Objet du Conseil n. 292 du 25 janvier 1989 - Resoconto
OGGETTO N. 292/IX - SITUAZIONE DEL CENTRO PSICO MEDICO DI VIA STEVENIN. (Interpellanza).
PRESIDENTE:Do lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Mafrica e Tonino:
INTERPELLANZA
Su invito di alcuni familiari degli utenti interessati, i sottoscritti Consiglieri regionali del Gruppo comunista hanno fatto una visita al Centro Psico Medico di Via Stévenin e ne hanno tratto motivi di sconforto , per non dire di indignazione, sullo stato di un servizio che secondo logica (e secondo le norme vigenti) dovrebbe rivestire primaria importanza nella struttura sanitaria regionale.
I locali del centro sono angusti, di non facile accesso, dotati di servizi igienici del tutto inadeguati. A queste già gravi insufficienze è da aggiungersi la presenza nell'atrio (ormai da alcune settimane) di un ammasso di attrezzature e mobili, che dopo il precedente trasferimento non avevano trovato spazio nei locali del Centro e che erano stati provvisoriamente collocati nel dismesso laboratorio radiologico dell'E.N.P.I..
Da alcune settimane, allo scopo di liberare la stanza prima utilizzata come laboratorio dell'E.N.P.I., da destinarsi a sede del NAS, gli arredi eccedenti del Centro Psico Medico, in parte ancora necessari, sono stati depositati nell'atrio, trasformando così quei locali in una specie di accampamento zingaresco.
Poiché al centro accedono soprattutto bambini e persone con difficoltà motorie, è di immediata comprensione il disagio ulteriore che le famiglie interessate devono affrontare; si aggiunga che con l'operazione anzidetta non si è neppure raggiunto lo scopo di liberare il laboratorio-deposito, perché nello stesso sono ancora installate le pesanti ed ingombranti attrezzature radiologiche dell'E.N.P.I.
Ciò premesso i sottoscritti Consiglieri regionali
INTERPELLANO
l'Assessore competente per sapere:
1) quanto durerà l'attuale situazione di sciatto ingombro dell'atrio del Centro Psico Medico;
2) quali sono le intenzioni della Giunta rispetto alla necessità di dotare il Centro stesso di una sistemazione definitiva, con locali adeguati, accessi senza barriere architettoniche, attrezzature idonee ed adeguata dotazione di personale.
PRESIDENTE:Ha chiesto di parlare Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
MAFRICA (PCI):E' una vicenda che ci ha un po' impressionati perché siamo stati invitati da alcuni familiari, utenti del centro psico medico, ed abbiamo innanzitutto rilevato come questo centro non sia adeguato alle esigenze degli utenti; in particolare viene frequentato da persone che hanno avuto una paralisi o che hanno difficoltà motorie, dunque esiste già un problema di barriere architettoniche per accedere al centro che è al primo piano.
I locali sono angusti e abbiamo verificato anche che i servizi igienici sono inadeguati: esistono dei guasti che attendono da anni di essere riparati.
Il personale ci è sembrato in numero estremamente ridotto, per cui abbiamo l'impressione che in questo campo ci siano ancora molti passi da fare.
Oltre a tutto questo, il motivo della richiesta da parte delle famiglie degli interessati è il seguente: abbiamo potuto verificare come nell'atrio fossero ammassate strutture del centro psico medico che non avevano trovato spazio nei locali più angusti dei locali precedenti, quindi l'atrio era veramente simile ad un accampamento e le persone che già hanno difficoltà motorie, o i bambini che vengono portati a questo centro, dovevano attraversare questi mucchi di masserizie prima di raggiungere locali a loro destinati. La cosa ci ha un po' stupiti perché non ci sembra che in una realtà quale è quella valdostana le cose si possono fare in questo modo.
Lo scopo che si voleva ottenere era quello di liberare un locale da destinare al NAS; in quel locale erano disposte attrezzature radiologiche che erano ancora presenti, mentre le attrezzature eccedenti del centro psico medico erano tutte lì ammucchiate.
Sappiamo che alcuni giorni dopo sarà un caso, non voglio fare come il Consigliere Bajocco che aveva attribuito alla sua interpellanza l'abbattimento di una parete -, queste masserizie sono state sgomberate; rimangono però tutti gli altri problemi, sui quali chiediamo alla Giunta di intervenire. Vogliamo sapere se si vuole trovare una sistemazione idonea per questo che è l'unico centro di riabilitazione pubblico che esiste in Valle; se si vogliono trovare dei locali idonei con una palestra che possa contenere tutte le attrezzature, perché in precedenza la fisioterapista doveva andare nel magazzino a prendere uno strumento per utilizzarlo e poi riportarlo, dal momento che in palestra non ci stava; se si farà qualcosa per avere una struttura senza barriere architettoniche e se si riuscirà ad aumentare il numero di persone specializzate che operano nel campo della riabilitazione.
Torno a ripetere: questo servizio psico medico in particolare riguarda bambini che hanno difficoltà, anziani che hanno subito delle paresi, è molto delicato, occorre che sia sistemato in modo idoneo dal punto di vista delle strutture e del personale.
PRESIDENTE: ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Lanièce, ne ha facoltà.
LANIECE (DC):Innanzitutto ringrazio i Consiglieri interpellanti per la segnalazione; è molto utile che situazioni non soddisfacenti nel campo sanitario come in altri settori vengano senza indugio portate a conoscenza di chi ha il dovere di intervenire. E' vero, al centro medico di via Stévenin c'è stata una situazione di disagio; nel suddetto centro ci si è venuti a trovare come in casa di chiunque quando si è a metà del trasloco: c'è disordine. In realtà, si è trattato dello spostamento nei locali del centro medico di Via Stévenin degli uffici del NAS. Allo stato attuale il trasloco (detto fra virgolette) è ultimato, ponendo così termine alle lamentate condizioni di disagio.
Circa la necessità di locali idonei per l'espletamento dell'attività del centro psico medico, faccio rilevare che la Giunta regionale con deliberazione n. 7053 del 29 luglio 1988 ha stabilito di trasferire tale centro nei locali già adibiti alla pediatria nell'ex edificio della maternità. Sono in corso le procedure per la realizzazione dei lavori di sistemazione, ai quali provvederà sollecitamente il competente ufficio tecnico dell'Assessorato.
Neppure il settore sanitario sfugge al problema generale della mancanza di locali e di spazi adeguati, sin dal 30 agosto 1988 il nostro Assessorato ha tracciato alcune ipotesi di utilizzo dell'edificio dell'ex maternità, ma finora non ha ancora potuto avere conseguenze sul piano operativo. Sul tappeto c'è sempre più impellente il problema della grave mancanza di spazio di cui soffrono diversi servizi dell'USL; contiamo di poter pervenire in tempi brevi alla elaborazione di un organico piano di adeguamento e potenziamento delle strutture dell'USL, anche tenendo conto che al riguardo la Regione sarà chiamata a dare indicazioni e proposte per l'attuazione del piano straordinario di investimenti nel settore socio sanitario previsto dall'art. 20 della legge finanziaria 1988.
Per quanto concerne la carenza di personale, cercheremo di comune accordo con l'USL di fare alcuni spostamenti di personale non utilizzato al cento per cento in altri settori e di portarlo in questo centro, in attesa di trasferirlo all'ex maternità, dove le barriere architettoniche sono già state abbattute per cui questo grosso problema sarebbe immediatamente eliminato.
Si dà atto che alle ore 12,04 riassume la Presidenza i! Presidente BICH.
PRESIDENTE:Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
MAFRICA (PCI):Voglio solo far rilevare come di solito nelle famiglie i traslochi non durino quindici giorni, ma si facciano in tempi più brevi.
Prendo atto dell'impegno della Giunta; avevo già visto la delibera con cui erano stati affidati i lavori per l'ex maternità e mi chiedo se saranno sufficienti i trecento milioni stanziati per il riattamento di questi locali. Indubbiamente si può con l'ex maternità risolvere in qualche modo questo problema del centro, non si risolve però completamente il problema del personale e del personale specializzato. Non si risolve neppure il problema più complesso della dislocazione complessiva dei servizi sanitari nella nostra Regione, per la quale aspettiamo di poter discutere in Commissione o in Consiglio delle proposte definitive, perché ci pare che in questo momento l'orientamento tra ristrutturazione della sede di Viale Ginevra, possibilità di un nuovo insediamento complessivo per l'ospedale, oppure affidamento a strutture private, sia molto incerto; siamo perché, se possibile, si valuti seriamente l'ipotesi di un nuovo ospedale.
