Objet du Conseil n. 257 du 20 avril 1983 - Resoconto
OGGETTO N. 257/VII - "FINANZIAMENTI A TASSO AGEVOLATO ALLE DITTE ESERCENTI ATTIVITA' DI COMMERCIO 0 ARTIGIANATO". Approvazione di mozione.
PRESIDENTE: Do lettura della mozione presentata dal Consigliere Minuzzo:
MOZIONE
VENUTO A CONOSCENZA che in applicazione della L.R. 30.12.1982 n. 101, non vengono più concessi mutui a tasso agevolato inferiori ai cinque milioni;
VERIFICATO che per accedere alle agevolazioni previste dalla legge 30.12. 1982 n. 104 è necessario che le imprese di commercio e le ditte artigiane facciano un investimento superiore ai sette milioni;
CONSTATATO che con la promulgazione della legge 30.12.1982, n. 101 vengono penalizzate le piccole imprese e che non era nelle intenzioni del Consiglio regionale discriminare le piccole dalle medie aziende,
DA' MANDATO
alla Giunta regionale di adottare immediati provvedimenti, rifinanziamento della legge 6.6.1977 n. 41; 29.11.1978 n. 59 e successive modificazioni per quanto concerne la concessione di mutui a tasso agevolato inferiori ai cinque milioni o la concessione di mutui senza limitazione di importo minimo anche con la legge 30.12.1982, n. 101, al fine di assicurare a tutte le ditte esercenti attività di commercio o artigianato, che ne abbiano i requisiti, finanziamenti a tasso agevolato.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Minuzzo, ne ha facoltà.
MINUZZO - (P.S.D.I.): Questa mozione è nata dopo che sono venuto a conoscenza che con l'applicazione della legge 101 più comunemente chiamata Fondi di rotazione gestiti per conto della Regione
dalla Finaosta, questa non eroga mutui inferiori ai cinque milioni. La cosa potrebbe anche essere concepibile perchè quando si accendono dei mutui si va incontro a certi oneri, per cui forse andando al di sotto dei cinque milioni questi oneri sono troppo elevati rispetto al mutuo contratto. Però c'è un fatto, che per avere questi cinque milioni di mutuo occorre fare un investimento di ca. sette milioni e mezzo, per cui non essendo più finanziate le leggi 41 e 59, va da sè che gli artigiani ed i commercianti, soprattutto i piccoli che devono cambiarsi un frigo, un banco bar o cose del genere che costa 5 - 6 milioni, non possono accedere ai mutui a tasso agevolato, in quanto in fase di applicazione della legge 101 è stato previsto, in un primo momento, che non venivano concessi mutui inferiori ai tre milioni e successivamente a conferma del ragioniere capo Vitali, mi è stato detto che non si accendono mutui inferiori ai 5 milioni. Da qui la necessità a me sembra, se vogliamo favorire le piccole aziende, di rifinanziare le leggi 41 e 59 solo per i mutui inferiori ai cinque milioni, oppure di dare disposizione alla Finaosta di accendere mutui anche inferiori ai 5 milioni. Io ho dato solo due suggerimenti nel deliberato della mozione, ma invito il Presidente a venire incontro ai piccoli imprenditori, quando fanno investimenti inferiori ai 7 milioni.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Berti, ne ha facoltà.
BERTI - (Art.e Comm.Valdostani): Vorrei solo fare una premessa; su questa legge 101 quando è stata approvata in Consiglio regionale si era messo un minimo di cifre da erogare a titolo di mutuo alle ditte sia artigiane che commerciali; in seguito comunque è stato fatto quel regolamento della Giunta che se non erro oggi come oggi mi risulta che sia di 3 milioni, non di 5, per l'artigianato, e di 4.300.000 di lire per il commercio che al 70% equivale sempre a 3 milioni.
Quindi attualmente sono già stati finanziati sia commercianti che artigiani per gli importi anche minimi di 3 milioni; a me pare che in questa direzione si possa andare bene senza diminuire ulteriormente la cifra. Questo perchè, ed io premetto subito che per piccole cifre abbiamo il Consorzio Fidi sia per gli artigiani che per i commercianti che è molto più snello, con una semplice domandina si possono ottenere i soldi e si paga il 17,50 contro il 13%, dobbiamo anche tenere presente la mole di lavoro che investe, soprattutto all'inizio dell'applicazione di questa legge, gli uffici sia della Finaosta che dell'Amministrazione regionale, per istruire pratiche al di sotto dei 3 milioni.
Piuttosto, in questa occasione vorrei ricordare che a fine anno, in occasione della presentazione di un'interpellanza, l'Assessore Chabod aveva detto che eventualmente, per venire incontro alle piccole aziende, si poteva elevare quel 30% del Fondo Capitale, che attualmente è paragonabile al 30% su investimenti massimi di 5 milioni, portandolo a dieci. Questa è una promessa che aveva fatto l'Assessore Chabod per cui il piccolo imprenditore poteva accedere al fondo capitale attraverso una legge già esistente. Non condivido la diminuzione ulteriore di questa legge 101 che è già a tre milioni, perchè a meno di così non possiamo scendere andando poi a caricare gli uffici con pratiche, documentazioni per un prestito di due milioni, quando ci sono delle linee creditizie più snelle e più veloci per dare uno, due o tre milioni.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.
ANDRIONE - (U.V.): A me, come direbbe il Presidente del Consiglio, corre l'obbligo di felicitarmi con il Consigliere Berti, perchè normalmente non capisco niente di quello che dice, questa volta ho persino capito. Quindi è già un punto positivo, sarà la fine della legislatura però, per la spiegazione data dal Consigliere Berti, noi voteremo a favore.
PRESIDENTE: Metto in approvazione la mozione in oggetto:
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti, votanti e favorevoli: 26
Il Consiglio approva all'unanimità
