Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 823 du 24 octobre 1984 - Resoconto

OGGETTO N. 823/VIII - INIZIATIVE IN ORDINE ALLE ATTIVITA' DELLE STRUTTURE DELLA SEDE REGIONALE RAI PER LA VALLE D'AOSTA - (Approvazione di mozione).

PRESIDENTE: Do lettura del testo della mozione presentata dai Consiglieri Mafrica, Millet, Tonino, Cout, Bajocco e Dolchi:

MOZIONE

CONSIDERATO che il cosiddetto "piano Agnes" contenente "proposte per la ristrutturazione e razionalizzazione organizzativa della RAI" prevede "la cessazione dell'attività delle strutture di programmazione delle Sedi regionali (escluse Trieste e Bolzano)", con conseguente "eliminazione della produzione radiotelevisiva regionale esclusa quella connessa all'informazione";

RICORDATO che l'art. 19 della legge 103 del 14 aprile 1975 impegna la RAI ad effettuare trasmissioni radiotelevisive in lingua francese e che l'art. 20 della predetta legge prescrive di regolamentare le emissioni bilingui "con apposita convenzione" tra la RAI e lo Stato;

CONSTATATO che a quasi dieci anni di distanza detta convenzione non è ancora stata stipulata, a differenza di quanto è avvenuto per le trasmissioni in lingua tedesca e ladina;

SOTTOLINEATA come non sia accettabile una riduzione delle attività culturali ed informative bilingui finora esplicate dalla RAI in una Regione in cui vive una minoranza etnico-linguistica tutelata dalla Costituzione;

11 Consiglio regionale della Valle d'Aosta

INVITA

il Consiglio di Amministrazione della RAI a non prendere alcun provvedimento di riduzione dell'organico o di ridimensionamento delle attività culturali ed informative della sede regionale della RAI in Valle d'Aosta;

SOLLECITA

la Presidenza del Consiglio dei Ministri ed i Ministri competenti ad approvare la convenzione relativa alle trasmissioni radiotelevisive bilingui per la Valle d'Aosta;

DELIBERA

di dare mandato al Presidente del Consiglio regionale di promuovere incontri tra gli organismi dirigenti della RAI (Consiglio di Amministrazione, Direzione Generale) ed una delegazione valdostana costituita da rappresentanti della Giunta regionale, del Consiglio regionale e dei lavoratori della sede regionale della RAI;

di inviare copia della presente mozione al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro delle Poste e Telecomunicazioni, al Consiglio di Amministrazione e al Direttore Generale della RAI.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Cout; ne ha facoltà.

COUT (P.C.I.): La mozione che abbiamo presentato è già chiara di per sè, e quindi vorrei solo soffermarmi su due questioni.

La prima: è vero che si è parlato molto, in queste ultime settimane e anche stamattina, nell'aula consiliare o in altre riunioni di organismi del Consiglio, di questioni inerenti l'informazione o la RAI in Valle, ma la questione trattata nella mozione (e già lo ricordavano i Consiglieri che mi hanno preceduto) è diversa e deve essere discussa senz'altro in Consiglio.

La seconda osservazione è che questa mozione è più che attuale.

Per ciò che riguarda il primo punto, io direi che è necessario distinguere una posizione o un'iniziativa del Consiglio regionale sulle questioni inerenti al "piano Agnes" di ristrutturazione della RAI, per l'applicazione dell'articolo 19 della legge n. 103 del 1975 che prevede l'effettuazione di programmi in lingua francese per la Valle d'Aosta, da quello che è un problema, anch'esso importante, di democrazia nell'informazione, come può essere la necessità di verificare se effettivamente sussistano i casi, sollevati in Consiglio, di alcuni giornalisti della RAI, pagati dalla Regione per attività esterne alla RAI, i quali si siano dimostrati parziali (al punto da essere chiamati "fiancheggiatori" della Giunta) nei loro commenti sull'attività del Consiglio regionale.

Noi stiamo per affrontare la questione in modo estremamente serio, e ci tengo a sottolinearlo, siamo dell'idea che sia necessario fare chiarezza, avendo però tutti gli elementi e gli argomenti necessari, nelle sedi e nei momenti che saranno ritenuti più idonei, sull'opportunità che giornalisti pagati dall'Amministrazione regionale, siano poi quelli che seguono e commentano i lavori del Consiglio regionale o comunque le varie iniziative che si svolgono alla Regione.

Siamo anche dell'idea che debba essere chiarita la questione sollevata stamattina e sulla quale è già stato espresso il disappunto dei Consiglieri regionali che mi hanno preceduto e che sia invece necessario stabilire rapporti migliori fra gli organi del Consiglio regionale ed i dirigenti (od i dipendenti) della sede RAI di Aosta. Esprimiamo il nostro disappunto per il fatto, già ricordato, che non si sia potuta tenere quell'importante riunione per esaminare alcuni aspetti dei rapporti tra la sede RAI e il Consiglio regionale o comunque i problemi inerenti l'informazione.

E' una questione che noi riteniamo vada discussa nelle sedi più opportune, oltre che in Consiglio regionale, anche perché alcuni aspetti vanno valutati con molta calma e con molta attenzione. E' vero che può essere richiesto l'intervento della Commissione Parlamentare di Vigilanza sulle radiodiffusioni anche solo per avere indicazioni sull'interlocutore della Regione su questioni di informazione in Valle e per ciò che riguarda la sede RAI di Aosta. Ma è anche vero che forse noi abbiamo sottovalutato sia i compiti della Commissione per l'informazione, ora decaduta, che era stata istituita nella legislatura precedente e che forse va riconsiderata, sia i compiti del CORERAT, un organismo che dovrebbe affrontare proprio questi problemi.

Questioni di questo genere, infatti, dovrebbero essere affrontate dal CORERAT, che venne istituito proprio in base all'articolo 5 della legge 103 sulle nuove norme in materia di diffusione radiofonica e radiotelevisiva. Il CORERAT che è organo di consulenza della Regione in materia radiotelevisiva, formula indicazioni sui programmi radio televisivi destinati alla diffusione regionale, quindi io penso che, come Consiglio regionale, noi dovremmo richiedere che si riunisca ed esamini la questione.

Per ciò che riguarda più specificatamente la mozione, direi che interessa l'intera comunità della Valle d'Aosta, poiché è una richiesta di applicazione di precisi principi costituzionali, che non va indirizzata alla sede RAI di Aosta, ma, caso mai, contestualmente a tutta la sede RAI di Aosta, a precisi organi di Governo e alla sede RAI di Roma, nell'interesse della comunità valdostana. Dopo aver preso visione, nella relazione del Direttore Generale,

Biagio AGNES, della prospettiva di cessazione dell'attività delle strutture di programmazione della sede regionale della Valle d'Aosta e della eliminazione della produzione radiotelevisiva regionale, esclusa quella connessa all'informazione e di tutto ciò che ne consegue, si tratta di richiedere in modo ufficiale, come Consiglio regionale, l'immediata applicazione dell'articolo 19 della legge 103 del 1975, che prevede l'effettuazione di programmi in lingua francese per la Valle d'Aosta, così come già avviene per le comunità di lingua tedesca del Sud Tirolo e di lingua slovena per la provincia di Trieste.

Ecco perché, con la nostra mozione, noi chiediamo di dare mandato al Presidente del Consiglio regionale di promuovere gli incontri necessari, con i dirigenti della RAI, di una delegazione valdostana costituita da rappresentanti della Giunta regionale, del Consiglio regionale e dei lavoratori della sede RAI e di inviare una copia della presente mozione al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro delle Poste e Telecomunicazioni, al Consiglio di Amministrazione e al Direttore Generale della RAI. Per ciò che riguarda il secondo punto, cui accennavo all'inizio, e cioè che la mozione è più che attuale e va quindi senz'altro votata, direi che dai mesi di agosto e settembre, in cui è stata sollevata la questione, mi sembra che si sia risolto ben poco. Infatti, proprio nell'ordine del giorno della conferenza dei Capigruppo dell'11 settembre del 1984 si chiedeva l'immediata applicazione dell'articolo n. 19 della legge 103 e si impegnava la Giunta regionale a proseguire in modo incisivo gli incontri a livello politico presso i competenti organi ministeriali. Ora credo che la situazione, per ciò che riguarda proprio l'applicazione dell'articolo 19, non si sia certamente sbloccata perché, da quello che mi risulta, le uniche assicurazioni in questo senso, mi sembra siano venute da una riunione del 10 ottobre su una "Indagine conoscitiva sulle Regioni nella realtà sociale e politica di oggi - Bilanci e prospettive - audizioni del Presidente della RAI e del Presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana da parte della Commissione Parlamentare per le questioni regionali". In questa riunione, ai quesiti posti dall'Onorevole Dujany è stato risposto, da parte del Vice Direttore Generale della RAI Signor Fichera, sia che non era ancora stata rinnovata la convenzione tra le Regioni a Statuto Speciale e la RAI a causa del mancato esame del relativo schema da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri, sia che il piano previsto dalla Direzione non prevede alcun tipo di riduzione riguardante le Regioni a Statuto Speciale. Nello stesso momento dava anche assicurazioni che sarebbe stata estesa la terza rete.

E' vero che da questo intervento si può intravedere la possibilità che sia stata forse dimenticata la sede RAI di Aosta e che possa essere inserita assieme alle altre Regioni a Statuto Speciale, però mi pare che sia abbastanza grave che questa convenzione debba essere esaminata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e quindi riteniamo più che attuale la nostra mozione e riteniamo che quanto chiediamo, cioè che sia il Consiglio regionale in prima persona a esaminare e proporre un'iniziativa di questo genere, sia più che giusto.

Riteniamo anche necessario, se si vogliono sbloccare le cose, che vi sia una posizione unitaria del Consiglio. Quando si tratta di fare applicare convenzioni favorevoli e necessarie per lo sviluppo di potenzialità autonomistiche della Valle d'Aosta e quando si tratta di sbloccare situazioni che si trascinano, siamo dell'idea che le iniziative non siano mai troppe, soprattutto se ad altre iniziative sono affiancate quelle del Consiglio regionale della Valle d'Aosta, che è il massimo organo preposto alla salvaguardia dell'autonomia. Chiediamo quindi che il Consiglio regionale discuta e voti la nostra mozione.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Baldassarre; ne ha facoltà.

BALDASSARRE (P.S.D.I.): Mi dispiace non aderire alla richiesta del Consigliere Cout di votare all'unanimità questa mozione, ma io voterò contro e spiego i motivi.

Nella premessa della mozione si fa riferimento al "piano Agnes": in qualsiasi azienda che si rispetti, per risanare una situazione economica catastrofica, bisogna pur prendere delle iniziative. Nel caso della RAI, sempre che si trovi in una situazione del genere, anche perché quando il "piano Agnes" prevede l'eliminazione della produzione radiotelevisiva regionale io mi domando, e forse il Consigliere Cout doveva spiegarmelo, che cosa intende per "produzione" nel caso della terza rete della Valle d'Aosta quando questa produzione radiotelevisiva è inesistente dobbiamo essere precisi e seri: o vogliamo far sì che il carrozzone RAI continui ad andare avanti con una quantità enorme di personale e personaggi, oppure dobbiamo accettare l'ipotesi del "piano Agnes" che prevede l'eliminazione di questa produzione inesistente.

Non parliamo poi dell'informazione, della quale si è lamentato giustamente il Consigliere Torrione, dicendo che un dibattito che meritava la massima attenzione, in modo particolare da parte dei giornalisti RAI, è stato completamente trascurato. "La Stampa", essendo un quotidiano privato, nella sua pagina locale non può ospitare certe discussioni che avvengono in Consiglio regionale, anche se credo che sarebbe opportuno ospitarle, ma la RAI non è una testata a carattere privato, è una testata pubblica ed è finanziata con i soldi dei contribuenti. Si può prevedere un dibattito anche alle 17,00 o alle 18,30 di sera, perché esiste un ordine del giorno dei lavori del Consiglio. In occasione di un dibattito che doveva interessare tutti i cittadini della Valle d'Aosta noi abbiamo visto la tribuna stampa vuota, con la sola eccezione, e gliene do atto, di quell'intelligente e onesto giornalista che è Zanotto.

Dell'informazione politica abbiamo già discusso: è carente in tutto e dimostrerò successivamente in quale modo non è neanche obiettiva. Per quanto riguarda la premessa della mozione e l'articolo 19 della legge 103, a me sembra, da informazioni assunte, che mancherebbe la firma per l'attuazione dell'articolo 19. Quindi non vedo come possa esprimere il mio voto favorevole per una parte della mozione che non condivido, anche se condivido una certa impostazione del cosiddetto "piano Agnes", e per una seconda parte che ormai sembra superata. Per queste brevi considerazioni, mi dispiace per il Consigliere Cout, io esprimerò il voto contrario.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Aloisi; ne ha facoltà.

ALOISI (M.S.I.): Anch'io vorrei dire alcune parole in merito a questo problema del "piano Agnes".

Innanzitutto voglio dire chiaramente che voterò a favore della mozione, per un principio di giustizia e perché non ritengo corretto da parte dello Stato che vengano salvaguardate le caratteristiche autonomistiche e regionaliste della provincia di Bolzano e del Fruili-Venezia-Giulia e venga escluso quello che è un diritto, sancito dal regolamento, della Valle d'Aosta di poter programmare e quindi dare un'informazione a livello autonomistico, con il bilinguismo e tutto quello che comporta. Sarò favorevole a questa mozione soprattutto perché ritengo che il problema sia di carattere occupazionale. Noi abbiamo, nella sede RAI della Valle d'Aosta, circa un centinaio di dipendenti e non possiamo quindi permettere, in questo momento di crisi occupazionale una riduzione dell'organico.

Debbo sottolineare però un altro aspetto del problema: le lamentele e le critiche che sono state fatte da coloro che mi hanno preceduto. Il documento, direi di critica, che è stato illustrato e letto all'inizio di questa seduta dal Presidente del Consiglio è da me condiviso, perché ritengo assurdo e utopistico riuscire a non gestire in modo adeguato l'informazione pubblica, da un ente quale è la RAI TV, con cento dipendenti. E' assurdo utilizzare cento persone per fare dieci minuti di "Voix de la Vallée" nel pomeriggio e per dare un quarto d'ora di informazione serale, quando noi sappiamo che ci sono altre emittenti private che riescono a fare meglio con dieci o quindici persone. Allora diventa un problema di metodo, di impostazione e di organizzazione: questa è la critica che io rivolgo agli organi di informazione statali, che sono quelli della RAI: non sanno programmare e non sanno organizzare, a differenza invece di quella che è l'emittenza privata, che riesce a sopperire con molto meno personale alle carenze della RAI. In quei due giorni in cui abbiamo avuto l'oscuramento delle emittenti private in Valle d'Aosta, ognuno di noi si è reso conto che è come se si fosse spenta la luce. Ci siamo trovati al buio, perché, in effetti, l'emittenza pubblica non dà quella garanzia, di pluralismo e quella informazione che viceversa riesce a dare l'emittenza privata. La critica è quindi rivolta in questo senso.

Diciamo sì, voteremo a favore della mozione perché ci rendiamo conto che è un problema occupazionale, che sarebbe un'ingiustizia nei confronti della Regione Autonoma Valle d'Aosta, però le nostre critiche rimangono comunque verso quella che è la gestione e l'informazione dell'emittente RAI in Valle d'Aosta.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.): Io ribadisco quello che già aveva detto il Consigliere Cout prima, che non si può fare confusione, come ha fatto il Consigliere Baldassarre, tra un problema di autonomia e di strutture e un problema spicciolo, cioè come viene gestita l'informazione per ciò che riguarda il Consiglio regionale.

Questa mozione riprende un ordine del giorno che già era stato votato dall'Assemblea dei Capigruppo nel mese di settembre e sia l'ordine del giorno dei Capigruppo sia questa mozione affrontano una questione che inserisce la stessa esistenza della terza rete in Valle d'Aosta, perché se andasse avanti il "piano Agnes" dovrebbe essere chiusa non l'informazione (quindi chi è scontento potrebbe continuare ad esserlo) ma verrebbe chiusa la produzione di programmi e in modo particolare quella in lingua francese.

Si possono avere opinioni diverse anche sulla validità di questi programmi, ma ci sembra necessario che debba essere una struttura con sede in Valle d'Aosta a produrre i programmi in lingua francese e che questi programmi possano essere in qualche modo verificati dalla comunità valdostana. Non possiamo arrivare all'assurdo che vengano eventualmente redatti i programmi per la Valle d'Aosta dalla sede di Torino o dalla sede di Roma e trasmessi magari in lingua francese.

Quindi, con questa mozione, noi chiediamo che si applichino gli articoli 19 e 20 della legge di riforma della RAI, che prevede che il bilinguismo sia rispettato (è già stata una grave dimenticanza non aver ricordato, tra le regioni a Statuto Speciale la Valle d'Aosta, oltre a Trento e Bolzano) e regolato da convenzioni apposite. La convenzione per la Valle d'Aosta, nonostante abbia avuto il parere favorevole del Consiglio Superiore delle Poste e Telecomunicazioni, ancora non è stata approvata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Lo scopo della mozione è quindi quello di fare rispettare le prerogative sostanziali della Regione Valle d'Aosta, di fare rispettare le leggi dello Stato ed i diritti autonomistici della Valle d'Aosta.

Ovviamente ci sono anche dei risvolti occupazionali, perché, se non venissero più prodotti programmi al di fuori dell'informazione, ci sarebbe bisogno di una quantità minore di dipendenti. Però noi sottolineiamo che è necessario far rispettare queste prerogative particolari della Valle d'Aosta.

Il Consiglio regionale, con questa mozione, chiede solleciti incontri con la Presidenza del Consiglio dei Ministri per approvare la convenzione la quale prevede che i programmi in linea guai francese ed i programmi che riguardano la realtà valdostana siano realizzati in Valle d'Aosta.

Si può continuare, e la cosa è anche interessante, a polemizzare su quello che riguarda l'informazione, però confondere i due aspetti non ci sembra del tutto giusto. Noi abbiamo espresso prima il disappunto per il mancato incontro tra i responsabili della terza rete e il Consiglio regionale, non crediamo però che da questo mancato incontro si possa far discendere la necessità della chiusura della terza rete o la necessità che la Valle d'Aosta non abbia più la possibilità di veder rispettati i propri diritti.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Torrione; ne ha facoltà.

TORRIONE (P.S.I.): Io ho già espresso il pensiero del nostro gruppo per quanto riguarda il problema dell'informazione radiotelevisiva in Valle d'Aosta e non torno quindi su questo argomento. Ha ragione il collega Mafrica: i due problemi sono sostanzialmente diversi e quindi io anticipo che il nostro gruppo voterà a favore della mozione. Direi che, se il collega Baldassarre mi consente, la sua è più una presa di posizione emotiva che una presa di posizione ragionata.

I Consiglieri Mafrica e Cout hanno esposto il problema nei loro giusti termini: si tratta di rivendicare una questione di principio, la difesa di una particolarità della Valle d'Aosta attraverso questo tipo di programmazione televisiva, che verrebbe a mancare se il "piano Agnes" andasse avanti. Sia per i risvolti occupazionali che ha questa eventualità di chiusura, sia per tutti gli altri aspetti, credo che vada difeso il fatto che anche la programmazione resti in Valle d'Aosta.

Io ho lavorato per sei anni alla RAI e posso dire quanto fosse distorta nelle sedi RAI centrali, nella stessa sede RAI di Torino per non parlare della sede RAI di Roma, la visione dei problemi valdostani da parte di chi doveva gestire un programma sulla Valle d'Aosta. Ci si accostava al tema con assoluta insensibilità, non si capivano alcune particolarità della nostra Regione. La superficialità era il tema dominante dei servizi e sovente si cadeva anche in grosse contraddizioni con la realtà locale. Ecco perché io ribadisco la validità della terza rete, sia sul piano della programmazione sia per quanto riguarda la stessa informazione.

Concludo con un'ultima annotazione: io credo che questo incontro, questo invito a coinvolgere anche le forze politiche in un riesame della situazione della sede RAI di Aosta, possa servire proprio a coloro, giornalisti e non, che operano in quella struttura. Ci sono alcune scelte aziendali che rivelano una totale incapacità manageriale, per esempio quella di pensare che un palazzo come quello della RAI potesse essere adattato alle esigenze della programmazione radiotelevisiva. Gli studi della RAI sono un esempio classico di investimento sbagliato. Io ricordo un fatto, e lo cito perché mi aveva colpito proprio per l'angustia dei locali e per la difficoltà in cui sono costretti ad operare coloro che lavorano in RAI: una mattina ci siamo recati presso questa sede per un dibattito dei Capigruppo, mancava casualmente il Consigliere Pedrini per una serie di disavventure che non sto qui a citare, e si è trovata la scusa della sua assenza per disdire l'impegno; poi si è scoperto che mancava lo studio e mancavano anche delle lampadine! Questo è un esempio di gestione aziendale che chiaramente pesa su tutti coloro che devono operare e lavorare nella RAI.

Credo che questo sia oltretutto lo scopo della mozione e cioè di riaffermare un principio che non può assolutamente non trovare un supporto da parte di questo Consiglio, e nel contempo di riesaminare il discorso della sede RAI nel suo complesso, con quelle puntualizzazioni che ogni forza politica riterrà opportuno di fare anche in difesa dell'occupazione, perché vi sono cento e più persone che lavorano in RAI e sono un'entità non trascurabile, che va difesa nella giusta misura, a tutti i livelli, per porre queste persone in grado di lavorare correttamente, facendo risaltare la loro professionalità. Io ripeto che nella RAI c'è una grande professionalità inespressa per una serie di motivi che noi abbiamo il dovere, come rappresentanti della collettività valdostana, di approfondire.

Questo è il senso del nostro voto favorevole alla mozione ed è anche il senso delle parole che abbiamo detto in sede di comunicazioni: i rapporti fra la RAI e il Consiglio regionale devono essere improntati alla massima chiarezza. Quando ci si nasconde dietro fumose motivazioni di carattere burocratico per evitare un confronto sta a significare che proprio allora il discorso sulla RAI va maggiormente approfondito. Guai se l'informatore, colui che fa professione di giornalismo, ragiona con la mentalità dell'impiegato che entra alle otto e mezza ed esce alle dodici e trenta. Non si fa dell'informazione così, non si fa altro che fare il burocrate dell'informazione, cioè una funzione sostanzialmente diversa.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Beneforti; ne ha facoltà.

BENEFORTI (D.C.): Voglio fare alcune considerazioni su questa mozione. E' vero, Consigliere Mafrica, che non bisogna fare confusione fra strutture e informazione, che bisogna difendere i diritti autonomistici della Valle d'Aosta, che occorre difendere in modo particolare l'occupazione che è molto travagliata nella nostra Regione. Io devo però ricordare che nella riunione della Conferenza dei Capigruppo in cui abbiamo approvato l'ordine del giorno in base al quale, come dice il Consigliere Mafrica, è stata presentata questa mozione, dicemmo che approvavamo quell'ordine del giorno affinché fosse corretto il "piano Agnes" nell'interesse della Valle d'Aosta a condizione che ci fosse un incontro fra la Regione e la RAI di Aosta, per chiarire alcuni aspetti. Ora, i funzionari della RAI di Aosta, i dirigenti, non si sono preoccupati del loro personale e hanno disertato, con motivazioni che non ritengo sufficienti, l'incontro con i rappresentanti della Regione, dicendo che bisognava rivolgersi al Presidente della Commissione di Vigilanza, il senatore Signorello. Ora io dico, se certi problemi, ed in particolare quello dell'occupazione, non sono sentiti nemmeno dal personale della RAI, non so come potrebbero essere sentiti dalle forze politiche che si ritrovano, nella RAI di Aosta, per quel che concerne l'informazione, discriminate ogni giorno di più. Forse i dirigenti hanno avuto timore di venire a quell'incontro temendo di essere processati o che gli fosse rinfacciato qualcosa per il fatto che per alcune forze politiche si usa il metro e per altre forze politiche si usa il centimetro e forse il millimetro.

In sostanza io voglio dire che il gruppo della Democrazia Cristiana si attiene all'impegno dell'ordine del giorno che avevamo votato; poiché l'incontro con la sede RAI di Aosta non è avvento, aspetteremo l'incontro con Nicola Signorello, nel quale illustreremo e rivendicheremo i diritti autonomistici della Valle d'Aosta e tutto quello che ne consegue e diremo anche che cosa vogliamo per la gestione della sede RAI di Aosta. Fino a quel momento noi non ci sentiamo di appoggiare altre iniziative e pertanto ci asterremo dalla votazione della mozione.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Pedrini; ne ha facoltà.

PEDRINI (P.L.I.): Signor Presidente, non voglio entrare nel merito, voglio soltanto dire una cosa che da parecchio tempo avevo sullo stomaco e che mi viene bene tirare fuori in questo momento: ma ci rendiamo conto dei milioni e milioni che abbiamo dato ai signori della RAI?

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

RICCARAND (N.S.): Io voterò a favore della mozione presentata dal gruppo comunista con delle forti perplessità. Voterò a favore perché penso che sia opportuno mantenere e sviluppare in Valle d'Aosta la presenza del servizio radiotelevisivo pubblico che è, secondo me, la garanzia fondamentale per un'informazione che sia minimamente obiettiva, al di là dei giudizi che si possono dare sulla qualità dell'informazione e della programmazione della sede RAI locale, in questa fase e in questi anni.

La forte perplessità deriva però da una constatazione sul bilancio economico della sede regionale RAI di Aosta quale ci è stato indicato nell'incontro che abbiamo avuto con i rappresentanti sindacali dei lavoratori, ci hanno detto che con gli introiti (degli abbonamenti e altri) percepiti in Valle d'Aosta non si riuscirebbe neppure a pagare tutti gli stipendi ai dipendenti, oltre a tutto il resto delle attività. Quindi noi ci troviamo di fronte ad un bilancio economico che è totalmente deficitario.

Si può, evidentemente chiedere che questa struttura rimanga in piedi lo stesso, però bisogna avere l'onestà di riconoscere che altri, e non la Regione Valle d'Aosta, pagheranno a proprie spese questo deficit, che graverà sulle spalle di altre Regioni e dello Stato italiano. Quindi a me pare che, ancora una volta, si vada di fatto a rivendicare, in nome di un principio autonomistico, una realtà che è di privilegio.

Nel momento in cui si dice che bisogna mantenere la sede RAI così com'è, con tutta la sua struttura, che bisogna potenziarla e fare la convenzione, mi sembrerebbe più corretto, se vogliamo fare un discorso onesto e conseguente e se riteniamo che la cosa sia utile e necessaria, prevedere anche degli interventi finanziari regionali. Non capisco per quale altro motivo dobbiamo caricare queste spese su un'altra realtà che non è la nostra. Da qui derivano quindi alcune mie perplessità abbastanza profonde, sull'impostazione che si è data finora al problema.

Detto questo ritengo comunque che il servizio radiotelevisivo in Valle d'Aosta debba continuare a svolgere la sua attività e quindi il mio voto sarà favorevole.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Baldassarre; ne ha facoltà.

BALDASSARRE (P.S.D.I.): Per dichiarazione di voto. Nel ribadire il mio no a questa mozione, sono mortificato dalle affermazioni che ha fatto il Consigliere Mafrica sulla confusione ed il Consigliere Torrione sull'emotività del mio intervento. Oltretutto preciso che stimo moltissimo i due colleghi. In qualsiasi democrazia si possono avere idee contrastanti fra di loro, punti di vista politici non paralleli; io non penso di aver creato confusione parlando della riduzione dei programmi radiotelevisivi oppure dell'informazione. Ho fatto una netta distinzione tra informazione e programmi radiotelevisivi, ho espresso solidarietà (e continuo ad esprimerla) al "piano Agnes", perché sono due situazioni ben differenti dal punto di vista politico.

Vorrei infine ricordare al Consigliere Mafrica che nella riunione dei Capigruppo consiliari io non ho votato l'ordine del giorno, e questo dovrebbe risultare a verbale. Quindi la mia è una posizione lineare, in quanto in quell'ordine del giorno si esprimeva solidarietà alla Sede RAI. Credo quindi di essere coerente e di non creare confusioni o farmi prendere dall'emotività. Erano precisazioni doverose nei confronti delle dichiarazioni fatte dal Consigliere Mafrica e dal Consigliere Torrione.

Ribadisco quindi il mio voto contrario a questa mozione.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Cout; ne ha facoltà.

COUT (P.C.I.): Penso che sia necessario fare alcune puntualizzazioni. Intanto nell'ordine del giorno votato dalla Conferenza dei Capigruppo, è stato votato, come risulta dagli atti, l'impegno per la Giunta regionale a proseguire in modo incisivo gli incontri a livello politico presso i competenti organi ministeriali, in modo da ottenere proprio l'applicazione dell'articolo 19, non mi risulta che quell'impegno fosse subordinato invece ad una iniziativa del Consiglio regionale per l'incontro con la sede RAI di Aosta. Questo per essere puntuali e per ribadire che si discute di due aspetti completamente diversi: un aspetto è la garanzia del pluralismo, e quindi l'incontro con la Commissione Parlamentare di Vigilanza, che si occupa di garantirlo, una questione molto diversa è il decentramento della produzione radiotelevisiva e l'attuazione dell'articolo 6 della Costituzione. Conseguentemente, sono iniziative diverse un incontro con il Consiglio di Amministrazione della RAI ed un incontro con il Presidente del Consiglio dei Ministri, che sono gli organi competenti per l'attuazione di questo articolo di legge.

Noi crediamo che se non si vuole prendere atto di questo si fa confusione e, può darsi, anche in modo abbastanza strumentale. Chiediamo invece che venga votata la nostra mozione, che distingue molto bene le questioni.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta Rollandin; ne ha facoltà.

ROLLANDIN (U.V.): Je pense qu'il faudrait aussi revoir l'histoire et nous rappeler les raisons pour lesquelles nous devons parler, aujourd'hui du "piano Agnes".

Au moment où nous avons connu le projet, nous avons eu des rencontres au niveau des forces politiques, en particulier, à propos des représentants de la Junte, pour connaître l'avis des employés de la RAI. Et là nous avons eu, notamment, la suggestion que, si le projet Agnes était approuvé, nous courrions des risques à l'intérieur du siège RAI de la Vallée d'Aoste. Suite à cette rencontre, en tant que Junte, nous avions proposé, compte tenu de l'intérêt qui devait être vu au niveau du Conseil, de faire une rencontre au niveau des chefs de groupe. Cette rencontre a eu lieu et nous avons proposé un ordre du jour. L'ordre du jour, qui était assez clair, disait: "impegna la Giunta regionale a proseguire gli incontri", étant donné qu'il y avait déjà eu des rencontres avec le Conseil d'Administration de la RAI, pour savoir à quelle période devait être approuvé l'article 19. Suite à ces différentes rencontres, le Conseil d'Administration avait approuvé l'article 19 de la loi 103 qu'il avait envoyé au Conseil des Ministres et aux Ministres compétents. Et, maintenant encore, le dossier se trouve là.

Je pense donc que, par conséquent, l'ordre du jour qui engageait la Junte à prendre ces contacts peut très bien être rappelé, aujourd'hui, avec la motion qui a été présentée. Je pense également que, si nous voulons, au niveau de rencontre, prévoir une commission où il y ait le Président du Conseil et les différents organes, il n'y a rien à opposer. L'important est de résoudre le problème de l'application de la loi et la question de principe de l'article 19. Tous les autres problèmes peuvent très bien être vus et discutés par les différents organes au niveau local. Mais, au niveau général, de défense de principes, il est indispensable de faire approuver l'article 19.

Il s'agit de deux questions assez différentes. Et là je partage l'avis des Conseillers Cout et Mafrica: nous ne pouvons pas mêler les deux choses, la question des plaintes que nous avons contre la RAI d'Aoste et le respect de la langue française en Vallée d'Aoste. Je suis sensible au problème de l'emploi et au fait, comme le disait le Conseiller Aloisi, qu'il y ait quand même un certain nombre de travailleurs, c'est sans doute une question importante.

Mais, comme l'ordre du jour, la motion est importante surtout pour la question de principe. Il faut qu'avant tout la loi soit respectée, l'article 19 et l'article 20 doivent être appliqués. Je crois que le sens de la motion qui suit l'ordre du jour est de rappeler, encore une fois, l'exigence de l'application de ces deux articles.

Pour le problème de la professionnalité des journalistes, bien sûr, nous souhaitons que, dans l'avenir, il y ait de plus en plus de journalistes locaux, des journalistes qui connaissent le milieu valdôtain, car trop souvent, tant au niveau des informations que des programmes, nous remarquons que quelques journalistes, malheureusement, ont certaines difficultés à comprendre notre milieu, à donner des nouvelles correspondantes à la réalité. Mais, ce n'est pas leur faute, c'est surtout la faute de la méthode du choix des journalistes qui n'ont peut-être pas le temps de voir comment est née la requête d'autonomie en Valle d'Aoste, comment nous avons travaillé durant ces 30 ans. Et, je le répète encore, je souhaite qu'il y ait de plus en plus la possibilité de voir des journalistes qui connaissent le milieu valdôtain, à la RAI, afin d'avoir une information correcte.

L'autre problème, plus important encore est de défendre les programmes, plus que l'information. Ce n'est pas une question de savoir qu'il y ait 3 minutes pour un et 2 minutes pour l'autre, c'est le fait de voir des programmes réalisés sur différentes matières intéressant la collectivité. Je pense que le plus important, pour la RAI, est de faire des émissions qui intéressent la collectivité et respectent la réalité valdôtaine.

Pour le reste, je ne partage pas tellement l'avis que l'on puisse voir l'importance de la RAI et que l'on soit contre le "piano Agnes" en ce qui nous concerne, avec des questions administratives ou d'organisation interne. Comme partout, sans doute, il y aura des problèmes même à la RAI; mais là, je crois que c'est une question qui pourra être étudiée dans un second temps.

En effet, le problème principal, je le répète est que soit respecté le principe des articles 19 et 20 et donc, avec ces considérations, nous sommes d'accord pour voter la motion.

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la mozione presentata dal gruppo comunista.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 29

Votanti: 23 Favorevoli: 22

Contrari: 1

Astenuti: 6 (Beneforti, Bondaz, Chabod, Fosson, Pedrini e Ricco)

Il Consiglio approva.