Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 85 du 6 octobre 1983 - Resoconto

OGGETTO N. 85/VIII - PROPOSTA DI LEGGE PRESENTATA DALLA GIUNTA REGIONALE IN DATA 6.9.1983, CONCERNENTE: "MODIFICAZIONE DELL'ART. 1 DELLA LEGGE 7.2.1979, N. 44, CONCERNENTE LA CONCESSIONE ALLA VALLE D'AOSTA DELL'ESENZIONE FISCALE PER DETERMINATE MERCI E CONTINGENTI".

PRESIDENTE: Chiedo al Consiglio, se non vi sono obiezioni al riguardo, di unificare a questa discussione la mozione di cui al punto n. 35 dell'ordine del giorno che riguarda lo stesso argomento.

Visto che non ci sono obiezioni, unifichiamo la discussione del punto numero 27/bis con il punto n. 35.

Do lettura della mozione presentata dal Consigliere di Nuova Sinistra della Valle d'Aosta, Elio Riccarand.

MOZIONE

CONSTATATO che attualmente la Valle d'Aosta, in proporzione agli abitanti, è, di gran lunga, la Regione d'Italia con il maggior numero di automobili e di motocicli circolanti e con il più alto consumo di benzina;

RIBADITA la necessità di un contenimento nei consumi di prodotti energetici derivati dal petrolio e non rinnovabili;

SOTTOLINEATA l'opportunità di privilegiare, rispetto alla motorizzazione privata, la creazione di un servizio di trasporti pubblici efficienti e a basso costo per gli utenti;

AL FINE di ridurre gli sprechi e gli abusi che attualmente si verificano in Valle d'Aosta nel consumo della benzina, anche per l'eccessiva ampiezza nella distribuzione di buoni per carburanti in esenzione fiscale;

Il Consiglio regionale

IMPEGNA

la Giunta regionale

a) a presentare alla prossima seduta del Consiglio una proposta organica di revisione degli attuali criteri di assegnazione dei buoni della benzina, con lo scopo di eliminare sprechi ed abusi e di invertire l'attuale tendenza alla crescita dell'assegnazione di tali buoni.

In particolare si impegna la Giunta a:

1) abolire l'assegnazione di buoni ad automezzi dell'Amministrazione regionale e di Enti finanziati dalla Regione. Tale assegnazione è infatti inutile non costituendo una forma di risparmio per l'Amministrazione regionale;

2) stabilire che al privato cittadino in possesso sia di una automobile, sia di un motociclo, i buoni vengano assegnati per un solo automezzo;

3) invertire l'attuale rapporto automezzi a bassa cilindrata/meno buoni, automezzi ad ata cilindrata/più buoni;

4) eliminare l'attuale, ingiustificata, assegnazione di buoni benzina ad Associazioni e corporazioni varie;

b) predisporre e presentare entro due mesi al Consiglio regionale un piano per la creazione di un efficiente servizio di trasporti pubblici e per un drastico abbattimento dei costi delle tariffe di tale servizio.

PRESIDENTE: Ricordo ai Colleghi Consiglieri che gli oggetti 27 e 35 vengono discussi congiuntamente.

Do la parola all'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti Pollicini, per l'illustrazione della proposta di legge, ne ha facoltà.

POLLICINI - (Fédération D.P.-U.V.P.) - In parte questa discussione era gia stata sviluppata nel corso dell'ultima seduta del Consiglio, nella trattazione delle mozioni inerenti proprio al problema dei generi contingenti e in particolare alla benzina.

Dobbiamo dire che questo D.L. si presenta a periodi abbastanza simili: con la prima legge che risale al '49 (legge 3.8.1949 n. 623), tra gli altri generi che sono stati assegnati alla nostra Regione ci sono stati 15 mila quintali di benzina in esenzione fiscale. Chiaramente l'adeguamento è avvenuto in relazione all'aumento del parco delle vetture; nel 1956 siamo passati a 50 mila quintali, nel '67 da 50 mila a 150 mila, nel '71 a 250 mila; con la legge del '79 siamo passati a 350 mila. Evidentemente questo aumento segue di pari passo l'aumento della motorizzazione.

Va ricordato che, in relazione proprio al parco macchine; dal '77 aumentiamo all'incirca il 50% del quantitativo consumato in quell'anno, perchè si deve tenere anche conto dell'aumento della cilindrata media. Prima la cilindrata era rivolta piuttosto verso il basso, attualmente abbiamo un rapporto di circa 10.000 vetture sotto i 750 cm. cubici, e 44.000 vetture che vanno oltre i 750 cm. cubici; il che vuol dire avere diritto a 60 o ad 80 litri di benzina in esenzione fiscale ogni mese.

L'impostazione quindi è quella di adeguare questo quantitativo per un periodo che, auguriamoci, dovrebbe essere il più lungo possibile. Sono stati fatti alcuni calcoli e cioè l'ipotesi dell'aumento del 5% annuo. Però, dagli ultimi dati che abbiamo avuto dalla motorizzazione pare che le ipotesi dell'aumento della motorizzazione negli anni a venire non vadano oltre il 3,5% medio. Questi i conti fatti dalla motorizzazione e dall'A.C.I.

In relazione a questa ipotesi, le richieste dell'aumento dai 350.000 quintali ai 450.000 quintali fanno presumere che se è rispettato questo gradiente del 3-3,5%; dovremmo essere in grado di coprire le esigenze fino all'89-'90 circa.

È chiaro che è una necessità fondamentale quella di adeguare: teniamo conto che siamo (la graduazione mi pare sia abbastanza chiara) in deficit abbastanza pesante. Quest'anno, approssimativamente, sommando i 22.000 quintali di deficit del 1982, abbiamo circa 100.000 quintali di deficit complessivamente tra l'82 e l'83.

La legge, come avete notato, prevede la decorrenza dal 10 gennaio '83 e tiene conto, appunto, di questa situazione deficitaria di quest'anno e anche dello scorso anno.

Un altro degli aspetti importanti (io sono disponibile anche per altre domande, mi pare che la discussione della mozione, la volta scorsa, abbia già dato una serie di risposte) è quello che riguarda una interrogazione, con risposta scritta, fatta dal Consigliere Millet, con cui chiedono quei dati che abbiamo dato la volta scorsa. Comunque provvederemo a questo a norma di regolamento.

Nel valutare le situazioni dei generi contingenti, abbiamo esaminato tutto lo elenco dei generi contingentati in esenzione fiscale. Abbiamo aumentato lo alcool di 5.000 ettolitri in maniera di poter rispondere alle esigenze aumentate, vuoi per la distillazione di vinacce in piccoli alambicchi per uso familiare, vuoi per l'aumento del consumo dovuto anche ai turisti, vuoi infine (e va detto) all'aumento dell'età media, visto che il diritto a questa esenzione viene dato alle persone che hanno compiuto il 2° anno di età.

Un altro dei settori che ci è sembrato opportuno migliorare è stato quello del contingente in esenzione fiscale di birra: da 15.000 ettolitri lo abbiamo portato a 20.000 ettolitri in relazione all'aumento del consumo di questa bevanda.

Ci pare poi estremamente importante riportare la richiesta di assegnare alla nostra Regione, in esenzione fiscale, del gasolio per riscaldamento, tenuto conto che la Valle d'Aosta, proprio per la sua particolare posizione geografica si trova ad essere penalizzata fortissimamente dal costo di riscaldamento a gasolio; cioè, si tratta di tenere presente che l'assegnazione rappresenterebbe un grosso risparmio per le famiglie, visto che sono 100 lire di imposta di fabbricazione per ogni litro. Quindi 1 milione di litri consentirebbe 10-11 miliardi di risparmio che le famiglie, nel loro complesso, potrebbero avere se lo Stato acconsentisse a questo tipo di proposta.

Riteniamo che tutto quello che noi richiediamo non sia un privilegio come qualcuno (che presumo se ne assuma la responsabilità) ha detto, ma se guardiamo quello che dice il testo di legge è sempre lo Stato, in questo caso, che è carente nei confronti dell'applicazione dello Statuto, cioè di una legge costituzionale, quale la n. 4 del 26.2.1948.

Quindi ritèniamo che sia necessario considerare complessivamente questo D.L. come una esigenza fondamentale che, secondo noi, vorrebbe vedere, per quanto possibile, l'approvazione unanime del consiglio perchè rafforzerebbe maggiormente questa proposta di legge di iniziativa statale e darebbe la possibilità, attraverso il sostegno generale del Consiglio, di intervenire più efficacemente nei confronti del governo attraverso il Parlamento che noi riteniamo di investire direttamente.

Chiediamo che tutte le forze politiche facciano la loro parte (crediamo che non possa essere messo in discussione) affinché si possa dare un rapido iter a questa nostra proposta.

PRESIDENTE: La parola al Consigliere Torrione; ne ha facoltà.

TORRIONE - (P.S.I.) - Vorrei avere alcune delucidazioni più specifiche, innanzitutto sulla impostazione del D.L. nel suo complesso, anche perchè l'ora è tarda e non vorrei riaprire un capitolo sul discorso della zona franca e sulla revisione statutaria su cui ci siamo già soffermati e su cui avremo modo in futuro di chiarire le idee.

Però mi consenta l'Assessore di evidenziare un nostro stato d'animo che è di profonda delusione nei confronti della scarsa fantasia di chi ha prodotto questo disegno di legge, perchè è la pedissequa ripetizione di altri D.L. senza un minimo di riflessione.

A parte questo richiamo, quasi biblico, ormai inatteso dall'applicazione della zona franca (sembra quasi che si aspetti l'avvento, in questo istituto, del Messia, che poi, magari si rivelerebbe come regime meno messianico), anche in sede di esame, proprio per considerare questi benefici, non parlo più di privilegi per ovvi motivi (sennò qui si scatena un'altra "bagarre" per cui mi comporterò bene altrimenti sarò rimbrottato per questi nostri cattivi atteggiamenti) mi si consenta però almeno di dire che un minimo di decenza ci voleva, innanzitutto per un problema di immagine.

Questa Valle d'Aosta ha una immagine all'esterno estremamente deteriorata, perchè in effetti si crede che questo sia un "paese di bengodi" dove tutto è dovuto e dove esistono dei privilegi di natura esorbitante. Io ricordo di essere andato in vacanza nel profondo sud e lo unico motivo per cui era nota la Valle d'Aosta era perchè avevamo la benzina ed il caffé gratis! Questa è una immagine sulla quale converrà un pochino riflettere perchè non produce degli effetti positivi, dal punto di vista psicologico, nei confronti della nostra Regione. Dico questo perchè quando i benefici del caffé e dello zucchero erano reali ed effettivi, valeva ancora la pena sopportare queste critiche, critiche benevole, per carità!... INTERRUZIONE... Poi veniamo anche ai semi di soia, per cui chiederò delle spiegazioni perchè qui non mi sono più ritrovato.

Ogni tanto, quando parlo con mia moglie, capisco che lo zucchero dava economicamente un beneficio, adesso ne dà un altro molto inferiore lo stesso, il caffé stesso, ecc.; la benzina mi tocca da vicino come automobilista, il gasolio invece è una ipotesi che è molto più accattivante. Però questo discorso dei benefici bisogna affrontarlo almeno in termini corretti: quando è stato presentato e varato questo disegno di legge da parte del Parlamento, questo complesso di benefici, rapportato al costo della vita di allora, dava un determinato risultato; oggi, rapportato al costo della vita attuale, che risultato dà? Io l'ho chiesto in Commissione e mi è stato risposto che questo rapporto era mai stato fatto.

Esaminando allora ulteriormente l'elenco dei generi, vedo la birra: io non ho mai capito che la birra in Valle di Aosta fosse in esenzione fiscale, perchè la pago esattamente quanto la pago a Torino o a Milano, se non di più. L'alcool denaturato: a casa mia come credo in molte altre famiglie, sono anni che non si fa uso di questo genere di esenzione fiscale.

Petrolio: può darsi che abbia anche una sua validità per certe categorie. Il thè sembra una bevanda aristocratica: in Valle d'Aosta invece è una bevanda di infimo ordine, perchè è inserita nei generi in esenzione fiscale, anche se poi mi è stato detto che non tutte le qualità di thè sono in esenzione fiscale.

Morale della favola: nelle tasche degli operai e delle classi meno abbienti, questi provvedimenti che utilità producono nell'anno di grazia 1983?

Cioè lo zucchero, il caffè crudo, il thè, i semi di soia, i semi di arachidi hanno una rilevanza nella borsa della spesa del consumatore valdostano?

Perchè se così non fosse e considerato che un'innovazione c'è(mi è stato detto però che l'Assessore Pollicini si è fatto bello di proposte che erano già state avanzate in questo Consiglio, per quanto riguarda il gasolio), io dico che questa è un'innovazione che, invece, incide notevolmente e può incidere secondo anche i dati che ci ha fornito poc'anzi l'Assessore, in maniera determinante.

Allora è un problema di scelte e quindi perchè tenere in questa legge, che sembra favorire in maniera marcata la Valle d'Aosta, dei prodotti in esenzione fiscale che dei benefici non ne producono?

Meglio sarebbe stato allora fare un censimento di prodotti che invece potevano incidere più direttamente sul costo della vita in Valle d'Aosta e richiedere in sostituzione di questi altri prodotti. A queste mie obiezioni, in sede di Commissione, mi hanno risposto: "Se il beneficio non c'è adesso, verrà in seguito, può darsi che ritorni". Ma questo non è un modo corretto per impostare questo problema che, ripeto, ha degli aspetti che noi, a volte, siamo portati a sottovalutare.

L'incremento spaventoso della motorizzazione in Valle d'Aosta (è un problema sul quale noi non ci siamo mai soffermati sufficientemente; non ci siamo mai resi conto di come ha avuto modo di cambiare il modo di vivere della nostra comunità il fatto di avere due o tre auto a disposizione di tutti.

Ci siamo chiesti ogni tanto quale incidenza di tipo, non solo positivo, ma anche negativo, può avere avuto su di noi e sul nostro modo di essere?

Ricordo di avere sentito dire, nelle riunioni del Consiglio comunale, che Aosta è una città impraticabile e che si dovrebbero costruire parcheggi a non finire, perchè ogni anno c'è un incremento del 50% di autovetture. Questo discorso può darsi che faccia sorridere il collega Faval, che oggi ha una predisposizione particolare nei miei confronti, però credo che non sia un discorso da sottovalutare eccessivamente... INTERRUZIONE. io spero di non fare ridere troppo perchè magari ci sono altri più spiritosi di me in questo Consiglio!

Lei, Assessore Pollicini, ha avuto una iniziativa lodevole ad inserire il gasolio, ma psicologicamente a trattativa con lo Stato (altra domanda che io faccio) non sarebbe stata forse più agevole se noi stessi ci fossimo presentati con un D.L. più rigoroso, più adatto e più adeguato a quelle che sono le effettive esigenze della popolazione valdostana, eliminando alcuni prodotti che non hanno nessuna rilevanza sulla nostra economia e sull'economia soprattutto delle massaie e delle famiglie valdostane, anziché portare un'elencazione di prodotti che ci fanno passare per il paese dei bengodi, cosa che in realtà non è vera?

Io avrei preferito, mi scusi Assessore, che si fosse fatto un censimento, magari solo due voci (benzina e gasolio). Sulla benzina ho delle riserve personali; preferirei richiedere un quantitativo maggiore di gasolio che non di benzina, per i motivi che ho detto prima, ma è una mia considerazione, non certo condivisa da altri compagni del mio partito: io passo per una persona strana, con delle idee tutte sue in certi argomenti.

Siamo qui, invece, al ripetitivo? Non lo so... Questo è un modo di porsi un po' riduttivo, anche nei confronti di altre rivendicazioni: anche se lo Stato ci toglie quel poco che abbiamo, non abbiamo la forza contrattuale per porci, invece, in maniera tendenzialmente dura e rivendicativa nei confronti dello Stato stesso? Non lo so, sono domande che io mi faccio.

Avrei preferito che si fosse adottato un metodo più serio nell'affrontare questo problema, per tutti gli interrogativi che non hanno avuto risposta in sede di Commissione e che mi auguro possano averla in quest'aula, visto e considerato che c'è la possibilità di avere un interlocutore che, generalmente, nelle sue risposte è puntuale e preciso quale l'Assessore Pollicini.

PRESIDENTE: La parola al Consigliere Millet; ne ha facoltà.

MILLET - (P.C.I.) - E' vero che abbiamo già discusso nell'altro Consiglio, ma ritengo che sia necessario fare alcune precisazioni perchè, evidentemente, su questa questione, la Giunta regionale è ritardataria di anni.

Questo ritardo è motivato dalla stessa relazione alla proposta di legge, in quanto già nel 1981 era evidente che era necessario o richiedere l'aumento come si fa oggi, oppure rivedere la distribuzione dei buoni, perchè i ritardi avrebbero portato a delle situazioni abbastanza delicate. Io non so con quale ottimismo l'Assessore, perchè di fatto c'è stata una modifica della legge con cui la si fa decorrere dal 1° gennaio '83, essendoci dei tempi politici piuttosto lunghi, possa prevedere l'approvazione entro quest'anno: siamo nel mese di ottobre e c'è un iter, mi pare un po' difficile per il Parlamento approvare il disegno di legge nell'84 e farlo decorrere dal 1° gennaio '83.

Noi abbiamo molti dubbi che possa passare anche nell'84, soprattutto tenendo conto dell'aria che tira, in relazione a ciò che abbiamo discusso circa i decimi.

Quindi ritengo che da questo punto di vista non si possa non sottolineare questo ritardo.

La seconda questione è il fatto, che ha una sua importanza, di come presentare la proposta di legge.

Si è detto sui giornali che, rispetto alla proposta del 1980, è stata solo inserita la voce "gasolio da riscaldamento". A me pare che sarebbe opportuno che nella relazione non ci fosse come prima voce la benzina (osservazione che ho già fatto in Commissione) ma ci fosse la voce del gasolio, perchè, rispetto alla benzina, ha delle motivazioni che non sto a ripetere. Quindi, nell'ambito del possibile, proporrei di prendere in considerazione questo aspetto.

Per quanto riguarda la quantità di benzina si prevede, nella relazione, un incremento del 5%. Ma facendo i calcoli, con l'incremento del 5% e con l'attuale ripartizione, non si arriverà mai allo attivo, quindi non si risolveva il problema. Per cui è necessario, quando si fa una proposta, garantirsi anche un periodo lungo, se si ritiene, come noi riteniamo, che questo sia un diritto e non un privilegio.

Sono questioni che sono aperte fino a quando è aperta la questione dell'articolo 14. Abbiamo detto in altre occasioni che quando si approva una legge costituzionale come lo "Statuto Speciale" questa dovrebbe essere approvata nella sua interezza, quindi finché rimane aperto questo discorso, noi riteniamo che sia un diritto della Valle d'Aosta chiedere quanto le spetta.

Dobbiamo tenere conto poi che ci sono riflessi sulla legge finanziaria perchè l'art. 8 della legge stessa dice: "Il provento derivante alla Regione Valle d'Aosta da maggiorazioni di aliquote e da altre modificazioni dei tributi ad essa devoluti disposti successivamente all'entrata in vigore della legge 6 dicembre 1971, n. 1065, ove sia destinato per legge, ai sensi dell'articolo 81, quarto comma, della Costituzione, per la copertura di nuove o maggiori spese che sono da effettuare a carico del bilancio statale, è riversato allo Stato.

La benzina è uno di questi prodotti. Evidentemente lo Stato si è riservato di chiedere la restituzione dei proventi suddetti e questo fatto l'Assessore alle Finanze deve tenerlo in considerazione. Se è giusto che si vada ad accertarsi di quanto i valdostani versano fuori Valle, bisogna però fare anche i conti di ciò che lo Stato trattiene, e confrontare il dare e l'avere, perchè nella legge finanziaria c'è anche questo aspetto, è inutile nasconderlo.

Per la benzina si chiede l'aumento di 100.000 quintali. Fornisco dei dati: nell'82-'83 c'è un incremento di distribuzione del 7,8%; aumentare del 5% vuol dire sottovalutare il consumo perchè sarà difficile che nell'83 ci sia una drastica riduzione, in quanto l'incremento medio delle vendite di auto, è del 7,74%.

Sappiamo benissimo che l'immatricolazione potrebbe anche ridursi, ma, di fatto, per quanto riguarda i buoni di benzina può non esserci la stessa riduzione: per esempio, se una famiglia ha tre auto e due persone provviste di patenti di guida non percepisce l'agevolazione per un'auto, però per le altre due continua la distribuzione.

Quindi, mi pare che, visto che si deve richiedere un quantitativo maggiore, se fra l'81 e l'82 c'era un incremento del 10% e adesso stiamo andando tendenzialmente verso il 7,80% (ma non ho dati precisi, per questo lo vorrei sapere), se riteniamo sempre che ci sia un diritto, dobbiamo fare la richiesta per quello che è necessario, non per una quantità sottostimata.

Per quanto riguarda la questione dell'alcool, sulla quantità io farò una proposta, perchè secondo le mie informazioni c'è una situazione abbastanza ingarbugliata.

Noi comunisti riteniamo che sia necessario comunque, dopo l'approvazione di questo D.L., chiarire tutta la questione, perchè, se si chiede l'impegno ai partiti di sostenere queste richieste, penso sia anche giusto dare ai Consiglieri tutti gli elementi per conoscere esattamente la situazione, non essendo un pacchetto di richieste di poco conto: ho fatto un calcolo in base al quale risulta una cifra di 50 miliardi circa..... E' una cosa grande.

Stesso discorso per la birra. A me pare che la birra, a differenza dello alcool e della benzina, sia un prodotto il cui consumo dovrebbe essere stimolato, perchè non crea quei danni che possono creare l'alcool o la benzina. Dalla relazione mi pare che si preveda un contingente inferiore a quello che si consuma, perchè solo il consumo dell'82 arriva già a più di 2 milioni di litri, senza tenere conto del turismo. Dal momento che alcuni dati fanno ritenere che per ogni anno il consumo aumenta di almeno 1 litro a testa, chiaramente, secondo me, la richiesta è sottostimata.Mi pare che la birra sia un prodotto del futuro, e inoltre abbiamo una fabbrica di birra in Valle che attualmente è una delle poche industrie che "tirano": questo potrebbe essere anche un modo per incrementare la produzione, una produzione perchè c'è consumo, non produzione in quanto tale.

Siamo d'accordo a inserire il gasolio per una questione di opportunità, ma per quanto riguarda la benzina e la birra riteniamo che non sia stata fatta una richiesta adeguata alle esigenze. Proponiamo che si faccia un'indagine conoscitiva su tutta la questione.

L'art. 23 del regolamento, approvato nel '72, dovrebbe essere rivisto perchè per i prodotti elencati all'art. 6, che sono birra, alcool denaturato, gas di petrolio liquefatto, libri di testo scolastici, attrezzature per l'agricoltura, attrezzature per l'industria, artigianato, turismo, commercio e vari, i beneficiari dell'esenzione devono essere i consumatori; a me risulta invece, almeno per ciò che riguarda la birra, che non è così.

Allora il problema è questo: aiutare l'industria vuol dire metterla in condizione di vendere ad un prezzo inferiore; per la birra ci potrebbe essere un minor costo di almeno 200-300 lire, a seconda della qualità. E' chiaro che mettere sul mercato un prodotto ad un prezzo inferiore del 10-20%, concorrenzialmente può aiutare a produrre e quindi a vendere il prodotto.

Sulla questione dell'alcool vorrei avere dei dati più concreti, perchè sembra che bisognerebbe razionalizzare un po' la cosa; per esempio, il sottoscritto in un magazzino trova il "Cognac Martell", francese, in esenzione e non trova la "Vecchia Romagna" che è un prodotto italiano: perchè? Ritengo che sarebbe giusto trovare l'uno e l'altro; evidentemente ci sono degli interessi di mezzo.

Dall'Assessore vorrei sapere perchè per i libri di testo, attrezzatura per l'agricoltura, attrezzatura per l'industria, non si chiede un aumento. In pratica non incidono? E allora teniamoli a memoria, perchè non si sa mai cosa può succedere in futuro, ma se servono e se devono andare al consumatore e, visto che ci hanno ridotto il riparto ai 7/10, forse ci potrebbe essere un po' più di interesse per queste cose. Quando lo ultimo regolamento è stato approvato, nel 1979, in Parlamento, io mi ricordo che una delle osservazioni era come mai si chiedeva l'aumento della benzina e non quello dell'attrezzatura; in quanto si riteneva che fosse la cosa più importante.

I beni contingentati quindi dovrebbero essere uno strumento per aiutare la produzione locale della birra, dello alcool, della stessa benzina; da qui la necessità di vedere esattamente come stanno le cose.

A questo discorso si potrebbe ricollegare quello dei trasporti pubblici, che mi pare, goda di finanziamenti da parte dello Stato; non dico di presentare dei piani faraonici, ma almeno di riuscire ad impostare un discorso in questa direzione, e mi pare che questa sia l'occasione adatta altrimenti ogni 5-6-10 anni dovremmo chiedere altri aumenti, per arrivare poi all'assurdo di sfondare il tetto del consumo locale. Mi pare di aver chiesto anche l'altra volta se si tiene conto, per il calcolo del contingente, del consumo degli abitanti, perchè per i turisti esteri con i "coupons" non si scappa, ma si gioca anche sul consumo della benzina acquistata senza buoni dai valdostani e dai turisti italiani che vengono a passare le ferie o il fine settimana in Valle d'Aosta. Quindi la richiesta deve tenere conto del consumo reale che c'è in Valle d'Aosta, per evitare di distribuire dei buoni che poi, alla fine, non valgono niente.

Ultimissima cosa: ho letto sul giornale che una parte delle società hanno richiesto un rinvio. Dal momento che non è una cosa secondaria, perchè se questi dovessero dire che non accettano, i. valdostani avranno il 25% in meno di benzina, essendo certamente difficile distribuire gli ultimi tre mesi, chiedo di sapere come stanno le cose.

PRESIDENTE: La parola al Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

RICCARAND - (N.S.) -Anche io volevo ribadire il ritardo con cui viene affrontato, da parte della Giunta regionale, questo problema. A parte le responsabilità che sempre ci sono in questi casi, questo ritardo è particolarmente pericoloso perchè, col sistema di farsi anticipare i quantitativi che non sono sufficienti, di anno in anno, si crea una situazione in cui determinate scelte diventano poi obbligate. Quando il quantitativo sarà talmente ridotto, sarà inevitabile richiedere un aumento del quantitativo in esenzione fiscale. Se il problema veniva preso in tempo era possibile, forse è ancora possibile ora, operare scelte diverse.

Infatti, dai dati che sono stati forniti, risulta che il deficit della benzina in esenzione fiscale, rispetto alla domanda di coloro che hanno diritto ai buoni, era evidente già nel corso del 1982.

Si è atteso il dopo-elezioni dell'83 per affrontare questo problema, presentato un D.L. il cui iter non sarà certamente rapido in Parlamento.

Per quanto riguarda il merito del D. L. il nostro giudizio è positivo relativamente alla richiesta di introdurre il gasolio per riscaldamento all'interno dei generi di cui chiedere l'esenzione fiscale, perchè si tratta di un prodotto che è necessario a numerose famiglie e che può rappresentare un aiuto considerevole.

Non siamo invece d'accordo sulla proposta di aumentare ulteriormente, come si fa ogni certo numero di anni, il quantitativo di benzina in esenzione fiscale. Anzitutto non ci pare necessario in questo momento in quanto il fabbisogno reale e il fabbisogno indicato nella relazione sono due cose diverse. L'aumento che si chiede di 450.000 quintali, in pratica rappresenta un quantitativo che è pari al consumo globale di benzina in Valle d'Aosta nel corso dell'82. Però in questo consumo globale di benzina che c'è stato in Valle d'Aosta nel corso dell'82 non c'era solo il consumo locale ma c'era il consumo di tutti i mezzi dei turisti, di tutto il transito che attraversa la Valle d'Aosta. Questo sta ad indicare che il fabbisogno reale dei cittadini valdostani è molto inferiore e che, quindi i buoni vengono usati come una forma di reddito; allora il discorso può essere impostato in maniera completamente diversa. Noi riteniamo che questo aumento non sia necessario, che si possa dare lo stesso, un certo quantitativo adeguato di benzina in esenzione fiscale agli automobilisti valdostani, operando un'azione di razionalizzazione senza aumentare continuamente questo quantitativo di benzina in esenzione fiscale.

In secondo luogo riteniamo che questo aumento sia dannoso per la comunità valdostana nel suo complesso perchè innanzitutto, di fatto, è una incentivazione oggettiva alla motorizzazione privata. Dai dati che vengono pubblicati, abbiamo già il più alto numero di automezzi in circolazione, sia di autovetture, sia di motoveicoli rispetto a qualsiasi altra zona d'Italia. Abbiamo il più alto consumo di benzina rispetto a qualsiasi altra regione d'Italia. Credo che incentivare ulteriormente questo fenomeno con il sistema di esenzione fiscale, di tutto quello che comporta, non sia una scelta di civiltà, e che non sia una scelta corretta. E' una scelta che tra l'altro comporta costi sociali come infrastrutture che sono legate alla motorizzazione (strade, parcheggi, ecc.), costi di inquinamento atmosferico, di inquinamento da rumore delle cui conseguenze oggi non ci rendiamo bene conto.

Il Consigliere Millet diceva che bisogna affrontare il problema dei trasporti pubblici. C'è poco da fare, finché in Valle d'Aosta ci sarà questa incentivazione oggettiva alla motorizzazione privata attraverso il sistema dei buoni e dell'esenzione fiscale, un discorso dei trasporti pubblici, efficiente a basso costo, difficilmente potrà essere messo in piedi perchè l'utenza non ci sarà. Evidentemente si tratta di due scelte in alternativa fra di loro. Credo che sia una scelta di civiltà non quella di puntare sulla motorizzazione privata, ma di contenerla e di puntare sul trasporto pubblico.

Inoltre vorrei anche sottolineare che l'esenzione fiscale della benzina è un beneficio che va a vantaggio di una grossa fetta della popolazione valdostana, ma non di tutti.

I dati che abbiamo chiesto in Commissione non ci sono stati forniti per cui non abbiamo dei dati precisi su quanti sono i valdostani che beneficiano realmente di questa esenzione fiscale, che sono quelli che hanno la patente, la moto, la macchina e quanti sono invece quelli che non ne beneficiano e che invece potrebbero trarre un giovamento da questa esenzione fiscale in forme diverse: basterebbe organizzare diversamente il sistema.

Infine, è chiaro ed evidente che aumentare il quantitativo in esenzione fiscale significa diminuire gli introiti della Regione; se questi introiti vengono usati male è bene che si aumenti l'esenzione fiscale, se invece c'è a possibilità di usarli più razionalmente non è una scelta molto oculata.

Quindi a nostra proposta è di non fare richiesta di un aumento di quantitativo in esenzione fiscale e di operare invece per usare meglio il quantitativo che, attualmente, è a disposizione e che, secondo noi, se usato in modo razionale, se si eliminassero determinati sprechi, se si razionalizzasse il modo in cui vengono distribuiti i buoni, sarebbe sufficiente per il fabbisogno reale dei valdostani.

Per quanto riguarda il disegno di legge io presenterò un emendamento in cui chiedo che venga mantenuto lo stesso quantitativo di benzina in esenzione fiscale, mentre invece sono d'accordo sulla richiesta di gasolio per riscaldamento, in esenzione fiscale. Sono anche d'accordo con quanto diceva Torrione e cioè che forse bisognerebbe ripensare all'intera questione dei generi contingentali.

Il fatto che una quota del tributo spetti alla Valle d'Aosta, sia essa di 9/10, sia essa di 7/10, il fatto che gran parte di questi generi che sono introdotti nell'esenzione fiscale non determinino un effettivo vantaggio per la popolazione, potrebbe anche farci pensare ad un sistema diverso di utilizzare questa prerogativa di esenzione fiscale.

E' una cosa da meditare. Per ipotesi, si potrebbe benissimo pensare a non richiedere più alcun quantitativo di nessun prodotto in esenzione fiscale, di introitare le somme che ci spettano come quota sull'imposta e poi riutilizzare queste somme o per una rete di trasporti pubblici gratuita, ad esempio, oppure per riversarli direttamente sui cittadini sotto forma di rimborso sulle imposte. Ci sono tanti sistemi per cui si potrebbe usare di questa prerogativa, di questo diritto che abbiamo a cui non dobbiamo rinunciare, ma in modo da renderlo più utile e più vantaggioso per tutta quanta la popolazione.

Quindi presento un emendamento riguardo al D.L.: rispetto al contenuto della mozione, credo sia chiaro, si tratta di razionalizzare l'attuale distribuzione, l'attuale uso dei buoni di benzina e credo che sia un'opera che va fatta.

PRESIDENTE: La parola al Consigliere Baldassarre; ne ha facoltà.

BALDASSARRE - (P.S.D.I.) - Data l'ora tarda esprimo parere favorevole a questa proposta di legge, anche se non sono d'accordo col Consigliere Riccarand quando sostiene che non è un vantaggio per la popolazione. Però vorrei fare una raccomandazione all'Assessore, perchè nella Commissione i funzionari dell'Assessorato ci hanno dato una serie di dati; fra questi c'erano delle categorie (cito a caso: pubblicisti) che oltre a percepire il dovuto come tutti gli altri cittadini valdostani, percepiscono un 50% in più. Questo fatto, per le categorie suddette, avviene con deliberazione del Presidente della Giunta; quindi ogni qualvolta una categoria si presenta a chiedere dei vantaggi, viene accontentata in una maniera abbastanza elementare.

Vorrei raccomandare all'Assessore una indagine su questa distribuzione e inoltre vorrei sapere come è andato l'incontro del 4 ottobre con le società AGIP.

PRESIDENTE: La parola al Consigliere De Grandis; ne ha facoltà.

DE GRANDIS - (P.R.I.) - Molte cose sono già state dette però vorrei ribadire due punti che mi sembrano abbastanza importanti; prima di tutto il compiacimento per l'inclusione del gasolio da riscaldamento, in quanto ritengo che questo genere sia in grado di raggiungere una giustizia distributiva di gran lunga superiore a quella della benzina; questo è già un dato altamente positivo.

Altro punto che mi interessa mettere in luce é più che altro una raccomandazione all'Assessore. Nel corso del dibattito nelle Commissioni, sono venuto a conoscenza di alcuni dati dai funzionari dell'Amministrazione regionale che mi hanno incuriosito parecchio. Mi sono preoccupato, anche se il tempo che avevo a disposizione era poco, di andare a fare alcune verifiche all'ufficio della motorizzazione. Che cosa ne è venuto fuori? E' venuto fuori che un proprietario unico di una o più di una autovetture è in grado di percepire i buoni per tutte le vetture di cui è proprietario. Il giochetto è molto semplice; quello che è triste è che è legale. Vale a dire che con il libretto dell'autovettura, si può andare alla motorizzazione e chiedere che questa sia trasformata in autoveicolo in quanto c'è la necessita di trasportare merci per proprio conto. La motorizzazione chiede se l'autovettura è inferiore ai 30 quintali e se il proprietario svolge un'attività commerciale. La motorizzazione non può chiedere alcun documento a comprova di quanto afferma l'automobilista. Ottenuta questa trasformazione da autovettura in autoveicolo, in esenzione di tasse per il trasporto merci perchè inferiore ai 30 quintali che cosa si fa? Si va all'ufficio carburanti e si ottiene la benzina senza presentare la patente perchè si tratta di veicolo promiscuo adibito a trasporto merci. Forse anche qui dentro c'è qualcuno che ha adottato questo sistema, chi lo sa? Speriamo di no!

Io credo che sia possibile, con la riforma del regolamento che prevede la distribuzione dei buoni, trovare il sistema per impedire questo tipo di speculazione che alcuni (pochi, che stanno però diventando molti) fanno a danno della collettività. Evidentemente, sono quelli che provocano, insieme ad alcune categorie che hanno comunque benefici, anche giustificati penso... INTERRUZIONE... volendo, possiamo bloccare la prossima distribuzione dei buoni! L'Assessore è in grado anche di rinviarla al primo semestre '84, così nel frattempo si modifica il regolamento; poiché a questa gente basta chiedere, come Regione, che dimostrino di avere un'attività commerciale che giustifichi il trasporto di merci, blocchiamo a speculazione!

Questo mi sembra un intervento che debba essere fatto e nel contempo chiedo anche all'Assessore di volere fare tutta una serie di indagini in quanto, probabilmente, ci sono anche diversi altri tipi di speculazione.

Un'altra dimostrazione di questo modo di avere buoni in maniera non corretta è il fatto che vi sono numerosi veicoli assicurati per soli 4 mesi, maggio, giugno, luglio e agosto; guarda caso, a maggio ritirano i buoni del ° semestre e ad agosto i buoni del 2° semestre. Dopo di che, non occorre che la vettura sia assicurata perchè non c'è da dimostrare niente, se ne sta in garage, si prendono i buoni e si alimenta un commercio che non deve essere alimentato.

Dichiaro che voterò a favore di questo disegno di legge, con la raccomandazione che sono certo l'Assessore terrà in buona considerazione.

PRESIDENTE: La parola al Consigliere Aloisi; ne ha facoltà.

ALOISI - (M.S.I.) - Premetto che sono d'accordo sul disegno di legge e quindi voterò a favore.

Volevo solo alcuni chiarimenti dell'Assessore in merito al fatto che soprattutto presso l'opinione pubblica oltre che in Consiglio regionale, in questi giorni si parla molto di benzina.

L'opinione pubblica è convinta che la mancanza dei buoni di benzina sia frutto di uno sperpero avvenuto precedentemente le ultime elezioni regionali.

Secondo me, questa opinione ha un fondo di verità perchè sono in possesso di prove che dimostrano che sono stati donati buoni di benzina gratuitamente da un partito politico, quindi, diciamo, che l'accusa è fondata. Non vado oltre per motivi... INTERRUZIONE... Inoltre volevo dire all'Assessore (abbiamo già avuto un incontro in Commissione e in quella sede avevo fatto richiesta di un elenco di tutti coloro che usufruiscono di questi buoni benzina, oltre a normale quota spettante per autovettura e mi è stato risposto che oltre al normale quantitativo non viene dato niente) che sono in possesso di prove concrete che sono stati devoluti 10.000 litri di gasolio a delle persone, oltre al quantitativo loro spettante.

A questo punto, ci terrei a vedere chiaro in questa situazione e, come tutti gli altri Consiglieri, vorrei, se è possibile, chiedere all'Assessore un elenco dettagliato di tutti coloro che usufruiscono dei buoni al di fuori del normale quantitativo; vorrei sapere dall'Assessore se le organizzazioni sindacali, associazioni varie - chiamiamole culturali - ecc., usufruiscono di quantitativi di benzina al di fuori del normale quantitativo spettante come autovettura e sapere se risulta all'Assessore di quantitativi devoluti oltre alla normale quota spettante per diritto. Queste sono le cose alle quali avrei piacere di avere una risposta.

PRESIDENTE: La parola al Consigliere Voyat; ne ha facoltà.

VOYAT - (U.V.) - Comme nous l'avons déjà fait d'autres fois, nous votons, évidemment, en faveur de cette loi. Mais il faut quand même que je vous avoue que l'Union Valdôtaine n'est pas tellement satisfaite et contente de venir ici discuter et voter cette loi, parce que nous préférerions évidemment avoir déjà l'art. 14 du Statut complètement appliqué: ce qui voudrait dire, pour tous les Valdôtains, d'avoir toute l'essence qui est nécessaire, d'avoir tout le gas-oil pour le chauffage dont ils ont besoin, cigarettes et toutes les autres choses.

Je fais ce qui déjà était fait par le passé par l'Assesseur Rollandin et je ne m'attarde pas à essayer d'expliquer ce qu'est le Statut et ce que sont les droits des Valdôtains à M. Riccarand. Nous avons essayé, pendant la législature passée, nous avons essayé hier et aujourd'hui, mais je vois que, sincèrement, c'est une chose impossible. Evidemment, laissons à M. Riccarand ses idées, la responsabilité de ce qu'il va dire sur la question du Statut de la Vallée d'Aoste et surtout ce que sont les droits des Valdôtains.

Pour ce que disait M. Torrione, en tout cas, c'est-à-dire d'enlever certaines lois, ou bien certaines genres qui sont compris dans la loi, nous disons qu'il n'y a pas de difficultés à lire quelques lignes en plus et à laisser ces genres qui ne donnent pas un bénéfice direct aux Valdôtains aujourd'hui, mais qui, peut-être, pourront en donner dans l'avenir, si l'Etat italien prévoit de mettre des impôts sur ces genres.

Une autre chose très bien dite Monsieur Torrione, mais dont personne ici ne se souvient: nous voyons ici que la loi, qui a été votée le 10 janvier 1981, avait déjà été présentée par l'Union Valdôtaine. Il n'est pas question de paternité ou de maternité de la loi, mais nous voulons seulement dire qu'il serait plus correct, de la part des différents politiciens, de ne pas cacher les mérites de certaines forces politiques.

Evidemment, nous sommes aussi d'accord avec Millet; s'il veut nous quantifier les augmentations qu'il voudrait nous proposer, parce que si nous voulons évidemment l'application intégrale du Statut et donc l'art. 14, nous acceptons sans doute de demander quelque chose en plus.

PRESIDENTE: La parola al Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA - (P.C.I.) - Credo che il Consigliere Voyat abbia ragione quando ricorda che il Consiglio regionale ha già approvato all'unanimità, nel 1980, una proposta di legge perfettamente identica a questa per ciò che riguarda i quantitativi di gasolio e differente per i quantitativi di benzina.

Penso invece che Voyat abbia fatto un'affermazione un po' semplicistica nel dire che tutti i problemi della popolazione valdostana sarebbero risolti se ci fosse la zona franca. Invito il Consigliere Voyat a leggere le due relazioni che il Prof. Cottino ha rilasciato alla 1° Commissione Affari Generali, la quale, su richiesta dell'allora Presidente Martin, ha voluto esaminare in profondità a questione.

Sulla questione della zona franca, se vogliamo affrontarla seriamente, c'è da dire che come diritto è una cosa da non mettere in discussione, ma come opportunità e convenienza per la popolazione valdostana è una cosa da valutare con attenzione. Non sto a ricordare i dettagli, però penso che convenga affrontare le cose con serietà: distinguiamo quello che è un diritto da quella che è, poi, una effettiva realtà; oggi abbiamo la presenza dell'autoporto, del casinò, i 9/10 (speriamo) di imposte che tornano alla Regione. Facciamo bene i conti e vediamo che cosa conviene alla Valle d'Aosta. Devo fare alcune osservazioni prima di presentare una variazione alla delibera proposta nella mozione di Riccarand.

Prima di tutto, non sono soddisfatto di come l'Assessore all'Industria ha documentato questa relazione. Egli ha parlato degli automezzi circolanti ma, neanche in Commissione siamo riusciti ad avere dati molto aggiornati sugli automezzi che usufruiscono oggi dei buoni in esenzione fiscale; ci hanno dato dei dati relativi all'82.

Non ci è stato possibile distinguere finora, tra autoveicoli, ad esempio, che servono per a Regione o per enti pubblici; non ci è stato possibile neanche avere una informazione esatta su quanto la Regione riceve in meno, in quanto ad entrate del riparto fiscale, in conseguenza dell'esistenza dell'esenzione fiscale sulla benzina.

C'è una questione complessa, quella che ricordava prima Millet, i dati che ci sono stati forniti si riferiscono ai 9/10 di quanto la Regione percepiva come sua quota parte nel 1971. La Regione, adesso, di fatto, introita invece tutti i 9/10 sulla benzina consumata fuori dall'esenzione. Vorremmo avere dei dati più precisi,... INTERRUZIONE..., in Commissione ci hanno dato dei dati diversi, ci hanno detto 14 miliardi in tutto, di tutti i generi, invece se si calcolano i 9/10 di 655 lire per il numero di milioni di litri di cui sii para, si vede che siamo a livelli molto superiori.

Per quanto riguarda la mozione noi proponiamo di cancellare i primi tre punti della mozione di Riccarand, di sostituire nel punto 4) della premessa alle parole "l'eccessiva ampiezza nella" con le parole "a confusa e discutibile distribuzione". Inoltre proponiamo: di modificare completamente il deliberato per cui la mozione diventerebbe così:

IMPEGNA

1) la Giunta a predisporre e presentare entro due mesi al Consiglio regionale un piano per la creazione di un efficiente servizio di trasporti pubblici e per un drastico abbattimento dei costi delle tariffe di tale servizio;

2) la III° Commissione consiliare permanente, allargata ai Consiglieri dei gruppi non presenti in detta Commissione, a raccogliere tutti i dati conoscitivi relativi all'assegnazione dei buoni per il consumo di benzina in esenzione fiscale (categorie di beneficiari, numero e tipo di automezzi, ecc.) al fine di predisporre una proposta di revisione degli attuali criteri di assegnazione, da presentare sotto forma di bozza di nuovo regolamento all'esame del Consiglio regionale.

PRESIDENTE: La parola al Consigliere Voyat; ne ha facoltà.

VOYAT - (U.V.) - Une petite précisation à M. Mafrica. Je ne sais pas si je me suis mal expliqué ou si M. Mafrica a mal entendu: moi je n'ai pas dit qu'avec l'application de l'art. 14, on va résoudre tous les problèmes des Valdôtains. J'ai dit seulement que le projet de loi que nous allons discuter aujourd'hui, sans doute serai résolu, parce qu'il n'existerait pas la question de voir combien d'essence donner à chaque voiture ou, disons, combien de gas-oil pour le chauffage donner à chaque famille. Evidemment, le problème de l'exemption, dont nous allons parler, serait résolu. Et si Mafrica veut en tout cas, que sais-je, faire une rencontre entre Parti Communiste et Union Valdôtaine sur le problème de la zone franche, il nous trouvera toujours là, même si - et çà M.Cottino l'a déjà dit - il y aurait des difficultés maintenant pour l'application de la zone franche, non seulement pour résoudre le problème de la Vallée d'Aoste, car il y a aussi des problèmes internationaux.

PRESIDENTE: La parola all'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti Pollicini; ne ha facoltà.

POLLICINI: - (Fédération D.P.-U.V.P.) Uno degli aspetti più evidenti di questa proposta mi è sembrata una certa non conoscenza dei dati da parte del Consiglio.

Dobbiamo dire anche che la proposta di legge, visto i tempi stretti e le strutture assessorili, non è stata ampliata e completata secondo quelle esigenze che anche io stesso, e credo tutti noi, avvertiamo. C'è da esempio quel dato di riferimento in rapporto a ciò che rappresentava nel '49; mi pare una cosa interessante.

Non c'è dubbio, è una soluzione di emergenza; lo stesso testo non entusiasma nessuno e l'Assessore, anzi, è proprio il primo a rammaricarsene.

Si noti che occorre rivedere alcune cose, compreso tutta la complessa materia che interessa la zona franca.

Devo anche dire che, per quanto riguarda alcuni generi in esenzione, questa Giunta aveva molte perplessità se mantenerli o meno. Ad esempio, il problema che riguarda i semi di soia o di arachidi; cose superate che appartenevano ad un'epoca di cui, per fortuna, non ci ricordiamo neppure più. Non è un problema toglierli. Il ragionamento prevalente dice: ci sono, quindi non stiamo a toglierli, anche perchè penso che né le Commissioni alle finanze del Parlamento, né il Governo si faccia colpire da questo sacrificio di rinunciare alle arachidi. Non credo che aspetterebbero solo questo per dire di sì alle altre nostre richieste.

Naturalmente, ci rendiamo perfettamente conto che è un problema di scelte. Io mi auguro che questo tipo di proposta inneschi il problema della revisione del regolamento. Concordo anche io che questo ha bisogno di essere sfrondato e che bisogna superare tutta una serie di inserimenti fra i privilegiati, che certamente ha trovato parecchi adepti, specialmente quando a benzina ha cominciato a costare parecchio.

Per ciò che ha sottolineato Millet: l'opportunità di mettere in evidenza quale aspetto primario di questa nostra richiesta del gasolio in esenzione fiscale, mi pare accettabile e valido dal punto di vista della opportunità politica.

Certo è che rimane il discorso dell'aumento della benzina. Debbo dire che il calcolo fatto è chiaramente ipotetico. Nessuno è in grado di potere affermare quanta percentuale di aderenza alla realtà potrà avere. I dati forniti dall'ACI e dalla motorizzazione civile possono rappresentare una proposta abbastanza vicina ala realtà, cioè quel 3,5%, vista la fatturazione che si è raggiunta. Piuttosto il discorso importante è nel razionalizzare la distribuzione ed eliminare tutta una serie di abusi: il caso citato dal Consigliere De Grandis certamente è uno dei più macroscopici.

Certo vi sono delle categorie che ne usufruiscono il modo speciale come i medici condotti, i medici mutualistici, le ostetriche, i veterinari, i giornalisti, i pubblicisti, i segretari dei sindacati, i segretari comunali titolari di comuni consorziati e presumo qualche altro.

Quindi dovremo rivedere tutto il regolamento per vedere se c'è modo di verificare in ordine alle assegnazioni della benzina.

Un altro degli aspetti molto importanti è su cui concordo è quello della indagine conoscitiva sul consumo dei generi contingentati. Credo sia importante sapere quale è l'esito del consumo, quali sono le vie di consumo o di fuga che hanno certi generi contingenti.

Sul problema dei libri di testo e sull'attrezzatura dell'agricoltura debbo dire che non è stato proposto l'aumento perché le cifre forse non sono neppure coperte; le provenienze comunitarie sono tali che questi materiali non sono sottoposti ad oneri fiscali, per cui, di fatto, questo è superato dal nuovo regime fiscale comunitario.

Un altro aspetto riguarda il problema della possibile anticipazione da parte delle società petrolifere del 4° trimestre: l'incontro è stato rinviato dal giorno 4 al giorno 18. Non mi stupirei che la richiesta di rinvio fosse legata all'attesa o all'attenzione che queste società ponevano nelle decisioni di questo Consiglio. Hanno chiesto, con una giustificazione, di avere bisogno di approfondire ancora alcune cose. Comunque è rinviata al 18 e penso che la richiesta sia stata fatta per vedere la volontà politica di questo Consiglio in quanto, se questo Consiglio non avesse espresso la volontà politica di richiedere l'aumento, chiaramente, la risposta sarebbe stata di un tipo certamente. Se lo esprimerà sarà forse diverso.

Per il problema che poneva Riccarand, cioè di una richiesta superiore al fabbisogno reale della benzina in Valle di Aosta, devo ricordare che è una proposta che deve tenere conto del presunto aumento del 3,5% annuale per coprire il consumo fino al 1990 circa. Per cui, chiaramente, questa oggi è superiore alle esigenze però tiene conto di una richiesta di 5-6 anni per cui ci sarà una compensazione fra una eccedenza di questi anni e certamente una carenza nella seconda parte del periodo; carenza che noi prevediamo non essere coperta.

Sulle categorie favorite devo dire che per quanto riguarda il problema dell'indagine sulla speculazione - esigenza formulata dal Consigliere De Grandis -è una esigenza condivisa anche dalla Giunta regionale.

Un'altra cosa devo dire invece al Consigliere Aloisi: quando questi si riferisce ad uno sperpero di benzina e ad una voce corrente nella pubblica opinione relativa alla distribuzione di benzina durante la campagna elettorale, debbo dire che mi risulta che qualcuno ha comperato i buoni presso i distributori di benzina e poi ne ha fatto l'uso che meglio credeva.

C'è chi dà la scarpa destra e poi la sinistra, c'è chi dà il pacco dono o la bottiglia di marsala e probabilmente ci sarà anche chi ha regalato i buoni benzina. A me non risulta ufficialmente dai dati che ci sia stato questo tipo di speculazione. Questo sarebbe un reato da codice penale e non credo che sia avvenuto, quindi credo che la soluzione del problema stia proprio nell'avere comperato i buoni e poi averne fatto lo uso persuasivo che ha ritenuto più opportuno, secondo l'elettorato a disposizione.

Tornando al discorso finale sulla cifra di quanto costa alla Regione, i dati che io ho e che l'Assessore alle Finanze ha coincidono e in parte sono stati comunicati alla Commissione; sono stati incassati (parlo dell'incasso del riparto dell'impresa dell'82) 7/10 dell'imposta in vigore quell'anno cioè Lire 6.848.000.000=. Questo è stato l'incasso per il 1982. Poi ci sono anche altre voci per quanto riguarda olio da gas per autotrazione (1.800.000.000) e GPL da trazione (167.000.000 ). Questo è il riepilogo del getto di imposta di fabbricazione per le voci che ho detto.... INTERRUZIONE.... La quota di imposta non introitata nell'82, dalla Regione in conseguenza dell'attuale quantitativo di benzina e di gasolio per autotrazione in esenzione fiscale ammonta a circa 14.000.000.000= così distribuita:

11.700.000.000= di benzina;

669.000.000= di gasolio per autotrazione;

756.000.000= per l'alcool;

432.000.000= per la birra;

427.000.000= per il caffè;

25.000.000= per il cacao.

Penso di aver dato una risposta a tutte le domande.

PRESIDENTE: Metto in votazione la proposta di legge statale n. 1.

Do lettura dell'art. 1:

ART. 1

L'art, 1 della legge 3.8.1949, n. 623,

modificato dall'art. 1 della legge 5.5. 1956, n. 525; dall'art. 1 della legge 19.4.1967, n. 305; dall'art. 1 della legge 6.12.1971, n. 1057; e dall'art. 1 della legge 7.2.1979, n. 44 è sostituito dal seguente:

"In attesa che sia attuato il regime di zona franca previsto per il territorio della Valle d'Aosta dall'art. 14 della legge costituzionale 26.2.1948, n. 4, è consentita la immissione in consumo in detto territorio, per il fabbisogno locale, dei sottoindicati prodotti nei limiti dei contingenti annui a fianco di ciascuno d'essi specificati, in esenzione dal dazio, dalle imposte di fabbricazione ed erariali di consumo e dalle corrispondenti sovraimposte di confine, dal diritto erariale sugli alcoolici nonchè dai prelievi stabiliti dai competenti organi della CEE in base alle disposizioni di cui al Titolo II del trattato firmato a Roma il 30.3.1957 e ratificato con legge 14.10.1957, n. 1203:

- Zucchero q.li 45.000

- Caffè crudo q.li 6.500

- Surrogati del caffè q.li 500

- Cacao in grani q.li 1.000

- Thè q.li 100

- Semi di soia q.li 8.500

- Semi di arachidi q.li 1.500

- Spirito, liquori, profumerie, alcoliche,acquaviti, compresi gli spiriti ottenuti nel territorio della Valle d'Aosta dalla distillazione per usi familiari in piccoli alambicchi

ha. 2.000

- Alcool denaturato ha. 500

- Birra hl. 20.000

- Benzina q.li 450.000

- Gasolio per autotrazione q.li 100.000

- Gasolio per riscaldamento q.li 1.000.000

- Olio combustibile fluido q.li 350.000

- Gas di petrolio liquefatti (GPL) per la combustione o destinati ad opifici per confezionamento in bombole q.li 70.000

- Petrolio q.li 12.000

- Olio lubrificante q.li 8.000

- Libri di testo scolastici in altre lingue o lingue miste approvati dal l'Amministrazione regionale lire 15.000. 000

- Attrezzature per l'agricoltura lire 120.000.000

- Attrezzature per l'industria, artigianato, turismo, commercio, sanitarie ed ospedaliere ed elementi metallici per paravalanghe lire 1.500.000.000

PRESIDENTE: Per l'art. i è proposto un emendamento dal Consigliere Riccarand del quale do lettura:

"Sostituire: benzina q.li 450.000 con: benzina q.li 350.000".

PRESIDENTE: Metto in votazione l'emendamento testé letto:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti 26

Votanti 26

Favorevoli 1

Contrari 25

- Il Consiglio non approva -

PRESIDENTE: Metto in votazione l'art. 1 nel testo originario.:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti 26

Votanti 26

Favorevoli 25

Contrari 1

- Il Consiglio approva -

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 2:

ART. 2

All'onere derivante dall'attuazione della presente legge valutato in Lire si provvede mediante riduzione del fondo speciale iscritto al cap. 6856 dello stato di previsione della spesa del Ministero del Tesoro per l'anno finanziario 1983.

Il Ministro del Tesoro è autorizzato ad apportare con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

PRESIDENTE: Metto in approvazione l'articolo 2:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti 26

Votanti 26

Favorevoli 25

Contrari 1

- Il Consiglio approva -

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 3:

ART. 3

La presente legge entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale ed ha efficacia dal 1° gennaio 1983.

La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella raccolta Ufficiale delle Leggi e dei Decreti della Repubblica Italiana.

E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

PRESIDENTE: Metto in votazione l'arti colo 3:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti 26

Votanti 26

Favorevoli 25

Contrari 1

- Il Consiglio approva -

PRESIDENTE: La parola al Consigliere Mafrica per dichiarazione di voto; ne ha facoltà.

MAFRICA - (P.C.I.) -Noi votiamo a favore di questo D.L. statale e vogliamo sottolineare che è passato col voto determinante della minoranza in quanto la maggioranza non aveva il numero sufficiente per votarlo da sola.

PRESIDENTE: Se nessun altro chiede la parola per dichiarazione di voto pongo in votazione il D.L.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti 27

Votanti 27

Favorevoli 26

Contrari 1

- Il Consiglio approva -

PRESIDENTE: Comunico al Consiglio che il disegno di legge verrà trasmesso al Senato della Repubblica.