Objet du Conseil n. 130 du 30 mai 1974 - Resoconto
OGGETTO N. 130/74 - Disegno di legge regionale concernente: "Aumento, per l'anno 1974, della spesa annua per l'applicazione della legge regionale 7 marzo 1973, n. 7, recante norme ed interventi nel settore dell'agricoltura per la conservazione del paesaggio agricolo montano e per la protezione della natura".
Dolchi (Presidente) - Prima di dare la parola all'Assessore Lustrissy per la relazione introduttiva, ricordo ai Consiglieri che, come risulta dagli allegati, la Commissione consiliare permanente per gli Affari generali, Finanze, Programmazione e Urbanistica ha espresso parere favorevole alla discussione in aula consiliare di questo provvedimento e che la Commissione consiliare permanente per l'Agricoltura ha espresso unanime parere favorevole all'approvazione del medesimo.
La parola all'Assessore all'Agricoltura e Foreste, Lustrissy.
Lustrissy (DP) - Com'è noto, la legge n. 7 del 7 marzo 1973 prevede un finanziamento per la liquidazione dell'indennità a titolo di conservazione del paesaggio agricolo montano di 500 milioni annui, per gli anni che vanno dal 1972 al 1976. Si è già visto lo scorso anno che i 500 milioni non sono sufficienti per soddisfare tutte le domande presentate e nel 1973 il capitolo di spesa è stato aumentato da 500 milioni a 1 miliardo e 300 milioni: analogo provvedimento si propone per il 1974.
Vorrei anche approfittare dell'occasione per rendere noti al Consiglio i dati aggiornati sulla liquidazione delle indennità stesse. Entro la fine del 1973 sono state presentate 6.100 domande; altre 250 lo sono state dopo il 31 dicembre 1973, ma sempre riferite a quell'anno. Il totale delle domande presentate a tuttora riferite al 1973 è di 6.350. Il numero di domande liquidate sino ad oggi è di 3.385, per un importo complessivo di 633 milioni e 567 mila lire. Sono in corso di esame altre 2.000 domande, di cui 1.200 sono già prossime alla liquidazione. Rimangono in sospeso, per motivi diversi, circa 500 domande che probabilmente non saranno accolte, in quanto non rispondono ai requisiti previsti dalla legge. In genere si tratta di domande riferite non ad attività agricole specifiche, ma soprattutto ai giardini e frutteti a dimensioni familiari. Credo che con la fine del mese di giugno le indennità previste dalla legge per l'anno 1973 possano essere liquidate interamente.
Una circolare dell'Assessorato Agricoltura e Foreste ha fissato nel 30 giugno il termine ultimo per la presentazione delle domande relative alla variazione aziendale verificatesi dopo la presentazione della prima domanda. Una volta esaminate le domande di variazione, si potrà dar corso senz'altro, nei mesi estivi, alla liquidazione delle indennità per il 1974, che sarà automatica per le aziende che non avranno subito delle variazioni nel contempo. Nello stesso tempo l'Assessorato sarà impegnato, per mezzo dei suoi servizi di assistenza tecnica, al controllo accurato, Comune per Comune, della rispondenza delle domande presentate a un'obiettiva situazione di fatto, cosa che è già stata fatta e che, però, deve essere ancora approfondita. Pertanto nel corso del 1974 speriamo di poter effettuare i dovuti controlli e di arrivare così a una definizione completa delle aziende che hanno diritto alla liquidazione dell'indennità prevista dalla legge.
Ricordo ancora ai Signori Consiglieri che tali indennità superano di gran lunga quelle previste dalla direttiva della Comunità Economica Europea del dicembre 1973, relative all'indennizzo per gli allevamenti. Naturalmente, per l'applicazione della nostra legge avremo ancora dei problemi con la Comunità Economica Europea, in quanto l'Amministrazione regionale è già stata richiamata all'osservanza delle norme comunitarie. Comunque, penso che avremo occasione in prossime riunioni della Commissione consiliare permanente per l'Agricoltura, anche in relazione ad alcune proposte di variazione della legge, presentate da rappresentanti degli agricoltori, di discutere il problema più a fondo e di definirlo meglio nei suoi aspetti più particolari.
Dolchi (Presidente) - È aperta la discussione generale. Ha chiesto la parola il Consigliere Andrione, ne ha facoltà.
Andrione (UV) - Je crois de ne rien apprendre à M. l'Assesseur en disant que cette loi n'a pas une très bonne presse. Je dirai mieux : il y a des gens, évidemment méchants, qui prétendent que, pour avoir la liquidation de certains subsides, il faut avoir avant annoncé la couleur. Il y a quand même un certain nombre de coïncidences, qu'à force d'être régulières deviennent un peu troublantes. On a payé, si j'ai bien compris, environ le 60% des liquidations prévues et il faut dire que ce n'est pas un rythme de travail très accéléré. Mais c'était la première année et évidemment nous espérons que pour le courant de l'année 1974 toutes ces différentes questions soient mises en place.
Ce que nous demanderions à M. l'Assesseur, plus que des relations sur les chiffres statistiques sur le nombre des 500 demandes encore en suspens et en discussion, ce serait d'avoir, même après une période assez courte, comme un an, un an et demi, une relation sur l'efficacité de cette loi, car nous gardons toutes les réserves, que nous avons faites lors de son approbation, sur son effective incidence en matière d'agriculture de montagne. Nous croyons, en effet, que ce système de subsides risque d'être une distribution d'argent, sans que ses effets sur l'agriculture soient déterminants. Au contraire nous avons l'impression que, malgré les sommes qui sont engagées dans le budget de l'agriculture, sans quelque heureuse exception, malheureusement l'agriculture valdôtaine continue de se dégrader et un certain exode va devenir dans les prochaines années encore plus fort que jusqu'à maintenant. C'est pourquoi nous demanderions à M. l'Assesseur pour l'Agriculture d'étudier, ensemble à la Commission pour l'Agriculture, après une analyse de ce qu'il a été fait jusqu'à maintenant, des lois nouvelles et des interventions plus efficaces, à notre avis, que celles qui existent dans ce domaine à présent. Il est vrai qu'en matière d'agriculture ce Conseil régional est habitué souvent à faire du lyrisme, mais, pour ce qui nous concerne, nous ne regardons que le effets pratiques et si nous voulons sauver l'agriculture de montagne, nous devons intervenir en autre temps d'une façon différente qu'avec des es subsides petits et distribués sur un grand nombre de personnes, de façon que cela constitue en pratique une aumône, mais n'arrive pas à résoudre à la racine le problème. C'est une prière que je fais à M. l'Assesseur; je pense qu'après le gros travail de cette année pour examiner toutes les demandes et pour faire les analyses, dans le deuxième semestre il y aura la possibilité de tirer les premières conclusions de ce travail, de façon que l'année prochaine, lors de la discussion du nouveau budget, puisse y avoir, peut-être, quelque proposition réellement nouvelle dans cette matière.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Tonino. Ne ha facoltà.
Tonino (PCI) - Sono state sospese, per essere esaminate nuovamente, mi pare, delle domande concernenti vigneti al di sotto dei 3.000 metri quadrati. Vorrei pregare l'Assessore affinché con cortese sollecitudine si riesamino queste domande e le si accetti per il contributo, perché mi sembra che 3.000 metri quadri siano un po' troppi. Inoltre, nelle indennità che vengono liquidate agli agricoltori che ne hanno presentato la domanda è indicata solo la cifra liquidata. In questo modo è difficile per gli agricoltori capire se sono state prese in considerazione tutte le voci della domanda stessa. Si dovrebbe indicare, per esempio, bovini numero tot., per lire tot., uguale tot. numero metri quadrati di prato erboso a lire tot., uguale tot., ecc., in modo che l'agricoltore sappia se la domanda è stata accettata interamente o in parte, anche in vista delle domande degli anni successivi, per conoscere le variazioni che ci possono essere.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Manganoni. Ne ha facoltà.
Manganoni (PCI) - Il problema di conservare il paesaggio agricolo montano, e lo si conserva particolarmente, se non quasi esclusivamente, grazie alla zootecnia, interessa le zone montane di tutti i Paesi del M.E.C. e di tutte le Regioni italiane. Basta seguire i bollettini, che penso tutti i Consiglieri ricevano dalle Regioni, per vedere che è un problema urgente, che preoccupa tutti gli Amministratori. Quindi io penso che questi fondi sono spesi bene, non solo, ma che, forse, la cifra sia ancora insufficiente, perché, in questo caso, più che al lato economico dell'agricoltura dobbiamo guardare alla tutela dell'ambiente, alla conservazione del verde, eccetera, per evitare che l'ambiente montano continui a degradarsi. Ciò praticamente sta diventando un servizio sociale. Ora, la nostra legge, che potrà anche essere criticata, è servita di esempio alle altre Regioni, perché, grosso modo, queste si stanno orientando su un genere di contributo simile al nostro. Certamente ciò non risolve il problema dell'agricoltura, siamo pienamente d'accordo; non è che pretendiamo con questa legge che lo spopolamento della montagna non avvenga più. Il problema non è quello, ma di cercare di frenare, se non altro, lo spopolamento, perché non riusciremo a impedirlo. Io mi chiedo dove sarebbe l'agricoltura valdostana se non ci fossero questi incentivi: vediamo che stanno chiudendo le stalle in pianura, quindi immaginiamoci nelle zone alpine. In Piemonte, per esempio, erano stati richiesti 24 miliardi in un anno e pare che ne abbiano stanziati 14, non so se vado errato, ho visto i giornali in questi giorni. Quindi come Regione non è che facciamo molto di più di quanto stanno facendo le altre; ho citato il Piemonte, che è il più vicino a noi e ha zone più simili alle nostre. Io pertanto sono del parere che questi soldi sono spesi bene e che bisogna continuare tenendo conto anche della realtà della svalutazione della moneta, per cui 30 mila lire di due 2 anni fa oggi ne valgono 15 mila. Ripeto che sono soldi spesi bene e sono ancora pochi e in certi casi bisognerà esaminare la possiblità di aumentarli. Vi cito un altro esempio: la legge urbanistica, non la legge sull'agricoltura, della Regione Trentino Alto Adige prevede un contributo di 200 lire per ogni ara per mantenere il verde, pascoli e prati. Ho parlato della legge urbanistica, oltre a quelle per l'agricoltura, per cui vediamo che il mantenimento del verde è la preoccupazione generale. Non continuo perché queste cose le ho ripetute e le ripeterò ancora in Consiglio.
Vorrei però attirare l'attenzione dell'Assessore sulle domande accantonate. C'è la questione, a cui ha accennato il Consigliere Tonino, che io ribadisco, perché 3.000 metri di vigne sono tanti, tenendo conto dello spezzettamento della proprietà in Valle d'Aosta. È bene, però, che ci sia un controllo severo, perché risulta anche a me che in molte domande, in alcune per ingenuità, in altre l'ingenuità non c'entra più, ci sono degli abusi. Ora, gli abusi vanno stroncati e fa bene l'Assessorato a essere severo per dare i contributi a chi effettivamente ne ha diritto.
Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Chabod, ne ha facoltà.
Chabod (DC) - L'Assessore ha detto che è stato portato alla fine di giugno il termine per il risanamento, cioè chi non ha fatto il risanamento non viene poi ammesso al contributo? No? Allora, non viene ammesso.
Dolchi (Presidente) - La parola all'Assessore all'Agricoltura e Foreste, Lustrissy.
Lustrissy (DP) - Vorrei solo brevemente rispondere alle questioni che sono state poste.
La proposta del Consigliere Tonino dovrà essere rivista e meditata in sede di liquidazione, in quanto non si fa distinzione di superficie del vigneto per l'azienda agricola organizzata: il problema nasce per la cultura specializzata. Ci sono delle proposte diverse, d'accordo, però, nell'ambito dell'interpretazione della legge, troveremo la soluzione che risponda a quelle esigenze che la legge stessa propone.
Per quanto riguarda il problema della liquidazione dell'indennizzo agli allevatori che non hanno fatto la bonifica sanitaria, noi abbiamo in questi ultimi anni agito con molta precauzione nei loro confronti. Abbiamo ancora ultimamente concesso un termine, ma credo che oltre non si possa andare. Pertanto coloro che si metteranno in regola con quanto dispone la legge avranno il contributo, coloro che non lo faranno non lo potranno avere.
Per i problemi generali dell'agricoltura sollevati dai Consiglieri Andrione e Manganoni, è chiaro che dovremo riprendere in esame tutti i provvedimenti fin qui adottati e penso che, nel corso dell'anno, avremo la possibilità di approfondire il problema e in seno alla Commissione consiliare permanente, e in seno al Consiglio regionale. L'Assessorato sta già predisponendo un progetto di legge-quadro in modo da riorganizzare tutto l'intervento dell'Amministrazione regionale nel settore agricolo, finalizzato a certi obiettivi ben definiti.
Per quanto riguarda la validità e la rispondenza degli indennizzi a un certo tipo di agricoltura da conservare, credo che il problema sia abbastanza complesso e di non facile soluzione, anche perché, facendo parte della Comunità Economica Europea, dobbiamo tener conto che i nostri provvedimenti hanno dei limiti obiettivi nelle direttive comunitarie contenute nelle sue leggi e nei suoi regolamenti. Ribadisco che le indennità che noi liquidiamo per il bestiame allevato e per i terreni coltivati sono superiori a quelle stabilite dalla Comunità Economica Europea, che, tra l'altro, ha anche precisato, nella sua ultima direttiva per la montagna, che non sono prese in considerazione le bovine il cui latte è destinato alla commercializzazione, né è prevista la liquidazione di indennità per la coltivazione dei terreni, ma unicamente per gli allevamenti, in modo particolare per quelli destinati alla produzione della carne. Comunque questa questione dovrà essere riesaminata entro l'anno, in quanto la direttiva comunitaria entrerà in vigore dal 1° gennaio 1975 e avremo dei grossi problemi, diciamo, di rapporti tra Stato, Comunità Economica Europea e Amministrazione regionale. La Giunta ha già preso in esame e discusso la legge sulla zootecnia, che prevede altri interventi a favore degli allevatori, e quanto prima essa sarà inviata alla Commissione consiliare per l'Agricoltura per la discussione. Naturalmente i provvedimenti stabiliti per la zootecnia verranno a integrarsi a quelli già determinati sugli indennizzi agli allevatori. Però teniamo conto effettivamente che, se da una parte abbiamo l'esigenza di ristrutturare il sistema di interventi dell'Amministrazione regionale nei confronti dell'agricoltura, finalizzandoli a degli obiettivi che dobbiamo definire meglio, d'altra parte esistono dei limiti obiettivi di intervento che sono, come ho detto, la legislazione nazionale e quella della Comunità Economica Europea, che non dobbiamo ignorare e, anzi, dobbiamo rispettare, perché qualsiasi nostro provvedimento che contrasti con queste direttive non potrà trovare applicazione.
Sulla liquidazione delle indennità, non accetto il rilievo che ci siano dei ritardi, in quanto sappiamo quanto siano difficili i controlli, quanto siano state incomplete le domande presentate e quanto lavoro hanno dovuto fare i nostri tecnici per controllarle a una a una. Ci saranno degli inconvenienti, ma dovremo arrivare quanto prima, una volta definite, almeno in linea generale, le domande presentate, a formare dei veri e propri catasti delle aziende agricole, che saranno approvati da una Commissione prevista dalla legge e che saranno pubblicati presso i singoli Comuni, cosicché gli agricoltori abbiano modo di confrontarsi e di sapere cosa succede in ogni singola zona e che gli eventuali abusi o le indennità, diciamo, percepite indebitamente, possano essere perseguiti.
Per quanto riguarda l'esigenza di trasmettere agli agricoltori, affinché le conoscano, le analisi dettagliate di ogni indennità, noi abbiamo predisposto, in sede tecnica, una scheda aziendale per ogni domanda. Tali schede potranno essere trasmesse eventualmente ai singoli agricoltori che ne hanno fatto richiesta, non subito, ma in un certo periodo di tempo, affinché si rendano conto di come si è pervenuti al conteggio e alla liquidazione dell'indennità in base alla domanda presentata e prendano conoscenza anche della propria consistenza aziendale, per giungere a una migliore definizione delle superfici e delle situazioni aziendali di ogni singolo caso, in una collaborazione tra gli agricoltori e l'Assessorato regionale per l'Agricoltura e Foreste con i suoi organi tecnici preposti all'attuazione di questo provvedimento.
Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Manganoni.
Manganoni (PCI) - Vorrei rivolgere alcune domande all'Assessore.
Mi pare che era stato concordato con gli allevatori che a coloro che non avevano fatto la bonifica sanitaria per il 1973 sarebbe stato versato il contributo a condizione che la facessero nel 1974. È così?
Poi, è una domanda che voglio porre più che a me stesso all'Assessore: il Piemonte dà un contributo di lire 60 mila in pianura e del 20% in più nelle zone di collina e di montagna per le mucche; Forlì in Emilia Romagna, ve l'ho già detto, dà un contributo rispettivamente di 30 e di 40 mila lire, ora, io mi chiedo: il Piemonte e l'Emilia Romagna fanno parte della Comunità Economica Europea?
Ancora. L'Assessore ha detto, e io non lo metto in dubbio, che non è prevista l'indennità per i terreni coltivati. Però nella Regione Trentino Alto Adige, come vi ho detto, in base alla legge urbanistica si danno 200 lire per ogni ara di prati e di pascoli. A Forlì si danno 400 per ogni ara di prati e pascoli in pianura. Allora il Trentino Alto Adige, l'Emilia Romagna, il Piemonte fanno parte della Comunità Economia Europea? Perché queste leggi a loro vengono accettate e a noi non lo dovrebbero essere? Questa è una domanda che io mi pongo.
In ultimo, vorrei rivolgere una raccomandazione: prima di modificare questa legge o di farne altre nel campo zootecnico, io inviterei l'Assessore ad ascoltare preventivamente le sei Associazioni degli agricoltori. Come, per ciò che riguarda l'industria, noi sentiamo i sindacati, è giusto che lo facciamo, per l'agricoltura ascoltiamo il parere di queste Associazioni, che non sono altro che il sindacato degli agricoltori.
Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Bordon.
Bordon (DC) - Devo ripetere grosso modo quello che ha detto il Consigliere Manganoni. Nella seduta precedente io mi ero permesso di darvi la notizia che si erano riunite le 6 Associazioni degli agricoltori. Oggi c'è anche l'Assessore Albaney, che con me condivide delle responsabilità in seno alla Coltivatori Diretti e in altre associazioni, e mi fa piacere, perché noi sappiamo di trovare anche lì una valida sponda.
Comunque, volevo ricordare che la situazione in questo problema del verde agricolo ha dato delle soddisfazioni, ma naturalmente ha creato anche delle perplessità, che sono state illustrate poco fa dal collega Manganoni. Per esempio, per quanto riguarda la bonifica sanitaria del bestiame, io avevo pregato l'Assessore di procedere con molta attenzione, perché pensavo che in occasione della prima distribuzione dei contributi si sarebbe potuto, magari, chiudere un po' un occhio, avvisando gli allevatori che non avessero fatto la bonifica che indubbiamente la seconda volta sarebbero stati esclusi. Avevo chiesto anche se sarebbe stato possibile, e l'Assessore Lustrissy aveva risposto "sì", che coloro che avevano presentato la domanda in ritardo, a causa della confusione che si era creata, potessero ugualmente essere presi in considerazione.
Per quanto riguarda le associazioni degli agricoltori, di cui ha parlato il collega Manganoni, io mi permetto di ricordare all'Assessore che anche soltanto in data 29 maggio deve essergli pervenuta una lettera in cui tali associazioni chiedono di essere sentite. Noi non vogliamo ancora arrivare alle decisioni del collega Manganoni di portare 200 manze al Tunnel del Monte Bianco. Noi, e l'Assessore Lustrissy aveva già aderito a questa idea, chiederemmo che queste 6 associazioni, appena lo richiedono, siano sentite al più presto, anche perché ritengo che molte volte, lasciandole ognuna per conto suo, poi chiedano delle cose in contrasto l'una con l'altra. Quindi richiamo ancora l'attenzione dell'Assessore sul desiderio delle associazioni degli agricoltori di essere sentite prima che certi problemi vengano affrontati e a me pareva che sarebbe stato un bene una riunione tra la Commissione per l'Agricoltura e i rappresentanti di queste associazioni. Giustamente dicevano un giorno amici nostri in una delle riunioni di queste associazioni: "perbacco, gli altri sindacati sono sentiti tutti, perfino per fare il bilancio, nella cui relazione introduttiva leggiamo: "sentiti i sindacati...", mentre per tutti i problemi agricoli le nostre associazioni non sono sentite". Quindi concludo con l'invito a voler ascoltare queste associazioni.
Dolchi (Presidente) - La parola all'Assessore Lustrissy.
Lustrissy (DP) - Devo ripetere che i provvedimenti citati dal Consigliere Manganoni sono solamente nelle intenzioni e non hanno ancora trovato corrispondenza in disegni di legge da approvare da parte del Governo italiano e della Comunità Economica Europea. Si può proporre quello che si vuole, però, tra la proposta e la soluzione definitiva ci sono le leggi.
Per quanto riguarda il problema della liquidazione delle indennità a coloro che hanno presentato la domanda in ritardo e a coloro che non hanno effettuato il risanamento del bestiame, in base alle disposizioni che la Giunta ha già adottato, si è stabilito di liquidare le indennità per il 1973 a tutti coloro che hanno presentato la domanda entro il 31 marzo 1974, cioè a quei 250 ritardatari di cui vi ho detto all'inizio. Analogamente verranno liquidate le indennità per il 1973 a coloro che hanno effettuato il risanamento del bestiame entro il 10 maggio 1974, com'è stato disposto con circolare dell'Assessorato. È stato ulteriormente prorogato il termine per il risanamento del bestiame, per coloro che non l'hanno ancora effettuato, sino alla fine del periodo della monticazione, cioè il 15 ottobre. A coloro che lo effettueranno nel frattempo verranno liquidate le indennità solo per il 1974.
Per quanto riguarda il fatto di ascoltare le organizzazioni di categoria degli agricoltori, io sono d'accordo con il Consigliere Bordon. Come ho già detto in precedenza, la Giunta regionale ha discusso e approvato un piano di intervento riferito agli stanziamenti del bilancio per la zootecnia, che sarà quanto prima trasmesso alla Commissione consiliare permanente per l'Agricoltura. Credo che la Commissione stessa, dove sono rappresentati la maggior parte dei gruppi presenti in quest'aula, non avrà nessuna difficoltà a sentire in sede istruttoria tutte le organizzazioni di categoria degli agricoltori e degli allevatori.
Dolchi (Presidente) - Se nessun Consigliere chiede più la parola, dichiaro chiusa la discussione generale. Nessuno chiede la parola per dichiarazioni di voto? Poiché non ci sono richieste di parola, passiamo alla votazione per alzata di mano dei singoli articoli.
Articolo 1
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 26.
Il Consiglio approva all'unanimità.
Articolo 2. Stesso risultato.
Articolo 3. Stesso risultato.
Passiamo alla votazione finale del disegno di legge mediante scrutinio segreto.
Proclamo il risultato della votazione.
Presenti: 28
Votanti: 28
Maggioranza: 15
Voti favorevoli: 23
Voti contrari: 5
Il Consiglio approva.
Dolchi (Presidente) - Vista l'ora, penso che i Signori Consiglieri saranno d'accordo con me a interrompere adesso i lavori, per riprenderli nel pomeriggio, alle ore 16.
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La seduta è tolta alle ore 12,46.
