Rédaction informelle du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 101 du 27 avril 1974 - Resoconto

OGGETTO N. 101/74 - Approvazione di un ordine del giorno riguardante l'allargamento delle strade statali 26 e 27 della Valle d'Aosta e la riduzione delle distanze da osservare nell'edificazione per i terreni adiacenti all'autostrada.

Monami (PCI) - Vorrei fare una precisazione, io avevo detto nel mio intervento che non si trattava di un ordine del giorno, ma di un dispositivo di deliberazione, la differenza è notevole. Nel mio intervento avevo anche parlato della presentazione di un altro ordine del giorno e noi vorrei che si confondessero le cose. A me sembra che non vi siano contraddizioni, collega Andrione, poiché quando si parla di tracciato di massima, e credo che il Geom. Consigliere Borbey meglio di ogni altro lo potrebbe insegnare, si discute di un tracciato che, dovendo essere ancora adattato al terreno ed essere progettato su scala 1:5000, è bisognoso di tutte le correzioni che le condizioni geografiche ed il terreno comportano. Saranno possibili delle variazioni dei raggi di curvatura o dell'ubicazione dei ponti, talvolta anche molto sensibili, ma qualora non esistesse un tracciato di massima sul quale continuare la progettazione non arriveremo mai a discutere il tracciato finale.

Per risolvere questi problemi ho presentato il mio dispositivo deliberante che intendo mantenere, così come è stato proposto.

Qualora non approvassimo questo tracciato di massima, la SAV ci presenterebbe un altro progetto di massima e noi non potremmo mai arrivare a discutere il progetto esecutivo che in definitiva sarà quello che verrà attuato. Quindi io propongo di mantenere il testo e il contenuto del dispositivo deliberante da me presentato.

Per quanto riguarda il discorso più generale, mi permetto di leggervi l'ordine del giorno, che dovrebbe essere approvato ed essere inviato al Ministero dei Lavori Pubblici e all'ANAS: "Il Consiglio Regionale della Valle d'Aosta, nella sua seduta del 27 aprile 1974, nel momento in cui è chiamato a dare il proprio assenso per la costruzione della tangenziale Sud della città di Aosta, che ha lo scopo di agevolare il traffico proveniente dal traforo del Monte Bianco che raggiunge punte di tale intensità, da paralizzare la circolazione della città di Aosta e della sua periferia e di conseguenza il transito da e verso i trafori, rileva che per una valle la cui dimensione in larghezza è limitata, risultano gravosissimi i vincoli autostradali, previsti dalla legge in materia, per l'economia agricola e turistica della Comunità valdostana. Rileva altresì che gli impegni più volte assunti dall'ANAS al momento della costruzione dell'autostrada Quincinetto-Aosta, concernenti il concomitante allargamento della Strada Statale 26 e 27, sono stati solamente in minima parte assolti. Considerato che l'intera viabilità valdostana subisce il peso di un traffico internazionale di interesse nazionale, poiché riguarda collegamenti commerciali e turistici fra l'Italia e l'Europa centro occidentale, richiede nel modo più energico e categorico l'immediato intervento del Ministero dei Lavori Pubblici e dell'ANAS per ottemperare agli impegni assunti, sollecita l'allargamento della Statale 26 nel tratto Pont St. Martin-Aosta" - vorrei precisare al Consigliere Bordon che nel mio intervento iniziale non limitavo tale allargamento sino all'Hôtel Valle d'Aosta ma vi comprendevo il cavalcavia sito all'ingresso Est del capoluogo regionale - "richiede inoltre l'allargamento della statale 27 e gli opportuni provvedimenti, tendenti alla limitazione dei vincoli autostradali per terreni adiacenti all'autostrada, tenuto conto della situazione geografica della Valle d'Aosta; afferma che l'assenza di concreti provvedimenti e di iniziative da parte del Ministero dei Lavori Pubblici e dell'ANAS, nel senso sopraindicato, costringerà l'Amministrazione Regionale a promuovere ad ogni livello le azioni indispensabili per ottenere la doverosa considerazione delle legittime istanze della Comunità valdostana".

Il significato di questo ordine del giorno mi pare sia sufficientemente chiaro e direi anche abbastanza energico. Concordando con quanto detto da alcuni Consiglieri, cioè che gli ordini del giorno a poco servono poiché ognuno di noi crede di avere con questo atto assolto alla propria funzione; mi sembra opportuno accordarci sin d'ora per ritornare a discutere questo problema se il Ministero dei Lavori Pubblici e l'ANAS non adempiranno i loro doveri nei confronti della Valle d'Aosta.

Dolchi (Presidente) - È iscritto a parlare il Consigliere Manganoni. Ne ha facoltà.

Manganoni (PCI) - Sarò brevissimo. Sono intervenuto in questo dibattito poiché mi sono sorti alcuni dubbi. Innanzitutto è dovere del Consiglio Regionale cercare di occupare la minor superficie possibile di terreno, per la costruzione di questa autostrada, tutelando così non solo i proprietari dei terreni, ma particolarmente gli interessi della Regione, infatti fra 10 e 15 anni al massimo, da Fénis o da Brissogne fino ad Aymavilles non vi sarà più un km. di terreno disponibile per l'agricoltura.

Negli ultimi quindici anni la Valle d'Aosta ha subito un cambiamento enorme, andando avanti di questo passo, la situazione peggiorerà ancora, quindi è nostro dovere risparmiare quanto più terreno è possibile. Vorrei fare osservare che su questa carta non è molto facile discutere, infatti non vedo segnati neppure gli stabilimenti della Società Nazionale Cogne. Ora se noi avessimo una carta un po' più aggiornata, con l'ubicazione degli edifici nuovi costruiti, credo che sarebbero sorti molti altri problemi. Inoltre voglio precisare che nel 1967 il Consiglio Regionale era d'accordo sul tracciato, ma disapprovava i vincoli dell'autostrada e questo è il motivo per cui il Consiglio Regionale non approvò allora il progetto della tangenziale.

Oggi noi esaminiamo un tracciato di massima, a questo proposito desidero ricordare che il tracciato di massima presentato dalla SAV per l'autostrada Quincinetto-Aosta, passava nelle colline di Nus e di Verrayes, a metà costa, mentre poi il tracciato definitivo è passato nel fondovalle. Ciò dimostra che il Consiglio Regionale ha approvato un tracciato di cui la SAV poi non ha per nulla tenuto conto, i Consiglieri presenti allora in quest'aula certamente possono confermare quanto ho detto.

Ora la domanda che io volevo porre è questa: se il Consiglio Regionale approva questo tracciato la SAV potrà modificarlo?

Infatti se la SAV non può modificarlo e deve attenersi strettamente a questo tracciato, il tronchetto non sarà mai costruito per il semplice fatto che si è progettato di farlo passare fra la SNAM e l'eliporto dove esistono vincoli che ne vietano il passaggio o sei la SAV modifica, e dovrà farlo anche indipendentemente dalla sua volontà, il tracciato, a nulla serve che il Consiglio lo approvi. Certamente si ripeterà la stessa esperienza fatta allorché approvammo il tracciato dell'autostrada Quincinetto-Aosta e ci accorgemmo che il tracciato esecutivo non seguiva quasi per niente, forse per il 10%, quello da noi approvato.

Dolchi (Presidente) - È iscritto a parlare il Consigliere Manganone. Ne ha facoltà.

Manganone (Ind.) - Mi ero illuso, un attimo fa, di rientrare a casa dopo una giornata positiva, ma ora vedo che qualche Consigliere indugia troppo sui termini quali: tracciato tangenziale, disegno. Ognuno di noi ha espresso il proprio parere e mi pare che sia sostanzialmente emerso il nostro desiderato, che non va contro le popolazioni locali, né contro gli interessi della Regione.

È necessario poi sentire ancora il parere dei Sindaci interessati; il tracciato di massima può variare e venire spostato di 200-300 metri, quindi pregherei il Consigliere Monami di accogliere la proposta fatta dal Consigliere Andrione, proporrei di mandare il verbale della seduta alla SAV pregandola di tenere conto dei nostri consigli e di quelli dei Sindaci dei Comuni interessati.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Vice Presidente Fosson. Ne ha facoltà.

Fosson (UV) - Io volevo solo fare alcune considerazioni sull'ordine del giorno proposto dal Consigliere Monami e su quanto è stato detto dal Consigliere Andrione.

Vorrei richiamare l'attenzione del Consiglio, noi abbiamo una necessità prioritaria su cui dobbiamo insistere con ogni mezzo con l'ANAS, essa riguarda l'allargamento, dalla fine dell'autostrada fino al cavalcavia di Aosta, della Statale 26. Siamo perfettamente anche d'accordo di chiedere l'allargamento di tutta la strada Statale 26, di tutta la Statale 27, ma temo che qualora presentassimo tutte queste richieste in una sola volta, l'ordine del giorno perderebbe efficacia. Poiché in questo momento stiamo discutendo sulla tangenziale Sud, desidererei chiedervi se non ritenete opportuno insistere in modo categorico ed esclusivo sul contemporaneo allargamento della Statale 26, che diviene una necessità immediata in attesa della costruzione della tangenziale.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Andrione. Ne ha facoltà.

Andrione (UV) - Tenuto conto di quanto ha detto il Consigliere Fosson e della disponibilità che il Consigliere Monami ha già dimostrato su questo problema, dichiaro che il mio gruppo voterà a favore dell'ordine del giorno e che sarà presente per seguirne le vicende e per richiedere il più fermamente possibile la sua effettiva attuazione.

Mi permetto di insistere affermando che oltre all'ordine del giorno, l'unico mezzo con cui il Consiglio Regionale, e quindi la Regione valdostana, ha la possibilità di pesare, anche se poco, sulle scelte della SAV, consiste nell'approvazione molto formale, sono d'accordo con il Consigliere Manganoni, del tracciato. Non perdiamo, non rinunciamo a quest'arma troppo presto, riguardo alla costruzione della tangenziale Sud vi sono interessi enormi che tengono in nessun conto la volontà della Regione Valle d'Aosta e del suo Consiglio.

Quindi non vedo l'utilità, come ha detto il Consigliere Bordon, avendo prorogato la risoluzione di questo problema per tanti anni, dopo una sola seduta nella quale si è esaminato in fretta il tracciato, di rinunciare all'unica arma seria, positiva, sulla quale possiamo contare, per dare invece carta bianca a chi vuole assolutamente tenere conto soltanto degli interessi della viabilità internazionale, dimenticando Aosta e la Regione. Mi sembra che la nostra proposta accolga sostanzialmente la proposta del Gruppo Comunista, permettendoci di incidere maggiormente sulle scelte proposte dalla SAV.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Tonino. Ne ha facoltà.

Tonino (PCI) - Io non sono d'accordo su quanto detto dal Consigliere Fosson, egli infatti invitava a limitare le richieste, temendo che non fossero accolte per il loro grande numero. Ogni qualvolta noi presentiamo un ordine del giorno, e concordo con quanto detto dal Consigliere Monami, questo lascia il tempo che trova nella misura in cui noi in modo unitario non sappiamo farci rispettare; stiamo infatti facendoci sopraffare da tutte le Regioni a Statuto ordinario poiché noi, Regione a Statuto speciale, non riusciamo mai sulle iniziative del Consiglio Regionale o sugli ordini del giorno a mobilitare la popolazione della Valle d'Aosta.

Se non chiederemo tutto quanto è necessario, temendo di non ottenere nulla, ci dimostreremo incapaci e paurosi, mentre solo con un'azione energica, unitaria che coinvolga tutta la popolazione valdostana si potranno risolvere i problemi.

Dolchi (Presidente) - Prima di dare la parola al Consigliere Bordon; vorrei ricordare ai Consiglieri che chiamiamo dispositivo della deliberazione la proposta del Consigliere Monami e del Consigliere Andrione; chiamiamo invece ordine del giorno il testo più lungo che è stato letto dal Consigliere Monami e che è stato distribuito anche ai Capi Gruppo. Ho fatto questa precisazione affinché non si generassero inutili incomprensioni.

La parola al Consigliere Bordon.

Bordon (DC) - Io voglio solo puntualizzare alcune cose, perché ritengo che sia cosa seria in questa assemblea dire le cose come sono e non lavorare di immaginazione; come si direbbe in francese: "en travaillant du chapeau".

Nel verbale della riunione del 23 giugno 1967, nel pomeriggio, proposto dall'allora Assessore Benzo, è citato l'ordine del giorno che intendevamo portare avanti, ve ne do lettura: "Il Consiglio Regionale esaminate le soluzioni b) ed e) del progetto di massima presentato dal Consiglio dalla SAV per il prolungamento dell'autostrada fino ad Aosta Sud, Pont Suaz, constatato che è stato rispettato il progetto originale approvato dal Consiglio Regionale con arrivo dell'arteria principale dell'autostrada statale n. 26 in zona Villair di Quart, mantenendo in tal modo il collegamento diretto con la Città di Aosta, Aosta-Est, rilevato che le due soluzioni proposte al Consiglio terminano in corrispondenza del sottopassaggio ferroviario - sul viale dei Partigiani, con a fianco un ampio parcheggio, sentito il parere favorevole delle categorie economiche, decide di approvare la soluzione b) del progetto di massima ecc.".

Potrei inoltre dirvi chi votò a favore, ciò che fu detto. Non si era parlato dunque di una strada di collina e certamente l'immaginazione di qualche Consigliere ha anticipato i tempi, tuttavia ho letto ciò che effettivamente fu detto in quella riunione e mi rifiuto di seguire altre impostazioni, infatti il progetto prevedeva l'arrivo dell'autostrada al Pont Suaz ed il collegamento con Aosta se si fosse giunti dove è arrivata l'autostrada adesso. Tutto il resto è pura invenzione.

Il Consigliere Tonino rivolgendomi forse alla mia persona, ha detto che non portiamo a risoluzione i nostri problemi, perché non vi è solidarietà sufficiente; chiedo scusa al Consigliere Tonino se lo contraddico affermando che noi voteremo volentieri quest'ordine del giorno. D'altra parte sono d'accordo nel chiedere quanto più è possibile, e non sembri demagogia se chiedo al Consigliere Monami di inserire, se possibile, nell'ordine del giorno un'eventuale presa di posizione del Consiglio sull'allargamento della Statale da Aosta a Courmayeur, infatti sarà necessario esaminare anche questo problema. Vorrei dire una battuta suggeritami dall'amico Consigliere Ramera: chiedere non costa nulla e servirà per affermare eventualmente che a Roma la DC non ha soddisfatto le nostre richieste.

Richiamo l'attenzione del Consiglio sulla necessità di discutere anche del tratto di strada Aosta- Pont St. Martin, infatti tutti noi sappiamo che non passa giorno in cui non si verifichi un incidente, più o meno grave, dovuto ovviamente alla stanchezza di questi autisti e ad altre cause ancora. Se si vorrà inserire questo problema nell'ordine del giorno noi siamo perfettamente d'accordo. Qualcuno sin d'ora ventila, come necessità ineluttabile, l'idea di far proseguire l'autostrada sino a Courmayeur; io penso che ciò possa anche avvenire ma se vogliamo batterci per la costruzione invece di una superstrada il mio gruppo è perfettamente d'accordo, come lo era, basta leggere i verbali, per la costruzione di una superstrada da Pont St. Martin ad Aosta.

Allora discutemmo a lungo se l'ANAS avrebbe accettato la nostra proposta, sino al giorno in cui fu costituita la Società Autostrade Valdostane, non nascondo neppure che in quel tempo il Presidente della Giunta era un rappresentante del nostro gruppo. Mi permetto di ricordare ancora una volta, e vorrei che le mie parole fossero confermate dal Vice Presidente Chanu e dal Presidente del Consiglio, che quando ci presentammo ad una riunione del Consiglio di Amministrazione della SAV, l'Ing. Bruni rappresentante di questa Società ci fece presente di avere scritto all'Amministrazione Regionale per chiedere il permesso di costruire la tangenziale e di non aver ricevuto, dopo tanto tempo, nessuna risposta. Mi scuso se sembrerò troppo polemico, ma vorrei rispondere a tono ad alcune affermazioni fatte da parte di alcuni Consiglieri. Vorrei ricordare inoltre che fu presentato allora dal Presidente del Consiglio un progetto, direi segretissimo, considerando che era in copia unica, e con molta celerità furono fatti ad Aosta gli incontri che tutti ricordiamo. Secondo la convenzione con la SAV spetta al Consiglio Regionale decidere il tracciato, e questo deve essere fatto però in un tempo relativamente breve, in seguito discutemmo con la SAV le soluzioni migliori da dare agli eventuali impedimenti tecnici che nasceranno. Non dobbiamo far ricadere la colpa della nostra incapacità di trovare un accordo sul tracciato sulla SAV, è inoltre inutile nascondere la nostra incapacità dietro ad inutili interrogativi, primo fra tutti se la SAV rispetterà o meno la nostra volontà, nel Consiglio di Amministrazione della SAV sono presenti ben cinque Consiglieri Regionali, in pratica la SAV siamo noi.

Il mio gruppo consiliare sta aspettando che si chiarisca il problema, il Consigliere Monami ha presentato un ordine del giorno e una deliberazione, il Consigliere Andrione ne ha presentata un'altra, avevo suggerito al Consigliere Borbey di presentarne una pure noi, tuttavia per non confondere ulteriormente le acque cercheremo di adeguarci a quelle già esistenti. Infatti se vogliamo concludere positivamente la discussione, non dobbiamo rimandare ulteriormente il problema, come già abbiamo fatto per sette anni. Nella discussione sono stati fatti alcuni rilievi tecnici, direi molto interessanti e seri, che devono essere fatti presenti a chi si assumerà l'incarico del progetto definitivo; tuttavia è necessario che il Consiglio Regionale trovi, come prima cosa, un accordo sul tracciato. Se non saremo capaci da fare questo dovremo dichiararci incapaci ad assolvere le nostre funzioni e il problema della costruzione del tronchetto ancora una volta non verrà risolto.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Borbey. Ne ha facoltà.

Borbey (DC) - Io ringrazio il Consigliere Bordon, perché ritengo che nel suo intervento abbia evidenziato il punto fondamentale del problema. Avevo, nella mia premessa pregato i Consiglieri di affrontare un problema così importante, in modo conciso e serio, purtroppo ciò non è avvenuto, sono stati presentati inutili ordini del giorno, si è dissertato a lungo sulle risoluzioni che il Consiglio deve adottare riguardo ai tracciati di massima delle strade valdostane. Allora pregherei tutti e mi rivolgo più precisamente, a titolo personale, al Capo Gruppo dei Democratici Popolari, il quale conosce la zona interessata alla costruzione del tronchetto, tanto bene quanto me ed è Vice Presidente nel Consiglio di Amministrazione della SAV, affinché si riporti la discussione nei giusti termini.

Questo tracciato era stato presentato alle Amministrazioni Comunali interessate su scala 1:5.000, sul quale risulta la posizione quasi precisa di tutti i fabbricati, ai Consiglieri invece alla vigilia del Consiglio Regionale viene presentato un tracciato in scala 1:10.000 su cui non è segnata neppure l'ubicazione di una casa, ci si deve orientare quindi al buio nel dare l'assenso a questo tracciato. Noi chiediamo solamente che venga portato in Consiglio Regionale il tracciato su scala 1:5.000, infatti il progetto definitivo potrà così soltanto determinare lievi modifiche, cadranno così anche le obiezioni del Consigliere Chanu. Potremo sempre discutere con la SAV il progetto definitivo e scegliere coscienziosamente, anche considerando il problema economico, tra le varie alternative che essa proporrà, tuttavia la cosa più importante è di approvare un tracciato su scala 1:5.000 e non affrontare inutili e futili problemi settoriali, raggiungendo alcune volte il parossismo.

Dolchi (Presidente) - Sono iscritti a parlare il Consigliere Chincheré e il Consigliere Maria Ida Viglino.

Si sta discutendo su alcune soluzione che possano esprimere il parere della maggioranza del Consiglio. Certamente interessanti sono le cose dette dal Consigliere Borbey, ma forse, qualora fossero recepite, alcune sue considerazioni risulterebbero inutili se il dispositivo che si sta perfezionando, grazie ai vari interventi dei Consiglieri, andrà a buon fine. Non so se continuare a dare la parola su questo problema ad altri Consiglieri sia positivo per il dibattito, tuttavia possiamo proseguire nell'attesa di trovare una soluzione.

La parola al Consigliere Chincheré.

Chincheré (PCI) - Rispondendo al desiderio espresso dal Presidente del Consiglio e per favorire la celerità del dibattito, rinuncio all'intervento.

Dolchi (Presidente) - Ringrazio il Consigliere Chincheré e dò la parola al Consigliere Maria Ida Viglino.

Viglino (RV) - Sarò sufficientemente breve per non intralciare i lavori del Consiglio.

Mi sembra che l'intervento del Consigliere Bordon sia stato molto concreto, sin dall'inizio infatti mi sono stupita che non fosse stato invitato un ingegnere della SAV che potesse almeno ascoltare i desideri espressi dai Consiglieri. So che questo provvedimento fu già preso nel 1963. Vorrei quindi sapere chi trasmetterà ai tecnici della SAV tutto quanto è emerso nella discussione che abbiamo fatto. Occorre che il tracciato tenga conto, per quanto possibile, di tutte le richieste che sono state fatte quest'oggi, e sia preso in considerazione innanzitutto il problema dei vincoli militari, a questo proposito mi sono stupita che non fosse stato ancora preso nessun contatto fra la SAV e l'Amministrazione Regionale con le Autorità Militari. D'altra parte non possiamo vedere attraversare dalla tangenziale tutti i frutteti di Gressan e Jovençan, senza cercare di evitare un fatto di questo genere.

Il mio intervento si limita quindi a chiedere se è possibile fare in modo che la SAV sia a conoscenza di quanto è stato detto quest'oggi in Consiglio, se questo non fosse possibile tutti gli interventi sarebbero stati perfettamente inutili.

Dolchi (Presidente) - Vorrei assicurare la Sig.na Viglino che dalle 9 di questa mattina un ingegnere progettista della SAV è nell'ufficio dell'Assessore ai Lavori Pubblici per prendere notizia, assistere e seguire i nostri lavori.

Ha chiesto la parola il Consigliere Andrione. Ne ha facoltà.

Andrione (UV) - Se ricordo bene nel 1963 l'Ing. Arventi, credo che si chiamasse così, della Società Alpina, era seduto in questi banchi e abbiamo discusso un intero pomeriggio con lui, su ogni km. del percorso. Fu allora per esempio che abbiamo deciso di non toccare il roccione di Clapey a Donnaz e molte raccomandazioni poste dall'Amministrazione Regionale furono accolte.

Noi chiederemo se fosse possibile ripetere quell'esperienza, perché certamente molte nostre obiezioni, di fronte a scelte tecniche documentate, potrebbero cadere.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola l'Assessore ai Lavori Pubblici, Pollicini. Ne ha facoltà.

Pollicini (DP) - L'Ing. Rendich, capo progettista dell'Alpina, è stato quattro giorni ad Aosta e anche stamane era qui, in un ufficio dell'Assessorato ai Lavori Pubblici, evidentemente può essere in sala soltanto se invitato dal Consiglio, cosa che non è avvenuta. Posso affermare però che l'Ing. Rendich è stato in contatto con l'Assessorato per prendere conoscenza delle richieste che venivano fatte, d'altra parte il verbale della seduta e gli appunti che ho preso, lunedì stesso saranno portati a conoscenza dell'Alpina.

Dolchi (Presidente) - Colleghi Consiglieri, propongo di procedere per gradi. Lasciando per ultimo l'approvazione del dispositivo che manifesta la volontà del Consiglio, metterei ora in discussione e in approvazione l'ordine del giorno di protesta e di richiesta, nei confronti del Ministero dei Lavori Pubblici e dell'ANAS.

Darò lettura di due emendamenti, se così si può dire: il primo propose di aggiungere all'affermazione che "...l'Amministrazione Regionale promuoverà le azioni indispensabili per ottenere la doverosa considerazione delle legittime istanze della Comunità valdostana..." la frase "da ormai troppo tempo di attese dagli organi centrali dello Stato".

Il secondo emendamento, del Collega Andrione, propone che venga inserito un ulteriore comma, nella premessa, che recita "sottolinea che l'accesso alla Città di Aosta dal terminale dell'autostrada lungo la Statale 26 è assolutamente insufficiente e che il suo allargamento a 4 careggiate è urgente e indifferibile".

Questi sono i due emendamenti all'ordine del giorno.

C'è qualche Consigliere che intende fare altre proposte sull'ordine del giorno o possiamo metterlo in votazione?

Ha chiesto la parola il Consigliere Bordon. Ne ha facoltà.

Bordon (DC) - Penso che sarà poi da rivedere il problema della prosecuzione della tangenziale da Aosta a Courmayeur, se ritenete che richiedere anche questo sia eccessivo, benissimo, tuttavia vorrei che questa richiesta venisse messa a verbale.

Dolchi (Presidente) - Collega Consigliere Bordon, credo che il Consiglio ha espresso finora il suo consenso su questo emendamento che però non è stato formulato e non è giunto alla Presidenza del Consiglio. Tuttavia faccio presente che è difficile aggiungerlo trattandosi ora degli impegni assunti dall'ANAS in concomitanza della costruzione dell'autostrada Quincinetto-Aosta. Io credo che avremmo occasione di fare altri dibattiti su questo problema e concretizzare il nostro pensiero in un altro ordine del giorno specifico per il tratto Aosta-Courmayeur.

Possiamo considerare chiusa la discussione. Metto dunque in votazione, per alzata di mano, l'ordine del giorno con i due emendamenti proposti.

Proclamo il risultato della votazione:

Presenti: 30

Votanti: 30

Maggioranza: 16

Voti favorevoli: 30

Il Consiglio approva all'unanimità.