Objet du Conseil n. 67 du 5 octobre 1983 - Resoconto
OGGETTO N. 67/VIII - INIZIO DEL DIBATTITO SULLE COMUNICAZIONI CONCERNENTI: "RIFERIMENTI POLITICI E LINEE PROGRAMMATICHE DEL GOVERNO REGIONALE PER LA LEGISLATURA 1983-1988"- Presentazione di ordine del giorno e sospensione della seduta.
PRESIDENTE: Comunico ai Consiglieri che il Consigliere Pedrini, a nome del P.L.I., ha inviato un memorandum sulle dichiarazioni del Presidente della Giunta, con preghiera di darne lettura in sede di Consiglio.
Prego pertanto il Consigliere Segretario di dare lettura del memorandum del Consigliere Pedrini:
TAMONE - (U.V.): Il documento programmatico del Governo regionale per la legislatura 1983/88, mentre da una parte contiene elementi e criteri che possono incontrare un giudizio positivo da parte del nostro partito, dall'altra evidenziamo per taluni versi un modo empirico e disorganico di affrontare la realtà socio-economica della nostra Regione.
A giudizio del P.L. della Valle d'Aosta l'obiettivo primario che questa legislatura deve perseguire e raggiungere sta nel realizzare un profondo mutamento nel modo di concepire ed esercitare il potere esecutivo da parte dell'attuale governo regionale, là dove esso deve indirizzare il rinnovamento e la crescita economica, culturale e sociale della nostra Regione.
Nel momento in cui si è riconosciuta la non inamovibilità degli Assessori, si deve continuare su questa linea con l'accettare un confronto utile e responsabile con- le altre forze politiche che della maggioranza, palese o meno, non fanno parte.
Ogni discriminante in questo senso
- è ovvio il riferimento a partiti e movimenti costituzionalmente democratici
- è contrario ai principi generali del significato politico che l'attuale maggioranza vuole dare al suo documento programmatico ed eluderebbe le attese di chi a questa maggioranza può dar credito.
L'analisi delle attuali evoluzioni che il mondo moderno sta affrontando impone precise scelte di indirizzi da privilegiare, affinchè anche la Valle d'Aosta non abbia negative conseguenze in termini occupazionali, economici e sociali. In questa visione d'assieme dei problemi - visione purtroppo offuscata dal recente provvedimento di riduzione in tema di riparto fiscale - trova una sua giustificazione la difesa del particolarismo valdostano, da attuarsi non attraverso l'esaltazione, anche in termini di sovvenzioni indiscriminate, di un folclore stereotipico, ma con l'intensificarsi di un processo culturale che passi attraverso l'istituzione e la creazione di tutti quegli strumenti necessari ad un rapporto fra la cultura e l'uomo più immediato e più significativo.
Ciò vale anche per la necessaria tutela della nostra autonomia che non solo va ribadita e sottolineata con provvedimenti ad hoc, ma che trova maggior garantismo proprio attraverso l'esprimersi culturale della sua ragion d'essere.
Andando nel particolare, il nostro giudizio indica come problema principale l'attuale crisi del settore industriale, che coinvolge larga parte del tessuto economico della nostra Regione e soprattutto incide pesantemente non solo in termini occupazionali e quindi economici, ma che può anche avere pericolosi riflessi distortivi per le giovani generazioni.
Nel primo programma presentato dal partito di maggioranza relativa era posto come uno dei punti principali la creazione di un comitato, rappresentativo di tutte le forze politiche e sociali, che affrontasse concretamente e senza demagogia il problema dell'industria. E' nostro parere - e le attuali esperienze sembra ci diano ragione - che a soluzione del problema non possa non passare che attraverso una visione dinamica ed attuale di quella che è oggi a realtà industriale.
Oggi si tende a privilegiare l'insediamento di medie e piccole industrie che, per a loro agile struttura interna e per a qualificata e ottimale produzione, risentano in misura molto minore delle ricorrenti recessioni.
A questo risultato si giunge sia concordando una programmazione industriale, sia favorendo piani di ristrutturazione e di riconversione dell'attuale apparato produttivo e favorendo, là dove possibile, la imprenditorialità locale.
Occorre inoltre coinvolgere in questo piano le categorie interessate e favorire a latere il sorgere di corsi di qualificazione su intervento pubblico.
Altro problema da centrare con immediatezza è quello del settore delle attività terziarie che spazia dalla qualificazione e dalla professionalità degli operatori turistici allo sviluppo delle infrastrutture necessarie a qualificare l'immagine pubblicitaria della Valle d'Aosta.
La nostra analisi del documento programmatico sottoposto alla nostra attenzione si limita oggi a queste brevi annotazioni di carattere generale, in attesa che le Commissioni appositamente istituite all'interno del partito liberale italiano diano giudizi per ogni punto del documento stesso.
Oggi il nostro giudizio di carattere politico generale è, ripetiamo, positivo per quando riguarda a globalità dei problemi posti e la loro enunciazione, ma negativo per quanto attiene alle risposte non sufficientemente organiche date ai problemi stessi.
Ci auguriamo che questo documento programmatico sia la base e il terreno su cui si possono confrontare le diverse forze politiche presenti nel nostro Consiglio nell'intento di individuare in modo corretto i termini e la sostanza dei vari interventi necessari al rilancio e allo sviluppo della Regione Valle d'Aosta.
PRESIDENTE: Se il Consiglio è d'accordo, intendo come presentato in questo punto all'ordine del giorno, l'ordine del giorno preannunciato dal Consigliere Perrin, di cui do lettura.
ORDINE DEL GIORNO
Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta
riunito in data 5 ottobre 1983
- venuto a conoscenza della richiesta avanzata nell'art. 14 della legge finanziaria dello Stato al Consiglio dei Ministri di ridurre di due decimi il gettito delle imposte erariali attribuito dal Parlamento italiano con legge 26.11.1981, n. 690, alla Regione Valle d'Aosta, in applicazione della legge costituzionale 26.2.1948, n. 4, dopo anni di trattative con il Governo centrale;
- constatato come tale atto sia una palese violazione dello Statuto speciale della Valle d'Aosta ed una anomala procedura per abrogare una legge voluta dal Parlamento stesso a larga maggioranza;
- preoccupato per il fatto che la decurtazione dal bilancio regionale di un quarto delle entrate derivanti dal riparto fiscale impedirà di fare tutti quegli investimenti necessari per fronteggiare la grave crisi industriale ed occupazionale della Valle d'Aosta, causando così pesanti riflessi su tutta l'economia valdostana;
- evidenziato che con il ritorno a soli 7/10 il popolo valdostano verrebbe penalizzato due volte dovendo subire sia le misure restrittive che gravano su tutte le altre Regioni sia una netta perdita nel proprio bilancio regionale;
CONDANNA
il Governo centrale che con tale richiesta ha commesso un grave errore politico perchè, menomando l'autonomia finanziaria della Valle d'Aosta, pone limiti e vincoli al processo di crescita globale dell'autonomia valdostana;
RESPINGE
fermamente, da una parte, il tentativo e la volontà di attentare alla specificità della Valle d'Aosta sancita dalla Costituente per le ragioni etniche, culturali, linguistiche e storiche che caratterizzano il nostro popolo, d'altra, l'affermazione che i 9/10 costituiscono un "privilegio" per la nostra Regione, perchè il riparto fiscale così come è stato ottenuto nel 1981 non è che la logica conseguenza del particolarismo e della specificità della Valle d'Aosta;
CHIEDE
al Governo italiano di ritirare tale ingiusto provvedimento e al Parlamento della Repubblica di respingere comunque tale norma restrittiva in sede di discussione e di votazione della legge;
SOLLECITA
i Parlamentari valdostani ad assumere nel confronto del Governo e del Parlamento tutte le iniziative necessarie per salvaguardare i diritti del popolo valdostano sanciti dalla Costituzione.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.
RICCARAND - (N.S.): Volevo fare due proposte relative alle modalità di discussione su questi due punti molto importanti. Sono d'accordo sull'abbinamento dell'ordine del giorno al punto 14, ma chiederei per l'ordine in discussione, visto che si tratta di problemi che sono connessi fra loro ma che richiedono delle risposte diverse anche da parte del Consiglio, di distinguere la discussione sul provvedimento della legge finanziaria e quindi sull'ordine del giorno presentato ed altri che potranno essere presentati, dalla discussione sul programma vero e proprio, sennò rischiamo di creare un po' di confusione e di non dare delle risposte precise a problemi che, pur essendo connessi, sono però differenti. Quindi nell'economia della discussione farei questa proposta: se il Consiglio è d'accordo, possiamo anticipare a discussione sul provvedimento della legge finanziaria, l'art. 14, l'ordine del giorno che è stato presentato, e successivamente passare ad una analisi più organica ed ad una discussione sul programma che ci è già stato presentato ed illustrato dal Presidente della Giunta.
In secondo luogo, mi pare che sia visibile ed udibile una richiesta che ci perviene chiaramente, di un incontro. Pregherei l'Ufficio di Presidenza, visto che c'è una presenza di delegazioni operaie della Cogne e dell'Ilssa, di prendere gli opportuni contatti per verificare se c'è una richiesta di incontro, in modo da impedire che ci sia una situazione di contrapposizione. La mia proposta è solo che venga verificata questa possibilità in modo che i lavori possano proseguire con tranquillità oppure siano sospesi per il tempo necessario.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.
ANDRIONE (U.V.): Sono d'accordo sulla prima proposta; sulla seconda credo che siano già scesi per avere l'incontro con il Consiglio di fabbrica. Vorrei pregare ancora una volta di non applaudire.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parare il Consigliere Perrin, ne ha facoltà.
PERRIN - (U.V.): Tout simplement pour illustrer brièvement cet ordre du jour. J'ai dit auparavant que nous sommes face à une grave menace, non tellement pour les résultats financiers que cela pourrait donner à l'Administration régionale, mais pour tout l'ensemble du problème. En effet, s'il est vrai que redescendre aux 7/10 et retrancher les 2/10 de la répartition financière obtenue en 1981 est un fait extrêmement grave, qui risque de nous enlever plus de 70 milliards, de ne pas permettre de faire tous les investissements prévus, par exemple dans le programme que le gouvernement régional vient de présenter à ce Conseil, de rendre encore plus grave cette crise de l'industrie et de l'emploi, qui existe depuis assez longtemps en Vallée d'Aoste, de ne pas pouvoir ainsi affronter tous les problèmes relatifs et de relancer la reprise industrielle, il est encore plus grave cette proposition du Conseil des Ministres, puisque nous retenons qu'il s'agisse là d'un attentat au principe même de l'autonomie.
En effet, si en 1945 la "Constituente" avait à ce moment-là accordé un statut soi-disant "spécial" à la Vallée d'Aoste, c'est parce qu'elle avait retenu que notre Région avait un particularisme à elle, qui se fondait sur des raisons ethniques, sur des raisons linguistiques, sur des raisons historiques et culturelles, qu'il fallait sauvegarder, et donc ce statut n'est pas une somme de concessions, de privilèges qui ont été accordés à la Vallée d'Aoste, mais uniquement la reconnaissance d'une différence qui existe entre le peuple valdôtain et les autres peuples qui habitent cet état qui s'appelle Italie. Et donc le fait de vouloir maintenant revenir en arrière sur ce qui avait été justement concédé à ce moment-là, constitue à notre avis un attentat, une violation au statut tout ensemble, surtout un principe extrêmement dangereux, vu l'anomalie par laquelle le gouvernement central a voulu procéder, parce qu'à travers une loi financière il réussirait, dans ce cas, à abroger une loi votée par le Parlement à très grande majorité, en instituant ainsi un principe qui pourrait être répété et donc descendre cette année aux 7/10, l'année prochaine aux 5/10, ainsi que des gouvernements précédents avaient déjà l'intention de faire et je crois donc que le Conseil régional doit protester vivement pour stopper ce fait.
Et donc l'intention de cet ordre du jour est surtout celle de sauvegarder nos principes, nos droits, de veiller à ce que tout ce qui découle de ce particularisme valdôtain ne soit pas grignoté petit à petit.
Evidemment nous savons que cet ordre du jour peut avoir une influence extrêmement relative, cependant je crois que si à l'unanimité le Conseil régional voudra s'exprimer sur cet ordre du jour, avec des modifications éventuelles, que nous sommes prêts à discuter avec les forces de l'opposition, nous aurons quand même la possibilité de faire entendre et d'interpréter celle que je crois est la volonté du peuple valdôtain, tout entier.
Nous demandons au Gouvernement de revoir sa position, nous demandons au Parlement italien de stopper l'initiative du Gouvernement central, au moment où la loi financière sera présentée à la discussion, mais nous voulons surtout engager nos parlementaires à suivre attentivement le problème et à prendre toutes les initiatives pour que cette grave menace puisse être arrêtée.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
MAFRICA - (P.C.I.): Chiedo a nome del Gruppo comunista e di Nuova Sinistra una sospensione del Consiglio, perchè noi, come gruppi di minoranza, non siamo informati di cosa sta succedendo. Siccome ci sono problemi che interessano i lavoratori della Cogne, vogliamo anche noi sapere cosa si chiede al Consiglio regionale di cui facciamo parte. Non ci sembra che la discussione sul riparto possa avvenire con la dovuta tranquillità, mentre c'è questa richiesta da parte dei lavoratori di un confronto con il Consiglio.
Chiediamo pertanto la sospensione.
PRESIDENTE: Il Consiglio è sospeso, riprenderà i suoi lavori alle ore 16.00.
La seduta è tolta.
La seduta termina alle ore 10.50.
