Rédaction informelle du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 92 du 26 avril 1974 - Resoconto

OGGETTO N. 92/74 - Rinvio della decisione riguardante la soluzione del problema dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani in Valle d'Aosta.

Dolchi (Presidente) - Do la parola all'Assessore ai lavori pubblici Pollicini per la relazione introduttiva all'oggetto iscritto al numero 10 dell'ordine del giorno "Provvedimenti relativi alla soluzione del problema dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani in Valle d'Aosta".

Pollicini (DP) - Il problema è già stato più volte dibattuto in questa aula. Esiste la legge del 7 marzo 1973, n. 2, che detta le "Norme per il servizio di incenerimento dei rifiuti solidi". Il periodo trascorso da questa data ad oggi è abbastanza lungo, anche perché a cavallo di una campagna elettorale e per l'inizio della nuova legislatura, ma, nel frattempo, il problema è stato riproposto in Consiglio, come si legge anche nella relazione allegata; una apposita sottocommissione tecnica ha elaborato una bozza di bando di appalto-concorso per la "costruzione e la gestione dell'impianto di incenerimento dei rifiuti solidi denominato Aosta Est". In seguito, c'è stato un ripensamento in seno al Consiglio relativamente al metodo prescelto per lo smaltimento stesso. Sono state presentate mozioni, si sono svolte discussioni, la Commissione per i lavori pubblici e la sottocommissione tecnica hanno effettuato delle visite per reperire informazioni e valutazioni diverse. Si è svolta poi, se non sbaglio, circa 20 giorni fa, una riunione della Commissione prevista dalla legge del 1973, nel corso della quale non è stato trovato un accordo univoco sull'applicazione della legge stessa.

I metodi di smaltimento dei rifiuti a confronto sono stati tre e cioè l'incenerimento, previsto dalla legge del 1973, la trasformazione in compost e la discarica controllata, ognuno dei quali ha pregi e difetti. La Commissione, che non è stata d'accordo sulla scelta di un metodo, ha dichiarato, però, urgente la soluzione del problema, che va quindi affrontato in Consiglio, per essere avviato sul piano concreto. Le stesse visite delle Commissioni in Germania ed in Danimarca non hanno portato ad un'unica valutazione.

Come ho detto, ogni metodo ha pregi e difetti che sono abbastanza noti. Per introdurre rapidamente il problema, mi pare, per quanto ho cercato di sintetizzare, che la trasformazione in compost risulterebbe oggi un metodo non sufficientemente avvalorato da esperienze in modo da dare la garanzia che la sua scelta non sia poi sbagliata. I motivi sono molti, uno dei quali riguarda evidentemente l'utilizzazione del compost nell'agricoltura montana valdostana. Questo concime dovrebbe essere sparso nei prati, che oggi, per la particolare orografia delle nostre zone, vengono concimati con il liquame delle stalle, che scende nei ruscelletti che ci sono; sarebbe un po' diverso portare con la gerla questo tipo di concime. Il metodo mi parrebbe valido nella Pianura Padana o forse nelle serre della Riviera Ligure, dove lo stendimento di questo materiale organico potrebbe essere fatto con mezzi meccanici, ma in Valle d'Aosta ci sarebbero molte difficoltà per il suo collocamento.

Inoltre c'è il fatto che la quantità di materiale inorganico esistente nei rifiuti si presume sempre più in aumento, così come non è costante la quantità di materiale organico, che varia dalla stagione invernale a quella estiva, quando, ad esempio, c'è la frutta. L'aumento delle sostanze plastiche riduce la possibilità di utilizzazione come concime e la crescente difficoltà nello smaltimento dei rifiuti non organici creerebbe la necessità, per il loro smaltimento, di un inceneritore sia pure di piccole dimensioni e cioè diventerebbe un impianto misto, che è ancora da verificare.

Bisogna ancora tener presente che la trasformazione in compost, specialmente in certe stagioni, potrebbe produrre delle esalazioni non gradite e quindi bisognerebbe portare gli impianti lontano dalle zone urbane per dare certe garanzie.

Dall'altra parte ci sono dei vantaggi che consistono nel recupero e la riutilizzazione di una parte dei rifiuti, soprattutto in zone comode e nel minor spazio richiesto da un impianto di questo tipo.

Passando al metodo dell'incenerimento, ho già detto anche in Commissione che non è quello ottimale, però ha un'esperienza cinquantennale alle spalle e da questo punto di vista penso che possa avere una valutazione positiva. Questo metodo ha il lato negativo di creare probabilmente dei fumi che potrebbero essere inquinanti. I costruttori assicurano che con i filtri elettromagnetici riescono ad abbatterli tutti; il tipo di combustione che avviene a circa 1.000 gradi è totale e quindi dovrebbe eliminare, secondo i tecnici, eventuali fumi nocivi. Una parte verrebbe abbattuta dai filtri e quella che esalerebbe nell'aria, dovrebbe rispettare assolutamente le norme di legge che prevedono le limitazioni in materia. Dovrebbe dare certe garanzie il fatto che gli impianti, che i nostri tecnici hanno visitato a Copenaghen, sono costruiti al centro di quartieri residenziali e che il calore sviluppato durante l'incenerimento serve per il loro riscaldamento. Se i Danesi costruiscono gli inceneritori al centro di grossi quartieri di 300, 400 mila abitanti per riscaldarli, teniamo conto che nella zona visitata il riscaldamento è necessario per circa dieci mesi all'anno, ciò mi fa pensare che ci siano delle garanzie che i fumi non sono inquinanti. Può darsi che per noi il discorso dell'utilizzazione del calore non abbia un senso sia per l'ubicazione che intenderemmo dare agli impianti sia perché per il periodo estivo non abbiamo bisogno di questo calore e per il periodo invernale il suo uso ci può anche non convenire.

Il metodo della discarica controllata potrebbe essere una soluzione temporanea che consentirebbe la verifica dei metodi precedenti, utilizzando per qualche anno cave e vallette molto lontane dai centri abitati, entro le quali portare i rifiuti, evidentemente con controllo e con la diffusione di sostanze moschicide e topicide, ecc. . Potrebbe essere il metodo di transizione in attesa della nuova decisione di questo Consiglio, visto che ormai le decisioni vengono riprese.

Penso che sia opportuno anche riconoscere la validità delle osservazioni fatte da alcuni costruttori sia dell'uno che dell'altro metodo, i quali sostengono che un appalto concorso unico per il trasporto e per la gestione non è utile. Una impostazione, quella della costruzione e della gestione dei forni, è tipicamente industriale, l'altra è tipica di un'azienda specializzata nei trasporti pubblici. Il fare un appalto unico di 20 anni, come la legge prescrive, può generare l'inconveniente che la gara di appalto veda prevalere il trasporto rispetto all'attività del forno o viceversa. Forse è opportuno quindi che il Consiglio esamini, anche se non è il caso di dividere in due, se viene scelto questo metodo, l'appalto: da una parte costruzione, manutenzione e gestione del forno, dall'altra trasporto. Mi pare che, per quanto riguarda l'introduzione del problema, vi sia molta materia di discussione.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Andrione. Ne ha facoltà.

Andrione (UV) - Concordiamo nella parte tecnica con le spiegazioni fornite dall'Assessore ai lavori pubblici Pollicini, ma vorremmo dire che la discussione che facciamo questa sera in Consiglio deve essere aldilà, non al di sopra, differente dalla questione puramente tecnica, in quanto noi ci troviamo di fronte ad una scelta che il Consiglio regionale ha già fatto, votando all'unanimità una legge. Ora, è chiaro che, se ci fossero delle ragioni impellenti e gravissime che sconsigliano il metodo scelto, allora potrebbe essere logico ritornare sull'intero problema della tecnica da seguire, in quanto scarteremmo la decisione presa dal Consiglio con una legge e diremmo: "non facciamo un errore, dal momento che abbiamo scoperto queste e queste altre cose". Al contrario, le indagini fatte, sia da commissioni consiliari che da commissioni puramente tecniche, hanno potuto stabilire quanto l'Assessore ai lavori pubblici Pollicini ha spiegato molto chiaramente questa sera e cioè che ogni sistema, oggi come oggi, presenta degli aspetti positivi e degli aspetti negativi e che di conseguenza è impossibile, al momento attuale, trovarne uno che sia ottimale sotto tutti i profili. Dall'altra parte è evidente che noi dobbiamo aspettarci degli oneri gravi di fronte ad una scelta di questo genere, che però in questo momento è, come è stato sottolineato nella relazione dell'Assessore, indifferibile per la Valle d'Aosta.

Direi, però, che le ultime parole dell'Assessore mi hanno un po' preoccupato in questo senso: la legge che noi abbiamo adottato nel marzo del 1973 poneva un termine e voleva risolvere il problema delle discariche. In tutte le relazioni tecniche che abbiamo letto è scritto che la discarica controllata tende inevitabilmente a diventare libera e le esperienze in materia sono particolarmente probanti in Valle d'Aosta, dove le discariche libere sono la normalità. Cito un solo dato fornito alla Commissione speciale dal Medico regionale: due anni e mezzo fa eravamo a 700 mucchi di immondizia, oggi siamo a 850 e continueremo certamente l'aumento con un ritmo accelerato. Pertanto, a nostro avviso, la scelta della discarica come soluzione di attesa deve essere esclusa, anche perché poi prodotti contro i topi, ecc. a cui accennava l'Assessore, sono inquinanti e alla lunga finirebbero certamente nei terreni e nelle acque, con tutte le conseguenze che noi possiamo immaginare.

Dovendo scegliere oggi per la Valle d'Aosta tra i due metodi, che sono stati in realtà quelli palleggiati in questo anno di tempo, cioè tra l'incenerimento e la riduzione in compost, per le particolari condizioni della valle e per immaturità tecnica, essendo noi di certe soluzioni, che potranno essere buone fra alcuni anni, ma che per ora hanno bisogno di verifiche, noi riteniamo che sia indispensabile procedere con l'incenerimento.

Al problema di dividere l'appalto in due parti noi vorremmo rispondere in maniera pratica e cioè prendiamo questa sera in qualità di Consiglio una decisione di principio, che io spero sia quella auspicata dal nostro gruppo, ma che sia comunque chiara e precisa, e diamo incarico alla Commissione di stabilire, entro brevissimi termini, in quale modo si debba procedere. E si vada avanti rapidamente perché ci stiamo non solo ridicolizzando, ma è sbagliato dopo un anno dall'adozione della legge continuare a discutere sul metodo. Non solo le previsioni di spesa che allora erano di 4.000 lire alla tonnellata di rifiuti sono salite a 7.000 lire alla tonnellata, ma, se andiamo a palleggiare in questo modo il problema, ci troveremo di fronte a dei costi sempre crescenti con dei risultati negativi per l'Amministrazione regionale.

In realtà il punto più difficile della questione è quello di accettare il fatto che la soluzione che adotteremo presenterà comunque degli inconvenienti. Ora, io credo, ed è per questo che all'inizio dicevo che dobbiamo andare al di là dell'aspetto tecnico, che sia la caratteristica più propria della politica quella di assumere i rischi che sono sempre inerenti ad un'azione politica seria. Non c'è nessuno di noi che sia nato infallibile o che può sperare di trovare delle soluzioni miracolistiche. Dobbiamo assumere le nostre responsabilità e con esse i rischi che la nostra decisione di fare della politica comporta.

In conclusione il gruppo dell'Union Valdôtaine si dichiara favorevole agli inceneritori, con quella graduazione che era stata prevista dall'approvazione della legge del 1973, ed a demandare alla Commissione speciale la determinazione delle modalità tecniche dell'appalto, raccomandando di procedere con la massima rapidità, perché effettivamente, anche se poteva essere utile discutere, quest'anno rischia di essere un anno perso.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Monami. Ne ha facoltà.

Monami (PCI) - La nostra opinione su questa questione abbiamo avuto occasione di esprimerla altre volte. Comunque, mi pare di dover apprezzare l'impegno e la preparazione con cui l'Assessore ai lavori pubblici è venuto ad illustrare il problema in Consiglio. Secondo me questa potrebbe essere l'indicazione di un certo metodo di lavoro, che non sempre è rispettato in questo modo. Si viene in Consiglio, si chiedono dei pareri e si vota su come fare o meno immediatamente. Se tutti gli argomenti o almeno i più importanti ed i più impegnativi fossero prima sottoposti ad un esame da parte del Consiglio, l'esecutivo trarrebbe le conclusioni da un dibattito, nel quale ogni forza politica avrebbe espresso la propria opinione ed i propri suggerimenti. Così mi pare che dovrebbero funzionare le assemblee elettive; comunque, al di là del metodo di lavoro, che avremo occasione di affinare, sull'argomento specifico io ho avuto occasione di dire, e corro il rischio di ripetere cose che avete già ascoltato dall'Assessore e dal collega Andrione, che i sistemi dell'incenerimento, della riduzione in compost e della discarica controllata hanno ognuno dei pregi e dei difetti, ma certo un dato di fatto quasi incontestabile, direi, è che gli inceneritori hanno ormai preso la piazza su questo problema.

In Comuni più avanzati dei nostri, nel senso di tempi di realizzazione di certe opere, non per considerazioni di diverso tipo, vediamo che sorgono inceneritori. Ovviamente, per i contatti avuti con gli amministratori di questi Comuni e di Province e Regioni, noi vediamo che si sono trovati e si trovano davanti agli stessi nostri problemi, ai pregi e difetti dei vari sistemi. Quindi non mi tratterrò a lungo su di essi; ritengo che il nostro parere favorevole, al di là di tutte le altre considerazioni possibili, vada al metodo dell'incenerimento. L'unica preoccupazione che abbiamo, ed anche ciò ho già avuto occasione di dirlo, è nel senso che non vorremmo correre il rischio che, per discutere molto sui mezzi migliori per raggiungere un certo obiettivo, ci sfugga di vista l'obiettivo principale. Penso che lo conosciamo tutti, è stato denunciato dai medici e più volte dalla Commissioni al Consiglio, c'è una interpellanza del collega Manganone e ognuno di noi, visitando la nostra bella Valle ha visto centinaia di discariche, di mucchi di immondizie. Quindi l'obiettivo è di fare un po' di pulizia in questa nostra Valle, che ne ha tanto bisogno, e non vorrei che lo perdessimo di vista per una diatriba fra noi sui metodi migliori, questione sulla quale ognuno di noi ha le proprie opinioni, che si tiene, salvo esprimerla, come abbiamo fatto noi con la nostra.

Quindi, secondo me, bisogna andare avanti un po' velocemente, anche perché, ad eccezione della discarica controllata, gli altri metodi comportano l'azione finale di un inceneritore. Abbiamo le esperienze di Stoccarda e quella più avanzata, se così si può dire, di Perugia, dove l'impianto di reciclaggio completa tutto il ciclo di operazioni con un forno di incenerimento, che è indispensabile, in quanto non è possibile trasformare tutti i rifiuti in concime o recuperarli. Allora affrontiamo questo problema con il mezzo che, per opinione più o meno comune, è il più sperimentato e che comunque si trova alla conclusione di metodi di smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Ritengo che così potremmo camminare verso l'obiettivo che ci siamo prefissi immediatamente, cioè di ripulire, per quanto possibile, la nostra Valle ed inoltre mettere in funzione un impianto che, comunque, servirebbe per tutti i materiali che non possono essere riutilizzati, nel caso che il reciclaggio e la trasformazione in compost dimostrassero di essere metodi veramente positivi e potessero essere guardati con interessante attenzione, Mi pare che, se poniamo il problema in questi termini, non abbiamo molte scelte.

Mi sia permesso ancora di esprimere una opinione del tutto personale sullo sdoppiamento dell'appalto. Io metto in guardia il Consiglio su un fatto che mi pare abbastanza importante; il collega Andrione non lo ha affrontato, ma avrà una sua opinione in proposito. Questo appalto non è come quello per la costruzione di una scuola, che dopo può essere gestita tranquillamente dal Comune, o di un ospedale, che poi è gestito da altri che i costruttori. Noi ci troviamo di fronte un'impresa che deve costruire, e scusatemi il paragone, un piccolo stabilimento con delle attrezzature meccaniche e tecniche, che avranno costantemente bisogno di manodopera per la loro manutenzione, non solo, ma per il cui funzionamento ci sarà un certo costo. Se noi sdoppiamo l'appalto, affidiamo la costruzione dell'impianto di incenerimento a qualche ditta che si preoccuperà di consegnarcelo funzionante, ma senza nessuna responsabilità circa le successive spese di gestione, in quanto la gestione di un impianto può essere concepita in modo più o meno economico. Sorge poi il problema, a cui è legato quello della raccolta dei rifiuti, dell'appalto della gestione, o anche della gestione diretta da parte dell'Amministrazione regionale. Successivamente così ci troveremmo di fronte ad alti costi di gestione, in conseguenza di una costruzione dell'impianto, che non ne tiene conto e l'impresa gerente, o l'Amministrazione regionale in tale funzione, dovrebbe appaltare il servizio con tali costi di gestione più elevati, che il costruttore dell'impianto non ha potuto, o meglio, voluto evitare. A me pare che l'appalto, che è stato previsto, ovvia a questo inconveniente e permette la soluzione in modo abbastanza corretto del problema della costruzione e della gestione: colui che appalta la costruzione dell'impianto ne appalta anche la gestione e quindi nella costruzione dell'opera bada anche ai criteri che rispondono alle esigenze di una conduzione economica.

Se le cose stanno in questo modo, e credo che, ovviamente, siano opinioni del tutto personali, mi pare che non ci sia più molto da aggiungere a quanto ho detto. Il metodo dell'incenerimento è quello che, per la sua maggiore sperimentazione, ci dà più garanzie rispetto a tutti gli altri, che sono, secondo me, da prendersi in considerazione, ma quando saranno sufficientemente sperimentati; usiamo l'accorgimento dell'appalto comune per coinvolgere il costruttore nella conduzione dell'azienda. Non bisogna correre ulteriormente dietro alla ricerca della soluzione ottimale, perché ritengo che non perderemmo che del tempo o, perlomeno, correremmo il rischio di perdere di vista l'obiettivo a cui accennavo.

Per quanto riguarda le responsabilità, cui accennava il collega Andrione, ritengo che egli abbia ragione: dobbiamo esprimere le nostre opinioni e ognuno di noi sappia prendere tutte le responsabilità, anche in contrasto con quelle che possono essere le indicazioni date dal Consiglio. È chiaro che ci vuole del coraggio per assumerle e fare in modo che i problemi non rimangano ad incancrenirsi nel tempo e a diventare sempre più vecchi e di più difficile soluzione.

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Si dà atto che dalle ore 19,50 assume la presidenza il Vice Presidente PERRUCHON.

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Perruchon (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Manganone. Ne ha facoltà.

Manganone (Ind.) - Sono sicuro che alla mia interpellanza risponderà il Presidente della Giunta tra non molto. Comunque io vorrei dire che a mie spese ho cercato di farmi una certa esperienza riguardo allo smaltimento dei rifiuti. Sono andato in Lombardia, in Toscana, in Piemonte a vedere vari tipi di inceneritori. E sono stato fortunato, perché durante questi viaggi ho conosciuto un progettista, non un costruttore, che mi diceva che sarebbero presto usciti sul mercato degli inceneritori con un brevetto non esistente da nessuna altra parte del mondo, già in funzione sperimentalmente da due anni a Lecco. E mi raccontava il costruttore: "È stato l'uovo di Colombo, perché ho potuto iniettare in questi inceneritori dell'ossigeno, per cui si sviluppa una determinata quantità di calore in più che polverizza, rende asettico il materiale e fa in modo che la combustione dia dei risultati veramente buoni, nel senso che la cenere non risulta del 30-35%, ma del 5%. Mi ha fatto vedere anche dei certificati ministeriali e precisamente del Ministro per l'Ecologia On. Bucalossi, nei quali era scritto che tali ceneri possono essere immesse in torrenti oppure in fognature, dove avrebbero un potere di filtraggio, purificando le acque o perlomeno rendendole meno inquinate. So, però, che questo tipo di inceneritore brevettato, come detto, per la prima volta in Italia e che ha fatto la sua comparsa alla Fiera di Milano è di piccole dimensioni; il prototipo che ho visto a Lecco posso dirvi che era sistemato in una zona residenziale, per cui i fumi certamente non erano inquinanti. Le finestre delle case erano aperte ed anzi il progettista diceva: "in quella casa abita un Consigliere comunale, e potete capire che se l'odore e il fumo fossero deleteri certamente l'impianto non avrebbe funzionato per due anni".

Io ho passato, alcuni giorni or sono, all'Assessore ai lavori pubblici la documentazione che ho reperito nel mio vagabondaggio per l'Italia; pregherei la Giunta di considerare un po' questa soluzione, anche perché comporta una spesa relativamente modesta.

Per quanto riguarda la bozza di appalto-concorso, che io ho letto molto attentamente, ho dei dubbi che ci sia qualche ditta che possa concorrere. Intanto le spese sono enormi come pure la durata di vent'anni e poi pensiamo che i metodi si evolvono e magari fra due o tre anni probabilmente gli inceneritori potrebbero avere subito delle trasformazioni. Quindi io dico di lasciar perdere per un attimo il grosso problema che riguarda esclusivamente la città di Aosta e di sperimentare gli inceneritori, non voglio dire quello a cui ho accennato prima, nelle nostre Comunità montane. Questo è anche il motivo della mia interpellanza. Noi trarremo così delle utili indicazioni. Penso, anche, che non siano sufficienti due posti per la concentrazione dei rifiuti e per l'incenerimento. Dalla data di questa bozza di appalto concorso i prezzi per i trasporti sono aumentati ed io, facendomi un piccolo conto a casa, ho trovato che la loro incidenza nel costo sarebbe di circa 300 milioni. Quindi cerchiamo di esaminare più attentamente il problema, prendendo come obiettivo gli inceneritori, perché sulle discariche controllate abbiamo dei casi veramente pietosi e sulla riduzione in compost abbiamo visto che alla fine c'è sempre un impianto di incenerimento.

Ho detto quel po' che sapevo e che ho tratto dalla mia esperienza ed ora desidererei che mi si desse una risposta, anche in merito alla mia interpellanza. Grazie.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Bordon. Ne ha facoltà.

Bordon (DC) - Non so da che parte cominciare. Non suonino come rimprovero queste mie parole, innanzitutto perché effettivamente noi siamo forse un po' meno preparati di gran parte di voi in questa materia. Non sto più a citarvi la famosa storia dell'hobby delle immondizie, che avevo, perché vedo che è diventato un hobby, o meglio, una necessità generale. Vediamo l'amico Consigliere Manganone, che se ne va a fare un giro a spese sue, vediamo quello che hanno fatto la Giunta e le Commissioni ed erano tutte cose necessarie. Ma, per esempio, il Consigliere Manganone parlava di questa bozza di appalto concorso ed io non è che sia geloso che lui ce l'abbia ed io no, però mi suggeriva il collega Borbey che è stata presentata in Commissione per i lavori pubblici e noi non l'abbiamo avuta. Non è un rimprovero che io faccio, perché voi ce la dareste, la potremmo vedere e discutere, però non siamo tanto preparati, perché, e, per la terza volta, non suoni a rimprovero, non abbiamo un rappresentante nella citata Commissione. Io indegnamente ne facevo parte e l'amico Assessore Pollicini mi ha detto: "Ti abbiamo mandato via, per lasciare il posto al Consigliere Andrione". Io sono stato molto lieto, perché, se c'è una persona qui dentro, che mi poteva rappresentare in questo senso, questa è il Consigliere Andrione; però la verità è che noi non abbiamo mai potuto partecipare alle riunioni e alle visite e quindi c'è qualcosa che non abbiamo visto. Ce lo dovrete perdonare e pazienterete su quel poco che aggiungeremo: d'altronde gli interventi, che abbiamo sentito precedentemente, erano veramente esaurienti.

Io avevo vicino l'amico Consigliere Chincheré, che non cercavo di conquistare, perché lui non cerca di conquistare me, e gli dicevo: "noi il compromesso storico non riusciremo a farlo tanto facilmente, ma, vedi, in questo momento le immondizie ci avvicinano molto, perché il Consigliere Monami ha sollevato la questione di Perugia, che è quella, che ci stava a cuore, non perché avevo degli interessi, sia chiaro, ma perché mi sembrava che fosse da guardare con molta attenzione.". Ora, cosa sta succedendo in quest'aula? Non posso che ripetere quanto hanno detto quelli che mi hanno preceduto: ci si lascia prendere la mano, si ha paura di fare una fesseria, perché anche il metodo dell'incenerimento è in continuo addivenire. Noi abbiamo votato all'unanimità una legge, scegliendo un determinato sistema e allora ognuno dica il suo parere e assuma le sue responsabilità. Io ripeto quanto ho già detto allora, perché è da molto tempo che noi lo diciamo. Non parliamo di fare subito due inceneritori, come forse avevamo in mente in Commissione, o di farne alcuni in varie località, ma, a un certo momento, dobbiamo decidere qualche cosa. Adesso c'è una proposta del Consigliere Manganone per cui, secondo quel che ho capito, di questi nuovi bruciatori, invece di due, se ne costruirebbero sei, per esempio, in tutta la Valle e si eviterebbe la grana del trasporto che ha una grande importanza. Voi capite che costruire un inceneritore in quel di Brissogne, come avevamo pensato, trasportando, per esempio, le immondizie da Courmayeur, crea un problema da esaminare con molta attenzione. Da Courmayeur in giù e da Châtillon in sù le immondizie potrebbero essere trasportate a Brissogne, mentre, si potrebbe costruire un secondo inceneritore ad Arnaz, per esempio, per la Bassa Valle. Con una soluzione di questo genere a me pare che si semplificherebbe di molto il problema, perché si eviterebbero eccessivi costi e preoccupazioni per il trasporto e l'ammasso delle immondizie.

Comunque, io pregherei l'Assessore Pollicini che, visto che si è fatto trenta, si faccia anche trentuno e cioè si vada ad esaminare anche questo tipo di inceneritore. Non ci dovrebbe portare via molto tempo; abbiamo il piacere di vederci due volte al mese e pertanto entro quindici giorni il problema può essere riportato in aula. Però qualche cosa dobbiamo fare; è da tre o quattro anni che parliamo di questo problema, arriviamo al punto di vararne la soluzione e poi facciamo marcia indietro e intanto ci stupiamo, perché adesso si parla di immondizie.

Permettetemi una parentesi; penso che abbia colpito anche voi il fatto che la Valle d'Aosta sta diventando, tra le altre cose, un cimitero di automobili. Vediamo depositi dappertutto; da Aosta a Nus, ne parlavo l'altro giorno, quindi sono pronto quasi ad elencarveli, è un susseguirsi continuo. Alle porte di Aosta, oltre Sogno, c'è un primo deposito a destra, dopo cinquanta metri un altro a sinistra, nella zona del Villair di Quart ne abbiamo di nuovo da una parte e dall'altra della strada e così via. Sono cose che voi avete visto meglio di me ed anche per questo dovremmo studiare una soluzione, perché non è possibile andare avanti così. La Valle d'Aosta, non è una battuta irrispettosa per questa nostra cara Valle, che tutti adoriamo, sta diventando un bellissimo immondezzaio. Passate sull'autostrada, lungo i torrenti, dove volete, tutte le scarpate sono diventate discariche.

Allora, concludendo questa chiacchierata, che non è stata tecnica come quella dei miei predecessori, noi siamo qui per assumerci delle responsabilità. Prima di tutto, non cincischiamo più. Vogliamo ancora fare una visita? La si faccia, tanto più che non c'è da andare fino a Copenaghen, dove siete stati in precedenza. Ma entro quindici giorni il problema venga ripresentato in Consiglio e si assuma una decisione. Se poi non sarà tutto perfetto, io penso che abbiamo già fatto altri sbagli e faremo anche questo. Se l'inceneritore di cui ha parlato l'Assessore Pollicini in un centro residenziale di Copenaghen non puzzava, non capisco perché dovrebbe puzzare qui. D'altronde non so perché non si è andati a Perugia, come a Copenaghen oppure in Germania, dove quelli che vi sono stati non hanno trovato quanto era stato illustrato. Io vi dico di andare a Perugia, perché potrebbe valerne la pena e sono in questo confortato dall'altro tecnico delle immondizie, il Consigliere Monami.

Non ho altro da aggiungere, ma assumiamoci le nostre responsabilità, affinché nel più breve arco di tempo si dia corso alla soluzione del problema, perché sono tre o quattro anni che cincischiamo.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Andrione. Ne ha facoltà.

Andrione (UV) - Prima di cedere doverosamente la parola all'Assessore per la replica, volevo fare una specie di mozione d'ordine. Mi sembra che questa sera il Consiglio debba decidere il metodo di smaltimento e non, come forse è stato anticipato sia dal Consigliere Monami che dal Consigliere Manganone, il tipo con il quale, una volta scelto un metodo, si arriva poi a smaltire. Quindi io direi di riservare alla Commissione questa seconda parte della discussione e di restare sul metodo di smaltimento. Dai vari interventi fino ad ora, mi sembra che ci sia un abbastanza largo consenso sul metodo dell'incenerimento. Non ho ancora sentito la Giunta, ma anticipando un po' ed evitando di prendere la parola in seguito, vorrei dire che, a nostro avviso, come primo passo, noi dobbiamo dotarci di una struttura capace di eliminare e l'accumulo preesistente e il continuo formarsi di rifiuti solidi urbani. Imitando quanto abbiamo fatto con la legge sulla flora, una volta che avremo questa struttura, io pregherei il Presidente della Giunta di incaricare un tecnico dell'Amministrazione regionale di preparare una legge, nella quale siano richiamate le sanzioni penali previste per imbrattamento, deturpazione, ecc., della natura e al limite di prevedere l'istituzione, in collaborazione specialmente con i Comuni più frequentati dai turisti, di un corpo speciale destinato a denunciare gli abusi in questa materia. Soltanto quando avremo l'infrastruttura necessaria, potremo effettivamente agire in maniera efficace; altrimenti, veramente, nelle valli, dove c'è una fortissima frequenza solo estiva, si forma contemporaneamente un accumulo di immondizie che per le materie plastiche è praticamente indistruttibile e si ritrova di anno in anno sul posto.

Come seconda questione volevo sollevare rapidamente il problema che concerne il recupero dei beni, che con l'incenerimento vengono distrutti, il che effettivamente costituisce una perdita. In molte città degli Stati Uniti ed in Svezia è obbligatorio separare i rifiuti solidi urbani e, per esempio, ci sono dei sacchetti speciali per i rifiuti cartacei, che vengono recuperati a monte di qualsiasi lavoro fatto in una officina, che evidentemente è molto più caro. Questo problema dovrebbe essere affrontato addirittura a livello scolastico con una giusta educazione; se noi la iniziamo fin da adesso, probabilmente nel prossimo decennio otterremo dei risultati positivi con forti risparmi, anche continuando ad adottare il sistema dell'incenerimento, che in realtà, dal punto di vista concettuale, presenta quell'inconveniente di distruggere dei beni e delle ricchezze che potrebbero essere riutilizzati.

Dolchi (Presidente) - La parola all'Assessore alla sanità ed assistenza sociale Benzo

Benzo (DP) - Vorrei fare alcune considerazioni per quell'approfondimento che il Consiglio regionale ha voluto fare in merito al problema dello smaltimento dei rifiuti e per quelle perplessità che sono emerse negli ultimi mesi e che sono state espresse anche in quest'aula dai Consiglieri. Vorrei dire alcune cose, non con parole mie, ma, perché il Consiglio sia forse edotto in maniera più precisa, con le parole di una persona tra le più altamente qualificate, diciamo un esperto mondiale in materia, cioè il Direttore dell'Istituto di Fisica Sanitaria di Milano, Ing. Frangipane, per quanto riguarda i sistemi di smaltimento convenzionali dei rifiuti solidi urbani e cioè la discarica controllata, l'incenerimento, la trasformazione in compost.

La discarica controllata ha come vantaggio, sempre che sia disponibile il terreno adatto, di essere il più economico sistema di smaltimento, l'investimento inziale è basso rispetto agli altri. Inoltre è un metodo definitivo a differenza degli altri, che richiedono l'ulteriore eliminazione dei prodotti del trattamento: ceneri, scorie, gas di combustione, compost, scarti. Gli inconvenienti sono la facilità con la quale la discarica controllata, come ha già detto qualche Consigliere , può degenerare in discarica libera, con tutti gli inconvenienti che ne derivano, la reazione negativa da parte dell'opinione pubblica, quando essa si trova in zone prossime a quelle residenziali, la difficoltà di ottenere i terreni adibiti a discarica per costruzioni, i pericoli derivanti dalla produzione di metano e di altri gas prodotti dalla decomposizione dei rifiuti, anche dopo il suo completamento.

Per quanto riguarda la trasformazione in compost, tra i vantaggi c'è il recupero e la riutilizzazione di un materiale dotato di notevole valore, che altrimenti resterebbe inutilizzato, andando così perduto. L'agricoltura ha bisogno di humus ed il compost è il più economico prodotto che possa supplire a tale richiesta.

Inoltre lo spazio richiesto da un impianto di trasformazione in compost è minore di quello necessario per una discarica controllata e si può ubicare in località più prossime ai nuclei urbani serviti che una discarica. L'impianto è più economico di uno per l'incenerimento e non si usano sistemi ed apparecchiature eccessivamente ed inutilmente complicati; è possibile una riduzione dei costi di gestione con le entrate ottenibili dalla vendita del compost. La trasformazione in compost, poi, potrebbe consentire di trattare congiuntamente anche i fanghi provenienti da eventuali impianti di depurazione dei liquami posti nelle vicinanze.

Tra gli inconvenienti c'è la difficoltà nel collocamento del compost, se non si prepara adeguatamente il mercato e se non si dispone di un'efficiente organizzazione commerciale di vendita; l'area di collocamento del prodotto poi è limitata per l'incidenza delle spese di trasporto, perché in genere l'utilizzazione è possibile entro il raggio di 70 km. L'impianto richiede anche un'area maggiore di quella necessaria per uno di incenerimento e non può essere ubicato all'interno di un nucleo urbano, così come invece può farsi più facilmente con un impianto di incenerimento ben concepito e condotto.

Considerando infine il metodo dell'incenerimento, anch'esso ha vantaggi ed inconvenienti. Esso consente la maggior riduzione di volume di materiali trattati e tale fattore diventa tanto più importante quanto maggiore è il numero di persone servite. Richiede un'area limitata, inferiore a quella necessaria sia per la discarica controllata che per l'impianto di riduzione in compost. Consente, nei grandi impianti, il recupero del calore, tanto più convenientemente quanto maggiore è la dimensione dell'impianto.

Tra gli inconvenienti, l'inceneritore provoca fenomeni di inquinamento atmosferico e la depurazione spinta di fumi e gas richiede forti spese. È necessario poi provvedere allo smaltimento delle ceneri delle scorie, che, bagnate, rappresentano il 50% in peso ed il 20% in volume del materiale originario. Il combustibile impiegato nel forno di incenerimento ha caratteristiche di composizione tra le peggiori che possano essere richieste ad un combustibile appunto: eterogeneità, disuniformità, variabilità.

Inoltre con questo metodo si distruggono molti materiali, che, se recuperati e riutilizzati, consentirebbero un risparmio di risorse naturali; tenendo conto delle risorse distrutte, unitamente alle spese connesse all'incenerimento, il costo di questo metodo di smaltimento risulta elevatissimo.

Nei piccoli impianti inoltre non è possibile il recupero del calore, che anzi deve essere smaltito con mezzi costosi.

E ancora, la variazione considerevole di alcune delle caratteristiche dei rifiuti, diminuzione del peso specifico, aumento del potere calorifico, che si è verificata negli ultimi anni e che dovrebbe continuare nel futuro, porta un aumento dei costi unitari. Un tempo si raggiungevano a malapena le 500 calorie abitante per giorno, mentre oggi si arriva anche a 2.000 e si pensa di giungere a 6.000 calorie abitante per giorno, cioè 2 chilogrammi di rifiuti prodotti al giorno per abitante, per un potere calorifico di 3.000 calorie al chilogrammo. Ciò comporta un corrispondente aumento del carico termico specifico per abitante e quindi delle dimensioni e del costo dell'impianto.

Riassumendo, i metodi convenzionali di smaltimento sono ancora oggi quelli di una volta, la discarica controllata, l'incenerimento, la riduzione in compost, sorti quando le caratteristiche dei rifiuti erano molto diverse da quelle di oggi e la composizione di questi non aveva ancora subito l'influenza derivante dalla diffusione di imballaggi e contenitori. L'attuale momento è caratterizzato dal fatto di essere una fase di transizione, ove i metodi convenzionali non hanno ancora completato l'evoluzione necessaria per adattarsi alle nuove esigenze, mentre i nuovi metodi, che affrontano i problemi in termini diversi, non sono tutti giunti alla fase di una pratica applicazione. Le difficoltà indubbiamente notevoli per una scelta ragionata nell'attuale momento di transizione sono peraltro, almeno in parte, compensate dalla conoscenza delle mutate condizioni, cosa che potrà evitare alcuni degli errori fatti nel recente passato, quando si ragionava in base a vecchi schemi.

L'attuale impostazione con la quale si opera nel campo dello smaltimento dei rifiuti solidi comporta un sistema estremamente costoso, nel quale va incluso il valore dei rifiuti riutilizzabili, che ora vanno, invece, perduti. Tra le nuove soluzioni che si intravedono e che da più parti si raccomandano vi è quella che si basa appunto sul concetto del recupero, che peraltro per molti paesi non costituisce una novità, ma è un ritorno al passato. Infatti la tecnica del recupero, largamente adottata fino a poco tempo fa in paesi, tra i quali l'Italia, era stata soppiantata dai sistemi di smaltimento prima ricordati, ritenuti più convenienti rispetto alle operazioni di cernita, praticate allora manualmente. Oggi il concetto del recupero si fa nuovamente strada, ricercando però soluzioni tecniche che consentano di effettuare varie operazioni con mezzi del tutto nuovi.

Ho voluto dire queste cose per quei Consiglieri che non hanno partecipato né ai lavori della Commissione, né alle visite; è giusta l'osservazione del Consigliere Bordon, che purtroppo molti non hanno forse una conoscenza approfondita, però le perplessità le hanno ugualmente come sono venute agli altri.

Vorrei ancora porre all'attenzione del Consiglio il fatto che questa mattina ho letto un articolo su "La Stampa", in cui è scritto che la Regione Piemonte, diversamente da come abbiamo fatto noi, ha affidato a un grosso complesso di studiosi l'esame del problema dello smaltimento dei rifiuti per l'intera Regione e così pure ha fatto la Regione Emilia-Romagna. In effetti in una Regione con caratteristiche di territorio abbastanza varie, per alcune parti è stato indicato l'incenerimento, per altre la trasformazione in compost ed in alcuni casi, dove era possibile, la discarica controllata.

Io ho ascoltato molto attentamente anche le considerazioni fatte dal Consigliere Manganone, dalle quali avete sentito ancora una volta come in questo settore tutti ricercano una soluzione più nuova e più attuale. Il problema che permane per noi è quello di non perdere tempo, ma nello stesso tempo anche di non sprecare denaro.

La proposta del Consigliere Bordon di avere quindici, venti giorni di tempo per visitare ancora quell'inceneritore ha il suo senso, ma io ricordo che in Commissione, e mi stupisce che l'Assessore Pollicini non l'abbia comunicato, perché in effetti i lavori della Commissione devono essere trasferiti in aula consiliare, affinché tutti vengano a conoscenza di quanto è stato detto in quella sede, è emersa non solo la perplessità fondamentale per cui non c'è stata una determinazione del metodo, ma sono state ventilate anche alcune proposte da parte dei tecnici. Una era, vista la fase di approfondimento del problema, nel senso di ricercare alcune zone in cui creare delle discariche controllate, l'altra riguardava, e mi ricollego a quello che ha detto l'Assessore Pollicini, lo sdoppiamento dell'appalto, la quale a me non sembra molto valida. Per l'impianto che la citata legge prevedeva sono valide le considerazioni, già espresse dal Consigliere Monami, sulle garanzie di come esso viene costruito e gestito.

Era sorta anche un'altra proposta, che sottoporrei all'attenzione del Consiglio, perché permetterebbe di non perdere tempo e di non sprecare denaro. Si potrebbe fare un appalto concorso aperto ai due sistemi di smaltimento dei rifiuti, in modo che la Regione, nello stesso tempo, potrebbe acquisire tutti gli elementi per la costruzione di un impianto di incenerimento con i relativi costi e lo stesso per un impianto di riduzione in compost. Avremmo finalmente la verifica di alcuni fatti che non sono stati approfonditi e tra l'altro del costo dell'incenerimento, che ormai sappiamo che si aggira sulle 7, 8 mila lire per tonnellata. Quindi ritengo che si otterrebbero due risultati nello stesso tempo: ci metteremmo in condizione di conoscere esattamente i tempi di impianti e nello stesso tempo si avrebbe la sicurezza di certi costi. La stessa Commissione, che il Consiglio ha già determinato in base alla legge regionale, potrebbe esaminare i risultati oppure potrebbe farlo il Consiglio stesso: questi verrebbero comunque sottoposti all'esame del Consiglio.

Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Tonino

Tonino (PCI) - Io vorrei appoggiare la richiesta fatta dal Consigliere Manganone, perché penso che non bisogna perdere tempo. Se il Consigliere è d'accordo, nel giro di dieci, quindici giorni ci si reca a Lecco a vedere quel tipo di inceneritore adatto ad una conduzione intercomunale o di Comunità. Nei paesi di campagna e nelle vallate laterali i rifiuti non sono in così grande quantità, come in città e buona parte viene smaltita già nei concimi.

Penso che la proposta del Consigliere Manganone possa essere presa in considerazione: si vedono questi fornetti di incenerimento, se funzionano nel modo che qualcuno mi ha suggerito, si potrà prendere una decisione in proposito, se invece non vanno bene, non avremmo sulla coscienza il fatto di non averli presi in considerazione.

Dolchi (Presidente) - La parola all'Assessore all'agricoltura e foreste Lustrissy.

Lustrissy (DP) - Io non voglio riprendere il discorso sull'intera problematica, in quanto tutti abbiamo dei dubbi; inconvenienti ce ne sono e la soluzione definitiva non è per noi di facile accoglimento. Io mi ricordo, però, di un'esperienza analoga avuta nella vicina Savoia dove, come scelta politico-amministrativa in tutto il Dipartimento, si è optato per la triturazione, previa separazione meccanica, dei rifiuti solidi urbani. L'esperienza, gestita in modo consorziale dai Comuni interessati, consente una riduzione notevole dei costi rispetto a quelli delle proposte fatte fino ad ora. Io inviterei caldamente la Commissione addetta a prendere contatto con questa esperienza e a fare successivamente delle scelte definitive.

Quello che mi preoccupa nel metodo dell'incenerimento è che va bene per grandi nuclei di abitanti, ma non abbiamo visto in nessuna regione alpina degli inceneritori ed è proprio questo il discorso che è venuto fuori nella discussione avuta con gli amministratori comunali di Morzine, in Francia, a due ore d'auto da Aosta. La scelta tra l'inceneritore e la soluzione poi adottata è stata tale per la particolare situazione alpina della zona, che non consigliava, vista anche l'esperienza negativa di Thonon-Les-Bains, l'uso di un inceneritore, a causa dei molti inconvenienti. Se è vero che con il filtraggio elettromagnetico si elimina la polvere, non si evita, però, l'inquinamento chimico dell'atmosfera. Poi, i prodotti dell'incenerimento non si possono disperdere nei torrenti, non possono essere usati per l'agricoltura e bisogna impacchettarli e portarli da qualche parte. Ci troviamo a decidere su certe proposte che effettivamente preoccupano, perché questo tipo di soluzione non lo abbiamo verificato in nessuna zona simile alla nostra. Gli impianti di incenerimento sono stati dichiarati poco tempo fa da molte relazioni superati sul piano concettuale, tant'è vero che anche a Milano c'è stato un aggiornamento del piano per l'incenerimento fatto alcuni anni or sono, che prevedeva la costruzione di inceneritori. Ebbene, tutti questi fatti, dopo anni di esperienza nel campo dell'incenerimento, devono portare anche noi alla riflessione, al fine di scegliere una soluzione che sia la più adatta, non solo sotto l'aspetto dello smaltimento dei rifiuti, perché l'incenerimento brucia ed elimina, ma crea il problema delle ceneri e dell'inquinamento atmosferico con l'immissione di altri fumi in una piccola zona come la nostra, battuta dai venti, in cui questo problema è già vivo. Verificando esperienze fatte in regioni simili alla nostra, potrebbe maturare una decisione forse più rispondente alle nostre esigenze, che tenga conto anche dei costi e del discorso ecologico che non è l'ultimo, anzi quello che più ci preoccupa in questo momento.

Dolchi (Presidente) - La parola al Presidente della Giunta Dujany.

Dujany (DP) - Mi pare che questo problema presenta tre possibili soluzioni: la più semplice ed immediata, e direi in linea con quanto il Consiglio regionale ha già deciso, è quella dell'incenerimento, la seconda quella della discarica controllata, la terza della triturazione o riduzione in compost.

Nei vari interventi dei Consiglieri mi sembra che si sono manifestate delle posizioni e delle volontà nel senso di chiudere con la decisione di attuare la soluzione inceneritore. Non dobbiamo dimenticare che esistono in questa materia una ricerca ed un progresso tecnico-scientifico in amplissima e rapidissima evoluzione; l'Assessore Lustrissy ha detto che nella vicina Savoia si fanno delle esperienze diverse, mentre il Consigliere Manganone ha avuto occasione di vedere un nuovo tipo di inceneritore. Non per cercare di procrastinare la soluzione di questo problema, ma se quindici o venti giorni di riflessione e di eventuali sopralluoghi in zone relativamente vicine e facilmente raggiungibili possono dare indicazioni più valide in una scelta estremamente importante, soprattutto per i futuri riflessi che potrebbero nascere dalla nostra decisione odierna, io quasi quasi consiglierei di soprassedere, non per non far niente, ma per accertare gli elementi che sono stati messi in evidenza dagli interventi di alcuni Consiglieri, impegnandoci a riportare il problema in Consiglio non più tardi della fine del mese di maggio. Stabiliamo un termine entro il quale ciò deve avvenire, previa eventualmente una riunione della Commissione tecnico-politica, per prendere in Consiglio una decisione che sia definitiva. Abbiamo un unico esempio in Valle d'Aosta, scusatemi se lo cito, ma l'ho vissuto un po' personalmente, di un inceneritore forse costruito con la mancanza di alcune cautele e che ha dovuto essere abbandonato. È un esempio di carattere marginale, forse dovuto alla mancanza di una opportuna riflessione e di preparazione tecnica, però il risultato è che si è ritornati alla discarica controllata.

Quindi io proporrei al Consiglio di voler considerare se vogliamo ancora riflettere alcune settimane su questo problema, ponendoci come termine il corso del mese di maggio.

Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Bordon.

Bordon (DC) - Chi ci ha buttato questa bomba fra i piedi è sparito; sembrava una chiacchierata molto breve, mentre sono le 20:40 e se andiamo avanti di questo passo ne abbiamo fino a mezzanotte. Io, a nome del gruppo nella Democrazia Cristiana, accolgo la proposta del Presidente della Giunta Dujany, tanto più che molti l'avevano ventilata; io stesso avevo detto che abbiamo il piacere di incontrarci due volte al mese e quindi entro quindici o trenta giorni, al massimo, questo problema può essere nuovamente dibattuto. Raccogliendo le varie indicazioni, penso che si tratti di vedere se si può andare a Perugia, in Savoia, e nella località indicata dal Consigliere Manganone, luoghi non molto distanti, per cui non occorrerà molto tempo. Mi permetterei di aggiungere, l'avevo detto all'amico Assessore Pollicini, che se si trattasse di andare nelle Hawaii, per vedere un inceneritore, proporrei allora il mio nome o quello del Consigliere Ramera, ma poiché le località sono vicine chiederemmo ugualmente di mettere nella eventuale delegazione un Consigliere della Democrazia Cristiana, perché siamo un modesto gruppo di minoranza di sei Consiglieri, che avrebbe il desiderio di vedere.

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Si dà atto che dalle ore 20,40 riassume la presidenza il Presidente DOLCHI.

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Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Manganoni.

Manganoni (PCI) - Io sono d'accordo con quanto aveva detto il Collega Monami, cioè che bisogna prendere una decisione, altrimenti tra un anno continueremo a discutere, però prendo in considerazione ciò che hanno dichiarato il Presidente della Giunta ed altri Consiglieri; io vi riferirò un fatto. A Stoccarda abbiamo incontrato anche degli amministratori emiliani che si trovavano là per la nostra stessa ragione. Io ho parlato con loro ed essi mi hanno detto: in Emilia abbiamo degli inceneritori, ma, vedendo come funzionano noi non li vogliamo, non solo per il fumo, ma anche per le ceneri. Dove mettiamo le ceneri? - mi dicevano ancora - Bisognerebbe interrarle subito, perché altrimenti, viene un po' di vento, si direbbe che ci sia un cementificio. Ne avete già visti cementifici? Intorno è tutto bianco. Quindi bisogna prima di tutto trovare il posto per interrare le ceneri, in secondo luogo ciò bisogna farlo appena escono dal forno, altrimenti diventa un guaio.

Gli altri metodi hanno inconvenienti diversi; non ho raccontato questo con l'intenzione di dire " non facciamo l'inceneritore", sia chiaro. Dobbiamo giungere ad una decisione, ma penso che la proposta del Presidente della Giunta possa essere accolta. Il Consigliere Manganone ha fatto delle proposte per un inceneritore di piccole dimensioni, piccola spesa. Se non funzionasse, non ci rimetteremmo dei miliardi, mentre con un grande inceneritore arriviamo a cifre enormi. Io non dico di scegliere questo, ma se lo fosse, anche se non dovesse andare bene, la cifra impegnata sarebbe minima. Comunque occorre che entro una data precisa, la fine di maggio, si decida.

Vorrei ancora dire, anche se non sono io che devo rispondere al Consigliere Bordon, che nella Commissione per i lavori pubblici c'è un rappresentante della Democrazia Cristiana, che mi pare sia il Consigliere Borbey. Quando la Commissione ha fatto delle visite, non so se il Consigliere Borbey vi abbia partecipato o meno, comunque penso che, facendo parte della Commissione, era stato invitato. Quindi la Democrazia Cristiana non è stata esclusa; questo solamente come precisazione e non per polemizzare.

Concludendo, bisogna che decidiamo subito se fare quegli eventuali sopralluoghi, non alle Hawaii, ma in luoghi vicini, che col pullman si raggiungono partendo al mattino e da cui si può tornare in serata. La Commissione per i lavori pubblici, probabilmente con qualche altro rappresentante, va e si documenta ed il Consiglio in base alle rilevazioni si pronuncerà.

Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Manganone.

Manganone (Ind.) - Accetto volentieri la proposta fatta dal Presidente della Giunta e penso che la mia interpellanza sarà discussa solamente quando l'argomento ritornerà in Consiglio.

Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Andrione.

Andrione (UV) - Je regrette de briser cette belle unanimité, mais je ne suis pas d'accord; probablement c'est que j'ai mal compris, comme il m'arrive assez souvent. Si le renvoi est pour décider le type d'incinérateur nous pouvons être d'accord; si c'est pour rouvrir la discussion, comme malheureusement les paroles de Monsieur le Conseiller Manganoni m'ont fait penser, sur le choix d'une métode entre la décharge controlée, la réduction en compost ou l'incinération, nous ne sommes pas d'accord, parce que là dans un mois nous n'en sortons pas. En certains moments nous nous sommes réfusés de continuer à approfondir quelques aspects techniques du problème, parce que sinon, évidemment, dans trois ans nous pourrions être encore en train de faire les discussions préalables. Alors, si on veut décider le type, il y a un d'un côté une proposition de Monsieur le Conseiller Manganoni et de l'autre une adjudication déjà faite, mais qui peut être modifiée et nous sommes d'accord sur le mois de renvoi. Si, au contraire, on veut reprendre le problème général, après les déclarations qu'il y a eu au Conseil, nous ne sommes pas d'accord. Au Président de la Junte de nous expliquer cela.

Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Chanu.

Chanu (DP) - Io parlo a titolo strettamente personale. Se un rinvio di un mese può servire, ben venga. Ritengo, però, che tale rinvio, illudendoci che in un simile lasso di tempo possiamo avere degli elementi talmente chiari e decisivi su di un metodo o un altro o un altro ancora di smaltimento dei rifiuti, sarà effettivamente soltanto un rinvio pro-forma di un mese, ma in sostanza significherà un rinvio per un periodo maggiore. Io sono d'accordo con il Consigliere Manganoni, quando mi dice che il metodo dell'incenerimento presenta delle difficoltà o degli inconvenienti, e con il Consigliere Manganone, quando mi dice che nell'ambito di questo metodo si possono trovare delle soluzioni di dimensioni più piccole ed ubicate in modo decentrato, per ottenere gli stessi risultati con costi e forze anche pericoli minori. Ritengo, però, che se difficoltà e pericoli ci sono con i vari sistemi, la maggiore difficoltà ed il maggior pericolo sono quelli di lasciare la situazione al punto in cui è attualmente. Basta, e apro un inciso di carattere ittico, andare a pesca in questi giorni in cui essa è stata riaperta e vedere lo spettacolo che si ha nel percorrere le rive dei torrenti e del fiume principale della nostra Valle, per rendersi conto che effettivamente questo problema non deve, anche per il più lodevole intento di evitare un eventuale errore e di arrivare al massimo della perfezione possibile, essere procrastinato oltre. Un mese di ripensamento va bene, però badate, e parlo a titolo personale, che se esso riguarda un nuovo sistema, diverso da quello che è già stato adottato, io ritengo, e non voglio essere cattivo profeta, che un tale periodo certamente non è sufficiente. Non basterà andare a vedere un impiantino o un impiantone (da qualche parte) di un sistema o l'altro, diversi da quello già prospettato, per poter avere di punto in bianco la convinzione fondata che tale sistema, visto all'ultimo momento, sia senz'altro il migliore, come se fossimo stati colti da una sorta di folgorazione divina. Quindi stiamo bene attenti, d'accordo approfondire, ma che ciò non comporti, sia pure senza volerlo, un nuovo ulteriore rinvio della soluzione del problema. Il grande pericolo per la Valle d'Aosta non è nel sistema più o meno buono, ma nel fatto, invece, che questa situazione debba continuare a protrarsi ancora nel futuro.

Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Manganone.

Manganone (Ind.) - Volevo attirare l'attenzione del Consiglio sulle discariche controllate. Mi dicevano che al Réchentez, deposito di Pont-Saint-Martin delle immondizie, ci sono certe colonne di topi grandi come gatti. Oltre al pericolo dell'inquinamento delle falde freatiche c'è questo delle infezioni dei topi di grandi dimensioni, ecc.. Non facciamo diventare la Valle d'Aosta come Napoli. (Voci).

Possiamo controllare quel che vogliamo, Assessore Lustrissy, ma non i topi.

Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Monami.

Monami (PCI) - Qualcuno dice che nella maggioranza ci sono degli screzi e, qualche volta, queste piccole divergenze di opinione vengono attribuite al compagno Consigliere Manganoni. Nessuno oggi osa dire questo, perché io faccio un intervento contrario a quello del Consigliere Manganoni: lui è d'accordo con il Presidente della Giunta per il rinvio di trenta giorni ed io no. All'amico Bordon, constatando il silenzio dei suoi banchi, ripeto la frase di questa mattina: i banchi della libertà sono da questa parte. Quindi nessuno scandalo per questo, c'è chi è tenacemente attaccato alla maggioranza, chi un po' meno e allora quest'ultimo esprime la sua opinione.

Sono personalmente contrario al rinvio di trenta giorni, perché vuol dire ancora una volta prenderci in giro. Non è per non aderire ad una proposta del Presidente della Giunta. Mi pare che si è detto: va bene, trenta giorni non sono la rovina della Valle d'Aosta. Ma cosa vogliamo risolvere in tale periodo di tempo, se è un anno e mezzo che mettiamo e rimettiamo acqua nel mortaio? Amici e colleghi Consiglieri, vogliamo prenderci in giro? Dobbiamo dire chiaramente: a me dell'immondizia non interessa niente, non voglio né la riduzione in compost, né l'incenerimento, lasciatemi vivere tranquillo così, in mezzo ai rifiuti.

Rimandiamo di un mese e ritorneremo allo scadere del termine, sostenendo le precise identiche tesi, senza avere spostato una virgola. Ho qui tre relazioni, che non vi leggo, di tre insigni luminari, professori di università, che nell'illustrare pregi e difetti di tre metodi, concludono, dicendo ognuno che il proprio è il migliore. Io vorrei per quanto è possibile dimostrare un po' di serietà e mi pare che davanti ad un problema di questo tipo, dibattuto più volte in quest'aula e nelle Commissioni con pareri tecnici e non, capire e sarei d'accordo a chiedere il rinvio di un anno, ma per un mese è prenderci in giro. Decidiamo questa sera il metodo, sul quale mi pare che il Consiglio si sia già più volte pronunciato, pur conoscendo tutti i limiti e difetti che esso ha. Se, poi, il forno sarà piccolo o grande, da 10 o da 100 tonnellate, lo si vedrà in sede competente, nella commissione appositamente nominata dal Consiglio. Veramente non abbiamo fiducia in noi né degli strumenti che mettiamo a nostra disposizione per lavorare. Questa è la conclusione che si trae dal dibattito di stasera.

Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Manganone.

Manganone (Ind.) - Volevo solo precisare alcuni fatti. La discarica di recente è autorizzata e i topi ci sono e grandi; non solo, ma ci sono dei miei concittadini e dei torinesi che, alla domenica, si divertono a sparare loro, li ammazzano e questi bruciano.

Inoltre, parlavo l'altro giorno con il Sindaco di Perloz, che mi diceva: "noi dobbiamo chiudere le finestre, perché arriva uno di quei fetori...! ". Quindi è opportuno chiudere questa discarica e disinfettare la zona. Tra l'altro essa esiste contro legge, perché la legge del 46, all'articolo 24, dice che le discariche devono trovarsi, come minimo, a 1000 metri dai centri abitati.

Io penso che il Presidente della Giunta in questo mese prenderà una decisione su tale discarica, la quale è autorizzata dalla Regione, la quale dovrebbe anche controllarla, perché è veramente una schifezza.

Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Andrione.

Andrione (UV) - Mi sembra che l'accenno del Consigliere Monami sulla questione dei più e dei meno non fosse precisa. A parte ciò credo che il collega ha espresso esattamente, può darsi che mi sbagli ancora una volta, quanto avevamo detto e cioè di rimanere d'accordo sul fatto che è stato scelto il metodo dell'incenerimento. Su questo punto abbiamo ancora una curiosità, che deve essere tolta. Se ho capito bene, il Presidente della Giunta ha parlato di riunioni a livello di Commissione, per scegliere tra inceneritori piccoli o grandi, tra appalti di un tipo o di un altro, e che questo lavoro può essere fatto entro un mese. Io ho capito così ed avevamo posto la condizione che il lavoro si svolgesse, ma che non si ritornasse assolutamente a discutere sui metodi in generale.

Dolchi (Presidente) - La parola al Presidente della Giunta Dujany.

Dujany (DP) - Mi pare che devo precisare che il ripensamento, in termini concreti, dovrebbe consistere nel verificare i suggerimenti che sono emersi in sede di Consiglio. Dovrebbero esserci dei sopralluoghi nelle varie località che sono state chiaramente indicate. Successivamente deve esserci una discussione sul piano tecnico sul tipo di appalto-concorso e di impianto, ma ciò solo dopo che il Consiglio avrà accertato il risultato dei sopralluoghi.

Mi pare che si è detto che nelle zone alpine si usano metodi per lo smaltimento dei rifiuti diversi dall'incenerimento. Verifichiamolo. Probabilmente non si persuaderà nessuno, però indiscutibilmente si presentano delle perplessità, altrimenti la scelta dell'incenerimento sarebbe già decisa. Se molti hanno ancora dei dubbi nell'intraprendere questa strada, è perché ci sono dei motivi reali e concreti per la loro sussistenza. Quindi il periodo di attesa è stabilito per i sopralluoghi e per la successiva determinazione da parte della Commissione del tipo di appalto. Prima che la Commissione intraprenda i lavori di dettaglio tecnico, bisogna che la questione ritorni in Consiglio per una decisione definitiva.

Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Andrione.

Andrione (UV) - Il suggerimento del Consigliere Manganone riguarda un tipo di forno e ciò vuol dire che si è scelto l'incenerimento. Il sistema applicato a Morzine invece, non l'ho visto personalmente, ma ho avuto una discussione tecnica in proposito, consiste in una specie di triturazione dei rifiuti, perché sembra che i batteri attacchino più facilmente gli spigoli vivi, con una eliminazione rapidissima attraverso un torrente. Ora certamente per la nostra zona non possiamo applicarlo. Lo si poteva a Courmayeur, dove si è comprato un trituratore, per immettere nella Dora dei rifiuti, metodo che assomiglia un po' a quello di Morzine.

Dolchi (Presidente) - Io vorrei chiedere al Consiglio se fosse possibile precisare cosa si intende fare. La parola al Consigliere Andrione.

Andrione (UV) - Io proporrei semplicemente di mettere ai voti la proposta di rinvio per un mese, fino al 31 maggio.

In questo modo chiudiamo la discussione e abbiamo, come diceva il Consigliere Monami, ognuno la coscienza tranquilla.

Dolchi (Presidente) - Vi ricordo, senza voler interferire, né riaccendere le polveri, che esiste da un anno una legge regionale su questo problema, che ha una sua posizione.

Metto allora in votazione per alzata di mano la proposta di rinvio per un mese dell'argomento, il che significa riportarlo in esame nella seduta della seconda quindicina di maggio.

Proclamo il risultato della votazione:

Presenti: 26

Votanti: 25

Voti favorevoli: 23

Voti contrari: 2

Si è astenuto il Consigliere Viglino.

Il Consiglio approva.