i vari istituti di Aosta e dobbiamo dire che quest'anno, con quest'anno ha avuto un inizio di una forte modificazione di scelta dei ragazzi della Bassa Valle, fino all'anno scorso questi ragazzi sceglievano Ivrea, quest'anno scelgono Aosta e questo per due ordini di motivi:
1) è venuta a mancare l'attrazione istituto-tecnico per periti, aveva insediato ad Ivrea, aveva sui ragazzi della Bassa Valle anche perché la maggiore industria meccanica di quella zona da tempo non rappresenta più una fonte di occupazione come nel passato;
2) perché, secondo motivo della scelta di Aosta rispetto ad Ivrea e anche per un migliore funzionamento delle scuole superiori, secondarie superiori di Aosta rispetto a quelle di Ivrea, quindi quest'anno soltanto per le iscrizioni al 1° anno abbiamo circa un centinaio di giovani che hanno scelto Aosta e non hanno scelto Ivrea, rispetto a questa domanda abbiamo risposto assicurando ad ognuno di essi la possibilità di iscriversi e di frequentare la scuola ad Aosta e abbiamo risposto positivamente alle richieste di alcuni servizi cioè l'organizzazione dei trasporti e di trasporti "in loco" ad Aosta e di mense ad Aosta.
Il problema è molto grosso, a mio parere due sono le scelte fondamentali che tutti possiamo dare per scontate: la prima, quella di un decentramento degli istituti medi superiori, nella direzione della Comunità 6° e 7°, questo è stato, mi pare ribadito da questo Consiglio, secondo sulla quale dobbiamo essere d'accordo è che la scelta che andiamo ad operare sul tipo di scuola da inserire in quella zona, debba essere utile e qui giustamente l'hanno ribadito anche alcuni Consiglieri, non soltanto i ragazzi, non soltanto considerate queste esperienze come esperienze scolastiche, ma come fatto che interessa la Comunità, non solo di quella zona ma la Comunità regionale. Ecco perché io mi ero, avevo richiesto alla Sig.na Viglino di soprassedere soltanto per consentire ad ogni Consigliere di avere tutti gli elementi a disposizione e della situazione che si è venuta a creare da quest'anno e sull'implicazione che una qualsiasi scelta che noi andiamo a fare in quella zona avrà nel futuro.
Per me è stato molto importante l'aver fatto delle constatazioni di cosa può significare anche il fare per fare. Quest'anno credo e non credo di allontanarmi molto dalla realtà, saranno una decina gli edifici scolastici che in Valle d'Aosta rimarranno deserti, cose fatte non molti anni fa, ultimissima una scuola costruita non oltre cinque anni fa, oggi deserta. Ecco perché a mio parere oggi, operare una scelta senza, scuole elementari, senza prevedere il tipo di conseguenze che avrebbe in futuro, può significare far spendere del denaro all'Amministrazione regionale non in senso utile, né per l'Amministrazione regionale, né per la popolazione valdostana nel suo insieme, quindi non c'è una volontà di insabbiare, piuttosto direi il voler scegliere in maniera meditata sapendo ai risultati e alle conseguenze delle scelte che andremo incontro se agiamo in un certo modo piuttosto che in un altro, e per questo rinnovo l'invito alla Sig.na Viglino di fare, di accettare una proposta non di rinvio grande, ma di consentirmi soltanto di preparare una relazione che metta nelle condizioni ogni Consigliere di conoscere le conseguenze che si ottengono operando una scelta piuttosto che un'altra.
Vorrei ancora dire due cose. Non siamo, e tengo a ribadirlo almeno a livello di Commissione, non vi è stato nessun tentativo di politicizzazione, tant'è vero che proprio per valutare il risultato di alcuni anni di esperienza del biennio, abbiamo chiamato la responsabile di quell'Istituto, la quale senza aver avuto nessun suggerimento ha molto onestamente e correttamente fatto un bilancio, e della parte positiva di quell'esperienza che della parte non positiva di quell'esperienza, perché ogni membro della Commissione avesse chiaramente, direi, davanti qual è la situazione del biennio attuale e ha ragione il Consigliere Andrione quando dice che in definitiva il problema che abbiamo di fronte, cioè quello del tipo di istituzione di scuola superiore che andremo a fare in Bassa Valle, sarà una scelta di tipo politico. Ma proprio perché questa scelta sia la più ponderata, la più ragionata possibile, è bene che ogni Consigliere, direi, possa avere la possibilità di vedere questo problema nella sua globalità. Non possiamo ridurre il problema dell'istituzione di un Istituto secondario superiore in Bassa Valle solamente come un problema di eliminare o di ridurre la pendolarità dei ragazzi; questa pendolarità resterà comunque, perché se facciamo una scuola a Pont-St-Martin, i ragazzi di Montjovet, dovranno andare a Pont-St-Martin o quelli di Gressoney a Pont-St-Martin, però sappiamo anche che è uno dei problemi grossi. Sappiamo che oggi i ragazzi di Pont-St-Martin per venire a frequentare una scuola media superiore ad Aosta devono prendere al mattino un treno alle ore 6,50 e abbiamo visto anche i tempi, non esistono dei tempi più ridotti con mezzi alternativi, anche pensando di utilizzare un pullman. Il pullman impiega se non pari tempo, un tempo addirittura superiore a quello del treno. Abbiamo cercato con quello che abbiamo a disposizione di ridurre al massimo gli svantaggi, però gli svantaggi rimangano e anche in futuro possiamo soltanto limitare questi svantaggi e non ridurli perché rispetto alla scuola media superiore un certo fenomeno di pendolarità lo avremo sempre. Il problema fondamentale è quello di individuare una struttura scolastica, che sia utile in quella zona, non solo utile, non solo oggi, utile nel futuro e per questo che la Commissione a mio parere può giustamente mettere nel suo bilancio positivo un dibattito che è stato costruttivo e intorno a questo problema che non ha valutato, sotto l'aspetto del trasporto dei ragazzi, ma ha cercato di aggredire sotto moltissimi aspetti, oggi mi pare metta le condizioni sottoscritte di poter distribuire nel giro di pochissimo tempo ai Consiglieri il frutto anche di questo dibattito, alcune considerazioni e anche quello che possiamo oggi scegliere, cioè in che termini si pone oggi questo tipo di scelta. Non si può discutere per secoli, ma bisogna scegliere, io dico d'accordo, non si può discutere per secoli, non abbiamo discusso per secoli se teniamo conto soltanto dei tempi che abbiamo utilizzato anche per sentire, direi, l'insieme di determinate rappresentanze dalle amministrazioni comunali alle organizzazioni sindacali imprenditoriali, al mondo della scuola, ai genitori degli alunni, questo ci ha già occupato, ha già occupato la Commissione per qualche mese e ci ha consentito di arrivare anche ad alcune conclusioni, è stato fatto anche uno sforzo per esempio di, direi di esplorazione sull'esperienza del biennio. Abbiamo anche incaricato dei tecnici per presentare dei progetti, credo che oggi questo problema che ha dei risvolti così grandi, sia un punto giusto di maturazione perché una relazione completa possa essere distribuita e su queste linee, non soltanto le linee di grande tendenza ma anche alcune proposte operative, possano essere fatte, mettendo il Consiglio nelle condizioni di scegliere e soprattutto di sapere quello che sceglie, sennò potremo andare incontro ad alcune, direi, conseguenze negative nei prossimi anni. Direi le stesse conseguenze negative, che riscontriamo oggi quando andiamo a fare un inventario ed è un inventario che si sta di anno in anno ampliando; di scuole elementari che andiamo a chiudere perché la popolazione si è mossa per una serie di fenomeni che hanno, che riducono parte del patrimonio edilizio della nostra Regione ad essere impiegati in altro scopo, non può esserci una volontà di insabbiamento o di volontà di rinviare continuamente il problema, anche perché credo, niente di più glorioso per un Assessore di andare a tagliare un nastro per una nuova iniziativa, ma mi sembra questo invece responsabilità, mi pare di esprimere un senso di responsabilità che non è solo mio, creso che sia della Commissione e sia quello del Consiglio. Di fronte ad un problema di questo genere scegliere nel modo più responsabile possibile, non la richiesta che aveva avanzato la Sig.na Viglino proponente questa Commissione, eccola, di rinviare in eterno questo problema ma di concedergli solo il tempo necessario per distribuire un rapporto che riassuma non solo le posizioni e le possibilità di alternativa di eventuali proposte di soluzione, ma anche la situazione oggi, cioè dopo l'apertura delle scuole della nostra Regione, la situazione della scuola media superiore nella nostra Regione. Ecco, credo di non aver altro da dire, non credo. Ecco rinnovo l'invito alla Sig.na Viglino, la mia proposta non ha il sapore o la volontà di voler respingere o polemizzare su questi argomenti, vi chiedevo soltanto il minimo tempo necessario e proporrei alla prima seduta del mese di novembre lo slittamento di questa discussione proprio perché questa discussione che io mi auguro ci sia, anche perché dall'insieme del Consiglio possono venire non solo fuori delle idee, ma può essere presa una decisione, che non dico, che rafforza l'Assessorato e mi dia anche una linea da seguire su questo argomento.
Pedrini (PLI) - ... soltanto, siccome alcuni Consiglieri mi hanno riferito che non sono al corrente e hanno sentito soltanto questa sera da questo dibattito quel poco che abbiamo detto della situazione, visto che noi qui della Bassa Valle non siamo al corrente dei lavori della Commissione perché nessuno ci ha messo al corrente della Commissione. Io aderendo naturalmente alla tesi della Prof.ssa Viglino sarei però dell'avviso che se si potesse slittare fino alla prima riunione di novembre, probabilmente avremmo il tempo anche di prepararci un momentino e di vedere che cosa la Commissione ha fatto e di studiare. Questo non è un coartario, io sono vicinissimo quanto mai alla Prof.ssa Viglino su questo, però io ritengo che l'Assessore se ci dà tutti questi elementi, dà anche al Consiglio la possibilità di aprire un dibattito che a noi della bassa Valle in modo particolare interessa.
Viglino (RV) - Io mi stupisco, perché tante volte in questo Consiglio, si riesce ad inserire a tutta velocità degli oggetti aggiuntivi dando anche la documentazione necessaria e invece adesso mi si chiede di fare slittare questa mozione. Ora questa mozione è stata depositata in tempo esatto; è stata depositata 12 giorni prima del Consiglio del 3 ottobre. Dico ben 12 giorni prima, è stata inviata dalla Presidenza del Consiglio nei termini, nei termini richiesti, Presidente Dolchi, perché ne ho avuto io comunicazione a casa e quindi mi rammarico che l'Assessore non abbia creduto di far giungere la documentazione in tempo utile. Io non voglio qui impuntarmi perché non desidero, voglio dimostrare tutta la mia buona volontà, anche e lo voglio dire che da parte di questa Giunta, io buona volontà nei riguardi ne abbia avuta molto poco, non ho detto all'Assessore, infatti la mozione che segue proverà che invece con l'Assessore posso avere un dialogo e penso a certi fatti di ieri che mi hanno fatto veramente soffrire, perché quando si dice di pensare in un dato modo, si dovrebbe anche avere il coraggio di far seguire alle parole i fatti, io visto che l'Assessore mi chiede nuovamente di far slittare questa mozione, accetto, ma accetto proprio per l'Assessore e per la serietà con la quale ha l'abitudine di affrontare i problemi, ma certamente non per la Giunta.
Dolchi (Presidente) - Ma mi sembra che giunti a questo punto si propone al Consiglio il rinvio della prosecuzione del dibattito alla prima seduta della quindicina, alla seduta della prima quindicina di novembre. La proposta dell'Assessore Lanivi è stata accolta dalla proponente; voi sapete che in questo caso, solamente più di dieci Consiglieri che si oppongono, possono provocare una votazione consiliare. Credo che non ci siano più di dieci Consiglieri che si oppongono, quindi d'accordo anche il gruppo dell'Union Valdôtaine. Mi sembra che il Consiglio prenda atto e acconsenta all'accordo intervenuto fra i proponenti se volete, e l'Assessore Lanivi, perché questo argomento venga rinviato per il proseguimento della discussione nella seduta della prima quindicina di novembre e che per tale discussione ai Consiglieri saranno forniti da parte dell'Assessorato Pubblica Istruzione ulteriori elementi ... (voci) ... Ecco sarà la prima mozione delle eventuali mozioni che saranno presentate per quella seduta, sarà iscritta come prima mozione negli oggetti iscritti all'ordine del giorno e questo prima di chiudere integrata si capisce dai documenti che saranno fatti pervenire dall'Assessorato Pubblica Istruzione, prima di chiudere questo argomento, direi mi corre l'obbligo di precisare sia al Consigliere Parisi che a tutto il Consiglio che le iscrizioni degli oggetti all'ordine del giorno sono regolati dagli artt. 37-40-94-100 e 107 del Regolamento e pur essendo numerosi costruiscono però con le loro indicazioni come dev'essere fatto l'ordine del giorno, il 94 precisa che le interrogazioni devono venire dopo le comunicazioni del Presidente del Consiglio e del Presidente della Giunta, il n. 100 precisa che le interpellanze devono venire dopo le interrogazioni, il n. 37 precisa come devono essere inserite dopo queste, dopo le comunicazioni, le interrogazioni e le interpellanze e gli argomenti proposti dalla Giunta e l'art. 107 precisa che dopo tutti questi argomenti sono iscritte le mozioni, la Presidenza non ha nulla in contrario fra i vari argomenti che saranno esaminati dalla Commissione del Regolamento che all'art. 40, dove è chiaramente precisato come devono avvenire le comunicazioni del Presidente del Consiglio e del Presidente della Giunta, se il Consiglio stesso, tramite i rappresentanti che ha nella Commissione del Regolamento, vorrà inserire l'iscrizione delle comunicazioni degli Assessori, in tale sede, questa eventualità sia concordata e poi proposta al Consiglio regionale. Quindi rimanderei alla Commissione del Regolamento l'ulteriore esame della revisione dell'art. 40 per l'eventuale inserimento delle comunicazioni degli Assessori, chiudo quindi la discussione sull'oggetto n. 16 prima di passare all'oggetto successivo.
