Objet du Conseil n. 31 du 21 septembre 1983 - Resoconto
OGGETTO N. 31/VIII - SVILUPPO DELLE TRATTATIVE PER IL RECUPERO OCCUPAZIONALE NEL COMPRENSORIO DI CHATILLON. (Interpellanza).
PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Mafrica, Tonino e Bajocco:
INTERPELLANZA
Sono ormai trascorsi 11 mesi da quando i lavoratori del reparto Viscosa della Châtillon S.p.A. sono stati posti in Cassa integrazione speciale per la chiusura della lavorazione e 9 mesi da quando è stata bloccata anche la produzione di acetato;
Poiché il tempo trascorso non attenua la drammatica realtà della perdita di 500 posti di lavoro nel comprensorio di Châtillon;
i sottoscritti Consiglieri regionali
INTERPELLANO
il Presidente della Giunta regionale per sapere:
1) quali sviluppi concreti hanno avuto i contatti fra la Giunta regionale e le aziende che avevano ipotizzato un proprio possibile insediamento a Châtillon (CIRIO, CLAMJ, AGNESI, ecc.);
2) a che punto si trovano le trattative fra Regione e Montefibre per la cessione degli immobili della Châtillon S.p.A.;
3) quali programmi sono attualmente allo studio della Giunta per il recupero dei posti di lavoro perduti nel comprensorio di Châtillon.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
MAFRICA - (P.C.I.): Lo scopo dell'interpellanza è quello di non lasciare cadere nel dimenticatoio una situazione drammatica come quella della Montefibre. Purtroppo, in Valle d'Aosta, si sta verificando che le situazioni gravi, drammatiche vengono superate dall'emergere di una situazione ancora peggiore. Avevamo le difficoltà nel settore tessile, i problemi dell'INTEVA, della FORTUNA WEST e della SIV; poi è scoppiato il caso della MONTEFIBRE. Per sei mesi ci siamo occupati di questo problema, quest'estate ci siamo trovati a dover affrontare la grave situazione di un'azienda che occupa un numero di addetti ancora più alto dell'ILSSA-VIOLA. E' possibile che fra alcuni giorni la nostra attenzione sarà concentrata sulla Cogne- Nuova SIAS. In questa situazione, credo che dovremmo avere la capacità di non perdere di vista quei casi che continuano a rimanere gravi, anche se altri nuovi se ne sono aggiunti. Ecco perché abbiamo voluto nuovamente portare all'attenzione del Consiglio la questione Montefibre. Sono passati 11 mesi da quando è stata chiusa la produzione di viscosa, nove da quando si è chiusa quella dell'acetato; è passato quasi un anno da quando si era raggiunto un accordo, poi disatteso dalla direzione della Montefibre, per l'azienda di Châtillon. Da allora, risultati concreti non ne abbiamo ancora visti e, soprattutto, non ne hanno visti i lavoratori. Questo periodo di tempo, intercorso inutilmente, non ci lascia molte speranze per sviluppi positivi immediati, comunque in questo senso interpelliamo il Presidente della Giunta, perché è lui che ha mantenuto i collegamenti per ciò che riguarda la Châtillon S.p.A..
Avevamo parlato, nella precedente legislatura, di contatti con numerose aziende, dopo si era constatato che con la Montefibre il discorso era chiuso; si era discusso di possibili attività sostitutive nel settore alimentare, in modo particolare erano stati fatti i nomi dell'Agnesi, della Cirio, della Clamj. Vorremmo sapere dal Presidente della Giunta se a tutt'oggi ci sono stati sviluppi con queste aziende, e con altre di cui non siamo informati e di cui sarebbe opportuno sapere qualcosa.
Un altro problema importante aperto, per quel che riguarda la possibile attività sostitutiva a Châtillon, è quello del possesso dell'area e degli immobili. Le trattative, fino a qualche mese fa, erano in corso, vorremmo sapere a che punto si trovano.
Vorremmo sapere soprattutto dalla Giunta quali intendimenti ha per quel che riguarda il comprensorio di Châtillon. Ho detto prima che la situazione sta diventando insostenibile, siamo di fronte quasi allo sfacelo dell'industria valdostana e forse quasi è già un eufemismo; però non bisogna dimenticare la situazione reale di quel comprensorio in cui la Montefibre aveva un ruolo determinante, quindi vorremmo sapere se ci sono iniziative e progetti che possono essere seguiti ed avere sviluppi positivi.
Credo che si possa fare infine anche un'osservazione di tipo politico: abbiamo notato come l'attuale Assessore abbia una capacità di protagonismo superiore a quella dell'Assessore precedente, perlomeno per ciò che riguarda dichiarazioni, interviste, incontri a Roma; però per quello che riguarda la situazione industriale (non siamo tanto noi come opposizione che ve lo diciamo, ci pare una constatazione ovvia) saranno i risultati che conteranno e che avranno un peso determinante sul futuro stesso della Regione. Siamo quindi pronti a dare tutto il contributo possibile in tutte le sedi, a partire da questo Consiglio, ma chiediamo che si facciano delle proposte serie e che si vada avanti con la massima determinazione.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.
ANDRIONE - (U.V.): Su un punto concordo e cioè su quello che non deve essere dimenticata a crisi della Montefibre, che è crisi di estrema gravità, anche se parte dal fondo. Il comprensorio di Châtillon-Saint-Vincent, è quello che, dal punto di vista del terziario, ha avuto il massimo incremento di posti di lavoro, certo anche il Consigliere Mafrica lo sa.
L'Agnesi, come credevo di aver detto al Consigliere Mafrica, dandogli anche la lettera relativa, si è ritirata dalla questione. Un'azienda (che non è la Cirio, ma è legata alla Cirio ed a altre aziende) ha presentato un suo progetto, che è allo studio, in cui però, anche se l'idea è buona, il numero degli addetti è a nostro avviso molto scarso; di conseguenza stiamo valutando la possibilità di avere più di un progetto.
Anche la Clamj ha presentato un suo progetto, una terza azienda deve presentarlo in questi giorni e dovremmo studiarlo a fondo.
Vi è un punto di estrema delicatezza che vorrei sottolineare, perché probabilmente ne parleremo a lungo discutendo delle linee prioritarie della Giunta regionale, ed è che la trasformazione tecnologica in corso fa sì che le richieste di investimento siano estremamente elevate, perché si tratta di macchinari di grande tecnologia, con elaboratori elettronici e con un impiego di manodopera che, rispetto agli investimenti, è ridicolo. Di conseguenza nei confronti di un'azienda come la Montefibre, che ha visto in pochi anni passare da 500 a zero l'occupazione, ci troviamo in grosse difficoltà. Il che non vuol dire che non debba essere fatto quanto è possibile, anche a condizione di avere una occupazione nettamente inferiore a quella che vi era prima ed inferiore a quelle che sono state le prime speranze contattando queste ditte. Nello spazio di tempo indicato dal Consigliere Mafrica, cioè in diciotto mesi, sono usciti dei nuovi macchinari che hanno ridotto della metà il personale necessario per il pastificio Agnesi.
A che punto sono le trattative fra Regione e Montefibre? La Montefibre chiede sei miliardi per l'intero complesso; a noi sembra una cifra assolutamente esagerata. Abbiamo nuovamente chiesto dei contatti a Roma, a seguito delle promesse di intervento fatte anche dal Governo, ed abbiamo proposto di pagare 4 miliardi in tre esercizi, quindi senza interesse. Due miliardi dovrebbero venire in discussione adesso con la variazione di bilancio. Nell'intero comprensorio, dopo il reinserimento delle ditte, evidentemente dovrà esservi un'ancora più marcata vocazione turistico-terziaria; è allo studio - ci faremo parte diligente per chiedere altri partners - il collegamento funi-viario fra Verrayes e la parte alta di Châtillon, che è probabilmente l'unica possibilità - tenuto conto che l'intero domaine skiable dovrebbe partire da Breuil ed arrivare fino a Châtillon-Saint-Vincent - di avere un impiego di manodopera relativamente sufficiente rispetto ai posti di lavoro che abbiamo perso con la chiusura brutale della Montefibre.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
MAFRICA - (P.C.I.): Devo dire che si tratta di esprimere un po' di delusione per la situazione, cioè continuano in sostanza i contatti con queste ditte, sono stati presentati dei progetti ma sono già inferiori alle aspettative. Credo che il nostro obiettivo dovrà continuare ad essere quello dei 500 posti di lavoro, anche se ovviamente accetteremo anche, pur avendo rispetto alle previsioni, progetti che impieghino meno manodopera, perché le nuove tecnologie continuano ad abbassare i livelli di occupazione riducendo il numero di persone necessario per fare una certa produzione. Penso che noi dovremmo mantenere per l'occupazione industriale quel tipo di obiettivo perché altrimenti con la situazione presente non si resterà a livelli di 30% nell'industria, si scenderà molto pesantemente al di sotto.
Credo che la Giunta dovrebbe richiedere al nuovo Ministro del Bilancio quegli impegni che erano stati assunti con l'accordo del 7 ottobre, perché perlomeno possono essere utilizzati per far diminuire il costo degli immobili da parte della Regione e perché comunque non si resti per mesi e mesi senza la possibilità di un incontro. Una delle cose che ha pesato più negativamente nei rapporti con i lavoratori è questo continuo rinvio degli incontri della Regione con il Ministro del Bilancio; chiediamo che quando il Consiglio ritiene che si rende necessanio un determinato incontro a Giunta dovrebbe fare l'impossibile per ottenerlo al più presto, altrimenti il rinvio diventa la norma ed i problemi diventano sempre più difficili da risolvere. Quindi, restando in attesa degli sviluppi concreti che avranno le trattative fra la Giunta e le aziende, sollecitiamo la Giunta a riprendere contatti stretti con il Ministero ed anche con il Paramento, ed a mantenere con le Organizzazioni sindacali e con il Consiglio tutti i collegamenti necessari perché si riesca a fare sulle aziende e sul Governo tutte le pressioni necessarie.
