Objet du Conseil n. 24 du 21 septembre 1983 - Resoconto
OGGETTO N. 24/VIII - SITUAZIONE FINANZIARIA E ORGANIZZATIVA DELLA COOPERATIVA PRODUTTORI LATTE E FONTINA DELLA VALLE D'AOSTA, IN RELAZIONE ALLE DIFFICOLTA' DI VENDITA DELLA FONTINA. (Interpellanza).
PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Millet, Bajocco e Cout:
INTERPELLANZA
La stampa locale ha recentemente riferito di un numero rilevante di forme di fontina rimaste invendute presso i magazzini della Cooperativa Produttori Latte e Fontina della Valle d'Aosta.
Allo scopo di avere notizie più precise in merito, i sottoscritti Consiglieri regionali
INTERPELLANO
l'Assessore regionale all'Agricoltura e Foreste per conoscere:
1) l'attuale situazione finanziaria della Cooperativa Produttori Latte e Fontina;
2) il numero di forme marchiate dalla Cooperativa nei primi otto mesi del 1983 e quello delle forme vendute (con il relativo fatturato), in riferimento al corrispondente periodo dell'anno precedente;
3) i motivi organizzativi, di mercato o produttivi che stanno alla base delle difficoltà di vendita della fontina valdostana;
4) gli interventi promossi o proposti dalla Giunta per superare le difficoltà esistenti.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parare il Consigliere Millet, ne ha facoltà.
MILLET - (P.C.I.): Questa interpellanza è dovuta soprattutto al periodico ripetersi del fatto che sulla stampa si parla della qualità della Fontina, del verificarsi di abusi, cioè marchiatura di fontina non prodotta in Valle d'Aosta, quindi vorremmo sapere dall'Assessore se sono vere queste voci, se sono stati fatti degli accertamenti, perché già in anni passati si poneva questo stesso problema. Inoltre ci sono state le dichiarazioni di sindacalisti della C.G.I.L. e del S.A.V.T. su un consorzio di Casale Monferrato dove erano state prodotte queste fontine.
Visto che è stata fatta una lettera di smentita, lo scopo di questa interpellanza è quello di sapere se anche secondo l'Assessore esistono queste realtà e, se esistono, cosa si è fatto perché si impedisca che si verifichino ancora, se ci sono controlli adeguati e di che tipo. Evidentemente ci interessa anche sapere la situazione finanziaria della cooperativa, se cioè riesce a garantire ai produttori un reddito in un periodo abbastanza difficile. Risulta sempre che c'è difficoltà di vendita, e quindi vorremmo sapere se questo è vero, se quest'anno la vendita è diminuita rispetto agli anni passati e conoscerne i motivi oppure se le giacenze della Cooperativa sono dovute ad un maggiore conferimento di prodotto, perché ci sono voci in tal senso. Dal punto di vista della qualità vorremmo sapere se si sono fatti dei passi avanti, perché, a questo proposito, si legge che la qualità non è quella che dovrebbe essere, forse a causa di norme igieniche e di alimentazione.
Quindi vorremmo conoscere dall'Assessore all'Agricoltura e Foreste qual'è la realtà attuale e soprattutto sapere che interventi intende promuovere perché sia garantita la qualità della Fontina, che in Valle d'Aosta è il prodotto più importante, e soprattutto non succeda che il prezzo della Fontina fra qualche anno superi quello del Parmigiano, perché mi pare che la Fontina sia, dopo il Parmigiano, il formaggio più caro.
Poiché vige la regola di mercato per cui più caro è il prodotto, più difficile è venderlo; in quale direzione si muove l'Assessore per far diminuire i costi di produzione?
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Agricoltura e Foreste Rollandin, ne ha facoltà.
ROLLANDIN - (U.V.): L'argomento in discussione, cioè il problema della Fontina, penso sia essenzialmente un problema di salvaguardia del reddito in agricoltura, quindi mi sembrano giuste le preoccupazioni dei Consiglieri interpellanti per quanto riguarda la situazione in Valle del Consorzio della Cooperativa e delle possibilità di mercato del principale prodotto lattiero-caseario della Valle. Cercherò di rispondere punto per punto di modo che la risposta sia più chiara.
A proposito della situazione finanziaria della Cooperativa, ho qui il bilancio del 1982 che si aggira sui 16.550.000.000 di lire. Fra le voci che più incidono ci sono, come oneri, gli stipendi pagati agli impiegati (113 milioni) più operai e salari (504 milioni). Incidono in modo notevole le spese degli interessi passivi, che sono di 370 milioni sui conti correnti, di 200 milioni sui mutui. Fra le entrate c'è la vendita del prodotto.
Per quanto riguarda il numero delle forme marchiate nella Cooperativa nei primi otto mesi del 1983, i dati che sono stati forniti dalla Cooperativa sono i seguenti: marchiate nei primi otto mesi 1983 sono 116 mila rispetto alle 99.942 corrispondenti otto mesi del 1982. Sempre per la marchiatura che non riguarda la cooperativa ma i privati, ce ne sono 33.000 nel 1983 e 39.000 nel 1982. Per quanto riguarda le forme vendute nei primi otto mesi, nel 1983 sono 112.361, nel 1982 sono 97.914; conferite nel 1983 sono 153.000 di latteria e 58.787 di alpeggio, nel 1982 sono 124.000 di latteria e 49.920 di alpeggi. Per quanto riguarda il fatturato, la cifra riportata è 8.773.787.589, 6.771.288.482 nel 1982.
Va detto che, a proposito della Fontina, sempre con la Cooperativa, è stata richiesta una riunione con il Consiglio di Amministrazione per analizzare quale era la situazione di vendita e quali erano le possibilità in vista di una futura espansione di mercato; quale era la situazione delle giacenze, per vedere le possibilità di sbocco, tenuto conto che, come dicono i dati, ci sono state alcune difficoltà, tenendo presente che c'è un numero considerevole di forme che sono state inviate per il congelamento proprio per questioni organizzative di mercato..
Al terzo punto si chiedono i motivi organizzativi, di mercato, produttivi che stanno alla base della difficoltà di vendita della Fontina. Sempre in questa riunione sono state analizzate le cause possibili e quali possono essere gli interventi a questo proposito. Il problema principale, e lo sottolineava anche il Consigliere nella sua interpellanza, su cui è stato messo l'accento, è il problema della qualità. Questo è un problema determinante per la possibilità di vendita e per la creazione di un'immagine, quindi di una pubblicità indiretta che viene fatta sia dal prodotto che viene venduto qui in Valle, sia da quello che viene esportato. Sono stati rilevati tutta una serie di possibili difetti ed imperfezioni nella produzione stessa che si possono essenzialmente riassumere nella colorazione, che varia dal giallo al rosso, nell'amaro, nel gonfiore precoce o quello tardivo, difetti di crosta e difetti di lavorazione. Proprio in questi giorni è stato possibile fare un incontro per continuare la collaborazione che già esisteva con l'Università di Piacenza, dove il Prof. Battistotti, con il servizio di Assistenza tecnica ha cercato di analizzare quali erano le possibilità di un intervento preventivo per evitare i difetti cui accennavo prima. Per quanto riguarda la colorazione gialla, ci sono delle cause predisponenti che sono essenzialmente un problema di temperatura ambientale all'interno della cantine dove vengono messe le Fontine nei primi tempi. Si è visto che la temperatura era di molto superiore a quella ottimale e questa è la prima causa che porta a questa imperfezione. Invece per quanto riguarda la colorazione rossa, anche se questa riguarda un numero di forme molto limitato - dal rilievo dello scorso anno alcune centinaia - non si riesce ancora a stabilire quale sia la vera causa. Si fanno delle ipotesi sulle possibilità di incidenza di un fattore fisiologico, quindi molto difficile da determinare, di reazione fra gli aminoacidi componenti le proteine della Fontina, che vengono a contatto con l'aria e quindi determinano delle variazioni di colore che sono subitanee e che è molto difficile individuare, in quanto alcune Fontine che sembrano perfettamente regolari, al momento del taglio e dell'esposizione all'aria, subiscono questa modificazione di colore che rappresenta una imperfezione, anche se a livello organolettico. Specificamente tale variazione non porta delle conseguenze e non è determinante ai fini dell'alimentazione, ma per l'occhio del compratore questa è una tipica imperfezione.
L'amaro della Fontina purtroppo ha portato dei danni molto notevoli, poiché incide per circa il 20-25% della produzione, toccando - dai dati che mi sono stati forniti - dalle 40 alle 50.000 forme. Dalle analisi finora fatte, questo è dovuto essenzialmente alla presenza di proteolitici, quindi ad un fattore enzimatico preciso e specifico che ha determinato delle variazioni di gusto, ed alla presenza di antibiotici.
Inoltre va aggiunto - questo è il dato dolente:- il discorso della sporcizia; purtroppo la scarsa igiene nella lavorazione è una delle cause di molti dei difetti della Fontina, e a questo proposito va sottolineata l'attenzione che il servizio di Assistenza tecnica presta nel prelievo dei campioni per questa materia. E' importante però che quando vi è una segnalazione da parte del conduttore di alpeggio ci sia maggiore attenzione, perché ci sono sovente dei casi che si ripetono. Per quanto riguarda il gonfiore precoce, le cause principali sono da ascriversi a due batteri che sono determinanti di mastiti; altro fattore è la sporcizia della mammella al momento della mungitura e soprattutto l'impiego errato delle mungitrici. Questo è un problema molto rilevante che ha determinato una reazione a catena, per cui c'è gente che per questioni di manodopera doveva comprare la mungitrice, che poi per i difetti di funzionamento e per la cattiva manutenzione veniva abbandonata perché dava questi difetti del gonfiore precoce. Per quanto riguarda il gonfiore tardivo, le cause principali sono gli inquinamenti del foraggio e la sporcizia del latte. Sull'inquinamento del foraggio è molto difficile dare una definizione in termini specifici, in quanto ci possono essere tutta una serie di fattori legati al momento della raccolta, alle muffe che incidono quando c'è un tasso di umidità troppo elevato che ne permette lo sviluppo provocando un deterioramento del foraggio e di conseguenza una modifica delle caratteristiche del latte.
L'altro aspetto specifico della lavorazione del latte è un problema che è stato già seguito in precedenza dalla Giunta, tant'è che già precedentemente erano stati istituiti dei corsi per casari, iniziativa che la Giunta intende continuare per dare una maggiore professionalità a quanti lavorano il latte. Questo è infatti un fattore determinante per le caratteristiche della Fontina.
Queste sono alcune delle cause che determinano una qualità molto varia e quindi lo standard, quello che naturalmente viene richiesto ormai in generale per tutti i formaggi, subisce a questo livello un inquinamento che purtroppo è molto nocivo per quanto riguarda il mercato. Per invadere il mercato, cioè per fare un'opera di sensibilizzazione, bisogna avere la garanzia che il prodotto che viene venduto, quindi presentato nei singoli mercati, abbia delle caratteristiche che siano il più possibile mantenute nel tempo.
L'altro problema che veniva sollevato riguardava gli interventi che s'intendono promuovere da parte della Giunta per superare le difficoltà esistenti. A questo proposito va detto che c'è stato un impegno di collaborazione con il Consorzio e la Cooperativa, per individuare eventuali carenze di mercato e per poter dare un'assistenza sempre migliore. Comunque, fra le proposte principali si possono citare le attrezzature del laboratorio di analisi del latte, dove attualmente vengono fatti alcuni esami; questo laboratorio verrà potenziato con dei corsi specifici che saranno tenuti proprio sulla lavorazione della Fontina, per dare una possibilità di incremento del servizio di assistenza tecnica, che già ha svolto un lavoro notevolissimo di affiancamento delle possibilità di intervento e quindi di immediatezza di risposte a certi problemi degli allevatori.
Un altro problema da affrontare è la possibilità di un accordo con gli operatori turistici e commerciali per cercare di far sì che nella nostra Regione, per i turisti, ci sia la possibilità di avere il formaggio Fontina e non le imitazioni, perché altrimenti diventa normale la scelta, per questioni prettamente economiche, di fornire come formaggio il Fontal, o altre imitazioni, anziché la Fontina. E' chiaro che la migliore pubblicità la si fa nel momento in cui il cliente può assaggiare il formaggio tipico e ne è soddisfatto. A questo proposito si tenterà, d'accordo con gli operatori del settore, di avere un'adesione per evitare questa concorrenza sleale alla nostra Fontina nel momento in cui vengono serviti i formaggi.
Accennava il Consigliere Millet a quanto apparso sulla stampa a proposito di possibili contraffazioni del marchio, di frodi di mercato. Purtroppo i compiti istituzionali della Regione non prevedono anche quelli repressivi: vi sono dei servizi che dovrebbero essere preposti per questo. Non sono stato informato direttamente da nessuno su questo tipo di iniziativa, l'ho appresa anch'io tramite gli organi di stampa e sempre attraverso gli organi di stampa ho appreso la smentita cui faceva cenno il Consigliere.
Quando ne saprò di più dagli organi interessati, riferirò al Consigliere in proposito. E' chiaro che il tentativo di imitazione è in atto da tempo, in modo che nel taglio della forma si arrivi a far vedere solo il "Font" e non il resto. Quanto al discorso del marchio, per molti è ancora sconosciuto.
C'è il problema, sempre per risolvere il discorso delle vendite, di eliminare gli arretrati; per far questo bisognerà trovare il modo di vendere queste scorte. Bisognerà vedere se è il caso di attivare quelle iniziative che in un periodo di crisi aveva attivato il Parmigiano, cercando di vendere a paesi del terzo mondo o a paesi che chiedono delle quantità enormi con delle cautele di prezzo e con degli interventi finanziari dello Stato o del MEC per riuscire a rimettersi sul mercato con una quota adeguata.
I controlli alla produzione: per questo servirà moltissimo favorire un maggiore contatto, una collaborazione, fra il servizio assistenza tecnica e la Cooperativa Fontina. A questo proposito, nella riunione che c'è stata, si è prospettata l'ipotesi di segnalare anche alla Cooperativa quando ci sono dei casi di imperfezioni, oppure presenza di antibiotici o latte sporco al momento in cui si fa il prelievo, quindi sapere che c'è la probabilità che le forme derivanti dalla lavorazione di quel latte avranno delle imperfezioni. Altro problema importante è quello dello studio dei foraggi ed a questo proposito sempre il servizio di assistenza tecnica potrà fruire di un impianto di analisi dei foraggi, in modo da dare dei consigli su quelle che sono le integrazioni necessarie per arrivare alla condizione ottimale dell'alimentazione dell'animale, da cui deriva una produzione migliore. Stesso problema si presenta per i mangimi; potremmo fare come nella zona del Parmigiano, studiando un sistema di produrre "un mangime "ad hoc", cioè integrativo in specifico del nostro foraggio, per mantenere determinate caratteristiche organolettiche della Fontina. Il controllo delle mungitrici viene sempre fatto tramite il servizio assistenza, il controllo delle latterie deve essere fatto in tempo dovuto, in modo da poter prevenire i possibili difetti.
Un altro punto importante è quello del controllo dell'uso dei medicinali. Si è constatato che un uso indiscriminato, soprattutto in certi periodi in cui sono maggiori le affezioni delle bovine da latte, dà una eliminazione di antibiotici sensibile, che determina una variazione della qualità del latte, per cui in quel periodo le forme sono immancabilmente di qualità inferiore. Ora, questo inconveniente dovrà essere sottoposto ad un'attenzione maggiore per evitarlo.
Altro punto è creare il premio di qualità del latte, che incentiva una maggiore responsabilità del proprietario, eliminare le qualità scadenti e fare in modo che queste non invadano il mercato, trovare il modo di bloccarne la vendita, prevedere un regolamento che sia applicato in modo che non ci siano più discussioni sul tipo di latte necessario per arrivare alla produzione ottimale del nostro formaggio. L'altro problema che già in precedenza era stato sollevato è studiare una concimazione adeguata della montagna che dà, com'è noto, una qualità superiore del foraggio, quindi del atte, quindi della Fontina.
Questi sono alcuni dei punti individuati per riuscire a recuperare quella che è una possibilità di ottimizzazione del prodotto Fontina, quindi ottimizzazione delle vendite. A questo proposito la Giunta si impegnerà a collaborare sia con le Commissioni competenti che con il Consorzio e la Cooperativa per riuscire a ottenere risultati migliori.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare per la replica il Consigliere Millet, ne ha facoltà.
MILLET - (P.C.I.): Prendo atto dei dati ed anche degli impegni che l'Assessore ha assunto. Evidentemente si tratta di un problema ampio, il che dimostra anche che nel passato non è che si sia fatto molto in questo settore. Siamo d'accordo su tutta una serie di impegni, tra cui rivedere la questione del marchio: il Parmigiano, per esempio, è marchiato tutt'intorno alla forma; può darsi che il marchio della Fontina non sia adeguato. Ho rilevato in una delibera che è stato aumentato il compenso per marchiare: direi che forse, da questo punto di vista, c'è una serietà maggiore da una parte col controllo della qualità, ma dall'altra vorrei sottolineare la necessità di aiutare i contadini a migliorarla.
Con gli albergatori è un discorso da fare, perché tutti gli operatori cercano di pagare il meno possibile e guadagnare il più possibile; evidentemente nessuno può dire niente da questo punto di vista, quindi è anche una questione di prezzo della Fontina. Questo ci porta al discorso dei costi, per cui ritengo che occorra andare nella direzione di abbattere i costi attuali di produzione attraverso indicazioni, aiuti più precisi ai contadini.
