Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 123 du 27 octobre 1983 - Resoconto

OGGETTO N. 123/VIII - INTERVENTI REGIONALI A SOSTEGNO DEI LIVELLI OCCUPAZIONALI E DEL RUOLO PRODUTTIVO DELL'ILSSA-VIOLA DI PONT-SAINT-MARTIN. (Trattazione di interpellanza e approvazione di mozione).

PRESIDENTE: Propongo di procedere alla trattazione congiunta della mozione e dell'interpellanza allegate rispettivamente ai punti 9 e 25 dell'ordine del giorno: il Consiglio è d'accordo?

Si dà atto che alle ore 10,51 riassume la Presidenza il Presidente Bondaz.

PRESIDENTE: Visto che non ci sono obiezioni per la discussione congiunta dei due argomenti, do lettura della mozione presentata dai Consiglieri Mafrica, Tonino, Bajocco, Millet e Dolchi:

MOZIONE

PRESO ATTO che nella riunione del 17 agosto l'Amministratore delegato dell'Ilssa-Viola ha annunciato la presentazione di un nuovo piano di ristrutturazione dell'azienda che preveda la realizzazione della colata continua;

RIAFFERMATO che attraverso opportuni investimenti può essere ripristinata l'integrità del ciclo produttivo dell'azienda (acciaieria, laminazione a caldo, laminazione a freddo) e può essere conservata la posizione detenuta dalla società sul mercato dei laminati piatti INOX, settore caratterizzato da forti importazioni dall'estero;

NEL RINNOVARE ai lavoratori in lotta l'impegno per la salvaguardia dei livelli occupazionali nel comprensorio di Pont-Saint-Martin e per la difesa del ruolo produttivo dell'Ilssa Viola;

il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

DELIBERA

di impegnare la Giunta regionale

1) a valutare con urgenza il piano presentato dall'azienda e a portare all'esame del Consiglio nella sua prima riunione le conseguenti proposte relative alla concessione di finanziamenti regionali agevolati e al contenimento dei costi energetici;

2) ad organizzare rapidamente incontri tra le parti con i Ministri dell'Industria e delle Partecipazioni Statali al fine di ottenere le autorizzazioni ministeriali e comunitarie necessarie per la realizzazione dei nuovi investimenti.

PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dal Consigliere Riccarand:

INTERPELLANZA

RILEVATO che sono ormai trascorsi due mesi dalla comunicazione con cui l'Ilssa - Viola di Pont-Saint-Martin rese ufficiale la decisione di chiudere l'acciaieria ed il laminatoio a caldo, ponendo in cassa integrazione guadagni la metà dei dipendenti dell'azienda;

CONSTATATO che, nella seconda metà di agosto, alla ripresa dell'attività produttiva, l'Azienda ha reso noto di avere stipulato un accordo con la Terni per l'approvvigionamento di acciaio ed ha attuato la preannunciata chiusura dell'acciaieria e del laminatoio a caldo; RIBADITO che la chiusura del ciclo integrale di lavorazione e la conseguente dipendenza dalla Terni nelle forniture rende estremamente precaria la situazione dell'Azienda e potrebbe portarla, in tempi brevi, alla completa chiusura;

RICHIAMATO l'ordine del giorno, approvato dal Consiglio regionale nella riunione del 21 luglio, con cui si impegnava la Giunta regionale "a continuare le trattative con la proprietà llssa-Viola e le organizzazioni sindacali e ad avviare un confronto con i Ministri dell'Industria e delle Partecipazioni Statali";

il sottoscritto Consigliere regionale

INTERPELLA

la Giunta regionale per sapere:

1) quali sono stati i risultati degli incontri con la Direzione dell'Ilssa-Viola e quali proposte di soluzione sono finora emerse;

2) quali contatti sono stati presi con i Ministri dell'Industria e delle Partecipazioni Statali ed il loro esito;

3) quali iniziative e decisioni la Giunta regionale ha adottato o intende adottare per favorire una piena ripresa dell'attività produttiva nello stabilimento di Pont-Saint-Martin ed il rientro in fabbrica dei cassintegrati.

PRESIDENTE: La parola al Consigliere Tonino per illustrare la mozione, ne ha facoltà.

TONINO - (P.C.I.): Spero che l'assenza dell'Assessore non costituisca un pregiudizio per discutere di questo problema

.... INTERRUZIONE....

Io non sono polemico, ero disponibile ad un rinvio.

PRESIDENTE: La parola. al Presidente della Giunta, ne ha facoltà.

ANDRIONE - (U.V.): Non possiamo discutere ora perché l'Assessore competente è a Roma. Dovrebbe incontrare qualcuno oggi pure domani, per cui potrebbe portare qualche altra notizia. Noi potremmo accettare il rinvio proprio in funzione di queste nuove notizie. Però abbiamo delle notizie che credo che siano state confermate anche a voi.

Quindi potete scegliere perché per noi la cosa è indifferente.

PRESIDENTE: La parola al Consigliere Tonino, ne ha facoltà.

TONINO - (P.C.I.): Se il Presidente della Giunta dice che l'argomento può essere discusso anche in assenza dell'Assessore, possiamo farlo.

Io parto subito da questo dato di fatto: l'unico elemento veramente preoccupante in questo momento è la deliberazione ormai avvenuta in sede di CIPI, di corresponsione del contributo a fondo perso dell'entità di circa 16 miliardi a favore dell'Ilssa-Viola per lo smantellamento delle acciaierie del Blooming.

Tale decisione è stata presa dal CIPI giovedì scorso ed è alla firma sul tavolo del Ministro all'Industria, Altissimo; questa decisione si colloca in un momento in cui c'è una discussione sulla opportunità o meno di modificare la legge n. 46 che, come tutti sappiamo, ha avuto l'aberrante risultato di continuare a far chiudere impianti di recente installazione e tecnologicamente idonei.

Innanzitutto si tratta di esercitare una azione, la più ampia e forte possibile, per far si che questa decisione del Ministro all'Industria sia ritardata e bloccata, fermata momentaneamente in attesa di un confronto sulla collocazione di questo stabilimento nell'ambito della siderurgia nazionale; un confronto che veda sullo stesso tavolo, se possibile, la Regione, il gruppo dei proprietari e i rappresentanti del Ministero all'Industria.

A questo incontro, checché se ne dica, malgrado passino i mesi e siamo all'incirca al 5° mese dal momento in cui è stata posta la questione dell'Ilssa-Viola, non si è arrivati e non c'è stata - secondo noi, questo è un altro grave punto - alcuna azione di questa Giunta regionale e della Regione per evitare che il CIPI arrivasse a questa decisione.

C'è, e non è solo una impressione ma una certezza, il fatto che si lasciano andare avanti le cose per la strada che hanno deciso altri, il gruppo che controlla l'Ilssa-Viola, senza che ci sia stata alcuna azione incisiva da parte della Regione per contrastare l'orientamento della proprietà verso lo smantellamento, a meno che non ci sia da parte di questa Giunta regionale l'accordo inevitabile per la demolizione dell'area a caldo di Pont-Saint-Martin. Allora sarebbe bene che la Giunta lo dicesse chiaramente, senza usare un linguaggio diverso a seconda che parli all'interno dello stabilimento o dentro quest'aula, o al Ministero con il gruppo Orlando.

Secondo noi questo è un fatto importantissimo sul quale è necessario un pronunciamento chiaro.

Rispetto all'incontro di ieri, voglio dire con franchezza (e forse il nervosismo di Tamone lo dimostra) che la cosa non è piaciuta; ieri l'atteggiamento della Giunta regionale in occasione di questo incontro organizzato dal comitato di sostegno della vertenza Ilssa-Viola è stato vergognoso: forse l'Assessore si vergognava ad arrivare secondo a questa possibilità di dialogo a livello Ministero dell'Industria!

Ritengo che questo sia un atteggiamento infantile; l'intenzione di quella delegazione del Comitato era di porre la questione dell'Ilssa-Viola e di chiedere al più presto, immediatamente, un confronto fra la Regione, il Ministero dell'Industria e il gruppo Orlando. Il compito del Comitato di sostegno non è quello di sostituirsi nella trattativa alle forze sociali o alla Regione, bensì di sollecitarla e in tal senso era organizzata la riunione di ieri. Io mi auguro che i retroscena che si sono verificati non si abbiano più a ripetere; ritengo vergognoso l'atteggiamento che esiste in Valle d'Aosta tra il potere, la Giunta regionale e gli altri organismi, compreso il Consiglio, che cercano di fare qualcosa per risolvere i problemi che sono drammatici.

Questa è una cosa che ritengo necessario dire oggi, visti i tentativi che si sono verificati ieri.

Una seconda questione importante è quella relativa all'impegno a cui si fa riferimento nella mozione e cioè la decisione presa a suo tempo dalla direzione aziendale di presentare un piano; al riguardo c'è stata una posizione di attesa della Regione senza proposte impositive. Io insisto sulla necessità che, in relazione alla collocazione dell'Ilssa-Viola nel sistema siderurgico nazionale, in relazione alle sue possibilità produttive e agli investimenti necessari, ci sia una chiara posizione della Giunta regionale e della Regione, posizione che deve essere quella della Valle d'Aosta in una possibile trattativa.

Riguardo alla mozione, come tutti i Consiglieri avranno visto, è ampiamente superata essendo stata presentata il 6 settembre '83.

La nostra opinione è che la mozione, nel suo deliberato, debba essere modificata mettendo al primo punto una precisa condanna nei confronti della decisione del CIPI e la richiesta al Ministero di fermare, possibilmente, questa deliberazione: in secondo luogo, bisognerebbe stigmatizzare l'assurdo atteggiamento che la direzione aziendale ha tenuto nei confronti della delegazione del Consiglio regionale, atteggiamento incomprensibile sotto tutti i punti di vista e direi anche vergognoso, che non fa sicuramente onore a quel gruppo dirigente.

Inoltre deve contenere l'invito del Consiglio a fissare immediatamente questo incontro tra i livelli istituzionali che sono giustamente preposti alla trattativa.

Queste credo siano le tre cose particolarmente urgenti e necessarie che noi oggi proponiamo di inserire nella mozione o nell'ordine del giorno tenendo conto che vanno completamente modificati sia la premessa, sia il deliberato della mozione all'ordine del giorno del Consiglio.

PRESIDENTE: La parola al Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

RICCARAND - (N.S.): Anche la nostra interpellanza è stata presentata circa due mesi fa, esattamente il 6 settembre, per cui, da allora, si sono certamente verificati degli avvenimenti nuovi che possono avere resa necessaria la maggiore puntualizzazione di alcune richieste.

L'obiettivo dell'interpellanza rimane comunque valido perché, in sostanza, era quello di chiedere alla Giunta di relazionare al Consiglio su quali erano stati i suoi impegni, su quali erano state le sue azioni per impedire lo smantellamento dell'Ilssa-Viola di Pont-Saint-Martin.

Ormai credo che per quanto riguarda questa fabbrica siamo arrivati ad una situazione veramente grave.

Nell'arco di due mesi la crisi si è notevolmente evidenziata e ormai metà dello stabilimento è chiuso e vi sono, secondo i lavoratori e secondo i sindacati, motivi di profonda preoccupazione perché si teme che anche la parte dello stabilimento che ancora produce ed occupa i dipendenti, sia destinata, in tempi relativamente brevi, a chiudere. Nel Consiglio regionale del 21 luglio avevamo votato un ordine del giorno per il quale si chiedeva alla Giunta regionale un impegno ben preciso, dei contatti a livello governativo e delle azioni nei confronti della direzione dell'Ilssa-Viola per cercare di impedire la chiusura di metà dello stabilimento e per recuperare i livelli occupazionali.

Non mi sembra, dalle informazioni avute finora, che questo impegno della Giunta regionale si sia esplicato nel modo più opportuno. Non abbiamo avuto notizie da parte dei componenti la Giunta, su quali azioni sono state messe in atto per impedire che si giungesse all'accordo fra l'Ilssa-Viola e la Terini; accordo che ha permesso la chiusura di metà dello stabilimento e la chiusura dell'acciaieria e del Blooming. Così come non abbiamo, a tutt'oggi, delle informazioni precise su quali azioni sono state poste in atto da parte della Giunta regionale per impedire che il CIPI deliberasse di assegnare un nuovo cospicuo pacchetto di miliardi all'Ilssa -Viola per lo smantellamento dell'acciaieria. Addirittura basta guardare le date; siamo arrivati a questa situazione assurda e cioè che il 19 di ottobre una gran parte del Consiglio regionale si è recato all'interno dell'Ilssa per una assemblea con i lavoratori, con la presenza dell'Assessore Pollicini, e il giorno successivo il CIPI ha deliberato di assegnare i miliardi all'Ilssa per lo smantellamento del Blooming, senza che questa notizia fosse a conoscenza della Giunta regionale e dei lavoratori, senza quindi che tutta questa vicenda fosse stata seguita, come era doveroso, da parte della Giunta, passo dopo passo.

Ma dirò di più e cioè che fra i lavoratori e fra le parti sindacali si è diffuso un sospetto, che è bene venga espresso anche in questo Consiglio regionale, e cioè che la Giunta regionale e, in particolare, il Presidente della Giunta conoscessero da tempo, esattamente dalla fine del 1982, quale fosse la reale situazione dell'Ilssa e che avessero scelto di mantenere il silenzio sulla vicenda per arrivare fino al giorno successivo alle elezioni.

Soltanto in questo modo si possono spiegare i due prestiti dati dalla Giunta regionale all'Ilssa-Viola per un ammontare di 6 miliardi, l'uno nel dicembre dell'82 (4 miliardi) l'altro il 16 giugno 1983 (2 miliardi) senza nessuna contropartita reale, senza sapere per cosa servissero questi miliardi.

Quale era il significato di tutto ciò, se non quello di permettere alla direzione dell'Ilssa-Viola di arrivare a dichiarare la situazione di crisi e la cassa integrazione nel mese di luglio, cioè subito dopo le elezioni regionali?

Questo è un elemento su cui noi di Nuova Sinistra, cercheremo in tutti i modi di avere notizie e informazioni più precise, per accertare appunto la responsabilità della Giunta in questo campo.

Io spero che dalle risposte del Presidente della Giunta giungano delle informazioni veramente concrete su una azione che sarebbe stata svolta dalla Giunta regionale, perché fino ad oggi questo Consiglio credo che non possa che dare un giudizio estremamente negativo sul comportamento della Giunta nei confronti di tutta la vicenda ILSSAVIOLA.

PRESIDENTE: La parola al Consigliere Pedrini; ne ha facoltà.

PEDRINI - (P.L.I.): Non mi dilungherò sull'argomento, perché mi pare sia stato affrontato abbastanza dai colleghi che mi hanno preceduto.

Io pregherei il Presidente della Giunta solo di due cose: la prima se vi è la possibilità di fare pressione con un telegramma... con un ordine del giorno... o con quello che lui ritiene meglio, sul Ministro Altissimo al fine di evitare, per il momento, la firma del contributo del CIPI al gruppo Orlando. Questa sarebbe la prima mossa da fare, in quanto come è stato ben detto precedentemente, non è in gestazione bensì in presentazione una nuova legge che viene a superare questa con dei contributi notevoli.

Seconda cosa, la richiesta di un incontro a livello di Ministro o di Sottosegretario (sarebbe opportuno di Ministro, ma questi non ha ricevuto alcuna delegazione italiana su questi problemi per cui è stato dato mandato al Sottosegretario Zito o al sottosegretario Orsini, più competente ancora per gli acciai, di trattare e di parlare con le varie delegazioni). Io chiedevo la presenza del Ministro Altissimo in quanto mi risulta che il Ministro ha già affrontato direttamente, così come il Presidente ha fatto per la Regione Valle d'Aosta, altri industriali per sistemare situazioni particolarmente delicate; forse ora il Ministro potrebbe ancora una volta parlare, alla presenza della Giunta regionale, direttamente con i proprietari, con i sindacati e con il comitato di Pont-Saint-Martin per vedere se, sulla base della presentazione del nuovo disegno di legge, non vi sia la possibilità di salvare l'acciaieria.

E' una cosa che si può tentare, anche se non è detto che si riesca; concordo con il Presidente della Giunta quando precedentemente, ha parlato delle enormi difficoltà e del fermo desiderio, da parte degli Orlando, di chiudere le acciaierie e il Blooming.

Da parte nostra, invece, dobbiamo dire che non ci stiamo a questa battuta del privato, che io, come liberale, sono il primo a difendere. In questo momento non si può e non si devono ledere né i suoi interessi, nè quelli dei lavoratori. Se vi è la minima possibilità di trovare un accordo, un "modus" per risolvere il problema, dobbiamo fare almeno questo tentativo.

Queste sono le due cose che chiedo gentilmente al Presidente della Giunta. Inviamo un telegramma per vedere se vi sia la possibilità di fare questa riunione.

Sarebbe troppo triste avere conferma che da Aosta, ad un certo momento, è partita una telefonata... (non si sa bene da chi, ma lo verificheremo, ci sono stati fatti dei nomi, ma non sono esatti) con cui veniva detto al Sottosegretario Zito che non doveva ricevere la delegazione di Pont-Saint-Martin! Ritengo che questo sia un atto a dir poco meschino da parte del suo autore (non so chi lo abbia fatto ma chiunque sia è veramente meschino) anche se questa delegazione è andata a Roma e, per fortuna, ha parlato con chi di dovere per sapere determinate cose ed è stata ricevuta proprio per questo.

Il triste è che questa delegazione è andata a Roma solo per chiedere un incontro fra la Regione, il proprietario, il sindacato e la delegazione di Pont-Saint-Martin: niente altro, si chiedeva solo questo. Quindi nessun scavalcamento, nessuna primogenitura, soltanto la volontà di fare qualcosa per l'interesse dei lavoratori della bassa Valle.

PRESIDENTE: La parola al Presidente della Giunta; ne ha facoltà.

ANDRIONE - (U.V.): Per prima cosa vorrei dire che, per quanto mi riguarda, ho incontrato la delegazione negli uffici romani e sono stato molto felice che si siano incontrati con chi di dovere.

Non sono assolutamente intervenuto e se lo avessi dovuto fare lo avrei fatto affinché fossero ricevuti, e qualche ora più tardi ho visto anche lo stesso Sottosegretario.

Noi non abbiamo avuto sentore di alcuna volontà di chiudere il settore a caldo dell'ILSSA-Viola prima di altri e i 6 miliardi che abbiamo prestato all'ILSSA-Viola servivano solo per tenere ferma la situazione in attesa della presentazione di un piano di ristrutturazione. Dovevano essere versati 2 miliardi entro gennaio o febbraio, ma sono slittati a giugno a causa delle difficoltà della FINAOSTA.

Abbiamo saputo, come tutti credo, della chiusura dell'ILSSA-Viola quando il barone o visconte Etienne Davignon ha decretato i tagli CEE per le acciaierie italiane. Abbiamo cercato di metterci in contatto con Bruxelles, ma abbiamo trovato un fermissimo rifiuto a rivedere qualsiasi taglio, anzi c'è stata una specifica accusa al Governo italiano con un invito alle regioni a presentarsi più sovente perché questi tagli dovevano essere già stati fatti 4 anni fa. Da quel lato comunque non si torna indietro e la cosa ci viene confermata da quanto sta succedendo a Bagnoli, a Cornigliano e in altre zone del nostro Paese.

Sulla base di questi tagli e sulle provvidenze che sono state stabilite allora per operare questi tagli, l'ILSSA -Viola ha preso la decisione di chiudere la parte a caldo, cioè l'acciaieria.

Ci siamo preoccupati di verificare se fosse possibile, con un intervento finanziario regionale motivato, che questa chiusura non avvenisse e se con un apporto energetico specifico a prezzi inferiori, fosse stato possibile procedere alla costruzione della colata continua che sembra essere una delle poche cose che permetterebbe di continuare la lavorazione a caldo.

Domani la Giunta prenderà atto che abbiamo concordato l'acquisto delle centrali Cravetto e che, di conseguenza, possiamo offrire energia a costi inferiori. Il metanodotto è iniziato e dovrebbe arrivare a Pont-Saint-Martin entro la fine dell'84; anche questo tipo di apporto energetico dovrebbe favorire l'acciaieria.

Sono andato personalmente alla Direzione Generale della SMI a Firenze, alla presenza dei Direttori generali e del Dott. Luigi Orlando che mi ha risposto "picche" su tutta la linea, ivi compreso il fatto che se gli avessimo procurato 16 miliardi per fare la colata continua, non l'avrebbe fatta comunque e che per quanto riguarda loro hanno raggiunto un accordo con la TERNI per la distribuzione e la fabbricazione dei coils a caldo e una piccolissima parte di queste lavorazioni (questo nel piano generale della CEE) verrebbero attribuite alla TEKSID.

Ho visto Orlando un mese fa e pare che la situazione sia di nuovo cambiata in quanto la TEKSID versa di nuovo in gravissime difficoltà per cui forse, questa quota verrà trasferita direttamente alla TERNI.

Abbiamo richiesto con numerosi telegrammi un incontro, non con il Ministro delle Partecipazioni Statali perché con l'ILSSA-Viola non c'entra per niente, ma con il Ministero dell'Industria ed ho avuto modo di vedere i Direttori generali, i Segretari e i Sottosegretari. La questione dei tagli nell'acciaino è all'ordine del giorno e non si torna indietro.

Ieri mi è stato accennato un nuovo disegno di legge che, però, per quanto mi risulta, non è stato ancora inoltrato alla CEE per il parere, per cui l'iter avrà tempi lunghi. Oggi noi possiamo benissimo rifare un invito affinché la delibera del CIPI non venga applicata; però bisogna rendersi conto che la trattativa non avverrà tra Ministro, Regioni e industriali, bensì direttamente fra Ministro e CEE, perché se le quote di acciaio assegnate all'Italia sono quelle, bisognerà per forza che, ad un certo momento, da qualche parte si dica dove si taglierà.

Quello che la Regione vuole e può fare è agevolare l'azienda con fornitura di energia a prezzi inferiori e, se necessario, con finanziamenti, ma non siamo disposti a regionalizzare l'ILSSA-Viola. Questo per essere chiari.

Ieri, dopo di voi, ho sollecitato un incontro con il Sottosegretario Orsini. Come ultima cosa devo dire che il 3 novembre dovrò rivedere la Direzione Generale dell'ILSSA-Viola, la quale dovrebbe farmi delle proposte in funzione della messa in opera del metanodotto per la verticalizzazione di certe produzioni.

Questa è la situazione. Se ritenete ora che questa mozione sia superata e che debba essere sostituita con un deliberato differente o da un ordine del giorno con le informazioni che abbiamo fino ad ora, fatte salve quelle che potrà darci l'Assessore Pollicini in merito al progetto di legge in questione (progetto a tempi lunghi, come ho già detto), io proporrei una sospensione breve della seduta per accordarci su un ordine del giorno o su una mozione che possa essere accettata da tutti.

Sarebbe auspicabile che almeno in questo ci fosse l'unanimità.

PRESIDENTE: IL Consigliere Tonino aveva già presentato una modifica della mozione scritta, modifica che, molto probabilmente, il Presidente della Giunta non ha ancora letto.

Il Consiglio è d'accordo per sospendere la seduta.

Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 11,09 alle ore 11,28.

PRESIDENTE: Do lettura del testo concordato della mozione:

MOZIONE

CONSTATATO che la Direzione dell'ILSSA-Viola, invece di presentare un piano che prevedesse l'integrità del ciclo produttivo e nuovi investimenti per l'installazione della colata continua, prosegue nella linea del ridimensionamento dell'Azienda;

APPRESA la grave notizia che il ha deliberato l'assegnazione del contributo a favore dell'ILSSA-Viola, quale premio per la chiusura e la demolizione dell'area a caldo;

CHIEDE

al Presidente della Giunta regionale di intervenire presso il Ministro dell'Industria al fine di non rendere operativa la deliberazione del C.I.P.I.

DEPLORA

l'atteggiamento della Direzione aziendale che rifiuta un costruttivo confronto con la Regione e le forze sociali al fine di definire un programma di razionalizzazione dell'azienda;

ESPRIME

la propria solidarietà ai lavoratori dell'ILSSA-Viola, impegnati nella difesa dei livelli occupazionali e del ruolo produttivo e di mercato dell'azienda;

RIBADISCE

il proprio impegno, attraverso urgenti incontri a livello dei ministeri dell'Industria e Partecipazioni Statali e dell'IRI oltre agli interventi della Regione sui costi energetici, in difesa dei posti di lavoro presso l'azienda siderurgica di Pont-Saint-Martin.

PRESIDENTE: Metto in votazione il testo concordato della mozione.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti, votanti e favorevoli: 20

IL Consiglio approva all'unanimità