Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 525 du 27 octobre 1982 - Resoconto

OGGETTO N. 525/VII - COMMEMORAZIONE DELL'EX CONSIGLIERE REGIONALE PIETRO GERMANO.

PRESIDENTE: Nella notte fra il 18 ed il 19 ottobre è deceduto a Biella dove aveva stabilito la sua residenza, alla età di 62 anni, l'ex Consigliere regionale Pietro Germano.

Comandante e partigiano, decorato di medaglia d'argento al valor militare, già Senatore della Repubblica, per sedici anni è stato Segretario della Federazione comunista della Valle d'Aosta. In un suo brevissimo scritto, Germano ha chiesto agli amici ed ai compagni di fare in modo che alla sua morte non vi fossero né musica né fiori né corteo né discorsi. Questa sua volontà è stata rispettata da coloro che si trovavano a Biella in quella triste occasione, ed io penso di non contravvenirla se oggi, con poche parole di commosso ricordo la Presidenza del Consiglio ed il Consiglio regionale, di cui fece parte quale Consigliere e Capogruppo del PCI dal 1963 al 1972, esprimono doloroso rimpianto e vivo cordoglio.

Germano ha conosciuto la Valle d'Aosta durante la Resistenza ed ebbe proprio in questa sala a ricordare una sua azione partigiana nella Valle del Lys contro i nazi-fascisti, condotta congiuntamente dalle formazioni valdostane e biellesi di cui egli era uno dei massimi esponenti, nel corso della quale fu ferito.

Ritornò nella nostra Regione quale dirigente comunista nel '54, in un momento particolarmente delicato della vita politica valdostana; lavorò con tenacia ed intelligenza per l'unità delle forze popolari e credo che sia da sottolineare in modo particolare il contributo che egli diede, insieme con l'avvocato Caveri, per la realizzazione di quell'accordo, che poi passò sotto il nome del leone, e che caratterizzò negli anni '50 e fino al 1966 la vita politica della Valle d'Aosta. Ho voluto sottolineare questo fatto perché lo considero l'apporto più importante che egli abbia dato alla vita politica valdostana, nel quale egli ha messo una grande tenacia, audacia ed in certi momenti anche spregiudicatezza politica in senso costruttivo.

Vorrei ricordare anche che nel '72 diventò Senatore della Repubblica nella circoscrizione di Vercelli e che anche in quella funzione importante a livello nazionale non dimenticò la sua passione ed il suo amore per la Valle d'Aosta. Molte volte si affiancò al Senatore Fillietroz nelle iniziative che riguardavano la Valle d'Aosta; ricordiamo un suo ordine del giorno che fu approvato in Senato, che gettò le basi poi per la discussione delle norme di attuazione. Fu un Senatore eletto in una circoscrizione che faceva parte di un Gruppo politico, ma che fu sempre strettamente legato alle vicende ed alle necessità della Valle d'Aosta, nell'ambito delle discussioni di Palazzo Madama.

Proprio per non contravvenire al suo desiderio, devo limitarmi a queste parole di ricordo, di commossa partecipazione al lutto della famiglia. Esprimo il sentimento di solidarietà della Presidenza del Consiglio regionale nei confronti del Gruppo comunista e del PCI, di cui egli fu un esponente di primo piano al pari di un vero e sincero amico della Valle d'Aosta, e così lo vogliamo ricordare.

Do ora lettura della lettera che mi ha trasmesso il Presidente della Giunta:

Signor Presidente,

una serie di impegni improvvisi e improrogabili mi ha impedito di essere presente ai funerali di Pietro Germano e di essere presente oggi in Consiglio per ricordarne la figura.

La prego quindi di voler leggere al Consiglio regionale le brevi righe che detto in procinto di partire per Roma e che l'amicizia che avevo per lo Scomparso mi impongono di esternare.

Venuto in Valle d'Aosta dopo l'esperienza nella Resistenza e attraverso un lungo cammino personale tra difficoltà non comuni, Pietro Germano era diventato un amico e un conoscitore della Valle d'Aosta e della sua gente.

La sua conoscenza dei problemi ed il suo profondo senso umano avevano permesso questa amicizia che sotto molti aspetti rimane esemplare. Ultimo rappresentante di quella generazione, anche se il più giovane, Pietro Germano ci ha lasciati mentre stavamo maturando i frutti di quella concezione autonomistica che da punti di partenza differenti avevamo insieme maturato; battaglie non ancora dimenticate e che, per il livello e l'impegno degli uomini che da una parte o dall'altra vi furono coinvolti, rappresentano un momento di grande importanza della storia recente della Valle d'Aosta.

Vorrei aggiungere a queste considerazioni, in un certo senso banali, perché condivise da tutti coloro che anche solo per sentito dire si ricordano di quell'epoca, il mio personale dolore per la perdita di un amico e ripetere a nome della Giunta regionale, oltre che mio personale, le più sentite condoglianze alla Signora Germano e al Partito Comunista.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

MAFRICA - (P.C.I.): Ringrazio il Presidente del Consiglio ed il Presidente della Giunta, anche a nome del PCI, per le espressioni di cordoglio e di affetto riservate al nostro compagno Pietro Germano. Non voglio, proprio per rispettare la sua volontà, ricordare il valore del suo impegno e le sue qualità; vorrei solo brevemente rammentare due suoi insegnamenti che credo siano ancora validi per il nostro partito e per la vita politica regionale.

Nel nostro partito la funzione di Germano è stata estremamente importante; egli ha operato in un periodo in cui il PCI in Valle d'Aosta era prevalentemente impegnato nelle battaglie della pace, del lavoro, della difesa degli interessi delle classi subalterne. Egli intuì come per radicare sempre di più il PCI nella realtà valdostana, fosse necessario porre l'attenzione sui problemi dell'autonomia. In quegli anni, sotto la sua direzione, venne compiuto un salto di qualità nell'iniziativa politica del PCI in Valle d'Aosta e la questione autonomistica fu posta al centro dell'iniziativa: si passò così da impostazioni generali all'esame di questioni specifiche fra le quali il problema del riparto, che fu affrontato, per la prima volta, il problema del sistema proporzionale per l'elezione del Consiglio regionale, i problemi della scuola. Di questo insegnamento credo che il nostro partito abbia sempre tenuto conto e che debba ancora farlo per il futuro.

Penso che un secondo insegnamento dell'opera politica di Germano abbia un carattere ancora più generale; egli portò nella politica regionale le sue capacità e a sua intelligenza al fine di affermare una esigenza nuova, quella di un rapporto fra le forze autonomiste e le forze della sinistra, ed utilizzando condizioni favorevoli riuscì a portare a termine un accordo fra le sinistre ed i movimenti regionali che rappresentò allora una volontà di rinnovamento della Valle, una volontà di protagonismo della Regione Valle d'Aosta, della popolazione valdostana.

Fu una stagione di buon governo, una stagione di impegno, che come sottolineava anche il Presidente della Giunta, ha lasciato risultati importanti nella storia della Valle d'Aosta. Anche se oggi sembrano prevalere nei rapporti fra le forze politiche le convenienze di potere, la spartizione delle clientele, crediamo che questo secondo insegnamento sia ancora valido e che se si vuole indirizzare la Regione Valle d'Aosta verso un periodo di sviluppo, se si vuole uscire da una crisi che di giorno in giorno si aggrava, occorra riprendere e ripercorrere questa strada, occorra coinvolgere nell'azione di governo un partito come quello comunista, che rappresenta tanta parte delle forze produttive, delle forze che sono per il cambiamento. Concludo questo breve intervento riaffermando che per il nostro partito e per la popolazione valdostana, la figura di Pietro Germano resterà a lungo nel ricordo.

PRESIDENTE: Colleghi Consiglieri, passiamo alla trattazione dell'oggetto n. 3, ovviamente saltando l'oggetto n. 2 che concerne le Comunicazioni del Presidente della Giunta, il quale se lo riterrà opportuno, le farà domani mattina al suo rientro.