Objet du Conseil n. 389 du 26 mars 2026 - Resoconto
OGGETTO N. 389/XVII - Interpellanze: "Impianti sportivi per la pratica agonistica curling paraolimpico e skicross in Valle d'Aosta - Iniziative urgenti" e "Pista di curling del Forum Sport di Courmayeur - Tempistiche di ripristino e sviluppo del curling in Valle d'Aosta".
Aggravi (Presidente) - Proseguiamo con le trattazioni congiunte. Abbiamo la trattazione congiunta delle interpellanze n. 45 e n. 46. Per l'illustrazione della prima interpellanza, la parola al consigliere Tuccari.
Tuccari (FdI) - Oggi non stiamo parlando di un favore da concedere a qualcuno, stiamo parlando di un diritto, di una responsabilità istituzionale e soprattutto di una scelta politica: il curling paralimpico, da cui parto.
In Valle d'Aosta abbiamo atleti che vestono la maglia della Nazione italiana, atleti che rappresentano il nostro territorio nel mondo, eppure, per potersi allenare, sono costretti a percorrere centinaia di chilometri, perché sul nostro territorio non riescono ad avere una pista disponibile.
Va chiarito un punto. Lo sappiamo, la Regione si è attivata e ha dimostrato attenzione, l'ostacolo concreto oggi riguarda la gestione dell'impianto di Courmayeur in particolare e l'assenza di una soluzione tecnica e organizzativa che consenta la realizzazione e la fruizione stabile di una pista idonea al curling.
La domanda politica è semplice: possiamo accettare che i nostri atleti paralimpici valdostani non possano allenarsi a casa per un problema gestionale? Lo sport paralimpico non è uno sport di serie B, è inclusione, dignità e uguaglianza sostanziale. Se ai nostri atleti concediamo i nostri migliori auguri qui in aula consiliare, se celebriamo gli stessi atleti quando vincono, dobbiamo assolutamente sostenerli quando chiedono semplicemente di potersi allenare in casa, la nostra casa.
Skicross, vengo al secondo tema. Alle recenti Olimpiadi Milano-Cortina la Nazionale italiana ha ottenuto risultati straordinari. Dietro quei risultati c'è anche competenza valdostana, in particolare c'è il lavoro di Bartolomeo Pala, ex atleta di punta della disciplina, dal 2013 prima allenatore, poi Direttore tecnico del freestyle e oggi capo allenatore dello skicross. Pala dal 2013 guida un progetto che ha portato l'Italia ai vertici internazionali, passando prima per le Olimpiadi di Pechino, con il quinto posto, per poi portarci il massimo lustro nell'evento di Milano-Cortina, con la storica doppietta oro-argento, eppure, paradossalmente, in Valle d'Aosta non esiste una pista dedicata allo skicross.
Qui occorre fare un passo ulteriore. Lo skicross non è soltanto una disciplina olimpica, oggi è riconosciuto anche come strumento formativo. La specialità è inserita all'interno della scuola dei tecnici federali dello sci alpino sia nei corsi di primo livello, sia negli aggiornamenti per gli allenatori. Questo perché la pratica dello skicross nelle categorie giovanili dello sci alpino, pulcini, children e giovani, contribuisce allo sviluppo di abilità motorie fondamentali per la crescita dell'atleta nel lungo periodo. In concreto significa che su una pista di skicross, adattata a vari livelli, si allenano movimenti che nei club di sci alpino tradizionali si stanno progressivamente perdendo: salti, roller, (incomprensibile), adattamento e lettura del terreno, gestione della velocità e dello scorrimento. Sono abilità che un tempo facevano parte del bagaglio tecnico completo dello sciatore. Gobbe, variazioni di pendenza, situazioni non standardizzate e che oggi, a causa della specializzazione quasi esclusiva tra i pali, vengono sempre meno allenate, eppure ci sono competenze fondamentali per formare atleti più completi, più reattivi e più sicuri, non è solo per lo skicross, ma per lo sci alpino nel suo complesso. Allora la questione cambia prospettiva, non si tratta di costruire una pista per pochi specialisti, si tratta di dotare la Valle d'Aosta di una struttura che possa servire un bacino molto più ampio: tutto il movimento giovanile dello sci alpino.
La domanda quindi è se vogliamo essere una Regione che investe nella formazione tecnica moderna o vogliamo continuare a perdere terreno anche su questo. Abbiamo Pila, Cervinia, La Thuile, abbiamo competenze tecniche e una tradizione invernale che è la nostra identità, quello che manca è una strategia chiara. Non si chiede di costruire cattedrali nel deserto, si chiede di programmare, di inserire nella pianificazione sportiva regionale la realizzazione di infrastrutture coerenti con le vocazioni del territorio e di utilizzare strumenti già disponibili con i Comuni, partenariati pubblico-privato e con fondi dedicati allo sport e alla montagna.
In conclusione il filo conduttore è uno solo: la coerenza tra le parole e i fatti. Quest'interpellanza unisce due temi solo apparentemente diversi.
Se diciamo che lo sport è centrale, dobbiamo dimostrarlo. Se diciamo che sosteniamo la disabilità, dobbiamo rimuovere gli ostacoli concreti. Se diciamo che la Valle d'Aosta è capitale degli sport invernali, dobbiamo dotarla di strutture adeguate. Non è una battaglia contro qualcuno, è una richiesta di responsabilità istituzionale. Chiediamo al Governo regionale di assumere un ruolo attivo per sbloccare l'impasse sul curling paralimpico e di poter avviare una pianificazione seria per lo sviluppo dello skicross sul nostro territorio. Oggi abbiamo un'occasione di fare una scelta: facciamola!
Presidente - Per la seconda presentazione, la parola al collega Manfrin.
Manfrin (LEGA VDA) - Questa iniziativa trae origine da una situazione di prolungata inattività dell'unica pista di curling presente in Valle d'Aosta, ubicata presso il Forum Sport di Courmayeur, che è chiusa al pubblico e agli atleti, purtroppo, da settembre 2020 a causa di quelli che sono stati evidenziati come problemi tecnici all'impianto di raffreddamento. La questione riveste un particolare rilievo perché, come sappiamo, soprattutto in questo momento storico abbiamo la fortuna di vedere un momento di grande rilievo per quanto riguarda il curling valdostano.
La Disval Aosta, società di wheelchair curling, ovvero il curling paralimpico, si è laureata campione d'Italia 2024-2025. Tre atleti valdostani, cioè Egidio Marchese, Fabrizio Bich ed Emanuele Spelorzi, sono stati selezionati per rappresentare l'Italia alle Paralimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, un risultato di eccellenza assoluta, che rischia di non trovare in Valle d'Aosta la struttura necessaria per preparare adeguatamente i propri campioni. A causa della chiusura gli atleti sono costretti - e purtroppo c'è stato un drammatico report che lo ha evidenziato - a percorrere centinaia di chilometri per raggiungere la pista di Pinerolo, l'unica disponibile nel nord-ovest, con disagi evidenti amplificati per persone con disabilità ovviamente. Va messo in conto anche questo, quindi, oltre alle necessità, anche di prestigio, che sono state messe in campo.
L'impatto a lungo termine è già visibile: prima della chiusura si allenavano sulla pista ben 15 ragazzi con disabilità, oggi sono rimasti solo 4 atleti attivi a livello agonistico, con il concreto rischio di dispersione definitiva del movimento sportivo regionale. Secondo quanto lei, Assessore, aveva dichiarato nel novembre 2024, il problema alla base della chiusura è di natura progettuale. Questo è quello che abbiamo potuto rilevare da quello che lei ha dichiarato.
La pista di curling e quelle di pattinaggio condividono lo stesso impianto di raffreddamento, che richiede temperature diverse per le due discipline e la soluzione individuata prevedeva - o prevede - la separazione dei due impianti, con un costo stimato di 200.000 euro per i lavori, più un onere gestionale di circa 40.000 euro annui.
Di segno opposto invece abbiamo poi avuto anche la versione degli atleti della Disval, i quali dicono che, sulla base di pareri tecnici da loro acquisiti, ritengono che il problema si risolverebbe molto più semplicemente con l'installazione di una valvola, con costi presumibilmente molto inferiori. Questa divergenza fra la soluzione tecnica ufficiale e quella prospettata dagli atleti costituisce uno degli interrogativi centrali della nostra iniziativa.
Sul fronte degli investimenti in corso il Comune di Courmayeur ha avviato lavori sull'involucro del Forum Sport, copertura, pannelli solari e impianto antincendio, per un totale di 4 milioni di euro, di cui 2 milioni a carico della Regione. L'Assessore comunale al turismo ha tuttavia dichiarato che il ripristino della pista di curling al momento non è una priorità, posticipandone l'attuazione a interventi strutturali ultimati.
L'Assessore, ovvero lei, ha però chiarito che l'intervento non sarà immediato, ma solo rimandato, lasciando intendere una volontà di procedere, senza tuttavia fissare scadenze vincolanti, da qui appunto si origina poi la nostra necessità di chiarezza. A ciò si aggiunge la dichiarazione degli atleti circa l'esistenza di un impegno formale della Regione a coprire parte delle spese di ripristino, impegno che l'interpellanza chiede, e ovviamente si trova fra le domande, di confermare o di smentire.
Giova poi ricordare come le Paralimpiadi invernali di Milano-Cortina abbiano rappresentato per la Valle d'Aosta un'occasione straordinaria di visibilità sportiva, resa ancora più significativa dalla partecipazione di tre atleti locali con la maglia azzurra, e proprio in virtù di questa partecipazione, avere un impianto che può supportare questo tipo di attività è assolutamente importante. Non dobbiamo perdere di vista anche un elemento, cioè si sono svolte le Olimpiadi di Milano-Cortina, ma nel medio periodo - e, guardando al futuro ci sono le Olimpiadi invernali 2030 che si terranno sulle Alpi francesi, in un contesto geograficamente prossimo alla Valle d'Aosta - questo potrebbe amplificare la rilevanza strategica di disporre un impianto funzionante sul territorio, anche eventualmente, da una parte, per avere atleti formati e poi chissà magari anche per collaborazioni future: ecco perché con questa interpellanza le chiediamo di rispondere su quale sia l'esatta soluzione per il ripristino della pista di curling, cioè o la separazione degli impianti, stimata in 200.000 euro, oppure l'installazione di una valvola prospettata dagli atleti; quale sia a questo punto, se c'è stata, una documentazione consegnata da chi ha fatto questa valutazione rispetto ai costi; quale sia la data prevista per il ripristino della pista, con indicazione di un cronoprogramma certo e non rinviabile; se la Regione intenda finanziare integralmente o parzialmente l'intervento e se sia già stato assunto un impegno formale e, in caso affermativo, con quali modalità e quali scadenze.
Presidente - Per la risposta congiunta, la parola all'assessore Grosjacques.
Grosjacques (UV) - Risponderò insieme alle domande n 1 sia del collega Tuccari che del collega Manfrin in quanto sono perfettamente sovrapponibili.
Partirei dal fondo dicendo che c'è la disponibilità dell'Amministrazione di finanziare, ma al momento non c'è una richiesta di finanziamento da parte dell'Amministrazione comunale di Courmayeur, ma illustrerò nel dettaglio, perché non vorrei che questo venisse considerato un disimpegno sul palazzetto da parte dell'Amministrazione. Al contrario c'è l'impegno per una serie di lavori strutturali che lei ha già in qualche modo citato e che sono stati oggetto, sia da parte dell'Amministrazione regionale che dell'Amministrazione comunale, dell'esborso di grandi risorse finanziarie.
La pista da curling del Forum Sport, che, lo voglio ricordare, è una struttura sportiva di proprietà del Comune di Courmayeur, è chiusa da anni e presenta numerose problematicità progettuali e strutturali, evidenziate nella relazione di un tecnico icemaker, che ne rendono impossibile l'utilizzo sia per il curling che per il wheelchair curling.
Un primo problema nasce dai bordi del campo di gioco che, non essendo correttamente fissati, fanno uscire molta acqua in fase di allagamento, il che rende molto difficile livellare la superficie di gioco. Le relazioni tecniche commissionate in materia evidenziano poi, in particolare per il wheelchair curling, che il legno sui bordi della pista costituisce una grande barriera architettonica e quindi un potenziale pericolo. Il consiglio dei tecnici in proposito sarebbe quello di delimitare il campo con gomma piuma, materiale usato in tutte le manifestazioni in quanto, oltre a risultare ottimo per creare una vasca ermetica, risulta molto semplice da scavalcare per gli atleti wheelchair. Oltre a ciò, la pista risulta essere posizionata sotto le gradinate in un ambiente che non riesce a disperdere l'umidità, creando così grossi problemi alla superficie, che deve essere perfetta per lo scorrimento delle stone. Il maggior ostacolo, come già evidenziato in precedenti interpellanze, è comunque costituito dall'impianto di raffreddamento, senza il quale la pista non è tale da permettere un buon allenamento. Il ghiaccio del curling è infatti molto particolare e ha bisogno di temperature specifiche. Di base il problema è progettuale, dal momento che il curling e la pista di pattinaggio condividono il medesimo impianto di raffreddamento, ma hanno necessità di temperature di ghiaccio differenti per permettere di svolgere le diverse discipline sul ghiaccio: il curling da una parte e il pattinaggio, l'hockey e lo short track dall'altra, temperature impossibili da ottenere con l'impianto esistente. Nella situazione attuale i tecnici sono costretti a usare una valvola miscelatrice in modalità manuale, per poi doverla bypassare per non creare problemi all'impianto e "se l'impianto si deve accendere solo per il curling - cito testualmente le parole del tecnico -, è come accendere un Boeing per muovere una Cinquecento". Come già detto in precedenti occasioni, la soluzione, come da relazione dei tecnici interpellati, sarebbe quella di separare i due impianti e renderli autonomi, installando un chiller, un gruppo frigorifero esterno, soluzione che da anni viene utilizzata a Cortina.
I costi di separazione degli impianti, per correttezza, non sono pari a 200.000 euro, ma sono quelli riportati nel preventivo dell'azienda interpellata nel novembre 2023 per 146.031 euro: fornitura e posa del gruppo frigo per il raffreddamento del piano pista curling, esclusi i costi di progettazione. La situazione non è cambiata, l'offerta è rimasta quella del 2023, anche se ai costi preventivati andrebbero aggiunti quelli per la sostituzione del glicole attualmente utilizzato, che è un composto chimico organico utilizzato come antigelo, con quello ecologico, come è stato fatto per la pista principale, per un importo intorno ai 10.000 euro. Senza tali interventi la pista non è in condizioni tali da permettere un buon allenamento. Tale valutazione negativa era peraltro già stata evidenziata nel 2020, come riportato in una e-mail del Presidente del Comitato paralimpico, nella quale si sosteneva che, sentito anche il responsabile di Disval, la pista presentava caratteristiche non adeguate a quelle richieste per la pratica del curling. Il Sindaco di Courmayeur ci ha confermato in questi giorni che la situazione da allora è rimasta immutata, rammentando inoltre che, anche quando era in funzione, la pista veniva comunque utilizzata con una frequenza molto bassa.
Il collega Manfrin chiede inoltre di confrontare la soluzione della separazione degli impianti con soluzioni più semplici ed economiche come l'installazione di una valvola, soluzione questa sostenuta dagli atleti. A ciò non so come rispondere, perché non conosco quali pareri tecnici siano stati acquisiti dagli atleti, non ci sono stati forniti, quindi riporto le informazioni solamente fornitemi dal Comune di Courmayeur, Comune con il quale gli atleti avrebbero forse dovuto confrontarsi per analizzare l'effettiva fattibilità dell'intervento da loro sostenuto.
Ricordo comunque, per completezza di informazione, che negli ultimi anni sono stati effettuati notevoli interventi di manutenzione straordinaria del Palazzetto del ghiaccio, i cui interventi più importanti sono stati finanziati per il 50% dalla Regione e per il 50% dal Comune di Courmayeur, in quanto, come lei ben sa, questi rientrano nelle provvidenze della legge regionale 16/2007, che finanzia le opere sportive di interesse regionale, che è esattamente il caso del Palazzetto di Courmayeur: la sostituzione dei generatori di calore per 158.000 euro, il rifacimento del circuito di distribuzione e installazione del sistema di contabilizzazione delle calorie per 191.000 euro, l'ammodernamento del sistema di supervisione e controllo degli impianti tecnologici e di climatizzazione per 79.000 euro, la sostituzione della falda sud del manto di copertura e installazione dei pannelli fotovoltaici per 1.056.000 euro, la riqualificazione energetica degli impianti di illuminazione dell'arena per 121.000 euro, l'ammodernamento dei collettori di distribuzione del calore della centrale termica per 143.500 euro, la riqualificazione dell'area polifunzionale esterna per 864.410 euro. Il Comune ha inoltre finanziato altri interventi con risorse proprie, quali la sostituzione delle serpentine di raffreddamento della pista di pattinaggio per 334.500 e la sostituzione della copertura in policarbonato dell'ingresso per 42.000 euro, in più l'acquisto di una macchina rasaghiaccio Rolba per 250.000 euro.
Alla luce di quanto sopra, risulta che nell'ultimo triennio sono state fatte opere di manutenzione straordinaria per un totale di 5.856.000 euro, finanziate dalla Regione per 2.614.000 euro e dal Comune di Courmayeur per 3.241.000 euro. Oltre alle manutenzioni straordinarie, il Comune di Courmayeur si fa inoltre carico del disavanzo annuo, che oscilla tra i 650.000 e i 700.000 euro. Dico questo per portare a conoscenza i colleghi degli importanti lavori che l'Amministrazione comunale di Courmayeur ha realizzato in questi ultimi anni, con il contributo dell'Amministrazione regionale, come dicevo, attraverso la legge regionale n. 16 del 2007, e che denotano un'attenzione molto puntuale su questa struttura importante per tutta la Regione. Anche perché spesso la utilizziamo per altre manifestazioni sportive, come avete avuto occasione di vedere: la pallavolo, la kickboxing e altri tipi di iniziative, di valenza sia nazionale che internazionale.
In risposta al secondo quesito, così come previsto dall'articolo 8bis della legge regionale n. 3 del 2004, la Regione incentiva e sostiene l'attività sportiva degli atleti diversamente abili nell'ambito degli organismi sportivi di appartenenza mediante la concessione di un contributo forfettario a favore della delegazione regionale Valle d'Aosta del Comitato italiano paralimpico. Il contributo è concesso esclusivamente con riferimento agli oneri di gestione della delegazione e all'attività di promozione e gestione dell'attività sportiva dei soggetti diversamente abili, svolta direttamente dalla medesima, ovvero da organismi o enti sportivi riconosciuti dal Comitato italiano paralimpico, costituiti e operanti in Valle d'Aosta. Ricordo infine che nella richiesta di riconoscimento quale infrastruttura di interesse regionale del nuovo stadio comunale del ghiaccio in Regione Tzambarlet, presentata a fine dicembre 2023, il Comune di Aosta ha riconosciuto tra le attività praticabili nello stesso sia il curling che il wheelchair curling. La nuova struttura, quindi il nuovo Palaghiaccio di Aosta, avrà al proprio interno due piste per la pratica del curling: una per le persone normodotate e una per le persone con disabilità.
Con riferimento al punto 3, lo skicross italiano, come lei ha correttamente ricordato, collega Tuccari, vive un momento eccezionale grazie alla doppietta olimpica di Simone Deromedis e Federico Tomasoni a Livigno, nei recenti Giochi olimpici, e all'impegno e alla professionalità del direttore tecnico e capo allenatore della squadra nazionale, il valdostano Bartolomeo Pala, al quale vanno i nostri complimenti e i ringraziamenti per l'ottimo lavoro che ha compiuto, i cui risultati abbiamo potuto apprezzare. Tuttavia, la disciplina resta di nicchia e il settore giovanile affronta importanti difficoltà strutturali a livello nazionale poiché manca un percorso formativo dedicato e quasi tutti gli atleti provengono dallo sci alpino. La realizzazione di una pista di skicross è abbastanza complessa e costosa, una pista permanente di buon livello richiede lavori estivi di movimento terra per realizzare il percorso e durante la stagione invernale è necessaria una grande quantità di neve artificiale per realizzare strutture solide come salti, dossi e paraboliche. Inoltre la maggior parte degli allenatori non ha una formazione specifica per lo skicross in occasione dei corsi della Scuola tecnici federale della FISI. Questa mancanza ostacola lo sviluppo della disciplina e crea problemi tecnici difficili da gestire. Senza tecnici preparati, la disponibilità di piste da sola non basta per far crescere la disciplina.
Per sostenere la crescita dello skicross in Italia, la Federazione italiana sport invernali impone l'organizzazione di competizioni all'interno di manifestazioni sportive di livello nazionale destinate alle categorie giovanili. In particolare, ai Campionati italiani children di sci alpino dal 7 al 12 aprile 2026 a Pila, categorie ragazzi e allievi, sono previste una gara di slalom gigante, una di slalom speciale, una di super gigante e una gara di skicross. Il comitato organizzatore dovrà quindi realizzare per l'occasione una pista di skicross con specifici requisiti e difficoltà adatti alle categorie partecipanti. Tutti gli atleti avranno modo di provare la pista prima della gara proprio considerando le difficoltà a livello nazionale per allenarsi allo skicross. Anche a La Thuile, in occasione dell'edizione 2024 del "Criterium nazionale Cuccioli", è stata realizzata una semplice pista temporanea di skicross per la manifestazione. La disponibilità permanente di una pista di skicross in un comprensorio sciistico valdostano sarebbe certamente molto utile per la promozione della disciplina, per l'allenamento dei giovani atleti valdostani in vista delle manifestazioni nazionali, che prevedono obbligatoriamente la prova di skicross, ma anche per aumentare le abilità degli atleti dello sci alpino e, più in generale, per lo sviluppo della disciplina sportiva dello skicross. Avendo chiesto però informazioni al Comitato valdostano FISI ASIVA in merito alla presente interpellanza, mi è stato comunicato che verrà trasmesso a breve un documento, al momento in fase di ultimazione, con alcune proposte per lo sviluppo degli sport invernali in Valle d'Aosta, nel quale è stata inserita una proposta per la realizzazione di una pista di skicross in un comprensorio sciistico valdostano, unitamente ad alcune strutture per lo snowboard e per il freestyle, che hanno le stesse necessità. Dal confronto con le cinque grandi società di impianti a funi valdostane è emerso che nessuna delle società al momento ha ricevuto richieste specifiche per la predisposizione di tracciati di skicross.
Per quanto riguarda il comprensorio del Cervino Ski Paradise, non è quindi al momento presente una pista dedicata in via esclusiva a tale specialità. Tuttavia, in occasione della tappa di Coppa del Mondo, la società allestisce in località Plan Maison un tracciato conforme agli standard FIS per lo snowboard cross. Tale struttura risulterebbe tecnicamente compatibile anche con la pratica dello skicross data l'estrema analogia tra le due discipline.
Al termine della manifestazione le strutture più tecniche adatte alla sola fruizione degli atleti professionisti vengono rimosse e la pista viene lavorata per renderla accessibile alla clientela turistica, o integrata nello snow park. La società in ogni caso predispone un tracciato di circa 700 metri, che viene dedicato agli allenamenti della nazionale italiana attraverso una preparazione specifica.
Relativamente alla stazione di Pila, la società evidenzia come la creazione di un'infrastruttura dedicata allo skicross richieda spazi ampi, morfologicamente idonei e stabilmente destinabili a tale attività, caratteristiche che risultano incompatibili con l'attuale configurazione del comprensorio, già fortemente strutturato per l'offerta sciistica esistente. Una pista conforme agli standard agonistici necessiterebbe infatti di uno sviluppo significativo, pendenze e larghezze importanti, nonché aree di sicurezza permanenti, tutti elementi che comporterebbero un impatto tecnico e gestionale critico. Negli ultimi anni Pila ha puntato sul consolidamento di aree acrobatiche, come lo Snow Park e la Fun Slope, inserite in un progetto di sviluppo volto a qualificare l'offerta per le famiglie e l'utenza giovane, registrando un costante apprezzamento turistico. Monterosa S.p.A., Funivie Piccolo San Bernardo e Courmayeur Mont Blanc sono sulla stessa linea di pensiero della Pila S.p.A. Occorre sottolineare infine che un'eventuale pista da skicross destinata prevalentemente all'allenamento rimarrebbe ad appannaggio esclusivo degli atleti agonisti. Le caratteristiche tecniche di tali tracciati risultano infatti incompatibili con gli standard di sicurezza e praticabilità richiesti per un utilizzo turistico.
Per quel che riguarda la domanda di cui al punto n. 4, come già detto, ai sensi della legge 3/2004, la Regione incentiva e sostiene l'attività sportiva degli atleti diversamente abili nell'ambito degli organismi sportivi di appartenenza mediante la concessione di un contributo forfettario a favore della delegazione regionale del Comitato italiano paralimpico.
Occorre precisare, con riferimento alle competizioni in corso, che le spese della Nazionale paralimpica italiana nei diversi sport sono sostenute principalmente da un sistema misto, che vede il Comitato italiano paralimpico come ente centrale, affiancato dallo Stato, dalle federazioni di riferimento e dagli sponsor privati.
Con riferimento all'interpellanza del collega Manfrin, ho risposto alla domanda n. 1 congiuntamente a quella del collega Tuccari. Relativamente alle domande n. 2 e n. 3 e più precisamente "quale sia la data prevista per il ripristino della pista di curling e se la Regione intenda finanziare integralmente o parzialmente l'intervento, confermando o smentendo l'esistenza di un impegno formale già assunto e specificando tempistiche vincolanti", le darò una risposta unica per entrambi i quesiti. Il descritto intervento di ripristino della pista di curling rientra pienamente tra le iniziative eccedenti la manutenzione ordinaria, che possono essere oggetto di contributo ai sensi della legge regionale 16/2007, la quale finanzia appunto tali interventi da effettuare su infrastrutture classificate di interesse regionale, quali il Palazzetto del ghiaccio di Courmayeur. In applicazione della deliberazione di Giunta n. 1496 del 2024, che regola l'erogazione dei contributi su tali infrastrutture, l'Ente locale proprietario può richiedere la copertura del 50% della spesa necessaria alla realizzazione dell'intervento di cui si tratta, previa sottoscrizione di apposita convenzione atta a regolare i rapporti tra l'ente richiedente e la Regione erogante. Al momento, come le ho detto in apertura della mia risposta, nessuna richiesta di finanziamento in tal senso è pervenuta da parte del Comune di Courmayeur, che è attualmente impegnato in consolidamenti strutturali del palazzetto. Allo stato attuale quindi non è possibile ipotizzare una data per il ripristino della pista da curling.
Presidente - Per la prima replica, la parola al collega Tuccari.
Tuccari (FdI) - Assessore, io la ringrazio molto per le risposte che ha dato. Sono contento per quanto riguarda il curling, ha dato una bellissima notizia, ossia che ad Aosta presto ci sarà disponibilità e questo è importante per i nostri atleti. Sono rimasto un po' più sconcertato, anzi no, sono rimasto dispiaciuto per quanto riguarda il discorso dello skicross proprio in virtù del fatto che è stata riconosciuta come disciplina tout court, ossia che sui giovani, sui cuccioli, a partire da loro, porterebbe uno sviluppo diverso.
Un uomo, un tecnico, ha portato una visione tanto tempo fa e dalla sua visione ha portato dei riconoscimenti internazionali. Evidentemente alle volte ci soffermiamo sui particolari, qui invece abbiamo delle medaglie, quindi hanno portato a compimento una visione che oggi noi non abbiamo qua in Valle d'Aosta, perché si tratta di visione, si tratta di poter capire che cosa si potrebbe sviluppare. Mi rendo conto che la maggior parte dei tecnici che le hanno dato queste risposte non hanno questa stessa visione, evidentemente, al di là dello sviluppo di una pista che potrebbe essere incastonata in un luogo o in un altro. Si possono sempre fare… quindi è sempre solo una questione di visione. Qui mi fermo. Io la ringrazio per le risposte che mi ha dato, perché capisco che i tecnici queste le hanno dato.
Presidente - Per la seconda replica, la parola al collega Manfrin.
Manfrin (LEGA VDA) - Mi consenta, Assessore, di ringraziarla per la lunga relazione che ci ha fatto, che è entrata nei dettagli del tema che abbiamo posto all'attenzione dell'aula e che ha fornito diversi particolari molto interessanti e anche un elemento che io non avevo considerato, come quello delle spese di gestione, che ovviamente sono necessarie per approfondire il tutto. L'avevo detto nell'illustrazione: non avevamo dubbi sul fatto che ovviamente la Regione, avendo individuato quello come un impianto di interesse regionale, avesse attenzione, ma proprio per questo abbiamo voluto portare questa iniziativa: per mettere l'attenzione sul tema.
Cogliamo sicuramente in maniera positiva le notizie che ci dicono che si arriverà ad avere un impianto, con le spese che ne conseguono.
Rispetto alla questione della valvola che ha detto, perché non ne è a conoscenza, noi abbiamo preso atto dell'esistenza di questa soluzione tecnica alternativa a fronte delle dichiarazioni che sono state fatte dagli stessi atleti, penso dall'organizzazione che fa questo tipo di sport, che porta avanti il wheelchair curling in Valle d'Aosta, sugli organi di informazione. Noi quindi immaginavamo che ci fosse stato un contatto, un confronto. Lei ci dice che questo confronto non c'è stato e questo ci dispiace, soprattutto se si parlava, per esempio, di soluzioni che magari economicamente erano migliori. Magari, anche a fronte di questo spunto, si potrà approfondire se effettivamente ci sono soluzioni tecniche migliori per arrivare comunque allo stesso risultato.
Come dicevo, accogliamo quindi in maniera positiva il fatto che si potrà avere uno spazio di questo tipo a disposizione dei nostri atleti, che hanno tenuto alto, come tanti altri, sia per quanto riguarda le Olimpiadi che per le Paralimpiadi, il nome della Valle d'Aosta.
Ci dispiace non avere una tempistica, ma giustamente, se non è prevedibile, ne prendiamo atto e non è sicuramente qualcosa che possiamo avere adesso, ma quello che le chiediamo, se sarà possibile, è di tenerci aggiornati. Quando eventualmente dovesse emergere una previsione tempistica, a noi interesserebbe averla, anche per dare un orizzonte temporale e quindi avere la possibilità di fare tutti i ragionamenti possibili.
A fronte di questo ovviamente ci dichiariamo soddisfatti, anche rispetto al quadro che è stato fatto e alla correzione delle spese, perché giustamente, quando gli organi di informazione riportano alcune notizie, poi si scopre che i dati sono diversi, quindi anche capire questo è utile al dibattito. Oltre a comprendere - lo ribadisco ancora una volta, perché credo sia importante - che spesso non è soltanto l'opera che viene posta in essere, soprattutto quando c'è una doppia gestione, quindi c'è la proprietà comunale e l'impianto viene dichiarato di interesse regionale, dunque c'è una collaborazione… qual è l'onere di chi collabora… e soprattutto l'onere della gestione che ha detto appunto che c'è un supporto senza il quale, senza un ripianamento annuale di quello che viene utilizzato per questo tipo di attività, sarebbe difficile gestire.
Confermo, lo ha evocato: io ho avuto modo di assistere a due eventi sportivi, quelli che lei ha detto, la pallavolo e gli sport da contatto, da combattimento all'interno di quella struttura sono stati molto ben organizzati e sono stati anche degli ottimi eventi sportivi che hanno sicuramente evidenziato la vocazione sportiva della nostra Regione.
Ci auguriamo di poter vedere al più presto anche quell'impianto messo a disposizione degli atleti che abbiamo citato.
Presidente - Se i colleghi sono d'accordo, farei una pausa fino alle 17:45.
La seduta è sospesa dalle ore 17:22 alle ore 17:49.
