Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 121 du 27 octobre 1983 - Resoconto

OGGETTO N. 121/VIII - RITIRO DELLA MOZIONE CONCERNENTE: "VALORIZZAZIONE IN AOSTA DEL COMPRENSORIO ARCHEOLOGICO ESISTENTE NELLA ZONA TRA LE PORTE PRETORIANE, LA TORRE DEI BALIVI E LA VIA ANTICA ZECCA".

PRESIDENTE: Do lettura della mozione presentata dai Consiglieri Torrione, Breuvé e Pascale.

MOZIONE

PRESO ATTO che la Giunta regionale ha intavolato trattative con il Comune di Aosta per l'acquisizione al patrimonio regionale della Torre dei Signori di Sant'Orso, sita all'interno delle Porte Pretoriane;

CONSIDERATO che con la prossima entrata in funzione del nuovo carcere di Brissogne si renderà disponibile la Torre dei Balivi attualmente adibita a carcere mandamentale;

VALUTATO che non è più ulteriormente tollerabile che le vestigia di un complesso monumentale quale l'anfiteatro romano di Aosta non siano fruibili da parte degli studiosi e dei visitatori stessi essendo inserite nell'ambito di una proprietà privata appartenente ad un ordine religioso che se da un lato ne consente una visita, su richiesta, per le parti visibili, dall'altro preclude di fatto la possibilità di attuare una sistematica campagna di scavi volta a mettere in luce quanto rimane di un'opera che collegata con i resti dell'attiguo teatro romano potrebbe costituire un comparto archeologico di inestimabile valore;

ACCERTATA la pressoché totale integrità dell'antica cinta di mura romane colleganti il tratto compreso tra le Porte Pretoriane e la Torre dei Balivi, cinta la cui vista è preclusa nella parte sita ad ovest di via Antica Zecca, dalla presenza di alcuni orti privati nonchè da indecorosi depositi di materiale di recupero;

CONSTATATO infine che una politica volta al recupero e alla valorizzazione dei beni culturali potrebbe incentivare l'indubbia ma ancora inespressa vocazione turistica della città capoluogo regionale, caratterizzandola sempre più come centro di particolare interesse artistico e culturale;

tutto ciò premesso

IL CONSIGLIO REGIONALE

DELIBERA

1) di dare mandato alla Giunta regionale di adottare gli opportuni provvedimenti atti a rendere:

a) acquisibile al patrimonio regionale l'intera area su cui esiste il complesso archeologico dell'antico Anfiteatro romano attualmente di proprietà di un ordine religioso;

b) acquisibili al patrimonio regionale le aree di interesse archeologico situate ad est della cinta di mura romane e comprese tra le mura stesse e la via Antica Zecca nel tratto fra la Torre dei Balivi e le Porte Pretoriane;

2) di dare mandato alla Giunta regionale, previo parere della competente Commissione consiliare e in accordo con la Civica Amministrazione di Aosta, di bandire un concorso di idee a carattere internazionale, in funzione proprio dell'altissimo valore dei monumenti, degli edifici e dei possibili reperti ubicati nell'area interessata, per la sistemazione dell'intero comprensorio archeologico delimitato a sud dalle Porte Pretoriane e a nord dalla Torre dei Balivi e ad est dalla via Antica Zecca;

3) di intervenire successivamente in tale comparto esclusivamente sulla base delle indicazioni risultanti dal sopracitato concorso di idee, secondo un piano operativo programmato e poliennale.

PRESIDENTE: La parola al Consigliere Torrione, ne ha facoltà.

TORRIONE - (P.S.I.): Credo che la mozione in sè sia già sufficientemente motivata per quanto riguarda l'aspetto più tecnico.

Invece mi corre l'obbligo fare alcune considerazioni di altro genere, forse un pochino più generali prima di rientrare sul tema della mozione stessa.

Ritengo che pesi sull'attività dell'Amministrazione regionale in generale, non di questa Giunta, uno strano retaggio per cui manca a tutt'oggi una vera politica nel settore della tutela dei beni culturali. E' un argomento tra l'altro, che affronteremo col prossimo oggetto.

Dico questo perché gli stanziamenti nel tempo sono certamente aumentati, per interventi nel settore, ma in anni passati sono stati pressoché inesistenti.

Direi che la Valle d'Aosta, fortunatamente, nel suo complesso è un parco archeologico di prestigio, perché la nostra Valle, grazie al cielo, è disseminata di vestigia romane, medioevali e di altri periodi storici. Per riferirci più strettamente ad Aosta, dirò che il discorso merita un approfondimento a parte. Tanto a parte che poi, nella successiva mozione vedremo perché Aosta è stata considerata tale anche dalla Sovrintendenza antichità e belle arti, estrapolando il discorso di Aosta da un discorso di tutela generale in vigore, purtroppo, per gli altri Comuni.

L'occhio distratto dell'ente pubblico, e qui accomuno Regione e Comune di Aosta, ha fatto sì che solo in questi ultimi anni si sia proceduto ad una valorizzazione dei nostri beni culturali e più specificatamente di alcuni comparti di Aosta che presentano caratteristiche architettoniche e archeologiche di particolare valore. Il recupero della Tour Fromage è un esempio, come è un esempio il recupero della Torre di Bramafan.

Però io voglio qui richiamare l'attenzione della Giunta su un comparto di tale prestigio, sotto il profilo architettonico e archeologico, da far meditare che non sia venuto il momento di intervenire con alcuni provvedimenti, alla luce di alcuni fatti che si stanno verificando.

Uno di questi è la trattativa in corso, che mi auguro sia definita, per la cessione della Torre all'interno del cortile d'armi delle Porte Pretoriane, la cosiddetta Torre dei Signori della Porta di Sant'Orso e di Quart, trattativa che dovrebbe far si che la Regione abbia in permuta questo edificio, tipicamente medioevale risalente all'XI sec. e che apparteneva appunto ai Signori della Porta Sant'Orso, i quali avevano la giurisdizione sul Borgo. Il locale subì delle trasformazioni nell'800 e fu adibito ad archivio, assumendo lo strano nome di Tour de l'Insinuation.

Sempre passeggiando idealmente in questo comparto che va dalle Porte Pretoriane fino alla Torre dei Balivi, oltre alla Tour Fromage troviamo la Torre dei Balivi. Anche questo esempio insigne di architettura medioevale, innestata su un preesistente bastione romano sito all'angolo nord-est delle mura romane, e che delimita questo comprensorio archeologico avente un significato particolare perché, sotto l'aspetto della testimonianza, anche dal punto di vista storico, è strettamente legato alla storia della nostra Regione: infatti fu la residenza del Balivo a partire dal 1263.

Anohe la Torre dei Balivi, che appartenne alla famiglia dei Palazio, fu adibita a sede del tribunale e successivamente, a partire dal 1700, a carcere.

In questo comparto così delimitato c'è un aspetto che rimane incomprensibile ed è il fatto che un complesso di assoluto prestigio quale l'anfiteatro romano, attiguo al teatro procedendo verso nord, sia rimasto un elemento non fruibile da parte dei visitatori.

Infatti questo anfiteatro, che è inserito nella proprietà delle suore di S. Giuseppe, (le quali senz'altro possono avere avuto il pregio di avere conservato intatte alcune vestigia, proprio perché di proprietà privata) doveva avere caratteristiche particolari (si parla di un anfiteatro contenente circa 20 mila spettatori) per cui si può immaginare di quale portata siano i reperti che si trovano all'interno di tale monumento.

Infatti se uno fa una visita si accorge che il Verger ancora adesso presenta la caratteristica della Cavea perché, nonostante le alluvioni del Buthier abbiano depositato una massa di detriti per cui il piano si è alzato di circa 4-5 metri, la Cavea è ancora rappresentata.

Penso sarebbe il caso che la Sovrintendenza alle antichità e l'Assessorato competente cominciassero a considerare l'opportunità e la necessità, ormai, di addivenire ad un accordo con l'ordine religioso per far si che il monumento sia restituito alla possibilità di essere visitato ed essere studiato nella sua interezza da parte degli archeologi e degli studiosi.

Unendo, dopo una campagna di scavi, quello che può emergere dal terreno dell'anfiteatro romano a quello che è già visibile dello stesso, penso si ricaverebbe un comprensorio archeologico di cui la Valle d'Aosta potrebbe pregiarsi e che unito alle Porte Pretoriane rappresenterebbe un unicum irripetibile anche a livello europeo. Queste non sono parole mie ma di uno studioso che ha visitato la Valle d'Aosta.

In tutto questo comparto c'è un discorso che riguarda il collegamento delle mura tra la Porta Pretoriana e la Torre dei Balivi che danno su via Antica Zecca. Anche qui le costruzioni non sono numerose, tranne la Tour Fromage ed il comparto relativo a questa, per cui l'intera cinta di mura potrebbe essere messa in evidenza. Tra l'altro, teniamo conto che i proprietari dei terreni che esistono sulla parte est delle mura stesse esercitano delle attività che sono poco compatibili con una tutela dei beni culturali, in quanto sono robivecchi e depositi di materiale di recupero che mal si adattano con il prestigio delle mura romane.

Credo che siano terreni che possano essere acquisiti, attraverso una trattativa, dal patrimonio regionale.

Ritengo sia necessaria questa iniziativa perché sul piano strettamente turistico credo sia giunta l'ora di qualificare anche l'offerta sotto il profilo culturale. Quindi il ridare fiato e prestigio ad un bene che abbiamo e che per anni non abbiamo sfruttato, credo corrisponda ad un nostro preciso dovere.

La vocazione di Aosta è turistica a metà, è rimasta incompiuta, quindi il puntare sulla qualificazione del capoluogo regionale, che già soffre di altre pene per effetto della concorrenza delle altre località vicine (Vedi Saint-Vincent, per certi aspetti) significherebbe dare fiato ad una economia cittadina che per effetto della crisi della Cogne, rischia veramente il collasso.

Però riteniamo che l'operazione, nel suo complesso, vada fatta con estremo rigore scientifico, per cui abbiamo suggerito alla Giunta di volere considerare un concorso di idee a livello internazionale. Questo per due motivi: primo per far uscire il discorso da Aosta e dalla Valle d'Aosta, con gli apporti scientifici e culturali che possono venire anche da altre nazioni europee; secondo, perché riteniamo che lo stesso concorso di idee possa essere un momento culturale importante da sfruttare ai fini anche di una diffusione della conoscenza della valle d'Aosta nel mondo.

Questo è lo spirito con cui abbiamo presentato la mozione. Mi rendo conto che esistono delle difficoltà perché non riteniamo che, ad esempio, si debba procedere in maniera dissennata espropriando le zone interessate a questo discorso. Tra l'altro, il comparto è rigorosamente delimitato.

Ci rendiamo conto che la preoccupazione maggiore può essere quella di andare a toccare una proprietà privata estesa e di estrema bellezza come quel- la delle suore di San Giuseppe, però pensiamo che sia giunto il momento di mettere mano a questo che può essere un sacrificio per l'ordine religioso ma che viene ricambiato come una opportunità offerta ai valdostani di venire a contatto con una realtà monumentale come quella dell'anfiteatro romano.

Speriamo che la Giunta sia sensibile a questo appello e se ci fossero dei motivi per cui dobbiamo addivenire ad una modifica della nostra mozione, siamo disponibili a trattare con la Giunta e con le altre forze politiche per eventuali emendamenti.

PRESIDENTE: La parola all'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali Borbey; ne ha facoltà.

BORBEY - (D.C.): Certamente la Giunta è sensibile a questi problemi, ma nel contempo la Giunta è preoccupata e, in modo particolare il sottoscritto che da poco ha assunto questo incarico, della situazione archeologica nella città di Aosta, per alcuni scavi aperti da anni che non vengono completati e zone, come ad esempio quella che da Rue de Tillier va sino alla Cattedrale, che non ritengo essere un buon esempio di funzionalità da parte dell'Amministrazione pubblica.

E' inutile che noi incentiviamo, che diamo consigli ai nostri amministrati per ripristinare il centro storico, rivalutarlo, ristrutturarlo, quando poi noi stessi, nella zona in cui siamo proprietari del terreno e dei fabbricati, non diamo il buon esempio per la ristrutturazione dei fabbricati e per la sistemazione delle aree di interesse archeologico.

E' per questo che, per quanto sensibile a questo problema, sono contrario ad iniziare nuovi scavi prima di terminare quelli che sono stati aperti.

Pertanto, pur concordando pienamente con quanto è stato esposto dal Gruppo consiliare del partito socialista e cioè che quest'area è molto importante e che sarebbe giusto possedere tutto il comprensorio archeologico delimitato dalle Porte Pretoriane fino alla Torre dei Balivi e via Antica Zecca, vorremmo però andare per gradi e cioè prima completare gli scavi aperti e quindi definire l'acquisto di tutti i terreni che sono ad est delle mura romane e di tutti i terreni che si trovano fra via Antica Zecca e le mura: riguardo a questi, siamo già in fase di acquisizione per alcuni piccoli appezzamenti, ultimo un appezzamento di 270 mq. di proprietà della Sig.ra Champvillair e del quale abbiamo già definito il prezzo, ritenuto equo dai competenti uffici patrimoniali.

Siamo in fase di trattative per tutto il comprensorio, perché, effettivamente, quella è una delle aree che non dà certamente prestigio all'intervento pubblico perché è un deposito di ferraglie, sterpaglia e immondizie.

Sappiamo che tutti questi lavori si protraggono nel tempo, per cui non vorremmo sobbarcarci un grande impegno quale quello richiesto dal Gruppo partito socialista; infatti ci porterebbe ad iniziare dei lavori che terrebbero l'Ente pubblico impegnato forse per decenni.

Quindi noi concordiamo, in linea generale, sulla validità di questo comprensorio, l'acquisizione da parte della Regione della Tour di proprietà dei Nobili di Quart e della Porta Sant'Orso, ma non siamo d'accordo con quanto previsto nel deliberato della mozione, di bandire cioè un concorso a carattere internazionale, perché significherebbe iniziare a fare determinati scavi.

Sarebbe nostra intenzione, dopo aver terminato gli scavi aperti, iniziare pian piano in quest'area alcuni soavi-campione per poi presentare al Consiglio regionale, previe relazioni della Sovraintendenza ai Beni Culturali, delle proposte concrete.

Quindi, pur concordando in linea generale sulla validità della mozione, non possiamo però accettarla per come è stata formulata.

PRESIDENTE: La parola al Presidente della Giunta, ne ha facoltà.

ANDRIONE - (U.V.): Purtroppo ho dovuto assentarmi perché sono stato chiamato da Roma, per cui ripeterò forse delle cose che ha già detto l'Assessore Borbey. C'era stato un accordo, preso in occasione di un Consiglio precedente e conseguente ad un ordine dato alla Sovraintendenza, di non scoprire più niente perché con gli scavi di Saint Martin de Corleans, Vollein, la villa romana della Consolata, gli scavi dell'area Rizzardi, gli scavi del Couvent des Visitandines, il personale che abbiamo risulta insufficiente e, senza volere offendere nessuno, i tempi degli scavi archeologici sono ,... archeologici anche loro, in quanto sono di una lunghezza estrema.

Quindi, prima di tutto, dobbiamo terminare quello che è stato iniziato. Tra poco dovrebbero terminare gli scavi a Vollein; gli scavi del Couvent des Visitandines sono finiti e quindi inizierà la ristrutturazione per il museo.

Per terminare Saint-Martin occorreranno almeno altre tre campagne. Poiché è morto Berra, siamo in trattative per comprare quelle aree, in maniera da liberare la parte est del muro romano che sale verso nord. Se verranno mantenuti i tempi (sono però slittati due volte), alla fine dell'84 dovrebbero terminare i lavori delle nuove prigioni, per cui dovrebbe liberarsi la Tour Baillage, altro grosso problema che richiederà l'impegno di tutta la Sovraintendenza.

Quindi la nostra idea è quella di procedere a tappe. Secondo i conti fatti da me, per l'anfiteatro romano saremo pronti per il 2050.... Veramente, in questo momento, non saremmo in grado di affrontare un problema così grosso.

Borbey ha dato notizia degli scavi campioni che vorremmo fare per capire meglio la situazione. Se il Consigliere Torrione accetta io proporrei di rinviare la mozione: se vuole, possiamo preparare una riunione con i tecnici della Sovraintendenza e l'Assessore il quale ci documenterà sugli enormi problemi che abbiamo, sia di organico che di finanza. Per esempio, per coprire la Villa della Consolata, per conservare cioè i mosaici e l'impianto della prima struttura romana in Aosta, occorre circa un miliardo. E' estremamente difficile dedicare a più scavi il personale che abbiamo e per i fondi dobbiamo tenere conto di quelle che sono le previsioni del bilancio.

PRESIDENTE: La parola al Consigliere Torrione; ne ha facoltà.

TORRIONE - (P.S.I.): Mi rendo conto che alcune argomentazioni portate dalla Giunta sono giuste e giustificate; ci restano però alcune perplessità.

Forse non sono stato sufficientemente chiaro: noi non volevamo dire che si dovesse procedere domani ad uno scavo indifferenziato nella zona, per carità! Ci sono però alcuni problemi che sono urgenti ormai, anzi urgentissimi, e non si può aspettare all'infinito.

Ad esempio l'assetto delle Porte Pretoriane e la pavimentazione sono in uno stato pietoso. Dico questo perché una volta c'era il vecchio acciottolato e ricordo che mio padre benedisse il giorno in cui fu steso l'asfalto, perché ci si faceva male ai piedi, quindi aveva un significato. Ma quella cosa orrenda che c'è ora è una oscenità, i rappezzi non tengono più... è un discorso che non onora la città di Aosta! Inoltre manca anche un qualsiasi tipo di illuminazione.

Io ho apprezzato il discorso di rivitalizzare la zona con la sistemazione della vecchia osteria Aurora e la creazione di una attività turistica e una infrastruttura di tipo diverso all'interno delle Porte; però rinviare ulteriormente la soluzione di alcuni problemi significherebbe aspettare, come diceva il Presidente della Giunta, il 2050!

Quello che ci preoccupa è che si proceda poi alla destinazione d'uso dei due fabbricati più grossi che si trovano all'interno del territorio (Torre dei Signori di Sant'Orso e la futura Torre dei Balivi) inventando estemporaneamente una destinazione. Ecco perché ritenevamo che il concorso di idee, indipendentemente dalle difficoltà che ci possono essere sul piano dei sondaggi - perché a questo si riduce - si fosse indetto ugualmente; proprio per avere almeno la possibilità di dire "quando la Regione avrà i soldi, questa è la destinazione di quella zona".

Per la Torre delle Porte Pretoriane, e lo dico come ex amministratore della città di Aosta, si sono adombrate alcune soluzioni che mi lasciano molto perplesso sia per il valore della Torre, sia perché non vorrei che un angolo tra i più belli in assoluto di Aosta venisse deturpato con un uso dissennato.

Noi non avevamo certamente la pretesa che domani mattina si mettesse mano a questo comprensorio archeologico; noi siamo d'accordo anche per il rinvio della mozione. Diciamo questo perché ci interessa la soluzione del problema e per avere un incontro con la Presidenza della Giunta e l'Assessore per sapere quali siano le difficoltà obiettive per arrivare almeno a compiere in primo atto su questo discorso del concorso di idee.

Vorremmo avere un programma su cui intervenire evitando di procedere a spizzichi e bocconcelli per altri 50 anni.

Per quanto concerne il discorso fatto sugli scavi aperti, mi consenta Assessore di darle un suggerimento: le cifre che ha citato il Presidente della Giunta sono indubbiamente delle cifre notevoli nel bilancio regionale, ma bisognerà cambiare un tantino tendenza e cioè, anziché costruire strade, sarà bene occuparsi dei beni archeologici e culturali che abbiamo nella nostra Regione, perché come si sa le strade restano lì e costano per la manutenzione, i beni culturali credo invece, rappresentino un patrimonio che, anche sotto il profilo dell'esaltazione della nostra Regione, va messo in debita evidenza.

Ritengo che piazza Giovanni XXIII sia l'episodio più "scandaloso" perché ci sono anche delle responsabilità del Comune sulla destinazione e sull'utilizzazione di questa area che voleva farne un parcheggio ma non eravamo d'accordo.. non dico che ci sia una responsabilità della Regione, però è dal 1965 che si va avanti! Era ancora vivo il povero Ing. Binel il quale si agitava perché aveva una soluzione che poi, a distanza di anni, si è dimostrata la più giusta per l'utilizzazione di questi scavi. Venti anni per coprire uno scavo! Per carità!

Io credo che si possano trovare i soldi nell'ambito del bilancio regionale anche se sarà un bilancio di tipo diverso perché i 2/10 non so se arriveranno o meno.... mi auguro che arrivino!

Pertanto sospendiamo la mozione e facciamo questo incontro con i tecnici della Sovraintendenza nel più breve tempo possibile; dopo di che riprenderemo il discorso in questa sede.

PRESIDENTE: La mozione viene ritirata. La parola all'Assessore Borbey; ne ha facoltà.

BORBEY - (D.C.): Io ringrazio il Consigliere Torrione che, a nome del Gruppo consiliare del P.S.I. ritira questa mozione. So che il Presidente della Giunta sarebbe disponibile per l'incontro con i tecnici venerdì 4 nel pomeriggio.

Certamente concordiamo su quanto ha detto il Consigliere Torrione e su una cosa in particolare, e cioè che la ristrutturazione di determinati immobili, come la Torre della quale stiamo parlando, debba essere fatta sapendo a priori quale sarà la sua destinazione.

Questo è un punto sul quale il collega Torrione mi trova consenziente al massimo.

PRESIDENTE: Allora la mozione viene ritirata.