Objet du Conseil n. 30 du 21 septembre 1983 - Resoconto
OGGETTO N. 30/VIII - PROBLEMI RELATIVI ALL'ASSEGNAZIONE DI CARBURANTE IN ESENZIONE FISCALE. (Interpellanze).
PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dal Consigliere Riccarand, che viene abbinata all'interpellanza presentata dai Consiglieri Millet, Cout e Dolchi in quanto tratta lo stesso argomento:
INTERPELLANZA
"La distribuzione da parte dell'Amministrazione regionale dei buoni di benzina in esenzione fiscale per il secondo semestre 1978 è avvenuta con due mesi di ritardo, determinando gravi inconvenienti".
"Molti sono gli interrogativi sulle omissioni e sul disinteresse che stanno all'origine dell'attuale penuria dei contingenti annui in esenzione fiscale e al ritardo e alla insufficienza dell'iniziativa legislativa che dovrebbe portare ad un aumento dei quantitativi annui ".
Con queste considerazioni iniziava una interrogazione con risposta scritta presentata il 19 ottobre 1978 dal Consigliere regionale Angelo Pollicini, attuale Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti.
Le scadenze elettorali regionali coincidono quindi (evidentemente in modo del tutto "casuale") con improvvisi aumenti dei consumi di benzina e con un conseguente inceppamento del meccanismo di distribuzione dei buoni. Sarà compito dell'Assessore all'Industria individuare e denunciare in Consiglio regionale quali sono state "le omissioni e il disinteresse che stanno all'origine dell'attuale penuria di contingenti annui in esenzione fiscale". Ma questo non è che il primo e, a mio avviso, il più marginale fra gli interrogativi che può suscitare la questione dei buoni-carburante.
Abbiamo tutti potuto leggere sulle pagine locali dei quotidiani "La stampa", e la "Gazzetta del Popolo" le perentorie affermazioni dell'Assessore all'Industria ("Il Governo deve darci più benzina in esenzione fiscale") e la "nuova" richiesta: "la Regione vuole avere un milione di quintali annui di gasolio in esenzione fiscale". Più di un vecchio Consigliere regionale avrà sobbalzato! Ma come! Non avevamo, già nel gennaio 1980, approvato in Consiglio regionale una proposta di legge statale per avere un milione di quintali all'anno di gasolio da riscaldamento in esenzione fiscale?" Quali saranno state le "omissioni", le "insufficienze", le resistenze che hanno impedito a tale proposta di seguire il suo iter parlamentare e di giungere all'approvazione? Ed è questo il secondo interrogativo.
I punti interrogativi più grossi riguardano però l'apparentemente ovvia richiesta di aumentare gli attuali quantitativi di benzina in esenzione fiscale. Tutti convinti, in Giunta regionale, che sia cosa giusta, utile e necessaria? La questione, in realtà, non è da poco e presenta risvolti finanziari, sociali, ecologici, amministrativi certamente non trascurabili.
Problemi finanziari perché se i buoni di benzina sono un risparmio per i valdostani proprietari di automezzi e per una serie di ditte, enti, ecc., essi sono però un danno per l'Ente Regione, determinando la perdita di una quota di imposte di decine di miliardi all'anno.
Problemi sociali. La Regione Valle d'Aosta ha nel campo della motorizzazione privata dei solidi primati: è la Regione che (in proporzione agli abitanti) ha il maggior numero di autovetture, di motocicli, e di gran lunga, il più alto consumo di carburante (il doppio di quanto si consuma mediamente in Italia, il triplo rispetto a molte province). E' opportuno favorire ulteriormente questa tendenza e, nel frattempo, come ovvia conseguenza, lasciare che la nostra rete di trasporti pubblici permanga nell'attuale stato di grave inadeguatezza, di scarsa utenza e di costi elevati?
Problemi ecologici. Non solo per l'inquinamento atmosferico e dei rumori di cui l'automobile è una delle principali cause, ma anche e soprattutto, perché nel momento in cui, un po' in tutto il mondo, si sottolinea la necessità di un risparmio energetico appare sbagliato e diseducativo incentivare il consumo e lo "spreco" di una fonte di energia non rinnovabile quale è la benzina. Lo stesso attuale criterio per il quale si assegnano meno buoni alle automobili di piccola cilindrata e più buoni alle auto di grossa cilindrata, non dovrebbe forse essere modificato o decisamente invertito?
Problemi di corretta amministrazione Il "mercato " dei buoni di benzina è fiorente ed il "fabbisogno" è artificiosamente gonfiato. Non sarebbe opportuno, innanzitutto, riportare ordine nelle modalità di assegnazione dei buoni, eliminare determinati abusi, abolire consolidati privilegi che vanno a vantaggio di alcune corporazioni ed associazioni?
Tutto ciò premesso ed al fine di avere le informazioni necessarie per le decisioni che il Consiglio regionale dovrà assumere, il sottoscritto Consigliere regionale
INTERPELLA
l'Assessore regionale all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti per sapere:
1) quali sono "le omissioni ed il disinteresse che stanno all'origine dell'attuale penuria dei contingenti annui";
2) quale è stato l'iter parlamentare compiuto dalla proposta di legge statale del gennaio 1980;
3) a quanto è ammontata la quota di imposta non introitata nel 1982 dalla Regione in conseguenza dell'attuale quantitativo di benzina e di gasolio per autotrazione in esenzione fiscale;
4) a quanto è ammontata complessivamente, nel 1982, la quota di imposta introitata dalla Regione per il consumo in Valle d'Aosta di benzina e di gasolio per autotrazione eccedente il quantitativo in esenzione fiscale;
5) a quanto ammonterebbe annualmente la quota di imposta non introitata dalla Regione se il quantitativo di benzina in esenzione fiscale venisse aumentato di 100 ql. l'anno;
6) quando ed in base a quali criteri è stata stabilita l'attuale distinzione fra automezzi a cilindrata inferiore (a cui va una assegnazione minore) e automezzi a cilindrata superiore. Ritiene, inoltre, la Giunta regionale che questi criteri siano ancora validi?
7) quali sono gli enti pubblici a cui vengono assegnati buoni per la benzina in esenzione fiscale e qual è l'ammontare del quantitativo di benzina in esenzione che viene così utilizzato;
8) qual è attualmente l'ammontare dell'imposta che grava sul gasolio da riscaldamento.
f.to E. Riccarand
INTERPELLANZA
CONSTATATO che l'assegnazione semestrale di buoni per il prelievo di benzina in esenzione fiscale è stata limitata a soli tre mesi del secondo semestre 1983;
CONSIDERATO che la mancata assegnazione dei buoni per il 4° trimestre costringerebbe gli automobilisti valdostani ad un esborso aggiuntivo di circa otto miliardi di lire;
i sottoscritti Consiglieri regionali del Gruppo comunista
INTERPELLANO
l'Assessore all'industria, Commercio, Artigianato e Trasporti per sapere:
1) qual è il quantitativo di benzina in esenzione fiscale necessario per consentire una regolare distribuzione di buoni per il 4° trimestre 1983;
2) per quali motivi, data la graduale crescita delle auto in circolazione, non si è provveduto per tempo ad avviare una trattativa con il Governo, onde ottenere un contingente di benzina adeguato alle necessità;
3) come si pensa di risolvere il problema dell'assegnazione dei buoni per il quarto trimestre 1983, considerato che i tempi per l'approvazione di una apposita legge da parte del Parlamento potrebbero anche essere non brevi.
f.to R. Millet E. Cout G. Dolchi
PRESIDENTE: Ha chiesto di parare il Consigliere Riccarand per la illustrazione dell'interpellanza iscritta al punto n. 22, ne ha facoltà.
RICCARAND - (N.S.): Affrontando questo argomento apparentemente andiamo molto distanti dai discorsi del Parco e dell'ambiente, ma in realtà, se scaviamo un po' a fondo, rimaniamo all'interno di questo ambito di problemi. Nell'interpellanza c'è una prima osservazione che ho fatto e che è quasi ovvia, se vogliamo, nel senso che riguarda il ritardo con cui il Consiglio regionale affronta questo problema dei buoni carburante, cioè si ripete in sostanza la situazione che già si era delineata dopo le elezioni del 1978. Si aspetta che si facciano le elezioni per poi rendere noto che esistono dei problemi che si sono cumulati nell'anno precedente, relativi ai quantitativi in esenzione fiscale dei buoni benzina. Nel primo Consiglio regionale successivo alle elezioni del '78 fu il Consigliere Pollicini con una veemente interpellanza, anzi una interrogazione, ad insistere sui ritardi con cui si era mossa la Giunta regionale; credo che le stesse parole usate allora da Pollicini contro la Giunta Andrione, si potrebbero usare adesso contro la Giunta Andrione, di cui questa volta i Democratici Popolari fanno parte, cioè la procedura seguita è stata la stessa i metodi gli stessi, solo che oggi una parte politica che allora era all'opposizione, è in maggioranza, quindi ha ancora più responsabilità. Da questo si potrebbe derivare una conferma ulteriore di quanto siano simili fra di loro molte forze politiche operanti in questo Consiglio, come siano intercambiabili e come vari il linguaggio a seconda che queste forze stiano in maggioranza o in minoranza, al di là della coerenza programmatica. Ma i punti fondamentali di questa osservazione dell'interpellanza sono ben altri.
Oggi, di fronte a questo problema di carenza, che si protrae da almeno un anno, di quantitativi di benzina in esenzione fiscale l'atteggiamento della Giunta regionale, quale emerge dalle dichiarazioni della stampa, è quello di dire che manca benzina in esenzione fiscale, per cui chiediamo un consistente aumento del quantitativo in esenzione fiscale allo Stato. Chiediamolo con un disegno di legge che verrà presentato al Consiglio regionale e che inizierà il suo iter. Anche qui si potrebbe fare tutta una serie di osservazioni sul ritardo con cui viene presentato questo disegno di legge, sul fatto che l'iter non sarà breve e quindi arriveremo certo all'anno prossimo prima di sapere se questo disegno di legge verrà approvato dal Parlamento. Ma sono questi i contenuti che credo riprenderà anche l'interpellanza del PCI, quindi io volevo affrontare altri due aspetti: primo, se è veramente convinta la Giunta, e lo sarà ugualmente il Consiglio regionale, che è necessario oggi chiedere un aumento del quantitativo di benzina in esenzione fiscale. Credo che, per il modo con cui è stato affrontato nelle dichiarazioni alla stampa da parte dell'Assessore Pollicini, questo problema sia estremamente vecchio e contrastante con tutto un orientamento che sta emergendo; un modo vecchio per due motivi: i primi di carattere finanziario, i secondi di carattere ambientale, di cui dirò successivamente.
Di ordine finanziario, perché questa insistenza nel richiedere aumenti di quantitativi di beni in esenzione fiscale non tiene conto sufficientemente del fatto che se è vero che queste esenzioni fiscali costituiscono un vantaggio, un privilegio, per una parte dei cittadini valdostani - quelli che hanno la patente, quelli che usufruiscono dei mezzi di motorizzazione privata - dall'altra costituiscono un danno per l'Ente Regione, il quale non introita più i nove decimi di quelle tasse che invece rientrerebbero nelle casse della Regione. E' una scelta che si può fare, è legittima, si può dire che rinunciamo ai nove decimi delle tasse e va a vantaggio dei cittadini. E' una scelta che però va molto ben meditata, e non vista come negli anni '50-'60.
Dopo l'approvazione della legge sul riparto fiscale che dà alla Valle d'Aosta i nove decimi su queste tasse ed imposte, va valutato attentamente prima di fare questo tipo di scelta, che è una scelta politica gravida di conseguenze. Mi sembra strano che da parte della Giunta e dell'Assessore si sia partiti in quarta verso questa direzione senza un minimo di riflessione su questo punto.
Il secondo aspetto riguarda il problema come può essere affrontato. Il dubbio può essere che probabilmente è possibile fare gli stessi buoni carburante ai cittadini valdostani, mantenendo gli attuali quantitativi in esenzione fiscale, semplicemente razionalizzando il modo con cui vengono distribuiti i buoni. Esistono degli esempi che si possono fare e che riguardano la discussione che verrà fatta al momento della presentazione della proposta di legge. Comunque è possibile garantire gli stessi benefici ai cittadini valdostani senza aumentare il quantitativo di benzina in esenzione fiscale, semplicemente razionalizzando la distribuzione ed eliminando certi abusi che attualmente ci sono e che fanno sì che la Valle d'Aosta sia la Regione d'Italia che ha di gran lunga il maggior consumo in Italia di benzina e gasolio per autotrazione.
Penso che tutti i Consiglieri avranno letto l'inchiesta pubblicata dal settimanale "Il Mondo" una ventina di giorni fa, dalla quale risulta che la Valle d'Aosta è la Regione in cui il consumo di benzina è il doppio, il triplo, rispetto alle altre Province e Regioni d'Italia. Questo dato di fatto mette in discussione il concetto di fabbisogno. Non possiamo prendere per fabbisogno il dato della Valle d'Aosta, oggettivamente gonfiato dal fatto che c'è tutto un commercio che ruota attorno a questo discorso dei buoni benzina ed è poi un discorso che si potrebbe allargare ancora per un'altra serie di beni in esenzione fiscale. Quindi, è intenzione della Giunta regionale proseguire per questa vecchia strada o si vuole cambiare direzione?
Un'altra osservazione che vorrei fare, prima di avere la risposta dell'Assessore, riguarda la contraddittorietà dell'atteggiamento dello stesso Assessore rispetto a questo problema. Abbiamo letto sulla stampa che contemporaneamente l'Assessore chiede più benzina in esenzione fiscale, quindi oggettivamente incentiva il consumo di benzina da parte dei cittadini valdostani; dall'altra, va a Roma e chiede giustamente sei miliardi per l'energia alternativa, una legge del 1982 per contenere i consumi energetici derivanti dal petrolio; com'è possibile conciliare queste due visioni? Da una parte chiedere allo Stato di darci sei miliardi per incentivare un uso di fonti di energia rinnovabile, dall'altra di aumentare il consumo di benzina e fonti energetiche non rinnovabili, quando è già di gran lunga il più alto di qualsiasi altra zona d'Italia. Questo è un dato su cui dovremmo riflettere.
Nell'interpellanza si pongono otto punti, su cui vorrei avere delle risposte precise. La discussione viene qui solo avviata, sarà fatta in sede di discussione del disegno di legge presentato dalla Giunta ed in quel momento faremo delle scelte che a mio avviso dovranno essere meditate accuratamente, perché non è solo in gioco un piccolo privilegio, ma è una scelta di civiltà, anche di carattere culturale.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Millet, per illustrare l'interpellanza iscritta al punto 23, ne ha facoltà.
MILLET - (P.C.I.): Come già il collega Consigliere Riccarand, vorremmo chiedere alcuni chiarimenti dal momento che in questi giorni la Giunta ha presentato una proposta di legge statale. Dai dati forniti dalla relazione di questa legge, si evidenziano alcune contraddizioni: si chiedono 100.000 ql. di benzina in più; da calcoli fatti in base all'incremento dei consumi che ci sono stati dal 1977 ad oggi, è aumentato del 50% il numero delle auto, del 13% quello dei motocicli, quindi si ha praticamente un aumento annuo del 7,5% per le automobili e del 2% per i motocicli. Nella relazione si dice che si può presumere che l'incremento sarà del 5%, a parte il fatto del passaggio dalle cilindrate inferiori a 750 c. a quelle superiori. Da un calcolo fatto, a me pare che la richiesta non sia sufficiente, perchè evidentemente vivremo sempre in deficit, dando per scontato che la legge verrà approvata nel 1984 ed io ho molti dubbi tenendo conto che per la precedente ci sono voluti due anni - che il Parlamento sia più veloce considerato anche la presenza di difficoltà maggiori rispetto ad allora, il sottoscritto era presente quando si è discusso di quell'approvazione e ha potuto constatare il clima in cui se ne è discusso e come si sia ottenuta senza grandi entusiasmi, anzi come sia passata sul filo del rasoio. A parte questa difficoltà, dai calcoli che ho fatto in base ai dati risulta che nel 1985 saremo al punto più basso del deficit, a tre milioni di litri, quindi se si ritiene che sia giusto chiedere un aumento, a me pare che questa sia una richiesta non adeguata, se si vuole mantenere l'attuale standard di distribuzione.
L'altra questione che vorrei porre è questa: come mai si è arrivati adesso a fare questa proposta? Già nel 1980 si era fatta una proposta statale; per inciso, vorrei che l'Assessore fosse stato più corretto, ricordando quella proposta di legge votata unanimemente dal Consiglio, invece di farla apparire alla gente come un'iniziativa dell'Assessore. Dunque, perché si è aspettato questo momento, quando, sempre dai dati, già nel 1982 si era sotto di tre milioni di litri circa? Vorrei ulteriori informazioni circa la copertura; dai giornali si legge che i distributori, cioè i petrolieri, anticiperebbero dieci milioni di litri; come possono anticiparli, visto che anche loro sanno fare i calcoli, quando sanno benissimo che nei prossimi anni comunque dovesse passare questa richiesta, saremmo sempre in debito?
Vorrei anche sapere: quando si stampano i buoni? Sono stati stampati tutti i buoni nel 1983? Cioè, può la Regione stampare dei buoni senza avere la copertura a priori? Perché se sono stati dati dei buoni del contingente normale, a me pare che non sia giusto, perché si sono stampati più buoni di quelli che la Regione doveva stampare. Evidentemente c'erano le elezioni regionali, quindi c'era un motivo politico per non allarmare la popolazione della Valle d'Aosta, perché quando si fanno i conti nelle famiglie i buoni benzina hanno un certo peso, non è che sia una cosa di poco conto! Direi quindi che dovremmo sottolineare anche questo aspetto, e che l'Assessorato oltre a fornire i dati richiesti, rispondesse anche a questo. Vorremmo infine conoscere il consumo reale degli automobilisti valdostani: si è fatto un calcolo depurato dai consumi di turisti stranieri e italiani che vengono in ferie in Valle d'Aosta o di passaggio?
Anche qui si può porre la questione che poneva il Consigliere Riccarand, cioè se i buoni coprono tutto il consumo della benzina del valdostano o meno, perché a me pare giusto rivolgere al Parlamento italiano delle richieste suffragate dai dati.
L'Assessore ha informato la stampa che il 4 ottobre ci sarà una risposta dei petrolieri; se la risposta sarà positiva, in che termini questi potranno anticipare? Va bene che nel 1982 tre milioni di litri li hanno già anticipati, ma se non dovessero più anticiparli, cosa si fa?
La Giunta propone optare per la riduzione, cioè far finta di niente, perché di fatto un 25%, se i buoni non saranno distribuiti, c'è già; ma è più giusto far finta di niente oppure prendere decisioni per i prossimi anni? Poiché credo che per due anni saremo in passivo e dovremo chiedere per favore ai petrolieri di anticiparci le quote, ritengo che sia negativo chiedere favori, soprattutto ai petrolieri penso che sia meglio non chiedere mai, nell'ambito del possibile.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore Pollicini, ne ha facoltà.
POLLICINI - (Féd. DP-UVP): Innanzitutto sarà bene ricordare al Consigliere Riccarand che, nello Statuto si dice che in attesa che sia attuato il regime di zona franca, previsto per il territorio della Valle d'Aosta dall'art. 14 della legge costituzionale n. 4 del 1948, e tutte le norme di legge che presiedono alla richiesta di aggiornamento dei quantitativi di benzina ed altro in esenzione fiscale, è consentita l'immissione nel territorio della Regione, per il fabbisogno locale, dei sottoindicati prodotti ecc.. Quindi non c'è nessun regalo da parte dello Stato, ma è una piccola parte di un adempimento costituzionale che lo Stato non ha ancora operato. E non c'è - tanto per essere chiari - nessun cambiamento di linguaggio da parte dei Democratici Popolari da allora ad oggi, proprio perché andiamo avanti seguendo una linea molto precisa. In primo luogo nessun disinteresse, ma il solo fatto che eravamo in presenza di un Parlamento in fase di scioglimento ormai da un anno e mezzo, il che ci ha fatto ritenere inutile formulare una proposta che non avrebbe avuto oggettivamente possibilità di concrete soluzioni a livello parlamentare. Oggi, con un Governo che si presume di continuità, è il momento di fare una proposta concreta; quindi nessuna omissione e tantomeno nessun disinteresse.
Per quanto concerne la domanda specifica sull'imposta non introitata per la benzina in esenzione fiscale, devo dire che è di 14 miliardi ca. Quella invece introitata in quanto benzina consumata al di fuori dell'assegnazione in esenzione fiscale, è stata di 5 miliardi e 400 milioni.
A quanto ammonterebbe l'annuale imposta non introitata dalla Regione se il quantitativo fosse aumentata di 100 ql. annui: è di 5 miliardi 265 milioni.
Un'altra domanda: in base a quali criteri è stata stabilita l'attuale distinzione fra automezzi e cilindrata? Dal '50 al '59 il criterio era di un certo quantitativo per le autovetture fino a 750 cc, uno maggiore per quelle da 750 a 1100, e un quantitativo ancora maggiore per le vetture oltre 1100 cc di cilindrata. Dal 2° semestre del '59 è stata stabilita l'attuale suddivisione in due tipi di cilindrata, fino a 750 cc ed oltre.
Quali sono gli enti pubblici cui vengono assegnati i buoni? Sono gli automezzi di tutti gli enti pubblici, cioè Comuni, Ospedali, U.S.L. ecc..
Quanto è l'ammontare dell'imposta che grava sul gasolio da riscaldamento? Lire 97 e 22 centesimi.
Questa è la risposta che dovevo al Consigliere Riccarand.
Quanto all'interpellanza del P.C.I., mancano circa 100.000 ettolitri di benzina per la copertura di quest'anno. Innanzi tutto non dimentichiamo che da quando è stata operata l'istruttoria della pratica per richiedere l'aumento del quantitativo di benzina in esenzione fiscale, l'aumento delle vetture aventi diritto alla benzina in esenzione è stato di oltre il 50%, mentre per i motocicli l'aumento è stato del 13%. Ma dovremmo ben valutare un aspetto, che è quello del turismo e dei TIR. Mentre, a fini statistici, l'influenza del turismo in una Regione grande, come può essere la Lombardia o il Lazio, è irrilevante; per la Valle d'Aosta a presenza del turismo - che è di circa dieci milioni all'anno di presenze - incide notevolmente su quello che è il quantitativo di benzina consumato in loco, tenuto conto della sua consistenza sia numerica che dimensionale.
Ora, il rapporto non regge quando si sostiene che, nelle statistiche, risulta che questa Regione è ad un certo livello: non dimentichiamo il fattore influente che modifica quella che è una vera valutazione dell'intervento a favore dei locali ed a favore dell'incentivazione turistica. Non dimentichiamo che questo aspetto per noi ha sempre e comunque una grossa importanza. Su questo tipo di opportunità e sulle statistiche chiederei una breve riflessione.
Non è neanche vero che il vantaggio della benzina non favorisce tutti i cittadini di questa Regione, perché la tassa di £ 60 al litro che la Regione applica per il ritiro dei buoni di benzina, entra a far parte di un fondo regionale, per cui diventa una distribuzione di denaro che, attraverso la benzina, va a favore della Comunità.
Per quanto riguarda poi il problema di ciò che noi faremo nel 4° trimestre, c'è stato un incontro con le società petrolifere, che si sono riservate di rispondere entro il 4 ottobre: non so quale sarà la risposta, ma sono moderatamente ottimista. Dopo questa data, di fronte alla risposta delle società petrolifere, la Giunta deciderà come comportarsi e come operare, quindi non vi è motivo di fasciarsi la testa prima di essersela rotta. L'altro aspetto importante é che, con una crescita che io ritengo non possa essere quella prevista perché ormai una certa saturazione è stata raggiunta, abbiamo una copertura che va a superare l'anno 1988-89. Chiaramente non possiamo chiedere un quantitativo tale che ci copra fino al 2000, perchè avremmo dovuto chiedere molto di più.
Chiedendo questa quantità, noi non solo pagheremo il deficit, ma saremo coperti sino al 1988-89, quindi vi è la garanzia per un ulteriore quinquennio; d'altra parte, o noi ancoriamo l'assegnazione dei buoni della benzina ad un certo parametro (cosa che è difficile possa passare) oppure, collegandoci con quantità fisse, dovremo aggiornarle ogni tanto.
Mi pare che sia opportuno sottolineare un'affermazione del Consigliere Millet, quando dice che nel bilancio delle famiglie il buono di benzina ha un certo peso: mi pare quindi di notare una netta differenza fra il discorso del Consigliere Riccarand e l'importanza che si dà a questo intervento da parte del PCI, non dimenticando che oggi la vettura è un mezzo di trasporto usato in larghissima parte dalla popolazione di qualunque ceto. Anche se non sono in grado di specificare oggi quale sarà il reale consumo degli automobilisti valdostani, è certo che esiste un rapporto importante tra flusso turistico e consumi in questa Regione, quindi mi pare che la proposta sia stata tempestiva; abbiamo buoni motivi per pensare che l'iter non sarà di anni, ma possiamo fissarne il termine nel corso del prossimo anno, il che ci metterebbe in grado di poter operare quell'adattamento che si dovesse rendere necessario nel caso in cui non fosse accolta questa proposta.
C'era uno spunto polemico a cui intendo rispondere: ho informato i giornalisti del precedente progetto, che prevedeva già la richiesta di un milione di ql. di gasolio da riscaldamento: non rispondo però di quello che poi i giornalisti hanno scritto: le capacità di sintesi del giornalista sono un fatto che deriva dalla loro professione. Quel che è certo è che io queste cose le ho dette, non mi sono vantato di titoli che non ho, neanche di questa scelta perché è una scelta della Giunta che, vista in senso complessivo, mi pare molto precisa. Chiaramente l'abbiamo portata avanti quando vi erano le condizioni politiche per farlo.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.
RICCARAND - (N.S.): Ringrazio l'Assessore per alcune risposte tecniche, peraltro incomplete, che mi ha dato. Ho rilevato nelle risposte dell'Assessore una notevole dose di imbarazzo, ma la risposta in termini politici non è stata assolutamente soddisfacente e spiego per quale motivo.
Innanzitutto l'Assessore mi invita ad andare a leggermi lo Statuto per rendermi conto che lì sta a base di questa esenzione fiscale. Questo credo che ogni membro del Consiglio lo sappia perfettamente, ciò non toglie che lo Statuto ha previsto una condizione di privilegio inserendo quell'articolo sulla zona franca. Che si tratti di un privilegio è un dato di fatto, che sia inserito nello Statuto non cambia la condizione di privilegio per gli abitanti della Valle d'Aosta rispetto ad altre Regioni d'Italia. Si tratta di riflettere sull'uso di questo privilegio, migliore e più opportuno per le esigenze della collettività: il problema è questo.
Rispetto alla prima risposta mi pare abbastanza paradossale quello che ha detto l'Assessore, il quale sostiene che la Giunta regionale non ha presentato un disegno di legge in Parlamento per aggiornare i dati dei quantitativi in esenzione fiscale, perché non aveva in pratica nessuna fiducia sull'attività del Governo nei due anni precedenti alle elezioni. Allora credo che i democristiani, che hanno presieduto il Governo con Fanfani in questi anni o il Consigliere De Grandis con Spadolini Presidente del Consiglio dei Ministri, dovrebbero leggermente offendersi nei confronti del giudizio di impotenza e di non funzionamento da parte del Governo ipotizzato dall'Assessore Pollicini. Evidentemente, con l'avvento di Craxi, tutto quanto si è aggiustato ed il Parlamento, secondo Pollicini, ha ripreso una dinamica molto più spigliata. Questo è il suo augurio, speriamo che poi si realizzi!
Anche rispetto alla seconda domanda, non c'è stata una risposta, cioè la Giunta regionale non mi ha detto per quale motivo questa proposta di legge, che adesso viene riproposta, non è andata avanti; quali sono gli ostacoli, se di carattere politico o tecnico, burocratico, ecc.. Così come non è venuta la risposta alla domanda n. 6, dove si chiedeva se la Giunta regionale ritiene valido l'attuale criterio per cui auto di piccola cilindrata ricevono un quantitativo minore di benzina, auto di grossa cilindrata ne hanno di più, il che fra l'altro in completo contrasto con qualsiasi discorso di contenimento dei consumi energetici, o ritiene di doverlo modificare.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Millet, ne ha facoltà.
MILLET - (P.C.I.): Non posso dichiararmi soddisfatto, soprattutto perché l'intendimento dell'interpellanza non era tanto una critica all'Assessore, perché evidentemente da quando è stato nominato ad ora non poteva ribaltare la situazione, quanto il sottolineare il ritardo. Non si può accampare la scusa del governo traballante, perché allora bisogna dire che lo stesso governo Craxi comincia a subire le bordate della D.C. sulle Giunte locali e può darsi che fra alcuni mesi sia già in crisi. Volevo sottolineare che da parte della Giunta regionale c'è stata una sottovalutazione, una negligenza; a me pare che persone serie dovrebbero prenderne atto, soprattutto tenendo conto che già nel 1982 vi erano 3 milioni di litri di deficit e si era chiesto alle società petrolifere di coprire tale deficit.
Vorrei qui fare un inciso e chiedere al Presidente del Consiglio di farsi promotore di un'iniziativa che permetta ai Consiglieri di poter accedere alle informazioni. Per questa interpellanza, per esempio, mi sono sentito rispondere che bisogna passare attraverso l'Assessore con richiesta scritta.
Vorrei dire agli Assessori regionali neanche Ministri a livello nazionale, avendo io avuto la fortuna, o la sfortuna, di fare quella esperienza, pretendono, per dare informazioni, l'interpellanza o l'interrogazione scritta. Quando si dà al Consigliere a sola possibilità dell'interpellanza per accedere alle informazioni, mi pare che si sia troppo burocrati, perché in questo modo si perdono delle ore in Consiglio per questioni che potrebbero essere risolte in altra sede. In definitiva, vorrei che fosse possibile in futuro l'accesso alle informazioni da parte del Consigliere regionale, il quale, fino a prova contraria, è colui che è stato eletto dal popolo e dovrebbe avere qualche diritto.
Benché le previsioni dell'Assessore ci sembrino ottimistiche, per quanto ci riguarda evidentemente adopereremo le nostre forze perché la Valle d'Aosta abbia dei diritti. A me pare che con il riparto fiscale non sono tanto le entrate dello Stato che verranno decurtate, perché al massimo verrà loro tolto un decimo; semmai è al bilancio regionale che vengono tolti i nove decimi dei cinque miliardi, se ho capito bene, che verrebbero in meno come imposta con la nuova richiesta.
Sull'altra questione - cioè quella se si ritiene di mantenere l'attuale distribuzione - l' Assessore non ha risposto. In conclusione rischiamo di andare a chiedere una cosa che non risolve il problema, perché ci ritroveremo tutti gli anni di fronte ad un deficit, con un nuovo stillicidio per gli automobilisti valdostani. A me pare che se si ritiene giusto mantenere questa redistribuzione, si deve chiedere - se riteniamo che sia un diritto, perché qui si è parato di diritti - quello che è necessario chiedere.
Mi pare inoltre eccessivo quello che ha detto l'Assessore, circa la redistribuzione della ricchezza perché la legge prevede che le sessanta lire pagate al ritiro dei buoni per litro, debbano servire per tutte le operazioni di stampa e di distribuzione dei buoni. Da un rapido calcolo tale cifra dovrebbe aggirarsi sui tre miliardi.
Riteniamo che la soluzione prospettata sia parziale e che il problema sussista, perché ormai l'auto, sia per la conformazione del territorio sia per la mancanza di servizi pubblici, è indispensabile. Quindi riteniamo necessario, affrontare in modo serio a questione, perché se si vuole l'impegno di tutte le forze in Valle d'Aosta ed in Parlamento, devono essere coinvolte tutte le forze politiche e soprattutto evitare di nascondere per poi dire "siamo stati noi a risolvere il problema", a danno di altre forze che invece vorrebbero impegnarsi su queste cose. Se si lavorerà seriamente su questo problema ci sentiremo impegnati, diversamente no.
