Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 820 du 24 octobre 1984 - Resoconto

OGGETTO N. 820/VIII - COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO.

PRESIDENTE: In data 22 ottobre, a seguito di una decisione assunta dall'Ufficio di Presidenza e dalla Conferenza dei Capi Gruppo, era stato programmato un incontro con una rappresentanza dei responsabili e dei servizi regionali della terza rete radiotelevisiva per un esame dei problemi concernenti l'informazione radiotelevisiva nella nostra Regione.

Purtroppo tale incontro, che avrebbe consentito una serena disamina dei problemi connessi all'informazione, non ha avuto luogo per la mancata presenza della controparte, che ha ritenuto di non aderire alla richiesta con motivazioni che sono state ritenute da tutti i gruppi legate a schemi eccessivamente burocratizzati della struttura dell'Ente.

Certo di interpretare la volontà dei componenti la Conferenza dei Capi Gruppo mi corre l'obbligo di stigmatizzare in questa aula il comportamento della Redazione RAI della Valle d'Aosta che ha ignorato una legittima richiesta tendente soltanto ad ottenere un confronto tra mondo politico ed operatori dell'informazione.

La decisione assunta dalla Redazione dei servizi giornalistici è grave, in quanto non è concepibile che una struttura pubblica quale la terza rete radiotelevisiva, che dovrebbe essere al servizio della collettività in cui opera, eluda in modo così categorico ogni forma di confronto e di dibattito con il Consiglio regionale e le forze politiche in esso presenti che rappresentano la volontà della popolazione valdostana.

Comunque intendo informare il Consiglio che, raccogliendo il suggerimento formulato dal Capo Redattore della sede RAI di Aosta, ho provveduto a richiedere al Presidente della Commissione Parlamentare di Vigilanza sulla RAI, Sen. Nicola SIGNORELLO, un incontro per discutere dei problemi concernenti l'informazione e del comportamento senza precedenti tenuto dalla Redazione di Aosta nei confronti del Consiglio Regionale.

Nella riunione di mercoledì 17 ottobre 1984, la Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati ha espresso parere favorevole sul disegno di legge costituzionale recante tra l'altro modificazioni ed integrazioni alle norme dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta in materia elettorale.

Tale disegno di legge, oltre ad alcune norme di dettaglio relative alla fissazione della data delle elezioni regionali, contiene la norma che finalmente attribuisce alla Regione Valle d'Aosta la potestà legislativa in materia di elezioni del Consiglio regionale, venendo così a sanare una situazione di svantaggio che la Valle d'Aosta ha sempre avuto nei confronti delle altre Regioni a Statuto speciale.

Sull'argomento, sempre nella giornata del 17 ottobre, è ritornato il Ministro per gli Affari regionali, On.le Vizzini, il quale in occasione di un incontro con il Comitato di coordinamento dei Presidenti dei Consigli regionali, presente anche chi vi parla, tra gli altri argomenti trattati ha espresso l'intendimento del Governo di portare a 40 il numero minimo dei membri dei Consigli regionali.

Il Ministro ha precisato infatti che il Governo ha ricevuto molte sollecitazioni in tale senso da parte delle tre Regioni a Statuto ordinario (Basilicata, Molise, Umbria) che attualmente hanno una Assemblea composta da 30 Consiglieri e che lamentano la impossibilità di funzionare in modo corretto.

ttenuto l'assenso da parte dei Presidenti delle Regioni a Statuto ordinario interessate, per la presentazione di un disegno di legge di modifica di normativa attuale, il Ministro si è detto consapevole della necessità di modificare, per la Valle d'Aosta, una norma approvata con legge costituzionale, per cui ha ritenuto opportuno, qualora non vi fossero opposizioni, l'inserimento di un emendamento in tale senso nel progetto di legge costituzionale all'esame della Camera dei Deputati.

La questione sarà sottoposta all'esame della Conferenza dei Capi Gruppo.

Un fatto di eccezionale gravità, che costituisce una sfida ai Governi del mondo democratico ed alla libertà di informazione, è accaduto in questi giorni nell'Afghanistan, territorio da più di cinque anni occupato, tra l'indifferenza generale del mondo libero, dalle truppe dell'Unione Sovietica.

Un coraggioso giornalista della seconda catena televisiva francese si è recato in questo Stato per documentarsi, attraverso contatti diretti con la resistenza afgana, su quanto succedeva dopo cinque anni di occupazione sovietica.

Forse pensava che quel che era stato possibile nel Vietnam ieri ed oggi nel Salvador, fosse possibile anche all'interno delle frontiere dell'impero sovietico.

Per aver cercato di offrire al mondo un'immagine di quanto avveniva in questo lontano Paese, Jacques Abouchar è stato condannato a diciotto anni di reclusione, a seguito di un sommario processo imbastito dal Governo fantoccio di Kabul che si regge unicamente in virtù della presenza dell'Armata rossa.

Questo episodio deve far riflettere l'opinione pubblica democratica del mondo occidentale che non può tollerare simili attentati al più elementare diritto che è quello dell'informazione.

Ritengo che il Consiglio Regionale, che già in precedenti occasioni ha avuto modo di dimostrare una particolare sensibilità per gli attacchi alle libertà civili, debba elevare una energica protesta per questo comportamento delle autorità afgane che impediscono ai cittadini, ai democratici di conoscere quanto avviene in questo Paese martoriato da anni di occupazione straniera.

In ultimo, intendo informare il Consiglio che la Conferenza dei Capi Gruppo ha tenuto due adunanze con la partecipazione dei rappresentanti valdostani nel Consiglio di Amministrazione del Parco Nazionale del Gran Paradiso per un esame della situazione venutasi a creare nell'Ente Parco a seguito delle dimissioni rassegnate da due componenti il Comitato Esecutivo.

Un'ulteriore riunione è stata issata per oggi pomeriggio alle ore 15.

Le comunicazioni del Presidente inquadrano l'attività del Consiglio dal 5 ottobre in poi:

DISEGNI DI LEGGE PRESENTATI:

D.L. n. 113, presentato dalla Giunta regionale in data 12 ottobre 1984, concernente: "Rifinanziamento della legge regionale 8 ottobre 1973, n. 33, concernente la costituzione di fondi di rotazione regionali per la promozione di iniziative economiche nel territorio della Valle d'Aosta" (I e III Commissione)

D.L. n. 114, presentato dalla Giunta regionale in data 12 ottobre 1984, concernente: "Finanziamento delle spese di gestione del Centro valdostano di soggiorno di Sanremo" (I e IV Commissione)

D.L. n. 115, presentato dalla Giunta regionale in data 12 ottobre 1984, concernente: "Modificazioni e integrazioni alla legge regionale 11 agosto 1975, n. 39, e successive modificazioni e integrazioni, concernente: "Ordinamento delle guide e aspiranti guide alpine in Valle d'Aosta" (I e III Commissione)

D.L. n. 116, presentato dalla Giunta regionale in data 22 ottobre 1984, concernente: "Finanziamento delle spese derivanti dalle convenzioni Regione-RAI, relative ai costi sostenuti per la gestione degli impianti attivati in Valle d'Aosta per la ricezione dei programmi televisivi provenienti dall'area culturale francese e tedesca"

D.L. n. 117, presentato dalla Giunta regionale in data 22 ottobre 1984, concernente: "Costruzione della tangenziale di Aosta - Tratto da Aosta Centro ad Aosta Ovest"

D.L. n. 118, presentato dalla Giunta regionale in data 22 ottobre 1984, concernente: "Interventi finanziari per la realizzazione dell'autostrada da Aosta a Courmayeur"

D.L. n. 119, presentato dalla Giunta regionale in data 22 ottobre 1984 concernente: "Destinazione dei fondi assegnati dallo Stato ai sensi della legge 17 maggio 1983, n. 217: Legge quadro per il turismo"

Proposta di legge statale n. 3, presentata dal Gruppo consiliare Comunista in data 22 ottobre 1984, concernente: "Norme per il trasferimento alla Regione Autonoma Valle d'Aosta e la delega alla Regione Piemonte dei poteri amministrativi per la gestione unitaria del Parco Nazionale del Gran Paradiso" (I e II Commissione)

DISEGNI DI LEGGE VISTATI:

D.L. n. 92, concernente: "Immissione in ruolo di personale scolastico in servizio non di ruolo nell'anno scolastico 1981/82 nelle scuole dipendenti dalla Regione e nel Convitto regionale F. Chabod"

DISEGNI DI LEGGE NON VISTATI: -

DELIBERAZIONI VISTATE: n. 23

DELIBERAZIONI NON VISTATE: -

La deliberazione n. 768/VIII in data 20 settembre 1984, concernente "Ratifica di deliberazioni adottate dalla Giunta regionale in via d'urgenza" è stata vistata, con esclusione dell'oggetto n. 4873 del 10 agosto 1984 recante: "Autorizzazione alla FINAOSTA S.p.A. a concedere una apertura di credito a tasso agevolato alla Società funiviaria S.I.P.I.T. di Ayas - Fraz. Antagnod", per la quale è in corso interlocutoria con la Giunta regionale.

RIUNIONI DI COMMISSIONI:

Ufficio di Presidenza: 1

Conferenza dei Capigruppo e Ufficio di Presidenza: 3

I Commissione: 2

II Commissione: 2

III Commissione: 3

IV Commissione: 1

V Commissione: 1

I Commissione e Capigruppo per gestione Casa da Gioco: 1

Comitato Amministrativo per la Cassa di Previdenza dei Consiglieri: 1

PRESIDENTE: Qualcuno chiede la parola sulle comunicazioni del Presidente?

Ha chiesto la parola il Consigliere Baldassarre; ne ha facoltà.

BALDASSARRE (P.S.D.I.): Io vorrei prendere la parola sul punto delle comunicazioni del Presidente riguardante l'incontro con i giornalisti della RAI.

Nell'esprimere la mia solidarietà alle dichiarazioni fatte dal Presidente del Consiglio per un atteggiamento che ritengo antidemocratico da parte di giornalisti pubblici, che non hanno sentito il dovere di incontrare i rappresentanti del Consiglio in un colloquio che non voleva essere uno scontro tra la parte politica e la parte giornalistica della RAI, ma un confronto su alcuni atteggiamenti e su alcune lamentele che si erano verificate in altre occasioni.

Questi giornalisti si sono trincera ti dietro alla burocrazia, addirittura con lettere che ci indicavano la strada da seguire, ritenendoci anche poco intelligenti, permettetemi Signori Consiglieri, perché sapevamo già che esiste un Presidente, una Commissione di controllo e un Consiglio di Amministrazione. Ci hanno indicato, in modo poco intelligente secondo me, la strada da seguire.

Noi seguiremo questa strada e chiariremo, proprio nella sede che il Signor Pogliotti ci ha indicato a nome dei giornalisti, una situazione che è ormai paradossale.

Avremo modo di ritornare su questo argomento perché vedo che all'ordine del giorno ci sono una mozione e un'interpellanza presentate dal sottoscritto. Quindi rinnovo la mia solidarietà alle dichiarazioni del Presidente del Consiglio.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.): Io intervengo su due punti delle comunicazioni del Presidente del Consiglio.

Sulla vicenda RAI, penso che ci sarà modo di discutere in modo più ampio fra poco, in quanto immediatamente dopo c'è una mozione del nostro gruppo, inerente alla situazione occupazionale e produttiva della terza rete in Valle d'Aosta. Comunque, approfitto dell'intervento per esprimere il disappunto per il fatto che questo incontro tra i rappresentanti del Consiglio regionale e i rappresentanti locali della terza rete non sia potuto avvenire e che si sia voluta seguire una trafila burocratica e gerarchica invece di arrivare ad un incontro che, probabilmente, sarebbe stato chiarificatore.

Un secondo argomento su cui voglio intervenire è quello citato in chiusura dal Presidente del Consiglio. Quando il Presidente del Consiglio ha parlato di un fatto grave avvenuto in questi ultimi giorni, e poi è volato in Afghanistan, diciamo che sono rimasto perplesso, perché io pensavo che il Presidente del Consiglio volesse parlare dei gravi pericoli che la democrazia italiana ha corso in questi anni per le deviazioni dei servizi segreti, che sembrano essere implicati in tutti i fatti più gravi che hanno tormentato la democrazia di questo Paese.

Io condivido la condanna per il comportamento del Governo afgano nei confronti dell'informazione e del giornalista francese, ritengo però che il Presidente del Consiglio avrebbe fatto anche bene a ricordarsi un pochino dei fatti gravi avvenuti in questi giorni in questo Paese.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Torrione; ne ha facoltà.

TORRIONE (P.S.I.): Credo che ci sia da fare una valutazione sulle dichiarazioni del Presidente del Consiglio per quanto riguarda la vicenda RAI, anche perché riteniamo che abbia un significato diverso parlarne in sede di mozione, che tratta, oltre tutto, un argomento specifico, il cosiddetto "Piano

Agnes", mentre invece siamo calati in una vicenda che non è delle più simpatiche, l'abbiamo detto in sede di conferenza di Capigruppo e lo ribadiamo con estrema franchezza in aula. Io credo che uno degli scopi per cui è stata creata o avrebbe dovuto essere creata la terza rete fosse quello di favorire un'informazione di tipo diverso, più vicina alle esigenze e alle necessità delle singole regioni. Abbiamo già una struttura piuttosto mastodontica, che necessita di essere riequilibrata, nella prima e nella seconda rete. Credevamo che, a livello più minuto e più piccolo, fosse possibile perlomeno intavolare un dialogo con i responsabili dell'informazione regionale. Questo non è avvenuto, ce ne rammarichiamo e lo diciamo con molta chiarezza e fermezza.

Noi non condividiamo assolutamente le motivazioni che sono state addotte in quella lettera, perché, a nostro avviso, sono speciose; al di là di un rapporto che deve essere condotto attraverso gli organi istituzionali di un ente, è altrettanto vero che esistono mille possibilità per evitare le pastoie della burocrazia quando si ha la volontà di un contatto effettivo che serva, tra l'altro, a chiarire gli aspetti che più ci toccano da vicino, come il tipo di informazione che la collettività valdostana riceve attraverso la radio-televisione.

Dico questo perché il problema dell'informazione serve oltretutto a stabilire un collegamento fra coloro che sono eletti in questo o in altri consessi elettivi, e l'opinione pubblica. Sovente abbiamo visto quanta importanza abbiano i cosiddetti "mass-media" nel riuscire a persuadere in modo occulto, se ci si propone di dare delle informazioni in maniera capziosa e soprattutto faziosa e abbiamo visto anche quali sono i risultati quando l'informazione è volutamente distorta.

Noi non diciamo che questo è successo ad Aosta, diciamo piuttosto, e lo sottolineiamo, che c'è una carenza di informazione: lo spazio che la terza rete televisiva riserva alla informazione di tipo amministrativo-politico è assolutamente carente. E' uno spazio che potrebbe anche essere collocato in un ambito diverso rispetto alle trasmissioni attualmente programmate e che sono la Voix de la Vallée e il TG 3, con le poche e quasi sfumate differenze che possiamo intravedere fra queste diverse trasmissioni. Io ho fatto in gioventù professione di giornalismo e so che non è neanche facile fare il giornalista in Valle d'Aosta, però il fatto che, avendo a disposizione uno strumento come la radio e la televisione sui quali l'informazione attraverso i bollettini è uguale per tutte e tre le reti senza il minimo sforzo per approfondire un singolo problema, mi sembra estremamente negativo.

Io credo che l'informazione possa essere corretta e che si possa anche sfruttare la professionalità di tutti coloro che lavorano alla RAI. E' una professionalità purtroppo inespressa che, a mio avviso, va esaltata e non mortificata poiché, nel modo in cui è gestita attualmente l'informazione a causa di una serie di problemi che probabilmente incombono sulla sede RAI di Aosta, non trova modo di esplicarsi.

Infatti il motivo per cui avevamo aderito all'invito di questo confronto con i dirigenti RAI era proprio quello di conoscere le pieghe di una burocrazia che probabilmente paralizza anche la sede RAI di Aosta, di cui si dice che non abbia i mezzi tecnici per poter operare sul territorio regionale e che manchino addirittura le macchine e le telecamere. Credo che l'incontro con le forze politiche avrebbe potuto anche sostenere tutte queste legittime richieste, che la sede RAI di Aosta pare faccia da anni alla sede centrale, e che potevano trovare un canale ed un supporto in più da parte di tutte le forze politiche. Purtroppo la vicenda è stata stranamente burocratizzata: si è scelta la linea della lettera ufficiale per far sì che tutto si muova secondo schemi che possono approdare a ben poco.

Noi critichiamo questo atteggiamento che non è in linea, a nostro avviso, con quella che dovrebbe essere ed è l'autonomia delle sedi regionali, e anche, credo, con tutte le idee che si esprimono all'interno della redazione del TG 3 della Valle d'Aosta.

Un'ultima annotazione, con una punta di rammarico: fare il giornalista non è facile, è un mestiere che richiede anche spirito di sacrificio e non sempre questo spirito di sacrificio a favore di un'informazione corretta l'abbiamo visto nei servizi della RAI TV. E' questa la lamentela che io faccio ed un riscontro di ciò lo abbiamo avuto anche in quest'aula, ma noi lo dobbiamo denunciare per amore della verità: sovente non erano presenti alle discussioni del Consiglio coloro che poi dovevano riferire all'opinione pubblica. Un esempio emblematico è l'ultima seduta del Consiglio, nella quale fino alle 21,30 abbiamo discusso su di un argomento che meritava maggiore approfondimento: l'elettrodotto del SUPERPHOENIX.

La tribuna del pubblico, ma questo esula dal discorso, era desolatamente vuota; purtroppo, altrettanto desolatamente deserta era la tribuna stampa. Io lascio il commento al buon senso di chi mi ascolta, non voglio ulteriormente incidere nella piaga, dico solo che il discorso dell'informazione radio televisiva in Valle d'Aosta va ripreso e credo anche che debba essere ripreso nei giusti termini.

In questo mi associo a quanto prospettato dal Presidente del Consiglio nelle sue comunicazioni al Consiglio stesso.