Rédaction informelle du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 100 du 27 avril 1974 - Resoconto

OGGETTO N. 100/74 - Esame e approvazione del progetto di massima della tangenziale sud di Aosta. Discussione generale.

Dolchi (Presidente) - L'ordine del giorno reca ora la discussione concernente: "Esame ed approvazione del progetto di massima della tangenziale sud di Aosta".

Concedo la parola all'Assessore ai Lavori Pubblici, Pollicini, per la relazione introduttiva.

Pollicini (DP) - Il problema della tangenziale Sud risale a parecchi anni or sono, addirittura prima del 1967, tant'è che una deliberazione del Consiglio del 23 giugno 1967 già presentava un progetto di tangenziale Sud, che, dall'arrivo dell'attuale termine dell'autostrada, prevedeva l'ingresso in Aosta, all'incirca nella zona dell'attuale Via Voison.

Questo tipo di tracciato fu anche approvato dalla Città di Aosta. Per un ripensamento del Consiglio Regionale il problema fu accantonato. Evidentemente per l'epoca in cui fu prospettato questo progetto di viabilità, che collegava l'attuale uscita dell'autostrada con l'ingresso in città, aveva la sua validità, in quanto a quell'epoca non vi era certamente un traffico pari a quello odierno.

Il problema nuovamente diventò di attualità recentemente per l'incremento dei trasporti pesanti provenienti dal traforo del Monte Bianco.

Abbiamo già avuto occasione di dire che l'incremento di questo traffico, che può qualificarsi nel numero di circa 18.600 autotreni T.I.R. nel mese di marzo del 1973 e di 34.800 nel mese di marzo del 1974, con un aumento dell'84% circa, dimostra che le condizioni sono notevolmente mutate. È sufficiente riferire che in alcuni giorni, e particolarmente il martedì ed il mercoledì, vi sono punte di 1.500-1.800 passaggi di autotreni provenienti dal traforo del Monte Bianco e diretti oltre Aosta.

Questo traffico è positivo indubbiamente per le finanze generali, già dissi, in occasione della discussione sul bilancio ed in altre occasioni, che nel 1973 le tasse, delle quali i 9/10 sono di competenza regionale, hanno reso alle casse dell'Amministrazione Regionale 1.063.000.000 in un periodo di circa 7-8 mesi.

L'apertura del traforo del Monte Bianco comporta nuovi problemi alla viabilità per quanto concerne la cintura di Aosta. Recentemente, con lettera del 23 febbraio, la SAV ha ricordato alla Giunta Regionale gli antecedenti della proposta: di fatto la SAV era autorizzata sin dal 1967 ad effettuare una tangenziale che allora doveva concludersi all'incirca all'altezza dei tre ponti in via Voison; faccio presente che la SAV aveva auto la concessione da parte dell'ANAS per effettuare la tangenziale Sud di Aosta, tale convenzione viene a scadere il 28 novembre del 1975 (???), termine entro cui deve essere presentato il progetto esecutivo per la nuova tangenziale Sud di Aosta. A seguito di questa lettera della SAV sono stati effettuati alcuni contatti sia nei confronti dei Comuni interessati, sia nei confronti della SAV stessa.

La SAV aveva presentato alla Giunta Regionale un progetto che è stato esaminato in una riunione congiunta il 25 marzo dai Sindaci di Quart, Brissogne, Gressan, Pollein, Aosta, Sarre e dall'Assessore al Turismo; due giorni dopo, questo stesso progetto è stato sottoposto al giudizio dei Sindaci di St. Christophe e Charvensod. Nel corso della riunione del 25 marzo tutti i Sindaci hanno concordato, in linea di massima, riservandosi evidentemente di consultare i propri organi comunali, sul progetto di un tracciato che teneva conto delle nuove realtà urbanistiche di ogni Comune. In base a queste valutazioni si è concordemente stabilito, con le riserve cui facevo cenno prima, un nuovo tipo di tracciato che è stato sottoposto al giudizio delle Commissioni congiunte Lavori Pubblici e Turismo, le quali, esaminato il progetto, hanno fatto alcune osservazioni.

Direi che la principale osservazione riguarda l'accesso Ovest di Aosta che non era stato localizzato in una posizione felice, in quanto prevedeva l'ingresso, in zona Grenade, presso la Locanda Carla, per essere più precisi, dove confluiscono già tre strade; le Commissioni consiliari permanenti Lavori Pubblici e Turismo, invece, hanno proposto la prosecuzione della tangenziale in una zona più aperta, che permettesse un innesto stradale attrezzato, che non sarebbe potuto essere costruito nella zona prescelta dalla SAV, sia per la vicinanza della ferrovia, sia per la presenza di numerose case e delle tre strade già esistenti.

In virtù di questi suggerimenti è stata indicata questa ulteriore proposta alla SAV in una riunione in sede di Giunta, presente il Presidente della Giunta, l'Assessore ai Lavori Pubblici e i membri della SAV, di nomina regionale, oltre al Consigliere Bordon, in nomina di un altro Ente, dei dirigenti e dell'Amministratore Delegato della SAV, del progettista della Società Alpina, collegata alla SAV per il problema autostradale.

La prospettazione delle riserve e dei suggerimenti delle Commissioni consiliari permanenti è stata, direi, recepita in buona misura dalla SAV. È nata così un'ulteriore proposta di tracciato, che vedeva lo spostamento dell'ingresso in Aosta dalla zona Grenade, a circa 800 metri a Est del bivio di Aymavilles. Questa è l'unica zona che consenta uno svincolo attrezzato, poiché vi è soltanto un punto critico dove il tracciato ferroviario fa un'ansa subito a Ovest della zona Grenade, già edificata in maniera piuttosto intensiva.

Non è stato possibile ottenere un'ulteriore prosecuzione dell'autostrada, perché vi sono dei limiti di carattere finanziario che la SAV stessa ha evidenziato.

Sono state presentate alla Commissione consiliare permanente ai Lavori Pubblici, riserve dal Comune di Brissogne, dal Comune di Quart, in base alle quali è stata spostata la posizione del doppio innesto per quanto riguarda la zona Autoporto e l'ingresso dell'autostrada. Sono state recepite anche le richieste del Comune di Pollein che chiedeva, in alternativa al primo tracciato, limitato dai vincoli che il demanio militare pone per la zona dell'Aliporto, il passaggio della tangenziale lungo la Dora. È stato contemporaneamente impostato il progetto di viabilità che dovrebbe, in un secondo tempo, collegare con la Statale 27.

Il progetto prevede il passaggio della strada sempre sulla riva destra della Dora, mentre in un primo tempo era stata prospettata la soluzione di uno svincolo che interessasse la zona di Pila in località Charvensod, in un secondo tempo è stata prospettata la soluzione di costruire lo svincolo per la zona turistica di Pila, in località Chevrot, all'incirca all'altezza della chiesa, e il raccordo con la Statale 26 nella località che accennavo prima, a circa 800 metri a Est del bivio per Aymavilles.

Ulteriori consultazioni con i Sindaci, avvenute più volte in questi giorni, l'ultima delle quali si è svolta ieri mattina, hanno permesso di giungere ad un accordo con molti Sindaci; direi che l'unico punto di dissenso rimasto sia quello relativo al Comune di Charvensod, il quale chiedeva che la tangenziale si portasse sulla sinistra della Dora prima del ponte, per rientrare sulla destra prima del bivio, cioè prima del raccordo con Pila. Questa proposta portata avanti con notevole insistenza dall'Assessorato ai Lavori Pubblici non ha trovato accoglienza da parte della SAV, che, non dimentichiamo, ha oggi una disponibilità finanziaria di 5.200.000.000 di lire e deve reperire ancora sul mercato finanziario almeno una cifra uguale, in quanto i chilometri di tronchetto, così chiamato, o tangenziale passano dalla prima previsione, fatta nel 1967, da circa 5 chilometri ad 11 chilometri e da due svincoli a quattro svincoli previsti dal progetto attuale. Questo tratto di tangenziale dovrebbe essere, da quanto risulta dalla lettera inviata dalla SAV, a percorrenza libera per quanto riguarda il traffico locale, mentre invece diventa a pagamento per coloro i quali superano la barriera dell'attuale entrata sita in località Eglise.

In altri termini chi prende l'autostrada nella zona di Sarre ed esce in zona Autoporto, cioè zona Eglise, non pagherà; chi invece prosegue e entra nella barriera di Quart, evidentemente pagherà il tratto di autostrada da Quart in poi con l'aggiunta del tratto che parte dall'entrata di Sarre.

È evidente che il problema di una tangenziale solleva alcuni dubbi e problemi, che investono molto interessi, direi validissimi, altri forse meno validi. Mi pare che in questo caso, la tangenziale debba essere giudicata come un servizio nei confronti della collettività. L'attuale traffico che proviene dal traforo del Monte Bianco, aggiunto a tutto il traffico leggero, ha praticamente reso impossibile la viabilità nella cintura di Aosta. La tangenziale, secondo il mio punto di vista, non può interessare soltanto i grandi programmi di viabilità nazionale o internazionale, ma diventa un'esigenza, direi inderogabile, per una collettività come la nostra che vede tutto il traffico paralizzato praticamente dalla mancanza di questa tangenziale.

È evidente, lo dicevo prima e lo ripeto adesso, che questa opera rappresenta un servizio, direi un pedaggio, che la Valle d'Aosta in questa zona deve pagare all'esistenza dei trafori.

Non c'è dubbio che sotto questo aspetto, il problema dei Comuni interessati diventi un problema con molte difficoltà. Ogni Comune gradirebbe il passaggio della tangenziale sul suo territorio, con i lati positivi che da ciò ne derivano: servizi, svincoli di imbocco, traffico turistico; però vorrebbe non subirne i lati negativi; non vorrebbero avere, ed è comprensibile, territori occupati, teniamo conto del valore di questi territori in Valle d'Aosta; vorrebbero avere salvaguardate l'estetica e l'ecologia dell'ambiente, che è garanzia di turismo, che indubbiamente certo l'autostrada non contribuisce ad accrescere.

Le esigenze dei Comuni non possono non essere considerate come valide e serie, fondamentalmente legate al mantenimento ecologico del territorio, estremamente difficile da attuare; all'esiguità del territorio che quindi diventa estremamente prezioso. Non dimentichiamoci però che abbiamo la necessità che quest'opera venga realizzata il più presto possibile e che, proprio perché rimane a noi una scelta di cui ognuno è responsabile, le occasioni per realizzarla non si presentano ad ogni momento. Questa occasione, che ci consente di realizza quest'opera con denaro non della Regione, non so se sia ripetibile in tempi brevi. Cerchiamo quindi di ottenere il massimo dalla Società che oggi si dispone a realizzarla, sia pure a certe condizioni e con alcune limitazioni, quali quella di disporre di meno della metà dell'impegno finanziario necessario e di tenere conto che oggi il denaro si può avere in prestito dalle banche a tassi che vanno dal 13 al 15%.

È giusto dunque valutare tutti gli aspetti validi e meno validi, ma non dimentichiamoci che dalla nostra decisione dipenderà, per molto o per un certo tempo, la possibilità che Aosta e la sua cintura urbana non siano intasate da un traffico automobilistico, che oggi ne impedisce e ne condiziona lo sviluppo, sia turistico che commerciale, quindi con conseguenze dirette anche per finanze regionali.

Questa opera, io presumo abbia un tempo di realizzazione non minore a tre anni, teniamo conto quindi che ancora per due o tre anni dovremo cercare di trovare una soluzione al traffico che proviene dal Monte Bianco e dal Gran San Bernardo, anche se in questo momento particolare ci interessa il Monte Bianco per gli introiti fiscali che vi ho elencato prima.

È evidente che tutto ciò interessa esigenze legittime dei Comuni ed è anche evidente che non è possibile ottenere l'ottimale; io invito i Consiglieri a valutare il progetto con il senso di responsabilità, che già hanno dimostrato in altre occasioni. Non mi pare che questo possa essere un argomento in cui si possa lasciare libero sfogo alle singole istanze individuali, la scelta dovrà essere responsabile. La Giunta la propone al Consiglio, tenendo conto dell'importanza dell'occasione che si è presentata, questo progetto che si può realizzare senza spesa per l'Amministrazione Regionale, anche se da una lettera che ho ricevuto da alcuni Comuni interessati si propone che la Regione intervenga con un proprio finanziamento per poter migliorare l'opera e renderla più vicina agli interessi dei Comuni, rendendo la tangenziale più lunga come chilometraggio, in modo da superare le difficoltà per un Comune, salvo poi a crearlo per quello in cui andrà a terminare. Mi pare che sostanzialmente la ricerca fatta dall'Assessorato con l'ausilio dei tecnici della SAV, e di consulenti propri, ha cercato di superare, per quanto è possibile, tutte le difficoltà. Sarà compito del Consiglio Regionale porre condizioni e limiti, uno dei quali sarà di pretendere che, per quanto possibile, la strada passi lungo il fiume, coincida con l'argine ed eviti di deturpare il paesaggio. Tenendo conto della limitazione imposta dall'impegno finanziario, pregherei i Consiglieri di valutare l'importanza di quest'opera affinché il traffico caotico non impedisca lo sviluppo della Valle d'Aosta. Non dimentichiamoci che nell'arco di due o tre anni ci sarà l'apertura del traforo del Fréjus che potrebbe dirottare il traffico attraverso un altro traforo. Ancora una volta ripeto che vi sono dei lati negativi, come ve ne sono di positivi, non c'è dubbio; ho già elencato gli interessi regionali provenienti da quest'opera, uno dei quali è rappresentato dalla possibilità di avere un autoporto agile che rende all'Amministrazione Regionale un introito superiore al 1.500.000.000 di lire, inoltre quest'opera viene effettuata senza impegno finanziario regionale.

È evidente che dovremmo mirare a raggiungere il risultato di ottenere la costruzione della tangenziale con il minor spreco possibile di terreni, superando le difficoltà comunali, e salvaguardando le zone turistiche compromesse, cercando di risolvere tutti i problemi, soprattutto quello di salvaguardare per quanto possibile il territorio. È certo però che un certo prezzo, in politica, in proprietà, in interessi individuali va pagato; l'ideale sarebbe di costruire le strade sospese in aria, affinché non toccassero terreni di proprietà, fino ad oggi però questo non è possibile. Sotto questo profilo mi pare che l'introduzione del problema sia stata sufficientemente chiara, sono state infatti mandate più planimetrie, come lamentava il Consigliere Borbey, si guardi l'ultima sulla quale penso sia più opportuno discutere. È evidente che essa rappresenta una traccia di indirizzo e un progetto di massima. Premetto che questo progetto è stato accettato dalle Commissioni congiunte, Lavori Pubblici e Turismo, e che niente è inamovibile; da questa presentazione al Consiglio dovremo trarre una soluzione che tenga conto delle premesse che ho esposto nel mio discorso.

Dolchi (Presidente) - Prima di dare la parola al Consigliere Andrione, vorrei ricordare al Consiglio che ogni Consigliere come allegato all'oggetto n. 11 ha il verbale, a cui ha fatto riferimento l'Assessore ai Lavori Pubblici, Pollicini, della riunione congiunta delle Commissioni consiliari permanenti ai Lavori Pubblici e al Turismo, Antichità e Belle Arti. In quella seduta, come è scritto nel verbale, i commissari di queste due Commissioni hanno espresso un parere di massima favorevole alla costruzione di una tangenziale per il raccordo tra l'attuale termine dell'autostrada e la Superstrada Aosta-Courmayeur, rilevando la necessità che prima di questa adunanza fosse definito il tracciato che in seguito è stato segnato nelle due planimetrie che sono successivamente pervenute ai Signori Consiglieri. Gli stessi Commissari, in quella seduta congiunta, hanno raccomandato l'opportunità di limitare al massimo i vincoli dei terreni adiacenti alla costruenda tangenziale.

La parola al Consigliere Andrione.

Andrione (UV) - Se è vero che si sente il bisogno di una tangenziale è altrettanto vero che un problema di questa portata certamente impegnerà per almeno un secolo i terreni e lo sviluppo della Valle d'Aosta. Le scelte che noi faremo non possono essere motivate soltanto dalla necessità di dirottare il traffico pesante che attualmente ingorga la Valle. Di conseguenza la prima, e direi fondamentale, critica che noi rivolgiamo, ripetendo quanto abbiamo già detto in quest'aula nel 1967 in polemica con l'allora Presidente della Giunta, è che non si può parlare soltanto di tangenziale Sud, senza tenere presente uno schema globale della viabilità in Valle d'Aosta e nella conca di Aosta in modo particolare.

Non si è sentito nessun accenno sulla sorte della Statale 26; già nel 1967 era stato promesso che entro breve sarebbe stata portata a quattro corsie, fino alla "Croix Noire". Anche se vi è un progetto che accenna alla possibilità futura di uno svincolo, sempre in sponda orografica, a destra della Dora, per il Gran San Bernardo, non è stata fatta alcuna previsione per quanto riguarda il traffico proveniente dalla Svizzera, ci si limita a considerare solo quello proveniente dal Monte Bianco e dall'autoporto. Secondo noi è giunto il momento di discutere della pianificazione della grande viabilità e non piegarsi ad esigenze, certamente molto importanti e urgenti, senza sapere quali provvedimenti prenderemo in futuro e senza avere una visione globale del problema.

Un secondo problema riguarda la natura giuridica di questa tangenziale. L'Assessore ha detto che, come avviene in molte città d'Italia, la tangenziale di per sé stessa sarà liberamente transitabile, ma sarà sottoposta a pedaggio in caso di prosecuzione. Ora noi vorremmo sapere se la tangenziale costituirà parte integrante, come avviene in alcuni casi, dell'autostrada e se la concessione data alla Società, prenderà inizio dal termine dei lavori della tangenziale, perché in questo caso noi pagheremmo, per quasi dieci anni, il pedaggio tra la zona Eglise e Pont St. Martin, poiché questo tratto viene ad essere considerato come prolungamento dell'autostrada Pont St. Martin-Aosta. Sul problema della natura giuridica di questa autostrada mi sono permesso di leggere alcuni articoli, vorrei però sapere se invece la parte denominata normalmente tronchetto, avrà una sua particolare situazione rispetto al resto della Società.

Un altro problema grave, che avevamo particolarmente sottolineato nel 1967, riguarda l'inserimento o le possibilità di inserimento future della Città di Aosta su questa tangenziale e il rapporto che deve esistere non solo verso la grande viabilità internazionale, ma anche nei confronti della viabilità della cintura di Aosta. Noi vorremmo evitare, ripeto quanto dicevo allora, che Aosta si venga a trovare quasi tra le lame di una forbice, con una viabilità organizzata e scorrevole che convogli il traffico all'esterno della città, senza nessuna opera che invece ne favorisca l'entrata.

Nel piano regolatore di Aosta, illustrato dall'architetto Bertola, vi era una previsione di inserimento sulla tangenziale Sud nella zona del polo di sviluppo denominato Voison, infatti nel primo progetto, il tronchetto passava in sponda orografica sinistra a partire probabilmente da Chambarlet e prevedeva questa possibilità di inserimento per Aosta.

Mi è stato detto che in un primo tempo il Comune di Aosta era contrario a questo progetto mentre invece ultimamente ha richiesto che per lo meno la previsione di questo svincolo sia rispettata. Prendendo in esame il tracciato, aspetto questo che per quanto importantissimo mi sembra più marginale, innanzitutto vorremmo pregare, dopo l'esperienza avuta riguardo al tracciato dell'autostrada Pont St. Martin - Aosta, che non vengano presentati alcuni progetti all'approvazione del Consiglio Regionale e poi, invece, in sede di realizzazione venga fatto tutto ciò che si vuole secondo le necessità del terreno; le decisioni del Consiglio devono essere vincolanti per la Società.

In primo luogo noi non comprendiamo il motivo per cui è stato previsto uno svincolo così complicato, a doppio nodo di Savoia, nei pressi dell'autoporto, quando esiste già una buona strada che immette sulla Statale 26 prima di questo svincolo; verranno bloccati così circa 80 ettari di terreno, secondo i calcoli che abbiamo fatto, in una zona dove i lavori saranno particolarmente costosi, infatti si tratta di zona alluvionale impregnata d'acqua, mentre gli stessi denari potrebbero essere invece probabilmente usati, ad esempio, per la prosecuzione dell'autostrada o del tronchetto; non solo, ci sembra che il fulcro di questi raccordi venga ad essere l'autoporto, tutto ciò non è completamente coerente con gli interessi della Città di Aosta, che invece ha indispensabile e assoluta necessità di portare a quattro corsie, fino all'altezza dell'attuale albergo "Le bourricot", la Statale 26 e permettere che da quella zona ci si possa immettere sull'autostrada o proseguire lungo la Strada Nazionale.

Per quanto riguarda la prosecuzione del progetto premetto che non so se quanto dirò sarà realizzabile, nella misura in cui tuttavia questa richiesta potesse essere soddisfatta, noi preferiremmo che il tracciato della tangenziale si tenesse il più possibile sulla sponda orografica sinistra e non in sponda orografica destra, pregiudicando in maniera totale lo sviluppo de "l'envers". Anche se si tratta di opera non gigantesca, un'autostrada di questo genere credo raggiungerà la lunghezza di circa 22 metri e 50, non vorrei essere inesatto, tuttavia considerando il lunghissimo percorso viene ad essere una barriera difficilmente superabile. Essendo il tronchetto una necessità soprattutto per il Comune di Aosta e della sua Comunità Montana, ripeto che i problemi tecnici possono essere predominanti in questa materia, sarebbe tuttavia giusto tenersi in sponda orografica sinistra, in particolare considerando che a Pollein, purtroppo, vi son già delle pesanti servitù di ordine pubblico, aggiungendovi l'autostrada che passerebbe tra l'eliporto e la SNAM sarebbe come condannare il Comune di Pollein a non avere più nessuna possibilità di sviluppo, tenendo anche conto dei vincoli autostradali di 60 metri di rispetto per parte, riducibili a 25 solo con un piano regolatore.

Proseguendo, e ripetendo quanto già detto per quanto riguarda la Città di Aosta, noi preferiamo che all'altezza di Charvensod, un po' oltre quella che viene denominata "zona Martinet", la tangenziale ritornasse in sponda orografica sinistra. D'altra parte, considerando la possibilità di costruzione in quella zona, credo che l'abbiate tutti presente, dove vi è una doppia curva della strada regionale dell'Envers, saranno necessarie delle opere di grande costo; non è cosa sicura, mi permetto di lanciare l'ipotesi che ribassare la Dora in quel punto non sia una soluzione molto più costosa di quella che comunque dovrebbe essere adottata; infatti se si costruirà lunga la Dora dovranno essere costruiti argini notevolissimi.

Proseguendo l'esame del progetto penso che lo svincolo per Pila, nella zona "Ferme de Manché", potrebbe essere spostato più ad occidente interessando contemporaneamente Aosta, si farebbe in questo modo una grande economia da ambo le parti e si avrebbe anche una tangenziale progettata in modo razionale.

Infine esaminerò la questione finanziaria, che impedisce di fare arrivare il tronchetto nella zona predestinata per lo svincolo finale che non deve interessare i terreni, a Nord della Statale 26, di Sarre, ma dovrebbe trovare posto nei terreni della cascina St. Hélène, in maniera da prevedere anche lo svincolo per Cogne; l'Assessore ha giustamente sottolineato che per realizzare questo progetto probabilmente verranno a mancare i soldi. Mi permetto di considerare che poiché è stato sottolineato come la Regione incassa 1.500.000.000 di lire quest'anno e probabilmente, fino a quando non sarà aperto il traforo del Fréjus, il traffico di autotreni T.I.R. aumenterà in Valle d'Aosta potremmo, sotto forma di fideiussione, intervenire finanziariamente affinché quest'opera sia costruita nella maniera più aderente possibile agli interessi della Valle d'Aosta.

Non riusciamo francamente a capire perché, se io leggo bene la carta, si arrivi nella zona della stradina che collega con Reincod, ora anche questa zona sarà stata probabilmente scelta per ragioni di ordine finanziario e tecnico, tuttavia non ci sembra che sia l'ideale, infatti avremmo lo svincolo di Cogne 400 metri a monte, poi questo inserimento e ritroveremo poco dopo lo svincolo per Pila; non riesco a capire perché il piano di Jovençan-Chandiou, sia tagliato così lontano dalla Dora a partire dallo svincolo per Pila, in alcuni punti sono 200 metri almeno di distanza dalla Dora, mentre ci sembra che, se si vuole mantenere questo tracciato, esso dovrebbe tenersi il più possibile aderente alla Dora stessa.

Prima di prendere posizione e decidere con cognizione di causa su questi punti, vorremmo anche dire che, sarebbe indispensabile avere dalle carte in scala maggiore, perché, specialmente per quanto riguarda gli svincoli, oltre quello di Charvensod e il progetto di previsione per quello di Pollein, perché, se ho capito bene quanto è stato spiegato, quest'ultimo non sarebbe costruito immediatamente ma rinviato, tutti questi problemi dovrebbero essere studiati in maniera, a nostro avviso, più dettagliata. Ripeto che una delle condizioni fondamentali è che le scelte fatte dal Consiglio Regionale siano inderogabili da parte della SAV; è evidente che quando incominceranno i lavori, la tendenza della SAV sarà di far passare la strada dove costa meno, vi son infatti due tipi di affari che interessano in questo momento questa Società: da un lato la costruzione su cui naturalmente contano di guadagnarci in proporzione ai costi di questa opera; dell'altro i pedaggi e le concessioni.

Dolchi (Presidente) - È iscritto a parlare il Consigliere Manganone. Ne ha facoltà.

Manganone (Ind.) - Premetto che sono sempre stato favorevole alla continuazione dell'autostrada verso l'Alta Valle, però mi sembra che il progetto di massima che è stato presentato alle Commissioni consiliari permanenti ai Lavori Pubblici e Turismo, Antichità e Belle Arti fosse alquanto diverso da quello che oggi viene sottoposto all'esame del Consiglio. È diversa la scala, mi pare che allora fosse I:25.000, mentre ora è di I:50.000. Poiché l'Assessore ai Lavori Pubblici, Pollicini, ha affermato che questo progetto non è inamovibile, mi permetterò di fare alcune osservazioni.

Oggi noi possiamo discutere questo problema in Consiglio Regionale, tuttavia penso che la scelta definitiva debba essere demandata ai Comuni e penso che essi non abbiano ancora potuto prendere visione di questo progetto di massima che è stato recapitato solo ieri sera ai Consiglieri. Andando a casa ho dato uno sguardo al progetto ed ho segnato molto velocemente, per dare da parte mia una soluzione a questo problema, un tracciato che non si discosta affatto da quello suggerito dal Consigliere Andrione un attimo fa. A mio avviso la tangenziale deve passare molto più aderente all'alveo della Dora e penso che, tutto sommato, questo sia anche conveniente per la SAV, infatti noi sappiamo che i terreni aderenti all'alveo della Dora costano certamente meno che non a 200-250 metri più a monte.

Quindi è giusta l'osservazione fatta dal Consigliere Andrione e io ne prendo atto, se è intenzione della SAV seguire questo Consiglio si potrebbe anche progettare l'autostrada in corsie sovrapposte e questo sarebbe utile e vantaggioso per la nostra agricoltura. Non solo, ma io già chiesi, e oggi rinnovo ancora una volta la richiesta in Consiglio Regionale, che i vincoli definiti per legge, siano dimezzati, infatti con il tracciato che vedo segnato in giallo andremo ad intaccare interessi di aree edificabili, ma anche interessi delle nostro popolazioni agricole. Questa è, a mio avviso, un'occupazione, senza senso, di terreni che servono all'agricoltura.

Molto brevemente direi queste cose: lo svincolo verso Est, secondo il mio modesto parere, mi pare troppo a forma di elisse ed interessa una zona acquitrinosa. Sarebbe opportuno inoltre spostare il tracciato verso l'alveo del fiume, sempre sulla sponda destra, nelle vicinanze del Pont Suaz all'altezza della Nazionale Cogne, è necessario che la tangenziale passi sulla sponda sinistra ed ivi continui il suo percorso per poi raggiungere la parte terminale già segnata sul progetto.

Mi permetto di fare altre osservazioni anche perché, ripeto, penso che le scelte definitive sia giusto vengano fatte dai Comuni interessati.

Mi preme sottolineare che le distanze di rispetto, sono state rispettate rigorosamente in Bassa Valle, e noi ne portiamo ancora oggi le conseguenze. Vorrei aprire una parentesi per dire che in Bassa Valle le ubicazioni dei caselli sono state completamente sbagliate, mi riferisco a Pont St. Martin che aveva già a tre km. il casello di Quincinetto e il flusso turistico della Valle di Gressoney non si immette sull'autostrada a Pont St. Martin, ma a Quincinetto per prendere la direzione verso Sud; d'altra parte anche il casello di Verrès non è stato ubicato in maniera conveniente.

Inviterei dunque i tecnici a progettare in modo adeguato l'ubicazione dei caselli, il cui numero deve essere contenuto nel minimo indispensabile, infatti alcuni caselli non portano nessun vantaggio; ad esempio quello di Pont St. Martin ha solamente ristretto completamente l'area edificabile industriale e residenziale del Comune e quello di Verrès ha ostacolato completamente l'espansione del Comune, forse sarebbe stato meglio collocare il casello nella zona di Campagnola nel Comune di Arnaz, valorizzando così tutta la zona.

Questi sono i motivi per i quali anch'io chiedo che il tracciato segua e sia aderente il più possibile all'alveo della Dora, certamente potremmo sanare con opere idrauliche i possibili inconvenienti.

Termino il mio intervento invitando a presentare il tracciato definitivo, su disegni in scala superiore, al Consiglio Regionale.

Dolchi (Presidente) - È iscritto a parlare il Consigliere Monami. Ne ha facoltà.

Monami (PCI) - Penso di parlare a nome di tutto il gruppo comunista, poiché su questo problema abbiamo lungamente discusso e dibattuto. Vorrei iniziare esponendo alcuni problemi di carattere generale, che sono stati trattati nella relazione dell'Assessore ai Lavori Pubblici, Pollicini, e che sono anche stati oggetto di intervento da parte del collega Andrione.

Dobbiamo chiederci cosa sia questo tronchetto, che io chiamerei tangenziale Sud della Città di Aosta, proprio per non definirlo come parte integrante dell'autostrada Quincinetto-Aosta. Esso è un collegamento indispensabile se non vogliamo che, non la Valle d'Aosta, ma la Città di Aosta venga soffocata dal traffico degli autotreni T.I.R. diretti e provenienti dal Monte Bianco e dal Gran San Bernardo. Non dobbiamo però nasconderci che questa tangenziale Sud sia intesa da molti come la prosecuzione dell'autostrada verso il Monte Bianco e costituisca motivo per aumentare gli anni di concessione alla SAV.

Certo a noi questi problemi interessano poco, infatti siamo azionari della SAV e di questo fatto non possiamo non tenerne conto. È necessario però definire che cosa sia precisamente questa tangenziale e quali possono essere le soluzioni alternative qualora rifiutassimo di protrarre per altri dieci anni il termine di pagamento dei pedaggi. Mi pare che la possibilità che ci rimane sia quella di non approvare questa tangenziale Sud e chiedere invece che questa venga realizzata dall'ANAS, che può quindi costruirla senza esigere poi il pedaggio, oppure con un intervento diretto dell'Amministrazione Regionale, che decide di costruirla a spese proprie, ne decide il tracciato e la gestisce; quest'ultima possibilità sarebbe, probabilmente, ottimale, ma ritengo però, tenendo conto che l'ANAS aveva promesso che con la costruzione dell'autostrada Quincinetto-Aosta, avrebbe allargato anche la Statale 26, mentre ora ci troviamo davanti all'ennesima inadempienza del Ministro dei Lavori Pubblici, dell'ANAS e di tutti gli organismi centrali che non hanno mantenuto le promesse a sua volta fatte, se pensassimo di risolvere questa tangenziale con l'intervento dell'ANAS, probabilmente i nostri nipoti sarebbero costretti ancora a discutere su questo problema.

La possibilità di un finanziamento regionale penso che sia da escludere, quindi direi che non vi è altra soluzione di quella che ci è stata prospettata, tutto ciò ci farebbe discutere allora sul significato delle autostrade e sulla loro utilità. Nessuno nega la loro utilità, ma bisognerebbe esaminare, prima di concedere le autorizzazioni, tutte le conseguenze che un'autostrada comporta.

Non voglio qui richiamare l'attenzione dei Consiglieri su un esame che avrebbe dovuto essere stato fatto dieci anni or sono, quando venne decisa la costruzione dell'autostrada Quincinetto-Aosta. Ritornerò su questo argomento brevemente, ora lo tralascio per affermare che questa tangenziale è e si rende sempre più indispensabile per la Città di Aosta.

Gli interessi di fondo sono di due tipi, uno di carattere localistico: tutto il traffico che gravita attorno, ed è conseguente, dell'attività economico commerciale dell'autoporto, questo interesse, anche di carattere regionale, è soprattutto privatistico; su questo problema permettetemi, Signori Consiglieri, di richiamare la vostra attenzione: quando siamo chiamati a deliberare sulle provvidenze affinché in Valle d'Aosta si sviluppino alcune attività economiche commerciali, turistiche, industriali tendiamo sempre a negare le concessioni, e mi riferisco esplicitamente a quelle di carattere industriale, mentre senza troppo soffermarci sulle conseguenze siamo sempre disponibili ad intervenire per difendere alcuni interessi privatistici, ad esempio quelli della Società Alpila, del Casinò di St. Vincent e dell'autoporto, che oggi godono di condizioni politico-economiche favorevoli per lo sviluppo e sono attività così convenienti e redditizie che per averle in loco noi le agevoliamo con tutti i mezzi. Queste attività economiche commerciali che permettono delle entrate notevoli di capitali nelle casse regionali sono molto importanti, ma sostanzialmente sono attività di carattere privatistico.

Il secondo interesse, direi, è esclusivamente di carattere nazionale, infatti dei 1.800 autotreni T.I.R., che ogni giorno attraversano la Valle d'Aosta, solo pochissimi si fermano ad Aosta per le esigenze di carattere economico-commerciali della nostra Valle.

Ad un servizio così importante per il Paese, che permette al traffico commerciale di raggiungere in breve tempo tutta l'Europa centro meridionale, noi non abbiamo mai contrapposto le giuste richieste che la Valle d'Aosta doveva porre all'aumento di alcune concessioni autostradali. Da tutto ciò nasceva l'opposizione del Partito Comunista Italiano alla costruzione dell'autostrada; per evitare che qualcuno speculi su queste nostre posizioni chiarirò che dietro a questo nostro diniego vi erano le considerazioni che ho fatto adesso e cioè che la Valle d'Aosta sarebbe diventata un corridoio di transito per interessi privatistici e per interessi più generali, dei quali noi dobbiamo tenere conto, ma che poco o nessun interesse ne sarebbe venuto per la Valle d'Aosta.

Si doveva dare un'alternativa diversa all'autostrada che noi avevamo indicato, come già ho avuto occasione di ricordare, in questo Consiglio Regionale. Si trattava di realizzare da Quincinetto ad Aosta, non un'autostrada con tutti i vincoli dei quali adesso, solo adesso purtroppo sentiamo l'enorme peso, ma di costruire una superstrada a quattro careggiate, indicata dal Collega Andrione, caratterizzata dalla libera circolazione per la Valle d'Aosta.

Se queste considerazioni sono giuste e se è vero che le autostrade sono utili e necessarie per risolvere alcuni problemi, non le ritenevamo già allora sufficienti a risolvere i problemi della Valle d'Aosta che potevano essere risolti in modo diverso. Spettava a noi il compito allora di chiedere con maggiore energia ciò che ora ci troviamo a dover risolvere e che citerò dopo. Se, dicevo, questo è giusto, non possiamo fare altro che ammettere di aver sbagliato nelle valutazioni, e per quanto ci riguarda diciamo, pur non entrando certamente negli aspetti tecnici, che ora si rende indispensabile, urgente la risoluzione di questo problema poiché è noto a tutti che il traffico sulla circonvallazione Nord della Città di Aosta ormai è divenuto impossibile, ed è estremamente pericoloso per tutti i cittadini che da monte della circonvallazione Nord debbono andare in città, e direi che è analogo il pericolo per coloro che transitano in direzione opposta; su questa circonvallazione si trova inoltre l'ospedale, centro di cura che va difeso dal continuo rumore degli autotreni, si registrano poi intasamenti che noi tutti gli anni, nella stagione invernale, possiamo osservare nella piana che precede l'ingresso dell'autostrada.

Poche scelte rimangono possibili e non sono le argomentazioni di carattere tecnico che ci interessano, se fare passare cioè la tangenziale sulla destra o sulla sinistra orografica delle Dora, vorrei dire al Consiglio che su questi problemi i progettisti, gli ingegneri dell'Alpila o della SAV, sono più preparati di noi e se ci viene presentato questo progetto è perché, Consigliere Andrione, è più economico probabilmente arginare un km. di Dora con un ponte da 100.000.000 che non costruire due ponti in diagonale, per entrare e uscire dalla sinistra orografica della Dora, che calcolando approssimativamente verrebbero a costare 1.000.000.000. Direi che da questo punto di vista possiamo essere tranquilli, il tracciato progettato è il più economico, non si corrono mai rischi quando questi problemi rispondono o vanno incontro a quelli che io definivo interessi di carattere privatistico, in questo caso la Società autostradale non è certo un'opera pia e avrà fatto certamente bene i suoi calcoli.

Vi sono invece delle considerazioni di carattere politico, cosa dobbiamo chiedere a questi progettisti? Da questo Consiglio oggi dovrebbe sorgere una protesta violenta e forte nei confronti dell'ANAS per non avere ancora allargato la Statale 26. Non dobbiamo però fermarci all'ordine del giorno, ma discutere ancora per esaminare i provvedimenti che dovremo prendere e le cose che si possono fare per imporre al Ministro dei Lavori Pubblici e all'ANAS la realizzazione delle promesse che ci sono state fatte, senza permettere che un conflitto di competenza tra ANAS e Società dell'autostrada dilazioni ancora nel tempo la risoluzione di questo problema. Voi mi direte che sono state dette e ripetute tante volte, ma io chiedo con quali conseguenti azioni concrete di lotta abbiamo chiesto al Ministro dei Lavori Pubblici e all'ANAS queste cose, quante volte su questi problemi siamo stati capaci di mobilitare l'opinione pubblica, i contadini, i cittadini, gli interessati, perché questi problemi interessano il popolo valdostano e non soltanto la SAV, l'autoporto, l'Alpila o il Casinò di St. Vincent.

Se avessimo posto il problema in questi termini, sostenendo poi con una lotta continua queste richieste, probabilmente oggi, forse, non voglio essere così certo nelle mie previsioni, avremmo la tangenziale costruita dall'ANAS e non dalla SAV. È necessaria più energia nel chiedere la soluzione di problemi che interessano i valdostani, ed è in questi modi, anche, che si difende l'etnia e non soltanto utilizzando uno strumento che ci è stato concesso dalla democrazia, l'autonomia, per difendere alcuni piccoli particolari interessi privatistici.

Nel dare il nostro assenso a questo tracciato di carattere generale, noi chiediamo l'allargamento della Statale 26; che sia fatta una discussione preventiva prima di ogni eventuale prosecuzione dell'autostrada per il Monte Bianco; la limitazione dei vincoli che per legge sono imposti per le autostrade, questo è possibile chiedendo che i vincoli che interessano i Comuni e gli abitanti siano ridotti, come è avvenuto ovunque, e se è necessario, con l'aiuto dei Parlamentari, chiedendo che sia fatta una leggina affinché i vincoli autostradali della Valle d'Aosta siano trasformati.

Queste sono le esigenze della Valle d'Aosta e possono venire soddisfatte; io ritengo, senza aver avuto particolari consultazioni, di avere per questo tipo di intervento l'appoggio del Partito Comunista Italiano, in campo nazionale.

Dobbiamo chiedere che sia salvaguardata tutta l'attuale viabilità minore, facendo sì che le strade ed i collegamenti vengano effettivamente costruiti secondo i progetti votati dal Consiglio Regionale. Il progetto esecutivo dovrà tener conto per quanto possibile delle osservazioni fatte dai Sindaci e dalle varie Comunità Montane interessate a questo problema.

Sui problemi di carattere generale e quelli più particolare esporrò alcune proposte concrete. Poiché l'Amministrazione Regionale non ha provveduto a stilare un testo di deliberazione, non so se sia stato un errore o probabilmente un accorgimento che permettesse di farlo nascere dal dibattito, ritengo possa essere giusto anche questo metodo, noi proponiamo che il dispositivo deliberante di questa discussione sia il seguente: il Consiglio, nell'esprimere l'assenso al tracciato di massima dell'attuale tangenziale Sud, richiede che: 1) nell'elaborazione del tracciato definitivo con relativi svincoli vengano prese in considerazione, per quanto possibile, le richieste dei Comuni e della Regione; 2) il tracciato definitivo con relativi svincoli a scala 1:5.000 venga sottoposto all'approvazione del Consiglio Regionale.

È forse inutile spiegare il duplice significato di questo dispositivo, so bene che quando una pubblica Amministrazione si batte contro alcuni avversari perde quasi sempre le sue battaglie, questo però è un accorgimento per far sì che si prenda coscienza della realtà valdostana, delle sue esigenze, affinché se ne tenga, per quanto possibile, in dovuto conto. Non intendo certo dire che per costruire il tronchetto sia necessaria l'approvazione unanime dei Sindaci, delle sei Giunte Comunali, dei 40.000 abitanti interessati a questo problema.

A mio avviso questi sono i problemi di fondo che dovrebbero guidare questa discussione, se non vogliamo pregiudicare il futuro sviluppo della Valle e trovarci presto a discutere sulle scelte fatte dieci anni or sono allorché, secondo noi, con troppo leggerezza abbiamo dato il nostro assenso alla costruzione di un'autostrada che ci ha vincolato in modo troppo stretto.

Dolchi (Presidente) - È iscritto a parlare il Vice Presidente Fosson. Ne ha facoltà.

Fosson (UV) - Cercherò di non ripetere alcuni concetti già espressi dal Collega Andrione e mi limiterò a completare alcuni punti e aspetti del problema alla luce anche dell'intervento del Consigliere Monami.

Noi crediamo di avere parlato molto chiaramente sul problema della costruzione dell'autostrada, di avere esposto i problemi in modo da ovviare agli inconvenienti e, nello stesso tempo, cercando di tenere sempre presente l'esistenza dei due trafori. Abbiamo per questo ritenuto logico che l'autostrada fino ad Aosta si dovesse fare, ma abbiamo espresso anche contemporaneamente fin da allora e con energia, allora il Consigliere Monami non faceva parte di questo Consiglio, insieme ai rappresentanti del Partito Comunista, la necessità di allargamento della Statale 26, chiedendo che ciò avvenisse con gradualità: per prima cosa si provvedesse ad allargare il tratto di Statale all'entrata di Aosta, poi presso l'autostrada ed in seguito si modificassero tutti i tratti troppo angusti. Purtroppo per l'entrata della Statale 26 in Aosta nulla è stato fatto, mi permetto di dire che questo fa sollevare qualche dubbio sui motivi di questo inadempimento, soprattutto se si considera che altri tratti di Statale sono stati allargati; molto probabilmente vi sono interessi privatistici che preferivano rendere impellente una soluzione diversa, se infatti si allargava subito la Statale 26 per l'entrata ad Aosta, forse non sarebbero state necessarie altre soluzioni.

Non voglio ora polemizzare, anche se si possono avere molti dubbi, vorrei invece prendere in esame il significato di questa tangenziale Sud, che io concordo nel chiamarla tangenziale Sud e non tronchetto, perché noi dell'Union Valdôtaine in questa sala abbiamo espresso parere favorevole nel 1967 per il progetto di massima di questa tangenziale Sud che doveva arrivare allora sino al Pont Suaz.

Noi votammo allora a favore, ponendo però delle condizioni precise, delle quali siamo ancora convinti oggi; esse richiedevano che la costruzione di questa tangenziale Sud non fosse il pretesto per continuare l'autostrada sino a Courmayeur e che pur con le caratteristiche di autostrada, questa tangenziale Sud non fosse a pagamento, ma a transito libero. Queste condizioni noi le ribadiamo anche oggi.

Per quanto riguarda il tracciato di questa tangenziale certamente non mi addentrerò in una discussione tecnica, perché non voglio sostituirmi ai tecnici né ripetere le osservazioni già fatte dal Consigliere Andrione, vorrei tuttavia fare osservare che il doppio svincolo delle Grise effettivamente non è giustificato, almeno per quanto concerne la viabilità in quella zona; l'assoluta necessità dell'allargamento della Statale 26 de l'Eglise sino all'entrata della Città di Aosta; la necessità di sapere con precisione quale soluzione si vuol dare al raccordo della Statale 26, in questo momento non sappiamo ancora quale sia con precisione il progetto per questo raccordo, poiché i redattori del Piano Regolatore di Aosta hanno prospettato alcune soluzioni e in questo progetto si è lasciata ancora in sospeso la decisione. A questo proposito è stata presentata una richiesta da parte del Comune di St. Christophe che ritengo dovrà essere esaminata, è infatti necessario giungere ad una decisione definitiva prima di approvare il progetto di questa tangenziale Sud.

Vi è poi il problema dell'accesso della tangenziale in Aosta, ripeterò quanto ha detto prima il Consigliere Andrione, il Piano Regolatore prevede un'entrata in Aosta nella zona vicino al Pont Suaz che dovrebbe permettere l'accesso alla Piazza della Repubblica, ma in questo progetto noi non vediamo segnato nessun accesso in questa zona, dalla relazione risulta che per l'accesso ad Aosta, almeno da quanto aveva detto l'Assessore Pollicini, ci si servirà dello svincolo fatto nella zona di Sarre. Se tutto ciò corrisponde a verità, la tangenziale Sud servirà veramente ed esclusivamente per dirottare il traffico fuori dalla Città di Aosta, senza una possibilità di collegamento con essa salvo ritornare indietro.

Prima ho affermato che noi eravamo favorevoli alla costruzione della tangenziale Sud nel 1967 e tanto più lo siamo oggi, inoltre gli errori commessi nella progettazione della circonvallazione Nord, che attraversa le vie d'accesso a monte e a valle, avvalora questa necessità, tuttavia anche essendo tutti convinti di questo dobbiamo fare sì che questa tangenziale corrisponda anche alle necessità di Aosta, il traffico, nel raccordo di Pila e in quello per il traffico leggero, deve poter trovare un accesso facile in Aosta. Coloro che scendono da Pila e vogliono entrare in Aosta, non devono essere costretti ad andare a Sarre e a Quart per entrare nella nostra città, né viceversa.

Anche il traffico leggero che imbocca questa tangenziale deve poter avere la possibilità di accedere ad Aosta. Le ragioni che sostengono la necessità dell'imbocco a Sarre sono state dette, e non le ripeto, perché chi conosce quella zona saprà anche indicare il punto migliore; lo svincolo per Pila, prima previsto nella zona di Clerò o del Pont Suaz, è adesso spostato a Gressan. So che il Comune di Gressan ha insistito per questa soluzione e non mi permetto di metterla in dubbio, vorrei far notare, come ha detto prima il Consigliere Manganone, che per molte zone della Bassa Valle dove sono stati fatti gli svincoli, specialmente quelli di Donnas, Pont St. Martin e Verrès, si potevano trovare una soluzione migliore, infatti questi svincoli con i loro vincoli di costruzione hanno occupato la parte migliore del terreno che questi Comuni avevano.

Io concordo con quanto è stato detto dal Consigliere Manganone, non mi permetto di proporre delle soluzioni diverse, ma consiglierei agli amministratori di Gressan di ponderare bene se sia nella loro convenienza la costruzione di uno svincolo, quale lo vediamo disegnato su questo progetto che ci è stato consegnato, perché i vincoli di costruzione impediranno lo sviluppo di una parte enorme del territorio pianeggiante nelle vicinanze della chiesa.

Noi dovremmo esaminare a fondo questo progetto, mi sembra che molte cose siano ancora provvisorie, infatti non è ancora ben definito lo svincolo di Sarre, né l'entrata di Aosta.

Quindi prima di dover decidere sarebbe bene effettivamente avere dei progetti aggiornati che riportino anche la viabilità esistente che qui manca del tutto.

Dolchi (Presidente) - Non c'è più nessuno iscritto a parlare. Ha chiesto la parola il Consigliere Jorrioz. Ne ha facoltà.

Jorrioz (PSDI) - L'Assessore ai Lavori Pubblici, Pollicini, ha affermato che il problema si sta trascinando dal 1967, anno in cui era già stato prospettato un prolungamento dell'autostrada che era stato bocciato, sono quindi passati sette anni, ed ora siamo assillati proprio dal traffico pesante che si immette nella Città di Aosta.

Si ripropone la tangenziale Sud della città. Noi eravamo favorevoli a questa soluzione allora come lo siamo adesso, naturalmente riservandoci di richiedere le condizioni necessarie per difendere la zona attraversata da questa tangenziale. Diciamo che sul progetto di percorso presentato attualmente non siamo del tutto favorevoli, infatti, senza voler dare dei consigli ai tecnici, riteniamo che i terreni a Sud della Dora siano molto più importanti di quelli più vicini alla Dora e chiediamo quindi che la tangenziale si snodi il più vicino possibile al letto del fiume; specialmente nella zona del Pont Suaz; chiediamo che la tangenziale passi sulla riva sinistra della Dora, giustamente altri Consiglieri hanno specificato dove era previsto, anche dal Piano Regolatore della Città di Aosta, un ponte per risolvere i problemi, come già ho chiesto pure io in altre occasioni, del traversamento della Dora nella zona del Pont Suaz, dove si registra un traffico enorme che da Aosta va a Pila. Nel progetto nulla di tutto questo è previsto.

L'autostrada attraversa per ben tre volte, e questo viene dimostrato da questa cartina, l'attuale strada che dal Pont Suaz va a Gressan, mentre nella zona della riva sinistra non ci sono strade e quindi sarebbe più semplice e più attuabile la costruzione del tronchetto. Dove si immette la strada che porta a Pila non è previsto nessun svincolo e quindi rimane completamente in disparte.

L'Assessore ha detto che per il transito locale non sarà richiesto il pagamento del pedaggio, mi sembra una cosa un po' strana; se il casello che c'è all'uscita e all'entrata dell'attuale autostrada rimane al suo posto chi parte dalla zona di Sarre e va all'autostrada può imboccare questa strada sia nella zona iniziale di questo raccordo; può entrare nella zona dello svincolo di Aosta -Pollein o in quello di Gressan; ecc..., sarà difficile dimostrare quando si parte da Sarre e si deve pagare il pedaggio per il percorso completo. Desidererei quindi si spiegasse leggermente meglio il meccanismo di controllo affinché si sappia se il pedaggio verrà pagato da quanti percorrono questa strada o verrà considerata come autostrada per Torino.

Mi riservo di intervenire ancora su questo argomento, nel frattempo chiederei che fossero tenute presenti queste osservazioni e che a decidere il tracciato oltre all'Amministrazione Regionale, vengano chiamati i Sindaci di tutta la zona da Pollein, a Brissogne, a Charvensod, a Gressan.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Bondaz. Ne ha facoltà.

Bondaz (DC) - Signor Presidente, Signori Consiglieri, fra le tante cose dette dal Consigliere Monami, riguardanti lo Stato, il Ministro dei Lavori Pubblici, i problemi di carattere generale che investono la Valle d'Aosta e problemi di carattere particolare, ritengo che possa condividerne una in particolare e cioè che l'autoporto si trova in una posizione privilegiata. L'Assessore Pollicini ci ha riferito che attraverso questa iniziativa privata la Regione incassa 1.500.000.000 di lire per contributi doganali, ciò non toglie che trattasi pur sempre di una iniziativa privata e che dare delle soluzioni prioritarie o fare in modo che la tangenziale sia progettata quasi esclusivamente per servire questo autoporto, mi sembra cosa un po' eccessiva, soprattutto se si tiene conto che questo tracciato esclude completamente la Città di Aosta collocando il capoluogo nel mezzo delle classiche forbici, ricordate dal Consigliere Andrione, facendo deviare tutto il flusso turistico che dovrebbe interessare la città capoluogo di Regione.

Posso affermare queste corse perché dal tracciato che ci viene presentato non esiste, se ho visto bene, nessun raccordo, nessuna strada di penetrazione nei confronti della Città di Aosta, salvo i due svincoli di Aosta Ovest e di Aosta Est. Nel dire che in linea di massima sono favorevole a questa costruzione debbo però aggiungere che siamo parecchio in ritardo; mi ricollego anche a quanto detto dal Consigliere Monami, ricordo infatti che negli anni scorsi, il Consiglio Comunale di Aosta più volte chiese la risoluzione di questo problema, aggravato dal fatto che la circonvallazione Nord era diventata solamente più una strada di traffico veloce, ed Aosta era sempre più disturbata dal traffico pesante.

Si parlò allora di uno svincolo o di un innesto di questo tronchetto in regione Voison, l'Amministrazione Regionale fece, negli anni trascorsi, un po' le orecchie da mercante e non prese mai una soluzione definitiva.

Ora ci viene presentata questa tangenziale, ovviamente col tempo sono venute a moltiplicarsi alcune difficoltà di costruzione, dovute allo sviluppo industriale e allo sviluppo agricolo delle varie zone; ad esempio il vincolo militare che sussiste attualmente nella zona di Pollein per la costruzione dell'eliporto.

Ritornando al problema delle vie di penetrazione in Aosta, a mio avviso, sarebbe opportuno che questo progetto vi potesse porre, in un certo qual modo, un rimedio. Oltre a questo mi sia permesso dire che il tracciato potrà essere più o meno valido a seconda della prospettiva con cui verrà esaminato. Non vorrei che accadesse in questa sede ciò che è successo in un'altra zona del Piemonte, in cui per la definizione di uno svincolo i Consiglieri Comunali erano 25 e 25 erano i progetti di svincolo presentati; evidentemente ogni uomo ha le proprie idee e le sue soluzioni, però, se mi è consentito dirlo, ritengo che questa tangenziale sia stata progettata troppo all'insegna del risparmio e manchi, secondo me, di un ampio respiro programmatico. Non possiamo oggi approvare una strada larga 22 metri, quando tutte le autostrade, che sono state costruite, sono larghe dai 30 ai 32 metri; è pur vero che tale soluzione potrebbe significare un maggior danno per i terreni e per l'occupazione del territorio, tuttavia non possiamo, secondo me, limitarci ad una costruzione di questo genere che forse potrebbe essere già di per sé stessa incapace di assorbire tutto il traffico che oggi l'Assessore Pollicini, fa ammontare a 1.800 autotreni T.I.R. al giorno: è questo traffico pesante che impone delle valutazioni diverse in ordine alla larghezza della strada.

Vi è inoltre un problema che bisogna valutare, mi riferisco al piano della grande viabilità di Aosta, che dovrà essere posto in discussione in questo Consiglio, anche in questo momento. Vorrei sapere quali soluzioni si prevedono da parte della Regione per quanto riguarda il raccordo che deve esservi tra la Statale 26 e la Statale 27; se è vero infatti che il traffico maggiore viene dal tunnel del Monte Bianco è altrettanto vero che lo stesso traffico, sia pure in misura minore, giunge anche dal traforo del Gran San Bernardo; la Città di Aosta verrebbe comunque ad essere costruita da questo traffico; secondo me, questo problema deve essere discusso e valutato. I Comuni interessati a questa tangenziale, dice l'Assessore Pollicini, sono d'accordo nell'approvare il tracciato proposto, salvo il Comune di Charvensod, se ho capito bene. Sarebbe necessario, per quanto possibile, cercare di trovare con il Comune di Charvensod una soluzione valida, tecnicamente idonea che soddisfi le esigenze anche di questa popolazione. D'altra parte, vorrei con questo terminare il mio brevissimo intervento, mi pare che non sia giusto quanto diceva il Consigliere Monami, sulle possibilità di un eventuale finanziamento da parte della Regione, per la costruzione di questa autostrada, che poi egli stesso ha escluso.

Ritengo semmai che la Regione avrebbe la possibilità di intervenire nella fase di costruzione dell'autostrada facilitando e eliminando, grazie al suo potere e alle sue podestà, i problemi che eventualmente sorgessero, in modo da accelerare, per quanto possibile, l'iter di costruzione, che a quanto dice l'Assessore, durerebbe circa 3 anni, io penso che ce ne vorranno anche qualcuno in più, così come sarà necessario forse qualche miliardo in più dei 5 previsti dall'Assessore, raddoppiabili a 10 sul mercato economico; si tratta infatti di una tangenziale di circa 11 km., con due ponti che incideranno, con il loro costo, moltissimo sull'investimento che la SAV ha deciso.

È necessario trovare delle soluzioni che accontentino anche il Comune di Charvensod, e se gli altri Comuni ritengono di essere favorevoli ad una soluzione che, secondo me, e accolgo qui quanto ha detto il Consigliere Fosson, lascia molti dubbi, specialmente, nella zona di Gressan e di Jovençan, sull'attraversamento di una zona che noi sappiamo essere di carattere agricolo, con frutteti, evidentemente non potremo essere noi ad accusarli di sbagliare.

Si dovrà chiedere evidentemente alla SAV di tenere ben presente altresì il problema della penetrazione in Aosta per evitare che la città venga considerata esclusivamente un dormitorio e nient'altro.

---

Si dà atto che dalle ore 18,16 assume la presidenza il Vice Presidente CHANU.

---

Chanu (Presidente) - È iscritto a parlare il Consigliere Bordon. Ne ha facoltà.

Bordon (DC) - Il mio timore è sempre e soltanto quello di parlare troppo e quindi di annoiare tutti voi Consiglieri ed anche chi ci ascolta, perché molte volte non si fa che ripetere ciò che altri hanno già detto in precedenza.

Oggi molte cose sono state dette, ad un livello veramente costruttivo e non di polemica, e ciò mi fa piacere, perché il problema è molto importante. Ora io penso che anche chi si dilungherà, come qualcuno ha già fatto prima di me, lo farà a fin di bene, e quindi ne sarà assolto.

Per iniziare faremo una discussione di carattere generale, lasciando le discussioni particolari di questo tracciato ad altri Colleghi professionalmente più preparati di me, come il Consigliere Borbey, che per la sua attività di Geometra è più portato a parlare di questi problemi. A noi rimane una parte che dovrebbe però essere ugualmente interessante. Noi anziani di questo Consiglio, mi riferisco ai Consiglieri Manganoni, Fosson e Bordon stesso, siamo noiosi, perché ci riagganciamo spesso al passato, perché abbiamo paura forse del futuro. Servendomi di una frase, ho chiesto il conforto dell'Avvocato Bondaz per saperne l'autore ma neanche lui è ferrato in materia, del nostro amico, mi sembra, Cicerone, il quale aveva detto che la storia è maestra di vita, se mi si consentisse mi terrò a livello storico, non vi vorrei tediare troppo, ma nello stesso momento mi sembra sia opportuno ricordare molte cose avvenute, poiché anche se la storia è maestra di vita, nessuno di noi la segue o la guarda mai e se la dimentica sempre, le cose così si ripetono e gli errori si rinnovano continuamente.

A me pare che sarebbe ingiusto sorvolare, come è stato fatto, sul particolare che oggi vi sono 1.800 autotreni T.I.R., che ogni giorno transitano, mentre nel 1967 questo non avveniva. Così facendo coloro che previdero nel 1967 questa necessità salirebbero allo stato di indovini, mentre in questo Consiglio nessuno lo è, ma siamo tutti allo stesso livello e cerchiamo di portare il nostro modesto contributo.

Per non affermare delle cose inesatte sono andato a prendere i certificati e di verbali, che ora sono qui davanti a me, della seduta consiliare del 23 giugno 1967, mattino e pomeriggio. Io penso che qualche Consigliere sia andato già a rileggerli, perché in quest'aula molti sono certamente più diligenti del sottoscritto. Vi garantisco che se andiamo a leggere questi verbali, non riporterò i nomi, né farò distinzioni di partiti, affinché l'esame sia il più obiettivo possibile, rimarremmo molto amareggiati.

Nel 1967 noi potevamo fare arrivare l'autostrada all'altezza del Pont Suaz con una spesa di 4 o 5.000.000.000; pur essendoci i soldi ciecamente non cogliemmo l'occasione, mi ci metto anche io tra costoro anche se però mi permetterò di leggere un piccolo trafiletto che dovrebbe in parte scagionarmi.

I denari erano stati economizzati sui 48.000.000.000 di lire del costo dell'autostrada.

Portammo in questa sala consiliare tre progetti in discussione, ma nessuno dei tre progetti è stato gradito. È vero che ad un certo momento si votò un ordine del giorno approvato con 17 voti favorevoli e 15 contrari e quindi si sarebbe potuto procedere ed è altrettanto vero che le elezioni, avvenute poco dopo, e altri motivi hanno ostacolato l'iter di questo progetto, tuttavia l'opera non è stata fatta.

Si potrebbe brevemente leggere qualche passo di quella adunanza, ad esempio un Consigliere disse: noi votiamo conto questo progetto, perché la verità è che se farete proseguire l'autostrada fino al Pont Suaz questa poi proseguirà ulteriormente.

Naturalmente qualche volta nei nostri discorsi, fatti con passione e con interesse, qualcuno di noi assolve al compito che il governo di centro-sinistra ha affidato a determinati Enti Locali, quello cioè di portare avanti i problemi che riguardano alcuni interessi privati; come vedete però questo non era vero affatto.

Abbiamo discusso tutti in questo Consiglio, e come ho detto, tutte le idee sono opinabili, ogni uomo ha la sua e la porta avanti; andando anche qualche volta contro corrente come vado io, la verità però è che noi in quel momento ci siamo spaventati e per un motivo o per un altro non abbiamo voluto fare arrivare l'autostrada a Pont Suaz, notate poi, su un progetto che in linea di massima ricalcava quello che oggi ci è stato presentato e che, come altri diranno, si snodava sulla riva sinistra orografica della Dora, quasi per tutto il suo tragitto, passando su dei terreni che non erano del valore di quelli toccati dal progetto oggi all'esame del Consiglio.

Se si volesse fare della demagogia, questa sera gli spunti non mancherebbero di certo, sarebbe sufficiente leggere alcune frasi, ma noi lasceremo perdere, perché dobbiamo discutere tutti insieme, nella migliore armonia possibile, per cercare di risolvere il problema della tangenziale Sud che, come è stato detto da tutti gli intervenuti alla discussione, è assolutamente indispensabile. Io vorrei per una soddisfazione personale, perché tante volte veniamo criticati quasi che su dieci cose che facciamo nove siano sbagliate, riferire che qualche Consigliere in quell'epoca ebbe a dire, me lo ha fatto ricordare il Consigliere Monami quando ha detto, parlando della viabilità, che l'attuale circonvallazione Nord non può più essere considerata tale, "Signori se ritenete che sia cosa di poca importanza la tangenziale all'altezza del Pont Suaz, ditelo chiaramente, se invece ritenete che sia cosa che interessi la Città di Aosta, perché potrebbe effettivamente dirigere il traffico leggero in questa città, infatti noi non abbiamo mai dimenticato questo problema, come non lo dimentichiamo nemmeno oggi, allora cerchiamo di realizzare questo prolungamento". Noi pensiamo che le circonvallazioni di Aosta non siano più tali, ma stiano diventando un viale interno della città, infatti vengono costruite con ambedue i suoi lati.

Chiedo scusa se ho ricordato che noi segnalavamo già sette anni fa alcuni pericoli, perché non è certamente con i ricordi e le responsabilità, come quelle che vi stavo leggendo adesso, che si costruisce e si fa qualche cosa.

Seguendo questi pochi appunti che ho preso, vorrei dire che l'intervento dell'Assessore Pollicini, ha bisogno di alcuni chiarimenti, ma penso che saranno sviluppati meglio dal Consigliere Borbey; io mi limiterò a soffermarmi su alcune cose che non ho mai condiviso, da vent'anni a questa parte, in modo particolare da quando è sorta la SAV. Generalmente si parla della SAV come se fosse una Società extra-terrestre, ma Signori, quando noi diciamo che la SAV vuole speculare, forse dimentichiamo alcune cose essenziali, la SAV è una Società costituita da azioni, il 27% delle quali, se non erro, sono dell'Amministrazione Regionale.

Mi sembra necessario proseguire, poiché noi ora ci divertiamo tutti e poi imputiamo le colpe ad altri. Personalmente faccio parte, per conto di un'altra Società, del Consiglio di Amministrazione della SAV, devo quindi stare all'erta per non essere condannato per interesse privato, se si dice quindi che la SAV fa delle speculazioni, io dovrei uscire in segno di protesta, si dà il caso che nello stesso Consiglio di Amministrazione siedano ben cinque Consiglieri e un Vice Presidente del Consiglio Regionale e mi permetto di ricordare che la convenzione, a pag. 25 recita: ... "L'Amministrazione Regionale della Valle d'Aosta assisterà la SAV nella redazione dei progetti di massima e generali, i cui tracciati con il numero dei caselli e la loro ubicazione saranno sottoposti al suo benestare, prima di essere portati all'esame, per l'approvazione definitiva del Consiglio di Amministrazione della SAV e del suo inoltro agli organi competenti".

Quando l'amico Consigliere Manganone afferma che i caselli sono tutti collocati in zone sbagliate, da Aosta in giù, bisognerebbe, e ripeto quanto ho detto prima, che ognuno assumesse le proprie responsabilità, infatti qualcuno deve aver suggerito la collocazione dei caselli, eravamo noi il Consiglio di Amministrazione della SAV.

Un'altra cosa ha detto molto, mi spiace quasi di doverlo ammettere, il Consigliere Monami, allorché ha affermato che noi non abbiamo saputo approfittare di questo servizio che la Valle d'Aosta forniva all'intera nazione dell'Italia, a questo mi permetto di aggiungere che in fondo a noi non resta che respirare il fumo dei tubi di scarico delle macchine.

Tutti noi volevamo una superstrada, ho dimenticato oggi di portare un volumetto di un intervento che mi ero permesso di fare nel 1957, ne darò in omaggio una copia all'amico, Consigliere, Monami; già allora ci sembrava ingiusto che, mentre da Salerno a Cosenza, se non sbaglio, è stata costruita una superstrada, in Valle, vicino al confine, lo Stato non si fosse sentito in grado di costruire una superstrada lunga circa 80 km. per unire il Gran San Bernardo a Pont St. Martin. La SAV non l'abbiamo voluta noi, ma non dimentichiamo che in questa Società abbiamo sempre avuto dei Presidenti valdostani e quindi avevamo la possibilità di agire come meglio credevamo.

Quindi se si sono commessi degli errori la colpa è di tutti noi.

Si dice che la SAV può fare quello che vuole, non è affatto vero, questa Società infatti per poter costruire un tratto di autostrada ha bisogno di avere i decreti di esproprio e io ricordo come appena divenuto Presidente della Giunta, ho trovato sul mio tavolo molte di queste pratiche, come certamente ne ha trovate il Presidente Dujany. Sarebbe sufficiente quindi non firmarle tuttavia io non volevo firmare l'esproprio per la costruzione del bivio di Cogne, ma ho ricevuto una lettera dell'Avvocatura di Stato che mi ha costretto a farlo. Tuttavia per l'esproprio dei terreni in Valle d'Aosta, per la costruzione del tronco di autostrada Quincinetto-Aosta ha sempre firmato il Prefetto, Presidente della Giunta.

Abbiamo accusato gli organismi centrali di aver promesso molte cose che poi non hanno mantenuto, su quest'affermazione, ancora una volta, mi permetto di dissentire: ho avuto occasione, in veste di Consigliere, di parlare con i rappresentanti dell'ANAS, mi hanno detto che l'allargamento della Statale 26 sarebbe stato eseguito sino all'Hôtel Valle d'Aosta e poi in quella zona si sarebbe costruito uno svincolo; ora chiederei se vogliamo o no costruirlo quello svincolo.

Abbiamo potuto vedere come i lavori si siano fermati a causa di una impresa e che la realizzazione di questo progetto lasci molti dubbi, infatti anche allargando la Statale 26 fino all'Hôtel Valle d'Aosta se poi non verrà costruito uno svincolo, che dia la possibilità di uscita dal cavalcavia, credo che nessun problema sarà risolto. Anche in questo caso vi sono responsabilità da parte del Comune, del Piano Regolatore e nostre, intendendo dei cittadini valdostani.

È necessario però che ci pronunciamo sul progetto di svincolo, dobbiamo inoltre decidere le iniziative con cui costringere l'ANAS ad allargare la Statale 26, speriamo che questo allargamento non interessi prati e terreni utili alla nostra agricoltura. Vorrei addirittura dire che forse l'ANAS avrebbe già costruito lo svincolo, se non avesse dovuto aspettare il nostro parere, ma allora avremmo protestato vivamente poiché l'autonomia non sarebbe stata rispettata. Inviterei dunque a riflettere sulle nostre colpe invece di scagliare le nostre accuse verso altri Enti o Società. È evidente che tutta la Statale 26 dovrebbe essere allargata da Quincinetto ad Aosta, ma io non chiedo la realizzazione di sogni utopistici, chiedo la realizzazione dello svincolo nei pressi dell'Hôtel Valle d'Aosta, l'allargamento della Statale dall'uscita dell'autostrada e di mettere le Società interessante nella possibilità di poter eseguire i lavori.

Dopo essermi dilungato forse un po' troppo su questo problema vorrei esprimere il mio giudizio per quanto riguarda le concessioni autostradali. La Società dell'Autostrada venne formata quando al potere vi era una determinata Giunta; noi esprimemmo allora il nostro pensiero, tuttavia essendo sempre stato leale verso i miei avversari politici, rendendomi conto che tutti noi possiamo sbagliare, debbo riconoscere che i nostri avversare allora non poterono richiedere ed ottenere soluzioni migliori, semplicemente perché era impossibile. Tutti i Consiglieri allora desideravano la realizzazione di una superstrada tra Quincinetto e Aosta, ciò non era possibile, e se il problema fosse stato trascinato a lungo credo che sarebbe stata una cosa ancora più negativa.

Ho seguito con molta attenzione l'esposizione del progetto fatta dall'Assessore Pollicini e vorrei chiedere alcune delucidazioni, scusate ma non sono un tecnico, soprattutto per quanto riguarda la collocazione dei caselli.

Mi pare che la prima cosa da esaminare, a questo proposito, sia di prendere in esame le richieste dei Comuni interessati, vorrei inoltre che mi fosse spiegato, forse lo è già stato fatto mentre ero intento a leggere i verbali, se lo svincolo, denominato Aosta-Pollein, segnato in verde sul progetto, verrà costruito; io credo di sì, mentre lo svincolo Pont Suaz - Charvensod probabilmente non verrà costruito, poiché non è più stato segnato e si può notare in questa località un semplice tracciato giallo, forse potrei paragonare questo svincolo ad alcuni capitoli iscritti nel nostro bilancio, solamente per memoria; inoltre vorrei sapere se lo svincolo di Gressan rimarrà o sarà spostato verso Sarre.

Spero che l'Assessore Pollicini vorrà rispondere a queste domande che per altro verranno riprese dal Consigliere Borbey nel suo intervento.

Per riassumere direi che senza dubbio questa tangenziale, non lo dico per pura demagogia, né per accaparrarmi dei voti, deve essere fatta a qualunque costo, considerando che avrebbe dovuto essere costruita almeno sette anni or sono per evitare gli ingorghi di traffico che si ripercuotono su tutto l'anno stradale Aosta-Courmayeur. Indubbiamente dovranno essere tenute presenti le richieste presentate dai vari Comuni interessati, cercando di evitare il più possibile di far passare la tangenziale su terreni produttivi; il tracciato può essere rivisto, ma raccomanderei che questo avvenisse nel minor tempo possibile, poiché, come ha detto l'Assessore Pollicini, ci vorranno almeno tre anni prima che la costruzione abbia termine.

In questo periodo di per sé già molto lungo dovremo risolvere parecchi problemi, ad esempio il tronco di strada che dall'autoporto porta all'autostrada dovrà essere sistemato; per dieci anni non potremo accollarci spese molto grandi, e l'Assessore Pollicini ha ragione e tutto il nostro appoggio quando asserisce che, considerando che l'autoporto è un servizio collettivo e sociale, sarebbe compito dello Stato provvedere ai servizi necessari per il suo funzionamento. Tuttavia noi sappiamo bene quanto sia difficile ottenere dallo Stato queste cose, mentre continuiamo a dibatterci da vent'anni in queste difficoltà. Dobbiamo seguire l'esempio dei biellesi che dopo l'alluvione con i loro mezzi hanno iniziato la ricostruzione ed ora hanno fatto molte più cose degli alluvionati di tanti anni fa, che ancora aspettano le provvidenze dallo Stato. Noi dobbiamo fare altrettanto; rispettando le esigenze dei Comuni è indispensabile che la tangenziale venga costruita, è necessario rivedere il progetto dello svincolo a quadrifoglio nei pressi dell'Hôtel Valle d'Aosta e pretendere dall'ANAS l'allargamento della Statale 26, esaminare e risolvere tutti gli altri problemi, forse anche a spese della Regione, quando non è possibile ottenere i sovvenzionamenti dallo Stato, per garantire finalmente, soprattutto durante l'inverno, la funzionalità dell'autoporto e per rimettere agli operai, che si recano al lavoro in quella zona, di poter raggiungere il proprio posto di lavoro regolarmente e attraversare senza estenuanti e pericolosi ingorghi di traffico.

Chanu (Presidente) - È iscritto a parlare l'Assessore alla Sanità e Assistenza Sociale, Benzo. Ne ha facoltà.

Benzo (DP) - Vorrei fare due brevissime considerazioni, poiché ritengo di avere già sostenuto sufficientemente la necessità della costruzione della tangenziale Sud già nel 1967.

Mi sembra che il tracciato sottoposto all'attenzione del Consiglio, pur con le possibili variazioni dal punto di vista tecnico, anche conoscendo quanto valgano i tecnici che l'hanno predisposto, sia ottimo. Ritengo importante sottolineare che è necessario tener conto di due importanti fattori: uno concernente la viabilità nazionale ed internazionale, l'altro che investe problemi strettamente cittadini e dei Comuni limitrofi.

Sono due problemi che per un verso si uniscono per quanto riguarda il settore autostradale, mentre si dividono per quanto riguarda l'interesse precipuo delle comunità che vivono nella città e nei Comuni limitrofi.

A mio parere, pur valutando positivamente la distanziata posizione delle zone di entrata e di uscita di questo tratto autostradale, ritengo importante tener conto delle esigenze delle nostre comunità. Per quanto concerne il problema più generale della viabilità nazionale ed internazionale, a distanza di sette anni, mi sembra che non sia più necessario prevedere l'avvenire, per rendersi conto che questa grande arteria indubbiamente dovrà proseguire; ritengo inoltre che tra non molti anni verrà messo certamente allo studio il progetto del raddoppio della larghezza stradale dei trafori.

Vi è inoltre il problema di localizzare il tratto autostradale, il più vicino possibile al corso del fiume Dora, per non occupare inutilmente con questa opera terreni che sono veramente ancora utili allo sviluppo sia agricolo che residenziale o industriale.

Avendo perso tempo prezioso e cercando di riguadagnarlo mi sembra giusto quanto è stato fatto osservare da alcuni Consiglieri, infatti, fermo restando l'intenzione di approvare il progetto del tracciato della tangenziale, tenendo conto delle esigenze dei vari Comuni, il problema fondamentale, almeno per il primo periodo, sarà di allargare la Statale 26. Attualmente la Città di Aosta come accessi stradali dispone di un ponte, cavalcavia ferroviario, del piccolo Pont Suaz e di una stretta uscita nei pressi del cimitero. Ora non solo l'aumento del traffico internazionale degli autotreni T.I.R., ma anche di quello della stessa città, dovuto a tutti coloro che vengono nel capoluogo di Regione a lavorare, ad operare o a beneficiare di servizi che, momentaneamente, non sono ancora sufficientemente decentrati, rendono sempre più caotico il traffico in Aosta.

Sarà opportuno tener presenti questi problemi allorché si prenderà in esame il collegamento con lo svincolo Aosta-Gran San Bernardo.

Vorrei fare un'osservazione dal punto di vista tecnico. Mi sembrerebbe forse opportuno esaminare la possibilità di non concentrare in quattro vie di andata e ritorno tutto il traffico per la zona autoportuale, infatti lo svincolo di Aosta Pollein farà confluire il traffico nello svincolo previsto dal tracciato della viabilità generale, approvato dalla Giunta Regionale, che prevede l'allargamento a quattro corsie della Statale 26, forse si potrebbe raggiungere l'autoporto con due vie d'entrata e due di uscita.

Questa è una proposta che presento all'attenzione del Consiglio senza averla approfondita sufficientemente. Infatti potrebbero esservi dei motivi tecnici che ostacolano questo progetto, su questa cara 1:10.000 tuttavia mi sembrerebbe realizzabile.

Dette queste brevissime considerazioni, che sostanzialmente ribadiscono il pensiero che già ebbi modo di esprimere nel 1967, se questo tracciato terrà conto delle osservazioni dei Consiglieri, prima tra tutte quella di snodarsi il più possibile lungo il fiume Dora, e della viabilità cittadina, permettendo ai cittadini di Aosta di entrare e di uscire dalla città con molta più facilità di quanto non potranno fare fra non molto; tenendo conto inoltre che si può eccedere, su un tratto di 11 km., nel numero degli svincoli, personalmente penso che risponderò ad un duplice ordine di esigenze: per quanto concerne la viabilità nazionale ed internazionale, darà sufficienti garanzie di efficienza, nel frattempo terrà conto senza alcun dubbio delle esigenze della Città di Aosta e dei Comuni della fascia dell'"envers".

Quindi io darei il mio parere favorevole all'approvazione di questo progetto, tenuto conto delle considerazioni che ho espresso.

Chanu (Presidente) - È iscritto a parlare il Consigliere Tonino. Ne ha facoltà.

Tonino (PCI) - Concordo completamente con l'intervento fatto dal Consigliere Monami, capo gruppo, il quale ha voluto com'è prassi tra noi comunisti, distribuire un po' della sua capacità dialettica ai compagni che non hanno la possibilità di averne a sufficienza, questo purtroppo non si può fare. Tuttavia posso dire di essere d'accordo con il Consigliere Monami soprattutto quando egli collega il problema della costruzione del tronchetto con l'impegno di allargare contemporaneamente la Statale 26, non solo come diceva il Consigliere Bordon, poco fa, nel tratto che va dallo svincolo dell'autostrada sino ad Aosta, ma direi che l'impegno della Regione dovrebbe essere di allargare tutto il tratto che va da Pont Saint Martin fino ad Aosta.

Per quanto riguarda il tronchetto, mi sembra che sia giusto accogliere, per quanto è possibile, le richieste dei Comuni interessati, tenendo però conto che il tronchetto non potrà essere una strada fatta a serpente, infatti se tutte le richieste fatte dalle Amministrazioni Comunali, da Pont Saint Martin fino ad Aosta, fossero state prese in considerazione, l'autostrada sarebbe stata veramente un susseguirsi ininterrotto di curve.

Penso che sia compito delle Amministrazioni Comunali dei Comuni interessati pensare alle servitù che deriveranno dalla costruzione del tronchetto, soprattutto sulle servitù che oggi sembrano non avere nessuna importanza, mentre tra alcuni anni possono mettere una grossa ipoteca allo sviluppo sia agricolo che turistico. Mi riferisco alle servitù che si collegano ai sottopassaggi dell'autostrada e alla loro capienza; vi porterò un esempio che ho potuto verificare personalmente: il Comune di Donnaz, che non possiamo accusare di non essersi interessato di questi problemi anche nel passato, oggi si trova impedito proprio per non aver valutato opportunamente le conseguenze imposta dalle servitù dell'autostrada in relazione alla possibilità di espansione del paese.

Il Comune di Donnaz ha progettato oggi un ponte che dovrebbe collegare la zona di Vert, Pramotton, Clapey per evitare il tortuoso passaggio a livello che divide il Comune in due parti, ma si trova di fronte ad un sottopassaggio che non ha le dimensioni necessarie per poter sopportare il traffico che ne deriverebbe.

Mi pare dunque sia un buon suggerimento, quando si chiedono delle servitù per i sottopassaggi, di erigere sottopassaggi di dimensione tale da poter offrire un domani la possibilità di un transito di una certa intensità.

Mi pare che prevedere le servitù secondarie sia compito primario delle Amministrazioni Comunali, mi riferisco alle servitù agricole, turistiche. Per i Comuni interessati dotati di Piano Regolatore o senza Piano, bisognerebbe sapere quali progetti prevedono, infatti penso che l'avvenire di un Comune lo si possa calcolare in base alle sue prospettive di sviluppo e spesso il passaggio del nastro stradale potrebbe costringere il Comune ad abbandonare tali progetti.

Inoltre mi pare cosa giusta costringere l'ANAS, come ho già detto prima, ad allargare la Statale 26, non solo presso lo svincolo dell'uscita dell'autostrada ma per tutto il tratto da Pont Saint Martin ad Aosta, perché mi pare si debba vedere il problema nella sua concretezza e nel suo complesso. Ad esempio abbiamo costruito il ponte di Hône, ma ora è urgente allargare il tratto della Statale 26 in quella zona, infatti per chi arriva da Torino e si dirige verso Hône, passando da quel ponte, corre un pericolo gravissimo, perché è un ingresso cieco. Abbiamo fatto bene a costruire questo ponte, però dobbiamo anche provvedere all'allargamento di quel tratto di Statale 26.

Non so quali siano le competenze della Giunta a questo proposito, tuttavia mi sembra che l'ANAS conduca i lavori molto a rilento, sono opere che sono state iniziate sei anni or sono e, seppure sollecitate, non sono ancora state terminate.

Ho parlato ieri, esaminando il piano dei Lavori Pubblici, sulla necessità di allargare il tratto di strada della strettoia di Donnas e di costruire, sempre in quella zona, un marciapiede. L'Amministrazione Regionale ha già stanziato i 50.000.000 di lire di sua competenza e pare addirittura che l'Assessore abbia detto di averli consegnati direttamente all'ANAS, però questi lavori non vengono fatti, io non capisco come non sia possibile costringere l'ANAS ad adempiere ai propri doveri. Sono trascorsi vari anni da quando fu costruito il cavalcavia, al passaggio a livello di Donnas, e ancora ai proprietari devono essere pagati i terreni espropriati, tra questi proprietari vi è un agricoltore che avanza 2.000.000 di lire e vivendo di sola agricoltura sta aspettando ansiosamente di essere pagato.

Mi pare quindi sia doveroso richiamare l'ANAS, non solo sui problemi autostradali, ma anche su queste sue inadempienze; mi pare inoltre che, non certamente per colpa della Giunta, vi sia poco collegamento tra ANAS e Amministrazione Regionale.

Chanu (Presidente) - È iscritto a parlare il Consigliere Borbey. Ne ha facoltà.

Borbey (DC) - Io premetto che dopo l'intervento del Consigliere Bordon e della fiducia che egli ha riposto ripetute volte in me, mi trovo un po' imbarazzato; ammetto volentieri di essere un Consigliere che ha particolarmente a cuore la zona dell'envers, tuttavia cercherò di essere il più obiettivo possibile e di chiedere inizialmente, riservandomi poi di riprendere la parola, alcune delucidazioni all'Assessore competente.

Vorrei iniziare col chiedere per favore al Consiglio Regionale di non divagare dal tema proposto, per me è molto facile chiedere questo impegno perché essendo al mio primo mandato, come Consigliere regionale, non ho reminiscenze, come hanno il Consigliere Bordon, l'Assessore Benzo e altri, sulle discussioni fatte in questa sala nel 1967 a proposito della costruzione di questa tangenziale.

Oggi all'ordine del giorno abbiamo in esame "l'approvazione del progetto di massima della tangenziale Sud di Aosta", è un invito, che rivolgo a tutti, a discutere essenzialmente di questo argomento, altrimenti rischiamo, iniziando a parlare di questioni internazionali, nazionali, dell'ANAS, di non prendere in considerazione il tracciato di massima che oggi è sottoposto alla nostra attenzione. Questo tracciato snodantesi per dieci km., toccherà gli interessi di molte proprietà private, di molto contadini od operai che hanno sacrificato la loro vita per costruire la loro casetta o forse per comprare dei terreni.

All'ordine del giorno abbiamo un problema di particolare importanza e mi rincresce che sia stato presentato dietro sollecitazione della SAV.

Oggi si richiede al Consiglio Regionale di dare un parere sulla tangenziale, infatti la relazione presentata dalla Giunta dice: "Con lettera 24 febbraio 1974 la SAV chiede al Consiglio Regionale il suo parere sulla necessità o meno di costruire la tangenziale...". Io penso che prima della lettera del 24 febbraio 1974 ne siano venute molte altre e che da parte della Società siano già state fatte altre richieste verbali, che puntualizzavano come dal novembre 1974 alla SAV, scadendo la convenzione, era necessario che la Giunta ed il Consiglio Regionale prendessero posizione su questo problema. Si è dovuti arrivare a pochi mesi dalla scadenza della concessione, come sempre succede in ogni amministrazione comunale o regionale, ed ora è necessario decidere molto affrettatamente, altrimenti la SAV potrebbe affermare di non avere molto interesse alla costruzione della tangenziale e di voler abbandonare il problema; si inizia allora la girandola delle planimetrie, le riunioni a "tambour battant", si evita così di sottoporre il progetto ad una attenta analisi, le idee sono confuse al massimo; la cosa più importante è di strappare un'autorizzazione di massima per un tracciato che i tecnici della SAV poi adatteranno in modo da fare risparmiare il più possibile alla loro Società, senza badare se dovranno abbattere delle case o interessare appezzamenti di terreno adatti all'agricoltura.

L'Assessore Pollicini ci ha avvertito che quest'opera ha un carattere sociale e non è possibile soffermarci su questioni prettamente personali, ed io concordo su quest'impostazione, tuttavia non possiamo neppure accettare senza riserve il tracciato sottoposto alla nostra attenzione, come ha fatto il Consigliere Monami che si è fidato ciecamente dei tecnici che lo hanno progettato.

Il Consigliere Bordon, nel suo intervento, ha puntualizzato che nella convenzione l'Amministrazione Regionale ha il dovere e il diritto di esaminare con la SAV il tracciato più idoneo. È dunque compito nostro e dell'Assessorato progettare il tracciato migliore e non accettare opinatamente le planimetrie progettate a Milano, stamparle in 35 copie e farne recapitare una ad ogni Consigliere. Possiamo contare sulla Commissione consiliare permanente ai Lavori Pubblici, su validi tecnici dell'Assessorato, su un Assessore competente e su 35 Consiglieri che ben conoscono la Valle d'Aosta, possiamo recarci sulla collina ed esaminare i 10 km. del tracciato, vorrei sollecitare i Signori Consiglieri ad assumere le proprie responsabilità, poiché io sfido la maggior parte di Voi a spiegarmi precisamente dove passerà questo tronchetto di autostrada, noi stiamo approvando un tracciato di massima, in scala 1:10.000, la Commissione consiliare permanente ai LL.PP. ha dato l'approvazione di massima ad un tracciato in scala 1:25.000, come ha riferito il Consigliere Manganone, e questo progetto era su una planimetria dove erano segnati due tracciati che non corrispondono a quello sottoposto oggi all'attenzione del Consiglio Regionale.

L'Assessore Pollicini, nella sua premessa, ha affermato che la maggior parte delle Amministrazioni Comunali hanno dato parere favorevole a questo tracciato, eccetto il Comune di Charvensod. Ora vorrei chiedere all'Assessore Pollicini se nella riunione di ieri è stata stilata una lettera del Sindaco di Aosta, Charvensod e Gressan che invitava il Consiglio Regionale ad approvare che tutto il tronchetto fosse costruito sulla riva orografica destra. Per caso ho potuto prendere visione di due delibere, una del Comune di Pollein, che si dichiara contrario a questo tracciato e preferisce il primo tracciato progettato dalla SAV, un'altra dal Comune di Charvensod, che fa la stessa dichiarazione, inoltre vi è la lettera dei Comuni di Aosta, Charvensod e Gressan della quale pregherei l'Assessore di darne lettura.

Queste sono questioni che hanno un'importanza capitale e ritengo che il Consiglio all'unanimità approverà, come io mi permetto di chiedere, alcune modifiche: d'altra parte già richieste dall'ordine del giorno presentato dal Partito Comunista, tendenti a prendere in considerazione le richieste avanzate dai Comuni e dalla Regione.

Vorrei ora prendere in esame più approfonditamente il tracciato. Sulla planimetria presentata l'altro ieri, lo svincolo per l'autoporto era sito più a Sud, mentre ora è stato portato più a monte, anche se per questa zona è certamente molto più competente l'Assessore all'Industria e Commercio, vorrei senz'altro esprimere la mia approvazione per questo mutamento, perché prima si vincolava quasi tutto il territorio del Comune di Brissogne. A questo riguardo mi rimane ancora una preoccupazione, questo svincolo verrà a costare parecchio, tuttavia questo è un problema che non deve essere esaminato dal Consiglio Regionale, ma dalla Società che dovrà eseguire l'opera. Pregherei tutti i Consiglieri di non spaventarsi se ad un certo punto questo tronchetto, lungo 10 km., potrà venire a costare 1.000.000.0000 in più, infatti servirà l'autoporto che è un'opera non solo di interesse privato, ma della collettività. Faccio questa premessa perché per servire l'autoporto sarà necessario un altro svincolo in prossimità del ponte attuale di Pollein. Facendo un conteggio abbastanza approssimativo risulta che solamente lo svincolo, vicino all'attuale arrivo dell'autostrada, può venire a costare, tenendo presente quanto detto dai Consiglieri Andrione, Manganone e Bondaz, circa 2.500.000.000 di lire, tuttavia questo svincolo è indispensabile e dovrà essere costruito.

Signori Consiglieri, è necessario inoltre salvare la zona agricola, dovremo così costruire forse un viadotto in più, che costerà circa 500.000.000 di lire; spiegherò meglio il mio progetto; partendo dallo svincolo dell'autoporto, io consiglierei, invece di attraversare la Dora, di passare ad una distanza di circa 300 metri, per salvare il terreno di Brissogne, al limite dell'attuale proprietà dell'autoporto, salvo che l'autoporto non debba ancora essere ingrandito o che in quella zona non si debbano costruire i Magazzini Generali; dovremmo chiarire meglio in Consiglio se si intende attraversare prima la Dora Baltea e guastare la bella campagna di Pollein, per salvare la zona industriale, dove l'autoporto e i Magazzini Generali o altre industrie dovranno ampliarsi. Se così non fosse, allora tecnicamente propongo di passare nei pressi dell'attuale proprietà dell'autoporto.

Non ho capito se si intende costruire subito lo svincolo per Pollein, ad ogni modo, secondo il mio punto di vista, esso sarà indispensabile, quando si costruirà la strada diretta al Gran San Bernardo. Vi è poi l'alternativa del tracciato che passa nei pressi dell'eliporto; non vedo perché l'Amministrazione Regionale non possa interessarsi presso le autorità militari per poter attuare quel tracciato. Passare tra la S.N.A.M. e l'eliporto militare e arrivare in zona Pollein a 200 metri sopra la strada che viene dall'eliporto permetterebbe di annullare completamente lo svincolo. È un dovere del Consiglio Regionale e della Giunta, in primo luogo, di trattare con le competenti autorità militari per esaminare se questa alternativa di tracciato prevista dalla SAV non sia fattibile, io ritengo che lo sia, certamente se non facciamo nessun tentativo il Comune di Pollein verrà per buona parte distrutto.

Il tracciato arriva poi nella zona del Comune di Charvensod e continua sempre sulla destra del fiume Dora, fino ad arrivare alla frazione Pont Suaz che conta 100 abitanti. Questo tracciato, che sembra non poter essere modificato, prevede di passare su due fabbricati del Pont Suaz, il cavalcavia si troverà così ad una distanza di soli 25-30 metri da tutti gli altri fabbricati della frazione.

Ora questo non può essere un tracciato idoneo, io che conosco bene la zona lo escludo, potrei anche sbagliare, vorrei però chiedere al Consiglio, ed in special modo all'Assessore, se ritiene che si debba ad occhi chiusi concordare su questo tracciato di massima. Non ritiene forse logico che prima di arrivare al Pont Suaz si costruisca un viadotto che attraversi la Dora, come invece si intende fare nei pressi del Pont Suaz? Conviene infatti lambire la proprietà della Società Nazionale Cogne, passare tra gli attuali magazzini del Comune di Aosta e il monumento dei partigiani, passare dietro la draga di Montrosset e continuare sulla riva sinistra, sotto il Tesolin, che è tutta proprietà del Comune di Charvensod e di Gressan, in questa zona i terreni valgono molto meno che sull'altra sponda, e non ci sono fabbricati rurali, né case civili.

Proporrei di fare passare poi il tronchetto sulla riva orografica sinistra, fino in prossimità della zona Grenade, in quella località si può forse riattraversare la Dora e costruire lo svincolo di Gressan. Se invece verrà approvato il tracciato che si snoda sulla riva orografica destra, si dovrà costruire un cavalcavia sul Pont Suaz e a me pare che sia impossibile.

Proporrei di fare un sopralluogo per illustrarvi come sia impossibile far passare tutta la tangenziale al di sotto della strada regionale di Gressan. I Signori Consiglieri forse non conoscono bene la zona, ma passati i fabbricati di Roncari, dei Bianquin, dei Lucianaz, arrivati nella zona della famiglia Blanchet e nella zona della Mafer, non si potrà proseguire al di sotto della strada regionale, perché troveremo tutta la frazione Borettaz che ha un fabbricato distante dalla Dora non più di 30 metri e subito dopo c'è la draga della SIRCA; è quindi impossibile passare in questa zona, si dovrà deviare dietro la frazione Borettaz e quindi passare nei migliori frutteti della zona. Si rovineranno così i migliori terreni e tanti fabbricati e famiglie, mentre invece passando sull'altra sponda si potrebbe evitare tutto questo.

Mi scuso per questa mia interpretazione, che può essere anche sbagliata, invito tuttavia il Consiglio a riflettere sull'ordine del giorno, sul quale concordo pienamente per la sua serietà, presentato dal Partito Comunista, con cui invece di esprimere l'assenso al tracciato di massima, diamo il nostro giudizio positivo sulla necessità di costruire una tangenziale, senza esprimere un parere sul tracciato.

Nell'elaborazione del tracciato definitivo dovranno essere prese in considerazione, in linea di massima, tutte le richieste dei Comuni e della Regione. Signori Consiglieri cerchiamo di evitare l'errore di interpellare i Sindaci singolarmente, essi evidentemente sono tutti portati a fare l'interesse del proprio Comune, per questo sono stati votati, di conseguenza il Sindaco di Charvensod chiederà lo svincolo in località Mafer, zona adatta per entrare nella Città di Aosta, il Sindaco di Gressan chiederà invece lo svincolo nella località del proprio Comune e così tutti gli altri. Signori Consiglieri, abbiamo decantato più volte le Comunità Montane, ebbene interpelliamole, questo tronco di tangenziale interessa la n. 4 che comprende Quart, Brissogne, Aosta, Sarre, Gressan, Jovençan, riuniamo i rappresentanti di questa Comunità Montana, con i tecnici della SAV, con l'Assessore competente, con il Presidente della Giunta per esaminare, al di sopra dei particolarismi, facendo forse un sopralluogo, il tracciato migliore.

Come ultima domanda, vorrei chiedere al Consiglio Regionale, se vuole tener presente che il Comune di Pollein ha fatto un piano di fabbricazione, il Comune di Charvensod e quello di Aosta hanno un Piano Regolatore. Quando venni invitato come Sindaco dall'architetto preposto allo studio della tangenziale fui convinto che era interesse di tutta questa zona la costruzione di uno svincolo idoneo, perfetto per l'entrata in Aosta, costruito presso la draga di Montrosset e la draga di Demichelis, in quella zona vergine.

Non vorrei essere tacciato de partigianeria, ma nel tracciato presentato due giorni or sono, era previsto uno svincolo sul territorio di Charvensod che ora è stato portato a Gressan. L'Assessorato ha fatto fare un progetto per la strada regionale per Pila del costo di 1.500.000.000 di lire; ora invece non viene neppure previsto uno svincolo per allacciare l'autostrada a questa strada regionale.

A noi cittadini valdostani questo svincolo interessa molto, perché sentiamo i problemi dei valdostani e interessa pure all'autoporto e all'Alpila. Io sinceramente non riesco a capire come il Comune di Aosta abbia potuto progettare un Piano Regolatore che determinava la località in cui avrebbe dovuto sorgere lo svincolo. Non so come potrà essere legalmente classificata la strada che attualmente porta a Pila, quando non avrà collegamento con questa tangenziale. Si può in seguito prevedere anche un allacciamento con la strada di Gressan, tuttavia ora mi pare necessario e conveniente progettare l'allacciamento con uno svincolo sul territorio di Aosta.

Chanu (Presidente) - È iscritto a parlare il Consigliere Parisi. Ne ha facoltà.

Parisi (MSI-DN) - Signor Presidente, Signori Consiglieri, sarò molto breve.

Abbiamo sentito discutere molto a proposito di questa tangenziale, è infatti un problema su cui non si può derogare. Ho seguito appassionatamente l'illustrazione fatta dall'Assessore Pollicini e tutti gli ottimi interventi che sono stati fatti, a me non rimane altro che fare alcune raccomandazioni, tendenti a salvaguardare, il più possibile, gli interessi dei cittadini e delle loro proprietà.

Concordo su quanto, molto appropriatamente, ha detto il Consigliere Borbey e cioè di fare proseguire la tangenziale fino alla zona di Aymavilles. Allungando infatti il percorso di poche centinaia di metri si può servire anche la zona di Cogne. Vorrei dire soprattutto che se non si fosse attuato l'arretramento della zona doganale, forse mai si sarebbero presi in considerazione questi svincoli di autostrada e certamente nell'interesse commerciale e turistico della stessa Città di Aosta si sarebbe provveduto ad allargare adeguatamente la Statale 26 fino all'entrata di Aosta. Perciò sarebbe logico che fosse il Ministero competente a risolvere questi problemi, dotando di attrezzature adeguate l'autoporto che svolge un lavoro di interesse statale.

Il Collega Monami ha presentato un ordine del giorno che al n. 1 chiede l'impegno del Consiglio Regionale affinché: "...nell'elaborazione del tracciato definitivo, con relativi svincoli, vengano prese in considerazione, per quanto possibile, le richieste dei Comuni e della Regione".

Io penso che tutto questo sia molto giusto.

Come Consigliere Regionale, se ne sarò capace e se ne avrò la possibilità, cercherò di rendermi utile agli interessi dell'Amministrazione Regionale.

L'Assessore Pollicini ha affermato l'esistenza di un transito oscillante dai 1.500-1.800 autotreni T.I.R. al giorno e che l'Amministrazione Regionale ne ricava un utile rapportabile ai nove decimi di questo guadagno. Vorrei completare il mio intervento con una domanda utile all'interesse della Regione; desidererei infatti conoscere in base a quali elementi si addiviene a questo utile. È necessario infatti stabilire i parametri per esaminare, se si può, di addivenire ad un controllo su questo introito, chiedo naturalmente scusa se oso fare queste affermazioni.

---

Si dà atto che dalle ore 19,30 riassume la presidenza il Presidente DOLCHI.

---

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Vice Presidente Chanu. Ne ha facoltà.

Chanu (DP) - Signor Presidente, Colleghi Consiglieri, devo certamente dare atto che il dibattito è stato all'altezza dell'importanza del problema, e che da parte di tutti i Consiglieri si è cercato di evitare la facile demagogia, apportando invece un contributo costruttivo a questo importante problema che deve essere risolto assolutamente, come hanno già detto i Consiglieri Borbey, Monami, Manganone e tutti coloro che mi hanno preceduto. Effettivamente credo che il punto da cui dobbiamo iniziare il nostro discorso sia proprio il problema del traffico che interessa la zona di Aosta, un problema che ha assunto e assumerà aspetti, direi, addirittura angoscianti qualora si guardi al prossimo futuro. Sono quindi necessarie soluzioni che naturalmente contemperino le esigenze del traffico pesante, del traffico internazionale e di lunga percorrenza con i problemi del traffico locale e dell'inserimento dei Comuni in questa corrente di traffico, per evitare che alcune zone della nostra Valle vengano isolate da questo nastro autostradale.

Questo problema naturalmente deve metterci di fronte, con senso di umile consapevolezza, ad una situazione di fatto che richiede l'urgenza e la possibilità di risolverla, tramite l'intervento della Società Autostrada, con la costruzione di un tronchetto, direi meglio di una tangenziale. Dobbiamo francamente riconoscere che nonostante tutti gli ordini del giorno e le petizioni che potremmo fare, prospettando anche una soluzione ottimale in senso assoluto, qualora accantonassimo quest'ultima possibilità, infatti i tempi stanno stringendo anche per la SAV, di potere ottenere il progetto esecutivo entro il mese di novembre 1973, e quindi, sia pure nel corso di due o tre anni, che comporteranno certamente l'adozione di soluzioni contingenti, quali quelle che si sono già prospettate per esempio per lo svincolo autostradale, perderemmo l'occasione possibile di vedere risolto il problema del traffico in Valle d'Aosta nel più breve tempo. Credo che non sia questo il momento, come giustamente diceva il Consigliere Bordon, di fare il processo ai colpevoli, infatti tutti noi abbiamo delle responsabilità non avendo previsto esattamente il tumultuoso sviluppo del traffico che ci ha colti impreparati.

Io credo che questo sia un punto dal quale in questo momento non possiamo, se abbiamo un minimo di responsabilità, esulare; naturalmente tenendo conto di questa situazione l'Amministrazione Regionale non è completamente autonoma nel determinare la migliore delle soluzioni e soprattutto non ha la possibilità di realizzare le medesime, è necessario dunque che vengano adottate soluzioni di mediazione tra le finalità intrinsiche, connaturali di una Società che costruisce autostrade e le finalità dell'Amministrazione Regionale. Se non vogliamo o non possiamo accondiscendere, con una certa umiltà, a questo concetto, evidentemente continueremo a fare degli ottimi discorsi, con la netta sensazione, vuoi cosciente, vuoi inconscia, di non voler o di non poter risolvere il problema.

Per questo io ritengo che effettivamente nel momento attuale l'Amministrazione della Regione non deve in alcun modo rinunciare alla soluzione del problema.

Ci è stato presentato un progetto, diciamo meglio, un tracciato di massima, d'altra parte ricordiamo a noi stessi che le potestà concesse all'Amministrazione Regionale secondo la convenzione fatta con la SAV, riguardano il tracciato ed il progetto di massima e non già il progetto esecutivo. Evidentemente è nostro dovere prendere atto di questo tracciato tenendo conto, con questo non voglio prendere posizione contro coloro che si son fatti portatori di interessi di carattere settoriale, che la Regione deve tutelare e difendere, poiché concordo sulle necessità che questo problema debba ottenere una soluzione, per quanto possibile, in armonia con questi interessi, dicevo è necessario tener conto dell'impossibilità assoluta di conciliare tutti gli interessi particolari e settoriali, in quanto alcune volte o spesse volte possono addirittura apparire contrastanti ed in antitesi fra di loro, e della dimensione tecnica e soprattutto economica e finanziaria, a cui va incontro la Società che deve costruire in questa particolare situazione.

Teniamo conto che la SAV per porre in esecuzione questo tronchetto, impiega, per massima parte, i risparmi dei costi d'opera avuti nell'esecuzione del nastro autostradale tra Quincinetto e l'Eglise e che naturalmente è vincolata da questa disponibilità di finanziamento, alla quale potrà, in un certo senso, ovviare, cercando di potenziare con un nuovo ripiano il finanziamento stesso. Tuttavia la SAV non potrà certo progettare la realizzazione di un'opera che non concordi con la sua concessione iniziale, che prevedeva un'autostrada da Quincinetto fino ad Aosta. Lo svincolo proposto in un primo tempo ad Ovest, all'altezza della Grenade, effettivamente non era idoneo in quella zona a creare un raccordo attrezzato con la strada Statale 26 e con l'entrata di Aosta; si è così proposto di prolungare allora il nastro autostradale. Naturalmente la SAV può, con sforzi che noi non conosciamo e alcuni giochi d'equilibrio che non ci immaginiamo per poter giustificare questo ulteriore onere finanziario, prolungare di 800 o 1.000 metri l'autostrada, tuttavia non possiamo pretendere che il nastro autostradale possa essere allungato come un elastico ed essere portato fin dove, dal punto di vista tecnico e degli interessi settoriali di determinati Comuni, sarebbe logico arrivasse in questa fase, in questa particolare contingenza.

I colleghi Consiglieri che fanno parte della SAV come consiglieri di amministrazione della medesima, potranno dare atto in questo momento, che la SAV seguendo le indicazioni date dalla Commissione consiliare permanente al Turismo ed ai Lavori Pubblici e soprattutto accettando le indicazioni fatte da uno dei membri della Commissione, che era a conoscenza della situazione e dei luoghi, il Consigliere Blanc, ha progettato l'innesto sulla strada Statale 26 il più avanti possibile, nell'intento di trovare una zona che potesse dare effettivamente garanzie maggiori di quelle offerte dalla zona Grenade. La SAV ha inoltre intenzione di fornire l'innesto, sulla strada Statale 26, delle necessarie attrezzature, in modo tale che possa rispondere non soltanto alle esigenze di un inserimento sulla corrente di traffico ascendente, e cioè da Est verso Ovest, ma possa anche fornire la possibilità di creare un facile inserimento per l'accesso in Aosta ovest.

Vi sono altri problemi di cui non vorrei in questo mio intervento ridurre l'importanza definendoli problemi di dettaglio, essi sono però già stati sollevati e sostenuti egregiamente dai Consiglieri che mi hanno preceduto; questi problemi di carattere settoriale io ritengo che in sede esecutiva potranno trovare una soluzione che tenga conto del coacervo di esigenze tecniche ed economiche da una parte e delle esigenze espresse dai Comuni dall'altra.

Vorrei soffermarmi su due punti: si è parlato del passaggio della tangenziale, all'altezza e poco dopo il Pont Suaz, dalla riva destra alla riva sinistra ed il suo disinserimento dalla riva sinistra per ritornare sulla riva destra nella zona di Gressan. Effettivamente io credo che questa soluzione ben difficilmente potrà essere, per ragioni di carattere finanziario ed economico, accettata dalla SAV. Giustamente il Consigliere Tonino esprimeva la necessità che le esigenze di tutti fossero, per quanto possibile, accolte, però dobbiamo anche tener conto che l'autostrada non può divenire una serpentina continua, allo scopo di soddisfare tutte le richieste che sono state sollevate; queste serpentine inoltre comportano accorgimenti di carattere artificiale che vengono a ripetersi nell'ambito di pochi chilometri, incidendo notevolmente sui costi di attuazione di quest'opera. Non possiamo certo pretendere dunque cose che sappiamo la Società non può assolutamente concedere, proprio per le ragioni di carattere finanziario ed economico che vietano già la possibilità di realizzare, da parte della SAV stessa, nel suo intero sviluppo l'opera che noi desideriamo.

Si è discusso sulla possibilità di costruire lo svincolo di Aosta Sud, ebbene a questo proposito vorrei esporre la mia posizione personale.

Io ammiro sempre i grandi progetti, è certo però che quando un progetto di Piano Regolatore prevede in Aosta la stazione della nuova ferrovia Aosta-Chamonix e Aosta-Martigny, inoltre prevede la grande strada che passerà al di sopra della caserma Testafochi, quando queste ultime saranno demolite, che dovrebbe permettere l'accesso al traffico della Città di Aosta verso l'autostrada lato Sud, è evidente che un progetto di questo genere è certamente valido, intelligente e se ne dovrà anche tener conto, però assume anche delle caratteristiche che molte volte non si conciliano con la possibilità di realizzare effettivamente l'opera. Infatti tutto ciò che è stato progettato forse verrà fatto allorquando ci sarà un nastro autostradale che partendo da Calais arriverà, forse con un tunnel sotterraneo attraverso il mar Adriatico, in Grecia per proseguire poi oltre ancora. A me sembra che da un certo punto di vista, prevedere sin d'ora la costruzione dello svincolo di Aosta Sud sarebbe sicuramente anticipare i tempi.

D'altra parte è necessario pensare, qualora avessimo la possibilità e la forza miracolistica di creare nel tempo di quattro o cinque mesi il tronco autostradale e lo svincolo completamente e perfettamente attrezzato nella zona Voison, a ciò che succederebbe nella Città di Aosta, allorquando attraverso le strettoie degli archetti che passano sotto la ferrovia, e attraverso le strettoie lungo il viale dei Parigiani e la strada che porta in Piazza della Repubblica, si riversasse il traffico, naturalmente imponente ed ingente, della tangenziale che si andrebbe addirittura, in alcuni momenti, ad assommare al traffico già caotico dovuto all'entrata e all'uscita degli operai dalla Società Nazionale Cogne. Non vorrei forse anticipare quanto certamente meglio di me potrà dire l'Assessore Pollicini che segue il problema, tuttavia mi sembra si potrebbe, perché dobbiamo sempre guardare al presente pensando però soprattutto al futuro, tenere conto dell'eventualità, che io mi auguro fattibile nel più breve tempo possibile, anche se non ne sono convinto, di una ristrutturazione radicale del centro cittadino di Aosta, grazie all'attuazione dei poli di riequilibrio, che consenta e renda utile e necessario questo accesso dall'autostrada sul lato Sud, si dovrà allora stabilire con la SAV la necessità dello svincolo e l'acquisto dei terreni nella zona dove all'incirca è prevista la sua costruzione; nella penultima planimetria presentataci, tale zona era sita all'altezza di Clérod, se non mi sbaglio, ed in direzione della zona del Voison.

Io non ho molta esperienza sulla costruzione di svincoli o di accessi autostradali, però mi sembra che ben difficilmente e per ragioni, io credo, di fluidità del traffico, si sono previsti svincoli e accessi autostradali distanti poche centinaia di metri dal cuore della città; essi invece normalmente sono posti a distanze tali da permettere al flusso del traffico in entrata e uscita di potersi incanalare con ordine, evitando così di creare intasamenti automobilistici nel cuore della città come potrebbe succedere con la creazione di uno svincolo che portasse subito in strade strette e già interessate dal traffico locale, l'intero traffico di uscita dell'autostrada.

Comunque, ripeto, queste sono osservazioni di carattere personale, la cosa importante a mio avviso è che questo progetto e questo tracciato, se vogliamo che effettivamente vengano realizzati da parte della SAV, non debbono subire modificazioni di carattere sostanziale.

Io credo di poter aderire appieno all'oggetto dell'ordine del giorno e a quanto il Consigliere Monami vorrebbe far inserire, infatti mi sembra necessario insistere affinché nella fase di studio che succederà all'approvazione del tracciato di massima, si tenga conto delle varie e spesso contrastanti esigenze, cercando di comporle e unificarle, per quanto possibile. Non credo però che in questo momento sia cosa buona imporre o proporre soluzioni diverse, soprattutto per quanto riguarda il tracciato, sia pure con le modifiche che vi possono essere apportate, quale lo spostamento del nastro autostradale il più possibile verso la riva del fiume per interessare terreni di minor valore e creando quindi minori difficoltà, sia pure con tutte le possibilità che noi avremo ancora di poter condizionare e indirizzare nella fase della strutturazione e dell'attuazione pratica il problema degli svincoli e dell'accesso Sud alla Città di Aosta.

Infatti è necessario che i tecnici che intraprendono, in questo breve periodo di tempo, il lavoro, abbiano al più presto la possibilità di poter passare dalla fase di progettazione di massima alla fase di esecuzione; altrimenti io credo e temo che tutto il nostro impegno per portare alla Città di Aosta e ai Comuni vicini, una soluzione migliore urti fatalmente con una ben più triste realtà: ancora una volta, per un nobile intento perfezionistico, non avremo attuato nulla di concreto che aiuti a dare il via a questa realizzazione, che al momento a noi appare come l'unica fattibile in tempi relativamente brevi.

Dolchi (Presidente) - È iscritto a parlare il Consigliere Andrione. Ne ha facoltà.

Andrione (UV) - Non riprenderò la discussione, perché credo sia perfettamente inutile. Vorrei solamente dire che abbiamo esaminato un tracciato di massima che certamente verrà molto modificato, infatti da informazioni avute in quest'aula e da coloro che si occupano di questo problema, risulta che lo svincolo previsto in zona Eglise sarà modificato e che vi è una servitù militare nella zona di Pollein comprendente larga parte del terreno attraversato dall'autostrada ed estendentesi praticamente sino alla grande ansa del fiume Dora da una parte e dall'altra sin oltre la SNAM. Di conseguenza noi accetteremo, non ne spiegherò il motivo poiché mi sembra inutile, l'ordine del giorno presentato dal Consigliere Monami, apportando alcune modifiche che semplicemente sono soppressive, essendoci una contraddizione nei termini, tra quanto è detto sopra e quanto viene detto al punto 2. Noi proporremmo questa versione: "Il Consiglio Regionale nell'esprimere l'assenso alla costruzione di una tangenziale Sud di Aosta, richiede che ..." ed il testo per la parte rimanente resta invariato.

Mi sembra infatti sia indispensabile che il Consiglio si pronunci sul tracciato definitivo anche se si tratta di un tracciato di massima rispondente agli elaborati del progetto esecutivo. In conseguenza di tutto ciò mi sembra di poter oggi dare il nostro assenso alla costruzione della tangenziale Sud, sperando di potere avere quanto prima il materiale necessario per dare l'assenso ad un progetto di tracciato che non sia così provvisorio come quello che stiamo discutendo.

Dolchi (Presidente) - Non c'è più nessuno iscritto a parlare e ci stiamo avviando alla conclusione; sono state presentate delle proposte più concrete. Mi sembra che comunque dovrebbe essere indicato un tracciato di massima comprendente almeno le entrate e le uscite. Il Consiglio, o per lo meno i Capi Gruppo hanno avuto copia della primitiva proposta, che adesso è stata modificata dal Consigliere Andrione.

Ci sono altri Consiglieri che chiedono la parola?

La parola al Vice Presidente Chanu.

Chanu (DP) - Io credo che il Consigliere Andrione ha usato brillantemente le sue doti di oratore e benché affermi di non aver modificato nulla, ha apportato modifiche sostanziali. Noi infatti abbiamo discusso per quattro o cinque ore, arrivando alla stessa conclusione alla quale si giunse già nel 1967 e sulla quale eravamo d'accordo, cioè sull'utilità di una tangenziale Sud.

In questo momento però il Consiglio è tenuto a rispondere sul progetto del tracciato di massima di questo tronchetto, è necessario infatti dare, a chi dovrà di fatto proseguire gli studi di carattere progettuale, un'idea della struttura definitiva dell'opera, escludendo a priori particolari quali il raggio di curva di uno svincolo o l'ampiezza di un altro svincolo; queste infatti sono precisazioni che non fanno parte di un progetto di massima, ma di un progetto esecutivo. Perciò se l'ordine del giorno presentato dal Consigliere Monami aveva un senso, anche con tutti i condizionamenti previsti, che a mio avviso erano impegnativi per coloro i quali dovranno proseguire i lavori, ma che esprimevano un determinato indirizzo; io credo invece che ora si tenda ad aggirare il problema, arrivando ad una definizione di principio che era perfettamente inutile. Infatti eravamo già tutti d'accordo sulla necessità di costruire una tangenziale Sud e perciò fermarsi a queste affermazioni di principio implica di procastinare tutte le decisioni e di lasciare indefinito il progetto di massima sulla base del quale non si sa con precisione chi dovrebbe presentare un progetto definitivo.

Signori Consiglieri, approviamo questo tracciato o qualsiasi altro che ricalchi a grandi linee il progetto della tangenziale Sud ed in seguito lo sottoporremo di nuovo alcune volte alla discussione, presentandolo, anziché in scala 10.000, in scala 5.000. L'ordine del giorno del Consigliere Monami, aveva un senso in quanto delineava le cose che avrebbero dovuto essere fatte: la necessità di tenere presenti le richieste dei Sindaci, la possibilità di apportare modifiche ritenute da noi opportune, ecc.

Ora invece ritengo che una dichiarazione di principio così generica esprimerebbe la volontà dell'Amministrazione della Regione di aver ancora una volta affrontato il problema senza darne una soluzione.

Dolchi (Presidente) - Sono iscritti a parlare i Colleghi Monami, Manganoni, Manganone e Andrione. Se il Consigliere Andrione intende chiedere la parola per precisare il suo punto di vista, mi permetterei di sovvertire l'ordine degli interventi, cosicché i Consiglieri che interverranno successivamente possano avere presente questa chiarificazione.

La parola al Consigliere Andrione.

Andrione (UV) - Quanto ad oratoria brillante sono certamente inferiore al Consigliere Chanu, il quale vuole far pagare un progetto di massima, come un progetto definitivo. Noi diamo una risposta vaga, perché vaga è stata la soluzione proposta.

Ciò che più ci preoccupa è che con un voto favorevole noi deleghiamo praticamente la definizione del tracciato a misteriosi individui, che certamente il Consigliere Chanu conosce meglio di me, i quali dovranno sottoporre al Consiglio Regionale il progetto definitivo.

La proposta del Consigliere Monami ha un senso soltanto se si approva come progetto di massima quello presentato oggi in aula, in caso contrario si sarebbe approvato un progetto che si chiedeva diverso e questo non sarebbe per niente una cosa seria. Ci sembra dunque corretto e sensato esprimere l'assenso alla costruzione della tangenziale Sud della Città di Aosta e chiedere che il tracciato definitivo con relativi svincoli in scala 1:5.000 venga sottoposto all'approvazione del Consiglio Regionale, poiché sappiamo tutti, come è stato chiarito nella discussione, che il tracciato presentato oggi alla nostra attenzione non è quello definitivo.

Dolchi (Presidente) - Pregherei i Signori Consiglieri di omettere, se è possibile, la parola progetto, perché si possono generare delle incomprensioni. Si parla sempre e solo di tracciato di massima o tracciato definitivo, intendendo per tracciato definitivo un tracciato su scala 1:5.000 o 10.000 o 25.000. Mi sembra comunque sia opportuno fare una precisazione: abbiamo avuto il primo tracciato che è stato discusso in una Commissione consiliare, poi un secondo tracciato è stato oggetto della planimetria in data 18 aprile, è stato presentato in seguito un altro tracciato oggetto anch'esso della planimetria in data 23 aprile; si è poi passati ad una fase successiva che ha permesso il passaggio da una ipotesi di tracciato ad un tracciato che si prestasse meglio alla discussione in aula.

Sarebbe necessario indicare negli interventi a quale tracciato si fa riferimento. Questa è stata una chiarificazione che ho voluto fare affinché nel corso del dibattito non nascano incomprensioni.

La parola al Consigliere Andrione.

Andrione (UV) - Vorrei rispettare quanto era stato detto all'inizio, mi pare, dall'Assessore Pollicini il quale malgrado le lamentele del Consigliere Bordon, affermava che avrebbero potuti essere fatti ancora altri disegni e altri tracciati e che il progetto n. 406, sottoposto oggi al Consiglio Regionale, non avrebbe pregiudicato nulla.

Dolchi (Presidente) - È iscritto a parlare il Consigliere Monami. Ne ha facoltà.