Objet du Conseil n. 217 du 26 septembre 1974 - Resoconto
OGGETTO N. 217/74 - Sospensione della discussione sul testo coordinato della proposta di legge regionale n. 34, di iniziativa del Consigliere Di Stasi, concernente: "Concessione ai superstiti titolari in vita di rendita per malattie professionali o infortunio di un vitalizio mensile".
Dolchi (Presidente) - L'ordine del giorno reca ora lo svolgimento del seguente argomento concernente la "Sospensione della discussione sul testo coordinato della proposta di legge regionale n. 34, di iniziativa del Consigliere Di Stasi, concernente la concessione ai superstiti titolari in vita di rendita per malattie professionali o infortunio di un vitalizio mensile".
Ricordo solo che il dibattito è iniziato nella seduta dell'11 luglio, durante la quale il Consiglio ha deciso di interrompere la discussione, affinché il nuovo testo proposto fosse coordinato con i numerosi emendamenti presentati in aula.
La parola al Consigliere proponente Di Stasi.
Di Stasi (PSI) - Visto che il Consiglio ha deciso di dedicare il pomeriggio alla discussione senz'altro più importante o perlomeno altrettanto importante sulla proposta di schema di decreto delegato, risparmierò ai Signori Consiglieri l'illustrazione di questa proposta di legge, che ho già avuto modo di presentare nell'ultimo Consiglio. Sarò molto breve, anche perché l'Assessorato alla Sanità ha provveduto, gentilmente, al coordinamento della primitiva proposta con gli emendamenti presentati dal sottoscritto. Voglio ricordare che questa legge intende integrare una legislazione nazionale che tutti, e ripetutamente, hanno ribadito carente, compreso lo stesso Ministro del lavoro, che a marzo di quest'anno ha annunciato l'accoglimento da parte del Governo di una proposta presentata da vari partiti, e tesa appunto a colmare tale lacune.
Voglio ribadire che la spesa, che forse era stata uno degli scogli più irriducibili della discussione, è quella preannunciata dal proponente, e cioè di circa 20 milioni. Non vado oltre, ripromettendomi di intervenire qualora i colleghi Consiglieri lo riterranno opportuno per dei chiarimenti.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Perruchon. Ne ha facoltà.
Perruchon (UVP) - Come Presidente della stessa, tengo a relazionare sui lavori dalla Commissione.
La Commissione per la Sanità e assistenza sociale si è riunita varie volte al fine di esaminare la proposta di legge del Consigliere Di Stasi, concernente la concessione ai superstiti di titolari in vita di rendita per malattia professionale o infortunio di un vitalizio mensile. Il consigliere Di Stasi ha illustrato brevemente la proposta, come del resto aveva già fatto anche in altra occasione. Penso sia utile per il Consiglio fare un breve riassunto di quanto la Commissione competente ha fatto in relazione a questo argomento, soprattutto sottolineando le preoccupazioni emerse. Il primo compito affrontato è stato l'individuazione dell'onere che l'amministrazione pubblica avrebbe dovuto assumersi con l'approvazione della suddetta proposta. Il testo presentato indicava in 20 milioni la spesa presunta, e il Consigliere Di Stati l'ha riconfermata.
In base ai dati forniti, su richiesta della Commissione, dalla sede di Aosta, dell'I.N.A.I.L., risulta che nell'anno 1973, 102 residente in Valle titolari di rendite di infortunio o malattia professionale sono deceduti nel corso dell'anno, lasciando superstiti non indennizzabili dall'I.N.A.I.L. con rendite di reversibilità. L'ammontare complessivo del rateo mensile determinato è di lire 5.510.619 pari a lire 66.127.430 annue, con riferimento ai casi di rendita da 50 al 100%. La spesa complessiva ammonterebbe a circa 50 milioni annui; la semplice divisione per due di questa somma destinata alle vedove, somma che non tiene conto delle quote integrative per i possibili familiari a carico e aventi diritto in osservanza all'art. 6 della legge in esame, porterebbe ad una spesa di 25 milioni.
I dati forniti evidenziano, poi, la presenza di 22 figli aventi diritto; per di più non si fa riferimento ai casi di rendita dal 45 al 100% e mancano i dati relativi ai lavoratori indennizzati in altra sede, diverse da Aosta, o da istituti stranieri, come previsto nella proposta di legge. Il preventivo di spesa di 20 milioni appariva, quindi, chiaramente insufficiente, e nello stesso tempo i dati forniti non consentivano una previsione più precisa. Pertanto, con lettera del 25 luglio 1974 furono richieste all'I.N.A.I.L. ulteriori precisazioni sui seguenti dati, distinti anno per anno, relativi al decennio 1/1/1964, 31/12/1973:
- numero degli assistiti titolari di rendita per infortunio o malattia professionale relativi al periodo considerato, residenti in Valle d'Aosta, e che hanno una riduzione della capacità lavorativa pari o superiore a 45%
- numero degli assistiti titolari, di rendita per infortunio o malattia professionale, residenti in Valle d'Aosta, deceduti nel periodo sopraindicato
- numero degli assistiti titolari di rendita per l'infortunio, o malattia professionale, residenti in Valle d'Aosta, con percentuale di inabilità dal 21 al 45%, e relativamente ai 10 anni stabiliti, visto che il Consigliere Di Stasi chiedeva di allargare queste provvidenza fino a comprendere gli infortunati del 21%.
Con lettera del 23/8/1974 l'I.N.A.I.L. di Aosta comunicava che tale sede non è in possesso di ulteriore documentazione sufficiente a rispondere ai quesiti posti. La Commissione Sanità, quindi, vista l'impossibilità di concretare l'esame dei dati e di dare un giudizio completo sull'onere economico che l'approvazione della proposta ora in discussione avrebbe comportato per l'Ammissione Regionale, ha ritenuto di non poter esprimere un parere sulla stessa, e di rinviarla in aula per la discussione.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Caveri. Ne ha facoltà.
Caveri (UV) - Per il momento non intendo entrare nel merito della legge, ma non posso esimermi dal fare alcune osservazioni sul lessico usato soprattutto nei primi tre articoli. Nell'art. 1 dove si legge "ai superstiti titolari di rendita diretta... viene corrisposto ecc." metterei "è corrisposto"; e dopo "qualora a seguito del decesso ecc." metterei "qualora in seguito al decesso". All'art. 2, prima si parla di titolare di rendita al plurale, e poi salta fuori il deceduto al singolare; mi ricordo di aver visto tempo addietro ad Aosta un avviso mortuario, dove si diceva testualmente "il defunto dopo i funerali, proseguirà per il cimitero di..."; e mi sembrava di vedere il morto salire sul pullman o fare l'autostop per andare al cimitero. Questo articolo, quindi, secondo me, dovrà essere rivisto. Non capisco poi cosa voglia dire il comma 1 dell'art. 3, dove si legge "titola ad ottenere"; evidentemente bisogna formulare questo comma in altro modo anche perché non possiamo ammettere che in una legge figurino delle espressioni di questo genere.
Chiedo scusa al Consigliere Di Stasi, che mi permette di fare queste osservazioni che non incidono sul merito della legge, ma che mi pare si riferiscono ad un aspetto altrettanto importante, che è quello della lingua italiana. Siamo bilingui, e allora dimostriamo di saper usare la lingua italiana o francese con proprietà di linguaggio.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Viglino. Ne ha facoltà.
Viglino (RV) - Volevo solo ringraziare il Presidente della Commissione Sanità per la chiarezza con la quale ha illustrato al Consiglio la questione relativa a tale proposta. Sarebbe forse un esempio da seguire, che su questioni importanti e delicate i Presidenti delle singole Commissioni facessero una relazione così dettagliata.
Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere proponente Di Stasi per la risposta.
Di Stasi (PSI) - Ringrazio il collega Caveri per le precisazioni, che, e ne sono lieto, non entrano nel merito della sostanza, ma soltanto della forma della legge. Ho molto apprezzato e appoggiato la pignoleria del Consigliere Caveri in Commissione, quando ha fatto presente la necessità di esprimersi in buon italiano e in buon francese, perché certamente importante è l'interpretazione della legge, una cosa detta male può dare adito a interpretazioni che falsano lo spirito del proponente, e io sono sempre disposto ed accetto ben volentieri i contributi tesi a migliorare l'opera ed il lavoro di chi si dà da fare; e tutto ciò non suona a demerito di chi l'ha scritta, perché bisogna considerare prima di tutto il fine che ci si pone. Forse uno dei motivi per cui si potranno riscontrare alcuni difetti linguistici, è il fatto che la Commissione non ha studiato a sufficienza il problema della forma, come invece è avvenuto per altre leggi, dove il Consigliere Caveri ed altri hanno potuto dare il loro contributo. Voglio ancora ricordare al collega Caveri che alcune cose che possono sembrare, non dico incomprensibili, ma mal dette riguardano termini tecnici, che purtroppo ricorrono frequentemente. Questo vale per il "deceduto", che non va certamente in pullman al cimitero.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Perruchon Maria Celeste ved. Chanoux. Ne ha facoltà.
Perruchon (UVP) - Già precedentemente ho espresso le preoccupazioni della Commissione Sanità circa questa proposta di legge, preoccupazioni che sono ancora le mie. La rendita per infortunio o per malattia professionale è la prestazione derivante da un contratto di assicurazione, in cui l'assicurato è il lavoratore per il quale corrisponde il relativo premio il datore di lavoro, e l'ente assicuratore è l'I.N.A.I.L.; il danno viene subito risarcito mediante una rendita erogata sia per le cure mediche, sia per la ridotta capacità lavorativa, e che viene corrisposta in base alla percentuale di invalidità, che va da un minimo del 21%, con indennizzo a 15.850 lire mensili, ad un massimo del 100%, con indennizzo pari a 145.000 lire mensili. Trattasi, quindi di un contratto bilaterale, tra assicurato e assicuratore, e solo eccezionalmente il risarcimento viene esteso ai superstiti, nel caso in cui la morte di questo è effetto diretto dell'infortunio o della malattia professionale. Il rapporto d'assicurazione non attiene, di regola, ai familiari dell'invalido, e di conseguenza l'erogazione di una rendita di reversibilità ai superstiti non trova obiettive ragioni di fondamento giuridico; pertanto la proposta Di Stasi rientrerebbe chiaramente nel campo delle prestazioni assistenziali a particolari categorie di soggetti bisognosi, e certamente i mutuati I.N.A.I.L. per infortunio o malattia professionale costituiscono una categoria a cui deve andare l'attenzione dell'Amministrazione Regionale. La preoccupazione che ancora sussiste riguarda la spesa, non preventivabile con precisione neppure per il primo anno di applicazione, considerando anche che, con ogni probabilità, questa stessa spesa aumenterebbe progressivamente di anno in anno. Ritengo che l'attuale momento economico e lo stato delle finanze regionali dovrebbero farci riflettere di fronte a queste prospettive.
L'expérience que nous avons de l'application de la loi régionale pour les contributions aux agriculteurs devrait nous faire réfléchir ; en effet plusieurs d'entre eux attendent encore les contributions prévues pour l'année 1973, à cause du manque de disponibilité financière.
Mi riservo di fare in seguito i rilievi che riterrò più opportuni, articolo per articolo.
Dolchi (Presidente) - Vorrei solo ricordare alla Consigliera Perruchon ved. Chanoux che gli emendamenti, qualora ci siano, devono essere presentati prima dell'inizio della votazione, articolo per articolo.
La parola al Consigliere Mappelli.
Mappelli (DC) - Dichiaro solo di aver l'intenzione di ritirare l'emendamento da me presentato, e mi sembra, anche consegnato alla Segreteria del Consiglio, in attesa di vedere gli sviluppi della situazione di questo tipo di intervento.
Dolchi (Presidente) - Si prende atto che l'emendamento, che avrebbe comunque essere discusso in aula, viene ritirato dal Consigliere proponente Mappelli.
La parola al Consigliere Andrione.
Andrione (UV) - Una breve dichiarazione di voto. Pur rendendoci conto che le istanze che muovono questa legge sono generose e legittime, noi non crediamo, per una questione di principio, che la Regione debba assumere dei compiti assistenziali, né che debba cercare di correggere le leggi dello Stato, quando queste sono lacunose, perché se noi volessimo tappare tutte le falle che presenta la legislazione nazionale, non faremmo il nostro dovere, non faremmo una politica regionale.
Per questi motivi di principio il gruppo dell'Union Valdôtaine voterà contro questo progetto di legge.
Dolchi (Presidente) - Siamo ancora in discussione generale, ma prendiamo atto che c'è stata una presa di posizione da parte del Consigliere Andrione. La parola al Consigliere Bordon.
Bordon (DC) - Ho già avuto modo di esprimere il mio parere e la mia amarezza in precedenti sedute, sul modo in cui un problema di questa importanza viene portato avanti. Il Presidente del Consiglio all'inizio ha già fatto cenno volutamente a come si sono svolte le discussioni relative a questa proposta di legge, e se avesse continuato a leggere l'allegato, che, come tutti, ho qui presente, avrebbe dimostrato come l'iter di questa legge sia stato piuttosto confuso e poco serio. Infatti la proposta è stata affrontata il 10 aprile 1974, mesi or sono, ma viene iscritta d'ufficio, e per essa il proponente aveva chiesto la procedura d'urgenza, all'ordine del giorno dell'adunanza del 15 e 15 giugno, e nella seduta antimeridiana del 14 giugno il Consiglio rilevava l'opportunità di rinviare la discussione della stessa, al fine di sottoporla all'esame delle Commissioni consiliari. In data 17 e 18 giugno si riunivano rispettivamente le Commissioni degli Affari generali e della Sanità, e la Commissione Sanità rinviava l'argomento per meglio approfondire gli emendamenti presentati dal proponente.
Lo stesso faceva la Commissione Affari generali e Finanze, subordinando l'esame della proposta al parere tecnico della Commissione Sanità. L'oggetto, in ossequio alle decisioni del Consiglio Regionale, veniva nuovamente iscritto all'ordine del giorno dell'adunanza dell'11 e 12 luglio, con il parere favorevole alla discussione in aula delle competenti Commissioni, espresso, questo, il 9 luglio. Con provvedimento n. 184 in data 11 luglio il Consiglio approvava la proposta di interruzione della discussione, con nuovo rinvio dell'argomento alle Commissioni consiliari.
In data 23 luglio 1974 la Commissione Sanità prendeva in esame il testo originario e gli emendamenti proposti, nonché il testo coordinato dagli uffici dell'Assemblea alla sanità; decideva, però, di richiedere alla sede dell'I.N.A.I.L. di Aosta ulteriori dati, e di rinviare la discussione a una prossima seduta, prevista per i primi di settembre. Quest'ultima non poté avere luogo per la mancanza del numero legale dei presenti. In ottemperanza al sopracitato provvedimento consiliare dell'11 luglio si sottoponeva pertanto all'esame del Consiglio l'unico testo coordinato esistente.
Siamo arrivati a questo punto e ancora non sappiamo che cosa vogliamo fare, anche se devo dare atto all'Union Valdôtaine di aver anticipato il suo parere negativo. Queste cose accadono solo perché non c'è un accordo di maggioranza, e si deve rabberciare questa mancanza con i voti delle minoranze, che naturalmente sono qui per dare un contributo costruttivo. È dal mese di aprile che discutiamo di questo argomento, che è indubbiamente di grande importanza sociale, e, anche se a volte ci siamo riempiti la bocca di queste parole per fare della demagogia, quando è arrivato il momento, ci siamo dati da fare, siamo andati in Commissione. Ma noi siamo una sparuta minoranza, serviamo solo a fare da tappabuchi, quando non si riesce a fare la quadratura del cerchio. Indubbiamente se ci fosse stato un accordo di maggioranza noi, anche se di parere contrario, saremmo stati liquidati, come è giusto che sia, visto che questo è il gioco della democrazia; ma dobbiamo pur far rilevare che dobbiamo portare avanti il dibattito senza sapere qual è il parere della maggioranza. Per di più dopo aver discusso diverse ore sull'argomento, non sono ancora riuscito a capire a quanto ammonti la spesa; ma, forse, sarà perché l'età avanzata mi ha rimbambito del tutto. Leggo che la spesa dovrebbe essere di 20 milioni, come è stato ribadito anche stamane dal Consigliere proponente Di Stasi; non credo che questo onere possa essere considerato eccessivo per l'Amministrazione Regionale, visto che si tratta di lavoratori silicotici che sono morti lasciando vedove e figli; naturalmente, detto da me è demagogico: so che verrà fuori questa parola, perché sembra strano, ma i problemi dei lavoratori devono essere di pertinenza solo di, determinati partiti, e nostri non possono essere.
Ma qualcuno afferma che la spesa sarà invece di 150 o 200 milioni, e dato che siamo sempre pronti ad assumerci le nostre responsabilità, la prospettiva mi preoccupa, come pure tutti i miei amici. Noi vorremmo, dunque, poter avere questi dati, che ho visto in Commissione Affari generali solo perché il Presidente gentilmente mi ha allungato il suo foglio. Non voglio accusare nessuno, non voglio ci siano malintesi, ma mi domando come possiamo noi della minoranza giudicare un provvedimento di questa fatta, allorquando non sappiamo quanto verrà a gravare sul bilancio della Regione. Noi vorremmo che qualcuno della maggioranza si alzasse e dicesse che questo provvedimento non lo possiamo approvare in quanto grava sul bilancio non per 20 milioni, bensì per 200; fino a quel momento non potremo esprimere il nostro giudizio. Quando si fa una proposta di legge si deve arrivare all'articolo conclusivo, altrimenti ripetiamo gli errori del centro, contro le cui carenze noi ci siamo battuti, chiedendo l'autonomia. A questo punto non posso che essere d'accordo con l'Avv. Caveri, quando in Commissione Affari Generali protesta perché ci sono troppe leggi in corso.
Per ritornare all'argomento, il nocciolo della questione è qui: se si tratta di 20, 30 milioni, noi dobbiamo prendere in esame il provvedimento con molta larghezza, poiché veniamo incontro a delle classi di lavoratori colpiti da gravi mali; però io, Consigliere della minoranza, devo sapere con esattezza se questi sono veramente 20 milioni, e se non diventeranno 200 fra dieci anni. Noi non facciamo demagogia o polemica, ma delle oneste considerazioni, e, visti che dobbiamo esprimere un giudizio, mi vedo costretto a chiedere ancora una volta al Consigliere Di Stasi dei chiarimenti sul preventivo di spesa, perché se è di 20 milioni la votiamo a occhi chiusi, se sono di più ci rifletteremo e magari diremo anche di no. Infatti noi indubbiamente siamo favorevoli a questa legge, ma tutto dipende dalla spesa che viene a gravare sul bilancio regionale. E il fatto che il Consigliere proponente abbia parlato solo telegraficamente, forse per non tediare nessuno, non ci soddisfa, e non ci mette in condizioni di poter esprimere un giudizio in tutta tranquillità.
Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere proponente Di Stasi per la risposta.
Di Stasi (PSI) - Aver affermato di non volermi dilungare, avendo già ampiamente illustrato la proposta nel precedente Consiglio, e di non voler fare polemiche, nonostante il suo iter travagliato, giustamente ricordato dal Consigliere Bordon, poiché desidero arrivare ad un risultato positivo, desidero che questa legge venga approvata; infatti ritengo che risolva una situazione di bisogno reale, visto che il primo compito di una Regione che si dice socialmente avanzata è, a mio avviso, quello di prendere in considerazione le proposte presentate o quanto meno di discuterla obiettivamente, e non di fare strani discorsi.
Ma non intendo aprire una diatriba, dal momento che voglio ottenere tutti i consensi necessari a questa legge, che ritengo giusta e doverosa; infatti non giustificherei il posto che detengo in questo momento, se non fossi portatore di determinate istanze, che sono quelle dei poveri, in una società dove i poveri diventano sempre più poveri e i ricchi sempre più ricchi.
Di fronte, poi, alle perplessità del Consigliere Bordon riguardo il preventivo di spesa non posso far altro che riconfermare che l'imposto è di 20 milioni, anche meno, dato che c'è una diminuzione di cassa, dovuta a coloro che sono morti non lasciando superstiti, o lasciando figli già adulti.
Non è vero, Consigliere Perruchon Chanoux, che la reversibilità ai superstiti sia una questione meramente assistenziale; è solo una carenza, e per di più l'unica rendita non reversibile. Bisogna tener presente anche l'insufficienza della tabella malattie, che la stessa Corte Costituzionale, attraverso una sua sentenza, ha invitato ad allargare.
Non so cosa altro aggiungere se non che i dati che vi ho presentati, me li ha forniti l'Istituto Infortuni, il quale per i casi di rendita dal 50% al 100% ha indicato un importo di 49.691.000 lire, sul quale noi interveniamo per la metà, cosicché, considerando il tetto di 1.200.000 lire oltre il quale si dà soltanto la differenza, la cifra che si spenderà per questa iniziativa è di 20 milioni di lire.
Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Chanu.
Chanu (DP) - Ritengo che questo passo non sia un atto di cecità, bensì di coraggio amministrativo, e che debba essere fatto dal Consiglio Regionale, soprattutto in relazione alle finalità della stessa, che tutti i Consiglieri, della maggioranza e della minoranza, hanno ritenuto nobili e necessarie, non andando incontro ad ansie demagogiche del proponente, ma, al contrario, ad esigenze elementari di categorie, le quali si trovano in stato di vero e proprio bisogno.
In relazione alle perplessità espresse circa la spesa preventivata, ho più volte ribadito che essa non supererà la cifra dei 20 milioni. Quindi anche tenendo conto che riguardo a questa grave carenza legislativa di carattere generale si potrà trovare, in sede parlamentare, la stessa sensibilità che mi auguro si possa trovare oggi in Consiglio Regionale, ritengo che non siano giustificate previsioni catastrofiche circa l'onere da sostenersi, vista, poi, la possibilità di un'inversione di tendenze che riposa su due concetti: quello da me espresso, e cioè che un anacronismo del genere per una legge a livello nazionale non può più esistere, e quello già fatto presente dal Consigliere Di Stasi, e cioè che le condizioni che determinano casi simili, per il futuro, tendono non ad aggravare la situazione, bensì all'opposto.
Concludo con l'invito a mandare questo disegno di legge e di verificare la sua validità alla prova dei fatti. Ritengo questo un atto di coraggio e non di cecità; per questo motivo annuncio a nome del gruppo dei Democratici Popolari voto favorevole alla proposta di legge del Consigliere Di Stasi.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Parisi. Ne ha facoltà.
Parisi (MSI-DN) - Non voglio sottrarmi alla discussione in quest'aula, così come non me ne sono sottratto in sede di Commissione. Troppo spesso si ricorre a occasioni come quella di questa proposta per fare dell'Assistenza, che certamente può andare incontro a delle necessità, ma che non apporta un beneficio sufficiente. Sono d'accordo sulle leggi dirette a sanare certi principi che, si dice, il centro non riconosce, ma non a fare della demagogia. Ho detto questo perché in base all'art. 8 la quota di assegno annuale, distribuita in rate mensili anticipate, sarà calcolata nella misura del 50% di quanto percepito in vita dal titolare della rendita. Signori, ma chiediamoci un po' quanto percepisce in vita il titolare della rendita: ci troviamo di fronte a pensioni di 20 o 30 o 50 o 70 mila lire, e quando il titolare viene a mancare a chi ne ha diritto ne va la metà. Questa è un'elemosina; una legge la si dichiara tale e la si applica nella sua interezza, o la si lascia perdere. L'I.N.A.I.L. quando deve decidere di questi casi non dà a chi ne ha diritto la metà di quello che percepiva in vita, ma rapporta il tutto al 100% ad esempio, se la pensione del titolare in vita era di 60.000 lire la si porta a 100 e se ne danno 50 ai superstiti. In questo caso una legge ha senso, e va incontro al desiderio e alle necessità delle famiglie, ma in caso contrario si fa soltanto dell'elemosina, che liquida solamente la casse della Regione. Per cui non posso dare il mio voto favorevole a questa proposta di legge.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Vice Presidente Perruchon ved. Chanoux. Ne ha facoltà.
Perruchon (UVP) - Les remarques et les préoccupations que j'ai manifestées auparavant persistent malgré les réitérées assurances du Conseiller Di Stasi, qui n'a pas rependu par des chiffres, comme aurait été convenable; du reste ce serait certainement préférable de renvoyer la discussion au moment où les données qui nous manquent seront à disposition du Conseil. Tout cela ne nous nous permet pas de donner notre voix favorable à la proposition Di Stasi. D'autre part nous reconnaissons la validité du problème soulevé par ce projet. Donc les Conseillers de l'Union Valdôtaine Progressiste s'abstiendront de la votation.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Fosson. Ne ha facoltà.
Fosson (UV) - Prendo la parola solo per avere delle precisazioni sull'affermazione fatta dal Consigliere Di Stasi, secondo cui questa sarebbe l'unica rendita non reversibile; volevo chiedere se per gli infortuni in campo agricolo non c'è reversibilità, e se questa legge tratta solo della reversibilità per la rendita dei silicotici.
Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere proponente Di Stasi.
Di Stasi (PSI) - Ringrazio il Vice Presidente Fosson che mi ha dato l'opportunità di spiegare anche questo fatto: infatti nel campo dell'agricoltura esistono lavoratrici che non sono tutelate e che verrebbero senz'altro a beneficiare di questa legge.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Vice Presidente Fosson. Ne ha facoltà.
Fosson (UV) - Se quanto detto dal Consigliere Di Stasi corrisponde al vero, bisogna chiedersi se la cifra di 102 casi, fatta presente dal Consigliere Perruchon, circa i dati forniti per il 1972 o '73, contempla anche questa categoria o solo quella dei silicotici, perché in tal caso, il problema sarebbe ancora una volta spostato.
Dolchi (Presidente) - Pregherei i Signori Consiglieri di attenersi al regolamento, che prescrive che il proponente concluda, se non ci sono interventi da parte della Giunta e del Presidente della Giunta, la discussione generale, fornendo le risposte richieste. Se nessuno chiede più la parola considero chiusa la discussione generale, e, a termini di regolamento, do ancora la parola al Consigliere proponente, se ritiene di dover fornire ulteriori precisazioni sulla previsione in incremento per quanto riguarda le rendite.
Di Stasi (PSI) - I casi contemplati sono 102, come forniti per l'anno 1973 dall'Istituto Nazionale Infortuni, che ha tutto il carico degli infortuni che avvengono nella Valle d'Aosta.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Perruchon. Ne ha facoltà.
Perruchon (UVP) - Ho chiesto ulteriori dati per poter esaminare e discutere questa legge in modo concreto, ma questi dati ci sono stati rifiutati, per cui mi chiedo come si possa continuare a discutere. Andiamo pure avanti così, ma sarei piuttosto dell'avviso di rivedere la discussione, avendo a disposizione dati più precisi.
Dolchi (Presidente) - Vorrei sapere dalla Signora Perruchon se intende formalizzare questa sua richiesta di rinvio, perché mi sembra si sia pronunciata in questo senso, e poiché è necessario, se la richiesta vuole essere accettata. Sono passati tre mesi e questi dati avrebbero dovuto ormai pervenire alla Commissioni e al Consiglio; d'altra parte la legge da cinque mesi è a disposizione di tutti i Consiglieri, i quali hanno così avuto la possibilità di documentarsi in merito prima della discussione consiliare.
La parola al Consigliere Perruchon.
Perruchon (UVP) - A questo punto non so proprio che posizione tenere, e ritengo che sia inutile che noi si affronti un'altra discussione con solo questi dati a disposizione.
Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere proponente Di Stasi per la risposta.
Di Stasi (PSI) - Mi vedo costretto a ripetere cose già dette. Prima di presentare questa legge ho chiesto ufficialmente all'Istituto Nazionale Assicurazione Infortuni i dati concernenti l'argomento, che mi sono stati forniti previa autorizzazione da parte di Roma. A una successiva richiesta, giustificabilissima, del resto, da parte del Presidente della Commissione Sanità, è stato risposto che i dati che risultano all'Istituto sono quelli già forniti. Se il Consigliere Perruchon ved. Chanoux, non soddisfatto, vuole un'ulteriore precisazione, vi citerò, mese per mese, la spesa così come è stata ripartita dall'Istituto stesso: gennaio 263.106 - febbraio 526.512 - marzo 789.818 - aprile 1.052.424 - maggio 1.315.530 - giugno 1.568.636 - luglio 1.841.742 - agosto 2.104.848 - settembre 2.367.954 - ottobre 2.631.060 - novembre 2.894.166 - dicembre 3.157.262, per un importo complessivo di 20.522.768, al quale bisogna detrarre, poi, la differenza che si otterrebbe superando il tetto del 1.200.000 lire. Del resto i Consiglieri hanno avuto il tempo e la possibilità di fare accertamenti giusti e doverosi. Prendo atto delle parole del Vice Presidente Chanu per quanto riguarda una verifica della legge; esiste il competente Assessorato alla Sanità che ha il compito di provvedere a queste cose, per cui avremo modo nel giro di un anno di verificare se quanto affermato non da me ma da un istituto nazionale corrisponde o no al vero.
Mi auguro, e agiremo in tal senso, che il governo nazionale intervenga, così come è stato promesso dal Ministero del Lavoro a marzo al Convegno di Verona, per esaminare questa situazione, che è, oltre tutto, l'unico caso esistente di mancata reversibilità delle pensioni; ma, in mancanza di un tale intervento, credo che una Regione in cui numerosi sono i casi di silicosi e di malattia professionale debba prendere provvedimenti di questo genere.
Dolchi (Presidente) - Signori Consiglieri, si tratta di chiarire adesso, alla fine della discussione generale, se viene formalizzata la richiesta del Consigliere Perruchon. Altrimenti il Consiglio deve procedere all'esame della legge articolo per articolo.
Perruchon (UVP) - Visto l'articolo 6, mi sono ritenuta in dovere di chiedere ulteriori dati sui figli ed adottati che non sono compresi in questa distinta, e neppure nella lettura del Consigliere Di Stasi, ma che, in base alla legge, avrebbero diritto alla reversibilità.
Di conseguenza chiedo la formalizzazione del rinvio.
Dolchi (Presidente) - Mi sembra di capire che lei chiede al Consiglio il rinvio ulteriore del dibattito affinché la Commissione abbia la possibilità di avere questi dati, mentre il Consigliere proponente è contrario, in quanto gli unici dati reperibili sono quelli già forniti alla Commissione dal competente istituto.
Ha chiesto la parola il Consigliere Caveri. Ne ha facoltà.
Caveri (UV) - Ho preso la parola soltanto per fare notare come noi oggi, in questa sede, assistiamo ad una bellissima contesa tra due Consiglieri dell'attuale maggioranza; e non so se ammirare di più gli interventi della Signora Perruchon o quelli del Consigliere Di Stasi, essendo entrambi certamente valorosi polemisti. Nello stesso tempo l'atteggiamento ed il comportamento della Giunta di fronte a questa discussione mi ricorda il titolo di quel bellissimo brano di prosa di Gabriele D'Annunzio: "Fontana muta".
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Ramera. Ne ha facoltà.
Ramera (DC) - Questa seduta mi ha ricordato quella che c'è stata subito dopo la liberazione e concernente l'origine di noi valdostani: c'era chi affermava che la nostra origine è ligure, mentre altri sostenevano che è celtica. La riunione di stamane mi ha convinto che noi siamo sicuramente dei mediterranei. È dalle nove che siamo in quest'aula e non abbiamo ancora assunto un provvedimento: prima si è discusso un'ora a vuoto, ed ora stiamo addirittura assistendo ad una rottura della maggioranza in relazione ad una legge su cui stranamente il governo della Regione non ha nulla da dire; personalmente ritengo che esso abbia il dovere di intervenire con una legge che comporta spese che toccano il bilancio già votato in precedenza: ma noi qui assistiamo ad una disputa tra Consiglieri della maggioranza, i quali nutrono la speranza che i voti che verranno a mancare potranno essere sostituiti da quelli della minoranza, fatto che abbiamo più volte verificato.
Signori della maggioranza, quanto venite in quest'aula cercate almeno di essere d'accordo, per evitare di queste perdite di tempo; qualcuno responsabile ci sarà pure per illustrarci il pensiero della Giunta su questo argomento.
Dolchi (Presidente) - Avendo il Consigliere Perruchon formalizzato la sua proposta di sospensione e visto che nessun altro Consigliere chiede la parola su di essa, ai sensi dell'articolo 64 del Regolamento interno del Consiglio, per il quale, prima della chiusura della discussione generale su un progetto di legge, può essere richiesta la questione sospensiva la quale, perché la discussione continui, deve essere stata respinta per alzata di mano, mi vedo costretto o sottoporre alla votazione la richiesta stessa.
Risultato della votazione.
Presenti: 33
votanti: 30
maggioranza: 17
voti favorevoli: 14
voti contrari: 16
Si sono astenuti i Consiglieri Benzo, Manganone e Pedrini.
Il Consiglio non respinge la questione sospensiva e quindi viene accettata la sospensione.
Signori Consiglieri, ritengo che il Consiglio possa concludere adesso i lavori della mattinata. La seduta riprenderà oggi alle ore 16 con il proseguimento della discussione sullo schema di proposta di decreti delegati.
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La seduta è tolta alle ore 12,58.
