Objet du Conseil n. 56 du 11 février 1981 - Resoconto
OGGETTO N. 56/81 - PROBLEMI INERENTI LA TUTELA DELLA SALUTE MENTALE. (Interpellanza)
Presidente - Do lettura dell'interpellanza presentata dal Consigliere Viberti:
INTERPELLANZA
VISTA la lettera del Presidente della Commissione di Coordinamento in data 26.1.1981, n. 8232, con cui viene rinviata non vistata la legge regionale concernente "Norme per l'esercizio delle funzioni preventive, curative e riabilitative alla salute mentale";
CONSIDERATO il dibattito suscitato dal tema in questione;
VISTA la richiesta più volte espressa da parte di varie forze politiche e sociali circa la costituzione di una Commissione che si occupi della dimissione dei valdostani attualmente internati in manicomio, case di cura, istituti psichiatrici od altro;
CONSTATATO il persistere di una situazione non certo ideale tanto a La-Thuile che ad Aosta per quello che riguarda l'assistenza psichiatrica si
INTERPELLA
l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale per conoscere:
1) se non si intenda, rivedere almeno parzialmente, il suo atteggiamento nei confronti del problema dell'igiene mentale;
2) se non ritiene opportuno aderire alla richiesta della formazione della Commissione di cui alla parte illustrativa;
3) cosa intende fare per dare attuazione concreta alle direttive della riforma sanitaria.
Presidente - Il Consigliere Viberti intende illustrare l'interpellanza? Ne ha facoltà.
Viberti (DPROL) - La parte illustrativa di questa interpellanza è breve come esposizione, ma molto ampia come tema: tocca diversi punti, sui quali l'Assessore conosce benissimo la mia posizione. Passerò quindi ad illustrarne soltanto uno in modo parziale, perché intendo soprattutto avere delle risposte, non solo dei tre quesiti posti, ma, se l'Assessore vorrà essere così gentile da farlo, anche su altri due punti che riguardano sempre il settore della salute mentale.
Un quesito riguarda la proprietà del 14% dell'ospedale di Grugliasco, per sapere che fine ha fatto questa proprietà, se è stata ceduta, se verrà ceduta, e è ancora dell'Amministrazione regionale, insomma, che cosa si intende fare, o che cosa si è fatto, di questa partecipazione alla proprietà dell'ospedale di Grugliasco.
L'altro quesito è: quali sono gli importi delle trasferte che vengono pagati, per le uscite, ai medici psichiatrici che intervengono al di fuori dell'ex-brefotrofio annesso alla maternità.
L'unica parte che intenderei brevemente illustrare è quella concernente l'esistenza di una situazione non certo ideale tanto a La Thuile che ad Aosta, situazione concernente l'assistenza psichiatrica. È di questi giorni un fatto di cronaca che purtroppo riporta tragicamente alla ribalta un problema che questo Consiglio aveva difficoltosamente risolto, almeno dal punto di vista della maggioranza. La logica ospedaliera è deteriore, addirittura è peggiore di quelle manicomiale, perché nei casi in cui ancora oggi esistono dei manicomi, questi per lo meno, sono aperti e c'è la possibilità per i degenti di entrare ed uscire, di avere contatti con la realtà. La logica ospedaliera e medica deteriore passa all'ex brefotrofio, passa in quella struttura che tanto denaro è costato all'Amministrazione, e che tante pene costa a chi si era, magari, abituato alla possibilità di avere contatti con il mondo esterno.
Le chiavi e le controchiavi si stanno moltiplicando, e secondo noi non si sta procedendo in senso progressivo, in senso positivo, ma anzi si fanno dei passi indietro sempre più gravi. Strutture sul territorio non ne appaiono.
L'unica esistente e considerata come luogo di gita quindicinale da parte di chi, invece, dovrebbe occuparsi dei malati presenti a La-Thuile; la situazione di questa ex infermeria (che tra l'altro ha del personale che, non per sua colpa evidentemente possiede però ben poche cognizioni di quello che significa accudire e vivere a contatto con le persone definite malate di mente) provoca dei disturbi ulteriori a queste persone. Manca poi l'organizzazione per quello che concerne una delle cose basilari, come la preparazione dei pasti. Non sembri strano, ma il coinvolgere i ricoverati nella preparazione del proprio pasto, è uno dei primi elementi che permettono il loro parziale recupero. Evidentemente è più semplice, anche se forse più oneroso, procurare altrimenti il cibo, ma se le promesse che erano state fatte, anche dall'Assessore in questa stessa sede, sono quelle di volere mantenere e sviluppare i concetti espressi dalla legge n. 180 e ripresi dalla riforma sanitaria, e cioè di considerare queste persone non come dei reietti che non hanno diritto ad un posto nel consenso civile, allora, se queste promesse erano vere, non si vedono ancora dei risultati in questo senso.
Tra l'altro queste persone vivono in condizioni che definire non buone è eufemistico. Quando si spostano - perché lì almeno possono uscire e recarsi in paese, anche se è molto distante - si fermano molto prima, in una bettola lì vicino, dove possono consumare, in quantità anche elevate, bevande alcoliche. Per non parlare poi delle condizioni dei vestiti che indossano! Ci sono molte cose che non vanno, Assessore. Io ricordo che lei, oltre a mantenere un atteggiamento molto rigido nei confronti delle proposte e delle critiche che le venivano dall'opposizione, aveva però anche detto che, proprio perché era convinto di certi principi, voleva mantenere una certa impostazione per la legge che avevamo approvato, e che quest'oggi ci ritroveremo a discutere in alcune parti emendate, a seguito dei rilievi effettuati dal Presidente della Commissione di coordinamento.
Lei aveva affermato di voler seguire i principî informatori delle due leggi che ho citato prima, la n. 180 e la n. 833.
Mi pare che i risultati, anche senza voler ricorrere al tragico caso di Fénis, che comunque neppure una struttura di base colà decentrata avrebbe probabilmente potuto evitare, non siano stati lusinghieri, pur non volendo strumentalizzare la morte di una persona. L'accaduto però agli occhi della gente ha riportato il dibattito sul problema della salute mentale, ed è per questo che l'ho voluto ricordare.
Non è certo la logica ospedaliera del numero dei letti che può risolvere il problema. Se noi portassimo il numero dei letti, abusivamente, oltre quello consentito, ad esempio a 40, certamente anche nella nostra piccola realtà arriverebbe il giorno in cui avremmo il 41°, perché non è che bisogna aspettare che il malato si presenti, ma il concetto è quello di seguirlo sul territorio. Quindi io pregherei l'Assessore di rispondere alle domande e di esprimere una volta per tutte il suo intendimento rispetto a certi principî.
Presidente - La parola al Presidente della Giunta; ne ha facoltà.
Andrione (UV) - Una breve informazione al Consigliere Viberti, già fornita al Consiglio (ma allora il Consigliere Viberti era assente). D'intesa con la Regione Piemonte e il Ministero della Pubblica Istruzione, abbiamo ceduto l'ex area psichiatrica di Grugliasco per la creazione della nuova facoltà di veterinaria e di agraria dell'Università di Torino.
Sono in corso difficili e complicate trattative con il Ministero della Difesa per individuare il bene demaniale che lo Stato darà in permuta, poiché l'art. 5 dello Statuto della Valle d'Aosta, ci impedisce di ricevere in permuta un bene demaniale, in quanto appartenente già alla nostra Regione; il bene demaniale in permuta in questo caso è della Regione Piemonte, pur rimanendo qualche cosa al demanio civile dello Stato.
Presidente - La parola all'Assessore Rollandin; ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - Tengo a precisare che quella permuta è stata posteriore alla mia laurea; io avevo già finito veterinaria, quindi non l'ho fatto per interessi privati.
L'importo della trasferta pagata per i medici, in seguito a quell'accordo che è stato fatto, potrò darlo nei dettagli, in quanto comprende sia la paga oraria, come previsto nel contratto che sia stato regolamentato nei rapporti tra Regione e operatori, e che ammonta a 9.300 lire, cioè riprende la paga dello specialista più il diritto di trasferta, tranne la franchigia di 15 Km. come previsto nella convenzione. Potrò portare copia dell'accordo, e tra l'altro è stato chiesto ultimamente un aggiornamento in relazione all'aumento del prezzo della benzina che, al momento in cui era stato fatto, era inferiore al prezzo attuale.
Per quanto riguarda le ulteriori richieste fatte nell'interpellanza, in parte penso che vi siano già le risposte.
Nella legge presentata che non era stata vistata dalla Commissione di coordinamento per motivi più tecnici che di fondo in quanto si trattava di una questione finanziaria e di un errore materiale, oltre che una precisazione dell'art. 27 che andava proprio incontro a quello che noi avevamo detto, c'era stata un'aggiunta che purtroppo ha determinato un malinteso e il fatto increscioso di vederla respinta.
Noi volevamo precisare che non intendevamo assolutamente schedare le persone, ma parlavamo di una cartella avente determinate funzioni. Maggiori ragguagli saranno forniti al momento della rinnovata presentazione della legge.
Per quanto riguarda la Commissione, cioè la presentazione e la formulazione che potrebbe essere fatta tramite una Commissione "ad hoc", già con una mia lettera avevo risposto al Comitato per la petizione popolare per i servizi alternativi al ricovero che la richiesta di una Commissione ad hoc era superata dall'esistenza in alcune zone (e nelle altre è in via di attuazione) dei disposti della legge n. 2 che all'art. 14 prevedono i Comitati di zona.
Questi sono proprio i Comitati di partecipazione e di controllo che devono formulare le proposte e quindi essere il tramite a livello di distretto di quel decentramento e di quel controllo di cui tanto si parla e di cui si auspica al più presto l'attuazione. Questo deve essere fatto, quindi è inutile creare delle altre strutture intermedie, quando c'è già una Commissione ad hoc.
Ora, la mia posizione, e la posizione della Giunta su quello che è l'intendimento di portare avanti la legge n. 180 e gli articoli della 833 che riguardano in particolare la 34 e la 36, le ho già specificate al momento della discussione della legge.
Noi intendiamo portare avanti correttamente i principi della legge e posso dire che tale prassi non è stata contestata neppure a livello interregionale, ma anzi è stata presa ad esempio perché i principi che vi si affermano sono in linea con quanto disposto dalle leggi vigenti e sono in relazione a un atteggiamento, oltre che umano, che tenga anche conto del problema sociale in modo corretto.
Riconfermiamo quindi la necessità di avere sul territorio delle strutture che possano essere confacenti alle necessità di curare i malati di mente, che attualmente sono in numero molto ridotto rispetto ad altre Regioni, che potranno poi essere ospitati in case-albergo che sono state già individuate nelle varie zone della Regione in modo da risolvere correttamente questo problema.
Non sto ad insistere sul fatto di cronaca, in quanto le precisazioni fatte sono abbastanza chiare per non volerlo strumentalizzare, anche se altri invece ne hanno francamente fatto uno strumento per contestare un metodo di lavoro che naturalmente potrà avere un'altra sede di discussione. Su questo episodio ha già risposto il primario per quanto di sua competenza e cioè per l'impostazione del lavoro all'interno del reparto, (che chiaramente non è compito mio) anche se le direttive che sono state date sia dalla delibera consiliare attuativa della 3252, sia dai dispositivi della legge, parlano chiaramente di una impostazione che tiene conto di queste esigenze e che evita in modo sistematico il ricovero, prova ne sia che siamo l'unica Regione che ha mantenuto questi limiti com'erano previsti nella legge 180, mentre tutti gli altri hanno più reparti adibiti al servizio di psichiatria. Teniamo conto inoltre che è stato istituito un servizio di neurologia, per cui molti dei disturbi che finora erano visti esclusivamente a livello di psichiatria, potranno trovare una loro adeguata soluzione tramite personale specializzato che potrà seguire i pazienti da un punto di vista anche psicologico.
Se vogliamo fare esempi specifici, l'esaurimento nervoso è chiaramente un problema che, oltre ad avere i suoi risvolti sociali, va visto nel campo essenzialmente neurologico, più che vederlo inserito subito in un campo psichiatrico.
Quindi è una evoluzione giusta che tiene conto di questa esigenza. Attualmente nell'ospedale siamo ancora in difetto come organico; adesso c'è un solo Aiuto, ma dovranno venire due Assistenti che attualmente vengono solo al sabato e la domenica a livello di consulenza e che potranno dare un valido aiuto nella corretta interpretazione di questi disturbi.
Per quanto riguarda le strutture sul territorio, in particolare la struttura di La-Thuile, non sto a ripetere con quali mezzi i degenti gestiscono individualmente la propria vita al di fuori della struttura, perché andremmo forse al di fuori degli interessi del Consiglio.
Chiaramente, non possiamo impedire al paziente di passare un'ora all'interno di un'osteria, con quel che ne consegue, o saremmo costretti a limitare di nuovo la libertà personale. Il che non vuol dire disinteressarsi della persona o dare dei consigli che vadano in una certa direzione, ma i modi coercitivi mi sembra che siano stati eliminati o quanto meno considerati come ultima ipotesi. Quindi, una certa autogestione penso che sia opportuna. Per il resto, come struttura e come attività, si è cercato di fare il possibile per renderla adeguata, oltre naturalmente la risistemazione interna che si dovrà fare quanto prima. Quindi i propositi che tengono conto della necessità di mandare gli operatori sul territorio non sono certo da interpretare come invito ad uscite o a gite quindicinali. Se poi l'andare da Aosta a Courmayeur può essere considerata gita, lascio ad ognuno pensare ciò che vuole, perché se si va da qui a Ivrea, o da qui a Morgex, può essere una gita. Si può interpretarlo anche in quel modo, ma se poi ci si va per lavoro, per visitare un malato, è un altro discorso. Quindi, le proposte che noi avevamo già formulato nella legge rimangono valide e intendiamo portarle avanti secondo il regolamento allegato alla legge e che prevedeva tutta una serie di interventi sul territorio.
Presidente - Il Consigliere Viberti intende replicare? Prego, ne ha facoltà.
Viberti (DPROL) - Se non altro, per tranquillizzare l'Assessore Rollandin circa la mia piena fiducia sulla sua buona fede per quel che riguarda la cessione o l'acquisto di qualsivoglia bene da parte della Regione.
Sono convintissimo che l'Assessore sia persona più che onesta e molte volte ho ripetuto che almeno questa qualità si può riconoscergliela, per quanto ci è dato di sapere.
Non sono soddisfatto naturalmente di queste risposte dell'Assessore, in quanto già durante il dibattito sulla legge sulla salute mentale si era dimostrato come ci fossero delle profonde divergenze circa l'interpretazione dei principi che dovrebbero formare l'azione di questo Consiglio e della Giunta, in particolare dell'Assessorato alla Sanità. Per quanto concerne la questione del Comitato, è vero, io sono ampiamente ispirato da persone presenti nel Comitato, non me ne vergogno assolutamente, perché ho l'abitudine di discutere le cose con la gente; lo faccio il più possibile, proprio perché questo è un metodo che qualunque uomo dovrebbe usare per comprendere, per informarsi. Perché non è sufficiente leggere le leggi o i libri; buona parte della cultura e delle possibilità di intervento risiedono proprio nel contatto con la gente, ed è solo col contatto con la gente che si possono modificare delle storture. E quindi, il confronto, caro Assessore, che lei tanto sfugge, è fondamentale e importantissimo per me.
Quindi sono ben contento che si veda che sono ispirato magari addirittura controllato da qualcun altro. Non ho problemi; sono stato eletto - lo ripeto ancora una volta - per fare da megafono in questo Consiglio; che ci sia io o un'altra persona ha poca importanza; quello che conta è sostenere certi principi, certe idee.
Per quello che riguarda la questione della neurologia, pare che ci siano delle grosse difficoltà di trasferimento o di accettazione; non sono molto informato su questo, quindi ne accenno soltanto perché magari l'Assessore ne sa più di me e sa già che questi problemi sono risolti; oppure, non essendo al corrente, provvederà immediatamente con la sua teutonica capacità di intervento.
Per quello che concerne la risposta sul territorio è evidente che le cose scritte possono anche dare ragione apparentemente a quello che dice l'Assessore, ma in realtà sul territorio si continua a non vedere niente di concreto e La Thuile resta l'unico esempio di intervento operato.
Resta un intervento deteriore, il peggiore probabilmente che si poteva scegliere, perché non si può sradicare dalla città una persona che è abituata a viverci, una persona già abituata a frequentare le sale cinematografiche e metterla in un posto dove non ha nient'altro da fare che andare a passeggio (e questo lo si può fare anche tutti i giorni) oppure andarsene al bar. Non può neanche prepararsi il proprio pranzo, non è stimolata in nessun modo, e quando arriva in paese, le rare volte che vi si reca, può incorrere nella derisione della gente, soprattutto poi se la persona non è dotata di tutte le capacità per difendersi dagli attacchi dell'ambiente. Quindi, Assessore, l'insoddisfazione è notevole in questo Settore.
Un'altra cosa: per le dimissioni degli ospedali psichiatrici non c'è nessuna norma di legge che obblighi l'Assessore a costituire questo Comitato, ma noi riteniamo che i distretti, non siano per il momento, in grado di attuare e seguire queste procedure. Le U.S.L. hanno effettuato finora una riunione, ma sono ancora prive di regolamento, non sono in grado di dare la minima indicazione, quindi semmai, le indicazioni dovrebbe darle l'Assessore e l'Assessore come le da?
Di sua inventiva, oppure lascia fare tutto a questi Comitati di zona, che molto probabilmente non hanno una esperienza molto lunga nel campo della salute mentale.
Noi rimaniamo dell'idea che una Commissione transitoria che possa però seguire i casi più urgenti e immediati, sarebbe una soluzione utile, e non pretendiamo una Commissione che riceva dei gettoni. Sappiamo benissimo che in questo campo c'è gente che è disposta a lavorare bene e senza chiedere una lira. Vedrei opportuno lasciare ai Comitati di zona, un intervento più diretto sul territorio, in maniera che nel momento in cui l'individuo ritorna, il Comitato stesso debba seguirlo. La partecipazione è questa.
Se per case-albergo si intendono degli esempi come quello dell'Hotel Diana di Pollein, ci sarebbe proprio da disperarsi. Mi auguro che siano di ben altro tipo gli interventi che si prevedono e si denominano come casa-albergo; mi auguro che le comunità-alloggio verranno istituite quanto prima.
Ci sono degli esempi anche qui nel Canavese, di funzionamento di comunità-alloggio gestite direttamente ed autonomamente dagli assistiti. Ma noi siamo bravi a livello di statistica a dire che abbiamo risolto i problemi, e magari di fronte ad altre Regioni facciamo una bella figura. Però intanto il problema, Assessore, non è stato risolto, né verrà risolto dalla legge (l'avevo detto la volta scorsa e lo ripeto adesso) mentre purtroppo facciamo dei passi indietro, perché - fra l'altro - quando c'è del personale che ha una certa preparazione ce lo lasciamo sfuggire.
