Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 804 du 5 octobre 1984 - Resoconto

OGGETTO N. 804/VIII - NUOVI INSEDIAMENTI ABITATIVI PREVISTI DAL PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE DI RHEMES-NOTRE-DAME. (Interpellanza).

PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Torrione, Pascale e Breuvé:

INTERPELLANZA

Con deliberazione n. 3433 in data 1.6.1984, la Giunta regionale ha approvato il piano regolatore generale ed il regolamento edilizio del Comune di Rhêmes-Notre-Dame.

Nelle premesse di tale deliberazione sono riportate alcune proposte di modifica formulate, in sede di esame dall'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali.

Fra dette modifiche una appare particolarmente significativa là dove dice testualmente: ".... tenuto conto dei temperamenti e delle ulteriori modificazioni di cui al citato parere del Comitato regionale per la pianificazione territoriale, ad eccezione di quanto concerne le due zone C11a e C11b, delle quali propone il mantenimento, in quanto, essendo previsto nelle zone medesime un rapporto fra edilizia alberghiera e edilizia residenziale pari a 1, la loro attuazione può garantire un equilibrato sviluppo turistico del Comune con la creazione in particolare di nuovi posti letto alberghieri. A tal fine propone l'inserimento di una norma la quale, fermo restando l'obbligo del piano urbanistico di dettaglio per l'attuazione delle zone medesime, stabilisca che le concessioni edilizie per le residenze possano essere rilasciate solo dopo che sia stata realizzata la quota di volume destinata alla ricettività alberghiera. Inoltre, per motivazioni di tutela paesaggistica, propone di stabilire, sempre con norma, che l'edificazione, per quanto attiene la zona C11a, debba interessare solo i terreni compresi nella depressione verso il torrente".

La proposta recepita poi in sede di approvazione consente la costruzione in località PESSAY di volumi complessi ammontanti a 13.420 mc. con un insediamento abitativo di 184 abitanti.

In base ed in assonanza con tale normativa del PRGC sarebbe pertanto stato presentato, secondo alcune notizie di stampa, un Piano Urbanistico di Dettaglio per un complesso residenziale di 13.000 mc. diviso al 50% fra edilizia residenziale e alberghiera.

La realizzazione concreta di un simile complesso porterebbe non solo alla distruzione delle peculiarità paesaggistiche ed ambientali dell'intero Comune di Rhêmes-Notre-Dame, ma avrebbe ripercussioni catastrofiche sull'elemento umano residente nel Comune stesso (94 abitanti) che si vedrebbe addirittura "espropriato" dal proprio territorio da un insediamento di quasi 200 persone con cultura, abitudini e tradizioni sostanzialmente diverse ed estranee alla realtà della nostra Regione.

Sarebbe in pratica "l'annientamento fisico" di Rhêmes-Notre-Dame.

La drammaticità di questa situazione e stata avvertita da una parte della popolazione interessata che si e fatta promotrice di varie iniziative (sono state raccolte quasi 400 firme) per scongiurare un pericolo del genere.

In un volantino recentemente distribuito anche ad Aosta si può leggere fra l'altro: "La nostra disapprovazione ha fondate motivazioni: il territorio di Rhêmes Notre-Dame si e conservato finora come un ambiente naturale tra i pochi della Valle d'Aosta do ve esiste ancora un equilibrio tra insediamenti mani. e patrimonio naturale. Lo sviluppo turistico della Valle non può prescindere da queste considerazioni, soprattutto tenendo conto della vicinanza al Parco Nazionale ed ad una riserva privata. Lo sviluppo dovrebbe invece essere indirizzato verso modelli turistici alternativi, quali: agriturismo, centri di educazione-documentazione-informazione ambientale, centri polivalenti, ecomusei".

Per tutti questi motivi i sottoscritti Consiglieri regionali del Gruppo socialista

INTERPELLANO

il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore competente per conoscere:

a) il parere espresso in merito agli insediamenti abitativi nelle zone in questione dal CRPT;

se è intenzione della Giunta regionale riconsiderare l'intero problema del PRGC di Rhèmes-Notre-Dame alla luce degli avvenimenti e delle prese di posizione che si sono manifestate dopo la sua approvazione;

in via subordinativa se e intenzione rivedere almeno le disposizioni del PRGC del predetto Comune relativamente ad insediamenti nelle zone C11a e C11b del Piano stesso.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Torrione, ne ha facoltà.

TORRIONE - (P.S.I.): Dico subito che la nostra interpellanza coinvolge la responsabilità dell'intera Giunta, anche se per motivi tecnici è stata indirizzata all'Assessore competente ed al Presidente della Giunta..

E' una vicenda che non può non fare meditare perché ancora una volta ci si accosta al problema della tutela ambientale in termini distorti, errati, che pregiudicano non solo l'esistenza dell'ambiente naturale ma addirittura il modo di essere e di vivere di una Comunità che è quella di Rhêmes.

Brevissimamente, per riassumere i fatti. Con una deliberazione in data ° giugno 1984, n° 3433, la Giunta regionale, ad eccezione dell'allora Assessore Pollicini, anche per dare a Cesare quel che è di Cesare e ad Augusto - mi consenta, signor Presidente - quello che è di Augusto, ha approvato il piano regolatore generale di Rhêmes. Vicenda travagliata, così almeno si desume dalla lettura degli atti, e per quanto riguarda un aspetto particolare del piano regolatore e più precisamente le zone indicate con Clla e Cllb, la Giunta regionale - e devo presumere in disaccordo con il parere del CRPT - prevede in quelle due zone l'insediamento attraverso un piano urbanistico di dettaglio di una volumetria piuttosto consistente, sull'ordine dei 13.000 mc., per un insediamento abitativo di oltre 200 persone, suddivise fra ricettività alberghiera e ricettività di seconda casa - la chiamiamo così per comodità di individuazione e di linguaggio - dicendo anche la Giunta che deve essere data priorità all'intervento per quanto riguarda l'aspetto alberghiero.

Cosa si desume da questa norma inserita e recepita nel piano regolatore? Si desume che una collettività come quella di Rhêmes-Notre-Dame, che pare sia ormai ridotta a 94 abitanti, viene a scontrarsi con una realtà di tipo sostanzialmente diverso quale può essere quello di un intervento così massiccio sul suo territorio; massiccio a tal punto che l'insediamento, sia esso di carattere ricettivo-alberghiero, sia esso un insediamento seconda casa, perché altro non si può desumere, porterebbe a sconvolgere l'equilibrio umano di Rhêmes-Notre-Dame con tutte le conseguenze sul piano del modo di vivere della nostra collettività e sul modo di essere di questa località che è ancora una fra le più belle, suggestive ed incontaminate da quel turismo che anche stamani ho sentito, per altri versi, criticare.

Dico questo perché nel precedente Consiglio avevamo detto che avevamo sbagliato - ed in politica quando si sbaglia bisogna avere il coraggio di ammetterlo - a concepire un insediamento abitativo in quel di Pila così come si è realizzato. Avevamo creduto in certi indirizzi di sviluppo ma ci siamo accorti, a distanza di anni, che un insediamento di quel tipo ha portato dei danni non solo sul piano ambientale ma anche sul piano turistico, perché il fallimento di certi tipi di stazione, che rispondevano ad una determinata filosofia, evidentemente ha fatto sì che Pia necessiti, fra l'altro, di un intervento pubblico così massiccio, per completarne il complesso e per dargli un minimo di funzionalità che altrimenti non avrebbe, così come è stato concepito. Cioè si cerca di ricreare a Pia un ambiente più umano di quello che è attualmente, perché ci si è resi conto che là dove manca l'elemento umano è difficile fare del turismo.

Se questa è una logica, dovrebbe aver fatto riflettere la Giunta regionale al momento dell'approvazione del piano regolatore generale, perché non credo che si possa sconvolgere e dilacerare il tessuto umano di Rhêmes-Notre-Dame insediando quel tipo di abitanti, che sono dei turisti che diventano poi dei turisti atipici; in secondo luogo perché credo che Rhêmes-Notre-Dame abbia bisogno di un intervento a carattere turistico, ma non di un intervento come quello che è stato previsto dal Piano regolatore.

Si deve operare in una logica che sia sostanzialmente quella di un turismo che si adegua e si inserisce nella realtà di Rhêmes-Notre-Dame. Il voler trasferire le brutture di Pila, Courmayeur e Cervinia a Rhêmes-Notre-Dame significa non aver saputo prendere dai fatti quella lezione che invece un buon amministratore deve saper recepire nel momento in cui si accorge che certi interventi sul nostro territorio si sono rivelati sbagliati.

Posso capire che ci sia nella collettività di Rhêmes un ansia di giustizia. Tutti noi sappiamo che non si vive bene in certi Comuni della nostra Regione, in quanto a nostra è una realtà difficile; soprattutto se l'abitante di Rhêmes si pone nella logica di fare dei confronti con altre località e di vedere che certi benefici di carattere economico e finanziario - benefici che io, ma non solo io ritengo fittizi, perché a lungo termine si ritorcono contro gli stessi che li hanno richiesti - non sono raggiungibili come lo sono stati in altre località.

Bisognerà far capire che l'ente pubblico non è contro certi tipi di insediamenti, anzi è contro un certo tipo di insediamento abitativo, è contro un tipo sbagliato di fare turismo, perché, l'ho detto e lo ripeto, voler trasferire meccanicamente realtà e situazioni che non sono trasferibili non significa voler fare gli interessi di Rhêmes-Notre-Dame, ma distruggerla definitivamente.

A Rhêmes-Notre-Dame è possibile inserire un certo tipo di turismo che tenga conto essenzialmente delle caratteristiche ambientali della vallata, non è possibile inserire un turismo che ne sconvolgerebbe totalmente l'assetto ambientale.

D'altronde - e lo dico con soddisfazione - la nostra non è una presa di posizione estemporanea: ho letto con piacere che gli abitanti di Rhêmes-Notre-Dame si sono mossi ed hanno fatto circolare anche in Aosta un certo tipo di protesta: è un volantino che ne riassume tutto il senso.

Il volantino dice che lo sviluppo di Rhêmes dovrebbe essere indirizzato verso modelli turistici alternativi, quali agriturismo, centri ecc., gli stessi abitanti, o almeno una parte di essi, si sono resi conto che il loro modo di essere non deve venir travolto totalmente, nè dissipato al vento un patrimonio culturale qual è il loro.

L'altra preoccupazione è invece il costo dell'operazione: un investimento di 5 miliardi non trova sicuramente riscontro in capitali valdostani e opera indubbiamente un altro tipo di colonizzazione del nostro territorio e porta a considerazioni che non sono mie, perché cito da un volantino (che nel passato ebbe una certa risonanza anche sulla stampa nazionale e che non era certamente del P.S.I.) il quale rivela un certo tipo di stato d'animo che, pur nella sua esasperazione, teneva conto di uno stato di tensione morale, della quale dobbiamo in questo momento occuparci. Diceva il volantino:

"Comprate senza paura alloggi in questi magnifici condomini: potrete scegliere fra lo stile nuove carceri di Courmayeur, lo stile manicomio modello di Cervinia, lo stile cimitero monumentale di Pila. Comprate le nostre vecchie case, i terreni e qualsiasi altra cosa: siamo disposti a vendervi tutto pur di accontentarvi e di avervi come nostri vicini. Vi preghiamo però di parlarci delle meraviglie della vostra vita in città, delle partite di calcio, dei nuovi modelli di auto e di moto".

Questo diceva il volantino diffuso dalla Jeunesse Valdôtaine.

Credo che al di là della polemica che destò in quel momento, ne vada almeno rimeditato il contenuto, perché se Rhêmes -Notre-Dame dovesse subire un intervento di questo tipo succederebbe quello che nel volantino si evidenzia con una certa brutalità.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali Borbey, ne ha facoltà.

BORBEY - (D.C.): Voglio dire subito agli interpellanti che alla maggioranza, come del resto a tutto il Consiglio regionale, sta a cuore che il territorio della Valle d'Aosta venga protetto, non venga deturpato, e quindi si faccia tutto il possibile affinché le nostre comunità non siano stravolte da edificazioni che possono portare danni alla collettività, così come diceva il Consigliere Torrione.

Però occorre distinguere quando si fanno determinate affermazioni, perché c'è chi ascolta e non conosce a fondo il problema, e c'è chi il problema lo conosce e lo recepisce solo o in base al volantino o ad una dichiarazione, quale può essere quella che ha fatto adesso il. Consigliere Torrione. Dobbiamo qui specificatamente parare di numeri, per cui non si deve parare di Pila, Cervinia, Courmayeur o altro; si deve dire che la Giunta regionale ha approvato un piano regolatore dove si prevedono per Rhêmes-Notre-Dame due p.u.d., esattamente nella zona C11a e C11b per un totale complessivo di circa 13.000 mc.

Questi 13.000 mc., che possono essere un condominio di Cervinia o di Pila in sè, vengono suddivisi in due zone, C11a e Cllb; di questi 13.000 mc., 6.500 - per una proposta quindi di 70 posti letto - sono previsti per strutture a ricettività alberghiera o para-alberghiera. E' già una scelta di fondo quella di dire che il 50% deve essere a ricettività alberghiera, la quale non è poi una struttura enorme, perché è risaputo che l'albergo può essere economicamente valido quando si creano 60-70 posti letto.

La Giunta regionale ha ricevuto gli Amministratori comunali, si è recata sul posto per stabilire anche dove dovrebbe proporsi questo p.u.d., ed infatti nella delibera è previsto che dovrebbe essere costruito nella parte bassa, affinché il colmo dei tetti non superi l'attuale sede stradale, prima di arrivare a Rhêmes-Notre-Dame.

Questo come premessa per dire che la Giunta regionale non ha approvato questo progetto tout-court, ma si è premunita, ha fatto dei sopralluoghi, ha condotto una ricerca, che è ancora tutta da verificare, ritenendo che per uno sviluppo ordinato della Comunità di Rhêmes -Notre-Dame si possa autorizzare p.u.d. che ammontano a 13.000 mc., di cui prioritariamente devono essere eseguiti 6.500 mc. a ricettività alberghiera. Non si potrà rilasciare una concessione edilizia ad un solo alloggio residenziale se prima non sarà data l'abitabilità ai 6.500 mc. di ricettività alberghiera.

Questo è da parte di operatori turistici, maestri di sci, di fondo, di discesa che operano a Rhêmes-Notre-Dame, da parte del semplice cittadino, ma in modo particolare da parte degli amministratori del Comune di Rhême-Notre-Dame, perché quando si ha un Consiglio comunale amministrato da 15 persone su una popolazione di 90 residenti e domiciliati, queste 15 persone in definitiva corrispondono già ai capifamiglia del Comune.

Non vogliamo dire che la scelta della Giunta è perfetta; infatti questi p.u.d. dovranno essere sottoposti di nuovo all'approvazione della Giunta regionale, all'approvazione degli organi di tutela paesaggistici, per cui non è detto che si debba approvare senz'altro questo piano.

Come indirizzo politico riteniamo tuttavia che sia giusto autorizzare queste volumetrie.

Non riusciamo a capire perché, quando si ha la buona volontà di parlare con chi dovrebbe aver firmato questa petizione (in modo particolare con i residenti e i domiciliati di Rhêmes-Notre-Dame o ad associazioni che sono interessate alla salvaguardia dell'ambiente) il Comune non riesce ad ottenere una copia delle firme. Allora ci chiediamo: è questa semplicemente della polemica?

Noi crediamo alle 400 firme, ma vogliamo anche vederle in faccia queste persone, perché un domani io, in qualità di Assessore al Turismo, ed il Sindaco possiamo fare una riunione dei capifamiglia, del turista più anziano, di chi da anni va a Rhêmes-Notre-Dame a soggiornare, per aprire un dibattito. E' anche nel nostro interesse, in qualità di Amministratori, di non fare degli errori, per quanto invece il Consigliere Torrione dice che li stiamo facendo.

In questo caso, mi sembra che chi ha sottoscritto la petizione non voglia farlo sapere e noi questi metodi non li accettiamo.

Rispondendo all'interpellanza, il comitato regionale della programmazione ha dato un parere non favorevole a questi insediamenti; a Giunta regionale, dopo attento esame e chiedendo anche pareri a tecnici e confrontandosi con gli esperti dell'Assessorato, ha ritenuto di approvarli.

Dato che il Comune ha iniziato delle riunioni fra i proprietari, la Giunta si è riservata di vedere i progetti e prima che il Comune possa dare qualunque concessione edilizia il tutto deve essere approvato dalla Giunta regionale, sentiti i pareri, anche vincolanti, del servizio per la tutela del paesaggio.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.

ROLLANDIN - (U.V.): Seulement pour soulever encore une fois un problème de méthode, car l'interpellation est adressée soit à l'Assesseur, soit au Président de la Junte. Je voudrais dire que chaque fois qu'il y a une interpellation, même si répond l'Assesseur compétent, c'est la Junte qui a décidé dans son ensemble.

Le Conseiller Torrione a dit qu'il y a la nécessité que la Junte sache ce qu'elle fait, d'autre part l'Assesseur a déjà dit que le Conseil communal avait motivé sa requête d'avoir cette prévision de plan. Lorsque nous parlons de décentralisation, de respecter les exigences des Communes, ou on est d'un côté, ou on est de l'autre. Nous retenons que même dans ce choix la Commune ait la possibilité de respecter la volonté des citoyens.

La question des signatures: là le problème est encore plus grave. Il y a des signatures qui arrivent partout, sauf qu'à l'organe qui avait pris cette délibération, et nous devons apprendre d'une interpellation qu'il y a des gens qui protestent contre quelque chose. Cela c'est absurde.

Nous partageons certaines prises de position pour le respect du territoire mais je dois rappeler qu'avant tout doivent être prévus les hôtels et nous savons très bien que pour donner une certaine vie à Rhêmes on,.doit avoir des hôtels où on puisse arriver pendant l'hiver, autrement c'est un discours absurde.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Torrione, ne ha facoltà.

TORRIONE - (P.S.I.): Dico subito, per sgombrare il campo dall'equivoco, che non mi ritengo assolutamente soddisfatto, anzi, le mie perplessità sono aumentate perché ho capito l'imbarazzo dell'Assessore nel dire alcune cose. D'altronde non poteva essere diversamente.

Quanto poi alle dichiarazioni del Presidente della Giunta, che noi abbiamo voluto speculare sul fatto che le firme erano state presentate o non presentate, che della questione ne è venuto a conoscenza tramite la nostra interpellanza, devo dire che questo non è assolutamente vero, perché la stampa locale si è ampiamente occupata di questo problema citando nome, cognome ed indirizzo. Credo anzi che ci fosse la possibilità di interpellare con un sistema di democrazia diretta, che è in uso nella vicina Svizzera, la collettività di Rhêmes, facendo una riunione alla quale partecipassero tutti gli abitanti di Rhêmes. Questa è una prima obiezione.

Entrando nel merito del discorso del Consiglio comunale, ho appreso ora che un organo prettamente tecnico ha dato parere contrario a queste modifiche e mi riservo di chiederne le motivazioni.

Mi consenta, Assessore Borbey, nella delibera del piano regolatore si para di 184 abitanti insediabili: mi chiedo come una collettività ridotta al lumicino possa sopportare il confronto con un insediamento così massiccio di abitanti estranei alla sua realtà.

L'obiezione so già qual è: una parte, il 60%, sono posti letto alberghieri. Se facciamo un po' di conti, constatiamo però che gli insediamenti abitativi in seconde case ed in alloggi residenziali, hanno una consistenza che è ancora superiore al numero degli abitanti di Rhêmes. E poi sappiamo quali sono le vicende degli alberghi in Valle d'Aosta, qual è il loro destino; abbiamo visto che in certi casi sono stati svincolati e sono stati adibiti a résidence.

La Giunta regionale, nella sua autonomia, può fare quello che ritiene opportuno e l'ha fatto; non mi si venga a dire però che l'opposizione non può usare questo strumento, ma non per fare della polemica, bensì per richiamare l'attenzione della Giunta su quello che riteniamo sarà un errore.

Mi pare strano che con tutti i discorsi che in certi casi si fanno sulla tutela dell'ambiente, del territorio e della cultura valdostana, si possa in pratica prevedere un Piano regolatore che, in una realtà così piccola, sconvolge addirittura l'assetto umano e territoriale dell'intera vallata!

Il discorso non è di non insediare a Rhêmes il turismo; non ci deve essere del turismo concepito in questa maniera, tutto lì. Questo può portarci ad un confronto anche molto serrato, perché credo che da questa valutazione, che sembra esclusivamente di carattere urbanistico, discendano conseguenze che di tale carattere non sono più. Ripeto che, dal mio punto di vista, è dissennato fare una operazione di questo tipo, ed il riscontro lo abbiamo già avuto in altre occasioni e ne abbiamo già discusso in quest'aula.

Riteniamo che un atteggiamento di questo tipo contrasti, fra l'altro, con tutta una filosofia ed un modo di pensare che è venuto a crearsi in Valle d'Aosta in questi ultimi anni: quello che vede nella vendita del terreno l'unico elemento di reddito. Sull'argomento potrei confrontarmi molto più amichevolmente di quello che non sto facendo in questo momento con l'Assessore alla Tutela dell'Ambiente, che credo possa concordare su alcune affermazioni che sono state scritte non da parte nostra, ma da parte di altri.

E' chiaro che il primo richiamo è quello della vendita del terreno, ma poi le conseguenze sono drammatiche e disastrose. Comunque se a voi piace così, si vada dietro a questo tipo di mentalità. Vedremo a tempi più lunghi se questo sarà un vantaggio per la collettività di Rhêmes o no. Noi ripetiamo solo che è un errore.

Al di là degli spunti polemici, credo che non si possa pensare che questo discorso finisca qui; si tenga a mente che, obiettivamente, questo argomento ha spaccato in due la comunità di Rhêmes, e questo è già di per sè un elemento negativo.

Ci faremo promotori di raccogliere a Rhêmes le firme di coloro che sono a favore e di coloro che sono contro, poi un giorno, Signor Presidente, Lei mi spiegherà se queste cose che sono scritte in questi volantini (che sono dell'Union Valdôtaine) Lei le condivide o no, dopodiché saremo tutti contenti e soddisfatti.