Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 289 du 9 mai 1983 - Resoconto

OGGETTO N. 289/VII - RICOSTRUZIONE DELL'IMPIANTO FUNIVIARIO DI CHAMPOLUC - (Interpellanza)

PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Nebbia e Tripodi:

INTERPELLANZA

In occasione della discussione in Consiglio regionale circa i tragici avvenimenti di Champoluc era stato votato un ordine del giorno, presentato dal Consigliere Nebbia, che impegnava l'Amministrazione regionale ad operare per una rapida ricostruzione dell'impianto funiviario di risalita, in modo da sostenere senza indugi l'attività economica della località.

Poiché le scadenze per decidere sulle caratteristiche del nuovo impianto sono prossime, se si vuole che tutto sia pronto per la prossima stagione invernale, i sottoscritti Consiglieri regionali del P.S.I.

INTERPELLANO

l'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali onde conoscere qual'e lo stato di avanzamento della progettazione e dei lavori per la ricostruzione dell'impianto funiviario di Champoluc.

PRESIDENTE: La parola al Consigliere Nebbia per l'illustrazione dell'interpellanza.

NEBBIA - (P.S.I.): Quando era stato votato l'ordine del giorno relativamente alla ricostruzione rapida di questo impianto che ha provocato le vittime e i danni che conosciamo, si era pensato a due obiettivi: il primo era quello di ricostruire in una zona turistica di grande importanza un impianto che è evidentemente vitale perché serve, in quota, un'ampia area che solo ultimamente ha potuto essere collegata con la nuova zona del colle della Bettaforca. L'altro obiettivo da raggiungere era quello di collegare al fondo valle tre frazioni che, attualmente, sono praticamente isolate, cioè non sono raggiunte da alcuna strada; sono abitate, permanentemente tutto l'anno da un certo numero di abitanti che, evidentemente, hanno la pazienza di sopportare tutta una serie di disagi.

Quindi, per poter raggiungere questi due obiettivi, risultava importante garantire la ricostruzione dell'impianto, almeno per la prossima stagione invernale.

Purtroppo, sino ad ora notizie certe su quest'argomento non ce ne sono state, ed è per questo motivo e per sollecitare la Giunta ad intervenire che abbiamo fatto questa interpellanza.

PRESIDENTE: L'interpellato è l'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali Pollicini, che ha la parola.

POLLICINI - (D.P.): La Giunta regionale ha preso contatto subito dopo l'incidente del 13 febbraio, con la comunità di Ayas, con il Comune, con la Società Funivie, con i maestri di sci, con gli operatori turistici, con le aziende di soggiorno. Premesso che la Giunta ha impostato la soluzione del problema proprio in funzione di una serie di rapporti che ha avuto con questi organismi, informo il Consiglio che la Società Funivie di Champoluc ha incaricato due esperti per lo studio di un nuovo impianto, in sostituzione di quello che è stato fermato.

Dallo studio che è stato presentato dai due esperti, la scelta è caduta su una telecabina monofune ad agganciamento automatico con vetture a sei posti. Erano state prese in esame anche altre soluzioni, come, per esempio, un impianto funiviario a cabina grande, a vai e vieni, ma, per gli elevati costi tale soluzione è stata sconsigliata. Anche la soluzione tipo seggiovia, vista l'orografia del terreno, è stata scartata.

la scelta è caduta su questo impianto moderno, con telecabina monofune, con agganciamento automatico, a sei posti. La portata oraria inizialmente prevista in 1200 persone è stata prevista nel progetto sino a 1800 persone.

Il costo complessivo dell'opera prevede un investimento di 2 miliardi e 900 milioni. Va detto che, visti questi costi e la situazione finanziaria della Società, chiaramente non è possibile, con le sole forze dell'autofinanziamento riuscire a realizzare quest'opera.

La Giunta regionale, esaminato il problema e premesso che gli atti saranno compito del prossimo Consiglio, ha impostato il problema in questa direzione, e cioè: prevedere una legge speciale per il finanziamento di due miliardi mediante un prestito, con una franchigia di 4 anni; al quinto anno, comincerebbe la restituzione del capitale, all'interesse praticato dall'attuale gestione della Finanziaria Regionale. Se questa soluzione è praticabile, visto l'impegno assunto non solo dalla Giunta, ma anche da tutte le forze politiche presenti in questo Consiglio, è possibile che questo impianto sia già funzionante a Natale di quest'anno.

Quindi, vi sono le possibilità per superare questo momento e più presto si dimenticherà il fatto del 13 febbraio, meglio sarà per tutti. Noi dobbiamo dare un incoraggiamento ad una Società in cui l'azionariato della comunità è altissimo e nella quale sono coinvolte centinaia di famiglie come coazionisti, quindi, gente che crede nell'investimento e ne è coinvolta a tal punto da esserne partecipe proprio finanziariamente. Con questa operazione non regaliamo nulla, ma veniamo incontro ad un evento straordinario con una normale prassi di prestito, gravato dai tassi d'interesse che praticherà all'epoca la Finanziaria Regionale, con una franchigia di quattro anni.

Inoltre, non dimentichiamo che gli azionisti tireranno fuori di tasca loro i restanti 900 milioni (o 1 miliardo): questa è l'impostazione che la Giunta ha dato alla soluzione del problema della funivia di Champoluc.

PRESIDENTE: Il Consigliere Nebbia intende replicare? Ne ha facoltà.

NEBBIA - (P.S.I.): Mi sembra che l'impostazione data possa essere condivisa. Richiederei un chiarimento ulteriore: penso che i 900 milioni, o il miliardo di differenza, che sarà finanziato dagli azionisti vedrà, ovviamente, anche la partecipazione della Regione, in quanto già azionista della Società, quindi della quota parte di partecipazione. E' esatto? Per il resto rinnovo la sollecitazione a fare in modo che tutti gli ostacoli vengano superati, perchè è effettivamente importante che, per l'inizio della stagione invernale, questo impianto sia agibile, anche, eventualmente, con capacità di portata inferiore alle massime previste.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta; ne ha facoltà.

ANDRIONE - (U.V.): Visto che la Società in questione ha già tirato fuori 700 milioni con un prestito obbligazionario sulla Finanziaria e la Regione interviene in via straordinaria, può darsi che la nostra partecipazione al capitale azionario della Società, per qualche tempo, sia inferiore al normale 35%.

Se sarà necessario prevedremo un intervento secondo quelle che saranno le necessità che, man mano, emergeranno nella gestione di questa Società che normalmente dovrebbe trovare un suo equilibrio intorno al 1986.